Al momento delle elezioni tutti si riempiono la bocca di democrazia, partecipazione e trasparenza. Il m5s giunge addirittura a qualificare i propri eletti “dipendenti dei cittadini”, proprio per sottolineare che chi ricopre una carica pubblica, amministrata in vece, nome e conto degli elettori e deve puntualmente informarli e condividere le scelte prima che si voti non dopo altrimenti che partecipazione è. Mi chiedo, allora, se qualcuno di Voi è stato contattato dal Sindaco, assessore o qualche consigliere oppure se ha avuto per lo meno le carte. Ebbene, oggi i giornali sono pieni di articoli sulla seduta del Consiglio Comunale che ha all’ODG il bilancio previsionale 2016/2018 di cui ho dato ampio conto in un precedente articolo su questo Blog (clikka) mettendo a disposizione tutti gli atti del bilancio, sennonché quest’ultimo bilancio è stato integralmente riscritto con un MAXIEMENDAMENTO che ho cercato in tutti i modi sollecitando anche i consiglieri pubblicamente su FB.
Niente da fare il MAXIEMENDAMENTO è un mostro di oltre 300 pagine, di cui si può parlare solo senza leggerlo e senza neppure avere la possibilità di leggerlo.
Tutti i consiglieri e l’amministrazione non hanno avuto neppure il tempo di leggerlo, lo si deve discutere ed approvare a scapito della trasparenza, partecipazione e della democrazia anzi potrei dire che della partecipazione, della trasparenza e della democrazia “non ce ne può fregare di meno!”. Anche i movimenti che sono così presenti con il cd. controllo popolare non hanno detto nulla al riguardo eppure dovrebbero essere i primi a lamentarsi visto che si riuniscono per discutere “laqualunque”.
Solo ieri con fatica, sono riuscito a procurarmi il MAXIEMENDAMENTO (clikka) oggi in discussione in Consiglio. Effettivamente è un mostro, tra l’altro, pieno di numeri, e tabelle che potrebbero essere spiegate con la lettura critica della relazione illustrativa (clikka) allegata. Cosa dire i giornali riportano la notizia ma a nessun giornalista è venuto in mente di fare la domanda: Scusa Comune, scusate consiglieri ed assessori, ma non avevate detto che avreste dovuto fare trasparenza, democrazia e partecipazione?
Certo il bilancio è un atto complicato ma per lo meno ci sono delle scelte su cui i cittadini potrebbero essere facilmente interpellati. Mi chiedo, infatti, se gli elettori della Valente con tutte le sue liste, quelli del Sindaco con tutte le sue liste, quelli di Lettieri con tutte le sue liste e quelli del M5S, siano stati interpellati e se siano d’accordo ad esempio a stipulare un mutuo di 25 milioni di €. per ristrutturare lo Stadio, ovvero, non sarebbero più contenti di farlo ristrutturare a chi ci guadagna sullo stadio, impegnando semmai la somma in altre azioni amministrative ben più importanti. Tra l’altro il mutuo sullo stadio si fa per dire che è un mutuo poiché si prevede di restituirlo in due tranches, una di 5 milioni nel 2016 ed un’altra di 20 milioni nel 2017 “arcibbaccolina!!!”.
La finisco qui anche se la chicca, leggendo tra le sudate pagine c’è: il reddito di cittadinanza è un annuncio e non è nulla di certo checché ne dicano i giornali. Andate a leggere le prime pagine della relazione e ve ne accorgerete voi stessi.
Una cosa è certa la trasparenza, la Partecipazione e la Democrazia si praticano non si dichiarano e poi a cosa serve condividere un atto dopo il voto? I consiglieri ed i partiti per riallacciare il rapporto con i cittadini, specialmente dopo l’astensionismo delle ultime elezioni, farebbero bene ad interpellarli più spesso sulle cose importanti della città e non solo per il voto.
Buona lettura
P.S. Forse il motivo di tanta riservatezza è questo: se condivido un documento così complicato è capace che qualcuno mi fa pure qualche domanda ed io faccio la figura di aver discusso e votato un atto senza neppure averlo letto!!
Oggi su Metropolis c’è un articolo di Marina Cappitti sul tema delle Commissioni consiliari (clikka) utilizzate dalla politica per fare in modo che un consigliere eletto faccia ben 5 anni di ferie dal lavoro ben pagati. Un tema su cui in 5 anni mi sono sgolato segnalando l’anomalia ed indicando, come esempio, la mia busta paga di poche centinaia di euro del Comune che era ed è sempre stata il risultato della corretta applicazione del TUEL.
Per capire di cosa sto parlando Vi invito a verificare ciò che determina l’applicazione allegra del regolamento consiliare che ho sempre denunciato su questo Blog (clikka). Troverete, inoltre, molti altri articoli sul tema e sul rigore che ho praticato senza che nessuno dicesse o facesse nulla (clikka), tal volta anche con un certo risalto mediatico grazie a il mattino di napoli (clikka). Ed allora capita che mentre ad Agrigento (clikka) ed a Messina (clikka) i Consiglieri che hanno fatto come si fa al Consiglio Comunale di Napoli se li sono arrestati, a Napoli nonostante gli articoli di stampa e le denunce pubbliche non accade nulla! La stessa Marina Cappitti con un articolo del 23.12.2013 sulle pagine nazionali de l’ESPRESSO (clikka) denunciava la medesima ed ancora un volta incresciosa circostanza.
Ora occorrerebbe chiedersi: 1) ma Napoli non è Italia? 2) Ma un Sindaco Magistrato non dovrebbe badare alla legalità innanzitutto nella sua amministrazione? 3) Ma il Controllo Popolare che si è visto durante le elezioni non dovrebbe occuparsi anche di controllare questo?
Oggi spero che con la presenza di un gruppo politico, che ha fatto dei soldi in politica una battaglia nazionale, si dimostri in concreto di saper applicare e far applicare quelle poche disposizioni di legge che io da solo, in Consiglio Comunale, non sono mai riuscito a far applicare ….
Nella speranza che la politica recuperi lo spirito di servizio che dovrebbe sempre animare ogni persona che sente “la chiamata” ad occuparsi del bene e dell’interesse pubblico.
Piccolo Aneddoto: nel 2011 appena arrivato in Consiglio Comunale posi subito la questione insieme a Carlo Iannello. Un consigliere di lunga esperienza che era con noi mi disse subito: Gennaro Ti capisco ma questa cosa non ce la farai mai a cambiarla sono 40 anni che è così. Effettivamente aveva ragione lui!!!
Ho già scritto sul bilancio previsionale 2016/2018 mettendo a disposizione tutti gli atti che mi sono stati consegnati (clikka), sennonché mi mancava un documento che gli uffici fino all’ultimo hanno tenuto, forse, chiuso in un cassetto, ovvero le tariffe dei servizi a domanda individuale (clikka) che ovviamente metto a Vostra disposizione. Con rammarico ho constatato ciò che sospettavo. Ebbene, qualche tempo fa stigmatizzavo il comportamento del Comune che aveva a cuore di ridurre la tariffa di una concessione di alcuni locali nello Stadio San Paolo tanto che, per come erano andati i fatti, scrivevo che questa era la vera urgenza del Comune di Napoli (clikka). Ebbene, oggi con rammarico se andate a pagina 14 del citato elenco delle tariffe, troverete che per le palestre E ed F il canone è stato ridotto da 2500,00 €. a 1.038,70 nonostante il grave stato delle casse del comune. In sostanza il Comune di Napoli anziché fare una seria rivisitazione delle tariffe andando ad aumentarle laddove si possono aumentare, ha preferito far pagare a tutti un aumento costringendo, quindi, anche quelli che sono già in difficoltà e fanno sport di base per i nostri giovani a sopportare in modo ingiustificato un aumento! Come dire, per riportare un frase di Pietro Nenni il Comune di Napoli è “Forte con i deboli e debole con i Forti!” Spero che qualcuno in consiglio comunale non faccia passare questa ingiustizia e riproponga l’emendamento che io ho fatto passare per ben tre anni (clikka)!!
AGGIORNAMENTO: Apprendo che per scadenza dei termini tutte le delibere allegate al bilancio sono decadute di modo che da un lato sarei contento dall’altro mi lascia l’amano in bocca in quanto è la dimostrazione di un CAOS amministrativo su cui non si è voluto mai mettere mano. Pregevole il resoconto dei Marina Cappitti su Metrololis sul tema (clikka) Ora però occorrerebbe rispondere alle Sue legittime domande: che fine fa il bilancio fondato su quelle delibere?
Oggi il Mattino di Napoli descrive la situazione raccapricciante del Porto di Napoli (clikka). Compagnie in fuga ed un calo degli attracchi del 40%, con compagnie come MSC e Costa in fuga. Ovviamente molti di Voi diranno è normale in città non si è mai saputo amministrare niente, la politica è incapace, tutti rubano e fanno i loro affari.
Io ovviamente non sono d’accordo con questo modo di pensare che ha portato i Cittadini Napoletani a chinare la testa ed a non pensare neppure più di poterla rialzare essendosi abituati a tutto.
Parole che ho sentito in un servizio de Le Iene di Giulio Golia (clikka) che ha intervistato dei ragazzi di Scampia ed Alex Zanotelli che alla fine del servizio dice chiaramente: “questo è un popolo che deve alzare la testa e dire basta!”
La crisi del Porto di Napoli che, invece, dovrebbe essere la vera porta dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo, anziché farci abbassare la testa ce la dovrebbe far alzare per gridare forte la nostra indignazione! Ci dovrebbe far chiedere la “testa” dei responsabili così come accade ovunque nell’Europa civile: Chi sbaglia o non è in grado di amministrare viene messo da parte dal sistema e non vi può più rientrare. Altrimenti cosa possiamo dire a quei ragazzi di Scampia che conoscono solo il linguaggio delle “stese” con pistole in pugno a cavallo di motociclette a terrorizzare i loro concittadini.
Noi, invece, abbiamo come esempio Antonio Razzi e Luigi Cesaro e tanti altri che, meno conosciuti, svolgono il medesimo insignificante e deleterio ruolo pubblico!
Non c’è che dire se non vogliamo essere noi i responsabili di tutto ciò che accade in città occorre un moto di indignazione civile che ci faccia aprire gli occhi ed alzare la testa e chi dice che la città è uno splendore, che ci sono i turisti e va tutto bene è un vero criminale ….
Nel articolo si accenna anche di Porto Fiorito per chi volesse approfondire clikka
Oggi (26.07.2016) leggo ben tre articoli de Il Mattino sulla ristrutturazione dello Stadio San Paolo e sulla necessità di approvare il bilancio previsionale 2016 poiché il credito sportivo ha bloccato la pratica per tale motivo.
A leggere i giornali parrebbe essere un colpo di scena, sennonché tutto ciò era certo e l’avevo segnalato per tempo da oltre un mese ed in piena campagna elettorale (cikka).
Bastava leggere la delibera ed i pareri del Segretario Generale e del Ragioniere Generale per rilevare anche l’anomala e singolare circostanza che il medesimo Ragioniere Generale ha ritenuto la citata delibera un mero atto di indirizzo della Giunta al Consiglio, mentre per il TUEL è esattamente l’opposto, cioè è il Consiglio che da’ l’indirizzo alla Giunta e non viceversa! Cosa dire poi del fatto che la notizia viene data senza neppure un accenno critico. Come è possibile che i Giornali non diano conto di tali anomalie.
Inoltre, occorrerebbe, a mio avviso, coinvolgere e far partecipare i cittadini su una scelta così strategica. Abbiamo, infatti, un Patron che incassa circa 120 milioni di euro all’anno dal Business del pallone, non paga il canone dello stadio, per giunta si è anche venduto Higuain, incassando 94 milioni di euro “e noi ci andiamo a fare anche lo stadio nuovo” quando abbiamo le buche per strada, ed i topi che scorrazzano sugli alberi delle periferie (clikka), con un buco di bilancio da far tremare i polsi e l’amministrazione non sente neppure il bisogno di confrontarsi con i cittadini facendogli la semplice domanda: Volete che lo stadio lo ristrutturiamo con i soldi Vostri o che lo ristrutturi il patron del Napoli con i soldi suoi?
La partecipazione come al solito non si annuncia né si dichiara ma si pratica!
Ante Scriptum: Per piacere non scrivetemi che queste cose in campagna elettorale non le devo dire perché altrimenti agevolo Lettieri. Secondo me, invece, è proprio in campagna elettorale che queste cose (che peraltro ho sempre illustrato per trasparenza) vanno dette affinché i cittadini, liberissimi di votare chi vogliono anche de magistris, decidano con cognizione di causa ed animo libero!
A Napoli non abbiamo né un Mujica né un Zapatero, però quando si tratta di beni pubblici diciamo di scarso interesse o “difficili”, allora, si buttano i parallelismi con queste personalità politiche della sinistra di spessore. Frasi del tipo il Potere al Popolo, la lotta contro i Poteri Forti etc etc. Una sinistra antagonista che viene blandita con la concessione di beni pubblici fino ad arrivare ad una delibera con la quale si sarebbe dovuto addirittura (solo sulla carta vi rassicuro) espropriare i beni inutilizzati dei privati, mentre per i beni pubblici non utilizzati (colpevolmente dall’amministrazione) anziché fare il mea culpa, si rivolta la frittata e si dice diamoli al popolo in gestione, senza aggiungere “perché non ne siamo capaci noi!”. Demagogia? Opportunismo politico? Eppure la contraddizione è evidente a leggere altre delibere che, secondo questa tesi rivoluzionaria non sarebbero mai dovute essere emesse e che non si capisce se mai la cd. “sinistra sinistra” o la sinistra antagonista, avrà mai letto o se lette avrà mai capito, perché qua di cd. partecipazione popolare “nisba” nel modo più assoluto.
Ebbene, Vi offro l’esempio di due beni pubblici importanti, per i quali, dubito che siano mai state investite le assemblee popolari, i cittadini del quartiere o le municipalità o la sinistra antagonista tanto attiva. Altro che partecipazione, in questo caso vige il principio dell'”IO SONO IO E VOI NON SIETE un… ” cavolo del Grande e compianto Alberto Sordi. Ma a questo punto chiederei alla sinistra che si riempie la bocca, di non stare a guardare perché altrimenti delle due l’uno o è collusa o, peggio ancora, è assolutamente inconsapevole, ignorando completamente cosa si sta facendo alle sue spalle.
Ebbene, vi offro in lettura la delibera per la ristrutturazione dello Stadio San Paolo (clikka) che, per fortuna è una bufala confezionata ad arte per la campagna elettorale, in quanto, come dice il Ragioniere Generale (non lo dico io), il danno che potrebbe derivare dal “regalo” di 25 milioni di euro” non essendo di competenza della Giunta (mi chiedo se la Giunta lo sapeva?) non è attuale perché si dovrà attendere la pronuncia del Consiglio Comunale, al quale inconsapevolmente sarà data in pasto, senza che neppure i consiglieri se ne accorgano, infilata nel piano pluriennale e nella relazione programmatica e poi, per le rigidità di bilancio, si scatenerà il caos economico/finanziario/amministrativo per la evidente violazione delle norme citate sia dal Ragioniare Generale che dal Segretario Generale.
Altra delibera è quella relativa ad un importante impianto natatorio per il quale è stata fatta una proposta di gestione a canone zero (clikka), che potrebbe pure starci, ma la cui decisione (per il cd. potere al popolo) non avrebbe dovuto essere adottata se non dopo una bella “assemblea popolare di sinistra”. Un impianto che potenzialmente potrebbe fruttare (anche oggi) circa 60/70 mila euro al mese.
Ovviamente mi viene da ridere per come viene presa in giro i pochi fessi della sinistra napoletana ed antagonista e mi limito, come sempre, a far parlare le carte avendo selezionato i passi più importanti della relazione del Ragioniere Generale e del Segretario Generale, che ovviamente potrebbero essere asserviti a Renzi o ai Poteri Forti o semplicemente dire le cose che mettono nero su bianco “per dispetto”.
Ci dovremmo, invece, chiedere se mai qualche consigliere si andrà mai a leggere l’intera manovra di bilancio per evitare questo scempio o per lo meno far emergere le stridenti contraddizioni. In tutto questo mi chiedo dove stanno (e dove stavano, quando io ho sollevato questi importanti temi di giustizia sociale clikka) i tanti infervorati militanti di sinistra che hanno partecipato alla campagna elettorale ….
Ecco cosa dicono i più alti dirigenti del Comune sul mutuo da caricare sui cittadini napoletani di 25 milioni di euro:
Ragioniere Generale Dott. Raffaele Mucciariello: “La deliberazione in esame, dopo aver effettuato una premessa in termini di analisi dello stato di fatto del cespite in argomento, e suffragando apoditticamente la oggettiva rilevanza per la città dello stesso, attesta la indifferibilità degli interventi di manutenzione straordinaria necessari a garantire principalmente:
.- adeguamento dell’impianto sportivo alle disposizioni che regolano le attività calcistiche internazionali impartite dalla UEFA;
.- permanenza delle condizioni di certificabilità della rispondenza degli impianti direttamente connessi;
.- riqualificazione dell’impianto antincendio;
.- ottemperanza a prescrizioni degli Organi di controllo;
.- rilascio autorizzazioni e agibilità;
….. Preliminarmente, deve necessariamente rilevarsi che qualsiasi proposta che, come quella in questione, propone la contrazione di mutui e prestiti per il finanziamento di investimenti deve necessariamente contribuire al raggiungimento degli obiettivi prefissati al piano di riequilibrio finanziario pluriennale fissati ai sensi del comma 9 bis del 243 bis del TUEL. Ciò premesso, sotto il profilo della regolarità della documentazione prodotta, ci si limita a prendere atto di quanto riportato nella premessa della deliberazione, circa il fatto che l’accensione dell’indebitamento determini, sia in termini di maggiori economie di gestione del cespite, sia in termini di preservazione degli introiti assicurati dall’utilizzo dello stesso, che chiaramente verrebbero meno nel caso in cui, come dichiarato dal dirigente che sottoscrive la proposta, dovesse verificarsi la chiusura dell’impianti per mancata ottemperanza alle prescrizioni delle autorità preposte al rispetto della normativa sulla sicurezza.
Dal punto di vista dell’opportunità di procedere ad un simile sforzo economico da parte dell’Amministrazione, si ritiene opportuno che l’investimento proposto debba essere attentamente valutato anche alla luce della declinazione pluriennale dell’ammortamento del finanziamento, in relazione alla entità temporale presumibile dell’azione di manutenzione straordinaria e nella misura della vita utile del cespite oggetto dell’intervento. Per ciò che attiene al rispetto delle competenze proprie dei soggetti che adottano i provvedimenti, si rileva che la proposta in esame prevede una copertura finanziaria – seppure disposta e prevista nei documenti di programmazione finanziaria 2016/2018 approvati dalla Giunta Comunale con deliberazione di proposta al Consiglio n. 318 del 29 aprile 2016 – la cui attivazione, concernendo nuovo indebitamento di stretta competenza dell’organo consiliare, non potrà che definirsi all’atto dell’approvazione della citata deliberazione di Giunta.Data la natura di atto di indirizzo, pertanto, nulla può essere osservato sotto il profilo della giusta imputazione sul bilancio, mentre per ciò che attiene all’osservanza dei principi contabili e all’impatto sugli equilibri economico-finanziari e sugli equilibri patrimoniali dell’ente, si effettuano le seguenti ulteriori considerazioni.
