L’agenda del nuovo Parlamento: Il disastro dei comuni

400px-Parlamento_Italiano_Giuramento_di_Giovanni_LeoneLa politica fine a se stessa: sono convinto che ai cittadini italiani che lavorano e fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, a quelli che hanno problemi di lavoro, a quelli che hanno necessità di cure mediche che lo stato non eroga più, insomma, alla maggior parte degli italiani, non interessa nulla chi sia il presidente della camera, quello del senato, quello del consiglio, quello della repu…bblica: Insomma la politica di apparato non serve ai cittadini. Oggi, tra le altre cose, ho detto questo alla manifestazione in consiglio comunale circa le difficoltà degli enti locali dovute ai buchi di bilancio che ridurranno i comuni disastrati a funzionare solo come anagrafe e basta. Tutto questo è il frutto dell’attacco della finanza astratta ai beni ed ai servizi pubblici! Lo capiranno mai i nuovi e vecchi parlamentari che siedono nella massima assemblea elettiva della repubblica italiana ed i politici o pseudotali che pretendono di telecomandare i parlamentari … Non c’è più tempo e queste elezioni credo l’hanno dimostrato.

Ecco il video del mio intervento di stamane (19.03.2013) al Consiglio Comunale di protesta:

e l’articolo su Napolionline

Cara INPS. La burocrazia che uccide!

burocraziaBurocrazia infantile, becera, inadeguata, stupida, ingolfata, compromessa, corrotta, incivile, che mortifica, che spegne le speranze, irrazionale, punitiva, da incendiare, a fottere, piena di carte inutili, della giustificazione, sprecona, prepotente, arrogante …

Questi sono gli aggettivi che mi vengo, per ora in mente, leggendo la lettera di un caro amico che voglio condividere con voi. Il racconto riguarda l’INPS ma, purtroppo facilmente, si replica in ogni amministrazione dove c’è gente ignobile che interpreta le circolari come se fossero superiori alle leggi e fatte non per andare incontro ai cittadini ma per punirli, una burocrazia esercitata da piccoli uomini che esercitano così un potere per autocelebrazione  … che schifo!

Alla Direzione I N P S – Sede di Napoli, Via G. Ferraris 4 – 80142 Napoli

Caro INPS, ti riassumerò brevemente ciò che ho sentito stamattina ad uno dei tuoi sportelli della Città di Napoli – in Via Cervantes per essere precisi.

Sono il papà di un ragazzino autistico di dodici anni, il quale, non avendo uso della parola, dipende in tutto e per tutto dagli altri. È incapace di provvedere a se stesso, per intendersi. Da circa otto-nove anni il ragazzo percepisce una ‘pensione di accompagnamento’ corrisposta dall’INPS. Dal momento che entrambi i genitori lavorano – è questa è una fortuna per il mio ragazzo, dato che in Italia il carico principale della disabilità pesa sulle famiglie – e dunque non possono disporre del proprio tempo in modo autonomo, fu deciso che la pensione sarebbe stata versata sul conto corrente bancario del papà, e cioè il conto corrente del sottoscritto.

Ora è accaduto – i casi della vita sono sempre in movimento – che si è reso necessario un cambiamento in questo stato delle cose. Si è deciso cioè di chiedere che la pensione del ragazzo venga versata sul conto corrente intestato alla madre, invece che su quello intestato padre. Il funzionario della banca cui avevo chiesto informazioni sulla procedura, mi aveva detto che l’INPS avrebbe rilasciato un modulo, da riempire con le nuove coordinate bancarie e il timbro della banca, e da ripresentare agli sportelli INPS. Questo, come tu dovresti sapere, anche se è meglio ricordarlo, significa perdere almeno due mattinate intere di lavoro, tenuto conto dell’estensione della città, dei tempi di spostamento, ecc.

Sacrificando la mattinata di oggi, sono passato ai tuoi sportelli di Via Cervantes. Dopo la mia brava oretta d’attesa, mi son sentito dire dal funzionario allo sportello che è impossibile che una pensione d’accompagnamento venga versata in un conto corrente a nome di un genitore. Voleva avvertirmi che per l’accredito occorre un conto corrente co-intestato. Queste sono le ‘nuove disposizioni’ che tu, INPS, hai emanate forse già da un po’, ma che a me erano ignote. Ecco dunque la nuova situazione: la madre di mio figlio dovrà aprire un nuovo conto corrente, un conto co-intestato a lei e ad una persona che è un disabile mentale completo incapace di parlare, e dunque di leggere e scrivere.

Il funzionario, con gentilezza ed aria di sincera commiserazione, mi ha fatto l’elenco degli atti che il sottoscritto e la povera madre del ragazzo dovranno compiere e che comporteranno: (1) la perdita di almeno altre quattro mattinate lavorative; (2) il dilatarsi del tempo necessario per portare a compimento l’operazione; (3) l’accensione di un nuovo conto corrente, che comporterà nuove spese ed un ulteriore complicazione nella già drammatica esistenza quotidiana, comune a tutti i genitori di disabili. Cose da poco, si dirà.

Caro INPS, lasciati però dire quel che mi è passato per la mente, nella parte rimanente di questa mattinata inutile e irritante. Lasciati dire che ho ricordato al funzionario allo sportello le condizioni in cui vivono i genitori di un minore disabile: tra mille difficoltà burocratiche, con la spesa che sale oltre ogni limite di decenza. Credo, caro INPS, che tu sappia che la pensione del mio sfortunato ragazzo non copre neanche la metà delle spese che dobbiamo sostenere per fargli avere una vita decente. E per vita decente non intendo certo auto blu o vacanze ai Caraibi – quelle forse sono i tuoi alti dirigenti a potersele permettere, assieme a tanti esponenti della classe politica di questo paese, non certo il mio ragazzo. Vita decente è semplicemente, per lui, poter usufruire di terapie opportune, avere un tetto sopra la testa, frequentare la scuola per stare tra i suoi coetanei, svolgere qualche attività ricreativa – poche purtroppo, vista la sua condizione…

Questo però è un lusso, non ce lo possiamo permettere. Sono quindi giustificate le leggi sulla tassazione delle pensioni di accompagnamento, è giustificata la compartecipazione (il pagamento di una parte della spesa per la presa in carico del disabile da parte delle strutture competenti), sono più che comprensibili gli aumenti generalizzati dei costi della vita, i quali come si sa non hanno alcun riguardo per le famiglie con un problema serio di disabilità. Ed ultima, anche se mi è difficile immaginarne la necessità, ecco la nuova disposizione sui conti co-intestati.

Caro INPS, lasciamelo dire – l’ho già fatto oggi col tuo funzionario di Via Cervantes – forse è meglio che tu cambi politica, nei confronti della disabilità. Forse è tempo che anche tu recepisca le implicazioni della evoluzione generale della società – non solo la nostra, quella italiana. Oggi ci si chiede di essere efficienti, flessibili e competitivi. Di esser pronti a fare a meno di quei privilegi da dormiglioni che vanno sotto il nome comune di welfare: l’assistenza sanitaria, la presa in carico della disabilità, l’istruzione (scolastica ed universitaria), la giustizia… Insomma, di tutti i capitoli in cui si suddivide l’intervento nel sociale della nostra cara ma ormai superata Repubblica Fondata sul Lavoro.

Anche tu, caro INPS, come interprete di una concezione mutata della società, più adeguata al tempo, e meno incline all’assistenzialismo, potresti fornire un nuovo servizio alla collettività, in relazione alla disabilità. Ti propongo a tal proposito di riabilitare il vecchio progetto nazista di soppressione dei disabili ‘fisici e mentali’: il vecchio e terribilmente famoso T-Project, anche chiamato progetto eutanasia.

Quanto costerebbe, alle finanze italiane, metter su la rete di istituti di soppressione della disabilità che Hitler costruì nel III Reich (e che, per chi ricorda un po’ di storia, fu la struttura entro la quale fu addestrata la classe dirigente dei campi di sterminio dell’Olocausto)? Forse non poco, ma la spesa verrebbe ammortata in breve dall’immenso risparmio in termini di strutture di assistenza e riabilitazione, ed in termini di pagamenti di pensioni.

Perché non ci pensi, caro INPS? Forse i tempi sono davvero cambiati, e tutti noi dovremo essere incoraggiati a migliorare le nostre prestazioni. Per favorire questo processo di modernizzazione (non abbiamo il coraggio di chiamarlo, come facevano i nazisti, purificazione della razza), potremo iniziare con la disabilità, non più nascondendola dietro un falso buonismo, costoso e destinato all’inefficienza, ma al contrario, facendola sparire dalla società.

Con cordialità.

E. C.

Grande progetto Centro Storico di Napoli

commissioneprogettocentrostoricoStamane (18.03.2013) in commissione abbiamo trattato il tema del grande progetto del centro storico di Napoli (clikka), di cui alla delibera di giunta 875/2012 (clikka). E’ possibile anche avere un elenco sintetico delle opere (clikka). Hanno partecipato alla commissione i tecnici dell’assessorato all’urbanistica, tra cui il Responsabile Unico del Procedimento, Arch. Ferulano, i quali ci hanno illustrato per sommi capi i progetti relativi al 27 interventi, di cui due di carattere urbanistico. L’importo stanziato a valere su fondi europei POR FESR è di 100.000.000,00 di €. Tali somme non dovranno andare (meno male) a cronologico, quindi le imprese aggiudicatarie degli appalti saranno pagate con “tempi da cristiani”. Ho chiesto esplicitamente che non si sprecasse l’occasione e prima di scendere nella progettazione definitiva si facesse uno sforzo per avere una visione d’insieme di ciò che dovrebbe essere il centro storico, prevedendo percorsi turistici in anticipo e punti di ritrovo con allestimento di arredo urbano idoneo. Ci mancano nella II municipalità panchine e parchi o piccoli giardini dove portare i bambini. Mio figlio in campagna elettorale una volta che incontrò il candidato sindaco De Magistris e si sentì di fare una richiesta, stette qualche minuto con il ditino alzato e poi chiese: “Luigi io voglio un parco!”. Ho ripetuto questa cosa ma pare che i giochi già siano stati fatti, il progetto che prima era di trecento milioni di euro  si è poi ridotto a centomilioni. Ho chiesto di avere in commissione l’opportunità di avere la progettazione definitiva almeno per le opere di urbanizzazione. Speriamo bene !!!

Il crollo alla Riviera di Chiaia. I rischi della linea 6. Esperti a Confronto

rivieraIeri 15.03.2013 presso la sala multimediale del Consiglio Comunale come già annunciato si è riunita l’Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia promossa dal Gruppo consiliare Ricostruzione Democratica. Sono intervenuti gli esperti Giovan Battista de’ Medici, Aldo Loris Rossi, Giuseppe Rolandi e Bruno Palazzo. Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare i tecnici e di farci una idea alla luce della quale credo che “buttare a mare” il progetto, tesi che pure circola in alcuni ambienti, sarebbe una follia con una perdita di risorse pubbliche già spese enorme. Occorrerà andare avanti, poiché interrompere i lavori, con lo scavo  già realizzato sarebbe peggio che proseguire i lavori stessi. Ad ogni buon conto, Radio Radicale, che ringrazio, ha registrato gli interventi, che credo sia interessante sentire. Peccato non abbiamo una ripresa di tutto il convegno poiché c’è stata anche la proiezione di schede che hanno aiutato a capire meglio. Consiglio in particolare di ascoltare quanto riferito dal Prof. Palazzo.

Il Convegno sui rischi dei lavori della linea 6 (clikka)

riviera1

Forum delle Culture 2013

forumIl 12.03. u.s. insieme alla presidente della Commissione Cultura abbiamo convocato una commissione congiunta sul Forum delle Culture, visto che è prossimo e dai giornali non si capiva nulla. Il giorno successivo ci sono stati vari articoli di giornali. Alla commissione ha partecipato il Capo Gabinetto del Sindaco, il Segretario Generale ed il Commissario della Fondazione Forum delle Culture. Ho cercato, come al solito di fare una operazione trasparenza e la presenza del Segretario Generale è servita per chiarire che ogni progetto culturale del Forum, visto che è finanziato con soldi pubblici, dovrà essere organizzato con il rispetto delle procedure di evidenza pubblica. Noi come ho già scritto da qualche parte siamo amanti dell’ovvio. Si dell’ovvio, poiché parrebbe che la fondazione Forum delle Culture abbia speso circa 1.900.000,00 senza il rispetto delle procedure e che siano stati selezionati degli eventi, dalla passata amministrazione oddati, senza  attuare alcuna procedura di evidenza pubblica o bando di gara che dir si voglia. Noi come Ricostruzione Democratica abbiamo chiaramente detto che vigileremo e che neppure un euro dovrà essere speso. Nella Commissione sono intervenuti i consiglieri comunali presenti tra cui Carlo Iannello e Simona Molisso, consiglio la visone anche perché così capirete come si lavora nelle commissioni del Vostro Comune, almeno quelle a cui partecipiamo noi. Ringrazio Dario Catania che con la NUB ha curato la ripersa.

Il Consiglio Comunale di Napoli approva l’istituzione del registro del testamento biologico

imagesStamane (14.03.2013) il consiglio comunale ha approvato l’istituzione del registro del Testamento Biologico altrimenti detto registro delle dichiarazioni di ultima volontà. E’ stata una nostra proposta che ho anche postato qualche tempo fa (clikka). Di seguito il mio intervento e quello di Carlo Iannello che credo valga la pena di sentire per l’alto valore espresso:

il mio intervento all’1:24:52

l’intervento di Carlo Iannello al 2:01:50

Aiutiamo lo Sport a Scampia

maddaloniOggi (08.03.2013) sono intervenuto nel Consiglio Comunale anche per esprimere la mia solidarietà a Gianni Maddaloni che in questi giorni e settimane sta vivendo una condizione assolutamente frustrante come è apparso su tutta la stampa cittadina. Di Gianni Maddaloni avevo già manifestato la mia vicinanza all’opera meritoria che svolge sul territorio di scampia (clikka). Ho colto l’occasione anche per fare una riflessione su come si danno i contributi pubblici.

Il mio intervento al 1:14:48

Il Consiglio dell’8 marzo 2013 sull’ACN Coppa America

americas_cup_napoli_regate_gettyIl tema è stato quello delle partecipate. Oggi (8.03.2013) abbiamo trattato la stabilizzazione dell’ACN di cui al mio precedente post (clikka). Io sono intervenuto, ed insieme ad i miei compagni di Ricostruzione Democratica abbiamo votato contro. In particolare al centro del mio intervento ho posto la deliberazione della Corte dei Conti del 31.01.2013 (clikka) sullo stato delle casse comunali e sulle raccomandazioni di razionalizzazione delle partecipate che secondo noi impediscono qualsivoglia costituzione di altre partecipate per il Comune. La delibera è passata con 27 voti a favore e soli tre voti contro, il mio quello di Carlo Iannello (Simona Molisso si è dovuta allontanare per allattare il bambino) e quello di Pietro Rinaldi (FED) l’opposizione tutta si è astenuta, due voti a favore sono venuti da UDC e da FLI. Devo dire che mi meraviglio sempre perché fino a prima del voto cinque/sei consiglieri della maggioranza mi avevano detto che non avrebbero votato a favore. Spero di resistere e di continuare a meravigliarmi. Se si ascolta l’intervento credo non sarà difficile capire che questa delibera ha il parere non favorevole del Segretario Generale, del Direttore dei Servizi Finanziari ed è in contrasto della Delibera della Corte dei Conti citata e di ciò tutti i consiglieri penso siano a conoscenza. Mi chiedo cosa altro dobbiamo fare …

Di seguito gli interventi di Carlo Iannello al 1:37:37 ed il mio al 2:23:31 che credo siano interessanti:

la dichiarazione di voto all’1:20:56

Fuoco su Napoli

download“Fuoco su Napoli” è un romanzo apocalittico di Ruggiero Cappuccio a cui ho pensato col crollo del fabbricato alla Riviera di Chiaia e l’incendio della Città della Scienza. Questi ultimi due giorni mi hanno aperto una ferita profonda nello stomaco. Sono arrabbiato e sento di sentire la stessa rabbia che hanno i miei compagni del gruppo consiliare Carlo Iannello e Simona Molisso. E’ una rabbia sorda che non vuole sentire ragioni. Napoli dovrebbe essere il traino per tutto il mezzogiorno e giochi di potere economico e politico la stanno strangolando. L’aria manca ai cittadini, ma ancora di più ai tanti dipendenti della Napoli Sociale (partecipata dal Comune) che campano senza stipendio per mesi. L’aria manca ai dipendenti dell’Azienda di Mobilità che a fine mese non sanno se arriverà lo stipendio o se potranno uscire con i mezzi forniti di gasolio. L’aria manca ai cittadini che ci chiedono di otturare le buche (dovrebbe essere una cosa semplice) e l’aria manca a noi che sentiamo il dovere di dare delle risposte! E’ necessario che si pongano immediatamente i nodi sul tavolo e si taglino una volta per tutte, spiegando alla città cosa sta accadendo. Occorre spiegare alla città che il governo attuale (perché oggi c’è un governo che di qui a poco se le cose non cambiano lo si dovrà ritenere voluto da tutte le forze politiche compreso il M5S) ci costringe a fare una politica per la quale il pubblico potrà dare sempre meno. Occorre spiegare ai cittadini che un governo in questo paese ci dovrà pure essere che si assuma la responsabilità verso i napoletani che, comunque, hanno espresso dei loro rappresentanti in parlamento e che non se ne fregano un fico secco se si debba dare prima o dopo la fiducia ad un governo, ma vogliono che i loro rappresentanti una volta eletti amministrino e adempino al mandato elettorale attuando ciò che hanno promesso in campagna elettorale. I cittadini sentono solo che gli manca l’aria e non capiscono nulla del perché un “comico” (è così che la stampa definisce il leader del M5S) non faccia in modo che si crei un governo su progetti condivisi e necessari per il paese, pretendendo che quegli stessi punti messi a base del suo programma elettorale li voti qualcun altro, per non perdere la “verginità”! Punti per i quali hanno chiesto il voto e sono stati eletti 160 nuovi parlamentari che si dichiarano essere dipendenti dei cittadini italiani. Ebbene, la rabbia che questa volta si è sfogata nella scheda elettorale, oggi chiede risposte immediate. E se il concetto di parlamentare dipendente dei cittadini vale, allora il dipendente non potrà non votare la fiducia ad una governo che dichiara e si impegna ad attuare i punti del programma elettorale per il quale sono stati chiesti i voti dal parlamentare che si è candidato ed è stato eletto. Lo dico ancora una volta Napoli non può aspettare!

Il risultato elettorale. Occorre un patto per Napoli

America’s Cup dove stanno i consiglieri regionali e provinciali!!

americas_cup_napoli_regate_gettySull’America’s Cup (clikka) ed in particolare sulla stabilizzazione della ACN qualche giorno fa ho scritto pubblicando anche gli atti oggetto del nostro esame. Ora riflettevo che come tante altre cose questa vicenda interessa anche i consiglieri Regionali e quelli Provinciali che dovranno del pari votarli. Ebbene, vorrei sapere dove stanno e cosa pensano i bravi consiglieri regionali e provinciali di quest’atto che dovranno votare o hanno votato anche loro. Non capisco queste persone che come hanno dimostrato le cronache sono forse troppo lautamente pagati pensano ancora di amministrare il pubblico nelle stanzette dei palazzi! O sono troppo occupati a fare l’alta politica dimenticandosi dell’amministrazione!!! Mi farebbe piacere avere tanti riscontri quanti sono i consiglieri provinciali e regionali!!

