Gennaro Esposito

Alza la Testa

Nuovo stadio a Ponticelli lo stop di De Laurentis

Come presidente della Commissione Consiliare permanente con delega allo sport ed agli impianti sportivi, sono in attesa di leggere la delibera di giunta con la quale si invita alla manifestazione di interesse per la realizzazione di un nuovo stadio a Ponticelli. Ho qualche piccola perplessità sulla necessità di un’opera così impegnativa e di così grande impatto ambientale ed urbanistico, ma credo che fare uno stadio senza la squadra del cuore dei Napoletani (come leggo dall’articolo di seguito) pone non pochi problemi così come li pone anche la possibilità per un privato (De Laurentis) di condizionare così pesantemente l’azione politico/amministrativa essendo egli il presidente della squadra di calcio della città. La questione la vedo molto spinosa anche per l’approssimarsi della scadenza della convenzione dello stadio San Paolo che vede il privato in una posizione assolutamente sbilanciata ed a suo favore rispetto all’interesse pubblico. Occorrerà, ovviamente, un approfondimento delle tematiche che il tema pone, che per la grande rilevanza non potranno essere sottratte al dibattito cittadino.

Da il Corriere del Mezzogiorno del 12.luglio 2012

De Laurentis «Il San Paolo è e resterà la nostra unica casa»

Stadio a Ponticelli, il presidente del Napoli respinge qualsiasi proposta di delocalizzazione dell’impianto sportivo dove gioca il Napoli. Alla Gazzetta dello Sport dice: la casa del Napoli è e resterà il San Paolo. Proposte di altre cordate da rispedire al mittente». Un’esternazione che ha colto di sorpresa il sindaco de Magistris, sulla cui scrivania c’è un concept di una società che fa capo a Marilù Faraone Mennella che prevede la realizzazione di due stadi, di cui uno a Ponticelli. Uno studio da cui il sindaco ha preso spunto per chiedere altre proposte per lo stadio con una delibera di manifestazione di interesse. De Magistris andrà avanti e ribadisce una posizione già espressa: «Altre proposte di ristrutturazione del San Paolo saranno valutate». … Agli appassionati di stadi non sfugge che si tratta della trasposizione fotografica di uno dei più belli d’Europa. E’ l’Allianz Arena di Monaco, impianto fatto costruire in tre anni e costato poco meno di quattrocento milioni. Sui passi dell’Arena tedesca si muove, per ora, una cordata di imprenditori facente capo a Marilù Faraone Mennella, che ha presentato un concept in Comune per la realizzazione di uno stadio nuovo di zecca a Ponticelli e per il restyling completo del San Paolo. Unica proposta di project financing all’attenzione del sindaco de Magistris che ha dato poi novanta giorni di tempo (ne restano 78) ad altri imprenditori interssati per presentare proposte per indire una gara. Detto, fatto. Il tutto (a suo dire) in sintonia con il concessionario dello stadio San Paolo (per ora unico stadio cittadino), Aurelio De Laurentiis con il quale il sindaco ha da sempre un rapporto di stretta collaborazione. Accade, però, che il patron azzurro in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport abbia esplicitamente posto un freno a qualsiasi cordata di imprenditori, abbia chiuso le porte ad altri stadi cittadini che non siano l’impianto di Fuorigrotta. Alla domanda quale sarà la futura casa del Napoli, ha risposto: «Lo stadio San Paolo. Le proposte di altre cordate verranno rispedite al mittente». Un fulmine a ciel sereno che ha avuto almeno un effetto destabilizzante nei piani del Comune di Napoli. De Magistris e De Laurentiis, forse per la prima volta, non più sullo stesso binario? Deduzione troppo semplicistica. Una analisi più attenta induce legittimamente a pensare che la stoccata del presidente del Napoli fosse rivolta non al sindaco, piuttosto alla cordata di imprenditori che ha presentato il concept per la realizzazione dello stadio a Ponticelli, modello Allianz Arena. Rispedire al mittente una proposta di altri può voler significare farsi promotore di un’altra proposta che sia di sola ristrutturazione del San Paolo, l’unica casa del Napoli che De Laurentiis riconosce. De Magistris non si è smosso di un millimetro dalla posizione assunta dodici giorni fa (delibera sulla manifestazione di interesse): andiamo avanti, così come stabilito. Ribadendo, peraltro, una linea già espressa all’indomani dell’approvazione della delibera in diretta radiofononica su KissKiss. «Attendiamo altre proposte, se dovesse arrivarne una convincente, organica e funzionale, rispondente a tutti i parametri indacati, di solo restyling dello stadio San Paolo, la valuteremo con molta attenzione». Un’apertura al presidente De Laurentiis – la convenzione per i prossimi cinque anni del San Paolo verrà firmata a breve – ben conoscendo le intenzioni del patron che nell’ultimo anno ha visitato tanti stadi europei alla ricerca del modello migliore cui ispirare la ristrutturazione del San Paolo. Gli stadi inglesi, in particolare. Un investimento di portata economica inferiore rispetto a quello indicato dalla società facente capo all’imprenditrice Marilù Faraone Mennella. Un impegno economico di poco superiore a ducento milioni di euro: tanto è costato l’Etihad Stadium di Manchester, poco meno l’italianissimo Juventus Stadium di Torino. Il concept che ha aperto la manifestazione di interesse del Comune è uno studio più complesso: due stadi, insediamenti abitativi, attività sportive, musicali, di intrattenimento. Investimento, quest’ultimo da settecento milioni. Da rispedire al mittente. Settantotto giorni di tempo.

Monica Scozzafava

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Questa voce è stata pubblicata il 12 luglio 2012 da in Napoli.
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