25 Anni: Il Disastro di Bagnoli su Radio Radicale

25 anni senza vedere nulla di concreto se non l’inquinamento per IPA e PCB ne parlano Giuseppe Mastrolorenzo (primo Ricercatore all’INGV) e l’Avv. Gennaro Esposito su Radio Radicale nel programma Overshoot di Enrico Salvatori. Una occasione per dire che, al netto delle condanne penali di cui probabilmente ai cittadini non interessa nulla, a Bagnoli si è consumato oltre ad un disastro ambientale anche uno sociale ed umano. Quando sono arrivato nel 2011 ad occuparmi della vicenda, come tanti napoletani, ho sperato che si potesse invertire la tendenza ed invece è stata un’altra occasione mancara. L’epilogo lo conosciamo e non perdo l’occasione anche questa volta per dire che ciò che è accaduto a Napoli Ovest, ex polo siderurgico (di cui per lo meno si parla), è accaduto anche a Napoli Est (polo petrolchimico) di cui non si parla, ovvero, non se ne parla abbastanza.Colpa dei cittadini, della politica, delle istituzioni … Ascoltate e fatevene una ragione per impegnarvi per lo meno a conoscere se non a fare vuoi stessi … Per saperne di più e leggere atti e documenti basta cercare in questo sito (clikka) che mi è valso anni di lavoro e di studio. Spero ne sia valsa la pena, quanto meno per la mia coscienza…

 

 

 

 

Porto Fiorito: un altro caso Bagnoli nell’indifferenza dei giornali

Porto Fiorito corradiniOggi come avevo già previsto ieri (clikka) i giornali (nonostante li avessimo chiamati tutti), non hanno proprio considerato che noi di Ricostruzione Democratica su Bagnoli Futura avevamo previsto tutto, proponendo il 16.10.2012 la liquidazione della società che oggi avrebbe salvato 150 milioni di beni dei cittadini napoletani e dato il tempo di risolvere il problema dei 53 lavoratori, dando anche la possibilità di  una riprogrammazione per l’area. Oggi, infatti, abbiamo avuto solo un trafiletto su Il Mattino.

Ebbene, sui giornali, tal volta mi è difficile non dare ragione a grillo. Oggi tutti, compresi i veri responsabili del disastro Bagnoli hanno parlato e sono stati intervistati riabilitandosi, agli occhi dei cittadini meno informati.

I giornali hanno fatto parlare coloro che hanno ingrassato i loro consensi elettorali spendendo i soldi dei contribuenti male, anzi malissimo, e lasciando una eredità pesantissima ai napoletani!

La stampa cittadina avrebbe sicuramente potuto darci lo spazio che meritavamo almeno per far capire che c’è anche una politica buona che cerca di fare l’interesse pubblico. Per fortuna ci sono i Blog ed i social network.

Il sospetto è che ci siano degli ordini di scuderia: adesso che ha vinto renzi tutti allineati e coperti, dobbiamo riabilitare tutto il pd. Solo che così facendo non si farà mai il bene del pd stesso perché le tante persone perbene che ci sono e che si impegnano si troveranno sempre la strada sbarrata dai potenti che di fatto comandano anche i giornali.

Mi sarebbe, infatti, piaciuto che almeno qualche giornalista avesse chiesto come mai Bagnoli Futura aveva maturato tutta questa debitoria e come mai i controlli sulle bonifiche venivano, diciamo, addomesticati, almeno secondo le ipotesi della magistratura inquirente, nonché come mai Bagnoli Futura avesse acquistato suoli dalla FINTECNA pagandoli come oro nonostante ci volessero somme di gran lunga superiore al loro valore per bonificarli.

Niente di tutto questo! Non una domanda diciamo pepata in grado di far capire ai cittadini dove sta il marcio! Tutti a sparare a zero sull’amministrazione con lo scopo di far passare nel dimenticatoio le loro colpe ben più gravi!

Visto il risultato, adesso nell’esercizio della nostra inascoltata “arte divinatoria” vi svelo, per la seconda volta, che un’altra Bagnoli Futura c’è anche alle porte di San Giovanni e si chiama Porto fiorito (clikka).

Proprio per lasciare traccia, che spero non servirà solo ai posteri, ho scritto l’interrogazione che vi incollo di seguito e che è stata firmata oltre che da noi di Ricostruzione Democratica, anche da Antonio Borriello del pd e da Marco Russo (gruppo misto) entrambi della zona orientale.

Nella speranza che ci sia una stampa libera in grado di leggere con indipendenza, serietà, attenzione e scrupolo la politica cittadina facendo in modo di contribuire all’alto compito di formare correttamente l’opinione pubblica!

Ecco il testo dell’Interrogazione:

Napoli, 30 maggio 2014

prot n. 59/rd/2014

 

                                                                             Al Sig. Assessore all’Ambiente

                                                                              Dr. Tommaso Sodano

                                                                             Al Sig. Assessore Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità

                                                                             Ing. Mario Calabrese

                                                                             Al Sig. Assessore Politiche Urbane, Urbanistica e Beni Comuni

                                                                             Arch. Carmine Piscopo

                                                                            Al Dipartimento Consiglio Comunale

                                                          e p.c.       Al Sig. Sindaco

                                                                           On. Luigi de Magistris

Oggetto: INTERROGAZIONE CONSILIARE urgente con risposta in aula

 Premesso

 che, come può evincersi dalle pagine dedicate sul sito web istituzionale, con delibera di G.C. 11 giugno 1999 n. 1947 e successivo atto notarile n. rep. 101156 del 10 novembre 1999, l’Amministrazione Comunale ha acquisito il complesso immobiliare denominato “ex stabilimento metallurgico Corradini” sito in località Vigliena – San Giovanni a Teduccio;

 che, con delibera di G.C. 26 agosto 1999 n. 2832, l’Amministrazione Comunale ha approvato, ai sensi del Dm 8 ottobre 1998, il programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio della città di Napoli;

 che, nel dettaglio, il programma in parola prevedeva la riqualificazione della fascia litoranea del quartiere di San Giovanni a Teduccio con la realizzazione di un sistema di interventi integrati a livello urbano e territoriale, tra cui, così come previsto dalla variante generale al PRG, un insediamento universitario ed un porto turistico con relative infrastrutture e attrezzature negli ex complessi industriali Cirio e Corradini;

 che, con delibera di Consiglio Comunale 24 novembre 1999 n. 434, si è provveduto, da un lato, all’individuazione, ai sensi dell’art. 37 bis della legge 109/94 e successive modifiche ed integrazioni, “degli interventi pubblici e di pubblica utilità da realizzarsi con il concorso totale o parziale di capitale privato”, dall’altro, all’attivazione delle procedure pertinenti l’inoltro delle proposte progettuali da parte di soggetti privati in possesso dei requisiti di legge;

che nella precitata deliberazione, tra gli interventi ritenuti prioritari ai fini della riqualificazione urbana era stato altresì individuato il “completamento della riqualificazione dell’area ex Corradini non utilizzata dall’Università Federico II° e dell’area prospiciente, di mare e di costa, per la realizzazione di un porto turistico con relative infrastrutture, nonché la realizzazione di strutture ricettive e impianti sportivi”;

