La vera urgenza del Comune di Napoli: Abbassare la tariffa ad una associazione

demagistisL’amministrazione comunale è un pachiderma, una tartaruga, alle mie richieste di informazioni gli uffici, nonostate l’obbligo di risposta entro le 48 h, spesso rispondono dopo mesi. Per la calendarizzazione delle mie proposte di delibera, non ne parliamo proprio, siamo ad oltre due anni e non so se verranno mai calendarizzate, tanto che solo una sola proposta è stata discussa ed approvata.

Ebbene, non è sempre così! Solo che non so se compiacermi o rammaricarmi. Il Comune quando vuole sa essere più veloce della luce, anzi un vero e proprio Speedy Gonzales, addirittura con doti di preveggenza.

Ovviamente non metto in dubbio la buona fede del Sindaco, del Presidente del Consiglio, del Segretario Comunale, del Dirigente dei Servizi Finanziari e del Dirigente del servizio Grandi Impianti Sportivi. Il merito è tutto di due consiglieri comunali Andrea Santoro (NCD e Vigile Urbano a quarto di Napoli) e di Teresa Caiazzo (Verdi e bancaria) assolutamente capaci, che hanno saputo rappresentare all’Amministrazione, meglio di chiunque altro la necessità, l’urgenza e la improcastinabilità di una importate proposta per il Comune di Napoli senza la quale sicuramente sarebbe accaduto una sciagura, un terremoto, una inondazione, come dire un maleficio divino che si doveva proprio evitare.

Prima di passare al merito ecco le date che fanno, almeno a me, rabbrividire, meglio di qualsiasi comune Svizzero, meglio del Comune di New York:  10.12.2015 deposito Proposta di delibera dei Consiglieri Santoro (NCD) e Caiazzo (Verdi) clikka;  09.12.2015, il giorno prima, richiesta del Sindaco che, dotato di arti divinatorie e preveggenti, chiede la urgente calendarizzazione al Presidente del Consiglio della proposta non ancora depositata (clikka); 15.12.2015 Provvedimento del Presidente Pasquino di abbreviazione del termine per i pareri da 30 a 5 giorni (clikka)Parere del Servizio GG.II., privo di data, forse per la fretta (clikka)15.12.2015, lo stesso giorno della richiesta di Pasquino, Parere del Segretario Comunale che non vedeva l’ora di provvedere il giorno stesso (clikka) 15.12.2015 Parere dei Servizi Finanziari che non aspettavano altro di fare come ha fatto il Segretario Comunale (clikka)16.12.2015 Calendarizzazione della proposta al Consiglio del 21.12.2015 (clikka)!

Un vero e proprio record appena 6 giorni per fare tutto ciò che era necessario !!! Basti pensare che una mia proposta risale addirittura al 04.06.2012 e non se ne parla proprio né per i pareri né per la calendarizzazione.

Voi direte e che sarà mai accaduto? Sarà certo caduto un altro cornicione della Galleria Umberto provocando un altro morto? Starà forse per cadere un altro edificio scolastico come quello di veterinaria? Forse occorre intervenire immediatamente per impedire la caduta di un albero? Forse si devono riparare immediatamente le buche di via marina? Occorrerà con urgenza salvare la vita dei cittadini napoletani abbandonati in mezzo al mare?

NIENTE di tutto questo!! Occorre solo ed esclusivamente ridurre la tariffa di uso di una struttura sportiva ad una associazione che svolge una “importante attività” di Fitness per i cittadini di fuorigrotta con circa 300/400 iscritti e tariffe di circa 60€./mese, in due ambienti del San Paolo, alla quale ovviamente paghiamo acqua, luce e riscaldamento e dobbiamo, in tutta fretta ridurre la tariffa ritenuta troppo esosa. Fretta che anche innanzi al TAR non è stata ritenuta tale visto che, come mi è stato comunicato dell’Avvocatura Municipale il 04.11.2015 (clikka), la medesima associazione ha rinunciato alle richieste di sospensiva!

Ebbene, tutta questa fretta che ha messo insieme 1 esponente della maggioranza ed 1 dell’opposizione è stata ovviamente causata, da un mio emendamento approvato al bilancio previsionale 2015 (clikka) e prima ancora nel previsionale 2014 (clikka) con il quale ho, avuto la malsana idea, di ritoccare le tariffe di alcuni impianti sportivi, invitando l’amministrazione a fare lo stesso per tutte quelle strutture che hanno un altissimo rendimento, nella consapevolezza che, nella gestione del patrimonio pubblico, occorre osservare il  principio di giustizia sociale (clikka) e di uguaglianza essendo comprensivi con i deboli e forti con i forti.

Giusto per ricordare i fatti il mio intervento al Consiglio del 07.08.2015 al 01:50:05

Ovviamente tutto questo in barba alla efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa ed alla necessità di copertura dei servizi a domanda individuale per i quali c’è l’obbligo di copertura al 36%, con la conseguenza che ogni punto percentuale in più costa al Comune di Napoli ben 5 milioni di euro ed al momento, poiché il Comune copre solo fino al 29%, questa “pazziella” ci costa ben 35 milioni di euro in meno di riversamenti statali!

Metto a disposizione di tutti voi anche la mia relazione del 5 aprile 2013 (clikka)  proprio sullo stadio san paolo dalla quale si può capire qualche altra cosa sulla strana e rapida vicenda, manifestando, ovviamente, tutta la mia amarezza per le tante questioni che richiederebbero, queste si, un rapido intervento ed, invece, vengono lasciate languire nel dimenticatoio calpestando i diritti dei cittadini più deboli. Non sarà sempre così!

 Diceva qualcuno con il quale, ovviamente non sono affatto d’accordo, “a pensare male non si sbaglia”.

Aggiornamento: Ecco come è andata a finire al Consiglio del 19.02.2016

il mio intervento al 04:19:22

Comune di Napoli: L’assestamento del Bilancio Previsionale 2015

dissestoPer dovere di trasparenza e partecipazione metto a Vostra disposizione la manovra di assestamento del bilancio previsionale 2015 (clikka). Quest’atto, ovviamente si salda con il bilancio previsionale 2015 (clikka) approvato il 6 agosto scorso ed è l’atto attraverso il quale, tra l’altro, si mettono le mani in tasca ai cittadini.

Come dire un bilancio previsionale approvato ad agosto ed una manovra di assestamento che si approverà a dicembre, credo che già i tempi dovrebbero far comprendere in che guado ci troviamo. Ebbene, un’amministrazione che avesse voluto veramente cambiare le cose avrebbe fatto di tutto per approvare i previsionali entro il mese di febbraio e l’assestamento entro i successivi 6/8 mesi. Ovviamente non troverete mai nessun candidato sindaco che dichiarerà una cosa del genere perché si crede, erroneamente, che la correttezza amministrativa e contabile non sia un tema di campagna elettorale!

In questi quasi 5 anni di esperienza amministrativa, invece, mi sono reso conto che allo sfacelo amministrativo e contabile poi corrisponde, inesorabilmente, anche una pessima gestione della cosa pubblica. Ebbene, vi sorprenderà ma credo che tra i politici addetti alle istituzioni addirittura manchi tale consapevolezza. Eppure, non dovrebbe essere difficile capire che non si può approvare un bilancio previsionale ad agosto, dopo 8 mesi di gestione provvisoria! Se poi aggiungiamo che il previsionale deve obbligatoriamente fare corpo con il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) che è il documento nel quale si indicano gli obiettivi allora abbiamo la tempesta perfetta, perché per fare un PEG credibile dando degli obiettivi da raggiungere occorre metterci i soldi e se non si approva il previsionale si è sempre in gestione provvisoria senza obiettivi!

Non mi stancherò mai di dirlo la buona gestione della cosa pubblica si fa solo con la corretta gestione amministrativa e contabile.

Come sempre sono a disposizione per segnalazioni e contributi che sperano arrivino vista la complessità della materia contabile che spero non gravi sono sulle mie spalle. La discussione è fissata in Consiglio per il 21 dicembre p.v.

Il Gioco D’azzardo al Comune di Napoli

ludopatiaStamane (10.12.2015) sono intervenuto nel consiglio comunale per stigmatizzare il comportamento indifferente dell’amministrazione all’ormai grave problema del gioco d’azzardo che sta diventando una vera e propria piaga sociale avendo letto l’articolo apparso su Il Mattino di Napoli (clikka) che riporta la notizia della vittoria, innanzi al Consiglio di Stato, dell’amministrazione isolana contro le lobby del gioco e scommesse.

Il Comune di Anacapri, infatti, dopo un referendum, con un provvedimento ha limitato l’apertura di sale da gioco e scommesse facendo ciò che in altri comune si sta facendo e che io stesso ho proposto con una delibera di iniziativa consiliare (clikka) che reca la firma di ben 13 consiglieri di maggioranza e di opposizione e che ha trovato anche l’apprezzamento dell’assessore Panini. Ebbene, davanti a queste premesse mi sarei aspettato una approvazione rapida ed, invece, anche questa importante iniziativa tarda ad essere approvata nonostante i pareri positivi degli uffici.

Ovviamente senza mezzi termini stamane nell’indifferenza del sindaco presente in aula, ho espressamente richiesto che almeno vi fosse una presa di posizione chiara che, seppure legittima, deve far capire ai cittadini se questa amministrazione sta dalla parte della povera gente che si dissangua tra slot machine e bingo, o dalla parte degli imprenditori del gioco d’azzardo. Ovviamente siamo in piena campagna elettorale e potrebbe anche essere che il sindaco abbia più a cuore gli interessi degli imprenditori del settore che non quelli dei cittadini spesso affetti da una vera e propria sindrome che viene ormai definita come ludopatia.

Come al solito non ho ricevuto risposte e più passa il tempo e più mi convinco che questa amministrazione solo a parole dichiara di essere per la lotta alla ludopatia nei fatti è tutt’altra storia.

Ecco il mio intervento al 1:15:58

Il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo a rischio di chiusura

cardarelliLa Sanità è stato un tema molto caldo in campagna elettorale per le scorse regionali con accuse rivolte a Caldoro da De Luca ed ora rivolte da Caldoro a De Luca. Come dire ce n’è di carne a cuocere solo che la cosa che è evidente a tutti è che le cose finora non sono cambiate affatto nei pronto soccorsi. Il Cardarelli, il Loreto Mare ed il San Giovanni Bosco continuano ad essere ospedali nei quali c’è un’assistenza da quarto mondo ed in più si parla anche di chiusure di presidi ospedalieri che rappresentano, invece, presidi necessari per la salute dei cittadini. E’ recente il grido di allarme per la paventata chiusura del pronto soccorso dell’Ospedale San Paolo (clikka). Eppure non molto tempo fa ebbi la fortuna di organizzare un convegno di altissimo valore informativo sul tema dell’emergenza urgenza della sanità campana (clikka), nel quale ebbi modo di capire che proprio per i Pronto Soccorso occorre una buona organizzazione e non tanti soldi. Tra i tanti interventi ricordo quello del Prof. Fernando Schiraldi, lo stesso che ha sollevato il problema del San Paolo, che spiegò bene quali erano i nodi da sciogliere.

Ebbene, oggi leggo su Il Mattino (clikka) che nella sanità, a 5 mesi dalle elezioni, si cambia tutto e ne sarei anche contento se solo si iniziasse da dove il problema è più serio ed immediato. Basta leggere la cronaca per capire che siamo fermi al palo e nel Pronto Soccorso del Cardarelli (clikka) nulla è cambiato così come pure per il servizio del 118 (clikka).

Non so proprio che dire: Mentre la politica studia i malati dei pronto soccorso se ne muoiono. Eppure ai tanti consiglieri regionali ed alla giunta basterebbe solo pensassero che loro stessi o un loro prossimo congiunto potrebbe avere bisogno di cure urgenti ed immediate, chissà forse in quel caso potrebbero pure prendere coscenza.

Oggi (0501202015) leggo l’Intervista al consulente per la Sanità Campana di De Luca, Enrico Coscioni (clikka) vorrei tanto conoscere il parere dei medici che sono in prima linea e che leggeranno questo post.

leggi anche:

la sanità campana e la diversa abilità (clikka)

mentre la politica studia il malato se ne muore (clikka)

 

Il ritorno di Lorenzo Diana al CAAN

dianaE’ imbarazzante ciò che si legge sui giornali di lorenzo diana senatore anticamorra da San Cipriano d’Aversa. Dal Corriere del  Mezzogiorno del 25.11. u.s. (clikka), infatti, si deduce che dalle indagini che l’hanno colpito emergerebbe addirittura che l’ex presidente del CAAN (società partecipata del Comune di Napoli) avrebbe un archivio di circa 2500 fascicoli dove sarebbero stati schedati affari e, sopratutto, raccomandati. Spero che siano tutte accuse che si riveleranno infondate ma ho sempre contestato all’amministrazione il modus operandi di lorenzo diana, dai modi spiccioli e dall’esperienza anticamorra ostentata in ogni occasione.

Io stesso ho assistito ad una riunione tra i mercatali dell’ittico, l’assessore al commercio ed il sindaco dove, prima della vicenda giudiziaria, nella quale si segnalavano tutta una serie di questioni mal gestite e preoccupanti per le quali lo stesso Sindaco si era riservato di valutarne la rimozione che poi è avvenuta solo dopo l’applicazione della misura cautelare.

Per capire come agiva diana basti pensare a quella che è stata la vera e propria “bufala” del festeggiamento della riapertura del mercato ittico a Napoli (clikka) cosa che, nonostante il consiglio abbia deliberato da oltre due anni non è ancora avvenuta e che non si capisce come e perché diana abbia voluto festeggiare con tanto anticipo.

Così come pure le “spaselle” di pesce ed i cesti di frutta (clikka) di cui omaggiava se stesso, amici, assessori e parenti che spero siano stati pagati di tasca propria. Non c’è che dire, pur dovendo essere un manager pubblico, diana ha agito come fosse un politico alla vecchia maniera.

Ovviamente, la vicenda del trasferimento del mercato ittico da Napoli a Volla (clikka) ha precise responsabilità che dovrebbero far pensare mille volte prima di fare una nomina e che fino ad ora non vedrà ancora la luce poiché non si sa quando finiranno i lavori a Piazza Duca degli Abruzzi.

Ciliegina sulla torta è stato che il buon lorenzo diana non essendo assolutamente contento della sua revoca dall’incarico di presidente del CAAN ha pensato bene di fare ricorso al TAR Campania impugnando il decreto sindacale ed affermando che, la misura cautelare a lui applicata, non era una valida ragione per la revoca. Sennonché dovremmo chiedere al buon diana se lui, nella sua veste anticamorra, avrebbe mai dato un simile incarico ad un personaggio indagato per concorso esterno in associazioni mafiosa.

Ovviamente ragioni di opportunità avrebbero imposto ben altro stile a lorenzo diana da San Cipriano d’Aversa. Il nodo sono sempre le nomine facili fatte per ragioni che non hanno per nulla a che vedere con la buona amministrazione.

Paghino i responsabili di NAPOLI EST e di NAPOLI OVEST

bassolino.ieierv.demaSulla stampa Cittadina di oggi (02.12.2015 clikka) c’è la preoccupante notizia del maxi sequestro di 240 milioni di euro inflitto dal Tribunale di Napoli alla Kuwait Petroli che ha i suoi stabilimenti a San Giovanni. L’episodio è stato l’occasione per parlare del gravissimo inquinamento presente nell’area orientale e del fatto che i progetti di sviluppo sono a meno che zero. Difatti, mentre a Bagnoli ci sono stati 25 anni di fallimenti di cose iniziate e mai finite ovvero, da quanto emerge dalle carte processuali, addirittura peggiorate dal punto di vista dell’inquinamento ambientale, a San Giovanni e nell’area EST, invece, non si è iniziato proprio nulla di concreto, il che forse potrebbe essere un vantaggio, perché per lo meno il danno dovrebbe essere più contenuto, se non fosse che l’unico progetto messo in cantiere all’epoca della sindacatura Bassolino/Iervolino è quello di  Porto Fiorito (clikka) che rischia di costare al Comune di Napoli circa 70 milioni di euro di danni!

Consiglio la lettura della Rassegna Stampa (clikka) che vi ho selezionato perché racconta della struggente storia di un altro pezzo importante della città, anch’esso vicino al mare e di assoluto valore paesaggistico, di cui dovremmo dire chi sono i responsabili della mancata riqualificazione. Ebbene, la memoria del popolo di solito è corta se non cortissima, ma credo sia un dovere affermare che sicuramente il sospetto ricade su chi da Regione e Comune avrebbe dovuto guidare la bonifica e, quindi, la ripresa delle citate aree ex industriali che, nel caso di specie penso sia difficile non pensare ai 20 anni del duo Bassolino/Iervolino ed ai 5 anni di De Magistris e Caldoro.

Penso sia un dovere per i partiti, movimenti e cittadini che hanno dato fiducia ai citati rappresentanti chiedere il conto elencando cosa abbiamo perso e cosa continueremo a perdere in termini di mancato sviluppo.

Credo sia un dovere chiedere il conto dei centinaia di morti che si sospetti siano stati causati dall’inquinamento  delle citate aree.

Credo sia necessario chiedere il conto dei centinaia di professionisti, ingegneri, architetti, urbanisti, aziendalisti, avvocati e professionisti in genere a cui non sono stati affidati i progetti di sviluppo.

Credo sia necessario chiedere il conto per le migliaia di maestranze che avremmo potuto impiegare nella riqualificazione.

Credo sia necessario chiedere il conto dei migliaia di posti di lavoro che avremmo  potuto impiegare con lo sviluppo dell’area.

Credo sia necessario che i partiti, movimenti e cittadini siano consapevoli che le responsabilità politiche ed amministrative si pagano innanzitutto con la espulsione dal mondo delle istituzioni di coloro che sono stati incapaci.

Credo sia un dovere verso le future generazioni impegnarsi affinché non si ripetano gli stessi errori!

Che dire lo sconforto è grave e non è possibile che i cittadini condannino a morte Napoli affidandola a chi ha dimostrato di non saper neppure trarre vantaggio dalle esperienze negative passate e non sappia intravedere un futuro. Forse non ci rendiamo conto che siamo noi stessi la causa del nostro male se pensiamo di affidare il futuro dei nostri figli a chi ha dimostrato di essere incapace.

Per quanto possa valere continuerò in quest’opera di riflessione, dentro o fuori dall’istituzione, nella speranza che qualcuno si svegli. Con l’amara consolazione che domani potrò dire “Ve l’avevo detto”

clikka per leggere gli altri articoli su Napoli EST  

clikka per leggere gli altri articoli su Napoli OVEST

Sul porto di Napoli clikka

Comune di Napoli per la Disabilità. Il bilancio di Napoli Sociale

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Sono ormai anni che assistiamo alla riduzione della spesa sociale che ovviamente pesa in particolar modo sulla disabilità. Spesso ci si riempie la bocca parlando di solidarietà ma è chiaro che la solidarietà da sola non basta. Le istituzioni dal canto loro, in un momento di crisi dovrebbero provvedere a fare in modo che ogni euro speso non vada disperso cosicché il 24.11 scorso ho avuto modo di partecipare ad una audizione dei dipendenti di Napoli Sociale, la partecipata del comune di napoli che ha come mission l’attuazione delle politiche sociali dell’amministrazione. Sul tema della disabilità sono intervenuto molte volte in consiglio comunale da ultimo quando sentii il dovere di riportare la lettera struggente e mortificante per le istituzioni del papà di Biagio (clikka) o quando ho censurato la politica di Caldoro (clikka). Questa volta sento il dovere di offrire alla vostra lettura il Piano Industriale di Napoli Sociale 2015 (clikka) specialmente dopo l’appello di un altro papà che è stato costretto a far indossare il pannolone al proprio figlio Disabile (clikka) per non fargli perdere giorni di scuola.

Come dicevo è facile parlare di solidarietà ma quanti soldi si sprecano? Ebbene, alla citata commissione ho avuto modo di parlare con i dipendenti di Napoli Sociale che lamentano uno scarso affidamento di commesse alla azienda che vengono invece affidate ad associazioni e cooperative. Ovviamente la questione la conoscevo già e molte volte ho cercato di far capire all’amministrazione che se abbiamo una Società partecipata che si occupa di sociale è  chiaro che dobbiamo sfruttarla al meglio affidandole i compiti che spesso, forse per ragioni elettoralistiche, il Comune affida ad associazioni e cooperative. Se poi consideriamo che il Comune di Napoli spende in politiche sociali una somma che si avvicina ai 100 milioni di euro la cosa è abbastanza rilevante. Come è possibile che Napoli Sociale in una città dove il disagio e la richiesta di aiuto è così impellente non abbia una commessa sufficiente a pagare gli stipendi dei 430 lavoratori?

Se andate a leggere il bilancio allegato al piano industriale troverete che è come al solito, una società che ha una forte esposizione verso l’erario (circa 15.000.000) un una massa debitoria consistente a cui si accompagna un equivalente credito verso l’amministrazione che, come al solito, non paga. Punti di rilievo la mancanza del contratto di servizio (il che è assurdo!!) e l’intenzione di favorire la mobilità verso altre aziende per sottoutilizzo dei dipendenti (pag. 24) il che significa che la scelta del comune si muove verso la esternalizzazione delle politiche sociali senza avere il coraggio di dirlo chiaramente.

Non voglio fare qui la questione politica ma è chiaro che occorre avere il coraggio di dire le cose come stanno e sopratutto non sprecare le poche risorse che abbiamo. 1) esternalizzare tutto e mettere mano alla mobilità interna per fare in modo che non si sprechi il lavoro; 2) non esternalizzare ed allora puntare su una Napoli Sociale che abbia però tutte le caratteristiche per svolgere tutti i ruoli nelle politiche sociali, trasferendo alla stessa anche la funzione di stazione appaltante per avere un unico centro di spesa ed avere una unitarietà dell’azione amministrativa in un settore così importante per la città e per il bilancio comunale!

Corsi e Ricorsi su Bagnoli senza affrontare i veri problemi

bagnoliSono giorni che sulla stampa cittadina si discute della nomina del Commissario Nastasi, della convocazione della cabina di regia a Palazzo Chigi e del ricorso che il Sindaco di Napoli ha proposto avverso questa decisione del Governo.

