Gli Incapaci professionisti dello Sport

Il Mattino di Napoli ieri ricostruisce lo stato pietoso dell’Impiantistica Sportiva napoletana (clikka); oggi leggo i buoni auspici dell’Assessore allo Sport su Il Mattino di Napoli (clikka) e non posso fare a meno di farmi delle semplici domande:

Voi affidereste di nuovo la vostra casa ad un’impresa che in 6 anni non è stata in grado di ristrutturarla, costringendovi a dormire sotto i ponti? Perché dovremmo credere che dopo 6 anni di malgoverno dell’impiantistica sportiva le cose possano cambiare?

Per sgombrare il campo è il caso di dirlo forte: Il problema non è la mancanza di soldi, affatto! Nello sport i soldi, sarebbero venuti dallo sport, se solo fossero state liberate le risorse e le energie che lo animano. In questi anni ho sentito proposte provenienti dagli sportivi assolutamente valide.

La mia indignazione è proprio questa: I Napoletani perseverano nel credere che siano avvinti da un destino ineluttabile, non credono di essere artefici del proprio destino. La riscossa del popolo napoletano, sono convinto, potrà partire non da pseudorivoluzioni della domenica, di qualunque colore essi siano, ma dalla consapevolezza che il destino non è ineluttabile, dalla capacità di essere comunità che cura i propri interessi per non lasciare macerie ai nostri figli ed alle prossime generazioni. Possibile che dopo 6 anni di gestione De Magistris si ha ancora il coraggio di non ammettere i propri errori e le proprie responsabilità? Se non si è capaci di riconoscere i propri errori, si sarà poi in grado di evitare di commetterne altri?

Il Blitz di Fine Anno: I Bandi degli Impianti Sportivi Napoletani

palavesuvioCondivido con Voi lo schema del bando di gara per l’affidamento degli impianti sportivi (clikka) emesso dal Dirigente del Comune di Napoli il 29.12.2016. In sostanza il Comune di Napoli si appresta ad assegnare i più importanti impianti sportivi cittadini senza passare dal Consiglio Comunale. La modalità scelta dal Comune, infatti, è tutt’altro che partecipazione e democrazia con l’aggravante di aver espropriato il Consiglio Comunale e le Commissioni da qualsivoglia ruolo nella importante vicenda. La tecnica è stata quella che qualche volta sono riuscito a bloccare in Consiglio Comunale quando ero Consigliere. In sostanza questa scelta la si è inserita della cd. Relazione Previsionale e Programmatica (RPP) composta di migliaia di pagine consegnata nell’imminenza della citazione e che non legge mai nessuno, anche perché sarebbe impossibile e che accompagna il bilancio previsionale triennale 2015/2017, proposta in blocco e sottoposta ad una approvazione senza dare la possibilità ai consiglieri di poter modificare alcunché.  In sostanza un vero e proprio blitz dell’amministrazione che spero il cd. Controllo Popolare “di fiducia” dell’amministrazione controlli!

La scelta  che, invece, ho sempre sostenuto, in un’ottica di democrazia e partecipazione e stata quella di scrivere, insieme alle realtà sportive un regolamento per l’uso e la gestione degli impianti sportivi (clikka) che proposi per l’approvazione ma che, purtroppo, non venne neppure calendarizzato dalla passata consiliatura (in politica vige il principio che se hai fatto una cosa tu, anche se è buona, noi la bocciamo perché non l’abbiamo fatta noi!)

Ad ogni buon conto le domande ad una prima lettura sono queste: 1) tutti gli impianti dal punto di vista economico sono trattati allo stesso modo senza alcuna distinzione. Ad esempio la piscina Galante a Scampia ho la stessa valutazione economica della piscina Poerio, a Chiaia (€. 19.500,00) e non si capisce il perché, questione, peraltro, già segnalata a suo tempo più volte all’amministrazione (clikka)! 2) che fine faranno le 30 domande corredate di progetto di gestione presentate al Comune ai sensi della legge 147.2013, ed in virtù di espressa delibera costati decine di migliaia di euro alle associazioni? 3) per il Palavesuvio di Ponticelli si è scelto di accorpare tutte le aree esterne comuni al palazzetto INDOR per il quale è stata presentata una proposta per farci sport (secondo me poco) e molti concerti. Una volta, infatti, ho partecipato ad una riunione sul tema e si disse chiaramente che quando si sarebbero tenuti i concerti tutte le attività sportive dovevano sospendersi così come accade per lo stadio san paolo; 4) perché non si è scelto di condividere il percorso con associazioni, CONI e Federazioni? 5) come si concilia l’affidamento con l’intervento pubblico per quegli impianti che saranno scelti per le Universiadi?; 6) la durata di 7 anni del contratto sarà sufficiente ad ammortizzare gli investimenti per la sistemazione degli impianti? 7) è pienamente rispetta la vigente legge regionale sullo sport neppure citata?

Ovviamente queste sono le prime impressioni, mi aspetto che il mondo dello sport dica qualcosa … per lo meno per orgoglio.

RAMA CLUB: Impianti sconosciuti al Comune di Napoli

RamaClubTal volta mi chiedo chi me lo fa fare. Ci sono situazione che durano indisturbate da anni e nessuno ne parla all’insegna del “laisser faire” solo che a Napoli tale impostazione è quella di default. Già altre volte ho avuto modo di imbattermi nella questione dell’uso “indisturbato” degli immobili comunali che involge, addirittura, anche l’uso dello Stadio San Paolo per il quale ho dovuto ricorrere alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti (clikka) per ottenere il pagamento degli arretrati pari €. 6.230.000,00, incassati nel febbraio 2014, solo grazie alla denuncia, non avendo trovato alcun amministratore pubblico nella giunta, sindaco compreso, che avesse il coraggio di affrontare la questione così come andava affrontata.

In queste circostanze ritengo utile rendere pubblico ogni cosa affinché i cittadini sappiano e si possano formare una idea di ciò che si può fare nel Comune di Napoli, se solo si attuassero le minime regole di buona amministrazione! Ebbene, mi sono di recente imbattuto nella vicenda “RAMA CLUB” un complesso impianto sportivo che è nel quartiere Fuorigrotta, al Viale Giochi del Mediterraneo. Non ci credereste mai, ma l’intero impianto, composto di 13 campi di Tennis e di Calcetto, coperti e scoperti, è un bene Comunale, solo che il Comune non ne sa nulla almeno fino al 2012!

L’impianto è molto conosciuto ed ho scoperto che molti cittadini napoletani ci hanno per lo meno una volta giocato a calcetto, a tennis o ci hanno accompagnato i propri figli a giocare a pallone per una festa di ragazzini.

Essendo venuto a conoscenza della vicenda per vie traverse, il 1 aprile scorso, come una sorta di pesce di aprile, ho chiesto lumi all’amministrazione ed ho scritto una lettera (clikka) sia al Sindaco sia all’assessore che ai servizi. La cosa ovviamente mi ha meravigliato perché in seguito ad una riunione ho acquisito una Relazione della Polizia Locale, addirittura del 14.12.2012 (clikka), in seguito alla quale non si è avuta alcun altro atto (?). Ho recuperato anche il frontespizio di una Delibera del 1969 (clikka). Orbene, da tali atti si capisce che l’impianto fu realizzato nel 1969 e dato in concessione al CONI solo che poi se ne sono perse le tracce e nessun progetto sportivo/sociale pare sia stato mai portato avanti. Sembrerebbe che si pratichi solo sport commerciale per farci un bel po’ soldi e basta. Il CONI, infatti, pare l’abbia affidato alla Federazione Italiana Tennis (FIT), che poi a sua volta, l’ha affidato all’associazione RAMA CLUB per il canone mensile di €. 3.443,22 oltre IVA senza che il Comune di Napoli ne sapesse nulla né incassasse nulla e nonostante il divieto di subconcessione! Mi chiedo e Vi chiedo: è possibile tutto questo? E’ possibile che in seguito ad una relazione dettagliata del 2012 nessuno si sia preso la briga di chiedere lumi e ragioni e di far dichiarare dai servizi il recesso dal rapporto anche per il divieto di subconcessione?

Ora per una questione simile, ma più piccola, che ha riguardato lo sfruttamento di un’area in proprietà comunale come garage (clikka), con conseguente pericolo dei bambini di una scuola materna ed elementare, sono intervenuti in ordine, un Parlamentare della Repubblica Italiana, un assessore del Comune di Napoli, un consigliere comunale e due municipali, immagino che per la questione oggi sollevata e che non ha trovato dal 2012 ancora alcuna risposta, interverrà il Presidente della Repubblica per illustrarmi l’attività sociale svolta dal centro che sicuramente, sono convinto, svolgerà.

Eppure pensiamo quanti ragazzini e bambini avrebbero potuto usare l’impianto mediante accordi di salvaguardia e promozione sportiva e sociale affinché si rispettasse la destinazione pubblicistica del bene che il Comune di Napoli dal 1969 fino ad oggi ha omesso di far rispettare.

Ovviamente spero non dovremo aspettare che intervenga la magistratura un’altra volta per aggiustare queste macroscopiche storture amministrative così come accaduto per il Calcio Napoli e per il Garage sotto i piedini dei bambini della scuola materna.

Ora mi chiedo se la Politica non serve all’amministrazione a cosa serve? Forse sarebbe anche ora di dire BASTA!

Tal volta mi sento un po’ come il Vigile Urbano, Otello, impersonato da Alberto Sordi in un noto film del 1960!

il  patrimonio comunale una questione di giustizia sociale (clikka)

I costi dello Stadio San Paolo e la gestione degli altri Impianti sportivi

stadioSabato 9 agosto scorso la Giunta del Comune di Napoli si è dedicata allo sport emettendo tre delibere, due dedicate allo Stadio San Paolo con le quali, sono stati previsti lavori per altri 150.000,00 €. per rifare bagni e copertura e l’altra per dare un indirizzo al mondo sportivo interessato alla gestione degli impianti che, come si sa, tranne rare eccezioni, sono in pessime condizioni.

Contrariamente a quel che pensano molti, il Comune di Napoli per far giocare la squadra cittadina al San Paolo spende molti soldi e le delibere di questo tipo non sono isolate anzi sono ormai la regola (clikka).

Lo Stadio, è bene ribadire che, tranne il campo di gioco, è completamente a carico dei cittadini napoletani e, forse, è per questo motivo che il patron del Napoli non ha alcuna intenzione di mettere mano a qualsivoglia rinnovo della convenzione poiché nello stato attuale, i costi sono a carico della collettività, mentre gli utili sono in favore della società calcio napoli. Una condizione assolutamente invidiabile per qualsivoglia altro “imprenditore del pallone”.

Quanto alla gestione degli altri impianti sportivi la Giunta ha assunto l’indirizzo emerso in due convegni organizzati da noi il 24 giugno (clikka) ed il 14 luglio scorsi (clikka) nei quali abbiamo trattato proprio il tema della legge 147/2013, nata come legge sugli stadi. Questa legge, infatti, potrà essere utilizzata da quanti oggi si trovano nella gestione dei grandi impianti realizzati con la legge 219/1981 e per i quali la concessione CONI è ormai scaduta e non rinnovata. Ovviamente, occorrerà fare in modo che si mantenga il giusto equilibrio tra l’interesse pubblico all’uso collettivo degli impianti e quello degli investimenti necessari alla  corretta manutenzione.

Da Repubblica Napoli del 10.08.2014

ANTONIO DI COSTANZO

Soldi per il San Paolo e impianti ai privati

LA CONVENZIONE con il Napoli calcio ancora non c’è e quindi tocca al Comune riparare i servizi igienici del San Paolo. Costo dell’intervento intorno ai 150 mila euro, tutti a carico di Palazzo San Giacomo. Il Comune annuncia anche l’avvio di lavori di «adeguamento funzionale» della copertura dell’impianto di Fuorigrotta.

