Il mio intervento di Congedo dal Consiglio Comunale

gennaro consiglioIeri c’è stato, quello che credo essere l’ultimo Consiglio Comunale di questa sindacatura. Naturalmente anche questa volta non ho fatto mancare la mia voce per rispettare il mandato dei 570 cittadini che mi diedero fiducia nel 2011 che sicuramente, tramite me, si sono fatti sentire molto, ma molto di più dei due, tremila cittadini che hanno votato qualche altro consigliere che non è mai intervenuto in consiglio comunale senza mai formulare proposte o osservazioni. Gente inutile e voti inutili, mi viene da pensare. Sono stato orgoglioso di aver rappresentato il pugno di elettori dei quali ho sempre sentito l’onore, il peso e la responsabilità di rappresentarli al meglio. Avrò sicuramente fatto degli errori ma posso dire di non essermi mai risparmiato riflettendo sempre, su ogni questione con animo libero ed in buona fede.

Ho cercato di ripercorrere le tappe fondamentali nelle quali tal volta sono stato molto critico verso l’Amministrazione. Ovviamente per chi volesse approfondire su questo blog ci sono tutti i miei interventi, gli atti e le proposte tutte documentate. Una scrupolosa attività di rendicontazione attraversa la quale ho sempre cercato di condividere pensieri e scelte.

Una bella esperienza di passione politica e di tensione verso un cambiamento di mentalità politica che non c’è stato in questi 5 anni. Una disdetta! Ad ogni buon conto un bilancio per me positivo. Posso dire di non essermi mai risparmiato un solo giorno, di essere sempre stato sul pezzo, nei limiti delle mie possibilità. Un grazie a tutti quelli che mi hanno seguito e mi hanno incoraggiato. La strada per il cambiamento è tutta in salita e la frammentazione politica con 44 liste al comune è figlia di una ignoranza, malafede ed incapacità a cogliere il cambiamento che deve passare gioco forza per il merito e la qualità. In queste prossime elezioni, invece, vedo che c’è la rincorsa a chi fa più liste, un candidato ogni palazzo, senza guardare nulla se non l’incetta di candidature tal volta inutili tal volta pericolose. Che dire, ripeto una disdetta! Auguriamoci buona fortuna per noi ed i nostri figli.

il mio intervento al 04:11:19

La Movida Selvaggia Adotta una Strada

movida ChiaiaPubblico il mio intervento di oggi in Consiglio Comunale sul tema della Movida Selvaggia trattato dalla stampa cittadina nella occasione del caso imbarazzante scoppiato a chiaia. In particolare la questione riguarda la proposta dei Baretti (clikka) di adozione di Via Bisignano fatta da un’associazione il cui presidente pare, anzi è il “fidanzato ufficiale” della giovane assessora Alessandro Clemente (clikka) che, ovviamente, per conflitto di interessi, ha dovuto astenersi dal partecipare alla Conferenza di Servizi volta ad approvare la proposta stessa.

Il tema ormai credo di conoscerlo con sufficiente approfondimento tanto che qualche giorno fa è intervenuta, in seguito ad un giudizio nel quale ho patrocinato, un’altra ordinanza del Tribunale di Napoli (clikka) che finalmente ha riconosciuto la responsabilità del proprietario del locale e non solo del gestore.

Ecco l’intervento al 35:34

Per altri articoli sulla quiete pubblica (clikka)

Rassegna Stampa sul progetto presentato a chiaia (clikka)

clikka

clikka

Il Testo definitivo del Regolamento sul Gioco e Scommesse

ludopatiaMi fa piacere postarVi il testo definitivo del Regolamento sulle Sale da Gioco e Giochi Leciti approvato con delibera n 74.2015 (clikka) con il quale ho voluto dare il mio contributo alla Città di Napoli, per il contrasto alla ludopatia che è definita come una era e propria malattia. In sostanza una sindrome così definita sia dai testi di legge vigenti sia dagli esperti.

Fino ad oggi non si era mai fatto nulla di concreto per contrastare il gioco e la scommessa e devo dire che mi sto accorgendo che il bello deve ancora venire.

Il testo contiene una normativa molto stringente che è in vigore sin da subito ed una transitoria per gli adeguamenti e per consentire a chi ha investito di avere 5 anni per rispettare le distanze imposte.

Ora occorre che i cittadini facciano sentire la propria voce per difendere quest’atto di civiltà. Già sono iniziate le prime avvisaglie, gli imprenditori del settore del gioco manderanno avanti i loro dipendenti affermando che occorre difendere i posti di lavoro. Credo che adesso il compito delle tante associazioni è quello di darmi e darci forza e voce per affermare che la disciplina approvata dal Consiglio Comunale è quella e resterà tale.

Il Mattino di Napoli del 22.12.2015 (clikka) ha dato notizia dell’apparovazione ma noto che non c’è una sufficiente diffusione del risultato ottenuto. Le stesse associazioni ed enti ecclesiastici non sanno nulla della vera e propria rivoluzione che abbiamo fatto. Ho dovuto lottare non poco per far comprendere l’importanza del fenomeno ora tocca a Voi.

Sento il dovere di ringraziare il Sindaco ed i consiglieri che hanno sottoscritto e condiviso l’atto votandolo.

Ecco il mio intervento al 03.06.48

Per approfondimenti:

https://gennaroespositoblog.com/2014/11/27/la-proposta-di-regolamento-sulle-sale-gioco-e-giochi-leciti/

https://gennaroespositoblog.com/2015/12/10/il-gioco-dazzardo-al-comune-di-napoli/

La discussione sul Rendiconto Consuntivo 2014

consiglio comunaleStamane in consiglio comunale abbiamo esaminato il rendiconto consuntivo 2014 (clikka) del Comune di Napoli. Io, come avevo già dichiarato, mi sono astenuto, nella speranza di poter fare un patto con la maggioranza e portare in porto alcune importanti proposte di delibere che ho depositato in Consiglio Comunale, tra cui il regolamento delle sale da gioco (clikka) e quella di regolamento di uso e gestione degli impianti sportivi (clikka). Credo, infatti, che la politica debba essere una continua ricerca di miglioramento della società e non chiudersi in una sorda opposizione che non fa bene a nessuno!

Il mio intervento è stato incentrato sulla particolare e drammatica riduzione delle entrate da parte del comune che, da una parte, evidenzia lo stato di crisi nel quale versano i cittadini napoletani dall’altro, per le altre voci, una completa incapacità della politica di mettere mano ad un serio e fattivo efficientamento della macchina amministrativa.

Ho poi segnalato la assoluta esiguità delle risorse destinate per lo sport che, a mio avviso, dovrebbe essere la prima politica sociale, in quanto, come dico sempre svolge la doppia funzione di prevenzione e recupero delle marginalità!

Il mio intervento al 2:42:00

Una prospettiva di sviluppo per l’ex Base NATO di Bagnoli

Manifesto collegio cianoIeri (24.03.2015) è proseguita la discussione, in Consiglio Comunale, sul destino dell’area di Bagnoli della quale ho già scritto in un precedente recente post (chi decide su Bagnoli: il Braccio di ferro tra Comune e Governo clikka). Ovviamente, come di Bagnoli anche delle altre aree deindustrializzate si dovrebbe continuare a discutere per prendere una decisione che faccia intravedere un futuro di sviluppo alla Città.

Credo, infatti, che mentre sull’area occidentale c’è un discreto fermento di idee, sull’area Orientale c’è l’assoluto silenzio, eppure ce ne sarebbero di cose da dire (Porto Fiorito (clikka) Porto Fiorito: un altro caso Bagnoli nella indifferenza dei giornali (clikka) Il disastro della politica su Porto Fiorito (clikka) Un commissario anche per Napoli EST (clikka).

Ad ogni buon conto di Bagnoli si potrebbe parlare per giorni io, questa volta, ho voluto calibrare il mio intervento sull’area dell’ex Base NATO, per la quale ho avuto la possibilità, non solo di fare un sopralluogo, ma anche di avere alcuni fondamentali atti dal Commissario Prof. Sergio Sciarelli che ha manifestato, così, senso di collaborazione  istituzionale che, di questi tempi, è cosa rara e che per questo ringrazio. Ho, infatti, chiesto ed ottenuto il bilancio di previsione 2015 (clikka), il il bilancio consuntivo 2014 (clikka) della Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia, nonché una planimetria del Collegio Ciano (clikka).

Una cosa che mi ha colpito è che la Fondazione ha stipulato due contratti di locazione con la Montessori School e la Anglo Italian School (clikka) avendo la brillante idea di riservare ben 20 posti per la frequentazione gratuita dei corsi, nelle dette rinomate e famose scuole, refezione compresa, per i bambini in condizioni svantaggiate della X Municipalità. Ebbene i servizi sociali della X Municipalità nonostante questa occasione non hanno né fatto un bando né avviato alcun bambino. Ovviamente la notizia si commenta da sola perché la Fondazione Banco di Napoli ha dato una opportunità da non perdere ed servizi comunali della municipalità si sono dimostrati assolutamente inefficienti. Per capire di cosa sto parlando vi invito a vedere il video qui sotto.

Ad ogni buon conto il 30 marzo p.v. alle h. 16,00 ci sarà un confronto pubblico nell’antisala dei Baroni del  Maschio Angioino che, per la valenza dei relatori (escludendo me) credo sarà assolutamente interessante sia per la cittadinanza sia per le tante realtà sportive in cerca di casa.

Non nascondo che il mio sogno sarebbe quello di fare del Collegio Costanzo Ciano un grande polo formativo e sportivo della Campania, stile complesso romano di preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa (clikka)  ma con l’aggiunta delle istituzioni scolastiche presenti sul territorio della X Municipalità che, passando negli edifici del complesso, potrebbero corrispondere il canone alla Fondazione. Basti solo pensare che il vicino liceo Labriola è in un immobile privato per il quale pare che corrisponda circa 950.000,00 €. di canone annuo. E’ chiaro è solo una idea ma credo sia migliore di quella avuta da Caldoro che ci vuole trasferire gli uffici della Regione del Centro Direzionale ….

il mio intervento al 1:35:40

Dopo il mio intervento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale l’Ordine del Giorno che ho proposto (clikka) per la immediata ricostituzione del CDA della Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia.

 

Per capire cosa si stanno perdendo in nostri piccoli concittadini di Bagnoli Fuorigrotta:

Quiete Pubblica: Io sto con Salvatore

Avventori serviti su suolo pubblDevo effettivamente constatare che l’Amministrazione non ha nessuna intenzione di affrontare il tema della quiete pubblica, pertanto, ieri (16.03.2015), nell’ambito degli interventi consiliari, ho voluto portare il caso di Salvatore abitante di Bagnoli che convive con uno studio di registrazione, sito al piano immediatamente sotto la sua abitazione, che suona a palla tutto il giorno tutti i gironi della settimana, assolutamente indisturbato nonostante le numerose denunce sporte dal nostro concittadino.

Il problema lo stiamo affrontando a tutto tondo sia dal punto di vista giudiziario, sia dal punto di vista politico ed amministrativo, avviando tutte le strade possibili della magistratura ordinaria (civile e penale). Il problema è sempre lo stesso: Sarà un caso ma quando arriva la Polizia Giudiziaria con l’ASL i destinatari del “controllo a sorpresa” è difficile che si fanno pescare a superare i limiti di legge! Ovviamente non credo che sia necessaria la flagranza del reato per contestare il disturbo che in tutti i casi che ho avuto modo di esaminare è testimoniato dagli abitanti dello sfortunato condominio ove è localizzata l’attività rumorosa.

Il problema involge la salute pubblica ed individuale dei malcapitati cittadini ma questa cosa non pare che la politica voglia considerarla preferendo correre dietro il consenso dei più numerosi, secondo loro, frequentatori dei locali … il che è tutto dire … comunque #iostoconsalvatore

L’inferno del disturbo alla quiete pubblica (clikka)

Una quiete pubblica disturbata (clikka)

Il mio intervento al 1:06:34

Chi decide su Bagnoli: il braccio di ferro tra Comune e Governo

bagnoliIeri (16.03.2015) nel consiglio comunale si è parlato di Bagnoli e dopo una lunga discussione durata oltre otto ore si è approvata a maggioranza una mozione (clikka) il cui nucleo centrale è stata la rivendicazione per il Comune di Napoli del ruolo che devono avere le istituzioni cittadine che di fatto sono state espropriate dal decreto sblocca italia (clikka).

Voglio sottolineare che questa posizione di opposizione all’esproprio delle funzioni urbanistiche del Consiglio Comunale, era assolutamente comune a tutte le forze politiche (comprese quelle di Governo presenti in consiglio) che, però credo per miopia e per ragioni tutte politiche e poco amministrative, hanno pensato di non votare il documento nonostante tutti erano ben consapevoli che anche il minimo riferimento alle cd. linee guida (ivi compresa la portualità leggera) espresse dall’Assessore all’Urbanistica Piscopo, non erano assolutamente vincolanti perché devono essere oggetto di successivi atti (varianti al PRG) che richiederanno, semmai, nuove discussioni e procedimenti assolutamente più articolati.

Il mio contributo alla mozione, che ho firmato e votato, si è incentrato principalmente sul fatto che l’intera area di Bagnoli è stata oggetto di riperimetrazione della Zona Rossa, giusta delibera della giunta regionale della Campania n._669_del_23-12-2014 (clikka), che è stata redatta in virtù di espressa indicazione del comune di Napoli che ha fornito l’allegato n. 1 alla delibera di giunta regionale stessa (clikka). Nella mozione, infatti, troverete un espresso riferimento a questo dato relativo alle volumetrie che, peraltro, è oggetto del tavolo costituito dalla Regione in virtù della delibera sempre della giunta regione campania n_27_del_09-02-2015 (clikka). Tavolo che dovrà stabilire cosa, quanto e come si potrà costruire a Bagnoli.

Ovviamente spero che la politica (quella volta all’interesse pubblico) applichi il cd. principio di precauzione, per la sicurezza dei cittadini e pertanto ripensi, ovviamente riducendole, le volumetrie, stabilendo che non sono consentite volumetrie destinate a residenza (se non in minima parte) atteso che vie di fuga non mi pare che abbondino nell’area di Bagnoli.

L’atto che abbiamo approvato in sostanza non dice ancora nulla di concreto (né poteva) ed ha avuto un prevalente contenuto politico circa il commissariamento. Ora se il Governo manterrà la posizione intrapresa deciderà da solo tutto, sperando che non superi i limiti di sicurezza di cui ho detto, se, invece, avrà un ripensamento, allora il Consiglio Comunale dovrà adottare gli atti urbanistici necessari seguendo le relative procedure.

Su Bagnoli troverete molti miei interventi clikkando qui.

Il mio intervento al 51:40

La confusione sui Beni Comuni in Comune

benicomuniIl 9 marzo scorso, in consiglio comunale, abbiamo trattato la delibera che disciplina la gestione dei Beni Comuni (clikka), alla quale, lo dico subito, ho votato contro, non perché sia contro i beni comuni anzi, ma perché sono a favore della tutela dei beni pubblici la cui disciplina con questa delibera rischia di essere disordinata e confusa. Il nodo è che per definizione i beni pubblici hanno un loro regime a partire dall’art. 42 della Costituzione, che è garanzia di imparzialità, mentre la cd. categoria dei beni comuni è una elaborazione solo dottrinaria che è priva di un regime giuridico.

Ciò che ho detto nel mio intervento è assolutamente semplice e può essere facilmente desunto da una lettura, neppure molto approfondita, della delibera e del parere del segretario generale allegato, da cui si capisce bene che questi sono “beni ad uso non rivale“, cioè beni il cui uso non esclude gli altri cittadini, come l’acqua, il mare, l’ambiente, il paesaggio ed è chiaro che tra questa categoria di beni, non ci possono, nel modo più assoluto, entrare gli immobili Comunali perché questi sono beni pubblici per i quali l’uso di uno, o di un gruppo, esclude, gioco forza, l’uso degli altri cittadini. Ebbene, posso garantirvi che durante tutta la discussione, si è capito bene che tutti i consiglieri che hanno votato a favore, hanno pensato e pensano che beni comuni sono innanzitutto gli immobili del Comune di Napoli da segnare attraverso una procedura, diciamo, “semplificata” (sic!).

Un esempio concreto: l’asilo filangieri, secondo voi può essere un bene comune? Secondo me no perché è un bene immobile il cui uso esclude gli altri e, quindi, se non gestito direttamente dal Comune, esso deve essere assegnato gioco forza mediante l’applicazione del regolamento sulla assegnazione degli immobili del Comune ed ogni deroga, seppure fondata su questo regolamento dei cd. beni comuni, sarebbe illegittima.

Il mio intervento al 08:34

I tagli della Regione Campania sulla pelle dei diversamente abili

Biagio.TuttiAscuolaOggi ho sentito il dovere di intervenire in Consiglio Comunale per leggere la lettera scritta da Tommaso Giugliano, papà di Biagio, a Toni Nocchetti dell’Associazione Tutti a Scuola, che è apparsa qualche settimana fa su “Il Fatto Quotidiano” (clikka).

Il mio intervento al 36:37

Il testo della lettera:

Caro Toni,

               come sai il ragazzo ritratto nella foto è mio figlio Biagio,23 anni, affetto da autismo associato ad un grave ritardo mentale e epilessia.

Biagio è una delle 1530 vittime sacrificali immolate sull’altare del risanamento di bilancio che la Regione Campania con il decreto 108/2014 ha provveduto ad attuare. Ad oggi mio figlio frequenta un centro di riabilitazione in regime di semiconvitto (perlomeno fino al 23/02/2015) dove si reca ogni giorno e trascorre circa metà della sua giornata.

