Il degrado dello storico mercato ittico di Napoli

dianaQuella del mercato ittico di Napoli è stata una battaglia sin dall’inizio della consiliatura. Grazie alla sinergia che si è creata nel consiglio comunale, infatti, per evitare che fosse trasferito in virtù di una decisione della giunta iervolinoe prima ancora di quella bassolino, sono riuscito ad immaginare una soluzione che prevedesse la ricapitalizzazione del CAAN di Volla (una cattedrale nel deserto costata ai cittadini qualche centinaio di milioni di euro e, guarda caso in crisi economico/finanziaria) attraverso il conferimento della gestione del mercato storico del pesce di Napoli alla società partecipata dal comune. Valutai, infatti, positivamente le istanze che venivano dai mercatali che rappresentavano un pezzo dell’economia cittadina con un giro di affari di circa 200 milioni di euro l’anno che, in un momento di crisi, doveva essere preservato.

Orbene, sono fermamente convinto che la politica e l’amministrazione pubblica debbano giocare di sponda con l’economia e con l’imprenditoria, creando le condizioni affinché essa si sviluppi. Constato, invece, che tutte le volte in cui la politica e l’amministrazione pubblica entrano in contatto col mondo dell’impresa si creano veri e propri sfaceli. Ciò sta accadendo con il Mercato Ittico di Napoli di cui a questo punto della storia conosciamo i nomi ed i cognomi dei responsabili politici ed amministrativi!

L’inizio della vicenda è stato traumatico perché il Sindaco pare avesse avuto l’idea di sloggiare il mercato ittico e, nel segno dell’ospitalità, trasformare il fabbricato dello storico mercato in una Moschea. Vista la linea del sindaco, l’assessore Marco Esposito, fece ogni cosa per scoraggiare l’indirizzo politico che stava nascendo in consiglio. Ci vollero molti consigli comunali e molti interventi, infatti, per raddrizzare una barca che sembrava stesse affondando con tutti i mercatali dentro. Poi finalmente riuscimmo a far approvare dal Consiglio Comunale all’unanimità prima un Ordine del giorno (clikka) e poi una delibera (clikka) che, credevo, avessero messo fine alle traversie del mercato ittico.

I mercatali a questo punto per consentire l’esecuzione dei lavori di adeguamento al fabbricato Cosenza accettarono di trasferirsi momentaneamente a Volla con l’idea di rientrare dopo qualche mese, anzi, con la promessa del rientro entro il natale 2013 per consentire la consueta celebrazione della vendita della notte dell’antivigilia. Ebbene, i fatti ci hanno amaramente dimostrato che non solo è trascorso natale ma anche pasqua 2014 con l’aggravante che al vertice della società che dovrebbe guidare il CAAN è stato riconfermato un esperto, per così dire, di camorra, l’ex senatore Lorenzo Diana (clikka), che aveva già dimostrato di non essere tagliato per fare il manager di una società pubblica.

Abbiamo, quindi, il caso particolare dove la politica del consiglio comunale ha fatto il proprio dovere dando un indirizzo preciso, mentre quella della giunta capitanata da Sindaco ed Assessore alle attività produttive, Enrico Panini, con il loro alfiere, Don Lorenzo Diana, messo a capo del CAAN, si sono impantanati in un groviglio da cui un intero pezzo dell’economia napoletana sta subendo le conseguenze negative.

Eppure basterebbe parlare con i tanti pescivendoli di napoli e chiedere cosa ne pensano della localizzazione del mercato a Volla, per capire che il settore è in crisi a causa del trasferimento e che di questa crisi, tutta napoletana, se ne stanno avvantaggiando il mercato di Mugnano e quello di Pozzuoli. Orbene oggi il problema serio è legato al fatto che i ritardi provocati dalla malagestio della vicenda hanno fatto scadere il certificato CEE per il mercato di Piazza Duca degli Abruzzi e che per la riemissione di tale certificato occorrerebbe una preparazione tecnico/manageriale che il CAAN con il suo attuale CDA ha dimostrato di non avere, avendo scelto di dare spazio ai riciclati della politica anziché a figure manageriali!

Orbene oggi gli articoli che leggo sulla stampa cittadina, mi lasciano l’amaro in bocca e mi mortificato poiché un luogo che è sempre stato vissuto come un’area viva e vitale per napoli e la sua economia oggi è riparo dei senza fissa dimora ed in uno stato di degrado provocato dalla stessa amministrazione e senza che se ne sia tratta la benché minima conseguenza!

Sarà un caso ma leggo che nelle more del trasferimento, ci sono state le elezioni politiche e poi quelle europee e fra poco ci saranno anche quelle regionali e poi comunali potrebbe sorgere il dubbio che questi disastri potrebbero essere causati, ovvero, prolungati ad arte. Come si dice a pensar male non si sbaglia ….

per un’ampia trattazione dell’argomento (clikka)

Da Repubblica Napoli di oggi 29.08.2014

Ex mercato ittico il dormitorio degli immigrati

ANNA LAURA DE ROSA

LO STORICO mercato ittico di piazza Duca degli Abruzzi ridotto a dormitorio abusivo. Brandine, tende e giacigli di fortuna circondano l’edificio progettato da Luigi Cosenza. Circa trenta persone di nazionalità diverse, per lo più extracomunitari, vivono in condizioni di degrado davanti ai locali in passato destinati alla vendita dei frutti di mare. Un uomo ciondola tra i materassi dopo una birra di troppo, discute con un immigrato e poi si allontana. Il resto del gruppo bivacca tra stracci e rifiuti sotto gli occhi inquietati degli utenti Anm in attesa alla fermata di via Ponte della Maddalena. Non c’è indignazione «ma scoramento » tra i cittadini, per la città degli invisibili che cresce tra spazi pubblici e opere incompiute. «Non abbiamo soldi né un posto dove andare – dice uno dei senzatetto – Qui non ci vede nessuno, a chi diamo fastidio? Perché dovremmo andarcene? ». Il mercato ittico è vuoto dal giugno del 2013, da quando gli operatori della borsa del pesce lasciarono i locali per volere dell’amministrazione, che promise con una delibera di adeguare in breve tempo la struttura alle prescrizioni igienico sanitarie dell’Asl. «Ma ad oggi è tutto fermo – protesta il portavoce del “Consorzio mercato ittico di Napoli” Pietro Chiaro – Siamo ancora relegati nel centro agroalimentare di Volla con un calo delle vendite del 60 per cento, in attesa di una nuova assegnazione dei box nel mercato di Napoli da parte del Caan e dell’avvio dei lavori. Speriamo si smuova qualcosa nelle prossime settimane». «Ci hanno preso in giro – incalza l’ex presidente del Consorzio, Antonio Maraucci – Non riavremo mai la nostra sede». Non è l’unico progetto di riqualificazione in ritardo che spalanca le porte al degrado. A due passi dai locali vuoti del mercato ittico e dal dormitorio abusivo, ci sono gli spazi del parco della Marinella, utilizzati come vespasiano dai senzatetto. L’area dell’incompiuta Villa del popolo, fu sgomberata due anni fa dall’amministrazione: c’era un campo rom. É riapparsa tra l’erba alta qualche baracca. Una piccola casetta di legno si nasconde invece nella strada sottostante il ponte della Maddalena, all’altezza dell’Ufficio scolastico regionale. In una grande discarica abusiva si distingue appena l’uscio dell’abitazione. E accanto alla porta, colpisce l’ordinata scrivania sistemata accanto ai rifiuti ingombranti.

