Gennaro Esposito

Alza la Testa

La quiete dei cittadini e le Piazze Fuori Controllo

insonnia_2Come Cittadino e Consigliere Comunale, seguo da tempo la questione della movida e della quiete pubblica, un tema, che ricorre periodicamente sui giornali cittadini ed in particolare quando si verificano fatti di camorra. Da ultimo leggo con attenzione gli articoli e le lettere su Piazza Bellini, un luogo simbolo della movida, proprio all’esito degli spari di camorra di fine agosto, ampiamente raccontati anche da questo giornale. Ho letto anche della adozione di un autoregolamento degli esercenti riunitisi in consorzio che sarebbe stato depositato presso il Comune di Napoli e che dovrebbe prevedere, proprio per limitare i fenomeni “anomali” e contro il “commercio selvaggio”, divieti di vendita di alcolici a minori (peraltro già previsto per legge) e divieto di vendita di alcolici, oltre un certo orario, che, allo stato, ci è sconosciuto. Certo che l’impegno va premiato ma andrebbe consigliata anche la pubblicizzazione di tale atto per saggiarne l’efficacia e rassicurare sopratutto i residenti che, allo stato, non sembra siano mai stati presi in considerazione dalle istituzioni né locali né centrali. Sul tema sono intervenuto molte volte in Consiglio Comunale citando esempi e regolamentazioni che sono state adottate in altre città, purtroppo, senza risultati apprezzabili ma anzi con un sostanziale atteggiamento di non volersi occupare del fenomeno o di occuparsene solo parzialmente e da un solo lato. Ebbene, il 29 gennaio scorso l’Amministrazione, all’esito di una assemblea “infuocata“, tenutasi in Via Verdi, da me promossa, prese l’impegno di incontrare le rappresentanze dei cittadini, nel frattempo riunitisi in comitati che, ad oggi non è stato rispettato.

Sempre con la volontà di contribuire alla discussione io stesso all’esito di un incontro con i rappresentanti dei Comitati per la quiete pubblica di Chiaia, Bagnoli, Centro Storico e Vomero ho chiesto, su loro mandato e per iscritto, al Prefetto di Napoli, un incontro anch’esso, ovviamente, caduto nel nulla seppure poi, questa estate, lo stesso Prefetto, sui giornali, ha dichiarato di voler incontrare i cittadini ed i residenti proprio per affrontare il tema. Ebbene, alla luce di tale assordante silenzio e disinteressamento, mi sembra assolutamente giustificata la diffidenza dei residenti da ultimo manifestata con un grido di dolore di Marisa Margiotta (clikka) sulle pagine di Repubblica Napoli. Eppure, come sempre, dopo lo studio che ho avuto modo di condurre mi sembrerebbe assolutamente ultronea ogni nuova disciplina, basterebbe sapere applicare le leggi esistenti ed i principi di precauzione, ordine pubblico e tutela del diritto alla salute già in vigore ed efficaci. E’ evidente, allora, che nonostante l’impegno dell’ufficio ambiente del Comune di Napoli, l’amministrazione centrale e locale ignori del tutto sia la disciplina dettata dalla legge n. 447/1995, sia quella Europea da ultimo recepita con l’art. 19 della legge n. 161/2014, sia l’art. 100 del TULPS, sia lo stesso piano di zonizzazione acustica del Comune, quando consente l’esecuzione di manifestazioni, o l’apertura di locali, o assembramenti di migliaia e migliaia di persone in luoghi pubblici ristretti che, senza neppure la necessità di eseguire una misurazione con il fonometro, è evidente che siano nocivi per la salute dei cittadini per effetto dell’inquinamento acustico o per l’ordine e la sicurezza pubblico.

