Le Crociere Sui Mari tra Ambiente e Divertimento

Balconi Sul Mare: Una inchiesta del Giornale tedesco Der Spiegel del 10 agosto scorso che vale la pena leggere per capire quanto l’uomo stia consumando la Terra e quanto gli interessi economici sopravanzino i diritti. Le Navi da crociera giungono nei nostri porti, in alcuni casi “attraversando” le città, portandoci la ricchezza del turismo, ma quanto del nostro ambiente e della nostra salute siamo disposti a sacrificare? Questa lettura apre una prospettiva diversa che ci deve far riflettere…

Buona lettura

Traduzione a cura di Enrico Palazzi e Georg Demetz

Turismo di massa. Il boom delle crociere mostra sempre più spesso il suo lato odioso: le navi appestano l’aria e gli oceani, i loro passeggeri vogliono sentirsi a bordo come a casa e fanno escursioni in “squadre”.
Anche le città costiere più difficili da raggiungere, non sono più al riparo dai croceristi. Chi paga il prezzo per questa follia?

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La nave “Mein Schiff 6”, lunga quasi 300 m, alta sull’acqua quasi 60 m, sarebbe per i pirati un grasso bottino. Nel momento in cui è salpata, a fine giugno, da Trieste, aveva caricato 9,5 tonnellate di carne fresca, 5,3 tonnellate di pesce e crostacei, 14,4 tonnellate di verdura,11,6 tonnellate di frutta, 28000 uova, 7100 croissants, quasi 14000 litri di birra, vino e prosecco.

Da qualche parte, nella pancia profonda della nave, sono conservati anche 32 kilogrammi di caviale e un paio di centinaia di bottiglie di champagne; provviste per 3500 anime che si mettono in mare per sette giorni: circa un migliaio di uomini d’equipaggio e 2534 crocieristi di questo primo scorcio del 21o secolo.

Il mare davanti a Trieste è tranquillo in questa sera di domenica; a bordo la musica rimbomba così forte, da raggiungere ogni angolo della nave. Sta andando una canzone che chiamano: “L’inno della partenza” e che unisce ormai numerose generazioni di ospiti della flotta “Mein Schiff”.

“Oh, grande libertà, io ho nostalgia di te” – canta la banda “Unhelig”. “ Tu sei un figlio del mare, ed il mondo giace ai tuoi piedi “.

La canzone si adatta bene alle parole che, in caratteri cubitali, sono dipinte sui fianchi della nave: Stupore. Meraviglia. Respiro. Benessere. Sarebbe stata, in passato, una vera sventura se una canzone popolare tedesca avesse diffuso le sue note nel Golfo di Trieste. È possibile che oggi sia nuovamente così, anche se per motivi del tutto diversi. In giro per il mondo esplodono già nuove battaglie etiche, che trasformano per certi

versi in un campo minato ideologico il regno delle vacanze e del turismo – e l’industria crocieristica in particolare.

Una delle cose caratteristiche dell’ecologismo è, sin dal suo nascere, il trovarsi in contraddizione non soltanto con l’economia organizzata in modo capitalistico, ma anche con la libertà individuale. Si pongono oggi ovunque domande intorno al modo di vivere tipico delle società del benessere, alle quali riesce sempre più difficile provare un soddisfatto sentimento di benessere davanti al cambiamento climatico. È ragionevole volare da Berlino a Trieste e poi incrociare per le acque del Mediterraneo un’intera settimana con una nave? È un atteggiamento responsabile quello di andare in giro per il mare, per divertimento, se, per questo, vengono bruciate ogni ora sino a 5 t di carburante, di preferenza olio combustibile pesante, come è anche il caso della nave “Mein Schiff 6”, di cui stiamo parlando? Non è una scena vergognosa quella a cui si assiste, quando uno di questi hotel galleggianti, grandi e pesanti come un condominio, scivolano sin dentro la delicata e fine Venezia o davanti al centro storico di Dubrovnik? E, ancora, non nota forse chiunque quanto assurda sia la simultaneità tra le crociere e le barche dei migranti nel Mar Mediterraneo?

Mentre alla fine di giugno, davanti a Trieste, a poppa, scompaiono le luci della costa, nei 12 bar della nave “Mein Schiff” si dà l’attacco alle scorte di birra, vino e prosecco. Ad uno dei balconi troviamo i coniugi Pape: Dietmar e Renate, lui di 78 anni e lei di 74, entrambi insegnanti in pensione provenienti da Braunschweig, alla loro sesta crociera. Sul ponte troviamo invece il capitano Simon Boettger, 37 anni, dello Holstein, il quale, da 17 anni, viaggia in mare e ha anche lavorato sulla MS “Deutschland”: la “nave da sogno famosa in tutto il mondo “. Inoltre, sottocoperta: Harold, un lavoratore anonimo della squadra per l’igiene il quale, per 2,81 dollari all’ora di stipendio, per sette giorni la settimana, si prende cura di garantire la pulizia, che viene così tanto stimata importante dai passeggeri della crociera. La nave “Mein Schiff 6” è stata costruita per ospitare più di 2500 passeggeri ed è una delle sette navi della ditta TUI Cruises. Ci si muove in un mercato globale in crescita: nel 2018 furono 28,5 milioni i vacanzieri in tutto il mondo che scelsero di fare una crociera, quasi 11 milioni in più rispetto al 2009. Soltanto il numero dei tedeschi è, nei passati 10 anni, più che raddoppiato, arrivando a 2,2 milioni; in Europa sono soltanto gli inglesi ad essere altrettanto entusiasti delle crociere. Il trend indica una salita vertiginosa verso l’altro. L’associazione dell’industria crocieristica, CLIA, muove dal presupposto che, di qui al 2030, 6 milioni di tedeschi potrebbero scegliere di trascorrere le loro vacanze annuali a bordo di una nave. Che cosa vi cercano? I coniugi Pape, da Braunschweig, fanno normalmente le loro vacanze in camper; le crociere sono per loro qualcosa di molto particolare, con cui si regalano una ricompensa di tanto in tanto. Durante un viaggio di ritorno in camper dal sud, sono giunti una volta davanti al porto di Trieste ed hanno, dall’autostrada, dall’alto, visto le navi e l’acqua scintillante e hanno deciso, una volta o l’altra, di prendere il largo da qui. Durante la settimana a bordo della nave “Mein Schiff 6”, i Pape siedono ogni sera, intorno alle 18, davanti alla finestra nel ristorante “ Atlantico-Mediterraneo “, al ponte quattro. Si godono le cinque portate che sono comprese nel prezzo, bevono il Rosè, che è sua volta a disposizione senza un sovrapprezzo. Fanno i calcoli per capire dove vogliono concedersi un’escursione e dove invece possono rinunciare. Dubrovnik la conoscono già, per cui si recheranno senza guida ad esplorarla. A Kotor, invece, mettono in conto di fare un’escursione, poiché lì non ci sono mai stati. La cosa più importante è, per loro, alloggiare in una cabina con balcone. Senza questa, è chiaro, non avrebbero nemmeno iniziato la crociera. I Pape hanno prenotato la tariffa “cabina flessibile Flex”, per € 1500 a persona, il che significa che soltanto pochi giorni prima della partenza avrebbero saputo quale cabina gli sarebbe stata assegnata. A casa loro, a Braunschweig, dormono in stanze da letto separate, in crociera invece condividono lo stesso letto. Dopo cena Dietmar Pape si prende una birra, sua moglie un drink analcolico al bar e si godono il tramonto sul balcone. E’ significativamente molto pratico, per loro, il fatto che, durante le notti nel Mediterraneo, si possa semplicemente tenere aperta la porta balcone…

Sicurezza ed igiene sono molto quotate presso i passeggeri della crociera. Le crociere sono il modo più comodo di scoprire il mondo, dicono, nelle rilevazioni del settore, gli intervistati per più dell’80% e questo si lascia facilmente interpretare come una reazione alle crisi attuali. I tempi nei quali ci si poteva recare a Damasco, in viaggio di formazione, possibilmente seguendo vie terrestri, sono, fino a nuovo ordine, del tutto “out”. I, un tempo classici, paesi di vacanza come l’Egitto, la Tunisia o la Turchia sono stati fortemente danneggiati a causa di attacchi terroristici ed altri sconvolgimenti. Il paese straniero, nel quale un tempo si apriva la possibilità di ampliare il proprio orizzonte, appare ora più minaccioso che mai. L’industria crocieristica promette di aiutare ad avere una vacanza senza pentimenti, dando ad intendere di poter far sposare insieme due mondi che non possono essere uniti: nella cabina con balcone si fondono il viaggio verso luoghi lontani e il sentirsi a casa, il viaggio in cui si è presso di sé e allo stesso tempo altrove. Durante il tour della nave “Mein Schiff 6”, da Trieste a Malta, sempre lungo la costa, i Balcani si trovano sempre lontani soltanto un tiro di schioppo dai balconi ed è questa, in definitiva, tutta l’idea. Ciò che è estraneo conserva il suo fascino, ma non spaventa più. Il mondo si risolve in gite ben organizzate e il movimento con gli altri segue un chiaro e ben orchestrato piano quotidiano. Nessuno deve provare ansia, se nel frattempo non dovesse trovare una toilette ben ordinata, perché tanto è garantito il ritorno ad un proprio lavandino e, contro la nostalgia di casa, ci sono il polpettone e i piatti tipici della cucina tedesca. I Pape possono non riconoscere in tutto questo qualcosa di avulso dalla realtà o di superficiale, e desiderano – così dicono – semplicemente lo svago multiforme del viaggio in nave. Il fatto che, durante una sola settimana, possano vedere così tanti posti diversi è considerato bello. Che il viaggio, dal decollo ad Hannover fino al viaggio di ritorno in aereo dalla Valletta sia reso possibile attraverso una prenotazione, è considerato pratico. Come clienti abituali di TUI Cruises , racconta il signor Pape, essi ricevono continuamente per mail delle offerte e, quando una di queste appare loro interessante, allora se la aggiudicano. Particolarmente affascinanti hanno trovato le isole greche: ragion per cui vogliono presto recarsi lì nuovamente. Ci sono anche, certamente, dei contrattempi, ma solo di piccola entità… La loro cabina, questa volta, si trova presso una scala spesso frequentata ed è posta sopra un Imbiss, che rimane aperto ad ogni ora. I troppi corpi in piscina, racconta la signora Pape, le molte persone, questo è per loro qualche volta un po’ eccessivo… Ma hanno apprezzato il fatto che si possa, come in Francia, mangiare a bordo cibo molto raffinato e che questo sia compreso nel prezzo. Inoltre apprezzano le piccole porzioni. Qualche volta, dice la signora Pape, per molto tempo non succede nulla in un viaggio di questo genere. “Ma questo starsene a guardare il mare, io lo trovo veramente eccezionale “.

TUI Cruises aspira ad offrire le crociere tedesche “Premium” per i vacanzieri dalla Germania. E quindi ci si comporta in modo confacente. Il check-in a Trieste scorre liscio. Successivamente ogni passeggero ottiene, in corrispondenza della sua carta di credito, una carta di bordo collegata la quale, durante la settimana, viene utilizzata per i pagamenti e che serve anche come cartellino orario prima e durante le escursioni, affinché nessuno venga dimenticato all’estero. TUI Cruises sa, grazie alla carta di bordo, quando un passeggero entra ed esce dalla sua cabina. Quali ristoranti a pagamento visita. Quali creme solari compra. Tutto questo serve alla continua ottimizzazione dell’offerta. In occasione del primo ingresso in cabina viene fatto passare un film di benvenuto per i passeggeri su un bianco televisore a schermo piatto. Viene mostrata un’illustrazione: un disegno della nave dalla quale spuntano delle foglie verdi, come se si trattasse di un albero. “La flotta “Mein Schiff” stabilisce nuove norme riguardo all’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni e difesa delle risorse“, racconta una voce maschile. Essa utilizzerebbe circa il 30% di energia in meno rispetto alle altre navi con cui può essere confrontata. Le emissioni di zolfo verrebbero, attraverso il sistema di trattamento dei gas di scarico, abbattute fino al 99%, l’ossido di azoto al 75% e il particolato al 60%. Sul canale 11 della televisione di bordo scorrono prese in diretta della piscina. Ancor prima che la valigia sia portata all’interno della cabina, grazie al film deve venire stimolata l’impressione che un eventuale scetticismo riguardante questioni relative all’ambiente è fuori luogo: l’ospite può sintonizzarsi nella modalità “benessere” senza cattiva coscienza. La