Restailing al San Paolo e 100 impianti sportivi in gestione ai privati

Dal Comune 150 mila euro per bagni e la copertura dello stadio. Manca ancora la firma alla nuova convenzione con il Napoli

IPROVVEDIMENTI sono contenuti in due delibere approvate nella tarda serata di venerdì. Si tratta di delibere “fuorisacco” arrivate in giunta poche ore prima dell’approvazione, tanto che neanche il Napoli calcio ieri sapeva di questi nuovi lavori al San Paolo. Quella della inadeguatezza della copertura è una storia vecchia, che risale agli anni Novanta quando per i Mondiali l’impianto fu “ingabbiato”. La pesante struttura in ferro ha creato spesso dei disagi, tanto che è stato ipotizzato più volte di rimuoverla senza mai riuscirci. Come ancora non è stato trovato l’accordo con la società di Aurelio De Laurentiis, nonostante i ripetuti annunci del sindaco Luigi de Magistris, sulla gestione del San Paolo dopo che la convenzione è scaduta.

Da Palazzo San Giacomo, invece, via libera alla delibera che dà la possibilità ai privati di prendere in gestione gli altri impianti sportivi cittadini in linea con quanto previsto dall’ultima legge finanziaria e con «lo scopo di valorizzarli anche attraverso operazioni di riammodernamento », afferma il Comune che sarà affiancato da “Coni Servizi” per la valutazione degli studi di fattibilità. In pratica chi vorrà ottenere l’uso degli impianti dovrà impegnarsi anche nei lavori di ristrutturazione e manutenzione.

L’obiettivo è quello di recuperare oltre cento strutture sportive comunali che saranno affidate alle società che «garantiranno la massima partecipazione e fruizione da parte dei cittadini alle attività sportive e ludico-sportive». Non dovrebbero rientrare nel programma il Palabarbuto, la piscina Scandone, il parco Virgiliano e le palestre del polifunzionale di Soccavo. Sarà istituito anche un “fascicolo del fabbricato” per gli edifici sportivi. Le associazioni interessate potranno rivolgersi direttamente all’ufficio tecnico progettazione realizzazione e manutenzione impianti sportivi del Comune.

«Questa poteva essere una buona soluzione anche per lo stadio San Paolo — afferma Gennaro Esposito, consigliere comunale di Ricostruzione democratica — invece, a convenzione scaduta, andiamo avanti a piccoli interventi. Avremmo dovuto risolvere già da tempo questa situazione».

Esposito, ex presidente della commissione sport lancia anche un appello alle associazioni sportive: «Il mondo dello sport si svegli proponendo dei modelli di gestione soprattutto per gli impianti della legge 219 che hanno fatto di Napoli una delle madri dell’atletica con tante medaglie conquistate ». Intanto, è polemica sullo stadio Collana dopo la decisione della Regione di pubblicare un bando per assegnare lo storico impianto del Vomero. Sulla vicenda è durissimo Mario Coppeto, presidente della quinta municipalità: «Il governatore Stefano Caldoro ritiri il bando per l’assegnazione ai privati dello stadio Collana, pubblicato a fine luglio mentre era ancora in corso la trattativa tra la Regione, proprietaria dell’impianto, il Comune e il Coni». Coppeto chiede a sindaco e governatore di «convocare subito un tavolo con la municipalità per bloccare il bando e trovare insieme una soluzione per garantire lo sport a costi sociali come avviene adesso. Il Collana — conclude il presidente della Municipalità — è l’unico impianto sportivo pubblico del Vomero, sarebbe un grave danno al quartiere e alla città darlo ai privati».

Convegno su enti locali e gestione degli impianti sportivi

sanpaoloConsiglio Comunale

Gruppo Consiliare “Ricostruzione Democratica”

Lunedì 23 giugno 2014, ore 10.00

Sala Nugnes – Palazzo del Consiglio Comunale – Via Verdi 35

 ENTI LOCALI E GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

FUNZIONE PUBBLICA E SUSSIDIARIETÀ NELLA GESTIONE PUBBLICA DEL PATRIMONIO SPORTIVO

 I^ Sessione

            Appare sempre più urgente riprendere la riflessione e il confronto sull’impiantistica sportiva nella nostra città: ad oggi, sono ancora tutte aperte ed in attesa di definizione le questioni inerenti gli impianti ex Legge n. 219/81, la convenzione con la Società Sportiva Calcio Napoli ed il recupero funzionale dello Stadio San Paolo, l’approvazione di un nuovo regolamento d’uso degli impianti sportivi comunali, la ricostruzione del Palazzetto dello Sport “Mario Argento”, ecc. .

           La Legge 27 dicembre 2013 n. 147 (Legge di stabilità 2014 – art. 1, commi 303-304-305 – “recupero e sviluppo dell’impiantistica sportiva, sicurezza e fruibilità, semplificazione delle procedure amministrative e modalità innovative di finanziamento), la Legge Regionale della Campania 25 novembre 2013 n.18, possono favorire un confronto operativo su modelli di gestione e modalità di affidamento.

           A tal fine, Lunedì 23 giugno 2014, presso la Sala Nugnes del Palazzo del Consiglio Comunale di Napoli in Via Verdi 35, si terrà una prima “SESSIONE di STUDIO” su “Enti Locali e Gestione degli Impianti Sportivi: Funzione Pubblica e Sussidiarietà nella Gestione Pubblica del Patrimonio Sportivo”.

 PROGRAMMA

 Sessione Mattutina

 ore 10.00                     saluti istituzionali e introduzione

 coordina e modera Avv. Gennaro Esposito, Consigliere Comunale già Presidente della Commissione Sport del Consigli Comunale di Napoli.

 Interventi Preordinati

ore 10.30    Dr. Enzo Marra, Ufficio Sudi e Consulenze CONI Campania – Dr.ssa Anna Lecora, segretario Comune del Comune di Formia

                  “La sussidiarietà nella gestione pubblica del patrimonio sportivo”

ore 11.00  Alessandro Fucito, Assessore al Patrimonio del Comune di Napoli

ore 11.30    Prof. Angela Cortese, Consigliere Regionale, Segretario VI^ Commissione Consiliare, Relatrice di minoranza Legge Quadro sullo sport della Regione Campania (L.R. n.18/2013)

“La Legge Quadro sullo Sport della Regione Campania e lo sviluppo dell’Impiantistica Sportiva”

ore 12.00    Avv. Paolo Trapanese, Presidente FIN – CR Campania, campione olimpico:

    “Federazione Italiana Nuoto e Società Affiliate: Esperienze Gestionali in ambito territoriale ed Ipotesi di Lavoro”

 ore 12.30    Prof. Davide Tizzano, Vicepresidente Nazionale FIC, campione olimpico

ore 12.45    Dr. Attilio Auricchio, Capo di Gabinetto del Sindaco di Napoli, Direttore Generale del Comune di Napoli

ore 13.15    Dr. Giuseppe Ranieri, CONI Servizi spa, ICS – Istituto per il Credito Sportivo, Ref. Campania

                  “Legge 27 dicembre 2013, n. 147 e modalità innovative di finanziamento

                  per il recupero    e sviluppo dell’impiantistica sportiva”

ore 13.30    Arch. Mario Martorano,

                  “Legge 27 dicembre 2013 n. 147: progetto preliminare,

                  pubblico interesse e profilo urbanistico piani di fattibilità”

ore 14.00    Coffee Break

 Sessione Pomeridiana

ore 14.15    Ing. Andrea Esposito, Dirigente Progettazione, Realizzazione e Manutenzione Impianti Sportivi Comune di Napoli

Esperienze Gestionali, Proposte ed Ipotesi di Sviluppo Impiantistica Sportiva”

 

ore 14.45    Maestro Gianni Maddaloni, presidente ASD Star Judo Club

 “Il Centro Sportivo di Scampia ed il Sogno delle caserme dismesse”

 ore 15.00    Prof. Giuseppe Marmo, presidente ASD Kodokan Club Napoli

                  “Lo sport, il Real Albergo dei Poveri e la Città dei Giovani”

 ore 15.15    Interventi Federazioni Sportive Nazionali e Società Affidatarie Impianti ex Legge n. 219/81

 FIN – FIP – FIPAV – FIDAL – Associazione Centro Ester -Ente Morale

FIJLKAM – Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali

Aldo Nasti, Presidente CR Campania – Raffaele Parlati, Presidente A.S.D. Nippon Club

FIN – Federazioni Italiana Nuoto

                  ASD Circolo Canottieri Napoli

                  CN Posillipo                        

                  ASD Rari Nantes Napoli

                  ASD Acquachiara Ati 2000

                  ASD Sporting Nuoto Club

                  Consorzio AquaGis

                  ASD Aquila Nuoto

                 FGI – Federazione Ginnastica d’Italia – Prof. Rosario Pitton, Vice presidente Nazionale

                  Prof. Michele Sessa, Presidente CR Campania – Prof. Aldo Castaldo, Vicepresidente CR

                  Campania, Presidente ASD Ginnastica Campania 2000

                  FIP – Federazione Italiana Pallacanestro –      Prof. Manfredo Fucile, Presidente CR Campania –

                  Dr. Roberto Erricchiello, Presidente ASD Collana Basket                        

                  FIPAV – Federazione Italiana Pallavolo

                  Avv. Ernesto Boccia, Presidente CR Campania – Dr. Umberto Capolongo, Presidente CP Napoli

                  FIDAL – Federazione Italiana Atletica Leggera

                  Dr. Sandro Del Naia, Presidente CR Campania – Prof. Corrado Grasso, Presidente CP Napoli

                  Carlo Cantales, Consigliere CR Campania, Pietro Boatta, Resp. Impianti CR Campania

ore 16.00   Interventi Enti di Promozione Sportiva Nazionali

                 A.I.C.S. Associazione Italiana Cultura e Sport

                  Alessandro Papaccio – Presidente CR Campania

                  CSI – Centro Sportivo Italiano

                  Salvatore Maturo, Presidenza Nazionale, Antonio Papa , Presidente CP Napoli

                  UISP – Unione Italiana Sport per Tutti

                  Antonio Mastroianni, Presidente CP Napoli

 ore 16.45 Dibattito

 ore 17.15  Conclusioni Sessione di Studio e Report Proposte Condivise

Impianti Sportivi Cittadini come procedere

consiglioDi seguito l’Ordine del Giorno che ho presentato oggi in Consiglio Comunale e che è stato sottoscritto anche da consiglieri del PD (Borriello ed Esposito), di IDV (Lorenzi, Esposito, Schiano e Beatrice), di Napoli è Tua (Sgambati) e di “Per una Città Ideale” (Marino), Centro Democratico (Pace). L’amministrazione ha chiesto di rinviarne la discussione ed il Sindaco i un colloquio mi ha manifestato di andare avanti con celerità. Spero che si proceda veramente con celerità tenuto conto di quello che è emerso nella riunione della commissione del 12.12.2013.

CONSIGLIO COMUNALE DI NAPOLI

sulla manovra di assestamento 2013

16 dicembre 2013

 Ordine del Giorno

 ai sensi dell’art. 44 del Regolamento Consiliare su

gestione e custodia degli impianti sportivi ex Lege n. 219/1981”

 Premesso che:

 1.- Il Comune di Napoli è proprietario di impianti sportivi realizzati sul territorio cittadino grazie alla legge sul terremoto n. 219/1980 e gestiti dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) giusta convenzioni rep. n. 65753 del 18/07/1996 e rep. n. 74491 del 25/01/2005 ormai scadute.

 2.- Tenuto conto della scadenza delle citate convenzioni CONI alla riunione della Commissione Sport ed Impiantistica Sportiva tenutasi il 12.12.2013 è emersa, ancora una volta, la necessità di provvedere celermente alla custodia ed alla gestione degli impianti al fine di evitare sia la loro vandalizzazione, se abbandonati, sia di disperdere la straordinaria esperienza sportiva e sociale maturata sui territori.