Biagio è un ragazzo molto difficile e con tante problematiche. Non parla e non è autonomo, ha bisogno di assistenza continua per essere lavato, vestito e per tutte le attività che svolge nel corso della giornata. In questi anni, però, grazie all’impegno coordinato di esperti, psicologi, terapisti e della nostra famiglia, ha compiuto tanti piccoli progressi che ci ripagano degli sforzi quotidiani e che hanno migliorato non solo la sua quotidianità ma anche quella di tutta la famiglia. Al centro, per esempio, grazie al lavoro di un’instancabile terapista ha imparato ad andare in bagno da solo (ci sono voluti circa 7 anni) a mangiare a tavola e ad usare le posate.

Ma al di là dei progressi e delle autonomie personali raggiunte, il centro per Biagio rappresenta qualcosa di più: il semiconvitto è il luogo principale dove trascorre la sua giornata, dove incontra gli amici, dove socializza e dove svolge attività più o meno piacevoli ed educative. Come ho già detto, Biagio non parla ma per comprendere la sua gioia nell’andare ogni mattina al centro non servono parole. Basta guardarlo mentre scende le scale di casa per prendere il pulmino che lo condurrà al centro per cogliere la sua felicità. I suoi occhi e il suo sorriso nel rivedere ogni mattina l’autista e i suoi amici già pronti ai loro posti sono così loquaci da rendere inutile ogni parola. Probabilmente addirittura un politico riuscirebbe a cogliere quella felicità e a capire cosa significa per Biagio e per tutti i ragazzi come lui, avere un luogo in cui sentirsi accettati, impegnati, compresi e aiutati.

Cosa succederà a Biagio e ai suoi 1530 compagni di sventura quando questo maledetto decreto troverà la sua completa applicazione? Accadranno due cose: la prima, nota a tutti, è la destabilizzazione dei ragazzi che subiranno un peggioramento delle loro condizioni di vita. Cosa faranno durante tutta la giornata? Come impegneranno il loro tempo?  Dovranno rinunciare alle attività che svolgono e a vedere i loro amici? Alcuni probabilmente perderanno le autonomie faticosamente raggiunte nel corso di anni ed anni della loro vita, altri avranno un peggioramento delle loro condizioni psichiche, altri ancora aumenteranno i comportamenti autolesivi e violenti, altri le stereotipie ecc.

L’altro effetto che avrà questo decreto, di cui nessuno finora ha parlato, è l’impatto devastante che subiranno le famiglie quando dovranno assistere, completamente sole, il loro congiunto o il loro figlio 24 ore su 24. Non pensate che ad oggi la situazione sia facile, vivere con una persona che ha bisogno di assistenza ed attenzione continua e che non può essere lasciata sola neanche per 10 minuti cambia profondamente le dinamiche di una famiglia. Come sanno bene tutti quelli che assistono una persona disabile, spesso anche le azioni più semplici come fare la spesa o fare una passeggiata diventano enormemente problematiche. Non parliamo poi dell’impatto sulla vita di coppia o sulla vita sociale della famiglia.

Quando Biagio è a casa tutto si svolge in sua funzione, trascurando spesso anche gli altri nostri figli. Le nostre poche ore libere sono rappresentate da quelle che Biagio trascorre al centro, quando, fiduciosi che si trovi tra persone competenti, possiamo tirare un sospiro di sollievo e riposarci. Allora la domanda è: cosa succederà alla mia famiglia e a quelle di tutti gli altri ragazzi, se dovessimo prenderci cura di Biagio 24 ore su 24?

Non posso fare a meno di pensarci.

Tommaso Giugliano
54 anni, papà di Biagio

Leggi anche:

case famiglia un punto della sinistra (clikka)

L’inferno del disturbo alla quiete pubblica

gennaro consiglioIl 19 febbraio scorso nel trattare la delibera “adotta una strada” (clikka) ho avuto modo di proporre una mozione che, per tutelare il diritto alla salute dei cittadini, prevedeva una limitazione di orario degli esercizi commerciali come accade in tante altre città italiane. A fronte di tale mozione mi è giunta addirittura l’accusa di avere fatto una proposta di destra poliziesca perché la cd. movida non si deve disciplinare con limitazioni di orario, ma con non meglio precisate azioni politiche, vuote di ogni contenuto amministrativo e non in grado di dare una immediata risposta ai tanti cittadini che vivono nell’inferno.

Sono giorni che mi chiama tutte le sere verso le 22,30 Salvatore, un cittadino di Bagnoli che ha la sfortuna di vivere al primo piano con sotto addirittura uno studio di registrazione che gli impedisce di dormire sia il giorno che la notte.

Salvatore, pur avendo denunciato sia in procura che al comune l’ingiustizia e la tortura che sta subendo non ha avuto alcuna risposta.

Salvatore è anziano, non ha neppure una disponibilità economica per affrontare un giudizio civile volto a chiedere al Tribunale un provvedimento ex art. 700 c.p.c. con il quale si impedisca tale assurda tortura!

Salvatore è oltre un anno che vive in un vero e proprio inferno ed è costretto a prendere dei farmaci per dormire.

Vorrei che quelle capre che pascolano abusivamente nelle istituzioni, facendo mera speculazione politica senza pensare ai bisogni primari dei cittadini, vivessero qualche settimana a casa di Salvatore!

Giusto per questa è una intervista a Massimo Cacciari che dice tutto sommato le stesse cose

Ed a chi difende la barbarie della cd. movida scatenata consiglio la visione di questa intervista al Prof. Paolo Crepet

Scuole Belle ed innanzitutto Sicure

VentaglieriQualche giorno fa scrivevo del plesso scolastico, materna ed elementare, comunale di Vico sottomonte ai Ventaglieri (clikka) evidenziando la grave condizione nella quale i bambini vengono ospitati e della necessità di provvedere immediatamente a rimuovere la discarica che si è accumulata in una vanella del plesso.

Martedì mattina scorso (24.02.2015) abbiamo fatto un sopralluogo congiunto con il Presidente della Municipalità, gli assessori all’ambiente alla scuola della stessa municipalità, un delegato del Vicesindaco, funzionari della Napoli Servizi, dell’ASIA nonché il dirigente dell’UTC della Muncipalità ed il Dirigente Scolastico. L’obiettivo era verificare se da ambienti sottostanti la scuola, è possibile accedere alla vanella con mezzi meccanici per rimuovere l’ingente quantitativo di “munnezza”.

Le aree sottostanti la scuola, sono tutte in proprietà del Comune e sono state date in uso ad una associazione sportiva. Sennonché ho notato che proprio sotto i piedini dei bambini, nelle aree in questione, alle 10,30 circa, vi erano parcheggiate un notevole numero di autovetture (circa 30) e tutti abbiamo notato, nell’attesa che venisse il titolare della associazione, che ad un certo punto è sopraggiunto un signore, ha aperto il portone ha preso un’auto ed è uscito. Sopraggiunto, credo il titolare della palestra, si è proceduto al sopralluogo, ma quando si è giunti alle aree occupate delle auto quest’ultimo mi ha rimproverato perché stavo contando le auto e scattando qualche foto. In presenza di tutti i partecipanti istituzionali, sono anche stato minacciato di avere due schiaffi ed il sequestro del telefonino, senza capire il perché, visto che il signore continuava a dire che era tutto in ordine e che pagava anche un canone di affitto al comune. Dopo un po’ ho deciso di allontanarmi per far proseguire il sopralluogo, perché era diventato impossibile continuare, ma da quanto mi è stato riferito l’irritazione del signore è continuata fino alla sala del consiglio municipale.

Per capire il motivo di tanta agitazione ho acquisito la  delibera di giunta del 2009 (clikka) con la quale è stato concesso l’uso delle aree ed ho constato che l’uso è stato dato, solo ed esclusivamente per gli ospiti della palestra, con divieto di locazione e sublocazione. Atteso il grave comportamento tenuto dal concessionario ho ritenuto di esporre i fatti nel consiglio comunale del 25.02. scorso consegnando al Sindaco ed agli assessori alla scuola ed al patrimonio una lettera (clikka) con allegate fotografie chiedendo semplicemente di eseguire i controlli necessari.

Della questione, peraltro, se n’è occupato anche Il Roma di ieri con un articolo di Pierluigi Frattasi (clikka).

Credo sia utile segnalare che la questione non è nuova in quanto nel 2009 la scuola per un intervento dei Vigili del Fuoco, fu chiusa per circa 10 giorni perché si scoprì che vi erano un numero consistente di autovetture parcheggiate proprio nelle stesse aree e, quindi, era necessario verificarne le autorizzazioni.

Sono convinto che la battaglia per la legalità e la sicurezza debba essere il frutto di un impegno comune e chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di segnalare anche le cose che tal volta i cittadini lasciati soli a loro stessi non hanno la forza di denunciare. Spero sia tutto in ordine ma le domande sorgono spontanee: 1) è opportuna è sicura la scelta di affidare a terzi aree che sono ricomprese in un plesso scolastico? 2) c’è qualcuno che potrebbe guadagnarci con lo sfruttamento delle aree in questione? Spero che le risposte vengano dall’istituzione.

Sulla scuola non è possibile fare un passo indietro da tutti i punti di vista!

Ringrazio i numerosi consiglieri ed amici che mi hanno espresso solidarietà.

Il mio intervento al 46:13

Al Centro Direzionale le strade già sono adottate

cdnNel consiglio comunale di ieri (19.02.2015) abbiamo trattato di nuovo la ormai famosa delibera adotta una strada (clikka). Tra i tanti temi trasversali alla delibera in discussione ho voluto anche centrare l’attenzione sul grosso problema del Centro Direzionale, dove i cittadini residenti e non, sono oltre 30 anni, che hanno già di fatto adottato le aree pubbliche che dovevano essere prese in carico dal Comune e che, invece, sono sempre state gestite dalla GESECEDI una associazione di cittadini residenti, esercenti e professionisti che, oltre a provvedere essi stessi alla manutenzione e cura delle aree pubbliche, sono stati anche costretti a pagare tutte le imposte e tasse comunali. Paradossalmente, per come era scritta la delibera, la GESECEDI, sarebbe stata esclusa dalla possibilità di adottare, in quanto, l’adozione era riservata solo ai Comitati Civici e non alle associazioni. Ho per questo proposto quattro emendamenti all’art. 4 del regolamento (tutti passati all’unanimità dopo che ho spiegato bene qual era il problema) con i quali tra i soggetti legittimati all’adozione si è aggiunto al Comitato Civico anche l’associazione di residenti. Segnalo, infine, che sulla questione c’è un contenzioso spinosissimo sia in sede amministrativa che civile che potrebbe vedere il Comune soccombente per diversi milioni di euro, pertanto, urge verificare la percorribilità di una transazione.

Per comprendere la questione, che si trascina da circa un decennio ma che, secondo me, potrebbe essere facilmente risolta ecco il mio intervento specifico al 05:43:28

Adotta una strada e quiete pubblica al Consiglio Comunale

adottastrada Al Consiglio Comunale di ieri (12.03.2015) abbiamo discusso la delibera “adotta una strada” di cui ho parlato in un mio precedente post (Adotta una strada per la movida cittadina (clikka). Le questioni che ho sollevato sono state il frutto della riflessione che abbiamo fatto all’assemblea pubblica del 29 gennaio scorso e di cui ho parlato nel post sulla quiete pubblica disturbata (clikka).

Il problema serio che ho posto al centro della discussione è la mancanza assoluta di controllo e la scarsa efficacia ed efficienza del servizio qualità spazio urbano. Questioni che hanno spinto il consiglio a rinviare la delibera in commissione per un approfondimento.

Il mio intervento al 01:38:48

Il bilancio dell’ABC e l’acqua del professore

Lucarelli.Realfonzo

Il 19 dicembre in consiglio comunale, tra le tante delibere di assestamento abbiamo trattato anche la famosa Delibera di G.C. n. 850 del 27.11.2014 (clikka), assurta agli onori delle cronache perché vertente sull’ABC (Acqua Bene Comune) con la quale si proponeva di incamerare l’utile di 16 milioni di €. mediante una compensazione, fino a concorrenza, con i debiti del Comune verso l’Azienda. Molti consiglieri (compreso me) si sono confrontati in commissione con i dirigenti dell’ABC e, poi, con i lavoratori (che ho trovato peraltro molto preparati) e, quindi, in consiglio comunale siamo giunti anche con una idea comune, ma con singole proposte scritte in maniera diversa ma che dicevano tutte la stessa cosa. Io appena arrivato in consiglio ho offerto alla maggioranza ciò che avevo scritto facendo in modo che fosse integrato in un documento comune affinché non si creassero inutili bagarre di posizione. La politica è strana e, pertanto, siccome sono poco politico nel mio intervento (peraltro il primo sull’argomento) ho dichiarato che le quattro proposte erano assolutamente sovrapponibili, avendo tutti parlato con le stesse persone, e che per non fare una brutta figura istituzionale verso i cittadini ed i lavoratori dell’ABC avremmo dovuto fare uno sforzo comune rinunciando alle paternità. E’ stata, quindi, approvata all’unanimità dei presenti, un’unica mozione (clikka) che ha tenuto conto di tutte le necessità, ivi compresa quella di destinare, nel triennio, l’utile di 16 milioni di euro ad investimenti nella azienda speciale.

Altro capitolo che nel mio intervento ho voluto aprire è stato quello della poca accorta operazione posta in essere all’epoca dagli assessori alberto lucarelli (professore ordinario di diritto costituzionale)  e riccardo realfonso (professore ordinario di economia politica) poiché, la trasformazione stessa dell’ARIN S.p.a. in ABC, pare che abbia esposto (ed esponga), l’azienda ed i lavoratori ad un rischio assolutamente serio, peraltro, riportato anche nella relazione sui rischi allegata al bilancio ABC di cui alla citata Delibera G.C. n. 850 del 27.11.2014 (clikka) che, a pagina 115, fa espresso riferimento alla questione previdenziale dei dipendenti che, per effetto della trasformazione, si trovano oggi ad essere dipendenti pubblici, ma con contratto di dipendenti privati e con versamenti previdenziali nella gestione dipendenti privati dell’INPS e, quindi, con la necessità di ricongiungimento dei contributi (gestione ABC). In sostanza un ingarbuglio giuridico/previdenziale che potrebbe costare caro ed amaro ai lavoratori ed all’azienda!

Inoltre, per gli stessi dipendenti si apre un altro grosso problema relativo alla trasformazione del rapporto di lavoro da privato (ARIN S.p.a.), a pubblico (ABC), senza l’adempimento del Concorso pubblico. Tale questione è stata, infatti, più volte affrontata dalla Corte Costituzionale che, in una recente sentenza del 23.07.2013, n. 227 (clikka), in un caso assolutamente simile, ha detto chiaramente che non è possibile trasformare un rapporto di lavoro privato, sia pure in una partecipata pubblica, in rapporto di lavoro pubblico! Il tutto con richiami a precedenti risalenti al 2010 e 2009 che, ovviamente, sarebbero dovuti essere a conoscenza dei professori. Cosa questa che mi ha fatto saltare dalla sedia perché, in commissione (ho recuperato addirittura una foto), ebbi modo di manifestare tutte le mie perplessità sull’operazione chiedendo, espressamente, ai luminari lucarelli e realfonzo se, la trasformazione, da ARIN ad ABC, avesse messo a rischio i lavoratori o l’azienda per la sua onerosità ed ottenendo, per tutta risposta dai professori che l’azienda ed i lavoratori non avrebbero corso alcun rischio perché la trasformazione sarebbe stata a costo zero! Ovviamente, io da semplice consigliere/avvocato mi fidai dei luminari che spero abbiano ragione fino alla fine.

Qualche giorno fa ho letto su Repubblica Napoli una lettera di Lucarelli (clikka) che inizia: “Il Comune sull’Acqua il peggio del peggio” ebbene, spero che sull’acqua non siano stati i professori a fare il peggio del peggio visto che lo statuto performante a cui fa riferimento lucarelli nella sua lettera ha bisogno di essere riscritto (clikka) perché ingessa sotto alcuni aspetti la gestione!

Un altro capitolo meriterebbe l’ipocrisia sull’acqua perché nella battaglia tutti dichiarano di farsene carico, specialmente con i lavoratori e con i movimentisti ma quando poi si tratta di votare si scappa per non assumersi responsabilità. Credo, pertanto, sia opportuno offrire all’opinione pubblica e proprio ai lavoratori che hanno frequentato il Consiglio Comunale la scheda dei presenti (clikka) segnalando che il comportamento di uscire dall’aula, facendo registrare l’assenza, è più grave di quello di restare e votare contro anche perché questo renderebbe almeno chiaro di fronte ai lavoratori chi è veramente interessato e chi, invece, fa semplicemente una speculazione politica a loro spese.

Il mio intervento al 4:42:07

Per chi è arrivato fino in fondo all’articolo: Dopo oltre tre anni di esperienza e di confronti con i tecnici dell’Amministrazione, posso dire che approvare un assestamento il 19 dicembre è una cosa assolutamente assurda perché si fa un assestamento sul previsionale quando restano solo 10 giorni allo scadere dell’anno a cui si riferisce l’assestamento stesso! In sostanza un assestamento che vale 10 giorni. Ciò deriva dal fatto che anche il previsionale, che, per legge dovrebbe approvarsi entro il 31.12. e valere per l’anno successivo, invece, lo si approva, se va bene, entro il 30 giugno e, se va male, entro il 30 settembre, in ragioni di proroghe che il governo da’ perché è egli stesso in ritardo con i riversamenti agli enti locali. La diretta conseguenza è che il Piano Economico Gestionale poi lo si redige ad ottobre e, quindi, gli obiettivi, che sono anche la misura dei risultati dei dirigenti, vengono fissati a cose fatte e, quindi, ogni dirigente finisce per inserire nel PEG l’obiettivo che ha già raggiunto per non trovarsi in difetto. Mi chiedo cosa direbbe un segretario comunale di un Land tedesco o di un comune inglese.