Regolamento sul sistema dei controlli interni del Comune di Napoli

comuneSempre domani (28.02.2013) in consiglio comunale dovremmo approvare il regolamento sul sistema dei controlli interni (clikka). Dopo una buona lettura devo dire che mi piace. Reintroduce in sostanza il vecchio controllo di legittimità sugli atti amministrativi ma non solo da un punto di vista sostanziale ma anche contabile ed inoltre traccia tutta una serie di controlli di gestione e di qualità. Il problema già so che sarà farlo rispettare ed applicare nella sostanza e non solo nella forma. Dall’esperienza che ho fatto in quest’anno credo che i politici che hanno ruoli di gestione dovrebbero fare tesoro della esperienza dei tecnici che pur ci sono nell’amministrazione e prima di promettere “mari e monti” dovrebbero imparare a dire che ogni loro atto amministrativo dovrà prima ottenere il parere favorevole dei dirigenti preposti senza assumere impegni che potrebbero non poter mantenere, specificando che la regolarità amministrativa e contabile degli atti amministrativi è a garanzia di tutti ed in primo luogo dei destinatari, sia che si tratti di un atto amministrativo puro, sia che si tratti di un contratto, una concessione o una transazione, e noi le transazioni importanti nel Comune di Napoli non è che ce le facciamo mancare. Ove mai aveste qualche indicazione è sempre bene accetta anche se mi rendo conto occorrerebbe essere un po’ tecnici. Io siccome i pareri contabili spesso sono un po’ criptici (per curiosità potreste leggere quello sulla delibera dell’ACN (clikka) ho pensato a quest’emendamento che oggi (28.02.2013) è stato approvato all’unanimità:

   CONSIGLIO COMUNALE  DI NAPOLI

del 28 febbraio 2013

PROPOSTA DI EMENDAMENTO

DELIBERA DI GIUNTA DI PROPOSTA AL CONSIGLIO N. 16 del 14/01/2013

PREMESSO CHE:

I.- Con la delibera di giunta indicata in epigrafe l’Amministrazione ha proposto l’adozione del regolamento sul sistema dei controlli interni;

Letta la bozza di regolamento allegata alla delibera in epigrafe ed a mente dell’art. 44 del vigente Regolamento Consiliare si propone l’adozione del seguente emendamento:

All’art. 18 aggiungere il comma 3 nel seguente testo: 3. Il parere di regolarità contabile emesso dal Dirigente responsabile  deve terminare con la seguente l’espressione sintetica “parere favorevole” ovvero “parere non favorevole”.

I proponenti:

Gennaro Esposito

Il risultato elettorale. Occorre un patto per Napoli

imagesNon capisco come ci si possa meravigliare della sconfitta della coalizione di centro sinistra e di Rivoluzione Civile. Oggi (27.02.2013) leggo le dichiarazioni di Amendola su La Repubblica e mi sembra che sia sceso per la prima volta sulla terra. Uguale tenore sono le dichiarazioni del Sindaco che ha scaricato immediatamente R.C. Non si capiva che è finita l’epoca della imposizione, che i partiti sin anche quelli appena nati, non possono essere autoreferenziali? A fronte della chiara percezione  della scialba campagna elettorale i candidati nelle liste PD/SEL già si sentivano parlamentari rimanendo completamente assenti dalla scena cittadina e del paese. Una campagna esclusivamente televisiva. Nella protervia ottusa la scelta dei partiti, ammantata da una elezione primaria per il PD/SEL, è caduta sui nomi di apparato senza alcuna considerazione del sentimento popolare. Cosa quasi speculare anche in R.C. dove ha prevalso l’organizzazione dei partiti innestati. Per me è stata curiosa la circostanza che mi è capitata, una sorta di campagna elettorale di ritorno, amici e conoscenti che ho incontrato per il quartiere che mi comunicavano l’esito di sollecitazioni telefoniche al voto, il cui effetto è stato l’esatto opposto! Ora fuori dai giochi elettorali credo si debba fare attenzione alla grave situazione che viviamo nella nostra città. Ricostruzione Democratica di cui faccio parte su Repubblica Napoli del 27.01. scorso, dichiarava che occorreva immediatamente un governo cittadino di salute pubblica, oggi leggo le stesse parole in una dichiarazione dal Capogruppo di Federazione della Sinistra Sandro Fucito. Spero non sia troppo tardi! Occorre mettersi al lavoro con persone serie e riprendere senza mezzi termini il programma elettorale per darvi fedele attuazione! Altro che grandi eventi! Cosa che  abbiamo voluto sin dall’inizio, prima in Napoli è Tua e poi in Ricostruzione Democratica, giungendo persino ad essere considerati dei marziani. Ci dicevano: “ma come il programma elettorale, lo dice la parola stessa è elettorale nel senso che serve solo a prendere i voti, poi dopo non se lo fila più nessuno!” Oggi credo ci sia una esperienza nuova in parlamento, con la pattuglia dei 10 parlamentari campani del M5S, su questi credo va caricato il fardello che anche noi all’interno del Consiglio Comunale portiamo con fatica: la coerenza senza se e senza ma! Occorre fare un patto oltre gli interessi dei partiti e dei movimenti nel solo interesse dei cittadini Napoletani. Occorre, che coloro che siedono negli scranni delle assemblee elettive e non sono ammaestrati a seguire gli ordini di scuderia, si facciano carico della grave condizione che vive Napoli. Va fatto un patto di lealtà e di cittadinanza. A Napoli come in altre grandi città il disagio è maggiore. Manca una visione globale ed a lungo termine! Per questo credo che occorrerà quanto prima organizzare un incontro di lavoro tra amministratori locali di buona volontà e neoparlamentari di area che hanno a cuore il bene della città, per fare una proposta di governo al Sindaco ed al futuro prossimo premier. Oltre alla legge elettorale ed alla legge sul conflitto di interessi, infatti, va immediatamente riesaminato tutto il D.L. 174/2012 che strangola i comuni costringendoli a vendere tutti i loro beni, comprese le partecipate, lasciando in sostanza agli enti locali il solo compito di fare i “certificati di residenza”. Noi crediamo nel pubblico serio ed efficiente sono i beni pubblici che fanno da collante della società. E’ chiaro che occorre un patto ed un costante controllo affinché non si dissipino le risorse nei mille rivoli, affinché non si faccia una politica del lavoro fine a se stessa per piazzare amici di partito e parenti, affinché si faccia una politica di sviluppo. Napoli ha tutte le caratteristiche per essere il traino del mezzogiorno. Ha aree di sviluppo e di riurbanizzazione immense ed importanti (Bagnoli/Fuorigrotta/Barra/Ponticelli/San Giovanni e l’intera area del Porto di Napoli destinatarie di finanziamenti per miliardi di euro). Ai nuovi eletti oltre a fare gli auguri dico di affrettarsi, Napoli non aspetta!

ACN S.r.l. una nuova partecipata del Comune per i grandi eventi

americas_cup_napoli_regate_gettyIl 28 febbraio p.v. ci sarà il consiglio comunale che avrà ad oggetto vari argomenti (ODG consiglio 28.02.2013 (clikka) ODG integrativo 28.02.2013 (clikka). L’argomento che a prima vista mi sembra meritevole di particolare attenzione è quello relativo alla delibera di proposta al consiglio sull’ACN S.r.l. (clikka). In particolare con la citata delibera si dispone una modifica dello statuto della società che ha gestito e gestirà l’America’s Cup prevedendone la “stabilizzazione” fino al 2020 e facendola diventare una società che si dovrà occupare dei cd. grandi eventi. Ora io ho due perplessità, da un lato la creazione della ennesima partecipata e dall’altro la cd. politica dei grandi eventi. Sono circa 121 pagine che nell’ottica della partecipazione e della trasparenza offro alla Vostra attenzione attendendo eventuali impressioni. Posso dire già da subito che nelle pieghe dei pareri (di cui consiglio la lettura) ci sono molti avvertimenti dovuti alle stringenti norme finanziarie. Attendo fiducioso qualche commento visto che dovremo votarla il 28 p.v. Buona lettura. Il 28 febbraio la delibera è stata rinviata ad oggi 8 marzo 2013 in aula la delibera sull’ACN allora cosa ne pensate? Noi siamo sul negativo.

Raccolta Candidature Commissione Edilizia Comunale

comuneEntro le h. 12,00 dell’11 marzo 2013 si dovranno presentare le candidature per i cinque esperti da nominare nella commissione edilizia del Comune di Napoli. Su questo tema mi sono speso molto e presso il Consiglio Comunale pende una proposta di regolamento nomine e designazioni (clikka) a firma del gruppo di Ricostruzione Demoratica. Tutte le istruzioni le trovate nella nota esplicativa (clikka). La selezione è rivolta agli esperti in beni ambientali, storia dell’arte, discipline agricole-forestali e naturalistiche, arti figurative storiche e pittoriche, legislazioni beni culturali. Di seguito anche il modello di presentazione della candidatura (clikka). Gli interessati potranno far pervenire, per tempo, la documentazione richiesta dalla normativa indicata nella lettera di invito, al seguente indirizzo di posta elettronica: ricostruzione.democratica@comune.napoli.it La nomina è riservata al Consiglio Comunale e sarà preceduta dall’esame dei curriculum. Noi provvederemo a depositare le domande che perverranno complete e saranno ritenute meritevoli di attenzione perché fondate su requisiti professionalmente attendibili. Nella mail di invio si prega di aggiungere l’autorizzazione al trattamento dei dati personali affinché si possano pubblicare i curriculum e gli altri dati per un confronto trasparente. Della serie non abbiamo né parenti né amici da piazzare vogliamo solo merito e competenza! Tutte le informazioni in mio possesso sono nella nota e nel modello che sono nel link sopra.

Scuola di Politica e di Amministrazione II Lezione

RDLa seconda lezione della Scuola di Politica e di Amministrazione di Antonio Di Gennaro su Ambiente e Politica. Buona visione:

Rappresentanza e Politica la lezione di Massimo Villone

fotoGrillo sarà il termometro della incapacità della classe politica di quest’epoca. La più grossa colpa è stata quella di non aver cambiato la legge elettorale. Mai come in questo momento occorreva una legge elettorale con un proporzionale puro. I partiti, invece, hanno voluto mantenere il porcellum per arrogarsi la prepotenza di imporre gli eletti al popolo! Oggi una bella lezione di Massimo Villone che ci ha spiegato la grave mancanza del sistema elettorale che tra  l’altro potrebbe consentire ad una sparuta maggioranza di ottenere il premio che le fa conquistare il 55% dei seggi in parlamento. Appena disponibile il video. Anche questa volta bella partecipazione nonostante le varie chiusure della campagna elettorale

La prima lezione della Scuola di politica e di Amministrazione

RDEcco la prima lezione della scuola di politica e di amministrazione: Il Prof. Franco Barbagallo su Camorra e Politica:

 

 

 

Bagnoli la relazione della commissione parlamentare di inchiesta sulla bonifica

colmataDi seguito la relazione della commissione parlamentare di inchiesta sulla bonifica di bagnoli sono circa 36 pagine, che vale la pena leggere per capire che la colmata va rimossa perché è una spugna che rilascia sostanze inquinanti e perché ciò è previsto per legge! Ancora oggi sento in giro dire “castronerie”  che vengono riportate anche dai giornali secondo cui la colmata sarebbe un “panettone” e si potrebbe utilizzare tipo come “banchina prendisole” … forse col rischio di avere una bella abbronzatura fosforescente. Inoltre, la cosa assurda è che a distanza di oltre quindici anni le amministrazioni di controllo non riescono a dire nulla di certo per il groviglio, credo, cerato ad arte tra controllato e controllore. In sostanza l’ARPAC, secondo la commissione, ha eseguito i controlli sulla base di un protocollo redatto dal controllato (Bagnolifutura). E’ del pari allucinante il balletto che si è scatenato con la prima ipotesi di fare la coppa america a Bagnoli utilizzando proprio la colmata, ebbene lo stato dell’arte doveva essere tale di bocciare immediatamente la proposta ed, invece, gli organi di controllo si sono tirati indietro solo quando è intervenuta la magistratura. Della serie la politica da sola non ce la fa perché è incapace di amministrare! Non dico altro leggete la relazione … relazione della commissione di inchiesta parlamentare del 12.12.2012 clikka

Come gruppo di Ricostruzione Democratica abbiamo fatto un comunicato stampa e provvederemo a fare una interrogazione consiliare. Il tutto è stato ripreso da La Repubblica Napoli di oggi (20.02.2013) dove alla nostra posizione di è aggiunta quella del capogruppo di Federazione della Sinistra Sandro Fucito. Ecco il nostro comunicato stampa: “Il gruppo di RD apprende con stupore l’esistenza di voci che vorrebbero conservare parte della colmata per farne una terrazza a mare e localizzare un porto a Nisida. A tale proposito ribadisce che la destinazione alla balneazione e l’integrale rimozione della colmata sono obbligatorie ai sensi del vincolo paesistico del 99, del P.R.G. del 1998 della legge 582 del 1996 e, ricorda, che la relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulle bonifiche votata a dicembre 2012 ha testualmente affermato, a pag. 347 : “non vi è margine di discrezionalità sull’attuazione della rimozione della colmata ma solo sulle modalità attraverso le quali effettuare tale rimozione in condizioni di sicurezza per i cittadini”. Al solo scopo di fugare ogni dubbio circa la concretezza di una tale ipotesi, il gruppo presenterà un’interrogazione agli Assessori all’urbanistica, alle politiche urbane e all’ambiente. Gruppo di Ricostruzione Democratica” 

Ecco la rassegna stampa. Mi chiedo se chi suggerisce queste cose avrà letto per lo meno la relazione??? rassegna stampa su bagnoli del 19.02.2013

Altri miei post su Bagnoli:

parco dello sport

bagnolifutura

la posizione di Ricostruzione Democratica su Bagnolifutura

Bagnoli Fuorigrotta un occasione di sviluppo

Zoo/Edenlandia/Bagnoli/Fuorigrotta. Una piccola Las Vegas napoletana

edenlandiaPossibile che per gli italiani ed in particolare per i napoletani le occasioni di sviluppo che la storia e la natura ci offrono finiscono sempre per essere un danno alla collettività ed un privilegio temporaneo per pochi? Credo che la questione ZOO/Edenlandia/Cinodromo sia una chiara manifestazione di questo mio pensiero. L’iter è iniziato col fallimento della Società Parks and Leisure S.r.l., di proprietà di Cesare Falchero dichiarato dal Tribunale di Napoli l’11.10.2011. Compito, istituzionale, della procedura fallimentare è quello di tutelare gli interessi dei creditori attraverso la liquidazione del patrimonio del fallito. Ebbene, il Tribunale ha, in quest’ottica, spinto il curatore a cercare un accordo con la Mostra D’Oltremare (società partecipata dal Comune di Napoli, Regione Campania, Provincia di Napoli e Camera di Commercio) affinché rinunciasse allo sfratto del complesso ZOO/Edenlandia/Cinodromo chiedendo anche, per certi versi in modo paradossale, il rinnovo del contratto di locazione. Sono in attesa degli atti che, nella mia qualità di consigliere comunale, ho chiesto all’ente mostra, ma c’è un dato che si legge dal decreto del Tribunale  (clikka) che mi lascia molto perplesso: Il contratto che prima prevedeva un canone di locazione di €. 840.000,00, è stato di colpo ed in ragione di una perizia, ridotto a 400.000,00 €. Una perdita annua di 440.000,00 per la partecipata e quindi per la collettività! Posso pure capire che c’è la crisi ma vincolarsi, pare, per 30 anni ad un canone dimezzato credo sia troppo e mi ricorda un film già visto per lo stadio San Paolo che ugualmente fu dato ad un canone ridicolo per aiutare il calcio napoli. Essere amministratore pubblico è difficile ma uno dei compiti fondamentali è quello di ricercare sempre e comunque l’interesse pubblico. In questo caso, invece, sull’onda emotiva della questione dei lavoratori e degli animali dello ZOO si è persa la lucidità per ottenere il miglior prezzo o comunque la migliore collocazione. La cosa assurda è, inoltre, che tutta l’operazione che ha dei risvolti assolutamente pubblicistici è stata gestita dalla procedura fallimentare a questo punto, credo, per la incapacità degli amministratori pubblici di fare loro ciò che ha fatto il Giudice Delegato che, seppure si è posto il problema degli animali e dei lavoratori, non ha ovviamente tenuto conto di quello che poteva essere il miglior prezzo di locazione per il pubblico interesse. Manco a dirlo, per l’acquisto del ramo d’azienda c’è stata un’unica offerta, quella, della Clear Leisure plc (già Brainspark) con sede in Londra UK 1 Grosvenor Crescent (ecco i dati della proponente clikka) dietro la quale c’è un nome italiano, quello di Alfredo Maria Villa, che, pare essere non un imprenditore ma un finanziere, che proprio con la Brainspark non è stato accolto bene in Piemonte, per una operazione simile a quella Napoletana, non da illustri sconosciuti ma dal  FAI, Italia Nostra, Pro Natura e WWF per operazioni speculative ed opache (clikka). In Piemonte Villa con la sua Brainspark è stato definito una minaccia, a Napoli, invece, lo accoglieremo come il salvatore! Tutto ciò trovo che sia il risultato della assenza ed incompetenza sia della classe politica che di quella imprenditoriale. Mancano le menti perché l’intreccio tra politica e l’imprenditoria delle bustarelle e del malaffare alla fine ha distrutto l’imprenditoria sana costringendoci a rivolgerci non ad imprenditori ma a “finanzieri” più abituati a ragionare con i numeri che non con la carne ed il sangue dei lavoratori e dei cittadini. Manca, inoltre, una visione di insieme. Non c’è stata una sana concorrenza per la gestione di una area di circa 17 ettari (170.000 mq) che dovrebbe servire al tempo libero dell’intera città. Un polo unico che comprende oltre allo ZOO/Edenlandia e Cinodromo anche lo Stadio San Paolo, il Mario Argento, l’ippodromo di agnano, il Parco dello Sport di Bagnoli, il complesso Porta del Parco, il Turtle Point, le Terme di Agnano e per finire l’area NATO in dismissione o meglio indicata come Collegio Ciano. Queste aree dovrebbero rappresentare una vera e propria miniera d’oro per tutta la città ed, invece, per la scadente classe politica e per l’altrettante scadente classe imprenditoriale sono da considerare assurdamente un peso per la collettività che da decenni ci rimette in tutti i termini! Come Italiano ed ancor di più come Napoletano devo dire che mi vergogno. Non riusciamo a mettere in campo nulla che non sia saccheggio del bene comune e dell’interesse pubblico. A volte penso che una condizione del genere in Germania avrebbe creato sviluppo economico, centinaia di posti di lavoro e benessere per la cittadinanza! Faccio sempre l’esempio del distretto minerario della Ruhr in Germania bonificato in appena dieci anni! A Bagnoli siamo a 20 anni e non si vede la via. Alla fine spero non ci ritroveremo una piccola Las Vegas. Di seguito il Video del Giudice Delegato del Tribunale di Napoli che spiega come ha trattato la questione del fallimento:

Piazza Dante, Via Duomo e le ZTL

PIAZZA DANTE AUTOBUS GIALLI AUTO VG

Martedì scorso (5 febbraio) c’è stata una sorta di occupazione della II Municipalità, dopo un consiglio comunale che è stato celebrato in assenza del Presidente. Io sono arrivato tardi ma ho trovato oltre a dei cittadini arrabbiati anche il deputato Francesco Barbato, tutti reclamavano la sospensione della istituenda ZTL Tarsia/quartieri Spagnoli che sarebbe dovuta entrare in vigore il 01.03 p.v. nonché una riflessione sulle corsie preferenziali di Piazza Dante e di Via Duomo. Solo dopo che si è avuto un appuntamento per il giorno dopo con la Donati il comitato spontaneo si è sciolto. Venerdì 8.02, una delegazione della II Municipalità ed alcuni consiglieri comunali, hanno incontrato il Sindaco il quale ha manifestato la disponibilità a valutare la riqualificazione di piazza dante e via duomo da corsia preferenziale a ZTL onde consentire il passaggio ad orario dei veicoli. La questione non è semplice perché tutti dicono che sono d’accordo con il concetto di ZTL, ma poi si finisce per introdurre tutta una serie di eccezioni che alla fine l’intero dispositivo viene annullato. Allo stato il Sindaco ha chiesto alla Municipalità di avviare un tavolo permanente di consultazione con la cittadinanza al fine di capire bene cosa si debba fare per migliorare la mobilità dei cittadini. Io ho ricevuto, stranamente a giorni alterni, prima una serie di telefonate di coloro che volevano la riapertura di piazza dante e la revoca della ZTL Tarsia/Quartiere Spagnoli e poi quelli che, invece, erano a favore. Di recente, infatti, ho anche ricevuto un comunicato dell’unione nazionale consumatori (clikka) che, invece, è assolutamente a favore. Si rischia di non capirci più nulla. Ad ogni buon conto credo che si debba andare avanti per obiettivi cercando di trovare innanzitutto quelli comuni per poi trovare le soluzioni. Da quello che sento e da come vivo il quartiere mi pare che si possano iniziare ad elencare: 1) il contrasto del traffico di attraversamento; 2) la mobilità in partenza ed in arrivo dei residenti; 3) il decongestionamento delle strade a contorno di piazza Dante e Via Duomo dai ciclomotori che a migliaia attraversano i vicoli. Questi solo alcuni ma credo che si debba fare in modo di capire come meglio adattare il vestito della ZTL sulla pelle dei cittadini altrimenti correremo il rischio che lo stesso concetto di ZTL sarà travolto dalla prossima campagna elettorale cittadina, per far ritornare Piazza Dante, Via Pessina a Via Duomo gli imbuti a cui eravamo abituati con i bambini in passeggini ad altezza tubo di scarico della autovetture.