Come al solito si discute di chi sarà il manovratore ma non della strada che dovrà percorrere, e di ciò che si deve obbligatoriamente tenere in considerazione, a prescindere da chi sarà a guidare la riurbanizzazione di Bagnoli.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Vesuviano ricorda che “I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica e, come il Vesuvio, presentano un rischio molto elevato per la presenza di numerosi centri abitati nell’area e per la loro immediata vicinanza alla città di Napoli”.

Con Delibera della Giunta Regionale n. 669 del 23/12/2014 si è preso atto della perimetrazione della zona rossa flegrea individuata dalla Protezione Civile, rispetto alla quale nessuna obiezione è stata mossa dai Comuni in essa ricompresi.

E’ possibile, allora, che si parli della bonifica di Bagnoli e non si tenga conto di tali importanti dati? E’ possibile, allora, che non si metta come primo punto nell’agenda del “fare” regionale l’adozione della legge sui conseguenti vincoli urbanistici e l’immediata adozione da parte del Comune del piano di evacuazione delle aree, tanto invocati dai vulcanologi dell’INGV e dall’Osservatorio Vesuviano? La questione forse, per coloro che sono abituati a “fare”, sembrerà superflua ma proprio qualche giorno fa in Consiglio Comunale abbiamo approvato doverosamente la delibera n. 607 del 25.09.2015 con la quale abbiamo disposto, tra l’altro, la riallocazione, in altro sito, di abitazioni di edilizia residenziale pubblica nel quartiere Ponticelli proprio per effetto della Zona Rossa rischio Vulcanico dell’area Vesuviana di cui alla legge regionale n. 21/2003.

Tenere in considerazione il dato di alto rischio sismico della zona flegrea è di fondamentale importanza, in quanto, deve condizionare la destinazione da attribuire alla zona e, quindi, il tipo di bonifica cui mettere mano. Non capire questo significa mettere in pericolo la sicurezza pubblica e la salute dei cittadini e non affrontare per tempo i problemi che prima o poi verranno al pettine.

Ebbene, proprio per dovere istituzionale ed essendo insopportabile un tale assordante silenzio della Regione e del Comune, il 14 ottobre scorso, in Consiglio Comunale, ho proposto l’adozione di una delibera che, ai sensi dell’art. 12 dello Statuto Regionale, contiene una proposta di legge regionale che impone gli stessi vincoli di inedificabilità a scopo residenziale, previsti sull’area vesuviana, anche sull’area a rischio vulcanico dei Campi Flegrei. La proposta (clikka) reca tre firme, la mia e quella dei consiglieri Vittorio Vasquez ed Antonio Borriello.

Vedi anche:

Il Commissario per Bagnoli (clikka)

Regolamento per il Commercio Su Aree Pubbliche e molto altro

visita-gudiata-pignasecca-montesantoCredo sia importante per la cittadinanza capire come sono regolamentate le attività commerciali su aree pubbliche pertanto metto a Vostra disposizione la proposta di Regolamento del Commercio su Aree Pubbliche (clikka) che sarà in discussione al consiglio comunale del 12-19 novembre 2016 che a mio avviso sarà una pura follia in quanto sono calendarizzate oltre trenta atti da esaminare, discutere e votare (clikka).

Altra delibera da considerare è quella lo schema di convenzione (clikka) con la Napoli Servizi che disciplina l’attività di pubblica affissione sul territorio comunale.

Metto a Vostra disposizione tutti gli altri atti deliberativi che a cui potete accedere con un semplice clik da qui.

Mi fermo altrimenti potreste stancarvi e non leggere più gli atti 🙂

Ovviamente resto sempre disponibile al confronto ed alla discussione segnalandoVi che sulle prime due delibere c’è molto interesse. Molti, infatti, me le hanno segnalate in quanto incidono sulla vivibilità della città. Inoltre, pare vi siano delle rimostranze da parte di alcune municipalità poiché sono stati previsti stalli per il commercio in luoghi non opportuni (chiese, monumenti etc etc).

Sullo Stadio San Paolo “tutte chiacchiere e distintivo”

San PaoloEbbene non ce l’ho fatto e dico anch’io la mia sulla magra figura che Napoli ed i suoi amministratori hanno fatto nella trasmissione di Giletti l’Arena di ieri (clikka) oggi ripresa anche dai giornali cittadini. Ovviamente sono dispiaciuto della cosa e pur essendo uno dei 5 consiglieri che ha votato per la eliminazione del privilegio dei biglietti, sono certo che la trasmissione non abbia fatto un buon servizio con notizie date a buon mercato all’insegna del populismo.

Ebbene, la riprova di quello che dico l’ho avuto qualche sabato fa, quando, invitato ad una assemblea cittadina a Bagnoli ho avuto modo di spiegare come stanno effettivamente le cose nello Stadio San Paolo, e dopo di me è intervenuto l’assessore Piscopo, a cui la gente ha chiesto di riferire sullo stesso tema. Ebbene, ho avuto una sorpresa quando l’assessore, volendo sviare anch’egli l’argomento, ha iniziato a parlare dei biglietti perché c’è stata una sorta di “sollevazione popolare”. Le persone hanno, infatti, “stoppato” subito l’assessore dicendo che a loro non “fregava” nulla dei biglietti ma volevano sapere se era vero ciò che avevo riferito poco prima. Ho pensato che c’è speranza e l’informazione dovrebbe fare meno populismo e più informazione per far comprendere che la politica non è tutta uguale e che ci sono persone che aspirano al bene ed all’interesse pubblico anche nei consessi elettivi.

Quali sarebbero potute essere le domande, oltre a quelle sui biglietti, che purtroppo nessuno ha fatto e fa? Eccole:

1.- Perché il Comune di Napoli in 10 anni ha finanziato il Calcio Napoli con 40 Milioni di euro accollandosi pulizia, tutti i consumi e la custodia?

2.- perché il Sindaco e la maggioranza hanno respinto un emendamento che prevedeva una cauzione (clikka) per il mancato pagamento del canone benché lo stesso concessionario negli anni passati non avesse mai pagato il dovuto se non dopo un mio esposto alla Corte Dei Conti (clikka)?

3.- perché il Sindaco e la maggioranza hanno respinto un emendamento che prevedeva una polizza per danni a persone e/o cose (clikka)? P.S. E’ stato diciamo singolare il modo con il quale il Sindaco della terza città d’Italia l’ha liquidato: uno scongiuro!

4.- perché il Sindaco e la maggioranza hanno respinto un emendamento che prevedeva l’accollo al concessionario di tutti i consumi come accade in tutte le città d’Italia (clikka)?

5.- perché il Sindaco e la sua maggioranza hanno respinto un emendamento che prevedeva un introito sullo sfruttamento della concessione del servizio di ristorazione (clikka).

Alla fine sono riuscito a far passare solo due emendamenti e non so neppure io come: quello sulla compatibilità dell’uso dello stadio con le altre attività sportive (clikka) e quello sullo sfruttamento pubblicitario sull’esterno  dello Stadio (clikka)

Queste credo erano le domande scomode da porre, ma forse erano tanto scomode che neppure Giletti nella sua trasmissione ha avuto il coraggio di porre perché diciamo incidono su un potere forte…. Il resto sono tutte chiacchiere e distintivo.

Consiglio la lettura e la visione del video al seguente link: la verità sullo stadio san paolo nel consiglio comunale (clikka)

Napoli EST un Danno da 70 milioni di Euro! Chi paga?

Porto FioritoOltre un anno fa mi sono imbattuto nella scabrosa vicenda di Porto Fiorito (clikka) una operazione voluta da Bassolino nel 1999 (clikka) e poi portata avanti dalla Iervolino, con un acquisto immobiliare (la ex Corradini) a carico delle casse del comune di circa 6 milioni di euro poi regalato, attraverso una concessione “gratuita” (in cambio di opere e riqualificazione urbana?) alla Porto Fiorito S.p.a.

La cosa mi ha colpito tanto da spingermi a promuovere una interrogazione (clikka) agli Assessori Sodano, Calabrese e Piscopo nonché al Sindaco che è sotto gli occhi di tutti non hanno fatto nulla di concreto se siamo arrivati a questo punto.

L’elemento sconvolgente della questione che ha destato la mia curiosità è stato che per procedere a questa “brillante” operazione si revocarono le concessioni alla Cantieri Navali Partenopei che occupava maestranze tra occupazione diretta ed indotta per circa 30 persone tutte gettate in mezzo ad una strada da oltre 15 anni.

Oggi leggo sul Corriere del Mezzogiorno (clikka) della incredibile richiesta di danni per oltre 70 milioni di euro da parte della Porto Fiorito S.p.a. rivolta a Comune di Napoli ed Autorità Portuale. Ora dovremmo chiederci chi pagherà i danni Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino, Luigi De Magistiis o i Commissari che si sono avvicendati alla guida della Autorità Portuale oppure tutti quanti in solido o forse come molto probabile tra 20 anni nessuno.

Eppure non sarebbe stato difficile per il Sindaco/Magistrato de Magistris aggiustare la vicenda studiando le carte. Come al solito registro una approssimazione politica ed una grave incompetenza che dovrebbero farci vergognare per i tanti posti di lavoro che non sono stati creati dalla incapacità politica ed amministrativa di queste persone. Senza dimenticare che potrebbe anche essere che la richiesta di danni proposta dalla Porto Fiorito S.p.a. contro il Comune e l’Autorità Portuale venga rigettata dal Tribunale, ma è sotto gli occhi di tutti che le istituzioni guidate da cotanto personale politico tra Bassolino/Iervolino e De Magistriis hanno fallito su un altro importante pezzo della città. Come dico sempre Napoli OVEST e Napoli EST sono due realtà fallimentari che dovrebbero farci riflettere su chi dare la nostra fiducia.

Come sempre non parlo mai senza i documenti:

 1 Portofioritodeliberadiacquisto

2PortofioritoDeliberaFinanzadiProgetto

3PortoFioritoFinanzadiprogettodeliberagiunta

4PortoFioritoDeliberadiproroga

5PortoFioritoDeliberadiapprovazioneprogetto

6PortoFioritoApprovazioneProgetto

Per i miei post su Porto Fiorito (clikka)

Proposta di legge Regionale su Bagnoli e Rischio Vulcanico

campi-flegrei-supervolcanoOggi (23.10.2015) su Repubblica Napoli la questione del Rischio Vulcanico (clikka) e la presentazione della proposta di legge regionale sul punto. Della questione ho avuto modo di esporla sia in consiglio comunale sia a Radio Radicale. Ora la questione passa al Consiglio Comunale, spero che se ne faccia carico a tutela della sicurezza pubblica e della incolumità dei cittadini. Per ulteriore approfondimento clikka qui.

Aggiornamento sul Rischio Vulcanico dei campi flegrei al 27.12.206 (clikka)

Il mio intervento in Consiglio Comunale al 22:27

CONSIGLIO COMUNALE DI NAPOLI

PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA CONSILIARE

AI SENSI DELL’ART. 42 DEL T.U.E.L. E DELL’ART. 54 DEL REGOLAMENTO

DEL CONSIGLIO COMUNALE

Proposta di Legge Regionale di Iniziativa del Consiglio Comununale di Napoli

ai sensi dell’art. 12 dello Statuto della Regione Campania

sul rischio vulcanico dell’area flegrea

Premesso che:

I.- Ai sensi dell’art. 12 del vigente Statuto della Regione Campania “l’iniziativa legislativa appartiene inoltre ai singoli Consigli provinciali e comunali dei capoluoghi di provincia, nonché a non meno di tre Consigli comunali la cui popolazione sia complessivamente superiore a cinquantamila abitanti”;

II.- secondo la Protezione Civile ed alla luce dei risultati degli esami e studi condotti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Vesuviano: “I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica e, come il Vesuvio, presentano un rischio molto elevato per la presenza di numerosi centri abitati nell’area e per la loro immediata vicinanza alla città di Napoli”;

III.-  con Delibera della Giunta Regionale n. 669 del 23/12/2014: “Alla stregua dell’istruttoria compiuta dalla Direzione Generale e delle risultanze e degli atti tutti richiamati nelle premesse che seguono, costituenti istruttoria a tutti gli effetti di legge, nonché dell’espressa dichiarazione di regolarità della stessa resa dal Direttore a mezzo di sottoscrizione della presente PREMESSO: a)  che, con riferimento all’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico in area flegrea, il Dipartimento della Protezione Civile ha posto in essere, d’intesa con l’Assessorato alla Protezione Civile della Regione Campania, la ridefinizione delle cosiddetta “Zona rossa”, ovvero dell’area ad elevata probabilità di invasione di flussi piroclastici e, quindi, da sottoporre a evacuazione cautelativa in caso di possibilità di ripresa dell’attività eruttiva; b)  che ad oggi la vigente pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico in area flegrea risale al 2001 ed interessa i Comuni di Bacoli, Pozzuoli e Monte di Procida, nonchè le Municipalità di Soccavo-Pianura e Bagnoli-Fuorigrotta, e alcune porzioni dei quartieri di Arenella, Vomero, Posillipo e Chiaia del Comune di Napoli; c)  che il Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico ha consegnato il proprio Rapporto finale al Dipartimento della Protezione Civile al termine dell’anno 2012; d)  che la Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Vulcanico (CGR – SRV), in occasione delle sedute del 31/05/2013 e del 12/07/2013, ha fornito specifiche raccomandazioni circa le modalità di revisione della “Zona rossa” a partire dallo studio sopra indicato; e)  che il Dipartimento della Protezione Civile ha conseguentemente elaborato una proposta di delimitazione della nuova “Zona rossa” che recepisce le indicazioni e le raccomandazioni della Commissione; f)  che la “Zona rossa” dei Campi Flegrei così individuata è riferita alla sola area ad alta probabilità di invasione dai flussi piroclastici; g)  che, quando disponibili le definitive carte dell’indice di rischio per ricaduta di cenere, il Dipartimento provvederà a una valutazione definitiva della necessità di integrazione della “Zona rossa” alle aree esterne a quelle di probabile invasione di flussi piroclastici che dovessero presentare elevati valori di rischio di crollo per accumulo di ceneri; h)  che, con nota prot. 40831 del 01/08/2014, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, ha trasmesso alla Regione Campania, tra l’altro: l’Allegato 3 in cui sono rappresentate:la curva della probabilità di invasione dei flussi piroclastici – Perc.le 95 e 5%, l’area di inviluppo dei depositi flussi piroclastici (ultimi 5000 anni); l’Allegato 4 in cui è rappresentata, in uno alle predette curve, la nuova “Zona rossa” dei Campi Flegrei che si propone per l’approvazione; i)  che sono stati individuati 7 Comuni che hanno il territorio, completamente o parzialmente incluso nella nuova “Zona rossa”: Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto e Marano di Napoli. CONSIDERATO a) che, con la predetta nota prot. 40831 del 01/08/2014, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, ha chiesto alla Regione Campania “… di voler porre in essere un percorso di condivisione e approfondimento con i Comuni interessati e … di avviare le opportune attività ed il percorso amministrativo di competenza, in analogia a quanto realizzato di recente per il Vesuvio …”; b)  che l’Assessore regionale con delega alla Protezione Civile sul territorio, per dar seguito all’invito formulato dal Dipartimento, ha richiesto l’invio della documentazione tecnica e scientifica alla base della proposta della nuova “Zona rossa”; c)  che il Presidente della Regione Campania, con propria nota prot.2014- 0017472/UDCPGAB/CG del 08/10/2014, ha convocato una riunione per il giorno 20/10/2014 per illustrare i risultati dei recenti studi tecnico-scientifici e per presentare ai Sindaci interessati il limite della “Zona rossa” dei Campi Flegrei; d)  che a tale riunione sono stati invitati i Sindaci dei Comuni di Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Marano di Napoli, la Prefettura di Napoli l’Amministrazione provinciale di Napoli, l’Osservatorio Vesuviano INGV ed il Dipartimento della Protezione Civile; e)  che, all’esito di tale riunione, i Comuni hanno assunto l’impegno a trasmettere alla Regione Campania, entro il 30/11/2014, gli atti decisionali assunti; f)  che, con nota prot. 54892 del 24/10/2014, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, ha, tra l’altro, trasmesso il file in formato vettoriale della proposta di nuova “Zona rossa”; g)  che l’Assessore regionale con delega alla Protezione Civile sul territorio, con propria nota prot. 2031/SP del 30/10/2014, ha invitato i Comuni interessati a voler rapidamente trasmettere le proprie decisioni, ricordandone le modalità e la relativa tempistica; h)  che la Protezione Civile della Regione Campania, con propria nota prot. n. 2014.0769528 del 14/11/2014, ha convocato, per il giorno 19/11/2014, una riunione tecnica per favorire il confronto tra le diverse Amministrazioni comunali coinvolte e per monitorare lo stato di avanzamento dei relativi procedimenti tecnico-amministrativi; i)  che il Comune di Quarto, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota prot. n. 35057 del 25/11/2014 a firma dei componenti della Commissione straordinaria (acquisita al protocollo dell’Assessore regionale n.2206/SP del 25/11/2014), ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; j)  che il Comune di Pozzuoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, a mezzo posta elettronica certificata del 28/11/2014, ha comunicato l’avvenuta presa d’atto da parte del Consiglio Comunale della proposta di perimetrazione ed ha successivamente trasmesso la pertinente deliberazione dell’organo consiliare n.85 del 27/11/2014 avente ad oggetto “Definizione dello scenario di riferimento per il Piano di Emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico. Presa d’atto del Consiglio Comunale”; k)  che il Comune di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. PG/2014/953529 del 02/12/2014, ha trasmesso la nota sindacale di ridefinizione del limite della nuova “Zona rossa” interessante il territorio comunale con l’allegata cartografia di dettaglio elaborata dal competente Servizio comunale di Protezione Civile nel rispetto dei parametri e delle indicazioni fissate dal Dipartimento; l)  che il Comune di Monte di Procida, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 04/12/2014 la delibera del proprio Consiglio Comunale n. 45 del 25/11/2014 avente ad oggetto “Presa d’atto aggiornamento Pianificazione di emergenza per rischio vulcanico in Area Flegrea “Zona Rossa” – Osservazioni”; m)  che il Comune di Giugliano in Campania, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 0061238 del 04/12/2014 a firma della Commissione straordinaria, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta dal Dipartimento; n) che il Comune di Bacoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. 000037864 del 11/12/2014, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; o) che il Comune di Marano di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 18/12/2014 la deliberazione di Giunta Comunale n.144 del 16/12/2014 avente ad oggetto “Perimetrazione Zona Rossa Campi Flegrei. Presa d’atto di validazione”, con cui l’organo esecutivo comunale ha preso atto della proposta di perimetrazione elaborata dall’Area tecnica comunale, già trasmessa alla Regione Campania con nota prot. 3287 del 28/11/2014; RITENUTO a)  di dover prendere atto:a.1.che il Comune di Quarto, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 35057 del 25/11/2014 a firma dei componenti della Commissione straordinaria (acquisita al protocollo regionale n.2206/SP del 25/11/2014), ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; a.2.che il Comune di Pozzuoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, a mezzo posta elettronica certificata del 28/11/2014, ha comunicato l’avvenuta presa d’atto da parte del Consiglio Comunale della proposta di perimetrazione ed ha successivamente trasmesso la pertinente deliberazione dell’organo consiliare n.85 del 27/11/2014 avente ad oggetto “Definizione dello scenario di riferimento per il Piano di Emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico. Presa d’atto del Consiglio Comunale”; a.3. che il Comune di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. PG/2014/953529 del 02/12/2014, ha trasmesso la nota sindacale di ridefinizione del limite della nuova “Zona rossa” interessante il territorio comunale con l’allegata cartografia di dettaglio elaborata dal competente Servizio comunale di Protezione Civile nel rispetto dei parametri e delle indicazioni fissate dal Dipartimento; a.4.che il Comune di Monte di Procida, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 04/12/2014 la delibera del proprio Consiglio Comunale n. 45 del 25/11/2014 avente ad oggetto “Presa d’atto aggiornamento Pianificazione di emergenza per rischio vulcanico in Area Flegrea “Zona Rossa” – Osservazioni”; a.5.che il Comune di Giugliano in Campania, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 0061238 del 04/12/2014 a firma della Commissione straordinaria, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta dal Dipartimento; a.6.che il Comune di Bacoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. 000037864 del 11/12/2014, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta;; a.7.che il Comune di Marano di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 18/12/2014 la deliberazione di Giunta Comunale n.144 del 16/12/2014 avente ad oggetto “Perimetrazione Zona Rossa Campi Flegrei. Presa d’atto di validazione”, con cui l’organo esecutivo comunale ha preso atto della proposta di perimetrazione elaborata dall’Area tecnica comunale, già trasmessa alla Regione Campania con nota prot. 3287 del 28/11/2014; b)  di poter approvare la delimitazione della “Zona rossa” dei Campi Flegrei riportata nella cartografia che si allega (Allegato 5) quale parte integrante della presente deliberazione; c) di dover trasmettere la presente Deliberazione al Dipartimento nazionale della Protezione Civile per le determinazioni finali; RICORDATO che le citate determinazioni comunali sono conservate agli atti dell’Assessorato regionale alla Protezione Civile; VISTA la vigente legge n. 225 del 24 febbraio 1992; Propone e la Giunta, a voto unanime DELIBERA 1. di prendere atto:1.1.che il Comune di Quarto, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 35057 del 25/11/2014 a firma dei componenti della Commissione straordinaria (acquisita al protocollo regionale n.2206/SP del 25/11/2014), ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; 1.2.che il Comune di Pozzuoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, a mezzo posta elettronica certificata del 28/11/2014, ha comunicato l’avvenuta presa d’atto da parte del Consiglio Comunale della proposta di perimetrazione ed ha successivamente trasmesso la pertinente deliberazione dell’organo consiliare n.85 del 27/11/2014 avente ad oggetto “Definizione dello scenario di riferimento per il Piano di Emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico. Presa d’atto del Consiglio Comunale”; 1.3.che il Comune di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. PG/2014/953529 del 02/12/2014, ha trasmesso la nota sindacale di ridefinizione del limite della nuova “Zona rossa” interessante il territorio comunale con l’allegata cartografia di dettaglio (Allegati 1 e 2) elaborata dal competente Servizio comunale di Protezione Civile nel rispetto dei parametri e delle indicazioni fissate dal Dipartimento; 1.4.che il Comune di Monte di Procida, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 04/12/2014 la delibera del proprio Consiglio Comunale n. 45 del 25/11/2014 avente ad oggetto “Presa d’atto aggiornamento Pianificazione di emergenza per rischio vulcanico in Area Flegrea “Zona Rossa” – Osservazioni”; 1.5.che il Comune di Giugliano in Campania, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 0061238 del 04/12/2014 a firma della Commissione straordinaria, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta dal Dipartimento, successivamente dettagliata così come riportato nell’Allegato 3; 1.6.che il Comune di Bacoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. 000037864 del 11/12/2014, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; 1.7.che il Comune di Marano di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 18/12/2014 la deliberazione di Giunta Comunale n.144 del 16/12/2014 avente ad oggetto “Perimetrazione Zona Rossa Campi Flegrei. Presa d’atto di validazione”, con cui l’organo esecutivo comunale ha preso atto della proposta di perimetrazione elaborata dall’Area tecnica comunale (Allegato 4), già trasmessa alla Regione Campania con nota prot. 3287 del 28/11/2014; di approvare la delimitazione della “Zona rossa” dei Campi Flegrei riportata nella cartografia che si allega quale parte integrante della presente deliberazione (Allegato 5); di trasmettere la presente Deliberazione al Dipartimento nazionale della Protezione Civile per le determinazioni finali; di trasmettere la presente Deliberazione all’Assessore alla Protezione Civile, al Capo Dipartimento 53.00, al Direttore Generale 53.08 e al BURC per la pubblicazione”.

