Sicurezza e Controllo Cittadino

gennaro consiglioStamane (29.07.2014) in consiglio comunale ho voluto sottolineare la necessità di discutere della sicurezza e del controllo della città. Sono partito dalla strana soluzione adottata per i clochard in Piazza Carlo III, usando dei dissuasori sulle panchine per impedire che vi si stendano, per poi citare la incredibile ed inaccettabile condizione di Piazza Bellini abbandonata al degrado nella serate della “movida”. Ovviamente i primi ad essere chiamati a questo compito sono i Vigili Urbani, pertanto, non ho potuto non citare ciò che è apparso sulle pagine dei giornali cittadini in questi ultimi tre giorni. Incollo, in calce, l’articolo apparso su Repubblica Napoli di oggi che tiene conto degli accertamenti in corso e dei primi risultati di questi accertamenti. Stasera su Rai 3 alle 21,05 nella Trasmissione “Millenium” c’è una mia intervista sul caso dei Vigili Urbani.

Il mio intervento al 01.:13:39

Da Repubblica Napoli del 29.07.2014

Da Malati a sani: Stanati i primi imboscati

Dopo il dossier del responsabile della polizia municipale scattano le visite mediche per i “non idonei” Su 44, sei risultano abili al servizio in strada, dubbi sulle patologie per altri 18, che saranno rivisti.

ALESSIO GEMMA

ERANOstati tolti dalla strada perché malati. Ma per i medici che li hanno visitati nelle ultime ore hanno tutti i requisiti per dirigere il traffico.

Sono i primi sei agenti “guariti”. O meglio, dichiarati improvvisamente abili al servizio. Accade dopo il dossier del responsabile della polizia municipale, Francesco Maida, dove si denunciano al sindaco «privilegi e benefici» goduti dai caschi bianchi. Nel dossier si preannunciavano le visite mediche, scattate per accertare chi, tra i quasi 700 vigili “non idonei”, può continuare ad indossare la divisa.

In mattinata sono arrivati dal Policlinico i risultati dei primi 44 accertamenti (su 100). E i numeri danno ragione, in percentuale, alle perplessità avanzate nel dossier. Perché per la prima volta l’amministrazione aveva chiesto alla commissione medica un verdetto definitivo: i vigili visitati dovranno essere dichiarati abili a svolgere le mansioni in strada oppure verranno trasferiti in altri uffici del Comune. Basta con le tante “limitazioni di salute” che permettevano agli agenti di non uscire in strada ma di conservare in busta paga le indennità tipiche della professione.

Dunque, dei 44 sottoposti ai test, sono 16 quelli che appenderanno la divisa al chiodo: effettivamente “non compatibili”. Ciò vuol dire che dovranno rinunciare fino a 520 euro al mese tra “vigilanza, produttività, turnazione e reperibilità”. Non solo. Per altri 18 malati che sulla carta possono restare in piedi solo per 3 ore consecutive e non per un turno totale di 6 ore, i dottori vogliono vederci chiaro: torneranno in ospedale tra sei mesi. Il che fa presumere che altri agenti potrebbero essere recuperati alla viabilità. Altri 4 sono stati riconosciuti “non idonei” ma “temporaneamente”, mentre tra i 6 che avevano un certificato medico diventato da ieri carta straccia c’era un vigile assunto da soli 4 anni.

Entro il 4 agosto il Policlinico dovrebbe inviare il responso sugli altri 56 agenti.

Per poi completare le 700 visite nei prossimi mesi. Al comando già si elaborano le prime proiezioni. Se le percentuali dovessero essere confermate allora tornerebbero abili e operativi almeno un centinaio di caschi bianchi e soprattutto oltre 200 dovrebbero cambiare di ruolo per far posto in polizia municipale agli idonei dell’ultimo concorso e a nuove assunzioni. Intanto il triumvirato al comando finito nel mirino dei sindacati che hanno annunciato un contro-dossier sull’organizzazione del Corpo da inviare in Procura, risponde con i dati delle attività svolte da gennaio a giugno 2014.

Ecco il report firmato il 23 luglio dal dirigente dell’area operativa Ciro Esposito: rispetto al 2013 si registra un aumento del 5 per cento dei controlli effettuati per violazioni al codice della strada, al commercio, all’edilizia e all’ambiente. Senza contare le 21200 notifiche di verbali e atti di polizia giudiziaria, gli 8574 accertamenti di carte d’identità, i 1833 controlli ai cantieri e i sequestri di merci per 53853 giocattoli e 51257 accessori per telefonini. Esposito sottolinea al sindaco «la maggiore efficienza raggiunta nonostante in tale periodo si sia registrato un depauperamento dell’organico».

E intanto non si placano le polemiche. «I sindacati – attacca Carmine Sgambati, consigliere delegato alla polizia municipale – devono capire che bisogna tenere lontana la polizia municipale da una politica clientelare. Spostamenti e trasferimenti di agenti e sindacalisti non sono materia di contrattazione ma spettano al sindaco». Per il consigliere Gennaro Esposito invece «sarebbe facile fare populismo dicendo che i sindacati così come i partiti sono da abolire. Occorre, invece, far capire ai cittadini che questi organismi sono la cinghia di trasmissione tra cittadini-lavoratori ed istituzioni dei quali non possiamo fare a meno». Il caso dei vigili urbani di Napoli sbarca in prima serata stasera su Rai3 alla trasmissione “Millenium”.

Il nuovo regolamento degli Artisti di strada proposto dalla giunta

artistiOggi ho appreso della proposta al Consiglio Comunale di approvazione del regolamento degli artisti di strada (clikka) che Vi invito a leggere per darci qualche consiglio o suggerimento, altrimenti poi non lamentatevi di ciò che uscirà!

Napoli, si spera, aspira e si avvia ad essere una città turistica a tutto tondo e sono convinto che l’arte di strada sia una componente importante per una grande città.

E’ chiaro che l’arte è libera ma deve conciliarsi anche con il vivere civile dei cittadini e con la fruizione dei luoghi e dei monumenti ed un regolamento deve fare in modo che gli artisti, i cittadini ed i turisti siano tutelati da una disciplina che contemperi tutti gli interessi in gioco.

Ovviamente mi sono andato a vedere gli altri regolamenti delle altre grandi città, come Roma (clikka) e Milano (clikka) ed altrettanto ovviamente già a vederli noterete un diverso stile di redazione ed una diversa attenzione a quelli che sono i luoghi dell’arte.

Sia a Roma che a Milano si indicano le strade e le piazze nelle quali gli artisti si possano esibire tenuto conto del particolare valore dei luoghi e della affluenza.

A Milano addirittura c’è una registrazione on line e la possibilità per i cittadini di essere informati delle iniziative artistiche che si tengono nella propria città.

Firenze (clikka) per garantire a tutti di poter esibirsi è addirittura prevista una rotazione ed una registrazione. Che dire nelle altre grandi città è indubbio che gli uffici lavorano meglio e che noi dobbiamo aspirare a raggiungere quei livelli se vogliamo che i cittadini abbiano servizi di livello. Tutto sommato siamo tutti cittadini con pari diritti e pari doveri da Milano a Canicattì!

AGGIORNAMENTO:

Il 2 luglio è stato approvato il regolamento ecco il mio intervento al 2:54:44

Stadio e Vigili Urbani nel disinteresse delle Commissioni Consiliari

consiglio comunaleOggi (15.05.2014) sono, inoltre, intervenuto in Consiglio Comunale su un tema fondamentale per la democrazia che è quello della centralità dell’organo consiliare e del lavoro delle Commissioni permanenti, che nonostante la loro “natura permanente”, non si occupano di temi fondamentali della città come quello dello Stadio (con convenzione ormai scaduta e rischio di danno erariale) e quello dei Vigili Urbani. Ho, infatti, ricordato che nel programma elettorale, di cui ho letto un passo importante, il consiglio comunale lo si affermava come organo centrale dell’amministrazione contrastando, quindi, il concetto del cd. uomo solo al comando.

Il mio intervento al 02:22

Al Consiglio Comunale di Napoli si discute della riforma Renzi sui Segretari Comunali e Dirigenti Pubblici

gennaro consiglioOggi (15.05.2014) ho portato in Consiglio l’ODG sulla riforma renzi (clikka) che abolisce la figura del Segretario Comunale e precarizza i dirigenti pubblici  che è stato rinviato poiché non era compreso nel tema in discussione su parere del vicesegretario generale. Abbiamo, però, preso l’impegno di portarlo al prossimo consiglio comunale. Spero che lo mantengano. Ovviamente ho avuto una certa opposizione dei consiglieri del PD.

Questo il mio intervento sul tema al 51:59

vedi anche: la politica che uccide l’amministrazione (clikka)

Approvato il regolamento sulle nomine del Comune di Napoli

gennaro consiglioOggi (15.05.2014) il consiglio comunale – dopo un lunghissimo e ostacolato percorso – ha approvato la nostra proposta di regolamento per le nomine e designazioni negli organismi partecipati del comune. Si tratta di un grande risultato per la città e per la sua democrazia, non soltanto per il contenuto del regolamento, ma anche per il fatto che si tratta di una delle rare volte in cui viene adottato un provvedimento di grande rilevanza politico-amministrativa che scaturisce dalla volontà e dallo studio dei consiglieri comunali. Ciò restituisce, almeno in parte, dignità ed efficacia all’organismo consiliare, negli ultimi tempi particolarmente appannata.
Da oggi l’Amministrazione Comunale – il Sindaco in primis – non potrà più effettuare nomine nelle società, nelle fondazioni negli enti in maniera indiscriminata, com’è avvenuto finora, ma dovrà – responsabilmente e in maniera trasparente – motivare le proprie scelta sulla base di un raffronto tra curriculum che qualsiasi cittadino potrà inviare dopo la pubblicazione di un avviso pubblico.
Si tratta di una grande innovazione, culturale prima ancora che politica, che va nella direzione del funzionamento delle grandi città europee, quale Napoli è e si candida a diventare sempre di più in vista dell’istituzione della Città Metropolitana.
Come gruppo di Ricostruzione Democratica non possiamo che esprimere grande soddisfazione, avendo dimostrato ancora una volta che anche dall’opposizione la forza delle idee può diventare forza governante nell’interesse della collettività.

Per i particolari dell’atto vedi: la travagliata vicenda (clikka)

Il mio intervento all’1:07:02

 

Il Sindaco Opaco ed il regolamento sulla trasparenza delle nomine

consiglioOggi (23.01.2014) in Consiglio Comunale è stata trattata la nostra proposta di regolamento sulle nomine, in enti società ed istituzioni (clikka), nonostante i pareri favorevoli (clikka) del Segretario Generale e del Ufficio Tecnico e gli emendamenti (clikka) da noi redatti sulla base degli stessi pareri, il Consiglio Comunale ha rinviato l’approvazione ad altra seduta nonostante la commissione consiliare competente si fosse già pronunciata. Dai nostri interventi si capisce lo spirito che ci ha mosso  e lo spirito che ha mosso anche l’aula (purtroppo) ed il sindaco che, anziché appropriarsi o sposare la causa della trasparenza, oggetto del suo programma elettorale (chi non ricorda la casa di vetro e le porte e le finestre aperte), ha preferito rinviare un altro po’ … forse per la sciarsi le mani libere e fare qualche altra nomina come già accaduto … che dire della democrazia partecipata e della condivisione del potere … parole al vento. Purtroppo alla richiesta di trasparenza ha risposto un sindaco opaco …

E’ interessante sentire i nostri interventi

al 3:11:00 il mio intervento introduttivo, ed al 03.54.13 la mia opposizione al rinvio

sulle nomine:

la nomina i Napoli Holding (clikka)

la malapolitica delle nomine attecchisce in municipalità (clikka)

le nomine un cancro della politica clikka

ai nominati della politica diciamo no clikka

trasparenza quanto guadagnano i nominati clikka

Sicurezza stradale: Piazza Garibaldi – Corso Umberto

corso umbertoIn seguito a segnalazioni di incidenti anche gravi su Corso Umberto ho proposto una interrogazione all’amministrazione (clikka) per la quale ho ricevuto gli atti posti in essere, tra cui una relazione dei servizi, cui è seguita anche la partecipazione della II Municipalità, che ha approvato un proprio ordine del giorno sulla problematica. E’ interessante leggere gli atti che mi sono pervenuti tra cui una relazione della Polizia Municipale su alcune altre strade a rischio incidenti (clikka).