Il CAAN per l’aia e le politiche di sviluppo

foto 3La questione del CAAN di Volla e la chiusura del mercato ittico in questi ultimi giorni ha avuto una particolare attenzione nella vita dell’amministrazione comunale. E’ in corso, infatti, un tavolo tecnico tra Giunta ed operatori mercatali che abbiamo voluto in Consiglio. Sul punto ho già scritto e sono intervenuto anche in consiglio (il mercato ittico ed il caan clikka; il pescecaan la delocalizzazione del mercato ittico clikkala seduta del consiglio del 18.12.2012 clikkail caan di volla come il ponte del corso novara clikka). Il problema serio è che oggi il comune si trova ad avere ereditato dalla passata amministrazione una questione che pesa non poco per le difficoltà legate alla tenuta industriale, finanziaria ed economica della società partecipata dal Comune di Napoli. Un mostro che rappresenta secondo me, ancora una volta, una modalità di fare politica “rovesciata” dove l’obiettivo non è realizzare lo sviluppo di un area (peraltro in questo caso fuori dal territorio cittadino) o di un settore economico, ma quello di spendere soldi col cemento con la creazione di “momentanei” posti di lavoro, che rappresentano più una forma di assistenzialismo che non il risultato di una efficace politica di sviluppo. Eppure, tra le prime nozioni che si imparano in materia di finanziamenti europei, c’è quella di non andare dietro ai bandi ma di pensare prima alla idea progettuale e di sviluppo e poi andarsi a trovare i soldi e le linee di finanziamento per realizzare l’intervento. Non riesco proprio a capire come sia possibile restare in questo stato a Napoli che, per quanto ne so, essendo in una regione inserita tra quelle ad “obiettivo convergenza”, è destinataria di fondi dedicati per lo sviluppo delle aree urbane. L’area EST (ove è peraltro inserito il mercato ittico attuale), infatti, dovrebbe così finalmente vedere la riconversione da area industriale, in area di sviluppo economico/residenziale/turistico essendo peraltro vicino al mare. Specularmente c’è poi l’area ovest con Bagnoli anch’essa oggetto di riconversione da decenni, di cui si è detto ogni cosa, e che potrebbe inserirsi in un progetto che potrebbe abbracciare il Collegio Ciano, il San Paolo, il Mario Argento, l’Edenlandia, lo zoo e l’ippodromo.  Infine, c’è la grande area del porto di Napoli anch’essa oggetto di interessanti progetti. Stiamo parlando di centinaia e centinaia di milioni di euro e mi sembra tutto immobile! In un paese normale in Comune dovremmo quasi ogni giorno parlare di questo e ricevere proposte da una imprenditoria sana ed, invece, per il momento tra gli amministratori e gli operatori economici, siamo solo riusciti a partorire una manifestazione di interesse per la realizzazione di uno STADIO a ponticelli (sic) a cui si contrappone, da parte della regione, la diversa idea di costruire un INCENERITORE. Che tristezza! Giungiamo ancora una volta impreparati forse perché una tale visione da un lato scavalca i 5 anni di mandato, per amministratori più avvezzi ai tagli di nastro e dall’altro dovrebbe avere,  una convergenza di vedute tra regione e comune. A pensarci bene, oggi più che mai, occorre una politica di sviluppo economico/sociale lungimirante, perché quella passata rappresenta un’occasione mancata per i decenni di amministrazione di una sinistra che  per vent’anni ha menato il CAAN per l’aia ….

Cittadini, Autobus, Gasolio e la teoria della relatività

images (1)Stamane ho partecipato alla commissione permanente mobilità del Comune di Napoli, della quale faccio parte, con all’ordine del giorno il triste (è questo l’aggettivo che mi viene) episodio della mancata uscita degli autobus per la mancanza di gasolio. Erano presenti sia l’assessore, l’amministratore unico Brunetti, nonché il Direttore Tecnico Cicala e la Dott.ssa Bocchetti ed altre figure interne all’ANM, tra cui la responsabile della comunicazione. La situazione, come già sapevo, è affettivamente grave per la condizione finanziaria della partecipata, un credito verso il Comune di circa 270 milione di euro che determina poi a cascata tutta una serie di inadempimenti verso tutti i fornitori. Il problema credo sia stato di cattiva comunicazione in quanto intempestiva, ma l’amministratore unico ha riferito che siccome il rifornimento è ogni due giorni non c’erano in effetti margini per comunicare prima. Io per arrivare preparato in commissione mi sono interrogato qualche dipendete dell’azienda e qualche sindacalista ottenendo delle precise spiegazioni in gran parte coincidenti sul team management che in gran parte, tranne l’amministratore unico, è rimasto lì dove era. I problemi che mi sono stati segnalati sono la formazione dei turni, che vedrebbe delle posizioni di privilegio nonché la creazione di un servizio di manutenzione attraverso l’interpello di autisti disposti a fare i manutentori con servizio diciamo comodo (lunedì-venerdì dalle 07,00 alle 14,00) e non proprio provetti meccanici. Con il mio intervento ho precisato che l’episodio è stato grave tanto che è andato sulle pagine nazionali e che a fronte di tale fatto dovevano esserci per forza delle responsabilità interne all’amministrazione della partecipata, per le quali, ho chiesto che si aprisse una indagine conoscitiva precisando che nel mio modello di amministrazione quando accade un fatto grave deve seguire gioco forza un accertamento delle responsabilità con eventuale irrogazione di sanzione. Ciò, credo vale ancora di più nei momenti di crisi nei quali occorre essere più rigorosi e trasparenti per il rispetto dei cittadini che soffrono il disagio. Mi ha colpito l’effetto della mia richiesta che ha segnato sguardi e perplessità, quasi fossi un marziano. Alla fine l’amministratore Brunetti, vista la mia insistenza, ha dichiarato, credo con un po’ di irritazione, che la colpa era sua. In queste parole in sostanza ho colto una sorta di “un salvi tutti”,  ed allora un po’ piccato ho chiesto se per questo si sarebbe ridotto lo stipendio come sanzione! Ancora una volta sguardi di sgomento e perplessità quasi avessi detto una cosa volgare. Non capisco perché quando si parla di soldi in questi casi si passa per marziani e quando, invece, si parla di tagliare il salario accessorio ai dipendenti è tutto normale e c’è la crisi. Ho insistito che mi si chiarissero le questioni che avevo appreso dagli amici dell’A.N.M., ma non ho avuto molta fortuna. Ad un certo punto uscendo dalla commissione ho sentito anche una voce che diceva  vabbé questi sentono qualche dipendente e poi credono a tutto quello che gli dicono me ne sono andato per evitare …. provando, confesso, un certo disagio ripensando che il presidente della commissione è, “nella vita normale”, un impiegato (non so di quale livello) della stessa A.N.M., che avrebbe dovuto mettere sotto torchio proprio i suoi diretti superiori, anzi il vertice più alto della azienda della quale egli è dipendente …. disagio è la sensazione che provo anche adesso che lo scrivo … non dubitando affatto, ovviamente, della imparzialità dello stesso presidente. In effetti potremmo dire che nel nostro paese vige la “teoria della relatività della responsabilità” dove Cimoli dopo i disastri che ha combinato in ALITALIA ha anche ricevuto una liquidazione di 5 milioni di euro.

360 chili di aragoste e polipi

Siena

E’ stata una notizia che è passata in mezzo allo scandalo MPS: 360 chili di aragoste e polipi, acquistati dall’ateneo Senese, non per la mensa universitaria, ma alla contrada della Chicciola. E ora, per risanare il bilancio,  (circa 200 milioni di buco) le rette sono fra le più alte d’Italia! Questo dato credo rappresenti l’Italia che non c’è, un italia dove tutti pensano di dover saccheggiare il bene ed il danaro pubblico appena si presenta  l’occasione! Un Italia debole che non resiste alla tentazione di allungare la mano o semplicemente aprirla per farvi cadere dentro i soldi pubblici. Dalle aragoste ed i polipi all’università il passo è breve per arrivare a Fiorito a Maruccio ed ai banchetti nunziali pagati con i fondi economali dei gruppi consiliari della Regione Lombardia. La seconda repubblica è peggio della prima che ho vissuto per tutti i primi anni della mia vita. Eppure non sembra vero, il nuovo è sempre peggio del vecchio, sembra quasi un destino ineluttabile. La politica è influenzata da fatti lontani anni luce dall’amministrazione e siccome i politici sono sempre accomunati dalla stessa sorte sento il bisogno di mettere le mani avanti e pubblicare gli statini paga delle somme che ricevo dal Comune per la mia attività istituzionale peraltro documentata in parte su questo blog. Gli importi variano dal numero dei Consigli  Comunali e delle commissioni a cui partecipo: statini paga comune (clikka)

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Piano di riequilibrio del Comune di Napoli e l’astensione di Ricostruzione Democratica

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Ieri (28.01.2013) si è tenuta la seduta del consiglio comunale nella quale è stato approvato il piano di riequilibrio finanziario di cui al mio precedente post (clikka). Nella stessa giornata di ieri ci è pervenuto il parere collegio revisori (clikka) che insieme con i colleghi del gruppo abbiamo letto attentamente non essendo riusciti ad approfondire come si deve la delibera che era alla nostra attenzione per i ristretti tempi. Tutto il gruppo di Ricostruzione Democratica si è astenuto poiché non c’è stata data la possibilità di capire cosa in realtà stavamo approvando. Nella delibera, infatti, erano riportati solo i numeri e non le modalità circa l’adozione provvedimenti strategici per la nostra città. Per capire le mie perplessità di seguito potrete seguire il mio intervento e quello di Carlo Iannello che credo esprimano bene le perplessità che abbiamo manifestato in Consiglio. Diciamo che c’è stato anche un episodio accaduto in aula (che si può notare all’inizio del mio intervento) che ci ha lasciati molto perplessi. Buona visione:

Il mio intervento al 2:48:18

L’intervento di Carlo Iannello al 2:13:50

Predissesto del Comune di Napoli ecco il piano di riequilibrio.

comuneEcco il piano di riequilibrio finanziario approvato dalla Giunta con delibera n.35 del 25.01.2013 (clikka) che sarà portata all’attenzione del Consiglio Comunale il 28.01. p.v. (delibera n. 3 del 28.01.2013) e dovrà essere approvata, secondo quanto dispone il D.L. 174/2012, entro il 29.01.2013, pena la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune. Devo dire che non l’ho ancora studiata bene e solo lunedì alle 12,00 avremo la possibilità di avere il parere del Collegio dei Revisori, il tempo, ci hanno detto, non c’è stato per poter meglio approfondire i temi che ci stanno a cuore. Io ho avuto l’opportunità di intervenire in commissione giovedì 24.01 u.s. con l’assessore al Bilancio che non aveva ancora la delibera (giunta il giorno dopo). In quella sede ho manifestato le mie perplessità poiché ancora oggi non si è fatta luce su come siamo arrivati a 870 milioni di crediti inesigibili ed a come siamo arrivati a circa un miliardo di altri debiti. In particolare ho chiesto dei derivati che il Comune ha in pancia (di cui ho già parlato in un altro post clikka) chiedendo se vi fosse stato un esame particolare, visto che il Tribunale di Milano ha ritenuto nulli i contratti in quanto frutto di un reato. La risposta dell’Assessore è stata semplicemente che ad oggi non converrebbe “riscattare” questi derivati (peraltro all’epoca è probabile che era presidente del Collegio dei Revisori). Da quanto ho capito non c’è nulla circa l’accertamento delle responsabilità pregresse (nel segno del chi ha avuto avuto) e, quindi, mentre a Reggio Calabria con un disavanzo di oltre 600 milioni di euro si è suicidata la dirigente dei servizi finanziari Dott.ssa Fallara ed è stato aperto un procedimento per falso in bilancio a Napoli, invece, tutto tace! Non saprei oggi i cittadini napoletani si trovano in una condizione per colpe che non verranno mai accertate ed i bilanci del Comune di Napoli sono stati sempre un mistero essendo prevalenti, da quello che ho qualche volta sentito, le ragioni cd. politiche. Ma la politica, io mi chiedo sempre, non dovrebbe essere al servizio della buona amministrazione? Come al solito è ben accetto qualsivoglia parere sulla delibera visto che è un piano decennale e che inciderà molto sulla pelle dei cittadini…. Infine per cercare di sopperire all’internalizzazione della gestione del patrimonio immobiliare si è affidato tutta la gestione alla Napoli Servizi che però, ironia della sorte entro il 30.06.2013 dovrebbe essere venduta come riportato nella delibera n. 48/2012 (clikka).

Scuola di politica e di amministrazione la prima lezione

DSCN0103Ieri (25.01.2013)  la prima lezione della scuola di politica e di amministrazione. Il Prof. Franco Barbagallo ha ripercorso la storia della camorra e della politica nel nostro paese con una lezione avvincente. Il luogo delle istituzioni politiche per tre ore è diventato luogo di riflessione, cultura e formazione dei cittadini. Lo stato della politica è certamente avvilente ma ieri credo che, nel nostro piccolo, abbiamo dimostrato che è possibile un’altra politica, quella della cura dell’interesse pubblico, della alta moralità, dello spirito di servizio e del senso delle istituzione. Una delle tante cose che mi ha colpito della lezione è stata la riflessione sul fatto che da tempo la camorra è vincente perché in essa ci sono uomini di valore superiore ai politici che occupano le istituzioni. Senza mezzi termini credo che questo sia il risultato dell’allontanamento dei cittadini perbene, capaci e competenti dalla politica a causa della incapacità dei partiti, proni all’interesse economico o di gruppi di potere o addirittura incapaci di comprendere quale sia la strada giusta. Ciò che ci aspetta è sicuramente un periodo oscuro e di grande incertezza, le stesse persone che sono oggi nelle liste delle prossime elezioni ne sono la dimostrazione. Gente assolutamente sconosciuta catapultata in parlamento. Oggi, infatti, riflettevo che in questi quasi due anni di consiliatura i candidati che andranno a sedere in parlamento, sulle cose importanti di cui abbiamo trattato nella nostra città (vedi casi romeo, bagnoli, caan, piazza garibaldi etc.) non li ho mai sentiti tranne rare eccezioni (un candidato). Mi chiedo questi illustri sconosciuti chi sono e cosa andranno a fare in parlamento. Persone che la quasi totalità dei cittadini non conosce e quelli che li conoscono per la stragrande maggioranza ne parlano male o storcono il naso. E’ questo il ruolo dei partiti? Quello di mandare in parlamento illustri signorsì pronti a non contraddire il capo? Ciò che ho da tempo compreso e che oggi siamo nelle stesse condizioni di incertezza del dopoguerra, ci sono macerie politiche e morali di una classe dirigente autoreferenziale da cacciare dai palazzi del potere. La nostra funzione forse sarà di testimonianza, ma non ci potranno mai dire che non ci abbiamo provato fino all’ultimo! La prossima lezione è l’8 febbario, alle h. 16, stessa sala multimediale in Via Verdi, su Ambiente e Politica, ce ne parlerà il Prof. Antonio Di Gennaro che conosco per impegno e competenza. Spero sarete presenti nello stesso numero se non di più e di vedere altrettanti giovani. A quest’ultimi, infatti, deve andare il nostro incoraggiamento! Dobbiamo iniziare a pensare che ogni volta che diciamo che la politica fa schifo ed occorre starsene alla lontana facciamo un piacere proprio a quelli che la politica l’hanno ridotta a quello che è! Sursum Corda !!!

 Programma della scuola di politica e di amministrazione

Sotto la foto di Simona Molisso Capogruppo di Ricostruzione Democratica con Diego perché la politica deve avere il tempo della famiglia:

74647_405138009571549_1401710495_nLe riflessioni di Carlo Iannello (clikka)

E fiction sia! L’oro di Scampia una storia di Sport e Passione

MaddaloniAlla fine c’è un altro progetto  televisivo su Scampia che avrà ad oggetto la storia di Gianni Maddaloni, papà di Pino, oro olimpico a Sidney 2000. La sterile polemica del chi combatte meglio la camorra e la mafia mi sembrerebbe superata e spero che l’attenzione si sposti sui problemi e sulle soluzioni. Oggi come consigliere comunale e presidente della commissione sport, nei confronti di Gianni e degli altri bravi maestri di sport, di vita e di strada che stanno sui territori, provo un senso di inadeguatezza, sentendo il peso della responsabilità per quello che nonostante tutto il mio impegno non riesco a fare per loro, nella consapevolezza del grande lavoro che, invece, queste persone speciali riversano sul territorio. Impegno che conosco profondamente provenendo dallo stesso mondo sportivo e dalla stessa tipologia di quartiere difficile (Marianella). La verità è che nel Comune di Napoli, ma forse in Italia, lo sport non è mai stato preso sul serio! E’, infatti, diffusa l’opinione tra i politici che l’assessorato allo sport sia un assessorato di serie B. Non si comprende, invece, che lo sport è la prima politica sociale perché è insieme prevenzione e cura ! La conferma di questo è nei bilanci comunali dove si appostano 100 milioni di euro per le politiche sociali e poco più di sette milioni di euro per lo sport. Somma assolutamente esigua che a Napoli viene totalmente assorbita dall’idrovora stadio san paolo. Non si riesce, infatti, a far capire, che nello sport è facile verificare il merito e l’efficacia dell’azione sociale, dai risultati sportivi. Il campione, infatti, rappresenta per tutti i suoi compagni di spogliatoio l’esempio da seguire nello sport e nella vita. Io nel 1980 in palestra ho avuto la fortuna di iniziare lo sport della lotta olimpionica stile libero sudando sul tappeto con Claudio Pollio, oro a Mosca 1980, che mi ha fatto percepire immediatamente che era possibile vincere con l’impegno ed il sacrificio e tutta la mia adolescenza che, altrimenti poteva essere difficile, io l’ho trascorsa in palestra. La modalità di approccio della politica tradizionale, invece, è sempre approssimativo e finisce per realizzarsi con contributi a pioggia, se va bene, oppure agli amici degli amici se va male … e devo dire che va sempre male! Sin dall’inizio di questa mia esperienza amministrativa ho elaborato un nuovo regolamento d’uso degli impianti sportivi e per la promozione dello sport (clikka) che giace allo stato al Consiglio per l’acquisizione dei pareri, con il quale ho voluto creare un meccanismo indipendente di assegnazione dei contributi fondato solo ed esclusivamente sul merito sportivo e sganciandolo da ogni forma di discrezionalità politico/amministrativa. Spero di riuscire a vederne l’approvazione, anche se credo che vedrò storcere molti nasi di politici di lungo corso, troppo abituati a fare concessioni e piaceri ai loro amici! Gianni Maddaloni rappresenta un esempio virtuoso di inserimento sociale di valori che spesso salvano la vita di coloro che sono segnati dalla nascita, da una sorta di “maleficio soli”. Ebbene, non riesco a capire come sia possibile che una realtà come quella di Maddaloni possa essere abbandonata dalle istituzioni quando questi lamenta che non riesce a pagare le bollette dell’enel preferendosi finanziare improbabili progetti, quando si potrebbe facilmente verificare sul campo l’azione posta in essere dai risultati ottenuti. In questa battaglia so di avere dalla mia parte, il mondo dello sport, ma ancora di più so di avere dalla mia parte i tanti ragazzini dei quartieri napoletani nei cui occhi mi riconosco. Forza ragazzi insieme si vince!!