La finanza speculativa della Giunta Iervolino sulle spalle dei napoletani fino al 2035

spreco-di-soldi-pubbliciIl problema dei derivati (clikka) (operazioni di finanza speculativa fatte nel 2004 dal Comune di Napoli) è assolutamente attuale e concreto e per me ha lo stesso significato del Disastro della discarica di Pianura (clikka). Sono entrambi gravissimi errori che ci vengono dalle passate amministrazioni i cui responsabili sono rimasti assolutamente impuniti, sia dal punto di vista politico, sia dal punto di vista penale, sia dal punto di vista civilistico, sia dal punto di vista del danno erariale! In sostanza possiamo dire che abbiamo ereditato morte, inquinamento e debiti! Un cocktail melefico di cui voglio, ad ogni costo, chiedere conto e ragione!

Ebbene sono convinto che i cittadini Napoletani hanno diritto ad un po’ di giustizia e di verità su questi gravissimi fatti. Inoltre, credo che sia un preciso dovere di ogni amministratore quello di comunicare agli argani competenti i fatti rilevanti sotto i profili delle responsabilità anche al solo fine di attivare tutte le procedure di recupero necessarie nell’interesse pubblico, che gli organi Giudiziari, a ciò deputati, devono perseguire. Non può, infatti, trovare spazio alcuna “omertà” politica.

Per capire ciò di cui sto parlando, consiglio la visione della trasmissione di Report del 14.10.2007 (clikka) che si occupò anche dell’ottimo assessore cardillo che, pare, abbia sottoscritto i contratti IRS swap, senza neppure accorgersi di una commissione a carico del comune, pagata alle banche di circa 21 milioni di euro! In sostanza a fronte di un prestito di 70 milioni di euro, pare che il conto sia arrivato a circa 204 milioni di euro, con il risultato che l’assessore Cardillo è stato anche premiato assegnandogli il posto di dirigente nella società partecipata dal comune STOA’.

Stamane in consiglio comunale, è stata l’occasione per discutere la questione, trattando la rinegoziazione dei mutui (clikka), tra cui appunto i derivati, in sostanza una opportunità che ci  consente di avere un respiro meno affannoso perché i tassi di interesse praticati dalla Cassa Depositi e Prestito sono più convenienti.

Proprio per fare luce sulla questione dei derivati ho proposto, ed è stato approvato con 31 voti su 48 (quindi la maggioranza e larga parte dell’opposizione), un ODG (clikka) con il quale, non solo si chiede di verificare i citati contratti di finanza derivata, ma anche di procedere alle informative ai competenti organi della Magistratura Contabile ove mai risultassero delle responsabilità e, da quanto emerge dalla trasmissione di Report dell’epoca, pare che è facile che si configurino delle fattispecie perseguibili sotto vari punti di vista.

Senza, peraltro, considerare che stanno aumentando le pronunce della magistratura civile con le quali sono stati dichiarati nulli i contratti di swap come quello che ha in pancia il Comune di Napoli (CDA Milano sentenza n. 3459/2013; CDA Bologna sentenza n. 734/2014).

La domanda sorge spontanea: perché non agire anche noi?

Ecco il mio intervento al :02:35:06

Populismo e Politica: La riforma del Regolamento del Consiglio Comunale

gennaro consiglioIeri scrivevo della proposta di riforma del regolamento del consiglio comunale (clikka) oggi (12.11.2014) in discussione. Stamane sono intervenuto due volte nel dibattito consiliare con lo scopo di far comprendere bene che una cosa è la politica alta a cui noi abbiamo l’obbligo di tendere altra cosa è il populismo.

Dobbiamo, infatti, capire che il tema vero è quello di pretendere che i nostri rappresentanti lavorino nell’interesse della città e che i cd. tagli lineari rischierebbero di tagliare anche la democrazia quando si mette mano allo strumento regolamentare senza cognizione di causa e solo per andare incontro alla moda di dire che si sono tagliati i costi.

In quest’ottica ho proposto anche una mozione (clikka), firmata da tutta la maggioranza e da buona parte dell’opposizione, con la quale si da’ una interpretazione autentica all’art. 37 dello Statuto del Comune al fine di impedire la eccessiva proliferazione gruppi consiliari, con l’aggravio di costi e spese.

Difatti, fino ad oggi l’interpretazione data alla citata norma è stata quella di beneficiare anche ai gruppi consiliari neocostituiti dei cd. diritti quesiti di modo che si potrebbe giungere al paradosso di avere 46 gruppi consiliari su 48 consiglieri.

Mi sono poi opposto ad una richiesta di rinvio in commissione, a cui ho molte volte partecipato, pur non essendone componente, al fine di non far mancare il mio contributo anche tecnico.

La discussione è stata aggiornata al 24 novembre p.v. per consentire il deposito di emendamenti

di seguito i miei interventi:

No al rinvio in commissione per perdere tempo al 49:58

 

Populismo e Politica al 02:13:16

 

Stadio San Paolo: la proroga al Calcio Napoli al giro di boa

sanpaoloOggi (22.10.2014) in consiglio comunale abbiamo trattato, tra le tante delibere all’Ordine del Giorno, anche la delibera n. 619.2014 relativa alla proroga della concessione dello Stadio San Paolo al Calcio Napoli (clikka). Ho avuto modo  di intervenire e dire chiaramente che si è consumato molto tempo in trattative, timori ed indecisioni, quando tutti gli elementi erano già chiari sin dal 2011, da quando, da Presidente della Commissione Sport, iniziai ad occuparmene esaminando la Convenzione del 2004 (clikka) che ho avuto modo di raffrontare con quella stipulata dal Comune di Milano per lo Stadio San Siro (clikka). Ovviamente dal confronto tra i due atti noi siamo assolutamente perdenti e Vi invito al curioso esercizio di comparazione.

La delibera, prevede la proroga della vecchia convenzione fino alla stagione sportiva 2014/2015, non l’ho votata in quanto giunta fuori tempo utile ed affetta da criticità che ho segnalato, ma ho proposto un Ordine del Giorno (clikka) che è stato sottoscritto da tutta la maggioranza e, quindi, approvato, con il quale abbiamo impegnato in ogni caso l’amministrazione a predisporre uno schema di convenzione con computo estimativo delle opere ordinarie e straordinarie, nel caso in cui il Calcio Napoli non dovesse predisporre il cd. piano di fattibilità di cui alla vigente legge 147/2013 e, quindi, non fare la proposta di gestione e manutenzione. Ovviamente ho precisato che nella struttura si svolgono anche altre attività tra cui l’atletica, la ginnastica, il pugilato e le arti marziali delle quale se ne dovrà tenere conto poiché impegnano circa 5000 cittadini al giorno.

Credo di aver contribuito a dare una mano alla città, sperando che presto si possa avere uno stadio di livello internazionale essendo questo il giro di boa che dovrebbe portarci al traguardo se solo si andasse tutti nella stessa direzione con mente ed animo liberi e sopratutto senza i timori di inimicarsi i tifosi che tutto sommato sono cittadini che pagano le tasse come noi ed anche il biglietto per andare allo stadio e, quindi, ben comprendono che lo stadio è un costo che deve essere accollato alla società che dallo stesso trae un evidente vantaggio economico.

il mio intervento al 01:23:37

Per un approfondimento sulle questioni che riguardano lo Stadio San Paolo (clikka)

L’esperienza De Magistris e la Società Civile

gennaro consiglioIeri (21.10.2014) in consiglio comunale sono intervenuto nel dichiarare la mia posizione politica rispetto ai gravi fatti accaduti nell’amministrazione. Ho sentito il dovere di richiamare la mia estrazione civica scevra da ogni condizionamento partitico ricordando che nel 2011 De Magistris ha vinto le elezioni perché i cittadini hanno, innanzitutto, voluto archiviare una esperienza politica esaurita e della quale erano stanchi. Tutti ricordano l’esperienza del ventennio Bassolino/Iervolino.

Mi sono dichiarato pronto a firmare le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale, purché le forze del centro sinistra indichino una strada da percorrere, dicano chiaramente qual è il progetto politico della città e quali saranno le donne e gli uomini chiamati ad attuarlo non essendo disposto alla “restaurazione”, per fedeltà al mandato politico ricevuto nel 2011.

Dico basta alla politica gridata, fatta solo per attirare l’attenzione mediatica volta solo a creare discredito alla classe politica stessa e degli show man che, poi, non hanno alcuna capacità né amministrativa né politica di fare squadra, col risultato di allontanare le menti migliori dai palazzi delle istituzioni e dai partiti.

L’esperienza De Magistris, infatti, mostra tutti i limiti della società civile nell’amministrazione della città. Se non c’è un progetto comune forte ed una condivisione non si va da nessuna parte e si finisce tutti per essere strumentalizzati.

La dimostrazione, e per questo faccio io stesso autocritica, anche se sono sempre stato in consiglio e mai nell’amministrazione, è che la società civile nella giunta De Magistris, non è riuscita a fare squadra pur avendo un numero sostanzioso di esponenti che forse avrebbero potuto maggiormente condizionare le scelte politiche se solo avessero avuto una maggiore sintonia tra loro e con i consiglieri che avevano – ed hanno – la stessa estrazione civica.

Nella Giunta Comunale di Napoli, infatti, all’inizio dell’esperienza c’erano gli assessori Narducci, Realfonzo, De Falco e Lucarelli, quattro assessori di peso e personalità nonché il  vicecapogabinetto Sergio Marotta, tutti provenienti dalla stessa parte della società civile (associazioni ed accademia), eppure non sono stati capaci di fare squadra né tra loro né con i consiglieri, tanto che sono stati espulsi uno alla volta. E’ da qui che occorre partire per capire come la società civile, che tanto va di moda, possa essere al servizio dei cittadini in politica.

Napoli in questo è un vero e proprio laboratorio politico del quale occorre fare tesoro altrimenti finiremmo per commettere sempre gli stessi errori.  La società civile presa in ordine sparso ed all’ultimo momento non serve perché prevalgono più i personalismi che il sentimento collettivo e lo spirito di squadra.

Il mio intervento al 03:13:32

Sullo stesso argomento:

si addensano le nubi su regione e comune (clikka)

comune di napoli e mozione di sfiducia (clikka)

il sindaco sospeso e la difesa delle istituzioni (clikka)

 

 

A ferragosto si firma l’accordo su Bagnoli

GennaroOggi (07.08.2014) in Consiglio Comunale sono intervenuto sulla prossima firma dell’accordo sull’area di Bagnoli che dovrà avvenire il 14.08 p.v. senza che il consiglio abbia avuto la possibilità di discutere. Ho richiamato il comunicato che mi è stato consegnato con le firme di: Assise Cittadina per Bagnoli, comitato “Una spiaggia per tutti”, Italia Nostra Campania, Verdi Ambiente e Società, Bancarotta Bagnoli, laboratorio politico ISKRA, Ex Funivia, movimento per il diritto all’abitare “Magnammoce ‘o pesone”, Assise di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, Sinistra anticapitalista, Monitor Napoli, Insu Tv, gruppo comunale, Movimento 5 Stelle Napoli, deputato M5S Roberto Fico.

 Per questo motivo ho proposto un Ordine del Giorno (clikka) con il quale sostanzialmente ho chiesto che si informassero prima i cittadini ed il consiglio comunale di ciò che il Sindaco andrà a firmare con il Presidente del Consiglio il prossimo 14.08. Al fine di far comprender alla città quali sono i gruppi politici che vogliono ed attuano la trasparenza e quali invece quelli che tale trasparenza la predicano ma non la praticano ecco chi ha firmato e chi no:

FIRMATARI: Gennaro Esposito (RD), Carlo Iannello (RD), Vittorio Vasqez (SIM), Marco Russo (SIM), Antonio Borriello (PD), Ciro Fiola (PD), Simona Marino (Città Ideale), Ciro Borriello (SEL), Giovanni Lettieri (NCD), Carmine Attanasio (Verdi), Ginetta Caiazzo (Verdi), Antonio Crocetta (PSI – FED)

I NON FIRMATARI:  IDV (Luongo, Troncone, Lorenzi, Beatrice, Formisano, Frezza), Centro DemocrAtico (Varriale e Pace), NET (Sgambati).

Nel mio intervento ho richiamato gli atti della Regione Campania di cui al mio precedente post (clikka)

Il mio intervento al 02:03:22

Di seguito la lettera di Gerardo Mazziotti da Il Roma di oggi (07.08.2014)

L’OPINIONE La repubblica napoletana

DI GERARDO MAZZIOTTI

Anche se non proclamata ufficialmente come accadde nel 1799 la città di Napoli è, di fatto, una piccola repubblica. Verrebbe da dire delle banane visto il modo come viene amministrata da decenni. Invece è una repubblica dei soprusi, delle prevaricazioni, delle prepotenze. In uno, della illegalità. Le leggi dello Stato italiano e gli accordi stipulati col suo governo non vi hanno alcun valore. A dispetto del fatto che il suo Capo, ex magistrato rigoroso, ha promesso ai napoletani “discontinuità col passato e legalità “. Non si spiega altrimenti il diverso destino della legge numero 582, recante “Disposizioni urgenti per il risanamento dei siti industriali delle aree di Bagnoli e di Sesto San Giovanni “, approvata dal Parlamento il 18 novembre 1996. Anche a seguito delle sollecitazioni dell ‘Unicef per il ripristino della balneazione dei bambini a Coroglio. A Milano, facente parte dello Stato italiano, le disposizioni per Sesto San Giovanni sono state sollecitamente attuate. Nella repubblica napoletana invece il comma 14 dell’articolo 1, che “prescrive il sollecito ripristino della morfologia naturale della costa di Bagnoli (…) con rimozione di tutto quanto l’ha alterata “, ha dato luogo a uno scontro, che dura da diciotto anni, tra un blocco sociale (costruttori, industriali, professionisti, docenti universitari, amministratori, giornalisti, politici e faccendieri) che non intendono rispettare la legge 582/96 e il fronte degli ambientalisti (assise cittadina di Palazzo Marigliano, La repubblica napoletana Comitato giuridico di difesa ecologica, Italia Nostra, Fondazione lannello, Associazione “Salviamo Bagnoli “, Fondazione Internazionale Medici dell’Ambiente, AssiseBagnoli e altre) che sono determinati nel difendere il diritto dei napoletani a ripristinare la balneazione delle spiagge e del mare di Coroglio. Il nodo della questione è la cosiddetta “colmata a mare”. Una montagna di veleni (tra i quali gli idrocarburi policiclici aromatici altamente cancerogeni) che, negli anni ’60, ha trasformato la spiaggia di Coroglio in una discarica dei rifiuti industriali. Una colmata pericolosissima, che i ministri dell ‘Ambiente Edo Ronchi, Altero Mattioli e Alfonso Pecoraro Scanio hanno definito “una bomba ecologica da rimuovere sollecitamente per salvaguardare la salute pubblica e per ridare ai napoletani la loro spiaggia e il loro mare “. E la rimozione della colmata è prevista dall ‘Accordo di Programma del luglio 2003, firmato col ministro dell’Ambiente del governo Berlusconi, ed è confermata nel! ‘Accordo di Programma Quadro, firmato nel dicembre 2007 con sette ministri del governo Prodi. Non solo. ma la sua rimozione è prevista dal Pue di Bagnoli (piano urbanistico esecutivo) del novembre 2003, approvato dal consiglio comu nale in vista della Coppa America che il giorno 26 lo svizzero Alinghi avrebbe dovuto assegnare a Napoli (sul fallimento di quella operazione e sulle ingenti risorse economiche investite questa città generosa ha steso un velo pietoso…). La sua rimozione è confermata dal vigente Pua (piano urbanistico attuativo) dell ‘aprile 2005. E siccome hanno forza di legge non posso no essere violati. Nemmeno a Napoli. E opportuno precisare che questi AdP sono stati firmati dagli amministratori del Comune, della Provincia e della Regione e anche dalla BagnoliFutura, quando nel suo CdA ñ ‘era ‘ingegner Ambrogio Prezioso in rappresentanza dell ‘Acen. Perciò la sua proposta dell ‘altro ieri di non rimuovere la colmata lascia stupefatti. Siamo riusciti a impedire ali ‘assessore Rocco Papa di realizzare il porto canale. E a impedire al super assessore Nicola Oddati di utilizzare la colmata come location del Forum delle Culture. E al vice sindaco Tino Santagelo di trasformarla “nella passeggiata a mare più bella mondo “. E al sindaco Luigi de Magistris di farne la sede delle regate veliche della Vuitton Cup. Riusciremo a impedire che la colmata diventi un suolo edificatorio di utilizzare la colmata a mare di Bagnoli
come suolo edificatorio per alberghi, ristoranti e abitazioni con discesa a mare, serviti da un porto turistico.