che, in data 28 luglio 2000, la società Porto Fiorito s.c.a.r.l. ha presentato una proposta progettuale afferente la realizzazione di un porto turistico e relative infrastrutture a terra in corrispondenza dell’ex opificio Corradini in località Vigliena – San Giovanni a Teduccio;

che, in data 14 dicembre 2000, l’Amministrazione Comunale ha accertato in via preliminare all’esame della proposta presentata, il possesso dei requisiti di legge del proponente;

che, in data 23 dicembre 2000, Regione Campania, Comune di Napoli, Autorità portuale di Napoli, Capitaneria di Porto di Napoli, Ministero dei trasporti, Ministero dei Lavori pubblici, Università degli Studi Federico II di Napoli, ai sensi dell’art. 34 del TUEL 267/2000, hanno sottoscritto specifico accordo di programma per la riqualificazione dell’area degli ex complessi industriali Cirio e Corradini e per la realizzazione di nuove sedi universitarie, di attrezzature pubbliche, di un approdo turistico e dell’adeguamento dell’area portuale;

che nell’accordo in parola venivano altresì definiti gli elementi normativi e le indicazioni per la progettazione degli interventi, stabilendo, tra l’altro, che gli interventi previsti dovessero attuarsi mediante progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, ai sensi della Legge n. 109/1994, nel rispetto della disciplina urbanistica e delle norme di attuazione della variante generale al Prg adottata;

che, con delibera 16 gennaio 2001 n.14, il Consiglio Comunale ha preso atto del predetto accordo di programma;

che, con Decreto del Presidente della Giunta Regionale 1 marzo 2001 n. 325, pubblicato sul BURC n. 14 del 12 marzo 2001, la Regione Campania ha approvato l’accordo in parola e gli interventi previsti dalla proposta di project financing;

che, in data 16 luglio 2001, il Servizio Pianificazione Urbanistica – in relazione alla nuova disciplina urbanistica, al parere espresso dall’Unità Tecnica “Finanza di Progetto” istituita con delibera di G.R. n. 1460/2001, nonché all’istruttoria dei competenti uffici del Comune di Napoli, ha richiesto l’integrazione o parziale modifica degli elaborati progettuali presentati dalla società Porto Fiorito s.c.a.r.l.;

che, in data 2 luglio 2002, la società Porto Fiorito s.c.a.r.l. ha consegnato la documentazione integrativa alla proposta originaria;

che, in data 16 aprile e 6 maggio 2003, la società Porto Fiorito s.c.a.r.l. ha consegnato ulteriori documenti a modifica ed integrazione di quelli presentati;

che, in data 8 maggio 2003, Comune di Napoli ed Autorità Portuale hanno stipulato specifico accordo di programma in relazione al coordinamento delle modalità di affidamento in concessione delle aree e degli immobili di proprietà sia comunale, sia del demanio marittimo, a favore del soggetto aggiudicatario, e alla definizione del procedimento congiunto di aggiudicazione delle concessioni, così come disciplinate dall’art. 19 della Legge n. 109/1994, dalla Legge n. 84/1994 e dal codice della navigazione;

che, con delibera di G.C. 13 maggio 2003 n. 1525, è stata approvata, ai sensi dell’art. 37 ter della legge 109/94, la dichiarazione di pubblico interesse per la proposta presentata dalla società Porto Fiorito s.c.a.r.l. in ordine alla progettazione, costruzione e gestione di un porto turistico con relative infrastrutture e attrezzature in località Vigliena – San Giovanni a Teduccio;

che, con delibera di G.C. 30 luglio 2003 n. 2903, è stata approvata la modifica della precitata deliberazione di G.C. 13 maggio 2003 n. 1525 per la parte in cui, nel dettare prescrizioni alla proposta della società Porto Fiorito s.c.a.r.l., si pongono implicitamente a carico del concessionario gli oneri relativi alla bonifica dei terreni;

che, nel mese di settembre 2003, è stato approvato il disciplinare di gara e la pubblicazione del bando relativo all’affidamento, mediante gara col sistema della licitazione privata ed eventuale procedura negoziata, della concessione per la progettazione definitiva e esecutiva, la costruzione e gestione funzionale ed economica del porto turistico con relative infrastrutture e attrezzature, sulla base del progetto preliminare presentato dal promotore, società Porto Fiorito s.c.a.r.l.;

che, in data 11 marzo 2004, la commissione giudicatrice dichiarava il promotore, società Porto Fiorito s.c.a.r.l., aggiudicatario provvisorio della procedura alle condizioni di cui alla proposta presentata dallo stesso ed emendata con delibere di G.C. 13 maggio 2003 n. 1525 e 30 luglio 2003 n. 2903;

che, in data 28 maggio 2004, si è provveduto – d’intesa con il Presidente dell’Autorità Portuale di Napoli – all’aggiudicazione definitiva alla società Porto Fiorito s.c.a.r.l. della concessione per la progettazione definitiva e esecutiva, la costruzione e gestione funzionale ed economica di un porto turistico con relative infrastrutture e attrezzature in località Vigliena – San Giovanni a Teduccio;

che, con delibera 25 luglio 2005 n. 66, il Consiglio Comunale ha ratificato l’Accordo di programma sottoscritto in data 12.7.2005 tra il Comune di Napoli, la Provincia di Napoli, l’Autorità Portuale di Napoli e Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania per la variazione alla disciplina urbanistica, di cui all’art. 144 delle NTA della Variante al PRG del Comune di Napoli approvata con DPGRC n° 323/2004;

che, in data 27 settembre 2005, è stata stipulata specifica convenzione con la società Porto Fiorito s.c.a.r.l., i cui aspetti salienti sono di seguito riportati:

  1. affidamento in concessione della progettazione definitiva ed esecutiva, della costruzione e gestione funzionale ed economica di un porto turistico con relative infrastrutture da realizzarsi in località Vigliena a San Giovanni a Teduccio;
  1. intervento di recupero di parte del dismesso opificio “Corradini”, in parte di proprietà comunale e in parte di proprietà del demanio marittimo;
  1. intervento, comprensivo delle relative opere di urbanizzazione, su aree di costa demaniale e su porzione di mare territoriale ottenuti in concessione demaniale dall’Autorità Portuale, ovvero: bacino acqueo protetto da moli e corredato da banchine di attracco per complessivi 850 posti barca; box per auto e deposito attrezzature; torre di controllo del traffico; pompa carburante; servizi idrici, elettrici, telefonici, antincendio; area cantieristica per il rimessaggio al coperto e allo scoperto per imbarcazioni; club house; aree verdi e di stoccaggio; area attrezzata e immobile per la sosta degli autoveicoli dei titolari dei posti barca o esercenti attività di servizio e commerciale dell’area portuale; attrezzature sportive e commerciali, artigianali, di servizio e ricettive complete di parcheggi pertinenziali e di aree verdi;
  1. opere infrastrutturali esterne alle aree interessate alla concessione, ovvero strada di collegamento tra via Ponte dei Granili ed area in concessione, piazza antistante l’università, molo per l’attracco aliscafi, passeggiata a mare, sistemazione della foce dell’alveo Pollena, che, dopo il collaudo, dovranno essere consegnate al Comune,