Con l’entrata in vigore del nuovo sistema di contabilità armonizzata, al fine di procedere alla contrazione di nuovo indebitamento, occorre attestare la capacità dell’ente di poterne sostenere l’onere:
in termini di nuove regole di pareggio di bilancio, visto che lo stesso incide sull’equilibrio dei primi quattro titoli della entrata in termini di accertamenti in rapporto ai primi due della spesa in termini di impegni;
nella misura del rapporto tra quote di debito rimborsato e nuovo debito contratto;
in esito a possibili contrazioni di indebitamento per supportare eventuali azioni esecutive.
Con le precisazioni di cui sopra e valutato in termini di mero indirizzo ancora la copertura finanziaria, il parere potrà definitivamente essere reso sugli atti di gestione concludenti consequenziali”.
Il Segretario Generale Dott. Gaetano Virtuoso: “…. Al riguardo, si precisa che, ai sensi dell’art. 18 del Regolamento comunale sul sistema dei controlli interni, il parere di regolarità contabile implica che siano state svolte attente valutazioni in ordine a: ”… il rispetto delle competenze proprie dei soggetti che adottano i provvedimenti; la giusta imputazione al bilancio e la disponibilità sul relativo intervento o capitolo; l’osservanza dei principi contabili e delle norme fiscali; la valutazione degli effetti che si determinano per il bilancio dell’Ente in relazione agli equilibri economico- finanziari dello stesso; la valutazione degli effetti che si determinano per il bilancio dell’Ente in relazione agli equilibri patrimoniali”. Altresì rilevanti, le valutazioni sulla coerenza dell’atto proposto rispetto alle prescrizioni del Piano di riequilibrio, affinché lo stesso si mantenga idoneo, sia in termini di competenza che di cassa, all’effettivo risanamento dell’Ente.
In buona sostanza, la Ragioneria dell’Ente non ritiene, allo stato del procedimento istruttorio rilevabile dall’atto, di poter fornire il proprio parere sulla proposta in termini concludenti secondo i profili di valutazione che la normativa di legge e regolamentare assegna al responsabile del Servizio Finanziario, ai fini del controllo contabile e degli equilibri di bilancio (articolo 49, 147bis e 147 quinquies T.u. 267/2000 e art. 18 Regolamento comunale), inquadrando, pertanto, la proposta medesima, come atto di mero indirizzo, scaturente, evidentemente, dagli esiti della deliberazione C.C. n. 698 del 30/10/2015, ad oggetto “Stadio San Paolo – studio di fattibilità a valere quale progetto preliminare presentato da Filmauro srl in accordo con la Società Sportiva Calcio Napoli Spa ai sensi della legge 147/2013”, per effetto della quale si è conclusa la procedura per la ristrutturazione e l’ammodernamento dello stadio San Paolo avviata ai sensi dell’art. 1- commi 303 – 305 – della legge 147/2003.
Le considerazioni e condizioni esplicitate nel parere della Ragioneria Generale ai fini della sostenibilità economico finanziaria della linea d’azione tracciata nella proposta, con riferimento, in particolare, alla coerenza con le nuove regole in materia di contabilità armonizzata e di pareggio di bilancio, conferiscono, effettivamente, alla proposta stessa una configurazione di atto di indirizzo, in cui l’approvazione dello studio di fattibilità rileva, allo stato, solo in linea tecnica, necessitando, per il finanziamento dell’investimento, ulteriori verifiche di competenza degli uffici comunali (non solo di ragioneria), anche in relazione ai vincoli, sia di carattere generale, previsti dall’art. 200 che speciale, imposti dall’art. 243 bis, art. 9bis – T.u. n. 267/2000 agli enti che hanno fatto ricorso al piano di riequilibrio finanziario pluriennale, e le determinazioni dell’Organo consiliare ai sensi dell’art. 42 del richiamato Testo Unico.“
A beneficio dei cittadini napoletani e delle Casse Comunali, sono dovuto ricorrere alla Corte Dei Conti (clikka) per ottenere il pagamento dei canoni dovuti dal 2006 al 2014 dal Calcio Napoli (ben 6.230.000.000,00 €.) per l’uso dello stadio San Paolo, da cui, è il caso di osservare, il patron del napoli, ricava circa 120 milioni di euro all’anno! Ebbene, proprio perché, posso dire di “conoscere i miei polli” ho chiesto se per caso non si fosse di nuovo verificata una situazione del genere, avendo la conferma (non la sorpresa) di scoprire che è così! Dall’ultimo pagamento, infatti, il Calcio Napoli si è guardato bene dal pagare accumulando un debito di altri 644.593,83 €. come certificato dal Servizio Comunale (clikka) oltre alle altre somme dovute per la mancata sottoscrizione della convenzione. E’ singolare la risposta dal Calcio Napoli secondo cui non avrebbero ricevuto la diffida a pagare, come se fosse necessaria la diffida per sapere che i debiti vanno onorati alla scadenza!
Possibile che la politica è tanto debole verso i forti e tanto forte verso i deboli? Penso alle tante imprese e cittadini strozzati dall’Equitalia per qualche migliaio di euro e qui, invece, abbiamo crediti per milioni di euro che vengono lasciati inadempiuti per paura di “disturbare” e crearsi dissenso anziché consenso. Come dire in servizio fino agli ultimi giorni di cosiliatura! spero che nel nuovo consiglio comunale ci sia qualcuno che porti avanti questa battaglia di giustizia sostanziale!!!
Giusto per: Nel 2011 ho fatto una campagna elettorale con il megafono al grido: “Contro i Poteri Forti di questa Città Votate e fate Votare ….” con amarezza devo dire che mi sono ricreduto…
Il Calcio Napoli non paga, il Comune lo diffida. Palazzo San Giacomo ha “messo in mora” la società di De Laurentiis. Il motivo? Il club non ha ancora versato i canoni di concessione dello stadio San Paolo per l’anno scorso. Si riapre lo scontro sull’impianto di Fuorigrotta.
Il Napoli non onora parte del fitto per il campo di proprietà del Comune: una somma di 644 mila euro. E gli uffici di piazza Municipio ricorrono alle carte bollate. “Si precisa – si legge in una nota interna del 6 giugno – che il servizio gestione grandi impianti sportivi ha notificato alla Società Sportiva Calcio Napoli diffida al pagamento e contestuale messa in mora per un importo complessivo pari a 644.593,83 (Iva inclusa) per i canoni concessori per il periodo 1 settembre 2014 a tutto il 30 settembre 2015, comprensivo di relativo canone pubblicità stesso periodo”.Dalla società sportiva fanno sapere di non aver ricevuto tale comunicazione dal Comune. Nella stessa nota si dà conto che il Napoli ha “regolarmente pagato i canoni relativi al periodo marzo-agosto 2014”, ma si apprende che il periodo successivo, cioè settembre 2014-settembre 2015, non è l’unico ancora scoperto. Perché si legge – “si resta in attesa della nuova convenzione approvata dal consiglio comunale”, per cui restano anche da pagare i canoni dall’1 ottobre 2015 al giugno 2016. Per quest’ultimo periodo è entrata in vigore il nuovo accordo tra Comune e club, che prevede un aumento del 20 per cento con altre spese a carico del Napoli. Per la nuova convenzione, approvata dal consiglio comunale, ci vuole un ultimo passaggio in giunta comunale.
Ma De Laurentiis la firmerà? Pare che il Napoli si sia fatto avanti in Comune per eseguire parte dei lavori allo stadio: bagni e area accoglienza per la Champions. Somme che la società potrebbe voler “compensare” con i canoni ora arretrati. Intanto il Comune ha già chiesto il mutuo da 25 milioni per ristrutturare lo stadio. Attacca Gennaro Esposito, ex presidente della commissione Sport: “Solo con l’intervento della Corte dei conti, il Comune ha incassato i 6 milioni di canoni antecedenti al 2014. Adesso ci risiamo poiché l’ente non è in grado di far rispettare gli obblighi contrattuali alla società. Spero che nel rinnovato consiglio comunale ci sarà qualcuno che svolga questa importante funzione di controllo e indirizzo”.
Ma vi è di più c’è anche una parte del regolamento che non è sospesa contenuta nell’art. 19 che disciplina l’orario di funzionamento delle SLOT Machine in bar, tabaccherie ed altri esercizi commerciali che prevede l’orario di funzionamento dalle 09,00 alle 12,00 e dalle 18,00 alle 20,00 che l’amministrazione non sta affatto facendo applicare!!
Vi chiedo, infatti, di verificare Voi stessi, entrando in un esercizio commerciale di Napoli, ove sono installati tali congegni infernali, fuori dagli orari consentiti dal vigente regolamento, se queste macchinette sono spente!! Probabilmente avrete avuto anche l’occasione di entrare in un bar fuori orario consentito incontrando semmai un appartenete alle Forze dell’Ordine o proprio un Vigile Urbano (di cui si è parlato molto in questi giorni). E’ evidente che è stata posta in essere una operazione elettorale sporca, in quanto, l’ordinanza è uscita fuori nell’immediato approssimarsi del cd. silenzio elettorale!! Ovviamente a pensare male non si sbaglia. Ai tanti amici e compagni, credo di poter dire che questa è l’ennesima prova di come nello schieramento di De Magistris non ci sia nulla di sinistra!!!
Se si potesse si dovrebbe verificare se e quanto gli imprenditori del Gioco d’Azzardo siano entrati nella campagna elettorale sostenendo schieramenti, sindaci e consiglieri!!
Con piacere vedo che il Consiglio di Stato, con una sentenza del 13.06.2016 conferma il potere dei Comuni di disciplinare la materia a conferma che l’impianto del regolamento è buono (Sentenza Consiglio Di Stato 13.06.2016). In questo senso anche il TAR Campania che nel nostro caso conferma la legittimità dell’impianto regolamentare. Estratto da Gioco News.it (clikka):
“Prime pronunce del Tar Campania sul regolamento sui giochi di Napoli, per ottenere la Scia necessaria a installare le slot serve relazione tecnica certificata.
“Il provvedimento impugnato – col quale l’amministrazione ha comunicato l’irricevibilità della Scia relativa all’installazione di apparecchi e di congegni, semiautomatici ed elettronici – evidenzia in motivazione la mancata allegazione della relazione tecnica di asseverazione a firma di un tecnico abilitato e della dichiarazione integrativa a firma del soggetto richiedente, documenti resi obbligatori dal Regolamento ‘Sale da Giochi e Giochi leciti’, approvato con delibera di consiglio comunale n. 74 del 21 dicembre 2015, relativamente al rispetto della distanza minima dai luoghi sensibili indicati all’art. 6 del Regolamento medesimo”.
Con questa motivazione il Tar Campania ha respinto i ricorsi di alcuni esercenti che chiedevano la sospensione del regolamento sul giochi approvato dal consiglio comunale di Napoli nel dicembre 2015.
“Il provvedimento impugnato, per quanto riguarda tale specifico aspetto, risulta immune dai vizi dedotti, laddove le contestazioni rivolte contro il Regolamento comunale non appaiono ammissibili in quanto i profili sostanziali concretamente lesivi non formano oggetto dell’atto applicativo“, concludono i giudici.”
Ovviamente mi dovrò decidere a scrivere un manuale di diritto amministrativo partenopeo. Le elezioni si terranno il 5 p.v. ed il consiglio viene convocato l’8 giugno p.v. (clikka) con i consiglieri scaduti. Capisco che dal punto di vista amministrativo ci potrebbe pure stare (ma non troppo) ma questo dimostra come il caos amministrativo del Comune di Napoli sia a livelli ormai insostenibili. Una cosa che non si può credere e che i media dovrebbero attenzionare e ricamarci sopra affinché la prossima amministrazione abbia come primo obiettivo la riforma della macchina comunale ed una reale meccanismo di responsabilità amministrativa e disciplinare dove chi sbaglia paga senza se e senza ma!! Come dire siamo in una sorta di seduta spiritica, convocata all’occasione per far votare un consiglio comunale fantasma. Cliccando qui troverete l’intera manovra di bilancio previsionale diverse migliaia di pagine (clikka)
Per far capire di cosa sto parlando, riporto le conclusioni di una relazione del Segretario Generale (clikka) del 16.06.2014 che ho tenuto riservata ma che credo debba essere di dominio pubblico, redatta in occasione di una mia esplicita richiesta di instaurazione di procedura disciplinare nei confronti di tutti gli amministrativi resisi responsabili della perdita di decine e decine di milioni di euro per la dichiarazione di inammissibilità di 20 progetti di finanziamento per la ristrutturazione di 10 edifici scolastici (clikka) e per la ristrutturazione di 10 impianti sportivi (clikka). Ovviamente nessuno ha pagato!!! Ma a questo punto ci dovremmo fare due domande: quanti posti di lavoro avremmo creato con l’approvazione di questi 20 progetti? quanti impianti sportivi ed edifici scolastici avremmo reso più sicuri?
Ora andate a votare e scegliete il meglio per i Vostri figli!!!
Queste le conclusioni ma leggete l’intera relazione:
“Il Servizio Ispettivo osserva, nelle conclusioni, “che su 352 progetti presentati dai Comuni alla Regione Campania per il cofinanziamento a valere sui fondi (POR) FESR 207/2013, circa il 75% di essi sono stati dichiarati inammissibili o ammissibili ma non idonei. Ciò denota una evidente, ma anche generalizzata carenza nella elaborazione progettuale che, conseguentemente, determina la mancata utilizzazione dei .finanziamenti europei “. ” Dalla descritta deficienza non è certamente immune il Comune di Napoli, che per l’errata/incompleta formulazione dei progetti si è visto dichiarare inammissibili al finanziamento tutti i 10 progetti presentati [ …. .}. “La valutazione complessiva del modus operandi, però non può non tener conto degli effetti negativi sul! ‘azione amministrativa prodotti dal continuo avvicendarsi della dirigenza e dei dipendenti, unitamente alla mancanza di puntuali passaggi di consegne “.
Il ragionamento che ho cercato di fare sempre non è quanto guadagnano in senso stretto i politici ma, piuttosto, quanto producono. Ebbene, vi offro in visione i Compensi che hanno percepito i consiglieri del comune di napoli dal 2011 al 2016 (clikka) di cui parlano i giornali di oggi senza però fare una riflessione. Potrete, infatti, notare una disparità di cifre, secondo me allucinante se la mettiamo in confronto con la produttività. Ci sono infatti consiglieri che hanno preso in 5 anni dai 90.000 (la stragrande maggioranza) ai 360.000 €. Io circa 30.000 €. lordi con un compenso mensile di circa 200,00 €./mese netti!
La ragione è presto detta quasi tutti i consiglieri anziché andare a lavorare tutti i giorni preferiscono firmare nelle commissioni cd. permanenti, per 5 giorni la settimana, ottenendo così la cd. giustifica dal lavoro ed il conseguente obbligo del comune di rimborsare ai datori di lavoro la retribuzione dovuta. Sarebbe bastato fissare le commissioni di pomeriggio e non tutti i giorni (che tutto sommato non è necessario) per risparmiare milioni di euro ed ottenere (con molta probabilità) le dimissioni di un numero consistente di Consiglieri (sic!). Ovviamente questa è una cosa assurda, poiché diciamo che se un consigliere si fosse fatto assumere dopo la sua elezione (cosa sicuramente non accaduta in questa consiliatura) ad esempio come dirigente di una qualsiasi società, a 5.000,00 €. al mese, il comune avrebbe dovuto sborsare tale somma a prescindere da quanto percepiscono gli altri consiglieri ed a prescindere dalla produttività.
Per quanto mi riguarda, con orgoglio, io posso dire di avere avuto la più alta produttività della storia del Comune di Napoli avendo fatto incassare all’amministrazione grazie alla mia azione amministrativa ben 6.230.000,00 €. dal Calcio Napoli che non pagava lo stadio, oltre ad aver denunciato in consiglio comunale (clikka) molte “ruberie politico/sociali” con immobili di pregio assegnati a quattro lire a privati che ci ricavano milioni di euro. Altro che presenze (clikka) in consiglio di cui parlano i giornali!
In questi 5 anni ho cercato di dirlo in tutti i modi: al CAOS Amministrativo corrispondono servizi ai cittadini assolutamente inesistenti ovvero assolutamente indegni per una città europea. Stamane in consiglio comunale c’era all’ODG l’approvazione del rendiconto consuntivo 2015 (clikka) ebbene ne ho avuto l’ennesima conferma. Difatti, è stato proposto un emendamento (clikka), sostanzialmente formulato dalla giunta, ma proposto da un consigliere di maggioranza con allegato il conto del Tesoriere (clikka)(clikka) per oltre 300 pagine, nonché schede di riepilogo (clikka) ed una ridicola attestazione del Sindaco (clikka) il quale ha dichiarato che i pagamenti ai creditori del Comune vengono eseguiti in 33,32 giorni. Orbene, con il citato emendamento è stato in sostanza completamente riscritto il rendiconto consuntivo perché c’erano degli errori nel bilancio presentato dalla giunta.
Come dire 48 consiglieri in circa un ora avrebbero dovuto leggersi e studiare circa 500 pagine di numeri e schede! Ovviamente alla fine il rendiconto è stato approvato perché il sindaco ha trovato 25 superconsiglieri supercevelloni che hanno approfondito e votato con scienza e coscienza il documento stravolto nella sostanza dall’emendamento.
Io ovviamente che non ho tutte queste capacità ho fatto il mio intervento critico e me ne sono andato per sottrarmi a quella che ho ritenuto una vera e propria pagliacciata ed anche perché da non candidato, devo confessare, mi sono sentito fuori luogo. Non so come spiegare una brutta sensazione di non appartenenza in un luogo che non ho sentito essere la casa dei cittadini.
Il paradosso è stato quando un consigliere replicando ad una critica ha detto: si è vero non sappiamo farlo il rendiconto ci dobbiamo imparare ancora, per questo ci servono altri cinque anni, ottenendo anche l’approvazione dei un gruppo di cittadini presenti in aula dipendenti della Napoli Sociale. Ho sentito, pertanto, il bisogno di manifestare la mia indignazione dicendo che se dopo 5 anni non si è neppure in grado di fare un rendiconto più che fare battute sagaci ci si dovrebbe vergognare …
Come sempre metto a Vostra disposizione gli atti del bilancio previsionale 2016/2018 ed il documento di programmazione unico (clikka) della giunta De Magistriis. Ne raccomando la lettura specialmente ai 10.000 candidati al Comune ed alle Municipalità, nonché ai cittadini affinché, nella non remota occasione di incontrare qualche candidato che chiederà il Vostro Voto, possiate interrogarlo e saggiare la sua preparazione e/o passione politico/amministrativa. Buona lettura.