Sicurezza e Controllo Cittadino

gennaro consiglioStamane (29.07.2014) in consiglio comunale ho voluto sottolineare la necessità di discutere della sicurezza e del controllo della città. Sono partito dalla strana soluzione adottata per i clochard in Piazza Carlo III, usando dei dissuasori sulle panchine per impedire che vi si stendano, per poi citare la incredibile ed inaccettabile condizione di Piazza Bellini abbandonata al degrado nella serate della “movida”. Ovviamente i primi ad essere chiamati a questo compito sono i Vigili Urbani, pertanto, non ho potuto non citare ciò che è apparso sulle pagine dei giornali cittadini in questi ultimi tre giorni. Incollo, in calce, l’articolo apparso su Repubblica Napoli di oggi che tiene conto degli accertamenti in corso e dei primi risultati di questi accertamenti. Stasera su Rai 3 alle 21,05 nella Trasmissione “Millenium” c’è una mia intervista sul caso dei Vigili Urbani.

Il mio intervento al 01.:13:39

Da Repubblica Napoli del 29.07.2014

Da Malati a sani: Stanati i primi imboscati

Dopo il dossier del responsabile della polizia municipale scattano le visite mediche per i “non idonei” Su 44, sei risultano abili al servizio in strada, dubbi sulle patologie per altri 18, che saranno rivisti.

ALESSIO GEMMA

ERANOstati tolti dalla strada perché malati. Ma per i medici che li hanno visitati nelle ultime ore hanno tutti i requisiti per dirigere il traffico.

Sono i primi sei agenti “guariti”. O meglio, dichiarati improvvisamente abili al servizio. Accade dopo il dossier del responsabile della polizia municipale, Francesco Maida, dove si denunciano al sindaco «privilegi e benefici» goduti dai caschi bianchi. Nel dossier si preannunciavano le visite mediche, scattate per accertare chi, tra i quasi 700 vigili “non idonei”, può continuare ad indossare la divisa.

In mattinata sono arrivati dal Policlinico i risultati dei primi 44 accertamenti (su 100). E i numeri danno ragione, in percentuale, alle perplessità avanzate nel dossier. Perché per la prima volta l’amministrazione aveva chiesto alla commissione medica un verdetto definitivo: i vigili visitati dovranno essere dichiarati abili a svolgere le mansioni in strada oppure verranno trasferiti in altri uffici del Comune. Basta con le tante “limitazioni di salute” che permettevano agli agenti di non uscire in strada ma di conservare in busta paga le indennità tipiche della professione.

Dunque, dei 44 sottoposti ai test, sono 16 quelli che appenderanno la divisa al chiodo: effettivamente “non compatibili”. Ciò vuol dire che dovranno rinunciare fino a 520 euro al mese tra “vigilanza, produttività, turnazione e reperibilità”. Non solo. Per altri 18 malati che sulla carta possono restare in piedi solo per 3 ore consecutive e non per un turno totale di 6 ore, i dottori vogliono vederci chiaro: torneranno in ospedale tra sei mesi. Il che fa presumere che altri agenti potrebbero essere recuperati alla viabilità. Altri 4 sono stati riconosciuti “non idonei” ma “temporaneamente”, mentre tra i 6 che avevano un certificato medico diventato da ieri carta straccia c’era un vigile assunto da soli 4 anni.

Entro il 4 agosto il Policlinico dovrebbe inviare il responso sugli altri 56 agenti.

Per poi completare le 700 visite nei prossimi mesi. Al comando già si elaborano le prime proiezioni. Se le percentuali dovessero essere confermate allora tornerebbero abili e operativi almeno un centinaio di caschi bianchi e soprattutto oltre 200 dovrebbero cambiare di ruolo per far posto in polizia municipale agli idonei dell’ultimo concorso e a nuove assunzioni. Intanto il triumvirato al comando finito nel mirino dei sindacati che hanno annunciato un contro-dossier sull’organizzazione del Corpo da inviare in Procura, risponde con i dati delle attività svolte da gennaio a giugno 2014.

Ecco il report firmato il 23 luglio dal dirigente dell’area operativa Ciro Esposito: rispetto al 2013 si registra un aumento del 5 per cento dei controlli effettuati per violazioni al codice della strada, al commercio, all’edilizia e all’ambiente. Senza contare le 21200 notifiche di verbali e atti di polizia giudiziaria, gli 8574 accertamenti di carte d’identità, i 1833 controlli ai cantieri e i sequestri di merci per 53853 giocattoli e 51257 accessori per telefonini. Esposito sottolinea al sindaco «la maggiore efficienza raggiunta nonostante in tale periodo si sia registrato un depauperamento dell’organico».

E intanto non si placano le polemiche. «I sindacati – attacca Carmine Sgambati, consigliere delegato alla polizia municipale – devono capire che bisogna tenere lontana la polizia municipale da una politica clientelare. Spostamenti e trasferimenti di agenti e sindacalisti non sono materia di contrattazione ma spettano al sindaco». Per il consigliere Gennaro Esposito invece «sarebbe facile fare populismo dicendo che i sindacati così come i partiti sono da abolire. Occorre, invece, far capire ai cittadini che questi organismi sono la cinghia di trasmissione tra cittadini-lavoratori ed istituzioni dei quali non possiamo fare a meno». Il caso dei vigili urbani di Napoli sbarca in prima serata stasera su Rai3 alla trasmissione “Millenium”.

Il nuovo regolamento degli Artisti di strada proposto dalla giunta

artistiOggi ho appreso della proposta al Consiglio Comunale di approvazione del regolamento degli artisti di strada (clikka) che Vi invito a leggere per darci qualche consiglio o suggerimento, altrimenti poi non lamentatevi di ciò che uscirà!

Napoli, si spera, aspira e si avvia ad essere una città turistica a tutto tondo e sono convinto che l’arte di strada sia una componente importante per una grande città.

E’ chiaro che l’arte è libera ma deve conciliarsi anche con il vivere civile dei cittadini e con la fruizione dei luoghi e dei monumenti ed un regolamento deve fare in modo che gli artisti, i cittadini ed i turisti siano tutelati da una disciplina che contemperi tutti gli interessi in gioco.

Ovviamente mi sono andato a vedere gli altri regolamenti delle altre grandi città, come Roma (clikka) e Milano (clikka) ed altrettanto ovviamente già a vederli noterete un diverso stile di redazione ed una diversa attenzione a quelli che sono i luoghi dell’arte.

Sia a Roma che a Milano si indicano le strade e le piazze nelle quali gli artisti si possano esibire tenuto conto del particolare valore dei luoghi e della affluenza.

A Milano addirittura c’è una registrazione on line e la possibilità per i cittadini di essere informati delle iniziative artistiche che si tengono nella propria città.

Firenze (clikka) per garantire a tutti di poter esibirsi è addirittura prevista una rotazione ed una registrazione. Che dire nelle altre grandi città è indubbio che gli uffici lavorano meglio e che noi dobbiamo aspirare a raggiungere quei livelli se vogliamo che i cittadini abbiano servizi di livello. Tutto sommato siamo tutti cittadini con pari diritti e pari doveri da Milano a Canicattì!

AGGIORNAMENTO:

Il 2 luglio è stato approvato il regolamento ecco il mio intervento al 2:54:44

Stadio e Vigili Urbani nel disinteresse delle Commissioni Consiliari

consiglio comunaleOggi (15.05.2014) sono, inoltre, intervenuto in Consiglio Comunale su un tema fondamentale per la democrazia che è quello della centralità dell’organo consiliare e del lavoro delle Commissioni permanenti, che nonostante la loro “natura permanente”, non si occupano di temi fondamentali della città come quello dello Stadio (con convenzione ormai scaduta e rischio di danno erariale) e quello dei Vigili Urbani. Ho, infatti, ricordato che nel programma elettorale, di cui ho letto un passo importante, il consiglio comunale lo si affermava come organo centrale dell’amministrazione contrastando, quindi, il concetto del cd. uomo solo al comando.

Il mio intervento al 02:22

Al Consiglio Comunale di Napoli si discute della riforma Renzi sui Segretari Comunali e Dirigenti Pubblici

gennaro consiglioOggi (15.05.2014) ho portato in Consiglio l’ODG sulla riforma renzi (clikka) che abolisce la figura del Segretario Comunale e precarizza i dirigenti pubblici  che è stato rinviato poiché non era compreso nel tema in discussione su parere del vicesegretario generale. Abbiamo, però, preso l’impegno di portarlo al prossimo consiglio comunale. Spero che lo mantengano. Ovviamente ho avuto una certa opposizione dei consiglieri del PD.

Questo il mio intervento sul tema al 51:59

vedi anche: la politica che uccide l’amministrazione (clikka)

Approvato il regolamento sulle nomine del Comune di Napoli

gennaro consiglioOggi (15.05.2014) il consiglio comunale – dopo un lunghissimo e ostacolato percorso – ha approvato la nostra proposta di regolamento per le nomine e designazioni negli organismi partecipati del comune. Si tratta di un grande risultato per la città e per la sua democrazia, non soltanto per il contenuto del regolamento, ma anche per il fatto che si tratta di una delle rare volte in cui viene adottato un provvedimento di grande rilevanza politico-amministrativa che scaturisce dalla volontà e dallo studio dei consiglieri comunali. Ciò restituisce, almeno in parte, dignità ed efficacia all’organismo consiliare, negli ultimi tempi particolarmente appannata.
Da oggi l’Amministrazione Comunale – il Sindaco in primis – non potrà più effettuare nomine nelle società, nelle fondazioni negli enti in maniera indiscriminata, com’è avvenuto finora, ma dovrà – responsabilmente e in maniera trasparente – motivare le proprie scelta sulla base di un raffronto tra curriculum che qualsiasi cittadino potrà inviare dopo la pubblicazione di un avviso pubblico.
Si tratta di una grande innovazione, culturale prima ancora che politica, che va nella direzione del funzionamento delle grandi città europee, quale Napoli è e si candida a diventare sempre di più in vista dell’istituzione della Città Metropolitana.
Come gruppo di Ricostruzione Democratica non possiamo che esprimere grande soddisfazione, avendo dimostrato ancora una volta che anche dall’opposizione la forza delle idee può diventare forza governante nell’interesse della collettività.

Per i particolari dell’atto vedi: la travagliata vicenda (clikka)

Il mio intervento all’1:07:02

 

Il Sindaco Opaco ed il regolamento sulla trasparenza delle nomine

consiglioOggi (23.01.2014) in Consiglio Comunale è stata trattata la nostra proposta di regolamento sulle nomine, in enti società ed istituzioni (clikka), nonostante i pareri favorevoli (clikka) del Segretario Generale e del Ufficio Tecnico e gli emendamenti (clikka) da noi redatti sulla base degli stessi pareri, il Consiglio Comunale ha rinviato l’approvazione ad altra seduta nonostante la commissione consiliare competente si fosse già pronunciata. Dai nostri interventi si capisce lo spirito che ci ha mosso  e lo spirito che ha mosso anche l’aula (purtroppo) ed il sindaco che, anziché appropriarsi o sposare la causa della trasparenza, oggetto del suo programma elettorale (chi non ricorda la casa di vetro e le porte e le finestre aperte), ha preferito rinviare un altro po’ … forse per la sciarsi le mani libere e fare qualche altra nomina come già accaduto … che dire della democrazia partecipata e della condivisione del potere … parole al vento. Purtroppo alla richiesta di trasparenza ha risposto un sindaco opaco …

E’ interessante sentire i nostri interventi

al 3:11:00 il mio intervento introduttivo, ed al 03.54.13 la mia opposizione al rinvio

sulle nomine:

la nomina i Napoli Holding (clikka)

la malapolitica delle nomine attecchisce in municipalità (clikka)

le nomine un cancro della politica clikka

ai nominati della politica diciamo no clikka

trasparenza quanto guadagnano i nominati clikka

Sicurezza stradale: Piazza Garibaldi – Corso Umberto

corso umbertoIn seguito a segnalazioni di incidenti anche gravi su Corso Umberto ho proposto una interrogazione all’amministrazione (clikka) per la quale ho ricevuto gli atti posti in essere, tra cui una relazione dei servizi, cui è seguita anche la partecipazione della II Municipalità, che ha approvato un proprio ordine del giorno sulla problematica. E’ interessante leggere gli atti che mi sono pervenuti tra cui una relazione della Polizia Municipale su alcune altre strade a rischio incidenti (clikka).

L’interrogazione al 05:00

Lo ZOO di Napoli una priorità di cui discutere

zooSull’argomento son intervenuto più volte, lo ZOO rappresenta una parte importante della città ed ho raccontato della mia partecipazione ad una assemblea nel palazzo di Via Verdi apriamo lo zoo ma senza tante domande clikka. Oggi (29.07.2013) sono intervenuto al consiglio comunale affinché l’Assemblea cittadina non dimentichi e faccia in modo che i cittadini partecipino al processo di cambiamento dell’area occidentale. Sulla questione noi di Ricostruzione Democratica oggi stesso abbiamo anche formalizzato una richiesta di informazione: R.D. – Nota Ente Mostra d’Oltremare clikka

Il mio intervento al 00:38:50

Effetti collaterali della ZTL

sorianoOggi (10.07.2013) sono intervenuto nel consiglio comunale sulla questione della vivibilità di Vico San Domenico Soriano e delle zone a ridosso delle corsie preferenziali, mi ha sorpreso la solerzia con la quale un notiziario web ha ripreso la notizia. Non ho potuto fare a meno di fare i complimenti al giornalista di campaniasuweb clikka.  Sulla posizione dell’IDV, che ha impedito la votazione di un provvedimento da noi proposto mi sono espresso con un altro post L’IDV non c’è più ed i cittadini ne pagano le conseguenze clikka.

Il mio intervento all’1:06:36

 

All’1:43:53  l’intervento del Consigliere Giovanni Formisano dell’IDV, Presidente della commissione mobilità che in sostanza ha negato l’esistenza di problemi relativi alle multe irrogate (sempre peggio).

 

Perché la gestione del patrimonio comunale deve essere pubblica

maschioangioinoHo già parlato della questione riportando anche la delibera di proposta al consiglio in un separato post (cosa fare del patrimonio del Comune di Napoli clikka). Oggi (01.07.2013) abbiamo deciso di affidare alla Napoli Servizi S.p.a. la gestione del patrimonio pubblico. La delibera è stata adottata a maggioranza con il contributo di tutte le forze di sinistra. In Consiglio Comunale sia io che Carlo Iannello, coerentemente con quello che avevamo annunciato abbiamo votato a favore della delibera proponendo anche emendamento (clikka) che è stato approvato con la stessa maggioranza e con il quale abbiamo dichiarato la Napoli Servizi S.p.a di interesse generale. Devo dire che ho trovato soddisfacente avere la possibilità di contribuire a questa decisione. Ora tocca agli amministratori di Napoli Servizi ed ancora prima ai lavoratori della società che spero capiscano l’importanza del loro impegno e sappiano con onore servire la Città.

Ecco i nostri interventi:

Il mio intervento al 2:16:12 e quello di Carlo Iannello all’1:28:50

Case Famiglia siamo tutti nella stessa barca

maniAnche oggi (26.06.2013) al Consiglio Comunale, sono intervenuto, insieme ad altri consiglieri, per manifestare la nostra solidarietà agli operatori sociali che notte e giorno sono accampati in Piazza Municipio per manifestare il loro malessere. Spero che la comunità cittadina alla quale tutti noi apparteniamo si faccia carico di questa gravissima condizione. Siamo tutti nella stessa barca e nessuno si può esimere dal remare!

Il mio intervento al 43:15

vedi anche Case Famiglia ed imparzialità della P.A. clikka

Ai nominati dalla politica diciamo NO!

volpedo il quarto statoOggi in consiglio comunale si è discusso di una questione che è particolarmente a cuore dell’intero gruppo di Ricostruzione Democratica si è trattato della elezione dei componenti della Commissione Edilizia. Sono intervenuto per ribadire con forza che noi avevamo l’obbligo di mutare le regole tanto che ho richiamato la proposta di regolamento delle nomine (clikka) che noi abbiamo presentato e che ha anche ricevuto il parere del segretario generale (clikka). La cosa che ho voluto precisare è che noi non ci siamo mossi di una virgola da quello che era lo spirito del programma elettorale della partecipazione e della condivisione nelle decisioni, mentre il Sindaco ha continuato a seguire le vecchie regole nominando persone di suo esclusivo gradimento negli enti e nelle partecipate cosa che, ovviamente, contrasta con quanto promesso in campagna elettorale. La cosa che mi fa veramente male è che noi in queste cose ci abbiamo creduto ed oggi sono costretto a stare all’opposizione per la mancata attuazione di quelle idee che ci hanno spinto ad impegnarci per il bene della città. So già che si scatenerà, ancora una volta, la polemica sul fatto che noi non avremmo rispettato la volontà degli elettori che ci hanno eletto in una lista e con il sindaco e noi avremmo tradito, ma io mi chiedo e vi chiedo è possibile che non si capisca che noi ci stiamo battendo per le stesse idee per le quali ci siamo candidati. Noi siamo convinti che la nostra fedeltà va riconosciuta al progetto non alla persona ed io, sia pure con i miei 600 voti, terrò fede alle idee ed al progetto politico per il quale mi sono candidato e sono stato eletto! Lo so che è strano per molti che si sento animati da uno spirito di parte ma la nostra è una battaglia culturale e di idee e non faremo un passo indietro! Sarà una testimonianza ma la politica che ci ha annichilito è quella dei leader e dei fedelissimi  ai leader, una sfaccettatura del berlusconismo, dove si dice o sei con me, qualunque cosa accada, o sei contro di me! In un momento in cui si dice che non ci sono più ideologie, noi, in ostinata direzione contraria, diciamo che siamo per la battaglia delle idee, costi quel che costi!

P.S. Non capisco come qualche consigliere che mi ha replicato si sia potuto sentire offeso dal fatto che abbia invocato più volte l’imparzialità e la trasparenza.