nave “Mein Schiff 6” viaggia non sotto bandiera tedesca, ma maltese, benché sia stata “battezzata” il 1 giugno 2017 nel porto di Amburgo davanti alla Filarmonica dell’Elba. Per la festa inaugurale vennero Natascha Ochsenknecht, Heino e Didi Hallervorden. A bordo nulla ricorda Malta, ma tutto Amburgo. La galleria commerciale sul ponte 4 si chiama Neuer Wall, come la strada amburghese degli acquisti; il teatro al ponte 3 si chiama “Grosse Freiheit”, e nel bar “Aussenalster”, sul ponte 14, le bevande comprese nel prezzo sono: Pils di Bitburger, la birra chiara Paulaner, e l’atmosfera li è solitamente molto piacevole. Il mattino comincia con un annuncio: con voce rassicurante si presenta “la vostra Wiebke”, la direttrice della crociera. E’ lei che presenta i punti salienti del programma quotidiano, promuove attività di bordo e offerte all’interno dei negozi. Nei giorni di navigazione, quando gli ospiti non possono uscire dalla nave, rimangono soltanto i negozi a bordo per placare il desiderio consumistico. Le spese dei passeggeri nei negozi di bordo costituiscono fino a 1/5 delle vendite di una crociera. Il prezzo base per una settimana di crociera si attesta ovunque mediamente intorno ai $ 1300 a persona, in Germania intorno ai € 1500. In aggiunta, ogni ospite spende in media dai 200 ai € 300 nei bar e nei caffè a bordo, quasi € 100 per le escursioni, € 50 per gli ingressi nelle Spa. Inoltre ogni giorno si aggiungono € 20 per le mance. E poi ci sono anche questi continui inviti a spendere del denaro per degli extra: degustazione di carni nella Steakhouse, sul ponte 5 (€ 30), workshop “Il mio sapone – un pezzo di vacanza per quando si è a casa” (€ 20)… Soltanto incontrarsi al bar Diamant al ponte 5 non costa nulla. Dal lato opposto del TUI bar, al ponte 4, i passeggeri possono, parlando con un consulente di viaggio, già prenotare la prossima crociera con il 3% di sconto. Se la TUI in Germania gestisse un hotel dell’ordine di grandezza della nave “Mein Schiff 6”, il gruppo industriale dovrebbe versare imposte sul valore aggiunto e l’imposta sull’industria e ai suoi impiegati pagare i contributi sociali, previdenziali ed assicurativi e non potrebbe offrire lavoro sotto il salario minimo per l’industria alberghiera che ammonta a 9,19 euro per ora. I collaboratori avrebbero diritto alle ferie e a prender parte al consiglio di gestione, il quale è deputato a rappresentare i loro interessi. In mare aperto questi obblighi non ci sono. È anche per questo motivo che l’industria crocieristica cresce in modo così impetuoso: perché sul mare può guadagnare denaro in modo comparativamente deregolato. Inoltre, il modello aziendale si basa sul fatto di sfruttare al meglio le poche regole. Le navi vengono immatricolate in paesi che, sotto il profilo fiscale e delle imposte, sono “amici”; le sedi delle imprese stesse vengono poste in Liberia, Panama o anche a Malta. In questo modo i pagamenti delle tasse sono evitati nell’ordine di grandezza di miliardi e gli impiegati possono essere occupati a condizioni lavorative come quelle che si trovano nei Sweatshops. Tutto è subordinato al profitto. Si risparmia perfino sulle scialuppe di salvataggio, al fine di poter affittare un maggior numero di cabine col balcone. Le 13 scialuppe di salvataggio che si trovano sulla nave “Mein Schiff 6”, secondo il capitano, sono sufficienti per 2534 passeggeri. In caso di necessità l’equipaggio dovrebbe provvedere a salvarsi grazie alle isole di salvataggio. La manutenzione delle scialuppe di salvataggio è costosa. A considerare i molti annunci e le offerte delle compagnie crocieristiche sorge l’impressione che l’industria delle crociere consti di una moltitudine di aziende, che sarebbero tra loro in concorrenza. Ma in realtà è proprio il contrario. L’industria crocieristica è un oligopolio: quattro gruppi industriali: Carnival Cruise, Royal Caribbean, Norwegian Cruise Line ed MSC dominano, per più del 90%, il mercato. Realizzano rendite da fatturato da capogiro, che gli altri settori possono soltanto sognarsi. Le moderne navi da crociera rappresentano un’evoluzione orientata al tipo di vacanze preferite dagli americani. A Miami, Florida, si conobbero intorno alla metà degli anni ‘60, inizio degli anni ‘70, tre uomini con grandi idee. Ted Arison, era un uomo d’affari israeliano, Knut Kloster e Arne Wilhelmsen che venivano da una dinastia di armatori norvegesi. Sebbene i tre uomini fossero fondamentalmente diversi, erano però uniti da una visione: erano convinti che avrebbero potuto guadagnare molti soldi, se fosse riuscito loro di fare in modo che le persone si divertissero sulle navi da crociera. Kloster e Arison fondarono la Norwegian Cruise line, Arison la Carnival Cruise e Wilhelmsen la Royal Caribbean Cruises. Essi tolsero, per così dire, la polvere alla vecchia e fredda immagine della crociera, allentarono le regole dell’etichetta, offrirono viaggi vicino ai Caraibi e presero a guadagnare soprattutto col gioco d’azzardo,

che era consentito al di fuori della zona delle 12 miglia. Siccome la maggior parte degli americani non aveva più che 15 giorni di vacanza all’anno, si poteva prenotare una crociera anche soltanto per tre giorni. I casinò e gli alberghi galleggianti si trasformarono nel corso dei decenni in Resorts galleggianti con onde artificiali per i surfisti e piste di pattinaggio sul ghiaccio per pattinatori. Quanto più grandi erano le navi, tanto più a buon prezzo gli armatori potevano offrire le crociere e tanti più ricavi potevano ottenere. E fu così che nacque la attuale flotta della Royal Caribbean, che sembra uscita da un film fantasy. La “Sinfonia dei mari”, l’”Oasi dei mari”, l’”Allure dei mari” viaggiavano sul mare con più di 5000 passeggeri, piccole città galleggianti alla caccia del massimo “shareholder value”. La società GmbH TUI appartiene per una metà alla TUI e per l’altra ad una holding olandese della Royal Caribbean. TUI Cruises l’anno scorso, secondo il rendiconto di gestione, ha contribuito al risultato del complesso industriale TUI con un guadagno di 200 milioni di euro. Royal Caribbean ha registrato un guadagno netto di 1,9 miliardi di dollari, la concorrente Carnival 3,2 miliardi di dollari, e le due aziende sono entrambe quotate in borsa. Dal momento che la nave “Mein Schiff 6” viaggia battendo bandiera maltese, non hanno luogo ad essere applicate le tasse sulle vendite di bordo. TUI Cruises deve pagare a Malta soltanto le imposte per la registrazione della nave. La “Mein Schiff 6”, che si presenta così tedesca, è così poco una nave tedesca come lo sono le navi della flotta “Aida”. Questa appartiene infatti alla società armatoriale Costa, figlia al 100% della Carnival Cruise, l’azienda leader del settore. I Pape di Braunschweig fanno la loro vacanza e si godono il loro tempo sul balcone. Sì, c’erano state anche delle persone, nella loro cerchia di conoscenze, che li avevano rimproverati, quando loro erano partiti ancora una volta per una crociera. Ma cosa vuoi farci? E questo film sull’ambiente nella cabina che chiarisce in che modo pulito viaggi la nave Mein Schiff 6, “questo non può proprio essere una bugia”, dice Renate Pape. Durante i giorni di navigazione, sul ponte -solarium, non rimane libera neanche una sdraio. I crocieristi più esperti si prenotano il loro posto preferito presso la piscina già di primo mattino con gli asciugamani. Sulle grandi navi da crociera i passeggeri devono faticare per ottenere il posto che bramano. Siccome gli asciugamani “benessere” sulla nave Mein schiff 6 sono tutti uguali, qualche volta ai margini della piscina “benessere” si giunge a delle dispute. Queste e simili scene in futuro diventeranno parte del viaggio. La situazione, alla fine di giugno, è che 124 nuove navi da crociera, con un volume di ordinazioni di più di 69 miliardi di dollari, verranno costruite nei prossimi anni. Da tempo ormai non ci sono più limiti alle mete turistiche. Coloro che parlano della “vergogna” di viaggiare in aereo, dovranno anche trovare una nuova parola, per descrivere questa situazione: che delle persone viaggeranno in crociera in Antartide per osservare le calotte polari durante lo scioglimento. E in quella berranno del Prosecco…

A Dubrovnik, la “Mein Schiff 6” attracca poco dopo le sette del mattino. Ciò significa che sarà l’unica nave da crociera nel porto. Dubrovnik, la perla dell’Adriatico, costituisce in modo particolare uno spaventoso esempio del fenomeno del cosiddetto: “overtourism”, l’occupazione nemica di una città attraverso il turismo di massa. “Lasciatevi incantare dal fascino di Dubrovnik, attraverso una passeggiata nelle vie pittoresche del centro storico “, si legge nel programma giornaliero che ogni sera viene esposto. Chi dovesse trovare questo noioso, ha sempre la possibilità di guardare a teatro “Games of thrones”.

Gli ospiti vengono portati, per soli 9 euro, con bus da viaggio sin davanti al centro storico di Dubrovnik. La città è circondata da una cinta muraria percorribile a piedi ed è designata dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Il più importante motivo di attrazione sarebbe la più antica farmacia d’Europa nel chiostro francescano, che fu aperta nel 1317. Ma adesso è chiusa perché è un giorno festivo. Già al mattino ci sono quasi 40°. Davanti alla porta cittadina aspettano centinaia di persone che spingono per poter entrare nella città vecchia di Dubrovnik: visitatori da ogni parte del mondo che seguono il cartello della loro guida di viaggio. L’ingresso alle mura cittadine costa 200 Kune croate, quasi € 30, ma questo non tiene lontano nessuno. Il giro delle mura avviene stando tutti vicini vicini, in fila indiana, e dura una buona mezz’ora. Ogni selfie provoca una coda. Davanti alla città luccica il mare. Personale sanitario mette sulla nuca dei turisti delle

borse del ghiaccio. Circa 3 milioni di visitatori hanno inondato la città storica durante l’anno passato. Più di 400 navi da crociera hanno attraccato in porto: è un duro e crudele assedio. I turisti giornalieri portano soldi, ma non hanno bisogno dei negozi per le esigenze quotidiane. Dove c’erano fornai a Dubrovnik, ora vengono vendute cianfrusaglie cinesi. Là dove si trovavano i macellai, vengono ora posti sul banco dei souvenir del Game of Thrones. Dove prima c’erano i residenti, ora si sente parlare soltanto inglese. “Quando, dopo la guerra, giungevano a Dubrovnik le prime navi da crociera, noi eravamo lì a riceverle con la nostra orchestra di strumenti a fiato “, racconta Mato Frankovic, sindaco di Dubrovnik, raggiunto al telefono dallo Spiegel. “ In queste navi noi avevamo visto il futuro “. Adesso è con fatica che si torna indietro, al passato.

Da quest’anno possono attraccare contemporaneamente nel porto di Dubrovnik solo due navi da crociera, una terza soltanto a partire da mezzogiorno. Dal prossimo anno potranno sbarcare ogni giorno solo fino a 4000 passeggeri; dal 2021, secondo Francovic, verrà esatta un’imposta straordinaria di due euro per passeggero. Inoltre, le navi da crociera che sino ad ora durante la loro permanenza nei porti, per ragioni relative ai costi, mantenevano accesi i loro motori, al fine di produrre l’energia di cui avevano bisogno in modo conveniente; le navi da crociera dovranno tassativamente provvedere alla loro alimentazione energetica mediante allacciamento agli impianti della rete di terra. Tutto questo è per la città e per il suo sindaco un discorso scabroso e difficile. L’80% degli abitanti di Dubrovnik vive infatti di turismo. E questo frena lo slancio nella lotta a favore di una maggiore sostenibilità e di una riduzione del turismo stesso.

A Venezia le cose vanno anche peggio. Le voci critiche dicono che la città lagunare, diversamente da Dubrovnik, si è svenduta completamente all’industria crocieristica. Il porto crocieristico è gestito da una società per azioni che appartiene in misura massiccia al complesso industriale americano Carnival Cruise e ad altre società crocieristiche. Alla stazione marittima possono ormeggiare sino a 10 navi contemporaneamente e in alta stagione è proprio quello che succede. Se prima non si trovavano più camere libere, non era naturalmente più possibile che qualcuno pernottasse oltre il limite dei posti. Oggi le navi da crociera aggiungono alla Serenissima una specie di un’aggiuntiva isola artificiale, per la quale non deve essere ottenuto ulteriore terreno. L’arrivo e la partenza dei condomini galleggianti si svolge lungo il corso del canale della Giudecca, davanti al Palazzo Ducale e a piazza San Marco. Chi si trova in città durante il loro passaggio, avverte quasi epidermicamente la sproporzione tra le gigantesche navi e la fragile città. Il passaggio appartiene in effetti alle attrattive offerte ai crocieristi, i quali possono godersi la strepitosa visione dal loro balcone e dal parapetto, a dispetto di tutto. È un’immagine plastica della tracotanza umana e del consumismo privo di pensiero e, contestualmente, il peggior incubo per i pochi veneziani che ancora si difendono.

“No grandi navi” – si chiama un’iniziativa cittadina che, regolarmente, cerca di proibire l’ingresso delle città galleggianti con piccole imbarcazioni. Ora sembra che essa possa cominciare a registrare i primi successi.
Il Financial Times, giovedì scorso, ha riferito che, a partire dal mese di settembre, alcune navi da crociera dovrebbero venire deviate. La nave “Mein Schiff 6” non si ferma a Venezia durante il suo viaggio attraverso il Mediterraneo. I coniugi Pape di Braunschweig sono già stati però molto spesso nella città lagunare. Questa volta faranno due escursioni, quella denominata: “ Perle della costa adriatica in un piccolo circuito“, ossia verso Kotor in Montenegro e poi un viaggio di gruppo a Matera, presso Bari, per visitare i Sassi. La signora Pape spiegherà che entrambe le gite le hanno però fatto saltare i nervi. L’escursione “ Perle “ è costata € 75, i partecipanti sono stati al mattino condotti attraverso il Golfo di Kotor in scialuppa di salvataggio, mentre la nave stazionava nella rada. La gita è proseguita con una guida attraverso il centro storico di Kotor, ma, a causa del gran caldo, non è durata a lungo. Al mercato c’erano delle albicocche fresche che, come sempre, potevano essere mangiate soltanto a proprio rischio e pericolo. In un film sulla sicurezza proiettato a bordo della nave, la compagnia TUI Cruises ha messo in guardia tutti i passeggeri dal consumo di frutta cruda nei paesi coinvolti nelle escursioni. La società del rischio mette le sue trappole dappertutto.