Il 18 maggio scorso abbiamo formalizzato la costituzione del Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilità Cittadina. Ad esso hanno aderito sia Comitati spontanei di quartiere, formalizzati e non sia liberi cittadini. La funzione sarà in primis quella di costituire un vero e proprio coordinamento tra i comitati spontanei sorti in città nonché quella di essere il contenitore formale per quei cittadini che seppure riuniti in comitato spontaneo non hanno formalmente costituito una associazione o comitato esponenziale dei loro diritti ed interessi. Io ho avuto l’onore e l’onere di essere eletto Presidente. Come sempre spero di essere all’altezza del difficile compito compito assegnatomi.
In verità molta strada l’abbiamo già fatta sia dal punto di vista politico che da quello giudiziario, un po’ meno dal punto di vista amministrativo, in quanto, nonostante i miei numerosi interventi in Consiglio Comunale l’Amministrazione De Magistriis è stata pressoché sorda ad ogni istanza lasciando i cittadini in preda ai decibel sparati a palla nei quartieri e nelle strade che conosciamo bene. Anzi nelle liste di De Magistriis si contano rappresentanti ed esponenti dei quartieri afflitti della cd. movida selvaggia.
Il 18 gennaio scorso, infatti, abbiamo notificato un atto di Significazione Invito e Diffida (clikka) senza ottenere nulla di concreto se non l’attenzione della Stampa Cittadina (che ovviamente ringraziamo) e qualche sporadico intervento delle forze dell’ordine. Siamo invece convinti che occorrono provvedimenti strutturali e, pertanto, prendendo spunto dall’ordinanza adottata dal Comune di Caserta (anzi l’abbiamo letteralmente quasi copiata) abbiamo elaborato una Proposta di Ordinanza (clikka) che speriamo venga per lo meno valutata dai candidati sindaci del Comune di Napoli. Vorrei sottolineare che a Caserta questa importante iniziativa a tutela della salute dei cittadini è stata adottata dal Commissario Prefettizio e ciò non è un caso, in quanto, i Sindaci schiavi del consenso sono restii a tutelare i diritti fondamentali dei cittadini: loro rincorrono il consenso spicciolo puramente e semplicemente “fregandosene” poi nei fatti di tutelare i diritti fondamentali delle persone!
E’, inoltre, in fase di elaborazione un vero e proprio decalogo per il Cittadino Vittima della Movida Selvaggia a cui seguirà anche uno stralcio delle numerose telefonate fatte alle Forze dell’Ordine ai numeri della polizia locale, Carabinieri e Polizia di Stato con risposte che lasciano a dir poco perplessi. Infine è in fase di elaborazione il ricorso al TAR per l’ingiustificato silenzio delle Amministrazione alla citata diffida del 18 gennaio 2016.
La strada è lunga e come promesso nonostante la mia non candidatura continuerò a fare politica fuori dell’istituzione ma sempre con lo stesso impegno e tenacia spero di avervi al mio fianco!
Come ogni anno posto il Rendiconto di Gestione Consuntivo del Comune di Napoli (clikka). Quest’anno è l’ultimo dell’amministrazione De Magistriis e credo faccia un po’ di chiarezza sullo stato delle casse comunali rappresentando anche la base di partenza per la prossima sindacatura. Come sempre Vi chiedo una mano per capirne i dettagli e valutare. Ovviamente al rendiconto sono allegati gli atti di cui consiglio la lettura (il files è pesante ci vuole un po’ per caricarlo clikka), sono oltre mille pagine.
Ai tanti che pensano di candidasi chiedo di mettersi alla prova: vedete se almeno riuscite a leggere il bilancio e gli atti collegati, se arrivate fino alla fine e ci capite qualcosa allora potete candidarvi altrimenti, per il bene della nostra città, statene fuori, non abbiamo bisogno di gente improvvisata che finirà, gioco forza, per essere un burattino in mani altrui. Io non l’ho ancora studiato, mi è giunto qualche giorno fa la delibera 265/2016, mentre gli allegati li ho avuti oggi. Quest’importante atto sarà discusso pare il prossimo 22 maggio. La parte che mi ha impressionato e che dovrebbe far riflettere i cittadini circa fantasiose proposte dei candidati è il passo della relazione dell’Organo di controllo di legittimità nel quale si legge: Il prospetto “risultato di amministrazione”, sottoscritto dalla dirigenza della Direzione Centrale Servizi Finanziari, recante il quadro riassuntivo dei dati contabili della gestione 2015 che presenta, in fine, come totale disponibile, il valore negativo di1.619.585.819,32. Si avete capito bene oltre un miliardo e mezzo di deficit!!! E nonostante questo dato incredibile oggi su tutti i giornali ci sono le dichiarazioni del Sindaco De Magistriis che afferma che in caso di sua vittoria introdurrà il reddito minimo di cittadinanza per i bisognosi!!! Qualche tempo fa invece ho sentito Lettieri che invece pensava di introdurre una nuova attività comunale: “un prestito a carico delle casse comunali ai giovani che vogliono realizzare una impresa”. Una sorta di Banca Comunale. Come dire, Berlusconi con il suo contratto con gli italiani per un milione di posti di lavoro ha fatto scuola …. Ebbene, i cittadini dovrebbero seppellire questa politica con una grossa/grassa risata …
Buona lettura e come sempre sarò tutto orecchi per eventuali Vostre osservazioni.
P.S. Tanti mi chiedono di candidarmi per mantenere la mia voce in consiglio Comunale, confesso che la sensazione che provo è di rabbia ed indignazione, spero di riuscire a canalizzarla nel verso giusto …
Le parole di Pier Camillo Davigo riprese, con qualche distinguo, da Nicola Gratteri, sono macigni per la politica, eppure, se il dibattito si sviluppa sui media nazionale, a Napoli sembra che passi tutto sotto tono, in un momento, peraltro, in cui la città sta vivendo il “dramma” delle liste elettorali dei candidati che si moltiplicano a vista d’occhio, segno che alcuna selezione è in atto per gli scranni dell’assemblea cittadina e per i parlamentini delle municipalità. Un esercito di candidati di circa 10.000 napoletani pronti ai blocchi di partenza; un candidato ogni 48 elettori. Ebbene, il tema centrale del discorso di Davigo, che ha fatto saltare dalla sedia i big della politica nazionali, è la vergogna: “I politici rubano e neppure più si vergognano” ha detto il presidente dell’ANM, salvo poi a fare marcia indietro sulla generalizzazione, ma il tema a mio avviso resta ed è attuale proprio in questo momento in cui c’è la prova che alcuna selezione è in atto per le amministrative, dove di giorno in giorno le liste elettorali si moltiplicano e gli schieramenti anziché vergognarsene se ne compiacciono, quasi fosse una manifestazione di forza elettorale. Eppure, per il cittadino attento non è difficile sentire qualche aspirante candidato al municipio che giustifica la sua improvvisa “passione politica”, con il gettone di presenza, facendo la faccia furba e l’occhiolino di chi la sa più lunga di te per cercare una sorta di intesa e/o approvazione. Non è rubare forse “scendere in politica”, termine che a me non piace, per queste vili ragioni? Ora se è unanime il coro nel dire che la politica è caduta così in basso per la mancanza di classe dirigente, dovremmo chiederci che classe dirigente possa mai uscire fuori da cotanto arruolamento. Gli unici che si salvano sono quelli del m5s con una sola lista che però hanno il vizio genetico di non parlare proprio di formazione di classe dirigente, ma di arruolarla attraverso il web per poi disfarsene dopo due mandati e non credo sia questa la cura in una società ove ci sono sistemi complessi difficilmente comprensibili senza esperienza, competenza e preparazione adeguata.
Sono assolutamente favorevole a fare in modo che le sponsorizzazioni diventino una entrata per le casse pubbliche utilizzabile per la manutenzione dei nostri monumenti ed impianti sportivi. Difatti, ho anche proposto una delibera che la prevedesse per lo Stadio San Paolo (clikka) e sempre per lo stadio ho anche proposto e fatto approvare un emendamento (clikka) che riserva al Comune lo sfruttamento della pubblicità all’esterno dello Stadio, ad oggi, assolutamente non sfruttata con grave responsabilità dell’Amministrazione! Una cosa che però non tollero è quando una cosa buona viene piegata per farne una “cattiva”, ovvero, speculativa, e così viene il sospetto che con il progetto “Monumentando”, sia pure lodevole, si stiano superando i limiti. Chi, infatti, non ricorda la sponsorizzazione del restauro della Colonna Spezzata sul lungo mare liberato che durò tanto da farla chiamare la “Colonna di Belen” per la modella che vi era stampata sopra a scopo pubblicitario. Ovviamente il giochetto che la burocrazia dovrebbe tenere sotto controllo e gli assessori pure è quello di evitare che la installazione partita per un numero di giorni non diventi poi pressoché stabile a tutto vantaggio della impresa che si è aggiudicata la sponsorizzazione. Per tornare al Ponte di Chiaia abbiamo raggiunto un paradosso perché gli Uffici Comunali (clikka) addirittura addebitano le colpe dei ritardi ai Commercianti. Oggi la questione viene trattata su Il Roma (clikka) con un bel articolo di P. Frattasi. Mi verrebbe da dire “ca nisciuno e fesso” ma, evidentemente non la pensano così nell’amministrazione comunale!
Il Mattino di oggi (clikka) si occupa della valanga di candidati al Comune. Interessanti le considerazioni di Velardi, che confermo: ho sentito io stesso un aspirante candidato alla IX municipalità farmi, in confidenza, il discorso del gettone di presenza.
“Napoli in comune”, il nome di una lista quasi predittivo, anzi forse sarebbe stato meglio “Tutta Napoli in Comune”, una intera popolazione di aspiranti candidati, quasi diecimila, tra Consiglio Comunale e Consigli Municipali. Il numero di liste, se ne contano circa 40, è indicativo della mancanza di qualsivoglia selezione, un candidato ogni 48 elettori sulla base di 480.000. Eppure dovrebbe essere chiaro che il momento delle elezioni è il momento in cui si manda la classe dirigente, selezionata, ad occuparsi delle istituzioni (non ad occuparle). Ebbene, l’inizio è assolutamente deludente e cosa uscirà dalle urne già è possibile prevederlo!
Per quanto mi riguarda mi ero avvicinato ad una lista di sinistra, ritenendo che questo fosse il mio campo politico, pensando che la sinistra movimentista conservasse qualcosa di ideale che credesse nel merito ed, invece, un arruolamento volto unicamente ad ingrossare le liste tanto che nella bella lista di sinistra hanno addirittura fatto incetta di candidati col cognome Esposito, ben tre oltre al sottoscritto, quasi che li fossero andati a cercare col lanternino. Neppure mi sono preoccupato di capire chi fossero, tanto il più anonimo sarei stato io ed un altro gennaro esposito di un’altra lista collegata (altro motivo di confusione). Ovviamente, mi sono ritirato in buon ordine, sarebbe stato un suicidio elettorale.
Mi chiedo se non c’è un po’ di vergogna in tutto questo e come i cittadini Napoletani possano abboccare all’amo di una politica fatta in questo modo.
Il mio impegno continuerà in un modo o in un altro gli strumenti e gli uomini ci sono. I diritti e la costituzione continueranno ad essere per me un faro, un binario da seguire. In questi cinque anni ho maturato una esperienza preziosa che cercherò in ogni modo di mettere a frutto e nonostante tutto come ho fatto in questi 5 anni con il regolamento sulle sale da gioco (clikka), o con quello sulle nomine (clikka), o con l’aver costretto de laurentiis a pagare 6.230.000 €. (clikka) al Comune di Napoli nonostante la forte opposizione dell’amministrazione stessa. Cose, posso dire con cognizione di causa, mai viste prima nell’amministrazione comunale, sempre prona ai poteri dei forti … il percorso è appena iniziato.
Ieri c’è stato, quello che credo essere l’ultimo Consiglio Comunale di questa sindacatura. Naturalmente anche questa volta non ho fatto mancare la mia voce per rispettare il mandato dei 570 cittadini che mi diedero fiducia nel 2011 che sicuramente, tramite me, si sono fatti sentire molto, ma molto di più dei due, tremila cittadini che hanno votato qualche altro consigliere che non è mai intervenuto in consiglio comunale senza mai formulare proposte o osservazioni. Gente inutile e voti inutili, mi viene da pensare. Sono stato orgoglioso di aver rappresentato il pugno di elettori dei quali ho sempre sentito l’onore, il peso e la responsabilità di rappresentarli al meglio. Avrò sicuramente fatto degli errori ma posso dire di non essermi mai risparmiato riflettendo sempre, su ogni questione con animo libero ed in buona fede.
Ho cercato di ripercorrere le tappe fondamentali nelle quali tal volta sono stato molto critico verso l’Amministrazione. Ovviamente per chi volesse approfondire su questo blog ci sono tutti i miei interventi, gli atti e le proposte tutte documentate. Una scrupolosa attività di rendicontazione attraversa la quale ho sempre cercato di condividere pensieri e scelte.
Una bella esperienza di passione politica e di tensione verso un cambiamento di mentalità politica che non c’è stato in questi 5 anni. Una disdetta! Ad ogni buon conto un bilancio per me positivo. Posso dire di non essermi mai risparmiato un solo giorno, di essere sempre stato sul pezzo, nei limiti delle mie possibilità. Un grazie a tutti quelli che mi hanno seguito e mi hanno incoraggiato. La strada per il cambiamento è tutta in salita e la frammentazione politica con 44 liste al comune è figlia di una ignoranza, malafede ed incapacità a cogliere il cambiamento che deve passare gioco forza per il merito e la qualità. In queste prossime elezioni, invece, vedo che c’è la rincorsa a chi fa più liste, un candidato ogni palazzo, senza guardare nulla se non l’incetta di candidature tal volta inutili tal volta pericolose. Che dire, ripeto una disdetta! Auguriamoci buona fortuna per noi ed i nostri figli.
Renzi promette 272 milioni per Bagnoli che dovranno servire per la rimozione della colmata, la caratterizzazione delle aree, la loro bonifica e la realizzazione di un porto con 700 posti barca. Per lo sviluppo dell’area le cubature resteranno quelle già previste nel PRG per il terziario ed in misura ridotta per residenze. Uno sviluppo che dovrebbe farci credere di aver messo un punto fermo, eppure saranno i 25 anni passati invano, ma qualcosa non quadra. Non c’è stata, infatti, neppure una parola sul fatto che l’intera area di Bagnoli è ormai ricompresa nella Zona Rossa rischio Vulcanico così definita dalla Protezione Civile, con il parere dell’INGV ed approvata a dicembre 2014 con delibera di giunta regionale, previo assenso di tutti i comuni interessati, compreso il Comune di Napoli. Basti pensare che nell’area vesuviana, con livello di rischio di allarme verde, perché per fortuna il Vesuvio è “dormiente”, non è possibile realizzare neppure un centimetro cubo di residenza, mentre in quella dei Campi Flegrei, con allarme giallo e vulcano attivo, alcun vincolo è stato ancora imposto, per l’inescusabile ritardo della Regione Campania e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sarà un caso? Basti ricordare che il 7 ottobre scorso c’è stato uno sciame sismico e poco c’è mancato che scattasse l’ordine di evacuazione dell’intera area flegrea. Possibile che al Premier non abbiano detto nulla? Se la sicurezza dei cittadini è la prima cosa, come è possibile non averne discusso? Uguale discorso vale per la colmata la cui rimozione è stata promessa da Renzi e che, secondo le informazioni circolate, dovrebbe essere smaltita nella darsena di levante, soluzione, occorre ricordare già bocciata dalla Commissione Europea con una nota del 21 marzo 2007, nella quale veniva ravvisata una possibile infrazione nella gestione della procedura di VIA per la colmata a mare. Senza considerare poi che la medesima darsena di levante dovrà ospitare anche il dragaggio di Porto Fiorito a Napoli Est, altro progetto al palo da oltre 17 anni. Infine, ma si potrebbe ancora parlare molto, che fine faranno le 400 tonnellate di morchie oleose seppellite nel parco dello sport di cui parla la Procura di Napoli nel decreto di sequestro delle aree?
Oggi leggo su Repubblica Napoli il Prof. Pasquale Belfiore e mi fa piacere constatare di non essere il solo ad avere qualche Dubbio su Bagnoli.
Come sempre mi piace parlare con i documenti alla mano. Oggi i media cittadini si occupano della pronuncia del TAR Campania sul ricorso presentato dal Comune di Napoli avverso il Decreto Sblocca Italia “e Blocca Bagnoli”. Io sul punto mi sono fatto una idea precisa avendo studiato più volte le carte e credendo che la vicenda di Bagnoli non sia un problema ma una opportunità che si potrà carpire solo se si è studiato e, sopratutto si è in grado di avere la fiducia dei cittadini, in primis quelli di Bagnoli. Metto, pertanto, a Vostra disposizione la Sentenza del TAR Campania (clikka) emessa ieri. Non aggiungo altro per evitare di appesantire l’argomento ma ovviamente, come sempre resto a disposizione di quanti vorranno confrontarsi per approfondire l’argomento … carte alla mano …
“In fase di imminenza di evento vulcanico o in emergenza, si provvederà ad interdire totalmente l’accesso all’area, posizionando “cancelli” e indirizzando la popolazione verso le aree di prima accoglienza“. Queste in sostanza le conclusioni del Parere dell’Ufficio della Protezione Civile (clikka) alla mia proposta di legge regionale (clikka) presentata il 14 ottobre scorso al Consiglio Comunale.
