Gennaro Esposito

Alza la Testa

San Carlo e teatri napoletani

Apprendo della agitazione dei lavoratori del San Carlo con i quali sono solidale. Il Sindaco si è espresso quale rappresentante della città e non quale presidente del CDA del San Carlo che si riunirà nella giornata di domani. Spero che il Sindaco abbia la forza di imporre le sue idee agli altri consiglieri. Credo però che occorrerebbe un ripensamento del sistema tatri a Napoli. Non sono addetto al settore ma basta andare a Londa o a Parigi per vedere come l’offerta delle rappresentazioni teatrali è di gran lunga superiore a quella che abbiamo noi in città. Oltre dieci anni fa mi colpì il fatto che i biglietti degli spettacoli nei teatri di broadway si vendevano con formula “last minute” facendo in modo di occupare ogni posto del tatro fino all’inizio dello spettacolo. Erano dei punti dove si poteva acquistare un biglietto fino all’ultimo minuto a prezzi convenienti  ed i ragazzi e giovani che facevano la fila erano veramente tanti. Ultimamente leggevo poi di una cittadina che lamantava la scarsa presenza di pubblico alla esibizione degli artisti del San Carlo di qualche giorno fa a Scampia lamentandosi, quasi, dello spreco di risorse. Credo sia chiaro che il pubblico “popolare” a Napoli non è pronto a seguire le opere liriche e sinfoniche. Per ottenere ciò occorrerebbe uno sforzo delle amministrazioni cittadine e scolastiche, unitamente a qulle dei teatri e del Conservatorio, affinché le opere si portino nelle scuole e si solleciti la formazione musicale ed operistica dei nostri figli. In molte città degli Stati Uniti infatti si è capito che per preservare la “cultura” occorre agire porprio nelle scuole facendo mettere in scena delle rappresentazioni agli studenti stessi e quindi abituandoli alla cultura teatrale e musicale, faendo si che il fanciullo che nella sua carriera scolastica abbia interpretato un ruolo in un opera o altra rappresentazione poi la vada a vedere nei teatri divenendo, così, fruitore della cultura. E dire che in Italia è nata l’opera lirica mi domando se saremo in grado di continuarla ?

Dal Corriere del Mezzogiorno del 24 luglio 2012

Anche il San Carlo, con l’Anm e molte società partecipate del comune di Napoli, è alle rese con ritardi nei pagamenti degli stipendi. Colpa della crisi, ovvio, e di una coperta che col passare del tempo sembra diventare sempre più corta.
Luigi de Magistris ha dovuto farsi carico quindi in prima persona della situazione dei lavoratori del teatro intervenendo ad una riunione con gli stessi lavoratori e i delegati dei sindacati confederali e delle Rsu. De Magistris ha chiarito la natura informale dell’incontro, «a cui ha deciso di partecipare in qualità di sindaco della città, in attesa che si svolga il Cda convocato mercoledì mattina proprio per affrontare la questione», recitava la nota diramata a margine dell’incontro. Il primo cittadino ha voluto comunque rassicurare le lavoratrici e i lavoratori «circa il pagamento dello stipendio di luglio nella sua interezza, dunque comprensivo del 25 per cento di integrativo previsto», evidenziando «come le tensioni di questi ultimi due giorni si sarebbero potute evitare tenendo conto che la legge in materia è chiara e che il bilancio della Fondazione risulta in attivo». De Magistris ha battuto molto sul tasto della «vicinanza alla battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori», ribadendo «l’importanza che il San Carlo riveste a livello locale e nazionale» e sottolineando «la qualità delle professionalità presenti» e «apprezzando la disponibilità dimostrata da parte delle stesse maestranze di un loro maggiore coinvolgimento nella promozione di un’attività culturale che rappresenta una risorsa preziosa per Napoli e per il paese». L’intervento del sindaco ha fatto scattare quindi una tregua tra i lavoratori: i quattrocento dipendenti del teatro, pur restando in agitazione, hanno incassato l’assicurazione che lo stipendio di luglio sarà erogato con l’integrativo e che la questione della loro retribuzione sarà all’ordine del giorno di una riunione monotematica del consiglio di amministrazione convocata per domattina alle 8,30.
A chiedere la convocazione urgente del Cda del Massimo napoletano era stata la soprintendente del Teatro, Rosanna Purchia, che, appunto, acquisita la disponibilità del presidente della Fondazione, quindi de Magistris, e del vicepresidente Maurizio Maddaloni, aveva chiesto la convocazione di una seduta d’urgenza del Consiglio di Amministrazione. «In questi giorni — ha detto la Purchia — ho lottato tra pareri di giuslavoristi e chiarimenti ministeriali per ottenere il giusto riconoscimento che spetta ai lavoratori. Purtroppo non ho trovato nessun aggancio possibile se non quello di ricondurre al Cda il sostegno alla mia ferma convinzione».

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Questa voce è stata pubblicata il 24 luglio 2012 da in Napoli con tag , , .
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