Gennaro Esposito

Alza la Testa

Le nomine un cancro per la politica

tecceNonostante la crisi della politica la politica non vuole imparare e continua ad essere affetta dal cancro delle nomine, tanto che ciò che è accaduto al consiglio comunale del 04.06.2013 ha determinato le dimissioni del presidente della commissione Gaetano Troncone clikka. Per essere chiari il Presidente Troncone, che aveva condotto l’istruttoria dei candidati alla commissione edilizia, ha contestato fino alla fine la non candidabilità di persone che avevano depositato in ritardo la candidatura. Ebbene una di queste era il candidato dell’udc e quindi del consigliere Lebro e del presidente Pasquino (due new entry nella maggioranza). Il risultato è stato non solo l’ammissione di questo candidato ma anche la sua elezione  e, quindi, le dimissioni di Troncone dalla presidenza. La nostra posizione l’ho spiegata in un post di qualche giorno fa (ai nominati della politica diciamo no clikka) da cui si può anche vedere il video dell’intervento. Confesso sono amareggiato la vecchia politica affarista, “spartizionista” e stracciona non riusciamo proprio a sconfiggerla. In consiglio dopo il mio intervento io stesso ho subito un attacco del Presidente del Consiglio Pasquino che nel suo ruolo avrebbe dovuto semplicemente dirigere i lavori senza interloquire con i consiglieri ed, invece, ha finito per voler replicare al mio intervento avendo capito che aveva la capacità di paralizzare la spartizione politica in atto. La richiesta di Ricostruzione Democratica, di rinvio delle nomine a dopo l’approvazione del regolamento che abbiamo proposto, non è passata pur avendo l’aula votato 17 a favore, 17 contrari e 4 astenuti (parità, quindi, respinta). Un consiglio politicamente spaccato proprio sugli argomenti spesi in campagna elettorale che dovrebbero essere vangelo per non venire meno al patto con gli elettori. Confesso l’amarezza, vorrei che il sindaco non continuasse su questa scia e non desse ingresso a spartizioni da qui a breve nelle nomine dei CDA delle partecipate o comunque non decidesse da solo senza almeno spiegare il ragionamento che c’è dietro ogni nomina. Il potere va esercitato in favore ed in condivisione con i cittadini, i quali devono essere per lo meno informati sulle capacità dei proposti. Noi in campagna elettorale ed in consiglio ci siamo battuti e ci battiamo contro questa politica che crediamo sia superata ed abbia definitivamente stufato i cittadini! Benvero, per le vecchie nomine fatte dal sindaco non capisco proprio quale sia stato il ragionamento o il percorso logico e, peraltro, ho anche qualche dubbio sulla legittimità visto che, a quanto mi consta, non sarebbe stato neppure applicato il regolamento vigente. Vorrei, infatti, sapere cosa c’entri per le terme di agnano, marinella de nigris siniscalchi (avvocato e moglie del senatore, chissà se ha prevalso la prima o la seconda qualità?), oppure omero ambrogi (magistrato anziano in pensione alla guida di bagnoli futura, una società che avrebbe richiesto persone con ben altre caratteristiche), ovvero, ancora, andrea rea alla mostra d’oltre mare che continua a disinteressarsi delle vicende dello zoo, edenlandia e cinodromo sull’erroneo convincimento che prevarrebbe la gestione fallimentare nella collocazione di queste importanti aree pubbliche … Perché il sindaco ha scelto queste persone? I tecnici alla guida di una azienda non potrebbero essere condivisi con la città? Infine, per la recente nomina, alla commissione edilizia, molti nei corridoi e per strada mi hanno chiesto quali qualità specifiche avrebbe l’ex assessore ed ex parlamentare ed ex dirigente di rifondazione comunista raffale tecce proposto dall’ex consigliere fucito (tutti questi ex insieme), visto che nella sua carriera di tutto si è occupato tranne che di edilizia ed urbanistica? Credo proprio che le nomine siano un cancro per la politica difficile da estirpare eppure in campagna elettorale ci eravamo detti tante volte che non avremmo applicato le logiche di partito … ca va sans dire!

