Impianti sportivi: Una piscina che non ha mai visto una goccia d’acqua

piscina lotto 14/BLOTTO 14/B è una piscina costruita con i fondi della legge 219/1981, si trova a Marianella, in Via Dietro la Vigna, da bambino l’ho vista in corso di realizzazione. Quest’opera rappresenta uno sperpero per il quale nessuno ha pagato né politicamente né amministrativamente. L’impianto, infatti, non ha mai visto una sola goccia d’acqua, è stata realizzata molto probabilmente con degli errori di progettazione e/o di esecuzione, come tante altre opere pubbliche italiane. Balza agli occhi la sua profondità che doveva caratterizzarla per i tuffi, se non fosse che il  solaio di copertura è troppo basso per montarci un trampolino adeguato! Chi ricorda il ponte di Corso Novara? Un’opera inutile in mezzo ai palazzi che poi è stato smantellato. Ora il problema non è solo l’opera inutile ma anche il fatto che mai nessuno paghi se non in minima parte, per il gravissimo sperpero di soldi pubblici.

Ebbene, la responsabilità politica per chi è stato amministratore sia prima che dopo, avrebbe richiesto la sua espulsione dalla classe dirigente, ma ciò non è avvenuto, ovvero, avviene in casi rarissimi e per lotte interne ai partiti, mai per la valutazione del merito e della competenza. E’ il caso di osservare che a tale gravissima responsabilità politica si accompagna anche quella contabile, sia per coloro che hanno approvato e previsto l’opera inutile o progettata e/o realizzata male, ma anche di quelli che si sono succeduti che, per una sorta di “omertà” politica, si sono stati zitti senza denunciare, semmai il compagno di partito, alla Competente Procura presso la Corte dei Conti, rendendosi, quindi, anche loro responsabili sotto il profilo del danno erariale ai sensi dell’art. 1 comma 3 della legge n. 20 del 1994. Il principio sacrosanto espresso da quest’ultima disposizione, infatti, è che se un amministratore pubblico fa prescrivere il diritto al risarcimento del danno in favore della P.A. perché non denuncia o non agisce è anch’egli responsabile.

A fronte della citata chiara disposizione c’è una classe politica bloccata perché a chi sbaglia non viene impedito di sbagliare di nuovo, ma anzi la responsabilità di chi sbaglia viene coperta dai politici che gli succedono, sia essi dello stesso schieramento sia di quello opposto, perché forse è il caso di dire “cane non mangia cane” e di cani, purtroppo in politica ce ne sono! Ovviamente senza offesa per i cani.

Basti pensare che per la mia azione sulla questione dello Stadio San Paolo (clikka), che ha fatto finalmente incassare al Comune 6 milioni 230 mila €. da parte del Calcio Napoli, sono atto duramente contestato da alcuni “politici” i quali ritengono che la politica non si fa con le denunce. Sennonché credo che vada detto chiaramente che se non avessi proceduto in questo modo e secondo legge il Comune se li sarebbe scordati i canoni non pagati dal 2006 al 2014!

Credo allora che ci dobbiamo chiedere chi ha pagato politicamente e contabilmente per: 1) discarica di pianura (clikka); 2) per l’operazione di finanza speculativa con i derivati al Comune di Napoli (clikka); 3) per il paradossale acquisto di Piazza Garibaldi da parte del Comune di Napoli (clikka); 4) per il fallimento di Bagnoli Futura (clikka); 5) per le migliaia di balle di monnezza nel territorio campano non smaltitili … e queste sono solo alcune delle cose che mi sono capitate.

Oggi se riflettiamo i politici di allora per questi gravissimi danni alla collettività, non solo non hanno pagato, se non in minima parte, ma sono ancora tutti dei rispettabilissimi personaggi a cui i giornali danno ancora credito.

