Gennaro Esposito

Alza la Testa

Comune di Napoli e Beni Comuni

comunePoiché mi è stato chiesto da molti offro alla visione ed allo studio le tre delibere sui Beni Comuni che domani (19.02.2015) verranno discusse in Consiglio Comunale. Con questi atti si vuole, in un certo qual modo, disciplinare una materia che, a dire il vero, trova un limita nella stessa definizione di bene comune che è allo stato da un punto di vista normativo sconosciuta e quindi sostanzialmente rimessa ad una elaborazione semplicemente teorica. La questione non è di poco conto, in quanto, la mancanza della tipizzazione legale del concetto di bene comune ne determina anche la difficoltà di individuare quale debba essere la disciplina giuridica da applicare. Il nostro ordinamento, infatti, conosce solo due categoria: I beni pubblici ed i beni privati.

Orbene le delibere sono:

1) La n. 258 del 24.04.2014 (clikka) che detta gli indirizzi sulla individuazione e gestione di beni del comune di napoli inutilizzati, o parzialmente inutilizzati, percepiti dalla collettività come beni comuni e suscettibili di fruizione collettiva. Il compito della individuazione di questi beni è rimesso all’Osservatorio permanente sui beni comuni. Il percorso da seguire passa attraverso, un’invito a manifestare l’interesse alla gestione e la redazione di un piano di fattibilità che tenga conto anche della utilità sociale, quindi, non solo del vantaggio economico diretto, che potrebbe derivare dall’uso del bene.

2) La delibera di giunta di proposta al consiglio n. 259 del 24.04.2014 (clikka) con la quale si propone al Consiglio Comunale di approvare un percorso che, su impulso del Sindaco di Napoli, sia finalizzato all’individuazione, anche mediante strumenti di democrazia partecipata, di beni immobili e terreni di proprietà privata che si trovino in uno stato di effettivo abbandono e che siano suscettibili di essere acquisiti al patrimonio immobiliare del Comune di Napoli. Ovviamente per chi ha delle cognizioni giuridiche ho detto tutto, per chi non le ha ci vorrebbe un corso di studi.

3) la terza delibera è quella che si intitola “adotta una strada” (clikka) su cui ho già scritto molto per le sue implicazioni con il tema della movida cittadina e disturbo alla quiete pubblica, a cui rinvio.

Ove mai vi fossero dei suggerimenti, come al solito, sono bene accetti.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 febbraio 2015 da in Napoli con tag , , , .
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