Comune di Napoli il Rendiconto Previsionale 2015

gennaro consiglioCome ogni anno metto a disposizione dei cittadini tutti i documenti del rendiconto previsionale del comune di Napoli. Questo si può dire è l’atto più importante e si accompagna a molte delibere che compongono il rendiconto. Dico immediatamente che ho bisogno di una mano! Il lavoro questa volta è più pesante degli altri anni perché solo ieri mi hanno fornito i documenti in formato digitale. Non mi dilungo troppo altrimenti Vi passa la voglia di andare a vedere come si ha intenzione e come, in parte, già sono stati spesi i nostri soldi. Il consiglio è fissato per il 30.07 p.v. e per il 31.07, ma è probabile e mi auguro, che servirà solo per incardinare la discussione per poi rinviarla ai primi giorni di agosto di modo di avere qualche giorno in più di studio. Questo è il corposo ordine del giorno (clikka).

Una nota di colore: Molti dichiarano di voler fare trasparenza e partecipazione, compresi quelli del m5s ma poi alla fine, forse anche per incapacità, finiscono per non fare ciò che affermano di voler fare. Trasparenza e partecipazione sono i primi due scalini della democrazia ma, purtroppo, alla fine nessuno li vuole salire per paura di essere controllato o di essere scoperto di aver sbagliare!

Ecco gli atti:

1) Delibera di proposta al consiglio n. 488 2015 di approvazione dello schema di bilancio (clikka);

2) Cartella Allegati al Bilancio previsionale 2015 (clikka).

3) Cartella Bilanci Società Partecipate (clikka).

4) Cartella delibere propedeutiche al Bilancio previsionale 2015 (clikka);

5) Pareri del Collegio dei Revisori (clikka)

Per avere accesso all’intera cartella clikka qui

Oggi (05.08.2015) si è tenuto il consiglio comunale nel quale ho proposto un emendamento alla delibera sulle tariffe 2015 (clikka)  ed una Mozione di accompagnamento su ulteriori attività che possono essere delegate alla Polizia Locale (clikka) che saranno discussi domani e che hanno la funzione di ottenere risparmi di spesa ed un incremento delle entrate.

Il mio intervento al consiglio comunale del 05.08.2015 al 3:33:41 domani ci sarà la maratona finale

Morire a Napoli è un Morire!!!

cimiteriStamane dopo la commissione sui cimiteri mi sono incuriosito ed ho approfondito l’argomento sia studiando che confrontandomi con i Dirigenti del Comune. Lo so è un argomento poco piacevole ma deve pur essere trattato con serietà e competenza, facendo in modo che i Napoletani abbiano la possibilità di scegliere e di non essere mortificati e gabbati anche dall’amministrazione in momenti tristi come quelli del decesso di un proprio caro.

Gli argomenti esemplari sono due: Cremazioni, Sale di Commiato e Case Funerarie. In entrambi i casi, senza tema di smentita, posso dire che siamo ridicoli se paragonati alle altre città italiane, figuriamoci europee!

La materia è disciplinata dalla legge Nazionale, dalla legge Regionale e dal regolamento di polizia mortuaria Comunale. Ebbene a Napoli siamo tutti dei recordman della burocrazia inutile e barocca.

La Regione Campania, infatti, con legge n. 12 del 24.11.2001, rimaneggiata nel 2013 con legge n. 7, ha fatto due cose, da una parte ha, diciamo, liberalizzato l’attività di cremazione delle salme ritenendo, giustamente, di incentivare la pratica (art. 10), dall’altra ha previsto la possibilità di realizzare delle case funerarie e delle sale di commiato previa adozione di una delibera di Giunta, sentita la Consulta Regionale (art. 1 comma 3 bis), che avrebbe dovuto indicare i requisiti necessari e che però non è stata adottata di modo che in Regione Campania non è possibile di fatto realizzare delle case funerarie e delle sale di commiato private e credo neppure pubbliche! Il risultato è che se una persone non è cattolica o ha un altro credo religioso oppure è atea non può scegliere di essere salutato dai propri parenti ed amici in un luogo diverso dalla propria abitazione o dall’obitorio degli ospedali se li è deceduto. Basti pensare che negli Stati Unita, invece, tale pratica è tanto diffusa da averci fatto addirittura la serie televisiva Six Feet Under che per un certo periodo ho anche seguito (clikka)!!

Ebbene, a fronte di una tale disciplina regionale il Comune di Napoli rispetto alle altre città campane ha superato se stesso, in quanto, ha di fatto impedito la realizzazione sul territorio cittadino di Forni Crematori ritenendo tale attività esclusivamente di pertinenza della pubblica amministrazione. Difatti, nel Regolamento di Polizia Mortuaria del 21.02.2006 è espressamente previsto che l’attività di cremazione è pubblica e gratuita (clikka), di modo che, mentre in altre città Campane sono stati realizzati forni crematori anche da privati o in concessione, a Napoli è in corso di costruzione da 15 anni il forno crematorio pubblico di Poggiorele, con un progetto, che oggi in commissione, si commentava essere ridicolo per le sproporzionate dimensioni faraoniche!

Il risultato per i Napoletani è che, se decidono di accedere a tale pratica, devono pagare circa 600,00 €. per la cremazione oltre alle spese per portare le salme a Domicella in provincia di Avellino (clikka), ovvero in provincia di Salerno a Montecorvino Pugliano (clikka) o Cava dei Tirreni (clikka). Tutti Forni Crematori, è il caso di osservare, gestiti interamente da privati! Stamane, infatti, un dirigente del comune commentando il paradosso che avevo sottolineato, mi diceva che a Domicella, un piccolissimo paese,  addirittura il Comune non solo ha fatto realizzare il Forno su un project financing ma incassa anche una tassa di cento euro per ogni cremazione (che ovviamente provengono da tutte le città campane) con circa 15 cremazioni al giorno!!! Fatevi voi i conti!!! A Napoli, invece, le brillanti menti politiche hanno deciso diversamente costringendo i Napoletani ai mortificanti “viaggi della cremazione”!!!

Per le Sale di Commiato e case funerarie, invece, il meglio che siamo riusciti a produrre, è stata una proposta di delibera nel 2012 (clikka) del Consigliere Salvatore Pace che, però, prevede la sola astrusa possibilità di una gestione pubblica delle stesse mentre in altre città d’Italia, come detto, tale servizio è stato, giustamente liberalizzato!!!

Ebbene, come sempre faccio bastava guardare e copiare cosa fanno ad esempio in Lombardia dove ci sono ben 12 forni crematori e le case funerarie e le sale di commiato sono state liberalizzate con i dovuti controlli sanitari e di igiene!! Si bastava solo guardare senza neppure leggere il Regolamento dei Servizi Funebri e Cimiteriali del Comune di Milano (clikka) ed il regolamento in materia della Regione Lombardia (clikka) per avere la percezione immediata della nostra arretratezza!!

Tutto questo per dire che il SUD e Napoli sono soffocati da una coltre di burocrazia assillante ed inutile che opprime i cittadini ed uccide sul nascere tutti coloro che hanno in animo di intraprendere una attività economica. Una burocrazia, prodotta da una politica incapace di guardare più in la del proprio naso e tanto ottusa da non essere neppure riuscita a copiare i comportamenti virtuosi degli altri!

Mi viene da dire, che ogni comunità ha la politica che si merita ….

P.S. Ovviamente c’è poi tutto il tema della gestione dei servizi cimiteriali per i quali il comune non ha personale!!! Nonostante un interpello interno, infatti, non si sono trovate persone che, previa formazione, abbiano manifestato la volontà di svolgere le funzioni di cimiteriali (estumulazione, tumulazione etc.) col risultato che questi servizi pare (ma non troppo) siano svolti abusivamente non si sa da chi! Inoltre, ho avuto segnalazioni con tanto di fotografie che al cimitero di Secondigliano i loculi stanno scoppiando e versano in uno stato indegno!! Il dirigente proprio stamane mi ha comunicato di aver avuto le autorizzazioni ASL e quindi che si interverrà a breve… speriamo bene!!!

Perché non si discute su cosa fare a Bagnoli?

bagnoliA Londra ci sono almeno 20 Bagnoli ma l’amministrazione politica individua strategie intelligenti per riqualificarle”. Questa, come cittadino napoletano ed ancor di più come consigliere comunale, è la frase che mi ha colpito di più della intervista dell’Archistar londinese Richard Brudett (clikka) apparsa qualche giorno fa su Repubblica Napoli che, in una certa misura, mi ha anche fatto vergognare. Difatti, a fronte di una dichiarazione così forte sulla stampa cittadina si sono susseguite e si susseguono le notizie e le interviste sul “totocommissario” e sulla necessità di modificare il decreto sblocca Italia ridando un ruolo al Comune. Niente o quasi si dice su cosa si debba fare dell’area, ovvero, su quali rimedi si debbano adottare visti i risultati istruttori della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e della Commissione Parlamentare di inchiesta del 12.12.2012 nonché della nuova riperimetrazione della zona rossa a rischio vulcanico dei campi flegrei che ha ricompreso anche l’intera area di Bagnoli. C’è, come detto, la ricerca affannosa del Commissario, difficile da trovare in quanto, paradossalmente, l’incarico è a titolo gratuito con altissimo rischio di coinvolgimento in procedimenti giudiziari visti i presupposti da cui si parte.

Nessuno parla, infatti, di cosa si potrà fare a Bagnoli alla luce di questi studi, atti e documenti. Di come ad esempio si intende risolvere il problema dell’inquinamento causato dalle oltre 400 tonnellate di morchie oleose interrate sotto il parco dello sport e certificate dal consulente della Procura di Napoli. Sarà veramente praticabile il suggerimento indicato in una nota dell’Assessore Santangelo del 13.04.2010, riportata nel decreto di sequestro del Tribunale di Napoli, di “realizzare delle barriere non valicabili delle aree verdi in modo da evitare del tutto il contatto dermico con il suolo? Siamo in grado di immaginare dei bambini e ragazzini napoletani giocare nel parco dello sport e non scavalcare qualsivoglia barriera per andare a recuperare il pallone o per sostarvi tranquillamente come se niente fosse? A meno che non vogliamo immaginare dei cartelli a guardia delle aree verdi con su scritto “vietato calpestare le aiuole pericolo di morte”.

Ancora le percentuali di aree residenziali e non residenziali già previste, alla luce della nuova riperimetrazione della zona rossa, sono ammissibili e praticabili? Il mio contributo sul punto ho cercato di darlo nella mozione che è stata approvata dal Consiglio Comunale del del 16 marzo 2015 (clikka) allorché feci inserire nell’atto un espresso riferimento alla perimetrazione della zona rossa avendo studiato i risultati del tavolo presso la protezione civile, che hanno poi determinato le delibere di giunta regionale della Campania nn. 669/2014 e 27/2015. In questi casi, infatti, credo che la politica debba applicare il principio di massima precauzione e sicurezza a tutela della privata e pubblica incolumità mettendo ai margini la speculazione economica che, invece, vorrebbe un aumento esponenziale delle cubature residenziali.

Altro quesito su cui varrebbe la pena confrontarsi e come si vuole mettere in pratica l’idea del ripristino della linea di costa e che fine dovremmo far fare alla colmata che fino a prova contraria andrebbe rimossa per legge. Senza sottacere delle stesse perplessità sollevate dal GIP del Tribunale di Napoli, nell’ordinanza di sequestro relative all’inquinamento proveniente dall’area CEMETIR di cui neppure si discute. Fare, Fare presto e Fare Bene, dovrebbe essere il leitmotiv di una azione amministrativa seria e concreta su Bagnoli ed, invece, ci stiamo arrovellando il cervello su come uscire dalla cornice tracciata dal decreto sblocca Italia che, stando così le cose, non potrà certo contenere un bel quadro.

Per gli altri post su Bagnoli (clikka)

Su Repubblica Napoli di oggi (clikka)

Dubbi sulla nomina in ASIA tra politica e merito

IacotucciSono stato il promotore del regolamento sulle nomine nelle istituzioni, enti e società partecipate del comune di Napoli depositando le proposta in consiglio a giugno 2012 (clikka) e lottando due anni per farla approvare (clikka) con dei compromessi al ribasso perché Napoli purtroppo non è culturalmente preparata. Si conservano, infatti, vecchi criteri fondati sulla gestione del potere e sulla fidelizzazione politica.

A Milano per esempio il Regolamento (clikka) è fondato su una valutazione del merito e della competenza ed il relativo regolamento cerca di tenere fuori dalla porta le valutazioni squisitamente politiche nella nomina di manager che devono essere tali perché vanno a guidare società ed enti che muovono diverse decine se non centinaia di milioni di euro ed hanno anche migliaia di dipendenti.

Il 7 luglio scorso è stato nominato Francesco Iacotucci al vetrice di ASIA forse la società più importante del Comune di Napoli perché si occupa di igiene urbana. Ebbene la nomina è stata fatta in spregio del regolamento e del bando in quanto il nominato era dipendente del Comune di Napoli e quindi non poteva neppure partecipare al bando stesso. La cosa paradossale è che lo stesso nominato nella sua Domanda di partecipazione al bando del 23.06.2015 (clikka) fa espressa dichiarazione di non essere in condizione di incompatibilità con la carica e quindi di “non essere dipendente, consulente o incaricato del comune di Napoli” e successivamente lo stesso giorno (07.07.2015) in cui è stato nominato rassegna le dimissioni dal rapporto di impiego con il Comune di Napoli (clikka) in un settore tra l’altro nel quale svolgeva compiti di stretta attinenza e controllo sulla partecipata alla quale è stato nominato.

Già qualcuno può dire che è una questione formale ma dalle mie parti quando uno rende una dichiarazione ad una pubblica amministrazione ovviamente deve essere consapevole che deve essere veritiera altrimenti potrebbe incorrere in fattispecie di reato specifiche ed, inoltre, credo che per ragione di opportunità e per evitare conflitti di interesse, non si possa nominare in una partecipata uno che fino ad un minuto prima ha svolto compiti di controllo  sulla stessa partecipata, in quanto, se dovesse scoprire delle irregolarità ovviamente avrebbe tutto l’interesse a nasconderle per evitare sue responsabilità per omesso controllo. Altrettanto ovviamente la mia è una valutazione di principio dettata dall’influenza dei miei elementari studi del diritto!

Al fine di contribuire al buon andamento dell’amministrazione del Comune di Napoli ieri ho inoltrato specifica richiesta di annullamento in autotutela (clikka).

Il Mattino di Napoli (clikka)

Oro agli Europei di Lotta Olimpionica Stile Libero Femminile

Patrizia LiuzziQualche ora fa Patrizia Liuzzi ha conquistato il podio più alto agli Europei juniores di Lotta Olimpionica  Stile Libero ad Istambul Turchia. A guidarla è stato un altro campione della disciplina, il papà, Michele, allenatore della Nazionale femminile. Ho seguito la finale in streaming commentando su Whatsup l’incontro con gli altri amici che l’hanno seguita. Potete notare dalla foto la dignità e la compostezza con la quale Patrizia tiene il tricolore. Una giovane donna nata e cresciuta a Melito nella palestra del padre.

Uno sport duro che come dico sempre non crea solo campioni ma anche cittadine e cittadini esemplari. Patrizia tornerà a Melito e sono sicuro, sarà un esempio per le tante ragazze e ragazzi che si allenano in condizioni assolutamente precarie ma con grandissima dignità, professionalità e spirito di abnegazione.

E’ chiaro che l’incontro per me è stato una emozione forte, conosco bene il papà Michele “il rosso” di Montesanto, un campione anche lui con il quale mi accomuna lo stesso allenatore, il Maestro Luigi Marigliano.

Con Michele in questi anni, insieme agli altri amici, mi sono confrontato e mi confronto per cercare di trovare soluzioni affinché lo sport sia veramente per tutti, sopratutto nel quartiere difficile di Melito dove Michele ha messo in piedi la Wrestling Liuzzi. Un quartiere dove se un ragazzino o una ragazzina non va in palestra a fare sport, la strada non gli riserva nulla di buono.

A Napoli ci sono altre esperienze importanti come quella di Michele ma alla fine si finisce a parlare solo del calcio o dei soliti noti. Parlare di Sport significa innanzitutto far conoscere ai cittadini le tante realtà dove i ragazzi e gli allenatori fanno sacrifici per raggiungere risultati sociali ed agnostici pregevoli.

Questa sera preso dall’emozione i miei 10 km di corsa li ho fatti tutti di un fiato con una media del 4:59 km/minuto, con grinta, sofferenza e passione, poca cosa, ma è bastato per farmi ricordare cosa significa allenarsi soffrire e gioire del risultato, con compostezza ed umiltà guardando sempre con rispetto l’avversario senza mai umiliarlo, come ha fatto questa sera Patrizia che ha conquistato questo risultato difficile battendo in finale per 8 a 2 l’azera Kolesnik. Tutti dobbiamo essere orgogliosi e gioire dell’ottimo risultato raggiunto così come dovrebbe essere per le tante altre medaglia degli altri sport, malamente definiti minori o peggio ancora poveri! Spero che i giornali facciano la loro parte facendo conoscere questa giovane donna promuovendo così lo Sport e non come sempre accade lo spettacolo del Calcio che crea ottimi tifosi su sedie sdraio e pancia che sembra un cocomero. Lo Sport occorre praticarlo se si vuole che i nostri giovani crescano sani e con valori che troppo spesso vengono dimenticati.

Eppure, dopo questi quattro anni di consigliere comunale a Napoli, non mi capacito ancora di come sia possibile che la politica non comprenda questa cosa così semplice: lo sport è la prima politica sociale perché è prevenzione e recupero delle marginalità, è socializzazione ed è un binario sicuro su cui far viaggiare i nostri giovani! Grazie Patrizia!!! Continua così noi ti seguiremo fino alle olimpiadi!!!