Un altro gruppo di circa venti persone vive tra i rifiuti. L’insediamento della vergogna cresce ogni giorno in via Amerigo Vespucci, all’altezza di piazza Mercato, nei giardini alle spalle delle Torri aragonesi: una bicicletta e un motorino lasciati accanto a una casetta di cartone costruita tra l’erba selvaggia. Sono sotto gli occhi di tutti invece i senzatetto stesi tra le aiuole alle spalle della fermata Anm: «Accendono fuochi per cucinare, si ubriacano e litigano – denunciano i residenti – A volte si spingono fino alla Circumvesuviana per rimediare qualche euro. È un pezzo di città che solo un’amministrazione troppo distratta può permettersi di non vedere».

Il CAAN CAAN delle responsabilità al mercato ittico di Napoli

ItticoDurante questa consiliatura mi sono occupato del mercato ittico di Napoli e della folle scelta di delocalizzarlo al CAAN di Volla. E’ stata una battaglia che abbiamo vinto in consiglio comunale ma che l’amministrazione tarda ad attuare per incapacità gestionale della società partecipata. Il tema, quindi, ha finito per attraversare anche la questione delle nomine sindacali su cui ho scritto anche post su questo blog (clikka) attraverso il quale ho censurato il comportamento del Sindaco che all’indomani dell’approvazione del regolamento sulle nomine, ha preferito adottare uno stratagemma anziché applicare i criteri che in consiglio abbiamo approvato.

Inizio a sentire la stanchezza di chi è costretto a dire sempre l’avevo previsto! Ebbene al CAAN nonostante il Consiglio avesse dato precise istruzioni al Sindaco ed alla società partecipata e nonostante, io avessi detto chiaramente che la nomina di lorenzo diana da San Cipriano d’Aversa, non fosse opportuna né consigliabile perché occorreva  scegliere un vero manager d’azienda il Sindaco ci è ricascato ed i nefasti risultati non sono tardati a venire. Il sito del Mercato Ittico di Piazza Duca degli Abruzzi è diventato una discarica abusiva, per colpa del CAAN e quindi del suo amministratore ed è stato addirittura occupato dai senza tetto che hanno anche provveduto, pare, a distruggere le opere costate diverse centinaia di migliaia di euro pubblici!

Ebbene in una condizione normale il diana non solo non sarebbe stato confermato nella carica ma oggi, atteso il disastro amministrativo, sarebbe stato diciamo destituito dall’incarico fiduciario.

Ieri, infatti, sono stato sul posto ed ho avuto modo di vedere lo stato pietoso nel quale è stato ridotto il mercato storico di Napoli. Ho parlato con i mercatali in agitazione che giustamente aspettano risposte da oltre due anni e non credono più a nulla ed a nessuno.

Sul caso mi hanno colpito le dichiarazioni dei Consiglieri Lebro (ex UDC) e Fiola (PD) riportate da il Mattino di Napoli i quali hanno affermato che il tempo è scaduto ed occorre fare qualcosa per i mercatali! Eppure proprio i consiglieri Lebro (che io tra il serio ed il faceto definisco il capo della maggioranza) e Fiola hanno fatto una opposizione durissima alla approvazione del regolamento sulle nomine ed il primo fu, peraltro, uno dei fautori della non esecutorietà immediata alla delibera di approvazione, proprio perché, ho scoperto dopo, si dovevano fare queste nomine. Oggi, pertanto, mi fa specie leggere tali dichiarazioni della serie ci potevano pensare prima. Se avessimo, infatti, applicato il regolamento sulle nomine immediatamente oggi, forse, avremmo un vero manager alla guida del CAAN e non saremmo costretti al CAAN CAAN delle responsabilità!

Mi piacerebbe sapere anche chi paga oggi la protesta di ieri costata: 4 mezzi del VVFF, un materassone gonfiabile in funzione, dieci VVFF, e quattro agenti della DIGOS impiegati. Secondo Voi quanto ci è costato questo scherzo di diana e chi paga …. le conseguenze dello scherzo

