Gennaro Esposito

Alza la Testa

Una città che crolla e la cultura della sicurezza

53bffdbde4b01ce682ad299d_750x361I giornali sono un bollettino di guerra e si moltiplicano le segnalazioni di crolli o pericoli di crollo, la mia posizione di consigliere comunale mi consente una prospettiva più ampia ed immagino che innanzi a questi fatti, gli altri 47 consiglieri comunali, compreso il Sindaco, si stiano interrogando e si stiano interrogando anche i consiglieri municipali e quelli regionali su quali siano le cause di un tale sfascio cittadino.

Sulla questione ho già scritto un post con il quale invitavo ad una riflessione più ampia (non sia inutile la morte di salvatore (clikka), oggi leggendo i giornali che parlano di avvisi di garanzia, autopsia e nuovi interventi rifletto che in città manca proprio la cultura della sicurezza e manchi anche una visione di ciò che deve essere l’amministrazione che si compone di tanti piccoli passi. Ebbene, su questo blog già si possono trovare tutti i passi, purtroppo molti falsi, che avrebbero potuto impedire che accadesse ciò che è accaduto o comunque che avrebbero potuto iniziare un ragionamento complessivo. Il primo passo falso è ovviamente la formazione della classe dirigente (clikka), assolutamente assente e che genera la presunzione di chiunque si trovi a ricoprire una carica elettiva o di nomina di essere competente.

Altro passo falso è la individuazione degli obiettivi (clikka) amministrativi inserti nel Piano Esecutivo di Gestione anch’essi assolutamente falsi ed assegnati ai dirigenti, solo per l’erogazione della cd. retribuzione di risultato (clikka). Nell’elenco che vi ho linkato, infatti, troverete che tutti i dirigenti (compresi quelli oggi indagati) hanno avuto il loro bel premio di risultato per decine di migliaia di euro! Ergo la città, come mi ha detto un cittadino, “dovrebbe essere uno specchio” ed invece letteralmente CROLLA!

Altro passo falso è la incapacità a spendere i fondi europei per la rigenerazione del nostro patrimonio pubblico: Fondi UNESCO per la ristrutturazione edilizia del centro storico di cui si è perdono le tracce, fondi per la sicurezza dell’edilizia scolastica perduti (clikka), fondi per la sicurezza dell’edilizia sportiva perduti (clikka) che mi hanno spinto ad investire il servizio ispettivo ed a sollecitare la valutazione di procedere in sede disciplinare contro coloro che si dovessero individuare come responsabili! Mi chiedo come si sarebbero potute sentire queste persone se a crollare fosse stato un cornicione di una scuola o di un impianto sportivo non ammesso a finanziamento! Così come pure la Galleria Principe non avrebbe potuto beneficiare dei fondi UNESCO?

Altro passo falso il mancato controllo del territorio: automobili parcheggiate costantemente in divieto di sosta in vicoli stretti che impediscono ai mezzi di soccorso di sopraggiungere e la conseguente follia amministrativa di mettere paletti che impediscono alle autovetture di parcheggiarsi ma che hanno lo stesso effetto di impedire ai mezzi di soccorso di giungere sul posto.

Basterebbe parlare con un Vigile del Fuoco per capire che abbiamo una amministrazione assolutamente folle e priva di qualsivoglia cultura della sicurezza.

Un caso vale per tutti: Qualche giorno fa ho segnalato la improvvisa installazione di paletti (clikka) in un vicolo stretto del Centro Storico, per il momento ho ricevuto due risposte contrastanti dal Presidente della II municipalità, che dichiara la mia richiesta “risibile” e di aver osservato la procedura e della commissione della stessa municipalità che mi comunica di non saperne nulla. Ebbene, ovviamente ho già chiesto gli atti amministrativi, all’esito dei quali, procederò a segnalare la cosa alla Procura della Repubblica, perché nel vicolo in esame per effetto dei paletti non potrebbe accedere, in caso di necessità, un montascale dei VV.FF. e salvare, quindi, vite umane  Ecco questa è la cultura della sicurezza! (la mobilita del centro antico e la politica del paletto (clikka).

3 commenti su “Una città che crolla e la cultura della sicurezza

  1. Maria Antonia
    12 luglio 2014

    Montanari,in un articolo sul fatto,poi pubblicato anche dal corriere del Mezzogiorno
    cita Longanesi che nel 1955 ebbe a dire “agli italiani piacciono più le inaugurazioni che le manutenzioni” .
    Non è un caso ,come lucidamente analizza Montanari ,a Napoli come a Firenze ,che la cultura degli eventi, perseguita da tempo in questo paese ,inaugurata proprio a Napoli,perché è questa nostra città, contemporaneamente nefando laboratorio e emergenza necessitante a questo paese , con la cultura del “G8”, che ormai pregna le nostre vite,ad un oscuro impegno preferiamo di gran lunga una vetrina,ci sottraiamo al quotidiano per consegnarci agli eventi e così via,

    Sicurezza,impegno,coerenza rispetto sono ritenuti risibili dal tempo “del rinascimento bassoliniano “coevo al” delirio del “cesarismo berlusconiano”(qualcuno sa dirci quanto abbiamo regalato per, il per fortuna, “Non ponte sullo stretto”),per approdare oggi esausti “all’efficientismo Renziano”.Salvatore era il futuro,e quel futuro l’abbiamo rubato a lui e a tutti noi , rendendo se possibile ancora più greve il nostro presente.

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    • Luciano Licciardi
      12 luglio 2014

      I crolli cui impotenti assistiamo in questi giorni, e che sicuramente non saranno gli ultimi, assumono il sapore della metafora del declino, costante ed inarrestabile, di una citta’ prennemente sull’orlo del precipizio e che, per sopravvivere, non puo’ che aggrapparsi a se stessa.
      La latitanza e l’inefficienza della Pubblica Amministrazione nel controllo del territorio e nell’oprea di risanamento del disagio urbanistico e’ sotto gli occhi di tutti.
      Il degrado del patrimonio immobiliare, pubblico e privato, ha raggiunto livelli di fatiscenza non più tollerabili in un Paese che ha la presunzione di essere civile.
      Per questo motivo la tragedia di questi giorni, che come è stato opportunamente osservato erode il nostro futuro, non può annoverarsi nell’ambito dell’imponderabile, ma è ” cronaca di una morte annunciata “.
      E tanto più grave è la posizione della ( così detta ) classe dirigente politica, se consideriamo l’esistenza di meccanismi giuridici che consentono all’Amministrazione Pubblica di obbligare la manutenzione e la relativa sicurezza, non solo di stabili appartenenti al Demanio, ma anche privati.
      Eppure l’indiffrenza regna sovrana : pubblico e privato si sentono sollevati dalla responsabilità morale, politica e giuridica di concorrere alla vivibilità ed alla tutela di una realtà sociale, di una terra che, al di là di facili suggestioni retoriche e di consunte immagini olografiche, sembra progressivamente allontanarsi da una dimensione di modernità intesa come progresso civile e rispetto della dignità del cittadino.

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  2. Paolo Caprasecca
    13 luglio 2014

    In qualità di Presidente degli amministratori Professionisti, ho l’impegno di innalzare le competenze di chi gestisce il patrimonio immobiliare, con formazione costante, ma bisognerebbe anche formare ed informare gli utenti per il ruolo che oggi, con la riforma del condominio, ha doveri e diritti nei confronti degli amministratori e tutto ciò bisogna fare rete e condividere con le istituzioni, eventi informativi!

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Questa voce è stata pubblicata il 12 luglio 2014 da in Napoli con tag , , , , , .
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