Questo è ciò che ha scritto stamane Patrizia sulla sua bacheca Facebook non aggiungo altro:

Questa mattina appena mi sono alzata dal letto mi sono guardata allo specchio e ho detto”ho la faccia tutta rotta” poi ho pensato “MA NE È VALSA LA PENA”. È da un bel po’ che ci penso ma “se” arrivo sul podio come reagirò? Fino a giovedi non ci credevo di poter arrivare sul tetto più grande d Europa, ma quando ieri mattina mi sono svegliata mi sono guardata allo specchio e ho detto perché se? Perché io non posso essere campionessa d Europa? Perché ? Ho iniziato a pormi queste domande e poi ho iniziato a pensare quante quante volte ho pianto in palestra per non avercela fatta,quante volte ho sofferto,quante botte ho preso e quante ne prenderò ancora,quante feste mancate, quante uscite con gli amici rifiutati,quanti sacrifici che mia madre e mio padre hanno fatto per me,quanti sacrifici e quanti ne farò per salire su quel tetto ancora una volta,stento a crederci mi sembra un sogno,non ho più lacrime queste foto dicono tutto per me. Sono stata una ragazza che ci ha creduto fino infondo prima con la testa e poi con il cuore. Quei sei minuti sono stati i sei minuti più lunghi della mia vita,quando è finita la prima cosa che ho fatto ho baciato la materassina perché è l unica cosa che potevo fare in quel momento perché è li che sono nata e lì che ho perso ore e ore di duro lavoro poi vedere vincere per la mia squadra è stato troppo troppo emozionate vedere quella bandiera sventolare tutto il mondo tifare per me l inno è stato qualcosa di indescrivibile ma volevo dire che questa medaglia va a me,poi a tutta la mia famiglia e tutte quelle persone che hanno creduto in me sempre,ma questa medaglia va soprattuto a una persona che è stata pezzo della palestra questa persona che adesso non c’è più è andata via molto presto questa persone che mi ha dato la forza ancora di più.QUESTA VA A TE AMICO MIO,ti voglio bene SASA’
A tutte quelle persone che hanno un sogno come me non arrendetevi MAI credeteci prima con la TESTA e poi con il CUORE .
Un grande grazie a tutti PATTY 🇮🇹

La telenovela dello Stadio San Paolo

sanpaoloSi susseguono le notizie sulla stampa cittadina relative alla gestione dello Stadio San Paolo incentrate su una polemica che credo non abbia diritto di cittadinanza in una comunità civile perché offende l’intelligenza dei napoletani. Come cittadino, ed ancor di più come consigliere comunale, credo che la storia relativa al rinnovo della concessione ed ai concerti sia assolutamente ingiustificata ed ingiustificabile in qualunque altra città europea. Non penso, infatti, sia normale arrivare alla scadenza di una convenzione senza averne, per tempo, prevista un’altra e senza che si sia raggiunto un accordo che soddisfi tutte le parti in causa e gli interessi pubblici e privati, è il caso di dire, in gioco. Eppure il tempo è trascorso pur avendo io stesso, nella mia precedente carica di Presidente della Commissione Consiliare Sport, sin dal 2011 (appena insediati) avviato un serio confronto tra i dirigenti del Calcio Napoli, gli altri operatori sportivi dello Stadio e l’amministrazione, rappresentata dall’assessore all’epoca in carica, avendo ben chiara la scadenza del 30 giugno 2014. Il 13 novembre 2013, infatti, nell’ottica dell’amministrazione trasparente, arrivai anche a celebrare una commissione con la presenza del Presidente De Laurentiis solo che quel percorso, tutto istituzionale, è stato interrotto dando spazio a malintesi, passi in avanti e dietrofront nelle stanze chiuse di Palazzo San Giacomo. Ebbene, credo che nessuno possa negare che questa vicenda non sarebbe capita da qualsivoglia altro cittadino europeo così come non la capiscono i napoletani. E’ possibile che Napoli anche in questo debba negativamente contraddistinguersi? Eppure non credo che lo Stadio San Paolo presenti difficoltà amministrative e gestionali maggiori del Stadio San Siro di cui mi feci, addirittura mandare dal Comune di Milano, anche la relativa concessione. In definitiva, basterebbe copiare dagli altri esempi prevedendo un buon programma di manutenzione che sia sostenuto dal relativo reddito, affinché non si perpetui lo squilibrio attualmente vigente che vede il Comune accollarsi tutti i costi ed il Calcio Napoli assorbire tutti gli utili, seppure in uno stadio che letteralmente cade a pezzi. Dovrebbe, quindi, essere interesse di tutte le parti andare immediatamente alla conclusione di questa vera e propria “telenovela” senza considerare che in tutti gli stadi del mondo si fanno i concerti nei periodi in cui non si giocano le partite. Evidentemente se al San Paolo ad organizzare i concerti fosse stata la FILMAURO forse il terreno di gioco sarebbe stato più al sicuro.

Oggi 27.06.2015 su Il Mattino di Napoli (clikka) il progetto di De Laurentiis: Via la pista di atletica!!

Il Costo della Politica di un Consigliere Comunale

spreco-di-soldi-pubbliciGiusto per andare contro corrente e far comprendere che la politica si fa per pura passione: €. 4.294,84 Lorde (clikka), questa l’indennità pagata dal Comune di Napoli nell’anno 2014, per la mia attività di consigliere comunale. Posso dire di essere soddisfatto anche perché con questi pochi soldi l’amministrazione, grazie alla mia attività di indirizzo, denuncia e controllo, nel 2014, ha incassato la bellezza di €. 6.240.000,00 Calcio Napoli (clikka) che non pagava lo stadio dal 2006.

Poi nel Paese c’è pure chi incassa e devolve una parte a cittadini ed imprese che al momento opportuno, molto probabilmente, saranno riconoscenti. Ovviamente non credo che la politica ed un politico si debba misurare con questo metro, ma con la capacità, la competenza ed il merito. Per farmi capire anche una indennità di 100 €. al mese ad un parlamentare come Antonio Razzi et similia sarebbe troppo!!!

Ovviamente credo di essere l’unico o uno dei pochi ad applicare rigorosamente la normativa prevista dal TUEL come ho già spiegato in altri articoli su questo blog (clikka).

Il futuro di Napoli tra sviluppo territoriale e progetti europei

FondiEuropeiSui fondi europei sono molto attento perché credo siano l’unica via d’uscita dalla crisi. Ieri (23.06.2015) Repubblica Napoli in un articolo di Dario Del Porto si legge dell’allarme lanciato dalla commissaria Corina Cretu (clikka) in relazione alla programmazione 2014/2020. Nel medesimo articolo De Luca afferma che sui finanziamenti europei “non siamo a zero ma sottozero“.

Come cittadino queste dichiarazioni mi allarmano ed ovviamente trattandosi di tenere gli occhi bene aperti un dubbio mi è venuto visto che sono a rischio altri 6 miliardi di euro. A parlare, infatti, è la commissaria Cretu, Rumena, che credo potrebbe avere tutto l’interesse al naufragio della nostra programmazione perché andrebbe a tutto vantaggio del suo paese. Sarà forse esagerata come considerazione ma a pensare male forse non si sbaglia. In europa, infatti, con l’aggregazione dei paesi dell’est si è accresciuta la concorrenza tra i paesi ad obiettivo convergenza e, quindi, credo che i nostri rappresentanti dovrebbero mettere da parte ogni loro differenza e fare squadra, senza se e senza ma, per fare in modo che i finanziamenti a noi destinati vadano in porto!

Devo constatare che l’attenzione mediatica oggi c’è meno quella politica, difficilmente, infatti, si legge di un intervento di qualche consigliere regionale, vecchio o nuovo, o di qualche nostro parlamentare europeo. Che l’argomento sia di vitale importanza per noi ed i nostri figli si capisce bene. Sulla questione infatti, qualche settimana fa è intervenuto Presidente Napolitano (clikka) che ha usato parole dure e critiche facendo appello ai Napoletani ed alla classe intellettuale a cui hanno fatto eco, forse perché punti nell’orgoglio, i filosofi Aldo Masullo (clikka) e Roberto Esposito (clikka) ed a seguire l’ex governatore Antonio Bassolino (clikka). Su napoli Est anche si legge di un ritardo che non è comprensibile e Progetti  bloccati da una burocrazia sorda alle esigenze dalla città (clikka) anche se a smentire la perdita dei finanziamenti c’è l’assessore al Comune di Napoli Mario Calabrese (clikka) che credo sia mosso più da una aspirazione che non dall’esame reale dei dati visto che questi progetti dovevano essere terminati, rendicontati e collaudati entro il 31.12.2015.

Non essendo abituato ad arrendermi mi viene solo da dire da oggi in poi Forza andiamo avanti con serietà competenza e spirito di servizio e chi sbaglia è fuori!!

vedi anche:

Fondi UE la campania bocciata ed il silenzio della politica (clikka)

Dalla politica del bisogno alla politica dei diritti

gennaro consiglioDiciamola così: La gente ti vota solo se gli tappi le buche sotto casa, fai togliere qualche multa, fai accendere qualche lampione in più, fai eliminare la discarica abusiva da sotto casa, fai eliminare qualche infiltrazione dal tetto in un immobile comunale, fai pagare prima qualche creditore e cose di questo tipo. Insomma tutte cose che soddisfano un interesse diretto ed immediato, assolutamente legittimo ma che il più delle volte è di competenza della municipalità. Se, invece, ti occupi dell’interesse generale cercando di risolvere problemi una volta per tutte andando alla radice (come nel caso delle case famiglia (clikka), fai cambiare una decisione sbagliata adottata anni addietro e non più attuale (come quella del mercato ittico di napoli (clikka) o fai in modo che l’amministrazione risparmi o incassi anche milioni di euro mediante un più accurato sfruttamento dei beni pubblici (come nel caso dello stadio san paolo clikka) o insisti per l’adozione di misure di sviluppo territoriale (clikka), allora non se ne può fregare nessuno. Alla fine tutti vanno alla ricerca del piacere o della promessa del piacere solo che così facendo si adottano decisioni estemporanee senza alcuna programmazione e nell’interesse seppure legittimo di quei pochi. Ad esempio le buche vengono riparate a macchia di leopardo con una misurata colata di asfalto che andrà via al prossimo acquazzone, mentre occorrerebbe adottare un piano di manutenzione programmato; la discarica viene eliminata al momento ma senza un piano di controlli efficaci si riformerà di nuovo ed allora occorrerà di nuovo chiamare il consigliere senza aver ottenuto il risultato concreto e definitivo. In sostanza del bene e dell’interesse generale poi non se ne frega nessuno il che determina uno sviamento dell’azione di controllo e di gestione che alla fine non affronta mai i problemi così come vanno affrontati.

Diciamo che lo stato di bisogno e lo sfascio amministrativo alimenta la macchina del consenso e quindi è assolutamente funzionale sia ai cittadini che ai politici. Il salto di qualità lo potremo fare nel momento in cui alla politica del bisogno sostituiremo la politica dello sviluppo e dei diritti.

L’Idealista politico (clikka)

I Politici tra Rimborsi e Gettoni di presenza

spreco-di-soldi-pubbliciSi dovrebbe parlare di politica e di sviluppo ma spesso la politica è inquinata da malversazioni o sospette tali ed alla fine si finisce a parlare di gettoni di presenza e rimborsi vari di consiglieri eletti nelle varie assemblee rappresentative del popolo. Dell’argomento me ne sono occupato molto manifestando tutto il mio sdegno. Credo, però, sia utile mettere insieme due notizie della scorsa settimana che riguardano la richiesta di rinvio a giudizio dei Consiglieri Regionali (vecchi e nuovi) della Campania per l’appropriazione dei fondi economali apparsa su Il Mattino di Napoli del 06.06. u.s. (clikka) nonché il grido (se così lo possiamo chiamare) di allarme del consigliere municipale Francesco Ruotolo su “Il Mattino di Napoli” del 07.06 u.s. (clikka) che denuncia lo sperpero dei fondi pubblici per le commissioni consiliari delle municipalità, che non giustificano neppure il gettone di presenza vista la loro durata di pochi minuti. Ebbene, se questo è il motivo credo che tutti i consiglieri interpellati dal Giornalista de Il Mattino, avrebbero dovuto ovviamente affermare che il gettone di presenza non è dovuto se la commissione dura pochi minuti né si giustifica l’assenza per l’intera giornata dal lavoro mentre, invece, lo stesso Ruotolo mi sembrerebbe ammettere di aver percepito egli stesso il ghiotto gettone (?).

Ebbene, sono quattro anni, che applico rigorosamente (e forse per alcuni stupidamente) le norme del TUEL (artt. 79 e ss) in materia di gettoni di presenza ed il risultato è che la mia indennità mensile varia tra gli 80 ed i 270 €. al mese se non proprio ZERO, come accaduto per il mese di maggio2015 (clikka). Il che ovviamente è uno scandalo al contrario visto il lavoro che svolgo con studio, diligenza e dedizione e viste le responsabilità che assumo (clikka).

Una curiosità che mi ha colpito è la circostanza che quelli che malversano di più o sono accusati (ingiustamente fino a sentenza passata in giudicato) di tali reati sono tendenzialmente i rappresentanti del popolo che “spopolano“. Per capire con degli esempi, a Roma Mirko Coratti (presidente del Consiglio Comunale di Roma) viene eletto con 6.565 voti (arrestato nell’ambito di mafiacapitale) poi c’è il più famoso Franco Fiorito che, in Regione Lazio, venne eletto con 26.217 voti, arrestato anch’esso proprio nell’ambito delle indagini relative ai fondi dei gruppi consiliari.

A Napoli, per dirne una tra i rinviati a giudizio e gli indagati (innocenti fino a sentenza passata in giudicato) ci sono il recordman Mario Casillo con oltre 31.000 preferenze, Nicola Marrazzo con oltre 12.000 preferenze, Carmine Mocerino con oltre 10.000 preferenze ed Angela Cortese con oltre 9800 preferenze (non eletta) ed altri con una minore cifra elettorale.

Non so come dire secondo me al numero di voti ricevuto dovrebbe corrispondere un proporzionale sentimento di responsabilità e peso della rappresentanza. Immagino, infatti, la preoccupazione di queste persone che investite da una così rilevante cifra elettorale si sentiranno sulle spalle tutto il peso del numero di preferenze ricevute.

Vedi pure:

la politica scabrosa dei consiglieri regionali (clikka)

Il danaro dei consiglieri regionali (clikka)

quanto costano i consiglieri (clikka)

la regione campania indagata (clikka)

Fondi UE: La Campania Bocciata ed il silenzio della politica

FondiEuropeiDopo l’articolo di Gemma su Repubblica Napoli del 5 giugno u.s. (clikka) sui Finanziamenti europei, mi sarei aspettato (e mi sono augurato) una valanga di smentite e precisazioni ed, invece, nulla! A leggere la cronaca del destino di queste risorse, infatti, tremano i polsi.

Progetti per otto miliardi di euro del piano di sviluppo elaborato da Caldoro 2014-2020 che la commissione di Bruxelles boccia. Un vero e proprio crimine contro l’umanità! I cittadini Campani abbandonati al loro destino di sottosviluppo e sottoproletariato urbano per colpa di una politica incapace di governare i processi burocratici ed amministrativi!

Occorrerebbe chiedersi immediatamente chi sono i “burocrati” che hanno elaborato la progettazione e chi sono i politici che non hanno neppure compreso che la progettazione presentata a Bruxelles era “farlocca”!

Un campo su cui si sarebbero dovuti misurare non solo i candidati presidente ma anche i candidati consiglieri in Campagna elettorale nonché i consiglieri regionali vecchi e nuovi.

Ebbene, neppure abbiamo saputo nulla dai nostri parlamentari europei, in tutto 17 per l’italia meridionale, e di questi 7 Campani! Alcuna presa di posizione ho letto sui giornali, né da altri mezzi di informazione, da parte di tutti i nostri rappresentanti politici di maggioranza o di opposizione.

Verrebbe da chiedersi perché abbiamo eletto tutte queste persone che per lo più sono di nome e di persona sconosciuti al popolo che li ha votati. Tutti impegnati in una continua campagna elettorale, senza considerare che negli organismi Europei occorrerebbe mettere da parte le distinzioni politiche e fare squadra affinché il paese riparta.

Più che aspettare che si sbagli occorrerebbe impedire per tempo gli errori agevolando presso gli organismi europei i contatti tra le burocrazie locali ed europee.

Aspetterò ancora nella speranza di leggere di qualche commento o di qualche impegno volto a riparare gli errori. Intanto trovo assolutamente incredibile che nella importante istituzione regionale si siano mandate, in larga misura, persone che non hanno mai avuto alcuna esperienza oppure, per i riconfermati, persone che hanno dimostrato di non sapersi occupare della cosa pubblica essendo stati completamente assenti nel dibattito pubblico su temi fondamentali. Si vota scrivendo un cognome indicato da personaggi spesso discutibili ed altri non votano (la stragrande meggioranza) perché sfiduciati.

Eppure trovo assurdo che se uno deve spendere qualche decina di migliaia di euro nella ristrutturazione della propria casa, selezione ed acquisisce preventivi e referenze se, invece, deve scegliere uno che si deve poi occupare della “ristrutturazione” della propria regione, spendendo miliardi di euro, sceglie un perfetto sconosciuto!

Occorrerebbe seguire le aule Consiliari così come si segue il calcio!

Intanto il futuro di questa città e di questa regione è anche il nostro futuro e quello dei nostri figli! Spero lo capiscano in tanti!

Su questo argomento è lunga la mia battaglia:

Il fallimento dei fondi UNESCO per il centro storico (clikka)

Sui fondi europei (clikka)

Il disturbo alla Quiete Pubblica di Bagnoli

Bagnoli QuieteStamane alla municipalità di Bagnoli ho partecipato ad una assemblea sull’ormai noto fenomeno del disturbo alla quiete pubblica che è chiaro a tutti è localizzato in alcuni quartieri tra cui anche Piazza Bagnoli, per la presenza di molti locali che “tirano” fino al mattino con musica ad alto volume che toglie il sonno e la tranquillità ai cittadini. Alla assemblea di stamane hanno partecipato l’Assessore Carmine Piscopo, il Presidente della Municipalità nonché il Sig. Umberto Frenna, con un nutrito gruppo di suoi dipendenti,  quale titolare dell’Arenile.

Ovviamente il clima si è capito subito che era acceso. Io sono intervenuto riportando né più né meno quanto vado dicendo da un anno in consiglio comunale. Peraltro, il 16 marzo 2015 sono intervenuto in consiglio comunale (clikka) portanto all’attenzione del Sindaco e della Giunta il caso di Salvatore una persona anziana di Bagnoli, che da qualche anno è costretto a vivere sopra una sala di registrazione. Ebbene, sull’argomento sono intervenuto il 30.12.2014 (clikka), il 29.01.2015 (clikka), il 13.02.2015 (clikka), il 07.03.2015 (clikka), il 18.03.2015 (clikka), il 23.03.2015 (clikka), il 01.05.2015 (clikka) e da ultimo il 21.05.2015 (clikka) senza mai avere una risposta!

Ho, quindi, colto l’occasione per chiedere, in presenza dei tanti cittadini, cosa avesse intenzione di fare l’amministrazione, tenuto conto del fatto che il fenomeno ormai è chiaro e che occorrerebbe fare né più né meno di quanto fanno gli altri comuni d’Italia: Imporre un orario di chiusura anticipato andando a verificare le insonorizzazioni dei locali che spesse volte sono assolutamente inesistenti.

L’assessore Piscopo ha ascoltato ed ha promesso la istituzione di un tavolo tecnico (?) cosa che già ci era stata promessa a gennaio dall’assessore Panini ma che non si è concretizzata! Orbene, sulla questione sono convinto che occorre andare avanti in tutte le direzioni tenuto conto del fatto che laddove non interviene l’amministrazione sarà il Tribunale di Napoli (clikka) ad intervenire come è già accaduto in un caso specifico!

Segnalo e mi ha rammaricato l’intervento del Sig. Frenna, imprenditore del divertimento, il quale come ormai fanno i tanti imprenditori che hanno a che fare con la PA, ha messo in primo piano la questione del lavoro dichiarando che l’arenile occupa circa 80 dipendenti (?) e che queste persone non possono andare in mezzo ad una strada. Mi chiedo se si può morire del lavoro degli altri e cosa c’entri questa questione, posta quasi a mo di ricatto.

A questo punto occorre che si faccia un fronte comune e seguire l’esempio del comitato spontaneo di Bagnoli organizzando, dopo queste elezioni regionali, altre manifestazioni affinché l’amministrazione capisca una volta per tutte che la vita e la salute dei cittadini vale molto di più di quanto viene considerata dal Sindaco e dalla Giunta!

Oggi possiamo contare sui comitati per la quiete pubblica di: Chiaia, Bellini, Aniello Falcone, Cappella Vecchia e Bagnoli, occorre solo mettersi insieme!