IV.- Alla luce della recente perimetrazione della “Zona Rossa” dei Campi Flegrei occorre adottare con urgenza l’atto legislativo conseguente per il territorio Flegreo in linea con quanto già è stato compiuto per l’area rischio vulcanico del Vesuvio, con la legge Regione Campania n. 21 del 10 dicembre 2003 che impedisce qualsivoglia nuovo insediamento residenziale nell’area a rischio vulcanico, ciò per la superiore protezione del diritto alla sicurezza ed all’abitazione dei cittadini campani residenti nell’area flegrea.

° ° °

Tanto premesso i sottoscritti Consiglieri Comunali ai sensi e per gli effetti dell’art. 42 del T.U.E.L. e dell’art. 54 del Regolamento del Consiglio Comunale,

propongono

al Consiglio Comunale di adottare la seguente proposta di legge regionale ai sensi dell’art. 12 del vigente Statuto della Regione Campania il cui testo capitolato in articoli di seguito si trascrive:

“NORME URBANISTICHE PER I COMUNI RIENTRANTI NELLE ZONE A RISCHIO VULCANICO DELL’AREA FLEGREA

Articolo 1

  1. La presente legge si applica ai comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area flegrea del Dipartimento della Protezione Civile – prefettura di Napoli – osservatorio vesuviano.
  2. La pianificazione di cui al comma 1 e le variazioni successive sono parte integrante della presente legge.

Articolo 2

  1. Gli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei comuni di cui all’articolo 1 non possono contenere disposizioni che consentono l’incremento dell’edificazione a scopo residenziale, mediante l’aumento dei volumi abitabili e dei carichi urbanistici derivanti dai pesi insediativi nei rispettivi territori.
  2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietato alle amministrazioni competenti assumere provvedimenti di approvazione o di esecutività, previsti da disposizioni di legge vigenti in materia, degli strumenti attuativi dei piani regolatori generali dei comuni individuati all’articolo 1, comportanti incrementi delle edificazioni a scopo residenziale.
  3. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la Città Metropolitana, d’intesa con la regione e con i comuni di cui all’articolo 1, provvede alla redazione di un piano strategico operativo da approvare in Consiglio Regionale, al fine di determinare e definire:
  4. a) le aree e gli insediamenti da sottoporre a programmi di interventi e di opere finalizzate alla decompressione della densità insediativa presente, nonché al potenziamento e miglioramento delle vie di fuga anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, di demolizione senza ricostruzione, di riqualificazione e di recupero ambientale, di valorizzazione dei centri storici, e di rifunzionalizzazione in favore delle attività produttive, turistico ricettive, terziarie ed attrezzature pubbliche e di interesse pubblico;
  5. b) le eventuali possibilità di attuazione di interventi compensativi, nelle aree e per gli interventi già destinati negli strumenti urbanistici vigenti a scopo residenziale di cui alla lettera a), nell’ambito degli obiettivi per la eliminazione di case ed insediamenti malsani, degradati o comunque per processi di riqualificazione urbana, purchè non comportanti pesi residenziali aggiuntivi incompatibili con le finalità della presente legge.

Articolo 3

  1. I comuni di cui all’articolo 1 sono tenuti ad adeguare al divieto sancito dall’articolo 2 gli strumenti urbanistici generali ed attuativi, che alla data di entrata in vigore della presente legge sono sia in corso di formazione che adottati.

Articolo 4

  1. Entro due anni dall’entrata in vigore della presente legge, i comuni di cui all’articolo 1 sono tenuti ad adeguare al divieto previsto dall’articolo 2, mediante apposite varianti, gli strumenti urbanistici generali ed attuativi vigenti.
  2. Le varianti di cui al comma 1, al fine di implementare le vie di fuga, dispongono la demolizione dei volumi incongrui.
  3. Decorso il suddetto termine, vi provvede il Presidente della Città Metropolitana, a mezzo di commissari ad acta.

Articolo 5

  1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, e fino alla vigenza degli strumenti urbanistici generali ed attuativi di cui all’articolo 2, o fino alla vigenza degli strumenti urbanistici così come adeguati ai sensi dell’articolo 3, o fino alla vigenza delle varianti di cui all’articolo 4, nei comuni individuati all’articolo 1 è vietato il rilascio di titoli edilizi abilitanti la realizzazione di interventi finalizzati all’incremento dell’edilizia residenziale, come definiti dall’articolo 2.
  2. Restano esclusi dal divieto di cui al comma 1 gli adeguamenti funzionali e di natura igienico-sanitaria degli immobili già esistenti.

Articolo 6

  1. Nei comuni di cui all’articolo 1 è consentito, in deroga alle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, il mutamento di destinazione d’uso degli immobili residenziali già esistenti da adibire all’esercizio di attività produttive, commerciali, turistico – ricettive o di pubblica utilità.
  2. Nei comuni di cui all’articolo 1 è vietato, in deroga alle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, ogni mutamento di destinazione d’uso che comporta l’utilizzo a scopo abitativo.

Articolo 7

  1. Ai soci assegnatari delle cooperative anche non residenti e ai cittadini residenti da almeno cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge nei comuni di cui all’articolo 1 ed in possesso dei requisiti indicati all’articolo 2 della legge regionale 2 luglio 1997, n. 18, è riservato, al fine di incentivarne il trasferimento in altri comuni della regione, fino al venti per cento dell’aliquota complessiva di alloggi di edilizia residenziale pubblica prevista dalla legge regionale 18/97, articolo 13, comma 1.
  2. Con delibera di giunta regionale sono definite le procedure per l’assegnazione degli alloggi riservati ai sensi del comma 1.
  3. La riserva di cui al comma 1 ha efficacia per quindici anni decorrenti dall’entrata in vigore della presente legge.

Articolo 8

  1. Agli oneri finanziari per gli adempimenti di competenza delle amministrazioni comunali e provinciali di cui all’articolo 2 si fa fronte con apposito stanziamento di bilancio.

Articolo 9

  1. La presente legge, a norma degli articoli 43 e 45 dello Statuto, è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

 

La presente Legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

E’ fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge delle Regione Campania”.

Napoli, 14 ottobre 2015

Cons. Gennaro Esposito

(I firmatario)

F.to Antonio Borriello (PD)

F.to Vittorio Vasquez (SIM)

Le verità sullo Stadio San Paolo nel Consiglio Comunale

San PaoloIeri il Consiglio Comunale sullo Stadio. Sono passati due emendamenti che obbligano l’amministrazione a fare un bando pubblico per gli allestimenti pubblicitari sulle aree esterne allo Stadio ed uno che garantisce lo svolgimento delle altre attività sportive nell’impianto. Resta ovviamente l’amaro in bocca perché, non è passato un emendamento sulla modalità di gestione che avrebbe fatto recuperare al comune circa 10 milioni di euro, che si sarebbero potuti avere semplicemente passando la gestione dello stadio dalla concessione, all’uso del servizio a domanda individuale. L’incasso attraverso questa modalità, infatti, sarebbe andato a copertura dei costi per i servizi a domanda individuale che, per legge devono essere coperti per lo meno al 36% ed, invece, ad oggi lo sono solo al 27%. Questo inadempimento per la legge 174/2013 sul riequilibrio ci costa in sanzioni circa 5 milioni di euro per ogni punto percentuale di mancata copertura di riversamenti dalla Stato: ben 45 milioni di euro!! Passando l’introito del San Paolo su questa voce avremmo scalato per lo meno due punti (saremmo passati, quindi, dal 27 al 29%) = 10 milioni di euro. Ma questa cosa ai cittadini Napoletani non verrà mai spiegata dai Giornali!!!

Il mio intervento all’1:53:29

REAZIONI:

Questa la reazione del Sindaco assolutamente fuori luogo perché scarica sul consiglio comunale la responsabilità di ciò che è accaduto quando poi al momento dell’appello nominale proprio il Sindaco era irresponsabilmente assente.

Il Patron del Napoli addirittura minaccia di non far giocare la partita di domenica prossima Napoli / Fiorentina (clikka). Addirittura, qualcuno ha ipotizzato che si potrebbe pensare ad un accordo tra il sindaco ed il patron: Scaricare la colpa sul consiglio comunale aizzando irresponsabilmente i tifosi contro il Consiglio stesso. Ovviamente non voglio proprio credere a questa ipotesi.

Ecco il nostro comunicato stampa a chiarimento:

All’indomani del Consiglio Comunale sulla convenzione ponte con la Società Sportiva Calcio Napoli per l’utilizzo dello Stadio San Paolo, si apprende della reazione sopra i toni del presidente De Laurentis e della sua minaccia di non disputare la partita di domenica prossima Napoli – Fiorentina, come pure dei commenti del Sindaco De Magistris che scarica sul Consiglio Comunale la responsabilità dei ritardi, attribuili, invece, solo ed unicamente all’Amministrazione Comunale e alla stessa Società Sportiva Calcio Napoli. Le responsabilità sono, infatti, evidenti, sia perché il Consiglio Comunale è stato investito della questione solo lo scorso 30 settembre, sia per il comportamento irresponsabile del Sindaco, assente in un momento decisivo del confronto nell’aula consiliare. Le opposizioni tutte, al di là degli schieramenti, a tutela degli interessi della città e dei tifosi, hanno invece cercato, e continueranno a farlo fino alla fine, di migliorare l’atto deliberativo e la convenzione con proposte ed emendamenti, non accolti dal Sindaco nella seduta di Consiglio del 14 ottobre, probabilmente solo perché sono stati assunti impegni in privato con la Società Sportiva Calcio Napoli, pur senza avere una maggioranza consiliare. I cittadini, ancor prima che tifosi, devono saperlo: i ritardi sulla convenzione per l’utilizzo dello Stadio San Paolo sono imputabili al Sindaco De Magistris e alla Società Sportiva Calcio Napoli.

Per altri post clikka

Il Commissario per Bagnoli ed il Rischio Vulcanico dei Campi Flegrei. Regione Campania batti un colpo

campi-flegrei-supervolcanoCon lo sciame sismico di ieri di cui oggi parlano tutti i giornali (clikka) sembra che anche la natura voglia dire la propria su Bagnoli. Che la questione sia seria io me ne sono accorto immediatamente mettendo in relazione il decreto sblocca Italia ed il risultato del tavolo della protezione civile sul rischio vulcanico dei campi flegrei (clikka). Ancora non molto tempo fa, ospitato dalle pagine Repubblica Napoli (clikka), ponevo i quesiti che sono rimasti tuttora senza risposta, tra cui la questione di sicurezza e rischio vulcanico. Ieri (08.10.2015) una affollata riunione di associazioni e comitati sulla questione di Bagnoli e del commissariamento, nel Palazzo del Consiglio di Via Verdi, alla quale ha partecipato anche l’assessore Carmine Piscopo per il Comune.

Il leitmotiv di tutti è no al Commissario no ai poteri forti! Ho già detto come la penso sullo Sblocca Italia e sulla sua farraginosità, sennonché oggi lo sciame sismico ci riporta tutti con i piedi per terra. Cosa fare per Bagnoli? Presto detto: Adottare immediatamente una legge regionale che dica cosa si può fare e cosa no. Ebbene, per come la vedo io si dovrebbe adottare il medesimo criterio di massima protezione adottato con la legge Regione Campania n. 21.2003 (clikka) per il rischio vulcanico dell’area Vesuviana. I Campi Flegrei, infatti, sono il vulcano di gran lunga più pericoloso del Vesuvio, tanto che è definito SuperVulcano, quindi, Commissario si Commissario no, il problema serio adesso è in Regione Campania. Vedremo se De Luca sarà più sensibile ai poteri forti o alla sicurezza dei cittadini.

Questa volta per copiare è sufficiente restare in Campania ed adattare l’art. 1 e 2 della citata legge regionale n. 21.2003, a mente dei quali: “Articolo 1. 1. La presente legge si applica ai comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area vesuviana [sostituire con area dei campi flegrei] del dipartimento della protezione civile – prefettura di Napoli – osservatorio vesuviano [sostituire con osservatorio campi flegrei]. 2. La pianificazione di cui al comma 1 e le variazioni successive sono parte integrante della presente legge.  Articolo 2 1. Gli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei comuni di cui all’articolo 1 non possono contenere disposizioni che consentono l’incremento dell’edificazione a scopo residenziale, mediante l’aumento dei volumi abitabili e dei carichi urbanistici derivanti dai pesi insediativi nei rispettivi territori. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietato alle amministrazioni competenti assumere provvedimenti di approvazione o di esecutività, previsti da disposizioni di legge vigenti in materia, degli strumenti attuativi dei piani regolatori generali dei comuni individuati all’Articolo 1, comportanti incrementi delle edificazioni a scopo residenziale. 3. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la provincia di Napoli , d’intesa con la regione e con i comuni di cui all’articolo 1, provvede alla redazione di un piano strategico operativo da approvare in Consiglio regionale, al fine di determinare e definire: a) le aree e gli insediamenti da sottoporre a programmi di interventi e di opere finalizzate alla decompressione della densità insediativa presente, nonché al potenziamento e miglioramento delle vie di fuga anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, di demolizione senza ricostruzione, di riqualificazione e di recupero ambientale, di valorizzazione dei centri storici, e di rifunzionalizzazione in favore delle attività produttive, turistico ricettive, terziarie ed attrezzature pubbliche e di interesse pubblico; b) le eventuali possibilità di attuazione di interventi compensativi, nelle aree e per gli interventi già destinati negli strumenti urbanistici vigenti a scopo residenziale di cui alla lettera a), nell’ambito degli obiettivi per la eliminazione di case ed insediamenti malsani, degradati o comunque per processi di riqualificazione urbana, purchè non comportanti pesi residenziali aggiuntivi incompatibili con le finalità della presente legge“. Come detto semplice semplice occorre solo sostituire “area vesuviana” con “area dei campi flegrei“! Saranno sufficientemente abili i nostri rappresentanti in Regione ?

Una buona politica anziché parlare di commissari e superfici edificabili farebbe un buon piano di evacuazione, paradossalmente ad oggi ancora non adottato!

Nota di colore: Ieri in contemporanea con l’assemblea di cui dicevo prima c’era anche il consiglio comunale sulla convenzione dello Stadio San Paolo, ebbene mentre al terzo piano si affermava di voler combattere i poteri forti del decreto sblocca italia, al quinto piano il potere forte si accarezzava e coccolava, tanto è vero che l’amministrazione quando ha capito che il fronte per avere una convenzione più giusta ed equa per i cittadini e le casse del comune, ha fatto marcia indietro ed ha chiesto la sospensione della discussione. Sia chiaro per tutti i Poteri Forti si combattono con i fatti non con le chiacchiere! Ieri ho sentito solo chiacchiere dall’amministrazione!

 

Chi guadagna con lo Stadio San Paolo

San PaoloCome era prevedibile è scoppiata la polemica sullo stadio con il flop del consiglio comunale del 30 settembre scorso e la discussione rinviata al 7 ottobre. Ovviamente a Napoli non ci poteva essere nulla di normale, sicché siamo arrivati alla terza proroga con il Patron del Napoli che usa un linguaggio da cinepanettone ed una discussione tutta incentrata sul “chi sono io e chi sei tu” che sinceramente non credo interessi poi tanto i cittadini che vorrebbero un impianto sportivo innanzitutto sicuro ed al livello della terza Città del Paese. In ogni altra parte del mondo occidentale si parlerebbe di progetti con politici ben attenti a far comprendere ai cittadini che le casse pubbliche avranno un beneficio dalla riqualificazione dello Stadio Cittadino e non ci rimetteranno. E’ stata, infatti, di questo tenore la discussione per la ristrutturazione dell’Olimpiastadion di Berlino nel 2004. Ma per restare in Italia, anche a Milano la discussione è tutta economica, con una ristrutturazione del San Siro per la finale della Champions, per la quale le squadre cittadine contribuiscono con 40 milioni di euro oltre ad una parte messa dal Comune a scomputo parziale dei canoni. Anche qui si prospetta un beneficio economico per i cittadini. Difatti, si calcola che la remunerazione dall’indotto sarà di circa 300 milioni di euro e di questi, ben 50 andranno nelle casse del Comune di Milano. A Napoli è il caso di dire che dal 2005 abbiamo caricato tutti i costi dello Stadio sul Comune, quindi, pulizia dopo le partite, manutenzione ordinaria e straordinaria (seppure quella ordinaria per le parti in uso esclusivo è a carico del Calcio Napoli), consumi idrici, elettrici e da riscaldamento, tutti a carico dei cittadini napoletani, tifosi e non. A Milano, ovviamente tutti questi costi sono a carico delle squadre. Inoltre, nella convenzione del 2005 c’è una espressa rinuncia del Comune ai crediti pregressi verso la Società e solo nel 2014 il Comune ha potuto incassare quello che era dovuto dal 2006. Come dire il Comune sostiene, sia pure in modo sgangherato, costi diretti per circa 1,5 milioni di euro all’anno (a cui vanno aggiunti i costi per gli interventi urgenti per altri 2,5 milioni di euro) ed il Calcio Napoli marginalizza l’utile versando al comune circa 800 mila euro, che ora, con la proposta ponte si vogliono ridurre ad €. 651.249,00. Ebbene, credo che uno degli elementi per capire quanto valga lo Stadio San Paolo sia sicuramente il suo rendimento di cui stranamente nessuno parla. Ebbene, da uno studio del CONI Servizi (invocato spesso dal Patron) si apprende facilmente che il Calcio Napoli per la sola stagione 2012/2013, ha avuto ricavi totali, di 120,3 milioni di euro e di questi, 15,1 milioni sono imputabili al solo uso dello Stadio San Paolo. A questi ricavi ovviamente occorre aggiungere quelli da sfruttamento della Buvette, da pubblicità, sponsorizzazione e diritti televisivi. Lo stesso studio CONI dimostra che con non grossi sforzi, dal San Paolo si potrebbero tirare fuori altri 12,97 milioni di euro. E’ evidente, allora, che le colorite espressioni da cinepanettone del patron, difronte a questi numeri, sono semplici armi di “distrazione di massa” peraltro di cattivo gusto e, seppure condivisibile l’amarezza per le cattive condizioni dello stadio, non vorrei che De Laurentiis si sia convinto che il Comune sia una Gallina dalle Uova d’oro, ovvero, visto lo stato delle casse pubbliche, da spennare.

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I regali del Comune a spese dei cittadini: Convenzione calcio napoli Stadio San Paolo:
1) Art. 12 comma 11 Convenzione 2005: … il Comune … espressamente rinuncia ai corrispettivi che fino alla data di sottoscrizione risulteranno dovuti a qualsiasi titolo dalla Napoli Soccer SpA per l’utilizzo dell’impianto nella stagione 2004/2005″. NON SI CAPISCE A QUANTO ABBIAMO RINUNCIATO. Oltre a tale rinuncia il Comune nel 2005 regalò anche 225.000,00 €. in moneta contante (mediante uno scomputo dal dovuto) nonché tutti i lavori di adeguamento dello stadio alla normativa di sicurezza che sarebbero spettati alla concessionaria. Anche in questo caso non si capisce quanto ci è costato. Se consideriamo che il Calcio Napoli solo nel 2014 ha pagato quanto dovuto dal 2006 al 2014 e dopo tale pagamento non ha pagato più per il 2015, allora è evidente che non solo il Patron pretende di non pagare niente per lo stadio ma vuole pure che la città di Napoli lo finanzi a fondo perduto.

La proposta indecente sullo Stadio San Paolo

CollanaStadioCredo che la gestione dei beni pubblici del Comune di Napoli sia un indicatore della capacità politica ed amministrativa complessiva dell’ente. In più occasioni mi sono occupato dei beni pubblici ed ho avuto modo di capire che il Comune di Napoli, da sempre, è un ente tanto prodigo verso “alcuni privati” che si potrebbe giungere, se fosse possibile, alla sua “inabilitazione” per prodigalità, così come è previsto dal nostro codice civile all’art. 415 per le persone fisiche.

Ho, infatti, più volte sottolineato la grosse storture di beni di elevato pregio concessi a pochi spicci (clikka), ovvero di beni sfruttati da privati addirittura sconosciuti (clikka) al Comune di Napoli seppure in sua proprietà.