Una Quiete Pubblica Disturbata

Assemblea Quiete PubblicaCome era prevedibile la quiete pubblica napoletana è un tema assolutamente caldo e quando se ne parla gli animi non sono affatto quieti anche perché chi ne parla, quasi sempre, non dorme la notte. La dimensione del fenomeno e della esasperazione dei cittadini è stata chiara alla assemblea pubblica che si è tenuta il 29 gennaio scorso nel palazzo del Consiglio Comunale. E’ stato difficile, infatti, portare avanti un discorso con la serenità necessaria a trovare una soluzione al problema. Ciò ovviamente è accaduto ed accade perché i cittadini sono scoraggiati, sconfitti e sopratutto giustamente diffidenti verso le amministrazioni della città che si sono succedute nel tempo e che hanno, in un certo qual modo, risolto il problema, semplicemente ignorandolo o adottando provvedimenti che poi non hanno fatto rispettare. Ciò è, infatti, accaduto con l’amministrazione Iervolino che aveva limitato gli orari di apertura senza farli rispettare e poi con l’attuale amministrazione che ha, invece, eliminato ogni vincolo.

I problemi della cd. movida sono simili in ogni città e sono molte quelle che hanno adottato dei rimedi come a Milano, Parma, Firenze e Ravenna per restare a casa nostra, ma anche a Siviglia e nella città di Strasburgo per andare in europa. Le soluzioni sono varie, si va dalla limitazione degli orari, talvolta accompagnata da un meccanismo di premialità per gli esercenti che rispettano le regole (assenza di contravvenzioni per un periodo di almeno 6 mesi), fino alla adozione di mediatori sociali, nella città di Strasburgo, che, mischiandosi alle folle nelle notti della movida, cercano di sensibilizzare i cittadini notturni a non far rumore ed a rispettare i residenti. A Siviglia si è addirittura assegnato alla polizia il potere di far chiudere i locali rumorosi senza neppure ritenere necessaria la verifica con i fonometri che, effettivamente tal volta, non sono neppure necessari vista l’evidenza del trambusto. A Ravenna, invece, hanno adottato dei fonometri collegati WiFi alla centrale della Polizia Locale con un controllo h24.

All’assemblea del 29 scorso erano presenti cittadini, comitati, consiglieri comunali, dirigenti del servizio ambiente e l’assessore alle attività Produttive Enrico Panini e questa volta credo che si è capito bene la dimensione di un problema che, purtroppo, spesso viene assolutamente sottovalutato anche dalle forze dell’ordine che, chiamate più volte e ripetutamente da cittadini insonni attraverso il 112 ed il 113, nella quasi totalità dei casi non intervengono mai, ritenendo l’insonnia forzata, tutto sommato un problema minore. Cittadini, quindi, lasciati soli e senza tutela, spesso anche minacciati e malmenati da qualche titolare di attività rumorosa, pervasi dalla sfiducia verso le istituzioni e dalla sensazione che le imposte e le tasse sono un furto del Comune e dello Stato che non li proteggono.

A questo punto la soluzione deve essere ricercata ad ogni costo attraverso l’intervento delle istituzioni preposte ed innanzitutto del Sindaco sia con il suo potere di limitare gli orari, sia nella sua duplice funzione di ufficiale di governo ed Autorità Sanitaria!

A margine dell’assemblea, come detto partecipata ed infuocata, l’assessore Panini ha promesso di reincontrare i cittadini e sopratutto di allestire un tavolo di concertazione tra comitati, esercenti commerciali, ufficio ambiente e polizia locale al fine di ricercare soluzioni efficaci che evitino il tormento dei malcapitati residenti.

Ad ogni buon conto al fine di affrontare il problema occorre essere organizzati e, quindi, costituire dei comitati cittadini per i quali metto a disposizione i modelli che Vi saranno sicuramente utili sia per interloquire con l’amministrazione sia per avere una legittimazione maggiore a parlare con le istituzioni: modelloComitatoCittadino (clikka)  Modello Denuncia (clikka) Modello comunicazione ufficio ambiente (clikka)

Invito, infine, a compilare il QUESTIONARIO (clikka) ed andare alla pagina Facebook Comitato Quiete Pubblica Napoletana (clikka)

vedi anche:

 Quiete pubblica e movida cittadina (clikka)

adotta una strada per la movida cittadina (clikka)

Studio sul problema della movida (clikka)

Ringrazio i cittadini del centro storico, quelli del Vomero, di Via Aniello Falcone, di Bagnoli che sono intervenuti all’assemblea nonché l’Associazione AFIDA, il Comitato Chiaia Viva e Vivibile, Il Comitato Bellini, Il Comitato Quiete Pubblica Napoletana.