 3.- Il modello di gestione dei citati impianti è stato quello della concessione di uso e gestione ed in virtù del D.Lgs. n. 163/2006 e dell’art. 20 comma 2 e 3 della recente legge Regione Campania 25.11.2013 n. 15, per l’affidamento della gestione a terzi degli impianti sportivi “gli enti pubblici territoriali che non gestiscono direttamente gli impianti sportivi, nel rispetto del principio dell’imparzialità della scelta, affidano la gestione al CONI, al CIP, alle federazioni sportive nazionali, agli enti di promozione sportiva o discipline sportive associate, alle associazioni sportive dilettantistiche iscritte nella sez.ne A prevista nell’art. 11 comma 2 … gli enti pubblici territoriali adottano l’avviso pubblico con le modalità di pubblicità delle procedure di selezione, quale procedura idonea a garantire l’effettiva conoscenza ai soggetti interessati.”

4.- Per consentire una proficua gestione degli impianti occorre procedere con atti di concessione  preceduti da idonei avvisi pubblici ed ai fini della emanazione dei provvedimenti necessari alla preparazione degli atti amministrativi necessari occorre procedere alla qualificazione e descrizione degli impianti definendo la loro rilevanza economica, così come previsto dalla medesima Legge Regionale Campania n. 15/2013, tenendo in particolare considerazione, per la determinazione delle basi di gara, le differenze riscontrabili tra gli impianti sia per il loro attuale stato di manutenzione, sia per la loro localizzazione sul territorio cittadino.

 5.- Nell’assegnazione degli impianti si dovrà valutare la possibilità di prevedere che le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria sia assunte dai futuri gestori cui, eventualmente, concedere la facoltà di detrarre dal canone annuale previsto le opere necessarie al risanamento statico, ristrutturazione e manutenzione straordinaria che saranno approvate dagli uffici tecnici del Comune di Napoli ed inserite nel piano annuale e triennale delle opere pubbliche, prevedendo una durata della concessione di 15 anni, ovvero una durata che consenta il recupero degli investimenti necessari alla anutenzione, ristrutturazione e risanamento degli impianti stessi.

 6.- Nelle more della definizione degli atti amministrativi ed al fine di evitare la dispersione del patrimonio di esperienze sportive occorre che si provveda, in via immediata e provvisoria, a consentire la prosecuzione della gestione e custodia, senza oneri per l’amministrazione, affidandola, se del caso, alle federazioni sportive interessate ovvero ai soggetti, società o associazioni sportive che attualmente si trovano a svolgere l’attività sportiva negli impianti stessi.

 Tanto premesso il Consiglio Comunale in virtù degli espressi poteri conferiti dalla vigente legislazione, invita il Sindaco e la Giunta:

 1) Ad attuare ogni atto necessario alla rapida definizione degli affidamenti degli impianti realizzati con la legge 219/1981 tenendo in debito conto quanto indicato in premessa e sollecitando i Servizi preposti (Gestione Grandi Impianti Sportivi, Patrimonio, Bilancio, Progettazione e Manutenzione Impianti Sportivi, etc.) affinché adottino tutti gli atti necessari alla istruttoria dei provvedimenti di concessione e prevedendo la costituzione di un tavolo tecnico interassessorile anche con la partecipazione del CONI, quale ente pubblico deputato alla promozione e valorizzazione dello sport;

 2) a prevedere nella adozione dei futuri provvedimenti concessori la particolare valorizzazione della esperienza sportiva, sociale ed agonistica maturata sui territori, assicurando l’attuazione dell’interesse pubblico nell’utilizzo dei beni pubblici attraverso l’adozione, da parte dei futuri gestori, dell’obbligo di consentire l’inserimento gratuito nei corsi di pratica sportiva – in orario pomeridiano ed antimeridiano – a cittadini in condizioni di fragilità e di disagio, a rischio di marginalità o di devianza, tenendo conto del cd. “bilancio sociale” nella determinazione dei canoni di concessione;

 3) a considerare –  nella definizione del cosiddetto “bilancio sociale” e nella determinazione dei canoni di concessione pertinenti gli impianti in parola – specifiche agevolazioni tariffarie in funzione del reddito dei cittadini utenti;

i Consiglieri

Cons. Gennaro Esposito

I finanziamenti perduti per gli impianti sportivi napoletani

collanaOggi ho avuto modo di leggere la graduatoria regionale dei comuni ammessi a finanziamento per ristrutturazione degli impianti sportivi e mi sono venuti i brividi non di freddo! Credo che la necessità di ristrutturare e manutenere gli impianti cittadini sia di dominio pubblico, sia perché è necessario che siano adeguate le strutture sia perché è necessario che si attivino in città cantieri e lavoro! Mi hanno colpito le motivazioni del decreto dirigenziale regionale delle esclusioni di cui vi offro in lettura l’estratto (clikka). Su dieci domande di ristrutturazione di importanti impianti cittadini abbiamo avuto dieci rigetti! Delle due l’una o ha sbagliato la Regione oppure ha sbagliato il comune ed i dirigenti che non hanno saputo compilare neppure una domanda, che per loro dovrebbe essere pane quotidiano! Vi offro in lettura anche lo stralcio della graduatoria dei comuni  ammessi a finanziamento (clikka) da cui si può capire di che cifre stiamo parlando. Per chi volesse essere più preciso anche il decreto dirigenziale completo (clikka). Direi che le questioni sono assolutamente attuali e Napoli non si può permettere errori di questo tipo! Occorre che si sfruttino tutti i canali e le linee di finanziamento per cercare di risollevare le sorti della città e se non si inizia con il discorso della imputazione delle responsabilità questa città non ne uscirà. Occorre che tutti facciano il loro dovere dal primo operatore ecologico all’ultimo dirigente del Comune, ivi compresi i politici che troppe volte finiscono per scaricare sui dirigenti colpe amministrative derivanti da malsane azioni politiche che spesso portano a sviare il potere amministrativo verso obiettivi non utili alla collettività o non raggiungibili. Oggi sono sempre più convinto che i politici “puri” non servono alla causa ovvero non servono proprio! Occorrono politici che oltre ad essere “mediatori politici” abbiano anche una visione amministrativa e la capacità di capire se il procedimento amministrativo rappresentato dal dirigente o dal funzionario di turno sia in grado di perseguire l’obiettivo; occorrono politici in grado di capire se il dirigente sbaglia, oppure se il dirigente sta frapponendo intralci al raggiungimento dell’obiettivo, tal volta per eccesso di prudenza, aggravando il procedimento; occorrono politici che siano in grado di immaginarsi il percorso amministrativo che si deve mettere in piedi per raggiungere l’obiettivo. Occorre la vecchia scuola di partito che riusciva a far discutere gli operai di Hegel (come dice una mia cara amica!).

La piaga degli affidi diretti

sanpaoloIl tema della imparzialità della P.A. passa attraverso i bandi pubblici e le procedura di evidenza pubblica. Ogni volta che si deve decidere a chi dare un bene pubblico ovvero a chi affidare un servizio pubblico o dare un contributo, per evitare qualsivoglia sospetto e rispettare la legge nazionale ed europea, occorre procedere con bandi e gare a cui tutti devono avere la possibilità di partecipare senza se e senza ma! Noi di Ricostruzione Democratica quando incontriamo un caso di mancata osservanza della normativa dei bandi e procedure di evidenza pubblica (Dlgs. 163/2006) non fondata su precise e comprensibili cause ammesse dalla legge, sembrerà strano, ma ci scandalizziamo e ci indignamo! Pensiamo che chi amministra deve essere come la moglie di cesare al di sopra di ogni sospetto. Ciò, inoltre, credo favorisca anche il mercato perché la libera e pari concorrenza di tutti i cittadini e gli operatori è garanzia affinché solo i migliori possano vincere ed inoltre assicura la migliore collocazione del bene nell’interesse pubblico. Ecco alcuni esempi che mi sono capitati sotto mano tra la passata e la presente amministrazione:   Affido diretto scandone2012 (clikka) affido diretto scandone2011 (clikka) affido diretto collana 2011 (clikka) affido diretto polifunzionale 2011 (clikka). Da notare che gli affidi della passata amministrazione sono tutti adottati nella prossimità della scadenza del mandato. In questi giorni stiamo anche pensando che per lo Stadio San Paolo per evitare il consolidamento di posizioni contrattuali forti si potrebbe pensare di mettere a bando tutti i servizi connessi all’uso che verrebbe in ogni caso riservato alla massima squadra: buvette, palestre, parcheggi (allo stato non utilizzati), are commerciali, pubblicità e sponsorizzazioni, etc etc, andando verso un modello di gestione mista tra società calcio napoli ed altri privati che potrebbero offrire di più.

Per comprendere tutto il tema vedi pure

https://gennaroespositoblog.com/2013/05/25/scandone-palabarbuto-e-polifunzionale/

https://gennaroespositoblog.com/2013/05/22/i-cittadini-lo-sport-e-gli-impianti-sportivi-comunali/

https://gennaroespositoblog.com/2013/04/09/il-patrimonio-comunale-una-questione-di-giustizia-sociale/

https://gennaroespositoblog.com/2013/05/25/chi-ha-guadagnato-con-bruce-springsteen/

Scandone, Palabarbuto e Polifunzionale

soccavo polifunzionaleNell’ottica della più ampia trasparenza dell’azione politico/amministrativa che sto conducendo per assolvere al mio mandato di Consigliere Comunale metto a disposizione la relazione (clikka) che ho redatto in seguito al sopralluogo che ho condotto presso gli impianti Scandone, Palabarbuto e Polifunzionale di Soccavo. Una piccola considerazione: dopo due anni di amministrazione credo siamo ancora lontanissimi dalla trasparente, afficace ed efficiente gestione di queste strutture.

Spesso mi chiedo se servirà mai a qualcosa ciò che sto facendo. Durante questi due anni ho la sensazione che ognuno tende a mantenere le sue posizioni di privilegio, conquistate non si sa in che modo, fregandosene del bene e dell’interesse pubblico e sopratutto senza vergognarsene tanto che penso che la vergogna è un sentimento sconosciuto ai napoletani.

