Gennaro Esposito

Alza la Testa

La Giustizia Sociale ed i grumi di potere

imagesTutti coloro che amministrano la cosa pubblica devono avere il coraggio di rompere i grumi di poteri e di privilegio che drenano linfa vitale al paese. Questo è il presupposto per essere credibili ed essere buoni amministratori. Non esistono né parenti né amici degli amici né consorterie di sorta!! Il bene e l’interesse pubblico innanzitutto. Chi oggi ha una posizione di privilegio nello sfruttamento delle risorse comuni deve cedere il passo all’interesse generale retribuendo equamente i cittadini rappresentati dalle istituzioni. Coloro che hanno approfittato della incompetenza degli amministratori o peggio hanno assunto posizioni di privilegio con la complicità degli amministratori compiacenti o deboli, hanno il dovere di riequilibrare i rapporti di sfruttamento delle risorse comuni in ossequio al principio di solidarietà e di giustizia sociale. Gli amministratori hanno l’obbligo di rendere pubblici tutti gli squilibri esistenti nello sfruttamento dei beni comuni, affinché i cittadini sappiano chi sono le “sanguisughe” ed i responsabili abbiano a vergognarsene. La mia esperienza nell’amministrazione pubblica mi dimostra che questa strada è molto impervia ed ostacolata, ma non ne vedo altra non vedo un altro modo per onorare il mandato conferito, non vedo altra soluzione. Ciò comporta una sovraesposizione proprio verso i potenti, verso coloro che comandano, ma chi non ha la spinta etica e morale per fronteggiare la sfida, oppure è avvezzo ad ossequiare il potere, non ci provi neppure ad assumere un impegno e se l’ha assunto si ritiri, la sua debolezza è di danno alla collettività.

2 commenti su “La Giustizia Sociale ed i grumi di potere

  1. Ezio Lucchese
    11 maggio 2013

    È tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto, che avete disonorato disprezzandone tutte le virtù e profanato con ogni vizio; siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli. Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Il mio cavallo crede più di voi; l’oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi? È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene del Commonwealth? Voi, sporche prostitute, non avete forse profanato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con immorali principi e atti malvagi? Siete diventati intollerabilmente odiosi per un’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia! Basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave.
    In nome di Dio, andatevene! (Oliver Cromwell)

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Questa voce è stata pubblicata il 24 febbraio 2013 da in I Principi con tag , , , , , .
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