Gennaro Esposito

Alza la Testa

Il parco buoi ed il mercato della politica

La notizia della giornata mi fa riflettere: Samuele Piccolo (PDL ma forse poteva essere anche di un altro partito) trentenne Vicepresidente del Consiglio Comunale di Roma arrestato per reati gravi. Mister 19.000 preferenze il più votato a Roma. Samuele Piccolo se non fosse stato arrestato ce lo saremmo trovati sicuramente in parlamento alla prossima tornata elettorale (e non è detto che ciò non accada). Della serie il nuovo che avanza.

Oggi a Napoli è stata data la cittadinanza onoraria a Salvatore Borsellino due cose mi hanno colpito la prima la speranza di Salvatore quando ha detto “se mio fratello è morto per salvare il paese allora ringrazio Dio” (mi sono commosso), la seconda quando Antonio Ingroia, ha detto che il 1992 segnò la fine della I repubblica  ed oggi siamo alla fine della II repubblica e forse la prima era meglio! Berlusconi è il candidato premier di un qualcosa che non ho capito se è il PDL o altro. Quale sarà il ruolo dei cittadini? Forse quello di ratificare le scelte dei partiti votando facce più o meno sconosciute in listini bloccati? Che schifo! Non mi fido! Mi torna in mente il cd. parco buoi che nel gergo economico di borsa sono la moltitudine dei piccoli investitori buoni solo ad essere munti dal mercato solo che in questo caso il mercato sta già mungendo il sangue dei greci, degli spagnoli e degli italiani. Chissà come andrà a finire.

Da la Repubblica on line di oggi 13 luglio 2012

I magistrati illustrano la “gestione illecita” delle società che facevano capo al politico e ai suoi familiari. L’organizzazione “ruota intorno a consorzi sistemati su tre livelli”. E nei file contenuti nel pc “elenchi di 8mila nominativi ai quali si affiancavano le voci ‘pagato’ e ‘prelevato'” La gestione illecita delle società che facevano capo alla famiglia Piccolo fruttavano fondi per cifre che arrivavano a 350mila euro e che in parte servivano per finanziare anche la carriera politica di Samuele Piccolo, il vicepresidente del Consiglio comunale capitolino finito agli arresti domiciliari. Lo scrivono i magistrati nella richiesta di ordinanza di custodia cautelare.

“Un flusso di denaro – scrivono i pm – che confluisce in una gestione occulta. Si tratta di somme quantificabili in un importo mensile compreso tra 250mila e 350mila euro e che trovano una notevole corrispondenza con l’importo dell’Iva che le cooperative hanno nel tempo riaddebitato ai consorzi e alle società di livello superiore”.
L’autista di Piccolo al servizio della famiglia. E Samuele “prendeva ordini da Massimiliano”
Il ritratto di Samuele Piccolo/Mister preferenze e signore delle tessere
Le diverse cooperative costituite dal gruppo facevano riferimento a due consorzi, il gruppo Servizi generali e il Gruppo Servizi globali. “La struttura è organizzata su tre livelli – scrivono i pm – il primo livello è costituito da cooperative, prevalentemente costituite da stranieri, che mettono a disposizione forza lavoro. Il secondo livello è costituito dai cosiddetti consorzio-filtro, e un terzo livello costituito dai consorzi capofila”.

“Il terzo livello acquista i lavori dai clienti finali e li affida ai consorzi filtro, i quali, a loro volta, li affidano alle cooperative di primo livello”. Per i giudici, inoltre, “è assai difficile ipotizzare consistenti importi di Iva a carico di tali cooperative alla luce del fatto che il costo della manodopera, il principale fattore produttivo utilizzato, è esente da Iva”.

L’elenco. In elenchi trovati nei pc esaminati dalle fiamme gialle erano presenti le voci “ricevuta”, “pagato”, “prelevato”. In particolare, secondo i magistrati, le “indagini hanno permesso di acquisire elementi documentali e testimoniali che evidenziano una commistione tra l’attività della consorteria criminale e l’ottenimento di positivi risultati elettorali”.
Nel pc utilizzato da uno degli indagati, il gestore delle risorse finanziarie del gruppo, è stata trovata “una cartella contenete file riferibili all’attività politica di Piccolo. Molti file consistono in lunghissimi elenchi in formato di tabelle di persone fisiche, fino a circa 8mila nominativi, in vari stadi di avanzamento, che sembrano compilati ‘a pezzì da vari soggetti non identificati e indicano gli acronimi ‘rdl’e ‘rdp’, che come verrà riferito da persone a conoscenza dei fatti, acronimi rispettivamente di ‘rappresentante di listà e ‘rappresentante di plesso’.
Per ogni soggetto è indicato, tra l’altro, il numero di cellulare, i dati anagrafici, il municipio e la sezione di appartenenza. Inoltre in alcuni file, in riferimento ad ogni persona ci sono anche le colonne ‘ricevuta’, ‘pagato’, ‘prelevato'”.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2012 da in Nazionali.
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