Consiglio la lettura del documento che è interessante per chi vuole essere cittadino.

vedi anche sui sopralluoghi:

Sopralluogo sullo stadio Collana, San Paolo e Piscine napoletane (clikka)

I Cittadini lo sport e gli Impianti Sportivi Comunali

sanpaoloNel corso della mia attività di presidente della commissione Sport ed Impianti Sportivi, per la quale ho rassegnato le dimissioni per sopraggiunti motivi politici (clikka), ho condotto una serie di sopralluoghi che credo siano di interesse per i cittadini e che, pertanto, offro in visione affinché ognuno si possa fare la sua opinione e possa contribuire all’azione politico/amministrativa sul territorio del nostro comune:

relazione sullo stadio san paolo (clikka)

I relazione sugli impianti sportivi natatori (clikka)

II relazione sugli impianti sportivi natatori (clikka)

relazione stadio collana

vedi anche:

le sorprese dello stadio san paolo

stadio san paolo e calcio napoli

quanto ci costa il calcio

Il patrimonio comunale una questione di giustizia sociale!

posillipoHo iniziato la mia esperienza amministrativa pensando di dover fare una “rivoluzione”, si una rivoluzione della normalità. Ho cercato e sto cercando in tutti i modi di fare il possibile affinché si attuino i principi di buona, imparziale e corretta amministrazione. Con le condizioni economiche pietose nelle quali versa il Comune credo sia un obbligo per un buon amministratore cercare di far pagare ciò che è giusto a coloro che sfruttano i beni pubblici, quando lo sfruttamento penda in massima parte dal lato del privato, prima di chiedere il pagamento delle tasse, delle imposte ed il pagamento delle tariffe dei servizi che oggi, per effetto delle vigenti leggi, sono poste al massimo livello. Nelle condizioni in cui siamo credo, infatti, che coloro che si trovano in condizione di privilegio, forse dovrebbero avere il buon gusto di stendere una mano al pubblico per riequilibrare rapporti non più sostenibili. Ecco perché ho esaminato con rigore la convenzione del Calcio Napoli con il Comune di Napoli approvata con la delibera 716/2005 (clikka), che vi invito a leggere e dalla quale si desume che non è più attuale, poiché dallo stadio San Paolo il Comune paradossalmente ci rimette e ci rimette tantissimo, perché ciò che incassa l’amministrazione per effetto della convezione è pochissimo e non copre neppure le spese. Se aggiungo, poi, che il Calcio Napoli ha una morosità che si trascina dal 2007, allora, credo che la misura sia colma se si pensa, inoltre, che, in passato, la squadra cittadina ha beneficiato anche di contributi del comune. In quest’ottica, ho chiesto anche di sapere quali sono i canoni che il Comune incassa per i suoi beni più preziosi ed ho anche dovuto insistere non poco per avere risposte. Ebbene, credo che i cittadini dovrebbero sapere che dal Circolo Posillipo, frequentato da cittadini più che benestanti, il Comune incassa mensilmente €. 6.083,01, mentre dal Circolo del Tennis della Villa Comunale €. 8.884,56. Lascio ovviamente a Voi valutare, visto che un mio amico che ha una piccolo locale, dove vende la pizza da asporto di circa 15 mq. in Via Toledo paga circa 2.700,00 €. al mese. Per gli impianti sportivi poi ci sono delle cose che non mi quadrano. Ebbene, per ogni impianto sportivo di grosse dimensioni costruito grazie alla legge 219/81 si incassa un canone annuale di €. 11.360,00. Lo stesso canone per tutte le strutture, da quella che si trova al Corso Vittorio Emanuele (piscina Poerio), gestita sempre dal Circolo Posillipo, a quella che si trova nella 167 di Napoli, in Via Labriola. Ho già scritto in un mio precedente post delle piscine comunali gestite dalle associazioni (clikka) ma credo che se alla piscina Poerio un corso di nuoto per una volta a settimana costa dai 60,00 ai 75,00 €. al mese, a fronte di un canone mensile versato al comune di 946,00 €. allora c’è qualcosa che non mi quadra. Stessa cosa vale per le piscine superaccessoriate con palestra e solarium site al Frullone gestite dall’Acquachiara, dove le rette mensili si aggirano intorno ai 60,00 €. al mese e dove la ricettività è circa di 1.000,00 persone. Il conto credo che sia presto fatto: a fronte di un canone mensile di 946,00 €. che si versa al Comune si potrebbero incassare “forse” circa 60.000,00 €. al mese, da cui ovviamente togliere le spese che non so quanto siano. Ancora è recente un mio sopralluogo alle palestre dello stadio San Paolo (clikka) dove a dire il vero abbiamo trovato varie cose che devo ancora spiegarmi visto che tutte sono da concedersi ad uso individuale cioè a giorni ed a ore. Orbene, c’è un buon centro di Fitness che propone una retta di 45,00 €. al mese e paga un canone mensile di circa €. 940,00 con una possibilità di avere una ricettività di circa 450 persone con l’agevolazione che tutto, luce, acqua e gas sono a carico del Comune, quindi, a nostro carico. Il conto lo faccio io? bene 450X45= 20.250,00 €. al mese a fronte di €. 940,00 al mese! Non so Voi ma io mi sono candidato e sono stato eletto proprio per rompere questi grumi di potere e vi devo dire che è difficilissimo. Il bando delle piscine dopo il mio sopralluogo è stato bloccato, e dico io per fortuna, perché non recava la descrizione degli impianti e metteva sostanzialmente sullo stesso piano tutte le strutture che, invece, hanno una potenzialità economica assolutamente diversa. Il patrimonio è una questione di giustizia sociale!  

AAAAAAAOffresi!! non ho le cognizioni per capire se è poco, molto o giusto. Facciamo una simulazione per la collocazione dei beni pubblici su cui ovviamente va fatto poi un ragionamento sulla loro funzione sociale in termini di servizi ovvero in termini di reddito da reinvestire nei servizi al cittadino: 1) Affitto grande impianto sportivo sito in Via Marco Rocco di Torre Padula a pochi metri dalla fermata della metro composto da tre piani (piscina a primo piano, piscina al secondo piano, sala attrezzi al terzo piano e solarium) canone di partenza €. 946,00 mensile; 2) affitto piscina Carlo Poerio al Corso Vittorio Emanuele di grandi dimensioni canone di partenza €. 946,00 mensili; 3) intero complesso in una delle zone più belle di Napoli Via Posillipo, con discesa al mare, posti barca e ristorante, canone mensile di partenza €. 6.083,01 attualmente in detenzione al Circolo Posillipo; 4) ampia struttura con campi da tennis, ristorante, bar e servizi, sita in Villa Comunale attualmente in detenzione al Circolo del Tennis canone di partenza €. 8.884,56; 5) due ampi locali da adibire a palestre con ricettività di circa 400 persone, luce, acqua, gas compresi nel canone di locazione di €. 940,00. Questa la simulazione per vedere chi offre di più!

Quanto paga di affitto al mese un ristorante a Posillipo ?

Altre domande:

Quanto è la quota di iscrizione ad un circolo od altro consesso che usa in esclusiva ovvero a tempo un immobile comunale?

quanto costa far frequentare presso un circolo, palestra o piscina un campo estivo ad un bambini?

quanto costa un corso sportivo presso una struttura comunale?

quanto costa pranzare o cenare presso un circolo che ha sede in un immobile del comune?

quanto costa un posto barca presso il circolo Posillipo?

quanto costa l’accesso al mare ed i servizi (sdraio ombrellone o lettino) presso il circolo posillipo?

Si potrebbe fare in modo di far frequentare un posto bello come i circoli siti nelle proprietà comunali anche ad altri cittadini che del pari pagano le tasse o sono in condizioni di disagio?

Un operatore di una casa famiglia mi ha detto che i loro piccoli ospiti non hanno mai messo piede in un circolo o altra struttura natatoria del comune di napoli. E’ possibile tollerare tutto ciò in un momento in cui la crisi impone parametri di imparzialità ed uguaglianza assolutamente più rigidi? A Voi le risposte.

Vedi anche: Ippodromo di Agnano chi sussurra ai 400 cavalli clikka

vedi anche la vicenda di Palazzo Cavalcanti su Repubblica Napoli aggiornata al 09.08.2016: cavalcanti(clikka) cavalcanti (clikka) Le mie riflessioni su PalazzoCavalcanti(clikka)

vedi aggiornamento sul patrimonio: corriere12-10-2016 (clikka) repubblica12-10-2016 (clikka)

Regolamento per l’uso e la gestione di impianti sportivi e per la promozione dello sport

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Napoli 20 novembre 2012

Questa è la versione definitiva del regolamento d’uso degli impianti sportivi che provvederò a depositare in Consiglio Comunale come proposta e che ho redatto in seguito a numerosi incontri avvenuti sia nella commissione consiliare permanente che presiedo sia con gli operatori del settore sia con alcuni dirigenti scolastici di buna volontà. Ringrazio anche coloro che inconsapevolmente (spesso le mie domande non sono a caso) mi hanno dato un mano a comprendere i punti critici della gestione degli impianti sportivi. Alla fine ho ritenuto di cogliere l’occasione per aggiungere insieme all’uso degli impianti anche una parte che riguarda la promozione dello sport di cui si parla tanto ma di fatto si fa poco.

Questi grosso modo i criteri che ho seguito:

1) agevolare l’assegnazione d’uso e gestione degli impianti privilegiando ai sensi della legge 289 del 2002 l’assegnazione ad associazioni sportive e federazioni sportive. Il grosso problema delle concessioni di uso cd. individuale è la commistione tra l’uso delle associazioni e la gestione del comune che spesso intralcia il regolare svolgimento delle attività e la loro programmazione;

2) prevedere un criterio di preferenza per le associazioni o gli enti che hanno nella loro compagine personale qualificato con titoli acquisiti presso la facoltà di scienze motoria o equipollenti;

3) cercare di conservare l’esperienza sportiva maturata sul territorio attribuendo una maggior punteggio ai candidati che propongono di mantenere le attività preesistenti;

4) prevedere un premio con sconto di canoni per le associazioni che raggiungono risultati sportivi in campo nazionale ed internazionale;

5) allungare la durata delle convenzioni consentendo quindi alle associazioni ed agli enti di eseguire una migliore programmazione sia degli investimenti che sportiva;

6) agevolare la concessione delle palestre e strutture scolastiche come previsto dalla legge 289 del 2002;

7) prevedere clausole sociali per le categoria svantaggiate e, cogliendo il suggerimento di una associazione, prevedere la possibilità dello sport gratuito per i bambini fino a 13 anni;

8) prevedere normalmente la gratuità dell’uso degli impianti per campionati sportivi dilettantistici per i quali l’ingresso è gratuito;

9) prevedere la disponibilità degli impianti anche se affidati a terzi per le scuole gratuitamente ed in orario curriculare;

10) prevedere agevolazioni per gli studenti delle scuole primarie e secondarie;

11) prevedere la costituzione di un Fondo per la Promozione Sportiva in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche per il rimborso delle spese di trasporto, vitto ed alloggio degli atleti che partecipano a campionati nazionali.

CONSIGLIO COMUNALE DI NAPOLI

PROPOSTA DI DELIBERA

AI SENSI DELL’ART. 42 DEL T.U.E.L. PER L’APPROVAZIONE DEL

Regolamento per l’uso e la gestione degli impianti sportivi e per la promozione dello sport

Premesso che:

1. Ogni persona ha il diritto fondamentale di accedere all’attività motoria, all’esercizio fisico e allo sport, la cui pratica è basilare per il pieno sviluppo della sua personalità. La libertà di sviluppare le capacità fisiche attraverso lo sport deve essere garantita nell’ambito del sistema educativo e della vita sociale in generale.

2. Tutti i cittadini, di tutte le età, in forma aggregata o singolarmente, devono avere l’opportunità, secondo precise regole, di praticare l’attività sportiva in funzione di un continuo miglioramento sia della qualità della vita sia della partecipazione a competizioni sportive agonistiche.

3. Il Comune di Napoli si propone di promuovere la diffusione della pratica sportiva agonistica, ricreativa e culturale, di tutti i cittadini garantendo l’accessibilità alle strutture sportive per il soddisfacimento degli interessi generali di ogni cittadino.

4. Il Comune di Napoli si propone, inoltre, di armonizzare le esigenze delle attività agonistiche, riferite ai campionati delle discipline sportive, aventi carattere di programmaticità organizzativa ed esigenze tecniche preordinate, con la promozione delle attività ludico-motorie.

5. Il Comune di Napoli favorisce forme di aggregazione ed accorpamento tra Associazioni finalizzate all’uso e alla gestione degli impianti e dei centri sportivi.

6. Il regolamento di cui si propone l’approvazione ha per oggetto la disciplina delle forme di utilizzo e di gestione degli impianti sportivi di proprietà del Comune di Napoli e di quelli acquisiti in uso da terzi.

7. Gli impianti sportivi comunali, quelli acquisiti in uso da terzi, nonché quelli in proprietà di terzi ma in uso, perpetuo o temporaneo, all’Amministrazione e le relative attrezzature sono destinati ad uso pubblico per la promozione e per la pratica dell’attività sportiva e, solo strumentalmente a questa, anche di quella ricreativa.