L’interrogazione al 05:00

Lo ZOO di Napoli una priorità di cui discutere

zooSull’argomento son intervenuto più volte, lo ZOO rappresenta una parte importante della città ed ho raccontato della mia partecipazione ad una assemblea nel palazzo di Via Verdi apriamo lo zoo ma senza tante domande clikka. Oggi (29.07.2013) sono intervenuto al consiglio comunale affinché l’Assemblea cittadina non dimentichi e faccia in modo che i cittadini partecipino al processo di cambiamento dell’area occidentale. Sulla questione noi di Ricostruzione Democratica oggi stesso abbiamo anche formalizzato una richiesta di informazione: R.D. – Nota Ente Mostra d’Oltremare clikka

Il mio intervento al 00:38:50

Effetti collaterali della ZTL

sorianoOggi (10.07.2013) sono intervenuto nel consiglio comunale sulla questione della vivibilità di Vico San Domenico Soriano e delle zone a ridosso delle corsie preferenziali, mi ha sorpreso la solerzia con la quale un notiziario web ha ripreso la notizia. Non ho potuto fare a meno di fare i complimenti al giornalista di campaniasuweb clikka.  Sulla posizione dell’IDV, che ha impedito la votazione di un provvedimento da noi proposto mi sono espresso con un altro post L’IDV non c’è più ed i cittadini ne pagano le conseguenze clikka.

Il mio intervento all’1:06:36

 

All’1:43:53  l’intervento del Consigliere Giovanni Formisano dell’IDV, Presidente della commissione mobilità che in sostanza ha negato l’esistenza di problemi relativi alle multe irrogate (sempre peggio).

 

Perché la gestione del patrimonio comunale deve essere pubblica

maschioangioinoHo già parlato della questione riportando anche la delibera di proposta al consiglio in un separato post (cosa fare del patrimonio del Comune di Napoli clikka). Oggi (01.07.2013) abbiamo deciso di affidare alla Napoli Servizi S.p.a. la gestione del patrimonio pubblico. La delibera è stata adottata a maggioranza con il contributo di tutte le forze di sinistra. In Consiglio Comunale sia io che Carlo Iannello, coerentemente con quello che avevamo annunciato abbiamo votato a favore della delibera proponendo anche emendamento (clikka) che è stato approvato con la stessa maggioranza e con il quale abbiamo dichiarato la Napoli Servizi S.p.a di interesse generale. Devo dire che ho trovato soddisfacente avere la possibilità di contribuire a questa decisione. Ora tocca agli amministratori di Napoli Servizi ed ancora prima ai lavoratori della società che spero capiscano l’importanza del loro impegno e sappiano con onore servire la Città.

Ecco i nostri interventi:

Il mio intervento al 2:16:12 e quello di Carlo Iannello all’1:28:50

Case Famiglia siamo tutti nella stessa barca

maniAnche oggi (26.06.2013) al Consiglio Comunale, sono intervenuto, insieme ad altri consiglieri, per manifestare la nostra solidarietà agli operatori sociali che notte e giorno sono accampati in Piazza Municipio per manifestare il loro malessere. Spero che la comunità cittadina alla quale tutti noi apparteniamo si faccia carico di questa gravissima condizione. Siamo tutti nella stessa barca e nessuno si può esimere dal remare!

Il mio intervento al 43:15

vedi anche Case Famiglia ed imparzialità della P.A. clikka

Ai nominati dalla politica diciamo NO!

volpedo il quarto statoOggi in consiglio comunale si è discusso di una questione che è particolarmente a cuore dell’intero gruppo di Ricostruzione Democratica si è trattato della elezione dei componenti della Commissione Edilizia. Sono intervenuto per ribadire con forza che noi avevamo l’obbligo di mutare le regole tanto che ho richiamato la proposta di regolamento delle nomine (clikka) che noi abbiamo presentato e che ha anche ricevuto il parere del segretario generale (clikka). La cosa che ho voluto precisare è che noi non ci siamo mossi di una virgola da quello che era lo spirito del programma elettorale della partecipazione e della condivisione nelle decisioni, mentre il Sindaco ha continuato a seguire le vecchie regole nominando persone di suo esclusivo gradimento negli enti e nelle partecipate cosa che, ovviamente, contrasta con quanto promesso in campagna elettorale. La cosa che mi fa veramente male è che noi in queste cose ci abbiamo creduto ed oggi sono costretto a stare all’opposizione per la mancata attuazione di quelle idee che ci hanno spinto ad impegnarci per il bene della città. So già che si scatenerà, ancora una volta, la polemica sul fatto che noi non avremmo rispettato la volontà degli elettori che ci hanno eletto in una lista e con il sindaco e noi avremmo tradito, ma io mi chiedo e vi chiedo è possibile che non si capisca che noi ci stiamo battendo per le stesse idee per le quali ci siamo candidati. Noi siamo convinti che la nostra fedeltà va riconosciuta al progetto non alla persona ed io, sia pure con i miei 600 voti, terrò fede alle idee ed al progetto politico per il quale mi sono candidato e sono stato eletto! Lo so che è strano per molti che si sento animati da uno spirito di parte ma la nostra è una battaglia culturale e di idee e non faremo un passo indietro! Sarà una testimonianza ma la politica che ci ha annichilito è quella dei leader e dei fedelissimi  ai leader, una sfaccettatura del berlusconismo, dove si dice o sei con me, qualunque cosa accada, o sei contro di me! In un momento in cui si dice che non ci sono più ideologie, noi, in ostinata direzione contraria, diciamo che siamo per la battaglia delle idee, costi quel che costi!

P.S. Non capisco come qualche consigliere che mi ha replicato si sia potuto sentire offeso dal fatto che abbia invocato più volte l’imparzialità e la trasparenza.

Il mio intervento al 1:19:06

Alla fine sono state “nominate” tutte persone sponsorizzate dai consiglieri, addirittura un  ex assessore e nessuno proposto da organismi esterni quali università e consigli dell’ordine:

1) Carla Quatrano proposta dal consigliere antonio luongo idv;

2) Roberto Landolfi proposto dal consigliere marco mansueto pdl;

3) Mario De Matteis proposto dal consigliere david lebro udc;

4) raffaele tecce proposto dal consigliere alessandro fucito fed;

5) Rosanna Mercuri proposta dal consigliere andrea santoro fli.

Il nostro no alla Giunta De Magistris

giuntaUna foto sbiadita. Oggi (15.05.2013) il nostro voto al consuntivo 2012 è stato sofferto ho ancora il segno di ciò che abbiamo provato nella difficile decisione che abbiamo adottato. Noi di Ricostruzione Democratica abbiamo bocciato il consuntivo 2012, un bilancio tutto di questa gestione. Mi dicono che scrivo troppo, pertanto, i motivi li potrete sentire e vedere dal video che posto relativo ai nostri interventi in Consiglio Comunale. Trenta i voti favorevoli per il bilancio e sono venuti da, IDV, FED e tre new entri, SEL, UDC e CD (centro democratico quello di Nello Formisano). Il PD, invece, è stato più morbido (della serie entro o non entro in giunta) e si è astenuto. Il significato di quello che è accaduto potrebbe essere l’imminente rimpasto di giunta che si allarga ad altre forze speriamo non sia una sorta di restaurazione. La reazione del Sindaco nei nostri confronti la leggo dall’ANSA che riporto: DE MAGISTRIS: GRUPPO RD NON ALL’ALTEZZA CON IL LORO VOTO HANNO ROTTO IL PATTO ELETTORALE CON IL SINDACO (ANSA) NAPOLI, 15 MAG – “Il gruppo di Ricostruzione democratica ha dimostrato di non essere all’altezza di una sfida così importante“. Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in relazione al voto contrario espresso dal gruppo consiliare nella votazione del rendiconto 2012. Il sindaco, sottolineando “la tenuta significativa della maggioranza e il contributo venuto anche da parte di altri settori”, ha definito “brutto” il voto dei consiglieri Iannello, Molisso ed Esposito. “Con il voto contrario – ha detto de Magistris – hanno rotto il patto elettorale con il sindaco perché – ha spiegato – sono stati eletti solo grazie al premio di maggioranza del sindaco“. Mi dispiace leggere queste parole e di nuovo la storia che siamo stati eletti grazie al sindaco come fosse un premio. In realtà credo che abbiamo ampiamente dimostrato di lavorare sodo e di sentire tutto il peso e la responsabilità verso i cittadini che hanno dato fiducia ad un sindaco “rivoluzionario” che doveva rompere con le vecchie logiche ed invece …. se avete voglia di capire guardatevi gli interventi da dove si comprendono bene i motivi del nostro voto contrario. Ho ancora l’amaro in bocca …

L’intervento di Simona Molisso, sui debiti fuori bilancio, all’1:23:48 e la dichiarazione di voto di RD sempre sui debiti fuori bilancio al 2:02:40 a seguire il mio intervento al 3:40:03 sul bilancio consuntivo

La continuazione del mio intervento e poi quello di Carlo Iannello al 6:38

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Impianti sportivi municipali

comuneIeri è stata proposta al consiglio comunale una modifica al regolamento delle municipalità con la quale si vuole attribuire la facoltà alle stesse di poter dare in concessione gli impianti sportivi  di loro competenza non più per 1 anno ma per 10 anni attraverso una gestione cd. indiretta. La mia preoccupazione è stata quella di evitare che si possano creare come, peraltro accaduto per alcuni impianti di rilevanza comunale, delle posizioni di privilegio e pertanto ho manifestato la necessità che si approvasse prima il regolamento d’uso degli impianti sportivi la cui necessità è richiamata dalla stessa delibera di giunta 757/2012. In seguito al mio intervento la delibera è ritornata in commissione affinché si capisca meglio come fare in modo di assicurare la destinazione pubblica di queste strutture.