Atteso

che l’importo complessivo delle opere era di € 77.627.660,00 ed il tempo massimo di esecuzione dei lavori previsto per la realizzazione dell’intero intervento era di 54 mesi;

che per le aree e immobili di proprietà comunale la durata della concessione era stata stabilita in 99 anni con costituzione a favore della società Porto Fiorito s.c.a.r.l. del diritto di superficie sulle aree e sugli immobili per la stessa durata della concessione senza pagamento di alcun canone o corrispettivo ulteriore rispetto alla esecuzione delle opere;

che per le aree demaniali marittime ricadenti sulla linea di costa e afferenti gli specchi acquei la durata della concessione era stata stabilita in 40 anni, mentre per le rimanenti aree demaniali la durata sarebbe stata di 99 anni;

 Preso atto

 che, con deliberazione di G.C. 3 Agosto 2006 n° 3739, è stato approvato il progetto definitivo del nuovo porto turistico di Vigliena a San Giovanni a Teduccio, definendo la consegna delle aree di proprietà del demanio e delle aree e degli immobili di proprietà del Comune di Napoli;

 Ritenuto

che, per quanto risulta, pressoché nulla di quanto era stato programmato, deliberato e stipulato, sia stato realizzato;

che, a distanza di anni, sia evidente e stridente l’analogia con Bagnoli e l’area occidentale della città;

che, al tempo stesso, nell’ambito delle operazioni preliminari al cosiddetto investimento, si è persa l’esistente struttura di mq. 30,00 di area a terra e specchio acqueo dei Cantieri Navali Partenope s.r.l., che a pieno regime impiegava 30 posti di lavoro oltre l’indotto per effetto della revoca della concessione demaniale giustificata paradossalmente per pubblica utilità;

che, a fronte del nulla, sembrerebbe che, paradossalmente, i rappresentanti della società Porto Fiorito s.c.a.r.l. abbiano richiesto un allungamento della concessione;

che sia quantomeno improprio quanto ancora oggi viene riportato nelle pagine dedicate a Porto Fiorito sul sito web istituzionale, ovvero che il contributo del Comune a fronte del complesso intervento sarebbe stato esclusivamente quello della concessione degli immobili dell’ex opificio Corradini;

che, al riguardo, si sarebbe dovuto perlomeno precisare che l’acquisizione da parte del Comune dell’area in parola, concessa successivamente per 99 anni alla precitata Porto Fiorito s.c.a.r.l. a fronte della bonifica e della riqualificazione dell’area e di quanto su riportato (progettazione definitiva ed esecutiva, costruzione e gestione funzionale ed economica di un porto turistico con relative infrastrutture, ecc.), aveva comportato per il Comune una spesa di 10 miliardi di vecchie lire;

che l’Amministrazione Comunale debba con ogni urgenza chiedere conto alla precitata Porto Fiorito s.c.a.r.l. di quello che ad oggi appare a tutti come un fallimento;

che in questi anni, in diverse occasioni, anche in questa Consiliatura, si è accennato al porto turistico di Vigliena come prolungamento naturale del porto di Napoli e straordinaria opportunità di infrastrutture e servizi in grado di rispondere alle esigenze di mercato e di riqualificazione dell’area orientale;

Tanto premesso,i sottoscritti Consigliere Comunali, Gennaro Esposito, Simona Molisso, Carlo Iannello, appartenenti al Gruppo Consiliare “Ricostruzione Democratica”, ed Antonio Borriello, appartenenti al Gruppo Consiliare “Partito Democratico”,

INTERROGA

Il SIG. ASSESSORE ALL’AMBIENTE, IL SIG. ASSESSORE ALLE INFRASTRUTTURE, LAVORI PUBBLICI E MOBLITÀ, IL SIG. ASSESSORE ALLE POLITICHE URBANE, URBANISTICA E BENI COMUNI

1.- per conoscere quale sia lo stato di fatto attuale delle predette aree concesse alla Porto Fiorito s.c.a.r.l., che avrebbero dovuto essere in breve tempo (massimo di 54 mesi)oggetto di riqualificazione urbana, sociale ed occupazionale per la città di Napoli e per i suoi cittadini;

2.- per conoscere quali degli interventi previsti in concessione per l’area dell’ex opificio Corradini in località Vigliena – San Giovanni a Teduccio – bonifica dell’area, progettazione, costruzione e gestione di un porto turistico con relative infrastrutture (recupero del dismesso opificio “Corradini”, bacino acqueo protetto da moli e corredato da banchine di attracco per 850 posti barca; box auto e deposito attrezzature; torre di controllo; pompa carburante; servizi idrici, elettrici, telefonici, antincendio; area cantieristica per il rimessaggio delle imbarcazioni; club house; aree verdi e di stoccaggio; attrezzature sportive e commerciali; parcheggi pertinenziali ed aree verdi; molo per l’attracco aliscafi, passeggiata a mare, ecc.) – la società Porto Fiorito s.c.a.r.l. abbia realizzato in questi anni;

3.- quali provvedimenti l’Amministrazione Comunale intende adottare per lo stato in cui versa l’area oggetto della concessione e se sono riscontrabili inadempimenti agli obblighi assunti da parte degli interlocutori sia pubblici che privati, anche a tutela dei lavoratori, tali da compromettere la realizzabilità dell’intervento di riqualificazione dell’area.

F.to Gennaro Esposito

F.to Antonio Borriello

F.to Simona Molisso                                                       

F.to Carlo Iannello                                                                             

F.to Marco Russo

Bagnoli e Città della Scienza

città della scienzaBagnoli è una ferita aperta nella città di Napoli, pertanto, credo sia utile leggere la delibera di Giunta Regionale n. 120 del 24.04.2014 (clikka), con allegati: 1) il protocollo di intesa (clikka); 2) Relazione Tecnica (clikka); 3) Accordo di programma quadro (clikka); 4) piano finanziario (clikka); 5) Programma degli interventi (clikka).

Dalla lettura di questi atti si capisce che Città della Scienza dovrà essere il motore di sviluppo dell’intera area di Bagnoli. Atti, peraltro, che poi dovranno essere approvati anche dal Consiglio Comunale, o meglio semplicemente ratificati, visto che sarà pressoché impossibile modificare alcunché, con buona pace, non solo della democrazia partecipata, ma anche di quella rappresentativa.

Ebbene, nella relazione tecnica si legge che gli obiettivi globali dell’Accordo di Programma sono: 1) “quello politico con l’obiettivo di dare una chiara e forte risposta all’atto criminale ricostruendo dove era lo Science Centre incendiato; 2) quello economico con l’obiettivo di mettere il potenziale tecnico e simbolico di città della scienza al servizio della città, rafforzando la sua funzione pubblica, grazie alla sua capacità di coniugare cultura e scienza, ambiente e natura, con l’obiettivo di essere tra i soggetti promotori dello sviluppo economico, di attrattore dell’innovazione, di creazione di lavoro vero nell’area”.

Ora non voglio certo riportare qui tutti i passi degli atti che ho avuto modo di esaminare ma, l’impressione che ho avuto, è che gli atti siano usciti direttamente dagli uffici di città della scienza, vista la pressoché totale celebrazione della Fondazione IDIS e la assoluta mancanza di qualsivoglia riferimento sia alla importante Ordinanza del Sindaco (clikka) di qualche mese fa, (confermata, peraltro, in via cautelare anche dal Consiglio di Stato), che impone alla stessa Città della Scienza di esibire i Certificati di avvenuta bonifica dell’area, sia di una importante iniziativa cittadina, attraverso la quale si sono raccolte oltre 10.000 firme, che poi ha portato all’adozione di una delibera Consiliare con la quale si è stabilito che la linea di costa di bagnoli coroglio dovrà essere ripristinata con la realizzazione di una grande spiaggia pubblica per i napoletani.