Mentre la politica studia il malato se ne muore: Caldoro dimettiti

cardarelliSono giorni che i giornali riportano articoli su ciò che è accaduto e sta accadendo nella sanità Campana. I gravi fatti successi al Cardarelli ed al San Giovanni Bosco con cittadini che hanno letteralmente aggredito personale medico e paramedico, con violenza anche sulle cose, dimostrano il grado di disperazione a cui le persone sono giunte. Ieri (19.01) c’erano ben tre articoli di giornale sul Loreto Mare (clikka) sul San Giovaanni Bosco (clikka) nonché una intervista ad Ernesto Esposito Manager dell’ASL (clikka) che descrive il completo fallimento della sanità campana. Oggi leggo della reazione della Regione che promette una cabina di regia (clikka), quando è da tempo che gli stessi medici che stanno in prima linea suggeriscono soluzioni assolutamente inascoltate. Ricordo, infatti, il grido di allarme di questa estate, della Dott.ssa Rossana Spatola (clikka) la quale segnalava chiaramente che mentre al Cardarelli ci si ammazza di lavoro al nuovo Policlinico ci si giravano i pollici (clikka). E’ inconcepibile per un paese normale che i malati siano ricoverati nelle sale operatorie che tra l’altro sono anche soggette ad infiltrazioni d’acqua piovana come al San Giovanni Bosco. E’ una cosa talmente assurda che fa quasi ridere, se non fosse che la cosa riguarda nostri concittadini ricoverati d’urgenza. Mi chiedo se gli assessori della giunta regionale, caldoro ed ogni consigliere regionale non provi vergogna per lo stato a loro, gioco forza addebitabile. Si a tutti i componenti dell’istituzione regionale senza esclusione perché non ho sentito nessuno indignarsi, nessuno mettere penna in carta e scrivere ad un giornale per far capire ai cittadini che non sono soli come è capitato a me quest’estate (clikka) perché indignato e lo sono ancora!

Con cognizione di causa posso dire che la politica ottusa dei tagli liniari di caldoro è un completo fallimento. Ho, infatti, toccato con mano che ad esempio la migliore organizzazione della rete dell’emergenza urgenza (clikka) oltre a dare un servizio efficace ed utile al cittadino determinerebbe anche una riduzione dei costi. Perché caldoro non fa nulla macchiandosi la faccia del sangue dei morti che non ricevono per tempo le cure.

La cosa che proprio non capisco e come si possa continuare a tollerare ancora questa politica che nessun consigliere abbia per dignità chiesto le dimissioni di caldoro.

Il dramma è che si parla di primarie di elezioni di accordi, ma è il caso di dire che mentre il politico studia il malato se ne muore! Una sola parola caldorodimettiti!

Ancora oggi (21.01.2015) su Il Mattino di Napoli il San Giovanni Bosco (clikka) come una groviera.

La barzelletta dello Stadio Collana

collanaA raccontare la vicenda dello Stadio Collana ad un tedesco o un inglese credo che si farebbero grasse risate mentre i cittadini napoletani ovviamente si stanno facendo il fatto grosso. La Regione Campania, infatti, non sta contribuendo affatto a risolvere il problema ma l’ha ulteriormente complicato creando una confusione tra regole e procedure  che credo sarà foriera di ricorsi e perdite di tempo a danno dei cittadini.

Dopo la fuga in avanti la Regione ha prorogato il comodato (clikka) al Comune di Napoli fino a quando non verrà definitivamente aggiudicato, all’esito della procedura di selezione che ad oggi è alle battute finali essendo elasso il termine per la presentazione delle domande ed occorre solo che si insedi la commissione. E’, invece, singolare e da leggere il verbale di riconsegna dello Stadio (clikka) che ad esaminarlo viene spontanea la domanda cosa abbia mai fatto la Regione Campania e come siano stati spesi i circa 90 mila euro per opere di messa in sicurezza, senza neppure aver affrontare il tema dell’impianto di illuminazione. Ad oggi, infatti, la Regione ha dimostrato di non essere stata neppure in grado di saper affrontare l’unico vero problema che impedisce a migliaia di atleti napoletani di potersi allenare allo stadio dopo il tramonto! La pista di atletica e quella di pattinaggio, infatti, sono entrambe interdette al calar del sole, perché l’impianto elettrico di illuminazione non è a norma e ripararlo richiederebbe un impegno di spesa, tra gruppi elettrogeni etc etc, di diverse centinaia di migliaia di euro se non di qualche milionicino.

