Gennaro Esposito

Alza la Testa

I tartassati: TASI IMU e TARI = IUC Istruzioni per l’USO

dissestoEcco le quattro delibere relative al nuovo sistema di fiscalità locale che com’è noto si compone di tre imposte, IMU (imposta municipale unica), TASI (tassa sui servizi indivisibili) e TARI (tassa sui rifiuti) – Aliquote Imu (clikka)IUC – Regolamento (clikka), Modifica IMU clikkaAliquote TASI (clikka) – che confluiscono nella cd. IUC, approvate nel consiglio comunale del 15.05 scorso con l’astensione di Ricostruzione Democratica.

L’incastro tra norme e scadenze (a prescindere dal termine per i bilanci preventivi del 31 luglio) ha determinato l’impellenza di approvare le tariffe Tasi entro il 23 maggio, in modo tale da consentire il versamento dell’acconto entro il 16 giugno (anche se il governo ha dato una proroga fino a settembre per i Comuni inadempienti). E’ chiaro però che la non approvazione entro il termine del 23.05 avrebbe determinato seri problemi di liquidità.

L’amministrazione ha chiaramente dovuto anche regolamentare l’Imu (da cui la prima casa è esentata per legge), alla quale, la  TASI è strettamente legata dalla clausola di “equivalenza” tra vecchia Imu e nuova Tasi + Imu.

Per la TARI non si evidenziano nuovi problemi, in quanto, il suo funzionamento sarà molto simile alla TARES.

Per la Tasi, invece, i margini di manovra per il Comune di Napoli sono ristretti poiché il quadro disegnato dalla legge di stabilità e dal Salva Roma ter impone le aliquote massime per i comuni in predissesto.

Sulle aliquote le scelte operate dall’Amministrazione sono state le seguenti:

 1.- IMU su seconde case e altri immobili al massimo: 10.6 per mille con agevolazioni per le case locate con i contratti convenzionati;

 2.- TASI al 3,3 per mille sulle prime case con detrazioni di 150 e 100 euro a seconda se la rendita catastale è inferiore o superiore a 300 euro;

3.- TASI zero sulle seconde case (è da notare che fissando a zero l’aliquota sulla seconda casa, non si pone il problema di suddividere il carico tra proprietario e inquilino in caso di locazione dell’immobile).

La scelta fondamentale ci sembra sia stata quella di far diventare la TASI una tassa patrimoniale sull’abitazione di residenza.

Ciò lo si può comprendere dal punto di vista sociale (l’Imu su seconde case e attività produttive è già al massimo), ma appare discutibile sotto il profilo della congruità fiscale, in quanto l’imposta dovrebbe finanziare i servizi indivisibili e quindi gravare su tutti gli utenti di questi servizi (questo è il motivo per cui addirittura si ritiene che la norma che consente questo obiettivo snaturamento dell’imposta potrebbe essere illegittima).

Quindi, il finanziamento delle detrazioni per le prime case con bassa rendita catastale vengono finanziate esclusivamente dai proprietari di prime case con rendita più elevata (questo è il caso quindi in cui non opera il meccanismo dell’equivalenza).

L’altra scelta importante è quella di non legare, anche parzialmente, le detrazioni alla numerosità del nucleo familiare, come hanno invece fatto pochi – per la verità – grandi comuni (per es. Torino).

Va sottolineato, inoltre, che al contrario di quanto stabilisce la legge, il regolamento approvato non definisce come e quali sono i servizi indivisibili che la TASI va a finanziare, demandando questo adempimento al bilancio di previsione. Si tratta della usuale sottovalutazione degli aspetti gestionali che dovrebbero essere alla base delle scelte di una corretta e razionale politica finanziaria. Sul punto il regolamento IUC, all’articolo 40, rimanda all’allegato “C” con il quale “sono individuati i servizi indivisibili forniti dal Comune ed alla cui copertura la Tasi è diretta”.

L’allegato quindi propone un elenco di servizi, senza però far capire:

 1.- se secondo l’Amministrazione l’elenco comprende tutti i servizi indivisibili offerti dal Comune;

2.- se sono soltanto i servizi indivisibili i cui costi che verranno coperti con la TASI a prescindere dai punti precedenti;

3.- qual è il costo complessivo dei singoli servizi e qual è la percentuale di copertura di tali costi che si prevede di coprire con la TASI.

