Gennaro Esposito

Alza la Testa

Stadio San Paolo: Le pretese del patron

sanpaoloLeggo le gravi e pesanti dichiarazioni fatte da de laurentiis sullo Stadio San Paolo e sul Sindaco De Magistris e come cittadino e Presidente della Commissione Sport ed impianti sportivi del Comune di Napoli devo dichiarare di essere indignato! Il patron del  Calcio Napoli fa affermazioni che danno la misura della considerazione che egli ha dei cittadini napoletani e dei tifosi. Credo che prima di parlare il manager del calcio, per dimostrare la sua serietà ed il suo rispetto verso i tifosi ed i cittadini, dovrebbe prima pagare ciò che egli deve al Comune di Napoli per canoni (io sono rimasto ad oltre 7 milioni di euro) oltre a comunicare i contratti di pubblicitari su cui al Comune per convenzione spetta il 4,50%! Questi sono i dati reali ed oggi il Comune è costretto a fare tagli su tutto, dalla refezione scolastica ai trasporti e quindi prima di pensare ai tifosi occorre che una amministrazione serie e diligente si occupi dei figli dei tifosi, mentre il patron, invece, di bussare sempre cassa per lavori straordinari al San Paolo, dovrebbe passarsi “la mano per la coscienza” e capire che oggi è il Comune ad avere necessità di un aiuto così come nel 2004 il Comune stese una mano al calcio napoli stipulando una convenzione di gran lunga vantaggiosa per il club, con la quale diede anche dei contributi alla squadra cittadina. Ciò è facile comprenderlo leggendo la convenzione che ho anche pubblicato su questo blog (il patrimonio comunale una questione di giustizia sociale clikka). Il patron, quindi, farebbe bene a capire, leggendo qualche legge, che lo Stadio San Paolo è un bene del patrimonio indisponibile, che non può essere alienato ed, inoltre, costituisce un assett a cui l’amministrazione cittadina non può rinunciare per trarne finalmente reddito. Non si capisce, infatti, perché mentre tutti gli altri comuni ci guadagnano con lo Stadio perché il Comune di Napoli ci debba rimettere a solo vantaggio della società calcio napoli che è l’unica a trarne profitto! E’ chiaro che occorre rivedere la convenzione facendo si che il Comune ci guadagni e non ci rimetta, mentre  i toni terroristici e le minacce di andare via da Napoli del patron, da una parte dimostrano come egli non ama i suoi tifosi e dall’altro sono, ovviamente, volti solo a spuntare un’altra convenzione supervantaggiosa in danno della collettività. Io provocatoriamente direi al de laurentiis fatti lo stadio nuovo ma paga prima i debiti che i tifosi napoletani non hanno l’anello al naso!

Di seguito le dichiarazioni apparse su Il Mattino.it del 16.07.2013:

«Al sindaco De Magistris ho dato tempo fino al 31 luglio, se non vuole vendermi lo stadio San Paolo andrò a costruirlo a Caserta dove sono già pronti 60 ettari di terreno». Nel Forum sul fair play finanziariosvoltosi in serata nel Teatro comunale di Dimaro, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis è tornato a parlare del tema stadio.

E ha aggiunto che a De Magistris ha dato tempo fino al 31 luglio per dargli una risposta sull’acquisto dello stadio, avendo già pronti a Caserta 60 ettari di terreno.

«Il sindaco fa il sindaco – ha continuato De Laurentiis – e quindi è ignorante in materia di sport. La prossima legge dirà che il Comune dovrà cedere a una cifra simbolica, forse un euro, l’impianto al club se si occuperà della ristrutturazione dell’impianto. La Juventus ha sfruttato Sport Five. Io non devo parlare con l’assessore allo sport, ma con il sindaco. Il sindaco si informasse, così può leggere le leggi. Il sindaco è molto antico, non mi ha voluto far togliere la pista d’atletica leggera. Io sono proteso verso il futuro».