Piccola nota: Noi di Ricostruzione Democratica abbiamo da dicembre 2012, dopo una lunga istruttoria, fatto una proposta di regolamento di uso degli impianti sportivi (clikka)

Le mie perplessità diciamo nascono da cose che ho toccato con mano e la superficialità non paga mai: il patrimonio comunale una questione di giustizia sociale (clikka)le sorprese dello stadio San Paolo (clikka)

  Il mio intervento al 3:40:17

Si ha paura di discutere di Bagnoli !

italsiderDi seguito il mio intervento al Consiglio Comunale di oggi (18.04.2013) che si è concluso con un nulla di fatto, eppure i temi erano tanti ma evidentemente i “vecchi partiti” hanno avuto paura di entrare del merito e di pronunciarsi. Noi di Ricostruzione Democratica abbiamo votato contro il rinvio della discussione anche perché dalla lettura del Decreto di Sequestro (clikka),  emesso di recente dalla magistratura penale, emerge la necessità che siano adottati dei provvedimenti amministrativi e di controllo sulla società Bagnolifutura la cui gestione appare essere stata poco accorta quanto meno con riferimento ai controlli. Difatti, tra le ipotesi accusatorie c’è la falsità delle certificazioni di bonifica, oltre che il disastro ambientale causato dall’illecito interramento di 400 tonnellate di morchie oleose (sostanze altamente inquinati) nel parco dello sport e che secondo il Tribunale erano stati classificati come terreno da riporto. In proposito è “brillante” la soluzione che il vicesindaco dell’epoca, conscio dell’inquinamento, adottò e che è riportata nel decreto di sequestro dove si legge “A sua volta Santangelo con la nota 147 del 13 aprile 2010 invitò la Bagnolifutura ad adeguare le opere in corso nel parco dello Sport a quanto suggerito proprio dal Pulii con apposita nota prot. 360 emessa pari data con cui fu proposto di “realizzare delle barriere non valicabili delle aree verdi in modo da evitare del tutto il contatto dermico con il suolo che, dall’analisi di rischio a suo tempo effettuata, è l’unico veicolo di possibile migrazione dei residui degli Inquinanti una volta (??!) presenti nell’area“. E’ singolare poi l’esperienza raccontata da due cremonesi subappaltatori della De Vizia (società deputata alla bonifica) i quali verificarono che le analisi fatte fare da Bagnolifutura non corrispondevano a quelle che per scrupolo si facevano fare loro dai loro laboratori e che più si andava avanti con le bonifiche e più aumentava la percentuale degli inquinanti nei terreni ! Ancora c’è un’ulteriore cosa di cui si sarebbe potuto discutere la possibile provenienza di inquinamento da parte della CEMENTIR S.p.a. e della quale il consiglio non ha voluto discutere. Manco a dirlo noi per la CEMENTIR abbiamo depositato un Ordine del Giorno (clikka). Che avvilimento mi chiedo a cosa servano le assemblee elettive se poi ci si rifiuta di discutere! Con l’amaro in bocca mi chiedo se servirà a qualcosa quello che stiamo facendo? Per fortuna in aula ci sono Simona Molisso e Carlo Iannello con i quali ad un certo punto ho abbandonato l’aula in segno di protesta!

Bagnoli non aspetta!! Martedì 23.04.2013, alle h. 17,00, in Via Verdi, 35, nel palazzo del Consiglio Comunale, al IV piano, sala multimediale, assemblea pubblica per discutere di quello che i partito non hanno voluto discutere in Consiglio Comunale il 18 aprile scorso. Occorre essere uniti!  Sulla questione di Bagnoli iniziano i consigli degli amici che ci dicono a noi tre dei Ricostruzione Democratica che Bagnoli è una cosa grossa, state attenti non isolatevi in Consiglio, il fatto che non è mai andato nessuno in galera da venti anni a questa parte è indice che la cosa è grossa, molto grossa! Cosa fare stare a sentire gli amici, per evitare che poi arrivino i nemici, oppure insistere. A volte guardando la gente per strada che pensa, giustamente, ai propri problemi personali (pure grossi) o peggio guardando quelli che vanno contro per cultura quasi per una sorta di “dispetto civico” dico “chi me lo fa fare? c’è gente che non merita il nostro impegno!” … la risposta a questa domanda dipende solo da noi … solo quando saremo in grado di darci una risposta collettiva a questa domanda allora saremo in grado di andare avanti. A domani …

 

la posizione di Ricostruzione Democratica su Bagnolifutura

il mio intervento al 2:45:38

Aiutiamo lo Sport a Scampia

maddaloniOggi (08.03.2013) sono intervenuto nel Consiglio Comunale anche per esprimere la mia solidarietà a Gianni Maddaloni che in questi giorni e settimane sta vivendo una condizione assolutamente frustrante come è apparso su tutta la stampa cittadina. Di Gianni Maddaloni avevo già manifestato la mia vicinanza all’opera meritoria che svolge sul territorio di scampia (clikka). Ho colto l’occasione anche per fare una riflessione su come si danno i contributi pubblici.

Il mio intervento al 1:14:48

Il Consiglio dell’8 marzo 2013 sull’ACN Coppa America

americas_cup_napoli_regate_gettyIl tema è stato quello delle partecipate. Oggi (8.03.2013) abbiamo trattato la stabilizzazione dell’ACN di cui al mio precedente post (clikka). Io sono intervenuto, ed insieme ad i miei compagni di Ricostruzione Democratica abbiamo votato contro. In particolare al centro del mio intervento ho posto la deliberazione della Corte dei Conti del 31.01.2013 (clikka) sullo stato delle casse comunali e sulle raccomandazioni di razionalizzazione delle partecipate che secondo noi impediscono qualsivoglia costituzione di altre partecipate per il Comune. La delibera è passata con 27 voti a favore e soli tre voti contro, il mio quello di Carlo Iannello (Simona Molisso si è dovuta allontanare per allattare il bambino) e quello di Pietro Rinaldi (FED) l’opposizione tutta si è astenuta, due voti a favore sono venuti da UDC e da FLI. Devo dire che mi meraviglio sempre perché fino a prima del voto cinque/sei consiglieri della maggioranza mi avevano detto che non avrebbero votato a favore. Spero di resistere e di continuare a meravigliarmi. Se si ascolta l’intervento credo non sarà difficile capire che questa delibera ha il parere non favorevole del Segretario Generale, del Direttore dei Servizi Finanziari ed è in contrasto della Delibera della Corte dei Conti citata e di ciò tutti i consiglieri penso siano a conoscenza. Mi chiedo cosa altro dobbiamo fare …

Di seguito gli interventi di Carlo Iannello al 1:37:37 ed il mio al 2:23:31 che credo siano interessanti:

la dichiarazione di voto all’1:20:56

Piano di riequilibrio del Comune di Napoli e l’astensione di Ricostruzione Democratica

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Ieri (28.01.2013) si è tenuta la seduta del consiglio comunale nella quale è stato approvato il piano di riequilibrio finanziario di cui al mio precedente post (clikka). Nella stessa giornata di ieri ci è pervenuto il parere collegio revisori (clikka) che insieme con i colleghi del gruppo abbiamo letto attentamente non essendo riusciti ad approfondire come si deve la delibera che era alla nostra attenzione per i ristretti tempi. Tutto il gruppo di Ricostruzione Democratica si è astenuto poiché non c’è stata data la possibilità di capire cosa in realtà stavamo approvando. Nella delibera, infatti, erano riportati solo i numeri e non le modalità circa l’adozione provvedimenti strategici per la nostra città. Per capire le mie perplessità di seguito potrete seguire il mio intervento e quello di Carlo Iannello che credo esprimano bene le perplessità che abbiamo manifestato in Consiglio. Diciamo che c’è stato anche un episodio accaduto in aula (che si può notare all’inizio del mio intervento) che ci ha lasciati molto perplessi. Buona visione:

Il mio intervento al 2:48:18

L’intervento di Carlo Iannello al 2:13:50

CAAN e Mercato Ittico la seduta del Consiglio Comunale del 18.12.2012

mercatoittico

Ancora su Mercato Ittico: Di seguito il video del consiglio comunale del 18.12.2012 da cui si possono desumere le ragioni che mi spingono a non inseguire la scelta ereditata dalla Giunta Iervolino e che credo abbiano convito molti consiglieri. All’1:35:59 il mio intervento e poco prima quello dell’assessore Marco Esposito. Mi farebbe piacere avere qualche impressione  al fine di poter meglio decidere per il bene e l’interesse pubblico. Il consiglio alla fine su mia richiesta, sollecitata dall’amministrazione, ha deciso di rinviare l’approvazione dell’Ordine del Giorno che avevo scritto alla successiva seduta del 20.12.2012, che come si sa non si è tenuta per mancanza del numero legale, credo, frutto di un gioco politico poco chiaro che spero di riuscire a superare insieme agli altri consiglieri che hanno mostrato interesse alla prospettiva formulata.

Il mio intervento al 01:35:55

Per un ulteriore approfondimento clikka

Piazza Garibaldi come la Fontana di Trevi in un noto film

Riprendo l’argomento di cui al mio precedente post su: https://gennaroespositoblog.com/2012/07/30/grandi-stazioni-in-piazza-garibaldi/

Oggi 31.07.2012 è stata discussa la delibera 401 del 25.05.2012 su cui ho espresso alcune perplessità che ho condivisio con gli altri consiglieri e che hanno determinato l’aula a rinviare la questione alla commissione per approfondimenti. Sostanzialmente dopo uno studio faticoso sono giunto a queste conclusioni:

1) Nel 2009 l’amministrazione Iervolino ha acquistato una parte di Piazza Garibaldi che era rimasta in proprietà delle Ferrovie. La cosa mi è parsa strana tanto da farmi venire in mente lo storico film di Totò della vendita della Fontana di Trevi. La questione risale al 1922 quando la Ferrovie dello Stato erano per l’appunto dello Stato, oggi, invece, sono cosa diversa perché hanno la partecipazione di privati. Sinceramente non ho ben compreso l’acquisto di parte di Piazza Garibaldi che, secondo gli atti che ho esaminato, (consultabili al link sopra), non l’abbiamo neppure acquistata in piena proprietà in quanto il sottosuolo è rimasto alle FFSS, mentre sulla superfice gravano numerosi diritti di servitù a favore di aree in proprietà ferrovie. Infine sulle aree di Piazza Garibaldi, in virtù degli accordi sottoscritti dalla precedente amministrazione, non si possono neppure realizzare attività in concorrenza con quelle delle gallerie commerciali in proprietà Grandi Stazioni (sic!);

2) Altro punto, della delibera 401, è la concessione per 38 anni della galleria commerciale realizzata tra Stazione Piazza Garibaldi linea 1 e stazione centrale. 6700 mq di area commerciale per la quale sarebbe prevista una partecipazione di Metronapoli (società concessionarai del comune) per la realizzazione al 52,90 % (e comunque non oltre 21 milioni), il restante sarebbe a carico del Comune. Un investimento che, in verità, dalle carte non si comprende se è di 21 milioni di euro o della metà. Ad ogni buon conto il segretario generale nel parere che ha dato alla delibera ha sottolineato che per legge occorre il piano economico/finanziario dell’investimento che nel caso di specie mancava. Ho pertanto sottolineato che la mancanza del piano economico/finainziario non ha ocnsentito al Consiglio di poter esprimere il suo voto tanto è vero che dopo la mia relazione e quella di Carlo Iannello la delibera è stata rinviata alla Commissione che si terrà domani (01.08.2012). Io ho sottolineato che tutti gli atti venivano in ratifica e quindi entrava pienamente in gioco la nostra responsabilità politico/amministrativa/contabile e quindi occorreva un approfodimento per capire se si potrebbe “aggiustare” il tiro al fine di meglio perseguire l’inetersse pubblico che allo stato mi sembrerebbe poco tutelato poiché il valore dato per mq sarebbe di circa 7 euro al mese secondo i calcoli che triverete nel link sopra. Domani vedremo cosa accadrà.

Il saluto del Consiglio Comunale agli Atleti Napoletani a Londra

Quale Presidente della Commissione Sport, oggi (31.07.2012) in Consiglio Comunale, ho voluto salutare i dodici atleti Napoletani a Londra ringraziandoli per l’impegno profuso per la loro qualificazione alla più importante gara del palcoscenico internazionale.  L’argento di Diego Occhiuzzi, si aggiunge al medagliere napoletano che consta di 30 ori, 17 argenti e 30 di bronzo a Lui va l’apprezzamento di tutto il Consiglio Comunale. Un particolare ringraziamento va anche alle tante associazioni sportive napoletane ed agli uomini e le donne che nelle federazioni e nel Coni provinciale e regionale si impegnano consentendo questi importanti risultati che devono essere per noi da sprone. Oggi i Consiglieri di Napoli è Tua hanno simbolicamente il Tricolore sul cuore in onore degli atleti Italiani a Londra.