Ora immaginate chilometri di cancelli, che evidentemente dovrebbero essere già pronti e stoccati da qualche parte, che verrebbero caricati sulle spalle di zelanti operai comunali i quali, nell’imminenza del pericolo, anziché scappare, sarebbero comandati ad andare (ed andrebbero, ma già qui ho qualche dubbio) incontro alla eruzione o terremoto che dir si voglia … forse, tra il serio ed il faceto, sarebbe più proficuo impartire l’ordine del “FACITE AMMUINA” dello storico Regolamento dei legni e dei bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie del 1841 …
Ovviamente sul rischio Vulcanico dei Campi Flegrei c’è poco da scherzare, Regione, Comuni interessati, Protezione Civile e Presidenza del Consiglio Dei Ministri sono in enorme ritardo, poiché studi di livello internazionale hanno dimostrato come questo vulcano sia tra i più pericolosi al mondo ed immaginare di fronteggiare il pericolo in questo modo è chiaramente incoscienza, incapacità o cinico calcolo di vittime che si dovranno gioco forza scarificare …
La Campania si aggiudica le Universiadi del 2019, un risultato che credo possa solo far piacere ai tanti attori sportivi della nostra regione. Ora tocca alla politica dare gli indirizzi ed alla buona amministrazione mettersi all’opera e fare in modo che gli errori del passato servano per lo meno ad evitare di riperterli. Gli annunci parlano di 150 milioni messi dal Governo, di 20 miloni messi dalla Regione e di 25 milioni che erano già stanziati dal Comune per lo Stadio San Paolo. Salerno, De Luca in testa, parte con una nuova cittadella dello sport che dovrebbe essere realizzata per tempo. Napoli una cittadella dello Sport, se l’è persa per strada, poiché avrebbe dovuto avere quella del Parco dello Sport realizzato a Bagnoli sotto il quale, dalle indagini della Procura della Repubblica di Napoli, pare siano “parcheggiate” circa 400 tonnellate di morchie oleose, altamente inquinanti, di cui i responsabili, a distanza di decenni, sono ancora impuniti. A Napoli credo che la prima cosa che ci dovremmo chiedere è se saranno utilizzabili ed utilizzeremo la Piscina Scandone, lo Stadio Collana, il Palaindor di Ponticelli, la Piscina di Via delle Repubbliche Marinare, sempre a Ponticelli, o la tristemente famosa Piscina per tuffi, che non ha mai visto una goccia d’acqua, realizzata a Marianella nel “Lotto 14/B”. C’è poi da ospitare le gare di Atletica, la Regina dello Sport Mondiale e non credo che non si possa non pensare allo Stadio San Paolo ed alla discussione che in questi anni ho cercato di intavolare in Consiglio Comunale per arginare la pretesa del Patron del Napoli di acquisire sostanzialmente in proprietà il Massimo impianto cittadino, con lavori che prevedevano la cancellazione della pista di atletica. Posso dire di essere stato preveggente e proprio sulle pagine di repubblica Napoli del 28.08.2013 (clikka) avevo chiesto se Napoli si potesse privare dello Massimo Stadio Municipale perdendo così la facoltà di ospitare eventi come un Mondiale o altro Meeting internazionale di Atletica, poi sono arrivate le Universiadi di questi giorni. Il San Paolo, quindi, dopo 53 anni potrebbe ritornare a brillare per l’atletica. Dobbiamo, infatti, arrivare alla IV Edizione dei Giochi Del Mediterraneo del 1963, spesso ricordati dal Presidente Provinciale della FIDAL Corrado Grasso per una gara Internazionale. Troppi! Altro sostanzioso capitolo l’ex base NATO su cui pare si dovrebbero riversare la maggior parte delle risorse per farne la residenza dei 15 mila atleti e per il quale riscontro un grosso limite amministrativo: L’intera complesso è in proprietà di una Fondazione pubblica che opera in regime privatistico, commissariata da 20 anni, il cui modello di gestione presenta molte criticità circa trasparenza, controlli ed imparzialità. Se ci mettiamo a lavoro adesso ed abbiamo ben in mente come si dovrà sviluppare la manifestazione sul territorio cittadino e regionale forse riusciremo a fare qualcosa di buono che resterà alla città di Napoli ed alla Regione Campania. Io ci voglio sperare, ognuno vigili affinché ciò avvenga.
Il 21 dicembre scorso il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato il regolamento sulle Sale da Gioco e Giochi leciti (clikka) che ho proposto e che limita molto il proliferare dei punti “sanguisuga” dei cittadini Napoletani. Il Consiglio Comunale ed il Sindaco, contrariamente a ciò che accade in Parlamento e nel Governo, hanno dimostrato di stare dalla parte dei cittadini. Da allora ho cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica in tutti i modi diffondendo la notizia anche tra associazioni che si occupano della cd. lotta alla ludopatia, parlando anche con preti e cittadini affinché si formasse una massa critica a favore dell’importante iniziativa che ad oggi è sub judice, in quanto pendono numerosi ricorsi innanzi al TAR Campania degli imprenditori delle scommesse.
Per tutti quelli che ancora oggi mostrano una certa “indifferenza” al problema ho selezionato 6 servizi dell’inchiesta fatti da Gianluigi Paragone nel suo programma “La Gabbia”. Sono per lo più testimonianze dirette e statistica, che fanno capire bene qual è la tragedia delle centinaia di migliaia di famiglie che ci cascano, qual è l’atteggiamento dello Stato e quale la dimensione del fenomeno. La cosa che mi fa letteralmente schifo è che lo Stato lucra sulla disperazione dei cittadini incassando un piatto di lenticchie rispetto a quello che incassano gli imprenditori del gioco. Uno Stato stolto ed incapace, ostaggio della potente lobby che opera attraverso parlamentari a libro paga.
Alle tante persone che ho incontrato e che in un certo qual modo mi hanno mostrato apprezzamento seguito poi da una certa indifferenza ne consiglio la visione.
Il modo di fare politica credo che nel paese cambierà solo quando i cittadini avranno l’interesse affinché il mondo in cui vivono cambi veramente e non solo a parole. Basti pensare che un geniaccio in parlamento ha anche avuto il barbaro coraggio di proporre una percentuale sugli incassi ai comuni col rischio di ritrovarci tante piccole Las Vegas … ogni popolo ha i politici che si merita …
A quanti oggi pesano di occupare uno scranno nella prossima consiliatura consiglio la lettura di questi documenti al fine di ben comprendere qual è il peso ed il lavoro che occorre svolgere e quali sono le competenze necessarie per poter affrontare al meglio una sfida così importante.
Tutti pensano che per amministrare una città come Napoli ci vogliano doti “pindariche” ed, invece, io sono fermamente convinto che occorre stare con i piedi per terra avere sempre il beneficio del dubbio ed essere consapevoli che si ha a che fare con una macchina che non la si governa facilmente tutt’altro. Nella lettura del documento della Corte dei Conti mi hanno impressionato i continui richiami alla scarsa collaborazione degli uffici del comune. Come dico sempre anche in consiglio comunale abbiamo una burocrazia che non è all’altezza della Città qualunque sia il colore del governo e chiunque sia il Sindaco. Per farvi comprendere di che parlo basta pensare che la Corte nel documento che Vi ho sottoposto ad un certo punto dice che l’atto presentato dal comune come memoria era privo di numero di protocollo (e passi), privo di logo (e passi) ma addirittura era privo di firma e pertanto giuridicamente inesistente!!! Ebbene, credo che una cosa del genere dovrebbe costare il posto di qualcuno, come accadrebbe in ogni parte del modo occidentale! Vorrei, infatti, passare su una dimenticanza ma la Corte nelle sue 120 pagine ha richiamato decine di volte il comune per le risposte non appaganti, parziali, ovvero tal volta assolutamente assenti. Mi fermo qua altrimenti poi non mi leggete la importante delibera. Anzi a quelli che si vogliono candidare li prego di condurre un test: Se arrivate a leggere fino all’ultima pagina allora potete anche candidarvi altrimenti astenetevi Napoli non ha bisogno né di improvvisati ne di improvvisazioni … In bocca al lupo …
Libri al posto di Slot: Potrebbe essere un lancio per la campagna di sensibilizzazione per curare uno dei mali del secolo. Basta vedere le facce o gli occhi allucinati di coloro che si intrattengono nelle sale giochi o di coloro che restano a fissare lo schermo di una Slot fino a quando non si sono giocati tutti i soldi della spesa o lo stipendio, per capire che occorre intervenire con urgenza. Oggi in Commissione Affari Istituzionali abbiamo trattato l’attuazione del regolamento sulle sale da gioco (clikka) che è stato approvato a dicembre scorso ed attualmente in vigore a Napoli per capire che occorre una mobilitazione delle associazioni e delle persone che sono sensibili al tema. Il prossimo 23 febbraio innanzi al TAR Campania si discuterà l’istanza di sospensiva richiesta da alcuni imprenditori del gioco avverso il nuovo regolamento per la sua forza limitatrice. Allo stato la giurisprudenza è alquanto ondivaga ma il TAR Campania si è già pronunciato dando ragione all’ente locale sulla vicenda che ha visto il Comune di Anacapri in prima linea. Ovviamente gli interessi sulla piazza di Napoli sono altissimi ed il giro di affari immagino che sia di rilevante entità. Come al solito si porta avanti il discorso della difesa dei posti di lavoro e pare che nei citati giudizi saranno previsti gli interventi di lavoratori del settore. Ad ogni buon conto spero che il TAR Campania riproduca la pronuncia già resa la volta scorsa ma occorre, in ogni caso, una mobilitazione affinché anche la Regione Campania ed il Parlamento producano atti normativi nello stesso senso.
Io ce l’ho messa tutta ora tocca ai cittadini sensibilizzare la politica!! Spero che molti Bar adottino la scelta adottata dal Bar di Pistoia!!!
LIBRI AL POSTO DELLE SLOT: LA SCELTA DI UN BAR DI PISTOIA FA SCUOLA
diFederico di Vita
Dopo il successo dell’iniziativa pistoiese il modello viene replicato anche a Viareggio, così i libri combattono la ludopatia
Nello storico Bar Nazionale di Pistoia da qualche mese al posto di due slot machine ci sono degli scaffali pieni di libri. L’iniziativa di Alessandra Vannetti, titolare del locale, ha destato stupore e sostegno in città, tanto che tramite il passaparola il traffico e lo scambio dei libri, così come la quantità di volumi e scaffali, sono cominciati ad aumentare fino a occupare un’intera parete.
“Di slot machine ce n’erano solo due, siamo sempre stati un po’ contrari – ci dice Alessandra mostrandoci orgogliosa la sala che ormai ospita la “Biblioteca dell’Amicizia” –, ed era da tempo che le volevamo togliere. Considerato che a casa siamo tutti lettori, ho pensato di andare all’Ikea, prendere un piccolo scaffale e mettere al posto delle macchinette dei libri”. L’iniziativa ha appassionato i clienti abituali e col tempo è cresciuta fino a coinvolgere sempre più persone: “questa idea è piaciuta tanto, penso che la cultura debba essere libera e alla portata di tutti. Qui vicino, nella comunità montana, ci sono dei gruppi di elfi (persone che vivono a stretto contatto con la natura sull’Appennino pistoiese, n.d.r.), e tra di loro c’è un ragazzo, che viene qui con diversi bimbi – abbiamo anche libri per i più piccoli – e in questo modo riesce a offrire da leggere a questi fanciulli che non sempre hanno la possibilità di acquistare ciò che gli serve.”
Economicamente è stato difficile rinunciare alle slot machine?
“Le slot machine negli anni ci hanno sicuramente aiutato a pagare l’affitto e ci hanno sostenuto perché in questi anni il commercio non è andato sempre allo stesso modo, ma abbiamo deciso comunque di toglierle perché ci eravamo scocciati. C’erano due persone che venivano sempre, un ragazzo e un anziano, erano in difficoltà, ci rimettevano soldi e non ci piaceva questa situazione. Ultimamente poi c’era un giro di cinesi un po’ losco, che a mio avviso svalutava il locale, qui abbiamo una clientela variegata ma buona, non volevamo essere percepiti come un altro tipo di esercizio…”
La parete di libri del Bar Nazionale di Pistoia
Sugli scaffali i libri sono divisi per generi, come avete fatto a raccoglierne tanti in così poco tempo?
“Sono stati gli stessi clienti a regalarmeli, una signora mi ha portato quelli della madre, che era un’appassionata lettrice, poi è stata la volta di alcuni ragazzi di un’associazione culturale, che durante le feste di Natale hanno istituito dei punti di raccolta in centro con delle brochure per aiutare la nostra piccola biblioteca, e grazie a loro sono arrivati libri da ogni parte d’Italia, da Palermo, da Trieste, libri di scrittori locali, c’è di tutto…”
Non ci siamo ancora detti qual è il meccanismo della vostra piccola biblioteca.
“C’è chi legge i libri direttamente qui, magari aspettando il treno (siamo vicini alla Stazione), oppuresi possono prendere in prestito, basta segnare il volume sul quaderno insieme al nome e al cellulare di chi prende il libro, che poi entro un mese va portato indietro. I doppioni li ho regalati alla biblioteca San Giorgio, e la prossima volta che ne metto insieme un po’ voglio darli al centro dialisi dell’Ospedale San Jacopo, perché mi piace immaginare che questa iniziativa possa estendersi”.
Nel frattempo la scelta etica del Bar Nazionale di Pistoia è stata già presa come modello: lo Why Not? Cafè di Viareggio negli ultimi mesi ha infatti deciso di rinunciare ai Video Poker sostituendoli ancora una volta con una piccola libreria, raddoppiando così la lotta alla ludopatia per mezzo della lettura, impresa certo titanica, ma non impossibile per i migliori eroi romanzeschi.
Dopo l’Ordinanza del Tribunale di Napoli del 27.04.2015(clikka), il Tribunale torna a pronunciarsi sul disturbo alla quiete dei cittadini con una nuova ordinanza del 26.01.2016 (clikka) con la quale ha riaffermato che il sonno e la tranquillità dei residenti è sacro e va protetto anche facendo ricorso allo speciale procedimento di urgenza di cui all’art. 700 c.p.c., in quanto, ogni ritardo potrebbe essere di danno alla salute dei cittadini. Il Tribunale ha stabilito che il locale dovrà insonorizzare immediatamente per non incorrere nella misura più drastica della chiusura.
Nello stesso senso è interessante leggere le Ordinanze del Tribunale di Trieste del 14.01.2016 (clikka) che ha confermato quella emessa dal medesimo Tribunale il 02.10.2015 (clikka), in quest’ultimo caso i Giudici Triestini non hanno esitato a ritenere responsabile anche il proprietario del locale. In tal senso, peraltro, è la Giurisprudenza della Suprema Corte, anche perché come spesso capita i conduttori di questi locali cambiano facilmente e, quindi, è più che opportuno affermare anche la responsabilità anche dei proprietari che spesso incassano canoni di locazione elevati senza neppure curarsi di verificare se il locale è idoneo ad ospitare un’attività così invasiva.
La battaglia per la affermazione del diritto alla vivibilità della propria casa ed alla salute continua ed è di ieri la notizia che in Vico della Quercia c’è stata l’ennesima lite per la quale sono dovuti intervenire le Forze dell’Ordine.
Nella completa indifferenza delle istituzioni ai cittadini non resta altro mezzo che ricorrere alla Magistratura Civile per ottenere Giustizia, quella penale, infatti, seppure tal volta investita spesso si arena e non giunge ad alcun risultato se non ad una condanna del titolare che poi non sarà mai eseguita per la concessione automatica della sospensione condizionale della pena.
Dopo l’ennesima minaccia, offesa ed insulto che mi è stato rivolto dai fautori della movida sulla pagina FB della comitato quiete pubblica napoletana (clikka) che, insieme agli altri rappresentanti dei comitati cittadini curo, mi sono deciso a scrivere quest’altro post sul tema che in queste ore è assolutamente caldo, al fine di raccogliere la rassegna stampa di oggi che descrive il degrado in cui i cittadini finiscono per essere costretti a vivere. Purtroppo dopo la manifestazione che avevamo indetto per il 22.01 u.s., che non si è tenuta per spirito di collaborazione con le istituzioni, ottenendo in ogni caso un risultato insperato, nella stessa notte ai baretti di chiaia è stato accoltellato un ragazzo di appena 24 anni.
Ovviamente sono stato accusato da chi specula sulla vita delle persone, guadagnando con la organizzazione di eventi, in luoghi che spesso non possono ospitarli, o con modalità, spesso, assolutamente fuori legge, di fare campagna elettorale, di essere un vecchio barboso, di essere ridicolo e che i miei figli dovrebbero essere “violentati dai preti nelle sagrestie” etc etc.
Ovviamente mai nessuna proposta, mai nessuna ammissione di colpa, mai nessuno che ha chiaramente detto che se un migliaio di persone vogliono ballare non è che lo possono imporre ad un altro migliaio che, invece, vogliono dormire o rientrare a casa in sicurezza o fare altro. Il tema che ricorre in questa città è far comprendere che la libertà di ognuno di noi finisce laddove inizia quella degli altri.
Ovviamente, in consiglio comunale tutte le volte (e non sono poche) che sono intervenuto ho avuto due diversi tipi di reazione, o mi hanno detto che le mie proposte sono “fasciste” (è il caso del Consigliere Carlo Iannello) o mi hanno, in un certo qual modo, deriso (la cd. sinistra radicale) ritenendo che il problema non c’era. Ebbene credo che proprio quelli che si definiscono di sinistra (quindi il sindaco e l’attuale maggioranza) dovrebbero avere a cuore coloro che la mattina si devono svegliare semmai alle 6 del mattino per andare al lavoro dopo una notte insonne…
Ad ogni buon conto, stamane dopo aver letto gli articoli de La Repubblica Napoli (clikka), de il Mattino (clikka) del Corriere (clikka) mi è capitato di leggere anche l’intervista al Roma fatta alla Assessora giovani Alessandra Clemente (clikka) che sinceramente mi ha fatto cadere le braccia tenuto conto che la stessa è la fidanzata di un noto imprenditore dei baretti di chiaia ed ha dimostrato di non aver proprio compreso la portata e la gravità della situazione, dove le piccole illegalità commesse dagli esercenti sono l’humus nel quale poi crescono i gravi fatti violenti di cui si legge nelle cronache cittadine. Se non si rispetta nulla, se si vendono le birre ad 1 €., se si aggregano 5, 6 mila persone in piazze e strade strette è chiaro che l’ordine e la sicurezza pubblica sono pregiudicati. Ebbene, la cosa triste è che la giovane rappresentante, assessora ai giovani del comune di napoli, ha avuto a cuore solo di dichiarare di non speculare sull’accoltellamento di questo giovane perché i baretti non ne hanno colpa. come se questo episodi fosse l’unico e senza considerare affatto l’inferno in cui vivono i residenti.
Giusto per quelli che mi accusano di fare campagna elettorale clikkando qui potrete trovare tutta la mia attività sul tema con proposte ed interventi in consiglio comunale che risalgono a circa due anni fa.
Di seguito l’intervista che ho rilasciato a Radio Italia 1 sulla movida cittadina e sui fatti gravi accaduti nella notte del 22.01.2016
Ieri è stato notificato a Sindaco, Prefetto, Questore e Capo della Polizia Locale l’Atto di Significazione Invito e Diffida (clikka) a firma dei Comitati Bellini, Chiaia Viva & Vivibile, Chiatamone, Bagnoli, Aniello Falcone, Benedetto Croce e Comitato per la Quiete Pubblica dei Napoletana. Un atto che vuole mettere davanti alle loro responsabilità coloro che occupano posti chiave nelle istituzioni.
Sul punto ormai non occorre dire altro ci sono numerose pronunce che danno ragione ai residenti e che sanciscono ed evidenziano ancora di più la completa inadeguatezza delle istituzioni napoletane Prefetto e Questore compresi.
Basta leggere, infatti, l’ultima pronuncia della Suprema Corte di ottobre 2015 (clikka) che ripercorre le tappe fondamentali della materia oppure quella della Corte Europea di Giustizia dei Diritti dell’Uomo (clikka), per vergognarci e per capire che le istituzioni preposte a Napoli non hanno fatto nulla fino ad oggi. La prova è che se chiamate il 113 o il 112 e se vi risponde qualcuno, questo qualcuno poi vi dice chiaramente che ci sono cose più importati da seguire!!!
Mi fa piacere postarVi il testo definitivo del Regolamento sulle Sale da Gioco e Giochi Leciti approvato con delibera n 74.2015 (clikka) con il quale ho voluto dare il mio contributo alla Città di Napoli, per il contrasto alla ludopatia che è definita come una era e propria malattia. In sostanza una sindrome così definita sia dai testi di legge vigenti sia dagli esperti.