8. Ai sensi dell’articolo 90, comma 24, della L. 27 dicembre 2002, n. 289 l’uso pubblico degli impianti sportivi è diretto a soddisfare gli interessi generali della collettività, è aperto a tutti i cittadini ed è garantito, sulla base di indirizzi approvati dal Consiglio Comunale, a tutte le società ed associazioni sportive.

9. Il Comune di Napoli agisce nel rispetto del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione.

Tanto premesso i sottoscritti Consiglieri Comunali ai sensi e per gli effetti dell’art. 42 del T.U.E.L. al fine di dare attuazione ai principi sopra richiamati,

propongono

al Consiglio Comunale al Sindaco ed alla Giunta Comunale ciascuno secondo la propria competenza, di approvare la seguente proposta in uno all’allegato Regolamento per l’uso e la gestione di impianti sportivi e per la promozione dello sport, e pertanto voglia

deliberare:

1) la revoca della delibera del Consiglio Comunale n. 280 del 23 settembre 1997 recante l’approvazione del “Regolamento d’uso degli impianti Sportivi” che si intende con l’approvazione della presente delibera espressamente abrogato;

2) di approvare il Regolamento per l’uso e la gestione di impianti sportivi e per la promozione dello sport allegato al presente atto per farne parte integrante e sostanziale che viene siglato dai preponenti e che di seguito viene riportato;

3) di dare alla emananda delibera IMMEDIATA ESEGUIBILITÀ ai sensi dell’art. 134, comma 4 del D.Lgs. n. 267/2000.

Napoli, 21 novembre 2012

I Consiglieri Proponenti

………………….………………

Cons. Gennaro Esposito

……………………………….

Cons. Carlo Iannello

………………………………..

Cons. Simona Molisso

COMUNE DI NAPOLI

Regolamento per l’uso e la gestione degli impianti sportivi e per

la promozione dello sport

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 OGGETTO E SCOPO

1. Ogni persona ha il diritto fondamentale di accedere all’attività motoria, all’esercizio fisico e allo sport, la cui pratica è basilare per il pieno sviluppo della sua personalità. La libertà di sviluppare le capacità fisiche attraverso lo sport deve essere garantita nell’ambito del sistema educativo e della vita sociale in generale.

2. Tutti i cittadini, di tutte le età, in forma aggregata o singolarmente, devono avere l’opportunità, secondo precise regole, di praticare l’attività sportiva in funzione di un continuo miglioramento sia della qualità della vita sia della partecipazione a competizioni sportive agonistiche.

3. Il Comune di Napoli si propone di promuovere la diffusione della pratica sportiva agonistica, ricreativa e culturale, di tutti i cittadini garantendo l’accessibilità alle strutture sportive per il soddisfacimento degli interessi generali di ogni cittadino.

4. Il Comune di Napoli si propone, inoltre, di armonizzare le esigenze delle attività agonistiche, riferite ai campionati delle discipline sportive, aventi carattere di programmaticità organizzativa ed esigenze tecniche preordinate, con la promozione delle attività ludico-motorie.

5. Il Comune di Napoli favorisce forme di aggregazione ed accorpamento tra Associazioni finalizzate all’uso e alla gestione degli impianti e dei centri sportivi.

6. Il presente regolamento ha per oggetto la disciplina delle forme di utilizzo e di gestione degli impianti sportivi di proprietà del Comune di Napoli e di quelli acquisiti in uso da terzi.

7. Gli impianti sportivi comunali, quelli acquisiti in uso da terzi, nonché quelli in proprietà di terzi ma in uso, perpetuo o temporaneo, all’Amministrazione e le relative attrezzature sono destinati ad uso pubblico per la promozione e per la pratica dell’attività sportiva e, solo strumentalmente a questa, anche di quella ricreativa.

8. Ai sensi dell’articolo 90, comma 24, della L. 27 dicembre 2002, n. 289 l’uso pubblico degli impianti sportivi è diretto a soddisfare gli interessi generali della collettività, è aperto a tutti i cittadini ed è garantito, sulla base di indirizzi approvati dal Consiglio Comunale, a tutte le società ed associazioni sportive.

9. Il Comune di Napoli agisce nel rispetto del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione.

Art. 2 DEFINIZIONI

1. Ai fini del presente regolamento s’intende:

a) per impianto sportivo: il luogo opportunamente attrezzato, destinato alla pratica di una o più attività sportive;

b) per centro sportivo: più impianti sportivi opportunamente attrezzati destinati alla pratica di più attività sportive;

c) per spazio sportivo: un luogo attrezzato per la pratica di un’ attività ludico-sportiva che, sebbene di proprietà privata, è di uso pubblico perpetuo ovvero temporaneo, in virtù delle vigenti Leggi e convenzioni;

d) per spazi per il pubblico: posti spettatori (generalmente tribune), servizi igienici, posto di pronto soccorso, parcheggi e relativi percorsi divisi per pubblico e atleti;

e) per grandi impianti: gli impianti scoperti aventi capacità superiore ai 3.000 spettatori, impianti al coperto aventi capacità superiore agli 800 spettatori;

f) per altri impianti: gli impianti scoperti aventi capacità inferiore ai 3.000 spettatori. Palazzetti, palestre ed altre strutture con capacità inferiore a 800 spettatori;

g) per impianti specialistici: gli impianti che, indipendentemente dalla loro capacità di ospitare pubblico, hanno indirizzo specialistico per una unica tipologia di sport ovvero per una tipologia di sport predominante rispetto agli altri praticati nello stesso impianto. Ne fanno parte gli impianti destinati alle attività acquee (piscine, canottaggio, vela ecc), bocciodromi, impianti di tennis, calcetto, atletica ecc.

h) per impianti a rilevanza economica: si intendono gli impianti il cui sfruttamento è in grado di produrre utili superiori ai costi di uso e gestione;

i) per impianti privi di rilevanza economica: si intendono gli impianti per i quali i costi di uso e gestione sono pari o superiori agli utili;

j) per attività sportiva: la pratica di una disciplina sportiva svolta a livello agonistico, 
amatoriale, ricreativo o rieducativo;

k) per forme di utilizzo e di gestione: le modalità con le quali l’Amministrazione consente 
l’utilizzo di un impianto sportivo o ne affida la gestione a terzi;

l) per concessione: il provvedimento con il quale l’Amministrazione autorizza il mero utilizzo o 
la gestione e l’utilizzo di un impianto sportivo per lo svolgimento delle attività nello stesso 
previste;

m) per concedente: l’Amministrazione Comunale che consente l’utilizzo di un impianto sportivo 
o ne affida la gestione a terzi;

n) per concessionario d’uso: il soggetto giuridico titolare di un diritto, di natura temporanea o 
continuativa, di utilizzo dell’impianto;

o) per concessionario della gestione ed uso degli impianti non a rilevanza economica: il 
soggetto giuridico titolare del diritto di gestione e del diritto d’uso, esclusivo o non esclusivo, 
di un impianto non a rilevanza economica;

p) per concessionario della gestione e uso degli impianti a rilevanza economica: il soggetto 
giuridico titolare del diritto di gestione e del diritto d’uso, esclusivo o non esclusivo, di un 
impianto a rilevanza economica;

q) per concessionario della costruzione e gestione: il soggetto giuridico titolare del diritto di 
gestione dell’impianto, nonché del diritto di esecuzione di opere pubbliche afferenti allo 
stesso;

r) per tariffe: le somme che l’utilizzatore dell’impianto, deve versare all’Amministrazione che gestisce in proprio la struttura sportiva, ovvero, quelle che deve versare al gestore d’uso o d’uso e gestione, queste ultime determinate, eventualmente, in sede di convenzione;

s) per canone, la somma dovuta dal 
concessionario d’uso o d’uso e gestione all’Amministrazione determinate in sede di aggiudicazione del bando e della convenzione.

Art. 3 ATTIVITÀ SPORTIVE

1. Gli impianti sportivi comunali sono destinati a favorire la pratica di attività sportive, ricreative e sociali di interesse pubblico.

2. Il Comune persegue gli interessi generali della collettività in materia di sport ed attività motoria mettendo gli impianti sportivi comunali a disposizione degli organismi e delle scuole che svolgono le attività sportive definite di pubblico interesse.

3. In relazione alle finalità di cui ai precedenti commi 1 e 2 sono considerate prioritarie:

a) le attività sportive, ricreative e sociali di preminente interesse pubblico, l’attività motoria a favore dei diversamente abili e degli anziani, l’attività formativa per preadolescenti e adolescenti, l’attività sportiva per le scuole, l’attività ricreativa e sociale per la cittadinanza;

b) le attività sportive di interesse pubblico: l’attività agonistica di campionati, tornei, gare e manifestazioni ufficiali, organizzati da organismi riconosciuti dal C.O.N.I. ovvero dal C.O.N.I. stesso.

Art. 4 COMPETENZE

1. Per il razionale utilizzo e l’ottimale gestione degli impianti sportivi:

a) la Giunta Comunale:

formula le proposte per l’utilizzo, la gestione e lo sviluppo del sistema degli impianti sportivi al Consiglio Comunale;

b) il Consiglio Comunale:

– approva le tariffe ed i canoni di concessione ed i loro aggiornamenti per l’utilizzo degli impianti;

– delibera circa la rilevanza economica degli impianti individuando gli elementi essenziali per la formalizzazione dei rapporti tra il Comune ed i soggetti che svolgono attività sportive in ordine alla concessione in uso ed alle forme di gestione per gli impianti, approvando, i relativi schemi di convenzioni-tipo;

– ha competenza circa i criteri per l’assegnazione in uso degli spazi nei suddetti impianti, nel rispetto della vigente normativa nonché in ogni altra funzione specifica individuata dalle disposizioni del presente regolamento;

c) le Municipalità: nell’ambito delle competenze ad esse assegnate dalla legge o delegate e comunque nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 17 del Regolamento delle Municipalità, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 68 del 21 settembre 2005, provvedono a tutti gli adempimenti di cui all’articolo 22 del medesimo atto regolamentare, ed in particolare: alla programmazione e realizzazione di manifestazioni sportive e di attività inerenti allo sport; alla gestione e concessione degli impianti sportivi comunali di loro pertinenza; alla predisposizione di offerte alla cittadinanza di forme agevolate di partecipazione allo sport ed alle attività ricreative; al rilascio di licenza per la gestione di campi sportivi, piscine ed altre strutture per l’esercizio dello sport di loro competenza.

2. A tali fini, le Municipalità stipulano Convenzioni con enti, associazioni, cooperative ed istituti di comprovata esperienza nei settori dello sport e del tempo libero. Le convenzioni sono approvate dal Consiglio municipale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti.

3. Il presente regolamento si applica anche agli impianti di competenza delle Municipalità qualora non ne abbiano adottato uno diverso.

4. L’Ufficio gestione impianti sportivi competente del Comune, preso atto anche degli atti di indirizzo amministrativo della Giunta Comunale:

– provvede alla programmazione, sotto il profilo operativo, dell’uso degli impianti sportivi in relazione all’attività agonistica secondo i criteri stabiliti negli articoli successivi;

– provvede all’assegnazione in concessione d’uso degli spazi negli impianti secondo quanto previsto dal presente regolamento;

– esercita ogni altro compito gestionale relativo al funzionamento e allo sviluppo del sistema degli impianti sportivi.

TITOLO II

MODALITÀ PER L’USO E LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

Capo I

Art. 5 GESTIONE DEGLI IMPIANTI

1. La gestione degli impianti sportivi disciplinati dal presente regolamento viene esercitata in forma diretta oppure, in forma indiretta, mediante affidamento in concessione a terzi.

2. L’affidamento in concessione sia di uso sia di uso e gestione di tutte le strutture ed impianti sportivi avviene mediante pubblicazione di un bando ad evidenza pubblica.