Bagnoli rappresenta il luogo di grandi ed accesi contrasti, tra i sostenitori di Città della Scienza, che la vogliono ricostruita la dov’era e coloro (le assise cittadine e molti comitati spontanei) che, invece, vogliono il ripristino della legalità attraverso il rispetto del PRG e dei vincoli paesistico/ambientali che impongono la delocalizzazione dei manufatti incendiati per lo meno al di la della strada per lasciare completamente libera la spiaggia.

In questo caso la scelta dell’amministrazione regionale è stata precisa, ha vinto Città della Scienza. Nella relazione tecnica, infatti, si legge: “In fase di progettazione si provvederà al massimo arretramento del museo dalla linea di costa, obiettivo che sarà realizzato introducendo modifiche strutturali al museo che porteranno all’eliminazione delle ultime due campate più prospicienti il mare liberando così da costruzioni un’area che sarà destinata alla fruizione pubblica“.

Ad ogni buon conto i numeri sono questi: l’intervento costerà €. 69.557.520,00 di cui 27.241.520,00 messi dalla Fondazione IDIS (immagino provenienti dalla raccolta fondi e dall’assicurazione).

La cosa che non mi quadra, oltre alla procedura assolutamente unilaterale e non condivisa, è sempre la stessa: A capo della fondazione IDIS, che opera in regime di diritto privato, nata nei primi anni novanta, a suon di miliardi di lire (circa 100) nell’epoca bassoliniana, ci sono sempre stati Vittorio Silvestrini (presidente) ed Enzo Lipardi (direttore generale) e non vi è stato mai un cambio di persone, mai nessuno che abbia detto alcunché sul punto. Città della Scienza è in sostanza una  creatura di Silvestrini, pur essendo sempre stata finanziata con fondi pubblici. Ancora oggi la quasi totalità dell’intervento di poco meno di 70 milioni di euro sarà gestito dalla Fondazione Idis nominata soggetto attuatore.

Sarà forse un mio problema ma non mi sono mai piaciute le situazioni sclerotizzate che poi finiscono sempre per cerare delle posizioni di potere che tal volta è difficile giustificare…. Ovviamente le questioni che sollevano le carte che Vi ho allegato sono stante e crediamo di dover mettere in piedi una ulteriore iniziativa per poterne discutere tutti. Buona lettura.

Chi inquina paga! Ecco l’ordinanza del Sindaco su Bagnoli

bagnoliSulla questione delle bonifiche di Bagnoli noi di i Ricostruzione Democratica siamo intervenuti molte volte in Consiglio e l’ultima volta abbiamo chiesto con forza che si facessero i controlli sulla CEMENTIR (a Bagnoli c’è la CEMENTIR ma nessuno ne parla clikka). Oggi (03.12.2013) è stata emessa una ordinanza Sindacale con la quale si ordina la bonifica dei siti alla FINTECNA ed alla CEMENTIR (clikka) e si chiede alla Fondazione IDIS di esibire i certificati di bonifica o di messa in sicurezza. Sono soddisfatto che il Sindaco abbia adottato questa scelta non facile ma credo l’unica possibile. Ora è probabile che piovano ricorsi al TAR per ottenerne l’annullamento previa sospensiva, in tal caso spero che le associazioni ambientaliste ed i cittadini sappiano organizzarsi per intervenire nei relativi probabili giudizi al fine di sostenere le ragioni pubbliche a tutela della salute. Noi siamo pronti a fornire tutto il nostro aiuto. Per capire la gravità dell’inquinamento consiglio la lettura del decreto di sequestro delle aree che apre scenari assolutamente incredibili (decreto di sequestro clikka).

Per un’ampia trattazione sul tema si possono visualizzare anche i numerosi articoli su questo blog (clikka)

Il “rigore” in politica … non viene mai fischiato!

imagesOggi leggo le reazioni dei politici tutti dichiarati assolti anche in secondo grado per la questione Romeo mentre per il caso Bagnoli si è aperta una inquietante finestra sulle bonifiche. Devo dire che venerdì scorso (11.04) in commissione ambiente ho avuto modo di esprimere tutto il mio rammarico verso l’amministrazione dichiarando che non è possibile che arrivi sempre prima la magistratura e che la politica sia sempre in ritardo. Sulla questione, infatti, noi di Ricostruzione Democratica ci siamo espressi molte volte chiedendo alla giunta di accertare cosa era accaduto nella partecipata e di giungere allo scioglimento della stessa (clikka). Manco a dirlo siamo stati completamente inascoltati ed oggi ci troviamo nell’antipatico ruolo di chi afferma “ve l’avevamo detto!”. Ora, invece, gli amministratori dell’affare Romeo festeggiano per la loro assoluzione che, ovviamente, non metto in discussione nel modo più assoluto, ma spero che la politica (quando sarà il caso) non vada dietro a questa cosa ma esamini con diligenza e perizia i comportamenti facilmente riscontrabili dalle intercettazioni telefoniche relative a quel giudizio che emergono dalla Ordinanza del GIP presso il Tribunale di Napoli che convalidò la richiesta di misure cautelati. Per carità non voglio fare o rifare alcun processo ma da quegli atti emerge che gli amministratori interloquivano eccome in modo assolutamente amichevole con l’imprenditore Romeo a cui la Corte di Appello di Napoli ha aggravata la pena per alcuni dei reati in ogni caso ritenuti commessi! Con ciò voglio dire che la Politica dovrebbe essere, secondo me, ancora più rigorosa della Giustizia, proprio perché è in gioco l’interesse pubblico e la buona amministrazione dovrebbe arrivare prima della magistratura, perché tal volta ciò che non è reato è inopportuno o talvolta illegittimo per un pubblico amministratore. Per questi motivi ho chiesto in commissione venerdì scorso le dimissioni del CDA di Bagnoli Futura che in due anni anziché verificare le carte e leggere con attenzione la relazione della Commissione Parlamentare di inchiesta, ha proseguito il programma della precedete giunta in modo assolutamente acritico e supino. Non c’è che fare in politica la parola “rigore” è riferita solo al allo sport del calcio e tutti sembrano avere la memoria corta, se sui principali giornali oggi si leggono interviste di importanti politici campani politicamente responsabili del disastro Napoli. Spero che la demolizione del presente non serva come lascia passare alla vecchia politica compromessa per uomini ed azioni.

La memoria: Su Romeo altri post che chiariscono il suo importante ruolo nell’amministrazione cittadina.