 

La Sanità e la Diversabilità non sono una priorità per caldoro

Biagio.TuttiAscuolaCredo che occorre mettere in fila tre notizie che ho appreso in questi giorni dai giornali che mi hanno dato conferma della inconsistenza della politica di Caldoro. A parlare non sono io, che sono candidato alla regione campania (clikka), ma coloro che operano in settori nei quali la politica regionale in questi cinque anni è stata fallimentare.

Per avere il polso della situazione basta leggere la lettera di Toni Nocchetti (clikka) pubblicata su Repubblica Napoli il 19.05 u.s. che descrive chiaramente lo stato dell’assistenza ai diversamente abili, nonché la lettera di un medico, Bruno Zuccarelli (clikka), apparsa oggi (23.05.2015) sempre su Repubblica Napoli che descrive lo stato della sanità campana che in campagna elettorale, guarda caso, diventa diciamo quasi “efficiente”. A condire il tutto la manifestazione di ieri (22.05.2015) sul lungo  mare dei  Diversamente abili e dei lavoratori del settore socioassistenziale (clikka) per protestare contro i laceranti tagli all’assistenza alla disabilità.

A sentire caldoro, invece, sembrerebbe che va tutto bene e che la Regione Campania è particolarmente attenta al settore delle politiche sociali sennonché in questo caso per sconfessare le bugie basta solo tener conto di quanto ci viene riferito da coloro che ogni giorno ed ogni ora della loro vita si trovano a subire sulla propria pelle la scure di caldoro!

Ogni tanto mi chiedo come si fa a non tenere conto di quanto qualche mese fa ha scritto il papà di Biagio (clikka), che sentendo sulle spalle tutto il peso dei tagli alla assistenza ai disabili ha lanciato un grido di allarme assolutamente ignorato da caldoro! Sono convinto che la sofferenza ed il disagio delle famiglie si può combattere solo con una politica di uguaglianza e solidarietà che ponga al centro l’uomo e non i tagli!

La discussione sul Rendiconto Consuntivo 2014

consiglio comunaleStamane in consiglio comunale abbiamo esaminato il rendiconto consuntivo 2014 (clikka) del Comune di Napoli. Io, come avevo già dichiarato, mi sono astenuto, nella speranza di poter fare un patto con la maggioranza e portare in porto alcune importanti proposte di delibere che ho depositato in Consiglio Comunale, tra cui il regolamento delle sale da gioco (clikka) e quella di regolamento di uso e gestione degli impianti sportivi (clikka). Credo, infatti, che la politica debba essere una continua ricerca di miglioramento della società e non chiudersi in una sorda opposizione che non fa bene a nessuno!

Il mio intervento è stato incentrato sulla particolare e drammatica riduzione delle entrate da parte del comune che, da una parte, evidenzia lo stato di crisi nel quale versano i cittadini napoletani dall’altro, per le altre voci, una completa incapacità della politica di mettere mano ad un serio e fattivo efficientamento della macchina amministrativa.

Ho poi segnalato la assoluta esiguità delle risorse destinate per lo sport che, a mio avviso, dovrebbe essere la prima politica sociale, in quanto, come dico sempre svolge la doppia funzione di prevenzione e recupero delle marginalità!

Il mio intervento al 2:42:00

Consiglio Comunale e Quiete Pubblica l’ordinanza del Tribunale

insonnia_2Stamane in Consiglio Comunale ho voluto dare conto della ordinanza del Tribunale di Napoli (clikka) che di fatto ha commissariato, per un caso specifico, il Comune di Napoli che continua ad avere un atteggiamento troppo superficiale e tollerante, in quanto, il Sindaco e la Giunta ritengono che la questione sia di poco conto elettorale.

In sostanza temo che ci sia un mero e miope calcolo elettoralistico in virtù del quale si pensa che coloro che subiscono il disturbo alla loro quiete sono meno di coloro che gestiscono i locali e di quelli che li frequentano. E’ inutile dirvi che questo tipo di politica non mi interessa!! Mi spiace aver registrato in aula un atteggiamento superficiale e quasi “canzonatorio” con sorrisetti come se la questione fosse parva materia, proprio di quella sinistra più radicale che, invece, dovrebbe essere la prima a mettersi al servizio dei più deboli che, nel caso di specie, ovviamente, non sono i proprietari e gestori dei locali! Inoltre, quando ho avuto modo di parlare con gli stessi avventori dei locali stessi questi hanno sempre convenuto con me che il disturbo da loro stessi provocato era intollerabile. La domanda che sempre faccio ad una avventore, infatti, è sempre la stessa: Tu cosa faresti se abitassi sopra questo locale e non potessi dormire per tre quattro o anche cinque notti a settimana? Ebbene, mentre gli avventori hanno sempre mostrato di comprendere il problema i politici del consiglio comunale hanno sempre risposto puntulmaente: che cambiassero casa i cittadini che hanno il problema e si trasferissero in periferia! Ovviamente non ho parole!

Ecco il mio intervento al 1:00:42

La mia candidatura in Regione Campania (clikka)

La mia proposta di legge regionale per il contrasto alla Ludopatia

ludopatiaFatti non parole: I candidati alla Regione Campania dovrebbero misurarsi sulle proposte ed, invece, si vedono solo facce di plastica attaccate ai muri! I consiglieri regionali uscenti sia di maggioranza che di opposizione  non hanno fatto nulla in materie delicatissime che richiedevano un intervento immediato. Ai consiglieri uscenti, infatti, dovremmo chiedere se è stato bello passare 5 anni a girarsi i pollici percependo una bella indennità a cui hanno aggiunto anche i fondi economali per i quali non pochi sono ancora sotto processo (clikka).

Ebbene, mentre nelle altre regioni si adottavano provvedimenti efficaci per contrastare la piaga sociale del gioco d’azzardo, seppure lecito, in Regione Campania hanno adottato 7 commi in una legge (clikka) che parla di tutt’altro affermando solo delle dichiarazioni di principio senza disciplinare nulla!

Io in consiglio comunale ho depositato già una proposta di regolamento (clikka) copiata in massima parte dal provvedimento adottato dal Comune di Genova. Ebbene, oggi come candidato alla Regione Campania (clikka) ho elaborato una proposta di legge regionale, anche questa in massima parte copiata dalla legge regionale della Liguria! Basta copiare ed, ovviamente, come diceva il mio maestro, anche per copiare occorre competenza e studio: quanti candidati ne sono dotati? Al netto del fatto che quelli uscenti già hanno dimostrato di non valere poi tanto!

A quelli che si candidano per la prima volta dovremmo chiedere, invece, se hanno una visione amministrativa e politica di quello che vorrebbero fare in Regione e se si sono mai occupati della politica regionale! Fate questo test prima di andare a votare ne va del vostro futuro e del futuro dei vostri figli!

Ad ogni buon conto voglio rispondere a quelli che in questi giorni mi stanno chiamando manifestandomi apprezzamento e dichiarandomi che io sarei per loro il candidato ideale ma purtroppo si sono già “impegnati”. Confesso che quando sento i nomi di questi altri candidati mi si accappona la pelle, in massima parte gente non degna di toccare il danaro pubblico e la cosa pubblica, per manifesta incapacità dimostrata (per gli uscenti) o gente che non ha mai manifestato una visione politica ed amministrativa e che oggi si trova ad essere supportata da pezzi di sindacati e pezzi di società organizzata! Se vogliamo cambiare veramente dobbiamo cercare altro però mi raccomando non chiamatemi per comunicarmi che sostenete altra gente perché poi mi nasce spontanea la domanda: in cambio di cosa uno si è impegnato a sostenere un candidato se poi non ha alcuna certezza delle sue capacità ? perché se è in cambio di niente la cosa è veramente bizzarra se è in cambio di qualcosa allora diciamo che mi fa un po’ schifo. Misteri della politica.

Di seguito la proposta di legge, che ovviamente si aggiunge a quella sulla promozione dello sport (clikka). FATTI NON PAROLE!

Consiglio Regionale della Campania

 Proposta di legge di Iniziativa Consiliare ai sensi dell’art. 28

dello Statuto della Regione Campania

Disciplina delle sale da gioco lecito

Articolo 1 (Finalità)

  1. La presente legge, nell’ambito delle competenze spettanti alla regione in materia di tutela della salute e di politiche sociali, detta norme finalizzate a prevenire il vizio del gioco, anche se lecito, e a tutelare determinate categorie di persone, oltreché a contenere l’impatto delle attività connesse all’esercizio di sale da gioco sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sulla quiete pubblica.
  2. L’esercizio delle sale da gioco e il gioco lecito nei locali aperti al pubblico sono soggetti all’autorizzazione del Sindaco del Comune territorialmente competente.

Articolo 2 (Giochi leciti)

  1. Ai fini della presente legge, l’autorizzazione all’esercizio di cui all’articolo 1, ai sensi del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e successive modificazioni ed integrazioni, non viene concessa nel caso di ubicazione in un raggio di 500 metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale ed inoltre strutture ricettive per categorie protette. L’autorizzazione viene concessa per cinque anni e ne può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza. Per le autorizzazioni esistenti il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  2. Il Comune può individuare altri luoghi sensibili in cui può non essere concessa l’autorizzazione di cui al comma 1, tenuto conto dell’impatto della stessa sul contesto urbano e sulla sicurezza urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica.
  3. E’ vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco.

Articolo 3 (Sanzioni amministrative)

  1. Ogni violazione delle disposizioni contenute nella presente legge, fermo restando l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria per i reati eventualmente accertati e previsti dal codice penale ogni qualvolta ne ricorrano gli estremi, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 1.000,00 ad un massimo di euro 5.000,00.
  2. All’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni di cui alla presente legge provvedono il Comune competente per territorio e gli altri soggetti a ciò delegati.

Articolo 4 (Dichiarazione d’urgenza)

  1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Campania.

La mia proposta di legge Regionale per la promozione dello Sport

sportCredo che la campagna elettorale si debba misurare su proposte concrete ed ho pensato di iniziare dalla mia prima passione: Lo SPORT! Ebbene, nello Sport ciò che è facile misurare è senz’altro il merito ed il risultato. Caldoro ed i consiglieri regionali di questa consiliatura, invece, hanno dimostrato di non gradire né il merito né il risultato. Molti, infatti, sono gli atti di concessione di contributi frutto di ragionamenti che, a pensar male non si sbaglia. Ricordo, infatti, a tutti i 2 milioni e mezzo di euro regalati al Calcio Napoli (clikka), il  milione e seicentomila €. regalati ad associazioni varie (clikka), i 2 milioni e mezzo regalati al Cardinale (clikka)Milioni di euro (clikka) sperperati in rivoli per accontentare forse amici degli amici e parenti dei parenti !

Ebbene, il mio primo atto da consigliere regionale sarà quello di proporre una modifica alla legge regionale sullo sport affinché i contributi per la promozione e la valorizzazione dello sport siano sganciati dalla discrezionalità politica ed amministrativa e, quindi, lo dico volgarmente non si possano fare più “marchette” di nessun tipo. Agganciare i contributi ai risultati sportivi, infatti, elimina ogni tipo di discrezionalità premiando coloro che sono stati in grado di vincere una competizione portando lustro ed orgoglio ai Cittadini Campani!

Questa proposta, tra l’altro, è sulla stessa lunghezza d’onda del regolamento di uso e gestione degli impianti sportivi (clikka) che ho già proposto al Comune e che è in attesa di essere calendarizzata.

Sono convinto, infatti, che vincere una medaglia in una competizione sportiva importante porta lustro ed orgoglio ai cittadini Campani. Ricordo ancora con gioia quella di Claudio Pollio (clikka) che fu la scintilla per la mia carriera sportiva e per la carriera sportiva di tanti atleti campani! Lo sport come dico sempre è l’unica politica sociale che fa prevenzione e recupero, questo i politici di professione non l’hanno mai capito! Inoltre, devo segnalare che oggi le cose sono cambiate perché mentre io, figlio di operaio (clikka), ho avuto l’opportunità di praticare uno sport ai massimi livelli guadagnandoci anche qualcosina per le vacanze quando ero convocato in Nazionale, oggi, invece, non è più così ed i ragazzi con difficoltà economiche, in famiglie operaie o di impiegati monoreddito non hanno alcuna possibilità di praticare uno sport se non con l’aiuto di maestri volenterosi dello sport che svolgono una vera e propria azione sociale sostitutiva delle istituzioni.

Off topic fate un test: Se incappate in un candidato alle regionali mettetelo alla prova, non fatevi riempire la testa di chiacchiere di politichese, provate prima a fargli scrivere qualcosa sotto dettatura, poi chiedetegli se conosce lo statuto ed il regolamento della regione campania e poi chiedergli di scrivervi una proposta di legge regionale. Sono sicuro che avrete delle belle sorprese!!!

la mia candidatura alla regione campania (clikka)

Questa proposta ovviamente non ha solo un valore sportivo ma anche politico perché è nel solco della politica che pratico: quella senza clientele!!!

Ecco la mia proposta che, come al solito resta a disposizioni per modifiche ed integrazioni:

Consiglio Regionale della Campania

 Proposta di legge di Iniziativa Consiliare ai sensi dell’art. 28

dello Statuto della Regione Campania

di modifica della legge n. 18 del 25.11.2013

denominata

“LEGGE QUADRO REGIONALE SUGLI INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA PRATICA SPORTIVA E DELLE ATTIVITÀ MOTORIO- EDUCA TIVO-RICREA TIVE”

 All’art. 18 dopo il comma 3 si aggiungano i seguenti ulteriori commi:

“4. Agli atleti che praticano sport dilettantistico, residenti da almeno due anni nel territorio della Regione Campania, che hanno conseguito i seguenti risultati sportivi, è corrisposto un contributo volto ad agevolare la pratica e la promozione sportiva come segue:

1) Medaglia d’oro ai Giochi Olimpici: €. 100.000,00 (centomila/00) di cui €. 20.000,00 (ventimila/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

2) Medaglia d’argento o di bronzo ai Giochi Olimpici: €. 75.000,00 (settantacinquemila/00) di cui €. 15.000,00 (quindicimila/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

3) Medaglia d’Oro ai Campionati Mondiali, il cui risultato è valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici: €. 50.000,00 (cinquantamila/00), di cui €. 10.000,00 (diecimila/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

4) Medaglia d’argento o di bronzo ai Campionati Mondiali, il cui risultato è valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici: €. 30.000,00 (trentamila/00) di cui €. 7.500,00 (settemilacinquecento/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

5) Medaglia d’oro ai Campionati Europei, il cui risultato è valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici: €. 25.000,00 (venticinquemila/00) di cui €. 5.000,00 (cinquemila/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

6) Medaglia d’argento o di bronzo ai Campionati Europei, il cui risultato è valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici: €. 20.000,00 (ventimila/00) di cui €. 5.000,00 (cinquemila/00) alla associazione sportiva campana presso cui l’atleta è tesserato.

5. I contributi di cui al comma 4 che precede saranno erogati anche ad ogni atleta facente parte della squadra per gli sport a squadra.

6. Gli atleti che hanno conseguito i risultati di cui al comma 4 sono inseriti di diritto nel registro dei talenti sportivi di cui all’art. 17 che precede.

7. I contributi sono erogati l’anno successivo a quello del raggiungimento del risultato ed inseriti nel bilancio previsionale dell’anno di erogazione mediante apposito stanziamento.

Il fallimento dei Fondi UNESCO per il Centro Storico di Napoli

san Domenico MaggioreLeggo su Repubblica Napoli, di oggi (13.05.2015) un contributo di Giulio Pane (clikka) che riassume le fasi di un molto probabile e vicino fallimento del progetto di riqualificazione del Centro Storico di Napoli patrimonio UNESCO. Le cifre sono impressionanti si parte da circa 700 milioni di euro inizialmente programmati poi ridotti (per incapacità?) a 100 milioni, per non parlare del dei 240 milioni destinati al porto delle nebbie (clikka) anch’essi passati in cavalleria. Tutto da rendicontare entro il 31.12.2015! Sul tema ho molto scritto su questo blog (clikka) preannunciando per tempo il naufragio nonostante i commenti rassicuranti dell’Assessore Cosenza su alcuni articoli da me scritti. Credo però che compito della politica debba essere quello di individuare i nodi affinché non si ripetano più i ritardi che finiscono per soffocare l’economia della Regione e della Città di Napoli. Infatti, i lavori non sono solo riqualificazione urbana ma anche veri e proprio posti di lavoro ed ossigeno per le imprese!

Qualche anno fa, insieme ad altri amministratori locali dei comuni italiani, ho seguito un corso in materia di finanziamenti europei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ebbene mi impressionò la reazione di alcuni tecnici che vennero a farci lezione. Questi, infatti, quando riferivo che ero di Napoli manifestavano reazioni di ilarità e preoccupazione per la manifesta incapacità degli uffici a spendere le risorse europee disponibili. Ovviamente provai un senso di mortificazione ed imbarazzo dovendo assumere mio malgrado la parte del napoletano inconcludente tutto pizza e mandolino.

Credo, allora, che dobbiamo chiederci cosa sia accaduto e spiegarlo ai cittadini per essere credibili! Ebbene, spesso sento parlare di una scarsa qualità della progettazione degli interventi in larga misura eseguiti dagli uffici della Sopraintendenza e da quelli Comunali. La strada dei concorsi di progettazione, infatti, non pare abbia mai sfondato nelle nostre amministrazioni, in quanto, credo che la politica sia ostaggio di una burocrazia alla ricerca del compenso aggiuntivo sullo stipendio legato alla attività di progettazione stessa. Questo, senz’altro un nodo da sciogliere, cosicché mentre in altri paesi europei si confrontano nella progettazione famosi ed abili architetti dando sfogo alla creatività in Campania la progettazione si fa negli uffici polverosi delle amministrazioni con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti con ritardi e qualità discutibile!

Ebbene, in Regione Campania non ci servono politici schiavi dei burocrati, perché incapaci, ma politici che abbiano una visione amministrativa dei procedimenti che sappiano capire come raggiungere l’obiettivo sfruttando tutte le opportunità! Ogni euro non speso è un grave delitto contro i tanti cittadini oggi in cerca di lavoro per il mancato sviluppo del nostro prezioso territorio!

Centro Storico quanti errori Repubblica Napoli del 14.05.2015 (clikka)

La riflessione di Pasquale Belfiore (clikka)

La mia candidatura alla Regione Campania (clikka)

Il Rendiconto Consuntivo 2014 del Comune di Napoli

comuneCome ogni anno metto a Vostra disposizione la delibera di proposta al Consiglio di approvazione del Rendiconto Consuntivo 2014 (clikka) nonché gli allegati contabili alla delibera stessa (clikka) ed il parere del collegio dei Revisori dei Conti (clikka)

Sono circa 1200 pagine chiedo una mano a tutti Voi e mi attendo Vostri commenti ed osservazioni stiamo parlando di un bilancio di circa 2 miliardi e cinquecento milioni di euro! Al di la del giudizio politico sull’amministrazione potrete renderVi conto che per essere amministratori locali occorre preparazione, competenza e sopratutto studio. Come dico sempre, non fatevi illudere dalle sirene di chi vi dice che in politica possono avere un ruolo tutti anche coloro che non hanno alcuna competenza o esperienza!

Quello che dice ad esempio Grillo è sbagliato in radice! Non si possono scegliere candidati nel mucchio attraverso una semplice consultazione online. Noi conosciamo solo quelli più famosi che ci sembrano preparati, ma quanti antonio razzi (clikka) ci sono nelle amministrazioni locali ed in Parlamento, compresi quelli del m5s?

