Gennaro Esposito

Alza la Testa

Il degrado dello storico mercato ittico di Napoli

dianaQuella del mercato ittico di Napoli è stata una battaglia sin dall’inizio della consiliatura. Grazie alla sinergia che si è creata nel consiglio comunale, infatti, per evitare che fosse trasferito in virtù di una decisione della giunta iervolinoe prima ancora di quella bassolino, sono riuscito ad immaginare una soluzione che prevedesse la ricapitalizzazione del CAAN di Volla (una cattedrale nel deserto costata ai cittadini qualche centinaio di milioni di euro e, guarda caso in crisi economico/finanziaria) attraverso il conferimento della gestione del mercato storico del pesce di Napoli alla società partecipata dal comune. Valutai, infatti, positivamente le istanze che venivano dai mercatali che rappresentavano un pezzo dell’economia cittadina con un giro di affari di circa 200 milioni di euro l’anno che, in un momento di crisi, doveva essere preservato.

Orbene, sono fermamente convinto che la politica e l’amministrazione pubblica debbano giocare di sponda con l’economia e con l’imprenditoria, creando le condizioni affinché essa si sviluppi. Constato, invece, che tutte le volte in cui la politica e l’amministrazione pubblica entrano in contatto col mondo dell’impresa si creano veri e propri sfaceli. Ciò sta accadendo con il Mercato Ittico di Napoli di cui a questo punto della storia conosciamo i nomi ed i cognomi dei responsabili politici ed amministrativi!

L’inizio della vicenda è stato traumatico perché il Sindaco pare avesse avuto l’idea di sloggiare il mercato ittico e, nel segno dell’ospitalità, trasformare il fabbricato dello storico mercato in una Moschea. Vista la linea del sindaco, l’assessore Marco Esposito, fece ogni cosa per scoraggiare l’indirizzo politico che stava nascendo in consiglio. Ci vollero molti consigli comunali e molti interventi, infatti, per raddrizzare una barca che sembrava stesse affondando con tutti i mercatali dentro. Poi finalmente riuscimmo a far approvare dal Consiglio Comunale all’unanimità prima un Ordine del giorno (clikka) e poi una delibera (clikka) che, credevo, avessero messo fine alle traversie del mercato ittico.

I mercatali a questo punto per consentire l’esecuzione dei lavori di adeguamento al fabbricato Cosenza accettarono di trasferirsi momentaneamente a Volla con l’idea di rientrare dopo qualche mese, anzi, con la promessa del rientro entro il natale 2013 per consentire la consueta celebrazione della vendita della notte dell’antivigilia. Ebbene, i fatti ci hanno amaramente dimostrato che non solo è trascorso natale ma anche pasqua 2014 con l’aggravante che al vertice della società che dovrebbe guidare il CAAN è stato riconfermato un esperto, per così dire, di camorra, l’ex senatore Lorenzo Diana (clikka), che aveva già dimostrato di non essere tagliato per fare il manager di una società pubblica.

Abbiamo, quindi, il caso particolare dove la politica del consiglio comunale ha fatto il proprio dovere dando un indirizzo preciso, mentre quella della giunta capitanata da Sindaco ed Assessore alle attività produttive, Enrico Panini, con il loro alfiere, Don Lorenzo Diana, messo a capo del CAAN, si sono impantanati in un groviglio da cui un intero pezzo dell’economia napoletana sta subendo le conseguenze negative.

Eppure basterebbe parlare con i tanti pescivendoli di napoli e chiedere cosa ne pensano della localizzazione del mercato a Volla, per capire che il settore è in crisi a causa del trasferimento e che di questa crisi, tutta napoletana, se ne stanno avvantaggiando il mercato di Mugnano e quello di Pozzuoli. Orbene oggi il problema serio è legato al fatto che i ritardi provocati dalla malagestio della vicenda hanno fatto scadere il certificato CEE per il mercato di Piazza Duca degli Abruzzi e che per la riemissione di tale certificato occorrerebbe una preparazione tecnico/manageriale che il CAAN con il suo attuale CDA ha dimostrato di non avere, avendo scelto di dare spazio ai riciclati della politica anziché a figure manageriali!