Romeo e l’insula

Romeo inaffidabile per il TAR Campania

Il percorso di guerra: la spiegazione di Romeo

L’ass. Tuccillo e la difesa dell’Insulsa

Il percorso di guerra di Romeo

Dal Corriere del Mezzogiorno di oggi 14.04.2013

▪    Lepore: «Mi dispiace per quegli assessori»

L’ex procuratore: capisco l’amarezza. Gambale: accanimento su tesi senza prove di GIANLUCA ABATE

«Stimo Giovandomenico Lepore. E, proprio per questo, ora mi aspetto le sue scuse. Una persona perbene come lui, quando sbaglia, deve avere l’onestà intellettuale di dire che ha commesso un errore». Giuseppe Gambale, l’ex assessore al Comune di Napoli arrestato il 17 dicembre 2008 nell’ambito dell’inchiesta sul Global service e assolto per la seconda volta, commenta così il verdetto emesso due giorni fa dalla corte d’appello. E l’ex procuratore di Napoli, interpellato dal Corriere del Mezzogiorno, si dice «dispiaciuto per quello che gli assessori hanno patito in questo periodo». Insomma, se non sono le scuse richieste, poco ci manca.

L’ex assessore

Breve riepilogo della vicenda. Giuseppe Gambale, Felice Laudadio, Ferdinando Di Mezza ed Enrico Cardillo due giorni fa vengono assolti al termine del processo d’appello. I giudici inaspriscono le pene per Alfredo Romeo e Felice Mautone, ma escludono l’associazione a delinquere e confermano dunque il verdetto di primo grado per gli ex assessori della giunta di Rosa Russo Iervolino. «Tutto ciò si poteva evitare», dice amareggiato Gambale. «Bastava leggersi gli atti. La verità era nelle carte già dal 17 dicembre 2008, il giorno degli arresti. C’erano le delibere, la sospensione della gara. Sarebbero stati sufficienti più accortezza e minore pregiudizio per evitare tutte queste sofferenze. Il giudice Enrico Campoli, nell’assolverci, parlò di autismo giudiziario. Ecco, credo che se si è arrivati a questo punto è proprio per quel volersi accanire su una tesi senza avere i riscontri». L’ex assessore, però, non ce l’ha con i magistrati: «Giovandomenico Lepore l’ho sempre stimato. Ed è proprio per questo che adesso mi aspetto le sue scuse. Così come attendo quelle di Franco Roberti, un altro magistrato di valore. Sono due persone perbene, e credo che una persona perbene, quando sbaglia, debba avere l’onestà intellettuale di dire che ha commesso un errore. Sia chiaro, io non nutro alcun risentimento neppure nei confronti dei tre pm che mi hanno indagato, e lo può testimoniare proprio uno di loro, Vincenzo D’Onofrio, cui ho pubblicamente stretto la mano. Il problema sta nel fatto che questa non era un’inchiesta di competenza della Procura antimafia, ma andava assegnata al pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione. Quei tre pm fanno inchieste straordinarie sulla criminalità organizzata, ma in questi casi è diverso il modo di leggere gli atti, di valutare un’intercettazione». Le ultime due stoccate sono per Rosa Russo Iervolino («Se invece di definirci sfrantummati ci avesse difeso, oggi avrebbe potuto rivendicare la sua scelta») e per il Pd: «La custodia cautelare è usata come clava: la giustizia va riformata, sono in gioco le garanzie dei cittadini».

L’ex procuratore

La parola «scuse» l’ex procuratore di Napoli non la pronuncia mai. Ma Giovandomenico Lepore mostra comunque un coraggio non comune nel commentare la sentenza: «Ho appreso dalla stampa che è stata confermata la nostra linea su Romeo e Mautone, ma che è stata invece decisa ancora una volta l’assoluzione degli ex assessori. Rispetto la decisione, evidentemente la nostra tesi era poco convincente. E per questo, avendo firmato anche io sia gli atti di quel procedimento che il ricorso in appello, oggi ritengo di dover esprimere a titolo personale dispiacere per le sofferenze patite dagli assessori in questi anni». È l’ammissione di un errore? «Se i giudici non hanno condiviso la nostra impostazione sugli assessori in tutti e due i gradi di giudizio, allora è evidente che l’errore l’abbiamo commesso noi».

Enrico Cardillo «Riconosciuta la mia onestà»

NAPOLI — È una sorta di liberazione l’assoluzione nel processo sul «presunto sistema Romeo» per Enrico Cardillo, all’epoca dei fatti assessore al Bilancio della della giunta Iervolino. L’ex sindacalista affida la sua soddisfazione ad una nota, nella quale spiega che «ancora una volta e definitivamente si riconosce l’onestà e la moralità con cui mi ero messo a disposizione di Napoli. Quando ho ascoltato in aula la sentenza il pensiero è andato alle sofferenze della mia forte famiglia, ma soprattutto a quella di Giorgio Nugnes, che non c’è più. La sentenza di appello demolisce definitivamente la malafede di quanti vollero leggere nel mio addio con le dimissioni da assessore, come una fuga. In questi cinque anni sono stati tanti i momenti di forte sofferenza, ma la certezza di essere una persona onesta, e di avere sempre operato affermando la legalità, sono stati pienamente riconosciuti dai giudici».

A. S.

Assemblea Pubblica su Bagnoli – venerdì 14.12.2012 – h.16

bagnoliASSEMBLEA PUBBLICA indetta da Ricostruzione Democratica.

Venerdì 14 dicembre alle ore 16.00 presso la sede del Consiglio Comunale, Via Verdi, 35, al IV piano (aula multimediale) il gruppo di ricostruzione democratica incontra i cittadini.

Il Consiglio Comunale è il luogo dove si forma la volontà dell’Istituzione cittadina ed è un luogo di discussione. Siamo consapevoli che ogni decisione presa in scienza e coscienza debba essere il risultato di una approfondita riflessione dell’interesse pubblico.  Siamo consapevoli che si può anche sbagliare, ma solo se in buona fede, non riteniamo concepibile una decisione presa per tutelare interessi particolari o di partiti: siamo fermamente convinti che non si potrebbe mai mantenere in vita una società partecipata o un istituzione comunale solo ed esclusivamente perché nella stessa potrebbero esserci stati giochi di partiti che hanno collocato amici, parenti o compagni di partito di consiglieri e segretari. Siamo convinti che la decisione di ogni consigliere debba essere meditata e scevra da ogni condizionamento. Siamo consapevoli che la strada è difficile, impervia e che restando da soli riusciremo a fare solo pera di testimonianza, ma che ci tocca, in ogni caso, percorrerla senza esitazione per il profondo rispetto che portiamo verso il pubblico interesse, verso la fiducia che i cittadini  hanno riposto in noi con il loro voto e per i nostri figli. Il 14 dicembre discuteremo di Bagnoli un tema che ci ha visto impegnati in consiglio comunale, tal volta anche in modo isolato votando contro la maggioranza di seguito i miei interventi in consiglio comunale:La nostra richiesta di sciogliere Bagnoli FuturaLo stato di salute di Bagnoli FuturaPer Bagnoli le dimissioni di Carlo Iannello dalla Presidenza della Commissione Urbanistica; Il parco dello sport di Bagnoli.