 Quest’ultima osservazione in realtà palesa il punto debole di tutta la manovra, e cioè il fatto che la delibera sulla TASI non contiene neppure un numero:

1.- nessuna stima del gettito;

2.- nessuna stima dei soggetti eventualmente esenti grazie alle detrazioni previste;

3.- nessun raffronto con la platea di prime case percossa dalla vecchia IMU (sia in versione 2012 o in versione 2013).

E’ stata, quindi, introdotta una nuova imposta che sicuramente colpirà soggetti che lo scorso anno erano esenti Imu, senza sapere neppure approssimativamente quale sarà l’impatto sui contribuenti.

Tra l’altro, come accennato, il Regolamento potrebbe essere passibile di illegittimità in quanto la norma di riferimento (comma 682 L. 147/2013) stabilisce senza ambiguità che con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 52 del Decreto Legislativo n. 446 del 1997, il Comune determina la disciplina per l’applicazione della IUC, concernente tra l’altro per quanto riguarda la TASI:

 1) la disciplina delle riduzioni, che tengano conto altresì della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l’applicazione dell’ISEE;

2) l’individuazione dei servizi indivisibili e l’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la TASI e’ diretta.”

La circostanza, peraltro, è richiamata anche dal Segretario generale nelle osservazioni alla delibera.

Quanto all’individuazione – in generale – dei servizi cosiddetti indivisibili non c’è un criterio stabilito da atti normativi. Per esclusione, quindi, vengono considerati servizi indivisibili tutti gli i servizi forniti alla collettività per i quali non è attivo alcun tributo o tariffa o provento a specifica destinazione.

Cioè il criterio finanziario prevale su quello economico: non necessariamente il servizio indivisibile deve essere diretto indistintamente all’insieme dei cittadini.

Pertanto non possono sicuramente entrare nel novero dei servizi indivisibili servizi quali la nettezza urbana o la mensa scolastica. Tipici servizi indivisibili sono, invece, il verde pubblico, l’illuminazione, servizi amministrativi come anagrafe ed elettorale, ma secondo il criterio visto, anche alcuni servizi sociali possono essere inseriti tra quelli indivisibili, sebbene siano assolutamente “divisibili”.

 Per fare due conti:

  • nel 2012 a napoli l’aliquota imu sulle prime case era il 5 per mille con una detrazione fissa di 200€ e una variabile di 50€ per ogni figlio minore di 26 anni;
  • nel 2013 le prime case erano esenti IMU (a parte i pochi spiccioli del pasticcio mini-imu che credo ben pochi abbiano versato). In questo caso, però, per un corretto raffronto, occorrerebbe tenere conto, dell’addizionale di 3 cent per mq destinata alla copertura dei servizi indivisibili che l’anno scorso venne imposta sulla TARES e che quest’anno è stata virtualmente trasfusa nella TASI.

Quindi, per una prima casa di 100 mq e 719 euro di rendita – famiglia-tipo di due coniugi con due figli abbiamo:

imu 2012

719€ (rendita catastale) X 160 (moltiplicatore fisso) = 115.040 euro (base imponibile imu)

115.040 X 5/1000 (aliquota) = 572 euro (imposta lorda)

572 euro – 300€ (detrazioni totali) = 272 euro (imposta da versare)

IMU 2013

IMU = 0€

addizionale TARES = 100 mq X 0.3 = 30€ (imposta da versare)

tasi 2014

115.040 euro (stessa base imponibile IMU) X 3.3/1000 = 380 euro (imposta lorda)

380€ – 100€ (detrazioni totali) = 280 € (imposta da versare)

pertanto:

se facciamo il raffronto con il 2012 la famiglia-tipo presa in esame paga per la TASI poco più che per l’IMU;

se facciamo il raffronto con il 2013 la differenza, nel caso in esame, è molto consistente.

Intendiamoci: il ragionamento visto sopra vale per quel tipo di contribuente non in assoluto.

Se prendessimo il caso di una prima casa di 60 mq – rendita 280 € – con nucleo familiare di una sola persona avremmo invece:

IMU 2012:  24 euro

addizionale 2013: 18 euro

TASI 2014: 0 euro

Ovviamente il tutto salvo errori o omissioni e salvo che la materia è un groviglio di acronimi di cui se non fosse stato per Stefano non ci avrei capito molto … ma a pensarci pene ho ancora molti dubbi!!!

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Questa voce è stata pubblicata il 23 Mag 2014 da in Napoli con tag , , , , , , .
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