Fino ad oggi non si era mai fatto nulla di concreto per contrastare il gioco e la scommessa e devo dire che mi sto accorgendo che il bello deve ancora venire.
Il testo contiene una normativa molto stringente che è in vigore sin da subito ed una transitoria per gli adeguamenti e per consentire a chi ha investito di avere 5 anni per rispettare le distanze imposte.
Ora occorre che i cittadini facciano sentire la propria voce per difendere quest’atto di civiltà. Già sono iniziate le prime avvisaglie, gli imprenditori del settore del gioco manderanno avanti i loro dipendenti affermando che occorre difendere i posti di lavoro. Credo che adesso il compito delle tante associazioni è quello di darmi e darci forza e voce per affermare che la disciplina approvata dal Consiglio Comunale è quella e resterà tale.
Il Mattino di Napoli del 22.12.2015 (clikka) ha dato notizia dell’apparovazione ma noto che non c’è una sufficiente diffusione del risultato ottenuto. Le stesse associazioni ed enti ecclesiastici non sanno nulla della vera e propria rivoluzione che abbiamo fatto. Ho dovuto lottare non poco per far comprendere l’importanza del fenomeno ora tocca a Voi.
Sento il dovere di ringraziare il Sindaco ed i consiglieri che hanno sottoscritto e condiviso l’atto votandolo.
Sono giorni che si discute nel Paese delle dimissioni della Sindaca di Quarto, mentre ci siamo dimenticati quelle preannunciate del Governatore Crocetta del “va fatta fuori come il padre” riferito a Lucia Borsellino (clikka), eppure la questione credo sia di giovamento al m5s, tutti li attaccano sulla camorra, per carità argomento importante, ma ciò che chiedo e mi sembra anche assurdo, è che nessuno parla della ormai vera e propria emergenza della Sanità Campana documentata da numerosi articoli di giornali nella indifferenza del mondo politico resposnabile interamente nessuno escluso!
La sanità Campana Commissariata da uno straniero (vista la incapacità dei nostri amministratori locali) e nessuno dice nulla, con Consiglieri Regionali non pervenuti compresi o nuovi sbarchi dei 7 consiglieri grillini.
Silenzio assoluto anche dopo la morte del giovane papà nella corsa tra due ospedali. Una vera e propria arma di distrazione di massa …
Forse non è un caso che le statistiche dicono che in Campania c’è l’aspettativa di vita più bassa d’Italia.
L’inizio dell’anno è un “Bollettino Sanitario di Guerra”. Il Mattino di Napoli di oggi mette in luce un grave fatto di morte causato probabilmente dalla pessima organizzazione del sistema sanitario regionale. A morire questa volta è un padre di famiglia che nella corsa tra l‘Ospedale di Pozzuoli e quello di Giugliano (clikka) non ce l’ha fatta. Una Cronaca (clikka) che, purtroppo, non è l’ultima e non è isolata. La causa è stata che a Pozzuoli la TAC era guasta!!!
Il Mattino mette anche in primo piano la pessima distribuzione delle Apparecchiature Sanitarie (clikka) e la loro obsolescenza. Qualche tempo fa leggevo, invece, delle sale operatorie del Loreto Mare bloccate dalla rottura di un apparecchio per sterilizzare i ferri. Si punta il dito sulla Riorganizzazione (clikka) e sui Tetti di Spesa (clikka) e mi chiedo quanto ci costano equipe di medici, chirurghi e personale sanitario fermi per l’inefficienza delle apparecchiature!!
Mi fermo qui la lettura della rassegna stampa ci restituisce una condizione del sistema sanitario regionale raccapricciante nel completo silenzio dei consiglieri regionali forse tanto impegnati a spendersi le laute indennità. Spero che qualcuno si svegli.
Come dico sempre lo stato della Sanità Campana dovrebbe spingere i cittadini ad invadere le piazze e le strade di manifestazioni purtroppo i cittadini che non ne hanno bisogno al momento non ci pensano e quelli che invece ci sono incappati perché ammalati sono troppo deboli per alzare la voce … che assurdità!!!
Ben quattro articoli in due giorni sulla buvette del Consiglio Regionale della Campania una vera e propria inchiesta portata avanti da Il Mattino di Napoli di ieri e di oggi (20.12.2015). Li potrete leggere (1clikka, 2clikka, 3clikka, 4clikka) per comprendere il livello di sciatteria amministrativa e politica che si usa nella gestione del danaro e dei beni pubblici.
Il Mattino punta all’articolo sensazionalistico sui prezzi della buvette, parlando con titoli a tutta pagina di Consiglieri Regionali che mangiano a prezzi stracciati, mentre secondo me la questione è più grave perché è la dimostrazione che quando si gestisce danaro pubblico, e non si paga di tasca propria, si è assolutamente larghi di manica, tanto che se ad agire non fosse una istituzione, ma una persona fisica è probabile che dovrebbe essere interdetta per prodigalità. Il bando pare sia della gestione Caldoro ma lascia assolutamente perplessi.
In sostanza i prezzi che la buvette sembra praticare, riportati dai giornali, non mi sembrano inferiori a quelli dei ristoranti del Centro Direzionale o del bar e della mensa/buvette che è nello stesso Tribunale di Napoli dove prendono il caffè a 50 cent gli stessi magistrati che oggi pare stiano indagando sulla vicenda!
La cosa grave è che all’aggiudicatario la Regione Campania regala 500.000,00 €. e questa cosa proprio non si capisce. In genere i prezzi di queste buvette sono più bassi, in quanto, i gestori di questi servizi pagano un canone basso comprensivo anche delle utenze mentre qui addirittura chi si aggiudica l’appalto riceve un contributo di 500 mila euro a carico dei cittadini campani, ed occorrerebbe chiedersi se è previsto un canone di locazione. A questo punto i consiglieri della regione campana più che “magnoni” mi sembrano “fessi” ovvero non avveduti o meglio assolutamente incapaci di gestore un servizio così semplice figuriamoci le altre cose ben più importanti di cui si dovrebbero occupare!! Agli stessi PM che si stanno occupando della buvette del Consiglio Regionale consiglierei di dare una sbirciatina anche in casa loro per verificare l’appalto dato al BAR ed al ristorante del Tribunale ….
Nel Comune di Napoli una cosa simile l’ho segnalata da 4 anni, non riguarda la buvette, ma l’abbonamento all’ANSA che ci costa qualche centinaio di miglia di euro all’anno e che è assolutamente inutile per l’uso dei mezzi di informazione che ormai viaggiano tutti sul web. Un servizio che in sostanza di consente di avere accesso direttamente alle notizie ANSA come se i consiglieri comunali dovessero essere aggiornati secondo per secondo!!! Ma ovviamente cane non morde cane e sui giornali sarà difficile che troverete una notizia scandalistica su questo tema.
Come dire un bilancio previsionale approvato ad agosto ed una manovra di assestamento che si approverà a dicembre, credo che già i tempi dovrebbero far comprendere in che guado ci troviamo. Ebbene, un’amministrazione che avesse voluto veramente cambiare le cose avrebbe fatto di tutto per approvare i previsionali entro il mese di febbraio e l’assestamento entro i successivi 6/8 mesi. Ovviamente non troverete mai nessun candidato sindaco che dichiarerà una cosa del genere perché si crede, erroneamente, che la correttezza amministrativa e contabile non sia un tema di campagna elettorale!
In questi quasi 5 anni di esperienza amministrativa, invece, mi sono reso conto che allo sfacelo amministrativo e contabile poi corrisponde, inesorabilmente, anche una pessima gestione della cosa pubblica. Ebbene, vi sorprenderà ma credo che tra i politici addetti alle istituzioni addirittura manchi tale consapevolezza. Eppure, non dovrebbe essere difficile capire che non si può approvare un bilancio previsionale ad agosto, dopo 8 mesi di gestione provvisoria! Se poi aggiungiamo che il previsionale deve obbligatoriamente fare corpo con il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) che è il documento nel quale si indicano gli obiettivi allora abbiamo la tempesta perfetta, perché per fare un PEG credibile dando degli obiettivi da raggiungere occorre metterci i soldi e se non si approva il previsionale si è sempre in gestione provvisoria senza obiettivi!
Non mi stancherò mai di dirlo la buona gestione della cosa pubblica si fa solo con la corretta gestione amministrativa e contabile.
Come sempre sono a disposizione per segnalazioni e contributi che sperano arrivino vista la complessità della materia contabile che spero non gravi sono sulle mie spalle. La discussione è fissata in Consiglio per il 21 dicembre p.v.
Stamane (10.12.2015) sono intervenuto nel consiglio comunale per stigmatizzare il comportamento indifferente dell’amministrazione all’ormai grave problema del gioco d’azzardo che sta diventando una vera e propria piaga sociale avendo letto l’articolo apparso su Il Mattino di Napoli (clikka) che riporta la notizia della vittoria, innanzi al Consiglio di Stato, dell’amministrazione isolana contro le lobby del gioco e scommesse.
Il Comune di Anacapri, infatti, dopo un referendum, con un provvedimento ha limitato l’apertura di sale da gioco e scommesse facendo ciò che in altri comune si sta facendo e che io stesso ho proposto con una delibera di iniziativa consiliare (clikka) che reca la firma di ben 13 consiglieri di maggioranza e di opposizione e che ha trovato anche l’apprezzamento dell’assessore Panini. Ebbene, davanti a queste premesse mi sarei aspettato una approvazione rapida ed, invece, anche questa importante iniziativa tarda ad essere approvata nonostante i pareri positivi degli uffici.
Ovviamente senza mezzi termini stamane nell’indifferenza del sindaco presente in aula, ho espressamente richiesto che almeno vi fosse una presa di posizione chiara che, seppure legittima, deve far capire ai cittadini se questa amministrazione sta dalla parte della povera gente che si dissangua tra slot machine e bingo, o dalla parte degli imprenditori del gioco d’azzardo. Ovviamente siamo in piena campagna elettorale e potrebbe anche essere che il sindaco abbia più a cuore gli interessi degli imprenditori del settore che non quelli dei cittadini spesso affetti da una vera e propria sindrome che viene ormai definita come ludopatia.
Come al solito non ho ricevuto risposte e più passa il tempo e più mi convinco che questa amministrazione solo a parole dichiara di essere per la lotta alla ludopatia nei fatti è tutt’altra storia.
La Sanità è stato un tema molto caldo in campagna elettorale per le scorse regionali con accuse rivolte a Caldoro da De Luca ed ora rivolte da Caldoro a De Luca. Come dire ce n’è di carne a cuocere solo che la cosa che è evidente a tutti è che le cose finora non sono cambiate affatto nei pronto soccorsi. Il Cardarelli, il Loreto Mare ed il San Giovanni Bosco continuano ad essere ospedali nei quali c’è un’assistenza da quarto mondo ed in più si parla anche di chiusure di presidi ospedalieri che rappresentano, invece, presidi necessari per la salute dei cittadini. E’ recente il grido di allarme per la paventata chiusura del pronto soccorso dell’Ospedale San Paolo (clikka). Eppure non molto tempo fa ebbi la fortuna di organizzare un convegno di altissimo valore informativo sul tema dell’emergenza urgenza della sanità campana (clikka), nel quale ebbi modo di capire che proprio per i Pronto Soccorso occorre una buona organizzazione e non tanti soldi. Tra i tanti interventi ricordo quello del Prof. Fernando Schiraldi, lo stesso che ha sollevato il problema del San Paolo, che spiegò bene quali erano i nodi da sciogliere.
Ebbene, oggi leggo su Il Mattino (clikka) che nella sanità, a 5 mesi dalle elezioni, si cambia tutto e ne sarei anche contento se solo si iniziasse da dove il problema è più serio ed immediato. Basta leggere la cronaca per capire che siamo fermi al palo e nel Pronto Soccorso del Cardarelli (clikka) nulla è cambiato così come pure per il servizio del 118 (clikka).
Non so proprio che dire: Mentre la politica studia i malati dei pronto soccorso se ne muoiono. Eppure ai tanti consiglieri regionali ed alla giunta basterebbe solo pensassero che loro stessi o un loro prossimo congiunto potrebbe avere bisogno di cure urgenti ed immediate, chissà forse in quel caso potrebbero pure prendere coscenza.
E’ imbarazzante ciò che si legge sui giornali di lorenzo diana senatore anticamorra da San Cipriano d’Aversa. Dal Corriere del Mezzogiorno del 25.11. u.s. (clikka), infatti, si deduce che dalle indagini che l’hanno colpito emergerebbe addirittura che l’ex presidente del CAAN (società partecipata del Comune di Napoli) avrebbe un archivio di circa 2500 fascicoli dove sarebbero stati schedati affari e, sopratutto, raccomandati. Spero che siano tutte accuse che si riveleranno infondate ma ho sempre contestato all’amministrazione il modus operandi di lorenzo diana, dai modi spiccioli e dall’esperienza anticamorra ostentata in ogni occasione.
Io stesso ho assistito ad una riunione tra i mercatali dell’ittico, l’assessore al commercio ed il sindaco dove, prima della vicenda giudiziaria, nella quale si segnalavano tutta una serie di questioni mal gestite e preoccupanti per le quali lo stesso Sindaco si era riservato di valutarne la rimozione che poi è avvenuta solo dopo l’applicazione della misura cautelare.
Per capire come agiva diana basti pensare a quella che è stata la vera e propria “bufala” del festeggiamento della riapertura del mercato ittico a Napoli (clikka) cosa che, nonostante il consiglio abbia deliberato da oltre due anni non è ancora avvenuta e che non si capisce come e perché diana abbia voluto festeggiare con tanto anticipo.
Così come pure le “spaselle” di pesce ed i cesti di frutta (clikka) di cui omaggiava se stesso, amici, assessori e parenti che spero siano stati pagati di tasca propria. Non c’è che dire, pur dovendo essere un manager pubblico, diana ha agito come fosse un politico alla vecchia maniera.
Ovviamente, la vicenda del trasferimento del mercato ittico da Napoli a Volla (clikka) ha precise responsabilità che dovrebbero far pensare mille volte prima di fare una nomina e che fino ad ora non vedrà ancora la luce poiché non si sa quando finiranno i lavori a Piazza Duca degli Abruzzi.
Ciliegina sulla torta è stato che il buon lorenzo diana non essendo assolutamente contento della sua revoca dall’incarico di presidente del CAAN ha pensato bene di fare ricorso al TAR Campania impugnando il decreto sindacale ed affermando che, la misura cautelare a lui applicata, non era una valida ragione per la revoca. Sennonché dovremmo chiedere al buon diana se lui, nella sua veste anticamorra, avrebbe mai dato un simile incarico ad un personaggio indagato per concorso esterno in associazioni mafiosa.
Ovviamente ragioni di opportunità avrebbero imposto ben altro stile a lorenzo diana da San Cipriano d’Aversa. Il nodo sono sempre le nomine facili fatte per ragioni che non hanno per nulla a che vedere con la buona amministrazione.
Sono ormai anni che assistiamo alla riduzione della spesa sociale che ovviamente pesa in particolar modo sulla disabilità. Spesso ci si riempie la bocca parlando di solidarietà ma è chiaro che la solidarietà da sola non basta. Le istituzioni dal canto loro, in un momento di crisi dovrebbero provvedere a fare in modo che ogni euro speso non vada disperso cosicché il 24.11 scorso ho avuto modo di partecipare ad una audizione dei dipendenti di Napoli Sociale, la partecipata del comune di napoli che ha come mission l’attuazione delle politiche sociali dell’amministrazione. Sul tema della disabilità sono intervenuto molte volte in consiglio comunale da ultimo quando sentii il dovere di riportare la lettera struggente e mortificante per le istituzioni del papà di Biagio (clikka) o quando ho censurato la politica di Caldoro (clikka). Questa volta sento il dovere di offrire alla vostra lettura il Piano Industriale di Napoli Sociale 2015 (clikka) specialmente dopo l’appello di un altro papà che è stato costretto a far indossare il pannolone al proprio figlio Disabile (clikka) per non fargli perdere giorni di scuola.
Come dicevo è facile parlare di solidarietà ma quanti soldi si sprecano? Ebbene, alla citata commissione ho avuto modo di parlare con i dipendenti di Napoli Sociale che lamentano uno scarso affidamento di commesse alla azienda che vengono invece affidate ad associazioni e cooperative. Ovviamente la questione la conoscevo già e molte volte ho cercato di far capire all’amministrazione che se abbiamo una Società partecipata che si occupa di sociale è chiaro che dobbiamo sfruttarla al meglio affidandole i compiti che spesso, forse per ragioni elettoralistiche, il Comune affida ad associazioni e cooperative. Se poi consideriamo che il Comune di Napoli spende in politiche sociali una somma che si avvicina ai 100 milioni di euro la cosa è abbastanza rilevante. Come è possibile che Napoli Sociale in una città dove il disagio e la richiesta di aiuto è così impellente non abbia una commessa sufficiente a pagare gli stipendi dei 430 lavoratori?
Se andate a leggere il bilancio allegato al piano industriale troverete che è come al solito, una società che ha una forte esposizione verso l’erario (circa 15.000.000) un una massa debitoria consistente a cui si accompagna un equivalente credito verso l’amministrazione che, come al solito, non paga. Punti di rilievo la mancanza del contratto di servizio (il che è assurdo!!) e l’intenzione di favorire la mobilità verso altre aziende per sottoutilizzo dei dipendenti (pag. 24) il che significa che la scelta del comune si muove verso la esternalizzazione delle politiche sociali senza avere il coraggio di dirlo chiaramente.
Non voglio fare qui la questione politica ma è chiaro che occorre avere il coraggio di dire le cose come stanno e sopratutto non sprecare le poche risorse che abbiamo. 1) esternalizzare tutto e mettere mano alla mobilità interna per fare in modo che non si sprechi il lavoro; 2) non esternalizzare ed allora puntare su una Napoli Sociale che abbia però tutte le caratteristiche per svolgere tutti i ruoli nelle politiche sociali, trasferendo alla stessa anche la funzione di stazione appaltante per avere un unico centro di spesa ed avere una unitarietà dell’azione amministrativa in un settore così importante per la città e per il bilancio comunale!
Sono giorni che sulla stampa cittadina si discute della nomina del Commissario Nastasi, della convocazione della cabina di regia a Palazzo Chigi e del ricorso che il Sindaco di Napoli ha proposto avverso questa decisione del Governo.
Come al solito si discute di chi sarà il manovratore ma non della strada che dovrà percorrere, e di ciò che si deve obbligatoriamente tenere in considerazione, a prescindere da chi sarà a guidare la riurbanizzazione di Bagnoli.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Vesuviano ricorda che “I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica e, come il Vesuvio, presentano un rischio molto elevato per la presenza di numerosi centri abitati nell’area e per la loro immediata vicinanza alla città di Napoli”.
Con Delibera della Giunta Regionale n. 669 del 23/12/2014 si è preso atto della perimetrazione della zona rossa flegrea individuata dalla Protezione Civile, rispetto alla quale nessuna obiezione è stata mossa dai Comuni in essa ricompresi.