Con lo Stadio San Paolo poi si potrebbe scrivere un testo di diritto amministrativo partenopeo tanto è stata ed è singolare la sua disciplina. Ebbene, il prossimo 30 settembre è all’esame del Consiglio Comunale la delibera n. 598 del 14.09.2015 (clikka) con la quale si concede per un altro anno lo sfruttamento dello Stadio al Calcio Napoli, ad un canone che è stato determinato non si capisce bene come, visto che sia il ragioniere comunale, sia il segretario generale hanno manifestato perplessità circa la determinazione degli importi. Chi volesse approfondire potrebbe leggere anche l’Ordinanza n.163.2014 (clikka) della Corte dei Conti Sez.ne Regionale della Campania, unitamente alla delibera del Consiglio Comunale n. 716/2005 (clikka).

Ovviamente io una proposta risolutiva ce l’avrei e l’ho anche indicata al Comune di Napoli attraverso una vera e propria proposta di delibera (clikka) che non toglierebbe 1 €. dalle tasche di De Laurentiis e consentirebbe alla squadra cittadina di continuare a giocare nell’impianto. Come sempre siccome è una buona idea, che farebbe guadagnare al Comune di Napoli un bel po’ di milioni di euro, rispetto ai 650 mila previsti con la delibera n. 598, il comune si guarda bene dal considerarla. Come al solito non ho fatto altro che copiare cosa hanno fatto in altre città europee. Ma Napoli è in Europa?

Ovviamente il tutto si inquadra in una proposta formulata sempre dal calcio napoli con la quale si chiederebbe lo sfruttamento per 99 anni dell’impianto, dietro la promessa di investimenti per 20 milioni di €. In sostanza il buon imprenditore si garantirebbe il terreno di gioco, lo sfruttamento di aree commerciali interne ed esterne e parcheggi per poco più di duecentomila euro all’anno. Basti pensare che i Milanesi incassano oltre settemilioni all’anno dallo sfruttamento del San Siro. Altra domanda: Ma i Milanesi sono meglio dei Napoletani?

per approfondire l’argomento (clikka)

Ovviamente sempre Forza Napoli

Aggiornamento: Credo sia utile poter consultare il parere dei revisori conti sulla delibera (clikka) a cui è seguita una mia richiesta di informazioni Richiesta informazioni (clikka).

Di seguito le proposte di emendamento ed odg che ho elaborato e che sottoporrò al consiglio domani. Segnalo l’emendamento sulla “vendita del nome dello stadio e la sponsorizzazione delle aree esterne” per il quale ho già formulato proposta di delibera (clikka) che ha avuto i pereri (clikka) favorevoli del Servizio PRM del Segretario Generale e del  Ragioniere Generale. Peraltro l’esperienza è buona a Napoli perché con la sponsorizzazione si sono recuperati i fondi per ristrutturare il Ponte di Chiaia (800.000,00 €.), la “Colonna Spezzata di Belen” e la Fontana del Carciofo a Piazza Triete e Trento.

EmendamentoConsumi (clikka)

EmendamentoBouvette (clikka)

EmendamentodelibeSanPaoloAltriSport (clikka)

EmendamentodelibeSanPaoloConcerti (clikka)

EmendamentodelibraPubblicitàEsternaStadio

EmendamentodelibraUsoIndividuale (clikka)

EmendamentoImportoCanone (clikka)

ODGPianodiFattibilità (clikka)

EmendamentoCauzione

EmendamentopolizzaDanni

La quiete dei cittadini e le Piazze Fuori Controllo

insonnia_2Come Cittadino e Consigliere Comunale, seguo da tempo la questione della movida e della quiete pubblica, un tema, che ricorre periodicamente sui giornali cittadini ed in particolare quando si verificano fatti di camorra. Da ultimo leggo con attenzione gli articoli e le lettere su Piazza Bellini, un luogo simbolo della movida, proprio all’esito degli spari di camorra di fine agosto, ampiamente raccontati anche da questo giornale. Ho letto anche della adozione di un autoregolamento degli esercenti riunitisi in consorzio che sarebbe stato depositato presso il Comune di Napoli e che dovrebbe prevedere, proprio per limitare i fenomeni “anomali” e contro il “commercio selvaggio”, divieti di vendita di alcolici a minori (peraltro già previsto per legge) e divieto di vendita di alcolici, oltre un certo orario, che, allo stato, ci è sconosciuto. Certo che l’impegno va premiato ma andrebbe consigliata anche la pubblicizzazione di tale atto per saggiarne l’efficacia e rassicurare sopratutto i residenti che, allo stato, non sembra siano mai stati presi in considerazione dalle istituzioni né locali né centrali. Sul tema sono intervenuto molte volte in Consiglio Comunale citando esempi e regolamentazioni che sono state adottate in altre città, purtroppo, senza risultati apprezzabili ma anzi con un sostanziale atteggiamento di non volersi occupare del fenomeno o di occuparsene solo parzialmente e da un solo lato. Ebbene, il 29 gennaio scorso l’Amministrazione, all’esito di una assemblea “infuocata“, tenutasi in Via Verdi, da me promossa, prese l’impegno di incontrare le rappresentanze dei cittadini, nel frattempo riunitisi in comitati che, ad oggi non è stato rispettato.

Sempre con la volontà di contribuire alla discussione io stesso all’esito di un incontro con i rappresentanti dei Comitati per la quiete pubblica di Chiaia, Bagnoli, Centro Storico e Vomero ho chiesto, su loro mandato e per iscritto, al Prefetto di Napoli, un incontro anch’esso, ovviamente, caduto nel nulla seppure poi, questa estate, lo stesso Prefetto, sui giornali, ha dichiarato di voler incontrare i cittadini ed i residenti proprio per affrontare il tema. Ebbene, alla luce di tale assordante silenzio e disinteressamento, mi sembra assolutamente giustificata la diffidenza dei residenti da ultimo manifestata con un grido di dolore di Marisa Margiotta (clikka) sulle pagine di Repubblica Napoli. Eppure, come sempre, dopo lo studio che ho avuto modo di condurre mi sembrerebbe assolutamente ultronea ogni nuova disciplina, basterebbe sapere applicare le leggi esistenti ed i principi di precauzione, ordine pubblico e tutela del diritto alla salute già in vigore ed efficaci. E’ evidente, allora, che nonostante l’impegno dell’ufficio ambiente del Comune di Napoli, l’amministrazione centrale e locale ignori del tutto sia la disciplina dettata dalla legge n. 447/1995, sia quella Europea da ultimo recepita con l’art. 19 della legge n. 161/2014, sia l’art. 100 del TULPS, sia lo stesso piano di zonizzazione acustica del Comune, quando consente l’esecuzione di manifestazioni, o l’apertura di locali, o assembramenti di migliaia e migliaia di persone in luoghi pubblici ristretti che, senza neppure la necessità di eseguire una misurazione con il fonometro, è evidente che siano nocivi per la salute dei cittadini per effetto dell’inquinamento acustico o per l’ordine e la sicurezza pubblico.

Come rappresentante delle istituzioni, pertanto, sento un certo senso di mortificazione quando non riesco a rassicurare un papà di Via San Sebastiano che ha il figlio piccolo che dorme sopra una vera e propria discoteca, ovvero non riesco a dare risposte a Lucia che a Piazza Bagnoli dorme sopra un locale che spara decibel a tutta forza, oppure a Carmen che in via Ferrigni ha preso un vero e proprio esaurimento nervoso per l’insonnia causata dai cd. Baretti di Chiaia. Allora, è evidente che il fenomeno è insidioso e si intreccia con atti di camorra che sono connessi alla sostanziale deregulation cittadina perché non si può pretendere di controllare ad esempio Piazza Bellini, con la sola presenza di quattro cinque unità delle Forze dell’Ordine, quando in essa affluiscono migliaia e migliaia di persone che il giorno dopo lasciano evidenti tracce di cosa è accaduto per tutta la notte, che ha lasciato insonne centinaia di residenti. Basta, infatti, passare la notte per la Piazza Bellini o Via Carrozzieri ed inspirare qualche boccata d’aria per accorgersi che si fuma abbondantemente non sigarette ma altro e gli arresti per spaccio confermano questa sensazione. Cosa fare è, allora, già scritto! Basta solamente un po’ di coraggio politico e copiare ciò che ha fatto ad esempio il Sindaco Figliolia della vicina Pozzuoli, con un’ordinanza del maggio scorso, la cui violazione è sanzionata con la chiusura del locale, oppure, come hanno fatto alcuni Questori della Repubblica che, in applicazione dell’art. 100 del T.U.L.P.S. hanno essi stessi disposto la chiusura di locali per ragioni di ordine e sicurezza pubblica. La soluzione, quindi, già c’è ed è percorribile basta solo che proprio le istituzioni e gli esercenti diano, come sempre, il buon esempio perché la camorra e l’atteggiamento commorristico, si combattono con la costanza delle buone prassi ed il rispetto delle legge non solo con manifestazioni, parole, feste e concerti.

un estratto di questo post su Repubblica Napoli del 4.10.2015 (clikka)

Altri post sulla Quiete Pubblica (clikka)

Lo Stadio San Paolo un banco di prova per i candidati

stadioA breve ricomincerà il carosello delle notizie sulla concessione dello stadio San Paolo che è scaduta il 30 giugno scorso e che è stata prorogata fino al 30 settembre prossimo, nella passata nottata del bilancio previsionale, con un emendamento (clikka) a sorpresa inserito, in un primo momento tra quelli “tecnici” (ma che di tecnico non aveva assolutamente nulla) che ci ha tenuti inchiodati in consiglio a discutere alle 4,30 del mattino, per una buona ora. C’è da dire che poche ore prima, non conoscendo ancora della esistenza del citato emendamento avevo provveduto a proporre io stesso un emendamento(clikka), poi approvato, che, diciamo, metteva al sicuro l’uso dello stadio alla squadra cittadina mediante un riequilibrio della tariffa ad uso individuale, parametrata, in un certo qual modo, ai valori di concessione degli altri stadi italiani. E’ fuor di dubbio che la buona amministrazione dell’impianto sportivo più importante della città assurge a valore di esempio anche per l’alta qualità dell’imprenditore interessato allo sfruttamento. Occorre, quindi, un atto di buona amministrazione che dovrebbe essere il frutto di una sinergia tra pubblico e privato e che sia, quindi, equilibrato sia negli aspetti amministrativi, tenendo conto di tutti gli interessi sportivi in gioco, sia in quelli economici, su cui, è il caso di ricordare, la Corte dei Conti, già ebbe ad esprimersi con toni alquanto critici, con l’ordinanza del 28.03.2014, n. 163. Basti pensare che ulteriore motivo di controversia, su cui pare non si voglia ancora discutere, è il consumo dell’acqua servita, immagino, per innaffiare il campo da gioco e che ad oggi ammonti a diverse centinaia di migliaia di euro di cui la stessa Società Calcio Napoli pare non voglia assumersi l’onere. D’altro canto non c’è dubbio che, dopo il dibattito pubblico sul rapporto SVIMEZ ed i tanti appelli a collaborare ed impegnarsi per uscire dalla grave crisi, degli Intellettuali Napoletani a partiti, imprenditori e società civile, proprio la buona amministrazione dello Stadio San Paolo sia un banco di prova su cui misurare non solo l’attuale Amministrazione Comunale ma anche il Patron del Napoli nella sua qualità di imprenditore ed anche coloro che, diciamo, si candidano alla carica di Sindaco della città. Come si voglia affrontare il tema in concreto e con toni non populistici, credo sia un atto dovuto per tutti i citati soggetti coinvolti. Parlare, infatti, di programmi astratti o di buoni propositi è un esercizio alquanto semplice e fumoso, calarsi, invece, in un problema concreto e prospettare la soluzione immediata credo sia il modo più efficace per aiutare gli elettori a scegliere. Per quanto mi riguarda più volte sono intervenuto sul tema, sia in consiglio comunale, che su queste pagine dichiarando semplicemente che non occorre far altro che copiare le buone prassi, con procedure chiare, trasparenti e tempi certi così come accade nelle altre città, con un piccolo sforzo di collaborazione anche del Presidente De Laurentiis, imprenditore di alto valore, che saprà sicuramente essere di buon esempio per gli altri Imprenditori e Cittadini Napoletani.

Sullo Stadio San Paolo per altri contributi clikka qui

BuonePrassiSanPaolo

Nunzio Galatino: Lectio Magistralis su De Gasperi

galatinoMi piace condividere con Voi la Lectio Magistralis su De Gasperi di Nunzio Galatino (Clikka). Per chi non lo conoscesse Mons. Galatino è il Vescovo che, in questi giorni, ha più volte rintuzzato Salvini sul tema degli immigrati. Il testo, che mi sono permesso di evidenziare in alcuni passaggi, si legge con facilità anche per la sua attualità.

In mancanza di Uomini Politici non c’è dubbio che dobbiamo guardarci indietro per capire il futuro e fare tesoro del pensiero delle Donne e degli Uomini che hanno partecipato alla Costituente.

L’Associazione Ricostruzione Democratica, infatti, nasce dall’idea del Prof. Marino Borrelli ispirato proprio alla Ricostruzione Democratica di Alcide De Gasperi.

Le prossime amministrative al Comune di Napoli saranno difficilissime per gli schieramenti che si preparano a scendere in campo e per la ricerca di un candidato valido. Per me credo sia un dovere continuare nell’impegno che ho assunto nel 2011 per affermare quei principi che, con tanta forza in questi oltre quattro anni, ho cercato di applicare in concreto. Mi è altresì chiaro che ho bisogno dell’aiuto, fattivo e concreto, di tutti quelli che in questi anni mi hanno incoraggiato ad andare avanti per estendere il consenso e per fare in modo che in consiglio continui ad esserci una voce ispirata dall’unico intento di fare il bene e l’interesse pubblico. Occorre impegnarsi per alimentare rapporti sani non fondati sullo scambio elettorale, una catena di donne ed uomini perbene che vogliono impegnarsi per essere rappresentati nell’istituzione cittadina. Io ci sto!!! spero di trovare tante amiche ed amici che abbiano la voglia di aiutarmi a fare le giuste scelte politiche. Sursum Corda

Il rapporto SVIMEZ ed i compiti a casa

SUDIl rapporto SVIMEZ (clikka) ci ha restituito una verità che i cittadini campani conoscono bene, un divario tra nord e sud del Paese che mortifica il principio di uguaglianza. Il paradosso di cui parla Saviano (clikka) nella sua lettera al Presidente Renzi, che dal sud scappano anche le mafie, perché preferiscono investire altrove i danari insanguinati dal crimine. La questione meridionale agli onori delle cronache e la richiesta da più parti, della istituzione del Ministero per il Mezzogiorno o della coesione sociale con uno staziamento apposito che faccia decollare l’economia del sud. Siamo sicuri che queste sono le giuste ricette? Siamo sicuri che non occorra, per usare una fraseologia europea, prima fare i compiti a casa? Ci potevamo espettare dati diversi da quelli forniti dallo SVIMEZ? Credo che con orgoglio la classe dirigente del sud, prima di andare con il cappello in mano a Roma debba fare un approfondito esame di coscienza e farsi delle domande: Come mai se si chiama un ufficio di un comune del nord, come mi è capitato, ed il numero è occupato, dopo qualche minuto arriva una telefonata dall’impeccabile dipendente settentrionale il quale chiede in cosa poter essere utile? Come mai se si chiama un qualunque numero URP di qualunque amministrazione della Campania il telefono suona a vuoto oppure è sempre occupato? Come mai se un cittadino campano vuole avviare una attività economica deve fare la pallina da ping pong tra uffici, comunali, regionali, sanitari e statali, che non parlano la stessa lingua, dando informazioni contrastanti? Tutte questioni per la quali ho cognizione diretta sia per la mia esperienza ventennale di avvocato, sia dalla più recente esperienza di consigliere comunale a Napoli. Una volta occupandomi dello stadio San Paolo ho chiesto al Comune di Milano di avere la convenzione del San Siro: Mi è giunta dopo pochi minuti nella mia casella di posta elettronica ed il raffronto tra la convenzione milanese e quella napoletana è stato drammatico la prima era “addirittura” corredata dalle planimetrie. E’ periodo di bilancio ed ho avuto gli atti della manovra più importante del Comune su un cdrom, circa 2000 pagine scannerizzate, tal volta anche non leggibili e per le quali non è possibile neppure fare la ricerca per parole in modo da rendere il lavoro più semplice in un tempo peraltro ristrettissimo. Ovviamente ho messo a confronto gli atti ricevuti con quelli che sono caricati sul sito del comune di Milano ed è tutta un’altra storia! Il Previsionale Milanese è stato portato in consiglio ed approvato il 15 luglio scorso, noi ci avviamo alla maratona del 5 e 6 agosto. Profonde anche le differenze sulle nomine negli enti, società ed istituzioni regionale e comunali, in Lombardia tutto si svolge attraverso un procedimento pubblico con una commissione che valuta l’esperienza ed il merito dei candidati, obbligando la politica a scegliere i migliori, in Campania questo meccanismo è assolutamente sconosciuto o quasi! Nel Comune di Napoli, infatti, solo il 15 maggio 2014, dopo due anni di battaglie, è passato un regolamento sulle nomine che è ho proposto ma che purtroppo, per effetto di emendamenti, non incide sulle valutazioni di merito perché ha trovato una forte opposizione politica da tutta la maggioranza e di pezzi dell’opposizione all’insegna di un non meglio specificato “primato” della politica. Basta sentire i discorsi nella metro o negli autobus dove prevale la mancanza di speranza e l’opinione comune sulla politica del “fanno tutti schifo”. Invertire la rotta solo con una “iniezione” di danaro? L’esperienza del terremoto del 1980 credo sia emblematica, migliaia di miliardi riversati nel sud che non hanno costituito un benessere strutturato ma, anzi in alcuni casi, hanno finito per distruggere le realtà storiche urbanistiche di interi paesini che hanno sostituito la pietra con il cemento armato. Interventi anche più recenti hanno dimostrato che i soldi riversati sul territorio tal volta lo abbrutiscono e lo mortificano inutilmente. Per restare a Bagnoli, ma sarebbero tanti gli esempi: La porta del parco di Bagnoli costata circa 40 milioni di euro che giace inutilizzata! Mettere mano alla macchina comunale e regionale è la priorità principale. Nel Comune di Napoli è pressoché impossibile spostare un vigile da una municipalità ad un’altra, sono tutti Rappresentanti Sindacali, eppure, per il loro ruolo, sarebbe sano prevedere, come lo sarebbe anche per i dirigenti, una rotazione che impedisca incrostazioni che spesso paralizzano l’azione amministrativa creando ingiustificate posizioni di potere. Le ricette sarebbe facile immaginarle: Basterebbe saper copiare le buone prassi amministrative dalle altre realtà.

Comune di Napoli il Rendiconto Previsionale 2015

gennaro consiglioCome ogni anno metto a disposizione dei cittadini tutti i documenti del rendiconto previsionale del comune di Napoli. Questo si può dire è l’atto più importante e si accompagna a molte delibere che compongono il rendiconto. Dico immediatamente che ho bisogno di una mano! Il lavoro questa volta è più pesante degli altri anni perché solo ieri mi hanno fornito i documenti in formato digitale. Non mi dilungo troppo altrimenti Vi passa la voglia di andare a vedere come si ha intenzione e come, in parte, già sono stati spesi i nostri soldi. Il consiglio è fissato per il 30.07 p.v. e per il 31.07, ma è probabile e mi auguro, che servirà solo per incardinare la discussione per poi rinviarla ai primi giorni di agosto di modo di avere qualche giorno in più di studio. Questo è il corposo ordine del giorno (clikka).

Una nota di colore: Molti dichiarano di voler fare trasparenza e partecipazione, compresi quelli del m5s ma poi alla fine, forse anche per incapacità, finiscono per non fare ciò che affermano di voler fare. Trasparenza e partecipazione sono i primi due scalini della democrazia ma, purtroppo, alla fine nessuno li vuole salire per paura di essere controllato o di essere scoperto di aver sbagliare!

Ecco gli atti:

1) Delibera di proposta al consiglio n. 488 2015 di approvazione dello schema di bilancio (clikka);

2) Cartella Allegati al Bilancio previsionale 2015 (clikka).

3) Cartella Bilanci Società Partecipate (clikka).

4) Cartella delibere propedeutiche al Bilancio previsionale 2015 (clikka);

5) Pareri del Collegio dei Revisori (clikka)

Per avere accesso all’intera cartella clikka qui

Oggi (05.08.2015) si è tenuto il consiglio comunale nel quale ho proposto un emendamento alla delibera sulle tariffe 2015 (clikka)  ed una Mozione di accompagnamento su ulteriori attività che possono essere delegate alla Polizia Locale (clikka) che saranno discussi domani e che hanno la funzione di ottenere risparmi di spesa ed un incremento delle entrate.

Il mio intervento al consiglio comunale del 05.08.2015 al 3:33:41 domani ci sarà la maratona finale

Morire a Napoli è un Morire!!!

cimiteriStamane dopo la commissione sui cimiteri mi sono incuriosito ed ho approfondito l’argomento sia studiando che confrontandomi con i Dirigenti del Comune. Lo so è un argomento poco piacevole ma deve pur essere trattato con serietà e competenza, facendo in modo che i Napoletani abbiano la possibilità di scegliere e di non essere mortificati e gabbati anche dall’amministrazione in momenti tristi come quelli del decesso di un proprio caro.

Gli argomenti esemplari sono due: Cremazioni, Sale di Commiato e Case Funerarie. In entrambi i casi, senza tema di smentita, posso dire che siamo ridicoli se paragonati alle altre città italiane, figuriamoci europee!

La materia è disciplinata dalla legge Nazionale, dalla legge Regionale e dal regolamento di polizia mortuaria Comunale. Ebbene a Napoli siamo tutti dei recordman della burocrazia inutile e barocca.

La Regione Campania, infatti, con legge n. 12 del 24.11.2001, rimaneggiata nel 2013 con legge n. 7, ha fatto due cose, da una parte ha, diciamo, liberalizzato l’attività di cremazione delle salme ritenendo, giustamente, di incentivare la pratica (art. 10), dall’altra ha previsto la possibilità di realizzare delle case funerarie e delle sale di commiato previa adozione di una delibera di Giunta, sentita la Consulta Regionale (art. 1 comma 3 bis), che avrebbe dovuto indicare i requisiti necessari e che però non è stata adottata di modo che in Regione Campania non è possibile di fatto realizzare delle case funerarie e delle sale di commiato private e credo neppure pubbliche! Il risultato è che se una persone non è cattolica o ha un altro credo religioso oppure è atea non può scegliere di essere salutato dai propri parenti ed amici in un luogo diverso dalla propria abitazione o dall’obitorio degli ospedali se li è deceduto. Basti pensare che negli Stati Unita, invece, tale pratica è tanto diffusa da averci fatto addirittura la serie televisiva Six Feet Under che per un certo periodo ho anche seguito (clikka)!!