Ora la riflessione che ho fatto con alcuni utenti e presidenti di associazioni sportive che operano nel Collana è stato quello di pensare a come associazioni sportive possano sopperire con milioni di euro alla manutenzione e ristrutturazione dello stadio senza l’intervento pubblico!

C’è un ulteriore dato preoccupante che, ovviamente, a buste aperte genererà non poche difficoltà, dovuto al fatto che la Regione nel corso dei termini per il deposito delle domande, ha modificato il bando di gara chiedendo ai partecipanti di integrare la loro offerta in attuazione di quanto previsto dalla cd. legge sugli stadi (147/2013 art. 303 e ss). Ebbene, con buona approssimazione la Regione, in questo caso, è stata capace di creare un mostro giuridico a metà tra la legge regionale n. 18/2013 e quella statale provocando, a mio avviso una confusione tra finalità e procedure che non potranno non ripercuotersi sui tempi dell’affidamento e sulla affidabilità che la struttura resti sempre e comunque destinata all’uso pubblico, per li oltre 5 mila cittadini napoletani che ogni giorno frequentano lo stadio!

Orbene alla già inconcepibile ed assurda chiusura dello Stadio Collana (clikka) oggi si aggiunge anche la completa incertezza del su destino visto che i dirigenti e funzionari della Regione Campania rifiutano ogni collaborazione con quelli del Comune. Ad ogni buon conto domani ci sarà una commissione consiliare alla quale sono stati invitati tutti, compresi i funzionari regionali, non ho molta fiducia che partecipino, ma non avrò remore a dire chiaramente le cose come stanno.

Adotta una strada per la Movida Cittadina

adottastradaSono due giorni che sui giornali appaiono notizie circa il disturbo alla quiete pubblica dei cittadini Napoletani. Infatti, ieri Repubblica Napoli (clikka) ha dato spazio a cittadini e comitati dei quartieri di Napoli tartassati dal fracasso dei locali notturni ed oggi lo stesso giornale è ritornato sul tema (clikka) facendo parlare i titolari dei cd. baretti di Chiaia.

Io stesso qualche giorno fa, insieme ad altri cittadini, ho fondato la pagina Facebook Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana (clikka) che ha avuto in men che non si dica circa 350 “like” segno che il problema è sentito dalla cittadinanza.

Ad ogni buon conto oggi è stata sollevata la preoccupazione circa la volontà del Comune di Napoli di affidare a privati le strade cittadine. La delibera di giunta del 18.09.14 n.671 (clikka), che reca il regolamento “Adotta una Strada”, verrà portata in consiglio il prossimo 27 gennaio. Come sempre Vi sarei grato se mi faceste avere eventuali indicazioni o suggerimenti.

Io l’ho letta ed ho qualche preoccupazione perché il rischio è che dietro una “adozione” si celi una “appropriazione”. Le immagini riportate dai giornali (tra cui quella in questo post) e molte testimonianze, infatti, mostrano di come viene utilizzato lo spazio pubblico da parte di alcuni esercizi commerciali notturni che adattano muretti facendoli diventare sedute e tavolini per i loro avventori. Non vorrei che attraverso questo stratagemma non si aggiri la tassazione della cd. occupazione di suolo, con sostanziale sottrazione di spazio pubblico ai cittadini.