Art. 6 VIGILANZA

1. Il concessionario d’uso è tenuto al corretto utilizzo dell’impianto nel rispetto della vigente normativa e di tutte le norme contenute nel presente regolamento, ivi comprese quelle sanitarie e di controllo della compatibilità dell’attività sportiva e/o ludica con lo stato di salute dell’utente non assumendo l’amministrazione alcuna responsabilità.

2. Il concessionario della gestione ed uso dell’impianto è tenuto a vigilare ed a far rispettare le norme del presente regolamento ed è autorizzato ad allontanare chiunque tenga un comportamento ritenuto pregiudizievole al buon funzionamento dell’impianto od all’attività che vi si svolge.

3. Il concessionario della gestione ed uso ed il Comune hanno il dovere di vigilare sul corretto utilizzo e la buona conservazione degli impianti sportivi nei limiti delle rispettive competenze, secondo i principi di buona fede e correttezza, le norme di legge, quelle del presente regolamento e della convenzione di cui all’atto di concessione.

4. I poteri di vigilanza e controllo di cui al punto precedente non implicano, in alcun modo, la responsabilità del Comune nell’uso dell’impianto sportivo, delle attrezzature e degli accessori relativi, che ricade sempre ed esclusivamente sui concessionari che hanno cura di munirsi di apposita polizza assicurativa anche in convenzione con le rispettive Federazioni Nazionali o enti di promozione sportiva.

Art. 7
 TIPOLOGIA DELLE CONCESSIONI

1. Il Comune autorizza l’uso e la gestione degli impianti sportivi con l’adozione di un provvedimento amministrativo concessorio che ne disciplina le relative modalità di esercizio per lo svolgimento delle attività nello stesso previste. Il provvedimento concessorio può avere ad oggetto il mero diritto di utilizzo, temporaneo o continuativo, dell’impianto oppure il diritto di gestione dell’impianto ed il relativo diritto di utilizzo, di natura esclusiva o non esclusiva. I rapporti tra concessionario ed Amministrazione sono disciplinati da apposita convenzione.

2. Le tipologie di concessioni a terzi disciplinate dal presente regolamento sono le seguenti:

a) concessione in uso, di natura temporanea o continuativa;

b) concessione per la gestione ed uso, esclusivo o non esclusivo, di impianti privi di rilevanza 
economica;

c) concessione per la gestione ed uso, esclusivo o non esclusivo, di impianti con rilevanza 
economica;

d) concessione per la costruzione e per la gestione.

3. Ai fini del conseguimento degli obiettivi prefissi dal presente regolamento ed a mente dell’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nei casi in cui il Comune di Napoli non intenda gestire direttamente gli impianti sportivi, la gestione e’ affidata in via preferenziale a Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal C.O.N.I., società ed associazioni sportive dilettantistiche affiliate a Federazioni Nazionali riconosciute dal C.O.N.I., enti di promozione sportiva, ciò al fine di promuovere lo sport dilettantistico agonistico per il suo valore sociale. Ai fini della programmazione delle attività sportive dislocate sul territorio, nella assegnazione degli impianti si deve tenere conto, prevedendo nel bando un’apposita voce con assegnazione di un punteggio specifico, della esperienza territoriale maturata per non disperdere il patrimonio sportivo insistente sul territorio.

4. Oltre al criterio di cui al comma che precede nella assegnazione degli impianti si deve tenere conto, prevedendo nel bando un’ulteriore voce con assegnazione di punteggio specifico, della presenza nella compagine associativa dell’ente candidato, di personale qualificato che ha conseguito un titolo presso le competenti Università di scienze motorie o equipollenti.

Capo II

CONCESSIONE IN USO

Art.8 PROGRAMMAZIONE DELLE CONCESSIONI IN USO

1. Il Settore competente del Comune, fatto salvo quanto previsto dal presente regolamento per le ipotesi di gestione degli impianti con uso esclusivo, provvede alla programmazione ed alla concessione in uso di tutte le strutture sportive di propria competenza.

2. L’uso degli impianti sportivi ha il suo fondamento in una concessione amministrativa soggetta a tutte le norme che regolano la materia. La concessione in uso dell’impianto avviene tramite l’adozione del relativo provvedimento concessorio e dà diritto ad esercitare esclusivamente le attività sportive ivi indicate e disciplinate.

Art. 9 
MODALITÀ PER L’ASSEGNAZIONE

1. Il Comune rilascia in via preferenziale la concessione d’uso degli impianti sportivi ai seguenti soggetti:

a. Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal C.O.N.I., Società e Associazioni sportive dilettantistiche affiliate a Federazioni Sportive riconosciute dal C.O.N.I., Enti di Promozione Sportiva. Verrà data priorità ai campionati Federali che saranno assegnati in impianti idonei compatibilmente con la disponibilità e nel rispetto della capacità ricettiva degli stessi;

b. associazioni di tipo sociale e/o culturale statutariamente costituite senza scopo di lucro;

c. aggregazioni spontanee di cittadini e singoli cittadini;

d. soggetti sportivi e non sportivi, aventi finalità di lucro.

e. istituzioni scolastiche.

2. Il Comune, nel rilascio della concessione d’uso di cui al comma precedente, considera prioritariamente la localizzazione territoriale dei richiedenti.

3. L’uso degli impianti sportivi comunali può essere, in via preferenziale, altresì, concesso alle scuole elementari, medie e superiori, non provviste di impianti propri, che ne facciano richiesta, in orario curriculare anche per l’intera durata dell’anno scolastico compatibilmente con la programmazione sportiva degli eventuali concessionari. In tal caso l’uso è gratuito, salvo diversa determinazione.

4. La durata della concessione d’uso può essere:

a.- continuativa, quando riguardi, senza interruzioni, periodi non inferiori al mese e comunque non superiori ad un anno. In tal caso il canone è mensile e viene corrisposto secondo le modalità stabilite dall’Amministrazione nel rispetto delle norme di cui al presente regolamento;

b.- temporanea negli altri casi. In tal caso il canone è a tariffa giornaliera od oraria e viene corrisposto secondo le modalità stabilite dall’Amministrazione nel rispetto delle norme di cui al presente regolamento.

Art. 10
 PROCEDURE PER LE CONCESSIONI IN USO

1. I soggetti di cui all’art. 9, comma 1 del presente regolamento possono richiedere l’uso degli impianti sportivi comunali presentando istanza al Comune su apposito modulo che potrà essere reperito anche sul sito web del Comune di Napoli.

2. Le concessioni comportano il solo uso dell’impianto assegnato, delle sue pertinenze (spogliatoi parcheggi e, in caso di svolgimento di campionati, anche tribune, infermeria) e delle relative attrezzature.

3. La domanda per uso continuativo, per uno o più impianti, dovrà essere presentata entro il 30 giugno di ogni anno, salvo diversa determinazione.

4. La domanda per l’uso temporaneo, per manifestazioni sportive, dovrà essere presentata:

– almeno 15 gg. prima della data richiesta (8 gg. se già concessionario dell’impianto per altri spazi sportivi), per l’utilizzo di impianti minori;

– almeno 60 gg. prima per l’uso di grandi impianti interessati da campionati nazionali.

5. Le richieste saranno soddisfatte compatibilmente con le programmazioni già avviate. In ogni caso avranno precedenza nella programmazione i campionati internazionali e nazionali.

6. In caso di impianto con gestione ad uso esclusivo la domanda dovrà essere presentata direttamente al concessionario della gestione che, d’intesa con il richiedente, dovrà consentire la realizzazione della manifestazione. In tal caso, la domanda dovrà essere inviata in copia all’ufficio gestione impianti sportivi del Comune che vigila sull’operato dei concessionari.

7. Il Comune provvede periodicamente, anche con l’ausilio dei gestori degli impianti sportivi, a controllare la rispondenza fra le assegnazioni in uso effettuate ed il loro utilizzo da parte dei concessionari, relazionando annualmente alla Commissione Consiliare permanente.

8. In caso di rinuncia di spazi concessi in uso, il concessionario ne dà tempestiva comunicazione scritta al Comune.

9. Il concessionario d’uso non può subconcedere l’uso dell’impianto assegnatogli.

Art. 11 CONCESSINE D’USO PER CAMPIONATII

1. Nell’assegnazione in concessione degli Impianti Sportivi, per lo svolgimento dei Campionati sportivi organizzati dalle federazioni affiliate al CONI, saranno considerate prioritarie le richieste di quelle società sportive che partecipano a Campionati nazionali di serie maggiore, strettamente riferito all’attività della prima squadra, e secondo la disponibilità degli Impianti, man mano quelle che partecipano a Campionati di serie inferiore, ecc..

2. Nel caso che due o più Società Concessionarie partecipano allo stesso Campionato sarà applicato il principio dell’alternanza, nel senso che saranno le Società stesse a richiedere alla proprie Federazioni di predisporre i calendari delle gare interne in modo di evitare concomitanze.

3. Se per ragioni tecniche o comunque per cause indipendenti dalla P.A. l’alternanza non potrà essere applicata, sarà privilegiata la Società che utilizza l’impianto di che trattasi, anche per allenamenti finalizzati allo svolgimento del Campionato e/o che da maggior tempo utilizza l’impianto.

4. Per le gare di Campionato o di Coppa e comunque ufficiali, autorizzate della P.A., il cui svolgimento è previsto per i giorni infrasettimanali, le attività addestrative si intendono automaticamente sospese. In tal caso saranno detratti gli importi corrispondenti alle ore di mancato utilizzo dell’impianto, se non sarà possibile il recupero delle ore non utilizzate.

5. L’uso per le attività di campionati agonistici delle federazioni sportive affiliate al CONI di sport dilettantistico, per le quali non è previsto il pagamento di biglietto di ingresso, è gratuito salva diversa determinazione dell’amministrazione.

6. Al fine di meglio organizzare e programmare le manifestazioni sportive sia che richiedano l’uso di impianti sportivi, sia che non richiedano tale uso (es. maratone cittadine) presso l’assessorato con delega allo sport è istituita una Commissione organizzativa composta da due componenti dell’assessorato un componente della Federazione sportiva interessata, un rappresentante del C.O.N.I., un rappresentante indicato dalla associazione o ente organizzatore ed il presidente della Commissione consiliare permanente con delega allo sport.

7.- Nella programmazione e nella assegnazione in uso degli impianti hanno priorità assoluta le manifestazioni internazionali organizzate nell’ambito di quelle programmate dal CONI e dalle Federazioni sportive ad esso affiliate.

ART. 12 CONCESSIONE D’USO PER ALLENAMENTI

1- l’assegnazione in uso per allenamenti ha titolo preferenziale quella Società o associazione sportiva che partecipa ai Campionati di maggior rilievo garantendo comunque l’utilizzo dell’impianto anche ad altri sodalizi sportivi di serie inferiore, ad Enti ed Associazioni che operano per la diffusione dello Sport. In caso di controversia, si chiederà un parere consultivo alla corrispondente Federazione Sportiva.

2- Sarà considerato motivo preferenziale nell’assegnazione degli spazi orari, l’anzianità acquisita da parte di quelle Società che operano negli II.SS. comunali, pur tenendo conto delle aspirazioni di quei sodalizi che per la prima volta richiedono l’utilizzo degli impianti sportivi.

3- A parità di condizioni saranno considerate privilegiate quelle Società che gestiscono un Settore Giovanile, che tengono un comportamento corretto secondo i canoni del buon padre di famiglia, sia nell’espletamento delle proprie attività, sia nei rapporti con gli altri Concessionari, sia nei confronti del bene comune (rispetto per gli ambienti – attrezzature sportive – per gli arredi – ecc. ) e che effettuano con regolarità il pagamento dei canoni di concessione.

Art. 13
 SOSPENSIONE DELLE CONCESSIONI IN USO

1. Il Comune può sospendere temporaneamente la validità delle concessioni d’uso degli impianti sportivi nel caso in cui ciò si renda necessario per lo svolgimento di particolari manifestazioni sportive o per particolari ragioni tecniche contingenti o di manutenzione degli impianti sportivi, con semplice comunicazione ai concessionari data, ove le circostanze lo consentano, con congruo anticipo.

