Lo Stadio San Paolo un banco di prova per i candidati

stadioA breve ricomincerà il carosello delle notizie sulla concessione dello stadio San Paolo che è scaduta il 30 giugno scorso e che è stata prorogata fino al 30 settembre prossimo, nella passata nottata del bilancio previsionale, con un emendamento (clikka) a sorpresa inserito, in un primo momento tra quelli “tecnici” (ma che di tecnico non aveva assolutamente nulla) che ci ha tenuti inchiodati in consiglio a discutere alle 4,30 del mattino, per una buona ora. C’è da dire che poche ore prima, non conoscendo ancora della esistenza del citato emendamento avevo provveduto a proporre io stesso un emendamento(clikka), poi approvato, che, diciamo, metteva al sicuro l’uso dello stadio alla squadra cittadina mediante un riequilibrio della tariffa ad uso individuale, parametrata, in un certo qual modo, ai valori di concessione degli altri stadi italiani. E’ fuor di dubbio che la buona amministrazione dell’impianto sportivo più importante della città assurge a valore di esempio anche per l’alta qualità dell’imprenditore interessato allo sfruttamento. Occorre, quindi, un atto di buona amministrazione che dovrebbe essere il frutto di una sinergia tra pubblico e privato e che sia, quindi, equilibrato sia negli aspetti amministrativi, tenendo conto di tutti gli interessi sportivi in gioco, sia in quelli economici, su cui, è il caso di ricordare, la Corte dei Conti, già ebbe ad esprimersi con toni alquanto critici, con l’ordinanza del 28.03.2014, n. 163. Basti pensare che ulteriore motivo di controversia, su cui pare non si voglia ancora discutere, è il consumo dell’acqua servita, immagino, per innaffiare il campo da gioco e che ad oggi ammonti a diverse centinaia di migliaia di euro di cui la stessa Società Calcio Napoli pare non voglia assumersi l’onere. D’altro canto non c’è dubbio che, dopo il dibattito pubblico sul rapporto SVIMEZ ed i tanti appelli a collaborare ed impegnarsi per uscire dalla grave crisi, degli Intellettuali Napoletani a partiti, imprenditori e società civile, proprio la buona amministrazione dello Stadio San Paolo sia un banco di prova su cui misurare non solo l’attuale Amministrazione Comunale ma anche il Patron del Napoli nella sua qualità di imprenditore ed anche coloro che, diciamo, si candidano alla carica di Sindaco della città. Come si voglia affrontare il tema in concreto e con toni non populistici, credo sia un atto dovuto per tutti i citati soggetti coinvolti. Parlare, infatti, di programmi astratti o di buoni propositi è un esercizio alquanto semplice e fumoso, calarsi, invece, in un problema concreto e prospettare la soluzione immediata credo sia il modo più efficace per aiutare gli elettori a scegliere. Per quanto mi riguarda più volte sono intervenuto sul tema, sia in consiglio comunale, che su queste pagine dichiarando semplicemente che non occorre far altro che copiare le buone prassi, con procedure chiare, trasparenti e tempi certi così come accade nelle altre città, con un piccolo sforzo di collaborazione anche del Presidente De Laurentiis, imprenditore di alto valore, che saprà sicuramente essere di buon esempio per gli altri Imprenditori e Cittadini Napoletani.

Sullo Stadio San Paolo per altri contributi clikka qui

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Nunzio Galatino: Lectio Magistralis su De Gasperi

galatinoMi piace condividere con Voi la Lectio Magistralis su De Gasperi di Nunzio Galatino (Clikka). Per chi non lo conoscesse Mons. Galatino è il Vescovo che, in questi giorni, ha più volte rintuzzato Salvini sul tema degli immigrati. Il testo, che mi sono permesso di evidenziare in alcuni passaggi, si legge con facilità anche per la sua attualità.

In mancanza di Uomini Politici non c’è dubbio che dobbiamo guardarci indietro per capire il futuro e fare tesoro del pensiero delle Donne e degli Uomini che hanno partecipato alla Costituente.

L’Associazione Ricostruzione Democratica, infatti, nasce dall’idea del Prof. Marino Borrelli ispirato proprio alla Ricostruzione Democratica di Alcide De Gasperi.

Le prossime amministrative al Comune di Napoli saranno difficilissime per gli schieramenti che si preparano a scendere in campo e per la ricerca di un candidato valido. Per me credo sia un dovere continuare nell’impegno che ho assunto nel 2011 per affermare quei principi che, con tanta forza in questi oltre quattro anni, ho cercato di applicare in concreto. Mi è altresì chiaro che ho bisogno dell’aiuto, fattivo e concreto, di tutti quelli che in questi anni mi hanno incoraggiato ad andare avanti per estendere il consenso e per fare in modo che in consiglio continui ad esserci una voce ispirata dall’unico intento di fare il bene e l’interesse pubblico. Occorre impegnarsi per alimentare rapporti sani non fondati sullo scambio elettorale, una catena di donne ed uomini perbene che vogliono impegnarsi per essere rappresentati nell’istituzione cittadina. Io ci sto!!! spero di trovare tante amiche ed amici che abbiano la voglia di aiutarmi a fare le giuste scelte politiche. Sursum Corda