Occorre, invece, che i partiti ritornino a svolgere il loro precipuo ruolo che è quello della formazione di una classe dirigente che sappia leggere e scrivere! Dobbiamo opporci al populismo e dobbiamo pretendere che una cittadina o cittadino che aspiri a svolgere un ruolo pubblico sia preparato. Altro che due mandati ed a casa! Così avremo sempre degli improvvisati di cui non abbiamo bisogno! Occorre, invece, che i partiti formino la classe dirigente facendo in modo che i giovani abbiano le prima esperienza nelle municipalità, poi al comune, poi alla regione e poi al parlamento, se hanno dato prova di essere dei buoni ed onesti amministratori!

Dovremmo chiederci come potrebbe mai andare bene una azienda che ogni 10 anni cambia tutti i suoi dipendenti, rottamando semmai proprio coloro che hanno maturato una esperienza ed hanno imparato a conoscere la macchina amministrativa e dello Stato!

Riflettiamo oggi siamo chiamati ad un’altra consultazione elettorale io mi sono candidato alla Regione Campania (clikka) nella consapevolezza dei miei e delle mie capacità mentre abbiamo consiglieri comunali, regionali e parlamentari che non sono mai intervenuti nelle assemblee nelle quali sono stati eletti e dubito che sappiano addirittura parlare, leggere e scrivere in italiano! Il nostro Paese non ha certo bisogno di improvvisazione politica ed amministrativa! Fuori i mercanti dal Tempio!

Il consiglio per l’approvazione del bilancio è calendarizzato per il 21.05 p.v., pertanto, abbiamo un po’ di tempo per studiare!

Un colpo mortale alla produzione di Cozze e l’incapacità della politica

pasta-con-le-cozzeTra poco lo spaghetto con le Cozze o la classica impepata di Cozze saranno un miraggio per la incapacità della politica di decidere. Sta, infatti, passando inosservata la crisi che si è aperta nella produzione di cozze e mitili nei nostri litorali che vanno da Bacoli a Torre del Greco. Migliaia di Tonnellate di Cozze che che rischiano di andare a marcire in fondo al mare con un gravissimo colpo all’economia del settore che a Napoli soffre già per la vera e propria “deportazione” del Mercato Ittico da Piazza Duca degli Abruzzi a Volla e di cui ho già scritto molto su questo blog (al CAAN si festeggia la bufala del ritorno del mercato ittico a Napoli clikka).

Oggi il tema è l’avvenuta rilevazione del virus dell’epatite A e del norovirus in uno stabilimento di produzione  di Bacoli denominato, MITILIMONTESE SOC COOP MITILICOLTURA, che ha fatto scattare l’allarme del Ministero della Salute (clikka).

Il risultato è stato che la Giunta Regionale di caldoro con provvedimento del del 05.05.2015 (clikka) ha disposto il divieto di commercializzazione dei tutte le cozze allevate da Bacoli a Torre del Greco, il tutto per migliaia di tonnellate, fissando poi una riunione che si doveva comporre ieri (07.05.2015) ma che, come era prevedibile, non ha portato a nulla di fatto, con buona pace dei produttori, perché si è ritenuto di rimettere l’intera questione al ministero! Tanto siamo in campagna elettorale e non c’è tempo di risolvere i problemi ma solo di annunciare che si risolveranno poi non si sa quando e con quali capacità.

La cosa che mi ha fatto riflettere è che i patogeni derivano, ovvero potrebbero derivare, dalla scarsa o mancata depurazione delle acque reflue cittadine (quindi una probabile responsabilità dei comuni) condizione che, peraltro, è diffusa anche in altre regioni le quali hanno adottato un provvedimento semplice semplice con il quale si raccomandano i cittadini a non consumare i molluschi se non dopo averli bolliti per lo meno per 3 minuti! Modalità che ovviamente distrugge i virus essendo entrambi termolabili! In sostanza il problema è che tra le analisi che si fanno di routine su questi alimenti non è compresa la ricerca del virus dell’epatite A né quella del norovirus di modo che non abbiamo né uno storico né se questi virus sono presenti anche in altri stabilimenti di produzione.

Ieri la notizia è apparsa su  Il Mattino di Napoli (clikka) ma non mi sembra che gli altri giornali ne abbiano dato conto a sufficienza tanto che oggi è scomparsa dalle notizie. Ebbene, c’è da considerare che se queste migliaia di tonnellate non potranno essere raccolte ci potremmo ritrovare innanzi all’ennesimo disastro ambientale in quanto le cozze una volta giunte a maturazione e non raccolte cadranno sul fondo soffocando tutto ciò che c’è sotto! Non mi pare che nessun consigliere regionale, ne candidato tale ne abbia parlato o ne stia parlando affinché si accendano i riflettori su questo tema!

La tristezza è che l’Italia sta subendo un colpo all’economia già traballante proprio nel settore alimentare nel quale dovrebbe essere più forte. La Terra Dei Fuochi, la Xylella in Puglia (che sta distruggendo gli ulivi) ed ora questo ulteriore problema che spero non ci faccia coniare un termine che pregiudichi la nostra produzione di Cozze e mitili.

Credo che su questo tema la Regione (almeno così farei io) debba tenere un tavolo permanente verificando se la produzione possa essere ugualmente commercializzata, almeno quella non relativa allo stabilimento colpito dalla interdittiva, con la raccomandazione che i prodotti devono essere consumati previa bollitura per almeno tre minuti come accade in tutte le altre regione italiane!

La mia candidatura alla Regione Campania (clikka)

In Consiglio Regionale per ridare dignità allo Sport

scandone de LucaStamane sono stato prima alla Piscina Scandone per la mianifestazione “Io nuoto e gioco per il futuro di Napoli” poi al Circolo Ilva con i miei amici della lotta Stile Libero che stanno preparando i MASTER che si terranno a giugno. Sulla materassina c’erano per lo meno tre generazioni di atleti ed una atmosfera incredibile che mi ha fatto venire tanta nostalgia. L’Ilva, nella disciplina della Lotta Olimpionica rappresenta una tradizione che non si deve perdere e che nasce per figli degli operai, come fu per me nel 1980 con il CRAL ATAN  perché i luoghi di lavoro erano centri di aggregazione e condivisione sociale (clikka).

Alla manifestazione della Scandone era presente anche Vincenzo De Luca con il quale ho avuto modo di scambiare qualche idea sullo Sport che, in Regione (come ho cercato di far capire invano al Comune di Napoli), deve diventare la prima politica sociale in quanto, come sempre dico, lo Sport svolge un ruolo di integrazione, prevenzione e recupero delle marginalità sociali. Senza dimenticare al ruolo dello Sport per i diversamente abili.

Credo, infatti, sia ormai chiaro a tutti quelli che mi conoscono, come la penso in proposito, per la mia forte esperienza sportiva. Purtroppo la politica non ha mai capito le potenzialità dello Sport e non è un caso che spesso gli assessori siano stati scelti tra i medici, quasi lo Sport fosse una malattia!

Sono, invece, convinto questa volta che lo SPORT debba “scendere in campo” selezionando tra i candidati coloro che hanno capacità, esperienza ed attitudine, affinché la politica non usi lo Sport, cannibalizzandolo, come semplice bacino elettorale, senza prendersi veramente in carico le sue problematiche legate alla pessima cura dell’impiantistica ed alla scarsa valorizzazione dei talenti sportivi che, oltre a dare lustro alla nostra Regione, sono anche un esempio da seguire.

Nella occasione di stamane con Vincenzo De Luca, infatti, ho avuto modo di discutere, insieme al Presidente Paolo Trapanese e Franco Porzio che, quando saremo in Regione, dovremo fare in modo di far spendere ai comuni tutti i fondi provenienti dall’Europa per l’impiantistica sportiva affinché non accada ciò che  è accaduto nel Comune di Napoli (clikka).

A noi sportivi è chiaro, infatti, che nello Sport valgono il merito ed il risultato sportivo e sociale che sono evidenti e verificabili sul campo, quindi, niente più contributi a pioggia distribuiti, semmai, agli amici degli amici, ma solo mediante il meccanismo della premialità del risultato sportivo e sociale, perché una associazione che accoglie i bambini ed i ragazzi dalle fasce sociali deboli o che riesce a portare i suoi atleti ai massimi livelli svolge un grosso lavoro sociale sul territorio. Per creare il Campione, infatti, devi creare lo spogliatoio! Quanti politici lo capiscono?

I settori, quindi, sono due e spesso si integrano e completano a vicenda: Lo Sport Sociale e lo Sport Agonistico entrambi di pari dignità e livello ed entrambi facilmente verificabili. Con me in Regione  con De Luca Presidente per dare forza e dignità allo Sport!

la mia candidatura alla Regione Campania (clikka)

Quiete Pubblica: Il Comune Commissariato dal Tribunale di Napoli

insonnia_2Non c’è dubbio che ad una politica ottusa corrisponde una grave sofferenza dei cittadini. Sono mesi che mi sto battendo in Consiglio Comunale affinché si prenda cognizione del grave fenomeno del disturbo alla quiete pubblica localizzato in alcuni punti della città e si adotti una disciplina adeguata. Per portare avanti questa battaglia ho messo a disposizione dei cittadini tutto il mio impegno politico, amministrativo e professionale!

Qualche giorno fa ho sentito al telefono una cittadina di chiaia che abita nei pressi dei baretti che è disperata nel senso letterale del termine e verso la quale provo un senso ci mortificazione, sia come cittadino ma ancora di più come consigliere comunale. Ovviamente non mi fermo e non ci fermeremo con i Comitati per la Quiete Pubblica che si sono costituiti in città. Oggi (01.05.2015) Repubblica Napoli (clikka) da conto di una Ordinanza della quarta sezione del Tribunale di Napoli (clikka) che sicuramente farà scuola.

Pendono, infatti, innanzi alla stessa Sezione altri tre ricorsi della stessa natura e specie. Il Tribunale in sostanza non ha fatto altro che fare ciò che avrebbe dovuto fare il Sindaco con una ordinanza emessa ai sensi della legge 447/1995, che ho chiesto in tutti i miei interventi in Consiglio Comunale (clikka).

Il Sindaco, per la sua esperienza di magistrato, dovrebbe sapere più degli altri politici, che l’amministratore pubblico ancora più del Giudice, deve essere colui che contempera gli interessi dei cittadini, nel caso di specie il diritto alla salute delle persone ed il diritto ad esercitare una attività economica da parte di altri cittadini, ebbene non v’è chi non veda che il diritto alla salute anche di una sola persona è superiore al diritto a fare soldi anche di 1000 persone e questo, credo, oltre ad essere patrimonio comune è una delle cose più elementari che si insegnano tra i banchi della facoltà di giurisprudenza.

Il tema è sempre lo stesso la politica sceglie chi ha i soldi mortificando i diritti dei più deboli e pensare che per questa mia battaglia ho ricevuto attacchi proprio dalla sinistra radicale che siede tra i banchi del consiglio comunale, una sinistra ottusa che pensa di gestire il fenomeno con slogan canzonatori volendo difendere uno pseudo diritto al divertimento, senza considerare che così facendo mortifica proprio i diritti dei cittadini più deboli di cui troppe volte solo a parole si dichiara paladina!

Ricordo, infatti, in Consiglio Comunale le parole canzonatorie di chi invitava i cittadini a cambiare casa e quelle violente del consigliere iannello (tra l’altro professore di diritto) che ha ritenuto una mia proposta di regolare gli orari di quei locali fracassoni una proposta fascista e conservatrice (?).  Mi chiedo quanta strada dovremo fare affinché si attui una politica seria, competente, non speculativa e soprattutto nell’interesse pubblico, che si fa carico dei bisogni dei cittadini più deboli che non hanno la possibilità di ricorrere alla magistratura per gli alti costi della giustizia!

Il tema non è chiudere i locali ma costringere i gestori a fare una regolare insonorizzazione rispettando le regole prescritte dalla legge e se ciò non fosse possibile costringerli a chiudere in un orario che consenta la pace e la tranquillità dei cittadini! Se devo scegliere con chi stare io sto con salvatore (clikka).

Per portare avanti anche questa battaglia oggi mi sono candidato alla Consiglio Regionale della Campania (clikka) con l’intento di contarci e dimostrare che la buona politica non clientelare e nel solo interesse dei cittadini è quella vincente e che crea consenso! Il 31 maggio lo dimostreremo ne sono convinto! #noisiamodipiù

Ringrazio i colleghi Avvocati Pasquale Carrano e Pio Della Pietra che come me in Tribunale stanno portando avanti questa battaglia di giustizia.

La Mia Candidatura alla Regione Campania

fac simile gennaroHo lasciato passare sia le elezioni europee che quelle parlamentari, tirandomi fuori dalla competizione elettorale, ma credo che in politica occorre confrontarsi innanzitutto con il corpo elettorale senza timore, con animo libero, in coscienza e nella consapevolezza che in quattro anni non mi sono mai risparmiato, cercando di affrontare sempre le questioni politiche ed amministrative con passione, studio, scrupolo, competenza e spirito di servizio. Credo, pertanto, che dopo quattro anni di battaglie amministrative e politiche nel Comune di Napoli, sia giunto il momento di fare un test elettorale per portare in Regione l’esperienza che ho maturato nell’amministrazione comunale, quindi, mi candido al Consiglio della Regione Campania, nella lista Civica Campania Libera, che sostiene Vincenzo De Luca.

Sono, infatti, giunto alla conclusione che avere le mani pulite in tasca non serve a nulla né migliora la società occorre, invece, impegnarsi affinché si affrontino i temi dello sviluppo, del lavoro, della spesa sociale, della sanità e dei trasporti e dei tanti altri lasciati ingovernati dalla giunta caldoro.

Tanti sono stati i pensieri in questi giorni ed alla fine mi sono convinto per l’unica prospettiva amministrativa credibile a me più vicina e sopratutto attuabile, con l’impegno che manterrò sempre il mio animo libero ed indipendente, ma sempre aperto al confronto ed al dialogo al fine di ricercare le soluzioni migliori nell’esclusivo interesse pubblico.

Ora occorre la forza moltiplicatrice di tutti voi che mi avete in questi anni sostenuto ed incoraggiato ad andare avanti nell’impegno politico, per dimostrare di volere una politica diversa e libera da compromessi al ribasso o su interessi privati.

fac simile gennaro

L’ldealista politico (clikka)

Il mio curriculum (clikka)

Questo il contributo che darò al Consiglio Regionale su temi di pari dignità e grado:

La mia proposta di legge per combattere la ludopatia ed il gioco d’azzardo (clikka)

La mia proposta di legge per la promozione dello sport (clikka)

Per una sana politica nello Sport che ha accompagnato tutta la mia formazione come uomo e come cittadino (clikka);

La salute dei cittadini al centro di una sana riflessione affinché la sanità non sia solo un bacino elettorale da cui attingere (clikka);

Finanziamenti Europei l’unica risorsa da cui attingere Napoli, la Campania con le sue aree di sviluppo deve diventare il motore di tutto il sud (clikka);

I tagli delle risorse per le politiche sociali non possono essere fatti sulla pelle dei più deboli facendo venir meno l’assistenza sociosanitaria (clikka) ed alle Case Famiglia (clikka);

La gestione dell’acqua è e deve rimanere pubblica (clikka);

La Cultura non deve essere uno strumento di consenso ed il  Teatro San Carlo deve essere il centro della lirica partenopea (clikka).

Finanziamenti per l’edilizia Sportiva da non perdere!

collanaCredo sia una occasione da non perdere in Campania sono stimati 64 interventi che finanziano sia la costruzione che la ristrutturazione di impianti sportivi sia pubblici che privati. Il termine per la proposizione delle domande parte l’11.05.2015 e scade il 15.07.2015 alle h. 17,00. Le domande vanno inviate a mezzo pec. Ovviamente per l’amministrazione sono preoccupato e già in passato ho avuto modo di chiedere l’intervento del servizio ispettivo per la bocciatura di ben 10 richieste di finanziamento per impianti sportivi dichiarate inammissibili (clikka) insieme ad altri 10 richieste di finanziamenti per la sicurezza delle nostre scuole (clikka). Pensiamo agli effetti sia in termini sociali che avrebbero avuto questi interventi sia in termini di occupazione. Non spendere questi soldi è un delitto contro l’umanità e per quanto mi riguarda che sbaglia in questo settore deve pagare di tasca sua! Ad ogni buon conto di seguito la documentazione necessaria per partecipare ma il tutto lo troverete anche sul sito del governo (clikka). Pensiamo a che possibilità potremmo avere se solo mettessimo in rete le tante associazioni che già usano gli impianti 219! Farò il possibile per spingere questa linea di credito su quest’ultimi impianti e qualora non dovessi trovare gli uffici e l’assessorato pronto non esiterò a chieder l’intervento del Segretario Generale e del Servizio Ispettivo. Speriamo bene…

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RAMA CLUB: Impianti sconosciuti al Comune di Napoli

RamaClubTal volta mi chiedo chi me lo fa fare. Ci sono situazione che durano indisturbate da anni e nessuno ne parla all’insegna del “laisser faire” solo che a Napoli tale impostazione è quella di default. Già altre volte ho avuto modo di imbattermi nella questione dell’uso “indisturbato” degli immobili comunali che involge, addirittura, anche l’uso dello Stadio San Paolo per il quale ho dovuto ricorrere alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti (clikka) per ottenere il pagamento degli arretrati pari €. 6.230.000,00, incassati nel febbraio 2014, solo grazie alla denuncia, non avendo trovato alcun amministratore pubblico nella giunta, sindaco compreso, che avesse il coraggio di affrontare la questione così come andava affrontata.

In queste circostanze ritengo utile rendere pubblico ogni cosa affinché i cittadini sappiano e si possano formare una idea di ciò che si può fare nel Comune di Napoli, se solo si attuassero le minime regole di buona amministrazione! Ebbene, mi sono di recente imbattuto nella vicenda “RAMA CLUB” un complesso impianto sportivo che è nel quartiere Fuorigrotta, al Viale Giochi del Mediterraneo. Non ci credereste mai, ma l’intero impianto, composto di 13 campi di Tennis e di Calcetto, coperti e scoperti, è un bene Comunale, solo che il Comune non ne sa nulla almeno fino al 2012!

L’impianto è molto conosciuto ed ho scoperto che molti cittadini napoletani ci hanno per lo meno una volta giocato a calcetto, a tennis o ci hanno accompagnato i propri figli a giocare a pallone per una festa di ragazzini.

Essendo venuto a conoscenza della vicenda per vie traverse, il 1 aprile scorso, come una sorta di pesce di aprile, ho chiesto lumi all’amministrazione ed ho scritto una lettera (clikka) sia al Sindaco sia all’assessore che ai servizi. La cosa ovviamente mi ha meravigliato perché in seguito ad una riunione ho acquisito una Relazione della Polizia Locale, addirittura del 14.12.2012 (clikka), in seguito alla quale non si è avuta alcun altro atto (?). Ho recuperato anche il frontespizio di una Delibera del 1969 (clikka). Orbene, da tali atti si capisce che l’impianto fu realizzato nel 1969 e dato in concessione al CONI solo che poi se ne sono perse le tracce e nessun progetto sportivo/sociale pare sia stato mai portato avanti. Sembrerebbe che si pratichi solo sport commerciale per farci un bel po’ soldi e basta. Il CONI, infatti, pare l’abbia affidato alla Federazione Italiana Tennis (FIT), che poi a sua volta, l’ha affidato all’associazione RAMA CLUB per il canone mensile di €. 3.443,22 oltre IVA senza che il Comune di Napoli ne sapesse nulla né incassasse nulla e nonostante il divieto di subconcessione! Mi chiedo e Vi chiedo: è possibile tutto questo? E’ possibile che in seguito ad una relazione dettagliata del 2012 nessuno si sia preso la briga di chiedere lumi e ragioni e di far dichiarare dai servizi il recesso dal rapporto anche per il divieto di subconcessione?