Da Il Mattino di Napoli del 08.07.2014

Lavori fermi al mercato ittico scoppia la rivolta degli operatori

Lavori fermi al mercato ittico scoppia la rivolta degli operatori La vertenza In ventisette si incatenano alla storica struttura degradata: «È un bivacco per clandestini» «Stanchi di aspettare una soluzione che sembra non arrivare mai»: dall’alba di ieri, ventisette operatori del Consorzio Mercato ittico, si sono incatenati al cancello della storica struttura di piazza Duca degli Abruzzi. La denuncia dei lavoratori è chiara: «Per colpa della lentezza burocratica stiamo aspettando da un oltre un anno che ci facciano entrare nella struttura e che ci facciano utilizzare lo spazio a noi assegnato». I lavori del mercato, iniziati nel maggio 2013 dovevano finire, spiegano gli operatori, nell’agosto del 2013 e sono stati anche finanziati dal Comune. Ad oggi il cantiere è ancora chiuso e si è trasformato in un dormitorio di fortuna di extracomunitari allestito m quelle che dovevano essere delle celle frigorifero. E intanto «noi siamo sull’orlo del disastro economico», denunciano. «Stiamo in attesa perenne di soluzioni – spiega un portavoce – e chi paga, in tutti i sensi, siamo noi. Stiamo lavorando al Caan pagando oltre il 200% in più di costi di gestione e con oltre il 60% di calo del fatturato». «Resteremo incatenati qui fino a quando qualcuno non ci darà risposte e soluzioni, qui si tratta della nostra vita e non molleremo», conclude. Ed è arrivata una prima risposta da parte dell’amministrazione comunale. «Constatata la situazione, in contatto con il presidente del Caan, è stata sollecitata subito la programmazione di interventi tempestivi per la bonifica dell’area circostante la struttura del mercato ittico di Napoli e per la vigilanza, anche notturna, della stessa». Lo afferma in una nota l’assessore alle Attività Produttive Enrico Panini che ieri mattina si è recato presso la struttura di Via Duca degli Abruzzi non appena informato della protesta in atto; «È stata sollecitata, inoltre, la predisposizione di un crono-programma che consenta di garantire, agli operatori ed ai cittadini, tempi certi per la ripresa delle attività all’interno del mercato ittico: per questa amministrazione, infatti, la ripresa della vendita ittica deve avvenire nel più breve tempo possibile», ha aggiunto l’assessore. Ma in seno al consiglio comunale scoppia la polemica. «Il tempo delle attese è finito. Non si può più pensare di continuare a rimandare una situazione che si sarebbe potuta risolvere in pochi mesi, con ovvie ripercussioni occupazionali ed economiche per gli operatori del settore ittico». Così David Lebro, presidente di Campania Domani e consigliere comunale di Napoli, commenta la protesta oggi degli operatori del Consorzio, che si sono incatenati al cancello della struttura di piazza Duca degli Abruzzi. «Il presidente del Caan, a cui spetta la definizione dell’ultimo step per la programmazione dei restanti lavori, non faccia passare altro tempo prezioso e passi dalle parole ai fatti». Per Ciro Fiola, consigliere del Pd, «nonostante siano stati spesi centinaia di migliaia di euro della collettività il mercato ittico di Napoli versa in uno stato di degrado vergognoso, in una struttura abbandonata a se stessa e divenuta dimora di extracomunitari. Tutto ciò malgrado i grandi proclami e progetti da parte dell’amministrazione comunale e del presidente del Caan, Lorenzo Diana. Purtroppo, lo stato di totale abbandono interessa l’intera zona della Marinella, la quale è diventata un vero e proprio ricettacolo di immondizia, dove mancano interventi da parte dell’Asia; questa parte della città è una vera pattumiera, quando dovrebbe rappresentare per Napoli, perla posizione che occupa, un vero biglietto da visita per i tanti turisti che la visitano quotidianamente».

Al CAAN si perde il pelo ma non il vizio di nominare gli amici

diana

Posso dire che forse ce l’aspettavamo. In Comune, ancora una volta, abbiamo dimostrato che del cambiamento e del rinnovamente, quando si tratta di esercitare un potere, non c’è verso di cambiare. Ancora una volta nonostante le iniziali dichiarazioni del Sindaco sul regolamento sulle nomine, c’è stato il bliz approfittando della distrazione elettorale per tentare di far passare la cosa sottobanco. Per fortuna sia il Mattino di Napoli che il Roma hanno dato spazio alla notizia della palese violazione degli accordi politici dell’amministrazione sul regolamento sulle nomine. Ancora una volta, si è premiato un politico (diciamo uscito fuori dal circuito elettorale) privo di ogni esperienza manageriale. Si è rinominato lorenzo diana a capo del CAAN nonostante a distanza di oltre un anno non avesse provveduto a fare in modo che fosse rispettata una decisione del Consiglio Comunale. In sostanza nel Comune di  Napoli è invalsa l’usanza di dare il premio per il mancato raggiungimento del risultato!

Evidentemente si è temuto di mettere a confronto il curriculum vitae (clikka) del diana e degli altri nominati con quelli che sarebbero potuti arrivare mettendo a bando la nomina così come dispone il nuovo regolamento. Sono però soddisfatto perché siamo riusciti a mettere al centro dell’attenzione l’unico vero problema della politica: quello delle nomine agli amici degli amici per ragioni di consenso elettorale di cui proprio in questi giorni si è molto sentito parlare.

Una nota non polemica sui siti del Comune di Napoli e delle società partecipate, credo in violazione di legge, non ci sono i curriculum vitae dei nominati alla NapoliServizi (domenico allocca) ed alla NapoliHolding (alessandro nardi), sarà un caso o ci dobbiamo preoccupare?

Eccol testo definitivo del regolamento (clikka)

Degli articoli che vi incollo condivido tutto:

Estratto da pagina 29 di MATTINO NAPOLI del 27-05-2014 – Autore: VITTORIO DEL TUFO

Una mossa sbagliata

Il commento Una mossa sbagliata Vittorio Del Tufo II Pd vola anche a Napoli (41%) e a De Magistris manda subito a dire: «Ora in città può aprirsi una fase nuova». Un messaggio chiaro che mette fine a un lungo travaglio e a tentennamenti infiniti. Il partito di Renzi si prepara a dare la spallata finale a un sindaco in pre-dissesto, sempre più isolato e senza un «tetto» politico sulla testa? La tentazione, tra i Democrat, è forte e non c’è da stupirsi, pertanto, che De Magistris replichi all’avviso di sfratto con un segnale di pace: «La vittoria di Renzi è un risultato storico. Dimostra come il Paese voglia essere governato all’insegna di un cambiamento, anche generazionale. Si rafforza dunque il mio convincimento in merito a quanto sia indispensabile proseguire sulla strada del dialogo istituzionale, in particolare fra enti locali e governo». Da De Magistris, a questo punto, ci sarebbe da attendersi un cambiamento di rotta, una sterzata in direzione del dialogo, finalmente costruttivo, con il primo partito della città. L’esigenza, se non altro, di condurre a termine una consiliatura sempre più traballante – di portare a casa, politicamente, la pelle – dovrebbe indurre il sindaco a lasciarsi alle spalle la stagione dell’arroccamento e delle decisioni solitàrie. Dovrebbe indurlo, semmai, a chiedere al Pd che vola sulle ali di Renzi un’assunzione diretta di responsabilità nelle scelte amministrative e nel governo della città. E invece, proprio mentre il gruppo dirigente dei Democratici brinda a un successo del tutto insperato, il sindaco, in barba alle nuove regole sulle nomine delle Partecipate, decide di imporre uomini di sua fiducia, e finanche un suo stafiìsta, nel consiglio di amministrazione del nuovo Centro agroalimentare. Appena due settimane fa, il consiglio comunale aveva approvato a maggioranza la delibera sulle modifiche al regolamento per le nomine all’interno di enti, istituzioni e società, riducendo drasticamente la discrezionalità del sindaco nella scelta dei vertici delle Partecipate e imponendo una selezione meritocratica del personale fondata sulla valutazione di curriculum dei candidati, visionabili da chiunque sulla Rete. De Magistris si era detto d’accordo «purché non prevalga – aveva chiarito – un eccesso diformalismo e burocratizzazione». Al primo banco di prova, il sindaco ha deciso invece di giocare d’anticipo su quell’accordo, non ancora entrato in vigore, ed è entrato a piedi uniti sulla nomina dei vertici del Caan. Ragioni di opportunità, prima ancora che di coerenza politica, avrebbero dovuto sconsigliare a De Magistris una mossa che rischia di apparire come una prova di forza e di trasformare le assunzioni nelle municipalizzate in uno strumento per blindare il consenso. I risultati, modesti, dell’azione amministrativa si sono già incaricati di dimostrare che con la linea dell’arroccamento non si va danessunaparte. Ma evidentemente, la coazione a ripetere gli stessi errori è più forte del desiderio di voltare pagi- -tit_org- Una mossa sbagliata