Il mio intervento al 1:19:06

Alla fine sono state “nominate” tutte persone sponsorizzate dai consiglieri, addirittura un  ex assessore e nessuno proposto da organismi esterni quali università e consigli dell’ordine:

1) Carla Quatrano proposta dal consigliere antonio luongo idv;

2) Roberto Landolfi proposto dal consigliere marco mansueto pdl;

3) Mario De Matteis proposto dal consigliere david lebro udc;

4) raffaele tecce proposto dal consigliere alessandro fucito fed;

5) Rosanna Mercuri proposta dal consigliere andrea santoro fli.

Il nostro no alla Giunta De Magistris

giuntaUna foto sbiadita. Oggi (15.05.2013) il nostro voto al consuntivo 2012 è stato sofferto ho ancora il segno di ciò che abbiamo provato nella difficile decisione che abbiamo adottato. Noi di Ricostruzione Democratica abbiamo bocciato il consuntivo 2012, un bilancio tutto di questa gestione. Mi dicono che scrivo troppo, pertanto, i motivi li potrete sentire e vedere dal video che posto relativo ai nostri interventi in Consiglio Comunale. Trenta i voti favorevoli per il bilancio e sono venuti da, IDV, FED e tre new entri, SEL, UDC e CD (centro democratico quello di Nello Formisano). Il PD, invece, è stato più morbido (della serie entro o non entro in giunta) e si è astenuto. Il significato di quello che è accaduto potrebbe essere l’imminente rimpasto di giunta che si allarga ad altre forze speriamo non sia una sorta di restaurazione. La reazione del Sindaco nei nostri confronti la leggo dall’ANSA che riporto: DE MAGISTRIS: GRUPPO RD NON ALL’ALTEZZA CON IL LORO VOTO HANNO ROTTO IL PATTO ELETTORALE CON IL SINDACO (ANSA) NAPOLI, 15 MAG – “Il gruppo di Ricostruzione democratica ha dimostrato di non essere all’altezza di una sfida così importante“. Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in relazione al voto contrario espresso dal gruppo consiliare nella votazione del rendiconto 2012. Il sindaco, sottolineando “la tenuta significativa della maggioranza e il contributo venuto anche da parte di altri settori”, ha definito “brutto” il voto dei consiglieri Iannello, Molisso ed Esposito. “Con il voto contrario – ha detto de Magistris – hanno rotto il patto elettorale con il sindaco perché – ha spiegato – sono stati eletti solo grazie al premio di maggioranza del sindaco“. Mi dispiace leggere queste parole e di nuovo la storia che siamo stati eletti grazie al sindaco come fosse un premio. In realtà credo che abbiamo ampiamente dimostrato di lavorare sodo e di sentire tutto il peso e la responsabilità verso i cittadini che hanno dato fiducia ad un sindaco “rivoluzionario” che doveva rompere con le vecchie logiche ed invece …. se avete voglia di capire guardatevi gli interventi da dove si comprendono bene i motivi del nostro voto contrario. Ho ancora l’amaro in bocca …

L’intervento di Simona Molisso, sui debiti fuori bilancio, all’1:23:48 e la dichiarazione di voto di RD sempre sui debiti fuori bilancio al 2:02:40 a seguire il mio intervento al 3:40:03 sul bilancio consuntivo

La continuazione del mio intervento e poi quello di Carlo Iannello al 6:38

lemiedimissioni_Pagina_1

Impianti sportivi municipali

comuneIeri è stata proposta al consiglio comunale una modifica al regolamento delle municipalità con la quale si vuole attribuire la facoltà alle stesse di poter dare in concessione gli impianti sportivi  di loro competenza non più per 1 anno ma per 10 anni attraverso una gestione cd. indiretta. La mia preoccupazione è stata quella di evitare che si possano creare come, peraltro accaduto per alcuni impianti di rilevanza comunale, delle posizioni di privilegio e pertanto ho manifestato la necessità che si approvasse prima il regolamento d’uso degli impianti sportivi la cui necessità è richiamata dalla stessa delibera di giunta 757/2012. In seguito al mio intervento la delibera è ritornata in commissione affinché si capisca meglio come fare in modo di assicurare la destinazione pubblica di queste strutture.

Piccola nota: Noi di Ricostruzione Democratica abbiamo da dicembre 2012, dopo una lunga istruttoria, fatto una proposta di regolamento di uso degli impianti sportivi (clikka)

Le mie perplessità diciamo nascono da cose che ho toccato con mano e la superficialità non paga mai: il patrimonio comunale una questione di giustizia sociale (clikka)le sorprese dello stadio San Paolo (clikka)

  Il mio intervento al 3:40:17

Si ha paura di discutere di Bagnoli !

italsiderDi seguito il mio intervento al Consiglio Comunale di oggi (18.04.2013) che si è concluso con un nulla di fatto, eppure i temi erano tanti ma evidentemente i “vecchi partiti” hanno avuto paura di entrare del merito e di pronunciarsi. Noi di Ricostruzione Democratica abbiamo votato contro il rinvio della discussione anche perché dalla lettura del Decreto di Sequestro (clikka),  emesso di recente dalla magistratura penale, emerge la necessità che siano adottati dei provvedimenti amministrativi e di controllo sulla società Bagnolifutura la cui gestione appare essere stata poco accorta quanto meno con riferimento ai controlli. Difatti, tra le ipotesi accusatorie c’è la falsità delle certificazioni di bonifica, oltre che il disastro ambientale causato dall’illecito interramento di 400 tonnellate di morchie oleose (sostanze altamente inquinati) nel parco dello sport e che secondo il Tribunale erano stati classificati come terreno da riporto. In proposito è “brillante” la soluzione che il vicesindaco dell’epoca, conscio dell’inquinamento, adottò e che è riportata nel decreto di sequestro dove si legge “A sua volta Santangelo con la nota 147 del 13 aprile 2010 invitò la Bagnolifutura ad adeguare le opere in corso nel parco dello Sport a quanto suggerito proprio dal Pulii con apposita nota prot. 360 emessa pari data con cui fu proposto di “realizzare delle barriere non valicabili delle aree verdi in modo da evitare del tutto il contatto dermico con il suolo che, dall’analisi di rischio a suo tempo effettuata, è l’unico veicolo di possibile migrazione dei residui degli Inquinanti una volta (??!) presenti nell’area“. E’ singolare poi l’esperienza raccontata da due cremonesi subappaltatori della De Vizia (società deputata alla bonifica) i quali verificarono che le analisi fatte fare da Bagnolifutura non corrispondevano a quelle che per scrupolo si facevano fare loro dai loro laboratori e che più si andava avanti con le bonifiche e più aumentava la percentuale degli inquinanti nei terreni ! Ancora c’è un’ulteriore cosa di cui si sarebbe potuto discutere la possibile provenienza di inquinamento da parte della CEMENTIR S.p.a. e della quale il consiglio non ha voluto discutere. Manco a dirlo noi per la CEMENTIR abbiamo depositato un Ordine del Giorno (clikka). Che avvilimento mi chiedo a cosa servano le assemblee elettive se poi ci si rifiuta di discutere! Con l’amaro in bocca mi chiedo se servirà a qualcosa quello che stiamo facendo? Per fortuna in aula ci sono Simona Molisso e Carlo Iannello con i quali ad un certo punto ho abbandonato l’aula in segno di protesta!

Bagnoli non aspetta!! Martedì 23.04.2013, alle h. 17,00, in Via Verdi, 35, nel palazzo del Consiglio Comunale, al IV piano, sala multimediale, assemblea pubblica per discutere di quello che i partito non hanno voluto discutere in Consiglio Comunale il 18 aprile scorso. Occorre essere uniti!  Sulla questione di Bagnoli iniziano i consigli degli amici che ci dicono a noi tre dei Ricostruzione Democratica che Bagnoli è una cosa grossa, state attenti non isolatevi in Consiglio, il fatto che non è mai andato nessuno in galera da venti anni a questa parte è indice che la cosa è grossa, molto grossa! Cosa fare stare a sentire gli amici, per evitare che poi arrivino i nemici, oppure insistere. A volte guardando la gente per strada che pensa, giustamente, ai propri problemi personali (pure grossi) o peggio guardando quelli che vanno contro per cultura quasi per una sorta di “dispetto civico” dico “chi me lo fa fare? c’è gente che non merita il nostro impegno!” … la risposta a questa domanda dipende solo da noi … solo quando saremo in grado di darci una risposta collettiva a questa domanda allora saremo in grado di andare avanti. A domani …

 

la posizione di Ricostruzione Democratica su Bagnolifutura

il mio intervento al 2:45:38

Aiutiamo lo Sport a Scampia

maddaloniOggi (08.03.2013) sono intervenuto nel Consiglio Comunale anche per esprimere la mia solidarietà a Gianni Maddaloni che in questi giorni e settimane sta vivendo una condizione assolutamente frustrante come è apparso su tutta la stampa cittadina. Di Gianni Maddaloni avevo già manifestato la mia vicinanza all’opera meritoria che svolge sul territorio di scampia (clikka). Ho colto l’occasione anche per fare una riflessione su come si danno i contributi pubblici.

Il mio intervento al 1:14:48

Il Consiglio dell’8 marzo 2013 sull’ACN Coppa America

americas_cup_napoli_regate_gettyIl tema è stato quello delle partecipate. Oggi (8.03.2013) abbiamo trattato la stabilizzazione dell’ACN di cui al mio precedente post (clikka). Io sono intervenuto, ed insieme ad i miei compagni di Ricostruzione Democratica abbiamo votato contro. In particolare al centro del mio intervento ho posto la deliberazione della Corte dei Conti del 31.01.2013 (clikka) sullo stato delle casse comunali e sulle raccomandazioni di razionalizzazione delle partecipate che secondo noi impediscono qualsivoglia costituzione di altre partecipate per il Comune. La delibera è passata con 27 voti a favore e soli tre voti contro, il mio quello di Carlo Iannello (Simona Molisso si è dovuta allontanare per allattare il bambino) e quello di Pietro Rinaldi (FED) l’opposizione tutta si è astenuta, due voti a favore sono venuti da UDC e da FLI. Devo dire che mi meraviglio sempre perché fino a prima del voto cinque/sei consiglieri della maggioranza mi avevano detto che non avrebbero votato a favore. Spero di resistere e di continuare a meravigliarmi. Se si ascolta l’intervento credo non sarà difficile capire che questa delibera ha il parere non favorevole del Segretario Generale, del Direttore dei Servizi Finanziari ed è in contrasto della Delibera della Corte dei Conti citata e di ciò tutti i consiglieri penso siano a conoscenza. Mi chiedo cosa altro dobbiamo fare …

Di seguito gli interventi di Carlo Iannello al 1:37:37 ed il mio al 2:23:31 che credo siano interessanti:

la dichiarazione di voto all’1:20:56

Piano di riequilibrio del Comune di Napoli e l’astensione di Ricostruzione Democratica

DSCN8938

Ieri (28.01.2013) si è tenuta la seduta del consiglio comunale nella quale è stato approvato il piano di riequilibrio finanziario di cui al mio precedente post (clikka). Nella stessa giornata di ieri ci è pervenuto il parere collegio revisori (clikka) che insieme con i colleghi del gruppo abbiamo letto attentamente non essendo riusciti ad approfondire come si deve la delibera che era alla nostra attenzione per i ristretti tempi. Tutto il gruppo di Ricostruzione Democratica si è astenuto poiché non c’è stata data la possibilità di capire cosa in realtà stavamo approvando. Nella delibera, infatti, erano riportati solo i numeri e non le modalità circa l’adozione provvedimenti strategici per la nostra città. Per capire le mie perplessità di seguito potrete seguire il mio intervento e quello di Carlo Iannello che credo esprimano bene le perplessità che abbiamo manifestato in Consiglio. Diciamo che c’è stato anche un episodio accaduto in aula (che si può notare all’inizio del mio intervento) che ci ha lasciati molto perplessi. Buona visione:

Il mio intervento al 2:48:18

L’intervento di Carlo Iannello al 2:13:50

CAAN e Mercato Ittico la seduta del Consiglio Comunale del 18.12.2012

mercatoittico

Ancora su Mercato Ittico: Di seguito il video del consiglio comunale del 18.12.2012 da cui si possono desumere le ragioni che mi spingono a non inseguire la scelta ereditata dalla Giunta Iervolino e che credo abbiano convito molti consiglieri. All’1:35:59 il mio intervento e poco prima quello dell’assessore Marco Esposito. Mi farebbe piacere avere qualche impressione  al fine di poter meglio decidere per il bene e l’interesse pubblico. Il consiglio alla fine su mia richiesta, sollecitata dall’amministrazione, ha deciso di rinviare l’approvazione dell’Ordine del Giorno che avevo scritto alla successiva seduta del 20.12.2012, che come si sa non si è tenuta per mancanza del numero legale, credo, frutto di un gioco politico poco chiaro che spero di riuscire a superare insieme agli altri consiglieri che hanno mostrato interesse alla prospettiva formulata.

Il mio intervento al 01:35:55

Per un ulteriore approfondimento clikka

Piazza Garibaldi come la Fontana di Trevi in un noto film

Riprendo l’argomento di cui al mio precedente post su: https://gennaroespositoblog.com/2012/07/30/grandi-stazioni-in-piazza-garibaldi/

Oggi 31.07.2012 è stata discussa la delibera 401 del 25.05.2012 su cui ho espresso alcune perplessità che ho condivisio con gli altri consiglieri e che hanno determinato l’aula a rinviare la questione alla commissione per approfondimenti. Sostanzialmente dopo uno studio faticoso sono giunto a queste conclusioni:

1) Nel 2009 l’amministrazione Iervolino ha acquistato una parte di Piazza Garibaldi che era rimasta in proprietà delle Ferrovie. La cosa mi è parsa strana tanto da farmi venire in mente lo storico film di Totò della vendita della Fontana di Trevi. La questione risale al 1922 quando la Ferrovie dello Stato erano per l’appunto dello Stato, oggi, invece, sono cosa diversa perché hanno la partecipazione di privati. Sinceramente non ho ben compreso l’acquisto di parte di Piazza Garibaldi che, secondo gli atti che ho esaminato, (consultabili al link sopra), non l’abbiamo neppure acquistata in piena proprietà in quanto il sottosuolo è rimasto alle FFSS, mentre sulla superfice gravano numerosi diritti di servitù a favore di aree in proprietà ferrovie. Infine sulle aree di Piazza Garibaldi, in virtù degli accordi sottoscritti dalla precedente amministrazione, non si possono neppure realizzare attività in concorrenza con quelle delle gallerie commerciali in proprietà Grandi Stazioni (sic!);

2) Altro punto, della delibera 401, è la concessione per 38 anni della galleria commerciale realizzata tra Stazione Piazza Garibaldi linea 1 e stazione centrale. 6700 mq di area commerciale per la quale sarebbe prevista una partecipazione di Metronapoli (società concessionarai del comune) per la realizzazione al 52,90 % (e comunque non oltre 21 milioni), il restante sarebbe a carico del Comune. Un investimento che, in verità, dalle carte non si comprende se è di 21 milioni di euro o della metà. Ad ogni buon conto il segretario generale nel parere che ha dato alla delibera ha sottolineato che per legge occorre il piano economico/finanziario dell’investimento che nel caso di specie mancava. Ho pertanto sottolineato che la mancanza del piano economico/finainziario non ha ocnsentito al Consiglio di poter esprimere il suo voto tanto è vero che dopo la mia relazione e quella di Carlo Iannello la delibera è stata rinviata alla Commissione che si terrà domani (01.08.2012). Io ho sottolineato che tutti gli atti venivano in ratifica e quindi entrava pienamente in gioco la nostra responsabilità politico/amministrativa/contabile e quindi occorreva un approfodimento per capire se si potrebbe “aggiustare” il tiro al fine di meglio perseguire l’inetersse pubblico che allo stato mi sembrerebbe poco tutelato poiché il valore dato per mq sarebbe di circa 7 euro al mese secondo i calcoli che triverete nel link sopra. Domani vedremo cosa accadrà.

Il saluto del Consiglio Comunale agli Atleti Napoletani a Londra

Quale Presidente della Commissione Sport, oggi (31.07.2012) in Consiglio Comunale, ho voluto salutare i dodici atleti Napoletani a Londra ringraziandoli per l’impegno profuso per la loro qualificazione alla più importante gara del palcoscenico internazionale.  L’argento di Diego Occhiuzzi, si aggiunge al medagliere napoletano che consta di 30 ori, 17 argenti e 30 di bronzo a Lui va l’apprezzamento di tutto il Consiglio Comunale. Un particolare ringraziamento va anche alle tante associazioni sportive napoletane ed agli uomini e le donne che nelle federazioni e nel Coni provinciale e regionale si impegnano consentendo questi importanti risultati che devono essere per noi da sprone. Oggi i Consiglieri di Napoli è Tua hanno simbolicamente il Tricolore sul cuore in onore degli atleti Italiani a Londra.