Consiglio Comunale del 21/22 giugno 2012 sul bilancio preventivo il mio intervento critico

Ho pensato molto alla mia dichiarazione di voto sul bilancio preventivo e voglio dire subito che non posso votarlo, preannuncio, quindi, la mia uscita dall’aula. Lo dico con amarezza e con grande sofferenza. Sofferenza proporzionata all’entusiasmo che mi ha fatto gridare nelle strade e piazze di Napoli: “contro i poteri forti di questa città vota e fai votare Luigi De Magistris. Diamo un segno di discontinuità”. L’ho gridato con il programma elettorale in mano ed i cittadini hanno premiato Luigi De Magistris perché hanno creduto alla promessa fatta ed all’impegno assunto. Al progetto ci ho creduto, e per me, il patto con gli elettori, è pianamente valido ed efficace, ma restano sul tavolo doppi nodi irrisolti, che attendono di essere sciolti, non con dichiarazioni che fanno riferimento a dispiaceri personali (qui di personale non c’è nulla!) ma con analisi politiche che devono giustificare agli occhi dei cittadini, ed in particolare dei 18.902 elettori della lista civica Napoli è Tua, i perché del caso Rossi, i perché del caso ASIA, i perché del caso Romeo, i perché del caso Narducci, il perché del programma elettorale non si fa più cenno. Ebbene, io credo che il programma elettorale, contrariamente a quanto ritenuto da qualcuno che, evidentemente non ha il coraggio di dichiararlo in pubblico, sia un vincolo morale, prima ancora che politico, se vogliamo che la politica sia qualcosa di diverso da quello che è stata fino ad ora.

Temo che si stia perdendo nell’esperienza napoletana un’occasione storica. La lista civica di cui faccio parte con onore (e per me questo termine non è caduto in disuso), e che dovrebbe costituire la punta più avanzata del nuovo modo di fare politica, deve essere un luogo dove non è consentito ritenere immodificabili distorti rapporti politico/amministrativi per il solo fatto che “vanno avanti da trent’anni”. Questo non è lo spirito di una lista civica composta da liberi cittadini muniti anche di diverse sensibilità che si sono dichiarati pronti a rendere servizio alla propria città al di fuori degli schemi di partito.  I cittadini ci hanno chiesto la discontinuità con il passato e su questo non possiamo transigere. Quello che si è verificato a Napoli, in occasione delle ultime elezioni, è il nascere di un consenso in cittadini che non hanno voluto avere niente a che fare con il vecchio. Pertanto, alle parole “abbiamo scassato” deve seguire gioco forza la ricostruzione non secondo metodi vecchi ma secondo un nuovo modo di partecipazione cittadina alle scelte della città. Il “nuovo” non deve essere la partecipazione vuota – dove l’adesione dei cittadini avviene secondo lo schema proprio del populismo e dell’acclamazione – ma la partecipazione che si realizza attraverso la condivisione della sovranità popolare con i cittadini stessi, sia nell’amministrazione della città sia nella scelta delle donne e degli uomini migliori da mettere alla guida di enti, società ed istituzioni pubbliche secondo il modello anglosassone o cagliaritano per tornare in Italia. Solo così si scassa la casta! La mediazione (a cui spesso si accompagna anche la spartizione) che, secondo qualcuno, è l’attività principale della politica, ha ridotto questo paese alle macerie politiche di cui tutti vediamo i risultati. La ricostruzione deve, quindi, avvenire gioco forza facendo leva sull’applicazione rigorosa dei principi fondamentali, sui quali non si può e non si deve mediare. L’impegno politico per me è tra i doveri, il più alto. Esso è posto al servizio dell’interesse generale, ed in particolare in questo momento storico, con i nostri comportamenti (le parole non bastano più) occorre convincere i cittadini che la politica non è quella cosa deplorevole e sporca da molti irresponsabilmente predicata con gran seguito di opinione pubblica. Oggi più che in ogni altro momento ritengo necessario credere fermamente nei principi fondamentali della democrazia per i quali non conta il dissenso né la diversità di opinione se sono espressione della intima e profonda convinzione di fare l’interesse pubblico. In questo senso lo spirito critico è linfa vitale della vita democratica e ciò ancora di più in una lista civica ove non ci sono ordini di scuderia da attuare acriticamente pena l’espulsione. Ecco oggi sospendo il mio giudizio fino a quando non avrò avuto il richiesto chiarimento che la città attende e, con programma elettorale alla mano, non avrò la certezza della rotta intrapresa.

L’intervento di Carlo Iannello:

http://carloiannello.blogspot.it/2012/06/il-mio-intervento-di-questa-mattina-in.html

Consiglio Comunale del 7 marzo 2012 intervento sui centri di salute mentale

mentaleCome Consigliere ieri sono stato al centro di salute mentale del distretto n. 29 nella Sanità, presso il quale ero stato invitato dalla dott.ssa Fichele. Ho incontrato medici ed operatori del settore. La cosa che mi ha colpito è stata la grande dignità con la quale sono stato accolto in via Santa Maria Antesecula, poi mi sono ricordato di una loro manifestazione in Piazza San Domenico Maggiore di qualche mese fa nella quale erano stati coinvolti i loro ospiti del centro. Ebbene, i medici con i quali ho parlato non mi hanno chiesto un intervento del Comune o un sostegno economico da parte del Comune per questo o quel paziente né l’invio di operatori OSA, ma mi hanno manifestato la loro preoccupazione per la organizzazione del servizio di emergenza notturno rimasto solo nella nostra città e non adeguato allo stesso Piano Sanitario Regionale adottato con decreto n. 32 del 27.05.2011. Per essere chiari in sostanza nei dieci centri di salute mentale sparsi sul territorio cittadino, si mantiene attivo un servizio assolutamente inutile che rappresenta uno spreco di danaro pubblico, assolutamente incomprensibile in questo periodo di crisi economica, poiché in ogni centro è prevista la presenza che va da 2 a 4 infermieri, mentre gli psichiatri sono solo reperibili. Il fatto grave è che l’impiego massiccio di personale infermieristico notturno determina una scopertura diurna che finisce per pregiudicare il lavoro vero con i pazienti, poiché i casi di emergenza notturna sono statisticamente 1,25 accessi di media a notte in tutta la Regione Campania (così riporta il Piano Sanitario Regionale). Dato peraltro confermato dalla esperienza degli Psichiatri con i quali ho avuto modo di parlare. Peraltro nei limitati casi in cui è necessario l’intervento psichiatrico urgente esso potrebbe essere assolto dal 118 come avviene in tutte le altre città italiane (Napoli a quanto pare è l’unica città ad aver mantenuto questa distorsione). E’ ovvio che la questione non è di nostra competenza come amministrazione ma ci riguarda da vicino visto che i medici del Centro si occupano di nostri concittadini meno fortunati e, quindi, mi sento di accogliere e di farmi portatore del loro appello affinché il Sindaco possa chiedere al Presidente della Regione Campania, l’immediato, adeguamento dei servizi di emergenza psichiatrica al Piano Sanitario Regionale così da liberare importanti risorse umane per utilizzarle al meglio durante l’assistenza diurna che allo stato è assolutamente pregiudicata per la scarsezza di personale infermieristico e medico.

Di seguito dati del sito Associazione Italiana Pischiatri Medici: AIPSIMED

http://www.aipsimed.org/sprechi-asl-napoli-rieti/

Da una recente indagine sui 10 centri di salute mentale di Napoli, che riportiamo nella figura allegata, è emerso che ogni centro, che serve un bacino d’utenza medio di 100mila abitanti, svolge mediamente 3 interventi, notturni o festivi, su 30 giorni. In altre parole per 27 giorni su 30 c’è un inutile impiego di personale che sottrae  risorse, già scarse, all’assistenza psichiatrica.I dati si riferiscono al numero mensile di interventi notturni e festivi urgenti, svolti tra gennaio e settembre 2011 da ogni singolo centro.Il presente è un’integrazione del recente articolo “La farsa dei centri di salute mentale aperti 24 ore“cui rimandiamo gli interessati per approfondimenti.

Questa anomalia, voluta da certa parte della  psichiatria, da certa politica e dai sindacati, vige solo in Campania. Per meglio dire, vige oggi solo a Napoli perché le altre Asl campane hanno già applicato le leggi vigenti, legge che a Napoli stenta ad essere applicata (“Riorganizzazione dell’emergenza psichiatrica in Campania” pubblicata sul BURC n° 32 del 27 maggio 2011). L’altra curiosa eccezione, invece, era Rieti fino a un anno fa.Lì è stato necessario resistere a tutto per riorganizzare l’assistenza psichiatrica: associazioni di familiari (talvolta aizzate) che hanno fatto ricorso al TAR, tutto il centrosinistra cittadino che ha diffamato e offeso professionalmente i colleghi, la CGIL che li ha attaccati in tutti i modi, accusandoli di essere fascisti ed a favore dei manicomi, il senatore Marino che ha scritto chiedendo spiegazioni, la Consulta Regionale per la salute mentale che ha bombardato di critiche, atteggiamento di guerriglia da parte di alcuni infermieri dei Csm, ecc. ecc.  Alla fine, con la chiusura dei Csm la notte, è stato dimostrato che si poteva lavorare meglio ottimizzando le risorse. Tuttavia anche a Rieti la strada è ancora lunga e c’è molto da fare, dopo 30 anni di una organizzazione utile solo agli operatori e non ai pazienti. Per giunta, dopo la chiusura dei CSM la notte, non solo non si è verificato alcun tipo di problema, ma anzi, rispetto all’anno precedente, i ricoveri in SPDC sono diminuiti.

Commissione del 12 dicembre 2011 sullo Stadio San Paolo

sanpaoloCOMUNI: NAPOLI;STADIO E CONVENZIONE,CONFRONTO IN COMMISSIONE

(ANSA) – NAPOLI, 12 DIC – La Commissione Sport, presieduta

da Gennaro Esposito, ha affrontato oggi la questione della

convenzione con la Società Calcio Napoli nel contesto delle

problematiche dei grandi impianti sportivi comunali e nella

prospettiva delle decisioni che dovranno esser prese in vista

della scadenza del 2014. In quella data scadrà definitivamente

il contratto tra Comune e Società Calcio Napoli per lo stadio

San Paolo.

La riunione è stata introdotta dal presidente della

Commissione Esposito il quale ha esposto dubbi sulla disciplina

del rapporto contrattuale; sulla sproporzione tra gli oneri del

Comune per la manutenzione ordinaria e straordinaria e la

percentuale di entrate derivanti dalle sponsorizzazioni e dagli

incassi al netto delle spese. Dati, costi e risorse impegnate

dal Comune per lo Stadio sono stati riassunti dal Dirigente del

Servizio Grandi impianti sportivi Arzillo.

L’orientamento dell’amministrazione è quello di procedere ad

un miglioramento della struttura dal punto di vista estetico,

nel contesto di una riqualificazione del territorio, dal momento

che lo stadio S.Paolo è una grande struttura polivalente che

risponde ai bisogni del territorio, anche oltre i confini

comunali. Dal punto di vista dei rapporti con la Società Calcio

Napoli, si legge in una nota del Comune, “si sta lavorando a

ristabilire un clima di comunicazione e di relazioni frequenti,

efficaci e produttive, partendo dagli aspetti gestionali

correnti”. Sollecitato dalle domande dei commissari, il

dirigente dei Grandi impianti, ha precisato “i costi a carico

del Comune della manutenzione ordinaria e straordinaria, che nel

corso degli ultimi dieci anni, sono stati di circa dieci milione

di euro e la consistenza delle risorse umane impegnate

nell’impianto che, tra dipendenti comunali, addetti della Napoli

Servizi per guardiania e pulizia, soci cooperatori impegnati

nella vigilanza presso le palestre, ammonta a un totale di

ottanta unità”.