2. La sospensione è prevista, inoltre, quando, per condizioni climatiche particolarmente avverse o per causa di forza maggiore e/o ordine e sicurezza pubblica, gli impianti non siano agibili.

3. Per le sospensioni di cui ai commi precedenti, nulla è dovuto dal Comune ai concessionari d’uso e all’eventuale gestore.

Art. 14
 REVOCA DELLE CONCESSIONI D’USO

1. A seguito di gravi violazioni delle disposizioni contenute nel presente regolamento o nella concessione d’uso, il Comune ha la facoltà di revocare la concessione senza possibilità per il concessionario di richiedere alcun indennizzo e/o danno.

2. Il Comune si riserva, inoltre, la più ampia facoltà di revocare o sospendere in tutto o in parte la concessione d’uso per motivi di pubblico interesse, senza che il concessionario nulla possa eccepire o pretendere a qualsiasi titolo.

3. Il Comune ha, in particolare, facoltà di revocare, sospendere o non rinnovare le concessioni d’uso ovvero non rilasciarle quando i concessionari o i richiedenti la concessione d’uso risultino essere:

a) morosi nel pagamento delle tariffe d’uso;

b) trasgressori delle norme del presente regolamento;

c) trasgressori della convenzione e delle ulteriori disposizioni integrative eventualmente previste dalla Giunta Comunale e dal competente Settore del Comune;

d) portatori di danni alle strutture degli impianti sportivi e non abbiano provveduto con tempestività al ripristino e/o al risarcimento relativi.

Capo III

CONCESSIONE PER LA GESTIONE ED USO DI IMPIANTI

PRIVI DI RILEVANZA ECONOMICA

Art. 15
 MODALITÀ PER LA CONCESSIONE A TERZI DELLA GESTIONE ED USO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI PRIVI DI RILEVANZA ECONOMICA

1. L’affidamento in concessione degli impianti privi di rilevanza economica avviene previa attivazione di procedimento di evidenza pubblica, a mezzo pubblicazione di un avviso presso l’Albo pretorio e sul sito internet del Comune di Napoli, per verificare se tra società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive nazionali vi siano soggetti interessati.

2. Ai fini del conseguimento degli obiettivi prefissi dal presente regolamento ed a mente dell’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, la gestione e’ affidata in via preferenziale a Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal C.O.N.I., società ed associazioni sportive dilettantistiche affiliate a Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal C.O.N.I., enti di promozione sportiva, ciò al fine di promuovere lo sport dilettantistico agonistico per il suo valore sociale. Ai fini della programmazione delle attività sportive dislocate sul territorio, nella assegnazione degli impianti si deve tenere conto della esperienza territoriale maturata per non disperdere il patrimonio sportivo insistente sul territorio.

3. Oltre al criterio di cui al comma che precede nella assegnazione degli impianti si deve tenere conto della presenza nella compagine associativa dell’ente candidato, di personale qualificato che ha conseguito un titolo presso le competenti Università di scienze motorie o equipollenti.

4. Ove vi sia più di un soggetto interessato, il Comune di Napoli attiva, nel rispetto della vigente normativa, idonea procedura selettiva sulla base dei seguenti ulteriori criteri ispirati:

a) alla promozione ed alla valorizzazione della pratica sportiva:

b) alla valorizzazione delle società sportive che operano nel territorio ove insiste l’impianto;

c) all’incentivazione di forme aggregate di gestione tra le società sportive.

5. Le modalità di gestione ed utilizzo dell’impianto sono disciplinate da una convenzione contenente l’indicazione dei reciproci impegni con durata non superiore a 10 anni, slavo diversa determinazione, non rinnovabile tacitamente. Pertanto, alla scadenza della convenzione l’impianto dovrà essere rimesso in assegnazione secondo i principi sopra enunciati ed alla bando potrà partecipare anche lo stesso concessionario a cui potrà essere assegnato un punteggio specifico fondato sulla precedente gestione.

6. La concessione di cui al comma 1 del presente articolo dovrà, in particolare, prevedere:

a) un eventuale canone da corrispondere al Comune da parte del concessionario da determinarsi secondo la simulazione di un piano economico/finanziario che tenga conto dei costi di manutenzione e dei probabili ricavi;

b) la misura e le modalità di pagamento da parte del concessionario delle utenze e dei consumi;

c) la determinazione e la ripartizione delle spese relative alla ordinaria e straordinaria manutenzione che di preferenza dovranno essere tutte a carico del concessionario;

d) le modalità di svolgimento delle attività pubblicitarie e delle sponsorizzazioni.

7. Il concessionario è tenuto all’organizzazione delle attività nel rispetto degli eventuali vincoli tariffari stabiliti dal Consiglio Comunale. E’ fatto obbligo al concessionario di tenere esposto e ben visibile al pubblico lo schema riassuntivo delle tariffe richieste agli utenti.

8. La Giunta Comunale approva lo schema tipo di convenzione, da sottoporre al Consiglio, relativo all’affidamento in concessione di cui al comma 1 del presente articolo e provvede a definire, in particolare:

a) l’individuazione e la suddivisione degli oneri gestionali tra Comune e concessionario;

b) gli indicatori di efficienza gestionale;

c) la durata della concessione;

d) le modalità di esercizio del diritto di utilizzo dell’impianto, specificandone la natura esclusiva o non esclusiva;

e) una polizza fideiussoria di primaria compagnia di assicurazione a garanzia di tutti gli obblighi del concessionario;

f) le clausole sociali previste in favore delle classi svantaggiate garantendo un minimo di ingressi e/o di iscrizioni ai corsi di pratica sportiva agevolata o gratuita, disponendo in ogni caso l’obbligo per il concessionario di consentire l’uso gratuito da parte degli istituti scolastici pubblici, elementari, medie e superiori, che ne facessero richiesta, in orario curricolare anche pomeridiano  con l’obbligo, inoltre, di prevedere tariffe agevolate per gli studenti degli istituti scolastici delle scuole elementari e medie inferiori nonché, previo specifici accordi, la gratuità dei corsi di pratica sportiva per i bambini di età fino a tredici anni.

Capo IV

CONCESSIONE PER LA GESTIONE ED USO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI CON RILEVANZA ECONOMICA

Art. 16 
MODALITÀ PER LA CONCESSIONE A TERZI DELLA GESTIONE ED USO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI CON RILEVANZA ECONOMICA

1. La concessione a terzi della gestione ed uso degli impianti sportivi con rilevanza economica viene rilasciata nel rispetto delle procedure di evidenza pubblica previste dalla normativa vigente ed in attuazione della normativa sui bandi pubblici europei.

2. La concessione di cui al comma 1 del presente articolo dovrà, in particolare, prevedere:

a) un canone da corrispondere al Comune da parte del concessionario da determinarsi secondo la simulazione di un piano economico/finanziario che tenga conto dei costi di manutenzione e dei probabili ricavi;

b) la durata della concessione;

c) una polizza fideiussoria di primaria compagnia di assicurazione a garanzia di tutti gli obblighi del concessionario ivi compreso il pagamento dei canoni per sei mesi;

d) la riserva per attività sportive e sociali promosse o patrocinate dall’Amministrazione;

e) la riserva per attività sportive agonistiche che hanno specifiche esigenze connesse all’impianto in concessione nonché particolari esigenze specifiche (per attrezzature, orari o spazi) connesse a progetti sportivi propri del Comune ovvero a rilevanza nazionale o internazionale patrocinate dal Comune stesso;

f) il pagamento da parte del concessionario di tutte le utenze e dei consumi;

g) la spettanza dei costi relativi alla ordinaria e straordinaria manutenzione a carico del concessionario;

h) le modalità di svolgimento delle attività pubblicitarie e delle sponsorizzazioni sui cui proventi è prevista una percentuale da corrispondere all’amministrazione, in tal caso senza indugio il concessionario dovrà consegnare una copia del contratto di sponsorizzazione e/o pubblicitario al Comune.

3. La Giunta Comunale approva lo schema tipo di convenzione, da sottoporre al Consiglio Comunale, relativa alla concessione di cui al comma 1 del presente articolo e provvede a definire, in particolare:

a) l’individuazione e la suddivisione degli oneri gestionali tra Comune e concessionario;

b) gli indicatori di efficienza gestionale;

c) la durata della concessione;

d) le modalità di esercizio del diritto di utilizzo dell’impianto, specificandone la natura esclusiva o non esclusiva;

f) le clausole sociali previste in favore delle classi svantaggiate garantendo un minimo di ingressi e/o di iscrizioni ai corsi di pratica sportiva agevolate o gratuita, disponendo in ogni caso l’obbligo per il concessionario di consentire l’uso gratuito da parte degli istituti scolastici pubblici, elementari, medie e superiori, che ne facessero richiesta, in orario curricolare anche pomeridiano, con l’obbligo, inoltre, di prevedere tariffe agevolate per gli studenti degli istituti scolastici stessi nonché, previo specifici accordi, la gratuità dei corsi di pratica sportiva per i bambini di età fino a tredici anni.

Capo V

CONCESSIONE PER LA COSTRUZIONE E PER LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

Art. 17
 MODALITÀ PER LA CONCESSIONE A TERZI DI COSTRUZIONE E GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

1 Le modalità per la concessione a terzi di costruzione e gestione degli impianti sportivi vengono disciplinate dalla normativa vigente in materia di opere pubbliche.

2. La Giunta Comunale approva il relativo schema di convenzione per la costruzione e gestione degli impianti.

Capo VI

Art. 18 
REVOCA DELLE CONCESSIONI

1. A seguito di gravi violazioni delle disposizioni contenute nel presente regolamento o nella convenzione sottoscritta, il Comune ha la facoltà di revocare la relativa concessione, senza possibilità per il concessionario di richiedere alcun indennizzo.

2. Il Comune ha, in particolare, facoltà di revocare la relativa concessione quando:

a) la conduzione tecnica e funzionale dell’impianto è tale da pregiudicare l’incolumità e la salute degli utenti;

b) i pagamenti delle utenze sono effettuati dal concessionario con ritardi superiori a tre mesi;

c) le spese e le relative opere di manutenzione ordinaria e straordinaria non sono effettuate secondo quanto convenuto.

3. Il Comune, fatta salva l’ipotesi di cui al precedente articolo 15, si riserva, inoltre, la più ampia facoltà di revocare o sospenderne l’efficacia, in tutto o in parte, della concessione per motivi di pubblico interesse, senza che il concessionario nulla possa eccepire o pretendere a qualsiasi titolo e/o ragione.

TITOLO III
 DISCIPLINA ECONOMICA E DURATA DELLE CONCESSIONI

Art. 19
 TARIFFE PER L’USO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

1. Per l’uso degli impianti sportivi comunali è dovuto, da parte degli utenti, il pagamento delle tariffe determinate dal Consiglio Comunale secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lett. b) del presente regolamento.

2. Per le ipotesi di impianti sportivi concessi in gestione ed uso a terzi, la tariffa per l’uso dovuta dall’utente è pagata direttamente al concessionario della gestione.

Art. 20 
CANONE

1. Il concessionario è tenuto a corrispondere al Comune un canone il cui importo è determinato con apposito atto del Consiglio Comunale in base alla tipologia ed all’importanza dell’impianto da affidarsi.

2.- Il canone per l’uso temporaneo non inferiore al mese e non superiore all’anno è mensile ed è determinato, secondo le modalità di cui al presente regolamento, dal Consiglio Comunale.

3.- Il canone per la concessione la gestione e l’uso esclusivo o non esclusivo degli impianti sportivi superiore all’anno è annuale, è pagato in ratei anticipati mensili ed è determinato secondo le modalità di cui al presente regolamento, dal Consiglio Comunale.