Da Repubblica Napoli di oggi (06.06.2013)

Nomine commissioni, si dimette Troncone sul patrimonio è scontro tra due neoassessori

ACQUE agitate in Comune. La giornata di ieri si è aperta con le polemiche dimissioni del presidente della commissione diritti. Gaetano Troncone, esponente dell’Idv, ha inviato una lettera a tutti i colleghi, nella quale si autosospende dalla carica di presidente. La causa della protesta affonda le radici nella seduta di Consiglio di lunedì scorso, e nella procedura seguita per la nomina dei «tecnici» da mandare nella commissione edilizia integrata. Tecnici tutti ben sponsorizzati dalle varie forze politiche, Pdl compresa, a cominciare da una vecchia conoscenza come Raffaele Tecce, assessore ai tempi di Bassolino e oggi responsabile degli enti locali di Rifondazione. Troncone denuncia che in aula sono stati stravolti i criteri fissati dalla commissione per il voto, accogliendo anche le candidature presentate fuori tempo massimo e «consentendo di votare componenti che non ne avevano il diritto ». Colpevole numero uno il presidente dell’aula Raimondo Pasquino: «Non gli delego più la mia fiducia – scrive Troncone – Al tempo stesso non condivido l’ingresso del suo gruppo in maggioranza ».

Cresce dunque la tensione. Troncone manda a quel paese l’Udc, che nella bagarre ha comunque piazzato un suo uomo fra i cinque. Sempre più arrabbiati quelli di Ricostruzione democratica: già lunedì erano usciti dall’aula prima del voto, ieri le dimissioni di Troncone hanno anche impedito alla commissione di esaminare la loro proposta per la regolamentazione delle nomine in enti e società partecipate. Clima non felicissimo. Di certo non un gran viatico alla nuova seduta, convocata il 19 giugno, per proseguire il dibattito sulla nuova amministrazione. Dibattito che era stato interrotto qualche giorno fa quando il sindaco si era allontanato dall’aula.

E, se i consiglieri fibrillano, ecco il primo contrasto fra i due neoassessori Sandro Fucito (Fds) e Franco Moxedano (Idv). Quest’ultimo, assessore al Personale, non vede di buon occhio la proposta del primo, assessore al Patrimonio, di utilizzare 120 unità di personale interno per la manutenzione straordinaria di alcuni immobili: «Ritengo inopportunoe poco proficuo – dice Moxedano – l’utilizzo di 120 unità della logistica per la manutenzione degli alloggi non a reddito. Stiamo parlando di lavoratori quasi tutti prossimi alla pensione, l’età media va dai 60 ai 65 anni. Passare la manutenzione straordinaria dalla società partecipata alle dipendenze del Comune penso significhitornare a forme di gestione che già in passato hanno procurato gravi disservizi ai cittadini che occupano il patrimonio comunale ». Insomma un invito a confermare la cessione di quei compiti a Napoli Servizi. Fucito subisce peraltro anche il contropiede di Elpidio Capasso, altro esponente Idv, presidente della commissione bilancio. Stavolta è in ballo l’approccio col quale Fucito ha detto di volersi concentrare soprattutto sulla vendita di case Erp nel primo triennio. Capasso ammette che l’arrivo dei fondi dal decreto 35 potrebbe far calare subito il fabbisogno di realizzi del Comune. Però invita comunque Fucito e il collega al bilancio Salvatore Palma a «chiarire la portata generale del piano di riequilibrio nel suo intero decennio, non limitandosi semplicemente a previsione triennali, per non far venire meno gli impegni che la città si è assunta nel risanamento dei conti».

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Questa voce è stata pubblicata il 6 giugno 2013 da in Napoli con tag , , , .
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