Gennaro Esposito

Alza la Testa

La libertà di espressione e la democrazia

partigiani-torino

Secondo grillo solo i capigruppo possono parlare per il movimento. Una curiosità: Se uno vale uno allora perché possono parlare per il M5S solo i capigruppo e Grillo? Chi dovesse dissentire potrà esprimere liberamente il proprio pensiero? Siamo al centralismo democratico o alla dittatura? Sulla democrazia, dico subito, non intendo cedere di un passo il bene è troppo prezioso e chi è stato eletto (anche più di chi non è stato eletto) ha la piena legittimazione politica, etica e morale di esprimere il suo pensiero, anzi ha il dovere di far conoscere il proprio pensiero ai suoi elettori “datoridilavoro”.  Questo è il post che mi è venuto di scrivere immediatamente dopo aver sentito e verificato la notizia sul blog di grillo. La novità del fenomeno parlamentare del M5S porta con se molti quesiti e l’Italia è troppo giovane per aver già dimenticato. La nostra Costituzione, infatti, è il frutto della riprovazione dei costituenti verso il fenomeno dittatoriale che avevano vissuto. Oggi, probabilmente sull’onda della paura, Grillo ammonisce i suoi eccedendo, credo, nel suo ruolo. Penso, infatti, che tutti i parlamentari del M5S, proprio perché eletti, hanno il diritto e sopratutto il dovere di dichiarare i loro pensieri a tutti gli Italiani ed in particolare ai loro elettori e gli Italiani non posso assolutamente consentire che sia messo loro un bavaglio, fosse anche per la ragione di evitare gaffe. Questo è un principio che è a fondamento della nostra Costituzione e neppure Grillo può violare. Spero con tutte le mie forze che i parlamentari del M5S abbiano contezza dei principi che sono in gioco espressamente dichiarati nell’art. 68 dove si legge proprio a tutela della libertà di espressione del parlamentare: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. E’ così anche il precedente art. 67 in virtù del quale i Parlamentari esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato. Per carità anche a me fa schifo ciò che è accaduto per i casi scilipoti, razzi e de gregorio e chissà quanti altri, ma non si può, per una patologia  del parlamentare, abolire un principio di libertà e di responsabilità! Sento in particolare quest’argomento in quanto io stesso l’ho vissuto sulla mia pelle non votando in consiglio comunale il bilancio (clikka) e subendo anche un attacco feroce in consiglio comunale (clikka) che mi ha portato poi ad uscire dal gruppo Napoli è Tua per fondare il gruppo di Ricostruzione Democratica (clikka). Porsi contro la maggioranza del proprio gruppo, movimento o partito è una decisione sempre molto sofferta se assunta con coscienza, libertà e buona fede. Credo che ciò sia sacrosanto! Ancora non credo nella truffa della cd. democrazia diretta e chi la propone sa di essere un truffatore. Essa non è percorribile! Il rappresentante spesso è solo con la sua coscienza nella decisione del voto, perché il voto stesso presuppone quasi sempre una intensa attività di studio che non tutti possono fare (tal volta, purtroppo, neppure il rappresentante). Forse per realizzare la democrazia diretta potremmo abolire il parlamento e tutti gli organi elettivi e collegare tutti gli italiani tramite rete ad un enorme “cervellone” che propina test a risposte multiple da cui poi trae il testo di legge da applicare. Spero non sia questo il progetto di Casaleggio! Ad ogni buon conto credo sia una fortuna che in ogni famiglia ci sia ancora almeno una persona che ha vissuto lottando contro l’oppressione delle libertà.

E’ strano che per questo post sono stato stigmatizzato da attivisti del M5S che sono addirittura giunti ad abbandonare un gruppo Facebook perché si sono ritenuti offesi. Non capisco eppure credo che non abbia fatto altro che difendere il principio di libertà di espressione in particolar modo dei parlamentari del M5S!

Dal Blog di Beppe Grillo: “Lunedì sono stati eletti dai gruppi parlamentari del M5S per i prossimi tre mesi due capigruppo/portavoce, Roberta Lombardi per la Camera, e Vito Crimi per il Senato. Loro sono stati titolati a parlare dopo aver discusso e condiviso i contenuti con i componenti del gruppo. Attenti ai lupi!”

4 commenti su “La libertà di espressione e la democrazia

  1. vincenzo vecchia
    7 marzo 2013

    Bravo Gennaro, Ancora una volta bravo perchè sobrio, lucido e fermo. Sii sempre presente e, quando occorre, grida pure e grida forte. La guerra per la democrazia si fa anche e soprattutto a voce alta.

