Gennaro Esposito

Alza la Testa

Sicurezza e Controllo Cittadino

gennaro consiglioStamane (29.07.2014) in consiglio comunale ho voluto sottolineare la necessità di discutere della sicurezza e del controllo della città. Sono partito dalla strana soluzione adottata per i clochard in Piazza Carlo III, usando dei dissuasori sulle panchine per impedire che vi si stendano, per poi citare la incredibile ed inaccettabile condizione di Piazza Bellini abbandonata al degrado nella serate della “movida”. Ovviamente i primi ad essere chiamati a questo compito sono i Vigili Urbani, pertanto, non ho potuto non citare ciò che è apparso sulle pagine dei giornali cittadini in questi ultimi tre giorni. Incollo, in calce, l’articolo apparso su Repubblica Napoli di oggi che tiene conto degli accertamenti in corso e dei primi risultati di questi accertamenti. Stasera su Rai 3 alle 21,05 nella Trasmissione “Millenium” c’è una mia intervista sul caso dei Vigili Urbani.

Il mio intervento al 01.:13:39

Da Repubblica Napoli del 29.07.2014

Da Malati a sani: Stanati i primi imboscati

Dopo il dossier del responsabile della polizia municipale scattano le visite mediche per i “non idonei” Su 44, sei risultano abili al servizio in strada, dubbi sulle patologie per altri 18, che saranno rivisti.

ALESSIO GEMMA

ERANOstati tolti dalla strada perché malati. Ma per i medici che li hanno visitati nelle ultime ore hanno tutti i requisiti per dirigere il traffico.

Sono i primi sei agenti “guariti”. O meglio, dichiarati improvvisamente abili al servizio. Accade dopo il dossier del responsabile della polizia municipale, Francesco Maida, dove si denunciano al sindaco «privilegi e benefici» goduti dai caschi bianchi. Nel dossier si preannunciavano le visite mediche, scattate per accertare chi, tra i quasi 700 vigili “non idonei”, può continuare ad indossare la divisa.

In mattinata sono arrivati dal Policlinico i risultati dei primi 44 accertamenti (su 100). E i numeri danno ragione, in percentuale, alle perplessità avanzate nel dossier. Perché per la prima volta l’amministrazione aveva chiesto alla commissione medica un verdetto definitivo: i vigili visitati dovranno essere dichiarati abili a svolgere le mansioni in strada oppure verranno trasferiti in altri uffici del Comune. Basta con le tante “limitazioni di salute” che permettevano agli agenti di non uscire in strada ma di conservare in busta paga le indennità tipiche della professione.

Dunque, dei 44 sottoposti ai test, sono 16 quelli che appenderanno la divisa al chiodo: effettivamente “non compatibili”. Ciò vuol dire che dovranno rinunciare fino a 520 euro al mese tra “vigilanza, produttività, turnazione e reperibilità”. Non solo. Per altri 18 malati che sulla carta possono restare in piedi solo per 3 ore consecutive e non per un turno totale di 6 ore, i dottori vogliono vederci chiaro: torneranno in ospedale tra sei mesi. Il che fa presumere che altri agenti potrebbero essere recuperati alla viabilità. Altri 4 sono stati riconosciuti “non idonei” ma “temporaneamente”, mentre tra i 6 che avevano un certificato medico diventato da ieri carta straccia c’era un vigile assunto da soli 4 anni.

Entro il 4 agosto il Policlinico dovrebbe inviare il responso sugli altri 56 agenti.

Per poi completare le 700 visite nei prossimi mesi. Al comando già si elaborano le prime proiezioni. Se le percentuali dovessero essere confermate allora tornerebbero abili e operativi almeno un centinaio di caschi bianchi e soprattutto oltre 200 dovrebbero cambiare di ruolo per far posto in polizia municipale agli idonei dell’ultimo concorso e a nuove assunzioni. Intanto il triumvirato al comando finito nel mirino dei sindacati che hanno annunciato un contro-dossier sull’organizzazione del Corpo da inviare in Procura, risponde con i dati delle attività svolte da gennaio a giugno 2014.

Ecco il report firmato il 23 luglio dal dirigente dell’area operativa Ciro Esposito: rispetto al 2013 si registra un aumento del 5 per cento dei controlli effettuati per violazioni al codice della strada, al commercio, all’edilizia e all’ambiente. Senza contare le 21200 notifiche di verbali e atti di polizia giudiziaria, gli 8574 accertamenti di carte d’identità, i 1833 controlli ai cantieri e i sequestri di merci per 53853 giocattoli e 51257 accessori per telefonini. Esposito sottolinea al sindaco «la maggiore efficienza raggiunta nonostante in tale periodo si sia registrato un depauperamento dell’organico».