Gli interventi dei consiglieri hanno affrontato i diversi

aspetti contingenti e di prospettiva. In particolare il problema

di avere in futuro uno stadio del Calcio Napoli. Il consigliere

Moxedano, già consigliere comunale al tempo della stipula della

convenzione ha spiegato le ragioni che nel 2004 spinsero il

Consiglio ad adottare quel tipo di strumento, cioé aiutare la

Società in un momento di grave difficoltà del calcio a Napoli

e in prospettiva ha detto che sarebbe auspicabile che la stessa

società possa disporre di un proprio impianto di valenza

europea. Sullo stesso problema il consigliere Ciro Borriello per

il quale è da prendere in considerazione l’ipotesi di un nuovo

stadio, anche in Provincia, come avviene in altre grandi città.

Altro problema sollevato nel corso della riunione (dal

consigliere Aniello Esposito) è quello della presenza dei

venditori abusivi sullo stadio, problema sul quale il

responsabile del marketing della Società, Formisano, ha

auspicato maggiori controlli da parte del Comune ed i commissari

hanno suggerito di affrontare anche con interventi di

comunicazione volti agli utenti.

La Commissione continuerà il suo approfondimento nelle

prossime settimane, con l’intervento dell’Assessora Tommasielli

(oggi impossibilitata a partecipare) considerando

importantissima la questione, come ha sottolineato il presidente

Esposito, per i risvolti che ha, soprattutto dal punto di vista
dell’impatto sociale.(ANSA).

Consiglio del 28 maggio 2012 sul tema mobilità riassunto

Oggi in consiglio comunale abbiamo discusso della mobilità, dei trasporti e della ZTL il mio intervento è stato incentrato sulla partecipazione e sulla condivisione delle scelte amministrative sottolineando che occorreva ed occorre istituire una unità di ascolto e di interazione permanente con le municipalità, con le associazioni anche di operatori commerciali e con i cittadini. Ho anche sottolineato che sarebbe stato il caso di istituire un gruppo di lavoro con il compito di svolgere l’attività di collegamento tra gli assessorati allo sviluppo, alla cultura, alla mobilità ed alla partecipazione perché credo che occorra una sinergia che è mancata e che occorre recuperare. La mia idea è che non si può adottare un provvedimento di questa portata senza mettere in piedi una organizzazione amministrativa ad hoc. Se poi pensiamo che i dipendenti del Comune di Napoli sono più di diecimila allora credo che non avremmo avuto difficoltà a fare un interpello interno per la costituzione di questi organi. Credo, infine, e l’ho detto in consiglio, che la vera sfida con l’azione amministrativa posta in essere, con la istituzione delle ZTL, non sia tanto quella connaturata ai risultati tangibili prefissi ma al processo di partecipazione democratica che è in brado di generare e che supera per valore gli stessi risultati previsti. Partecipazione, condivisione delle scelte e bene comune questa è la vera rivoluzione culturale che dobbiamo pretendere se vogliamo riappropriarci del paese.

Consiglio 14 maggio 2012 sull’energia solare

Inizio col citare ciò che ha scritto uno dei promotori della leggere regionale: “Naturalmente, il fuoco esisteva ed era conosciuto e temuto nella preistoria dell’uomo: dove fu la vera rivoluzione? Nella capacità di produrlo autonomamente, di conservarlo e soprattutto di usarlo”.  Ringrazio la Consigliera Elena Coccia che si è fatta promotrice della delibera oggi al nostro esame ed i liberi cittadini che si sono fatti carico di promuovere l’approvazione di un testo di legge regionale teso all’incremento della produzione di energia e della cultura del solare. Un chiaro esempio di partecipazione cosciente di ciò che sta accadendo nel nostro pianeta, non solo da un punto di vista ecologico ma, io direi, anche da un punto di vista economico. Si economico perché le fonti rinnovabili saranno, ed in parte già lo sono, il settore imprenditoriale che avrà il massimo sviluppo industriale ed occupazionale. Siamo all’alba di una rivoluzione energetica che si farà sentire in ogni campo, non possiamo non governarla. L’Italia purtroppo anche questa volta è il fanalino di coda e non poco tempo fa, in una nota trasmissione, sentii una intervista del nostro tecnico ministro Clini che riferiva, con un mezzo sorrisetto, difficoltà nel continuare a finanziare il solare per le pressione degli industriali del petrolio. Ebbene, come cittadino mi indigno e constato che anche i tecnici, come i politicanti, fino ad ora seguono l’economia. Questo mi fa capire che abbiamo un sistema da rifondare sia da un punto di vista politico che economico. In questa prospettiva non ho timore di dire che la crisi è benvenuta se farà “piazza pulita” di coloro che occupando cariche istituzionali sviando l’interesse pubblico. Mentre la Germania investe in ricerca ed incrementa la produzione dell’energia solare noi non possiamo stare a guardare. Noi in un sud, pieno di sole non possiamo rimanere indietro! Da recenti studi, che con fatica sto facendo, ho scoperto un mondo per me assolutamente dove, le parole più usate, per citarne solo alcune, sono: SAVE, ALTENER, STEER, LIFE PLUS, NER 300. Ebbene, sono i nomi di alcuni soltanto dei programmi di finanziamento europeo 2007/2013, in materia di energia e di riduzione della produzione del CO2 che vedono quali destinatari le autonomie locali e moltissimi sono i bandi di finanziamento europeo diretto, per intenderci quelli che non devono passare per la regione. Mi piacerebbe sapere quanti di queste linee di finanziamento il Comune di Napoli è riuscito a sfruttare tra la precedente e la nuova amministrazione.  Inoltre, il programma Europa 2020 è alle porte e prevede tre macroobiettivi: 1) Occupazione, 2) Ricerca e Svilippo e 3) Cambiamenti climatici/energia e non v’è chi non veda che l’ultimo macroobiettivo contiene i primi due. Le linee di finanziamento che si attiveranno saranno di notevole entità economica ed a noi come amministrazione spetta il compito di progettare, partecipare ed aggiudicarci i finanziamenti per essere da Napoli la punta più avanzata del settore delle energie rinnovabili. Abbiamo tutti gli strumenti per farlo dobbiamo solo fare in modo che funzionino. Ho scoperto, infatti, che la nostra amministrazione è dotata di ben due uffici per finanziamenti europei il CEICC, con sede vicino al mare, su via partenope, nello splendido edificio di quello che fu la facoltà di economia e commercio, che svolge la funzione di Europe Direct ed un altro presso il gabinetto del Sindaco di nuova istituzione. Manifesto però qualche perplessità perché rispetto a quello che ho appreso dai responsabili della Commissione Europea da me interpellati, l’Europe Direct a Napoli svolge, mi pare, tutt’altre funzioni che sinceramente non ho neppure ben capito ed assolutamente residuali e che non servono allo scopo più importante: reperire fondi e finanziare le idee in questo caso nel settore delle rinnovabili. Credo e spero che dovremmo essere in ogni caso fortunati nel carpire le occasioni visto che il nostro Sindaco è stato parlamentare europeo e quindi sa di cosa stiamo parlando. Mi è parso però di capire che i singoli assessorati da questo punto di vista sono troppo ingolfati dall’ordinario per poter pensare alla progettazione europea che oggi rappresenta l’unica fonte di investimento. Nella nostra amministrazione manca un centro unico di rendicontazione, attività delicata che dovrebbe essere accentrata in unico grande ufficio mentre presso ogni assessorato ci dovrebbe essere un referente che raccolga le idee progettuali da elaborare insieme agli uffici dell’Europe Direct. Siamo, quindi, nel solito circolo vizioso che ci impedisce di guardare più in la del nostro naso. Dobbiamo trovare al più presto una soluzione. Se poi pensiamo che la Campania riesce a spendere molto poco dei finanziamenti europei di cui potrebbe usufruire (sui giornali si è addirittura parlato di circa il 9%) e che i finanziamenti europei sono in ogni caso soldi nostri, allora l’obbligo per noi di rendere conto ai cittadini sui finanziamenti europei si fa più stringente. In questo grave momento di crisi l’Italia, con un saldo assolutamente negativo tra quello che conferisce e quello che riceve dall’Europa, non si può permettere assolutamente di sbagliare ed il Comune di Napoli deve fare il possibile per ricercare ed ottenere i finanziamenti europei. Ecco, forse, più che cercare improbabili privati che mettano soldi in aziende pubbliche per loro natura in perdita occorrerebbe impegnarsi di più sulle risorse europee. Per finanziare il trasporto pubblico, infatti, mi piacerebbe di più partecipare ad un Comune che elabora idee progettuali finanziate dall’UE sul trasporto ecosostenibile anziché pensare alla improbabile scorciatoia  dell’ingresso dei privati capaci solo di assumersi i profitti ed incapaci di accollarsi costi sociali connaturali al servizio. Spero, pertanto, che prima che ce lo imponga la legge regionale che oggi è al nostro esame, noi spontaneamente adottiamo il PESC (piano energia solare comunale) e non dovremo dire: “Vattela a PESC”.

Consiglio del 27 febbraio 2012 sulla Coppa America

Coppa AmericaNel Consiglio Comunale ci siamo occupati di quest’evento il 28 settembre scorso, quando abbiamo varato (e credo che il termine in questo caso è appropriato)  la società di scopo ACN. Rileggendo i verbali della seduta, è lampante che il tema principale del dibattito è stato Bagnoli e la bonifica, non l’evento in sé. Anche questa volta, spostato l’evento, almeno fino ad ora, il tema principale che è apparso sui giornali è stato quello di Via Caracciolo e la scogliera che si sta realizzando tra mille preoccupazioni e polemiche. Fino a qualche giorno fa non si diceva neanche che a gareggiare c’era un team italiano, Luna Rossa, tanto che molti non lo sanno e non sanno neppure che abbiamo rischiato di avere ben due team perché ad un certo punto si è ritirato il secondo equipaggio italiano, anzi napoletano, Mascalzone Latino, che ha dovuto rinunciare per mancanza di fondi. Non so se avete presente la barca che si trova a Via Acton in esposizione all’uscita della galleria. Era il challenger of record, cioè il team che ha lanciato la sfida al defender della 34 edizione della America’s Cup il Golden Gate Yacht Club di San Francisco. Ebbene, con amarezza devo constatare che mi sarei aspettato un maggiore impegno della Unione Industriale di Napoli che avrebbe potuto trovare gli sponsor per far gareggiare il Team napoletano di Mascalzone Latino all’ombra del Vesuvio, avendo l’Unione, questa volta anche un ruolo nella organizzazione della manifestazione ma, evidentemente il Presidente Graziano non ha trovato nessun gruppo di imprenditori Napoletani in grado di fare da sponsor al Team, questo mi preoccupa per la qualità dell’impegno dei nostri imprenditori e credo faccia il paio con la partecipazione simbolica di 1.000,00 €. nella ACN a fronte di ben altre somme versate da Comune, Provincia e Regione. Spero che l’unione industriale recuperi.