Ebbene, a fronte di una tale disciplina regionale il Comune di Napoli rispetto alle altre città campane ha superato se stesso, in quanto, ha di fatto impedito la realizzazione sul territorio cittadino di Forni Crematori ritenendo tale attività esclusivamente di pertinenza della pubblica amministrazione. Difatti, nel Regolamento di Polizia Mortuaria del 21.02.2006 è espressamente previsto che l’attività di cremazione è pubblica e gratuita (clikka), di modo che, mentre in altre città Campane sono stati realizzati forni crematori anche da privati o in concessione, a Napoli è in corso di costruzione da 15 anni il forno crematorio pubblico di Poggiorele, con un progetto, che oggi in commissione, si commentava essere ridicolo per le sproporzionate dimensioni faraoniche!

Il risultato per i Napoletani è che, se decidono di accedere a tale pratica, devono pagare circa 600,00 €. per la cremazione oltre alle spese per portare le salme a Domicella in provincia di Avellino (clikka), ovvero in provincia di Salerno a Montecorvino Pugliano (clikka) o Cava dei Tirreni (clikka). Tutti Forni Crematori, è il caso di osservare, gestiti interamente da privati! Stamane, infatti, un dirigente del comune commentando il paradosso che avevo sottolineato, mi diceva che a Domicella, un piccolissimo paese,  addirittura il Comune non solo ha fatto realizzare il Forno su un project financing ma incassa anche una tassa di cento euro per ogni cremazione (che ovviamente provengono da tutte le città campane) con circa 15 cremazioni al giorno!!! Fatevi voi i conti!!! A Napoli, invece, le brillanti menti politiche hanno deciso diversamente costringendo i Napoletani ai mortificanti “viaggi della cremazione”!!!

Per le Sale di Commiato e case funerarie, invece, il meglio che siamo riusciti a produrre, è stata una proposta di delibera nel 2012 (clikka) del Consigliere Salvatore Pace che, però, prevede la sola astrusa possibilità di una gestione pubblica delle stesse mentre in altre città d’Italia, come detto, tale servizio è stato, giustamente liberalizzato!!!

Ebbene, come sempre faccio bastava guardare e copiare cosa fanno ad esempio in Lombardia dove ci sono ben 12 forni crematori e le case funerarie e le sale di commiato sono state liberalizzate con i dovuti controlli sanitari e di igiene!! Si bastava solo guardare senza neppure leggere il Regolamento dei Servizi Funebri e Cimiteriali del Comune di Milano (clikka) ed il regolamento in materia della Regione Lombardia (clikka) per avere la percezione immediata della nostra arretratezza!!

Tutto questo per dire che il SUD e Napoli sono soffocati da una coltre di burocrazia assillante ed inutile che opprime i cittadini ed uccide sul nascere tutti coloro che hanno in animo di intraprendere una attività economica. Una burocrazia, prodotta da una politica incapace di guardare più in la del proprio naso e tanto ottusa da non essere neppure riuscita a copiare i comportamenti virtuosi degli altri!

Mi viene da dire, che ogni comunità ha la politica che si merita ….

P.S. Ovviamente c’è poi tutto il tema della gestione dei servizi cimiteriali per i quali il comune non ha personale!!! Nonostante un interpello interno, infatti, non si sono trovate persone che, previa formazione, abbiano manifestato la volontà di svolgere le funzioni di cimiteriali (estumulazione, tumulazione etc.) col risultato che questi servizi pare (ma non troppo) siano svolti abusivamente non si sa da chi! Inoltre, ho avuto segnalazioni con tanto di fotografie che al cimitero di Secondigliano i loculi stanno scoppiando e versano in uno stato indegno!! Il dirigente proprio stamane mi ha comunicato di aver avuto le autorizzazioni ASL e quindi che si interverrà a breve… speriamo bene!!!

Perché non si discute su cosa fare a Bagnoli?

bagnoliA Londra ci sono almeno 20 Bagnoli ma l’amministrazione politica individua strategie intelligenti per riqualificarle”. Questa, come cittadino napoletano ed ancor di più come consigliere comunale, è la frase che mi ha colpito di più della intervista dell’Archistar londinese Richard Brudett (clikka) apparsa qualche giorno fa su Repubblica Napoli che, in una certa misura, mi ha anche fatto vergognare. Difatti, a fronte di una dichiarazione così forte sulla stampa cittadina si sono susseguite e si susseguono le notizie e le interviste sul “totocommissario” e sulla necessità di modificare il decreto sblocca Italia ridando un ruolo al Comune. Niente o quasi si dice su cosa si debba fare dell’area, ovvero, su quali rimedi si debbano adottare visti i risultati istruttori della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e della Commissione Parlamentare di inchiesta del 12.12.2012 nonché della nuova riperimetrazione della zona rossa a rischio vulcanico dei campi flegrei che ha ricompreso anche l’intera area di Bagnoli. C’è, come detto, la ricerca affannosa del Commissario, difficile da trovare in quanto, paradossalmente, l’incarico è a titolo gratuito con altissimo rischio di coinvolgimento in procedimenti giudiziari visti i presupposti da cui si parte.

Nessuno parla, infatti, di cosa si potrà fare a Bagnoli alla luce di questi studi, atti e documenti. Di come ad esempio si intende risolvere il problema dell’inquinamento causato dalle oltre 400 tonnellate di morchie oleose interrate sotto il parco dello sport e certificate dal consulente della Procura di Napoli. Sarà veramente praticabile il suggerimento indicato in una nota dell’Assessore Santangelo del 13.04.2010, riportata nel decreto di sequestro del Tribunale di Napoli, di “realizzare delle barriere non valicabili delle aree verdi in modo da evitare del tutto il contatto dermico con il suolo? Siamo in grado di immaginare dei bambini e ragazzini napoletani giocare nel parco dello sport e non scavalcare qualsivoglia barriera per andare a recuperare il pallone o per sostarvi tranquillamente come se niente fosse? A meno che non vogliamo immaginare dei cartelli a guardia delle aree verdi con su scritto “vietato calpestare le aiuole pericolo di morte”.

Ancora le percentuali di aree residenziali e non residenziali già previste, alla luce della nuova riperimetrazione della zona rossa, sono ammissibili e praticabili? Il mio contributo sul punto ho cercato di darlo nella mozione che è stata approvata dal Consiglio Comunale del del 16 marzo 2015 (clikka) allorché feci inserire nell’atto un espresso riferimento alla perimetrazione della zona rossa avendo studiato i risultati del tavolo presso la protezione civile, che hanno poi determinato le delibere di giunta regionale della Campania nn. 669/2014 e 27/2015. In questi casi, infatti, credo che la politica debba applicare il principio di massima precauzione e sicurezza a tutela della privata e pubblica incolumità mettendo ai margini la speculazione economica che, invece, vorrebbe un aumento esponenziale delle cubature residenziali.

Altro quesito su cui varrebbe la pena confrontarsi e come si vuole mettere in pratica l’idea del ripristino della linea di costa e che fine dovremmo far fare alla colmata che fino a prova contraria andrebbe rimossa per legge. Senza sottacere delle stesse perplessità sollevate dal GIP del Tribunale di Napoli, nell’ordinanza di sequestro relative all’inquinamento proveniente dall’area CEMETIR di cui neppure si discute. Fare, Fare presto e Fare Bene, dovrebbe essere il leitmotiv di una azione amministrativa seria e concreta su Bagnoli ed, invece, ci stiamo arrovellando il cervello su come uscire dalla cornice tracciata dal decreto sblocca Italia che, stando così le cose, non potrà certo contenere un bel quadro.

Per gli altri post su Bagnoli (clikka)

Su Repubblica Napoli di oggi (clikka)

Dubbi sulla nomina in ASIA tra politica e merito

IacotucciSono stato il promotore del regolamento sulle nomine nelle istituzioni, enti e società partecipate del comune di Napoli depositando le proposta in consiglio a giugno 2012 (clikka) e lottando due anni per farla approvare (clikka) con dei compromessi al ribasso perché Napoli purtroppo non è culturalmente preparata. Si conservano, infatti, vecchi criteri fondati sulla gestione del potere e sulla fidelizzazione politica.

A Milano per esempio il Regolamento (clikka) è fondato su una valutazione del merito e della competenza ed il relativo regolamento cerca di tenere fuori dalla porta le valutazioni squisitamente politiche nella nomina di manager che devono essere tali perché vanno a guidare società ed enti che muovono diverse decine se non centinaia di milioni di euro ed hanno anche migliaia di dipendenti.

Il 7 luglio scorso è stato nominato Francesco Iacotucci al vetrice di ASIA forse la società più importante del Comune di Napoli perché si occupa di igiene urbana. Ebbene la nomina è stata fatta in spregio del regolamento e del bando in quanto il nominato era dipendente del Comune di Napoli e quindi non poteva neppure partecipare al bando stesso. La cosa paradossale è che lo stesso nominato nella sua Domanda di partecipazione al bando del 23.06.2015 (clikka) fa espressa dichiarazione di non essere in condizione di incompatibilità con la carica e quindi di “non essere dipendente, consulente o incaricato del comune di Napoli” e successivamente lo stesso giorno (07.07.2015) in cui è stato nominato rassegna le dimissioni dal rapporto di impiego con il Comune di Napoli (clikka) in un settore tra l’altro nel quale svolgeva compiti di stretta attinenza e controllo sulla partecipata alla quale è stato nominato.

Già qualcuno può dire che è una questione formale ma dalle mie parti quando uno rende una dichiarazione ad una pubblica amministrazione ovviamente deve essere consapevole che deve essere veritiera altrimenti potrebbe incorrere in fattispecie di reato specifiche ed, inoltre, credo che per ragione di opportunità e per evitare conflitti di interesse, non si possa nominare in una partecipata uno che fino ad un minuto prima ha svolto compiti di controllo  sulla stessa partecipata, in quanto, se dovesse scoprire delle irregolarità ovviamente avrebbe tutto l’interesse a nasconderle per evitare sue responsabilità per omesso controllo. Altrettanto ovviamente la mia è una valutazione di principio dettata dall’influenza dei miei elementari studi del diritto!

Al fine di contribuire al buon andamento dell’amministrazione del Comune di Napoli ieri ho inoltrato specifica richiesta di annullamento in autotutela (clikka).

Il Mattino di Napoli (clikka)

Una lezione di democrazia: Grecia al Referendum sull’austerity

tsiprasIl testo in italiano del proclama di Tsipras per il referendum. Venerdì notte 26 giugno 2015:
“Greche e greci,
                  da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.
In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.
Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri (giovedì n.d.t.) hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica e al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori della nostra comune casa europea. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le diseguaglianze sociali.
La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia. Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.
Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.
Greche e greci,
in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte e ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco.
Poche ore fa (venerdì sera n.d.t.) si è tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità.
Domani (oggi n.d.t.) si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni.
Ho già reso nota questa nostra decisione al presidente francese, alla cancelliera tedesca e al presidente della Banca Europea, e domani con una mia lettera chiederò ai leader dell’Unione Europea e delle istituzioni un prolungamento di pochi giorni del programma (di aiuti n.d.t.) per permettere al popolo greco di decidere libero da costrizioni e ricatti come è previsto dalla Costituzione del nostro paese e dalla tradizione democratica dell’Europa.
Greche e greci,
a questo ultimatum ricattatorio che ci propone di accettare una severa e umiliante austerity senza fine e senza prospettiva di ripresa sociale ed economica, vi chiedo di rispondere in modo sovrano e con fierezza, come insegna la storia dei greci. All’autoritarismo e al dispotismo dell’austerity persecutoria rispondiamo con democrazia, sangue freddo e determinazione.
La Grecia è il paese che ha fatto nascere la democrazia, e perciò deve dare una risposta vibrante di Democrazia alla comunità europea e internazionale.
E prendo io personalmente l’impegno di rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia.
E sono del tutto sicuro che la vostra scelta farà onore alla storia della nostra patria e manderà un messaggio di dignità in tutto il mondo.
In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.
Vi chiamo tutti e tutte con spirito di concordia nazionale, unità e sangue freddo a prendere le decisioni di cui siamo degni. Per noi, per le generazioni che seguiranno, per la storia dei greci.
Per la sovranità e la dignità del nostro popolo.”
Alexis Tsipras
(Grazie ad Aldo Piroso)

Oro agli Europei di Lotta Olimpionica Stile Libero Femminile

Patrizia LiuzziQualche ora fa Patrizia Liuzzi ha conquistato il podio più alto agli Europei juniores di Lotta Olimpionica  Stile Libero ad Istambul Turchia. A guidarla è stato un altro campione della disciplina, il papà, Michele, allenatore della Nazionale femminile. Ho seguito la finale in streaming commentando su Whatsup l’incontro con gli altri amici che l’hanno seguita. Potete notare dalla foto la dignità e la compostezza con la quale Patrizia tiene il tricolore. Una giovane donna nata e cresciuta a Melito nella palestra del padre.

Uno sport duro che come dico sempre non crea solo campioni ma anche cittadine e cittadini esemplari. Patrizia tornerà a Melito e sono sicuro, sarà un esempio per le tante ragazze e ragazzi che si allenano in condizioni assolutamente precarie ma con grandissima dignità, professionalità e spirito di abnegazione.

E’ chiaro che l’incontro per me è stato una emozione forte, conosco bene il papà Michele “il rosso” di Montesanto, un campione anche lui con il quale mi accomuna lo stesso allenatore, il Maestro Luigi Marigliano.

Con Michele in questi anni, insieme agli altri amici, mi sono confrontato e mi confronto per cercare di trovare soluzioni affinché lo sport sia veramente per tutti, sopratutto nel quartiere difficile di Melito dove Michele ha messo in piedi la Wrestling Liuzzi. Un quartiere dove se un ragazzino o una ragazzina non va in palestra a fare sport, la strada non gli riserva nulla di buono.

A Napoli ci sono altre esperienze importanti come quella di Michele ma alla fine si finisce a parlare solo del calcio o dei soliti noti. Parlare di Sport significa innanzitutto far conoscere ai cittadini le tante realtà dove i ragazzi e gli allenatori fanno sacrifici per raggiungere risultati sociali ed agnostici pregevoli.

Questa sera preso dall’emozione i miei 10 km di corsa li ho fatti tutti di un fiato con una media del 4:59 km/minuto, con grinta, sofferenza e passione, poca cosa, ma è bastato per farmi ricordare cosa significa allenarsi soffrire e gioire del risultato, con compostezza ed umiltà guardando sempre con rispetto l’avversario senza mai umiliarlo, come ha fatto questa sera Patrizia che ha conquistato questo risultato difficile battendo in finale per 8 a 2 l’azera Kolesnik. Tutti dobbiamo essere orgogliosi e gioire dell’ottimo risultato raggiunto così come dovrebbe essere per le tante altre medaglia degli altri sport, malamente definiti minori o peggio ancora poveri! Spero che i giornali facciano la loro parte facendo conoscere questa giovane donna promuovendo così lo Sport e non come sempre accade lo spettacolo del Calcio che crea ottimi tifosi su sedie sdraio e pancia che sembra un cocomero. Lo Sport occorre praticarlo se si vuole che i nostri giovani crescano sani e con valori che troppo spesso vengono dimenticati.

Eppure, dopo questi quattro anni di consigliere comunale a Napoli, non mi capacito ancora di come sia possibile che la politica non comprenda questa cosa così semplice: lo sport è la prima politica sociale perché è prevenzione e recupero delle marginalità, è socializzazione ed è un binario sicuro su cui far viaggiare i nostri giovani! Grazie Patrizia!!! Continua così noi ti seguiremo fino alle olimpiadi!!!

Questo è ciò che ha scritto stamane Patrizia sulla sua bacheca Facebook non aggiungo altro:

Questa mattina appena mi sono alzata dal letto mi sono guardata allo specchio e ho detto”ho la faccia tutta rotta” poi ho pensato “MA NE È VALSA LA PENA”. È da un bel po’ che ci penso ma “se” arrivo sul podio come reagirò? Fino a giovedi non ci credevo di poter arrivare sul tetto più grande d Europa, ma quando ieri mattina mi sono svegliata mi sono guardata allo specchio e ho detto perché se? Perché io non posso essere campionessa d Europa? Perché ? Ho iniziato a pormi queste domande e poi ho iniziato a pensare quante quante volte ho pianto in palestra per non avercela fatta,quante volte ho sofferto,quante botte ho preso e quante ne prenderò ancora,quante feste mancate, quante uscite con gli amici rifiutati,quanti sacrifici che mia madre e mio padre hanno fatto per me,quanti sacrifici e quanti ne farò per salire su quel tetto ancora una volta,stento a crederci mi sembra un sogno,non ho più lacrime queste foto dicono tutto per me. Sono stata una ragazza che ci ha creduto fino infondo prima con la testa e poi con il cuore. Quei sei minuti sono stati i sei minuti più lunghi della mia vita,quando è finita la prima cosa che ho fatto ho baciato la materassina perché è l unica cosa che potevo fare in quel momento perché è li che sono nata e lì che ho perso ore e ore di duro lavoro poi vedere vincere per la mia squadra è stato troppo troppo emozionate vedere quella bandiera sventolare tutto il mondo tifare per me l inno è stato qualcosa di indescrivibile ma volevo dire che questa medaglia va a me,poi a tutta la mia famiglia e tutte quelle persone che hanno creduto in me sempre,ma questa medaglia va soprattuto a una persona che è stata pezzo della palestra questa persona che adesso non c’è più è andata via molto presto questa persone che mi ha dato la forza ancora di più.QUESTA VA A TE AMICO MIO,ti voglio bene SASA’
A tutte quelle persone che hanno un sogno come me non arrendetevi MAI credeteci prima con la TESTA e poi con il CUORE .
Un grande grazie a tutti PATTY 🇮🇹

La telenovela dello Stadio San Paolo

sanpaoloSi susseguono le notizie sulla stampa cittadina relative alla gestione dello Stadio San Paolo incentrate su una polemica che credo non abbia diritto di cittadinanza in una comunità civile perché offende l’intelligenza dei napoletani. Come cittadino, ed ancor di più come consigliere comunale, credo che la storia relativa al rinnovo della concessione ed ai concerti sia assolutamente ingiustificata ed ingiustificabile in qualunque altra città europea. Non penso, infatti, sia normale arrivare alla scadenza di una convenzione senza averne, per tempo, prevista un’altra e senza che si sia raggiunto un accordo che soddisfi tutte le parti in causa e gli interessi pubblici e privati, è il caso di dire, in gioco. Eppure il tempo è trascorso pur avendo io stesso, nella mia precedente carica di Presidente della Commissione Consiliare Sport, sin dal 2011 (appena insediati) avviato un serio confronto tra i dirigenti del Calcio Napoli, gli altri operatori sportivi dello Stadio e l’amministrazione, rappresentata dall’assessore all’epoca in carica, avendo ben chiara la scadenza del 30 giugno 2014. Il 13 novembre 2013, infatti, nell’ottica dell’amministrazione trasparente, arrivai anche a celebrare una commissione con la presenza del Presidente De Laurentiis solo che quel percorso, tutto istituzionale, è stato interrotto dando spazio a malintesi, passi in avanti e dietrofront nelle stanze chiuse di Palazzo San Giacomo. Ebbene, credo che nessuno possa negare che questa vicenda non sarebbe capita da qualsivoglia altro cittadino europeo così come non la capiscono i napoletani. E’ possibile che Napoli anche in questo debba negativamente contraddistinguersi? Eppure non credo che lo Stadio San Paolo presenti difficoltà amministrative e gestionali maggiori del Stadio San Siro di cui mi feci, addirittura mandare dal Comune di Milano, anche la relativa concessione. In definitiva, basterebbe copiare dagli altri esempi prevedendo un buon programma di manutenzione che sia sostenuto dal relativo reddito, affinché non si perpetui lo squilibrio attualmente vigente che vede il Comune accollarsi tutti i costi ed il Calcio Napoli assorbire tutti gli utili, seppure in uno stadio che letteralmente cade a pezzi. Dovrebbe, quindi, essere interesse di tutte le parti andare immediatamente alla conclusione di questa vera e propria “telenovela” senza considerare che in tutti gli stadi del mondo si fanno i concerti nei periodi in cui non si giocano le partite. Evidentemente se al San Paolo ad organizzare i concerti fosse stata la FILMAURO forse il terreno di gioco sarebbe stato più al sicuro.

Oggi 27.06.2015 su Il Mattino di Napoli (clikka) il progetto di De Laurentiis: Via la pista di atletica!!

Il Costo della Politica di un Consigliere Comunale

spreco-di-soldi-pubbliciGiusto per andare contro corrente e far comprendere che la politica si fa per pura passione: €. 4.294,84 Lorde (clikka), questa l’indennità pagata dal Comune di Napoli nell’anno 2014, per la mia attività di consigliere comunale. Posso dire di essere soddisfatto anche perché con questi pochi soldi l’amministrazione, grazie alla mia attività di indirizzo, denuncia e controllo, nel 2014, ha incassato la bellezza di €. 6.240.000,00 Calcio Napoli (clikka) che non pagava lo stadio dal 2006.

Poi nel Paese c’è pure chi incassa e devolve una parte a cittadini ed imprese che al momento opportuno, molto probabilmente, saranno riconoscenti. Ovviamente non credo che la politica ed un politico si debba misurare con questo metro, ma con la capacità, la competenza ed il merito. Per farmi capire anche una indennità di 100 €. al mese ad un parlamentare come Antonio Razzi et similia sarebbe troppo!!!

Ovviamente credo di essere l’unico o uno dei pochi ad applicare rigorosamente la normativa prevista dal TUEL come ho già spiegato in altri articoli su questo blog (clikka).