E intanto non si placano le polemiche. «I sindacati – attacca Carmine Sgambati, consigliere delegato alla polizia municipale – devono capire che bisogna tenere lontana la polizia municipale da una politica clientelare. Spostamenti e trasferimenti di agenti e sindacalisti non sono materia di contrattazione ma spettano al sindaco». Per il consigliere Gennaro Esposito invece «sarebbe facile fare populismo dicendo che i sindacati così come i partiti sono da abolire. Occorre, invece, far capire ai cittadini che questi organismi sono la cinghia di trasmissione tra cittadini-lavoratori ed istituzioni dei quali non possiamo fare a meno». Il caso dei vigili urbani di Napoli sbarca in prima serata stasera su Rai3 alla trasmissione “Millenium”.

2 commenti su “Sicurezza e Controllo Cittadino

  1. luciano
    3 agosto 2014

    Sicurezza.
    E’ stato questo il bisogno primario che ha spinto l’uomo a creare la sua opera più grande : la società e, con essa, a sacrificare un po’ della sua felicità.
    Il tema della sicurezza è, senza dubbio, uno dei temi centrali nell’ambito di un discorso circa le regole di una corretta gestione del vivere nelle nostre città , non solo perché il livello della sua percezione condiziona pesantemente il vissuto del cittadino, ma anche perché il suo alter ego emozionale, la paura, storicamente, è stato strumento di condizionamento politico e di risposta sociale.
    E’ indubbio che la sensazione di fragilità che l’uomo della strada sperimenta, al crescere incontrollato di uno stato di diffusa illegalità e di crescente microcriminalità, con caratteri sempre più spesso predatori, lo costringa in una dimensione di diffusa diffidenza, se non di deriva paranoica. In questa ottica mi sembra si possa collocare l’iniziativa, amaramente ridicola, di mettere in essere offendicoli anti – barbone.
    Ancora una volta, si dimostra come una società minacciata vada alla ricerca di un capo espiatorio che, puntualmente, trova nell’ambito di chi è più indifeso e meno rappresentato, scaricando su di esso il peso di errori altrove commessi.
    Il tema della sicurezza ha modalità di declinazione composite.
    L’aspetto evocato dall’articolo di Gennaro Esposito rientra nell’ambito della Pubblica Sicurezza.
    E’ sotto gli occhi di tutti come il controllo del territorio sia sottratto ad una gestione di efficienza democratica che tenga conto dei diritti elementari del cittadino. Il livello di appropriazione illecita dello spazio pubblico a favore di interessi particolari è così spesso diffuso ed evidente, alla luce del sole, da far nascere il legittimo sospetto, se non la certezza, che solo una dinamica collusiva possa alimentare tanta impunità.
    Se il problema più vasto della grande illegalità legata al crimine organizzato esula dai poteri di controllo dell’ Amministrazione Comunale, questa, tuttavia, può molto, sotto il profilo istituzionale, sul versante del rispetto delle regole della civica educazione.
    Il corpo di Polizia Municipale ha tutti gli strumenti normativi per attuare una politica di controllo e repressione di tutte quelle forme di comportamenti illeciti che limitano la libera fruizione degli spazi metropolitani da parte del cittadino.
    Se è vero che carenze organizzative e ridotta disponibilità finanziaria limitano l’efficienza delle forze dell’ordine municipali, è altrettanto vero che una diffusa carenza di spirito di servizio e di mancata percezione del ruolo cui si è chiamati giocano un ruolo altrettanto importane. I fatti riportati dalla recente cronaca cittadina mi sembrano confermare tutto questo.
    Senza voler invocare un clima di militarizzazione del territorio ( peraltro ridicolo ed inefficiente come quello messo in essere dall’ Esercito ), è sotto gli occhi di tutti il comportamento, tante volte intollerabilmente disinvolto e negligente, esibito da quell’Agente che fa finta di non vedere oppure amabilmente ciondola nella via attaccato al suo telefonino.
    Con questo non si vuol criminalizzare nessuno, né disconosce il merito di chi coscienziosamente lavora. Si vuole solo rimarcare il concetto che solo facendo la propria parte fino in fondo, tutti, e senza nascondersi dietro alibi fragili, potremo concorrere ad un vivere civile.

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  2. gennaro esposito
    3 agosto 2014

    Concordo su ogni parola della tua analisi Luciano

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