Ad ogni buon conto credo che noi italiani ed in particolare noi napoletani siamo influenzati dalla paura dello scempio urbanistico e da una connaturale sfiducia verso le scelte delle istituzioni. Confesso che in un certo qual modo, anche su di me ho constatato un certa diffidenza quando, a pochi mesi dalla campagna elettorale, ho visto seduto ad un unico tavolo Cesaro ed il nostro Sindaco. Mi sono impressionato, poi, ho metabolizzato la cosa con la necessaria collaborazione istituzionale che il Comune di Napoli deve ovviamente avere con gli altri enti. Orbene, su quest’evento abbiamo una città spaccata perché da un lato c’è chi è per la politica delle “buche per strada” (per intenderci non per quella degli eventi), o per il mantenimento della bellezza monumentale e dall’altro chi, invece, ritiene che l’evento sia un’occasione da non perdere. Ebbene, voglio sottolineare che quest’evento rappresenta la voglia di riscattare, Bagnoli, per come è nato, sbloccando i fondi, e Napoli nella sua interezza dalla mortificazione della “munnezza”. L’America’s Cup rappresenta la necessità e devo dire anche l’ansia di mostrare al mondo che Napoli è altro dopo uno dei periodi più bui che abbiamo vissuto. Non so voi ma io il periodo che abbiamo di recente vissuto lo associo a quando da bambino ho percepito lo stato di pericolo del colera del 1973.

Noi di Napoli è Tua abbiamo discusso molto della Coppa America pesando, sin dall’inizio, ogni parola, sia di quelli che sono a favore, sia di quelli che sono contro l’evento ed abbiamo avuto, sin dal primo momento, la fortuna di avere l’esperienza ambientalista e giuridica di Carlo Iannello. Per la prossima tappa del 2013 della Vitton Cup, noi di Napoli è Tua auspichiamo, come pure ci ha illustrato il nostro Sindaco, che la regata si svolga al molo San Vincenzo, luogo già inserito nel piano regolatore del Porto tra quelli oggetto di riqualificazione ed intervento. In questo modo con le risorse disponibili per l’evento potremo realizzare opere stabili di riqualificazione e dare un senso maggiormente pregnante all’evento velico. Ci siamo, inoltre, confrontati a lungo valutando attentamente anche il ruolo che ha svolto la Sovraintendenza che, assolvendo il suo compito, non si è limitata solo a dare un parere ma ha dato degli indirizzi concreti entrando nel merito delle opere da eseguire alla Rotonda Diaz. Oggi, devo constatare che si è innescato un meccanismo sinergico tra istituzioni che, credo, debba essere oleato e collaudato affinché si dia la possibilità di elaborare meccanismi semplificati che consentano anche ai cittadini di poter svolgere agevolmente il loro ruolo. Resto, infatti, perplesso quando un’attività imprenditoriale, anche di poco conto, subisce ritardi in carte bollate per i tempi dei pareri della Sovraintendenza che, spesso, costringono i malcapitati a pagare a vuoto canoni per mesi improduttivi, perché l’attività non può essere iniziata.

Ad ogni buon conto oggi ci troviamo a bordo del treno che abbiamo preso il 28 settembre scorso; a noi tocca solo fare in modo che la giunta lavori bene in uno spirito di partecipazione cittadina, di condivisione tra assessorati e con il Consiglio. Non è, infatti, possibile che parti importanti dell’amministrazione non abbiano un ruolo nella organizzazione di un grande evento. Nella mia professione di avvocato mi sono incontrato, e spesso scontrato, con istituzione la cui mano destra non sa quello che fa la sinistra. Ebbene, non credo che nel Comune di Napoli debba accadere questo. Non è, infatti, per me concepibile che nella Coppa America non abbia un ruolo fondamentale la programmazione e la promozione della cultura e dello sport napoletani né che ad un evento come questo non partecipi la scuola (fosse anche per far vedere da un posto privilegiato le regate ai nostri bambini) né che non si attivi l’intero terzo settore con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato. Giovedì scorso nei Vergini ho partecipato ad un incontro tra le associazioni della Sanità, cinque assessori di questa giunta, ed i vertici della III Municipalità. Ebbene, da giovedì scorso mi sto chiedendo come trovare il modo di utilizzare, per quest’evento, quelle energie che si dedicano da anni alla valorizzazione dei tesori preziosi che ci sono nella Sanità, tra cui le catacombe, i palazzi antichi, la casa di Totò. Luoghi, come sappiamo, patrimonio dell’UNESCO. Mi piacerebbe, quindi, che a quest’evento avessero un qualche ruolo quelle associazioni che da anni lavorano sui territori del centro storico e degli altri quartieri. Per capire di cosa sto parlando basta pensare alle recenti manifestazioni di carnevale che si sono svolte in molti quartieri di Napoli organizzate con la buona volontà dei napoletani che vogliono il cambiamento. E’ su queste persone che dobbiamo contare! Non posso pensare che quest’evento non venga utilizzato per fare promozione ad esempio di Castel Sant’Elmo e del largo di San Martino, dove sono stato la settimana scorsa invitato da un cittadino/commerciante che lamenta il completo abbandono di quel luogo dagli itinerari turistici. Senza meravigliarmi, ho scoperto che il fossato del Castello è in sostanza un parcheggio, così come lo è lo spazio antistante il museo nazionale mentre, invece, l’intero palazzo del largo San Martino, in proprietà della Regione e gestito dalla Sovraintendenza, è completamente abbandonato. Mi meraviglia molto che la Sovraintendenza non intervenga su tali scempi che sono sotto la sua diretta percezione.

A New York i turisti salgono su grattacieli di 380 mt pagando un biglietto. Per Napoli, invece, mi chiedo come sia possibile questo stato e mi piacerebbe capire come sbloccare una così assurda condizione. Basterebbe semplicemente saper comunicare il pregio della risorsa Napoli e fare in modo che tutti i bellissimi luoghi, che noi stessi non valorizziamo, siano inseriti nei circuiti turistici.

L’America’s Cup, quindi, deve essere un banco di prova facendo in modo, da un lato di far avvicinare i napoletani all’evento ed alla risorsa mare e dall’altro di far scoprire ai turisti gli itinerari napoletani abbandonati. L’evento che tra poco si realizzerà a Napoli è, quindi un’occasione per mostrare Napoli e per ripensare anche la possibilità di restituire il mare ai Napoletani facendo in modo che la Villa Comunale si congiunga con la battigia. Voglio, infine, sottolineare che l’America’s Cup e la Luis Vitton Cup sono i più antichi eventi sportivi di rilievo internazionale, la prima, infatti, è nata nel 1851 e la seconda nel 1854, addirittura prima delle Olimpiadi moderne, la cui prima edizione è del 1896 e che le regate della Vitton Cup sono le semifinali per accedere alla America’s Cup, quindi, una vera e propria gara. Mi piacerebbe vedere Napoli, e concludo, non acquirente di marchi ed insegne di eventi ma centro di elaborazione di progetti da trasferire agli altri. Occorrere solo mettere insieme le migliori energie di questa città!

Consiglio del 13 febbraio 2012 il mio intervento sulla delibera unioni civili

400249_3197931917510_758598574_nTutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. Inizio da qui per capire che oggi ci sintonizziamo con la Carta Costituzionale scritta nel 1948! Non si può, infatti, esprimere con parole migliori il principio ed il sentimento di uguaglianza posto al centro della nostra Carta Costituzionale. La delibera oggi al nostro esame risponde ad una esigenza sempre più avvertita nella società, volta ad assicurare parità di trattamento si badi, non solo alle coppie di omosessuali, come comunemente e in senso restrittivo si intende, ma a tutti. Il Comune, titolare di funzioni proprie, con l’istituzione di detto registro, che è su base volontaria e non obbligatorio come i registri anagrafici, si pone nel pieno rispetto sia dei principi generali testé enunciati sia delle leggi dello Stato. Difatti, la nozione di “unione civile” o ” unione di fatto” pur non avendo una esplicita definizione giuridica, può essere definita come: a) quella della coppia di eterosessuali che non vuole o non può (in presenza di un precedente matrimonio) legarsi con il vincolo matrimoniale o quella della coppia di stranieri che in ragione della loro religione possono essere legati da più vincoli matrimoniali (c.d. “convivenza more uxorio”); b) quella di persone che, per varie ragioni (età, ristrettezze economiche) decidono di stare insieme per motivi di mutua assistenza e solidarietà; c) quella, infine, delle coppie di omosessuali conviventi, legate da vincoli affettivi e di mutuo aiuto. Per sgombrare il campo da dubbi, voglio dire subito che il fenomeno delle unioni civili non si pone in contrasto con l’istituto della “famiglia” riconosciuto dall’art. 29 della Costituzione; tale norma, infatti, nel sottolineare il valore della famiglia naturale fondata sul matrimonio, non esclude che possano esistere altre formazioni sociali, espressamente tutelate dall’art. 2 della Costituzione, le cui finalità e caratteristiche non siano in contrasto con i principi costituzionali. Ebbene, mi sento di condividere la tesi, costante nelle sentenze che ho avuto modo di leggere, che non ogni forma di convivenza, per ricevere una qualche tutela, deve essere organizzata secondo lo schema della famiglia legittima, perché ciò rappresenterebbe una illegittima compressione dei valori della persona umana e della sua dignità, a prescindere dalle sue convinzioni politiche o religiose e dalle scelte di vita, purché costituzionalmente lecite. La Corte Costituzionale, infatti, con più pronunce (nn. 237/86, 281/94, 8/96), pur non affrontando ancora lo specifico problema delle coppie di omosessuali, ha comunque riconosciuto l’ambito di operatività dell’art. 2 della Cost., a termine del quale anche un consolidato rapporto di fatto può essere tutelato come espressione del principio solidaristico del quale è permeato l’ordinamento giuridico, e il principio di eguaglianza espresso nell’art. 3 Cost. impone a tutti i soggetti istituzionali della “Repubblica”, e quindi anche ai Comuni (arg. ex art. 5 Cost.), di eliminare qualsiasi ostacolo che si frapponga al rispetto della persona umana da tutelarla anche nella sua diversità. Tale assunto trova peraltro pieno riscontro anche nel nostro vigente ordinamento (civile, amministrativo e penale) il quale ha riconosciuto, a determinati fini, la convivenza di fatto o more uxorio ed altri tipi di convivenza. Il Parlamento nazionale, infatti, con l’art. 199 c.p.p. e l’art. 362 novellato c.p.p., ha esteso la facoltà di astensione dal prestare testimonianza anche alla persona che conviva o abbia convissuto con l’imputato, con rilevanti conseguenze anche di carattere penale circa il reato di falsa testimonianza e di favoreggiamento. Che dire poi della risoluzione del Parlamento europeo sul rispetto dei diritti umani dell’Unione europea (1998-1999) che “chiede agli Stati membri di garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di … diritti sociali“, sollecitando gli Stati che non vi abbiano ancora provveduto ad “adeguare le proprie legislazioni per introdurre la convivenza registrata tra persone dello stesso sesso riconoscendo loro gli stessi diritti e doveri previsti dalla convivenza registrata tra uomini e donne” ed eliminando discriminazioni e pregiudizi sulla vita privata delle persone in relazione al loro orientamento sessuale. Orbene, il registro comunale sulle unioni civili non è diretto a creare un nuovo status, ma ad assicurare a siffatte formazioni sociali, che sono un dato di fatto che non può essere ignorato, parità di trattamento rispetto alle tradizionali coppie di fatto o alle convivenze di varia natura (si pensi a due amici dello stesso o di diverso sesso che decidano di coabitare per dividere le spese di mantenimento, o ad un anziano che coabiti con una persona, dello stesso o di diverso sesso, che gli presti assistenza morale o sanitaria o economica) già riconosciute dall’ordinamento, per le finalità esclusivamente di competenza propria del Comune (partecipazione a procedimenti, benefici, opportunità). Possiamo, quindi, dire che l’azione politico/sociale che compiamo con quest’atto amministrativo non si pone in contradizione con l’istituto della famiglia né (e di questo ne sono convinto) è in contraddizione con il sentimento religioso, personale o diffuso nel nostro paese. Con l’approvazione di questa delibera ci poniamo, infatti, nella doverosa posizione dell’amministratore pubblico laico che, scevro delle sue personali convinzioni religiose, deve curare gli interessi ed i diritti di tutti i cittadini. Credo, fermamente, che il ruolo di testimonianza e di catechesi dell’autorità religiosa è nell’esempio e nella conquista delle anime (per restare in tema) e non certo nella scorciatoia della imposizione né nella pretesa che il potere Statale, ed in questo caso della comunità locale, non riconosca istanze di pari dignità dei cittadini liberi di manifestare il loro pensiero e di essere come essi vogliono essere e vivere, a prescindere dal loro credo religioso o posizione morale. Mi piace ricordare, al riguardo, il pensiero di un religioso, Don Andrea Gallo Prete di Genova che, a quanto mi consta, non è mai stato scomunicato. Per questo ho serie difficoltà a comprendere il pensiero del nostro Cardinale, che pur rispetto nel suo ruolo, quando dice che a Napoli abbiamo esigenze ben più importanti da risolvere che non il registro delle unioni civili. Credo, infatti, che questo sia uno slogan quasi elettorale, senz’altro negativo, perché genera diffidenza e manipola le coscienze dei semplici ed è molto simile a quello che si sentiva qualche tempo secondo cui “con la cultura non si mangia”. Devo confessare che un argomento così elementare non me lo aspettavo dal Cardinale! Ebbene, a queste affermazioni, credo che questo Consiglio, possa e debba rispondere che quando si tratta di libertà e di dignità della persona umana non c’è tozzo di pane che tenga e che ci sono persone che hanno sacrificato il bene supremo della vita per difendere la loro dignità di esseri umani. E’ fuori da ogni dubbio, quindi, che questo Consiglio è pronto a compiere ogni battaglia per la libertà e per affermare i principi costituzionali. Chi afferma il contrario è perché ha più a cuore che si parli del tema a mero scopo propagandistico. Siamo già in ritardo rispetto ad altri paesi e la politica, quando non coglie i mutamenti sociali, fallisce il suo scopo.

