Gennaro Esposito

Alza la Testa

La rielezione di napolitano

12514_10200792181437179_1936445111_n 164216_10200792184797263_760835364_n 378759_10200792184877265_1124037153_n 558109_10200792181237174_144057213_n528221_10200792181317176_629875170_nLa giornata convulsa di ieri ci lascia l’amaro in bocca: un paese allo sbando in un momento di crisi internazionale, per la protervia di una classe dirigente che pensa solo a se stessa, che non ha il coraggio di cambiare nonostante gli eventi glielo impongano. Una classe dirigente, ferma immobile, con facce di plastica, una classe dirigente che campa con la politica e non ha interesse per il futuro perché grazie alla politica ha piazzato amici e parenti mettendoli al sicuro, una classe dirigente che ha dimenticato cosa sia il lavoro, quello che fa scendere il sudore sulla fronte e ti secca la bocca,  una classe dirigente che ha offeso ed offende il sangue versato per la Repubblica, una classe dirigente che riconosce solo se stessa, sorda alle grida della gente! Questo è quello che ho visto ieri in parlamento e sono sceso in piazza per protestare. Un presidente della repubblica, la più alta carica dello stato “nominato” in virtù di un accordo che impedirà di fare qualsivoglia riforma seria e degna di un paese civile, un presidente che sarà una garanzia per gli interessi particolari dalle banche ai conflitti di interesse!  Molte mail di sostegno ma  le piazze di napoli erano vuote nonostante fossero piene di gente che passeggiava ignava, indifferente, inconsapevole di ciò che la classe dirigente ci ha regalato ieri. Per strada un silenzio assordante di persone a cui interessa avere la pancia piena anche se piena di cibo avvelenato per la loro ignavia. Una ragazza di 17 anni si è fermata ha aspettato che finissi di parlare a piazza plebiscito e poi mi ha chiesto sono d’accordo con quello che dici ma cosa posso fare, era esile capelli neri, le ho detto che con questa domanda già stava facendo qualcosa e che doveva manifestare convincere gli altri e prendere consapevolezza.   Con noi c’era Geppino Aragno e forse ci siamo sentiti un po’ meno soli.

ecco i traditori della Repubblica devono vergognarsi di uscire:

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Questa voce è stata pubblicata il 21 aprile 2013 da in Nazionali con tag , , , .
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