4. Al fine di promuovere la pratica dello sport agonistico dilettantistico, ed al fine di premiare le associazioni sportive che svolgono tale attività, il canone determinato dall’amministrazione sarà decurtato del 15% nel caso di vittoria di un titolo di Campione d’Italia da parte di un atleta tesserato da almeno 2 anni con l’associazione, del 30 % nel caso di vittoria di un titolo europeo, da parte di un atleta tesserato da almeno 2 anni con l’associazione, del 40% nel caso di vittoria di un titolo mondiale o di una medaglia d’argento o di bronzo in una competizione Olimpionica, da parte di un atleta tesserato da almeno 2 anni con l’associazione e con l’ esonero totale dal pagamento del canone per un solo anno nel caso di vittoria di un oro olimpico da parte di un atleta tesserato da almeno 2 anni con l’associazione concessionaria. Godrà, altresì, di una riduzione del 30% del canone annuo anche l’associazione o società sportiva dilettantistica concessionaria che si dovesse classificare al primo posto in un campionato nazionale. Ai fini del presente comma si considerano titoli validi quelli conquistati in manifestazioni sportive organizzate dal C.O.N.I. ed in campo internazionale dal C.I.O. Le riduzioni nell’anno non sono cumulabili e l’associazione sportiva concessionaria, nell’anno, potrà godere della riduzione più vantaggiosa in caso di contemporanea presenza di titoli idonei.

Art. 21
 DURATA DELLE CONCESSIONI

1. La durata delle concessioni disciplinate dal presente regolamento, ad eccezione delle concessioni d’uso temporaneo per singole manifestazioni o comunque inferiori all’anno, è di norma pari ad anni 10 (dieci), fatta salva diversa volontà da deliberarsi con relativo provvedimento del Consiglio Comunale.

Art. 22 Divieto di introduzione di animali

1. Negli impianti sportivi di regola non possono essere introdotti animali, salvo autorizzazione del dirigente o funzionario competente addetto alla gestione che ne assume la responsabilità insieme al proprietario dell’animale. Tale autorizzazione non è richiesta per i cani guida e per quelli usati per pubblica sicurezza.

Titolo IV Palestre Scolastiche

ART. 23 Uso delle palestre, aree di gioco e degli impianti scolastici comunali.

  1. In applicazione dell’art. 90, 25° comma, legge 27 dicembre 2002, n. 289 le palestre, le aree di gioco e gli impianti sportivi scolastici, compatibilmente con le esigenze dell’attività’ didattica e delle attività sportive della scuola, comprese quelle extracurriculari organizzate dalla scuola stessa, devono essere posti a disposizione: delle Federazioni Sportive affiliate al CONI, a società, associazioni sportive dilettantistiche o enti di propaganda sportiva, aventi sede nel medesimo comune in cui ha sede l’istituto scolastico o in comuni confinanti.
  2. Il Comune o la Municipalità competente deve, in ogni caso, garantire lo svolgimento di attività formative e motorie, curriculari ed extracurriculari all’utenza delle istituzioni scolastiche prive, anche solo temporaneamente, di palestra. A tal fine, nei casi di necessità, il Comune o la Municipalità competente può revocare le eventuali concessioni a terzi di palestre scolastiche o di impianti sportivi. L’utilizzazione congiunta della stessa palestra scolastica da parte di più scuole è disciplinata da convenzione stipulata tra i Dirigenti Scolastici interessati e sottoscritta dal Dirigente responsabile della Gestione Impianti Sportivi del Comune, per quanto di rispettiva competenza.
  3. Per quanto non espressamente derogato, per la assegnazione, l’uso e la gestione dei degli impianti sportivi interni agli edifici scolastici si applicano le norme del presente regolamento compatibilmente con la vigente disciplina scolastica, garantendo la imparzialità nell’assegnazione ed il buon andamento della gestione degli impianti delle aree di gioco e delle palestre scolastiche.
  4. Di norma, la durata delle convenzioni relative agli impianti di cui al presente articolo è di cinque anni senza possibilità di proroga tacita, salva diversa determinazione del Comune da adottare con apposita deliberazione consiliare, vincolante per tutte le Municipalità.

Art. 24 Competenza dei Consigli d’Istituto

1.- Il consiglio d’Istituto è l’ organo competente, ai sensi dell’art. 33 comma 2 del Decreto Interministeriale n. 44 del 01.02.2001, alla determinazione dei criteri e dei limiti per l’utilizzazione dei locali, beni o siti annessi all’istituzione scolastica, da parte di soggetti terzi, per la conseguente attività negoziale di competenza del dirigente scolastico. Ai fini dell’affidamento degli impianti sportivi scolastici di cui al presente titolo IV, è richiesto ai Consigli d’Istituto di consentire, il più ampio funzionamento delle strutture scolastiche a beneficio dei cittadini ed utenti. Pertanto, nell’ambito dei propri  Regolamenti Interni i Consigli d’Istituto, espliciteranno, le modalità di esercizio del diritto di utilizzo dell’impianto, il calendario delle disponibilità e le clausole sociali richieste  in favore delle classi svantaggiate allo scopo di garantire un congruo numero di  ingressi e/o di iscrizioni ai corsi di pratica sportiva agevolate o gratuita. I Consigli d’Istituto che non consentono l’uso degli impianti scolastici devono adeguatamente motivare la decisione negativa che dovrà essere inviata senza indugio alla competente Municipalità, al Servizio Gestione Impianti Sportivi ed al Presidente della Commissione Consiliare permanente impianti sportivi del Comune affinché ne prendano cognizioni e ne valutino la fondatezza secondo i criteri ed i principi enunciati dall’art.  90, 25° comma, legge 27 dicembre 2002, n. 289.

2.- La concessione in uso delle palestre scolastiche è disposta dal Comune, attraverso le Municipalità, previo assenso obbligatorio e vincolante dei Consigli d’Istituto, sui criteri di cui al precedente comma 1, ed è limitata alle attività ludiche e sportive anche agonistiche. Allo scopo si procede ad acquisire da parte delle istituzioni scolastiche il calendario delle disponibilità,  entro il 30 gennaio dell’anno scolastico precedente a quello cui si riferisce la concessione. Il Comune annualmente effettua una ricognizione per censire le strutture disponibili da concedere in utilizzo.

3.- L’affidamento in concessione degli impianti sportivi scolastici avviene a cura della Municipalità competente previa attivazione di procedimento di evidenza pubblica, a mezzo pubblicazione di un avviso presso l’Albo pretorio del Comune e sul sito internet della singola Istituzione scolastica riportante l’elenco  delle sedi scolastiche e dei rispettivi orari e giorni disponibili per l’utilizzo, distinto per ogni singola Municipalità.

4.- L’istanza deve essere presentata all’Istituto Scolastico, alla Municipalità competente ed all’Ufficio Gestione Impianti Sportivi del Comune di Napoli.

5.- Alla domanda dovranno essere allegati tutti i documenti richiesti dal bando o dall’atto di avviso che è redatto a cura della Municipalità.

6.- Ogni soggetto interessato può presentare la propria candidatura anche per più di una palestra scolastica dovendo però all’esito dell’aggiudicazione optare per un solo impianto.

7.- La municipalità procede a valutare le istanze pervenute e a stilare una graduatoria per l’assegnazione congiuntamente al Dirigente Scolastico o un suo delegato.

Art. 25 Criteri di aggiudicazione.

1.- La competente Municipalità congiuntamente al Dirigente Scolastico, una volta acquisito il parere positivo dell’ente scolastico procede all’individuazione dei soggetti a cui affidare l’impianto secondo i seguenti criteri di preferenza e valutando la migliore offerta formativa/gestionale/sportiva:

1) Istituzioni scolastiche, per attività ludico sportive extracurricolari;

2) Associazioni e/o Società sportive dilettantistiche di alunni e  genitori affiliati a federazioni sportive;

3) Federazioni, associazioni, società sportive riconosciute dal CONI o affiliate a enti di promozione sportiva;

4) Associazioni sportive studentesche e/o gruppi sportivi scolastici;

5) Associazioni del tempo libero per l’effettuazione di attività sportive, formative, ricreative ed amatoriali;

6) Singoli cittadini limitatamente agli impianti, individuati dalla Municipalità competente, dove possono svolgersi discipline sportive di tipo esclusivamente individuale.

2.- La competente Municipalità, unitamente all’istituto scolastico vigila sul corretto utilizzo e la buona conservazione degli impianti sportivi nell’ambito delle proprie competenze.

3.- I poteri di vigilanza e controllo di cui al punto precedente non implicano, in alcun modo, la responsabilità dell’istituzione Scolastica nell’uso dell’impianto sportivo, delle attrezzature e degli accessori relativi, che ricade sempre ed esclusivamente sui concessionari, vincolati al rispetto delle norme in materia di Sicurezza

4.- Il concessionario d’uso è tenuto al corretto utilizzo dell’impianto nel rispetto della vigente normativa e di tutte le norme contenute nel presente regolamento, ivi comprese quelle sanitarie e di controllo della compatibilità dell’attività sportiva e/o ludica con lo stato di salute dell’utente non assumendo l’amministrazione alcuna responsabilità. Il concessionario è tenuto a munirsi di apposita polizza assicurativa per i danni a cose ed a terzi.

5.- Il concessionario d’uso è tenuto al pagamento proporzionale di tutte le utenze e dei consumi come stabilito nel bando.

6.- Sono altresì a carico del Concessionario le spettanze per le  spese relative alla ordinaria manutenzione degli ambienti ottenuti in concessione, nonché dell’acquisto delle attrezzature sportive, che restano a disposizione delle scuole per l’utilizzo in orario scolastico.

7.- La pulizia delle palestre dovrà essere garantita dal concessionario che, all’atto della domanda di concessione, dovrà indicare il nominativo dell’addetto ed il responsabile della custodia.

TITOLO V CONTRIBUTI IN FAVORE DELLO SPORT

Art. 26 Fondo di promozione sportiva.

1. Al fine di agevolare la pratica sportiva agonistica dilettantistica, nella programmazione economico finanziaria e secondo le disponibilità di bilancio, il Comune di Napoli è tenuto a stanziare un Fondo di Promozione Sportiva, volto a sostenere la partecipazione degli atleti napoletani alle competizioni nazionali.

2. Il Fondo di Promozione Sportiva di cui al comma che precede sarà utilizzato esclusivamente per il rimborso delle spese sostenute dalle associazioni e società sportive dilettantistiche per il trasporto, il vitto e l’alloggio per ogni atleta partecipante che si classifichi nei primi 5 posti ai Campionati Italiani organizzati da Federazioni Sportive riconosciute dal C.O.N.I.

3. A tal fine ogni associazione o società sportiva dilettantistica avrà diritto, fino ad esaurimento della provvista messa a disposizione del Fondo di Promozione Sportiva, e secondo l’ordine delle richieste, alla corresponsione di una diaria giornaliera non superiore ad €. 100,00 (cento) per ogni atleta utilmente classificato e previa esibizione della documentazione fiscale.

TITOLO VI DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. 27 
ENTRATA IN VIGORE ED ABROGAZIONE DI NORME

1. Il presente regolamento entra in vigore alla data di avvenuta esecutività della deliberazione di approvazione.

2. All’entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con quanto da esso previsto e, in particolare, il regolamento d’uso degli impianti sportivi approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 280 del 23 settembre 1997.

Art. 28 NORME TRANSITORIE

1. Restano in vigore le convenzioni in corso alla data della entrata in vigore del presente regolamento alle condizioni e secondo i tempi nelle stesse stabilite.

2. Resta, altresì, in vigore il tariffario per l’uso degli impianti sportivi comunali deliberato dal Consiglio Comunale sino a quando non si provveda a modificarlo.

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