Il Mattino di Napoli

Lettieri attacca: metodo vergognoso Rd: ha violato anche le quote rosa

Lettíeri attacca: metodo vergognoso Rd: ha violato anche le quote rosa Le reazioni Accuse al presidente Diana: «Riconfermato senza meriti» n Pd: decisione irrispettosa Valerio Esca Le nomine del Caan non sono piaciute all’opposizione del sindaco Luigi de Magistris. Piovono sul primo cittadino critiche sia da Ricostruzione democratica, proponente della delibera sulle nomine approvata in Consiglio comunale meno di due settimane fa, che da pezzi di Pd. Mentre per il centrodestra è un assist a porta vuota. I tré rappresentanti scelti dal Comune nella società consortile sono Lorenzo Diana, riconfermato presidente; Angelo Capasse e Carmine Giordano come consiglieri, quest’ultimo staffista del sindaco a titolo gratuito. Il più critico è il consigliere di Rd, Gennaro Esposito, che sottolinea: «Noi ci sentiamo mortificati come Consiglio comunale. Queste nomine anche se amministrativamente corrette, nonio sono dal punto di vista politico. Nominare un suo staffista in una società partecipata del Comune è scandaloso». Esposito poi rincarala dose: «Ð sindaco non potendolo inquadrare come staff ha pensato bene di dargli l’incarico in un Cda». Il consigliere di opposizione ne ha per tutti, non risparmia nean che il presidente riconfermato: «Si premia Lorenzo Diana che non è stato capace di raggiungere gli obiettivi che il Consiglio comunale gli aveva assegnato, come il fatto che il mercato ittico dovesse rimanere a piazza Duca degliAbruzzi, come sostenuto in un atto approvato un anno fa». Il consigliere ne fa poi un fatto di competenze: «È un laureato in lettere, oltre che attivista m associazioni anticamorra e segretario della commissione antimafia al Senato. Ma esperienze in campo manageriale non ne ha mai avute. Il sindaco ha dunque pensato bene di nominarlo immediatamente per evitare confronti imbarazzanti con i curriculum se si fosse fatto l’avviso pubblico, come previsto nel nuovo regolamento delle nomine». «Siamo proprio alla solita spartizione delle prebende» aggiunge Esposito, che racconta poi un retroscena: «Quando ci riunimmo nella saletta alle spalle dell’aula consiliare di via Verdi, con il consigliere di maggioranza Lebro ci spiegarono che occorreva un po’ di tempo prima di poter far entrare in vigore il regolamento per allestire gli uffici, farpartìre gli avvisi e mettere in piedi la pagina web. Noi accettammo perché non eravamo stati messi a conoscenza delle scadenze immediate su alcune nomine come appunto quella del Caan». Insomma il clima si fa rovente. Basti pensare la che capogruppo di Rd, Simona Molisso, è pronta a «scrivere al ministero» per «il mancato rispetto delle quote rosa». «Nel regolamento e’ è il richiamo alla normativa vigente rispetto delle quote rosa. Non mi resta che denunciare la cosa al ministero visto che all’amministrazione avevo già segnalato II centrodestra II leader: uno sfregio al regolamento Moretto: grave che l’ex pm decida tutto da solo la questione con un’interrogazione in Consiglio. Solo una delle partecipate del Comune rispetta le quote rosa nei Cda. Attiverò a questo punto il procedimento sanzionatorio previsto perlegge». Il capo dell’opposizione Gianni Lettieri, lascia il suo commento ad un cinguettio: «In sfregio al regolamento comunale ed a quanto promesso nei giorni scorsi, al Cda del Caan hanno nominato uno staffista. Il metodo De Magistris è e resta vergognoso» tuona su twitter il presidente di Fare Città. Piuttosto sorpreso Antonio Borriello del Pd: «Penso che il sindaco dopo la dichiarazione rilasciata al Mattino nelle settimane scorse in modo molto chiaro aveva affermato che avrebbe attuato il regolamento sin da subito. Fare le nomine senza evidenza pubblica, così come declinato dalla delibera, sarebbe un errore e soprattutto un atto irrispettoso nei confronti dell’assemblea. Inoltre essendo a scadenza ordinaria poteva anche aspettare un mese, non c’era fretta di farle ora». Per Vincenzo Moretto di Fratelli d’Italia il sindaco «non ha violato il patto della delibera visto che non ha avuto effetto immediato». «La cosa che mi lascia perplesso – sos

tiene il consigliere di centrodestra – è il fatto che il sindaco continui a nominare persone legate alui. Amici, parenti, conoscenti, ora anchestaffisti.Una volta decidevano i partiti della maggioranza, oggi decide uno solo, senza nemmeno il rispetto del ruolo dell’opposizione». ORIPRODUZIONERISERVATA -tit_org- Lettieri attacca: metodo vergognoso Rd: ha violato anche le quote rosa

 Il caso nomine

Caan, blitz del sindaco un suo staffista nel Cda = Nomine Caan, nel Cda uno staffista del sindaco

Non applicate le nuove regole; è bufera De Magistris non applica le nuove regole e impone uomini di fiducia. L’ira delle opposizioni