E’ possibile, allora, che si parli della bonifica di Bagnoli e non si tenga conto di tali importanti dati? E’ possibile, allora, che non si metta come primo punto nell’agenda del “fare” regionale l’adozione della legge sui conseguenti vincoli urbanistici e l’immediata adozione da parte del Comune del piano di evacuazione delle aree, tanto invocati dai vulcanologi dell’INGV e dall’Osservatorio Vesuviano? La questione forse, per coloro che sono abituati a “fare”, sembrerà superflua ma proprio qualche giorno fa in Consiglio Comunale abbiamo approvato doverosamente la delibera n. 607 del 25.09.2015 con la quale abbiamo disposto, tra l’altro, la riallocazione, in altro sito, di abitazioni di edilizia residenziale pubblica nel quartiere Ponticelli proprio per effetto della Zona Rossa rischio Vulcanico dell’area Vesuviana di cui alla legge regionale n. 21/2003.
Tenere in considerazione il dato di alto rischio sismico della zona flegrea è di fondamentale importanza, in quanto, deve condizionare la destinazione da attribuire alla zona e, quindi, il tipo di bonifica cui mettere mano. Non capire questo significa mettere in pericolo la sicurezza pubblica e la salute dei cittadini e non affrontare per tempo i problemi che prima o poi verranno al pettine.
Ebbene, proprio per dovere istituzionale ed essendo insopportabile un tale assordante silenzio della Regione e del Comune, il 14 ottobre scorso, in Consiglio Comunale, ho proposto l’adozione di una delibera che, ai sensi dell’art. 12 dello Statuto Regionale, contiene una proposta di legge regionale che impone gli stessi vincoli di inedificabilità a scopo residenziale, previsti sull’area vesuviana, anche sull’area a rischio vulcanico dei Campi Flegrei. La proposta (clikka) reca tre firme, la mia e quella dei consiglieri Vittorio Vasquez ed Antonio Borriello.
Altra delibera da considerare è quella lo schema di convenzione (clikka) con la Napoli Servizi che disciplina l’attività di pubblica affissione sul territorio comunale.
Mi fermo altrimenti potreste stancarvi e non leggere più gli atti 🙂
Ovviamente resto sempre disponibile al confronto ed alla discussione segnalandoVi che sulle prime due delibere c’è molto interesse. Molti, infatti, me le hanno segnalate in quanto incidono sulla vivibilità della città. Inoltre, pare vi siano delle rimostranze da parte di alcune municipalità poiché sono stati previsti stalli per il commercio in luoghi non opportuni (chiese, monumenti etc etc).
Ebbene non ce l’ho fatto e dico anch’io la mia sulla magra figura che Napoli ed i suoi amministratori hanno fatto nella trasmissione di Giletti l’Arena di ieri (clikka) oggi ripresa anche dai giornali cittadini. Ovviamente sono dispiaciuto della cosa e pur essendo uno dei 5 consiglieri che ha votato per la eliminazione del privilegio dei biglietti, sono certo che la trasmissione non abbia fatto un buon servizio con notizie date a buon mercato all’insegna del populismo.
Ebbene, la riprova di quello che dico l’ho avuto qualche sabato fa, quando, invitato ad una assemblea cittadina a Bagnoli ho avuto modo di spiegare come stanno effettivamente le cose nello Stadio San Paolo, e dopo di me è intervenuto l’assessore Piscopo, a cui la gente ha chiesto di riferire sullo stesso tema. Ebbene, ho avuto una sorpresa quando l’assessore, volendo sviare anch’egli l’argomento, ha iniziato a parlare dei biglietti perché c’è stata una sorta di “sollevazione popolare”. Le persone hanno, infatti, “stoppato” subito l’assessore dicendo che a loro non “fregava” nulla dei biglietti ma volevano sapere se era vero ciò che avevo riferito poco prima. Ho pensato che c’è speranza e l’informazione dovrebbe fare meno populismo e più informazione per far comprendere che la politica non è tutta uguale e che ci sono persone che aspirano al bene ed all’interesse pubblico anche nei consessi elettivi.
Quali sarebbero potute essere le domande, oltre a quelle sui biglietti, che purtroppo nessuno ha fatto e fa? Eccole:
1.- Perché il Comune di Napoli in 10 anni ha finanziato il Calcio Napoli con 40 Milioni di euro accollandosi pulizia, tutti i consumi e la custodia?
Queste credo erano le domande scomode da porre, ma forse erano tanto scomode che neppure Giletti nella sua trasmissione ha avuto il coraggio di porre perché diciamo incidono su un potere forte…. Il resto sono tutte chiacchiere e distintivo.
Oltre un anno fa mi sono imbattuto nella scabrosa vicenda di Porto Fiorito (clikka) una operazione voluta da Bassolino nel 1999 (clikka) e poi portata avanti dalla Iervolino, con un acquisto immobiliare (la ex Corradini) a carico delle casse del comune di circa 6 milioni di euro poi regalato, attraverso una concessione “gratuita” (in cambio di opere e riqualificazione urbana?) alla Porto Fiorito S.p.a.
La cosa mi ha colpito tanto da spingermi a promuovere una interrogazione (clikka) agli Assessori Sodano, Calabrese e Piscopo nonché al Sindaco che è sotto gli occhi di tutti non hanno fatto nulla di concreto se siamo arrivati a questo punto.
L’elemento sconvolgente della questione che ha destato la mia curiosità è stato che per procedere a questa “brillante” operazione si revocarono le concessioni alla Cantieri Navali Partenopei che occupava maestranze tra occupazione diretta ed indotta per circa 30 persone tutte gettate in mezzo ad una strada da oltre 15 anni.
Oggi leggo sul Corriere del Mezzogiorno (clikka) della incredibile richiesta di danni per oltre 70 milioni di euro da parte della Porto Fiorito S.p.a. rivolta a Comune di Napoli ed Autorità Portuale. Ora dovremmo chiederci chi pagherà i danni Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino, Luigi De Magistiis o i Commissari che si sono avvicendati alla guida della Autorità Portuale oppure tutti quanti in solido o forse come molto probabile tra 20 anni nessuno.
Eppure non sarebbe stato difficile per il Sindaco/Magistrato de Magistris aggiustare la vicenda studiando le carte. Come al solito registro una approssimazione politica ed una grave incompetenza che dovrebbero farci vergognare per i tanti posti di lavoro che non sono stati creati dalla incapacità politica ed amministrativa di queste persone. Senza dimenticare che potrebbe anche essere che la richiesta di danni proposta dalla Porto Fiorito S.p.a. contro il Comune e l’Autorità Portuale venga rigettata dal Tribunale, ma è sotto gli occhi di tutti che le istituzioni guidate da cotanto personale politico tra Bassolino/Iervolino e De Magistriis hanno fallito su un altro importante pezzo della città. Come dico sempre Napoli OVEST e Napoli EST sono due realtà fallimentari che dovrebbero farci riflettere su chi dare la nostra fiducia.
Oggi (23.10.2015) su Repubblica Napoli la questione del Rischio Vulcanico (clikka) e la presentazione della proposta di legge regionale sul punto. Della questione ho avuto modo di esporla sia in consiglio comunale sia a Radio Radicale. Ora la questione passa al Consiglio Comunale, spero che se ne faccia carico a tutela della sicurezza pubblica e della incolumità dei cittadini. Per ulteriore approfondimento clikka qui.
AI SENSI DELL’ART. 42 DEL T.U.E.L. E DELL’ART. 54 DEL REGOLAMENTO
DEL CONSIGLIO COMUNALE
Proposta di Legge Regionale di Iniziativa del Consiglio Comununale di Napoli
ai sensi dell’art. 12 dello Statuto della Regione Campania
sul rischio vulcanico dell’area flegrea
Premesso che:
I.- Ai sensi dell’art. 12 del vigente Statuto della Regione Campania “l’iniziativa legislativa appartiene inoltre ai singoli Consigli provinciali e comunali dei capoluoghi di provincia, nonché a non meno di tre Consigli comunali la cui popolazione sia complessivamente superiore a cinquantamila abitanti”;
II.- secondo la Protezione Civile ed alla luce dei risultati degli esami e studi condotti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Vesuviano: “I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica e, come il Vesuvio, presentano un rischio molto elevato per la presenza di numerosi centri abitati nell’area e per la loro immediata vicinanza alla città di Napoli”;
III.- con Delibera della Giunta Regionale n. 669 del 23/12/2014: “Alla stregua dell’istruttoria compiuta dalla Direzione Generale e delle risultanze e degli atti tutti richiamati nelle premesse che seguono, costituenti istruttoria a tutti gli effetti di legge, nonché dell’espressa dichiarazione di regolarità della stessa resa dal Direttore a mezzo di sottoscrizione della presente PREMESSO: a) che, con riferimento all’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico in area flegrea, il Dipartimento della Protezione Civile ha posto in essere, d’intesa con l’Assessorato alla Protezione Civile della Regione Campania, la ridefinizione delle cosiddetta “Zona rossa”, ovvero dell’area ad elevata probabilità di invasione di flussi piroclastici e, quindi, da sottoporre a evacuazione cautelativa in caso di possibilità di ripresa dell’attività eruttiva; b) che ad oggi la vigente pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico in area flegrea risale al 2001 ed interessa i Comuni di Bacoli, Pozzuoli e Monte di Procida, nonchè le Municipalità di Soccavo-Pianura e Bagnoli-Fuorigrotta, e alcune porzioni dei quartieri di Arenella, Vomero, Posillipo e Chiaia del Comune di Napoli; c) che il Gruppo di lavoro incaricato della definizione dello scenario di riferimento per il piano di emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico ha consegnato il proprio Rapporto finale al Dipartimento della Protezione Civile al termine dell’anno 2012; d) che la Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Vulcanico (CGR – SRV), in occasione delle sedute del 31/05/2013 e del 12/07/2013, ha fornito specifiche raccomandazioni circa le modalità di revisione della “Zona rossa” a partire dallo studio sopra indicato; e) che il Dipartimento della Protezione Civile ha conseguentemente elaborato una proposta di delimitazione della nuova “Zona rossa” che recepisce le indicazioni e le raccomandazioni della Commissione; f) che la “Zona rossa” dei Campi Flegrei così individuata è riferita alla sola area ad alta probabilità di invasione dai flussi piroclastici; g) che, quando disponibili le definitive carte dell’indice di rischio per ricaduta di cenere, il Dipartimento provvederà a una valutazione definitiva della necessità di integrazione della “Zona rossa” alle aree esterne a quelle di probabile invasione di flussi piroclastici che dovessero presentare elevati valori di rischio di crollo per accumulo di ceneri; h) che, con nota prot. 40831 del 01/08/2014, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, ha trasmesso alla Regione Campania, tra l’altro: l’Allegato 3 in cui sono rappresentate:la curva della probabilità di invasione dei flussi piroclastici – Perc.le 95 e 5%, l’area di inviluppo dei depositi flussi piroclastici (ultimi 5000 anni); l’Allegato 4 in cui è rappresentata, in uno alle predette curve, la nuova “Zona rossa” dei Campi Flegrei che si propone per l’approvazione; i) che sono stati individuati 7 Comuni che hanno il territorio, completamente o parzialmente incluso nella nuova “Zona rossa”: Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto e Marano di Napoli. CONSIDERATO a) che, con la predetta nota prot. 40831 del 01/08/2014, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, ha chiesto alla Regione Campania “… di voler porre in essere un percorso di condivisione e approfondimento con i Comuni interessati e … di avviare le opportune attività ed il percorso amministrativo di competenza, in analogia a quanto realizzato di recente per il Vesuvio …”; b) che l’Assessore regionale con delega alla Protezione Civile sul territorio, per dar seguito all’invito formulato dal Dipartimento, ha richiesto l’invio della documentazione tecnica e scientifica alla base della proposta della nuova “Zona rossa”; c) che il Presidente della Regione Campania, con propria nota prot.2014- 0017472/UDCPGAB/CG del 08/10/2014, ha convocato una riunione per il giorno 20/10/2014 per illustrare i risultati dei recenti studi tecnico-scientifici e per presentare ai Sindaci interessati il limite della “Zona rossa” dei Campi Flegrei; d) che a tale riunione sono stati invitati i Sindaci dei Comuni di Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Marano di Napoli, la Prefettura di Napoli l’Amministrazione provinciale di Napoli, l’Osservatorio Vesuviano INGV ed il Dipartimento della Protezione Civile; e) che, all’esito di tale riunione, i Comuni hanno assunto l’impegno a trasmettere alla Regione Campania, entro il 30/11/2014, gli atti decisionali assunti; f) che, con nota prot. 54892 del 24/10/2014, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, ha, tra l’altro, trasmesso il file in formato vettoriale della proposta di nuova “Zona rossa”; g) che l’Assessore regionale con delega alla Protezione Civile sul territorio, con propria nota prot. 2031/SP del 30/10/2014, ha invitato i Comuni interessati a voler rapidamente trasmettere le proprie decisioni, ricordandone le modalità e la relativa tempistica; h) che la Protezione Civile della Regione Campania, con propria nota prot. n. 2014.0769528 del 14/11/2014, ha convocato, per il giorno 19/11/2014, una riunione tecnica per favorire il confronto tra le diverse Amministrazioni comunali coinvolte e per monitorare lo stato di avanzamento dei relativi procedimenti tecnico-amministrativi; i) che il Comune di Quarto, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota prot. n. 35057 del 25/11/2014 a firma dei componenti della Commissione straordinaria (acquisita al protocollo dell’Assessore regionale n.2206/SP del 25/11/2014), ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; j) che il Comune di Pozzuoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, a mezzo posta elettronica certificata del 28/11/2014, ha comunicato l’avvenuta presa d’atto da parte del Consiglio Comunale della proposta di perimetrazione ed ha successivamente trasmesso la pertinente deliberazione dell’organo consiliare n.85 del 27/11/2014 avente ad oggetto “Definizione dello scenario di riferimento per il Piano di Emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico. Presa d’atto del Consiglio Comunale”; k) che il Comune di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. PG/2014/953529 del 02/12/2014, ha trasmesso la nota sindacale di ridefinizione del limite della nuova “Zona rossa” interessante il territorio comunale con l’allegata cartografia di dettaglio elaborata dal competente Servizio comunale di Protezione Civile nel rispetto dei parametri e delle indicazioni fissate dal Dipartimento; l) che il Comune di Monte di Procida, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 04/12/2014 la delibera del proprio Consiglio Comunale n. 45 del 25/11/2014 avente ad oggetto “Presa d’atto aggiornamento Pianificazione di emergenza per rischio vulcanico in Area Flegrea “Zona Rossa” – Osservazioni”; m) che il Comune di Giugliano in Campania, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 0061238 del 04/12/2014 a firma della Commissione straordinaria, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta dal Dipartimento; n) che il Comune di Bacoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. 000037864 del 11/12/2014, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; o) che il Comune di Marano di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 18/12/2014 la deliberazione di Giunta Comunale n.144 del 16/12/2014 avente ad oggetto “Perimetrazione Zona Rossa Campi Flegrei. Presa d’atto di validazione”, con cui l’organo esecutivo comunale ha preso atto della proposta di perimetrazione elaborata dall’Area tecnica comunale, già trasmessa alla Regione Campania con nota prot. 3287 del 28/11/2014; RITENUTO a) di dover prendere atto:a.1.che il Comune di Quarto, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 35057 del 25/11/2014 a firma dei componenti della Commissione straordinaria (acquisita al protocollo regionale n.2206/SP del 25/11/2014), ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; a.2.che il Comune di Pozzuoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, a mezzo posta elettronica certificata del 28/11/2014, ha comunicato l’avvenuta presa d’atto da parte del Consiglio Comunale della proposta di perimetrazione ed ha successivamente trasmesso la pertinente deliberazione dell’organo consiliare n.85 del 27/11/2014 avente ad oggetto “Definizione dello scenario di riferimento per il Piano di Emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico. Presa d’atto del Consiglio Comunale”; a.3. che il Comune di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. PG/2014/953529 del 02/12/2014, ha trasmesso la nota sindacale di ridefinizione del limite della nuova “Zona rossa” interessante il territorio comunale con l’allegata cartografia di dettaglio elaborata dal competente Servizio comunale di Protezione Civile nel rispetto dei parametri e delle indicazioni fissate dal Dipartimento; a.4.che il Comune di Monte di Procida, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 04/12/2014 la delibera del proprio Consiglio Comunale n. 45 del 25/11/2014 avente ad oggetto “Presa d’atto aggiornamento Pianificazione di emergenza per rischio vulcanico in Area Flegrea “Zona Rossa” – Osservazioni”; a.5.che il Comune di Giugliano in Campania, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 0061238 del 04/12/2014 a firma della Commissione straordinaria, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta dal Dipartimento; a.6.che il Comune di Bacoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. 000037864 del 11/12/2014, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta;; a.7.che il Comune di Marano di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 18/12/2014 la deliberazione di Giunta Comunale n.144 del 16/12/2014 avente ad oggetto “Perimetrazione Zona Rossa Campi Flegrei. Presa d’atto di validazione”, con cui l’organo esecutivo comunale ha preso atto della proposta di perimetrazione elaborata dall’Area tecnica comunale, già trasmessa alla Regione Campania con nota prot. 3287 del 28/11/2014; b) di poter approvare la delimitazione della “Zona rossa” dei Campi Flegrei riportata nella cartografia che si allega (Allegato 5) quale parte integrante della presente deliberazione; c) di dover trasmettere la presente Deliberazione al Dipartimento nazionale della Protezione Civile per le determinazioni finali; RICORDATO che le citate determinazioni comunali sono conservate agli atti dell’Assessorato regionale alla Protezione Civile; VISTA la vigente legge n. 225 del 24 febbraio 1992; Propone e la Giunta, a voto unanime DELIBERA 1. di prendere atto:1.1.che il Comune di Quarto, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 35057 del 25/11/2014 a firma dei componenti della Commissione straordinaria (acquisita al protocollo regionale n.2206/SP del 25/11/2014), ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; 1.2.che il Comune di Pozzuoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, a mezzo posta elettronica certificata del 28/11/2014, ha comunicato l’avvenuta presa d’atto da parte del Consiglio Comunale della proposta di perimetrazione ed ha successivamente trasmesso la pertinente deliberazione dell’organo consiliare n.85 del 27/11/2014 avente ad oggetto “Definizione dello scenario di riferimento per il Piano di Emergenza dei Campi Flegrei per il rischio vulcanico. Presa d’atto del Consiglio Comunale”; 1.3.che il Comune di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. PG/2014/953529 del 02/12/2014, ha trasmesso la nota sindacale di ridefinizione del limite della nuova “Zona rossa” interessante il territorio comunale con l’allegata cartografia di dettaglio (Allegati 1 e 2) elaborata dal competente Servizio comunale di Protezione Civile nel rispetto dei parametri e delle indicazioni fissate dal Dipartimento; 1.4.che il Comune di Monte di Procida, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 04/12/2014 la delibera del proprio Consiglio Comunale n. 45 del 25/11/2014 avente ad oggetto “Presa d’atto aggiornamento Pianificazione di emergenza per rischio vulcanico in Area Flegrea “Zona Rossa” – Osservazioni”; 1.5.che il Comune di Giugliano in Campania, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. n. 0061238 del 04/12/2014 a firma della Commissione straordinaria, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta dal Dipartimento, successivamente dettagliata così come riportato nell’Allegato 3; 1.6.che il Comune di Bacoli, il cui territorio è integralmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, con nota proprio prot. 000037864 del 11/12/2014, ha comunicato il proprio assenso alla proposta di perimetrazione predisposta; 1.7.che il Comune di Marano di Napoli, il cui territorio è parzialmente ricompreso nella nuova “Zona rossa”, ha trasmesso il 18/12/2014 la deliberazione di Giunta Comunale n.144 del 16/12/2014 avente ad oggetto “Perimetrazione Zona Rossa Campi Flegrei. Presa d’atto di validazione”, con cui l’organo esecutivo comunale ha preso atto della proposta di perimetrazione elaborata dall’Area tecnica comunale (Allegato 4), già trasmessa alla Regione Campania con nota prot. 3287 del 28/11/2014; di approvare la delimitazione della “Zona rossa” dei Campi Flegrei riportata nella cartografia che si allega quale parte integrante della presente deliberazione (Allegato 5); di trasmettere la presente Deliberazione al Dipartimento nazionale della Protezione Civile per le determinazioni finali; di trasmettere la presente Deliberazione all’Assessore alla Protezione Civile, al Capo Dipartimento 53.00, al Direttore Generale 53.08 e al BURC per la pubblicazione”.