Consiglio Comunale del 21/22 giugno 2012 sul bilancio preventivo il mio intervento critico

Ho pensato molto alla mia dichiarazione di voto sul bilancio preventivo e voglio dire subito che non posso votarlo, preannuncio, quindi, la mia uscita dall’aula. Lo dico con amarezza e con grande sofferenza. Sofferenza proporzionata all’entusiasmo che mi ha fatto gridare nelle strade e piazze di Napoli: “contro i poteri forti di questa città vota e fai votare Luigi De Magistris. Diamo un segno di discontinuità”. L’ho gridato con il programma elettorale in mano ed i cittadini hanno premiato Luigi De Magistris perché hanno creduto alla promessa fatta ed all’impegno assunto. Al progetto ci ho creduto, e per me, il patto con gli elettori, è pianamente valido ed efficace, ma restano sul tavolo doppi nodi irrisolti, che attendono di essere sciolti, non con dichiarazioni che fanno riferimento a dispiaceri personali (qui di personale non c’è nulla!) ma con analisi politiche che devono giustificare agli occhi dei cittadini, ed in particolare dei 18.902 elettori della lista civica Napoli è Tua, i perché del caso Rossi, i perché del caso ASIA, i perché del caso Romeo, i perché del caso Narducci, il perché del programma elettorale non si fa più cenno. Ebbene, io credo che il programma elettorale, contrariamente a quanto ritenuto da qualcuno che, evidentemente non ha il coraggio di dichiararlo in pubblico, sia un vincolo morale, prima ancora che politico, se vogliamo che la politica sia qualcosa di diverso da quello che è stata fino ad ora.

Temo che si stia perdendo nell’esperienza napoletana un’occasione storica. La lista civica di cui faccio parte con onore (e per me questo termine non è caduto in disuso), e che dovrebbe costituire la punta più avanzata del nuovo modo di fare politica, deve essere un luogo dove non è consentito ritenere immodificabili distorti rapporti politico/amministrativi per il solo fatto che “vanno avanti da trent’anni”. Questo non è lo spirito di una lista civica composta da liberi cittadini muniti anche di diverse sensibilità che si sono dichiarati pronti a rendere servizio alla propria città al di fuori degli schemi di partito.  I cittadini ci hanno chiesto la discontinuità con il passato e su questo non possiamo transigere. Quello che si è verificato a Napoli, in occasione delle ultime elezioni, è il nascere di un consenso in cittadini che non hanno voluto avere niente a che fare con il vecchio. Pertanto, alle parole “abbiamo scassato” deve seguire gioco forza la ricostruzione non secondo metodi vecchi ma secondo un nuovo modo di partecipazione cittadina alle scelte della città. Il “nuovo” non deve essere la partecipazione vuota – dove l’adesione dei cittadini avviene secondo lo schema proprio del populismo e dell’acclamazione – ma la partecipazione che si realizza attraverso la condivisione della sovranità popolare con i cittadini stessi, sia nell’amministrazione della città sia nella scelta delle donne e degli uomini migliori da mettere alla guida di enti, società ed istituzioni pubbliche secondo il modello anglosassone o cagliaritano per tornare in Italia. Solo così si scassa la casta! La mediazione (a cui spesso si accompagna anche la spartizione) che, secondo qualcuno, è l’attività principale della politica, ha ridotto questo paese alle macerie politiche di cui tutti vediamo i risultati. La ricostruzione deve, quindi, avvenire gioco forza facendo leva sull’applicazione rigorosa dei principi fondamentali, sui quali non si può e non si deve mediare. L’impegno politico per me è tra i doveri, il più alto. Esso è posto al servizio dell’interesse generale, ed in particolare in questo momento storico, con i nostri comportamenti (le parole non bastano più) occorre convincere i cittadini che la politica non è quella cosa deplorevole e sporca da molti irresponsabilmente predicata con gran seguito di opinione pubblica. Oggi più che in ogni altro momento ritengo necessario credere fermamente nei principi fondamentali della democrazia per i quali non conta il dissenso né la diversità di opinione se sono espressione della intima e profonda convinzione di fare l’interesse pubblico. In questo senso lo spirito critico è linfa vitale della vita democratica e ciò ancora di più in una lista civica ove non ci sono ordini di scuderia da attuare acriticamente pena l’espulsione. Ecco oggi sospendo il mio giudizio fino a quando non avrò avuto il richiesto chiarimento che la città attende e, con programma elettorale alla mano, non avrò la certezza della rotta intrapresa.

L’intervento di Carlo Iannello:

http://carloiannello.blogspot.it/2012/06/il-mio-intervento-di-questa-mattina-in.html

Consiglio Comunale del 7 marzo 2012 intervento sui centri di salute mentale

mentaleCome Consigliere ieri sono stato al centro di salute mentale del distretto n. 29 nella Sanità, presso il quale ero stato invitato dalla dott.ssa Fichele. Ho incontrato medici ed operatori del settore. La cosa che mi ha colpito è stata la grande dignità con la quale sono stato accolto in via Santa Maria Antesecula, poi mi sono ricordato di una loro manifestazione in Piazza San Domenico Maggiore di qualche mese fa nella quale erano stati coinvolti i loro ospiti del centro. Ebbene, i medici con i quali ho parlato non mi hanno chiesto un intervento del Comune o un sostegno economico da parte del Comune per questo o quel paziente né l’invio di operatori OSA, ma mi hanno manifestato la loro preoccupazione per la organizzazione del servizio di emergenza notturno rimasto solo nella nostra città e non adeguato allo stesso Piano Sanitario Regionale adottato con decreto n. 32 del 27.05.2011. Per essere chiari in sostanza nei dieci centri di salute mentale sparsi sul territorio cittadino, si mantiene attivo un servizio assolutamente inutile che rappresenta uno spreco di danaro pubblico, assolutamente incomprensibile in questo periodo di crisi economica, poiché in ogni centro è prevista la presenza che va da 2 a 4 infermieri, mentre gli psichiatri sono solo reperibili. Il fatto grave è che l’impiego massiccio di personale infermieristico notturno determina una scopertura diurna che finisce per pregiudicare il lavoro vero con i pazienti, poiché i casi di emergenza notturna sono statisticamente 1,25 accessi di media a notte in tutta la Regione Campania (così riporta il Piano Sanitario Regionale). Dato peraltro confermato dalla esperienza degli Psichiatri con i quali ho avuto modo di parlare. Peraltro nei limitati casi in cui è necessario l’intervento psichiatrico urgente esso potrebbe essere assolto dal 118 come avviene in tutte le altre città italiane (Napoli a quanto pare è l’unica città ad aver mantenuto questa distorsione). E’ ovvio che la questione non è di nostra competenza come amministrazione ma ci riguarda da vicino visto che i medici del Centro si occupano di nostri concittadini meno fortunati e, quindi, mi sento di accogliere e di farmi portatore del loro appello affinché il Sindaco possa chiedere al Presidente della Regione Campania, l’immediato, adeguamento dei servizi di emergenza psichiatrica al Piano Sanitario Regionale così da liberare importanti risorse umane per utilizzarle al meglio durante l’assistenza diurna che allo stato è assolutamente pregiudicata per la scarsezza di personale infermieristico e medico.

Di seguito dati del sito Associazione Italiana Pischiatri Medici: AIPSIMED

http://www.aipsimed.org/sprechi-asl-napoli-rieti/

Da una recente indagine sui 10 centri di salute mentale di Napoli, che riportiamo nella figura allegata, è emerso che ogni centro, che serve un bacino d’utenza medio di 100mila abitanti, svolge mediamente 3 interventi, notturni o festivi, su 30 giorni. In altre parole per 27 giorni su 30 c’è un inutile impiego di personale che sottrae  risorse, già scarse, all’assistenza psichiatrica.I dati si riferiscono al numero mensile di interventi notturni e festivi urgenti, svolti tra gennaio e settembre 2011 da ogni singolo centro.Il presente è un’integrazione del recente articolo “La farsa dei centri di salute mentale aperti 24 ore“cui rimandiamo gli interessati per approfondimenti.

Questa anomalia, voluta da certa parte della  psichiatria, da certa politica e dai sindacati, vige solo in Campania. Per meglio dire, vige oggi solo a Napoli perché le altre Asl campane hanno già applicato le leggi vigenti, legge che a Napoli stenta ad essere applicata (“Riorganizzazione dell’emergenza psichiatrica in Campania” pubblicata sul BURC n° 32 del 27 maggio 2011). L’altra curiosa eccezione, invece, era Rieti fino a un anno fa.Lì è stato necessario resistere a tutto per riorganizzare l’assistenza psichiatrica: associazioni di familiari (talvolta aizzate) che hanno fatto ricorso al TAR, tutto il centrosinistra cittadino che ha diffamato e offeso professionalmente i colleghi, la CGIL che li ha attaccati in tutti i modi, accusandoli di essere fascisti ed a favore dei manicomi, il senatore Marino che ha scritto chiedendo spiegazioni, la Consulta Regionale per la salute mentale che ha bombardato di critiche, atteggiamento di guerriglia da parte di alcuni infermieri dei Csm, ecc. ecc.  Alla fine, con la chiusura dei Csm la notte, è stato dimostrato che si poteva lavorare meglio ottimizzando le risorse. Tuttavia anche a Rieti la strada è ancora lunga e c’è molto da fare, dopo 30 anni di una organizzazione utile solo agli operatori e non ai pazienti. Per giunta, dopo la chiusura dei CSM la notte, non solo non si è verificato alcun tipo di problema, ma anzi, rispetto all’anno precedente, i ricoveri in SPDC sono diminuiti.

Commissione del 12 dicembre 2011 sullo Stadio San Paolo

sanpaoloCOMUNI: NAPOLI;STADIO E CONVENZIONE,CONFRONTO IN COMMISSIONE

(ANSA) – NAPOLI, 12 DIC – La Commissione Sport, presieduta

da Gennaro Esposito, ha affrontato oggi la questione della

convenzione con la Società Calcio Napoli nel contesto delle

problematiche dei grandi impianti sportivi comunali e nella

prospettiva delle decisioni che dovranno esser prese in vista

della scadenza del 2014. In quella data scadrà definitivamente

il contratto tra Comune e Società Calcio Napoli per lo stadio

San Paolo.

La riunione è stata introdotta dal presidente della

Commissione Esposito il quale ha esposto dubbi sulla disciplina

del rapporto contrattuale; sulla sproporzione tra gli oneri del

Comune per la manutenzione ordinaria e straordinaria e la

percentuale di entrate derivanti dalle sponsorizzazioni e dagli

incassi al netto delle spese. Dati, costi e risorse impegnate

dal Comune per lo Stadio sono stati riassunti dal Dirigente del

Servizio Grandi impianti sportivi Arzillo.

L’orientamento dell’amministrazione è quello di procedere ad

un miglioramento della struttura dal punto di vista estetico,

nel contesto di una riqualificazione del territorio, dal momento

che lo stadio S.Paolo è una grande struttura polivalente che

risponde ai bisogni del territorio, anche oltre i confini

comunali. Dal punto di vista dei rapporti con la Società Calcio

Napoli, si legge in una nota del Comune, “si sta lavorando a

ristabilire un clima di comunicazione e di relazioni frequenti,

efficaci e produttive, partendo dagli aspetti gestionali

correnti”. Sollecitato dalle domande dei commissari, il

dirigente dei Grandi impianti, ha precisato “i costi a carico

del Comune della manutenzione ordinaria e straordinaria, che nel

corso degli ultimi dieci anni, sono stati di circa dieci milione

di euro e la consistenza delle risorse umane impegnate

nell’impianto che, tra dipendenti comunali, addetti della Napoli

Servizi per guardiania e pulizia, soci cooperatori impegnati

nella vigilanza presso le palestre, ammonta a un totale di

ottanta unità”.

Gli interventi dei consiglieri hanno affrontato i diversi

aspetti contingenti e di prospettiva. In particolare il problema

di avere in futuro uno stadio del Calcio Napoli. Il consigliere

Moxedano, già consigliere comunale al tempo della stipula della

convenzione ha spiegato le ragioni che nel 2004 spinsero il

Consiglio ad adottare quel tipo di strumento, cioé aiutare la

Società in un momento di grave difficoltà del calcio a Napoli

e in prospettiva ha detto che sarebbe auspicabile che la stessa

società possa disporre di un proprio impianto di valenza

europea. Sullo stesso problema il consigliere Ciro Borriello per

il quale è da prendere in considerazione l’ipotesi di un nuovo

stadio, anche in Provincia, come avviene in altre grandi città.

Altro problema sollevato nel corso della riunione (dal

consigliere Aniello Esposito) è quello della presenza dei

venditori abusivi sullo stadio, problema sul quale il

responsabile del marketing della Società, Formisano, ha

auspicato maggiori controlli da parte del Comune ed i commissari

hanno suggerito di affrontare anche con interventi di

comunicazione volti agli utenti.

La Commissione continuerà il suo approfondimento nelle

prossime settimane, con l’intervento dell’Assessora Tommasielli

(oggi impossibilitata a partecipare) considerando

importantissima la questione, come ha sottolineato il presidente

Esposito, per i risvolti che ha, soprattutto dal punto di vista
dell’impatto sociale.(ANSA).

Consiglio del 28 maggio 2012 sul tema mobilità riassunto

Oggi in consiglio comunale abbiamo discusso della mobilità, dei trasporti e della ZTL il mio intervento è stato incentrato sulla partecipazione e sulla condivisione delle scelte amministrative sottolineando che occorreva ed occorre istituire una unità di ascolto e di interazione permanente con le municipalità, con le associazioni anche di operatori commerciali e con i cittadini. Ho anche sottolineato che sarebbe stato il caso di istituire un gruppo di lavoro con il compito di svolgere l’attività di collegamento tra gli assessorati allo sviluppo, alla cultura, alla mobilità ed alla partecipazione perché credo che occorra una sinergia che è mancata e che occorre recuperare. La mia idea è che non si può adottare un provvedimento di questa portata senza mettere in piedi una organizzazione amministrativa ad hoc. Se poi pensiamo che i dipendenti del Comune di Napoli sono più di diecimila allora credo che non avremmo avuto difficoltà a fare un interpello interno per la costituzione di questi organi. Credo, infine, e l’ho detto in consiglio, che la vera sfida con l’azione amministrativa posta in essere, con la istituzione delle ZTL, non sia tanto quella connaturata ai risultati tangibili prefissi ma al processo di partecipazione democratica che è in brado di generare e che supera per valore gli stessi risultati previsti. Partecipazione, condivisione delle scelte e bene comune questa è la vera rivoluzione culturale che dobbiamo pretendere se vogliamo riappropriarci del paese.

Consiglio 14 maggio 2012 sull’energia solare

Inizio col citare ciò che ha scritto uno dei promotori della leggere regionale: “Naturalmente, il fuoco esisteva ed era conosciuto e temuto nella preistoria dell’uomo: dove fu la vera rivoluzione? Nella capacità di produrlo autonomamente, di conservarlo e soprattutto di usarlo”.  Ringrazio la Consigliera Elena Coccia che si è fatta promotrice della delibera oggi al nostro esame ed i liberi cittadini che si sono fatti carico di promuovere l’approvazione di un testo di legge regionale teso all’incremento della produzione di energia e della cultura del solare. Un chiaro esempio di partecipazione cosciente di ciò che sta accadendo nel nostro pianeta, non solo da un punto di vista ecologico ma, io direi, anche da un punto di vista economico. Si economico perché le fonti rinnovabili saranno, ed in parte già lo sono, il settore imprenditoriale che avrà il massimo sviluppo industriale ed occupazionale. Siamo all’alba di una rivoluzione energetica che si farà sentire in ogni campo, non possiamo non governarla. L’Italia purtroppo anche questa volta è il fanalino di coda e non poco tempo fa, in una nota trasmissione, sentii una intervista del nostro tecnico ministro Clini che riferiva, con un mezzo sorrisetto, difficoltà nel continuare a finanziare il solare per le pressione degli industriali del petrolio. Ebbene, come cittadino mi indigno e constato che anche i tecnici, come i politicanti, fino ad ora seguono l’economia. Questo mi fa capire che abbiamo un sistema da rifondare sia da un punto di vista politico che economico. In questa prospettiva non ho timore di dire che la crisi è benvenuta se farà “piazza pulita” di coloro che occupando cariche istituzionali sviando l’interesse pubblico. Mentre la Germania investe in ricerca ed incrementa la produzione dell’energia solare noi non possiamo stare a guardare. Noi in un sud, pieno di sole non possiamo rimanere indietro! Da recenti studi, che con fatica sto facendo, ho scoperto un mondo per me assolutamente dove, le parole più usate, per citarne solo alcune, sono: SAVE, ALTENER, STEER, LIFE PLUS, NER 300. Ebbene, sono i nomi di alcuni soltanto dei programmi di finanziamento europeo 2007/2013, in materia di energia e di riduzione della produzione del CO2 che vedono quali destinatari le autonomie locali e moltissimi sono i bandi di finanziamento europeo diretto, per intenderci quelli che non devono passare per la regione. Mi piacerebbe sapere quanti di queste linee di finanziamento il Comune di Napoli è riuscito a sfruttare tra la precedente e la nuova amministrazione.  Inoltre, il programma Europa 2020 è alle porte e prevede tre macroobiettivi: 1) Occupazione, 2) Ricerca e Svilippo e 3) Cambiamenti climatici/energia e non v’è chi non veda che l’ultimo macroobiettivo contiene i primi due. Le linee di finanziamento che si attiveranno saranno di notevole entità economica ed a noi come amministrazione spetta il compito di progettare, partecipare ed aggiudicarci i finanziamenti per essere da Napoli la punta più avanzata del settore delle energie rinnovabili. Abbiamo tutti gli strumenti per farlo dobbiamo solo fare in modo che funzionino. Ho scoperto, infatti, che la nostra amministrazione è dotata di ben due uffici per finanziamenti europei il CEICC, con sede vicino al mare, su via partenope, nello splendido edificio di quello che fu la facoltà di economia e commercio, che svolge la funzione di Europe Direct ed un altro presso il gabinetto del Sindaco di nuova istituzione. Manifesto però qualche perplessità perché rispetto a quello che ho appreso dai responsabili della Commissione Europea da me interpellati, l’Europe Direct a Napoli svolge, mi pare, tutt’altre funzioni che sinceramente non ho neppure ben capito ed assolutamente residuali e che non servono allo scopo più importante: reperire fondi e finanziare le idee in questo caso nel settore delle rinnovabili. Credo e spero che dovremmo essere in ogni caso fortunati nel carpire le occasioni visto che il nostro Sindaco è stato parlamentare europeo e quindi sa di cosa stiamo parlando. Mi è parso però di capire che i singoli assessorati da questo punto di vista sono troppo ingolfati dall’ordinario per poter pensare alla progettazione europea che oggi rappresenta l’unica fonte di investimento. Nella nostra amministrazione manca un centro unico di rendicontazione, attività delicata che dovrebbe essere accentrata in unico grande ufficio mentre presso ogni assessorato ci dovrebbe essere un referente che raccolga le idee progettuali da elaborare insieme agli uffici dell’Europe Direct. Siamo, quindi, nel solito circolo vizioso che ci impedisce di guardare più in la del nostro naso. Dobbiamo trovare al più presto una soluzione. Se poi pensiamo che la Campania riesce a spendere molto poco dei finanziamenti europei di cui potrebbe usufruire (sui giornali si è addirittura parlato di circa il 9%) e che i finanziamenti europei sono in ogni caso soldi nostri, allora l’obbligo per noi di rendere conto ai cittadini sui finanziamenti europei si fa più stringente. In questo grave momento di crisi l’Italia, con un saldo assolutamente negativo tra quello che conferisce e quello che riceve dall’Europa, non si può permettere assolutamente di sbagliare ed il Comune di Napoli deve fare il possibile per ricercare ed ottenere i finanziamenti europei. Ecco, forse, più che cercare improbabili privati che mettano soldi in aziende pubbliche per loro natura in perdita occorrerebbe impegnarsi di più sulle risorse europee. Per finanziare il trasporto pubblico, infatti, mi piacerebbe di più partecipare ad un Comune che elabora idee progettuali finanziate dall’UE sul trasporto ecosostenibile anziché pensare alla improbabile scorciatoia  dell’ingresso dei privati capaci solo di assumersi i profitti ed incapaci di accollarsi costi sociali connaturali al servizio. Spero, pertanto, che prima che ce lo imponga la legge regionale che oggi è al nostro esame, noi spontaneamente adottiamo il PESC (piano energia solare comunale) e non dovremo dire: “Vattela a PESC”.