Ora per una questione simile, ma più piccola, che ha riguardato lo sfruttamento di un’area in proprietà comunale come garage (clikka), con conseguente pericolo dei bambini di una scuola materna ed elementare, sono intervenuti in ordine, un Parlamentare della Repubblica Italiana, un assessore del Comune di Napoli, un consigliere comunale e due municipali, immagino che per la questione oggi sollevata e che non ha trovato dal 2012 ancora alcuna risposta, interverrà il Presidente della Repubblica per illustrarmi l’attività sociale svolta dal centro che sicuramente, sono convinto, svolgerà.

Eppure pensiamo quanti ragazzini e bambini avrebbero potuto usare l’impianto mediante accordi di salvaguardia e promozione sportiva e sociale affinché si rispettasse la destinazione pubblicistica del bene che il Comune di Napoli dal 1969 fino ad oggi ha omesso di far rispettare.

Ovviamente spero non dovremo aspettare che intervenga la magistratura un’altra volta per aggiustare queste macroscopiche storture amministrative così come accaduto per il Calcio Napoli e per il Garage sotto i piedini dei bambini della scuola materna.

Ora mi chiedo se la Politica non serve all’amministrazione a cosa serve? Forse sarebbe anche ora di dire BASTA!

Tal volta mi sento un po’ come il Vigile Urbano, Otello, impersonato da Alberto Sordi in un noto film del 1960!

il  patrimonio comunale una questione di giustizia sociale (clikka)

Per l’ex Base NATO un polo Scolastico e Sportivo

NATO BAGNOLIChe il destino di Bagnoli sia complicato ormai, credo, l’abbiano capito tutti ed anche la ex base NATO, da quando sono andati via gli americani, anziché rappresentare una risorsa per il territorio sembra quasi sia un problema. Stiamo parlando, infatti, di un vero e proprio segmento urbanistico, composto da diciotto fabbricati, uno stadio, due palestre coperte, una piscina olimpionica scoperta, annessi viali, strade interne, piazzali e campi da gioco, nonché una striscia di terra a monte, il tutto della superficie di mq. 211.233, di cui circa 27.763 mq. coperta da fabbricati oltre a circa 148.273 mq. destinati a piazzali, viali, aiuole e campi da gioco. Da Repubblica Napoli del 7 aprile scorso (clikka), infatti, apprendo della marcia indietro della Regione Campania, al trasferimento degli uffici del Centro Direzionale, a conferma che forse l’idea di trasformare il Collegio Costanzo Ciano, in un nuovo “Nuovo Centro Direzionale”, non è che era troppo buona fin dall’inizio. Dell’argomento ho avuto modo di discuterne nel confronto pubblico tenutosi il 30 marzo scorso al Maschio Angioino, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il Commissario nominato dal Governatore, Sergio Sciarelli nonché alcune realtà territoriali tra associazioni, cittadini ed addetti al mondo sport. In detta occasione, ovviamente con i dovuti distinguo, si è capito che occorre fare in modo che l’intera area sia restituita alla sua vocazione originaria, cercando di trasferirvi innanzitutto gli istituti scolastici della zona Flegrea, ottenendo così un duplice risultato: Economico, connesso al rimpiguamento delle casse della proprietaria Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia e sociale connesso, sia alla restituita vocazione formativa del complesso, sia alla stessa destinazione dei canoni a beneficio dell’infanzia campana disagiata. Percorso, peraltro, assolutamente concreto e semplificato dalla nuova istituzione della Città Metropolitana, a cui fa capo l’edilizia scolastica della ex Provincia di Napoli. In una parola un vero e proprio “College” dove la formazione e lo sport diverrebbero gli assi portanti e di sviluppo dell’area che dovrebbe essere dotata anche di altri servizi a destinazione commerciale quali bar, ristoranti ed aree gioco. Ovviamente ci vorrà del tempo ma la prima cosa da fare è sicuramente la ricostituzione del Consiglio di Amministrazione, attraverso il quale tutte le Istituzioni chiamate ad indicare il proprio rappresentante, possano partecipare all’indirizzo della Fondazione in questo particolare momento storico.

Un Prospettiva di sviluppo per l’ex base NATO (clikka)

Il Mercato di Fuorigrotta prigioniero

ErmannoRussoIl 26 marzo scorso sono stato al mercato di Fuorigrotta di Via Metastasio per un sopralluogo, di cui ho già parlato in un precedente post (clikka). Ieri (02.04.2015) ho letto un articolo su il Roma (clikka) che conferma le mie preoccupazioni che, peraltro, trovano preciso riscontro anche nei documenti che ho acquisito e che, come sempre, metto a Vostra disposizione.

Dalla lettura delle carte si comprende che tra Regione e Comune è in atto uno scontro  sulla gestione dei beni pubblici che mortifica proprio gli interessi di cui la stessa Regione dovrebbe farsi carico.

Con  lettera del 27.03.2015  (clikka), infatti, il Comune ha sollecitato la soluzione urgente della problematica del mercato di Fuorigrotta, già segnalata con nota del 12 marzo (clikka). Ebbene, la Regione con  lettera del 27 marzo (clikka) ha sostanzialmente chiuso il dialogo col Comune, affermando che sarebbe stata disponibile, solo a parole, al rinnovo del contratto di affitto con scadenza 27.11.2015, ma ad un canone di mercato e senza la riduzione del 15%, riduzione, ricordiamo, imposta dal piano di predissesto del Comune di Napoli. Tradotto in parole povere ciò  vuol dire che la Regione ha intenzione di gestire in proprio il mercato impedendo, di fatto, il ripristino delle condizioni di sicurezza, in quanto, il Comune, per i vincoli i bilancio imposti dalla legge, non può accettare le condizioni dettate dalla Regione e non può procedere alle riparazioni di un bene che dovrà riconsegnare di qui a pochi mesi. Che la posizione della Regione sia strumentale è evidente in quanto la tesi sostenuta della necessità di mettere a reddito il bene, per evitare responsabilità contabile, o è frutto di una clamorosa scusa smentita dalla legge (art. 1 comma 1 bis della legge n. 20/1994) la quale, ovviamente sancisce che nei rapporti tra amministrazioni pubbliche non ci può essere danno erariale oppure è frutto di ignoranza e tra le due ovviamente non so quale è peggio.

La cosa che mi lascia perplesso e che con lettera del 30 marzo 2015 (clikka), indirizzata, non si capisce perché, anche ad un rappresentante dei mercatali di fuorigrotta, tal Salvatore Guerriero, l’assessore Ermanno Russo (in piena campagna elettorale) ha dichiarato che la Regione sarebbe disponibile al rinnovo del contratto senza, però, riportare le condizioni che di fatto impediscono il rinnovo al Comune. E’ chiaro che, stando così le cose, il mercato di Fuorigrotta resterà prigioniero della cattiva politica e che la soluzione la potremo trovare solo se in Regione cambieranno gli attori che oggi tengono in ostaggio il commercio, il lavoro e lo sviluppo del territorio.

Il Mercato di Fuorigrotta stritolato dalla politica

mercatofuorigrottaIn seguito ad una serie di richieste di interessamento giovedì scorso (26.03.2015) sono andato a fare un sopralluogo al Mercatino di Fuorigrotta in Via Metastasio, in quanto, circa 18 box dati in concessione sono pericolanti e, quindi, inagibili. La causa da quanto ho avuto modo di leggere nella ordinanza sindacale n. 273 del 05.03.2015, sarebbe duplice: 1) una cattiva esecuzione dell’opera, che ha solo 7 anni, dovuta non ho ben capito se ad un errore di progettazione o di esecuzione, 2) una infiltrazione di acqua nelle fondazioni di cui non si capirebbe ancora l’origine.

Ovviamente i guai non vengono mai da soli, perché ad aggravare la situazione è anche il fatto che il mercato è in gestione del Comune di Napoli, che rilascia le concessione, mentre la proprietà del suolo è della Regione Campania. Ebbene, quest’ultima circostanza non è di poco conto, in quanto, come è accaduto per lo Stadio Collana (clikka)  e per  l’ex base NATO (clikka), anche in questo caso la Regione, violando i propri fini istituzionali, che sono di programmazione e legislativo, mostra di voler compiere attività di gestione che, invece, competono all’amministrazione Comunale. Abbiamo, quindi, i tre indizi che fanno una prova! La Regione Campania a guida caldoro anziché occuparsi dei fondi europei, della sanità e di sviluppo del territorio preferisce scendere sul campo della gestione dei beni immobili, col sospetto che ciò stia avvenendo per ragioni di consenso elettorale.

Il caso di specie poi è stato particolare, in quanto, arrivato sul posto ho interloquito con alcuni commercianti e poi con il capitano della Polizia Municipale e mentre stavo andando via un signore mi ha accompagnato a parlare con un signore, che si è definito il rappresentante di tutti i commercianti, il quale con tono abbastanza fermo ha iniziato ad attaccarmi e quasi a rimproverarmi di essere andato, contestando quanto gli avevo riferito e cioè che la questione era complicata perché c’era di mezzo la Regione Campania.

Ebbene, questa persona in presenza di un gruppo di mercatali che si era formato, mi ha contestato recisamente che la Regione stava frapponendo ostacoli e che, invece, era pronta ad accogliere le richieste del Comune rinnovando la concessione ed autorizzando anche la riduzione del canone, che, quindi, era, invece, il Comune ad essere incapace ed in ritardo e che se volevo sarei potuto andare con lui, seduta stante, in Regione direttamente dall’assessore ermanno russo! (?). Ovviamente, ho pensato che il signore era di casa in regione ma che in ogni caso non sarei andato da nessuna parte con lui. Ho, però, fatto le mie verifiche scoprendo che la Regione ha addirittura formalizzato il recesso dal contratto con il comune chiedendo la restituzione dell’area entro il mese di novembre prossimo e che il Comune con Lettera del 16.03.2015 (clikka) dell’assessore Panini, rimasta senza alcun riscontro, si è opposto a tale inconcepibile scelta ricordando che in gioco c’era e c’è il destino di oltre 350 operatori! E’ chiaro infatti che se non c’è il rinnovo del contratto tra Regione e Comune quest’ultimo non potrà mai intervenire spendendo dei soldi per far fronte all’emergenza.

La netta sensazione che ho avuto da quest’incontro e che il personaggio in questione era infastidito del fatto che un consigliere comunale si era andato ad interessare di una questione che doveva essere di sua esclusiva competenza, forse, per il rapporto personale che aveva con il consigliere ed assessore, in scadenza, ermanno russo. Ad ogni buon conto spero che i mercatali non si facciano portare per il naso e leggano le carte affinché sappiano come stanno effettivamente le cose.

Sono sicuro che in regione non ci sia nessuno che specula sulla pelle dei mercatali, non posso credere che la politica  regionale non riuscendo a risolvere i problemi veri di sviluppo e di crescita del territorio provochi ad arte dei problemi per poi dimostrare di saperli risolvere. Intanto abbiamo 18 famiglie di 18 mercatali che dovrebbero andare a mangiare a casa dei politici e dei burocrati che non riescono a risolvere un problema che a mio avviso è assolutamente risolvibile.

Il disturbo alla Quiete del Vomero

insonnia_2Nel consiglio Comunale del 24 marzo scorso, come promesso, ho di nuovo ripreso l’argomento del disturbo alla quiete pubblica riportando il caso del Vomero, Via Merliani, dove i cittadini di un fabbricato condominiale mi hanno contattato per rappresentarmi l’invivibilità della loro casa determinata dalle immissioni sonore moleste provenienti da una attività commerciale.

La volta scorsa riportai un caso localizzato a Bagnoli (clikka) e la prossima volta interverrò per un altro caso, fino a quando l’amministrazione non adotterà dei provvedimenti che, per come la vedo io, sono a tutela delle tante attività che rispettano le regole e che spesso hanno speso centinaia di migliaia di euro per insonorizzare il loro locale e non recare disturbo agli altri cittadini.

Oltre alle iniziative politiche, amministrative e giudiziarie sto pensando, insieme con le tante persone che soffrono del problema, di organizzare delle manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica oltre che ad organizzare un’altra assemblea. Dal 29 gennaio scorso, infatti, abbiamo fatto tanta strada perché si sono costituiti e sono in via di costituzione i comitati di quiete pubblica in ogni quartiere.

vedi anche: il disturbo alla quiete pubblica ed il silenzio dell’amministrazione (clikka)

Il mio intervento al 01:15:15

Una prospettiva di sviluppo per l’ex Base NATO di Bagnoli

Manifesto collegio cianoIeri (24.03.2015) è proseguita la discussione, in Consiglio Comunale, sul destino dell’area di Bagnoli della quale ho già scritto in un precedente recente post (chi decide su Bagnoli: il Braccio di ferro tra Comune e Governo clikka). Ovviamente, come di Bagnoli anche delle altre aree deindustrializzate si dovrebbe continuare a discutere per prendere una decisione che faccia intravedere un futuro di sviluppo alla Città.

Credo, infatti, che mentre sull’area occidentale c’è un discreto fermento di idee, sull’area Orientale c’è l’assoluto silenzio, eppure ce ne sarebbero di cose da dire (Porto Fiorito (clikka) Porto Fiorito: un altro caso Bagnoli nella indifferenza dei giornali (clikka) Il disastro della politica su Porto Fiorito (clikka) Un commissario anche per Napoli EST (clikka).

Ad ogni buon conto di Bagnoli si potrebbe parlare per giorni io, questa volta, ho voluto calibrare il mio intervento sull’area dell’ex Base NATO, per la quale ho avuto la possibilità, non solo di fare un sopralluogo, ma anche di avere alcuni fondamentali atti dal Commissario Prof. Sergio Sciarelli che ha manifestato, così, senso di collaborazione  istituzionale che, di questi tempi, è cosa rara e che per questo ringrazio. Ho, infatti, chiesto ed ottenuto il bilancio di previsione 2015 (clikka), il il bilancio consuntivo 2014 (clikka) della Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia, nonché una planimetria del Collegio Ciano (clikka).

Una cosa che mi ha colpito è che la Fondazione ha stipulato due contratti di locazione con la Montessori School e la Anglo Italian School (clikka) avendo la brillante idea di riservare ben 20 posti per la frequentazione gratuita dei corsi, nelle dette rinomate e famose scuole, refezione compresa, per i bambini in condizioni svantaggiate della X Municipalità. Ebbene i servizi sociali della X Municipalità nonostante questa occasione non hanno né fatto un bando né avviato alcun bambino. Ovviamente la notizia si commenta da sola perché la Fondazione Banco di Napoli ha dato una opportunità da non perdere ed servizi comunali della municipalità si sono dimostrati assolutamente inefficienti. Per capire di cosa sto parlando vi invito a vedere il video qui sotto.

Ad ogni buon conto il 30 marzo p.v. alle h. 16,00 ci sarà un confronto pubblico nell’antisala dei Baroni del  Maschio Angioino che, per la valenza dei relatori (escludendo me) credo sarà assolutamente interessante sia per la cittadinanza sia per le tante realtà sportive in cerca di casa.

Non nascondo che il mio sogno sarebbe quello di fare del Collegio Costanzo Ciano un grande polo formativo e sportivo della Campania, stile complesso romano di preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa (clikka)  ma con l’aggiunta delle istituzioni scolastiche presenti sul territorio della X Municipalità che, passando negli edifici del complesso, potrebbero corrispondere il canone alla Fondazione. Basti solo pensare che il vicino liceo Labriola è in un immobile privato per il quale pare che corrisponda circa 950.000,00 €. di canone annuo. E’ chiaro è solo una idea ma credo sia migliore di quella avuta da Caldoro che ci vuole trasferire gli uffici della Regione del Centro Direzionale ….

il mio intervento al 1:35:40

Dopo il mio intervento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale l’Ordine del Giorno che ho proposto (clikka) per la immediata ricostituzione del CDA della Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia.

 

Per capire cosa si stanno perdendo in nostri piccoli concittadini di Bagnoli Fuorigrotta:

Il Disturbo alla Quiete Pubblica ed il silenzio dell’Amministrazione

insonnia_2Sulle pagine dei giornali cittadini spesso si è parlato della “movida fracassona”, eppure, mentre in altre città si adottano delle misure per limitare il fenomeno, a Napoli al fracasso cittadino si contrappone il silenzio amministrativo. Invero, la questione viene lasciata incontrollata e trattata con sufficienza da parte di coloro che dovrebbero intervenire, senza considerare che qui non si contrappone chi vuole divertirsi e chi, invece, da “bachettone” vuole stare tranquillo quasi per una questione morale. Chi interpreta la vicenda in questo modo, dimostra di non aver compreso la reale portata e sofferenza di chi vive spesso quattro cinque notti insonni, disturbato da una musica martellante e da un fracasso provocato da migliaia di persone assiepate in stradine strettissime o in locali piccolissimi adibiti a vere e proprie discoteche, inadatti a contenere una folla ingovernata, peraltro, in perenne stato di pericolo anche per la mancanza di uscite di sicurezza dei locali.  La questione, quindi, va presa sul serio così come viene presa sul serio, sia dalla legge italiana che da quella Comunitaria le quali trattano dell’inquinamento acustico al pari di ogni altro inquinamento perché lesivo della salute. Ebbene, da quanto ho potuto verificare, si può dire che i casi sono di due tipologie e riguardano o l’inquinamento diffuso provocato dalla concentrazione di locali in strade o piazze, come i casi di Piazza Bellini e dei baretti di Chiaia o i casi relativi a singoli esercizi che provocano un disturbo, “diciamo localizzato” ad un intero fabbricato. Orbene, l’amministrazione cittadina lascia assolutamente ingovernati sia il primo che il secondo caso limitandosi a degli interventi sporadici, seppure su quello connesso al singolo esercizio, sarebbe facilmente possibile un intervento mediante una semplice verifica tra la potenza delle apparecchiature di riproduzione possedute e la insufficiente insonorizzazione dei locali, spesso anche sprovvisti del nulla osta acustico. Insonorizzare a regola d’arte un locale, infatti, richiede un intervento costoso che spesso gli esercenti la movida non hanno alcuna intenzione di affrontare nella consapevolezza che per giungere alla chiusura occorrono anni di battaglie amministrative e legali. Peraltro, anche le modalità delle verifiche, da quello che ho potuto constatare, spesso sono assolutamente singolari ed il caso vuole troppo spesso che all’atto della visita dell’ASL o degli altri addetti al controllo “cali il silenzio” salvo poi riprendere la sera dopo. Da quando ho sollevato il problema in Consiglio Comunale, dopo l’assemblea pubblica, sul tema del disturbo alla quiete pubblica del 29 gennaio scorso, sono entrato in contatto con i tanti cittadini sottoposti a questo “speciale” trattamento notturno osservando che i malcapitati spesso riportano veri e propri disturbi psichici con l’assunzione di farmaci nei casi più gravi. Nel Consiglio Comunale del 16 marzo scorso, infatti, ho riportato il caso di Salvatore, nostro anziano concittadino di Bagnoli, che ha la sfortuna di abitare sopra uno studio di registrazione musicale subendo un disturbo protratto su sette giorni a settimana, negli orari più svariati, senza che né l’amministrazione né le forze dell’ordine, nonostante le numerose chiamate e richieste scritte, dopo due anni,, abbiano, fino ad oggi, fatto alcunché. Ebbene, in Salvatore come negli altri nostri concittadini che ho avuto modo di contattare non è difficile, anche per un profano della scienza medica, notare che il disturbo alla quiete pubblica determina un vero e proprio danno psicologico oltre che una completa  sfiducia nelle istituzioni! Tutelare la salute pubblica non è da bacchettoni ma da buoni amministratori pubblici.

quiete pubblica: Io sto con Salvatore (clikka)

Quiete Pubblica: Io sto con Salvatore

Avventori serviti su suolo pubblDevo effettivamente constatare che l’Amministrazione non ha nessuna intenzione di affrontare il tema della quiete pubblica, pertanto, ieri (16.03.2015), nell’ambito degli interventi consiliari, ho voluto portare il caso di Salvatore abitante di Bagnoli che convive con uno studio di registrazione, sito al piano immediatamente sotto la sua abitazione, che suona a palla tutto il giorno tutti i gironi della settimana, assolutamente indisturbato nonostante le numerose denunce sporte dal nostro concittadino.