Il caso nomine Caan, blitz del sindaco unsuostaffistanelCda Non applicate le nuove regole: è bufera Nomine al Caan (Centro agroalimentare): De Magistris non applica le nuove regole, secondo le quali i prescelti a ricoprire le cariche devono essere selezionati con il curriculum, e impone uomini di sua fiducia. Nel CdA anche uno staffista del sindaco. Critiche sia da Ricostruzione democratica che da pezzi di Pd. E Ã opposizione insorge. > Esca e Roano a ðàä. 41 La partecipata, il caso Nomine Caan, nel Cda uno staffista del sindao De Magistris non applica le nuove regole e impone uomini di fiducia. L’ira delle opposizio Si rinnova il Consiglio di amministrazione del Caan – il Centro agroalimentare di Volla – i mèmbri da 8 scendono a 5, ma è polemica sulle nomine del Comune. Polemiche che arrivano dal fronte delle opposizioni perché il sindaco Luigi de Magistris non awebbe rispettato il regolamento varato dal Consiglio comunale secondo il quale i prescelti a ricoprire queste cariche devono essere selezionati con il curriculum. L’articolo 1 recita così: «Ogni nomina, designazione e revoca di rappresentanti del Comune di Napoli presso Enti, Aziende, Società ancorché consortili ed Istituzioni deve essere eseguita nel pieno ed incondizionato rispetto dei principi costituzionali di buon andamento, imparzialità, partecipazione e trasparenza della Pubblica Amministrazione in modo da assicurare la migliore scelta nell’interesse cittadino per capacità, competenze, integrità ed imparzialità». Regolamento, che, tuttavia, non è ancora in vigore. Polemiche che si concentrano sulla nomina, in particolare, di un consulente a titolo gratuito da tré anni dello stesso sindaco, proveniente dal Mibac, si tratta di Cannine Giordano e per la nomina di Alberto Capasso vicepresindente regionale del presidio slow food. Giordano e Capasso sono le due nuove entrate vo lute da de Magistris, quali consiglieri del Cda, confermato invece alla presidenza Lorenzo Diana. Un Cda che si completa con l’ingresso di Pietro Russo in quota Camera di Commercio socio del Caan e dell’avvocato Cristina Riccardi per conto del Comune di Volla dove risiede il centro. Per il collegio sindacale entrano Monica Franzese, Luigi Maria Rocca e il dottor Sibilio. Detto questo, la cura dimagrante è dovuta all’effetto della spending review e perché fl Comune è in stato di predissesto, tagli che portano un risparmio di circa 60mila euro sulle spese dello stesso Cda. Diana guadagnerà 53mila euro l’anno (il 60 per cento dello stipendio del sindaco) e i due consiglieri 15mila euro, tutte cifre al lordo. È il presidente che spiega come stanno le cose: «Sul regolamento – spiega Diana – c’è un parere del ministero degli Interni e ad ora non è vigore e su questo non ci piove, decorre da quindici delle pubblicazione e non è stato ancora pubblicato. Ma il tema è un altro e riguarda la vita dello stesso Caan». La sostanza è questa secondo Diana: «I bilanci delle società vanno approvati entro il 31 marzo e dall’assemblea dei soci entro il 30 aprile. Per cui il cda ha dato mandato al presidente per la convocazione dell’Assemblea dei soci al 30 aprile. Bisogna sapere che i cda decadono con l’approvazione del terzo bilancio ed è il caso in questione. Andata deserta l’assemblea del 30 aprile ci siamo aggiornati al 19 maggio senza chiudere l’assemblea in prosieguo la stessa assemblea si è aggiornata a ieri». E si arriva alle nomine: «Premesso che il regolamento non è in vigore, e non è applicabile in maniera retroattiva perché la procedura è iniziata a marzo, se non avessimo approvato il bilancio avremmo lasciato il Caan senza guida in un momento decisivo. Dopo perdite per 5 milioni negli ultimi anni abbiamo per la prima vol- ta avuto un bilancio che un segno positivo per mezzo milione e un risparmio di spese per circa 32,5. Dati che mi sono costad altre lettere minatorie che ho denunciato al questore e in Procura», n presidente del cda non sfugge alla questione nomine e spiega ancora: «Per mettere in piedi la procedura del regolamento avremmo dovuto fare il bando,

nominare una commissione esaminatrice, quindi tirare le somme. Si sarebbero persi tré mesi. E ci tengo a sottolineare una cosa: sono state lispettate le quote rosa». lu.ro. La struttura II Centro agroalimentare di Napoli ha sede a Volta; a sinistra il presidente riconfermato Lorenzo Diana -tit_org- Caan, blitz del sindaco un suo staffista nel Cda – Nomine Caan, nel Cda uno staffista del sindaco

 Estratto da pagina 25 di ROMA del 27-05-2014 – Autore: PFRATT

Consiglio ridotto da cinque a tre, entrano Alberto Capasso e lo staffista del sindaco Carmine Giordano

Caan, nuovo Cda: ma con le vecchie regole

PARTECIPATE Consiglio ridotto da cinque a tre, entrano Alberto Capasso e lo staffista del sindaco Carmine Giordai Caan, nuovo Cda: ma con le vecchie regole NAPOLI. Il Comune rinnova il Cda del Caan, il centro agroalimentare di Volla, ma senza rispettare il nuovo regolamento sulla trasparenza delle nomine nelle società partecipate, approvato dal consiglio comunale il 15 maggio scorso, a dispetto di quanto promesso dal sindaco Luigi de Magistris all’indomani della votazione. Il decreto sindacale numero 45, infatti, è stato pubblicato ieri mattina direttamente sull’Albo Pretorio, senza la preventiva pubblicazione dei curricula dei candidati, così come prevede il nuovo regolamento, e non porta la firma del sindaco, bensì quella del suo vice Tommaso Sodano. De Magistris, infatti, ieri era ancora in Medio Oriente in visita istituzionale. Ma non finisce qui. Se viene confermato alla presidenza del Cda Lorenzo Diana, fanno il loro ingresso come consiglieri, invece, Alberto Capasse e Cannine Giordano, staffista del sindaco a titolo gratuito nonché l’unico con la laurea tra le new entry. Prenderanno entrambi un gettone di presenza di 230 euro. Il regolamento sulle nomine, è bene precisarlo, tecnicamente non è entrato ancora in vigore, in quanto nella seduta consiliare del 15 maggio l’assemblea non votò per l’immediata esecutorietà, per consentire – questa la motivazione del Comune – la preparazione degli uffici al nuovo sistema. Un’esecutorietà che, comunque, scatta in automatico dopo 15 giorni. Quindi, sarebbe bastato aspettare la fine di questa settimana. «Una mossa scorretta — commenta Gennaro Esposito, consigliere di Rd ed estensore del regolamento -. Se dal punto di vista amministrativo le nomine possono essere legittime, da quello politico sono uno schiaffo in faccia ai consiglieri ed alla maggioranza che hanno votato il provvedimento. Ci saremmo aspettati che il primo cittadino accogliesse subito lo spirito del regolamento e l’indicazione fornita dall’aula, selezionando le nomine sulla base del confronto dei curricula. C’è, poi, la nomina di Cannine Giordano, che del sindaco è collaboratore a titolo gratuito. Inoltre, l’esperienza di Diana al Caan non mi pare positiva, considerando la lentezza con la quale è stata trattata la questione del mercato del pesce». Il Cda, intanto, in vigore per i prossimi 3 anni, viene ridotto da 5 a 3 componenti, in ossequio alla spending review. Scompare la figura dell’amministratore delegato. Non confermata l’uscente Valentina Sanfelice di Bagnoli. PFROT Lorenzo Diana confermato -tit_org- Caan, nuovo Cda: ma con le vecchie regole

Mercato Ittico resta a Napoli un obiettivo raggiunto

mercatoitticoIl 9 dicembre scorso il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato la delibera n. 904/2013 (clikka) che definitivamente stabilisce la localizzazione del mercato ittico nella sua storica sede di Piazza Duca degli Abruzzi sovvertendo una scelta delle passate amministrazioni, a mia avviso ormai non più attuale, di delocalizzarlo a Volla nel CAAN. Quest’ultimo è un esempio di “cattedrale nel deserto” che dovrà trovare un nuovo slancio. Ci sono voluti un ordine del giorno e due delibere per arrivare alla conclusione. Noi di Ricostruzione Democratica nella strenua ricerca della soluzione nel bene e nell’interesse pubblico proponemmo circa un anno fa il conferimento della gestione della struttura di Napoli, al CAAN al fine di preservare sia la società partecipata che gli operatori all’ingrosso del pesce che rappresentano una realtà economica viva da non compromettere in questo particolare momento di crisi. Oggi si spera che i lavori di adeguamento finiscano prima di Natale agli operatori come da tradizione di aprire le porte del mercato alla città nella notte del 23 dicembre. Speriamo bene.