Il futuro di Napoli tra sviluppo territoriale e progetti europei

FondiEuropeiSui fondi europei sono molto attento perché credo siano l’unica via d’uscita dalla crisi. Ieri (23.06.2015) Repubblica Napoli in un articolo di Dario Del Porto si legge dell’allarme lanciato dalla commissaria Corina Cretu (clikka) in relazione alla programmazione 2014/2020. Nel medesimo articolo De Luca afferma che sui finanziamenti europei “non siamo a zero ma sottozero“.

Come cittadino queste dichiarazioni mi allarmano ed ovviamente trattandosi di tenere gli occhi bene aperti un dubbio mi è venuto visto che sono a rischio altri 6 miliardi di euro. A parlare, infatti, è la commissaria Cretu, Rumena, che credo potrebbe avere tutto l’interesse al naufragio della nostra programmazione perché andrebbe a tutto vantaggio del suo paese. Sarà forse esagerata come considerazione ma a pensare male forse non si sbaglia. In europa, infatti, con l’aggregazione dei paesi dell’est si è accresciuta la concorrenza tra i paesi ad obiettivo convergenza e, quindi, credo che i nostri rappresentanti dovrebbero mettere da parte ogni loro differenza e fare squadra, senza se e senza ma, per fare in modo che i finanziamenti a noi destinati vadano in porto!

Devo constatare che l’attenzione mediatica oggi c’è meno quella politica, difficilmente, infatti, si legge di un intervento di qualche consigliere regionale, vecchio o nuovo, o di qualche nostro parlamentare europeo. Che l’argomento sia di vitale importanza per noi ed i nostri figli si capisce bene. Sulla questione infatti, qualche settimana fa è intervenuto Presidente Napolitano (clikka) che ha usato parole dure e critiche facendo appello ai Napoletani ed alla classe intellettuale a cui hanno fatto eco, forse perché punti nell’orgoglio, i filosofi Aldo Masullo (clikka) e Roberto Esposito (clikka) ed a seguire l’ex governatore Antonio Bassolino (clikka). Su napoli Est anche si legge di un ritardo che non è comprensibile e Progetti  bloccati da una burocrazia sorda alle esigenze dalla città (clikka) anche se a smentire la perdita dei finanziamenti c’è l’assessore al Comune di Napoli Mario Calabrese (clikka) che credo sia mosso più da una aspirazione che non dall’esame reale dei dati visto che questi progetti dovevano essere terminati, rendicontati e collaudati entro il 31.12.2015.

Non essendo abituato ad arrendermi mi viene solo da dire da oggi in poi Forza andiamo avanti con serietà competenza e spirito di servizio e chi sbaglia è fuori!!

vedi anche:

Fondi UE la campania bocciata ed il silenzio della politica (clikka)

Dalla politica del bisogno alla politica dei diritti

gennaro consiglioDiciamola così: La gente ti vota solo se gli tappi le buche sotto casa, fai togliere qualche multa, fai accendere qualche lampione in più, fai eliminare la discarica abusiva da sotto casa, fai eliminare qualche infiltrazione dal tetto in un immobile comunale, fai pagare prima qualche creditore e cose di questo tipo. Insomma tutte cose che soddisfano un interesse diretto ed immediato, assolutamente legittimo ma che il più delle volte è di competenza della municipalità. Se, invece, ti occupi dell’interesse generale cercando di risolvere problemi una volta per tutte andando alla radice (come nel caso delle case famiglia (clikka), fai cambiare una decisione sbagliata adottata anni addietro e non più attuale (come quella del mercato ittico di napoli (clikka) o fai in modo che l’amministrazione risparmi o incassi anche milioni di euro mediante un più accurato sfruttamento dei beni pubblici (come nel caso dello stadio san paolo clikka) o insisti per l’adozione di misure di sviluppo territoriale (clikka), allora non se ne può fregare nessuno. Alla fine tutti vanno alla ricerca del piacere o della promessa del piacere solo che così facendo si adottano decisioni estemporanee senza alcuna programmazione e nell’interesse seppure legittimo di quei pochi. Ad esempio le buche vengono riparate a macchia di leopardo con una misurata colata di asfalto che andrà via al prossimo acquazzone, mentre occorrerebbe adottare un piano di manutenzione programmato; la discarica viene eliminata al momento ma senza un piano di controlli efficaci si riformerà di nuovo ed allora occorrerà di nuovo chiamare il consigliere senza aver ottenuto il risultato concreto e definitivo. In sostanza del bene e dell’interesse generale poi non se ne frega nessuno il che determina uno sviamento dell’azione di controllo e di gestione che alla fine non affronta mai i problemi così come vanno affrontati.

Diciamo che lo stato di bisogno e lo sfascio amministrativo alimenta la macchina del consenso e quindi è assolutamente funzionale sia ai cittadini che ai politici. Il salto di qualità lo potremo fare nel momento in cui alla politica del bisogno sostituiremo la politica dello sviluppo e dei diritti.

L’Idealista politico (clikka)

I Politici tra Rimborsi e Gettoni di presenza

spreco-di-soldi-pubbliciSi dovrebbe parlare di politica e di sviluppo ma spesso la politica è inquinata da malversazioni o sospette tali ed alla fine si finisce a parlare di gettoni di presenza e rimborsi vari di consiglieri eletti nelle varie assemblee rappresentative del popolo. Dell’argomento me ne sono occupato molto manifestando tutto il mio sdegno. Credo, però, sia utile mettere insieme due notizie della scorsa settimana che riguardano la richiesta di rinvio a giudizio dei Consiglieri Regionali (vecchi e nuovi) della Campania per l’appropriazione dei fondi economali apparsa su Il Mattino di Napoli del 06.06. u.s. (clikka) nonché il grido (se così lo possiamo chiamare) di allarme del consigliere municipale Francesco Ruotolo su “Il Mattino di Napoli” del 07.06 u.s. (clikka) che denuncia lo sperpero dei fondi pubblici per le commissioni consiliari delle municipalità, che non giustificano neppure il gettone di presenza vista la loro durata di pochi minuti. Ebbene, se questo è il motivo credo che tutti i consiglieri interpellati dal Giornalista de Il Mattino, avrebbero dovuto ovviamente affermare che il gettone di presenza non è dovuto se la commissione dura pochi minuti né si giustifica l’assenza per l’intera giornata dal lavoro mentre, invece, lo stesso Ruotolo mi sembrerebbe ammettere di aver percepito egli stesso il ghiotto gettone (?).

Ebbene, sono quattro anni, che applico rigorosamente (e forse per alcuni stupidamente) le norme del TUEL (artt. 79 e ss) in materia di gettoni di presenza ed il risultato è che la mia indennità mensile varia tra gli 80 ed i 270 €. al mese se non proprio ZERO, come accaduto per il mese di maggio2015 (clikka). Il che ovviamente è uno scandalo al contrario visto il lavoro che svolgo con studio, diligenza e dedizione e viste le responsabilità che assumo (clikka).

Una curiosità che mi ha colpito è la circostanza che quelli che malversano di più o sono accusati (ingiustamente fino a sentenza passata in giudicato) di tali reati sono tendenzialmente i rappresentanti del popolo che “spopolano“. Per capire con degli esempi, a Roma Mirko Coratti (presidente del Consiglio Comunale di Roma) viene eletto con 6.565 voti (arrestato nell’ambito di mafiacapitale) poi c’è il più famoso Franco Fiorito che, in Regione Lazio, venne eletto con 26.217 voti, arrestato anch’esso proprio nell’ambito delle indagini relative ai fondi dei gruppi consiliari.

A Napoli, per dirne una tra i rinviati a giudizio e gli indagati (innocenti fino a sentenza passata in giudicato) ci sono il recordman Mario Casillo con oltre 31.000 preferenze, Nicola Marrazzo con oltre 12.000 preferenze, Carmine Mocerino con oltre 10.000 preferenze ed Angela Cortese con oltre 9800 preferenze (non eletta) ed altri con una minore cifra elettorale.

Non so come dire secondo me al numero di voti ricevuto dovrebbe corrispondere un proporzionale sentimento di responsabilità e peso della rappresentanza. Immagino, infatti, la preoccupazione di queste persone che investite da una così rilevante cifra elettorale si sentiranno sulle spalle tutto il peso del numero di preferenze ricevute.

Vedi pure:

la politica scabrosa dei consiglieri regionali (clikka)

Il danaro dei consiglieri regionali (clikka)

quanto costano i consiglieri (clikka)

la regione campania indagata (clikka)

Fondi UE: La Campania Bocciata ed il silenzio della politica

FondiEuropeiDopo l’articolo di Gemma su Repubblica Napoli del 5 giugno u.s. (clikka) sui Finanziamenti europei, mi sarei aspettato (e mi sono augurato) una valanga di smentite e precisazioni ed, invece, nulla! A leggere la cronaca del destino di queste risorse, infatti, tremano i polsi.

Progetti per otto miliardi di euro del piano di sviluppo elaborato da Caldoro 2014-2020 che la commissione di Bruxelles boccia. Un vero e proprio crimine contro l’umanità! I cittadini Campani abbandonati al loro destino di sottosviluppo e sottoproletariato urbano per colpa di una politica incapace di governare i processi burocratici ed amministrativi!

Occorrerebbe chiedersi immediatamente chi sono i “burocrati” che hanno elaborato la progettazione e chi sono i politici che non hanno neppure compreso che la progettazione presentata a Bruxelles era “farlocca”!

Un campo su cui si sarebbero dovuti misurare non solo i candidati presidente ma anche i candidati consiglieri in Campagna elettorale nonché i consiglieri regionali vecchi e nuovi.

Ebbene, neppure abbiamo saputo nulla dai nostri parlamentari europei, in tutto 17 per l’italia meridionale, e di questi 7 Campani! Alcuna presa di posizione ho letto sui giornali, né da altri mezzi di informazione, da parte di tutti i nostri rappresentanti politici di maggioranza o di opposizione.

Verrebbe da chiedersi perché abbiamo eletto tutte queste persone che per lo più sono di nome e di persona sconosciuti al popolo che li ha votati. Tutti impegnati in una continua campagna elettorale, senza considerare che negli organismi Europei occorrerebbe mettere da parte le distinzioni politiche e fare squadra affinché il paese riparta.

Più che aspettare che si sbagli occorrerebbe impedire per tempo gli errori agevolando presso gli organismi europei i contatti tra le burocrazie locali ed europee.

Aspetterò ancora nella speranza di leggere di qualche commento o di qualche impegno volto a riparare gli errori. Intanto trovo assolutamente incredibile che nella importante istituzione regionale si siano mandate, in larga misura, persone che non hanno mai avuto alcuna esperienza oppure, per i riconfermati, persone che hanno dimostrato di non sapersi occupare della cosa pubblica essendo stati completamente assenti nel dibattito pubblico su temi fondamentali. Si vota scrivendo un cognome indicato da personaggi spesso discutibili ed altri non votano (la stragrande meggioranza) perché sfiduciati.

Eppure trovo assurdo che se uno deve spendere qualche decina di migliaia di euro nella ristrutturazione della propria casa, selezione ed acquisisce preventivi e referenze se, invece, deve scegliere uno che si deve poi occupare della “ristrutturazione” della propria regione, spendendo miliardi di euro, sceglie un perfetto sconosciuto!

Occorrerebbe seguire le aule Consiliari così come si segue il calcio!

Intanto il futuro di questa città e di questa regione è anche il nostro futuro e quello dei nostri figli! Spero lo capiscano in tanti!

Su questo argomento è lunga la mia battaglia:

Il fallimento dei fondi UNESCO per il centro storico (clikka)

Sui fondi europei (clikka)

Il disturbo alla Quiete Pubblica di Bagnoli

Bagnoli QuieteStamane alla municipalità di Bagnoli ho partecipato ad una assemblea sull’ormai noto fenomeno del disturbo alla quiete pubblica che è chiaro a tutti è localizzato in alcuni quartieri tra cui anche Piazza Bagnoli, per la presenza di molti locali che “tirano” fino al mattino con musica ad alto volume che toglie il sonno e la tranquillità ai cittadini. Alla assemblea di stamane hanno partecipato l’Assessore Carmine Piscopo, il Presidente della Municipalità nonché il Sig. Umberto Frenna, con un nutrito gruppo di suoi dipendenti,  quale titolare dell’Arenile.

Ovviamente il clima si è capito subito che era acceso. Io sono intervenuto riportando né più né meno quanto vado dicendo da un anno in consiglio comunale. Peraltro, il 16 marzo 2015 sono intervenuto in consiglio comunale (clikka) portanto all’attenzione del Sindaco e della Giunta il caso di Salvatore una persona anziana di Bagnoli, che da qualche anno è costretto a vivere sopra una sala di registrazione. Ebbene, sull’argomento sono intervenuto il 30.12.2014 (clikka), il 29.01.2015 (clikka), il 13.02.2015 (clikka), il 07.03.2015 (clikka), il 18.03.2015 (clikka), il 23.03.2015 (clikka), il 01.05.2015 (clikka) e da ultimo il 21.05.2015 (clikka) senza mai avere una risposta!

Ho, quindi, colto l’occasione per chiedere, in presenza dei tanti cittadini, cosa avesse intenzione di fare l’amministrazione, tenuto conto del fatto che il fenomeno ormai è chiaro e che occorrerebbe fare né più né meno di quanto fanno gli altri comuni d’Italia: Imporre un orario di chiusura anticipato andando a verificare le insonorizzazioni dei locali che spesse volte sono assolutamente inesistenti.

L’assessore Piscopo ha ascoltato ed ha promesso la istituzione di un tavolo tecnico (?) cosa che già ci era stata promessa a gennaio dall’assessore Panini ma che non si è concretizzata! Orbene, sulla questione sono convinto che occorre andare avanti in tutte le direzioni tenuto conto del fatto che laddove non interviene l’amministrazione sarà il Tribunale di Napoli (clikka) ad intervenire come è già accaduto in un caso specifico!

Segnalo e mi ha rammaricato l’intervento del Sig. Frenna, imprenditore del divertimento, il quale come ormai fanno i tanti imprenditori che hanno a che fare con la PA, ha messo in primo piano la questione del lavoro dichiarando che l’arenile occupa circa 80 dipendenti (?) e che queste persone non possono andare in mezzo ad una strada. Mi chiedo se si può morire del lavoro degli altri e cosa c’entri questa questione, posta quasi a mo di ricatto.

A questo punto occorre che si faccia un fronte comune e seguire l’esempio del comitato spontaneo di Bagnoli organizzando, dopo queste elezioni regionali, altre manifestazioni affinché l’amministrazione capisca una volta per tutte che la vita e la salute dei cittadini vale molto di più di quanto viene considerata dal Sindaco e dalla Giunta!

Oggi possiamo contare sui comitati per la quiete pubblica di: Chiaia, Bellini, Aniello Falcone, Cappella Vecchia e Bagnoli, occorre solo mettersi insieme!

 

La Sanità e la Diversabilità non sono una priorità per caldoro

Biagio.TuttiAscuolaCredo che occorre mettere in fila tre notizie che ho appreso in questi giorni dai giornali che mi hanno dato conferma della inconsistenza della politica di Caldoro. A parlare non sono io, che sono candidato alla regione campania (clikka), ma coloro che operano in settori nei quali la politica regionale in questi cinque anni è stata fallimentare.

Per avere il polso della situazione basta leggere la lettera di Toni Nocchetti (clikka) pubblicata su Repubblica Napoli il 19.05 u.s. che descrive chiaramente lo stato dell’assistenza ai diversamente abili, nonché la lettera di un medico, Bruno Zuccarelli (clikka), apparsa oggi (23.05.2015) sempre su Repubblica Napoli che descrive lo stato della sanità campana che in campagna elettorale, guarda caso, diventa diciamo quasi “efficiente”. A condire il tutto la manifestazione di ieri (22.05.2015) sul lungo  mare dei  Diversamente abili e dei lavoratori del settore socioassistenziale (clikka) per protestare contro i laceranti tagli all’assistenza alla disabilità.

A sentire caldoro, invece, sembrerebbe che va tutto bene e che la Regione Campania è particolarmente attenta al settore delle politiche sociali sennonché in questo caso per sconfessare le bugie basta solo tener conto di quanto ci viene riferito da coloro che ogni giorno ed ogni ora della loro vita si trovano a subire sulla propria pelle la scure di caldoro!

Ogni tanto mi chiedo come si fa a non tenere conto di quanto qualche mese fa ha scritto il papà di Biagio (clikka), che sentendo sulle spalle tutto il peso dei tagli alla assistenza ai disabili ha lanciato un grido di allarme assolutamente ignorato da caldoro! Sono convinto che la sofferenza ed il disagio delle famiglie si può combattere solo con una politica di uguaglianza e solidarietà che ponga al centro l’uomo e non i tagli!

La discussione sul Rendiconto Consuntivo 2014

consiglio comunaleStamane in consiglio comunale abbiamo esaminato il rendiconto consuntivo 2014 (clikka) del Comune di Napoli. Io, come avevo già dichiarato, mi sono astenuto, nella speranza di poter fare un patto con la maggioranza e portare in porto alcune importanti proposte di delibere che ho depositato in Consiglio Comunale, tra cui il regolamento delle sale da gioco (clikka) e quella di regolamento di uso e gestione degli impianti sportivi (clikka). Credo, infatti, che la politica debba essere una continua ricerca di miglioramento della società e non chiudersi in una sorda opposizione che non fa bene a nessuno!

Il mio intervento è stato incentrato sulla particolare e drammatica riduzione delle entrate da parte del comune che, da una parte, evidenzia lo stato di crisi nel quale versano i cittadini napoletani dall’altro, per le altre voci, una completa incapacità della politica di mettere mano ad un serio e fattivo efficientamento della macchina amministrativa.

Ho poi segnalato la assoluta esiguità delle risorse destinate per lo sport che, a mio avviso, dovrebbe essere la prima politica sociale, in quanto, come dico sempre svolge la doppia funzione di prevenzione e recupero delle marginalità!

Il mio intervento al 2:42:00

Consiglio Comunale e Quiete Pubblica l’ordinanza del Tribunale

insonnia_2Stamane in Consiglio Comunale ho voluto dare conto della ordinanza del Tribunale di Napoli (clikka) che di fatto ha commissariato, per un caso specifico, il Comune di Napoli che continua ad avere un atteggiamento troppo superficiale e tollerante, in quanto, il Sindaco e la Giunta ritengono che la questione sia di poco conto elettorale.

In sostanza temo che ci sia un mero e miope calcolo elettoralistico in virtù del quale si pensa che coloro che subiscono il disturbo alla loro quiete sono meno di coloro che gestiscono i locali e di quelli che li frequentano. E’ inutile dirvi che questo tipo di politica non mi interessa!! Mi spiace aver registrato in aula un atteggiamento superficiale e quasi “canzonatorio” con sorrisetti come se la questione fosse parva materia, proprio di quella sinistra più radicale che, invece, dovrebbe essere la prima a mettersi al servizio dei più deboli che, nel caso di specie, ovviamente, non sono i proprietari e gestori dei locali! Inoltre, quando ho avuto modo di parlare con gli stessi avventori dei locali stessi questi hanno sempre convenuto con me che il disturbo da loro stessi provocato era intollerabile. La domanda che sempre faccio ad una avventore, infatti, è sempre la stessa: Tu cosa faresti se abitassi sopra questo locale e non potessi dormire per tre quattro o anche cinque notti a settimana? Ebbene, mentre gli avventori hanno sempre mostrato di comprendere il problema i politici del consiglio comunale hanno sempre risposto puntulmaente: che cambiassero casa i cittadini che hanno il problema e si trasferissero in periferia! Ovviamente non ho parole!

Ecco il mio intervento al 1:00:42

La mia candidatura in Regione Campania (clikka)

La mia proposta di legge regionale per il contrasto alla Ludopatia

ludopatiaFatti non parole: I candidati alla Regione Campania dovrebbero misurarsi sulle proposte ed, invece, si vedono solo facce di plastica attaccate ai muri! I consiglieri regionali uscenti sia di maggioranza che di opposizione  non hanno fatto nulla in materie delicatissime che richiedevano un intervento immediato. Ai consiglieri uscenti, infatti, dovremmo chiedere se è stato bello passare 5 anni a girarsi i pollici percependo una bella indennità a cui hanno aggiunto anche i fondi economali per i quali non pochi sono ancora sotto processo (clikka).

Ebbene, mentre nelle altre regioni si adottavano provvedimenti efficaci per contrastare la piaga sociale del gioco d’azzardo, seppure lecito, in Regione Campania hanno adottato 7 commi in una legge (clikka) che parla di tutt’altro affermando solo delle dichiarazioni di principio senza disciplinare nulla!

Io in consiglio comunale ho depositato già una proposta di regolamento (clikka) copiata in massima parte dal provvedimento adottato dal Comune di Genova. Ebbene, oggi come candidato alla Regione Campania (clikka) ho elaborato una proposta di legge regionale, anche questa in massima parte copiata dalla legge regionale della Liguria! Basta copiare ed, ovviamente, come diceva il mio maestro, anche per copiare occorre competenza e studio: quanti candidati ne sono dotati? Al netto del fatto che quelli uscenti già hanno dimostrato di non valere poi tanto!

A quelli che si candidano per la prima volta dovremmo chiedere, invece, se hanno una visione amministrativa e politica di quello che vorrebbero fare in Regione e se si sono mai occupati della politica regionale! Fate questo test prima di andare a votare ne va del vostro futuro e del futuro dei vostri figli!

Ad ogni buon conto voglio rispondere a quelli che in questi giorni mi stanno chiamando manifestandomi apprezzamento e dichiarandomi che io sarei per loro il candidato ideale ma purtroppo si sono già “impegnati”. Confesso che quando sento i nomi di questi altri candidati mi si accappona la pelle, in massima parte gente non degna di toccare il danaro pubblico e la cosa pubblica, per manifesta incapacità dimostrata (per gli uscenti) o gente che non ha mai manifestato una visione politica ed amministrativa e che oggi si trova ad essere supportata da pezzi di sindacati e pezzi di società organizzata! Se vogliamo cambiare veramente dobbiamo cercare altro però mi raccomando non chiamatemi per comunicarmi che sostenete altra gente perché poi mi nasce spontanea la domanda: in cambio di cosa uno si è impegnato a sostenere un candidato se poi non ha alcuna certezza delle sue capacità ? perché se è in cambio di niente la cosa è veramente bizzarra se è in cambio di qualcosa allora diciamo che mi fa un po’ schifo. Misteri della politica.