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Da La Repubblica del 20.01.2013

Scampia avrà la sua fiction. Ma non si tratta di Gomorra 2, negli ultimi giorni al centro di accese polemiche per il diniego della Municipalità a dare l’ok alle riprese sul territorio, bensì di un’altra produzione. Titolo: “L’oro di Scampia”, che racconterà la storia della famiglia Maddaloni, dagli inizi di papà Giovanni fino alla medaglia d’oro olimpica di Pino nel judo. Già aperti i casting, le riprese inizieranno in primavera nel quartiere teatro della faida di camorra tra clan, mentre la messa in onda è prevista per il prossimo autunno su Rai Uno. Attore protagonista sarà Beppe Fiorello nei panni di Giovanni Maddaloni, padre di Pino e proprietario dello Star Judo Club che permette ogni giorno a centinaia di ragazzi di praticare gratuitamente sport a Scampia. Una storia lunga e tortuosa, dall’apertura della palestra ai giorni nostri, tra problemi burocratici e difficoltà quotidiane. Negli ultimi anni la struttura ha rischiato più volte la chiusura per mancanza di fondi, ma oggi è aperta ai giovani del territorio ed opera anche per i minorenni detenuti nel carcere di Nisida, per i ragazzi delle comunità e i diversamente abili. «Abbiamo anche un campione italiano tra i non vedenti, che s’è messo in testa di arrivare a Rio 2016». È l’ultima scommessa raccontata nel libro di Giovanni Maddaloni, “La mia vita sportiva”, dal quale prende ispirazione la fiction. «Ho conosciuto Beppe Fiorello alcuni mesi fa, s’è fatto raccontare tutto nei dettagli, a partire dai primi passi nel rione San Gaetano, non certo un territorio facile». Una storia da film. «L’intenzione – spiega Maddaloni – è raccontare la storia di un riscatto sociale cercato e trovato nello sport: abbiamo anche un discorso aperto con l’associazione Don Peppino Diana, siamo attivi su tanti fronti ma continuiamo a vivere tra alti e bassi». Nei cassetti della scrivania dello Star Judo Club, ad esempio, c’è una bolletta di ventuno mila euro da pagare. «Nel 2010 dopo alcune scadenze non rispettate l’Eni ci tolse la luce e fummo costretti ad allenarci con le candele accese. Ci aiutò una donna americana, che venuta a conoscenza delle nostre disavventure decise di pagare l’intero importo. Da quel giorno ci è arrivata una sola bolletta, valida per l’ultimo anno e mezzo. Noi questi soldi non li abbiamo, in cassa ci sono 36 euro. Lancio una provocazione: l’Eni ci sponsorizzi e faccia concretamente qualcosa per Scampia». L’idea della fiction è stata accolta con favore dal presidente della Municipalità Angelo Pisani, che soltanto pochi giorni fa negò l’autorizzazione a girare nel quartiere le riprese per la fiction di Sky Gomorra 2. Maddaloni entra a gamba tesa sull’argomento: «Mi piacerebbe incontrare Saviano, sapere da lui che impronta vuole dare alla serie tv. La prima volta con il suo libro ha acceso i riflettori sui nostri problemi, adesso però rischia di darci il colpo di grazia. Abbiamo bisogno di figure positive, di un eroe all’interno della sua storia. Il cast del nostro film sarà composto dai ragazzi della palestra, gli unici attori saranno Fiorello e pochi altri. Insomma, diamo possibilità a questo territorio, non pensiamo soltanto a far notizia». La vita di Giovanni Maddaloni sarà raccontata anche in una breve ricostruzione contenuta nel programma Eroi, in onda in primavera sulle reti Rai, insieme ad altre storie di sport.

La politica delle pecore in parlamento

imagesListe fatte all’occorrenza della campagna elettorale con gente che non si conosce e che non ha alcuna formazione né amministrativa né politica e che spesso non ha manco l’idea di cosa si andrà a fare in parlamento. I partiti si ricordano dei cittadini e dell’elettorato attivo solo al momento delle elezioni. Nessun partito, nonostante tutti i milioni che hanno in cassa (sui soldi ai partiti clikka), ha mai seriamente pensato di mettere in piedi una vera e propria scuola di formazione politica/amministrativa ed il motivo credo sia chiaro! I partiti se avviassero corsi di formazione poi si troverebbero dei giovani che in grado di scalzare quelli che stanno davanti. Come al solito tenere nell’ignoranza il popolo serve a governarlo ad uso e consumo di questo o quel gruppo di potere. In Germania, ricordo sempre, un ministro per aver copiato una tesi di dottorato è stato cacciato perché alle sue spalle immagino ci siano tanti altri giovani e meno giovani pronti a prenderne il posto dell’indegno, giovani che scalpitano per mettersi alla prova e per rendere al paese il loro servizio. Ai tanti candidati al parlamento, vecchi e nuovi, mi verrebbe da chiedergli cosa sanno dell’autodichia, cosa sanno di come funzionano le camere, cosa sanno del bicameralismo perfetto, se hanno mai letto una legge e se ci hanno mai capito qualcosa con i tanti rinvii in essa convenuta, cosa sanno della legge finanziaria e del bilancio dello stato, cosa sanno dell’architettura costituzionale del nostro paese …. La verità è che si preferisce l’ignoranza perché così il pastore potrà governare le pecore nei recinti delle assemblee elettive, dicendo loro vota si o vota no, solo che spesso manco il pastore è in grado di capire, perché si debba votare si o perché si debba votare no, perché i si ed i no nascono dai grumi di potere; dai quei poteri forti che tutti dichiarano di voler abbattere ma che poi foraggiano i partiti. La cosa che mi lascia poi perplesso e che spesso le pecore vogliono rimanere pecore, perché quando pure spieghi a queste simpatiche bestiole, nei minimi dettagli il perché si dovrebbe, per l’interesse pubblico, votare diversamente da quello che il “pastore inconsapevole” suggerisce, le pecore anziché ringraziarti per aver aperto loro gli occhi, si incazzano e spesso sono pecore incazzate ed avvilite perché dovranno votare mordendosi la coscienza (se sensibili, ma questo non accade spesso), di dover fare un torto ai cittadini. Ovviamente mi scuso con le pecore che poverine nel gregge fanno il loro mestiere, ma alle pecore purtroppo è aggrappato il nostro destino e sopratutto quello dei nostri figli … Questo post lo dedico a tutte le pecore del mondo delle assemblee elettive …

Se non vogliamo le pecore allora occorre partecipare alla Scuola di politica e di amministrazione (clikka)

Mercato Ittico di Napoli e CAAN

mercatoitticoIeri 17.01.2013 abbiamo trattato, dopo vari rinvii, la questione del mercato ittico di Napoli su cui ho già scritto altri post (pescecaan clikkail mio intervento al consiglio comunale clikkail CAAN come il ponte di corso novara clikka). Finalmente è passata la linea che, con altri consiglieri, ho sostenuto, cioè che a Piazza Duca degli Abruzzi, nel fabbricato di Luigi Cosenza, debba rimanere l’antico mercato ittico di napoli. Dovrei essere contento, ho vinto insieme agli altri, ma le riflessioni sono tante e mi inducono altri pensieri. In effetti non riuscirò mai a capire la politica, ovvero, questa politica. La trattativa è stata lunga e la pressione anche. L’amministrazione in un primo momento era irremovibile e sono state fatte molte riunioni di maggioranza alle quali ho partecipato spiegando il nostro punto di vista. Sono stati irremovibili anche i consiglieri di IDV (sei) che hanno sottoscritto ed hanno mantenuto la linea nonostante le molte pressioni interne al gruppo stesso ed ai quali va il mio apprezzamento perché hanno dimostrato di essere veramente indipendenti e di avere a cuore una idea di interesse pubblico scevra da altri condizionamenti. Ciò che, invece, mi induce altre riflessioni è dato formale che finisce per rappresentante la pochezza della politica. Noi avevamo presentato un testo di ODG che avevo scritto io, condividendolo con altri consiglieri (ODG CAAN clikka) e che non è stato messo ai voti per una ragione “politica” credo di basso profilo. In sostanza non si può approvare un testo, seppure buono e condiviso, per non dare la soddisfazione ad un solo un gruppo di consiglieri che alla fine hanno dimostrato di essere “maggioranza di idee”. In sostanza è la logica della politica intesa non come perseguimento dell’interesse pubblico ma come semplice affermazione di se stessi. Ebbene questa mia riflessione trova e mi è sorta dallo stesso testo approvato che invito a leggere (ODG scritto in aula clikka). Un testo, nella sostanza buono, ma raffazzonato e pieno di cancellature che con un subemendamento siamo riusciti ad ulteriormente migliorare. Possiamo dire che abbiamo vinto, ovvero che ha vinto una idea di città, ma nella forma della politica (che a volte è anche sostanza) non credo.

Il mio intervento all’1.02.48

Cittadini, Politica ed Istituzioni

corruzioneL’unica arma per combattere la camorra è la politica che deve mettere in campo azioni di sviluppo volte a sottrarre acqua al mulino della malavita. Per fare ció è necessario battere i poteri forti che indirizzano le risorse verso la strada dell’arricchimento personale o di gruppi di potere sottraendo i beni e le risorse pubbliche alla loro naturale destinazione del soddisfacimento dell’interesse pubblico. Occorre fare in modo che la parte viva della società si metta in moto. O ci salviamo tutti insieme o nessuno! Occorre che coloro che sono in possesso dei saperi li condividano affinché si crei una classe dirigente degna di questo nome. E’ per questo motivo ché crediamo nella scuola di politica e di amministrazione (clikka) e speriamo che i partiti seguano l’esempio anziché brucare i milioni di rimborsi elettorali in viaggi, rinfreschi e latrocini vari. La naturale destinazione dei fondi economali dei gruppi consiliari e dei contributi ai partiti è questa! Ogni diverso utilizzo è latrocinio e va perseguito con ogni mezzo non si può pensare, in questo momento, di spendere o appropriarsi di queste risorse per fini personali! Questa gente che occupa senza merito le istituzioni devono essere cancellate dal mondo della politica come indegna.

Di seguito la riflessione di Raffaele Cantone

“La zona grigia e il silenzio degli onesti” – Raffaele Cantone, su Il Mattino di Napoli, ed. naz. di giovedì 17 gennaio 2013

 Ieri, Il Mattino ha dedicato ben tre pagine al giro di presunte tangenti per fermare i processi nel Tribunale di Napoli, nel quale sarebbero coinvolti cancellieri, avvocati, medici, un poliziotto e dipendenti, in tutto una trentina di persone, indagate e in parte arrestate per associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari, rivelazione del segreto istruttorio ed altri reati contro la pubblica amministrazione.

Secondo la ricostruzione accusatoria – che non significa affatto sentenza di condanna, ma che ha comunque ricevuto l’avallo di un giudice – vi erano alcuni dipendenti delle cancellerie giudiziarie che, in cambio di tariffe fisse e prestabilite in denaro, fornivano notizie sottoposte a segreto di indagine o persino nascondevano fascicoli o atti in essi contenuti perchè non si celebrassero processi, in modo che scattassero prescrizioni o non fossero eseguite pene detentive o abbattimenti di immobili abusivi. Ad usufruire di questi servigi sarebbero stati quattro avvocati che si facevano pagare profumatamente dai loro clienti o imputati che riuscivano ad avere accesso agli uffici per il tramite di immancabili faccendieri.

Uno smaliziato lettore potrebbe a questo punto dire, “e allora?”. “Cosa c’è da stupirsi? E’ l’ennesima storia di malaffare in una città che in parte sembra essersi assuefatta alle piccole e grandi illegalità quotidiane e persino alle faide che insanguinano le periferie, fino a digerire un omicidio commesso nel cortile di una scuola materna”.
Non vorrei sembrare ingenuo e mi guarderei bene dal fare una classifica di gravità fra i fatti delinquenziali che la cronaca giornaliera ci propina, ma non si può archiviare questa vicenda fra la ordinaria cronaca nera.
Il malaffare questa volta non è emerso in un qualsiasi ufficio pubblico (che pure andava stigmatizzato), ma in quello che non è retorico definire come il tempio della giustizia ed i correi non sono tossicodipendenti o extracomunitari senza permesso di soggiorno.

Ma professionisti, fra l’altro noti ed affermati, e impiegati che per il loro ruolo avrebbero dovuto rappresentare il presidio della legalità e della giustizia.

Quella coinvolta è un pezzo della classe dirigente che ha abdicato al suo ruolo di rappresentare il tessuto operoso e l’argine alla delinquenza e al malaffare in una città.

E’ quella zona grigia che in altre occasioni si è prestata a riciclare o a reinvestire il denaro dei camorristi o degli usurai in pizzerie, discoteche o imprese edilizie e sanitarie o che ha pianificato a tavolino miliardarie truffe agli enti pubblici o a quelli previdenziali o che ha creato un sistema rodatissimo per aggiustare processi tributari e consentire ad evasori conclamati di farla definitivamente franca; e questo solo per rimembrare alcune delle vicende più eclatanti dell’ultimo periodo.

Contro la diffusione di quello che appare un vero e proprio bacillo pestifero, le pur meritorie ed ormai sempre più diffuse ed approfondite indagini della magistratura rischiano di scoprire alcune delle falle in un vascello che ai più pessimisti sembra già destinato ad affondare. Non saranno mai sufficienti arresti e condanne per uscire da questo buco nero; è, invece, indispensabile l’impegno della parte sana di quella stessa borghesia e classe dirigente che sembra aver rinunciato a reagire, chiudendosi in un supino isolamento, che rischia di apparire connivenza se non complicità.

I cittadini devono aver il coraggio di fare terra bruciata anche sul piano culturale, isolando i disonesti ed i corrotti e gli ordini professionali devono avere il coraggio di esercitare davvero i poteri disciplinari, espellendo le mele marce, senza più logiche perdoniste e corporative.

Un dovere ancor maggiore dovrebbe spettare alla politica che, mai come in questo momento, dovrebbe sentire l’ineludibile imperativo etico di lanciare messaggi inequivocabili della volontà di cambiare e che, invece, fa persino fatica ad adottare un codice etico che risparmi a noi cittadini candidature (e sicure elezioni) di soggetti che in qualunque stato civile sarebbero qualificati come impresentabili.

Scuola di Politica e di Amministrazione

cropped-rd.jpegprogramma scuola di politica e di amministrazione clikka

La scure del governo sui dipendenti comunali – di questo passo sarà difficile anche sposarsi

images (1)E’ da qualche settimana che registro il malessere dei dipendenti del Comune di Napoli per i tagli dovuti alla adesione al piano di riequilibrio finanziario di cui al decreto legge 174/2012, che costringe gli enti locali a ridurre il salario accessorio e le turnazioni. La questione è seria ed alla fine si riversa, sui cittadini che si vedono negati  i servizi essenziali e sui dipendenti che si vedono dimagrire il loro già magro stipendio. Oggi, infatti, mi sono imbattuto in una situazione  raccapricciante di un cittadino che si è visto rifiutare la celebrazione del rito matrimoniale civile al Maschio Angioino perché non ci sono i dipendenti disponibili a portare di sabato mattina il registro di stato civile dalla sezione municipale. Conseguenza: matrimonio fissato, ricevimento prenotato e tutto sembra incredibilmente difficile, con la possibilità che vada a monte l’intera organizzazione. Di questo passo credo che ai comuni soggetti, alla cura dimagrante, resterà solo il compito di fare i certificati di residenza. Quello che noto, inoltre, è che si sta scatenando di fatto una guerra tra dipendenti del Comune e dipendenti delle partecipate colpevoli, quest’ultimi, di essere stati assunti in maniera assolutamente sovrabbondante e spesso senza procedura selettiva pubblica, con la conseguenza dello sfondamento del patto di stabilità interno. Dalle discussioni spesso emerge che le società partecipate sono state il meccanismo per creare consenso elettorale, argomento sul quale sono molto sensibile e tra l’altro disgustato tanto che, in una occasione, ho chiaramente detto al mio interlocutore in una discussione che, se fosse possibile individuare questi soggetti assunti per motivi elettorali, andrebbero licenziati all’istante ed in massa. La questione è, credo, tutta italiana ed in particolare del mezzogiorno. Imprese municipali messe in piedi senza guardare all’efficacia dei servizi che dovevano rendere alla comunità ed al progetto imprenditoriale, ma solo per creare ad arte posti di lavoro da spendere in campagna elettorale. Tra l’altro il risultato è stato quello di cerare posti di lavoro fasulli perché se un’azienda non si regge perché le spese del personale sono eccessive e non giustificate, alla fine finirà per fallire e, quindi, il posto di lavoro concesso dal politicante di turno finisce per essere assolutamente falso! Cosa fare in questo momento di crisi profonda me lo chiedo spesso e spesso mi rispondo che occorre lavorare insieme ai dipendenti per trovare soluzioni, dando innanzitutto l’esempio. Non si può far valere per gli altri ciò che non vale per noi! Occorre partire dalla classe politica, dagli eletti, che si dovrebbero innanzitutto ridurre le indennità e ridurre al massimo le sacche di sprechi. Al Comune di Napoli si potrebbe fare in modo che le commissioni consiliari si riunissero di pomeriggio (come accade in altre città) con la conseguenza di evitare i rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri che, così, andrebbero a lavorare percependo lo stipendio dai loro datori di lavoro senza aggravio sulle casse del Comune. La Giunta ed al Sindaco si potrebbero ridurre i costi del lavoro degli staffisti. Sono consapevole che queste misure non sarebbero idonee a ridurre il problema ma sono, altresì, sicuro che ciò farebbe sentire tutti nella stessa barca e creerebbe maggiore affidamento determinando uno spirito di squadra. La cultura dell’esempio è quella che con fatica e sforzo immane cerco di praticare da quando ragazzino, vedevo mio Padre autista dell’ATAN andare al lavoro a testa china, tutti i giorni senza mai fare un “giorno di festa”, o da atleta, costretto a scendere di peso, per gareggiare vedevo il mio Maestro digiunare con me mangiando le poche cose che mangiavo io …. ma non voglio credere che quelli erano altri tempi ….

Leggi anche il posto di lavoro e la politica (clikka)

La manutenzione delle strade di Napoli

ProgettoViaMarinaIl problema della manutenzione delle strade di Napoli è atavico e credo sia utile per i cittadini sapere quali sono gli interventi sulla rete stradale di Napoli in corso, appaltati, programmati e i grandi progetti in cantiere (klicca). Io sono andato a vedere se tra quelle in corso o programmate ci sono le strade che penso abbiano maggiore bisogno. buona lettura.

Convegno di Toponomastica Femminile

images (1)Il 18 gennaio 2013 dalle h. 16,00 alle 19,00 si terrà il Convegno sulla Toponomastica femminile (Programma Convegno clikka).  E’ una discussione che terremo sul tema da cui è scaturito il nuovo Regolamento sulla Toponomastica del Comune di Napoli  (delibera_n.42_del_3.10.2012 clikka) che è stato il risultato di una vera e propria partecipazione alla decisione amministrativa che ha visto il gruppo di toponomastica femminile di Napoli partecipare alle commissioni che hanno trattato il regolamento che poi è stato approvato in Consiglio Comunale. Toponomastica Femminile (clikka).