«Gli ho dato tempo fino al 31 luglio – ha aggiunto – per darmi una risposta sull’acquisto del San Paolo. Io ho già il terreno pronto a Caserta, sono pronti 60 ettari. Sarà servita bene dal punto di vista dei trasporti. Sarà un tempio del calcio. Non voglio soldi dal sindaco e dalla città. Il sindaco non ha un sufficiente peso politico per governare la città al 100%». «Vorrei fare un incontro serenissimo con il consiglio comunale – ha concluso il presidente – Facciamo un dibattito per la città, non per gli interessi personali. Se lavoriamo bene tuteliamo anche gli interessi personali».

vedi anche:

quanto ci costa il calcio clikka

il calcio è una priorità per napoli clikka

le sorprese dello stadio san paolo clikka

9 commenti su “Stadio San Paolo: Le pretese del patron

  1. diego
    16 luglio 2013

    CONCORDO SU TUTTO. MA SAREBBE OPPORTUNO CERCARE DI CAPIRE QUANDO E’ STATA FATTA QUESTA CONVENZIONE (TUTTA A FAVORE DEL DE.LA.) CHI NE E’ STATO L’ESTENSORE, FAUTORE E “PROMOTORE” (GUARDATEVI INTORNO FRA I VS. ATTUALI ASSESSORI, NON E’ DIFFICILE CAPIRE…) E CHI SI SARA’ VENDUTO PER UN BIGLIETTO DI TRIBUNA A DANNO DI TUTTA LA COLLETTIVITA’. MA POI COSA VI ASPETTAVATE DA UNO CHE STA QUI SOLO PER FARE SOLDI? VI TIENE TUTTI A BADA E SOTTO O “PACCHERO” COME SI DICE A NAPOLI. SE NON RIUSCIRETE QUESTA VOLTA A FARVI RISPETTARE SIGNIFICA SOLO UNA COSA: SIETE COMPROMESSI. TUTTI !

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  2. n3m0scrapbook
    16 luglio 2013

    Tra De Laurentiis e De Magistris è uno scontro fra titani in quanto ad arroganza/supponenza.
    Aggiungo anche che l’arroganza del De Laurentiis è anche l’epifenomeno dell’inconcludente parolaio sindacale.

    Detto ciò, io continuo a pensare che lo stadio S.Paolo possa essere una risorsa solo ed unicamente se di proprietà della SSC Napoli.
    Ritengo che il comune -con un’adeguata convenzione- potrebbe ricavarne solo vantaggi. Questi sono i cespiti che possono essere venduti con un guadagno della collettività.

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  3. Maria Antonia
    17 luglio 2013

    Tempo fa ho letto il termine democratura credo sia Crouch,mi pare questo il termine più adatto e sintetizzato nellafrase “fra poco me lo venderete un euro perchè voi votate, ma noi siamo il potere e le leggi le facciamo da soli,a voi l’illusione di esserci ma ormai siete solo comparse”.
    Invece di preoccuparci di, a chi dare l’oscar dell’arroganza,che non scarseggia neanche fra noi che commentiamo,se proprio si vuole pensare in termini di mercato e di bene comune(la vedo difficile ma tant’è di super ego e individualismo pupulla questo nostro tempo),allora vendiamolo con gara europea al massimo rialzo,almeno potremo dire di averlo venduto e non svenduto in osseqio al più infantile dei campanilismi,Brasile docet……………………………..

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  4. carlo
    17 luglio 2013