Sono invitati a partecipare tutti i cittadini, le realtà associative, i comitati che da anni si occupano delle tristi e sfortunate vicende di questa preziosissima area della città, le Assise di Bagnoli, le Assise di Palazzo Marigliano, I VAS, WWF, Legambiente, Italia Nostra, ecc. Il dibattito su Bagnoli è particolarmente attuale non solo per le questioni relative all’attuazione della variante occidentale, della bonifica e della trasformazione urbana, ma perché proprio nelle prossime settimane andrà via la base NATO dal Collegio Ciano, un’opra di straordinario valore architettonico, nato con meritorie finalità socio-assistenziali (come casa per gli scugnizzi) di cui la città non ha mai potuto beneficiare. Adesso la speculazione punta le proprie mire: i cittadini si debbono mobilitare per la difesa della struttura, della sua destinazione a scopi sociali e delle pregiate aree agricole limitrofe.

Bagnoli Futura la posizione di Ricostruzione Democratica

auditorium-bagnoli-futura32Sulla questione bagnoli Futura sento il bisogno di raccontare come è andata in consiglio comunale: La questione era molto delicata e quindi da giorni giravamo con la delibera che prevede, per salvare la società dal fallimento, l’attribuzione in proprietà di beni dal valore di qualche centinaio di milioni di euro (porta del parco, parco dello sport e turtle point). Temi sia tecnici sia politici che erano ovviamente molto spinosi perché riguardavano sia la natura di beni che dovevano rientrare nel patrimonio indisponibile del comune sia il fatto che non avevamo alcuna intenzione di saldare la nostra responsabilità politica con un “affare” (bagnoli futura) che dura da oltre 10 anni. Bene ad un certo punto siccome dovevano arrivare dei pareri dagli organi di controllo (segretario generale) e doveva essere redatto un emendamento dai tecnici, Carlo Iannello ha chiesto la sospensione per potere contribuire alla elaborazione del testo e per poter leggere i pareri e quindi discutere con il sindaco e gli altri consiglieri. Io e Carlo entriamo, quindi, in una stanza dove c’era il sindaco per avviare la discussione ed, invece, ci viene detto che quella era una riunione con la sola Federazione della Sinistra. L’IDV aveva già assicurato ieri il suo voto incondizionato. Dopo questa pausa si è ripresa la seduta ed il primo intervento, Elena Coccia, con un colpo di scena (almeno per me e carlo) a nome di tutta le FED ha dichiarato piena fiducia al sindaco e quindi che l’intero gruppo avrebbe votato la patrimonializzazione, poi IDV con Vernetti e poi NET con Pace. Cambio di direzione di 180 gradi, ancora più incredibile, visto che non si sapeva ancora il testo dell’emendamento del sindaco né si conoscevano i pareri del segretario generale (?) e che sulla prima versione molti componenti di FED avevano dichiarato di non votare. Alla fine la delibera è passata con il voto di tutti (compreso UDC e PD), tranne il nostro che abbiamo motivato dichiarando che per noi era meglio mettere in liquidazione la società, visto che non ci era stato fornito neppure un piano industriale che ci avesse consentito di capire che fine avrebbero fatto i beni stessi e che solo così avremmo potuto mettere le mani in dieci anni di amministrazione per verificare tutte le responsabilità. Dopo ciò che è accaduto qualche consigliere mi ha manifestato il suo apprezzamento dicendomi che noi stavamo facendo in consiglio un “bel lavoro”. Su questa cosa stendo un velo …

Per questa pagina di consiglio voglio solo ringraziare Simona Molisso che, per condividere la posizione del gruppo, a viso aperto e con spirito di servizio, è venuta in consiglio con Diego, di appena sette giorni, per votare contro la delibera, senza alcun timore e riscattando così l’onore di quelli che non se la sono sentita di assumersi le loro responsabilità.

Questo è il nostro atto che ovviamente è stato respinto dalla maggioranza del consiglio comunale. La nostra proposta era quella di mettere in liquidazione la bagnoli futura non volendo saldare la nostra responsabilità politica con quella pregressa e tracciando quindi un cambio di rotta senza se e senza ma con il passato.

CONSIGLIO COMUNALE  DI NAPOLI

del 16 ottobre 2012

PROPOSTA DI EMENDAMENTO

DELIBERA DI GIUNTA DI PROPOSTA AL CONSIGLIO N. 661 del 09/08/2012

PREMESSO CHE:

I.- Con la delibera di giunta indicata in epigrafe l’Amministrazione ha proposto la modifica dell’atto costitutivo della società Bagnoli Futura S.p.a., dello Statuto della stessa e della convenzione stipulata tra gli enti soci della Bagnoli Futura S.p.a. e quest’ultima;

II.- scopo delle modifiche è quello di consentire alla Bagnoli Futura S.p.a. di trattenere in proprietà le opere di urbanizzazione secondaria e le attrezzature tra cui la Porta del Parco, il Parco dello Sport e l’acquario tematico delle tartarughe attraverso un atto di liberalità indiretto;

III.- dalla relazione del Sindaco in aula è emersa la conferma della drammatica condizione economico/finanziaria della società Bagnoli Futura S.p.a., definita a rischio di fallimento;

IV.- la grave condizione economico/finanziaria emerge anche dalle relazioni dei Collegio dei Revisori con note del 18.09.2012 e del 15.10.2012;

IV.- con i citati pareri del Collegio dei Revisori si sottolineava, infatti, anche la necessità di approfondire la compatibilità della donazione indiretta alla società Bagnoli Futura S.p.a. con la normativa relativa alla erogazione dei contributi pubblici europei che potrebbero essere revocati in caso di violazione dei vincoli di destinazione imposti dai regolamenti europei;

V.- la patrimonializzazione della società attraverso l’attribuzione di immobili realizzati con fondi pubblici allo stato non risolve le problematiche finanziarie della Bagnoli Futura S.p.a.  che, se in stato di illiquidità, in ogni caso incorrerebbe nell’obbligo di adottare tutte le misure necessarie sia alla tutela dell’interesse pubblico che a quello dei creditori;

VI.- i beni di cui si chiede con la delibera in epigrafe l’attribuzione in proprietà in virtù degli accordi vigenti devono essere trasferiti al patrimonio indisponibile dell’ente appena eseguiti i collaudi;

VII.- il grave stato di decozione della Bagnoli Futura S.p.a. dichiarato dal Sindaco e dal Collegio dei Revisori, rende opportuno l’immediato adempimento degli obblighi di trasferimento al Comune affinché al Comune stesso sia data la possibilità di imporre il vincolo di indisponibilità;

VIII.- ogni eventuale valutazione circa le scelte da adottare deve essere preceduta da una attenta verifica delle capacità della società di far fronte agli impegni ed agli obiettivi da raggiungere, dovendo, inoltre, essere preceduta dai necessari pareri di legittimità tecnica, amministrativa e contabile così come previsto dal recente Decreto Legge n. 174/2010 art. 3 e s.s. allo stato non ancora acquisiti agli atti;

IX.- prima di ogni attribuzione patrimoniale è inoltre necessario acquisire il piano industriale della Società Bagnoli Futura S.p.a.

Tutto ciò premesso e ritenuto ed a mente dell’art. 44 del vigente Regolamento Consiliare si propone l’adozione del seguente emendamento:

1.- Abrogare i punti 2 della parte dispositiva della delibera in oggetto, ivi compresi i punti sub 2) da i) ad vii);

2.- sostituire la parte dispositiva abrogata con il seguente testo:

.-  Alla luce delle considerazioni svolte chiedere la immediata convocazione di una assemblea degli azionisti, con all’ordine del giorno la verifica della messa in liquidazione della società Bagnoli Futura S.p.a. e la nomina di un liquidatore che verifichi la percorribilità di ogni procedura volta al ripianamento dei debiti anche attraverso le procedure concordatarie vigenti.