Concorso Napoli tre strade tre donne

 Riporto una interessante riflessione tratta dal gruppo toponomastica femminile

di Maria Pia Ercolini, Marina Convertino e Livia Capasso in Toponomastica femminile

Livia Capasso

LE STRADE DI NAPOLI dall’A alla Z

Inizio la mia ricerca a Napoli con le strade intitolate a donne il cui nome comincia con la “A” A parte AIDA, l’eroina dell’opera di Verdi, e ANDROMEDA, la figura mitologica greca, compare la poetessa Vittoria AGANOOR (vedi nota di Giuliana Cacciapuoti), nata a Padova nel 1855 e morta a Roma nel 1910. Napoli le ha dedicato una strada perché Vittoria trascorse parecchi periodi della sua vita in questa città, per il clima più adatto alla salute di una sorella. Poi c’è ANTONIETTA DE PACE, eroina pugliese del patriottismo risorgimentale, e, udite! udite!, una pittrice, detta ANNELLA DI MASSIMO, il cui vero nome era Diana De Rosa. La suddetta era sorella del pittore Pacecco De Rosa e moglie di Agostino Beltrano, pittore anche lui, e finì ammazzata per gelosia dal marito. Rimane però una pittrice senza opere che le possano essere attribuite con certezza.

Salto la B per l’assenza di nomi femminili, non volendo tenere in conto né il poco gratificante Vico Belledonne, né via Berenice, dedicata alla regina egiziana, meglio nota per il poema di Callimaco tradotto poi da Catullo.

Ringraziando gli addetti per non aver intitolato una via alla Befana, passo alla C, dove trovo subito una via intitolata a MARIA CALLAS, la celebre soprano morta nel 1977, e, passando attraverso una via Carlotta, Carmen (l’eroina dell’opera lirica?), e una piazza CAROLINA (Maria Carolina d’Austria che nel 1768 sposò Ferdinando IV di Borbone, diventando regina di Napoli ? ), trovo una via Cintia, dove l’omissione della h trasforma la donna cantata da Properzio nelle sue elegie in una pianta appartenente al genere delle cactacee. Godono fortuna a Napoli anche Cleopatra e Cornelia dei Gracchi e finalmente trovo VITTORIA COLONNA, poetessa amica di Michelangelo, che nel suo soggiorno ad Ischia fu circondata dai migliori artisti e letterati del tempo, e una COLOSIMO TOMMASINA, che profuse tutte le sue ricchezze ed energie nella presidenza dell’Istituto per ciechi che porta il nome di un suo parente, Paolo Colosimo, morto giovane.

Con la D trovo una viaLUCREZIA D’ALAGNO, favorita di Alfonso V d’Aragona, re di Napoli,(vedi racconto di Giuliana Cacciapuoti), ancora una via ELEONORA DUSE, la celebre attrice amata da Gabriele D’Annunzio, e una Donnalbina,  Donnaregina, Donnaromita, tutti appellativi della madre di Cristo e Donn’Anna, la nonna.

Infine la Duchesca, nome di una via, ma anche di un quartiere, porta il nome di una villa sorta nella stessa zona e ormai scomparsa, riferito alla duchessa moglie di Alfonso II per il quale fu costruito l’edificio.

N.B. Spesso per identificare le donne si è costretti a fare ricorso agli uomini con i quali sono vissuti, padri, mariti, amanti!

Con la E solo la via Egiziaca richiama ad una donna, una prostituta egiziana vissuta nel IV sec. poi pentitasi e diventata santa.

Con la F trovo Fiammetta (sarà quella cantata da Boccacio?), una imprecisata Francesca, la famosa nobile patriota PIMENTEL FONSECA, per la quale rimando ai racconti di Giuliana Cacciapuoti e Marcella Carnevale, un  vico delle Fate (ma saranno quelle della favole, col cappello a punta?) e non poteva mancare Filumena Marturano, protagonista di una delle commedie più note di Eduardo De Filippo, ex-prostituta ma soprattutto mamma, pronta a tutto per i suoi figli. Infine trovo una via e anche una piazza  intitolata a Ferrara Carmela: è un nome molto comune a Napoli, ma non penso sia la proprietaria di una pizzeria, o la stilista per abiti da sposa, né la commercialista o la pediatra, né tanto meno la ragazza col profilo su f.b.La targa della strada che si riesce a vedere su Google maps non ne indica la professione.

N.B. A Napoli molte donne a cui è stata dedicata una strada o erano prostitute o mamme!

La seconda pittrice la trovo alla lettera G: GENTILESCHI ARTEMISIA, artista di grande talento, seguace del Caravaggio. Ma, se non fosse stata figlia di Orazio Gentileschi, sarebbe stata ugualmente conosciuta, tanto da dare il suo nome a strade, piazze e ponti anche in altre città? [n.d.r. Vissuta durante la prima metà del XVII secolo, riprese dal padre Orazio il limpido rigore disegnativo, innestandovi una forte accentuazione drammatica ripresa dalle opere del Caravaggio, caricata di effetti teatrali; stilema che contribuì alla diffusione del caravaggismo a Napoli, città in cui si era trasferita dal 1630. Negli anni settanta del secolo scorso Artemisia, a partire dalla notorietà assunta dal processo per stupro da essa intentato, diventò un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli ad essa intitolate. Contribuirono all’affermazione di tale immagine la sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplice difficoltà e pregiudizi incontrati nella sua vita travagliata.]La via GAETANI VANNELLA è invece dedicata alla moglie di un principe della famiglia Sanseverino che, alla morte del marito, rinchiuso in carcere per aver partecipato ad una congiura contro il re, mise in salvo i suoi cinque figli portandoli fuori dal regno e solo uno dei figli poté, alla fine del ‘400, ottenere la restituzione del principato. Via GONZAGA GIULIA è dedicata ad un’altra nobildonna, andata sposa appena tredicenne a Vespasiano Colonna, più grande di lei di 33 anni e in cattive condizioni di salute. Rimasta vedova a due anni dal matrimonio, poté, per vincolo testamentario del marito, mantenere i suoi beni a patto che non si risposasse. E Giulia non si risposò, si stabilì nel castello di Fondi, dove animò un raffinato circolo intellettuale. Per la sua intelligenza, unita ad una notevole bellezza, attirò l’attenzione dell’Ariosto e di Bernardo Tasso, padre di Torquato. Via GUACCI NOBILE GIUSEPPINA porta il nome di una poetessa napoletana, patriota del nostro Risorgimento, andata poi sposa all’astronomo Antonio Nobile: nella loro casa di Capodimonte ospitava incontri con liberali le cui istanze sosteneva anche con la sua poesia. Via Grazia e Graziella infine rimandano forse, come dice Giuliana Cacciapuoti, al romanzo di La Martine. Con la I trovo solamente Immacolata, Incoronata e Innominata, tutte evidentemente riferite alla più grande di tutte le madri.

Mi fermo un attimo nell’arido elenco per fare qualche osservazione. Finora mi sono passate davanti vie dedicate a Hans Christian Andersen, Louis Armstrong, Charlie Chaplin, Juri Gagarin, Walt Disney, 12 tra vie, piazze, traverse e corsi dedicati a Garibaldi, addirittura una strada intitolata a Ben Hur, il protagonista del celebre Kolossal americano, un’altra a Madama Butterfly, eroina di Puccini, una dedicata a Bakù, capitale dell’Azerbaigian, gemellata con Napoli e infine una dedicata addirittura a Pinocchio!

Ma dove sono finite tutte quelle eroine misconosciute, martiri ignote, violentate, trucidate, decapitate di cui parla Pietro Gargano nel suo libro “Eleonora e le altre. Le donne della rivoluzione napoletana”? Margherita Fasulo e la sorella Clarizia, che tenevano riunioni segrete a casa loro, e furono tra quelle che durante la Rivoluzione del 1799 entrarono in San’Elmo vestite da uomo; Teresa Ricciardi, Scolastica Carrabba, Maria Francesca Alcubierre. E dove è finita Maria Angela Ardinghelli, scienziata e poetessa napoletana del ‘700, di cui le cronache dicono che non c’era uomo di cultura che passasse per Napoli senza fermarsi a parlare con lei?

Continuando delusa a consultare lo stradario, trovo conforto in una via dedicata ad ANGELICA KAUFFMAN, celebre pittrice del ‘700, svizzera di nascita, ma italiana di adozione e molto legata a Napoli, dove ha trascorso parecchi periodi della sua vita. Nella L, scartando imprecisate Lavinia e Letizia, trovo una via che porta il nome di VERA LOMBARDI: appartenente al gruppo degli antifascisti napoletani, ha poi continuato la sua attività politica nel Partito socialista fino alla morte. Via LONGO MARIA ricorda forse  una spagnola vissuta nel ‘500, trasferitasi a Napoli a seguito del marito? donna di grande carità cristiana fondò l’Ospedale degli Incurabili.

Con la M tralascio due vie della Maddalena, otto dedicate a Madonne e Madonnelle, sei a Margherita non altrimenti precisata (sarà la Regina?), tre a Marianella e finalmente trovo due larghi intitolati alla Beata MADRE TERESA DI CALCUTTA, premio Nobel per la pace nel 1979 e fondatrice della congregazione delle Missionarie della Carità; salto una via privata Maffettone Anna (l’antica proprietaria dei terreni?) e incontro una delle più famose cantanti liriche del XIX sec., MARIA MALIBRAN.e MARILYN MONROE, la famosa attrice americana morta suicida (?)nel 1962. Un viale porta il nome di MARIA CRISTINA REGINA DI SAVOIA, l’ultima figlia di Vittorio Emanuele I di Savoia che andò sposa a Ferdinando II divenendo regina delle Due Sicilie e morì dando alla luce il suo unico figlio. La via MANCINI OLIVA LAURA ricorda la scrittrice, educatrice e poetessa napoletana dell’Ottocento, che scrisse versi sull’indipendenza nazionale, esaltando i martiri e appellandosi alle donne italiane perché lottassero per la causa nazionale.Un’altra scrittrice presente nello stradario napoletano è ELSA MORANTE, una delle più importanti del dopoguerra. Infine incontro MARIA MONTESSORI, famosa scienziata ed educatrice, inventrice del metodo che porta il suo nome.

Con la N non considero via delle Ninfe e una Nostra Signora di Fatima ed arrivo a via NOTARI ELVIRA, nativa di Salerno e attiva a Napoli, che fu la prima donna regista italiana e una della prime della storia del cinema mondiale. Morì nel 1946.Manca una via dedicata alla grande Anna Magnani; ma del resto il cinema è poco presente nello stradario di Napoli, mancano anche Sordi e Mastroianni.

Via PIGNATELLI PRINCIPESSA ROSINA ricorda la principessa Pignatelli che prima di morire, nel 1955, donò allo stato italiano la sua villa, oggi sede museale. Via Postica Madalena non si riferisce ad una donna, ma probabilmente indica la strada che si trova dietro via della Maddalena (in architettura si dice “postica” la parte posteriore). Tralasciando la via incredibilmente dedicata alla dea Proserpina, e Largo Regina Coeli, un altro appellativo della Vergine Maria, arrivo alle vie di sangue blu, due piazzette ed una traversa intitolate alla principessa Margherita e una via alla REGINA MARGHERITA, che fu la prima regina d’Italia; a Napoli è famosa anche per aver dato il nome ad una delle pizze più tipiche! Un’altra piazza è dedicata alla nuora di Margherita, la REGINA ELENA. Con la S trovo una sfilza di Sante: S.Agata, 13 tra piazze, vie e vicoli intitolati a S.Anna, 2 a S.Barbara, poi c’è s. Cesarea, S.Brigida. S.Candida, 4 strade per S.Chiara, 10 tra vie e vicoli per S.Caterina, 4 per S.Lucia, 1 per S.Luciella,, ancora S.Luisa di Marillac, S.Margherita, s.Patrizia, S.Orsola, 2 per S.Monica, 3 per S.Sofia, 8 per S.Teresa e 69!! per S.Maria in tutte le sue varianti. In conclusione però su 95 strade, piazze e vichi intitolati ai santi, quelle dedicate alle Sante sono 17, cioè il 18% !

Manco Sante abbiamo le stesse possibilità degli uomini!

Continuo il mio lavoro su Napoli. Una via porta il nome di SANCIA REGINA: Sancia, figlia del re di Castiglia, sposò il re d’Aragona. Alla morte del marito lasciò la corte e si ritirò in un monastero, dove prese i voti. La lega a Napoli la figlia Costanza, che nel 1210 sposò il futuro imperatore FedericoII . Al Vomero è dedicata una via a LUIGIA SANFELICE, martire della Rivoluzione napoletana: coinvolta involontariamente nelle vicende della Repubblica napoletana, subì la reazione dei Borbone che nel 1800 la giustiziarono. E’ famoso il dipinto di Gioacchino Toma, conservato a Capodimonte, che la ritrae in carcere, dove, dichiarando mendacemente di essere incinta,riuscì a ritardare l’esecuzione. Poi trovo finalmente la piazzetta intitolata a MATILDE SERAO, scrittrice e giornalista vissuta tra la ’800 e ‘900. Fu la prima donna in Italia a fondare un giornale, insieme al marito Edoardo Scarfoglio fondò prima il Corriere di Roma, poi quello di Napoli, infine Il Mattino. Salto un viale privato a nome di Silvestri Olga ed arrivo a due strade intitolate a suore: una a SUOR ORSOLA, religiosa fondatrice delle Romite e delle Oblate dell’Immacolata Concezione (oggi Suore Teatine), a cui Napoli dedica anche un’Università ed altri Istituti; l’altra a SUOR MARIA DELLA PASSIONE, religiosa morta a S.Giorgio a Cremano nel 1912 e proclamata Beata da Benedetto XVI nel 2006.Con la lettera T trovo una via TEANO, che probabilmente allude alla matematica vissuta a Crotone nel VI sec. a. C. discepola di Pitagora, un’altra eroina di opere liriche, TOSCA, poi un vico TRE REGINE (Maria Carolina, Elena e Margherita?) e una piazzetta dedicata a LAURA TERRACINA, poetessa napoletana del ‘500, nota con lo pseudonimo di Febea. Spronò le donne a studiare e morì forse uccisa dal marito. C’è poi una via dedicata a VOLPICELLI CATERINA,una religiosa napoletana fondatrice di una congregazione che porta il suo nome e dichiarata santa nel 2009.

Dulcis in fundo, volendo ignorare via delle Zite, che a Napoli nel vezzeggiativo “zitelle” allude alle donne nubili, ma è il plurale che insospettisce!, trovo la mia preferita, anche se è a Ponticelli: via WOOLF VIRGINIA, dedicata alla celebre scrittrice e saggista britannica, vissuta tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900, attivamente impegnata nella lotta per la parità dei diritti tra i due sessi.

Ho tralasciato altri toponimi riferiti alla Madre di Cristo: Annunziata, Avvocata, Carmine, Concezione,Materdei, Nostra Signora di Fatima, Regina coeli, Rosario.

Nel marzo 2011 il Ponte della Sanità ha cambiato nome; è stato intitolato ad una partigiana, MADDALENA CERASUOLO (1920 – 1999).

Sono in grado ora di pubblicare il risultato numerico della mia indagine sulla città di Napoli:

3771 sono le strade, piazze, larghi, vicoli, traverse di Napoli

1165: sono le strade intitolate ad uomini appartenenti a tutti gli ambiti, la storia, la letteratura, la musica, il teatro, l’arte, la scienza

55: queste sono invece le strade, piazze, viali etc. intitolate alle donne, anch’esse distintesi in tutti i settori. Comprese nei 55 ci sono anche 12 strade che portano il nome di protagoniste di opere letterarie, musicali, teatrali, o donne del mito. Alla fine sono 43 le donne veramente esistite a cui Napoli ha tributato l’omaggio. Per i santi avevo già dato la percentuale a parte e, se ricordate, era del 18%. Sul totale dei toponimi legati a figure umane, quelli femminili rappresentano il 3,5%.

Sul totale dei toponimi della città invece la percentuale di quelli riferiti a donne è dell’1,14%,di quelli maschili è del 31%

Scuole di Napoli – Un istituto comprensivo di elementari e medie è dedicato a Marta Russo, un altro ad Adelaide Ristori; quattro circoli didattici portano il nome rispettivamente di Ilaria Alpi, Maria Cristina di Savoia, Vittoria Aganoor e Madre Claudia Russo. Quattro scuole dell’infanzia sono intitolate a donne: Annalisa Durante, Principessa Mafalda, Maria Montessori, Ada Negri. Dei 32 licei scientifici, comprensivi di altri indirizzi, trovo un’intitolazione a Margherita di Savoia e una a Eleonora Pimentel Fonseca. Dei 22 licei classici, anch’essi comprensivi di altri indirizzi, 2 portano il nome di donne: Artemisia Gentileschi, Elsa Morante. Un Istituito tecnico industriale è dedicato a Marie Curie, nei Professionali trovo Isabella d’Este ed Elena di Savoia. Nelle scuole private dominano Suor Orsola Benincasa e le Dame di Nazareth.

Giuliana Cacciapuoti

Margherita di Savoia Scuola Materna Comunale/ Scuola elementare

Annalisa Durante Scuola materna (dell’infanzia) Na

I.C.  Adelaide Ristori Istituto comprensivo (materna, elementare e media)Via Lucrezia.d’Alagno 16 (Napoli) – Cap: 80138 ( il caso vuole)

Madre Claudia Russo Circolo didattico (materna ed elementare) Via delle Repubbliche Marinare 301 (Napoli) – Cap: 80147

Ilaria Alpi Circolo didattico (materna ed elementare) Viale della Resistenza (Zona “167” Secondigliano) – Cap: 80144

Principessa Mafalda Scuola materna (dell’infanzia)

Maria Montessori Coop. Srl Scuola materna (dell’infanzia) – ParitariVia Monte di Dio 74 Cap:80132

Aganoor  Vittoria( ??) come la via omonima?? Scuola materna (dell’infanzia)Via Ramaglia 51 (Na) – Cap: 80145

Ada Negri Scuola materna (dell’infanzia Via G. Manso (Napoli) – Cap: 80142

 

Giuliana Cacciapuoti

Via Eleonora Pimentel Fonseca

Zona Arenaccia Eleonora Pimentel Fonseca (Roma, 13 gennaio 1752 – Napoli, 20 agosto 1799) è stata una patriota e politica italiana. È stata una delle figure più rilevanti della breve esperienza della Repubblica Napoletana del 1799.

Di famiglia portoghese ma nata a Roma, nelle pubblicazioni tedesche, inglesi e italiane viene ricordata con il nome in lingua italiana; il nome in italiano venne adottato dalla sua famiglia nelle residenze di Roma e Napoli ed è quello con il quale la Pimentel fu tra i protagonisti della scena politica di fine XVIII secolo.

Via Lucrezia D’Alagni (o Alagno) alle spalle di piazza Nicola Amore traversa di via Duomo quartiere San Lorenzo: Lucrezia fu la signora assoluta della corte aragonese di Re Alfonso il Magnanimo, di cui fu la favorita: la vera regina del regno di Napoli.

Lucrezia nacque intorno al 1430, figlia di Nicola d’Alagni di Torre del Greco e di Marta Taraldi. Il padre era gentiluomo di corte di re Ladislao e poi di Giovanna II, legato di Napoli a Tunisi e poi capitano con Alfonso. Apparteneva quindi ad una nobile famiglia, che nel passato aveva dato all’amministrazione statale molti funzionari.

Si narra che l’incontro avvenne per caso a Napoli il 23 giugno 1448, alla vigilia della festa di san Giovanni Battista. Era usanza per quella data che le ragazze offrissero al proprio amato in pegno d’amore una pianticella d’orzo o di grano, e che raccogliessero offerte per rendere più solenne e fastosa la processione e la festa. Proprio in quella occasione il Magnanimo incontrò, secondo la tradizione, per la prima volta Lucrezia, la bellissima creatura che fu poi il suo grande amore, sino alla morte.