Consiglio del 27 febbraio 2012 sulla Coppa America

Coppa AmericaNel Consiglio Comunale ci siamo occupati di quest’evento il 28 settembre scorso, quando abbiamo varato (e credo che il termine in questo caso è appropriato)  la società di scopo ACN. Rileggendo i verbali della seduta, è lampante che il tema principale del dibattito è stato Bagnoli e la bonifica, non l’evento in sé. Anche questa volta, spostato l’evento, almeno fino ad ora, il tema principale che è apparso sui giornali è stato quello di Via Caracciolo e la scogliera che si sta realizzando tra mille preoccupazioni e polemiche. Fino a qualche giorno fa non si diceva neanche che a gareggiare c’era un team italiano, Luna Rossa, tanto che molti non lo sanno e non sanno neppure che abbiamo rischiato di avere ben due team perché ad un certo punto si è ritirato il secondo equipaggio italiano, anzi napoletano, Mascalzone Latino, che ha dovuto rinunciare per mancanza di fondi. Non so se avete presente la barca che si trova a Via Acton in esposizione all’uscita della galleria. Era il challenger of record, cioè il team che ha lanciato la sfida al defender della 34 edizione della America’s Cup il Golden Gate Yacht Club di San Francisco. Ebbene, con amarezza devo constatare che mi sarei aspettato un maggiore impegno della Unione Industriale di Napoli che avrebbe potuto trovare gli sponsor per far gareggiare il Team napoletano di Mascalzone Latino all’ombra del Vesuvio, avendo l’Unione, questa volta anche un ruolo nella organizzazione della manifestazione ma, evidentemente il Presidente Graziano non ha trovato nessun gruppo di imprenditori Napoletani in grado di fare da sponsor al Team, questo mi preoccupa per la qualità dell’impegno dei nostri imprenditori e credo faccia il paio con la partecipazione simbolica di 1.000,00 €. nella ACN a fronte di ben altre somme versate da Comune, Provincia e Regione. Spero che l’unione industriale recuperi.

Ad ogni buon conto credo che noi italiani ed in particolare noi napoletani siamo influenzati dalla paura dello scempio urbanistico e da una connaturale sfiducia verso le scelte delle istituzioni. Confesso che in un certo qual modo, anche su di me ho constatato un certa diffidenza quando, a pochi mesi dalla campagna elettorale, ho visto seduto ad un unico tavolo Cesaro ed il nostro Sindaco. Mi sono impressionato, poi, ho metabolizzato la cosa con la necessaria collaborazione istituzionale che il Comune di Napoli deve ovviamente avere con gli altri enti. Orbene, su quest’evento abbiamo una città spaccata perché da un lato c’è chi è per la politica delle “buche per strada” (per intenderci non per quella degli eventi), o per il mantenimento della bellezza monumentale e dall’altro chi, invece, ritiene che l’evento sia un’occasione da non perdere. Ebbene, voglio sottolineare che quest’evento rappresenta la voglia di riscattare, Bagnoli, per come è nato, sbloccando i fondi, e Napoli nella sua interezza dalla mortificazione della “munnezza”. L’America’s Cup rappresenta la necessità e devo dire anche l’ansia di mostrare al mondo che Napoli è altro dopo uno dei periodi più bui che abbiamo vissuto. Non so voi ma io il periodo che abbiamo di recente vissuto lo associo a quando da bambino ho percepito lo stato di pericolo del colera del 1973.

Noi di Napoli è Tua abbiamo discusso molto della Coppa America pesando, sin dall’inizio, ogni parola, sia di quelli che sono a favore, sia di quelli che sono contro l’evento ed abbiamo avuto, sin dal primo momento, la fortuna di avere l’esperienza ambientalista e giuridica di Carlo Iannello. Per la prossima tappa del 2013 della Vitton Cup, noi di Napoli è Tua auspichiamo, come pure ci ha illustrato il nostro Sindaco, che la regata si svolga al molo San Vincenzo, luogo già inserito nel piano regolatore del Porto tra quelli oggetto di riqualificazione ed intervento. In questo modo con le risorse disponibili per l’evento potremo realizzare opere stabili di riqualificazione e dare un senso maggiormente pregnante all’evento velico. Ci siamo, inoltre, confrontati a lungo valutando attentamente anche il ruolo che ha svolto la Sovraintendenza che, assolvendo il suo compito, non si è limitata solo a dare un parere ma ha dato degli indirizzi concreti entrando nel merito delle opere da eseguire alla Rotonda Diaz. Oggi, devo constatare che si è innescato un meccanismo sinergico tra istituzioni che, credo, debba essere oleato e collaudato affinché si dia la possibilità di elaborare meccanismi semplificati che consentano anche ai cittadini di poter svolgere agevolmente il loro ruolo. Resto, infatti, perplesso quando un’attività imprenditoriale, anche di poco conto, subisce ritardi in carte bollate per i tempi dei pareri della Sovraintendenza che, spesso, costringono i malcapitati a pagare a vuoto canoni per mesi improduttivi, perché l’attività non può essere iniziata.

Ad ogni buon conto oggi ci troviamo a bordo del treno che abbiamo preso il 28 settembre scorso; a noi tocca solo fare in modo che la giunta lavori bene in uno spirito di partecipazione cittadina, di condivisione tra assessorati e con il Consiglio. Non è, infatti, possibile che parti importanti dell’amministrazione non abbiano un ruolo nella organizzazione di un grande evento. Nella mia professione di avvocato mi sono incontrato, e spesso scontrato, con istituzione la cui mano destra non sa quello che fa la sinistra. Ebbene, non credo che nel Comune di Napoli debba accadere questo. Non è, infatti, per me concepibile che nella Coppa America non abbia un ruolo fondamentale la programmazione e la promozione della cultura e dello sport napoletani né che ad un evento come questo non partecipi la scuola (fosse anche per far vedere da un posto privilegiato le regate ai nostri bambini) né che non si attivi l’intero terzo settore con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato. Giovedì scorso nei Vergini ho partecipato ad un incontro tra le associazioni della Sanità, cinque assessori di questa giunta, ed i vertici della III Municipalità. Ebbene, da giovedì scorso mi sto chiedendo come trovare il modo di utilizzare, per quest’evento, quelle energie che si dedicano da anni alla valorizzazione dei tesori preziosi che ci sono nella Sanità, tra cui le catacombe, i palazzi antichi, la casa di Totò. Luoghi, come sappiamo, patrimonio dell’UNESCO. Mi piacerebbe, quindi, che a quest’evento avessero un qualche ruolo quelle associazioni che da anni lavorano sui territori del centro storico e degli altri quartieri. Per capire di cosa sto parlando basta pensare alle recenti manifestazioni di carnevale che si sono svolte in molti quartieri di Napoli organizzate con la buona volontà dei napoletani che vogliono il cambiamento. E’ su queste persone che dobbiamo contare! Non posso pensare che quest’evento non venga utilizzato per fare promozione ad esempio di Castel Sant’Elmo e del largo di San Martino, dove sono stato la settimana scorsa invitato da un cittadino/commerciante che lamenta il completo abbandono di quel luogo dagli itinerari turistici. Senza meravigliarmi, ho scoperto che il fossato del Castello è in sostanza un parcheggio, così come lo è lo spazio antistante il museo nazionale mentre, invece, l’intero palazzo del largo San Martino, in proprietà della Regione e gestito dalla Sovraintendenza, è completamente abbandonato. Mi meraviglia molto che la Sovraintendenza non intervenga su tali scempi che sono sotto la sua diretta percezione.

A New York i turisti salgono su grattacieli di 380 mt pagando un biglietto. Per Napoli, invece, mi chiedo come sia possibile questo stato e mi piacerebbe capire come sbloccare una così assurda condizione. Basterebbe semplicemente saper comunicare il pregio della risorsa Napoli e fare in modo che tutti i bellissimi luoghi, che noi stessi non valorizziamo, siano inseriti nei circuiti turistici.

L’America’s Cup, quindi, deve essere un banco di prova facendo in modo, da un lato di far avvicinare i napoletani all’evento ed alla risorsa mare e dall’altro di far scoprire ai turisti gli itinerari napoletani abbandonati. L’evento che tra poco si realizzerà a Napoli è, quindi un’occasione per mostrare Napoli e per ripensare anche la possibilità di restituire il mare ai Napoletani facendo in modo che la Villa Comunale si congiunga con la battigia. Voglio, infine, sottolineare che l’America’s Cup e la Luis Vitton Cup sono i più antichi eventi sportivi di rilievo internazionale, la prima, infatti, è nata nel 1851 e la seconda nel 1854, addirittura prima delle Olimpiadi moderne, la cui prima edizione è del 1896 e che le regate della Vitton Cup sono le semifinali per accedere alla America’s Cup, quindi, una vera e propria gara. Mi piacerebbe vedere Napoli, e concludo, non acquirente di marchi ed insegne di eventi ma centro di elaborazione di progetti da trasferire agli altri. Occorrere solo mettere insieme le migliori energie di questa città!

Consiglio del 13 febbraio 2012 il mio intervento sulla delibera unioni civili

400249_3197931917510_758598574_nTutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. Inizio da qui per capire che oggi ci sintonizziamo con la Carta Costituzionale scritta nel 1948! Non si può, infatti, esprimere con parole migliori il principio ed il sentimento di uguaglianza posto al centro della nostra Carta Costituzionale. La delibera oggi al nostro esame risponde ad una esigenza sempre più avvertita nella società, volta ad assicurare parità di trattamento si badi, non solo alle coppie di omosessuali, come comunemente e in senso restrittivo si intende, ma a tutti. Il Comune, titolare di funzioni proprie, con l’istituzione di detto registro, che è su base volontaria e non obbligatorio come i registri anagrafici, si pone nel pieno rispetto sia dei principi generali testé enunciati sia delle leggi dello Stato. Difatti, la nozione di “unione civile” o ” unione di fatto” pur non avendo una esplicita definizione giuridica, può essere definita come: a) quella della coppia di eterosessuali che non vuole o non può (in presenza di un precedente matrimonio) legarsi con il vincolo matrimoniale o quella della coppia di stranieri che in ragione della loro religione possono essere legati da più vincoli matrimoniali (c.d. “convivenza more uxorio”); b) quella di persone che, per varie ragioni (età, ristrettezze economiche) decidono di stare insieme per motivi di mutua assistenza e solidarietà; c) quella, infine, delle coppie di omosessuali conviventi, legate da vincoli affettivi e di mutuo aiuto. Per sgombrare il campo da dubbi, voglio dire subito che il fenomeno delle unioni civili non si pone in contrasto con l’istituto della “famiglia” riconosciuto dall’art. 29 della Costituzione; tale norma, infatti, nel sottolineare il valore della famiglia naturale fondata sul matrimonio, non esclude che possano esistere altre formazioni sociali, espressamente tutelate dall’art. 2 della Costituzione, le cui finalità e caratteristiche non siano in contrasto con i principi costituzionali. Ebbene, mi sento di condividere la tesi, costante nelle sentenze che ho avuto modo di leggere, che non ogni forma di convivenza, per ricevere una qualche tutela, deve essere organizzata secondo lo schema della famiglia legittima, perché ciò rappresenterebbe una illegittima compressione dei valori della persona umana e della sua dignità, a prescindere dalle sue convinzioni politiche o religiose e dalle scelte di vita, purché costituzionalmente lecite. La Corte Costituzionale, infatti, con più pronunce (nn. 237/86, 281/94, 8/96), pur non affrontando ancora lo specifico problema delle coppie di omosessuali, ha comunque riconosciuto l’ambito di operatività dell’art. 2 della Cost., a termine del quale anche un consolidato rapporto di fatto può essere tutelato come espressione del principio solidaristico del quale è permeato l’ordinamento giuridico, e il principio di eguaglianza espresso nell’art. 3 Cost. impone a tutti i soggetti istituzionali della “Repubblica”, e quindi anche ai Comuni (arg. ex art. 5 Cost.), di eliminare qualsiasi ostacolo che si frapponga al rispetto della persona umana da tutelarla anche nella sua diversità. Tale assunto trova peraltro pieno riscontro anche nel nostro vigente ordinamento (civile, amministrativo e penale) il quale ha riconosciuto, a determinati fini, la convivenza di fatto o more uxorio ed altri tipi di convivenza. Il Parlamento nazionale, infatti, con l’art. 199 c.p.p. e l’art. 362 novellato c.p.p., ha esteso la facoltà di astensione dal prestare testimonianza anche alla persona che conviva o abbia convissuto con l’imputato, con rilevanti conseguenze anche di carattere penale circa il reato di falsa testimonianza e di favoreggiamento. Che dire poi della risoluzione del Parlamento europeo sul rispetto dei diritti umani dell’Unione europea (1998-1999) che “chiede agli Stati membri di garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di … diritti sociali“, sollecitando gli Stati che non vi abbiano ancora provveduto ad “adeguare le proprie legislazioni per introdurre la convivenza registrata tra persone dello stesso sesso riconoscendo loro gli stessi diritti e doveri previsti dalla convivenza registrata tra uomini e donne” ed eliminando discriminazioni e pregiudizi sulla vita privata delle persone in relazione al loro orientamento sessuale. Orbene, il registro comunale sulle unioni civili non è diretto a creare un nuovo status, ma ad assicurare a siffatte formazioni sociali, che sono un dato di fatto che non può essere ignorato, parità di trattamento rispetto alle tradizionali coppie di fatto o alle convivenze di varia natura (si pensi a due amici dello stesso o di diverso sesso che decidano di coabitare per dividere le spese di mantenimento, o ad un anziano che coabiti con una persona, dello stesso o di diverso sesso, che gli presti assistenza morale o sanitaria o economica) già riconosciute dall’ordinamento, per le finalità esclusivamente di competenza propria del Comune (partecipazione a procedimenti, benefici, opportunità). Possiamo, quindi, dire che l’azione politico/sociale che compiamo con quest’atto amministrativo non si pone in contradizione con l’istituto della famiglia né (e di questo ne sono convinto) è in contraddizione con il sentimento religioso, personale o diffuso nel nostro paese. Con l’approvazione di questa delibera ci poniamo, infatti, nella doverosa posizione dell’amministratore pubblico laico che, scevro delle sue personali convinzioni religiose, deve curare gli interessi ed i diritti di tutti i cittadini. Credo, fermamente, che il ruolo di testimonianza e di catechesi dell’autorità religiosa è nell’esempio e nella conquista delle anime (per restare in tema) e non certo nella scorciatoia della imposizione né nella pretesa che il potere Statale, ed in questo caso della comunità locale, non riconosca istanze di pari dignità dei cittadini liberi di manifestare il loro pensiero e di essere come essi vogliono essere e vivere, a prescindere dal loro credo religioso o posizione morale. Mi piace ricordare, al riguardo, il pensiero di un religioso, Don Andrea Gallo Prete di Genova che, a quanto mi consta, non è mai stato scomunicato. Per questo ho serie difficoltà a comprendere il pensiero del nostro Cardinale, che pur rispetto nel suo ruolo, quando dice che a Napoli abbiamo esigenze ben più importanti da risolvere che non il registro delle unioni civili. Credo, infatti, che questo sia uno slogan quasi elettorale, senz’altro negativo, perché genera diffidenza e manipola le coscienze dei semplici ed è molto simile a quello che si sentiva qualche tempo secondo cui “con la cultura non si mangia”. Devo confessare che un argomento così elementare non me lo aspettavo dal Cardinale! Ebbene, a queste affermazioni, credo che questo Consiglio, possa e debba rispondere che quando si tratta di libertà e di dignità della persona umana non c’è tozzo di pane che tenga e che ci sono persone che hanno sacrificato il bene supremo della vita per difendere la loro dignità di esseri umani. E’ fuori da ogni dubbio, quindi, che questo Consiglio è pronto a compiere ogni battaglia per la libertà e per affermare i principi costituzionali. Chi afferma il contrario è perché ha più a cuore che si parli del tema a mero scopo propagandistico. Siamo già in ritardo rispetto ad altri paesi e la politica, quando non coglie i mutamenti sociali, fallisce il suo scopo.