I proponenti:

Simona Molisso

Carlo Iannello

Gennaro Esposito

seduta_del_16_ottobre_2012

Bagnoli Futura quale Futuro?

Il 7 settembre scorso ho postato la delibera di giunta su bagnoli futura che prevede una sorta di ricapitalizzazione della società mediante la rinuncia del comune di napoli al trasferimento della Porta del Parco, del parco dello sport e del turtle centre, tutti beni che dovrebbero essere assegnati al patrimonio indisponibile dell’amministrazione. Oggi posto la relazione del Collegio dei Revisori sulla citata delibera. All’adozione dell’atto, di cui il Consiglio è investito, vi sono numerose difficoltà tecniche dovute ad uno stato, direi, comatoso della società. Ultimamente, infatti, lo stesso Sindaco in una intervista riferiva circa Bagnoli Futura: “abbiamo ereditato un cadavere”. Ecco oggi al consiglio comunale si chiede di resuscitare il morto solo che a parere mio forse per fare ciò non basterebbe il “Figlio” ma ci vorrebbe il “Padre”. Siamo, infatti, ad una svolta epocale dove o ci si infila nel solco del rispetto delle regole o si  viaggia su una strada parallela che potrebbe avere anche brusche inversioni ad “U”. Di ciò, infatti, ci avvertono i revisori che paventano la possibilità che i beni di cui si chiede il trasferimento potrebbero essere coinvolti in una procedura concorsuale (alias fallimento). Bagnoli Futura ha riportato perdite di bilancio in tre esercizi 2008, 2009 e 2010, come riferiscono gli stessi Revisori e per legge la società non può essere assolutamente beneficiare di alcuna attribuzione. E’ da un po’ di giorni che mi chiedo cosa c’entri la politica in questo. Si può per ragioni “politiche” infrangere la legge? E se si qual’è il limite oltre il quale il “superamento” della legge non è consentito? chi lo stabilisce? La questione è molto seria perché la chiusura o peggio il fallimento di Bagnoli Futura determinerebbe anche il fallimento di una intera area dove il Comune perderebbe il controllo. Ma questo può essere imputato a quest’amministrazione? O al suo consiglio comunale? Io sono convinto di no. Occorre però avere coraggio ed essere in grado di affrontare la realtà e non avere paura di puntare il dito verso i colpevoli affinché se ne assumono la responsabilità innanzi al tutta la città! Per cambiare rotta occorre vincolarsi al rispetto delle regole ed investire la città del dibattito sul futuro di Bagnoli.

RELAZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI Napoli, 18 settembre 2012

Rif.: delibera di G.C. n.661 del 09-08-2012 – proposta al Consiglio: modifica dell’Atto Costitutivo, dello Statuto e della Convenzione della Bagnolifutura Società di Trasformazione Urbana per Azioni costituita con delibera di Consiglio Comunale n°40 del 18/02/2002.

Con il provvedimento in esame la G.C. propone di modificare l’articolo 1 dell’Atto Costitutivo, l’articolo 4 dello Statuto della Bagnolifutura Società di Trasformazione Urbana per Azioni costituita con delibera di Consiglio Comunale n°40 del 18/02/2002, nonché approvare un nuovo testo della Convenzione tra la medesima società ed i tre Enti pubblici azionisti.

Ai sensi dell’articolo 4, comma 18 del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, coordinato con la legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148, le modifiche proposte devono essere sottoposte alla vigilanza dell’Organo di Revisione di cui agli articoli 234 e seguenti del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Il Collegio dei Revisori

Visto che,

  • · la Bagnolifutura S.p.A. ha per oggetto “… la progettazione e realizzazione di interventi di trasformazione urbana nel territorio del Comune di Napoli, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti (…) può pervenire al possesso delle aree interessate dall’intervento (…) procedere alla loro bonifica, trasformazione, manutenzione, gestione e commercializzazione (…) può compiere altresì tutti gli atti necessari o opportuni al fine del perseguimento dell’oggetto sociale, come individuato nei commi che precedono”;
  • · con la delibera in esame viene rappresentata l’evoluzione della società partecipata Bagnolifutura S.p.A. (di seguito detta anche STU) dalla sua costituzione del 18/02/2002 ad oggi;
  • in data 25/6/2002 fu sottoscritta un’apposita convenzione che disciplinava i rapporti tra la Bagnolifutura S.p.A. ed i suoi soci Comune di Napoli, Provincia di Napoli e Regione Campania, prevedendo espressamente che le opere di urbanizzazione secondaria e le attrezzature di interesse generale fossero trasferite al Comune di Napoli, alla Regione Campania e/o alla Provincia di Napoli, secondo competenza, entro dieci anni dalla costituzione della società;

· ad oggi la Bagnolifutura S.p.A. ha realizzato circa il 60% dei lavori di bonifica dell’area individuata nella convenzione, oltre ad alcune attrezzature di interesse generale ed opere di urbanizzazione secondaria, avviando altresì le procedure per la vendita dei suoli. 
Considerato che,

· l’Amministrazione Comunale intende dare nuovo impulso al completamento del progetto di riqualificazione per il quale è stata costituita la Bagnolifutura S.p.A. ed alla piena valorizzazione dell’area urbana oggetto delle attività della STU, nonché adoperarsi per garantire la continuità aziendale, attesi la difficile situazione economico – finanziaria e il ritardo nelle procedure di evidenza pubblica di vendita dei suoli;

· l’Amministrazione Comunale intende aggiornare ed ampliare l’ambito di competenze della STU, attribuendole altresì la funzione di poter operare sugli immobili siti sull’intero territorio comunale, trasformandoli, riqualificandoli, valorizzandoli e sviluppandoli;

· in previsione di questa nuova mission aziendale della STU, l’Amministrazione ritiene indispensabile rafforzarne la struttura patrimoniale.

Rilevato che,

· il Comune di Napoli intende rafforzare la struttura patrimoniale della STU attraverso 
l’attribuzione gratuita alla stessa delle opere di urbanizzazione secondaria e le attrezzature di interesse generale realizzate o in corso di realizzazione che, pertanto, costituiranno beni del patrimonio della società; tale patrimonio sarà, altresì, incrementato dagli immobili che il Comune di Napoli di volta in volta deciderà di assegnarle per la relativa trasformazione, riqualificazione, valorizzazione, sviluppo e gestione in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti;

· la Bagnolifutura S.p.A. potrà disporre di tali beni nei limiti della normativa vigente in materia, con particolare riferimento all’articolo 828 del codice civile e nel rispetto delle prerogative del Comune di Napoli, ente programmatore e socio di maggioranza assoluta della STU;

· dette opere di urbanizzazione secondaria e le attrezzature di interesse generale realizzate o in corso di realizzazione potranno formare oggetto di atti di disposizione da parte della STU a favore di terzi, a condizione che sia mantenuta la loro specifica destinazione d’uso pubblico;

