Gennaro Esposito

Alza la Testa

Napoli Svelata Imbrattata

NAPOLI. Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina. Il nostro patrimonio urbano è un regalo che ci hanno lasciato i nostri avi, distruggerlo, imbrattarlo o, in vario modo, danneggiarlo è un crimine verso l’umanità e verso le generazioni future. Le Istituzioni hanno l’obbligo di tutelarlo e conservarlo. Il nostro compito, di fortunati abitanti di questi luoghi, è quello di rispettarlo! Se guardiamo i centri storici delle altre città Italiane non notiamo questo degrado urbano connesso a comporetamenti criminali di persone che non hanno la percezione del danno urbano e monumentale che stanno provocando. I Napoletani ormai non ci fanno neppure più caso, i nostri figli sono abituati al degrado e le generazioni future si cureranno ancora meno della Città. Occorre un mutamento Culturale. La Città non è un Bene di Consumo!

Un commento su “Napoli Svelata Imbrattata

  1. Luciano Licciardi
    10 maggio 2018

    LA GRANDE MUNNEZZA

    Ci fu un tempo in cui uomini provenienti da terre lontane furono irresistibilmente attratti dalla bellezza di questa terra. Furono Greci e Romani, Normanni ed Angioini, Svevi ed Aragonesi che, oltre a prendere , ci regalarono la loro la bellezza.
    Cominciò così una narrazione che dura da 2700 anni. , un racconto tormentato che forse potremmo ascoltare, se avessimo la leggerezza d’animo e la fantasia , cioè la capacità di creare, semplicemente accostando l ‘orecchio alle nostre pietre .
    E’ una storia che compose la nostra “ Grande Bellezza “.
    Ma tutto questo non ci interessa, non ci appartiene : alla “ Grande Bellezza ” preferiamo la “ Grande Munnezza “.
    E sappiamo tutti che “ munnezza “ non è solo nu sacchett’ ‘ e fetenzia!
    Nel corso del tempo abbiamo maturato una grande forza che ci ha fatto adattare a tutto, che ci ha regalato la nostra normalità e che ,sereni, ci consente di posare a sera la testa sul nostro cuscino.
    Questa forza che divora la dignità e distrugge il tuo orgoglio si chiama “ indifferenza” ed ogni giorno ci solleva dal gravoso peso dello scuorno.
    E allora grazie a tutti : ai cari concittadini che fanno finta di non vedere; al nuovo che avanza, i giovani, che gaiamente si omologano e disinvoltamente passano oltre ; ai commercianti che ci riempiono la vita e la piazza di ogni tipo di schifezza ; alle istituzioni troppo impegnate a gestire il potere lontane dai propri doveri; ai cosiddetti intellettuali che tacciono dopo aver riempito la propria bocca di inutili parole : dopo tutto è meglio non esporsi , guardiamoci le spalle, teniamo famiglia!
    Forse abbiamo dimenticato qualcuno, ce ne scusiamo, ma non preoccupatevi ce n’è per tutti : puttane e camorristi, guappi, preti e professionisti ,mariuoli e scippatori, zandraglie e vu cumpra’. Grazie a tutti lor signori in questa lota ci sguazziamo tutti !
    La nostra coscienza, però, è pulita, non avvertiamo il rimprovero di alcun grillo parlante, ci sentiamo assolti : è sempre colpa di altri, il male è altrove,non ci appartiene, forse, chi sa, viene dall’altra sponda del mare: sarà colpa dell’uomo nero! In fondo,come ci insegna un’antica saggezza, se vuoi vivere felice devi farti i cazzi tuoi !
    E allora?
    Simm ‘e Napule paisà : tenimmancella sta munnezza ,ballammce dinto , pensamm a Maradona e ‘o campionato, magnammece a pizza ,a mozzarella e ‘o casatiello e, se vulite, doppo ,in bòna cumpagnia e chine d’alleria , ce bevimmo na bella tazza ‘e surore ‘ e uàllera , accussì, tanto pe gradì . Poi cu tutta sta chienezza, mbriache e senza pensiero,dinto ò cesso ,pecchè tutto a nuie ce dice, c’ ‘a dignita’ ‘o mazzo c’ annettammo
    E accussì, illuso, abbunato e lamentuso è chillo che pensa ancora ca purtroppo “ a nuttata adda passà ” e, co còre scorticato e cu na voce dinto ‘e recchie che ll’ rìce “ Comm’ ‘e ddoce, comm’ ‘e bella ‘a città ‘e Pullecenella “ , speranzoso crére che però ce resta sempre ‘o tiempo pè se scetà.

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