All’inizio della cena intorno alle 18:00 tutti gli escursionisti erano di ritorno sani e salvi a bordo della nave. Nel ristorante Atlantico-Mediterraneo, sul ponte 4, la nostra coppia di coniugi ha mangiato: stufato di pollo con polenta di castagne, seguita da Loup de mer con orzo perlato, il tutto accompagnato da un Rosè, senza sovrapprezzo. Kotor, Montenegro, tutto molto bello, ma non è strettamente necessario che nell’ambito di una crociera vengano visitati… Matera è stata ancor peggiore. Il viaggio in autobus per arrivarci è durato un’ora e mezzo all’andata e un’ora e mezzo al ritorno, la permanenza è durata due ore e mezza, un’unica e continua marcia forzata nella calura. La guida, racconta la signora Pape, ha indicato loro il posto in cui si trova un interessante museo, ma tempo per andare a visitarlo non ne avrebbero avuto. Il signor Pape spiega che, poi, la guida ha lasciato una mezz’ora di libertà in un posto del tutto inondato di sole, “ dove non si poteva trovare da nessuna parte un locale “. Per l’ultima discesa la coppia non ha prenotato nessuna escursione: ha deciso di esplorare la città di propria iniziativa. Una sera, nel corso di quella settimana, si è presentato nel teatro della nave il capitano con la sua squadra. Simon Boettger porta i suoi capelli biondi impomatati all’indietro. “Ci sono degli Svevi qui”? chiede il capitano per riscaldare l’atmosfera, “li riconoscerete, per il fatto che vogliono affittarvi le sdraio in piscina”. Risate, applausi. Si nota subito che a questo capitano piace fare il mattacchione. Boettger presenta il capo della sicurezza come fosse la CIA, l’FBI, la cavalleria della nave. L’ufficiale di origine serba competente sull’ambiente viene presentato come “La nostra Greta Thunberg”. Il Serbo spiega che lui è responsabile degli impianti di depurazione e trattamento dei gas di scarico ed ha inoltre per gli ospiti anche un suggerimento molto particolare: “ Per risparmiare l’acqua, fatevi la doccia in due e bevete molta birra! “

Più tardi, nel corso della settimana, il capitano Boettger fa un’altra comparsata. Un pomeriggio è organizzato l’evento: “L’ora delle domande al capitano”. Boettger porta questa volta un abito bianco che gli sta così stretto, come se fosse direttamente pennellato sul suo corpo snello. Sul grande schermo alle sue spalle viene mostrato uno schizzo della nave. “La “Mein Schiff 6” è lunga 2,8 campi di calcio” – spiega il capitano e, facendo lo spiritoso: “in pratica due campi di calcio interi e uno della squadra Hamburger SV. Loro infatti non hanno così tanto bisogno dell’area di rigore avversaria”.

Nella sua cantilena tipica del tedesco del Nord, il monologo di Boettger si svolge in un tono come se parlasse a dei bambini. Come ultima cosa propone una variazione sul tema-annuncio di marketing sempre ripetuto, secondo cui la compagnia TUI Cruises è un marchio al top e le sue navi sono, sotto ogni profilo, il massimo e che né le mete del viaggio, né l’ambiente vengono minimamente danneggiati dalle crociere.

Boettger racconta come la “Mein Schiff 6” sia stata costruita nella città finlandese di Turku; come 10717 piastre di acciaio, grazie a 2000 km di linee di saldatura, siano state unite insieme; che l’impostazione della chiglia sia stata realizzata il 21 agosto 2015 e che la definitiva consegna della nave sia andata in scena il 9 maggio 2017. Il cantiere navale di Turku appartiene al complesso industriale Meyer di Papenburg , uno dei 3 più grandi cantieri navali del mondo, in grado di costruire questi giganti galleggianti. Sul grande schermo all’interno del teatro si può anche vedere l’impianto di trattamento dei gas di scarico, il quale è indicato e ed espresso nella lingua tedesca, mediante una parola di 26 lettere (“Abgasnachbehandlungsanlage”) la quale, già di per sé, rappresenta elemento di stupore. L’impianto, ad ogni modo, si trova dietro il fumaiolo e, nel linguaggio tecnico, è chiamato Scrubber. Si comprende correttamente il pensiero del capitano Boettger, quando si comprende che questo Scrubber “sgrossa” e filtra a tal punto l’aria di scarico, da renderla quasi pura. Il capitano chiede in modo retorico intorno a sé: “ Sì, va bene, da che cosa è mossa la vostra nave? Beh, nelle nostre taniche abbiamo olio combustibile pesante, che conoscete anche nelle vostre case: esso viene malignamente screditato, anche sulla stampa, al momento, ma non bisogna chiedersi che cosa contenga al suo interno, bensì che cosa esca dal camino sopra di noi, alla fine “. E sopra, spiega, non esce fuori un granché…

Gli esperti della tedesca NABU “Lega per la protezione della natura” possono, al contrario, dimostrare dettagliatamente che questa rappresentazione è praticamente una sciocchezza e che molto, nella lezione- conferenza del capitano Boettger è decisamente abbellito ad arte.

“Che le navi da crociera della TUI viaggino emettendo gas di scarico con solo lo 0,8% di contenuto di zolfo non appare plausibile e non è questo qualcosa che si possa nascondere con le mere asserzioni tratte dai resoconti sulla sostenibilità della stessa compagnia TUI Cruises”, spiega Soenke Diesener della Lega per la protezione della natura(NABU). L’associazione si occupa, ormai da anni, dell’industria crocieristica, fa degli studi e compila annualmente una graduatoria delle navi nella quale queste vengono valutate secondo criteri ambientali. “La nave “Mein Schiff 6” – dice Diesener – si muove grazie ad oli combustibili velenosi che però sono a buon mercato, ed è per questo che dispone di uno Scrubber: per rispettare i limiti nelle emissioni di zolfo. Lo Scrubber non è una tecnologia ecologica. È una possibilità tecnica, per poter utilizzare un olio combustibile che costa poco. Gli studi più recenti dimostrano che questi Scrubber hanno una bilancia ecologica chiaramente molto inferiore rispetto a quella che sarebbe offerta dal passaggio al diesel marittimo”. Nel frattempo, una parte del settore ha però riconosciuto il problema. Carnival ha introdotto, con la “Aida nova” , la prima nave da crociera a metano, ed entro il 2025 dovrebbe produrre altri 10 modelli con questo tipo di motore a propulsione (crf. Spiegel 23/2019). Ma di tutto questo all’interno del teatro della “Mein Schiff 6” non si fa parola. Le persone ascoltano e si rallegrano per le battute dello snello capitano. Boettger non dice nulla a proposito del fatto che le navi della TUI Cruises non utilizzano la rete energetica a terra, ma che, invece, nei porti, giorno e notte, tengono accesi i loro motori e generatori che vanno ad olio combustibile pesante velenoso, per tenere in funzione frigoriferi, impianti di climatizzazione dell’aria, lampade, televisori, fornelli, impianti di erogazione delle bevande. In alcune parti di Venezia si deve temere che, a causa dei fumi che provengono dalla nave, la biancheria stesa ad asciugare diventi nera. Ma questo è economicamente più conveniente. Ancora domande? “ Perché viaggiamo con una bandiera maltese? “, chiede un passeggero in seguito alla conferenza di Boettgers. Il capitano inizia dicendo così: “ il rosso-bianco è quello che meglio si adatta al logo TUI…” Risate. “No, no, aggiunge poi, i motivi sono evidenti. Si tratta di ragioni fiscali: la società armatoriale risparmia molto sulle tasse se, per esempio, non espone alcuna bandiera tedesca”.

“Un ulteriore vantaggio della bandiera maltese – spiega Boettger – consiste nel fatto che il capitano può celebrare a bordo dei matrimoni civili. Nel primo giorno di navigazione si è infatti celebrato un matrimonio. “ E divorzi? “, chiede una persona dal pubblico. “ Divorzi non ne facciamo neanche uno “, dice Boettger. L’ora delle domande finisce nuovamente in risate. Non dappertutto, però, sulla nave le cose finiscono sempre in modo così gaio. Sulla strada per arrivare al buffet della colazione i passeggeri passano davanti alle squadre degli addetti alle pulizie, uomini che riordinano le cabine, che cambiano gli asciugamani, che riempiono gli erogatori del sapone, che pescano i capelli dai tubi di scarico. La gerarchia degli impiegati su una nave da crociera assomiglia a una piramide. In cima: il capitano; nel punto più basso: gli addetti alla manutenzione. Questi vengono dalle Filippine, dall’Indonesia o dall’America centrale, corrono su e giù attraverso i corridoi, prima di scomparire con i loro carretti nuovamente dietro le porte sulle quali è scritto: “Crew only” (= “Solo per l’equipaggio”). Tutti coloro che fanno parte del personale addetto alla manutenzione risiedono al ponte 1, in cabine a più letti, senza finestre. Tutti loro non possono sostare nelle aree per i passeggeri, al di fuori dell’orario di lavoro. È fatto loro divieto di parlare con gli ospiti e ancor più di toccarli. Essi devono svolgere il loro lavoro e, per il resto, non disturbare la messa in scena che si svolge nella nave dei sogni. Quando gli va bene, ricevono alla fine del viaggio una mancia. Uno degli uomini racconta della sua vita e del suo lavoro sulla nave, mostra delle foto della sua cambusa e i documenti relativi al contratto di lavoro. A sua protezione deve essere tenuta segreta la sua identità; per questo motivo verrà chiamato qui Harold. Harold guadagna, come da contratto, $ 852 per 303,1 ore di lavoro al mese. Si tratta di 2,81 dollari all’ora fino a 10 ore di lavoro al

giorno, sette giorni la settimana. Le ore straordinarie sono, con ciò, già pagate. Egli non vede sua moglie e i suoi bambini per nove mesi alla volta. Finché dura il suo contratto, la sua vita si svolge tra il ponte 1 e le cabine sporche. E, per comunicare con la sua famiglia, Harold deve comprarsi a bordo l’accesso a Internet.

Harold non è impiegato presso la compagnia TUI Cruises GmbH ad Amburgo – che è quella indicata sulle ricevute degli ospiti come la compagnia crocieristica di riferimento. Il suo datore di lavoro è Sea Chefs Cruises Ltd di Cipro. La ditta è parte della Sea Chefs Holding AG, che è registrata a Zug, in Svizzera. Sul sito Web della Sea Chef, gli interessati possono cercare di ottenere un lavoro presso TUI Cruises ed altre sei società crocieristiche, compresa la Hapag-Lloyd Cruises.

Con questa costruzione e la bandiera maltese a poppa, la TUI Cruises GmbH si sottrae alla responsabilità lavorativa e fiscale nei confronti dei collaboratori come Harold. Secondo il suo contratto, la TUI Cruises ha rimesso alla Celebrity Cruises INC – un marchio figlio della Royal Caribbean – “i compiti e la responsabilità che spettano al proprietario della nave”.

Chi conosce tutto questo, comprende meglio gli annuali rapporti trionfalistici dell’industria crocieristica. Se in essi si legge che l’industria delle crociere tra il 2015 e il 2017 ha creato in Europa più di 43000 nuovi posti di lavoro, questo può significare molto – compreso il fatto che ci siano persone che lavorano 300 ore per $ 852 e che devono pagare per avere Internet a bordo.

La “Mein Schiff 6” raggiunge la sua meta finale, la Valletta, poco prima delle quattro del mattino. La sera precedente ha preso il largo per l’ultima volta al suono dell’Inno della partenza, a Catania, in Sicilia. “ Oh grande libertà, ho nostalgia di te “… Poi è cominciata nel discobar, al ponte 5, ancora una breve notte di discoteca. Nelle caselle numerate delle cabine sono infilate le buste con le ricevute. Il denaro viene automaticamente detratto. Nel lasciare la nave, un collaboratore della TUI Cruises scannerizza per l’ultima volta la carta d’imbarco. La si può tenere, come ricordo di una bella settimana di vacanza sul mare. Sul molo, a Malta, già attende la prossima squadra di vacanzieri, tutti pronti per la piscina, i bar, i ristoranti benessere, per la carne, il pesce, la frutta, la birra, il vino e il Prosecco, per la pelle d’oca al momento della partenza sulle note dell’inno. Gioia. Stupore. Respiro. Benessere. Questo è lo scopo. Si impara molto nello spazio di una settimana a bordo. E ci si può fare l’idea che lì, sui fianchi della nave, manchi qualche parola. Distogliere lo sguardo. Fuga dal mondo. Oblio. Rimozione.

 

Buon Ferragosto

Le ferie sono anche un momento di riflessione per chi ha il privilegio di poter staccare la spina e lasciare scorrere i pensieri. Questa estate non ci sta risparmiando nulla dal punto di vista politico con una crisi di governo e con un ministro dell’interno che asseconda le “viscere” del popolo anziché avere l’aspirazione di guidarlo. Il TAR interviene ed oblitera un provvedimento governativo, che reca le firme di tre ministri, autorizzando lo sbarco dei migranti in via d’urgenza, segno che, come più volte sottolineato da numerosi commentatori, la materia non è politica ma “costituzionale”. La nostra architettura costituzionale, infatti, traccia un recinto oltre il quale la politica non può andare, neppure con il 100% dei consensi del Popolo Italiano. In buona sostanza la salvaguardia della vita umana, a prescindere della provenienza, dal credo religioso, dall’orientamento sessuale, in una parola a prescindere da qualsivoglia differenza, è ciò che ci distingue dalle “bestie”. In questa estate agostana, invece, ci viene mostrata, ancora una volta, una realtà alterata, intossicata da un clima politico, che fa credere agli italiani che il male principale del paese siano i migranti non la loro gestione né la nostra capacità contrattuale con l’Europa. Il problema è, invece, di sistema e di sviluppo, di posti di lavoro, di giovani menti italiane che emigrano lasciando l’Italia. Di giovani, a cui non viene data la possibilità di esprimersi, che vanno via facendo mancare all’Italia il loro apporto di idee, il loro entusiasmo per la vita che è il terreno di coltura di idee vincenti che generano decine di migliaia di posti di lavoro. Non è un caso, infatti, che le piattaforme web “vincenti” siano tutte frutto di “giovani menti straniere”. Per restare in clima vacanziero mi sono meravigliato, ma non troppo, del fatto che tutti i motori di ricerca viaggi e vacanze non siano italiani. Difatti, Booking è una società di diritto olandese, Expedia statunitense, VoloGratis svizzera, Trivago tedesca, AIRB&B irlandese. Motori di ricerca di uso comune che hanno trasformato il modo di viaggiare e che macinano milioni di euro che arricchiscono altri paesi ponendo un grosso problema fiscale non affrontato dalla politica.