· pertanto è necessario modificare l’Atto Costitutivo e lo Statuto della STU, nonché procedere alla sottoscrizione di una nuova Convenzione con gli Enti soci (Comune di Napoli, Provincia di Napoli e Regione Campania) che sostituisca quella tra le medesime parti firmata il 25/6/2002. 
Per tutto quanto sopra esposto, il Collegio dei Revisori evidenzia che:

la Bagnolifutura S.p.A. ha chiuso in fortissima perdita i bilanci relativi agli esercizi 2008, 2009 e 2010 e ad oggi non ha ancora approvato il bilancio per l’esercizio 2011, denotando un elevato livello di indebitamento. L’analisi degli indicatori reddituali del triennio 2008/2010 fa emergere un costante peggioramento della redditività aziendale e un forte squilibrio economico – patrimoniale. Questa preoccupante situazione impone di valutare, in via preventiva, il reale impatto delle modifiche proposte con la delibera di G.C. n°661 del 9/8/2012 sul mantenimento della continuità aziendale e sul

rispetto dei dettami previsti dagli articoli 2446 e/o 2447 del codice civile;

–  la delicata situazione di bilancio impone, altresì, una approfondita due dilgence di natura civilistica preventiva rispetto a qualsivoglia patrimonializzazione, onde evitare che il palesarsi di eventuali future procedure concorsuali a danno della Bagnolifutura S.p.A. possano coinvolgere anche i beni oggetto delle patrimonializzazioni descritte nella delibera di G.C. n°661 del 9/8/2012;

–  è indispensabile acquisire la formale approvazione del Bilancio 2011 della Bagnolifutura S.p.A. in utile di esercizio affinché non si configurino le fattispecie richiamate dall’articolo 6, comma 19 del D.Lgs 31/5/2010 n°78 che non consentono conferimenti, di qualsivoglia natura, alle società partecipate pubbliche che abbiano registrato perdite di bilancio in tre esercizi consecutivi; (art.6 cit.: 19. Al fine del perseguimento di una maggiore efficienza delle società pubbliche, tenuto conto dei principi nazionali e comunitari in termini di economicità e di concorrenza, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non possono, salvo quanto previsto dall’art. 2447 codice civile [che prevede il conferimento dovuto per legge se il capitale sociale si riduce per perdite al di sotto di quello di legge], effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate non quotate che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali. Sono in ogni caso consentiti i trasferimenti alle società di cui al primo periodo a fronte di convenzioni, contratti di servizio o di programma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di investimenti. Al fine di salvaguardare la continuità nella prestazione di servizi di pubblico interesse, a fronte di gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l’ordine pubblico e la sanità, su richiesta della amministrazione interessata, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con gli altri Ministri competenti e soggetto a registrazione della Corte dei Conti, possono essere autorizzati gli interventi di cui al primo periodo del presente comma).

–  si ritiene indispensabile ottenere in via preventiva un parere legale dall’Avvocatura Comunale sulla corretta individuazione giuridica del negozio da porre in essere che, secondo il Collegio, potrebbe prefigurarsi come atto di liberalità indiretta o meglio come atto di liberalità non donativa unilaterale consistendo, di fatto, nella rinunzia ad un diritto reale o di credito da parte del Comune di Napoli in favore del donatario Bagnolifutura S.p.A.. La fattispecie, pertanto, prefigurerebbe un atto potestativo di natura attributiva di una intervenuta unilaterale rinuncia da parte del titolare delle opere infrastrutturali (il Comune di Napoli) a favore della Bagnolifutura S.p.A.. 
L’atto si tradurrebbe, dunque, nella individuazione finale del nuovo titolare dei beni che, fino ad oggi, sono stati detenuti dalla Bagnolifutura S.p.A. in qualità di soggetto attuatore delle opere.
Si evidenzia, infine, che questo modus operandi dovrà essere replicato per tutte le opere di urbanizzazione secondaria e le attrezzature di interesse generale realizzate o in corso di realizzazione di competenza non solo del Comune di Napoli ma anche degli altri Enti Pubblici azionisti;

–  l’atto di attribuzione gratuita dovrà essere contabilizzato nel bilancio della Bagnolifutura S.p.A. secondo i dettami previsti dal principio contabile Organismo Italiano di Contabilità n°16 che testualmente recita“… Le immobilizzazioni materiali ricevute a titolo gratuito debbono essere valutate in base al presumibile valore di mercato attribuibile alle stesse alla data di acquisizione, al netto degli oneri e dei costi – sostenuti e da sostenere – affinché le stesse possano essere durevolmente ed utilmente inserite nel processo produttivo dell’impresa. Il valore netto così determinato viene rilevato come provento straordinario, alla voce E.20 del conto economico; inoltre, se tale valore è rilevante, deve esserne data adeguata illustrazione nella nota integrativa. Le immobilizzazioni materiali ricevute a titolo gratuito vengono ammortizzate con i medesimi criteri statuiti per le immobilizzazioni materiali acquisite a titolo oneroso”;

–  se il parere dell’Avvocatura Comunale dovesse confermare la natura giuridica del negozio individuata dal Collegio ai punti precedenti, si ritiene che l’individuazione finale della titolarità delle opere realizzate per conto del Comune di Napoli possa non prefigurare un atto imponibile né ai fini IVA né ai fini dell’imposta di registro, in quanto si tratterebbe di un mero negozio dichiarativo senza trasferimento immobiliare e senza controprestazione, con assenza di una capacità contributiva scaturente dall’attribuzione di uno o più cespiti senza versamento di corrispettivo;

–  è necessaria una attenta valutazione della compatibilità dei suddetti atti di liberalità indiretta con la normativa che ha regolamentato l’erogazione dei contributi sino ad oggi ricevuti dalla Bagnolifutura S.p.A. per la bonifica delle aree, al fine di scongiurare qualsiasi rischio di revoca degli stessi;

–  la individuazione e l’affidamento alla Bagnolifutura S.p.A. di nuove aree di trasformazione e valorizzazione deve essere accompagnata da idonee analisi costi – benefici, da accurati piani industriali e da dettagliati piani economico – finanziari al fine di valutare, nella maniera più opportuna ed in un’ottica di preservazione dell’interesse pubblico, gli effetti della patrimonializzazione immobiliare. 
Il Collegio dei Revisori

Bagnoli Futura e Servizi al Caro Estinto al vaglio del prossimo Consiglio

Di seguito due delibere di giunta che sono al vaglio del Consiglio Comunale del 18 settembre p.v. Non le ho ancora studiate bene e ve le sottopongo per eventuali suggerimenti. Una riguarda i servizi mortuari (lo so già immagino gli scongiuri ma anche questo ci “tocca”), l’altra modifiche alla Bagnoli Futura, società già più volte assorta agli onori delle cronache cittadine. Le problematiche sono di diversa specie: per quella sul caro estinto è prevista la  esternalizzazione del servizio che, se da un lato, pare che non ci siano comunali disposti ad assumere l’incarico, dall’altro i servizi mortuari sono forse gli unici ad essere un attivo per il Comune. Per quanto concerne, invece, Bagnoli Futura da una prima lettura si prevede un potenziamento della società con allargamento delle attività da svolgere e con una patrimonializzazione consistente nella non trasferimento dei beni al Comune di Napoli ….

Come al solito dico che la partecipazione richiede tempo e fatica ed i cittadini che vogliono collaborare alla gestione della Città, per me, sono sempre ben venuti … buona lettura

deliberabagnolifutura

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