Sul tema molti altri articoli su questo blog da cui si può evincere l’impegno e la tenacia con la quale è stata portata avanti questa azione di politica e di amministrazione, a seguire l’intervento di Simona Molisso in Consiglio e l’articolo del Corriere del Mezzogiorno dell’11.12.2013:

CAAN e Marcato Ittico (clikka)

al 00:16:00 l’intervento di Simona Molisso sulla delibera

Corriere del Mezzogiorno dell’11.12.2013

Il mercato ittico non andrà a Volla

La storica struttura resta a Napoli ma con la gestione del Caan

NAPOLI — Dietrofront, il mercato ittico torna a Napoli. Dal Centro agroalimentare di Volla (Caan) i 29 operatori si ri-trasferiscono al porto partenopeo, nell’hangar di piazza Duca degli Abruzzi, lasciato un anno fa tra le proteste. Un passaggio in provincia previsto da un piano risalente agli anni 80 che i lavoratori non avevano mai mandato giù — numerosi furono i sit-in e le manifestazioni di dissenso — e che ora viene annullato dall’ok alla delibera comunale ad hoc. Carlo Iannello e Gennaro Esposito, consiglieri comunali del gruppo Ricostruzione democratica, esultano: «Battaglia vinta dalla città. Siamo riusciti a far prevalere il buon senso con una convenzione che salva capre e cavoli: gli interessi legittimi del Centro agroalimentare e quelli degli operatori». L’accordo è il seguente: il Caan, società partecipata del Comune presieduta da Lorenzo Diana, rinuncia alla presenza fisica del mercato del pesce all’ingrosso negli spazi di Volla ma non alla gestione, e quindi alla riscossione dei canoni (circa 2000 euro a box).
La struttura di piazza Duca degli Abbruzzi, quindi, ospiterà di nuovo, come ha fatto per settant’anni, i grossisti e il cospicuo indotto (300 lavoratori). Non solo: il capannone disegnato da Luigi Cosenza nel 1930 è un bene di pregio, non un banale deposito commerciale. Nel 2011 l’artista Vanessa Beecroft realizzò una performance con 40 modelle dipinte di nero. Dove osavano orate e spigole fece capolino l’arte più raffinata.
«La struttura— ricorda Esposito — si presta anche ad altri usi, contestuali a quelli mercatali. Abbiamo promosso un ordine del giorno che impegna il Comune e operatori a vagliare la possibilità di farne un polo del consumo del pesce». In pratica, adibire un’ala alla ristorazione, anche veloce, di prodotti ittici che più freschi non si può (tra l’altro questa del polo gastronomico è un’idea che mano solerti hanno già inserito nella pagina Wikipedia del Mercato ittico di Napoli). Il progetto renderebbe attrattiva un’area degradata, visto che sorge alle spalle del mai nato parco della Marinella, landa desertificata dalla sciatteria di più soggetti, Comune in primis.
Tornando al mercato: nei giorni caldi della chiusura vennero contestate anche le condizioni di agibilità e di sicurezza igienica. Quei problemi, ricordano Iannello ed Esposito, ora hanno trovato soluzione grazie all’intervento dell’Asl nei locali. L’adeguamento sarebbe in fase di ultimazione. In tanti sperano che il mercato possa riaprire per la sera del 23 dicembre, quando mezza Napoli per tradizione accorre a scegliere prelibatezze per il Cenone.
Alessandro Chetta

Il Mercato Ittico resta a Napoli!

4500-mercatoSempre ieri in consiglio comunale abbiano anche approvato la  delibera n. 384 del 20.05.2013 (clikka) che stabilisce, una volta per tutte, che il mercato ittico resterà nella sua sede storica in Piazza Duca degli Abruzzi. Al fine di collaborare con l’amministrazione ho anche proposto una mozione di accompagnamento (clikka) che è stata approvata all’unanimità e che chiarisce alcuni punti che erano stati anche segnalati dal Segretario Generale nel suo parere. Credo sia stata una vittoria per la città di Napoli che non ha visto sottrarsi posti di lavoro e reddito ed anche una piccola vittoria di Ricostruzione Democratica che in uno spirito collaborativo ha mostrato che le cose si possono fare. Speriamo bene!!

Il mio intervento all’1:11:05

Sull’argomento già ho detto e la strada la indicammo nel consiglio comunale del 18.12.2012. Ci siamo arrivati infine e credo sia stata una bella cosa. Sul punto vedi: caan e mercato ittico (clikka)