Il rapporto SVIMEZ ed i compiti a casa

SUDIl rapporto SVIMEZ (clikka) ci ha restituito una verità che i cittadini campani conoscono bene, un divario tra nord e sud del Paese che mortifica il principio di uguaglianza. Il paradosso di cui parla Saviano (clikka) nella sua lettera al Presidente Renzi, che dal sud scappano anche le mafie, perché preferiscono investire altrove i danari insanguinati dal crimine. La questione meridionale agli onori delle cronache e la richiesta da più parti, della istituzione del Ministero per il Mezzogiorno o della coesione sociale con uno staziamento apposito che faccia decollare l’economia del sud. Siamo sicuri che queste sono le giuste ricette? Siamo sicuri che non occorra, per usare una fraseologia europea, prima fare i compiti a casa? Ci potevamo espettare dati diversi da quelli forniti dallo SVIMEZ? Credo che con orgoglio la classe dirigente del sud, prima di andare con il cappello in mano a Roma debba fare un approfondito esame di coscienza e farsi delle domande: Come mai se si chiama un ufficio di un comune del nord, come mi è capitato, ed il numero è occupato, dopo qualche minuto arriva una telefonata dall’impeccabile dipendente settentrionale il quale chiede in cosa poter essere utile? Come mai se si chiama un qualunque numero URP di qualunque amministrazione della Campania il telefono suona a vuoto oppure è sempre occupato? Come mai se un cittadino campano vuole avviare una attività economica deve fare la pallina da ping pong tra uffici, comunali, regionali, sanitari e statali, che non parlano la stessa lingua, dando informazioni contrastanti? Tutte questioni per la quali ho cognizione diretta sia per la mia esperienza ventennale di avvocato, sia dalla più recente esperienza di consigliere comunale a Napoli. Una volta occupandomi dello stadio San Paolo ho chiesto al Comune di Milano di avere la convenzione del San Siro: Mi è giunta dopo pochi minuti nella mia casella di posta elettronica ed il raffronto tra la convenzione milanese e quella napoletana è stato drammatico la prima era “addirittura” corredata dalle planimetrie. E’ periodo di bilancio ed ho avuto gli atti della manovra più importante del Comune su un cdrom, circa 2000 pagine scannerizzate, tal volta anche non leggibili e per le quali non è possibile neppure fare la ricerca per parole in modo da rendere il lavoro più semplice in un tempo peraltro ristrettissimo. Ovviamente ho messo a confronto gli atti ricevuti con quelli che sono caricati sul sito del comune di Milano ed è tutta un’altra storia! Il Previsionale Milanese è stato portato in consiglio ed approvato il 15 luglio scorso, noi ci avviamo alla maratona del 5 e 6 agosto. Profonde anche le differenze sulle nomine negli enti, società ed istituzioni regionale e comunali, in Lombardia tutto si svolge attraverso un procedimento pubblico con una commissione che valuta l’esperienza ed il merito dei candidati, obbligando la politica a scegliere i migliori, in Campania questo meccanismo è assolutamente sconosciuto o quasi! Nel Comune di Napoli, infatti, solo il 15 maggio 2014, dopo due anni di battaglie, è passato un regolamento sulle nomine che è ho proposto ma che purtroppo, per effetto di emendamenti, non incide sulle valutazioni di merito perché ha trovato una forte opposizione politica da tutta la maggioranza e di pezzi dell’opposizione all’insegna di un non meglio specificato “primato” della politica. Basta sentire i discorsi nella metro o negli autobus dove prevale la mancanza di speranza e l’opinione comune sulla politica del “fanno tutti schifo”. Invertire la rotta solo con una “iniezione” di danaro? L’esperienza del terremoto del 1980 credo sia emblematica, migliaia di miliardi riversati nel sud che non hanno costituito un benessere strutturato ma, anzi in alcuni casi, hanno finito per distruggere le realtà storiche urbanistiche di interi paesini che hanno sostituito la pietra con il cemento armato. Interventi anche più recenti hanno dimostrato che i soldi riversati sul territorio tal volta lo abbrutiscono e lo mortificano inutilmente. Per restare a Bagnoli, ma sarebbero tanti gli esempi: La porta del parco di Bagnoli costata circa 40 milioni di euro che giace inutilizzata! Mettere mano alla macchina comunale e regionale è la priorità principale. Nel Comune di Napoli è pressoché impossibile spostare un vigile da una municipalità ad un’altra, sono tutti Rappresentanti Sindacali, eppure, per il loro ruolo, sarebbe sano prevedere, come lo sarebbe anche per i dirigenti, una rotazione che impedisca incrostazioni che spesso paralizzano l’azione amministrativa creando ingiustificate posizioni di potere. Le ricette sarebbe facile immaginarle: Basterebbe saper copiare le buone prassi amministrative dalle altre realtà.

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