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  2. Alberto V. de Rosa
    8 marzo 2013

    Caro Gennaro, capisco bene la tua posizione e le tue perplessità su certe rigide posizione del 5 stelle che pure condivido. Però credo anche che il degrado della politica, non quella che fai tu, ma quella contro cui anche tu combatti e pure in trincea, ha toccato negli ultimi anni degli apici mai visto e non più tollerabili. Per questo motivo sopra ogni altro prima LDM e Napoli è Tua hanno “sbancato” le elezioni comunali (com’è andata poi non ne parliamo qui), poi Grillo e il Movimento 5 Stelle hanno ottenuto il voto di un elettore su 4. I ragazzi dei 5 Stelle con tutti i loro difetti e i loro limiti, che sono tanti ed enormi, hanno il mandato dagli elettori di sbaragliare definitivamente quella corruzione che segna l’intera storia repubblicana italia, fatti salvo, probabilmente i primi dieci difficilissimi anni di ricostruzione dalle macerie della guerra. È un compito arduo e molto difficile. Capisco che la sensazione che possono provare molti di loro sia quella di star entrando nella fossa dei leoni, per questo capisco anche la necessità loro e del loro guru di blindarsi, compattarsi, farsi schermo l’un l’altro, sentirsi esercito compatto. È la loro urgenza prima di entrare nell’agone e mi sembra naturale vogliano affrontarla sentendosi sicuri di non avere defezioni al loro interno.
    Poi, per quel che conosco il Movimento 5 Stelle, la loro logica è, nel bene e nel male, e fors’anche nel vero e nel falso, quella di una testa un voto e la loro concezione di portavoce (ruotano ogni tre mesi) è coerente con questo concetto. Il porta voce deve prima di tutto raccogliere le voci, le opinioni, le posizioni degli altri componenti il gruppo, non so se attraverso votazioni o sintesi di qualche genere, ma non è affar mio, e poi portarle all’esterno. Gli altri parlano, dibattono e si confrontano tra loro, ma affidano al portavoce la sostanza delle decisioni collettive, dunque, piaccia o no, non hanno bisogno di esprimere poi la loro opinione personale, perché già sintetizzata nella voce del portavoce. Piaccia o no, ma questa è la regola che si sono dati e va comunque rispettata.
    Resta che chi ha abbandonato il gruppo di confronto su fb di cui faccio parte io, si è comportato in modo molto stupido, antidemocratico, maleducato, palesando ignoranza abnorme ed incapacità assoluta di confronto. Il che getta un’ombra su queste due persone che pur hanno visibilità e riconoscibilità nel Movimento 5 Stelle. Spero si ravvedano, sennò democraticamente non ascolterò mai più alcuna delle loro personali parole e idee, perché chi non sa ascoltare e confrontarsi non ha per me diritto di stare sulla scena pubblica in nessun ruolo. Ciò non toglie il diritto al Movimento 5 Stelle e ai suoi aderenti di darsi le regole interne che vogliono.

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    • gennaro esposito
      8 marzo 2013

      Caro Alberto d’accordo su tutto tranne sulle regole interne di un movimento/partito politico e questo l’ho detto e l’ho gridato nei comizi per strada con riferimento alla lega che ha nello statuto la secessione. Ciò che accade in un partito è affar nostro e di tutti gli italiani e poi mi sembra di rivedere lo stesso film. Come a Napoli si è vinto perché si era aperti alla gente ed una volta vinto è un tragico errore quello di chiudersi. Riflettiamo spero che Napoli in questo non abbia fatto da precursore! Qua si tratta dell’Italia! Un caro abbraccio le tue parole sono sempre preziose.

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  3. antonio
    8 marzo 2013

    Il movimento 5 stelle , il Pdl, hanno potuto crescere solo grazie alla notorietà , non disgiunta anche dalle loro capacità personali, dei due leader Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. Ma quale il mezzo o i mezzi che hanno reso possibile la crescita a livello nazionale delle loro politiche? Gli strumenti di comunicazione di massa , Tv in primis, sapientemente gestiti tramite grossi esperti di comunicazione.Per il movimento cinque stelle maggiore importanza è da ascriversi alla rete ma ho tutti i miei dubbi che cittadini normali, senza la notorietà del Grillo, sarebbero riusciti ad ottenere una ridondanza a livello nazionale.
    Non contano più i circoli di partito al piano terra dei fabbricati a orientare le scelte politiche ma i talk show serali in tv o alla radio o blog di visibilità nazionale.
    Occorre quindi trovare, nel rispetto delle regole democratiche, strumenti alternativi o compensativi alle deformazioni della democrazia rappresentativa causate dagli strumenti di comunicazione di massa.
    Grillo sa benissimo che se lasciasse oggi, come è accaduto per Napoli è tua, la parola ai suoi eletti basterebbero due o tre giorni per disfare il movimento. Ma sa anche che occorre trovare il correttivo a questo problema con l’utilizzo di nuovi strumenti che tarderanno ad affermarsi ma che rappresentano nel nuovo secolo il futuro della politica.

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