Via Annella di Massimo – Vomero

Vero nome Diana de Rosa, detta Annella, fu allieva di Massimo Stanzione, ritenuto uno dei maggiori artisti del secolo e che, grazie al maestro, al quale rimase legata da amicizia anche dopo il matrimonio, ebbe commissioni di una certa importanza, come alcune tele per la Pietà dei Turchini.

Si distinguono per suggestioni cinematografiche Via Marylin Monroe e Elvira Notari a Ponticelli , letterarie Via Elsa Morante a Piscinola, pittoriche Via Angelica Kaufmann Arenella e Artemisia Gentileschi a Pianura c’è Via Vera Lombardi (evviva grande studiosa ) e anche Maria Malibran cantante lirica a Ponticelli.

Per le sante largo madre Teresa di Calcutta Chiaia-Vomero e a Secondigliano Anna Maffettone ma confesso qui la mia ignoranza chi sa dire chi è?

Nelle vie immaginarie ci sono anche Via delle Ninfe e vico della Graziella credo e spero in relazione a LaMartine e al romanzo Graziella, non c’entra con le donne manon posso fare ameno di segnalare che a Napoli c’è una stradaintitolata a Praga Magica..

Via Aganoor Vittoria quartiere Piscinola (chissà perchè questa intitolazione)Ispirazioni poetiche e aspirazioni politiche del primo Novecento. Lei Vittoria Aganoor, poetessa d’origine armena, lui conte Guido Pompilj, deputato perugino. Storia d’amore custodita in “carte messaggere” finite in un sacco di juta, venduto e poi ritrovato.

“L’amore nella morte, oltre la morte, contro la morte”. La notte tra il 7 e l’8 maggio 1910 in una cameretta della Clinica Pampersi a Roma, un colpo d’arma fuoco risuonò tra le bianche stanze. L’onorevole Pompilj si era sparato alla tempia.

Ultime vie Aida e Cleopatra e Giulia Gonzaga a Fuorigrotta.

Marcella Carnevale

Eleonora de Pimentel, donna emancipata,moderna disinibita che quando fu condotta al patibolo, chiedeva alle persone corse ad assistere, “solo” una spilla per chiudersi la sottoveste pensando a quando sarebbe penzolata dal pennone,per un senso di pudore, non voleva mostare le sue parti intime….così disinibita in vita, cosi riservata nella morte. Come dovrebbe essere!

Francesca Dovetto

 

“Ti riassumo le mie proposte (per le quali ho attinto a larghe mani dal bel lavoro di Elisabetta Strickland) e per le quali mi piacerebbe ottenere anche l’appoggio del Coordinamento donne nella scienza della Federico II …[…].

Ho proposto per Napoli nomi di donne scienziate, “numericamente il 50% delle forze in gioco” (come scrive Elisabetta Strickland nel suo lavoro dedicato alle scienziate italiane); la loro lotta contro l’abbattimento degli stereotipi di genere è forse, ancora oggi, più dura e sofferta che in altri settori e il soffitto di cristallo più spesso… I loro nomi andrebbero bene per tre strade nei pressi delle facoltà scientif

LOCALE:

GIUSEPPINA ALIVERTI (Somma Lombardo 1894 – Napoli 1982), scienziata scomparsa negli stessi anni 80 della Sabatini, oceanografa e meteorologa. E’ stata tra le poche donne a diventare socia dell’Accademia dei Lincei e insignita di diverse onoreficenze, come la Medaglia d’oro dei benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte, Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana e Medaglia d’oro della Facoltà di Scienze nautiche dell’Istituto navale di Napoli.

NAZIONALE:

MARIA GAETANA AGNESI (Milano 1871-1952), accademica delle scienze di Bologna, ma non ammessa all’Accademia delle Scienze di Francia (che pure ne riconobbe il valore) perché le donne vi erano bandite…

STRANIERA: SOPHIE GERMAINE (Paris 1876-1931), tra le fondatrici della fisica matematica. Il suo nome non compare tra i settanta nomi di illustri scienziati stampati sulla costruzione della Torre Eiffel, nonostate i suoi lavori avessero fornito le basi scientifiche per l’elasticità dei materiali usati per la costruzione della Torre, ma le è stato dedicato un cratere del pianeta Venere… Qui sotto i criteri per l’assegnazione di nomi alle strade della nostra città. CRITERI

Per riguarda i toponimi riguardanti la città di Napoli, si privilegia il rapporto specifico del personaggio o dell’opera con la nostra città e si adottano quindi i seguenti criteri:

Napoletani (o comunque campani);

Italiani o stranieri che abbiano avuto un rapporto privilegiato con la città;

Edifici, mestieri, manufatti, etc. connessi con la memoria storica dei luoghi;

Italiani che non abbiano avuto rapporti con la città;

Opere di autori (1-locali, 2-italiani che abbiano avuto un rapporto con Napoli, 3-italiani che non abbiano avuto rapporti con Napoli);

Grandi personaggi stranieri del passato e del presente (dai nomi di facile lettura); Loro opere (purché notissime).”

Rossana Di Poce

Ponte Maddalena Cerasuolo, medaglia di bronzo al valor militare! 4 giornate e l’ORGOGLIO DELLA RESISTENZA PARTENOPEA!…scusate è il cuore che parla!

Apriamo i palazzi del potere alle scuole

comuneDopo aver visto la puntata di Presa Diretta di domenica scorsa (06.01.2013) mi ha preso un senso di disgusto. “politici” che si pagano il matrimonio dei figli con i soldi pubblici, Bossi che ha fatto nominare come consigliere di amministrazione della Finmeccanica il tesoriere della lega belsito, con diploma di ragioniere comprato a Frattamaggiore (NA) ed al centro degli scandali dei leghisti che si erano proposti come combattenti contro Roma ladrona. L’incredibile tentativo di belsito di fare avere un contratto da alto dirigente della Finmeccanica all’autista di bossi che non aveva neppure il diploma. Al confronto Caligola, che  nominò Senatore il proprio cavallo, impallidirebbe in mezzo a tutti questi ciucci. La causa di tutto questo è la disaffezione dei cittadini verso i politicanti che allontanano le persone perbene dalla cura dell’interesse pubblico (forse, a questo punto, ad arte) innescando una spirale, in virtù della quale più le persone perbene si allontanano per le nefandezze di questa gente, più si lascia a questi asini spazio per fare altre nefandezze. Credo che occorre trovare il modo di avvicinare i giovani e la gente ai palazzi del potere. In quest’ottica mi farebbe piacere avviare un progetto con le scuole rendendomi disponibile ad accompagnare gli studenti nel palazzo del Consiglio Comunale spiegando come funziona anche in pratica la vita politica dell’istituzione, facendo vedere come si articola il processo di formazione della volontà amministrativa. Chi, stando nelle istituzioni scolastiche, fosse interessato potrà contattarmi. Penserei ai ragazzi delle scuole medie inferiori e delle medie superiori … ma forse anche ai ragazzini di quinta elementare …  che ne dite? 

Il CAAN di Volla come il ponte di Corso Novara

imagesGià ho scritto sulla questione del CAAN e del Mercato Ittico (clikka) intervenendo anche al Consiglio Comunale del 18.12.2012 (clikka). Nel citato consiglio ho anche proposto e sottoscritto un Ordine del Giorno (clikka) che reca le firme di molti consiglieri a dimostrazione che la questione è sentita ed è assolutamente trasversale. Oggi la decisione viene di nuovo, dopo un rinvio “tecnico” il prossimo 14.01.2013 e, per detta data, il CAAN ci ha fatto pervenire una nota esplicativa (clikka) con la quale si sostiene la necessità di chiudere il mercato di Piazza Duca Degli Abruzzi poiché solo così forse si potrebbe verificare il trasferimento degli operatori presso la struttura del CAAN, costata, in virtù di una decisione risalente al 1989, circa 75 milioni di euro. Nell’ottica della partecipazione io credo che tutti i dati debbano essere diffusi perché ciò è utile sia, a formare una coscienza cittadina sia a gettare le basi di quella partecipazione ed interesse verso la cosa pubblica dalla quale le tristi vicende della politica ci hanno allontanato. La questione è spinosa e noi ci siamo trovati dentro a forza, in quanto, questo programma imprenditoriale l’abbiamo ereditato da un periodo storico nel quale si badava  solo a spendere i soldi pubblici e non a creare effettivo sviluppo e benessere per i cittadini. E’ embleatico il caso del ponte del Corso Novara che fu realizzato e poi abbattuto e tra costruzione e distruzione si è fatto un “piacere” ai soli costruttori/distruttori edili e non ai cittadini che hanno subito solo un danno. Oggi la questione ricorre ed i 29 operatori del mercato ittico collocati nel fabbricato di Luigi Cosenza non vogliono trasferirsi in un luogo a loro estraneo, con la complicazione che mutato il quadro normativo con le liberalizzazioni di Bersani, oggi questi operatori possono anche rifiutarsi di spostarsi potendo o andare presso altri mercati (Mugnano o Pozzuoli) oppure costruirsi una loro area mercatale con i dovuti permessi. Che fare? Correre il rischio di chiudere Piazza Duca Degli Abruzzi e sperare, pregando in tutte le lingue del mondo, che queste 29 aziende siano fulminate sulla Via Marina e si convincano a trasferirsi a Volla salvando “CAAN e cavoli” oppure studiare e studiare per cercare altre soluzioni industriali che possano meglio tutelare la realizzazione dell’interesse pubblico. Come soluzione mi è venuta in mente, proponendola con l’Ordine del Giorno, di fare in modo che il CAAN abbia la gestione dell’area mercatale di Piazza Duca Degli Abruzzi realizzando così circa la metà dell’introito previsto, che si accompagnerebbe anche ad un risparmio per il Comune di personale (circa 30 unità) che verrebbero destinati ad altri più importanti servizi. Ma pare che tale soluzione non sia tanto condivisa dall’amministrazione e chissà se tra i volenterosi che leggono di questa questione non ci sia qualcuno che abbia una idea migliore …

Bagnoli Restituiamo l’Area NATO alla Città

imagesQualche settimana fa mi è capitato di trattare la questione dell’area NATO e della Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’infanzia (clikka) e di alcune cose da chiarire nella gestione affidata ad un commissario nominato dalla Regione Campania nel 2004, per gravi fatti che colpirono il consiglio di amministrazione, rinnovato nel 2007 per un anno (clikka per leggere la delibera) ad oggi, per le stranezze del nostro modi assurdo di pensare,  ancora in carica. Lo statuto a dire il vero prevede che la gestione sia affidata ad un consiglio di amministrazione nominato composto da nove membri di cui due dalla Regione, uno dal Comune, uno dal Presidente della Conferenza episcopale della Campania, uno dal Presidente del Tribunale dei Minori di Napoli, uno dal Presidente del Banco di Napoli e tre dal consiglio dai amministrazione uscente tra i suoi componenti. Ebbene dal 2004 a fronte di nove consiglieri di amministrazione c’è un unico commissario straordinario (direi dai poteri straordinari) la Dott.ssa Lidia Genovese che a suo tempo fu nominata da Bassolino. Non discuto sulle capacità del commissario straordinario e dico subito che sono molto perplesso per il meccanismo di nomina del Consiglio di Amministrazione, ma sono fermamente convinto che oggi con il trasferimento della NATO e la “liberazione” del Collegio Ciano occorra fare molta attenzione per l’importanza strategica dell’intera area. Il Commissario dai poteri straordinario ha, infatti, emesso in data 03.01.2013 una delibera con la quale sollecita una manifestazione di interesse (per leggerla e capire di cosa si sta parlando clikka)  da parte di privati o soggetti pubblici in mancanza di destinazione ad uffici regionali da parte della Regione. Ora è chiaro che l’area è molto appetibili e consta di aree scoperte, di edifici, di strutture sportive ed una piscina olimpionica che credo vadano destinate alla Città senza mezzi termini. Non credo che ci possiamo, infatti, permettere di perdere il controllo su quell’area che potrebbe essere un ulteriore tassello che si inserisce nella più ampia area di sviluppo di Fuorigrotta e Bagnoli e non credo, infine, che in questo momento di passaggio così importante a dirigere le operazioni sia una persona sola al comando nominata al tempo di Bassolino!

La Campania e le Primarie è sempre la stessa storia

imagesQualche giorno fa riportavo le considerazioni di Aldo Masullo (clikka) sulle parlamentarie di PD/SEL, oggi leggo sempre più di presunti imbrogli e lo sconforto è veramente pesante. Possibile che in Campania non si possa fare a meno delle “scorciatoie”? Tutti hanno il “vizio” di fregare il prossimo compresi coloro che dovrebbero andare a rappresentare il popolo nel massimo consesso. A dire il vero non posso dire che ci siano stati veramente imbrogli ma il sospetto è forte tenuto conto di quello che ho sentito da qualche iscritto di “peso” del PD. In SEL mi sono imbattuto nella bacheca del candidato alla Camera capolista a Campania 1 e Campania 2 (Gennaro Migliore) ed i commenti di militanti iscritti al partito che accusano un modo poco democratico nella scelta dei “nominati” si moltiplicano. Mi viene da fare poi una ulteriore riflessione:  se devo dire la verità tutti i candidati/nominati di SEL e PD, tranne forse uno, non li ho mai sentiti profferire una sola parola o un solo commento sugli importanti fatti che sono accaduti ed accadono in città e dei quali in quest’anno e mezzo mi sono occupato sedendo al Consiglio Comunale. Mi chiedo ma questi da dove vengono? Come hanno dimostrato di essere all’altezza dell’incarico per il quale si propongono? Vorrei tanto leggere i curriculum ed i risultati politici ed amministrativi raggiunti da queste persone, perché fino ad oggi non ho ancora capito in virtù di quali meriti dovrebbero essere votati.

Riporto inoltre la lucida riflessione, che condivido, di Carlo Iannello Compagno del Gruppo Ricostruzione Democratica sul tema:

Un nuovo intollerabile scandalo primarie. Occorre occupare i partiti e cacciare i cacicchi.

Nuove primarie nuovo scandalo. Oggi come nel 2011 quanto si trattava di scegliere il candidato sindaco di Napoli, le primarie del centro-sinistra si rivelano di nuovo un boomerang. Eppure il Pd era stato commissariato per oltre un anno: chiaro segnale che il lavoro del commissario non ha determinato alcun rinnovamento nel ceto dirigente di quel partito, che avrebbe avuto invece bisogno di un profondo rinnovamento. Non certo per esigenze di nuovismo, ma per mettere da parte un ceto dirigente che aveva prodotto i danni che sono sotto gli occhi tutti e quindi per riaffermare la funzione classica dei partiti e delle loro classi dirigenti. I dubbi sulla correttezza del voto non lasciano indenne nemmeno la formazione più dichiaratamente di sinistra (SEL).
Appare sempre più evidente che i partiti hanno abdicato al proprio ruolo di formazione della classe dirigente: da quelle grandi scuole di vita, di cultura e di politica che sono stati i partiti  nel dopoguerra, che – non bisogna mai dimenticare – ci hanno consentito di diventare in pochi decenni la V potenza economica mondiale, sono completamente degenerati. Hanno perso ogni anelito ideale, la vita democratica interna è atrofizzata, le battaglie sui valori e sui principi sono un ricordo d’altri tempi. Oggi questi partiti per garantire la propria sopravvivenza si rivolgono a collettori di voti locali, che diventano i boss, i rais o i cacicchi che determinano le cariche, gli incarichi pubblici e oggi i candidati al parlamento. Il distacco con la cittadinanza è sempre più profondo.
Pare arrivato il momento di dire basta e di reagire a questa occupazione dei partiti da parte di potentati locali, cricche, bande quando non addirittura di comitati di affari. La strada tuttavia non è quella di proporre l’ennesimo movimento personale in salsa populistica berusconiana o post-berlusconiana. Si tratta di un rimedio peggiore del male, come l’esperienza dei partiti personali, dei partiti di plastica, dei movimenti di questi ultimi decenni ci ha insegnato. I movimenti nati per criticare i partiti hanno assunto e aggravato i difetti dei partiti stessi: i casi della Lega e dell’IDV sono emblematici.  Le vicende di questi ultimi anni hanno fatto chiaramente comprendere che i partiti sono lo strumento essenziale e indefettibile  della democrazia: non è esistita sinora alcuna democrazia che abbia potuto fare a meno dei  partiti. Ma i partiti, nel senso autentico della parola,  sono solo quelli che si richiamano alla grandi culture politiche europee (marxista, liberale, social-democratica. cattolico-sociale). Se ci teniamo alla nostra democrazia e al nostro paese allora dobbiamo unirci sotto un unico obiettivo: occupare i partiti e bonificarli da tutto il marcio e fradiciume che si è instaurato lì dentro. Penso sia giunto i momento in cui tutte le persone per bene di fede socialdemocratica e liberale di sinistra  abbiano  uno scatto di orgoglio e puntino all’occupazione democratica dei partiti del centro sinistra, per far rivivere i partiti nella loro forma autentica.
Al di fuori di questa ipotesi, vedo solo l’emersione di un pericoloso autoritarismo.

Pubblico alcuni link da cui è possibile seguire i recenti scandali primarie.
Articolo di Iurillo su Il fatto quotidiano:
http://www.napolionline.org/2013/01/05/politica/pd-a-napoli-i-conti-e-i-voti-non-tornano-mai/

Articoli di Norberto Gallo su Napolionline:
http://www.napolionline.org/2013/01/04/politica/primarie-pd-e-sel-ecco-i-seggi-dovele-prove-che-i-conti-non-tornano/

http://www.napolionline.org/2013/01/05/politica/primarie-pd-a-melito-il-problema-e-politico-non-elettorale/

http://www.napolionline.org/2013/01/02/senza-categoria/primarie-sel-ad-eboli-il-circolo-denuncia-brogli-per-favorire-il-segretario-provinciale/

http://www.napolionline.org/2013/01/03/politica/primarie-sel-ancora-accuse-di-brogli-lattore-amato-a-vendola-ti-comporti-come-don-abbondio/

articolo di Carlo Tarallo per Dagospia:
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/primarie-taroccate-laffare-si-ingrossa-un-documento-con-nomi-cognomi-denunce-di-voti-gonfiati-48911.htm

Aldo Masullo sulle Parlamentarie del PD

aldomasulloInteressante intervista sul corsera di oggi (28.12.2012) a Aldo Masullo che condivido in particolare sulla necessità che i partiti riprendano il loro ruolo di luoghi di formazione della classe dirigente. Quanto ai candidati non è difficile neppure condividere il pensiero di Masullo sul “riciclo” dei volti noti al partito, che ancora una volta manca l’obiettivo di riformarsi.  Non riesco a capire come si possa essere così miopi e credere che con le primarie si siano già vinte le elezioni ……

NAPOLI — «Un partito dovrebbe costruire naturalmente un processo di selezione della propria classe dirigente, altrimenti non si capisce a cosa serva».
Aldo Masullo, filosofo ed ex parlamentare del Pci e dei Ds, esprime, come è suo solito, con garbo riflessivo le sue dure critiche ai partiti. In particolare, tiene a precisare, a quegli aggregati politici che «dalle nostre parti assumono connotati ancora più deleteri».

Professore Masullo, pure le primarie per selezionare i candidati non la convincono?
«Occorrerebbe chiedersi perché si arriva alle primarie per scegliere i candidati al parlamento».

Ce lo chiediamo?
«Sì, il fatto è che oggi i partiti, tra cui il Pd, non sono stati in grado di avviare processi di rinnovamento interno. Non ci hanno neanche provato. E questo non è che sia accaduto ora. Ma sono anni che si proclama un rinnovamento al quale non si pone mai un avvio. Insomma, le primarie sono l’effetto di queste inadempienze gravissime: del mancato processo di riorganizzazione dei partiti. La selezione dei candidati dovrebbe rappresentare il punto di arrivo di questo processo di maturazione interna. Invece, si parte dai candidati».