IV.- Alla luce della recente perimetrazione della “Zona Rossa” dei Campi Flegrei occorre adottare con urgenza l’atto legislativo conseguente per il territorio Flegreo in linea con quanto già è stato compiuto per l’area rischio vulcanico del Vesuvio, con la legge Regione Campania n. 21 del 10 dicembre 2003 che impedisce qualsivoglia nuovo insediamento residenziale nell’area a rischio vulcanico, ciò per la superiore protezione del diritto alla sicurezza ed all’abitazione dei cittadini campani residenti nell’area flegrea.
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Tanto premesso i sottoscritti Consiglieri Comunali ai sensi e per gli effetti dell’art. 42 del T.U.E.L. e dell’art. 54 del Regolamento del Consiglio Comunale,
propongono
al Consiglio Comunale di adottare la seguente proposta di legge regionale ai sensi dell’art. 12 del vigente Statuto della Regione Campania il cui testo capitolato in articoli di seguito si trascrive:
“NORME URBANISTICHE PER I COMUNI RIENTRANTI NELLE ZONE A RISCHIO VULCANICO DELL’AREA FLEGREA
Articolo 1
La presente legge si applica ai comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area flegrea del Dipartimento della Protezione Civile – prefettura di Napoli – osservatorio vesuviano.
La pianificazione di cui al comma 1 e le variazioni successive sono parte integrante della presente legge.
Articolo 2
Gli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei comuni di cui all’articolo 1 non possono contenere disposizioni che consentono l’incremento dell’edificazione a scopo residenziale, mediante l’aumento dei volumi abitabili e dei carichi urbanistici derivanti dai pesi insediativi nei rispettivi territori.
A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietato alle amministrazioni competenti assumere provvedimenti di approvazione o di esecutività, previsti da disposizioni di legge vigenti in materia, degli strumenti attuativi dei piani regolatori generali dei comuni individuati all’articolo 1, comportanti incrementi delle edificazioni a scopo residenziale.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la Città Metropolitana, d’intesa con la regione e con i comuni di cui all’articolo 1, provvede alla redazione di un piano strategico operativo da approvare in Consiglio Regionale, al fine di determinare e definire:
a) le aree e gli insediamenti da sottoporre a programmi di interventi e di opere finalizzate alla decompressione della densità insediativa presente, nonché al potenziamento e miglioramento delle vie di fuga anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, di demolizione senza ricostruzione, di riqualificazione e di recupero ambientale, di valorizzazione dei centri storici, e di rifunzionalizzazione in favore delle attività produttive, turistico ricettive, terziarie ed attrezzature pubbliche e di interesse pubblico;
b) le eventuali possibilità di attuazione di interventi compensativi, nelle aree e per gli interventi già destinati negli strumenti urbanistici vigenti a scopo residenziale di cui alla lettera a), nell’ambito degli obiettivi per la eliminazione di case ed insediamenti malsani, degradati o comunque per processi di riqualificazione urbana, purchè non comportanti pesi residenziali aggiuntivi incompatibili con le finalità della presente legge.
Articolo 3
I comuni di cui all’articolo 1 sono tenuti ad adeguare al divieto sancito dall’articolo 2 gli strumenti urbanistici generali ed attuativi, che alla data di entrata in vigore della presente legge sono sia in corso di formazione che adottati.
Articolo 4
Entro due anni dall’entrata in vigore della presente legge, i comuni di cui all’articolo 1 sono tenuti ad adeguare al divieto previsto dall’articolo 2, mediante apposite varianti, gli strumenti urbanistici generali ed attuativi vigenti.
Le varianti di cui al comma 1, al fine di implementare le vie di fuga, dispongono la demolizione dei volumi incongrui.
Decorso il suddetto termine, vi provvede il Presidente della Città Metropolitana, a mezzo di commissari ad acta.
Articolo 5
Dalla data di entrata in vigore della presente legge, e fino alla vigenza degli strumenti urbanistici generali ed attuativi di cui all’articolo 2, o fino alla vigenza degli strumenti urbanistici così come adeguati ai sensi dell’articolo 3, o fino alla vigenza delle varianti di cui all’articolo 4, nei comuni individuati all’articolo 1 è vietato il rilascio di titoli edilizi abilitanti la realizzazione di interventi finalizzati all’incremento dell’edilizia residenziale, come definiti dall’articolo 2.
Restano esclusi dal divieto di cui al comma 1 gli adeguamenti funzionali e di natura igienico-sanitaria degli immobili già esistenti.
Articolo 6
Nei comuni di cui all’articolo 1 è consentito, in deroga alle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, il mutamento di destinazione d’uso degli immobili residenziali già esistenti da adibire all’esercizio di attività produttive, commerciali, turistico – ricettive o di pubblica utilità.
Nei comuni di cui all’articolo 1 è vietato, in deroga alle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, ogni mutamento di destinazione d’uso che comporta l’utilizzo a scopo abitativo.
Articolo 7
Ai soci assegnatari delle cooperative anche non residenti e ai cittadini residenti da almeno cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge nei comuni di cui all’articolo 1 ed in possesso dei requisiti indicati all’articolo 2 della legge regionale 2 luglio 1997, n. 18, è riservato, al fine di incentivarne il trasferimento in altri comuni della regione, fino al venti per cento dell’aliquota complessiva di alloggi di edilizia residenziale pubblica prevista dalla legge regionale 18/97, articolo 13, comma 1.
Con delibera di giunta regionale sono definite le procedure per l’assegnazione degli alloggi riservati ai sensi del comma 1.
La riserva di cui al comma 1 ha efficacia per quindici anni decorrenti dall’entrata in vigore della presente legge.
Articolo 8
Agli oneri finanziari per gli adempimenti di competenza delle amministrazioni comunali e provinciali di cui all’articolo 2 si fa fronte con apposito stanziamento di bilancio.
Articolo 9
La presente legge, a norma degli articoli 43 e 45 dello Statuto, è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.
La presente Legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.
E’ fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge delle Regione Campania”.
Ieri il Consiglio Comunale sullo Stadio. Sono passati due emendamenti che obbligano l’amministrazione a fare un bando pubblico per gli allestimenti pubblicitari sulle aree esterne allo Stadio ed uno che garantisce lo svolgimento delle altre attività sportive nell’impianto. Resta ovviamente l’amaro in bocca perché, non è passato un emendamento sulla modalità di gestione che avrebbe fatto recuperare al comune circa 10 milioni di euro, che si sarebbero potuti avere semplicemente passando la gestione dello stadio dalla concessione, all’uso del servizio a domanda individuale. L’incasso attraverso questa modalità, infatti, sarebbe andato a copertura dei costi per i servizi a domanda individuale che, per legge devono essere coperti per lo meno al 36% ed, invece, ad oggi lo sono solo al 27%. Questo inadempimento per la legge 174/2013 sul riequilibrio ci costa in sanzioni circa 5 milioni di euro per ogni punto percentuale di mancata copertura di riversamenti dalla Stato: ben 45 milioni di euro!! Passando l’introito del San Paolo su questa voce avremmo scalato per lo meno due punti (saremmo passati, quindi, dal 27 al 29%) = 10 milioni di euro. Ma questa cosa ai cittadini Napoletani non verrà mai spiegata dai Giornali!!!
Il mio intervento all’1:53:29
REAZIONI:
Questa la reazione del Sindaco assolutamente fuori luogo perché scarica sul consiglio comunale la responsabilità di ciò che è accaduto quando poi al momento dell’appello nominale proprio il Sindaco era irresponsabilmente assente.
Il Patron del Napoli addirittura minaccia di non far giocare la partita di domenica prossima Napoli / Fiorentina (clikka). Addirittura, qualcuno ha ipotizzato che si potrebbe pensare ad un accordo tra il sindaco ed il patron: Scaricare la colpa sul consiglio comunale aizzando irresponsabilmente i tifosi contro il Consiglio stesso. Ovviamente non voglio proprio credere a questa ipotesi.
Ecco il nostro comunicato stampa a chiarimento:
All’indomani del Consiglio Comunale sulla convenzione ponte con la Società Sportiva Calcio Napoli per l’utilizzo dello Stadio San Paolo, si apprende della reazione sopra i toni del presidente De Laurentis e della sua minaccia di non disputare la partita di domenica prossima Napoli – Fiorentina, come pure dei commenti del Sindaco De Magistris che scarica sul Consiglio Comunale la responsabilità dei ritardi, attribuili, invece, solo ed unicamente all’Amministrazione Comunale e alla stessa Società Sportiva Calcio Napoli. Le responsabilità sono, infatti, evidenti, sia perché il Consiglio Comunale è stato investito della questione solo lo scorso 30 settembre, sia per il comportamento irresponsabile del Sindaco, assente in un momento decisivo del confronto nell’aula consiliare. Le opposizioni tutte, al di là degli schieramenti, a tutela degli interessi della città e dei tifosi, hanno invece cercato, e continueranno a farlo fino alla fine, di migliorare l’atto deliberativo e la convenzione con proposte ed emendamenti, non accolti dal Sindaco nella seduta di Consiglio del 14 ottobre, probabilmente solo perché sono stati assunti impegni in privato con la Società Sportiva Calcio Napoli, pur senza avere una maggioranza consiliare. I cittadini, ancor prima che tifosi, devono saperlo: i ritardi sulla convenzione per l’utilizzo dello Stadio San Paolo sono imputabili al Sindaco De Magistris e alla Società Sportiva Calcio Napoli.
Con lo sciame sismico di ieri di cui oggi parlano tutti i giornali (clikka) sembra che anche la natura voglia dire la propria su Bagnoli. Che la questione sia seria io me ne sono accorto immediatamente mettendo in relazione il decreto sblocca Italia ed il risultato del tavolo della protezione civile sul rischio vulcanico dei campi flegrei (clikka). Ancora non molto tempo fa, ospitato dalle pagine Repubblica Napoli (clikka), ponevo i quesiti che sono rimasti tuttora senza risposta, tra cui la questione di sicurezza e rischio vulcanico. Ieri (08.10.2015) una affollata riunione di associazioni e comitati sulla questione di Bagnoli e del commissariamento, nel Palazzo del Consiglio di Via Verdi, alla quale ha partecipato anche l’assessore Carmine Piscopo per il Comune.
Il leitmotiv di tutti è no al Commissario no ai poteri forti! Ho già detto come la penso sullo Sblocca Italia e sulla sua farraginosità, sennonché oggi lo sciame sismico ci riporta tutti con i piedi per terra. Cosa fare per Bagnoli? Presto detto: Adottare immediatamente una legge regionale che dica cosa si può fare e cosa no. Ebbene, per come la vedo io si dovrebbe adottare il medesimo criterio di massima protezione adottato con la legge Regione Campania n. 21.2003 (clikka) per il rischio vulcanico dell’area Vesuviana. I Campi Flegrei, infatti, sono il vulcano di gran lunga più pericoloso del Vesuvio, tanto che è definito SuperVulcano, quindi, Commissario si Commissario no, il problema serio adesso è in Regione Campania. Vedremo se De Luca sarà più sensibile ai poteri forti o alla sicurezza dei cittadini.
Questa volta per copiare è sufficiente restare in Campania ed adattare l’art. 1 e 2 della citata legge regionale n. 21.2003, a mente dei quali: “Articolo 1. 1. La presente legge si applica ai comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area vesuviana [sostituire con area dei campi flegrei] del dipartimento della protezione civile – prefettura di Napoli – osservatorio vesuviano [sostituire con osservatorio campi flegrei]. 2. La pianificazione di cui al comma 1 e le variazioni successive sono parte integrante della presente legge. Articolo 2 1. Gli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei comuni di cui all’articolo 1 non possono contenere disposizioni che consentono l’incremento dell’edificazione a scopo residenziale, mediante l’aumento dei volumi abitabili e dei carichi urbanistici derivanti dai pesi insediativi nei rispettivi territori. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietato alle amministrazioni competenti assumere provvedimenti di approvazione o di esecutività, previsti da disposizioni di legge vigenti in materia, degli strumenti attuativi dei piani regolatori generali dei comuni individuati all’Articolo 1, comportanti incrementi delle edificazioni a scopo residenziale. 3. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la provincia di Napoli , d’intesa con la regione e con i comuni di cui all’articolo 1, provvede alla redazione di un piano strategico operativo da approvare in Consiglio regionale, al fine di determinare e definire: a) le aree e gli insediamenti da sottoporre a programmi di interventi e di opere finalizzate alla decompressione della densità insediativa presente, nonché al potenziamento e miglioramento delle vie di fuga anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, di demolizione senza ricostruzione, di riqualificazione e di recupero ambientale, di valorizzazione dei centri storici, e di rifunzionalizzazione in favore delle attività produttive, turistico ricettive, terziarie ed attrezzature pubbliche e di interesse pubblico; b) le eventuali possibilità di attuazione di interventi compensativi, nelle aree e per gli interventi già destinati negli strumenti urbanistici vigenti a scopo residenziale di cui alla lettera a), nell’ambito degli obiettivi per la eliminazione di case ed insediamenti malsani, degradati o comunque per processi di riqualificazione urbana, purchè non comportanti pesi residenziali aggiuntivi incompatibili con le finalità della presente legge“. Come detto semplice semplice occorre solo sostituire “area vesuviana” con “area dei campi flegrei“! Saranno sufficientemente abili i nostri rappresentanti in Regione ?
Una buona politica anziché parlare di commissari e superfici edificabili farebbe un buon piano di evacuazione, paradossalmente ad oggi ancora non adottato!
Nota di colore: Ieri in contemporanea con l’assemblea di cui dicevo prima c’era anche il consiglio comunale sulla convenzione dello Stadio San Paolo, ebbene mentre al terzo piano si affermava di voler combattere i poteri forti del decreto sblocca italia, al quinto piano il potere forte si accarezzava e coccolava, tanto è vero che l’amministrazione quando ha capito che il fronte per avere una convenzione più giusta ed equa per i cittadini e le casse del comune, ha fatto marcia indietro ed ha chiesto la sospensione della discussione. Sia chiaro per tutti i Poteri Forti si combattono con i fatti non con le chiacchiere! Ieri ho sentito solo chiacchiere dall’amministrazione!
Come era prevedibile è scoppiata la polemica sullo stadio con il flop del consiglio comunale del 30 settembre scorso e la discussione rinviata al 7 ottobre. Ovviamente a Napoli non ci poteva essere nulla di normale, sicché siamo arrivati alla terza proroga con il Patron del Napoli che usa un linguaggio da cinepanettone ed una discussione tutta incentrata sul “chi sono io e chi sei tu” che sinceramente non credo interessi poi tanto i cittadini che vorrebbero un impianto sportivo innanzitutto sicuro ed al livello della terza Città del Paese. In ogni altra parte del mondo occidentale si parlerebbe di progetti con politici ben attenti a far comprendere ai cittadini che le casse pubbliche avranno un beneficio dalla riqualificazione dello Stadio Cittadino e non ci rimetteranno. E’ stata, infatti, di questo tenore la discussione per la ristrutturazione dell’Olimpiastadion di Berlino nel 2004. Ma per restare in Italia, anche a Milano la discussione è tutta economica, con una ristrutturazione del San Siro per la finale della Champions, per la quale le squadre cittadine contribuiscono con 40 milioni di euro oltre ad una parte messa dal Comune a scomputo parziale dei canoni. Anche qui si prospetta un beneficio economico per i cittadini. Difatti, si calcola che la remunerazione dall’indotto sarà di circa 300 milioni di euro e di questi, ben 50 andranno nelle casse del Comune di Milano. A Napoli è il caso di dire che dal 2005 abbiamo caricato tutti i costi dello Stadio sul Comune, quindi, pulizia dopo le partite, manutenzione ordinaria e straordinaria (seppure quella ordinaria per le parti in uso esclusivo è a carico del Calcio Napoli), consumi idrici, elettrici e da riscaldamento, tutti a carico dei cittadini napoletani, tifosi e non. A Milano, ovviamente tutti questi costi sono a carico delle squadre. Inoltre, nella convenzione del 2005 c’è una espressa rinuncia del Comune ai crediti pregressi verso la Società e solo nel 2014 il Comune ha potuto incassare quello che era dovuto dal 2006. Come dire il Comune sostiene, sia pure in modo sgangherato, costi diretti per circa 1,5 milioni di euro all’anno (a cui vanno aggiunti i costi per gli interventi urgenti per altri 2,5 milioni di euro) ed il Calcio Napoli marginalizza l’utile versando al comune circa 800 mila euro, che ora, con la proposta ponte si vogliono ridurre ad €. 651.249,00. Ebbene, credo che uno degli elementi per capire quanto valga lo Stadio San Paolo sia sicuramente il suo rendimento di cui stranamente nessuno parla. Ebbene, da uno studio del CONI Servizi (invocato spesso dal Patron) si apprende facilmente che il Calcio Napoli per la sola stagione 2012/2013, ha avuto ricavi totali, di 120,3 milioni di euro e di questi, 15,1 milioni sono imputabili al solo uso dello Stadio San Paolo. A questi ricavi ovviamente occorre aggiungere quelli da sfruttamento della Buvette, da pubblicità, sponsorizzazione e diritti televisivi. Lo stesso studio CONI dimostra che con non grossi sforzi, dal San Paolo si potrebbero tirare fuori altri 12,97 milioni di euro. E’ evidente, allora, che le colorite espressioni da cinepanettone del patron, difronte a questi numeri, sono semplici armi di “distrazione di massa” peraltro di cattivo gusto e, seppure condivisibile l’amarezza per le cattive condizioni dello stadio, non vorrei che De Laurentiis si sia convinto che il Comune sia una Gallina dalle Uova d’oro, ovvero, visto lo stato delle casse pubbliche, da spennare.