Buon Ferragosto con l’augurio che i Vostri pensieri scorrano densi e senza fretta …

Spiagge Libere Napoletane Negate

Con la “bella stagione” riemerge il tema delle spiagge italiane, da sempre a “cuore” della politica Nazionale e poco di quella locale, almeno per Napoli, atteso che il Comune di Napoli, mantiene la materia in capo al Sindaco che, poi, l’avrebbe (Il condizionale è d’obbligo) in un certo qual modo, delegata “gratuitamente” ad un componente esterno alla Giunta, senza però mai aver esercitato i poteri, che pure le leggi sulla progressiva sdemanializzazione dei litorali attribuiscono agli enti locali. Eppure, Napoli di spiagge e demanio marittimo da gestire ne avrebbe, se solo si pensa al lungomare Caracciolo, alle “discese” al mare di Posillipo, ed ai “martoriati” lungomare di Bagnoli/Coroglio e Napoli Est. A Napoli come dire c’è una delega alla “chiacchiera marittima” ma non l’esercizio di un vero e proprio potere amministrativo da parte dell’ente locale. La disciplina, pertanto, resta saldamente nelle mani dell’Autorità Portuale Marittima, che gestisce tra l’altro le concessioni balneari che, uno Stato allergico ai principi europei, rinsalda di proroga in proroga, a “quattro lire”, nelle mani di chi le possiede da decenni. Difatti, anche il Governo del cambiamento Giallo/Verde, accogliendo anch’esso le istanze della lobby della spiaggia, molto forte, con la legge di stabilità 2019, ha prorogato di ben 15 anni tutte le concessioni, che sarebbero legalmente scadute al 31.12.2020. Orbene, l’estate scorsa Alessio Gemma, sulle pagine di Repubblica, con una minuziosa indagine sulle concessioni balneari, fece emergere l’ingiustificato e quasi ridicolo ammontare dei canoni concessori, che qualche Concessionario tentò di giustificare con i necessari e presunti investimenti. Quest’anno le “danze” sono state aperte, invece, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, la quale disapplicando la normativa nazionale, perché in violazione della “famigerata” direttiva Bolkestein, ha ipotizzato a carico dei concessionari, il reato di cui all’art. 1161 del codice della navigazione, quindi, la occupazione abusiva degli arenili. Decisione, è il caso di osservare, dirompente ed ampiamente giustificata dalla necessità di non essere per l’ennesima volta e giustamente sanzionati dall’Europa. Decisione, per giunta, avallata dalla Suprema Corte di Cassazione, con sentenza del 12 giugno scorso, destinata ad avere rilievo Nazionale. A Napoli, pertanto, ci si dovrebbe aspettare un cenno, un sussulto o, quanto meno, una riflessione, se non da parte dell’Autorità Portuale Locale, in questi giorni impegnata, nel suo massimo vertice, in una indagine per abuso di ufficio, proprio riferita a concessioni demaniali, almeno della Procura della Repubblica. A Napoli, giusto per non farci mancare niente vi è, anche, una ulteriore gravosa distorsione del potere pubblico in materia, in quanto, le concessioni demaniali riferite all’arenile di Bagnoli/Coroglio, di natura esclusivamente elioterapica, essendo, come noto, inquinato sia il mare che le spiagge, si sono pressoché tutte trasformate in “Concessioni/Discoteche/Concerti”, passando, quindi, da attività diurne e stagionali, poco invasive, in attività permanenti e notturne, di fatto inquinanti, perché rendono la vita impossibile ai residenti a cui viene di fatto impedito di tornare a casa e “chiudere occhio”, con uno snaturamento della originaria concessione elioterapica. Tendenza che, peraltro, non smette di avanzare atteso che l’Autorità Portuale, proprio in questi giorni, ha pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Napoli, l’istanza di una nota “associazione” sita a Coroglio che ha richiesto l’autorizzazione ad installare una pedana per dancing floor (leggi discoteca) aggravandosi, in caso di accoglimento, vieppiù il carico urbanistico di cui già l’area soffre. Basti pensare che una simile operazione, è stata “stroncata” dal Comune di Gallipoli, che contrariamente al Comune di Napoli ha esercitato la cd. “sdemanializzazione”, con un provvedimento di decadenza dalla concessione irrogato ad un “notissimo lido balneare” che, inseguendo il notevole profitto aveva mutato la sua attività da balneare a pubblico spettacolo. Provvedimento che ha retto sia innanzi al TAR Puglia, che innanzi al Consiglio di Stato con una ormai nota sentenza del settembre dello scorso anno. Come dire anche i Cittadini Napoletani, nella persistente paralisi amministrativa, sperano in un “Giudice a Berlino” il quale dichiari che il mare bagna Napoli ed i Napoletani.

Avv. Gennaro Esposito Presidente Comitato Vivibilità Cittadina

La Crisi della Giustizia

Il terremoto giudiziario in corso al CSM non accenna a ridursi nella sua dimensione, giungendo a colpire la massima espressione del suo vertice, nella persona del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, componente di diritto del CSM, titolare (ironia della sorte) del potere disciplinare sui magistrati ed egli stesso coinvolto nelle vicende che colpiscono al cuore il sistema giudiziario, costretto al prepensionamento e, purtroppo, anch’egli oggetto di indagine. Lo spaccato di questi giorni, rivela una innaturale osmosi tra politici ed alti Magistrati, in cerca di protezione i primi, di incarichi i secondi, il tutto condito, sembrerebbe, da un “prosaico” scambio di danaro e favori di vario genere e natura. Allo scandalo Nazionale si accompagna, per una sorta di congiunzione astrale, quello Napoletano, con un magistrato, in buona compagnia (si fa per dire), di un consigliere della decima municipalità, un avvocato ed un personaggio vicino ad un clan camorristico, intenti, sembrerebbe, a comprare sentenze di assoluzione e ad influenzare l’esito di concorsi pubblici fino a quello in Magistratura. Come dire, a Napoli non ci facciamo mancare niente! Cala, purtroppo, il sentimento di fiducia nella Magistratura, poco compresa dai Cittadini, primi utenti del sistema e, nella stragrande maggioranza dei casi, poco avvezzi a codici e codicilli. Sfiducia che registriamo noi avvocati, che per il ruolo sociale che svolgiamo, abbiamo un osservatorio privilegiato sulla cittadinanza. Alla naturale sfiducia in una giustizia che arriva fuori tempo massimo, o avvolta in cavillose questioni processuali non comprensibili ai normali utenti, si aggiunge il sospetto, già strisciante tra i cittadini, di una magistratura permeabile alle “pressioni”. Una sorta di credenza popolare, rafforzata dagli ultimi eventi, che si manifesta, purtroppo, fin dal primo approccio con il mondo della giustizia e con la quale, noi avvocati, dobbiamo fare i conti, tentando di rassicurare cittadini circa la tenuta del sistema. Una Magistratura non indipendente e non imparziale, infatti, mina alla base il lavoro dell’avvocato che verrebbe relegato a ruolo di “faccendiere”. Il Guardasigilli per correre ai ripari annuncia, in modo avventato e forse poco credibile, per la dimensione dell’impegno che richiederebbe, riforme da varare in dieci giorni del processo civile, del processo penale e del sistema di elezione del CSM. A mio sommesso avviso e per esperienza maturata tra “legulei”, il problema non è tanto di regole (fatta la legge scoperto l’inganno), ma di donne ed uomini. Occorre un cambiamento culturale che innalzi il livello di moralità, che può avvenire rapidamente solo se coloro che, essendo (si spera) la stragrande maggioranza, si decidano a scendere in campo, rifiutando di delegare la loro rappresentanza a scatola chiusa e senza alcuna verifica o, peggio ancora, dietro promessa di protezione o di qualsivoglia altra forma di ricompensa. Ne va del bene del Paese!

Gennaro Esposito

Avvocato del Foro di Napoli

La Futura Guida della Città

Umberto Ranieri, sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno, a due anni dalla fine dell’esperienza De Magistris, riflette sul futuro della Città, sollecitando un impegno della cd. “classe dirigente diffusa”. Ranieri fa un appello al PD ed alle altre forze democratiche “illuminate” affinché non facciano mancare il loro appoggio, a questa “spinta” civica dal basso. Una riflessione assolutamente condivisibile che dovrebbe essere il naturale sbocco di un “cammino”, ma occorre sapere che le logiche dei partiti e quelle dei movimenti civici sono, purtroppo, altre e sin da ora occorre capire come interagire affinché si neutralizzino le spinte centrifughe che porterebbero ad un sicuro naufragio. Invero, i partiti e movimenti politici che dir si voglia si muovono secondo logiche “becere” di appartenenza, senza alcun’altra considerazione. Il meccanismo è ben oliato perché è alimentato dal potere, cosa non sconosciuta neppure al movimento 5 stelle che a Napoli si articola nella corrente di Fico e Di Maio, per non parlare delle plurime correnti degli altri partiti. La competizione, pertanto e purtroppo, non si misura sul valore ed affidabilità del progetto politico, ma sul potere dei partiti, correnti o movimenti, che più o meno corrisponde ovvero è proporzionale, al consenso elettorale. Una prova muscolare che, in rare occasioni, ha dato risultati soddisfacenti essendo confluita sempre in compromessi al ribasso. Dall’altro, la società civile è di per sé frammentata e non organizzata per affrontare una competizione elettorale; essa è solitamente saccheggiata dai partiti e movimenti. La prima esperienza De Magistris ne costituisce un esempio. Nella prima giunta, infatti, c’erano Pino Narducci, Luigi De Falco, Alberto Lucarelli, Riccardo Realfonso e Sergio Marotta, tutti decimati, uno ad uno, perché troppo “liberi” per fare politica. Racconto sempre un aneddoto della prima esperienza De Magistris, quando il neosindaco ricevette a Palazzo san Giacomo, per la prima volta, gli otto componenti eletti (di cui facevo parte) di quella che fu la lista civica “Napoli è Tua” dicendo, prima di ogni cosa, che lui sarebbe stato “un monarca, un monarca assoluto”. Cosa che poi attuò preferendo, i signorsì ad una componente civica culturalmente ed intellettualmente dotata di spirito critico che avrebbe sicuramente fatto bene alla città. Paolo Macrì, rispondendo a Ranieri mette il dito nella piaga sottolineando come a Napoli manchino un partito ed una classe dirigente diffusa, ritenendo necessario un leader agguerrito, convincente e carismatico anch’esso assente dal panorama politico cittadino. A mio avviso basterebbe una persona che sia dotata di buon senso e che abbia la capacità di tracciare gli assi di sviluppo della città, in una visione che non sia solo turismo e sfruttamento delle risorse di cui la storia e la natura ci hanno dotato, ma che metta al centro l’uomo e l’ambiente in cui esso vive, che sia in grado di guardare lontano e non al prossimo orizzonte elettorale e che non abbia quale unica aspirazione quella di usare Napoli come trampolino di lancio. Napoli, i Cittadini devono saperlo, ha la grande responsabilità di essere il motore economico del SUD. Chi è stato alla sua guida ha la grande responsabilità (colpevole o incolpevole) di non essere riuscito a sbloccare i processi di riurbanizzazione e riconversione industriale del polo siderurgico ad ovest e di quello petrolchimico ad est. Di non essere riuscito ad imporre uno sviluppo dell’area portuale di livello internazionale, di non aver gridato, per il “furto” dell’aeroporto internazionale di Grazzanise. Assi di sviluppo che avrebbero creato migliaia di posti di lavoro riducendo la fascia del sottoproletariato urbano e disagio sociale che rappresenta il brodo di coltura da cui la camorra attinge i suoi uomini. La strada è lunga e tortuosa, ma vale la pena percorrerla tutta o almeno fino a quando ne avremo la forza.

Evitiamo che Napoli sia la Città della Prevaricazione

La stampa cittadina racconta di un centro sociale che oggi appoggia un Sindaco ex Magistrato e che sarebbe pronto ad appoggiare la candidatura di un Carabiniere, l’attuale capogabinetto al Comune di Napoli (Colonnello della Benemerita Attilio Auricchio). Non c’è dubbio che Napoli è un laboratorio politico all’avanguardia. Intanto la città viene gestita all’insegna della spontaneità e molti cittadini ieri mi hanno comunicato e documentato con filmati l’inferno che hanno vissuto in Via Mezzocannone a causa del concerto abusivo organizzato dal medesimo Centro Sciale, andato avanti fino alle 2 di notte. Concerto abusivo che mette a rischio la incolumità degli stessi avventori visto che non è stata rispettata alcuna norma di sicurezza. Il mio pensiero va alla tragedia della discoteca di Corinaldo che a Napoli non ha insegnato nulla! Cittadini abbandonati ed Istituzioni, seppure preavvertite, assenti dove lo Stato di Diritto ha da tempo alzato bandiera bianca. Siamo in uno Stato dove vige la legge del più forte. In buona sostanza eliminati i Diritti Sociali adesso tocca ai Diritti civili individuali. Un’aggressività sociale che permea anche componenti “politiche” che a chiacchiere dichiarano di battersi per i diritti umani dei migranti e poi fanno giustizia sommaria dei diritti umani dei loro concittadini. Napoli, come ho avuto modo di dire in altre occasioni, è di chi se la prende con la forza con la connivente assenza delle istituzioni.