Il problema lo stiamo affrontando a tutto tondo sia dal punto di vista giudiziario, sia dal punto di vista politico ed amministrativo, avviando tutte le strade possibili della magistratura ordinaria (civile e penale). Il problema è sempre lo stesso: Sarà un caso ma quando arriva la Polizia Giudiziaria con l’ASL i destinatari del “controllo a sorpresa” è difficile che si fanno pescare a superare i limiti di legge! Ovviamente non credo che sia necessaria la flagranza del reato per contestare il disturbo che in tutti i casi che ho avuto modo di esaminare è testimoniato dagli abitanti dello sfortunato condominio ove è localizzata l’attività rumorosa.

Il problema involge la salute pubblica ed individuale dei malcapitati cittadini ma questa cosa non pare che la politica voglia considerarla preferendo correre dietro il consenso dei più numerosi, secondo loro, frequentatori dei locali … il che è tutto dire … comunque #iostoconsalvatore

L’inferno del disturbo alla quiete pubblica (clikka)

Una quiete pubblica disturbata (clikka)

Il mio intervento al 1:06:34

Chi decide su Bagnoli: il braccio di ferro tra Comune e Governo

bagnoliIeri (16.03.2015) nel consiglio comunale si è parlato di Bagnoli e dopo una lunga discussione durata oltre otto ore si è approvata a maggioranza una mozione (clikka) il cui nucleo centrale è stata la rivendicazione per il Comune di Napoli del ruolo che devono avere le istituzioni cittadine che di fatto sono state espropriate dal decreto sblocca italia (clikka).

Voglio sottolineare che questa posizione di opposizione all’esproprio delle funzioni urbanistiche del Consiglio Comunale, era assolutamente comune a tutte le forze politiche (comprese quelle di Governo presenti in consiglio) che, però credo per miopia e per ragioni tutte politiche e poco amministrative, hanno pensato di non votare il documento nonostante tutti erano ben consapevoli che anche il minimo riferimento alle cd. linee guida (ivi compresa la portualità leggera) espresse dall’Assessore all’Urbanistica Piscopo, non erano assolutamente vincolanti perché devono essere oggetto di successivi atti (varianti al PRG) che richiederanno, semmai, nuove discussioni e procedimenti assolutamente più articolati.

Il mio contributo alla mozione, che ho firmato e votato, si è incentrato principalmente sul fatto che l’intera area di Bagnoli è stata oggetto di riperimetrazione della Zona Rossa, giusta delibera della giunta regionale della Campania n._669_del_23-12-2014 (clikka), che è stata redatta in virtù di espressa indicazione del comune di Napoli che ha fornito l’allegato n. 1 alla delibera di giunta regionale stessa (clikka). Nella mozione, infatti, troverete un espresso riferimento a questo dato relativo alle volumetrie che, peraltro, è oggetto del tavolo costituito dalla Regione in virtù della delibera sempre della giunta regione campania n_27_del_09-02-2015 (clikka). Tavolo che dovrà stabilire cosa, quanto e come si potrà costruire a Bagnoli.

Ovviamente spero che la politica (quella volta all’interesse pubblico) applichi il cd. principio di precauzione, per la sicurezza dei cittadini e pertanto ripensi, ovviamente riducendole, le volumetrie, stabilendo che non sono consentite volumetrie destinate a residenza (se non in minima parte) atteso che vie di fuga non mi pare che abbondino nell’area di Bagnoli.

L’atto che abbiamo approvato in sostanza non dice ancora nulla di concreto (né poteva) ed ha avuto un prevalente contenuto politico circa il commissariamento. Ora se il Governo manterrà la posizione intrapresa deciderà da solo tutto, sperando che non superi i limiti di sicurezza di cui ho detto, se, invece, avrà un ripensamento, allora il Consiglio Comunale dovrà adottare gli atti urbanistici necessari seguendo le relative procedure.

Su Bagnoli troverete molti miei interventi clikkando qui.

Il mio intervento al 51:40

Chi parla di sport

campianati italianiesordientiTutti sono d’accordo sul valore sociale dello sport, ma poi, è sotto gli occhi di tutti, che i fatti stanno a zero e dopo l’ennesimo festival televisivo dei luoghi comuni sullo Sport, dove tutti, tra medici, magistrati, politici, geometri e vari altri rappresentanti istituzionali e religiosi, parlavano di sport e legalità sento il bisogno di farmi delle domande:

Si può parlare di sport o occuparsene: Senza aver mai sentito la paura, che ti prende la pancia, prima di affrontare una sfida e sentire che nel momento in cui l’hai iniziata è sparita? Senza aver mai passato una notte insonne dopo una sconfitta, ripassandoti tutti i momenti della gara per capire dove hai sbagliato? Senza essere mai salito sul gradino più alto del podio, avvertendo tutto il peso degli allenamenti che, con umiltà e sacrificio hai sostenuto, e renderti conto che, tutto sommato, non avevi fatto altro che fare il tuo dovere? Senza aver mai compreso che la soddisfazione della vittoria è nella stima che i tuoi avversari ti riservano? Senza aver mai capito che chi vince ha la responsabilità di dare, con rinnovato impegno ed umiltà, l’esempio agli altri? Quanti parlano o si occupano di sport senza aver mai avuto la fortuna di comprendere queste cose …. E soprattutto chi non ha vissuto sulla pelle queste esperienze avrà compreso bene il valore dello sport?

La confusione sui Beni Comuni in Comune

benicomuniIl 9 marzo scorso, in consiglio comunale, abbiamo trattato la delibera che disciplina la gestione dei Beni Comuni (clikka), alla quale, lo dico subito, ho votato contro, non perché sia contro i beni comuni anzi, ma perché sono a favore della tutela dei beni pubblici la cui disciplina con questa delibera rischia di essere disordinata e confusa. Il nodo è che per definizione i beni pubblici hanno un loro regime a partire dall’art. 42 della Costituzione, che è garanzia di imparzialità, mentre la cd. categoria dei beni comuni è una elaborazione solo dottrinaria che è priva di un regime giuridico.

Ciò che ho detto nel mio intervento è assolutamente semplice e può essere facilmente desunto da una lettura, neppure molto approfondita, della delibera e del parere del segretario generale allegato, da cui si capisce bene che questi sono “beni ad uso non rivale“, cioè beni il cui uso non esclude gli altri cittadini, come l’acqua, il mare, l’ambiente, il paesaggio ed è chiaro che tra questa categoria di beni, non ci possono, nel modo più assoluto, entrare gli immobili Comunali perché questi sono beni pubblici per i quali l’uso di uno, o di un gruppo, esclude, gioco forza, l’uso degli altri cittadini. Ebbene, posso garantirvi che durante tutta la discussione, si è capito bene che tutti i consiglieri che hanno votato a favore, hanno pensato e pensano che beni comuni sono innanzitutto gli immobili del Comune di Napoli da segnare attraverso una procedura, diciamo, “semplificata” (sic!).

Un esempio concreto: l’asilo filangieri, secondo voi può essere un bene comune? Secondo me no perché è un bene immobile il cui uso esclude gli altri e, quindi, se non gestito direttamente dal Comune, esso deve essere assegnato gioco forza mediante l’applicazione del regolamento sulla assegnazione degli immobili del Comune ed ogni deroga, seppure fondata su questo regolamento dei cd. beni comuni, sarebbe illegittima.

Il mio intervento al 08:34

Estorsori parcheggiatori abusivi: Io sto con Alessia

abusiviLoretoIl video de “Le Iene” sulla storia di Alessia (clikka) mi ha suscitato un forte moto di indignazione tanto che stamane non ce l’ho fatta e sono andato al Suo garage ed ho parlato con un suo dipendente a cui ho manifestato la mia indignazione e solidarietà. Solidarietà che ho sentito di dare anche al Comandante della Polizia Locale quale rappresentante degli agenti che lavorano in strada con dignità ed onore e sui quali occorre puntare affinché la “pulizia” avvenga dall’interno.

Alessia non rappresenta solo la lotta alla illegalità, ma anche la voglia di una giovane donna che con coraggio ha deciso di restare ed investire a Napoli. Se Alessia vorrà, nella mia qualità di consigliere comunale, chiederò al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale di discutere del grave problema della legalità, e se del caso, celebrare anche ufficialmente una riunione del Consiglio Comunale sotto il Garage di Alessia affinché si rappresenti senza ombra di dubbio che le istituzioni stanno dalla parte giusta, quella di Alessia e dei tanti giovani che vogliono farcela a Napoli!

Il video delle iene, che Vi consiglio di vedere interamente, è assolutamente eloquente e dimostra lo “Stato” violento in cui, credo, noi tutti ci riconosciamo.

Una comunità è tale quando reagisce in massa al soppruso ed alla prevaricazione inflitta ad un suo componente. Ebbene, stamane non c’era nessuno al Garage di Alessia, nonostante l’articolo di oggi sul Mattino di Napoli (clikka) ed il servizio de Le Iene del 5 marzo scorso, rimandato ieri su Rete 4.

Oggi intorno all’Ospedale Loreto era tutto un mare di auto ed una festa per i parcheggiatori abusivi che facevano soldi quelli veri, come se nulla fosse accaduto e lo stesso dipendente del Garage con il quale ho parlato mi ha fatto vedere dalla videosorveglianza come, tutto intorno, si faceva commercio abusivo di posti auto abusivi come se nulla fosse. Un abuso totale a cui le istituzioni devono dare una risposta forte, decisa, senza esitazione!

La riflessione che mi induce il video delle Iene e che mi fa vergognare di essere Napoletano, è che ad un certo punto un “signore abusivo” intervistato da Giulio Golia, dichiara che lui si è abbracciato e baciato con il Vigile Urbano (il tutto ripreso delle telecamere), così come fa con tanti altri rappresentanti delle Forze dell’Ordine, perché li conosce, poiché spesso li aiuta quando devono fare una visita medica in ospedale, perché evidentemente conosce i medici. Medici, che molto probabilmente parcheggiano abusivamente sul suolo pubblico aiutati dal parcheggiatore abusivo a cui, quindi, gli riconoscono una Autorità! Ancora nel video si vede che il parcheggiatore abusivo imputa ad Alessia di non averlo assunto nel Garage legale ebbene sono convinto che quello che guadagna il parcheggiatore abusivo è di gran lunga superiore a quello che gli spetterebbe con un lavoro legale.

Ho anche riflettuto sui costi di una pattuglia fissa di uno due uomini e credo che tutto sommato la presenza ci farebbe addirittura guadagnare di più, poiché ciò che guadagnerebbe in più il Garage legale genererebbe un gettito fiscale che coprirebbe le spese di due uomini in servizio!

Oggi mi chiedo se i medici e gli infermieri del Loreto Mare hanno visto il filmato o hanno letto i giornali. Spero, non li abbiano letti!

E’ molto probabile, come accaduto in altre situazione, che anche i parcheggiatori abusivi, troveranno uno sponsor politico, pronto a dare loro una mano con la scusa dello stato di necessità. Che schifo!

Nella foto potrete notare un parcheggiatore abusivo di stamane e quello legale nei pressi dell’ingresso del Garage di Alessia.

A proposito di garage: scuole belle ed innanzitutto sicure (clikka)

#iostoconalessia

Ho pescato addirittura un video del 2011, Vi posso dire che stamane lo stato era uguale!

I tagli della Regione Campania sulla pelle dei diversamente abili

Biagio.TuttiAscuolaOggi ho sentito il dovere di intervenire in Consiglio Comunale per leggere la lettera scritta da Tommaso Giugliano, papà di Biagio, a Toni Nocchetti dell’Associazione Tutti a Scuola, che è apparsa qualche settimana fa su “Il Fatto Quotidiano” (clikka).

Il mio intervento al 36:37

Il testo della lettera:

Caro Toni,

               come sai il ragazzo ritratto nella foto è mio figlio Biagio,23 anni, affetto da autismo associato ad un grave ritardo mentale e epilessia.

Biagio è una delle 1530 vittime sacrificali immolate sull’altare del risanamento di bilancio che la Regione Campania con il decreto 108/2014 ha provveduto ad attuare. Ad oggi mio figlio frequenta un centro di riabilitazione in regime di semiconvitto (perlomeno fino al 23/02/2015) dove si reca ogni giorno e trascorre circa metà della sua giornata.

Biagio è un ragazzo molto difficile e con tante problematiche. Non parla e non è autonomo, ha bisogno di assistenza continua per essere lavato, vestito e per tutte le attività che svolge nel corso della giornata. In questi anni, però, grazie all’impegno coordinato di esperti, psicologi, terapisti e della nostra famiglia, ha compiuto tanti piccoli progressi che ci ripagano degli sforzi quotidiani e che hanno migliorato non solo la sua quotidianità ma anche quella di tutta la famiglia. Al centro, per esempio, grazie al lavoro di un’instancabile terapista ha imparato ad andare in bagno da solo (ci sono voluti circa 7 anni) a mangiare a tavola e ad usare le posate.

Ma al di là dei progressi e delle autonomie personali raggiunte, il centro per Biagio rappresenta qualcosa di più: il semiconvitto è il luogo principale dove trascorre la sua giornata, dove incontra gli amici, dove socializza e dove svolge attività più o meno piacevoli ed educative. Come ho già detto, Biagio non parla ma per comprendere la sua gioia nell’andare ogni mattina al centro non servono parole. Basta guardarlo mentre scende le scale di casa per prendere il pulmino che lo condurrà al centro per cogliere la sua felicità. I suoi occhi e il suo sorriso nel rivedere ogni mattina l’autista e i suoi amici già pronti ai loro posti sono così loquaci da rendere inutile ogni parola. Probabilmente addirittura un politico riuscirebbe a cogliere quella felicità e a capire cosa significa per Biagio e per tutti i ragazzi come lui, avere un luogo in cui sentirsi accettati, impegnati, compresi e aiutati.

Cosa succederà a Biagio e ai suoi 1530 compagni di sventura quando questo maledetto decreto troverà la sua completa applicazione? Accadranno due cose: la prima, nota a tutti, è la destabilizzazione dei ragazzi che subiranno un peggioramento delle loro condizioni di vita. Cosa faranno durante tutta la giornata? Come impegneranno il loro tempo?  Dovranno rinunciare alle attività che svolgono e a vedere i loro amici? Alcuni probabilmente perderanno le autonomie faticosamente raggiunte nel corso di anni ed anni della loro vita, altri avranno un peggioramento delle loro condizioni psichiche, altri ancora aumenteranno i comportamenti autolesivi e violenti, altri le stereotipie ecc.

L’altro effetto che avrà questo decreto, di cui nessuno finora ha parlato, è l’impatto devastante che subiranno le famiglie quando dovranno assistere, completamente sole, il loro congiunto o il loro figlio 24 ore su 24. Non pensate che ad oggi la situazione sia facile, vivere con una persona che ha bisogno di assistenza ed attenzione continua e che non può essere lasciata sola neanche per 10 minuti cambia profondamente le dinamiche di una famiglia. Come sanno bene tutti quelli che assistono una persona disabile, spesso anche le azioni più semplici come fare la spesa o fare una passeggiata diventano enormemente problematiche. Non parliamo poi dell’impatto sulla vita di coppia o sulla vita sociale della famiglia.

Quando Biagio è a casa tutto si svolge in sua funzione, trascurando spesso anche gli altri nostri figli. Le nostre poche ore libere sono rappresentate da quelle che Biagio trascorre al centro, quando, fiduciosi che si trovi tra persone competenti, possiamo tirare un sospiro di sollievo e riposarci. Allora la domanda è: cosa succederà alla mia famiglia e a quelle di tutti gli altri ragazzi, se dovessimo prenderci cura di Biagio 24 ore su 24?

Non posso fare a meno di pensarci.

Tommaso Giugliano
54 anni, papà di Biagio

Leggi anche:

case famiglia un punto della sinistra (clikka)

Sono in Campagna Elettorale

gennaro consiglioDiciamola così: C’è una categoria di eletto o aspirante tale o supporter che non ha mai fatto nulla, non è mai intervenuto nel dibattito pubblico, non si è mai occupato della cosa pubblica o se n’é occupato pochissimo o male (o tutte e due cose insieme) che oggi, con le elezioni regionali alle porte, come vede qualcuno fare qualcosa, con grande slancio l’accusa di fare campagna elettorale perché si sente scavalcato o inadeguato a contrapporre validi argomenti e, pertanto, taglia corto con la frase: “si vabbè stai facendo campagna elettorale”, anche per sminuire il tuo lavoro ed il tuo impegno. Questa cosa, ovviamente, mi offende non poco! Di questa malattia è anche affetto qualche cittadino che non conosce nulla della vita politica comunale ed allora ti accusa. Il risultato, ulteriore, è che in campagna elettorale gruppi di cittadini o associazioni quando organizzano qualcosa, semmai con la tua partecipazione, poi ti chiedono di non intervenire  (come mi è capitato, qualche volta, nel 2011).

Ebbene, per sgombrare il campo da ogni equivoco, posso dichiarare che in questi quattro anni di mandato di consigliere comunale io sono sempre stato impegnato in campagna elettorale, occupandomi: di Bagnoli, di Porto Fiorito, della società Bagnoli Futura, dello Stadio San Paolo, dell’ABC, delle case famiglia, degli impianti sportivi 219, della ZTL cittadina, dello ZOO di Napoli, dell’Edenlandia, della Mostra D’Oltre Mare, della società napoli Servizi, degli immobili del comune di napoli, dell’ANM e dei suoi lavoratori, della Metropolitana, del personale del comune, delle nomine nelle società enti ed istituzioni comunali, del regolamento delle sale da gioco, del disastro di alcune scuole cittadine, del regolamento per l’uso e la gestione degli impianti sportivi, della raccolta e smaltimento degli oli esausti, del centro direzionale, della mensa scolastica, dei fondi europei, del porto di napoli, della sanità pubblica, della sicurezza dei fabbricati, del regolamento delle opere dell’ingegno, del CAAN di Volla, del Mercato Ittico di Napoli, del testamento biologico, delle unioni civili, della toponomastica cittadina, del disturbo alla quiete pubblica, dei derivati nel bilancio del comune di napoli, della discarica di pianura, della polizia locale, dei dirigenti del comune di napoli, del Tribunale di Napoli, della professione di Avvocato,  …. potrei continuare ma potrete anche voi fare tutte le ricerche su questo blog e sui giornali che  spesso hanno ospitato mie lettere o miei interventi, trovando sempre, accompagnate alle critiche, anche le proposte!