Di seguito la proposta di legge, che ovviamente si aggiunge a quella sulla promozione dello sport (clikka). FATTI NON PAROLE!

Consiglio Regionale della Campania

 Proposta di legge di Iniziativa Consiliare ai sensi dell’art. 28

dello Statuto della Regione Campania

Disciplina delle sale da gioco lecito

Articolo 1 (Finalità)

  1. La presente legge, nell’ambito delle competenze spettanti alla regione in materia di tutela della salute e di politiche sociali, detta norme finalizzate a prevenire il vizio del gioco, anche se lecito, e a tutelare determinate categorie di persone, oltreché a contenere l’impatto delle attività connesse all’esercizio di sale da gioco sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sulla quiete pubblica.
  2. L’esercizio delle sale da gioco e il gioco lecito nei locali aperti al pubblico sono soggetti all’autorizzazione del Sindaco del Comune territorialmente competente.

Articolo 2 (Giochi leciti)

  1. Ai fini della presente legge, l’autorizzazione all’esercizio di cui all’articolo 1, ai sensi del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e successive modificazioni ed integrazioni, non viene concessa nel caso di ubicazione in un raggio di 500 metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale ed inoltre strutture ricettive per categorie protette. L’autorizzazione viene concessa per cinque anni e ne può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza. Per le autorizzazioni esistenti il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  2. Il Comune può individuare altri luoghi sensibili in cui può non essere concessa l’autorizzazione di cui al comma 1, tenuto conto dell’impatto della stessa sul contesto urbano e sulla sicurezza urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l’inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica.
  3. E’ vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco.

Articolo 3 (Sanzioni amministrative)

  1. Ogni violazione delle disposizioni contenute nella presente legge, fermo restando l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria per i reati eventualmente accertati e previsti dal codice penale ogni qualvolta ne ricorrano gli estremi, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 1.000,00 ad un massimo di euro 5.000,00.
  2. All’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni di cui alla presente legge provvedono il Comune competente per territorio e gli altri soggetti a ciò delegati.

Articolo 4 (Dichiarazione d’urgenza)

  1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Campania.

La mia proposta di legge Regionale per la promozione dello Sport

sportCredo che la campagna elettorale si debba misurare su proposte concrete ed ho pensato di iniziare dalla mia prima passione: Lo SPORT! Ebbene, nello Sport ciò che è facile misurare è senz’altro il merito ed il risultato. Caldoro ed i consiglieri regionali di questa consiliatura, invece, hanno dimostrato di non gradire né il merito né il risultato. Molti, infatti, sono gli atti di concessione di contributi frutto di ragionamenti che, a pensar male non si sbaglia. Ricordo, infatti, a tutti i 2 milioni e mezzo di euro regalati al Calcio Napoli (clikka), il  milione e seicentomila €. regalati ad associazioni varie (clikka), i 2 milioni e mezzo regalati al Cardinale (clikka)Milioni di euro (clikka) sperperati in rivoli per accontentare forse amici degli amici e parenti dei parenti !

Ebbene, il mio primo atto da consigliere regionale sarà quello di proporre una modifica alla legge regionale sullo sport affinché i contributi per la promozione e la valorizzazione dello sport siano sganciati dalla discrezionalità politica ed amministrativa e, quindi, lo dico volgarmente non si possano fare più “marchette” di nessun tipo. Agganciare i contributi ai risultati sportivi, infatti, elimina ogni tipo di discrezionalità premiando coloro che sono stati in grado di vincere una competizione portando lustro ed orgoglio ai Cittadini Campani!

Questa proposta, tra l’altro, è sulla stessa lunghezza d’onda del regolamento di uso e gestione degli impianti sportivi (clikka) che ho già proposto al Comune e che è in attesa di essere calendarizzata.

Sono convinto, infatti, che vincere una medaglia in una competizione sportiva importante porta lustro ed orgoglio ai cittadini Campani. Ricordo ancora con gioia quella di Claudio Pollio (clikka) che fu la scintilla per la mia carriera sportiva e per la carriera sportiva di tanti atleti campani! Lo sport come dico sempre è l’unica politica sociale che fa prevenzione e recupero, questo i politici di professione non l’hanno mai capito! Inoltre, devo segnalare che oggi le cose sono cambiate perché mentre io, figlio di operaio (clikka), ho avuto l’opportunità di praticare uno sport ai massimi livelli guadagnandoci anche qualcosina per le vacanze quando ero convocato in Nazionale, oggi, invece, non è più così ed i ragazzi con difficoltà economiche, in famiglie operaie o di impiegati monoreddito non hanno alcuna possibilità di praticare uno sport se non con l’aiuto di maestri volenterosi dello sport che svolgono una vera e propria azione sociale sostitutiva delle istituzioni.

Off topic fate un test: Se incappate in un candidato alle regionali mettetelo alla prova, non fatevi riempire la testa di chiacchiere di politichese, provate prima a fargli scrivere qualcosa sotto dettatura, poi chiedetegli se conosce lo statuto ed il regolamento della regione campania e poi chiedergli di scrivervi una proposta di legge regionale. Sono sicuro che avrete delle belle sorprese!!!

la mia candidatura alla regione campania (clikka)

Questa proposta ovviamente non ha solo un valore sportivo ma anche politico perché è nel solco della politica che pratico: quella senza clientele!!!

Ecco la mia proposta che, come al solito resta a disposizioni per modifiche ed integrazioni:

Consiglio Regionale della Campania

 Proposta di legge di Iniziativa Consiliare ai sensi dell’art. 28

dello Statuto della Regione Campania

di modifica della legge n. 18 del 25.11.2013

denominata

“LEGGE QUADRO REGIONALE SUGLI INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA PRATICA SPORTIVA E DELLE ATTIVITÀ MOTORIO- EDUCA TIVO-RICREA TIVE”

 All’art. 18 dopo il comma 3 si aggiungano i seguenti ulteriori commi:

“4. Agli atleti che praticano sport dilettantistico, residenti da almeno due anni nel territorio della Regione Campania, che hanno conseguito i seguenti risultati sportivi, è corrisposto un contributo volto ad agevolare la pratica e la promozione sportiva come segue:

1) Medaglia d’oro ai Giochi Olimpici: €. 100.000,00 (centomila/00) di cui €. 20.000,00 (ventimila/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

2) Medaglia d’argento o di bronzo ai Giochi Olimpici: €. 75.000,00 (settantacinquemila/00) di cui €. 15.000,00 (quindicimila/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

3) Medaglia d’Oro ai Campionati Mondiali, il cui risultato è valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici: €. 50.000,00 (cinquantamila/00), di cui €. 10.000,00 (diecimila/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

4) Medaglia d’argento o di bronzo ai Campionati Mondiali, il cui risultato è valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici: €. 30.000,00 (trentamila/00) di cui €. 7.500,00 (settemilacinquecento/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

5) Medaglia d’oro ai Campionati Europei, il cui risultato è valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici: €. 25.000,00 (venticinquemila/00) di cui €. 5.000,00 (cinquemila/00) alla associazione sportiva Campana presso cui l’atleta è tesserato;

6) Medaglia d’argento o di bronzo ai Campionati Europei, il cui risultato è valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici: €. 20.000,00 (ventimila/00) di cui €. 5.000,00 (cinquemila/00) alla associazione sportiva campana presso cui l’atleta è tesserato.

5. I contributi di cui al comma 4 che precede saranno erogati anche ad ogni atleta facente parte della squadra per gli sport a squadra.

6. Gli atleti che hanno conseguito i risultati di cui al comma 4 sono inseriti di diritto nel registro dei talenti sportivi di cui all’art. 17 che precede.

7. I contributi sono erogati l’anno successivo a quello del raggiungimento del risultato ed inseriti nel bilancio previsionale dell’anno di erogazione mediante apposito stanziamento.

Il fallimento dei Fondi UNESCO per il Centro Storico di Napoli

san Domenico MaggioreLeggo su Repubblica Napoli, di oggi (13.05.2015) un contributo di Giulio Pane (clikka) che riassume le fasi di un molto probabile e vicino fallimento del progetto di riqualificazione del Centro Storico di Napoli patrimonio UNESCO. Le cifre sono impressionanti si parte da circa 700 milioni di euro inizialmente programmati poi ridotti (per incapacità?) a 100 milioni, per non parlare del dei 240 milioni destinati al porto delle nebbie (clikka) anch’essi passati in cavalleria. Tutto da rendicontare entro il 31.12.2015! Sul tema ho molto scritto su questo blog (clikka) preannunciando per tempo il naufragio nonostante i commenti rassicuranti dell’Assessore Cosenza su alcuni articoli da me scritti. Credo però che compito della politica debba essere quello di individuare i nodi affinché non si ripetano più i ritardi che finiscono per soffocare l’economia della Regione e della Città di Napoli. Infatti, i lavori non sono solo riqualificazione urbana ma anche veri e proprio posti di lavoro ed ossigeno per le imprese!

Qualche anno fa, insieme ad altri amministratori locali dei comuni italiani, ho seguito un corso in materia di finanziamenti europei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ebbene mi impressionò la reazione di alcuni tecnici che vennero a farci lezione. Questi, infatti, quando riferivo che ero di Napoli manifestavano reazioni di ilarità e preoccupazione per la manifesta incapacità degli uffici a spendere le risorse europee disponibili. Ovviamente provai un senso di mortificazione ed imbarazzo dovendo assumere mio malgrado la parte del napoletano inconcludente tutto pizza e mandolino.

Credo, allora, che dobbiamo chiederci cosa sia accaduto e spiegarlo ai cittadini per essere credibili! Ebbene, spesso sento parlare di una scarsa qualità della progettazione degli interventi in larga misura eseguiti dagli uffici della Sopraintendenza e da quelli Comunali. La strada dei concorsi di progettazione, infatti, non pare abbia mai sfondato nelle nostre amministrazioni, in quanto, credo che la politica sia ostaggio di una burocrazia alla ricerca del compenso aggiuntivo sullo stipendio legato alla attività di progettazione stessa. Questo, senz’altro un nodo da sciogliere, cosicché mentre in altri paesi europei si confrontano nella progettazione famosi ed abili architetti dando sfogo alla creatività in Campania la progettazione si fa negli uffici polverosi delle amministrazioni con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti con ritardi e qualità discutibile!

Ebbene, in Regione Campania non ci servono politici schiavi dei burocrati, perché incapaci, ma politici che abbiano una visione amministrativa dei procedimenti che sappiano capire come raggiungere l’obiettivo sfruttando tutte le opportunità! Ogni euro non speso è un grave delitto contro i tanti cittadini oggi in cerca di lavoro per il mancato sviluppo del nostro prezioso territorio!

Centro Storico quanti errori Repubblica Napoli del 14.05.2015 (clikka)

La riflessione di Pasquale Belfiore (clikka)

La mia candidatura alla Regione Campania (clikka)

Il Rendiconto Consuntivo 2014 del Comune di Napoli

comuneCome ogni anno metto a Vostra disposizione la delibera di proposta al Consiglio di approvazione del Rendiconto Consuntivo 2014 (clikka) nonché gli allegati contabili alla delibera stessa (clikka) ed il parere del collegio dei Revisori dei Conti (clikka)

Sono circa 1200 pagine chiedo una mano a tutti Voi e mi attendo Vostri commenti ed osservazioni stiamo parlando di un bilancio di circa 2 miliardi e cinquecento milioni di euro! Al di la del giudizio politico sull’amministrazione potrete renderVi conto che per essere amministratori locali occorre preparazione, competenza e sopratutto studio. Come dico sempre, non fatevi illudere dalle sirene di chi vi dice che in politica possono avere un ruolo tutti anche coloro che non hanno alcuna competenza o esperienza!

Quello che dice ad esempio Grillo è sbagliato in radice! Non si possono scegliere candidati nel mucchio attraverso una semplice consultazione online. Noi conosciamo solo quelli più famosi che ci sembrano preparati, ma quanti antonio razzi (clikka) ci sono nelle amministrazioni locali ed in Parlamento, compresi quelli del m5s?

Occorre, invece, che i partiti ritornino a svolgere il loro precipuo ruolo che è quello della formazione di una classe dirigente che sappia leggere e scrivere! Dobbiamo opporci al populismo e dobbiamo pretendere che una cittadina o cittadino che aspiri a svolgere un ruolo pubblico sia preparato. Altro che due mandati ed a casa! Così avremo sempre degli improvvisati di cui non abbiamo bisogno! Occorre, invece, che i partiti formino la classe dirigente facendo in modo che i giovani abbiano le prima esperienza nelle municipalità, poi al comune, poi alla regione e poi al parlamento, se hanno dato prova di essere dei buoni ed onesti amministratori!

Dovremmo chiederci come potrebbe mai andare bene una azienda che ogni 10 anni cambia tutti i suoi dipendenti, rottamando semmai proprio coloro che hanno maturato una esperienza ed hanno imparato a conoscere la macchina amministrativa e dello Stato!

Riflettiamo oggi siamo chiamati ad un’altra consultazione elettorale io mi sono candidato alla Regione Campania (clikka) nella consapevolezza dei miei e delle mie capacità mentre abbiamo consiglieri comunali, regionali e parlamentari che non sono mai intervenuti nelle assemblee nelle quali sono stati eletti e dubito che sappiano addirittura parlare, leggere e scrivere in italiano! Il nostro Paese non ha certo bisogno di improvvisazione politica ed amministrativa! Fuori i mercanti dal Tempio!

Il consiglio per l’approvazione del bilancio è calendarizzato per il 21.05 p.v., pertanto, abbiamo un po’ di tempo per studiare!

Un colpo mortale alla produzione di Cozze e l’incapacità della politica

pasta-con-le-cozzeTra poco lo spaghetto con le Cozze o la classica impepata di Cozze saranno un miraggio per la incapacità della politica di decidere. Sta, infatti, passando inosservata la crisi che si è aperta nella produzione di cozze e mitili nei nostri litorali che vanno da Bacoli a Torre del Greco. Migliaia di Tonnellate di Cozze che che rischiano di andare a marcire in fondo al mare con un gravissimo colpo all’economia del settore che a Napoli soffre già per la vera e propria “deportazione” del Mercato Ittico da Piazza Duca degli Abruzzi a Volla e di cui ho già scritto molto su questo blog (al CAAN si festeggia la bufala del ritorno del mercato ittico a Napoli clikka).

Oggi il tema è l’avvenuta rilevazione del virus dell’epatite A e del norovirus in uno stabilimento di produzione  di Bacoli denominato, MITILIMONTESE SOC COOP MITILICOLTURA, che ha fatto scattare l’allarme del Ministero della Salute (clikka).

Il risultato è stato che la Giunta Regionale di caldoro con provvedimento del del 05.05.2015 (clikka) ha disposto il divieto di commercializzazione dei tutte le cozze allevate da Bacoli a Torre del Greco, il tutto per migliaia di tonnellate, fissando poi una riunione che si doveva comporre ieri (07.05.2015) ma che, come era prevedibile, non ha portato a nulla di fatto, con buona pace dei produttori, perché si è ritenuto di rimettere l’intera questione al ministero! Tanto siamo in campagna elettorale e non c’è tempo di risolvere i problemi ma solo di annunciare che si risolveranno poi non si sa quando e con quali capacità.

La cosa che mi ha fatto riflettere è che i patogeni derivano, ovvero potrebbero derivare, dalla scarsa o mancata depurazione delle acque reflue cittadine (quindi una probabile responsabilità dei comuni) condizione che, peraltro, è diffusa anche in altre regioni le quali hanno adottato un provvedimento semplice semplice con il quale si raccomandano i cittadini a non consumare i molluschi se non dopo averli bolliti per lo meno per 3 minuti! Modalità che ovviamente distrugge i virus essendo entrambi termolabili! In sostanza il problema è che tra le analisi che si fanno di routine su questi alimenti non è compresa la ricerca del virus dell’epatite A né quella del norovirus di modo che non abbiamo né uno storico né se questi virus sono presenti anche in altri stabilimenti di produzione.

Ieri la notizia è apparsa su  Il Mattino di Napoli (clikka) ma non mi sembra che gli altri giornali ne abbiano dato conto a sufficienza tanto che oggi è scomparsa dalle notizie. Ebbene, c’è da considerare che se queste migliaia di tonnellate non potranno essere raccolte ci potremmo ritrovare innanzi all’ennesimo disastro ambientale in quanto le cozze una volta giunte a maturazione e non raccolte cadranno sul fondo soffocando tutto ciò che c’è sotto! Non mi pare che nessun consigliere regionale, ne candidato tale ne abbia parlato o ne stia parlando affinché si accendano i riflettori su questo tema!

La tristezza è che l’Italia sta subendo un colpo all’economia già traballante proprio nel settore alimentare nel quale dovrebbe essere più forte. La Terra Dei Fuochi, la Xylella in Puglia (che sta distruggendo gli ulivi) ed ora questo ulteriore problema che spero non ci faccia coniare un termine che pregiudichi la nostra produzione di Cozze e mitili.

Credo che su questo tema la Regione (almeno così farei io) debba tenere un tavolo permanente verificando se la produzione possa essere ugualmente commercializzata, almeno quella non relativa allo stabilimento colpito dalla interdittiva, con la raccomandazione che i prodotti devono essere consumati previa bollitura per almeno tre minuti come accade in tutte le altre regione italiane!

La mia candidatura alla Regione Campania (clikka)

In Consiglio Regionale per ridare dignità allo Sport

scandone de LucaStamane sono stato prima alla Piscina Scandone per la mianifestazione “Io nuoto e gioco per il futuro di Napoli” poi al Circolo Ilva con i miei amici della lotta Stile Libero che stanno preparando i MASTER che si terranno a giugno. Sulla materassina c’erano per lo meno tre generazioni di atleti ed una atmosfera incredibile che mi ha fatto venire tanta nostalgia. L’Ilva, nella disciplina della Lotta Olimpionica rappresenta una tradizione che non si deve perdere e che nasce per figli degli operai, come fu per me nel 1980 con il CRAL ATAN  perché i luoghi di lavoro erano centri di aggregazione e condivisione sociale (clikka).

Alla manifestazione della Scandone era presente anche Vincenzo De Luca con il quale ho avuto modo di scambiare qualche idea sullo Sport che, in Regione (come ho cercato di far capire invano al Comune di Napoli), deve diventare la prima politica sociale in quanto, come sempre dico, lo Sport svolge un ruolo di integrazione, prevenzione e recupero delle marginalità sociali. Senza dimenticare al ruolo dello Sport per i diversamente abili.

Credo, infatti, sia ormai chiaro a tutti quelli che mi conoscono, come la penso in proposito, per la mia forte esperienza sportiva. Purtroppo la politica non ha mai capito le potenzialità dello Sport e non è un caso che spesso gli assessori siano stati scelti tra i medici, quasi lo Sport fosse una malattia!

Sono, invece, convinto questa volta che lo SPORT debba “scendere in campo” selezionando tra i candidati coloro che hanno capacità, esperienza ed attitudine, affinché la politica non usi lo Sport, cannibalizzandolo, come semplice bacino elettorale, senza prendersi veramente in carico le sue problematiche legate alla pessima cura dell’impiantistica ed alla scarsa valorizzazione dei talenti sportivi che, oltre a dare lustro alla nostra Regione, sono anche un esempio da seguire.

Nella occasione di stamane con Vincenzo De Luca, infatti, ho avuto modo di discutere, insieme al Presidente Paolo Trapanese e Franco Porzio che, quando saremo in Regione, dovremo fare in modo di far spendere ai comuni tutti i fondi provenienti dall’Europa per l’impiantistica sportiva affinché non accada ciò che  è accaduto nel Comune di Napoli (clikka).

A noi sportivi è chiaro, infatti, che nello Sport valgono il merito ed il risultato sportivo e sociale che sono evidenti e verificabili sul campo, quindi, niente più contributi a pioggia distribuiti, semmai, agli amici degli amici, ma solo mediante il meccanismo della premialità del risultato sportivo e sociale, perché una associazione che accoglie i bambini ed i ragazzi dalle fasce sociali deboli o che riesce a portare i suoi atleti ai massimi livelli svolge un grosso lavoro sociale sul territorio. Per creare il Campione, infatti, devi creare lo spogliatoio! Quanti politici lo capiscono?

I settori, quindi, sono due e spesso si integrano e completano a vicenda: Lo Sport Sociale e lo Sport Agonistico entrambi di pari dignità e livello ed entrambi facilmente verificabili. Con me in Regione  con De Luca Presidente per dare forza e dignità allo Sport!

la mia candidatura alla Regione Campania (clikka)

Quiete Pubblica: Il Comune Commissariato dal Tribunale di Napoli

insonnia_2Non c’è dubbio che ad una politica ottusa corrisponde una grave sofferenza dei cittadini. Sono mesi che mi sto battendo in Consiglio Comunale affinché si prenda cognizione del grave fenomeno del disturbo alla quiete pubblica localizzato in alcuni punti della città e si adotti una disciplina adeguata. Per portare avanti questa battaglia ho messo a disposizione dei cittadini tutto il mio impegno politico, amministrativo e professionale!

Qualche giorno fa ho sentito al telefono una cittadina di chiaia che abita nei pressi dei baretti che è disperata nel senso letterale del termine e verso la quale provo un senso ci mortificazione, sia come cittadino ma ancora di più come consigliere comunale. Ovviamente non mi fermo e non ci fermeremo con i Comitati per la Quiete Pubblica che si sono costituiti in città. Oggi (01.05.2015) Repubblica Napoli (clikka) da conto di una Ordinanza della quarta sezione del Tribunale di Napoli (clikka) che sicuramente farà scuola.

Pendono, infatti, innanzi alla stessa Sezione altri tre ricorsi della stessa natura e specie. Il Tribunale in sostanza non ha fatto altro che fare ciò che avrebbe dovuto fare il Sindaco con una ordinanza emessa ai sensi della legge 447/1995, che ho chiesto in tutti i miei interventi in Consiglio Comunale (clikka).