Per far comprendere bene il valore dei diritti di cui stiamo parlano, voglio chiudere questo mio intervento ricordando le vittime omosessuali del nazifascismo che vennero deportate nei campi di sterminio, esseri umani che venivano marchiati con un triangolo rosa cucito sulla divisa degli internati per omosessualità in base al paragrafo 175 del codice penale tedesco. Alle lesbiche internate di cui si ha notizia fu imposto, invece, il triangolo nero delle “asociali“. Vi erano poi i gay ebrei che portavano una stella gialla. Coloro che portavano il triangolo rosa si stimano tra i 5.000 ed i 15.000. Coloro che furono imprigionati con il triangolo rosa non sono mai stati risarciti dal governo tedesco. Anzi, alcuni di loro, se rimasero apertamente gay, furono di nuovo imprigionati anche dopo il nazismo, come Heinz Dörmer, che subì complessivamente 20 anni di reclusione, prima nei campi di concentramento nazisti e poi nelle carceri della Repubblica Federale Tedesca, o come Helmut Corsini, che dal campo di Buchenwald passò direttamente alle carceri nazionali. L’emendamento nazista al paragrafo 175, che trasformava l’omosessualità da un reato minore a un vero e proprio delitto, non fu mutato nel Codice penale della Repubblica Federale Tedesca per 24 anni dopo la fine della guerra. Ad Amsterdam c’è l’Homomonument composto da tre grandi triangoli di granito rosa in ricordo di tutte le vittime omosessuali del nazismo che qualche mese fa ho visitato insieme ai miei bambini ed a cui ho spiegato il significato, nella consapevolezza che la memoria ci rende liberi; mi ha fatto piacere vedere nei loro occhi il velo della compassione.

Consiglio del 18 ottobre 2011 sul tema Lavoro

lavoroL’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, questo è il primo articolo della nostra costituzione è il nostro biglietto di presentazione, è l’accordo su cui si è fondato il nostro paese. In campagna elettorale ho gridato il lavoro non è una merce! Il lavoro non si compra! Questo mi è capitato di dirlo ad una giovane vigilessa appena assunta con il concorso FORMEZ, stupendomi per la sua reazione di meraviglia e per la sua espressione di riconoscenza verso la vecchia amministrazione che comunque l’aveva assunta ed alla quale io mi contrapponevo. Sembrerà strano ma enunciare i nostri diritti ci sorprende quando, invece, dovrebbero essere vivi nel nostro intimo convincimento. Il tema è complicato e difficile da sviscerare, in tutte le sue articolazioni sicuramente ci saranno degli aspetti che non saranno trattati, sicuramente ci saranno delle aspettative di cittadini deluse da questo consiglio. Eppure, celebrare un consiglio monotematico sul lavoro è un atto di coraggio, una formale presa di coscienza che manifesta l’interesse di questa Amministrazione al tema che resta centrale per la nostra città. Credo, però, che siamo in ritardo, si è andati da una legislazione degli anni settanta di tutela del lavoro subordinato classico, con una giurisprudenza del pari sensibile al tema, ad una modernità diciamocela tutta deludente, da questo punto di vista, fondata su cococo, cocopro, contratti a termine e cool center, spesso molto spesso utilizzati anche dalla stessa Pubblica Aministrazione, quando va bene (ci sono, infatti, anche finti master ministeriali non retribuiti), che rappresentano formule non in grado di creare una vita serena al lavoratore, anzi, dico io, una vita! L’esperienza, per mia fortuna, per l’arricchimento che ho ricevuto, l’ho vissuta in prima persona, sia come figlio di operaio, quest’ultimo avvilito dalla consapevolezza della raccomandazione come unico mezzo per trovare lavoro per il proprio figlio, sia come avvocato, schiacciato tra la compressione di diritti minimi dei lavoratori e la cronica inadeguatezza della macchina giudiziaria, non in grado di dare sollecite risposte e quindi in grado di indirizzare l’imprenditoria al rispetto delle regole. Ebbene, la trasparenza di cui è capace questo comune è in grado di lanciare un messaggio di speranza. La risposta del comune, infatti, deve essere trasparenza, legalità, imparzialità e concrete azioni in grado di creare sviluppo e, quindi, lavoro eliminando burocrazie inutili che sono, spesso, occasioni di sacche di illegalità. Dobbiamo agire con modalità diverse da quelle classiche e le direttrici devono essere da un lato una maggiore collaborazione con coloro che impegnano le loro risorse, quindi, non solo quelle pubbliche, in attività economiche, dall’altro la corretta valutazione degli attori coinvolti nei processi economici. Allo scorso consiglio comunale, su Bagnoli, ho, difatti, sottolineato la inadeguatezza di una società di persone che al registro delle imprese ha zero dipendenti a gestire per dieci anni una struttura come il parco dello sport di 17 ettari, con strutture dal valore di diversi milioni di euro ed in grado di dare risposte concrete in termini di posti di lavoro. Ebbene, nei limiti che ci competono, noi abbiamo l’obbligo di selezionare innanzitutto la classe imprenditoriale con la quale interloquire, dobbiamo fare in modo che finanziamenti pubblici o azioni imprenditoriali non siano indirizzate verso coloro che non sono in grado di mettere in piedi azioni imprenditoriali o che hanno come unico obiettivo la percezione del finanziamento e basta e gli esempi di imprese, per lo più del nord, sorte solo per percepire finanziamenti ne abbiamo, purtroppo sul nostro territorio! Non posso credere, infatti, che nel nostro comune un parco di divertimento l’Edenlandia, primo ad essere realizzato in Europa, sia in stato di fallimento, per l’inadeguatezza di una classe imprenditoriale che non è stata in grado di creare sviluppo ed ammodernamento. Non posso credere che bagnoli sia nello stato in cui è, mentre in Germania nella Ruhr in dieci anni con un investimento di 300.000.000 €. (a bagnoli ne abbiamo spesi altrettanti senza risultati), in un’area egualmente inquinata, in seguito alla bonifica, si siano creati circa 10.000 posti di lavoro, con duemilioni e duecentomila visitatori all’anno, mentre a Napoli nulla. Cosa è successo mi sono chiesto. Noi abbiamo l’obbligo di cercare la verità e fare chiarezza per aggiustare il tiro. Ebbene, devo constatare che abbiamo avuto una politica miope che si è fatta accompagnare per mano dalla imprenditoria. Noi, invece, abbiamo l’obbligo di creare sviluppo laddove possiamo intervenire direttamente indirizzando noi l’economia e non viceversa.

Consiglio sul tema della violenza sulle donne del 25 novembre 2011

La giornata di oggi nasce nel 1981 quando, in seguito ad un incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi a Bogotà, si accettò la richiesta della delegazione della Repubblica Dominicana di rendere omaggio alle sorelle Mirabal, tre dissidenti politiche Dominicane, brutalmente torturate ed assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Raphael Trujillo. Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema. Questa circostanza mi ha colpito, in quanto, il fatto violento che si ricorda non è una violenza sessuale o una violenza consumata all’interno di una famiglia (secondo ciò che più ricorre) ma una brutale violenza commessa contro tre donne che manifestavano il loro dissenso politico verso il regime; ciò a significare il ruolo centrale della donna nella società e nella politica. Questa singolare circostanza mi ha fatto ricordare la manifestazione delle donne del 13 febbraio scorso, che ha rappresentato anch’essa la contrarietà delle donne ad una certa politica, che fa delle donne stesse un oggetto (per usare un termine degli anni ’60) piuttosto che un soggetto. Ciò emerge chiaramente dalle raccomandazioni del Comitato dell’ONU del 2011 emesse in seguito alla presentazione del cd. rapporto ombra, dalle attiviste lavori in corsa,  sullo stato di attuazione della Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (sottoscritta anche dall’Italia) con le quali si è stigmatizzato il fatto che nel nostro paese (scritto nero su bianco e senza mezzi termini) “le donne sono rappresentate come oggetti sessuali”. Ebbene ciò, come cittadino mi indigna (per usare una parola ricorrente, purtroppo, in questo periodo), perché riscontro ogni giorno la verità di questa contestazione dell’ONU al nostro paese. Ritengo, infatti, che l’uso consumistico della donna, sia una degenerazione della nostra società, che impone un modello unico fondato su canoni errati che mortificano la donna generando violenza. Occorre, quindi, che il nostro paese adotti dei correttivi che, con amarezza, devo constatare sono assolutamente estranei alla nostra politica nazionale ed alla nostra cultura. Dobbiamo, quindi, sperare nel futuro. Nel Regno Unito ed in Spagna (sicuramente paesi democratici), ad esempio, vi è una valutazione sulla pubblicità, da parte di un organo terzo, volta ad evitare l’uso strumentale del corpo della donna quando non è connesso al prodotto pubblicizzato. Ciò significa, utilizzare degli strumenti volti a combattere un modello psicologico sociale che vede nella attrazione sessuale uno strumento di mercificazione delle merci e, di qui, dico io, a considerare la donna stessamerce, il passo è breve! Cosa pensare dei gravissimi fatti di stupro commessi da adolescenti in gruppo contro loro coetanee. Ebbene questi, sono il risultato dell’assorbimento di questi modelli da parte di coloro che sono maggiormente esposti al bombardamento mediatico/sociale. Di recente abbiamo assistito a meccanismi di reclutamento della classe politica donna fondati, non sul valore e sulla capacità, ma sulla disponibilità sessuale o semplicemente sulla immagine sessuale. Cosa è accaduto lo sappiamo tutti e questo di certo non agevola la lotta contro la violenza sulle donne. I dati statistici sono allarmanti, anche se poco diffusi e rilevati, in uno studio dell’ISTAT del 2009 si parla, infatti, di circa il 51,8% delle donne italiane (tra i 14 ed i 65 anni), circa dieci milioni di donne, che hanno subito una violenza sessuale nell’arco della loro vita e la capacità delle istituzioni a fronteggiare questo fenomeno deve essere indirizzata non solo con l’approntamento di mezzi idonei al recupero ed all’emersione dalla violenza, statisticamente maggiormente perpetrata dall’uomo che ha le chiavi di casa ma, anche e di più, con l’adozione di modelli di riferimento diversi da quelli che subiamo passivamente. Da Napoli deve partire un riflessione culturale sul abbattimento degli stereotipi che inducono alla violenza. Da Napoli, questo deve essere l’impegno dell’amministrazione, deve partire una continua formazione verso coloro che si occupano di fatti gravissimi che vedono famiglie intere travolte, poiché la stragrande maggioranza dei fatti violenti contro le donne si svolgono tra le mura domestica ed in presenza dei figli spesso minori. Non poche volte, purtroppo, mi è capitato di interloquire, per la professione di avvocato che svolgo, con forze dell’ordine poco preparate a fronteggiare drammi familiari, liquidati sbrigativamente e sterilmente su verbali, come “liti in famiglia”. E’ chiaro che la scarsezza delle risorse e la inadeguatezza degli strumenti con i quali ci misuriamo è enorme ma la consapevolezza del problema e la conoscenza delle sacche di inefficienza ci deve spingere al miglioramento ed all’ascolto.

