Gennaro Esposito

Alza la Testa

Il Posto di Lavoro e la politica

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Si avvicinano le elezioni ed è già in campo la politica del posto di lavoro. I candidati non si sanno ancora ma già ci sono i politicanti che offrono o promettono la sistemazione in questo o quella partecipata di questo o quell’ente pubblico oppure promettono di salvare il posto di lavoro a chi l’ha perso. A questo punto è bene che si dica subito che la condizione economica è tale che non si possono fare tali promesse! Ieri (17.12.2012) ho incontrato due persone tra quelli degli idonei al concorso formez del Comune di Napoli e quando mi hanno chiesto che fine avrebbero fatto, con rammarico, ho detto subito che i vincoli di bilancio, avendo aderito al predissesto, sono tali che vedo molto difficile un loro assorbimento in questo momento spero che non ci siano o non si facciano illudere dal politicante di turno. Poi ho letto che ci sono i dipendenti della Romeo Gestioni S.p.a. che, scaduto il contratto di appalto di servizi, ha pensato bene di licenziare, col risultato che questi lavoratori si sono trovati a Natale senza lavoro ed hanno occupato il Polifunzionale di Soccavo. Mi sono chiesto perché non hanno occupato l’albergo di Romeo, visto che il loro datore di lavoro è un’impresa che gestisce immobili per enti pubblici in tutta Italia. Ebbene, non si sono fatte attendere le voci di qualche ragnetto che ha iniziato a promettere una loro assunzione nella Napoli Servizi, società partecipata del Comune di Napoli. Cosa che allo stato credo sia impossibile visto che abbiamo sfondato il patto di stabilità interno. Il punto è che i politici (se così possiamo definirli) che promettono il posto di lavoro mi fanno schifo, mentre quelli che lo chiedono ai politici un po’ mi fanno tenerezza ed un po’ mi fanno schifo. Constato, infatti, che una buona fetta di cittadini non ha ancora capito che il politico che promette il posto di lavoro il più delle volte dice balle, ma quando non le dice è ancora peggio! Non si riesce, infatti, a far capire alla gente che il politicante che sistema il figlio di questo o di quello poi è costretto a fare accordi sulla stessa pelle di chi ha sistemato e di tutti gli altri cittadini e ciò può significare pagare un posto di lavoro molto di più di quello che vale. Significa, infatti, dare appalti milionari, violando le regole del mercato e della concorrenza, e creando depressione economica che a sua volta lascia per strada altri lavoratori, oppure mantenere condizioni di privilegio ad imprenditori a scapito degli altri, oppure ingrossare le spese di enti pubblici e partecipate senza alcun ritorno sociale. Possibile che non si riesce a capire che il politicante che promette il posto di lavoro, è un po’ come il fumo, ti uccide! Questi danni poi si notano anche a lunga scadenza quando ci si lamenta del fatto che ci sono enti o società partecipate che hanno un surplus di dipendenti che si grattano la pancia o che non sono formati e preparati. Tal volta, infatti, ho avuto come la sensazione che il salvataggio di questa o quella partecipata è dovuto al fatto che ci lavorano gli amici o coloro che hanno contribuito in un certo qual modo alla campagna elettorale. La condizione attuale è tale che dovremmo dire, a tutti coloro che dovessero cadere nella trappola della promessa del “posto”, di diffidare e di denunciare che il “candidato” si fa la campagna elettorale sulla carne e sul sangue dei cittadini. Spero che queste persone spariscano!!

3 commenti su “Il Posto di Lavoro e la politica

  1. Antonio Goglia
    18 dicembre 2012

    La cosa più triste è che queste promesse da marinaio, come il populismo di Berlusconi, nella maggior parte dei casi finiscono per pagare. Salvo, ovviamente, restare gli elettori con un pugno di mosche nelle mani

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Questa voce è stata pubblicata il 18 dicembre 2012 da in Napoli con tag , , .
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