Allora si sono in campagna elettorale mettetevi l’anima in pace, lo sono sempre stato da quando ho deciso di occuparmi della cosa pubblica, fatelo anche voi, però non lo fate solo in prossimità delle elezioni, fatelo sempre cosicché è capace che questo paese lo raddrizziamo!

Scusate per lo sfogo ma questa cosa la dovevo dire dopo aver ricevuto per l’ennesima volta la stessa accusa per essermi impegnato alla ricerca della risoluzione di questa vicenda: scuole belle ed innanzitutto sicure (clikka)

L’inferno del disturbo alla quiete pubblica

gennaro consiglioIl 19 febbraio scorso nel trattare la delibera “adotta una strada” (clikka) ho avuto modo di proporre una mozione che, per tutelare il diritto alla salute dei cittadini, prevedeva una limitazione di orario degli esercizi commerciali come accade in tante altre città italiane. A fronte di tale mozione mi è giunta addirittura l’accusa di avere fatto una proposta di destra poliziesca perché la cd. movida non si deve disciplinare con limitazioni di orario, ma con non meglio precisate azioni politiche, vuote di ogni contenuto amministrativo e non in grado di dare una immediata risposta ai tanti cittadini che vivono nell’inferno.

Sono giorni che mi chiama tutte le sere verso le 22,30 Salvatore, un cittadino di Bagnoli che ha la sfortuna di vivere al primo piano con sotto addirittura uno studio di registrazione che gli impedisce di dormire sia il giorno che la notte.

Salvatore, pur avendo denunciato sia in procura che al comune l’ingiustizia e la tortura che sta subendo non ha avuto alcuna risposta.

Salvatore è anziano, non ha neppure una disponibilità economica per affrontare un giudizio civile volto a chiedere al Tribunale un provvedimento ex art. 700 c.p.c. con il quale si impedisca tale assurda tortura!

Salvatore è oltre un anno che vive in un vero e proprio inferno ed è costretto a prendere dei farmaci per dormire.

Vorrei che quelle capre che pascolano abusivamente nelle istituzioni, facendo mera speculazione politica senza pensare ai bisogni primari dei cittadini, vivessero qualche settimana a casa di Salvatore!

Giusto per questa è una intervista a Massimo Cacciari che dice tutto sommato le stesse cose

Ed a chi difende la barbarie della cd. movida scatenata consiglio la visione di questa intervista al Prof. Paolo Crepet

Scuole Belle ed innanzitutto Sicure

VentaglieriQualche giorno fa scrivevo del plesso scolastico, materna ed elementare, comunale di Vico sottomonte ai Ventaglieri (clikka) evidenziando la grave condizione nella quale i bambini vengono ospitati e della necessità di provvedere immediatamente a rimuovere la discarica che si è accumulata in una vanella del plesso.

Martedì mattina scorso (24.02.2015) abbiamo fatto un sopralluogo congiunto con il Presidente della Municipalità, gli assessori all’ambiente alla scuola della stessa municipalità, un delegato del Vicesindaco, funzionari della Napoli Servizi, dell’ASIA nonché il dirigente dell’UTC della Muncipalità ed il Dirigente Scolastico. L’obiettivo era verificare se da ambienti sottostanti la scuola, è possibile accedere alla vanella con mezzi meccanici per rimuovere l’ingente quantitativo di “munnezza”.

Le aree sottostanti la scuola, sono tutte in proprietà del Comune e sono state date in uso ad una associazione sportiva. Sennonché ho notato che proprio sotto i piedini dei bambini, nelle aree in questione, alle 10,30 circa, vi erano parcheggiate un notevole numero di autovetture (circa 30) e tutti abbiamo notato, nell’attesa che venisse il titolare della associazione, che ad un certo punto è sopraggiunto un signore, ha aperto il portone ha preso un’auto ed è uscito. Sopraggiunto, credo il titolare della palestra, si è proceduto al sopralluogo, ma quando si è giunti alle aree occupate delle auto quest’ultimo mi ha rimproverato perché stavo contando le auto e scattando qualche foto. In presenza di tutti i partecipanti istituzionali, sono anche stato minacciato di avere due schiaffi ed il sequestro del telefonino, senza capire il perché, visto che il signore continuava a dire che era tutto in ordine e che pagava anche un canone di affitto al comune. Dopo un po’ ho deciso di allontanarmi per far proseguire il sopralluogo, perché era diventato impossibile continuare, ma da quanto mi è stato riferito l’irritazione del signore è continuata fino alla sala del consiglio municipale.

Per capire il motivo di tanta agitazione ho acquisito la  delibera di giunta del 2009 (clikka) con la quale è stato concesso l’uso delle aree ed ho constato che l’uso è stato dato, solo ed esclusivamente per gli ospiti della palestra, con divieto di locazione e sublocazione. Atteso il grave comportamento tenuto dal concessionario ho ritenuto di esporre i fatti nel consiglio comunale del 25.02. scorso consegnando al Sindaco ed agli assessori alla scuola ed al patrimonio una lettera (clikka) con allegate fotografie chiedendo semplicemente di eseguire i controlli necessari.

Della questione, peraltro, se n’è occupato anche Il Roma di ieri con un articolo di Pierluigi Frattasi (clikka).

Credo sia utile segnalare che la questione non è nuova in quanto nel 2009 la scuola per un intervento dei Vigili del Fuoco, fu chiusa per circa 10 giorni perché si scoprì che vi erano un numero consistente di autovetture parcheggiate proprio nelle stesse aree e, quindi, era necessario verificarne le autorizzazioni.

Sono convinto che la battaglia per la legalità e la sicurezza debba essere il frutto di un impegno comune e chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di segnalare anche le cose che tal volta i cittadini lasciati soli a loro stessi non hanno la forza di denunciare. Spero sia tutto in ordine ma le domande sorgono spontanee: 1) è opportuna è sicura la scelta di affidare a terzi aree che sono ricomprese in un plesso scolastico? 2) c’è qualcuno che potrebbe guadagnarci con lo sfruttamento delle aree in questione? Spero che le risposte vengano dall’istituzione.

Sulla scuola non è possibile fare un passo indietro da tutti i punti di vista!

Ringrazio i numerosi consiglieri ed amici che mi hanno espresso solidarietà.

Il mio intervento al 46:13

Al Centro Direzionale le strade già sono adottate

cdnNel consiglio comunale di ieri (19.02.2015) abbiamo trattato di nuovo la ormai famosa delibera adotta una strada (clikka). Tra i tanti temi trasversali alla delibera in discussione ho voluto anche centrare l’attenzione sul grosso problema del Centro Direzionale, dove i cittadini residenti e non, sono oltre 30 anni, che hanno già di fatto adottato le aree pubbliche che dovevano essere prese in carico dal Comune e che, invece, sono sempre state gestite dalla GESECEDI una associazione di cittadini residenti, esercenti e professionisti che, oltre a provvedere essi stessi alla manutenzione e cura delle aree pubbliche, sono stati anche costretti a pagare tutte le imposte e tasse comunali. Paradossalmente, per come era scritta la delibera, la GESECEDI, sarebbe stata esclusa dalla possibilità di adottare, in quanto, l’adozione era riservata solo ai Comitati Civici e non alle associazioni. Ho per questo proposto quattro emendamenti all’art. 4 del regolamento (tutti passati all’unanimità dopo che ho spiegato bene qual era il problema) con i quali tra i soggetti legittimati all’adozione si è aggiunto al Comitato Civico anche l’associazione di residenti. Segnalo, infine, che sulla questione c’è un contenzioso spinosissimo sia in sede amministrativa che civile che potrebbe vedere il Comune soccombente per diversi milioni di euro, pertanto, urge verificare la percorribilità di una transazione.

Per comprendere la questione, che si trascina da circa un decennio ma che, secondo me, potrebbe essere facilmente risolta ecco il mio intervento specifico al 05:43:28

Comune di Napoli e Beni Comuni

comunePoiché mi è stato chiesto da molti offro alla visione ed allo studio le tre delibere sui Beni Comuni che domani (19.02.2015) verranno discusse in Consiglio Comunale. Con questi atti si vuole, in un certo qual modo, disciplinare una materia che, a dire il vero, trova un limita nella stessa definizione di bene comune che è allo stato da un punto di vista normativo sconosciuta e quindi sostanzialmente rimessa ad una elaborazione semplicemente teorica. La questione non è di poco conto, in quanto, la mancanza della tipizzazione legale del concetto di bene comune ne determina anche la difficoltà di individuare quale debba essere la disciplina giuridica da applicare. Il nostro ordinamento, infatti, conosce solo due categoria: I beni pubblici ed i beni privati.

Orbene le delibere sono:

1) La n. 258 del 24.04.2014 (clikka) che detta gli indirizzi sulla individuazione e gestione di beni del comune di napoli inutilizzati, o parzialmente inutilizzati, percepiti dalla collettività come beni comuni e suscettibili di fruizione collettiva. Il compito della individuazione di questi beni è rimesso all’Osservatorio permanente sui beni comuni. Il percorso da seguire passa attraverso, un’invito a manifestare l’interesse alla gestione e la redazione di un piano di fattibilità che tenga conto anche della utilità sociale, quindi, non solo del vantaggio economico diretto, che potrebbe derivare dall’uso del bene.

2) La delibera di giunta di proposta al consiglio n. 259 del 24.04.2014 (clikka) con la quale si propone al Consiglio Comunale di approvare un percorso che, su impulso del Sindaco di Napoli, sia finalizzato all’individuazione, anche mediante strumenti di democrazia partecipata, di beni immobili e terreni di proprietà privata che si trovino in uno stato di effettivo abbandono e che siano suscettibili di essere acquisiti al patrimonio immobiliare del Comune di Napoli. Ovviamente per chi ha delle cognizioni giuridiche ho detto tutto, per chi non le ha ci vorrebbe un corso di studi.

3) la terza delibera è quella che si intitola “adotta una strada” (clikka) su cui ho già scritto molto per le sue implicazioni con il tema della movida cittadina e disturbo alla quiete pubblica, a cui rinvio.

Ove mai vi fossero dei suggerimenti, come al solito, sono bene accetti.

Adotta una strada e quiete pubblica al Consiglio Comunale

adottastrada Al Consiglio Comunale di ieri (12.03.2015) abbiamo discusso la delibera “adotta una strada” di cui ho parlato in un mio precedente post (Adotta una strada per la movida cittadina (clikka). Le questioni che ho sollevato sono state il frutto della riflessione che abbiamo fatto all’assemblea pubblica del 29 gennaio scorso e di cui ho parlato nel post sulla quiete pubblica disturbata (clikka).

Il problema serio che ho posto al centro della discussione è la mancanza assoluta di controllo e la scarsa efficacia ed efficienza del servizio qualità spazio urbano. Questioni che hanno spinto il consiglio a rinviare la delibera in commissione per un approfondimento.

Il mio intervento al 01:38:48

Scuole Belle: La vergogna dei bambini nella munnezza

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La Buona Scuola e Scuole Belle sono solo degli slogan elettorali dati in pasto ai cittadini! Vi invito ad andare nel plesso scolastico in questione ed a rendervi consto di cosa stiamo parlando! Da Repubblica Napoli dell’11.02.2015 ALESSIOGEMMA: “Scuola comunale tra i rifiuti e il paradosso degli ex Lsu – Piccoli alunni con annessa discarica Puzza di carogna, miasmi insopportabili, rifiuti di ogni genere nel cortile della Foscolo-Oberdan Il preside: “Ci sono dei palazzi da dove lanciano di tutto e l’Asia dice che non è sua competenza”. Scuola comunale tra i rifiuti e il paradosso degli ex Lsu PLESSO Mazzini, istituto FoscoloOberdan, un asilo e una scuola elementare suddivisi in 900 metri quadrati su due piani incastonati sotto il costone dei Ventaglieri, tra piazza Montesanto e via Tarsia: 120 bambini, tra i 3 e i 10 anni. Ma la scuola comunale affaccia su un cortile lastricato di sacchetti di immondizia, scarti di alimenti, suppellettili, flaconi, resti di carrozzine e giocattoli. Piccoli alunni con annessa discarica puzza di carogna, miasmi insopportabili, rifiuti di ogni genere nel cortile della FoscoloOberdan. II preside: “Ci sono dei palazzi da dove lanciano di tutto e l’Asia dice che non è sua competenza”. La puzza la sentono, la di scarica non la vedono. Perché, per fortuna, i 120 bambini della scuola comunale età compresa tra i 3 ed i 10 anni sono ancora troppo bassi per sporgersi dalle scale: le vetrate colorate di pastello affacciano su un cortile lastricato di sacchetti di immondizia, scarti di alimenti, suppellettili, flaconi, resti di carrozzine e giocattoli se ci prova viene subito allontanato dalle maestre: «Non aprite quella finestra». Plesso Mazzini, istituto Foscolo-Oberdan, un asilo e una scuola elementare suddivisi in 900 metri quadrati su due piani incastonati sotto il costone dei Ventaglieri, tra piazza Montesanto e via Tarsia. D 20 gennaio da vico Lepre è partita una missiva: «Da oltre 10 giorni nell’androne ed in alcune aule si sente un “fetore” di carogna che potrebbe essere addebitabile a qualche animale di piccola taglia morto e sito o nella controsoffittatura o in un altro spazio che rende l’ambiente assolutamente insalubre». Firmato: i genitori della scuola. Destinatari: ASL, polizia ambientale, Municipalità, Comune. Sono scattati i sopralluoghi, gli interventi mancano ancora all’appello: non si sa ancora per chi suona quella “campanella”. E intanto ci hanno pensato le mamme a pulire. La puzza si è affievolita, complici anche gli acquazzoni degli ultimi giorni. Lavano gli odori, non il rammarico delle donne: «Non può piovere per sempre». Un avviso in bacheca del dirigente scolastico chiama in causa pure i vigili del fuoco. «Il problema principale sono i rifiuti — dichiara Marco Ugliano, il dirigente — siamo sotto un costone e nella parte sovrastante ci sono dei palazzi dai quali lanciano di tutto. Con il caldo aumentano insetti e miasmi. Il Comune deve rimuovere quella spazzatura? L’Asia (azienda rifiuti del Comune, ndr) dice che non è di sua competenza». All’ingresso della scuola due contenitori di polistirolo raccolgono gocce di pioggia stillate dalle pareti. I solai sono rigonfi di umidità, le classi infestate di infiltrazioni, dagli infissi si contano i ventri mancanti. Un paio di aule da pochi giorni sono state inibite: l’acqua è entrata pure nei neon. E quando una centralina elettrica è andata in fiamme, ci ha pensato una maestra a imbracciare l’estintore:«I bambini per fortuna non c’erano». Vincenza Petrone ha due figli iscritti all’asilo, 3 e 5 anni: «Per un periodo non ho portato i bambini a scuola. Troppa puzza. Abbiamo comprato noi i portagiubbini, i nostri mariti hanno aggiustato le finestre. Le mamme si sono messe a lavare i bagni, c’erano anche escrementi per le scale. Siamo abbandonati. E ci sentiamo discriminati perché ci dicono sempre che è una zona degradata. Quest’anno dovrò iscrivere la più grande alle elementari: se non vedo un miglioramento, vado in un’altra scuola». Gli spazi ci sono, le iscrizioni calano. Il piano interrato ospita una palestra privata con annesso garage per i soci. Un comodato d’uso autorizzato dal Comune.«Ho scritto ai vigili del fuoco — confessa Ugliano — Possibile che sotto una scuola ci sia un’autorimessa? Non ho mai ricevuto risposta». Attacca il consigliere comunale Gennaro Esposito: «È una situazione indegna caricata sulla spalle di insegnanti e genitori. Nei programmi elettorali la scuola è sempre al primo posto, nei fatti non è così. Non credo che l’assessore sia mai stata in quel plesso». Pare che un plastico dell’edificio costruito ai Ventaglieri negli anni Ottanta sia esposto in un istituto in Germania: come modello di edilizia scolastica. «Mi sembra di essere tornata indietro di vent’ anni — racconta Oksana, ucraina, madre di alunno dell’asilo—nell’URSS facevo i conti tutti i giorni con questo degrado. Ora sono in Europa. Mi chiedo: dove stiamo andando?»”.

Ebbene oggi sono intervenuto in consiglio comunale sull’argomento in quanto ancora indignato per le condizioni un cui versa la scuola. Ritengo opportuno però offrirvi i documenti: lettera dei genitori del 27.01.2015 (clikka)Lettera dirigente scolastico del 04.02.2015 (clikka)prescrizioni ASL (clikka). Vi invito a leggere la nota dell’ASL che a me sembra assolutamente incongrua rispetto alle condizioni indegne nella quale versa la scuola.

Il mio intervento al 01:02:06

Al CAAN si festeggia la bufala del ritorno del Mercato Ittico a Napoli

Festa itticoSono due giorni che il Mattino di Napoli pubblica articoli su una presunta (molto presunta) “ottima” politica adottata dal CAAN circa la gestione del mercato Ittico che aveva sede nello storico fabbricato di Luigi Cosenza in Piazza Duca degli Abruzzi e temporaneamente spostato a Volla. Sul giornale, infatti, ieri (31.01.2015), ho letto ben tre articoli sull’argomento, tra cui una intervista a Lorenzo Diana (clikka), ed uno sulla “festa” che si sarebbe fatta sempre ieri sul ritorno del Mercato Ittico a Napoli (clikka). Oggi addirittura il Mattino ritorna sulla “festa” di ieri (clikka). Un solo articolo che cerca di dare la versione dei mercatali lo leggo sul Roma di oggi (01.02.2015 clikka). Della serie come è difficile farsi una opinione.

Su questo blog, troverete molti post sulla vera tragedia che hanno subito i mercatali dell’ittico per colpa del CAAN, del suo amministratore e per le scelte scellerate della passata amministrazione ed in parte dell’attuale che ha fatto mancare il suo controllo sulla partecipata manifestamente incapace. Ebbene oggi, sembra che la scelta strategica di lasciare il mercato ittico nella sua storica sede, sia stata un’idea dell’amministratore del CAAN lorenzo diana (ex parlamentare “esperto” di anticamorra trasformato in manager per la gestione di una azienda pubblica) e della giunta che ha avuto il coraggio di andare contro la folle scelta delle passate amministrazioni.