Consiglio su Bagnoli del 10 ottobre 2011 – Il Parco dello Sport

bagnoliOggi intervengo su una questione specifica di bagnoli, il parco dello sport, la prima cosa che ho fatto per capire di cosa si trattava è stato un sopralluogo e dei rilievi fotografici, con l’aiuto di un cittadino di bagnoli, in virtù dei quali ho sostanzialmente appurato che gli impianti sono in stato avanzato di completamento se non ultimati ed oggi, in stato di abbandono e, quindi, in via di deterioramento. Mancano per lo più le infrastrutture, gli assi viari di collegamento per intenderci. Ebbene, in seno alla commissione consiliare ho avuto modo di apprendere, dal Presidente di Bagnoli Futura, che l’intero parco dello sport è già stato affidato con una gara che si è conclusa nel settembre 2010. Per tale singolare informazione, opera non ancora compiuta o utilizzabile ed affidamento già avvenuto, ho chiesto spiegazioni scritte alla società che ho avuto, in parte, solo venerdì con l’invio del solo capitolato di gara, ma non della convenzione che, poi, mi è stato detto non ancora sottoscritta, in quanto, il parco non è ancora consegnabile e volevo vedere! A dire il vero, nella mia carriera di avvocato è la prima volta che mi capita di imbattermi in una tale singolare condizione, opera non finita ciò nonostante già affidata, col rischio di incorrere in inadempimenti anche gravi, sia per il tempo, sia per il deterioramento degli impianti stessi per i quali la società aggiudicataria potrà all’atto della consegna far riserva di agire in danno. Ho insistito ho chiesto con detreminazione il verbale di aggiudicazione, l’ho avuta solo pochi minuti fa, a mezzo e-mail, diciamo che rispetto agli altri colleghi consiglieri che hanno chiesto informazioni a Bagnoli Futura, sono stato più fortunato, ma solo per la mia tenacia. L’unico dato che posso dare, da una superficialissima visione dell’offerta, è che l’intera area di 17 ettari (170.000,00 mq.) è stata affidata per la somma annuale di 60.000,00 €. a spanne e per dare un’idea 35 cent al mq. Ma su tutti gli altri termini non so dare risposte. Mi sono allora preoccupato di andare a verificare chi fosse l’aggiudicatario indicatomi come la Soccer Club Colli Aminei S.a.s. di Simone Francesco avendo prima, chiesto quante siano state le società a partecipare alla gara. Mi è stato comunicato che sono state 4. Il che apre, ovviamente, una seria riflessione su come sia stata pubblicizzata una gara che riguarda un parco di 17 ettari del valore di diverse decine di milioni di euro. Mi chiedo, e chiedo al Consiglio, se forse non era meglio dare le singole strutture a diversi concessionari in modo da favorire sicuramente una maggiore vivacità, frazionando anche il rischio, invece, si è aggiudicata l’intera struttura per 10 lunghi anni ad una società di persona che, sempre per mia esperienza professionale, in banca avrebbe serie difficoltà anche ricevere un finanziamento di 10.000,00 euro. Ho, quindi, fatto qualche verifica presso il registro delle imprese ed ho scoperto che l’amministratore di questa società ha una quota di circa 1.000,00 €. sul capitale sociale di appena 50.000,00 €. (rispetto al valore delle opere concesse) della sas e che ha partecipazioni a vario titolo in circa 10 altre società di persona, un mago della società di persone, quindi, di cui alcune chiuse, che operano dal settore dai parcheggi a quello alberghiero e della ristorazione. Nella offerta ho avuto modo di leggere velocemente che dal 2003 la detta società ha svolto importanti azioni imprenditoriali presso la sede dei Colli Aminei, mi chiedo con quale personale visto che al registro delle imprese risultano un numero di dipendenti pari a zero. Sono, pertanto, preoccupato non comprendendo come si possa affidare un’opera di decine di milioni di euro così alla leggera e per un così lungo tempo concedendo spazi di importanza vitale per l’area di bagnoli tra cui aree ludiche, sportive, di ristorazione, di parcheggio nonché l’utilizzo degli spazi pubblicitari. Un affare a fronte del quale abbiamo una società di persone con una struttura forse non proprio in linea con lo sforzo che si richiede. Non mi meraviglierei se tra dieci anni, avendo affidato una struttura così complessa ad un soggetto che sulla carta appare così debole, dovremmo affidare anche questa struttura alla cura della curia, seguendo, così, l’orientamento della Regione e di recente anche di quest’amministrazione. Mi si consenta una breve digressione faccio, infatti, fatica a comprendere questa gara alla conquista della benevolenza del Cardinale pur essendo io, battezzato, comunicato, cresimato e sposato in chiesa. Possibile che pensiamo ancora che i cittadini cattolici che a milioni hanno manifestato la loro indignazione per le agevolazioni fiscali della chiesa si lascino influenzare da queste cose? ma questo, come ho detto, è un altro capitolo! Dobbiamo, allora, correggere il tiro e questo consiglio è pronto per farlo! Dobbiamo introdurre in questa città un modello “rivoluzionario”, copiando, si copiando, ciò che accade nelle moderne democrazie del nord europa, un modello rivoluzionario che ci porti alla normalità, sembra una contraddizione in termini ma, purtroppo per noi, non lo è! quindi: gare trasparenti e pubblicizzate a giusto dovere, affidamenti sicuri, scelta degli uomini di direzione ed amministrazione secondo un meccanismo trasparente ed indipendente dalle correnti politiche! Non possiamo non fare questo e poi lamentarci che le nostre migliori intelligenze, giovani e meno giovani, vadano all’estero, basta impiegarle in Italia iniziando da Napoli!

Consiglio sul tema rifiuti del 2 agosto 2011

ricicloLa crisi dei rifiuti a Napoli ha assunto dimensioni tali da far diventare la munnezza una questione sociale che non può trovare soluzioni solo in ambito tecnocratico. Le passate esperienze ci hanno insegnato che fino a quando non saremo indipendenti, o metteremo in campo misure diverse, ci troveremo sempre schiacciati tra le lobby politiche/affaristiche e quelle malavitose. Numerose sono state le iniziative della magistratura anche di recente. La crisi di questi ultimi giorni è stata a vario modo imputata agli STIR intasati, alle direttive della Regione e della Provincia, mai risolutorie, e da ultimo alle ditte appaltatrici dell’ASIA tra cui la Lavajet che, con un atteggiamento ostruzionistico ha impedito la raccolta in alcuni quartieri nevralgici della nostra città. Ebbene, da una verifica che ho potuto fare presso il  registro delle imprese la Lavajet, che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione, addirittura risulta essere partecipata da due società, una avente sede negli Emirati Arabi e l’altra nel Principato di Monaco. In sostanza non si riesce neppure a sapere con certezza chi siano i proprietari di una società che si occupa di un servizio pubblico così importante come quello della raccolta dei rifiuti.     Sono allora convito che fino a quando non avvieremo il nuovo piano rifiuti dobbiamo adottare una modalità di intervento diversa da quella adottata dalle precedenti amministrazioni, dobbiamo aspirare da subito ad un modello che non ci imponga più di aspettare che ci comunichino i cd. flussi, mentre tonnellate di munnezza stanno in mezzo alle nostre strade. Non possiamo sottostare alle decisioni della provincia né disiteressarci del successivo trattamento dei rifiuti, una volta raccolti, se poi la provincia, la munnezza ce la sversa a chiaiano, dove l’altro giorno una geyser alto 15 metri ha mostrato tutta la criticità della grave condizione in cui versano i nostri concittadini. Credo allora che il Sindaco, la Giunta e questo Consiglio Comunale hanno l’autorità morale, culturale e politica per chiedere ai cittadini di collaborare. Sono, infatti, convinto che la cittadinanza napoletana, ci ha dato fiducia perché vuole legalità, trasparenza, ordine e partecipazione anche, ed in particolare, nel trattamento dei rifiuti. Credo, allora che questa Giunta possa chiedere di più ai propri cittadini imponendo il rispetto incondizionato delle ordinanza fino ad ora emesse, inasprendole anche, se è il caso, vietando incondizionatamente la distribuzione di bibite e monouso in plastica così come era stato fatto nella prima versione della ordinanza sindacale.  Non credo, infatti, che i commercianti siano contrari a questa modalità. Il turismo è fortemente calato e le vendite sono calate proprio per la munnezza. In questa fase allora, possiamo e dobbiamo, chiedere uno sforzo ai nostri concittadini ma ancora di più ai dipendenti del nostro comune che devono oggi, più che in ogni altro momento, essere d’esempio nello svolgimento delle loro mansioni a tutti i livelli. Credo, infatti, che possiamo e dobbiamo chiedere di più, ai nostri VV.UU., nel controllo della rigida applicazione dei provvedimenti normativi emessi, non possiamo tollerare un atteggiamento timido o non collaborativo verso i cittadini attivi (clean up friarieli ribelli) che in molte occasioni mi hanno segnalato la disapplicazione della normativa di emergenza per ignoranza proprio di coloro che avrebbero dovuto controllarne l’applicazione. Non è più possibile tollerare la disapplicazione dei detti provvedimenti negli edifici pubblici, noi abbiamo l’obbligo di pretenderne il rispetto. Non è possibile, infatti, che un minuto dopo l’emissione di provvedimenti così importanti i bar adiacenti Palazzo San Giacomo non ne sappiano nulla. Ebbene, e concludo, questo era quello che chiedevano i cittadini del monte Tarsia, in un documento ormai risalente, che così recitava:

“Iniziamo  col chiedere ai negozianti ed ai supermercati della zona:

di ridurre gli imballaggi (vaschette e buste di plastica) dalla nostra spesa quotidiana

di rispettare le norme che regolano lo smaltimento dei cartoni e dei residui alimentari

di iniziare a introdurre sistemi più economici di riutilizzo dei contenitori per alcuni prodotti come il latte e i detersivi

Differenziata subito

Avviamento dell’umido ALLE AZIENDE AGRARIE DELLA CITTA’ CHE DOTATE DI IDONEE COMPOSTIERE POTREBBERO UTILIZZARE IL RIFIUTO ORGANICO PER PRODURRE COMPOST PER I PROPRI TERRENI (esperimenti del genere sono stati fatti nel comune di BACOLI)

BASTA CON IL DEGRADO!  RISCOPRIAMO LA BELLEZZA DELLE NOSTRE STRADE !

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