Sullo Stadio San Paolo solo polemiche e poca amministrazione

sanpaoloL’ennesima bagarre sullo stadio San Paolo, di cui si è parlato nei giorni scorsi sui giornali, mi induce alcune riflessioni sul rispetto del principio di legalità, di trasparenza e di buona amministrazione che credo manchino dal tavolo di discussioni polarizzato, semplicemente sullo scontro tra le parti senza tener conto del binario tracciato dalla legge e dai provvedimenti adottati dall’Amministrazione stessa. Da una parte il Sindaco, che invita il Patron a presentare il piano di fattibilità in ragione della delibera di giunta di proposta al Consiglio n,  619 (clikka), approvata dall’assemblea cittadina il 22.10.2014, con la quale, tra l’altro, si dispone la rinnovazione della convenzione del 2004, agli stessi patti e condizioni, dall’altro il Patron che non pare abbia alcuna voglia di aderire all’invito, non volendo forse assumerersi gli oneri di un piano di fattibilità al buio. Orbene, tralasciando tutti i dubbi sui ritardi e sulla delibera n. 619/2014 (clikka), la vera questione di cui nessuno discute, è che se il Calcio Napoli non ha sottoscritto il rinnovo della convenzione, è chiaro che la stessa non può essere in alcun modo applicata e, quindi, gli importi dovuti dal Concessionario al Comune, gioco forza non possono essere determinati sulla base della vecchia convenzione, ma sulla base delle tariffe approvate dal Consiglio Comunale, nella notte del bilancio del 23.09.2014, così come modificate da un emendamento (clikka) che presentai e che fu approvato dallo stesso Consiglio Comunale. Ovviamente la questione, di cui non si discute, non è parva materia perché a fronte dei circa 800 mila euro all’anno previsti dalla vecchia convenzione, come detto non applicabile, il Calcio Napoli dovrebbe versare al Comune, applicando le citate tariffe, circa 3 milioni di euro all’anno che, ovviamente, sono ben al di sotto dei circa 7 milioni che incassa il Comune di Milano per l’uso del Meazza, ma che comunque sono l’unico riferimento applicabile. Spero, quindi, che l’Amministrazione ed il Calcio Napoli si facciano carico della questione nei giusti termini, evitando di incorrere di nuovo nella incresciosa vicenda del febbraio 2014 che ha visto l’intervento della Corte dei Conti con l’ordinanza n.163.2014 (clikka), all’esito della quale il Calcio Napoli ha versato al Comune la somma di 6 milioni 230mila.

In definitiva se non si parte dai reali termini della questione non credo si troverà mai la soluzione che è fondamentale affinché la squadra possa avere lo stadio che si merita.

Lo sperpero dei soldi pubblici di Caldoro

caldoro.delaurentiisMilioni di euro che a metterli insieme si potrebbero fare tantissime cose. Basterebbe solo avere un po’ di senso pratico e della realtà cose che, purtroppo, alla maggior parte dei politici che contano, manca perché vivono una “realtà separata”, edulcorata dalle loro poltrone d’oro e dalla mancanza del contatto con i problemi veri della gente comune. Così capita che caldoro finanzi con 600 mila euro il concerto di capodanno, con il precipuo scopo di fare uno spot ai prodotti della terra dei fuochi che non è una terra dei fuochi ma una “terra dei suoni e dei cuori” come dice dal palco gigi d’alessio. Uno spot che si ritorce contro ed indigna le mamme che hanno perso i loro figli a causa di tumori. Poi ci sono i 4 milioni e mezzo dati alle società sportive, di cui 3 milioni e mezzo al patron del Napoli Aurelio De Laurentiis (clikka) sempre per fare una campagna pubblicitaria sui prodotti della terra dei fuochi.

Poi ci sono i 200 mila euro che oggi leggo caldoro ha dato al Cardinale Sepe (clikka) per la visita del Papa che ha fatto indignare finanche Don Gennaro Matino.

Poi ci sono i regali che Caldoro fa al Cardinale ogni anno per milioni di euro  tra cui spiccano i 2 milioni e mezzo del 2012 (clikka).

Poi ci sono i regali che caldoro fa alle associazioni che nel 2012 sono stati 1 milione e 600 mila euro (clikka).

Non ce la faccio più! Sono indignato sono arrabbiato!

Questa è gente che deve scomparire, che i media  dovrebbero cancellare dalle loro programmazioni. In un momento di crisi il problema più serio è lo sperpero del denaro pubblico, gente che non ha neppure idea di quale è il tenore di vita di una famiglia operaia  che abita in una casa popolare e che non arriva a fine mese, per non parlare dei senza lavoro e senza dignità che finiscono per vivere ai limiti della legalità ed anche oltre!

Questa è gente che dovrebbe vergognarsi prima di far fare uno spot sui prodotti della terra dei fuochi finendo per negare l’esistenza del problema, prima ancora di aver provveduto a fare la individuazione delle aree inquinate e prima ancora di aver verificato il vero impatto che c’è tra l’inquinamento ed i malati di tumore di quelle aree, finendo per mortificare ed umiliare coloro che hanno prossimi congiunti, bambini, mariti, padri, madri, sorelle e fratelli morti di cancro nella terra dei fuochi.

Questa è gente che non dovrebbe neppure avere la possibilità di occuparsi del bene pubblico figuriamoci di toccare anche solo un euro del danaro pubblico!

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