Ebbene, per dovere di cronaca, è il caso di affermare che la giunta De Magistris ha tentato in tutti i modi di portare in esecuzione il trasferimento dell’ittico a Volla ed in tal senso ha sempre agito anche lorenzo diana. Il Consiglio Comunale, infatti, ha dovuto faticare non poco per capovolgere questa scelta scellerata. All’inizio fui io a porre il problema che, in un momento di forte crisi economica, non era il caso di trasferire una realtà imprenditoriale con un fatturato di circa 200 milioni di euro l’anno. Che il mercato ittico non andasse trasferito era facile comprenderlo ed ognuno di voi, infatti, potrà chiedere al proprio pescivendolo se la collocazione a Volla sia una cosa buona. Sicuramente vi risponderanno che da quando il mercato di Napoli si è trasferito a Volla ha perso molto in favore degli altri mercati ittici campani. Provate a chiedere, poi, ad un cittadino di Pozzuoli o di Mugnano se ritiene utile trasferire il mercato ittico cittadino in un altro comune e vedrete cosa vi risponderà. I nostri politici napoletani, invece, hanno avuto la brillante idea di realizzare un’area mercantale fuori comune costataci circa 100 milioni di euro togliendo ricchezza alla città e senza pensare alla sua collocazione storica ed al suo avviamento!

Ad ogni buon conto è il caso di ricordare che nel Consiglio Comunale del 30.11.2012, fui io ad iniziare la battaglia (clikka), quando ancora la giunta De Magistis, pensando di dover realizzare una Moschea nel fabbricato di Cosenza, si prodigava in ordinanze di sgombero per il trasferimento a Volla. Dopo una lunga riflessione riuscii a trovare anche la soluzione gestionale per salvare il CAAN ed il mercato ittico di Napoli, ossia anziché trasferire materialmente i mercatali a Volla, pensai di proporre il trasferimento della sola gestione del mercato di Piazza Duca degli Abruzzi al CAAN, in modo da ottenere anche una ricapitalizzazione della partecipata. Tale scelta la proposi al consiglio comunale del 17.01.2013 (clikka) con un Ordine del Giorno (clikka) che però per ragioni “politiche” (paternità dell’idea) fu trasformato in un ordine del giorno scritto in aula (clikka) che vi consiglio di guardare, manco di leggerlo, per come è scritto.

Ad ogni buon conto oggi mi sento di dare la giusta versione dei fatti e cioè che la gestione di lorenzo diana è stata ed è assolutamente dannosa per il mercato ittico napoletano, in quanto, è dal 26.06.2013 che il consiglio comunale (clikka) ha deciso definitivamente che il mercato resti a Napoli nella sua storica sede, e nonostante ciò sono trascorsi quasi due anni di continui rinvii. Non capisco, allora, cosa si sia festeggiato ieri, spendendo peraltro soldi pubblici in banchetti e spumanti, se il mercato ittico resterà ancora a Volla! Paradossalmente i ritardi imputabili a lorenzo diana li ha documentati lo stesso Mattino di Napoli, che oggi lo celebra, con un articolo del 08.07.2014 dal titolo Lavori Fermi al Mercato Ittico scoppia la rivolta degli operatori (clikka), ma anche Repubblica Napoli con un articolo del 29.08.2014 dal titolo Ex Mercato Ittico Dormitorio degli Immigrati (clikka). Che dire delle nomine nello stesso CAAN che lo stesso giornale “Il Mattino di Napoli” del 27.05.2004 ha addirittura censurato, con un articolo dal titolo  Una mossa sbagliata (clikka), in quanto, il Sindaco riconfermava diana ed aggiungeva nel cda un suo staffista su cui ritornava ancora il Mattino di Napoli del 18.05.2014 (clikka)!

Ora mi chiedo perché una festa ed una celebrazione di una persona che è stata incapace di rispettare tempi promessi con perdite per i mercatali di decine di milioni di euro! Come è possibile che la stessa stampa dimentichi ciò che ha essa stessa scritto poco tempo fa, su una gestione fallimentare, senza neppure interpellare i mercatali.

Mi sarei aspettato almeno il buon gusto di una festa di apertura ed, invece, assistiamo ad una festa di inizio lavori che, per come sono andate le cose fino ad oggi, non possiamo dire quanto dureranno!

Per una selezione di articoli sul CAAN (clikka)

Impianti sportivi: Una piscina che non ha mai visto una goccia d’acqua

piscina lotto 14/BLOTTO 14/B è una piscina costruita con i fondi della legge 219/1981, si trova a Marianella, in Via Dietro la Vigna, da bambino l’ho vista in corso di realizzazione. Quest’opera rappresenta uno sperpero per il quale nessuno ha pagato né politicamente né amministrativamente. L’impianto, infatti, non ha mai visto una sola goccia d’acqua, è stata realizzata molto probabilmente con degli errori di progettazione e/o di esecuzione, come tante altre opere pubbliche italiane. Balza agli occhi la sua profondità che doveva caratterizzarla per i tuffi, se non fosse che il  solaio di copertura è troppo basso per montarci un trampolino adeguato! Chi ricorda il ponte di Corso Novara? Un’opera inutile in mezzo ai palazzi che poi è stato smantellato. Ora il problema non è solo l’opera inutile ma anche il fatto che mai nessuno paghi se non in minima parte, per il gravissimo sperpero di soldi pubblici.

Ebbene, la responsabilità politica per chi è stato amministratore sia prima che dopo, avrebbe richiesto la sua espulsione dalla classe dirigente, ma ciò non è avvenuto, ovvero, avviene in casi rarissimi e per lotte interne ai partiti, mai per la valutazione del merito e della competenza. E’ il caso di osservare che a tale gravissima responsabilità politica si accompagna anche quella contabile, sia per coloro che hanno approvato e previsto l’opera inutile o progettata e/o realizzata male, ma anche di quelli che si sono succeduti che, per una sorta di “omertà” politica, si sono stati zitti senza denunciare, semmai il compagno di partito, alla Competente Procura presso la Corte dei Conti, rendendosi, quindi, anche loro responsabili sotto il profilo del danno erariale ai sensi dell’art. 1 comma 3 della legge n. 20 del 1994. Il principio sacrosanto espresso da quest’ultima disposizione, infatti, è che se un amministratore pubblico fa prescrivere il diritto al risarcimento del danno in favore della P.A. perché non denuncia o non agisce è anch’egli responsabile.

A fronte della citata chiara disposizione c’è una classe politica bloccata perché a chi sbaglia non viene impedito di sbagliare di nuovo, ma anzi la responsabilità di chi sbaglia viene coperta dai politici che gli succedono, sia essi dello stesso schieramento sia di quello opposto, perché forse è il caso di dire “cane non mangia cane” e di cani, purtroppo in politica ce ne sono! Ovviamente senza offesa per i cani.

Basti pensare che per la mia azione sulla questione dello Stadio San Paolo (clikka), che ha fatto finalmente incassare al Comune 6 milioni 230 mila €. da parte del Calcio Napoli, sono atto duramente contestato da alcuni “politici” i quali ritengono che la politica non si fa con le denunce. Sennonché credo che vada detto chiaramente che se non avessi proceduto in questo modo e secondo legge il Comune se li sarebbe scordati i canoni non pagati dal 2006 al 2014!

Credo allora che ci dobbiamo chiedere chi ha pagato politicamente e contabilmente per: 1) discarica di pianura (clikka); 2) per l’operazione di finanza speculativa con i derivati al Comune di Napoli (clikka); 3) per il paradossale acquisto di Piazza Garibaldi da parte del Comune di Napoli (clikka); 4) per il fallimento di Bagnoli Futura (clikka); 5) per le migliaia di balle di monnezza nel territorio campano non smaltitili … e queste sono solo alcune delle cose che mi sono capitate.

Oggi se riflettiamo i politici di allora per questi gravissimi danni alla collettività, non solo non hanno pagato, se non in minima parte, ma sono ancora tutti dei rispettabilissimi personaggi a cui i giornali danno ancora credito.

Una Quiete Pubblica Disturbata

Assemblea Quiete PubblicaCome era prevedibile la quiete pubblica napoletana è un tema assolutamente caldo e quando se ne parla gli animi non sono affatto quieti anche perché chi ne parla, quasi sempre, non dorme la notte. La dimensione del fenomeno e della esasperazione dei cittadini è stata chiara alla assemblea pubblica che si è tenuta il 29 gennaio scorso nel palazzo del Consiglio Comunale. E’ stato difficile, infatti, portare avanti un discorso con la serenità necessaria a trovare una soluzione al problema. Ciò ovviamente è accaduto ed accade perché i cittadini sono scoraggiati, sconfitti e sopratutto giustamente diffidenti verso le amministrazioni della città che si sono succedute nel tempo e che hanno, in un certo qual modo, risolto il problema, semplicemente ignorandolo o adottando provvedimenti che poi non hanno fatto rispettare. Ciò è, infatti, accaduto con l’amministrazione Iervolino che aveva limitato gli orari di apertura senza farli rispettare e poi con l’attuale amministrazione che ha, invece, eliminato ogni vincolo.

I problemi della cd. movida sono simili in ogni città e sono molte quelle che hanno adottato dei rimedi come a Milano, Parma, Firenze e Ravenna per restare a casa nostra, ma anche a Siviglia e nella città di Strasburgo per andare in europa. Le soluzioni sono varie, si va dalla limitazione degli orari, talvolta accompagnata da un meccanismo di premialità per gli esercenti che rispettano le regole (assenza di contravvenzioni per un periodo di almeno 6 mesi), fino alla adozione di mediatori sociali, nella città di Strasburgo, che, mischiandosi alle folle nelle notti della movida, cercano di sensibilizzare i cittadini notturni a non far rumore ed a rispettare i residenti. A Siviglia si è addirittura assegnato alla polizia il potere di far chiudere i locali rumorosi senza neppure ritenere necessaria la verifica con i fonometri che, effettivamente tal volta, non sono neppure necessari vista l’evidenza del trambusto. A Ravenna, invece, hanno adottato dei fonometri collegati WiFi alla centrale della Polizia Locale con un controllo h24.

All’assemblea del 29 scorso erano presenti cittadini, comitati, consiglieri comunali, dirigenti del servizio ambiente e l’assessore alle attività Produttive Enrico Panini e questa volta credo che si è capito bene la dimensione di un problema che, purtroppo, spesso viene assolutamente sottovalutato anche dalle forze dell’ordine che, chiamate più volte e ripetutamente da cittadini insonni attraverso il 112 ed il 113, nella quasi totalità dei casi non intervengono mai, ritenendo l’insonnia forzata, tutto sommato un problema minore. Cittadini, quindi, lasciati soli e senza tutela, spesso anche minacciati e malmenati da qualche titolare di attività rumorosa, pervasi dalla sfiducia verso le istituzioni e dalla sensazione che le imposte e le tasse sono un furto del Comune e dello Stato che non li proteggono.

A questo punto la soluzione deve essere ricercata ad ogni costo attraverso l’intervento delle istituzioni preposte ed innanzitutto del Sindaco sia con il suo potere di limitare gli orari, sia nella sua duplice funzione di ufficiale di governo ed Autorità Sanitaria!

A margine dell’assemblea, come detto partecipata ed infuocata, l’assessore Panini ha promesso di reincontrare i cittadini e sopratutto di allestire un tavolo di concertazione tra comitati, esercenti commerciali, ufficio ambiente e polizia locale al fine di ricercare soluzioni efficaci che evitino il tormento dei malcapitati residenti.

Ad ogni buon conto al fine di affrontare il problema occorre essere organizzati e, quindi, costituire dei comitati cittadini per i quali metto a disposizione i modelli che Vi saranno sicuramente utili sia per interloquire con l’amministrazione sia per avere una legittimazione maggiore a parlare con le istituzioni: modelloComitatoCittadino (clikka)  Modello Denuncia (clikka) Modello comunicazione ufficio ambiente (clikka)

Invito, infine, a compilare il QUESTIONARIO (clikka) ed andare alla pagina Facebook Comitato Quiete Pubblica Napoletana (clikka)

vedi anche:

 Quiete pubblica e movida cittadina (clikka)

adotta una strada per la movida cittadina (clikka)

Studio sul problema della movida (clikka)

Ringrazio i cittadini del centro storico, quelli del Vomero, di Via Aniello Falcone, di Bagnoli che sono intervenuti all’assemblea nonché l’Associazione AFIDA, il Comitato Chiaia Viva e Vivibile, Il Comitato Bellini, Il Comitato Quiete Pubblica Napoletana.

Mentre la politica studia il malato se ne muore: Caldoro dimettiti

cardarelliSono giorni che i giornali riportano articoli su ciò che è accaduto e sta accadendo nella sanità Campana. I gravi fatti successi al Cardarelli ed al San Giovanni Bosco con cittadini che hanno letteralmente aggredito personale medico e paramedico, con violenza anche sulle cose, dimostrano il grado di disperazione a cui le persone sono giunte. Ieri (19.01) c’erano ben tre articoli di giornale sul Loreto Mare (clikka) sul San Giovaanni Bosco (clikka) nonché una intervista ad Ernesto Esposito Manager dell’ASL (clikka) che descrive il completo fallimento della sanità campana. Oggi leggo della reazione della Regione che promette una cabina di regia (clikka), quando è da tempo che gli stessi medici che stanno in prima linea suggeriscono soluzioni assolutamente inascoltate. Ricordo, infatti, il grido di allarme di questa estate, della Dott.ssa Rossana Spatola (clikka) la quale segnalava chiaramente che mentre al Cardarelli ci si ammazza di lavoro al nuovo Policlinico ci si giravano i pollici (clikka). E’ inconcepibile per un paese normale che i malati siano ricoverati nelle sale operatorie che tra l’altro sono anche soggette ad infiltrazioni d’acqua piovana come al San Giovanni Bosco. E’ una cosa talmente assurda che fa quasi ridere, se non fosse che la cosa riguarda nostri concittadini ricoverati d’urgenza. Mi chiedo se gli assessori della giunta regionale, caldoro ed ogni consigliere regionale non provi vergogna per lo stato a loro, gioco forza addebitabile. Si a tutti i componenti dell’istituzione regionale senza esclusione perché non ho sentito nessuno indignarsi, nessuno mettere penna in carta e scrivere ad un giornale per far capire ai cittadini che non sono soli come è capitato a me quest’estate (clikka) perché indignato e lo sono ancora!

Con cognizione di causa posso dire che la politica ottusa dei tagli liniari di caldoro è un completo fallimento. Ho, infatti, toccato con mano che ad esempio la migliore organizzazione della rete dell’emergenza urgenza (clikka) oltre a dare un servizio efficace ed utile al cittadino determinerebbe anche una riduzione dei costi. Perché caldoro non fa nulla macchiandosi la faccia del sangue dei morti che non ricevono per tempo le cure.

La cosa che proprio non capisco e come si possa continuare a tollerare ancora questa politica che nessun consigliere abbia per dignità chiesto le dimissioni di caldoro.

Il dramma è che si parla di primarie di elezioni di accordi, ma è il caso di dire che mentre il politico studia il malato se ne muore! Una sola parola caldorodimettiti!

Ancora oggi (21.01.2015) su Il Mattino di Napoli il San Giovanni Bosco (clikka) come una groviera.

La barzelletta dello Stadio Collana

collanaA raccontare la vicenda dello Stadio Collana ad un tedesco o un inglese credo che si farebbero grasse risate mentre i cittadini napoletani ovviamente si stanno facendo il fatto grosso. La Regione Campania, infatti, non sta contribuendo affatto a risolvere il problema ma l’ha ulteriormente complicato creando una confusione tra regole e procedure  che credo sarà foriera di ricorsi e perdite di tempo a danno dei cittadini.

Dopo la fuga in avanti la Regione ha prorogato il comodato (clikka) al Comune di Napoli fino a quando non verrà definitivamente aggiudicato, all’esito della procedura di selezione che ad oggi è alle battute finali essendo elasso il termine per la presentazione delle domande ed occorre solo che si insedi la commissione. E’, invece, singolare e da leggere il verbale di riconsegna dello Stadio (clikka) che ad esaminarlo viene spontanea la domanda cosa abbia mai fatto la Regione Campania e come siano stati spesi i circa 90 mila euro per opere di messa in sicurezza, senza neppure aver affrontare il tema dell’impianto di illuminazione. Ad oggi, infatti, la Regione ha dimostrato di non essere stata neppure in grado di saper affrontare l’unico vero problema che impedisce a migliaia di atleti napoletani di potersi allenare allo stadio dopo il tramonto! La pista di atletica e quella di pattinaggio, infatti, sono entrambe interdette al calar del sole, perché l’impianto elettrico di illuminazione non è a norma e ripararlo richiederebbe un impegno di spesa, tra gruppi elettrogeni etc etc, di diverse centinaia di migliaia di euro se non di qualche milionicino.

Ora la riflessione che ho fatto con alcuni utenti e presidenti di associazioni sportive che operano nel Collana è stato quello di pensare a come associazioni sportive possano sopperire con milioni di euro alla manutenzione e ristrutturazione dello stadio senza l’intervento pubblico!

C’è un ulteriore dato preoccupante che, ovviamente, a buste aperte genererà non poche difficoltà, dovuto al fatto che la Regione nel corso dei termini per il deposito delle domande, ha modificato il bando di gara chiedendo ai partecipanti di integrare la loro offerta in attuazione di quanto previsto dalla cd. legge sugli stadi (147/2013 art. 303 e ss). Ebbene, con buona approssimazione la Regione, in questo caso, è stata capace di creare un mostro giuridico a metà tra la legge regionale n. 18/2013 e quella statale provocando, a mio avviso una confusione tra finalità e procedure che non potranno non ripercuotersi sui tempi dell’affidamento e sulla affidabilità che la struttura resti sempre e comunque destinata all’uso pubblico, per li oltre 5 mila cittadini napoletani che ogni giorno frequentano lo stadio!

Orbene alla già inconcepibile ed assurda chiusura dello Stadio Collana (clikka) oggi si aggiunge anche la completa incertezza del su destino visto che i dirigenti e funzionari della Regione Campania rifiutano ogni collaborazione con quelli del Comune. Ad ogni buon conto domani ci sarà una commissione consiliare alla quale sono stati invitati tutti, compresi i funzionari regionali, non ho molta fiducia che partecipino, ma non avrò remore a dire chiaramente le cose come stanno.

Adotta una strada per la Movida Cittadina

adottastradaSono due giorni che sui giornali appaiono notizie circa il disturbo alla quiete pubblica dei cittadini Napoletani. Infatti, ieri Repubblica Napoli (clikka) ha dato spazio a cittadini e comitati dei quartieri di Napoli tartassati dal fracasso dei locali notturni ed oggi lo stesso giornale è ritornato sul tema (clikka) facendo parlare i titolari dei cd. baretti di Chiaia.

Io stesso qualche giorno fa, insieme ad altri cittadini, ho fondato la pagina Facebook Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana (clikka) che ha avuto in men che non si dica circa 350 “like” segno che il problema è sentito dalla cittadinanza.

Ad ogni buon conto oggi è stata sollevata la preoccupazione circa la volontà del Comune di Napoli di affidare a privati le strade cittadine. La delibera di giunta del 18.09.14 n.671 (clikka), che reca il regolamento “Adotta una Strada”, verrà portata in consiglio il prossimo 27 gennaio. Come sempre Vi sarei grato se mi faceste avere eventuali indicazioni o suggerimenti.

Io l’ho letta ed ho qualche preoccupazione perché il rischio è che dietro una “adozione” si celi una “appropriazione”. Le immagini riportate dai giornali (tra cui quella in questo post) e molte testimonianze, infatti, mostrano di come viene utilizzato lo spazio pubblico da parte di alcuni esercizi commerciali notturni che adattano muretti facendoli diventare sedute e tavolini per i loro avventori. Non vorrei che attraverso questo stratagemma non si aggiri la tassazione della cd. occupazione di suolo, con sostanziale sottrazione di spazio pubblico ai cittadini.

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