    Pienamente condivisibile il contenuto di questo pensiero, soprattutto in funzione di quanto accade giornalmente in questo impianto, patrimonio della città di Napoli, non solo della squadra di calcio.
    E’ triste, a dir poco tristissimo, leggere simili parole, soprattutto ricordando che attualmente il calcio utilizza questo impianto 2/4 mezze giornate al mese, mentre quotidianamente centinaia e centinaia di cittadini (si stima una cifra superiore alle 2000 persone) fruiscono degli spazi e delle strutture del San Paolo. Una decina di attività sportive, impegnate ognuna di esse con centinaia di utenti, sia nelle palestre sottoposte al livello del manto di gioco, sia sulla pista di atletica leggera.
    Ricordare che la SSC deve canoni al comune di Napoli per milioni di euro, mentre si decide di aumentare quelli delle associazioni sportive che operano nella promozione sportiva e sociale sul territorio (per portare al 36% degli introiti della struttura di Fuorigrotta quelli provenienti dai canoni), privandoli di risorse utili ad importanti iniziative locali e non solo.
    Bisogna decidere, decidere in fretta (visto che sono oltre 10 anni che si rimanda l’inprocrastinabile), decidere se continuare a vivere in una città senza regole, senza legge, figlia del clientelarismo e degli interessi, o tornare a concepire una metropoli umana, vivibile, sensata e finalizzata al benessere comune, puntando sul benessere dei residenti (partendo dalla fruibilità degli spazi e delle strutture) ed evitando di assistere a demolizzazioni sfacciate dello sport (diverso dal calcio) o alla decivilizzazione totale che ogni spazio e marciapiede subisce in occasione delle partite, svolte in uno stadio posto in un quartiere che non è più in grado di sostenere l’evoluzione attuale di numeri e spostamenti.
    Pensiamo al futuro ed evitiamo di permettere ad alcuni personaggi di tenere sotto scacco una città e di contare più dell’intera cittadinanza…

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  5. n3m0scrapbook
    17 luglio 2013

    Quindi si conferma che senza il calcio l’impianto non può sopravvivere.
    Abbiamo di fronte a noi due strada: copiare il barcelona, grazie al quale sopravvivono tanti sport al camp nou, oppure continuare col parolaio delle petizioni di principio.

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  6. Pingback: Stadio San Paolo: De Laurentiis il patron padrone | Gennaro Esposito

  7. crescenzo
    17 luglio 2013

    ho letto il suo commento a quanto dichiarato dal Presidente del Calcio Napoli. Mio modestissimo parere è oltremodo fuori luogo per non dire di cieca supponenza quanto dal Lei scritto. Il sindaco De Magistris tenta, parlando in politichese, di celare una realtà evidente, evitare un altro fallimento per la questione San Paolo.
    Voglio evidenziarLe che : il San Paolo è a norma in quanto il Calcio Napoli ha pagato di tasca propria ogni LAVORO , CHE NEGLI ANNI, SONO STATI EFFETTUATI, questo ha mascherato il nulla dall’Amministrazione comunale; in più un privato vuole comprare lo stadio fare un progetto di riqualificazione del quanrtire di Fuorigrotta e non capisco tanto scetticismo e tanta negatività . Ma la verità è cge dietro il progetto San Paolo ci sono una serie di interessi di imprenditori MOLTO VICINI al sindaco che havevano già provveduto a comprare vaste zone di Ponticelli dove in Pirmo cittadino voleva costruire il nuovo stadio.. ora è facile intuire che AGLI AMCI ALMENO DEVE GARANIRE una quota della torta relativa alla ristrutturazione dello stadio questa è la sola verità!!! BASTA SOSTENIAMO de laurentis che come imprenditore ha già dimostrato di poter far bene, sia x la città che x la squadra cittadina.
    BASTA CON LA CAMORRA DAI COLLETTI BIANCHI IL VERO CAPPIO AL COLLO DELLA NJOSTRA CITTA’!!!

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    • gennaro esposito
      17 luglio 2013

      non uso parlare senza avere le evidenze documentali e le posso dire che il patron non paga il canone dovuto dal 2007 e non comunica neppure i contratti pubblicitari su cui deve il 4,5% al comune di napoli e quindi anche a lei. Ora Le chiedo Lei venderebbe una sua casa ad un conduttore che non le ha pagato cinque anni di canone di locazione? Mi risponda.

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  8. FILOS PAT
    4 luglio 2014

    De Laurentis fa i “Filmetti” cosa ne capisce lui di SPORT?????

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