Orbene oggi gli articoli che leggo sulla stampa cittadina, mi lasciano l’amaro in bocca e mi mortificato poiché un luogo che è sempre stato vissuto come un’area viva e vitale per napoli e la sua economia oggi è riparo dei senza fissa dimora ed in uno stato di degrado provocato dalla stessa amministrazione e senza che se ne sia tratta la benché minima conseguenza!

Sarà un caso ma leggo che nelle more del trasferimento, ci sono state le elezioni politiche e poi quelle europee e fra poco ci saranno anche quelle regionali e poi comunali potrebbe sorgere il dubbio che questi disastri potrebbero essere causati, ovvero, prolungati ad arte. Come si dice a pensar male non si sbaglia ….

per un’ampia trattazione dell’argomento (clikka)

Da Repubblica Napoli di oggi 29.08.2014

Ex mercato ittico il dormitorio degli immigrati

ANNA LAURA DE ROSA

LO STORICO mercato ittico di piazza Duca degli Abruzzi ridotto a dormitorio abusivo. Brandine, tende e giacigli di fortuna circondano l’edificio progettato da Luigi Cosenza. Circa trenta persone di nazionalità diverse, per lo più extracomunitari, vivono in condizioni di degrado davanti ai locali in passato destinati alla vendita dei frutti di mare. Un uomo ciondola tra i materassi dopo una birra di troppo, discute con un immigrato e poi si allontana. Il resto del gruppo bivacca tra stracci e rifiuti sotto gli occhi inquietati degli utenti Anm in attesa alla fermata di via Ponte della Maddalena. Non c’è indignazione «ma scoramento » tra i cittadini, per la città degli invisibili che cresce tra spazi pubblici e opere incompiute. «Non abbiamo soldi né un posto dove andare – dice uno dei senzatetto – Qui non ci vede nessuno, a chi diamo fastidio? Perché dovremmo andarcene? ». Il mercato ittico è vuoto dal giugno del 2013, da quando gli operatori della borsa del pesce lasciarono i locali per volere dell’amministrazione, che promise con una delibera di adeguare in breve tempo la struttura alle prescrizioni igienico sanitarie dell’Asl. «Ma ad oggi è tutto fermo – protesta il portavoce del “Consorzio mercato ittico di Napoli” Pietro Chiaro – Siamo ancora relegati nel centro agroalimentare di Volla con un calo delle vendite del 60 per cento, in attesa di una nuova assegnazione dei box nel mercato di Napoli da parte del Caan e dell’avvio dei lavori. Speriamo si smuova qualcosa nelle prossime settimane». «Ci hanno preso in giro – incalza l’ex presidente del Consorzio, Antonio Maraucci – Non riavremo mai la nostra sede». Non è l’unico progetto di riqualificazione in ritardo che spalanca le porte al degrado. A due passi dai locali vuoti del mercato ittico e dal dormitorio abusivo, ci sono gli spazi del parco della Marinella, utilizzati come vespasiano dai senzatetto. L’area dell’incompiuta Villa del popolo, fu sgomberata due anni fa dall’amministrazione: c’era un campo rom. É riapparsa tra l’erba alta qualche baracca. Una piccola casetta di legno si nasconde invece nella strada sottostante il ponte della Maddalena, all’altezza dell’Ufficio scolastico regionale. In una grande discarica abusiva si distingue appena l’uscio dell’abitazione. E accanto alla porta, colpisce l’ordinata scrivania sistemata accanto ai rifiuti ingombranti.

Un altro gruppo di circa venti persone vive tra i rifiuti. L’insediamento della vergogna cresce ogni giorno in via Amerigo Vespucci, all’altezza di piazza Mercato, nei giardini alle spalle delle Torri aragonesi: una bicicletta e un motorino lasciati accanto a una casetta di cartone costruita tra l’erba selvaggia. Sono sotto gli occhi di tutti invece i senzatetto stesi tra le aiuole alle spalle della fermata Anm: «Accendono fuochi per cucinare, si ubriacano e litigano – denunciano i residenti – A volte si spingono fino alla Circumvesuviana per rimediare qualche euro. È un pezzo di città che solo un’amministrazione troppo distratta può permettersi di non vedere».

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Questa voce è stata pubblicata il 29 agosto 2014 da in Napoli con tag , , , , , , .
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