Il Sindaco, per la sua esperienza di magistrato, dovrebbe sapere più degli altri politici, che l’amministratore pubblico ancora più del Giudice, deve essere colui che contempera gli interessi dei cittadini, nel caso di specie il diritto alla salute delle persone ed il diritto ad esercitare una attività economica da parte di altri cittadini, ebbene non v’è chi non veda che il diritto alla salute anche di una sola persona è superiore al diritto a fare soldi anche di 1000 persone e questo, credo, oltre ad essere patrimonio comune è una delle cose più elementari che si insegnano tra i banchi della facoltà di giurisprudenza.

Il tema è sempre lo stesso la politica sceglie chi ha i soldi mortificando i diritti dei più deboli e pensare che per questa mia battaglia ho ricevuto attacchi proprio dalla sinistra radicale che siede tra i banchi del consiglio comunale, una sinistra ottusa che pensa di gestire il fenomeno con slogan canzonatori volendo difendere uno pseudo diritto al divertimento, senza considerare che così facendo mortifica proprio i diritti dei cittadini più deboli di cui troppe volte solo a parole si dichiara paladina!

Ricordo, infatti, in Consiglio Comunale le parole canzonatorie di chi invitava i cittadini a cambiare casa e quelle violente del consigliere iannello (tra l’altro professore di diritto) che ha ritenuto una mia proposta di regolare gli orari di quei locali fracassoni una proposta fascista e conservatrice (?).  Mi chiedo quanta strada dovremo fare affinché si attui una politica seria, competente, non speculativa e soprattutto nell’interesse pubblico, che si fa carico dei bisogni dei cittadini più deboli che non hanno la possibilità di ricorrere alla magistratura per gli alti costi della giustizia!

Il tema non è chiudere i locali ma costringere i gestori a fare una regolare insonorizzazione rispettando le regole prescritte dalla legge e se ciò non fosse possibile costringerli a chiudere in un orario che consenta la pace e la tranquillità dei cittadini! Se devo scegliere con chi stare io sto con salvatore (clikka).

Per portare avanti anche questa battaglia oggi mi sono candidato alla Consiglio Regionale della Campania (clikka) con l’intento di contarci e dimostrare che la buona politica non clientelare e nel solo interesse dei cittadini è quella vincente e che crea consenso! Il 31 maggio lo dimostreremo ne sono convinto! #noisiamodipiù

Ringrazio i colleghi Avvocati Pasquale Carrano e Pio Della Pietra che come me in Tribunale stanno portando avanti questa battaglia di giustizia.

La Mia Candidatura alla Regione Campania

fac simile gennaroHo lasciato passare sia le elezioni europee che quelle parlamentari, tirandomi fuori dalla competizione elettorale, ma credo che in politica occorre confrontarsi innanzitutto con il corpo elettorale senza timore, con animo libero, in coscienza e nella consapevolezza che in quattro anni non mi sono mai risparmiato, cercando di affrontare sempre le questioni politiche ed amministrative con passione, studio, scrupolo, competenza e spirito di servizio. Credo, pertanto, che dopo quattro anni di battaglie amministrative e politiche nel Comune di Napoli, sia giunto il momento di fare un test elettorale per portare in Regione l’esperienza che ho maturato nell’amministrazione comunale, quindi, mi candido al Consiglio della Regione Campania, nella lista Civica Campania Libera, che sostiene Vincenzo De Luca.

Sono, infatti, giunto alla conclusione che avere le mani pulite in tasca non serve a nulla né migliora la società occorre, invece, impegnarsi affinché si affrontino i temi dello sviluppo, del lavoro, della spesa sociale, della sanità e dei trasporti e dei tanti altri lasciati ingovernati dalla giunta caldoro.

Tanti sono stati i pensieri in questi giorni ed alla fine mi sono convinto per l’unica prospettiva amministrativa credibile a me più vicina e sopratutto attuabile, con l’impegno che manterrò sempre il mio animo libero ed indipendente, ma sempre aperto al confronto ed al dialogo al fine di ricercare le soluzioni migliori nell’esclusivo interesse pubblico.

Ora occorre la forza moltiplicatrice di tutti voi che mi avete in questi anni sostenuto ed incoraggiato ad andare avanti nell’impegno politico, per dimostrare di volere una politica diversa e libera da compromessi al ribasso o su interessi privati.

fac simile gennaro

L’ldealista politico (clikka)

Il mio curriculum (clikka)

Questo il contributo che darò al Consiglio Regionale su temi di pari dignità e grado:

La mia proposta di legge per combattere la ludopatia ed il gioco d’azzardo (clikka)

La mia proposta di legge per la promozione dello sport (clikka)

Per una sana politica nello Sport che ha accompagnato tutta la mia formazione come uomo e come cittadino (clikka);

La salute dei cittadini al centro di una sana riflessione affinché la sanità non sia solo un bacino elettorale da cui attingere (clikka);

Finanziamenti Europei l’unica risorsa da cui attingere Napoli, la Campania con le sue aree di sviluppo deve diventare il motore di tutto il sud (clikka);

I tagli delle risorse per le politiche sociali non possono essere fatti sulla pelle dei più deboli facendo venir meno l’assistenza sociosanitaria (clikka) ed alle Case Famiglia (clikka);

La gestione dell’acqua è e deve rimanere pubblica (clikka);

La Cultura non deve essere uno strumento di consenso ed il  Teatro San Carlo deve essere il centro della lirica partenopea (clikka).

Finanziamenti per l’edilizia Sportiva da non perdere!

collanaCredo sia una occasione da non perdere in Campania sono stimati 64 interventi che finanziano sia la costruzione che la ristrutturazione di impianti sportivi sia pubblici che privati. Il termine per la proposizione delle domande parte l’11.05.2015 e scade il 15.07.2015 alle h. 17,00. Le domande vanno inviate a mezzo pec. Ovviamente per l’amministrazione sono preoccupato e già in passato ho avuto modo di chiedere l’intervento del servizio ispettivo per la bocciatura di ben 10 richieste di finanziamento per impianti sportivi dichiarate inammissibili (clikka) insieme ad altri 10 richieste di finanziamenti per la sicurezza delle nostre scuole (clikka). Pensiamo agli effetti sia in termini sociali che avrebbero avuto questi interventi sia in termini di occupazione. Non spendere questi soldi è un delitto contro l’umanità e per quanto mi riguarda che sbaglia in questo settore deve pagare di tasca sua! Ad ogni buon conto di seguito la documentazione necessaria per partecipare ma il tutto lo troverete anche sul sito del governo (clikka). Pensiamo a che possibilità potremmo avere se solo mettessimo in rete le tante associazioni che già usano gli impianti 219! Farò il possibile per spingere questa linea di credito su quest’ultimi impianti e qualora non dovessi trovare gli uffici e l’assessorato pronto non esiterò a chieder l’intervento del Segretario Generale e del Servizio Ispettivo. Speriamo bene…

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RAMA CLUB: Impianti sconosciuti al Comune di Napoli

RamaClubTal volta mi chiedo chi me lo fa fare. Ci sono situazione che durano indisturbate da anni e nessuno ne parla all’insegna del “laisser faire” solo che a Napoli tale impostazione è quella di default. Già altre volte ho avuto modo di imbattermi nella questione dell’uso “indisturbato” degli immobili comunali che involge, addirittura, anche l’uso dello Stadio San Paolo per il quale ho dovuto ricorrere alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti (clikka) per ottenere il pagamento degli arretrati pari €. 6.230.000,00, incassati nel febbraio 2014, solo grazie alla denuncia, non avendo trovato alcun amministratore pubblico nella giunta, sindaco compreso, che avesse il coraggio di affrontare la questione così come andava affrontata.

In queste circostanze ritengo utile rendere pubblico ogni cosa affinché i cittadini sappiano e si possano formare una idea di ciò che si può fare nel Comune di Napoli, se solo si attuassero le minime regole di buona amministrazione! Ebbene, mi sono di recente imbattuto nella vicenda “RAMA CLUB” un complesso impianto sportivo che è nel quartiere Fuorigrotta, al Viale Giochi del Mediterraneo. Non ci credereste mai, ma l’intero impianto, composto di 13 campi di Tennis e di Calcetto, coperti e scoperti, è un bene Comunale, solo che il Comune non ne sa nulla almeno fino al 2012!

L’impianto è molto conosciuto ed ho scoperto che molti cittadini napoletani ci hanno per lo meno una volta giocato a calcetto, a tennis o ci hanno accompagnato i propri figli a giocare a pallone per una festa di ragazzini.

Essendo venuto a conoscenza della vicenda per vie traverse, il 1 aprile scorso, come una sorta di pesce di aprile, ho chiesto lumi all’amministrazione ed ho scritto una lettera (clikka) sia al Sindaco sia all’assessore che ai servizi. La cosa ovviamente mi ha meravigliato perché in seguito ad una riunione ho acquisito una Relazione della Polizia Locale, addirittura del 14.12.2012 (clikka), in seguito alla quale non si è avuta alcun altro atto (?). Ho recuperato anche il frontespizio di una Delibera del 1969 (clikka). Orbene, da tali atti si capisce che l’impianto fu realizzato nel 1969 e dato in concessione al CONI solo che poi se ne sono perse le tracce e nessun progetto sportivo/sociale pare sia stato mai portato avanti. Sembrerebbe che si pratichi solo sport commerciale per farci un bel po’ soldi e basta. Il CONI, infatti, pare l’abbia affidato alla Federazione Italiana Tennis (FIT), che poi a sua volta, l’ha affidato all’associazione RAMA CLUB per il canone mensile di €. 3.443,22 oltre IVA senza che il Comune di Napoli ne sapesse nulla né incassasse nulla e nonostante il divieto di subconcessione! Mi chiedo e Vi chiedo: è possibile tutto questo? E’ possibile che in seguito ad una relazione dettagliata del 2012 nessuno si sia preso la briga di chiedere lumi e ragioni e di far dichiarare dai servizi il recesso dal rapporto anche per il divieto di subconcessione?

Ora per una questione simile, ma più piccola, che ha riguardato lo sfruttamento di un’area in proprietà comunale come garage (clikka), con conseguente pericolo dei bambini di una scuola materna ed elementare, sono intervenuti in ordine, un Parlamentare della Repubblica Italiana, un assessore del Comune di Napoli, un consigliere comunale e due municipali, immagino che per la questione oggi sollevata e che non ha trovato dal 2012 ancora alcuna risposta, interverrà il Presidente della Repubblica per illustrarmi l’attività sociale svolta dal centro che sicuramente, sono convinto, svolgerà.

Eppure pensiamo quanti ragazzini e bambini avrebbero potuto usare l’impianto mediante accordi di salvaguardia e promozione sportiva e sociale affinché si rispettasse la destinazione pubblicistica del bene che il Comune di Napoli dal 1969 fino ad oggi ha omesso di far rispettare.

Ovviamente spero non dovremo aspettare che intervenga la magistratura un’altra volta per aggiustare queste macroscopiche storture amministrative così come accaduto per il Calcio Napoli e per il Garage sotto i piedini dei bambini della scuola materna.

Ora mi chiedo se la Politica non serve all’amministrazione a cosa serve? Forse sarebbe anche ora di dire BASTA!

Tal volta mi sento un po’ come il Vigile Urbano, Otello, impersonato da Alberto Sordi in un noto film del 1960!

il  patrimonio comunale una questione di giustizia sociale (clikka)

Per l’ex Base NATO un polo Scolastico e Sportivo

NATO BAGNOLIChe il destino di Bagnoli sia complicato ormai, credo, l’abbiano capito tutti ed anche la ex base NATO, da quando sono andati via gli americani, anziché rappresentare una risorsa per il territorio sembra quasi sia un problema. Stiamo parlando, infatti, di un vero e proprio segmento urbanistico, composto da diciotto fabbricati, uno stadio, due palestre coperte, una piscina olimpionica scoperta, annessi viali, strade interne, piazzali e campi da gioco, nonché una striscia di terra a monte, il tutto della superficie di mq. 211.233, di cui circa 27.763 mq. coperta da fabbricati oltre a circa 148.273 mq. destinati a piazzali, viali, aiuole e campi da gioco. Da Repubblica Napoli del 7 aprile scorso (clikka), infatti, apprendo della marcia indietro della Regione Campania, al trasferimento degli uffici del Centro Direzionale, a conferma che forse l’idea di trasformare il Collegio Costanzo Ciano, in un nuovo “Nuovo Centro Direzionale”, non è che era troppo buona fin dall’inizio. Dell’argomento ho avuto modo di discuterne nel confronto pubblico tenutosi il 30 marzo scorso al Maschio Angioino, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il Commissario nominato dal Governatore, Sergio Sciarelli nonché alcune realtà territoriali tra associazioni, cittadini ed addetti al mondo sport. In detta occasione, ovviamente con i dovuti distinguo, si è capito che occorre fare in modo che l’intera area sia restituita alla sua vocazione originaria, cercando di trasferirvi innanzitutto gli istituti scolastici della zona Flegrea, ottenendo così un duplice risultato: Economico, connesso al rimpiguamento delle casse della proprietaria Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia e sociale connesso, sia alla restituita vocazione formativa del complesso, sia alla stessa destinazione dei canoni a beneficio dell’infanzia campana disagiata. Percorso, peraltro, assolutamente concreto e semplificato dalla nuova istituzione della Città Metropolitana, a cui fa capo l’edilizia scolastica della ex Provincia di Napoli. In una parola un vero e proprio “College” dove la formazione e lo sport diverrebbero gli assi portanti e di sviluppo dell’area che dovrebbe essere dotata anche di altri servizi a destinazione commerciale quali bar, ristoranti ed aree gioco. Ovviamente ci vorrà del tempo ma la prima cosa da fare è sicuramente la ricostituzione del Consiglio di Amministrazione, attraverso il quale tutte le Istituzioni chiamate ad indicare il proprio rappresentante, possano partecipare all’indirizzo della Fondazione in questo particolare momento storico.

Un Prospettiva di sviluppo per l’ex base NATO (clikka)

Il Mercato di Fuorigrotta prigioniero

ErmannoRussoIl 26 marzo scorso sono stato al mercato di Fuorigrotta di Via Metastasio per un sopralluogo, di cui ho già parlato in un precedente post (clikka). Ieri (02.04.2015) ho letto un articolo su il Roma (clikka) che conferma le mie preoccupazioni che, peraltro, trovano preciso riscontro anche nei documenti che ho acquisito e che, come sempre, metto a Vostra disposizione.

Dalla lettura delle carte si comprende che tra Regione e Comune è in atto uno scontro  sulla gestione dei beni pubblici che mortifica proprio gli interessi di cui la stessa Regione dovrebbe farsi carico.

Con  lettera del 27.03.2015  (clikka), infatti, il Comune ha sollecitato la soluzione urgente della problematica del mercato di Fuorigrotta, già segnalata con nota del 12 marzo (clikka). Ebbene, la Regione con  lettera del 27 marzo (clikka) ha sostanzialmente chiuso il dialogo col Comune, affermando che sarebbe stata disponibile, solo a parole, al rinnovo del contratto di affitto con scadenza 27.11.2015, ma ad un canone di mercato e senza la riduzione del 15%, riduzione, ricordiamo, imposta dal piano di predissesto del Comune di Napoli. Tradotto in parole povere ciò  vuol dire che la Regione ha intenzione di gestire in proprio il mercato impedendo, di fatto, il ripristino delle condizioni di sicurezza, in quanto, il Comune, per i vincoli i bilancio imposti dalla legge, non può accettare le condizioni dettate dalla Regione e non può procedere alle riparazioni di un bene che dovrà riconsegnare di qui a pochi mesi. Che la posizione della Regione sia strumentale è evidente in quanto la tesi sostenuta della necessità di mettere a reddito il bene, per evitare responsabilità contabile, o è frutto di una clamorosa scusa smentita dalla legge (art. 1 comma 1 bis della legge n. 20/1994) la quale, ovviamente sancisce che nei rapporti tra amministrazioni pubbliche non ci può essere danno erariale oppure è frutto di ignoranza e tra le due ovviamente non so quale è peggio.

La cosa che mi lascia perplesso e che con lettera del 30 marzo 2015 (clikka), indirizzata, non si capisce perché, anche ad un rappresentante dei mercatali di fuorigrotta, tal Salvatore Guerriero, l’assessore Ermanno Russo (in piena campagna elettorale) ha dichiarato che la Regione sarebbe disponibile al rinnovo del contratto senza, però, riportare le condizioni che di fatto impediscono il rinnovo al Comune. E’ chiaro che, stando così le cose, il mercato di Fuorigrotta resterà prigioniero della cattiva politica e che la soluzione la potremo trovare solo se in Regione cambieranno gli attori che oggi tengono in ostaggio il commercio, il lavoro e lo sviluppo del territorio.

Il Mercato di Fuorigrotta stritolato dalla politica

mercatofuorigrottaIn seguito ad una serie di richieste di interessamento giovedì scorso (26.03.2015) sono andato a fare un sopralluogo al Mercatino di Fuorigrotta in Via Metastasio, in quanto, circa 18 box dati in concessione sono pericolanti e, quindi, inagibili. La causa da quanto ho avuto modo di leggere nella ordinanza sindacale n. 273 del 05.03.2015, sarebbe duplice: 1) una cattiva esecuzione dell’opera, che ha solo 7 anni, dovuta non ho ben capito se ad un errore di progettazione o di esecuzione, 2) una infiltrazione di acqua nelle fondazioni di cui non si capirebbe ancora l’origine.

Ovviamente i guai non vengono mai da soli, perché ad aggravare la situazione è anche il fatto che il mercato è in gestione del Comune di Napoli, che rilascia le concessione, mentre la proprietà del suolo è della Regione Campania. Ebbene, quest’ultima circostanza non è di poco conto, in quanto, come è accaduto per lo Stadio Collana (clikka)  e per  l’ex base NATO (clikka), anche in questo caso la Regione, violando i propri fini istituzionali, che sono di programmazione e legislativo, mostra di voler compiere attività di gestione che, invece, competono all’amministrazione Comunale. Abbiamo, quindi, i tre indizi che fanno una prova! La Regione Campania a guida caldoro anziché occuparsi dei fondi europei, della sanità e di sviluppo del territorio preferisce scendere sul campo della gestione dei beni immobili, col sospetto che ciò stia avvenendo per ragioni di consenso elettorale.

Il caso di specie poi è stato particolare, in quanto, arrivato sul posto ho interloquito con alcuni commercianti e poi con il capitano della Polizia Municipale e mentre stavo andando via un signore mi ha accompagnato a parlare con un signore, che si è definito il rappresentante di tutti i commercianti, il quale con tono abbastanza fermo ha iniziato ad attaccarmi e quasi a rimproverarmi di essere andato, contestando quanto gli avevo riferito e cioè che la questione era complicata perché c’era di mezzo la Regione Campania.

Ebbene, questa persona in presenza di un gruppo di mercatali che si era formato, mi ha contestato recisamente che la Regione stava frapponendo ostacoli e che, invece, era pronta ad accogliere le richieste del Comune rinnovando la concessione ed autorizzando anche la riduzione del canone, che, quindi, era, invece, il Comune ad essere incapace ed in ritardo e che se volevo sarei potuto andare con lui, seduta stante, in Regione direttamente dall’assessore ermanno russo! (?). Ovviamente, ho pensato che il signore era di casa in regione ma che in ogni caso non sarei andato da nessuna parte con lui. Ho, però, fatto le mie verifiche scoprendo che la Regione ha addirittura formalizzato il recesso dal contratto con il comune chiedendo la restituzione dell’area entro il mese di novembre prossimo e che il Comune con Lettera del 16.03.2015 (clikka) dell’assessore Panini, rimasta senza alcun riscontro, si è opposto a tale inconcepibile scelta ricordando che in gioco c’era e c’è il destino di oltre 350 operatori! E’ chiaro infatti che se non c’è il rinnovo del contratto tra Regione e Comune quest’ultimo non potrà mai intervenire spendendo dei soldi per far fronte all’emergenza.

La netta sensazione che ho avuto da quest’incontro e che il personaggio in questione era infastidito del fatto che un consigliere comunale si era andato ad interessare di una questione che doveva essere di sua esclusiva competenza, forse, per il rapporto personale che aveva con il consigliere ed assessore, in scadenza, ermanno russo. Ad ogni buon conto spero che i mercatali non si facciano portare per il naso e leggano le carte affinché sappiano come stanno effettivamente le cose.

Sono sicuro che in regione non ci sia nessuno che specula sulla pelle dei mercatali, non posso credere che la politica  regionale non riuscendo a risolvere i problemi veri di sviluppo e di crescita del territorio provochi ad arte dei problemi per poi dimostrare di saperli risolvere. Intanto abbiamo 18 famiglie di 18 mercatali che dovrebbero andare a mangiare a casa dei politici e dei burocrati che non riescono a risolvere un problema che a mio avviso è assolutamente risolvibile.

Il disturbo alla Quiete del Vomero

insonnia_2Nel consiglio Comunale del 24 marzo scorso, come promesso, ho di nuovo ripreso l’argomento del disturbo alla quiete pubblica riportando il caso del Vomero, Via Merliani, dove i cittadini di un fabbricato condominiale mi hanno contattato per rappresentarmi l’invivibilità della loro casa determinata dalle immissioni sonore moleste provenienti da una attività commerciale.

La volta scorsa riportai un caso localizzato a Bagnoli (clikka) e la prossima volta interverrò per un altro caso, fino a quando l’amministrazione non adotterà dei provvedimenti che, per come la vedo io, sono a tutela delle tante attività che rispettano le regole e che spesso hanno speso centinaia di migliaia di euro per insonorizzare il loro locale e non recare disturbo agli altri cittadini.

Oltre alle iniziative politiche, amministrative e giudiziarie sto pensando, insieme con le tante persone che soffrono del problema, di organizzare delle manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica oltre che ad organizzare un’altra assemblea. Dal 29 gennaio scorso, infatti, abbiamo fatto tanta strada perché si sono costituiti e sono in via di costituzione i comitati di quiete pubblica in ogni quartiere.

vedi anche: il disturbo alla quiete pubblica ed il silenzio dell’amministrazione (clikka)

Il mio intervento al 01:15:15

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