Se lo scenario è questo occorre che la “classe pensante” di questa città si metta in moto per creare, questa volta sì dal basso, una alternativa valida, una alternativa solida che pensi alla città come luogo protetto al cui centro c’è l’essere umano e l’ambiente in cui esso vive. Questo è – e deve essere – il principio, il faro, che deve illuminare tutti i campi dell’amministrazione, una domanda a cui rispondere ogni volta che occorre adottare una decisione. E’ da tempo che ci penso e ci pensiamo con altre persone perbene pronte ad impegnarsi, ma occorre essere in tanti e con la voglia di mettersi al servizio della città e del bene comune. Ognuno di noi nel suo settore, nel suo quartiere, deve pensare a come fare per arricchire questo progetto anche perché altra alternativa non c’è … anzi l’unica alternativa è quella di alzare bandiera bianca ed andare via …  Buon Lavoro …

Molestie Acustiche per il Tribunale di Como è Responsabile anche il Comune

Buona notizia dal Tribunale di Como, dopo aver già emesso una ordinanza in tal senso, con sentenza del 18.03.2019 ha condannato il Comune di Como per i danni subiti dai residenti per l’inquinamento acustico, per non aver vigilato sulle attività inquinanti. E’ proprio il medesimo caso che abbiamo sollevato innanzi al Tribunale di Napoli per i giudizi relativi alle molestie subite dai residenti di Bagnoli, Piazza San Domenico e Piazza Bellini. E’ un piacere leggere il PQM della Sentenza e registrare la particolare sensibilità mostrata dal Tribunale nella Tutela dei Diritti individuali azionati: “PQM Pronunciando in via definitiva, ogni contraria istanza, eccezione, domanda rigettata, così provvede: l) accerta l’intollerabilità delle immissioni rumorose subite dagli attori all’interno dell’abitazione sita in via n. 1, Como; 2) accerta la responsabilità concorrente di _____________, Comune di Como nella causazione delle immissioni illecite e per l’effetto; 3) condanna Comune di Como a far cessare le immissioni rumorose all’interno dell’abitazione attorea, mediante l’adozione delle seguenti misure, a conferma dell ‘ordinanza assunta in data 21.6.2018: A) l’uso del plateatico esterno sia interdetto con effetto immediato a decorrere dalle ore 23:00 di ciascun giorno della settimana; B) il personale degli esercenti adotti la massima cautela nell’attività di sparecchi amento e nel ritiro di sedie e tavoli; C) siano interdetti l’installazione di diffusori acustici nell’area esterna e la previsione di intrattenimenti musicali e/o conviviali che comportino affollamento del plateatico, senza previo ottenimento dell’autorizzazione da parte del Comune, ai sensi dell’art. 7 del Regolamento applicativo del piano di azzonamento acustico in vigore; D) gli esercenti resistenti predispongano, entro dieci giorni dalla emissione del presente provvedimento, un servizio d’ordine con personale a ciò specificamente preposto, durante tutto il periodo di apertura dei locali, che disciplini la presenza delle persone nelle rispettive aree di pertinenza esterna e nei corselli di passaggio, al fine di evitare affollamenti e di controllare gli atteggiamenti comportamentali degli avventori che utilizzano le aree, onde prevenire l’insorgere di schiamazzi e l’incremento del disturbo acustico; E) il Comune di Como sia onerato di vigilare rigorosamente sul rispetto delle prescrizioni assunte dall’ente stesso nei provvedimenti concessori rilasciati agli esercenti resistenti, dirette ad evitare affollamenti di persone all’esterno dei locali; F) il Comune di Como sia onerato di incrementare il controllo e la vigilanza su in orario notturno, in modo da rendere effettivo il divieto di sosta e transito veicolare già attualmente vigente nelle aree corrispondenti ai corselli tra il plateatico e i circostanti edifici (con eccezione del dovuto accesso ai frontisti aventi diritto); G) il Comune di Como sia onerato entro trenta giorni dalla emanazione della presente ordinanza di predisporre direttamente tramite i propri uffici tecnici interni o eventualmente – ove ritenuto – tramite ARPA, a predisporre in loco presso la _________ il sistema di monitoraggio acustico prolungato, finalizzato a valutare l ‘ andamento dei fenomeni rumorosi e il contenimento degli stessi entro il limite assoluto e contemporaneamente a tenere sotto controllo il rispetto delle prescrizioni contenute nel presente provvedimento da parte dei gestori resistenti. 4) condanna e Comune di Como a pagare agli attori la somma di euro 10.000,00 oltre interessi compensativi e legali come specificati in parte motiva; 5) condanna Comune di Como a pagare agli attori la somma di euro 50.000,00 , oltre interessi compensativi e legali come specificati in parte motiva; 6) rigetta le domande di manleva svolte dal Comune di Como nei confronti di________  7) pone definitivamente a carico del Comune di Como le spese di C.T.U., come liquidate in corso di causa;  8) condanna …. e Comune di Como al pagamento in favore degli atloci delle spese processuali che licp.iida in € 862,76 per spese, ed in euro € 23.249,20 per compensi, oltre a1150/0 dei suddetti compensi per rimborso forfettario spese generali, 1.y.A. (se non recuperabile in virtù del regime fiscale della parte) e C.P.A.; 8) condanna Comune di Como al pagamento in favore di ___________ delle spese processuali che liquida in € 13.430,00 per compensi, oltre al 15% dei suddetti compensi per rimborso forfettario spese generali , I.V.A. (se non recuperabile in virtù del regime fiscale della parte) e C.P.A., somma da distrarsi in favore del difensore dichiaratosi antistatario; 9) condanna il Comune di Como al pagamento in favore di delle spese processuali che liquida in € 13.430,00 per compensi, oltre al 15% dei suddetti compensi per rimborso forfettario spese generali, I.V.A. (se noo recuperabile in virtù del regime fiscale della parte) e C.P.A., somma da versarsi direttamente in favore del difensore, dichiaratosi antistatario ai sensi dell ‘art. 93 c.p.c. Sentenza per legge esecutiva. Como, 11.3.2019 II Giudice Dr.ssa Laura Serra”

La Triste Attualità di Matilde Serao su Napoli

Ieri abbiamo protestato per il degrado di Napoli, nella Galleria Umberto I di Napoli con le parole di Matilde Serao, ancora tremedamente attuali.

 

Da Il Ventre di Napoli

Alla baronessa Giulia de Rothachild

Pavillon de Pregny

GINEVRA

 Mia signora e amica,

Voi avete amato e Voi seguitate ad amar Napoli, con cuore ardente, con mente illuminata e alta: e il desiderio di bene che Voi nutrite, per la città mirabile, è parte viva di tutto il bene, che è nel Vostro spirito.

Solo a Voi, dunque, io voglio dedicare questo libro di tenerezza, di pietà e di tristezza – per Napoli.

E Voi vogliate bene all’amica Vostra

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Questo libro è stato scritto in tre epoche diverse.

La prima parte, nel 1884, quando in un paese lontano, mi giungeva da Napoli tutto il senso di orrore, di terrore, di pietà, per il flagello che l’attraversava, seminando il morbo e la morte: e il dolore, l’ansia, l’affanno che dominano, in chi scrive, ogni cura, d’arte, dicano quanto dovette soffrire profondamente, allora, il mio cuore di napoletana.

La seconda parte, è scritta venti anni dopo, cioè solo due anni fa, e si riannoda alla prima, con un sentimento più tranquillo, ma, ahimè, più sfiduciato, più scettico che un miglior avvenire sociale e civile, possa esser mai assicurato al popolo napoletano, di cui chi scrive si onora e si gloria di esser fraterna emanazione.

La terza parte è di ieri, è di oggi: nè io debbo chiarirla, poichè essa è come le altre: espressione di un cuore sincero, di un’anima sincera: espressione tenera e dolente: espressione nostalgica e triste di un ideale di giustizia e di pietà, che discenda sovra il popolo napoletano e lo elevi o lo esalti!

 Napoli, autunno 1905

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L’ATTUALE SACCHEGGIO DI NAPOLI

Un’altra cosa molto pittoresca, è il sequestro delle strade, fatto per opera dei piccoli bottegai o dei rivenditori ambulanti. Che quadri di colore acceso, vivo, cangiante, che bella e grande festa degli occhi, che descrizione potente e carnosa, potrebbero ispirare a uno dei moderni sperimentali, troppo preoccupati dell’ambiente! Per via Roma, la più importante strada della città, il tratto da San Nicola alla Carità, fino alle Chianche della Carità, vale a dire, due piazze, due lunghi marciapiedi, sino alle otto della mattina, è abbandonato ai rivenditori di frutta, di erbaggi, di legumi: un contrasto di fichi e di fave, di uva e di cicoria, di pomidori e di peperoni; e un buttar acqua, sempre, uno spruzzare, uno scartare la roba fradicia; dopo le otto, quel tratto è un campo di battaglia di acque fetenti, di buccie, di foglie di cavolo, di frutta marcite, di pomidori crepati, tanto che, come la mano fatale di lady Macbeth, che tutte le acque dell’Oceano non potevano lavare, quel tratto di strada, via Roma, malgrado le premure degli spazzini, non arriva mai a detergersi.

Intanto il grande mercato di Monteoliveto lì presso, resta semi-vuoto, con la malinconia dei grandi fabbricati inutili; quello di San Pasquale a Chiaia, è addirittura chiuso; il venditore napoletano non vuole andarci, vuol vendere nelle strade.

Tutto il quartiere della Pignasecca, dal largo della Carità, sino ai Ventaglieri, passando per Montesanto, è ostruito da un mercato continuo. Vi sono le botteghe, ma tutto si vende nella via; i marciapiedi sono scomparsi, chi li ha mai visti? I maccheroni, gli erbaggi, i generi coloniali, le frutta, i salami ed i formaggi, tutto, tutto nella strada, al sole, alle nuvole, alla pioggia; le casse, il banco, le bilancie, le vetrine, tutto, tutto nella via; vi si frigge, essendovi una famosa friggitrice; vi si vendono i melloni, essendovi un mellonaro famoso per dar la voce; vanno e vengono gli asini carichi di frutta; l’asino è il padrone tranquillo e potente della Pignasecca.

IL VERDE DI NAPOLI

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Mancano, è vero gli alberi, che formano la poesia di tutti i paesi civili del mondo, anche escludendo Parigi ove gli alberi sono la delizia e l’ammirazione dei cittadini: mancano gli alberi e vi sono, in cambio, a irrisione nostra, alcune pianticelle tisiche, mal piantate, non coltivate, non protette e, viceversa, esecrate, odiate, perseguitate dalle autorità istesse, dai cittadini e dai monelli: tanto che sarebbe meglio sradicarle, anzi che assistere a quella lenta agonia di cui nessuno ha pietà, non il sindaco, non l’assessore dei giardini, non i proprietarii delle case, non quelli dei magazzini, salvo la vana pietà di qualche malinconico viandante, che rammenta gli alberi, non di Parigi, per l’amor di Dio, ma quelli di Milano e di Torino, città a cui il Signore non dette il paesaggio ma a cui, gli uomini, si affrettarono a dare il verde e l’ombra dei begli alberi, riposo degli occhi, sogno vago dell’anima.

IL FALLIMENTO DELLA CLASSE DIRIGENTE

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Così, purtroppo, tutte le grandi idee dei grandi uomini, tutti i vasti progetti, a base di milioni, tutte le intraprese colossali, che volevano il risanamento igienico e morale di Napoli, bisogna dirlo hanno fatto fiasco. E non vi è rimedio, dunque? Non vi è altro da fare? Nulla, proprio, di fronte a tante tristezze, a tanti disastri, a tanti pericoli sociali? Chi sa! Vedremo!

LA TURISTIFICAZIONE

Se io leggo giornali, opuscoli, libri che si occupino delle grandi questioni napoletane, se io seguo il movimento delle sue associazioni, se io noto i voti dei congressi, se io odo i lamenti degli albergatori, non veggo da tutto questo che una costante, nobile, ammirevole ed esclusiva preoccupazione di rendere gradito, sempre più, il soggiorno di Napoli, ai forestieri. Benissimo! Ottimamente! Tutti gli sforzi per attirarvi quì, oltre che per il fascino di un indescrivibile paesaggio, oltre che per la dolcezza di un clima soavissimo, per la civiltà e la grazia dell’ambiente, il grande mondo cosmopolita, che tante delizie trova, in inverno, al Cairo e a Nizza, tutti questi esemplari sforzi, fatti non solo per attirare, ma per trattenere quì, fra noi, la ricchissima ed elegantissima società internazionale, sono degni del più grande e profondo incoraggiamento. Sì, formiamo il rione della Beltà, ove, sulle sponde del mare, dal primo angolo di Santa Lucia Nova a Mergellina non sieno che belle case, floridi giardini, magnifici alberghi, botteghe di cose di arte: facciamo che queste vie sieno spazzate bene, due o tre volte al giorno, e che il lastricato non costituisca un pericolo per le ossa dei forestieri: otteniamo che le carrozzelle sieno meno sgangherate, i cocchieri meno laceri e meno sporchi e, sovra tutto, meno avidi e screanzati coi forestieri: compiamo il miracolo di fare sparire i mendicanti schifosi, i venditori ambulanti odiosi, i fiorai petulanti e tanti altri individui anche più bassi, anche più equivoci da questo rione della Beltà: e che i capitalisti costruiscano un kursaal a santa Lucia, aperto in inverno per gli stranieri e in estate per i provinciali: e altri capitalisti facciano un Palais de la jeteè alla rotonda di via Caracciolo, bello e ricco come quello di Nizza: e vi sieno altre attrattive più larghe e più possenti, i cui progetti noi lo sappiamo, fervono nella mente di coloro che amano Napoli: e, su tutto questo, si strombetti ai quattro venti della stampa dei due mondi, che la salubrità e la igiene di Napoli sono diventate di prim’ordine, il che è la verità, si strombetti che la sua mortalità è bassissima di fronte a quella di tante altre capitali europee e di Nizza e del Cairo, sovra tutto, il che è la santissima verità; si strombetti, poichè nessuno lo sa, all’estero, che la sua acqua di Serino è la migliore di tutte le acque europee, come è dichiarato in tutti i bollettini sanitari, con l’analisi alla mano e che non vi è bisogno, quindi, di ricorrere, per gli stranieri, a tutte, le acque minerali che bevono altrove, dalla Saint-Galmier all’Apollinaris, e che domandano anche qui, perchè ignorano il Serino: e in ogni maniera, in ogni forma, si raddoppi, si triplichi il movimento dei forestieri a Napoli, si renda loro il soggiorno così piacevole qui, da trattenerli giorni e settimane, da imprimere nel loro animo, partendo, una nostalgia invincibile, in modo che, lontani non potendo essi tornare, mandino da noi i loro parenti, i loro amici, le loro conoscenze. Questa è opera civile questa è opera bella, anche se confini troppo con la reclame industriale, anche se abbia troppo l’aria di una speculazione, anche se tenda a trasformare sempre più in un enorme Palace, tutta la Napoli che sale, laggiù, dal mare sino alle colline fiorite di Posillipo e del Vomero! Quel che si è fatto a Nizza e a Montecarlo, ha formato la fortuna di tutta la Cornice da Mentone a Hyéres quel che si è fatto al Cairo, ha formato la fortuna di tutto l’Egitto: sia, sia, questa opera buona, questa opera santa, e in questo paese così bello e così povero, così affascinante e così pieno di miseria, in questo paese così delizioso e dove si muore di fame, in questo paese dall’incanto indicibile, si dia alla industria del forestiero la forma larga, felice, fortunata, che porti, a Napoli, il solo modo di far vivere centinaia di migliaia di persone!