Come rappresentante delle istituzioni, pertanto, sento un certo senso di mortificazione quando non riesco a rassicurare un papà di Via San Sebastiano che ha il figlio piccolo che dorme sopra una vera e propria discoteca, ovvero non riesco a dare risposte a Lucia che a Piazza Bagnoli dorme sopra un locale che spara decibel a tutta forza, oppure a Carmen che in via Ferrigni ha preso un vero e proprio esaurimento nervoso per l’insonnia causata dai cd. Baretti di Chiaia. Allora, è evidente che il fenomeno è insidioso e si intreccia con atti di camorra che sono connessi alla sostanziale deregulation cittadina perché non si può pretendere di controllare ad esempio Piazza Bellini, con la sola presenza di quattro cinque unità delle Forze dell’Ordine, quando in essa affluiscono migliaia e migliaia di persone che il giorno dopo lasciano evidenti tracce di cosa è accaduto per tutta la notte, che ha lasciato insonne centinaia di residenti. Basta, infatti, passare la notte per la Piazza Bellini o Via Carrozzieri ed inspirare qualche boccata d’aria per accorgersi che si fuma abbondantemente non sigarette ma altro e gli arresti per spaccio confermano questa sensazione. Cosa fare è, allora, già scritto! Basta solamente un po’ di coraggio politico e copiare ciò che ha fatto ad esempio il Sindaco Figliolia della vicina Pozzuoli, con un’ordinanza del maggio scorso, la cui violazione è sanzionata con la chiusura del locale, oppure, come hanno fatto alcuni Questori della Repubblica che, in applicazione dell’art. 100 del T.U.L.P.S. hanno essi stessi disposto la chiusura di locali per ragioni di ordine e sicurezza pubblica. La soluzione, quindi, già c’è ed è percorribile basta solo che proprio le istituzioni e gli esercenti diano, come sempre, il buon esempio perché la camorra e l’atteggiamento commorristico, si combattono con la costanza delle buone prassi ed il rispetto delle legge non solo con manifestazioni, parole, feste e concerti.

un estratto di questo post su Repubblica Napoli del 4.10.2015 (clikka)

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5 commenti su “La quiete dei cittadini e le Piazze Fuori Controllo

  1. lucia
    25 settembre 2015

    ti dovrebbero fare a te sindaco ti prendi tutti i problemi dei cittadini mi sembri il sindaco di bacoli josi gerardo della ragione

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  2. Renata
    25 settembre 2015

    Condivido pienamente il tuo progetto. Purtroppo sono troppi gli interessi che remano contro. Anche piazza Arenella è ormai sede della camorra. Mentre Piazza Medaglie d’Oro è stata da quest’ultimi divisa a metà. Le autorità ne sono anche a conoscenza ma non fanno alcunché. Hanno paura!!! Hanno preso il sopravvento sulla brava gente.
    Renata

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  3. Maria Rosaria Doria
    25 settembre 2015

    Qui si tratta d’individuare i responsabili del disastro movida
    Innanzitutto l’amministrazione cittadina che ha consentito in spregio alle regole che lei stessa si è data, l’apertura di 16 bar (ed aumentano ogni giorno che passa ) in una strada stretta 5 metri e lunga meno di 100 quale è via Ferrigni, favorendo alcuni cittadini a discapito di altri. Poi dei vigili urbani , che non sanzionano le diverse illegalità, che sono sotto gli occhi di tutti

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  4. Mauro Boccassini
    25 settembre 2015

    Io abtio in Via Aniello Falcone nel cuore dei 12 discobar (in 300 mt.) che 7 giorni su 7, dalle 19 alle 4 di mattina ci rendono la vita e il sonno impossibile. La frustrazione provocata dal non riuscire a salvaguardare il sonno e il sereno sviluppo di mio figlio di 17 mesi è inesplicabile a parole e non la auguro a nessuno.

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  5. Carla Castelli
    12 ottobre 2015

    Io abito a via Bernini nei pressi di piazza Fanzago e posso dire che oramai di notte non si dorme più, soprattutto a causa del pub “Iust Iust” che è aperto tutta la notte e gli schiamazzi notturni (musica ad alto volume, voci dei giovani sguaiate e scurrili molto spesso) non ci consentono di dormire….ho più volte telefonato al 113 ed al 112, ma inutilmente, anzi a volte sono stata anche presa in giro da chi mi ha risposto che riteneva che alle 6 del mattino, essendo già giorno,è consentito fare chiasso….!!! ….questo tutti i giorni, perchè il pub ha abolito anche il giorno di chiusura settimanale! L’amministratore del condominio ha presentato anche un esposto alla Polizia di Stato e d uno al Comune di Napoli….. cui non è stato dato alcun seguito……Anche per me la frustrazione è enorme!…

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