Gennaro Esposito

Alza la Testa

Bagnoli e Città della Scienza

città della scienzaBagnoli è una ferita aperta nella città di Napoli, pertanto, credo sia utile leggere la delibera di Giunta Regionale n. 120 del 24.04.2014 (clikka), con allegati: 1) il protocollo di intesa (clikka); 2) Relazione Tecnica (clikka); 3) Accordo di programma quadro (clikka); 4) piano finanziario (clikka); 5) Programma degli interventi (clikka).

Dalla lettura di questi atti si capisce che Città della Scienza dovrà essere il motore di sviluppo dell’intera area di Bagnoli. Atti, peraltro, che poi dovranno essere approvati anche dal Consiglio Comunale, o meglio semplicemente ratificati, visto che sarà pressoché impossibile modificare alcunché, con buona pace, non solo della democrazia partecipata, ma anche di quella rappresentativa.

Ebbene, nella relazione tecnica si legge che gli obiettivi globali dell’Accordo di Programma sono: 1) “quello politico con l’obiettivo di dare una chiara e forte risposta all’atto criminale ricostruendo dove era lo Science Centre incendiato; 2) quello economico con l’obiettivo di mettere il potenziale tecnico e simbolico di città della scienza al servizio della città, rafforzando la sua funzione pubblica, grazie alla sua capacità di coniugare cultura e scienza, ambiente e natura, con l’obiettivo di essere tra i soggetti promotori dello sviluppo economico, di attrattore dell’innovazione, di creazione di lavoro vero nell’area”.

Ora non voglio certo riportare qui tutti i passi degli atti che ho avuto modo di esaminare ma, l’impressione che ho avuto, è che gli atti siano usciti direttamente dagli uffici di città della scienza, vista la pressoché totale celebrazione della Fondazione IDIS e la assoluta mancanza di qualsivoglia riferimento sia alla importante Ordinanza del Sindaco (clikka) di qualche mese fa, (confermata, peraltro, in via cautelare anche dal Consiglio di Stato), che impone alla stessa Città della Scienza di esibire i Certificati di avvenuta bonifica dell’area, sia di una importante iniziativa cittadina, attraverso la quale si sono raccolte oltre 10.000 firme, che poi ha portato all’adozione di una delibera Consiliare con la quale si è stabilito che la linea di costa di bagnoli coroglio dovrà essere ripristinata con la realizzazione di una grande spiaggia pubblica per i napoletani.

Bagnoli rappresenta il luogo di grandi ed accesi contrasti, tra i sostenitori di Città della Scienza, che la vogliono ricostruita la dov’era e coloro (le assise cittadine e molti comitati spontanei) che, invece, vogliono il ripristino della legalità attraverso il rispetto del PRG e dei vincoli paesistico/ambientali che impongono la delocalizzazione dei manufatti incendiati per lo meno al di la della strada per lasciare completamente libera la spiaggia.

In questo caso la scelta dell’amministrazione regionale è stata precisa, ha vinto Città della Scienza. Nella relazione tecnica, infatti, si legge: “In fase di progettazione si provvederà al massimo arretramento del museo dalla linea di costa, obiettivo che sarà realizzato introducendo modifiche strutturali al museo che porteranno all’eliminazione delle ultime due campate più prospicienti il mare liberando così da costruzioni un’area che sarà destinata alla fruizione pubblica“.

Ad ogni buon conto i numeri sono questi: l’intervento costerà €. 69.557.520,00 di cui 27.241.520,00 messi dalla Fondazione IDIS (immagino provenienti dalla raccolta fondi e dall’assicurazione).

La cosa che non mi quadra, oltre alla procedura assolutamente unilaterale e non condivisa, è sempre la stessa: A capo della fondazione IDIS, che opera in regime di diritto privato, nata nei primi anni novanta, a suon di miliardi di lire (circa 100) nell’epoca bassoliniana, ci sono sempre stati Vittorio Silvestrini (presidente) ed Enzo Lipardi (direttore generale) e non vi è stato mai un cambio di persone, mai nessuno che abbia detto alcunché sul punto. Città della Scienza è in sostanza una  creatura di Silvestrini, pur essendo sempre stata finanziata con fondi pubblici. Ancora oggi la quasi totalità dell’intervento di poco meno di 70 milioni di euro sarà gestito dalla Fondazione Idis nominata soggetto attuatore.

Sarà forse un mio problema ma non mi sono mai piaciute le situazioni sclerotizzate che poi finiscono sempre per cerare delle posizioni di potere che tal volta è difficile giustificare…. Ovviamente le questioni che sollevano le carte che Vi ho allegato sono stante e crediamo di dover mettere in piedi una ulteriore iniziativa per poterne discutere tutti. Buona lettura.

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