Ma si permetta a un’anima solitaria e ardente di passione, pel suo paese, come è la mia, di chiedere una parte di tutto questo, una povera, piccola parte per migliorare le condizioni igieniche e morali del popolo napoletano. Non si chiedono milioni, poichè i milioni hanno fatto fiasco nell’opera del Risanamento, e nessuno, naturalmente, vuol dare più milioni, quando i primi sono stati spesi male o perduti, per fatalità quasi che una mano misteriosa perseguitasse questo buon popolo nostro.

Si chiedono, in nome di quel Dio giusto che volle fossero accolti tutti i poveri, nel suo nome, povero e vagabondo egli medesimo, sulla terra, che alla redenzione fisica e spirituale dei poveri un po’ di attenzione, un po’ di denaro, un po’ di cura sia dedicata da coloro che debbono e possono fare questo! Tutto deve esser fatto con modeste ma tenaci idee di bene, con semplici ma ostinati rimedii, con umili ma costanti intenzioni di giovare. Bando alla rettorica sociale, bando alla rettorica industriale, bando alla rettorica amministrativa, quella che viene dal Comune, la peggior rettorica perchè guasta quanto di pratico, di utile, di buono si potrebbe fare, dagli edili nostri. Perchè dunque non si obbligano la società dei nuovi quartieri al Vasto, all’Arenaccia, al Quartiere Orientale, di ridurre al minimo possibile le pigioni, in modo che le case fatte pel popolo siano abitate proprio da esso e non dalla piccola borghesia, in modo che ogni stanza non costi più di nove o dieci lire e non vi possano per regolamento stare più di due o tre persone, quando vi sono bimbi? Si tenti questo! E se ciò non basta, in tutte le nuove costruzioni sia nei quartieri popolari sia nei quartieri più aristocratici, perchè non si obbligano, con legge, con regolamento, ad avere un piano dei loro palazzi, l’ultimo, fatto in modo che la gente del popolo vi possa abitare, avendo delle stanze, delle soffitte, ciò che si chiama il suppenno che non costino, appunto, più di nove o dieci lire al mese ogni stanza? E se qualche società ancora, qui, vuol costruire sulle colline, o sulla spiaggia, verso la ferrovia o verso il mare, perchè non la si obbliga, per legge o per regolamento, se vuole tale concessione, a costruire al quarto o al quinto piano, tali stanze, a cui si accederebbe dalle scale di servizio? E nei conventi che il Municipio oramai possiede in gran numero, da cui sono state discacciate tante sventurate monache perchè albergano solo dei grandi elettori o dei servitori di consiglieri comunali? Perchè, poichè le povere monacelle furono buttate fuori alla strada, alla miseria e alla morte, non si fa una spesa, una santa spesa per pulire, per restaurare, questi numerosi monasteri e non si affittano, quelle stanze, diventate nette e salubri al popolo napoletano? Un poco di questo denaro che dovrebbe servire, per chiamar qui gente, dall’Europa e dalle Americhe, pochissimo di questo denaro dedicarlo, saviamente, mitemente ma costantemente, a creare delle modicissime, modestissime non case, ma stanze, stanze per il popolo!

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AI GOVERNANTI

Che chiedo io, infine, per i miei fratelli del popolo napoletano, che chiedo io come tutti quelli che hanno cuore, e anima, salvo che finisca l’oblio e l’abbandono? Che chiedo io, in nome dell’eguaglianza umana e cristiana, salvo che il popolo di laggiù sia trattato come tutti gli altri cittadini, abbia una casa, abbia della luce, nella notte, dell’acqua, della nettezza, della sorveglianza, sia guardato e protetto contro sè stesso e gli altri? Che chiedo, io, se non l’applicazione della legge umana e sociale, trattar quelli come si trattano gli altri, dar loro quel che spetta loro, come esseri viventi, come cittadini di una grande città? Faccia il suo dovere chiunque, non altro che il suo dovere, verso il popolo napoletano dei quattro grandi quartieri, faccia il suo dovere come lo fa altrove, lo faccia con scrupolo, lo faccia con coscienza e, ogni giorno, lentamente, costantemente, si andrà verso la soluzione del grande problema, senza milioni, senza società, senza intraprese, ogni giorno si andrà migliorando, fino a chè tutto sarà trasformato, miracolosamente, fra lo stupore di tutti, sol perchè, chi doveva si è scosso dalla mancanza, dalla trascuranza, dall’inerzia, dall’ignavia e ha fatto quel che doveva.

Napoli, primavera 1904

Matilde Serao

SPORT: In Nazionale se hai i Soldi

Lo dico subito sono coinvolto emotivamente sia perché conosco l’atleta, Vincenzo Succoia, sia perché sono stato atleta azzurro della Nazionale Italiana di Lotta Stile Libero e ne vado orgoglioso perché ho avuto l’onore di rappresentare il mio Paese in competizioni internazionali! Oggi (22.02.2019) Il Mattino di Napoli (clikka) riporta una notizia che mi fa vergognare come napoletano e come italiano, Vincenzo Succoia, Oro ai campionati Assoluti 2019, non potrà partecipare agli europei di Lotta Stile Libero 2019 perché la Nazionale Italiana gli ha detto che dovrebbe farlo a sue spese! Il nostro Atleta napoletano dovrebbe sborsare circa 1000,00 €. per rappresentare il nostro Paese. Delle due l’una o non hai le qualità per partecipare ad una competizione internazionale, oppure, ci partecipi e vesti la maglia della nazionale come si deve! Nello SPORT conta solo il valore atletico non il censo né la capacità economica. La scelta di dignità di Vincenzo Succoia, a cui va la mia solidarietà e la solidarietà di tutto il gruppo dei Lottatori Napoletani, è stata quella di rinunciare! La decisione non è una questione di soldi, ovvero, non solo, ma una questione di dignità! Come si sente un atleta a cui viene fatta una proposta del genere? Grave è la posizione della FIJILKAM. Non posso pensare che un atleta sia trattato così! Quanti ragazzini ci perderemo e quanti, se questa è la politica, ce ne stiamo perdendo, se questa è la strategia di una federazione Nazionale! Sono indignato perché, ripeto so cosa significa in prima persona e con me tanti miei amici lottatori. So cosa significa, perché sono il quarto di cinque figli, di una famiglia operaia della periferia nord di Napoli e non avrei mai potuto partecipare ad una gara internazionale a queste condizioni! Non avrei portato al Paese i risultati che pure ho portato. Lo SPORT mi ha insegnato che non valgono raccomandazione, non valgono soldi, vale solo il Valore Sportivo, il valore del sacrificio e del risultato! Cosa stiamo insegnando ai nostri figli se una Federazione Nazionale si comporta in questo modo? Dove sono le Istituzioni Sportive e dov’è il Comune di Napoli, la Regione Campania, enti che dovrebbero adottare lo Sport come prima politica sociale perché è prevenzione delle devianze e recupero dalle devianze! Caro Vincenzo Succoia noi tutti Atleti Napoletani siamo con te, siamo per lo Sport, siamo per i veri valori che una federazione sportiva dovrebbe promuovere e difendere ad ogni costo! I mille euro se li sarebbero potuti tagliare dagli stipendi o dai gettoni di presenza i nostri rappresentanti federali anzicché fare una così magra figura! Credo nello Sport e lo difenderemo ad ogni costo!

La Paranza dei Bambini

La Paranza dei Bambini è un bel film che ci mette davanti alle nostre responsabilità sociali, politiche e morali. Lo dico subito per sgombrare il campo e dichiarare, nella stupida polemica che c’è, da che parte sto: dalla parte di chi denuncia perché a trovare le soluzioni poi devono essere gli altri, le istituzioni, i politici, i burocrati… Nel film si racconta la storia di ragazzini aggressivi e mortificati nella loro innocenza, nel loro sentirsi esclusi dal “modello di consumo” cui aspirano e che possono raggiungere, precocemente, solo grazie al crimine, imitando i camorristi, diventando precocemente loro stessi camorristi. Il problema è che lo stanno andando a vedere molti ragazzini dai 9 ai 14 anni, tal volta ed incredibilmente accompagnati dai loro genitori stranamente e per lo più madri. Ragazzini che esultano quando uno della paranza (che sentono uno di loro) ad un certo punto nel corso di una colluttazione prende la pistola spara ed ammazza. Il film è vietato ai minori di anni 14 ma, vi assicuro, è difficile convincere le madri di questi “pargoletti” che i loro figli non possono vederlo …. né sarebbe utile quando sono gli stessi bambini che usano videogiochi vietati ai minori di anni 18 e che sentirebbero il divieto come l’ennessimo “sopruso” da superare con la violenza. L’atteggiamento di questi ragazzini è evidente durante tutta la proiezione, sono spavaldi, fanno il tifo, si sentono anch’essi in grado di poter maneggiare un’arma. Ho avuto tanta voglia di entrare in comunicazione con loro e fargli qualche domanda ma all’uscita stranamente, tutti uguali, si dileguano come se scappassero, eccitati dalle immagini che hanno visto. Forse occorrerebbe approfittare ed intercettarli, fare loro delle domande, cercare di capire e fargli capire che quel mondo non è bello, non è entusiasmante, che impugnare una pistola e sparare ammazzando è tutto li contrario di un atto di coraggio, anzi è l’atto più vile e vigliacco che ci possa essere. Tutti bambini molto precoci, non incerti nella loro andatura, anche quelli più grassottelli, bambini veloci anche di testa, quanto mi sarebbe piaciuto vederli impegnati in uno sport a scaricare tutta la loro rabbia di essere, e sentirsi esclusi, dal falso mondo del consumo di scarpe, magliette e tavoli con cocaina e champagne in discoteca. C’è tanto da lavorare …

Dopo 18 anni il Forno Crematorio a Napoli: Una Soddisfazione (?)

Ieri, affranto, su Facebook, scrivevo: Il mio senso di cittadinanza mi perseguita e mi impedisce di guardare le cose senza spirito critico, ciò, purtroppo, mi è accaduto anche nella occasione della recente scomparsa di mia madre dove al dolore si è aggiunto il disprezzo e l’indignazione quando un addetto ai lavori, ad una mia domanda, mi ha risposto, rassegnato, che nelle pompe funebri purtroppo c’è la camorra. Come dire una cosa non nuova, ma sentirselo dire da un addetto ai lavori è un’altra cosa. La stessa risposta mi è stata data alla domanda perché per la cremazione dei nostri cari si debba andare a Pontecagnano, facendo qualche centinaio di chilometri col cuore infranto, pur essendoci un crematorio costato diversi milioni di euro presso il cimitero di Poggioreale, il cui appalto è partito 18 anni fa e di cui nel 2016, si annunciava l’imminente apertura. Al dolore sordo che provo si è aggiunto il senso di disprezzo per la camorra, per i politici e per gli amministratori che dovrebbero nascondersi e scomparire dalla faccia della terra! A Napoli restiamo per amore … un amore ottuso che ci impedisce di vedere …

Dopo qualche ora dalla pubblicazione, su Facebook, mi veniva segnalato che oggi alle 10,00 andrà in funzione il forno Crematorio di Poggioreale, come oggi riportano i giornali cittadini (clikka).  Una sola linea su tre, le altre due tra sei mesi (spero che vada tutto bene). La cosa che mi ha colpito e fa il paio con quanto diceva ieri in una intervista Giuseppe De Rita (presidente CENSIS) che in Italia non c’è un prima né un dopo, c’è il presente, cosicché non mi hanno stupito le dichiarzioni del Vicesindaco Panini il quale, diemticandosi che sono trascorsi 18 anni, di cui 8 imputabili a De Magistris, parla di evento eccezionale, di grande conquista e di grande soddisfazione per il risultato raggiunto …. in 18 anni!

E dire che durante il mio mandato di consigliere comunale (2011-2016) non mi occupai del Crematorio per un caso e forse per poco essendomi però occupato di un’altro aspetto del pari raccapriccinate (morire-a-napoli-e-un-morire) Clikka

 

Il Parco della Marinella la Rogoredo di Napoli

Quando ero consigliere comunale (2011/2016) ho condotto una vera e propria battaglia per fare in modo che il fabbricato storico dell’architetto Luigi Cosenza restasse adibito alla funzione di mercato ittico storico di Napoli. Su questo blog troverete molti articoli al riguardo documentati da atti ed interventi in consiglio comunale (clikka). Riuscii a mettere insieme una proposta che fu approvata anche dal Consiglio Comunale, mentre il Sindaco pensava di destinare il fabbricato a Moschea. Convinto il Consiglio Comunale sembrava risolta la vicenda senonoché avevo fatto i conti senza l’oste. L’allepoca Amministartore del CAAN Don Lorenzo Diana, nominato da De Magistris (prima versione), ebbe anche il fegato di festeggiare una inaudita e fasulla inaugurazione (clikka). Niente non c’è stato verso, l’incapacità amministartiva e l’azione prevaricatrice del Consiglio Comunale da parte del Sindaco l’hanno avuta vinta.