Un processo di rinnovamento al contrario?
«Sì, anche se nella vita vera non si possono fare i conti con ciò che sarebbe dovuto accadere, ma con quanto è avvenuto. E allora, prendiamo pure atto che tra i tanti mali, quello delle primarie è il male minore».

Si rassegna?
«Beh, sa: la messinscena delle primarie per selezionare candidati al parlamento ha una funzione simbolica, vorrebbe fornire un indirizzo di ciò che si sarebbe dovuto fare e non si è fatto. Si tratta di una indicazione di pura teoria politica. In realtà, del tutto insufficiente ad assicurare passi avanti verso la modernità e il rinnovamento della classe dirigente e della proposta politica».

Nel merito, cosa non le piace di queste primarie per selezionare i candidati al parlamento?
«Un vizio, in particolare, che è connaturato sia alla prima che alla seconda Repubblica: l’inerzia, mantenere la situazione così com’è invece che imprimere una spinta in direzione del cambiamento. Vede, lo stesso meccanismo di raccogliere centinaia di firme per sostenere la propria candidatura alle primarie risponde ad una esigenza vera di partecipazione democratica, ma in una realtà così miserabile come la nostra diventa occasione per una serie di interferenze, di speculazioni improprie e di inquinamento. Non mi ha fatto una buona impressione leggere nomi di candidati che sono, per lo più, sempre gli stessi e per i quali non si capisce chi si sia speso per sostenerli, quale procedura democratica sia stata messa in atto per proporli. Mi rendo conto pure delle difficoltà che si sono incontrate a causa dell’accelerazione impressa dai tempi piuttosto stretti, ma si sarebbe potuto offrire un maggiore contributo di trasparenza e di apertura».

Torniamo al solito problema della democrazia interna?
«E sì. La democrazia interna ai partiti è un altro male duro da estirpare. Non so cosa accada altrove, ma qui credo sia inconfutabile l’arretratezza delle nostre forze politiche, compresa quella del Pd. Non è per caso che ho scritto il libro ‘‘Napoli, siccome immobile”».

Cosa pensa dell’invito che il Pd napoletano ha rivolto al segretario Bersani di candidarsi capolista in Campania?
«Un gesto che dimostra l’assenza di un nome di rilievo in grado di ottenere la massima attenzione da parte del popolo degli elettori, al di là degli iscritti al Pd. Un altro segno di debolezza».

Lei è andato a votare per le primarie nazionali del centrosinistra?
«No, non sono iscritto».

Quindi, domani, se pure volesse, non potrà recarsi alle urne.
«Purtroppo no».

Perché dice purtroppo?
«Perché stavolta sarei andato: tra i nomi che ho letto c’è qualcuno più giovane, meno legato alle consorterie di gruppi organizzati, che avrei voluto sostenere. Ma non mi è consentito. Pazienza, speriamo che il prossimo anno porti cose migliori e più nuove».

CAAN e Mercato Ittico la seduta del Consiglio Comunale del 18.12.2012

mercatoittico

Ancora su Mercato Ittico: Di seguito il video del consiglio comunale del 18.12.2012 da cui si possono desumere le ragioni che mi spingono a non inseguire la scelta ereditata dalla Giunta Iervolino e che credo abbiano convito molti consiglieri. All’1:35:59 il mio intervento e poco prima quello dell’assessore Marco Esposito. Mi farebbe piacere avere qualche impressione  al fine di poter meglio decidere per il bene e l’interesse pubblico. Il consiglio alla fine su mia richiesta, sollecitata dall’amministrazione, ha deciso di rinviare l’approvazione dell’Ordine del Giorno che avevo scritto alla successiva seduta del 20.12.2012, che come si sa non si è tenuta per mancanza del numero legale, credo, frutto di un gioco politico poco chiaro che spero di riuscire a superare insieme agli altri consiglieri che hanno mostrato interesse alla prospettiva formulata.

Il mio intervento al 01:35:55

Per un ulteriore approfondimento clikka

I fondi dei gruppi politici: una nuova “Tangentopoli”

Ianniciello

I fatti della Lomabrdia, del Lazio e della Regione Campania mi fanno pensare che ancora una volta tocca alla magistratura fare pulizia nei partiti! Credo che quella a cui stiamo assistendo è una vera e propria “tangentopoli”. Sono convinto, infatti, che se si indagasse in tutti i consigli comunali, provinciali, regionali ed in parlamento circa le spese fatte con i cd. fondi economali assegnati ai gruppi politici si scoprirebbe che il 99% sono stati spesi in modo improprio e per fini assolutamente personali. Io stesso come consigliere comunale ho sentito dire cose strane su come si sarebbero dovuti spendere i fondi assegnati, tanto che ho sentito la necessità di pubblicare tutto ciò che mi riguarda ed ha riguardato al gruppo di cui ho fatto parte (Il rendiconto di Napoli è Tua clikka). Occorre pulizia ed intransigenza e fare intendere ai politici che si candidano a svolgere un ruolo pubblico che ciò significa sacrificio non privilegi né soldi pubblici da spendere a piacimento! Svolgere un ruolo pubblico significa avere l’onore di rappresentare il popolo e la voglia di restituire qualcosa alla società di cui facciamo parte, nient’altro! Ancora oggi trovo assolutamente inadeguati i partiti a svolgere questo compito ed allora spero che le Procure arrestino tutti coloro che si sono macchiati le mani con la marmellata perché ormai il vasetto è vuoto e non possiamo permetterci che questa gente spregevole resti tra le fila degli amministratori della cosa comune.

Di seguito l’articolo del corriere del mezzogiorno di oggi (21.12.2012)

NAPOLI — Sessantaquattromila euro facili facili, ottenuti dalla Regione grazie a fatture false e, secondo l’accusa, a un controllo dei documenti pressocché nullo. Massimo Ianniciello, quarantenne consigliere regionale del Pdl (ausospesosi dal gruppo consiliare), è da ieri mattina agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa aggravata e si ritrova la casa sotto sequestro fino all’importo della truffa; indagati il suo commercialista, Antonio Pazzona, e l’ex capogruppo del Pdl Fulvio Martusciello, la cui casa è stata perquisita. L’inchiesta è quella avviata alcuni mesi fa dal pm Giancarlo Novelli con il coordinamento del procuratore aggiunto Francesco Greco. Semplicissima la truffa, ricostruita dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria: presentando fatture false, prima emesse da una ditta che produce cartelloni e segnali stradali, poi da un’azienda fantasma formalmente attiva nel settore del commercio all’ingrosso di rottami, otteneva rimborsi che in realtà sarebbero destinati ad attività di comunicazione. Martusciello, ricostruisce il gip Roberto D’Auria nell’ordinanza di custodia cautelare, avrebbe dovuto svolgere ma non ha svolto l’«idonea istruttoria» che la legge regionale impone ai capigruppo. Le prime fatture false vengono fornite nel 2010 a Ianniciello da una ditta del Vesuviano che si occupa di pubblicità stradale. Il titolare, Giuseppe Vastola, ha riferito agli inquirenti di essere stato contattato da alcune persone vicine a Ianniciello, tra cui Antonio Pazzona: «Mi hanno chiesto di emettere le fatture per importo rispettivamente di 11.700 e 2.304 euro. Mi è stato dettato l’oggetto della prestazione da indicare nelle stesse fatture che ho provveduto io stesso a redigere. Non ho reso alcun tipo di collaborazione o prestazione». In base all’accordo, Ianniciello avrebbe dovuto liquidare l’importo delle fatture e successivamente la somma, scomputata dell’Iva riconosciuta alla società, sarebbe stata rimessa ai richiedenti. «In verità — ha spiegato ancora Vastola — non è stato corrisposto alcun compenso né tantomeno il rimborso dell’Iva. Pazzona e la persona che era con lui promisero vantaggi lavorativi e facilitazioni burocratiche con i vari Comuni dove la mia ditta avrebbe dovuto operare. Non ho mai ottenuto alcun tipo di vantaggio o agevolazione per qualsivoglia esigenza connessa con la mia attività nè tantomeno privata». Ottenute le fatture, gli amici di Ianniciello scompaiono: Vastola va una volta allo studio di Pazzona per sollecitare il pagamento dell’Iva, ma poi si arrende e rinuncia. Nel frattempo, il consigliere regionale trova un altro modo per procurarsi le fatture. Se le fa rilasciare da una società fantasma, la general Trade International srl, ufficialmente attiva nel settore del commercio all’ingrosso di rottami. La società avrebbe sede a Bacoli, ma la Guardia di Finanza si accorge che l’indirizzo corrisponde ad un appartamento disabitato. Soci e amministratori delegati risultano essere due cittadini svedesi irreperibili, Patric Kennet Svensson e Stig Roger Nordlund; institore risulta tale Vincenzo Rufolo, pluripregiudicato per spaccio di droga e reati contro il patrimonio. Interrogato, dichiara di non conoscere nessuno svedese, di non avere mai commerciato in rottami e di avere dato, anni fa, il suo documento a un conoscente in cambio di 150 euro.
Titti Beneduce

La politica e l’Area NATO di Bagnoli – Occorre Vigilare!

VarrialeIeri al Consiglio Comunale avrei voluto fare un intervento per invitare l’Amministrazione Comunale ad occuparsi di ciò che sta accadendo a Bagnoli con riferimento al Collegio Ciano meglio conosciuto come Base NATO e non mi è stato possibile perché (credo per giochi politici) non abbiamo raggiunto il numero legale (c’era la questione CAAN e mercato Ittico).  La questione è questa: L’ex base NATO pare che sia (uso il condizionale perché si dovrebbe fare uno studio) della Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’infanzia, nata dalla trasformazione di una IPAB (istituto per l’assistenza e beneficenza, che era pubblica!!) mentre la Fondazione viene dichiarata di diritto privato (?) come si legge nello statuto della fondazione (clikka). Bene nella Fondazione c’entra anche il Comune che ha il ruolo di nominare un consigliere di amministrazione e l’area della ex NATO è nel territorio cittadino, quindi, credo che dovremmo avere sicuramente qualcosa da dire almeno per l’indirizzo da dare all’area ed, invece, niente di tutto questo perché la Regione giocando in solitaria ha dichiarato di volerci trasferire i suoi uffici. Per tutta risposta l’amministratrice della Fondazione dott.ssa Lidia Genovese (nominata pare ai tempi di Bassolino e Iervolino e comunque ascrivibile in quell’area) con delibera del 13.12.2012 (clikka), in soldoni, ha chiesto alla Regione se ci vuole trasferire gli uffici ed in mancanza di dichiarazione entro il 28.12.2012, in tal senso, ha disposto che per il Collegio Ciano (la base ex NATO) dal 31.12.2012 si raccolgono manifestazioni di interesse per chi volesse utilizzare il complesso. La cosa mi preoccupa perché il Collegio Ciano fu riservato storicamente per opere di assistenza e beneficenza (era come detto in proprietà di una IPAB) ed oggi dopo decenni di occupazione militare sarebbe il caso di restituirlo alla sua destinazione originaria. Ad ogni buon conto occorre che si vigili perché la gestione della Fondazione credo che possa instillare qualche perplessità. Infatti, nel cercare le carte ho scoperto che un appartamento della Fondazione nella prestigiosa Via Petrarca, è stato assegnato in affitto ad un politico (tal Salvatore Varriale Superdirigente della giunta Caldoro ed ex deputato in calce il curriculum) che non accontentandosi neppure di quello che aveva avuto ha chiesto di poterlo sostituire con un’altro sito sempre in via Petrarca, come si capisce dalla delibera del 28.10.2011 (clikka). Ora sono convinto che siano state rispettate tutte le procedure ma credo che i politici per quanto è accaduto in passato dovrebbero stare alla larga dalle case! Comunque spero che qualcuno di buna volontà indaghi almeno per sapere quanto paga il politico di affitto!

13 aprile 2012 Corriere del Mezzogiorno

Nuova «macchina» regionale: arrivano 5 super-dirigenti

Salvatore Varriale nominato Capo del Dipartimento dipartimento delle risorse finanziarie,
umane e strumentali. Nato a Napoli il 9 agosto del 1954. Nel 1983 consegue presso l’Università di Napoli Federico II la laurea in Economia e Commercio.
Deputato, è stato componente della commissione Finanza della Camera. Dal 2004 al 2010 è
stato componente deI nucleo di valutazione e controllo strategico dell’Inpdap.
In virtù di questa nomina ha diretto una struttura complessa di carattere economico
gestionale. Revisore dei conti presso Ansaldo trasporti ed Enel Facility management spa.
Nel 2010 ha collaborato con l’Anci Campania ed è componente Caff quale Esperto
Federalismo Fiscale.
Sempre nel 2010 è Componente Commissione affari finanziari della Conferenza StatoRegioni.
Nel 2011 è Presidente del Cda della Soresa (Società Regionale per la Sanità Spa).

Derivati: per costruire il futuro occorre memoria

bassolino

Oggi (20.12.2012) leggo l’articolo su corsera di una grossa truffa, accertata in primo grado dal Tribunale di Milano, fatta ai danni del Comune di Milano da un gruppo di banche che hanno rifilato “derivati” all’amministrazione provocando un danno enorme alle casse comunali. Tra i manager della UBS coinvolti figura anche Gaetano Bassolino (figlio di Antonio) di cui si occupò qualche anno fa (sembra un secolo) anche una puntata di REPORT (CLIKKA CLIKKA clikka report2007), per un caso simile al Comune di Napoli, nella quale fu intervistato l’assessore al bilancio dell’epoca Cardillo che tra sorrisi e risatine (vado a memoria) dichiarò quasi che ne sapeva poco dello strumento finanziario. La riflessione che faccio oggi è che non dobbiamo dimenticare il passato. Sento palpabile intorno a me che la critica all’attuale amministrazione cittadina spesso è subdolamente fatta per riabilitare il “vecchio” di cui in Napoletani hanno voluto disfarsi con le elezioni del 2011. Sento, pertanto, il dovere di fare appello alla memoria affinché i cittadini riflettano su ciò che è accaduto e non cadano negli stessi errori. Peraltro spesso al Comune abbiamo all’ordine del giorno da ratificare decisioni prese dalla passata amministrazione che sento ancora incombente sul comune, che che ne dicano gli altri (vedi  il caso: Piazza Garibaldi, quello di Bagnoli Futura, quello del CAAN etc). Credo che la crisi che stiamo vivendo e che sento palpabile intorno a me ci deve spingere ad essere più attenti verso la politica poiché (come ha ben rappresentato Benigni l’altra sera) se noi non ci interessiamo della politica possiamo ben essere certi che la politica si interessa di noi quando decide di fare ZTL, IMU, TARSU, BUCHE PER STRADA, MOBILITA’, ASILI, SCUOLE ELEMENTARI, SICUREZZA, GIUSTIZIA, LAVORO, SVILUPPO, AGRICOLTURA, INDUSTRIA …..

MILANO — Un anno senza poter fare affari con la Pubblica Amministrazione, 89 milioni di confisca del profitto lucrato nel 2005 ai danni del Comune di Milano, 1 milione a testa di sanzione pecuniaria, 50.000 euro di risarcimento ai consumatori dell’Adusbef, e 9 banchieri condannati per truffa a pene fra i 6 e gli 8 mesi: a 7 anni dal bond trentennale da 1,6 miliardi di euro emesso dall’allora giunta del sindaco pdl Gabriele Albertini per «ristrutturare» al 2035 i debiti con 4 banche estere, è il saldo che la sentenza di primo grado del giudice Oscar Magi accolla alle tedesche Deutsche e Depfa Bank, all’americana Jp Morgan e alla svizzera Ubs.
«L’Italia è stata terra di scorribande, è una sentenza storica», commenta il pm Alfredo Robledo, preceduto in novembre solo da una class action in Australia di 13 Comuni contro la banca olandese Abn Amro e l’agenzia Standard and Poor’s. Se le banche sono le truffatrici, per la sentenza il truffato è il Comune del 2005 (Albertini) e del 2007 (Letizia Moratti) che, certo senza fare una gran figura politica in termini di competenza, vede quindi assolvere dalla truffa, «per carenza dell’elemento soggettivo», l’ex direttore generale Giorgio Porta, ex assessore al Bilancio nella prima giunta Albertini, e Mario Mauri, compagno di liceo di Albertini e suo consulente economico. «Una sentenza che rimette a fuoco i ruoli, quasi un risarcimento morale per Porta», commenta il difensore Nadia Alecci, mentre le banche, «deluse dalla sentenza», annunciano tutte appello contro un verdetto che condanna anche i manager di Ubs Gaetano Bassolino (7 mesi al figlio dell’ex presidente della Campania), Matteo Stassano e Alessandro Foti (6 mesi); Tommaso Zibordi (7 mesi e 15 giorni) e Carlo Arosio (6 mesi e 15 giorni) di Deutsche Bank; Antonia Creanza (8 mesi e 15 giorni) e Fulvio Molvetti (6 mesi e 15 giorni) di JP Morgan (dove sono invece assolti Simone Rondelli e Francesco Rossi Ferrini); Marco Santarcangelo (8 mesi e 15 giorni) e William Francis Marrone (6 mesi e 15) di Depfa. Di rilievo, perché a sorpresa, il fatto che per una teste dell’accusa, Angela Casiraghi, ex direttore finanziario del Comune e ora alla Cassa Depositi e Prestiti, il giudice abbia trasmesso gli atti al pm per l’ipotesi di falsa testimonianza.
Sulla doppia casacca delle banche, un po’ consulenti e un po’ controparti del Comune, le difese avevano sfoderato un parere del professore Guido Rossi, possibilista a patto che il conflitto di interessi venga dichiarato: «Leggo — ha ribattuto il pm in requisitoria — un parere a firma Guido Rossi, dove si dice che non c’è nessuna difficoltà ad essere controparti e advisor. Dico “a firma di Guido Rossi” perché non credo che sia lo stesso Guido Rossi che scrive di etica poi sui giornali… quantomeno lì bisognava aggiungere che il conflitto di interessi delle banche andava esplicitato».
Le banche avrebbero violato la legge 448 del 2001 che ammette il ricorso a queste rischiose operazioni (vietate agli enti locali dal 2008) solo se riducono il valore finanziario delle passività totali a carico dell’ente. Inoltre il rapporto banche-Comune («smontato» dai consulenti Fusai, Tasca e Corielli anche con l’indicazione di un errore nel quale sarebbe invece caduto un esperto di Banca d’Italia) avrebbe incorporato in partenza uno squilibrio implicito tra i due contraenti, e cioè decine di milioni di perdita finanziaria per il Comune e di corrispondente profitto per le banche, che lo inserirono nel conto patrimoniale. In violazione della legge inglese «Fsa» che avevano voluto regolasse i contratti con il Comune, le banche avrebbero anche manovrato «per spingerlo a suicidarsi», secondo la colorita espressione del pm, cioè a rinunciare (senza avvedersene) a preziose protezioni contrattuali di cui avrebbe dovuto godere quale ente pubblico territoriale «cliente intermedio».
Quest’anno la giunta Pisapia (rinunciando a costituirsi in giudizio) e le banche (pur senza ammissione di responsabilità) hanno raggiunto un accordo extragiudiziale che ha fatto contabilizzare al Comune entrate per 450 milioni, più 250 di flussi di interessi attivi nei prossimi 23 anni. E il verdetto ora si allunga su tante banche per i contratti di finanza «derivata» dal valore di 9,5 miliardi di euro che, dopo il caso-pilota di Milano, sono finiti nel mirino in 7 Regioni, 2 Province e 38 Comuni.
Luigi Ferrarella

Trasparenza: I fondi economali di Napoli è Tua

spreco-di-soldi-pubbliciIn questo caos magmatico di politici che giocano alle slot con soldi pubblici credo sia un valore (purtroppo) ed un obbligo rendere conto ai cittadini di come sono stati spesi i fondi economali assegnati dal Comune di Napoli, al Gruppo Napoli è Tua di cui ho fatto parte. Per quanto mi riguarda è a me imputabile l’acquisto di un abbonamento a “La Repubblica” di €. 139,00 (anno 2011), gli altri abbonamenti di giornali non li ho eseguiti io ma li consulto. C’è poi un’altra spesa comune per €. 1.210,00 (anno 2011) con la quale abbiamo commissionato un opuscolo informativo sulla nostra attività consiliare. Per riassumere e lo troverete nel rendiconto del 2011 il Gruppo ha ricevuto €. 13.222,14 ed ha  speso la somma di €. 10.760,09. Da tale gestione sono, pertanto avanzati €. 2.462,05 quest’ultima somma è stata restituita all’amministrazione a dicembre 2011.