I regali del Comune a spese dei cittadini: Convenzione calcio napoli Stadio San Paolo:
1) Art. 12 comma 11 Convenzione 2005: … il Comune … espressamente rinuncia ai corrispettivi che fino alla data di sottoscrizione risulteranno dovuti a qualsiasi titolo dalla Napoli Soccer SpA per l’utilizzo dell’impianto nella stagione 2004/2005″. NON SI CAPISCE A QUANTO ABBIAMO RINUNCIATO. Oltre a tale rinuncia il Comune nel 2005 regalò anche 225.000,00 €. in moneta contante (mediante uno scomputo dal dovuto) nonché tutti i lavori di adeguamento dello stadio alla normativa di sicurezza che sarebbero spettati alla concessionaria. Anche in questo caso non si capisce quanto ci è costato. Se consideriamo che il Calcio Napoli solo nel 2014 ha pagato quanto dovuto dal 2006 al 2014 e dopo tale pagamento non ha pagato più per il 2015, allora è evidente che non solo il Patron pretende di non pagare niente per lo stadio ma vuole pure che la città di Napoli lo finanzi a fondo perduto.
Credo che la gestione dei beni pubblici del Comune di Napoli sia un indicatore della capacità politica ed amministrativa complessiva dell’ente. In più occasioni mi sono occupato dei beni pubblici ed ho avuto modo di capire che il Comune di Napoli, da sempre, è un ente tanto prodigo verso “alcuni privati” che si potrebbe giungere, se fosse possibile, alla sua “inabilitazione” per prodigalità, così come è previsto dal nostro codice civile all’art. 415 per le persone fisiche.
Con lo Stadio San Paolo poi si potrebbe scrivere un testo di diritto amministrativo partenopeo tanto è stata ed è singolare la sua disciplina. Ebbene, il prossimo 30 settembre è all’esame del Consiglio Comunale la delibera n. 598 del 14.09.2015 (clikka) con la quale si concede per un altro anno lo sfruttamento dello Stadio al Calcio Napoli, ad un canone che è stato determinato non si capisce bene come, visto che sia il ragioniere comunale, sia il segretario generale hanno manifestato perplessità circa la determinazione degli importi. Chi volesse approfondire potrebbe leggere anche l’Ordinanza n.163.2014 (clikka) della Corte dei Conti Sez.ne Regionale della Campania, unitamente alla delibera del Consiglio Comunale n. 716/2005 (clikka).
Ovviamente io una proposta risolutiva ce l’avrei e l’ho anche indicata al Comune di Napoli attraverso una vera e propria proposta di delibera (clikka) che non toglierebbe 1 €. dalle tasche di De Laurentiis e consentirebbe alla squadra cittadina di continuare a giocare nell’impianto. Come sempre siccome è una buona idea, che farebbe guadagnare al Comune di Napoli un bel po’ di milioni di euro, rispetto ai 650 mila previsti con la delibera n. 598, il comune si guarda bene dal considerarla. Come al solito non ho fatto altro che copiare cosa hanno fatto in altre città europee. Ma Napoli è in Europa?
Ovviamente il tutto si inquadra in una proposta formulata sempre dal calcio napoli con la quale si chiederebbe lo sfruttamento per 99 anni dell’impianto, dietro la promessa di investimenti per 20 milioni di €. In sostanza il buon imprenditore si garantirebbe il terreno di gioco, lo sfruttamento di aree commerciali interne ed esterne e parcheggi per poco più di duecentomila euro all’anno. Basti pensare che i Milanesi incassano oltre settemilioni all’anno dallo sfruttamento del San Siro. Altra domanda: Ma i Milanesi sono meglio dei Napoletani?
Di seguito le proposte di emendamento ed odg che ho elaborato e che sottoporrò al consiglio domani. Segnalo l’emendamento sulla “vendita del nome dello stadio e la sponsorizzazione delle aree esterne” per il quale ho già formulato proposta di delibera (clikka) che ha avuto i pereri (clikka) favorevoli del Servizio PRM del Segretario Generale e del Ragioniere Generale. Peraltro l’esperienza è buona a Napoli perché con la sponsorizzazione si sono recuperati i fondi per ristrutturare il Ponte di Chiaia (800.000,00 €.), la “Colonna Spezzata di Belen” e la Fontana del Carciofo a Piazza Triete e Trento.
Come Cittadino e Consigliere Comunale, seguo da tempo la questione della movida e della quiete pubblica, un tema, che ricorre periodicamente sui giornali cittadini ed in particolare quando si verificano fatti di camorra. Da ultimo leggo con attenzione gli articoli e le lettere su Piazza Bellini, un luogo simbolo della movida, proprio all’esito degli spari di camorra di fine agosto, ampiamente raccontati anche da questo giornale. Ho letto anche della adozione di un autoregolamento degli esercenti riunitisi in consorzio che sarebbe stato depositato presso il Comune di Napoli e che dovrebbe prevedere, proprio per limitare i fenomeni “anomali” e contro il “commercio selvaggio”, divieti di vendita di alcolici a minori (peraltro già previsto per legge) e divieto di vendita di alcolici, oltre un certo orario, che, allo stato, ci è sconosciuto. Certo che l’impegno va premiato ma andrebbe consigliata anche la pubblicizzazione di tale atto per saggiarne l’efficacia e rassicurare sopratutto i residenti che, allo stato, non sembra siano mai stati presi in considerazione dalle istituzioni né locali né centrali. Sul tema sono intervenuto molte volte in Consiglio Comunale citando esempi e regolamentazioni che sono state adottate in altre città, purtroppo, senza risultati apprezzabili ma anzi con un sostanziale atteggiamento di non volersi occupare del fenomeno o di occuparsene solo parzialmente e da un solo lato. Ebbene, il 29 gennaio scorso l’Amministrazione, all’esito di una assemblea “infuocata“, tenutasi in Via Verdi, da me promossa, prese l’impegno di incontrare le rappresentanze dei cittadini, nel frattempo riunitisi in comitati che, ad oggi non è stato rispettato.
Sempre con la volontà di contribuire alla discussione io stesso all’esito di un incontro con i rappresentanti dei Comitati per la quiete pubblica di Chiaia, Bagnoli, Centro Storico e Vomero ho chiesto, su loro mandato e per iscritto, al Prefetto di Napoli, un incontro anch’esso, ovviamente, caduto nel nulla seppure poi, questa estate, lo stesso Prefetto, sui giornali, ha dichiarato di voler incontrare i cittadini ed i residenti proprio per affrontare il tema. Ebbene, alla luce di tale assordante silenzio e disinteressamento, mi sembra assolutamente giustificata la diffidenza dei residenti da ultimo manifestata con un grido di dolore di Marisa Margiotta (clikka) sulle pagine di Repubblica Napoli. Eppure, come sempre, dopo lo studio che ho avuto modo di condurre mi sembrerebbe assolutamente ultronea ogni nuova disciplina, basterebbe sapere applicare le leggi esistenti ed i principi di precauzione, ordine pubblico e tutela del diritto alla salute già in vigore ed efficaci. E’ evidente, allora, che nonostante l’impegno dell’ufficio ambiente del Comune di Napoli, l’amministrazione centrale e locale ignori del tutto sia la disciplina dettata dalla legge n. 447/1995, sia quella Europea da ultimo recepita con l’art. 19 della legge n. 161/2014, sia l’art. 100 del TULPS, sia lo stesso piano di zonizzazione acustica del Comune, quando consente l’esecuzione di manifestazioni, o l’apertura di locali, o assembramenti di migliaia e migliaia di persone in luoghi pubblici ristretti che, senza neppure la necessità di eseguire una misurazione con il fonometro, è evidente che siano nocivi per la salute dei cittadini per effetto dell’inquinamento acustico o per l’ordine e la sicurezza pubblico.
Come rappresentante delle istituzioni, pertanto, sento un certo senso di mortificazione quando non riesco a rassicurare un papà di Via San Sebastiano che ha il figlio piccolo che dorme sopra una vera e propria discoteca, ovvero non riesco a dare risposte a Lucia che a Piazza Bagnoli dorme sopra un locale che spara decibel a tutta forza, oppure a Carmen che in via Ferrigni ha preso un vero e proprio esaurimento nervoso per l’insonnia causata dai cd. Baretti di Chiaia. Allora, è evidente che il fenomeno è insidioso e si intreccia con atti di camorra che sono connessi alla sostanziale deregulation cittadina perché non si può pretendere di controllare ad esempio Piazza Bellini, con la sola presenza di quattro cinque unità delle Forze dell’Ordine, quando in essa affluiscono migliaia e migliaia di persone che il giorno dopo lasciano evidenti tracce di cosa è accaduto per tutta la notte, che ha lasciato insonne centinaia di residenti. Basta, infatti, passare la notte per la Piazza Bellini o Via Carrozzieri ed inspirare qualche boccata d’aria per accorgersi che si fuma abbondantemente non sigarette ma altro e gli arresti per spaccio confermano questa sensazione. Cosa fare è, allora, già scritto! Basta solamente un po’ di coraggio politico e copiare ciò che ha fatto ad esempio il Sindaco Figliolia della vicina Pozzuoli, con un’ordinanza del maggio scorso, la cui violazione è sanzionata con la chiusura del locale, oppure, come hanno fatto alcuni Questori della Repubblica che, in applicazione dell’art. 100 del T.U.L.P.S. hanno essi stessi disposto la chiusura di locali per ragioni di ordine e sicurezza pubblica. La soluzione, quindi, già c’è ed è percorribile basta solo che proprio le istituzioni e gli esercenti diano, come sempre, il buon esempio perché la camorra e l’atteggiamento commorristico, si combattono con la costanza delle buone prassi ed il rispetto delle legge non solo con manifestazioni, parole, feste e concerti.
A breve ricomincerà il carosello delle notizie sulla concessione dello stadio San Paolo che è scaduta il 30 giugno scorso e che è stata prorogata fino al 30 settembre prossimo, nella passata nottata del bilancio previsionale, con un emendamento (clikka) a sorpresa inserito, in un primo momento tra quelli “tecnici” (ma che di tecnico non aveva assolutamente nulla) che ci ha tenuti inchiodati in consiglio a discutere alle 4,30 del mattino, per una buona ora. C’è da dire che poche ore prima, non conoscendo ancora della esistenza del citato emendamento avevo provveduto a proporre io stesso un emendamento(clikka), poi approvato, che, diciamo, metteva al sicuro l’uso dello stadio alla squadra cittadina mediante un riequilibrio della tariffa ad uso individuale, parametrata, in un certo qual modo, ai valori di concessione degli altri stadi italiani. E’ fuor di dubbio che la buona amministrazione dell’impianto sportivo più importante della città assurge a valore di esempio anche per l’alta qualità dell’imprenditore interessato allo sfruttamento. Occorre, quindi, un atto di buona amministrazione che dovrebbe essere il frutto di una sinergia tra pubblico e privato e che sia, quindi, equilibrato sia negli aspetti amministrativi, tenendo conto di tutti gli interessi sportivi in gioco, sia in quelli economici, su cui, è il caso di ricordare, la Corte dei Conti, già ebbe ad esprimersi con toni alquanto critici, con l’ordinanza del 28.03.2014, n. 163. Basti pensare che ulteriore motivo di controversia, su cui pare non si voglia ancora discutere, è il consumo dell’acqua servita, immagino, per innaffiare il campo da gioco e che ad oggi ammonti a diverse centinaia di migliaia di euro di cui la stessa Società Calcio Napoli pare non voglia assumersi l’onere. D’altro canto non c’è dubbio che, dopo il dibattito pubblico sul rapporto SVIMEZ ed i tanti appelli a collaborare ed impegnarsi per uscire dalla grave crisi, degli Intellettuali Napoletani a partiti, imprenditori e società civile, proprio la buona amministrazione dello Stadio San Paolo sia un banco di prova su cui misurare non solo l’attuale Amministrazione Comunale ma anche il Patron del Napoli nella sua qualità di imprenditore ed anche coloro che, diciamo, si candidano alla carica di Sindaco della città. Come si voglia affrontare il tema in concreto e con toni non populistici, credo sia un atto dovuto per tutti i citati soggetti coinvolti. Parlare, infatti, di programmi astratti o di buoni propositi è un esercizio alquanto semplice e fumoso, calarsi, invece, in un problema concreto e prospettare la soluzione immediata credo sia il modo più efficace per aiutare gli elettori a scegliere. Per quanto mi riguarda più volte sono intervenuto sul tema, sia in consiglio comunale, che su queste pagine dichiarando semplicemente che non occorre far altro che copiare le buone prassi, con procedure chiare, trasparenti e tempi certi così come accade nelle altre città, con un piccolo sforzo di collaborazione anche del Presidente De Laurentiis, imprenditore di alto valore, che saprà sicuramente essere di buon esempio per gli altri Imprenditori e Cittadini Napoletani.
Mi piace condividere con Voi la Lectio Magistralis su De Gasperi di Nunzio Galatino (Clikka). Per chi non lo conoscesse Mons. Galatino è il Vescovo che, in questi giorni, ha più volte rintuzzato Salvini sul tema degli immigrati. Il testo, che mi sono permesso di evidenziare in alcuni passaggi, si legge con facilità anche per la sua attualità.
In mancanza di Uomini Politici non c’è dubbio che dobbiamo guardarci indietro per capire il futuro e fare tesoro del pensiero delle Donne e degli Uomini che hanno partecipato alla Costituente.
L’Associazione Ricostruzione Democratica, infatti, nasce dall’idea del Prof. Marino Borrelli ispirato proprio alla Ricostruzione Democratica di Alcide De Gasperi.
Le prossime amministrative al Comune di Napoli saranno difficilissime per gli schieramenti che si preparano a scendere in campo e per la ricerca di un candidato valido. Per me credo sia un dovere continuare nell’impegno che ho assunto nel 2011 per affermare quei principi che, con tanta forza in questi oltre quattro anni, ho cercato di applicare in concreto. Mi è altresì chiaro che ho bisogno dell’aiuto, fattivo e concreto, di tutti quelli che in questi anni mi hanno incoraggiato ad andare avanti per estendere il consenso e per fare in modo che in consiglio continui ad esserci una voce ispirata dall’unico intento di fare il bene e l’interesse pubblico. Occorre impegnarsi per alimentare rapporti sani non fondati sullo scambio elettorale, una catena di donne ed uomini perbene che vogliono impegnarsi per essere rappresentati nell’istituzione cittadina. Io ci sto!!! spero di trovare tante amiche ed amici che abbiano la voglia di aiutarmi a fare le giuste scelte politiche. Sursum Corda
Il rapporto SVIMEZ (clikka) ci ha restituito una verità che i cittadini campani conoscono bene, un divario tra nord e sud del Paese che mortifica il principio di uguaglianza. Il paradosso di cui parla Saviano (clikka) nella sua lettera al Presidente Renzi, che dal sud scappano anche le mafie, perché preferiscono investire altrove i danari insanguinati dal crimine. La questione meridionale agli onori delle cronache e la richiesta da più parti, della istituzione del Ministero per il Mezzogiorno o della coesione sociale con uno staziamento apposito che faccia decollare l’economia del sud. Siamo sicuri che queste sono le giuste ricette? Siamo sicuri che non occorra, per usare una fraseologia europea, prima fare i compiti a casa? Ci potevamo espettare dati diversi da quelli forniti dallo SVIMEZ? Credo che con orgoglio la classe dirigente del sud, prima di andare con il cappello in mano a Roma debba fare un approfondito esame di coscienza e farsi delle domande: Come mai se si chiama un ufficio di un comune del nord, come mi è capitato, ed il numero è occupato, dopo qualche minuto arriva una telefonata dall’impeccabile dipendente settentrionale il quale chiede in cosa poter essere utile? Come mai se si chiama un qualunque numero URP di qualunque amministrazione della Campania il telefono suona a vuoto oppure è sempre occupato? Come mai se un cittadino campano vuole avviare una attività economica deve fare la pallina da ping pong tra uffici, comunali, regionali, sanitari e statali, che non parlano la stessa lingua, dando informazioni contrastanti? Tutte questioni per la quali ho cognizione diretta sia per la mia esperienza ventennale di avvocato, sia dalla più recente esperienza di consigliere comunale a Napoli. Una volta occupandomi dello stadio San Paolo ho chiesto al Comune di Milano di avere la convenzione del San Siro: Mi è giunta dopo pochi minuti nella mia casella di posta elettronica ed il raffronto tra la convenzione milanese e quella napoletana è stato drammatico la prima era “addirittura” corredata dalle planimetrie. E’ periodo di bilancio ed ho avuto gli atti della manovra più importante del Comune su un cdrom, circa 2000 pagine scannerizzate, tal volta anche non leggibili e per le quali non è possibile neppure fare la ricerca per parole in modo da rendere il lavoro più semplice in un tempo peraltro ristrettissimo. Ovviamente ho messo a confronto gli atti ricevuti con quelli che sono caricati sul sito del comune di Milano ed è tutta un’altra storia! Il Previsionale Milanese è stato portato in consiglio ed approvato il 15 luglio scorso, noi ci avviamo alla maratona del 5 e 6 agosto. Profonde anche le differenze sulle nomine negli enti, società ed istituzioni regionale e comunali, in Lombardia tutto si svolge attraverso un procedimento pubblico con una commissione che valuta l’esperienza ed il merito dei candidati, obbligando la politica a scegliere i migliori, in Campania questo meccanismo è assolutamente sconosciuto o quasi! Nel Comune di Napoli, infatti, solo il 15 maggio 2014, dopo due anni di battaglie, è passato un regolamento sulle nomine che è ho proposto ma che purtroppo, per effetto di emendamenti, non incide sulle valutazioni di merito perché ha trovato una forte opposizione politica da tutta la maggioranza e di pezzi dell’opposizione all’insegna di un non meglio specificato “primato” della politica. Basta sentire i discorsi nella metro o negli autobus dove prevale la mancanza di speranza e l’opinione comune sulla politica del “fanno tutti schifo”. Invertire la rotta solo con una “iniezione” di danaro? L’esperienza del terremoto del 1980 credo sia emblematica, migliaia di miliardi riversati nel sud che non hanno costituito un benessere strutturato ma, anzi in alcuni casi, hanno finito per distruggere le realtà storiche urbanistiche di interi paesini che hanno sostituito la pietra con il cemento armato. Interventi anche più recenti hanno dimostrato che i soldi riversati sul territorio tal volta lo abbrutiscono e lo mortificano inutilmente. Per restare a Bagnoli, ma sarebbero tanti gli esempi: La porta del parco di Bagnoli costata circa 40 milioni di euro che giace inutilizzata! Mettere mano alla macchina comunale e regionale è la priorità principale. Nel Comune di Napoli è pressoché impossibile spostare un vigile da una municipalità ad un’altra, sono tutti Rappresentanti Sindacali, eppure, per il loro ruolo, sarebbe sano prevedere, come lo sarebbe anche per i dirigenti, una rotazione che impedisca incrostazioni che spesso paralizzano l’azione amministrativa creando ingiustificate posizioni di potere. Le ricette sarebbe facile immaginarle: Basterebbe saper copiare le buone prassi amministrative dalle altre realtà.