Il progetto era bello ed inteerssante e prevedeva che l’intera area di interesse dei mercatali diventasse, con il parco della marinella, un distretto del Sea Food, una sorta di Pier 39 di San Francisco. Oggi mi stringe il cuore a leggere che l’insipienza ha fatto sì che il parco della Marinella è la Rogoredo di Napoli, abitata da poveri diavoli, per lo più drogati, che trovano riparo in catapecchie improvvisate aggiungendo degrado a degrado! Di tanto da’ conto il il Mattino di Napoli  di oggi (04.02.2019) di cui consiglio la lettura.

Come dire una occasione di rilancio e sviluppo (l’ennesima) perduta per Napoli. L’area Est di Napoli, con il fallimento del progetto di Porto Fiorito (clikka) avvinta allo stesso destino di Bagnoli!

 

I Trasporti tra Nord e Sud del Paese

Stamane sulle pagine de Il Mattino di Napoli Adolfo Scotto Di Luzio (clikka) fa una analisi dell’arretratezza del SUD connessa allo stato pietoso dei trasporti su ferro chiarendo, come tale stato, sia un “vulnus” alla Democrazia. La riflessione è d’obbligo e mi porta a dire che ciò non accade solo per il ferro ma anche per il trasporto aereo. Sono ormai mesi che si celebra il grande successo dell’aeroporto di Capodichino con baci, abbracci, medaglie e titoli celebrativi di giornale, senza considerare che capodichino è un piccolo aeroporto assolutamente insufficiente a soddisfare i bisogni di una metropoli europea che dovrebbe aspirare e rivendicare il ruolo di Capitale economica del SUD. Il guaio è che in tutta questa celebrazione ci si è dimenticati che, con un tratto di penna, è stato cancellato il progetto di convertire l’aeroporto militare di Grazzanise in civile. Ebbene, qualche mese fa, ascoltando i tecnici del trasporto aereo, nella occasione di un Convegno promosso dal Comitato No Fly Zone, ho compreso bene che la cancellazione dell’aeroporto di Grazzanise è una vero e proprio “scippo”, l’ennesimo, allo sviluppo del SUD ed ai suoi cittadini. Non è difficile capire che se Napoli deve competere su scala europea, come Roma e Milano, deve dotarsi di un altro aeroporto che sia tale, non solo per il trasporto dei passeggeri, ma anche per qullo delle merci. Dovrebbe far indignare noi cittadini del SUD il fatto che una insalata prodotta in campania o in calabria o in sicilia che deve essere esportata in qualsiasi altra parte del mondo, debba fare migliaia di chilometri su gomma per andare ad imbarcarsi a Roma o a Milano! Ebbene, tale considerazione ci dovrebbe far dire chiaramente che Napoli con un altro aeroporto diventerebbe lo scalo commerciale del SUD conquistando fette di mercato interessanti e sgravando, con il traffico passeggeri, l’aeroporto di Capodichino, con il conseguente allegerimento dei sorvoli su centianaia di migliaia di cittadini e monumenti. Nè si può seriamente affermare che l’aeroporto di Pontecagnano è inidoneo ad assolvere il ruolo di scalo civile per il SUD. Questo è semplicemente e volgarmente una “marchetta” politico/elettorale del nostro Governatore De Luca. Orbene, mai come in questo caso, con Grazzanise si coniugherebbe lo sviluppo economico del mezzogiorno d’Italia con la salute dei cittadini! Come dire mentre il nostro sindaco pensa alle europee ed agli equilibri interni impalmando ex consiglieri (clikka) con incarichi di decine di migliaia di euro nella città metropolitana a spese di noi cittadini, Napoli, la Nostra Napoli, viene per l’ennesima volta saccheggiata dalla sua politica.

Se fossimo Cittadini e non Sudditi

Notizie gravi che si incrociano. I giornali le snocciolano senza che accada nulla tra la gente. Forse il problema è che nessuno legge i giornli, forse il problema è che la gente è rassegnata, forse il problema è che nessuno mette insieme le notizie. Si perché, le notizie, messe insieme assumono un altro aspetto, un’altra dimensione. Solo questa settimana con soli cinque temi sollevati dalla stampa, se fossimo cittadini, dovremmo stare tutto il giorno sotto palazzo San Giacomo a chiedere la testa dei responsabili. Cinque temi scabrosi da far salire il termometro della indignazione, visto che la magistratura è un elefante che ha l’andatura di una tartaruga.

1) Assistenza ai disabili assente; 2) Aleggia il sospetto del latrocinio per l’appalto su Via Marina, tanto che è intervenuta la Procura; 3) sembra ci siano consiglieri comunali che rubano rimborsi stratosferici percependo indebitamente indennità per super lavori conquistati dopo il voto; 4) l’aula consiliare oltraggiata dal fantacalcio mentre la città cade a pezzi; 5) cambio di poltrone alla Mostra d’Oltre Mare all’insegna del ci metto gli amici che mi hanno dato una mano.

Una città che vive un momento di risalita turistica abbandonata a se stessa con strade colabrodo che provocano incidenti e sfondano le auto; una politica per lo sport inesistente con impianti fatiscienti, con gente che usa la poltrona di consigliere per incassare gettoni ed indennità senza che nessuno dica niente, con la politica di palazzo che gioca al fantacalcio mentre si scambiano poltrone nelle società partecipate. Se fossimo Cittadini non saremmo arrivati a questo degrado … il sospetto è che siamo diventati sudditi …

Bene abbiamo fatto a dimostrate con la Marea Azzurra per Napoli che c’è un nucleo, piccolo o grande che sia, che ha voglia di cambiare …

 

L’Indecente modifica alla legge sull’Inquinamento Acustico nella Legge di Bilancio 2019

Nella legge di bilancio 2019 (clikka) su proposta della Lega è stata introdotta una modifica alla disciplina sulle molestie acustiche. La prima domanda è perché lo si fa con la legge di bilancio che dovrebbe, per l’appunto, contenere solo il bilancio dello Stato? La riflessione è che anche per il cd. “Governo del Cambiamento” la legge di bilancio è stata, come per gli altri Governi, l’occasione per fare l’assalto alla diligenza, solo che nella diligenza ci sono 60 milioni di Italiani. A questo punto non sappiamo quante trappole per gli italiani sono state inserite nella legge di bilancio 2019 come quella del regalo fatto alle lobby dei concessionari delle Spiegge Pubbliche a cui sono stati regalati altri 15 anni di proroga (clikka).

Ad ogni buon conto diciamo subito che la modifica della disciplina sull’inquinamento acustico è stata voluta dal Senatore Luca Briziarelli della Lega, aiutato da Matteo Salvini, che ha fatto un regalo alla Molini Fagioli di Perugia, società condannata per disturbo alla quiete pubblica con sentenza del Tribunale Penale di Perugia confermata dalla Cassazione Penale con sentenza del 08.02.2018 (clikka). Orbene tale modifica renderà più difficile dimostrare le molestie subite dai cittadini per l’inquinamento acustico da movida molesta, passaggi aerei, opifici industriali, condizionatori etc etc …

Con la legge di Bilancio 2019 (art. 1 comma 746), infatti, si è aggiunto all’Art. 6 ter del D.L. n. 208/2008 il comma 1 bis, modificando il criterio per la rilevazione delle molestie acustiche, archiviando, quindi, di fatto il criterio giurisprudenziale della normale tollerabilità per imporre quello della accettabilità. Per far comprendere facciamo un esempio estremo: Criterio della Tollerabilità. Per la giurisprudenza finora era valido il sistema di misurazione del livello istantaneo, quindi, se si spara una palla di cannone vicino all’orecchio di un cittadino e lo facciamo diventare sordo, questa immissione era per la giurisprudenza già da sola, come ovvio, intollerabile. Per il criterio pubblicistico della accettabilità, invece, vale il livello equivalente quindi il rumore medio, di modo che il rumore provocato dalla stessa palla di cannone viene messo in media con il silenzio successivo, quindi, potrà non essere più considerato superiore alla normale tollerabilità nonostante il cittadino abbia subito lo sfondamento del timpano. E’ chiaro che spero nella sensibilità della Giurisprudenza che già in passato ha avuto modo di dare la giusta interpretazione alla normata che tratta il diritto fondamentale e costituzionale della Salute e della Salubrità della propria casa di abitazione e se non bastasse confidiamo nella sensibilità giuridica della Corte Costituzionale che non potrà non dichiarare, in caso sono sia possibile una diversa interpertazione, la illegittimità costituzionale del comma 1 bis. dell’art. 6 ter della legge 208/2008.

Per abrogare questo scempio fate sentire la Vostra Voce e firmate la petizione clikkando qui

La mia solidarietà va agli abitanti molestati dalla Molini Fagioli S.r.l. Via Della Pace, 2 – 06063 Magione (PG)
Tel. 075 8472230-1 Fax 075 8472570 – magione@molinifagioli.it Molini Fagioli S.r.l. Unipersonale Cap. sociale 273.771,00 i.v. – n. meccanografico PG 009816 – Reg. Imp. / CF /P.IVA 01166880540 (Reg.Imp:trib:PG) REA PG 126981 Società soggetta alla direzione e coordinamento della Compagnia generale Molini srl Collecchio(PR) Strada dei Notari nr 25/27 – Reg Imprese di Parma n. 02244810343

Per farvi comprender di cosa e di chi parliamo ecco l’intervento dell’indecente Senatore Luca Briziarielli:

Ecco il testo della legge:

Decreto Legge del 30/12/2008 – N. 208 Gazzetta Uff. 31/12/2008 n. 304

Art. 6 ter – Normale tollerabilita’ delle immissioni acustiche (1)

1.- Nell’accertare la normale tollerabilita’ delle immissioni e delle emissioni acustiche, ai sensi dell’articolo 844 del codice civile, sono fatte salve in ogni caso le disposizioni di legge e di regolamento vigenti che disciplinano specifiche sorgenti e la priorita’ di un determinato uso.

1-bis. Ai fini dell’attuazione del comma 1, si applicano i criteri di accettabilità del livello di rumore di cui alla legge 26 ottobre 1995, n. 447, e alle relative norme di attuazione ». (2)

(2) comma inserito dalla legge di bilancio 2019 art. 1 comma 746

Il Rischio dell’Alcol nei Minori Un feomeno che non si vuole Combattere

Riporto un post pubblicato su Facebook ed una lettera scritta da due mamme, non aggiungo altro se non che la foto è stata scattata qualche notte fa a Chiaia:

“Che stasera ho proprio difficoltà ad addormentarmi e chi mi conosce sa che non è una cosa che mi appartiene!!! Stasera sono veramente disgustata e triste…ho deciso di andare al cinema al Metropolitan con mio marito alle 23 e il film è finito all’una…immaginatevi la serata gelida oltretutto di mercoledì e dunque per strada veramente poca gente…facciamo una passeggiata x tornare alla macchina e si apre la prima scena a via Imbriani: una ragazza (minorenne) delirante a terra che si rotolava e lamentava completamente in balia di alcool o droghe varie con un ragazzo steso su di lei. Ovviamente chiamiamo la polizia e iniziano scene raccapriccianti che non voglio star qui a raccontare. Vigiliamo fino all’arrivo dell’ ambulanza e andiamo via con un peso sullo stomaco incredibile pensando come al solito ai nostri figli per fortuna al caldo dei loro letti.
Giriamo a via Carducci, nel frattempo si era fatta l’1.30 e ci si apre la seconda scena…vicino alla nostra macchina troviamo un ragazzino riverso a terra ricoperto di vomito delirante e completamente incosciente …chiamiamo un’altra pattuglia della polizia che, diversamente dai primi, arriva e si catapulta su di lui cercando di aiutarlo in qualche modo…ma non si riprende e viene anche lui portato via in ambulanza.
Prima di uscire avevo letto e postato la lettera di una mamma di Pozzuoli scioccata dopo aver visto delle scene raccapriccianti fuori ad una discoteca a Capodanno sempre a danno di ragazzini minorenni…bene non ho più parole, commenti, lamentele, richieste da fare…queste cose mi lasciano un senso di amarezza profonda e saranno difficili da cancellare dalla mia testa i loro volti privi di dignità riversi su un marciapiede sporco dei nostri permissivismi!!!!
Noi genitori abbiamo le colpe maggiori ma lasciatemi pensare che tutta la giostra di locali, bar e persone che girano intorno a questi ragazzi e si arricchisce distruggendoli senza scrupoli dovrebbe essere punita selvaggiamente e senza sconti. Ma come al solito mi piace sognare…
PS ovviamente li ho resi irriconoscibili perché sebbene sembrino degli emarginati della società sono invece i figli della Napoli “bene” !”

Una Mamma di Napoli

“Caro Direttore, Le scrivo perché da stamattina non riesco a chiudere occhio dopo quello che ho visto fino all’alba all’esterno di una discoteca di Coroglio, dove c’è stato il veglione di Capodanno. L’apocalisse. Non sapevo se potevo fare filmati o foto e, nel dubbio, non ne ho fatti. Sono arrivata a litigare con un buttafuori. Un energumeno senza pietà. Sinceramente ho avuto timore.

Ragazzine, molte delle quali minorenni, visi conosciuti a Pozzuoli, ubriache al punto da non reggersi in piedi. Ragazzi stesi a terra incoscienti, aiutati da loro coetanei. Una ragazza che urlava come una matta (aveva avuto una crisi) trascinata per terra dai buttafuori come si trascina un tappeto, un’altra presa per i capelli, come ho visto attraverso i cancelli. Sono arrabbiata. Anche mio figlio si é sentito male. Buttafuori che hanno massacrato un ragazzo perché ubriaco. Ragazzini fuori dal locale che si pestavano.

Hanno bevuto da morire. Il “tavolo”: oggi si dice cosi, fanno “il tavolo”. Cosa bisogna fare, aspettare la tragedia? Non so quanti di loro sono rientrati a casa, prego Dio che non sia successo nulla. Ma i genitori, dov’erano? Sono consapevoli di cosa succede ai loro figli? Vergogna! Volete a tutti i costi adeguarvi ai tempi. I tempi sono cambiati????? Vergogna! Voi siete cambiati? Voi volete lavarvene le mani. Mi aiuti Direttore..qui nessuno ascolta. Questi ragazzi hanno bisogno di regole. Non ho visto forze dell’ordine. Ho passato la notte in macchina ad aspettare che finisse il veglione. Non ho visto una volante o una pattuglia. Svegliatevi! Denunciate!