Per il 2012 il gruppo ha ricevuto €. 11.302,12 ed ha speso fino ad oggi €. 3.441,46, è residuata, quindi, la somma di €. 7.860,26. Delle somme ricevute nel 2012 io non ho speso nulla e l’importo residuo visto il gravissimo stato economico dell’amministrazione ritengo che dovrà essere restituito alle “scassate”  Casse Comunali. In questi giorni a dire il vero si moltiplicano invii di biglietti di auguri da parte di tutti consiglieri che credo, con buona approssimazione, siano stati pagati con i citati fondi che sono assegnati ad ogni gruppo per l’attività politica istituzionale. Io in effetti ho avuto una scarsissimo indice di spesa questo forse può essere un bene, ma anche, un male perché non ho saputo indirizzare bene i fondi per la destinazione che avevano, ma non me ne rammarico sono fatto così, per me i soldi pubblici sono sacri e non vanno sprecati anche a costo di sbagliare in favore dell’amministrazione. Chiunque voglia potrà vedere e leggere i rendiconti che allego e le ricevute a supporto, avvisando però che le eventuali domande non vanno fatte a me, ma a Vittorio Vasquez per la prima gestione ed a Salvatore Pace per la seconda gestione. La cosa simpatica è che oggi noi di Ricostruzione Democratica non abbiamo un soldo (ma a dire il vero ne facciamo un vanto) mentre invece Napoli è Tua, composta da due consiglieri, ha danaro che a suo tempo è stato determinato in ragione del numero di otto consiglieri. Mi hanno riferito che le norme contabili impediscono di trasferire i fondi su altro conto di altro gruppo ….  Alla faccia di Fiorito e Maruccio … e dei loro colleghi lombardi, ma anche di quelli piemontesi, ma anche ….. ma anche dei parlamentari visto che questi ultimi hanno speso milioni di euro senza dare conto a nessuno ed oggi qualcuno di loro ha anche la faccia di ripresentarsi. Memorabile una puntata di report sui 75 milioni distribuiti a pioggia ai politicanti: Gruppo Selvaggio: I fondi ai gruppi Parlamentari clikka

rendiconto 2011 e rendiconto 2012

ricevute acquisto servizi 2011

 ricevute acquisto beni 2011

ricevute acquisto servizi 2012

ricevute acquisto beni 2012

sul tema: indegnità dei partiti

Il Posto di Lavoro e la politica

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Si avvicinano le elezioni ed è già in campo la politica del posto di lavoro. I candidati non si sanno ancora ma già ci sono i politicanti che offrono o promettono la sistemazione in questo o quella partecipata di questo o quell’ente pubblico oppure promettono di salvare il posto di lavoro a chi l’ha perso. A questo punto è bene che si dica subito che la condizione economica è tale che non si possono fare tali promesse! Ieri (17.12.2012) ho incontrato due persone tra quelli degli idonei al concorso formez del Comune di Napoli e quando mi hanno chiesto che fine avrebbero fatto, con rammarico, ho detto subito che i vincoli di bilancio, avendo aderito al predissesto, sono tali che vedo molto difficile un loro assorbimento in questo momento spero che non ci siano o non si facciano illudere dal politicante di turno. Poi ho letto che ci sono i dipendenti della Romeo Gestioni S.p.a. che, scaduto il contratto di appalto di servizi, ha pensato bene di licenziare, col risultato che questi lavoratori si sono trovati a Natale senza lavoro ed hanno occupato il Polifunzionale di Soccavo. Mi sono chiesto perché non hanno occupato l’albergo di Romeo, visto che il loro datore di lavoro è un’impresa che gestisce immobili per enti pubblici in tutta Italia. Ebbene, non si sono fatte attendere le voci di qualche ragnetto che ha iniziato a promettere una loro assunzione nella Napoli Servizi, società partecipata del Comune di Napoli. Cosa che allo stato credo sia impossibile visto che abbiamo sfondato il patto di stabilità interno. Il punto è che i politici (se così possiamo definirli) che promettono il posto di lavoro mi fanno schifo, mentre quelli che lo chiedono ai politici un po’ mi fanno tenerezza ed un po’ mi fanno schifo. Constato, infatti, che una buona fetta di cittadini non ha ancora capito che il politico che promette il posto di lavoro il più delle volte dice balle, ma quando non le dice è ancora peggio! Non si riesce, infatti, a far capire alla gente che il politicante che sistema il figlio di questo o di quello poi è costretto a fare accordi sulla stessa pelle di chi ha sistemato e di tutti gli altri cittadini e ciò può significare pagare un posto di lavoro molto di più di quello che vale. Significa, infatti, dare appalti milionari, violando le regole del mercato e della concorrenza, e creando depressione economica che a sua volta lascia per strada altri lavoratori, oppure mantenere condizioni di privilegio ad imprenditori a scapito degli altri, oppure ingrossare le spese di enti pubblici e partecipate senza alcun ritorno sociale. Possibile che non si riesce a capire che il politicante che promette il posto di lavoro, è un po’ come il fumo, ti uccide! Questi danni poi si notano anche a lunga scadenza quando ci si lamenta del fatto che ci sono enti o società partecipate che hanno un surplus di dipendenti che si grattano la pancia o che non sono formati e preparati. Tal volta, infatti, ho avuto come la sensazione che il salvataggio di questa o quella partecipata è dovuto al fatto che ci lavorano gli amici o coloro che hanno contribuito in un certo qual modo alla campagna elettorale. La condizione attuale è tale che dovremmo dire, a tutti coloro che dovessero cadere nella trappola della promessa del “posto”, di diffidare e di denunciare che il “candidato” si fa la campagna elettorale sulla carne e sul sangue dei cittadini. Spero che queste persone spariscano!!

Primarie del PD all’insegna del rinnovamento? Non se ne parla proprio!

iervolino

Per come si sta profilando lo scenario delle politiche non si capisce nulla, ma una cosa è certa queste prossime politiche se non vogliamo regalare il paese a Grillo (che pure è una scelta) bisogna guardare con attenzione alla composizione delle liste. Il PD dalle primarie è uscito rafforzato ed adesso vanno tutti all’attacco. Si ricompongono i BIG stantii ed ammuffiti. I candidati spero abbiano caratteristiche assolutamente indipendenti da ciò che hanno rappresentato le amministrazioni di sinistra passate e crollate innanzi alle note primarie scandalo a sindaco di napoli ed al commissariamento del partito. Mi rifiuto però di pensare che il cambiamento possa passare per la nomenclatura che nella sua spina dorsale ha un cancro da estirpare. Il nuovo che, sono consapevole, non è sempre meglio del vecchio non si vede neppure all’orizzonte. I corazzieri del PD si stanno assestando nelle prime file. Cercare di condizionare questo scenario è un impresa da titani ed occorre una forza popolare consistente per poter convincere i vertici a cambiare rotta perché quella intrapresa è quella della costaconcordia e di questo passo non mi meraviglierei se tra i candidati del PD fosse incluso anche il comandante Schettino.

Da Il Mattono di oggi 16.12.2012

Adolfo Pappalardo
Il regolamento per le primarie dovrebbe ufficializzarlo solo domani sera a Roma, dopo la riunione, in mattinata, con i segretari regionali. Ma la corsa è già iniziata. Come? Con la raccolta delle firme necessarie a scendere in campo. Il 29 e 30 dicembre quasi sicuramente. Firme e incompatibilità per evitare un eccessivo affollamento di chi vuole cimentarsi: perché sarebbe impensabile che gli elettori di centrosinistra (quelli già iscritti alle primarie nazionali) si trovino a dover scegliere tra una rosa di oltre un centinaio di nomi. Troppi. E, quindi, sono allo studio due paletti: le firme e le incandidabilità. Allo studio infatti è prevista una soglia abbastanza alta per poter scendere in campo: il 3 o anche il 5 per cento degli iscritti democrat della circoscrizione di Camera o Senato. Cinquecento firme all’incirca per gli aspiranti onorevoli napoletani. E alcuni stanno già iniziando a raccoglierle. Ma chi può scendere in campo? In teoria tutti ma per circoscrivere ancora di più il campo dovrebbe essere prevista una sorta di incandidabilità alla selezione per chi attualmente ricopre la carica di sindaco, consigliere regionale o europarlamentare. Deroghe sì ma a deciderle sarà direttamente la direzione nazionale del partito. Norme ancora da limare e mettere nero su bianco ma necessarie per evitare di dover stampare schede con un centinaio di nomi per collegio (Senato, Campania 1 e Campania 2). L’obiettivo è quello di arrivare a non più di 70 nomi su cui l’elettore democrat della circoscrizione esprimerà una preferenza (ancora allo studio se potrà metterne due ma per forza uomo-donna).
Da qui la composizione della scheda per le politiche che, escluso un cappello che sarà prerogativa del segretario nazionale, sarà composta, a scalare, da chi sarà riuscito a guadagnare più preferenze. Che poi non sarà certo una passeggiata: nel napoletano gli aspiranti onorevoli potranno contare sui poco più di 90mila elettori delle primarie del 2 dicembre. Gara aperta tra uscenti che scalpitano e aspiranti nuovi parlamentari. Partendo da quest’ultimi sono diversi. Oltre agli ex sindaci Cuomo e Iervolino (dimissionari proprio per scendere in campo) c’è una pattuglia di ben 4 consiglieri regionali: il capogruppo Del Basso De Caro (appena passato dall’area dem a quella di Letta), l’ex Russo, D’Amelio, Amato e Caputo. Per un posto in lista ci sono anche Ciro Cacciola, presidente del comitato Bersani, e Massimo Paolucci, l’ex sub commissario per i rifiuti, dato nelle ultime ore come attivissimo per guadagnarsi un posto al sole. Mentre i renziani si vedranno domani sera per discutere il o i nomi da mettere in campo. Si ragiona su un volto nuovo (magari una donna) e non usurato o altrimenti il passo potrebbe farlo Alfredo Mazzei, capo del comitato del sindaco di Firenze ed ex tesoriere pd.
Intanto, come annunciato da tempo, i democratici campani guadagnano altri due consiglieri regionali. Sono gli ex dipietristi Nicola Marrazzo ed Eduardo Giordano approdati per ora con i moderati-pd di Giacomo Portas.

Antonio Genovesi un liceo da proteggere

liceogenovesiQuesto è l’ordine del giorno che presenteremo nel consiglio comunale del 10.12.2012 ed approvato all’unanimità Ordine del Giorno

Assemblea Pubblica su Bagnoli – venerdì 14.12.2012 – h.16

bagnoliASSEMBLEA PUBBLICA indetta da Ricostruzione Democratica.

Venerdì 14 dicembre alle ore 16.00 presso la sede del Consiglio Comunale, Via Verdi, 35, al IV piano (aula multimediale) il gruppo di ricostruzione democratica incontra i cittadini.

Il Consiglio Comunale è il luogo dove si forma la volontà dell’Istituzione cittadina ed è un luogo di discussione. Siamo consapevoli che ogni decisione presa in scienza e coscienza debba essere il risultato di una approfondita riflessione dell’interesse pubblico.  Siamo consapevoli che si può anche sbagliare, ma solo se in buona fede, non riteniamo concepibile una decisione presa per tutelare interessi particolari o di partiti: siamo fermamente convinti che non si potrebbe mai mantenere in vita una società partecipata o un istituzione comunale solo ed esclusivamente perché nella stessa potrebbero esserci stati giochi di partiti che hanno collocato amici, parenti o compagni di partito di consiglieri e segretari. Siamo convinti che la decisione di ogni consigliere debba essere meditata e scevra da ogni condizionamento. Siamo consapevoli che la strada è difficile, impervia e che restando da soli riusciremo a fare solo pera di testimonianza, ma che ci tocca, in ogni caso, percorrerla senza esitazione per il profondo rispetto che portiamo verso il pubblico interesse, verso la fiducia che i cittadini  hanno riposto in noi con il loro voto e per i nostri figli. Il 14 dicembre discuteremo di Bagnoli un tema che ci ha visto impegnati in consiglio comunale, tal volta anche in modo isolato votando contro la maggioranza di seguito i miei interventi in consiglio comunale:La nostra richiesta di sciogliere Bagnoli FuturaLo stato di salute di Bagnoli FuturaPer Bagnoli le dimissioni di Carlo Iannello dalla Presidenza della Commissione Urbanistica; Il parco dello sport di Bagnoli.

Sono invitati a partecipare tutti i cittadini, le realtà associative, i comitati che da anni si occupano delle tristi e sfortunate vicende di questa preziosissima area della città, le Assise di Bagnoli, le Assise di Palazzo Marigliano, I VAS, WWF, Legambiente, Italia Nostra, ecc. Il dibattito su Bagnoli è particolarmente attuale non solo per le questioni relative all’attuazione della variante occidentale, della bonifica e della trasformazione urbana, ma perché proprio nelle prossime settimane andrà via la base NATO dal Collegio Ciano, un’opra di straordinario valore architettonico, nato con meritorie finalità socio-assistenziali (come casa per gli scugnizzi) di cui la città non ha mai potuto beneficiare. Adesso la speculazione punta le proprie mire: i cittadini si debbono mobilitare per la difesa della struttura, della sua destinazione a scopi sociali e delle pregiate aree agricole limitrofe.

Piscine Comunali una battuta d’arresto

secondigliano1Stamane (4.12.2012) in Commissione Sport abbiamo trattato ancora una volta il tema degli impianti natatori, di cui al mio precedente post (https://gennaroespositoblog.com/2012/07/24/piscine-la-nuova-regolamentazione/). Poiché in commissione mi erano state segnalate delle incongruenze tra quanto risultava nelle schede tecniche allegate alla delibera 501/2012 e lo stato dei luoghi ho, ritenuto necessario eseguire sette sopralluoghi sulle sette piscine, all’esito dei quali abbiamo ritenuto che non era possibile andare avanti con il bando e l’assegnazione, ma occorreva modificare la delibera 501/2012 poiché non descriveva nel suo complesso dettagliatamente le strutture che nella realtà sono molto più complesse avendo alcune oltre alle vasche anche palestre e campetti. Ho, infatti, constatato che tra le sette piscine ci sono tre strutture l’acqua chiara al frullone, la Poerio al Corso Vittorio Emanuele e quella al Corso Secondigliano che hanno una capacità di reddito assolutamente superiore alle altre ed i valori espressi nelle schede non facevano giustizia di tale differenza. Ho poi constatato che dal 2002 al 2008 il Comune di Napoli ha speso anche somme importanti per le manutenzioni delle piscine giungendo a spendere: 1) 539.000 €. per la Poerio; 2) 270.000,00 €. per l’Acqua Chiara; 3) €. 357.000 per quella in via delle repubbliche marinare; 4) 132.000,00 €. per la Monfalcone; 5) €. 98.000,00 per quella al Corso Secondigliano; 6) €. 99.000,00 per quella di Via Labriola (nella 167); 7) €. 0,00 per quella di via P. Giurleo. Ho anche constatato, purtroppo, che in alcune piscine i prezzi per l’accesso sono assolutamente quelli di mercato mentre i canoni di concessione sono assolutamente irrisori aggirandosi intorno ai 10.000 €.  all’anno per ogni struttura. Inoltre, dalla destinazione “geografica” delle manutenzioni mi sembrerebbe di capire anche in quale “direzione” sia andata la precedente amministrazione che ha finito per finanziare la manutenzione delle piscine più “importanti”. Spero che con la prossima assegnazione si giungerà a creare un maggior equilibrio ed a tutelare meglio il bene e l’interesse pubblico. Oggi il Comune più che negli altri anni deve agire con maggiore perizia e diligenza non ci possiamo permettere di sbagliare, nella crisi le discriminazioni si fanno sentire di più e sono maggiormente odiose, gli amministratori pubblici hanno il dovere di dare conto ai cittadini di ogni euro speso o non guadagnato. Non ci possono essere privilegi né di casta né dovuti a condizioni consolidate. Il compito degli amministratori deve essere quello di spezzare le catene che hanno imbrigliato l’azione amministrativa napoletana per indirizzarla solo ed esclusivamente verso il perseguimento del bene e dell’interesse pubblico, sempre e comunque, questo deve essere l’unico obiettivo di una politica non autoreferenziale ma volta all’amministrazione della cosa pubblica. Speriamo di riuscirci.

Di seguito un reportage fotografico delle piscine:

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Alla ricerca di fondi per il Comune

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Il 30 novembre scorso io e Carlo Iannello abbiamo predisposto un ordine del giorno, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale, volto a recuperare un po’ di soldi alle casse del comune sia attraverso il maggior impegno nella riscossione dei crediti, sia con l’attribuzione di nuovi e più interessanti compiti ad un ufficio del Comune denominato CEICC, sito a via Partenope, a cui affidare anche il compito di ricerca fondi europei, progettazione e rendicontazione … speriamo bene … Di seguito l’atto approvato:

CONSIGLIO COMUNALE DI NAPOLI

Delibera di Giunta n. 846/2012

Sul Piano di Riequilibrio Pluriennale ai sensi del 174/2012

30 ottobre 2012

Ordine del Giorno ai sensi dell’art. 44 del Regolamento Consiliare

Premesso che:

 1.- Il Consiglio Comunale il rendiconto consuntivo dell’anno 2011, ha evidenziato la sussistenza di circa 850 milioni di euro di residui attivi non riscossi che sono stati collocati contabilmente nelle immobilizzazioni determinando un disavanzo di pari importo;

2.- è emerso dal dibattito e dalla relazione dell’assessore al Bilancio che i citati residui attivi sono ancora muniti di titolo giuridico e quindi esigibili;

3.- l’incremento della capacità di riscossione di tali poste determinerebbe un significativo incremento annuo delle entrate dell’ente e che tanto integrerebbe sia i canoni di imparzialità e di buona amministrazione e consentirebbe di conseguenza anche di far pesare il meno possibile sui cittadini gli effetti della manovra di riequilibrio e, in particolar modo, sulle classi meno abbienti;

4.- la mancata inversione della capacità di riscossione si ripercuoterebbe negativamente anche sul piano quinquennale di riequilibrio;

5.- alla luce dei dati di bilancio occorre far fronte al reperimento di nuove risorse anche attraverso l’incremento della progettazione finanziata dalla Unione Europea mediante “finanziamenti diretti”;

6.- il Comune di Napoli ha da anni predisposto un organismo che svolge la funzione di Europe Direct denominato CEICC che però non svolge l’importante attività di ricerca di finanziamenti allo stato assolutamente prioritaria;

7.- occorre modificare i compiti assegnati al citato organo affinché allo stesso sia affidata anche l’attività di ricerca di finanziamento.

Tanto premesso il Consiglio Comunale in virtù degli espressi poteri conferiti dalla vigente legislazione, invita il Sindaco e la Giunta:

1) A dare priorità assoluta all’obiettivo dell’aumento del tasso di riscossione dei residui attivi e dei tributi in genere, predisponendo a tale scopo anche una specifica e qualificata unità operativa alle dirette dipendenze del Direttore dei Servizi Finanziari

2) ad attribuire al CEICC quale centro Europe Direct, ovvero, ad altra unità ad hoc organizzata, la funzione di ricerca fondi europei, progettazione e ricerca partners;

3) valutare la possibilità di istituire una unità di collegamento con le commissioni europee addette alla approvazione ed erogazione dei finanziamenti e dei progetti di cui ai bandi europei ad erogazione diretta.

Cons. Carlo Iannello                                                  Cons. Gennaro Esposito

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