Per far comprendere bene il valore dei diritti di cui stiamo parlano, voglio chiudere questo mio intervento ricordando le vittime omosessuali del nazifascismo che vennero deportate nei campi di sterminio, esseri umani che venivano marchiati con un triangolo rosa cucito sulla divisa degli internati per omosessualità in base al paragrafo 175 del codice penale tedesco. Alle lesbiche internate di cui si ha notizia fu imposto, invece, il triangolo nero delle “asociali“. Vi erano poi i gay ebrei che portavano una stella gialla. Coloro che portavano il triangolo rosa si stimano tra i 5.000 ed i 15.000. Coloro che furono imprigionati con il triangolo rosa non sono mai stati risarciti dal governo tedesco. Anzi, alcuni di loro, se rimasero apertamente gay, furono di nuovo imprigionati anche dopo il nazismo, come Heinz Dörmer, che subì complessivamente 20 anni di reclusione, prima nei campi di concentramento nazisti e poi nelle carceri della Repubblica Federale Tedesca, o come Helmut Corsini, che dal campo di Buchenwald passò direttamente alle carceri nazionali. L’emendamento nazista al paragrafo 175, che trasformava l’omosessualità da un reato minore a un vero e proprio delitto, non fu mutato nel Codice penale della Repubblica Federale Tedesca per 24 anni dopo la fine della guerra. Ad Amsterdam c’è l’Homomonument composto da tre grandi triangoli di granito rosa in ricordo di tutte le vittime omosessuali del nazismo che qualche mese fa ho visitato insieme ai miei bambini ed a cui ho spiegato il significato, nella consapevolezza che la memoria ci rende liberi; mi ha fatto piacere vedere nei loro occhi il velo della compassione.

Consiglio del 18 ottobre 2011 sul tema Lavoro

lavoroL’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, questo è il primo articolo della nostra costituzione è il nostro biglietto di presentazione, è l’accordo su cui si è fondato il nostro paese. In campagna elettorale ho gridato il lavoro non è una merce! Il lavoro non si compra! Questo mi è capitato di dirlo ad una giovane vigilessa appena assunta con il concorso FORMEZ, stupendomi per la sua reazione di meraviglia e per la sua espressione di riconoscenza verso la vecchia amministrazione che comunque l’aveva assunta ed alla quale io mi contrapponevo. Sembrerà strano ma enunciare i nostri diritti ci sorprende quando, invece, dovrebbero essere vivi nel nostro intimo convincimento. Il tema è complicato e difficile da sviscerare, in tutte le sue articolazioni sicuramente ci saranno degli aspetti che non saranno trattati, sicuramente ci saranno delle aspettative di cittadini deluse da questo consiglio. Eppure, celebrare un consiglio monotematico sul lavoro è un atto di coraggio, una formale presa di coscienza che manifesta l’interesse di questa Amministrazione al tema che resta centrale per la nostra città. Credo, però, che siamo in ritardo, si è andati da una legislazione degli anni settanta di tutela del lavoro subordinato classico, con una giurisprudenza del pari sensibile al tema, ad una modernità diciamocela tutta deludente, da questo punto di vista, fondata su cococo, cocopro, contratti a termine e cool center, spesso molto spesso utilizzati anche dalla stessa Pubblica Aministrazione, quando va bene (ci sono, infatti, anche finti master ministeriali non retribuiti), che rappresentano formule non in grado di creare una vita serena al lavoratore, anzi, dico io, una vita! L’esperienza, per mia fortuna, per l’arricchimento che ho ricevuto, l’ho vissuta in prima persona, sia come figlio di operaio, quest’ultimo avvilito dalla consapevolezza della raccomandazione come unico mezzo per trovare lavoro per il proprio figlio, sia come avvocato, schiacciato tra la compressione di diritti minimi dei lavoratori e la cronica inadeguatezza della macchina giudiziaria, non in grado di dare sollecite risposte e quindi in grado di indirizzare l’imprenditoria al rispetto delle regole. Ebbene, la trasparenza di cui è capace questo comune è in grado di lanciare un messaggio di speranza. La risposta del comune, infatti, deve essere trasparenza, legalità, imparzialità e concrete azioni in grado di creare sviluppo e, quindi, lavoro eliminando burocrazie inutili che sono, spesso, occasioni di sacche di illegalità. Dobbiamo agire con modalità diverse da quelle classiche e le direttrici devono essere da un lato una maggiore collaborazione con coloro che impegnano le loro risorse, quindi, non solo quelle pubbliche, in attività economiche, dall’altro la corretta valutazione degli attori coinvolti nei processi economici. Allo scorso consiglio comunale, su Bagnoli, ho, difatti, sottolineato la inadeguatezza di una società di persone che al registro delle imprese ha zero dipendenti a gestire per dieci anni una struttura come il parco dello sport di 17 ettari, con strutture dal valore di diversi milioni di euro ed in grado di dare risposte concrete in termini di posti di lavoro. Ebbene, nei limiti che ci competono, noi abbiamo l’obbligo di selezionare innanzitutto la classe imprenditoriale con la quale interloquire, dobbiamo fare in modo che finanziamenti pubblici o azioni imprenditoriali non siano indirizzate verso coloro che non sono in grado di mettere in piedi azioni imprenditoriali o che hanno come unico obiettivo la percezione del finanziamento e basta e gli esempi di imprese, per lo più del nord, sorte solo per percepire finanziamenti ne abbiamo, purtroppo sul nostro territorio! Non posso credere, infatti, che nel nostro comune un parco di divertimento l’Edenlandia, primo ad essere realizzato in Europa, sia in stato di fallimento, per l’inadeguatezza di una classe imprenditoriale che non è stata in grado di creare sviluppo ed ammodernamento. Non posso credere che bagnoli sia nello stato in cui è, mentre in Germania nella Ruhr in dieci anni con un investimento di 300.000.000 €. (a bagnoli ne abbiamo spesi altrettanti senza risultati), in un’area egualmente inquinata, in seguito alla bonifica, si siano creati circa 10.000 posti di lavoro, con duemilioni e duecentomila visitatori all’anno, mentre a Napoli nulla. Cosa è successo mi sono chiesto. Noi abbiamo l’obbligo di cercare la verità e fare chiarezza per aggiustare il tiro. Ebbene, devo constatare che abbiamo avuto una politica miope che si è fatta accompagnare per mano dalla imprenditoria. Noi, invece, abbiamo l’obbligo di creare sviluppo laddove possiamo intervenire direttamente indirizzando noi l’economia e non viceversa.

Consiglio sul tema della violenza sulle donne del 25 novembre 2011

La giornata di oggi nasce nel 1981 quando, in seguito ad un incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi a Bogotà, si accettò la richiesta della delegazione della Repubblica Dominicana di rendere omaggio alle sorelle Mirabal, tre dissidenti politiche Dominicane, brutalmente torturate ed assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Raphael Trujillo. Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema. Questa circostanza mi ha colpito, in quanto, il fatto violento che si ricorda non è una violenza sessuale o una violenza consumata all’interno di una famiglia (secondo ciò che più ricorre) ma una brutale violenza commessa contro tre donne che manifestavano il loro dissenso politico verso il regime; ciò a significare il ruolo centrale della donna nella società e nella politica. Questa singolare circostanza mi ha fatto ricordare la manifestazione delle donne del 13 febbraio scorso, che ha rappresentato anch’essa la contrarietà delle donne ad una certa politica, che fa delle donne stesse un oggetto (per usare un termine degli anni ’60) piuttosto che un soggetto. Ciò emerge chiaramente dalle raccomandazioni del Comitato dell’ONU del 2011 emesse in seguito alla presentazione del cd. rapporto ombra, dalle attiviste lavori in corsa,  sullo stato di attuazione della Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (sottoscritta anche dall’Italia) con le quali si è stigmatizzato il fatto che nel nostro paese (scritto nero su bianco e senza mezzi termini) “le donne sono rappresentate come oggetti sessuali”. Ebbene ciò, come cittadino mi indigna (per usare una parola ricorrente, purtroppo, in questo periodo), perché riscontro ogni giorno la verità di questa contestazione dell’ONU al nostro paese. Ritengo, infatti, che l’uso consumistico della donna, sia una degenerazione della nostra società, che impone un modello unico fondato su canoni errati che mortificano la donna generando violenza. Occorre, quindi, che il nostro paese adotti dei correttivi che, con amarezza, devo constatare sono assolutamente estranei alla nostra politica nazionale ed alla nostra cultura. Dobbiamo, quindi, sperare nel futuro. Nel Regno Unito ed in Spagna (sicuramente paesi democratici), ad esempio, vi è una valutazione sulla pubblicità, da parte di un organo terzo, volta ad evitare l’uso strumentale del corpo della donna quando non è connesso al prodotto pubblicizzato. Ciò significa, utilizzare degli strumenti volti a combattere un modello psicologico sociale che vede nella attrazione sessuale uno strumento di mercificazione delle merci e, di qui, dico io, a considerare la donna stessamerce, il passo è breve! Cosa pensare dei gravissimi fatti di stupro commessi da adolescenti in gruppo contro loro coetanee. Ebbene questi, sono il risultato dell’assorbimento di questi modelli da parte di coloro che sono maggiormente esposti al bombardamento mediatico/sociale. Di recente abbiamo assistito a meccanismi di reclutamento della classe politica donna fondati, non sul valore e sulla capacità, ma sulla disponibilità sessuale o semplicemente sulla immagine sessuale. Cosa è accaduto lo sappiamo tutti e questo di certo non agevola la lotta contro la violenza sulle donne. I dati statistici sono allarmanti, anche se poco diffusi e rilevati, in uno studio dell’ISTAT del 2009 si parla, infatti, di circa il 51,8% delle donne italiane (tra i 14 ed i 65 anni), circa dieci milioni di donne, che hanno subito una violenza sessuale nell’arco della loro vita e la capacità delle istituzioni a fronteggiare questo fenomeno deve essere indirizzata non solo con l’approntamento di mezzi idonei al recupero ed all’emersione dalla violenza, statisticamente maggiormente perpetrata dall’uomo che ha le chiavi di casa ma, anche e di più, con l’adozione di modelli di riferimento diversi da quelli che subiamo passivamente. Da Napoli deve partire un riflessione culturale sul abbattimento degli stereotipi che inducono alla violenza. Da Napoli, questo deve essere l’impegno dell’amministrazione, deve partire una continua formazione verso coloro che si occupano di fatti gravissimi che vedono famiglie intere travolte, poiché la stragrande maggioranza dei fatti violenti contro le donne si svolgono tra le mura domestica ed in presenza dei figli spesso minori. Non poche volte, purtroppo, mi è capitato di interloquire, per la professione di avvocato che svolgo, con forze dell’ordine poco preparate a fronteggiare drammi familiari, liquidati sbrigativamente e sterilmente su verbali, come “liti in famiglia”. E’ chiaro che la scarsezza delle risorse e la inadeguatezza degli strumenti con i quali ci misuriamo è enorme ma la consapevolezza del problema e la conoscenza delle sacche di inefficienza ci deve spingere al miglioramento ed all’ascolto.

Consiglio su Bagnoli del 10 ottobre 2011 – Il Parco dello Sport

bagnoliOggi intervengo su una questione specifica di bagnoli, il parco dello sport, la prima cosa che ho fatto per capire di cosa si trattava è stato un sopralluogo e dei rilievi fotografici, con l’aiuto di un cittadino di bagnoli, in virtù dei quali ho sostanzialmente appurato che gli impianti sono in stato avanzato di completamento se non ultimati ed oggi, in stato di abbandono e, quindi, in via di deterioramento. Mancano per lo più le infrastrutture, gli assi viari di collegamento per intenderci. Ebbene, in seno alla commissione consiliare ho avuto modo di apprendere, dal Presidente di Bagnoli Futura, che l’intero parco dello sport è già stato affidato con una gara che si è conclusa nel settembre 2010. Per tale singolare informazione, opera non ancora compiuta o utilizzabile ed affidamento già avvenuto, ho chiesto spiegazioni scritte alla società che ho avuto, in parte, solo venerdì con l’invio del solo capitolato di gara, ma non della convenzione che, poi, mi è stato detto non ancora sottoscritta, in quanto, il parco non è ancora consegnabile e volevo vedere! A dire il vero, nella mia carriera di avvocato è la prima volta che mi capita di imbattermi in una tale singolare condizione, opera non finita ciò nonostante già affidata, col rischio di incorrere in inadempimenti anche gravi, sia per il tempo, sia per il deterioramento degli impianti stessi per i quali la società aggiudicataria potrà all’atto della consegna far riserva di agire in danno. Ho insistito ho chiesto con detreminazione il verbale di aggiudicazione, l’ho avuta solo pochi minuti fa, a mezzo e-mail, diciamo che rispetto agli altri colleghi consiglieri che hanno chiesto informazioni a Bagnoli Futura, sono stato più fortunato, ma solo per la mia tenacia. L’unico dato che posso dare, da una superficialissima visione dell’offerta, è che l’intera area di 17 ettari (170.000,00 mq.) è stata affidata per la somma annuale di 60.000,00 €. a spanne e per dare un’idea 35 cent al mq. Ma su tutti gli altri termini non so dare risposte. Mi sono allora preoccupato di andare a verificare chi fosse l’aggiudicatario indicatomi come la Soccer Club Colli Aminei S.a.s. di Simone Francesco avendo prima, chiesto quante siano state le società a partecipare alla gara. Mi è stato comunicato che sono state 4. Il che apre, ovviamente, una seria riflessione su come sia stata pubblicizzata una gara che riguarda un parco di 17 ettari del valore di diverse decine di milioni di euro. Mi chiedo, e chiedo al Consiglio, se forse non era meglio dare le singole strutture a diversi concessionari in modo da favorire sicuramente una maggiore vivacità, frazionando anche il rischio, invece, si è aggiudicata l’intera struttura per 10 lunghi anni ad una società di persona che, sempre per mia esperienza professionale, in banca avrebbe serie difficoltà anche ricevere un finanziamento di 10.000,00 euro. Ho, quindi, fatto qualche verifica presso il registro delle imprese ed ho scoperto che l’amministratore di questa società ha una quota di circa 1.000,00 €. sul capitale sociale di appena 50.000,00 €. (rispetto al valore delle opere concesse) della sas e che ha partecipazioni a vario titolo in circa 10 altre società di persona, un mago della società di persone, quindi, di cui alcune chiuse, che operano dal settore dai parcheggi a quello alberghiero e della ristorazione. Nella offerta ho avuto modo di leggere velocemente che dal 2003 la detta società ha svolto importanti azioni imprenditoriali presso la sede dei Colli Aminei, mi chiedo con quale personale visto che al registro delle imprese risultano un numero di dipendenti pari a zero. Sono, pertanto, preoccupato non comprendendo come si possa affidare un’opera di decine di milioni di euro così alla leggera e per un così lungo tempo concedendo spazi di importanza vitale per l’area di bagnoli tra cui aree ludiche, sportive, di ristorazione, di parcheggio nonché l’utilizzo degli spazi pubblicitari. Un affare a fronte del quale abbiamo una società di persone con una struttura forse non proprio in linea con lo sforzo che si richiede. Non mi meraviglierei se tra dieci anni, avendo affidato una struttura così complessa ad un soggetto che sulla carta appare così debole, dovremmo affidare anche questa struttura alla cura della curia, seguendo, così, l’orientamento della Regione e di recente anche di quest’amministrazione. Mi si consenta una breve digressione faccio, infatti, fatica a comprendere questa gara alla conquista della benevolenza del Cardinale pur essendo io, battezzato, comunicato, cresimato e sposato in chiesa. Possibile che pensiamo ancora che i cittadini cattolici che a milioni hanno manifestato la loro indignazione per le agevolazioni fiscali della chiesa si lascino influenzare da queste cose? ma questo, come ho detto, è un altro capitolo! Dobbiamo, allora, correggere il tiro e questo consiglio è pronto per farlo! Dobbiamo introdurre in questa città un modello “rivoluzionario”, copiando, si copiando, ciò che accade nelle moderne democrazie del nord europa, un modello rivoluzionario che ci porti alla normalità, sembra una contraddizione in termini ma, purtroppo per noi, non lo è! quindi: gare trasparenti e pubblicizzate a giusto dovere, affidamenti sicuri, scelta degli uomini di direzione ed amministrazione secondo un meccanismo trasparente ed indipendente dalle correnti politiche! Non possiamo non fare questo e poi lamentarci che le nostre migliori intelligenze, giovani e meno giovani, vadano all’estero, basta impiegarle in Italia iniziando da Napoli!

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