Il CAAN al guinzaglio

mercatoitticoDovremmo essere giunti alle battute finali di una vicenda che ha visto Ricostruzione Democratica in prima linea in consiglio comunale per contraddire la scelta della passata amministrazione, secondo noi, scellerata, di delocalizzare il mercato ittico dallo storico luogo dove è collocato (fabbricato storico di Luigi Cosenza a piazza Duca degli Abruzzi) al CAAN di Volla. Ho già scritto sulla questione e sono intervenuto anche in consiglio comunale e su questo blog si possono trovare altri articoli (vedi tra i tanti: il caan per l’aia e le politiche di sviluppo (clikka). In particolare c’era una esigenza di carattere patrimoniale/contabile per la partecipata del Comune di avere gli operatori economici dell’ittico nel mercato di Volla gestito appunto dal CAAN che poi abbiamo risolto, con un po’ di ritardo, con il conferimento della gestione del mercato ittico al CAAN stesso. Gli operatori, purtroppo, si sono dovuti in ogni caso spostare a Volla per consentire la esecuzione di lavori prescritti dall’ASL nel fabbricato di Piazza Duca degli Abruzzi. Ovviamente, come era prevedibile c’è stato una contrasto con l’amministrazione  sulla esecuzione dei lavori stessi e sulla possibilità di eseguirli senza sospendere le attività mercatali. Gli stessi operatori, costituitisi in Consorzio si erano dichiarati disposti ad eseguirli a loro cura e spese sollevando l’amministrazione da ogni onere e peso fermo ogni controllo. Su questa proposta ci avevamo anche ragionato proponendo la possibilità per l’amministrazione di fare il bando delle concessioni inserendo nel bando stesso anche la esecuzione dei lavori prescritti. In questo modo l’amministrazione avrebbe risparmiato circa 70.000,00 €. Secondo Voi come è andata a finire? Non c’è stato dubbio ha prevalso la burocrazia fine a se stessa! Abbiamo voluto caparbiamente fare i lavori a spese dei cittadini nonostante l’offerta e costringendo i mercatali a spostarsi momentaneamente a Volla. Siamo stati bravi potevamo fare la torta con la ciliegina ed invece no! E’ come quando una sta per mettere la palla in rete e c’è quello che arriva e si porta via il pallone! Ovviamente sono alla mia prima esperienza amministrativa ed in più sono condizionato dal fatto che svolgo la professione di avvocato e che nel gruppo di Ricostruzione Democratica c’è Simona Molisso avvocato e Carlo Iannello, Professore universitario di diritto pubblico e, quindi, sfortunatamente riusciamo a vedere delle cose che forse altri consiglieri che sono a digiuno di nozioni di diritto e di procedimenti amministrativi non vedono. E’ proprio una vera sfortuna ci facciamo un fegato così! Difatti, proprio non ho capito come si sia potuta respingere una proposta di operatori del settore che, ovviamente per il loro interesse di restare aperti, si sarebbero anche accollati il costo delle opere sgravando la collettività. Il tutto, ovviamente, con il rispetto del principio di imparzialità perché si sarebbe fatto comunque un bando per le concessioni con le prescrizioni. Non ho capito bene  quali sarebbero stati gli inghippi burocratico/amministrativi se poi per un caso analogo e per somme assolutamente superiori, però questa volta a carico della collettività,  si è autorizzato il calcio Napoli a fare dei lavori per 700.000,00 €. a carico dei cittadini “dispensandolo” anche dall’obbligo di rispettare il bando pubblico pur dovendosi spendere dei soldi pubblici (quanto ci costa il calcio clikka). Oppure in un altro caso dove si è autorizzata una associazione sportiva a trasformare il palazzetto del basket del Collana coperto in campetto di calcio scoperto (vedi Relazioni sugli impianti sportivi (clikka), oppure ancora per l’ex cinodromo di fuorigrotta trasformato, di fatto e senza l’adozione di alcun atto amministrativo della P.A. nè di un provvedimento del Tribunale fallimentare né del Mostra d’Oltremare proprietaria, in area mercatale (mercatino delle pulci) a beneficio dei “pulciai” non c’è dubbio ma anche forse a “particolare beneficio” di un pulciaio più grosso che avrebbe il compito di aprire e chiudere i cancelli assegnando i posti mi chiedo: gratuitamente? In un certo qual modo dovremmo almeno essere contenti di aver messo il CAAN al guinzaglio sperando che sia un CAAN guida altrimenti stiamo freschi.

Il risultato raggiunto per il mercato ittico rispetto a quello che la precedente amministrazione aveva, in modo così assurdo previsto, è strabiliante anche grazie all’impegno degli altri consiglieri, ovviamente in questa fase delicata continueremo a vigilare affinché non ci si perda nelle pieghe della burocrazia.

Il CAAN per l’aia e le politiche di sviluppo

foto 3La questione del CAAN di Volla e la chiusura del mercato ittico in questi ultimi giorni ha avuto una particolare attenzione nella vita dell’amministrazione comunale. E’ in corso, infatti, un tavolo tecnico tra Giunta ed operatori mercatali che abbiamo voluto in Consiglio. Sul punto ho già scritto e sono intervenuto anche in consiglio (il mercato ittico ed il caan clikka; il pescecaan la delocalizzazione del mercato ittico clikkala seduta del consiglio del 18.12.2012 clikkail caan di volla come il ponte del corso novara clikka). Il problema serio è che oggi il comune si trova ad avere ereditato dalla passata amministrazione una questione che pesa non poco per le difficoltà legate alla tenuta industriale, finanziaria ed economica della società partecipata dal Comune di Napoli. Un mostro che rappresenta secondo me, ancora una volta, una modalità di fare politica “rovesciata” dove l’obiettivo non è realizzare lo sviluppo di un area (peraltro in questo caso fuori dal territorio cittadino) o di un settore economico, ma quello di spendere soldi col cemento con la creazione di “momentanei” posti di lavoro, che rappresentano più una forma di assistenzialismo che non il risultato di una efficace politica di sviluppo. Eppure, tra le prime nozioni che si imparano in materia di finanziamenti europei, c’è quella di non andare dietro ai bandi ma di pensare prima alla idea progettuale e di sviluppo e poi andarsi a trovare i soldi e le linee di finanziamento per realizzare l’intervento. Non riesco proprio a capire come sia possibile restare in questo stato a Napoli che, per quanto ne so, essendo in una regione inserita tra quelle ad “obiettivo convergenza”, è destinataria di fondi dedicati per lo sviluppo delle aree urbane. L’area EST (ove è peraltro inserito il mercato ittico attuale), infatti, dovrebbe così finalmente vedere la riconversione da area industriale, in area di sviluppo economico/residenziale/turistico essendo peraltro vicino al mare. Specularmente c’è poi l’area ovest con Bagnoli anch’essa oggetto di riconversione da decenni, di cui si è detto ogni cosa, e che potrebbe inserirsi in un progetto che potrebbe abbracciare il Collegio Ciano, il San Paolo, il Mario Argento, l’Edenlandia, lo zoo e l’ippodromo.  Infine, c’è la grande area del porto di Napoli anch’essa oggetto di interessanti progetti. Stiamo parlando di centinaia e centinaia di milioni di euro e mi sembra tutto immobile! In un paese normale in Comune dovremmo quasi ogni giorno parlare di questo e ricevere proposte da una imprenditoria sana ed, invece, per il momento tra gli amministratori e gli operatori economici, siamo solo riusciti a partorire una manifestazione di interesse per la realizzazione di uno STADIO a ponticelli (sic) a cui si contrappone, da parte della regione, la diversa idea di costruire un INCENERITORE. Che tristezza! Giungiamo ancora una volta impreparati forse perché una tale visione da un lato scavalca i 5 anni di mandato, per amministratori più avvezzi ai tagli di nastro e dall’altro dovrebbe avere,  una convergenza di vedute tra regione e comune. A pensarci bene, oggi più che mai, occorre una politica di sviluppo economico/sociale lungimirante, perché quella passata rappresenta un’occasione mancata per i decenni di amministrazione di una sinistra che  per vent’anni ha menato il CAAN per l’aia ….

Mercato Ittico di Napoli e CAAN

mercatoitticoIeri 17.01.2013 abbiamo trattato, dopo vari rinvii, la questione del mercato ittico di Napoli su cui ho già scritto altri post (pescecaan clikkail mio intervento al consiglio comunale clikkail CAAN come il ponte di corso novara clikka). Finalmente è passata la linea che, con altri consiglieri, ho sostenuto, cioè che a Piazza Duca degli Abruzzi, nel fabbricato di Luigi Cosenza, debba rimanere l’antico mercato ittico di napoli. Dovrei essere contento, ho vinto insieme agli altri, ma le riflessioni sono tante e mi inducono altri pensieri. In effetti non riuscirò mai a capire la politica, ovvero, questa politica. La trattativa è stata lunga e la pressione anche. L’amministrazione in un primo momento era irremovibile e sono state fatte molte riunioni di maggioranza alle quali ho partecipato spiegando il nostro punto di vista. Sono stati irremovibili anche i consiglieri di IDV (sei) che hanno sottoscritto ed hanno mantenuto la linea nonostante le molte pressioni interne al gruppo stesso ed ai quali va il mio apprezzamento perché hanno dimostrato di essere veramente indipendenti e di avere a cuore una idea di interesse pubblico scevra da altri condizionamenti. Ciò che, invece, mi induce altre riflessioni è dato formale che finisce per rappresentante la pochezza della politica. Noi avevamo presentato un testo di ODG che avevo scritto io, condividendolo con altri consiglieri (ODG CAAN clikka) e che non è stato messo ai voti per una ragione “politica” credo di basso profilo. In sostanza non si può approvare un testo, seppure buono e condiviso, per non dare la soddisfazione ad un solo un gruppo di consiglieri che alla fine hanno dimostrato di essere “maggioranza di idee”. In sostanza è la logica della politica intesa non come perseguimento dell’interesse pubblico ma come semplice affermazione di se stessi. Ebbene questa mia riflessione trova e mi è sorta dallo stesso testo approvato che invito a leggere (ODG scritto in aula clikka). Un testo, nella sostanza buono, ma raffazzonato e pieno di cancellature che con un subemendamento siamo riusciti ad ulteriormente migliorare. Possiamo dire che abbiamo vinto, ovvero che ha vinto una idea di città, ma nella forma della politica (che a volte è anche sostanza) non credo.

Il mio intervento all’1.02.48

Il CAAN di Volla come il ponte di Corso Novara

imagesGià ho scritto sulla questione del CAAN e del Mercato Ittico (clikka) intervenendo anche al Consiglio Comunale del 18.12.2012 (clikka). Nel citato consiglio ho anche proposto e sottoscritto un Ordine del Giorno (clikka) che reca le firme di molti consiglieri a dimostrazione che la questione è sentita ed è assolutamente trasversale. Oggi la decisione viene di nuovo, dopo un rinvio “tecnico” il prossimo 14.01.2013 e, per detta data, il CAAN ci ha fatto pervenire una nota esplicativa (clikka) con la quale si sostiene la necessità di chiudere il mercato di Piazza Duca Degli Abruzzi poiché solo così forse si potrebbe verificare il trasferimento degli operatori presso la struttura del CAAN, costata, in virtù di una decisione risalente al 1989, circa 75 milioni di euro. Nell’ottica della partecipazione io credo che tutti i dati debbano essere diffusi perché ciò è utile sia, a formare una coscienza cittadina sia a gettare le basi di quella partecipazione ed interesse verso la cosa pubblica dalla quale le tristi vicende della politica ci hanno allontanato. La questione è spinosa e noi ci siamo trovati dentro a forza, in quanto, questo programma imprenditoriale l’abbiamo ereditato da un periodo storico nel quale si badava  solo a spendere i soldi pubblici e non a creare effettivo sviluppo e benessere per i cittadini. E’ embleatico il caso del ponte del Corso Novara che fu realizzato e poi abbattuto e tra costruzione e distruzione si è fatto un “piacere” ai soli costruttori/distruttori edili e non ai cittadini che hanno subito solo un danno. Oggi la questione ricorre ed i 29 operatori del mercato ittico collocati nel fabbricato di Luigi Cosenza non vogliono trasferirsi in un luogo a loro estraneo, con la complicazione che mutato il quadro normativo con le liberalizzazioni di Bersani, oggi questi operatori possono anche rifiutarsi di spostarsi potendo o andare presso altri mercati (Mugnano o Pozzuoli) oppure costruirsi una loro area mercatale con i dovuti permessi. Che fare? Correre il rischio di chiudere Piazza Duca Degli Abruzzi e sperare, pregando in tutte le lingue del mondo, che queste 29 aziende siano fulminate sulla Via Marina e si convincano a trasferirsi a Volla salvando “CAAN e cavoli” oppure studiare e studiare per cercare altre soluzioni industriali che possano meglio tutelare la realizzazione dell’interesse pubblico. Come soluzione mi è venuta in mente, proponendola con l’Ordine del Giorno, di fare in modo che il CAAN abbia la gestione dell’area mercatale di Piazza Duca Degli Abruzzi realizzando così circa la metà dell’introito previsto, che si accompagnerebbe anche ad un risparmio per il Comune di personale (circa 30 unità) che verrebbero destinati ad altri più importanti servizi. Ma pare che tale soluzione non sia tanto condivisa dall’amministrazione e chissà se tra i volenterosi che leggono di questa questione non ci sia qualcuno che abbia una idea migliore …

CAAN e Mercato Ittico la seduta del Consiglio Comunale del 18.12.2012

mercatoittico

Ancora su Mercato Ittico: Di seguito il video del consiglio comunale del 18.12.2012 da cui si possono desumere le ragioni che mi spingono a non inseguire la scelta ereditata dalla Giunta Iervolino e che credo abbiano convito molti consiglieri. All’1:35:59 il mio intervento e poco prima quello dell’assessore Marco Esposito. Mi farebbe piacere avere qualche impressione  al fine di poter meglio decidere per il bene e l’interesse pubblico. Il consiglio alla fine su mia richiesta, sollecitata dall’amministrazione, ha deciso di rinviare l’approvazione dell’Ordine del Giorno che avevo scritto alla successiva seduta del 20.12.2012, che come si sa non si è tenuta per mancanza del numero legale, credo, frutto di un gioco politico poco chiaro che spero di riuscire a superare insieme agli altri consiglieri che hanno mostrato interesse alla prospettiva formulata.

Il mio intervento al 01:35:55

Per un ulteriore approfondimento clikka

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