Siamo davvero alla frutta. Mi si é spezzato il cuore e non mi perdono di non essere intervenuta lì dove forse avrei potuto. Ma tremavo della paura, i buttafuori facevano da scudo e i miei ragazzi erano spaventati: ecco, forse l’unica cosa positiva è che i miei figli si sono spaventati da morire. E soprattutto che li ho riportati a casa intatti. Uno di essi, ripeto, si è sentito male: ha solo vomitato. Per ora la cosa importante è che sia sano e salvo, poi mi incazzerò di brutto anche con lui. E la prossima volta, se ci sarà una prossima volta, non mi limiterò soltanto a litigare con un buttafuori e ad assistere passivamente a quello scempio. Allerterò polizia e carabinieri, girerò video e scatterò foto. Dobbiamo farlo per i nostri figli. E per tanti genitori irresponsabili o incoscienti.

*Una mamma di Pozzuoli

Blocchiamo il furto delle Spiagge nella Finanziaria!

Il tema delle concessioni balneari è di queste ore e sono decenni che rappresenta un vero e proprio furto ai danni dei cittadini italiani. Difatti, le concessioni balneari per fare un piacere elettorale alla lobby delle spiagge a pagamento non vanno a bando da decenni e di proroga, in proroga nel 2020 verranno a scadenza di modo che si è messo in moto un meccanismo di “persuasione” nei confronti dei parlamentari che devono fare l’ennesimo regalo. Gli Emendamenti alla Finanziaria per le Concessioni Balneari (clikka) li ho recuperati, vi consiglio di leggerli per rendervi conto di quanto sono benevoli, una benevoleza che nei confronti di noi cittadini normali non si è mai vista. In sostanza si va dalla proroga senza gara da 15 a 20 anni a proposte oscene di sconti e snatorie fiscali. Il problema è serio perché si stanno sperticando le mani anche i parlamentari di maggioranza, M5S e Lega. A dirigere la maggioranza infatti è Sergio Battelli che rilascia anche interviste (clikka), che con il suo brillante intuito politico pensa di poter mettere bocca su un tema tanto delicato che involge i diritti dei cittadini per accaparrarsi qualche consenso. Per dirne una a Bagnoli (Napoli) le cronache giudiziarie ci hanno svelato che un concessionario, in questo caso era il Club Partenopeo, che ha trasformato la concessione balneare in discoteca, incassava 130.000/140.000 € ogni tre giorni pagando un canone concessorio mensile di 171,61 €. Per far comprendere il furto Vi offriamo lo schema riassuntivo delle concessioni balneari del litorale flegreo (clikka). Ora il Governo Giallo/Verde vuole prorogare le concessioni balneari di 15 o 20 anni, concessioni, che sono state già prorogate con legge fino al 31.12.2020, in violazione della costituzione e delle direttive europee, dai precedenti governi/ladri. Questa cosa è oscena! Occorre che si formi una mobilitazione cittadina contro questo scippo! Non un passo indietro. Sono ore decisive perchè il tutto lo si vuole fare con gli emendamenti alla manovra finanziaria! Scrivete a tutti, simpatizzanti, attivisti, parlamentari del M5S e della Lega che conoscete! Smascherateli fategli sapere che voi sapete, devono vergognarsi di votare un tale furto. Questa cosa deve essere un punto irrinunciabile su cui devono capire che devono far cadere anche il governo.

Ai parlamentari e ad ogni eletto del M5S in qualsivoglia amministrazione dico che questo è il momento di ribellarsi e minacciare di dimettersi dal gruppo questa cosa tradisce lo spirito dei cittadini che vi hanno votato: MINACCIATE DI DIMETTERVI TUTTI DAI RISPETTIVI GRUPPI POLITICI!

Quanto alla legittimità della scelta l’Europa si è già espressa molte volte ed i queste ore filtrano notizie dalla Corte di Giustizia Europea che sottolinea come una proroga sarebbe in contrasto con il trattato: leggi Repubblica.it (clikka)

Per rendervi la cosa semplice non solo Vi ho selezionato i Parlamentari resposnabili di questo scempio (clikka) con tanto di foto e di appartenenza ai partiti ma vi ho anche già selezionato i loro indirizzi email cosicché voi possiate inondarli di mail di protesta con un semplice copia ed incolla:

battelli_s@camera.it;antonio.saccone@senato.it;  massimo.ferro@senato.it;raffaele.fantetti@senato.it;

donatella.conzatti@senato.it;fiammetta.modena@senato.it;
gilberto.pichettofratin@senato.it;cristiano.zuliani@senato.it;

christian.solinas@senato.it;roberta.ferrero@senato.it;erica.rivolta@senato.it;
alberto.bagnai@senato.it;roberto.marti@senato.it;paolo.ripamonti@senato.it;

marco.marsilio@senato.it;antonio.depoli@senato.it;

emilio.floris@senato.it; licia.ronzulli@senato.it;roberta.toffanin@senato.it;

antonio.barboni@senato.it;massimo.mallegni@senato.it;

dario.damiani@senato.it;caterina.biti@senato.it
massimiliano.romeo@senato.it;maurizio.gasparri@senato.it;

antonio.iannone@senato.it

La Tragedia di Corinaldo sia di Monito alle Istituzioni

La tragedia di Corinaldo lascia attoniti per la tenera età degli avventori, appena adolescenti e per gli interrogativi sociali, amministrativi e politici che pone. Come Avvocato e Presidente del Comitato Vivibilità Cittadina mi sono occupato spesso della sicurezza, perché quasi sempre le condizioni di invivibilità di piazze, strade, interi condomini e case è legata al caos ed alla violazione di qualsivoglia norma di prevenzione. Molti sono gli esposti che abbiamo rivolto alle Autorità Amministrative e poi, in mancanza di risposte, alla competente Procura della Repubblica, senza purtroppo aver sortito alcun apprezzabile effetto. E’ famoso, infatti, il caos e l’anarchia che impera nell’industria del divertimento napoletano. Ebbene, la tragedia di Corinaldo dovrebbe, per lo meno, essere una lezione innanzitutto per le istituzioni che hanno il primario compito di vigilare sulla sicurezza dei cittadini. Posso dire che le leggi ci sono, ma in chi dovrebbe rispettarle e farle rispettare, purtroppo, manca la cultura della prevenzione e della sicurezza. Si campa alla giornata, all’insegna del “che Dio ce la mandi buona”. Se non fosse così, difficilmente si accetterebbe ciò che accade sul lungo mare di Bagnoli, dove non molto tempo fa sono state rinvenute decine di flaconi vuoti di Alcovar, la cd. droga dello stupro, dove per l’inconcepibile scelta di autorizzate ben otto discoteche in due chilometri di strada, assistiamo alla completa paralisi della mobilità, con ambulanze bloccate nel traffico che spesso trasportano minori in coma etilico che non riescono neppure a raggiungere la destinazione in tempi ragionevoli per un “pronto soccorso”. Se non fosse così la Polizia Municipale non guarderebbe distrattamente, senza fare nulla, le tante occupazioni abusive di suolo pubblico negli stretti vicoli del centro storico, che pongono una seria questione di sicurezza pubblica. Se non fosse così, non si accetterebbero le tante attività di pubblico spettacolo allestite da esercizi commerciali che hanno a stento l’autorizzazione per mescere una birra. Spesso mi sono confrontato con dirigenti e funzionari e la sensazione che ho avuto è che tutto ciò accade per agevolare l’iniziativa economica. Quest’ultima spesso al centro di benevoli decisioni dei Tribunali del Sud, più che di quelli del Nord. E’ frequente, purtroppo, l’atteggiamento in chi deve decidere, di mettere sullo stesso piano i diritti umani, alla vita, alla salute ed alla casa, con quelli economici, senza considerare che la scala di valori costituzionali vede recessivi i diritti economici rispetto a quelli dell’uomo; come se per  l’emergenza lavoro si potesse anche morire. A ciò si aggiunge la legislazione sulla semplificazione che, sempre per agevolare l’iniziativa economica, si fonda sulla fiducia nei professionisti, chiamati a redigere “atti di asseverazione” circa il rispetto delle norme sanitarie, urbanistiche e di sicurezza di locali commerciali e di pubblico spettacolo. Il cd. silenzio assenso che purtroppo molto spesso si rivela nocivo, perché fondato su interpretazioni alquanto “singolari” di professionisti che hanno la matematica certezza di non essere soggetti ad alcun controllo, poiché gli uffici competenti sono al corto di personale. Il sistema così come congeniato, purtroppo, non funziona perché alla fiducia nei professionisti deve corrispondere la certezza della severa punizione di chi viola la legge o attesta il falso. Non sono rari, infatti, i casi in cui col silenzio assenso, vengano autorizzati cambi di destinazioni d’uso di immobili, in modo improprio, o vengano autorizzate attività commerciali in scantinati del centro storico, privi di uscite di sicurezza, non idonei all’uso commerciale, che si potrebbero trasformare in vere e proprie “trappole per topi”. Ebbene, la vicenda di Corinaldo ci riporta con i piedi per terra, anzi ci fa precipitare al suolo, nella misura in cui facciamo il raffronto con la condizione napoletana, dove ritroviamo tutti gli ingredienti esplosivi che hanno portato alla tragedia: locali affollati, tanto alcol, molti minori e tanta droga, con l’aggravante, assolutamente non trascurabile, della paralisi del traffico cittadino. Come genitore di due ragazzi adolescenti dico con forza che non si può morire di divertimento.

Avv. Gennaro Esposito

Presidente Comitato Vivibilità Cittadina

Aeroporto di Napoli Una Prospettiva di Sviluppo Compatibile

Il primo dicembre scorso nella sede della V Municipalità si è tenuto un convegno sul traffico aereo organizzato dal Comitato No Fly Zone. Tra i relatori molti esperti delle problematiche aeroportuali, molti Generali dell’Aeronautica, con alcuni interessanti interventi del Direttore dell’Aeroporto di Capodichino, Ing. Gennaro Bronzone. Tema assolutamente attuale, di tutela della città e dei cittadini e per il quale il Direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, qualche tempo fa ha espresso la sua preoccupazione per la tutela delle opere d’arte conservate nel museo cittadino. Il discorso dalla tutela dei Diritti alla Salute ed all’ambiente salubre, minacciati dall’esponenziale incremento dei voli sui quartieri di Napoli, al di fuori delle fasce aeroportuali, che genera inquinamento atmosferico ed acustico con conseguente aggravamento del rischio conto terzi, è scivolato sulle prospettive di sviluppo e sulla “incredibile” scelta di cancellare, con un tratto di penna, il progetto di trasformazione dell’aeroporto militare di Grazzanise, in aeroporto Civile, puntando, invece, su quello di Pontecagnano, tanto caro al Governatore della Regione. Ebbene, ciò che è emerso con chiarezza, essendo tutti gli esperti pressoché d’accordo, è che l’aeroporto di Capodichino, avendo rapidamente raggiunto gli obiettivi di traffico del 2030, è ormai vicino alla saturazione e non ampliabile ulteriormente e che l’Aeroporto di Pontecagnano, per suoi limiti oggettivi, non potrà mai soddisfare la richiesta in continuo incremento dei voli da e per la Campania. Ugualmente dicasi per il traffico merci aeroportuale che dal sud deve giungere, su gomma, a Roma (già saturo) oppure a Milano, anch’esso pressoché saturo, per poi imbarcarsi sui Cargo con destinazioni internazionali. Come dire un aeroporto internazionale che possa servire al trasporto delle merci del sud sarebbe più che auspicabile, con la fortunata possibilità di collegare mediante il trasporto su ferro, Grazzanise con la realizzazione di soli tre chilometri di ferrovia. Ebbene, non si comprende come dal piano strategico aeroportuale nazionale Grazzanise sia stato cancellato e con esso sono stati cancellati, la riduzione del rischio terzi, la riduzione delle immissioni acustiche ed atmosferiche sui cittadini napoletani, migliaia di posti di lavoro, sviluppo ed una possibilità di crescita certa per tutto il mezzogiorno d’Italia. Alle recriminazioni dei cittadini presenti al convegno la risposta dei tecnici è stata un’altra volta unanime: La colpa è della politica (quella con la p minuscola) poiché i tecnici sono d’ausilio alle scelte politiche e non possono sostituirsi ad essa. Lo scoramento è forte perché ancora una volta ci troviamo innanzi ad un mancato sviluppo, che questa volta sarebbe stato in linea con i diritti alla salute ed alla sicurezza dei cittadini napoletani, per la conseguente riduzione del traffico aereo sulla città, che inchioda Napoli, la Campania ed il Mezzogiorno d’Italia al regresso senza che nessun politico si sia mostrato finora all’altezza del tanto proclamato, a parole, sviluppo industriale del sud.

Lo Stadio Collana come il Mario Argento

La notizia viene riporatata oggi da Il Mattino di Napoli (clikka) si ritira Ciro Ferrara dalla GIANO società vincitrice del bando per l’assegnazione del Collana. Che il bando fosse stato scritto male l’avevo detto sin dall’inizio ma adesso che i nodi stanno arrivando al pettine e non si sciolgono, vedo sempre più lo Stadio Collana come il Mario Argento. Il rischio che diventi un altro cimitero dello sport è altissimo ed il prezzo altissimo, le associazioni sportive napoletane e gli atleti lo stanno già pagando. Aggiungo, alle chiare resposnabilità politiche ed amministrative che sono tutte indiviabili nelle Giunte Caldoro, De Luca e De Magistris, di regione e comune, anche quelle delle Istituzioni Sportive che, per essere prone alla politica hanno contribuito, col loro “devoto” silenzio, al disastro annunciato. Cosa di deve fare: Semplice revocare per giusta causa l’affidamento alla GIANO ed andare rapidamente, non c’è più tempo per fare un bando, all’affidamento diretto al Comune, stipulando un contratto di comodato d’uso! Ovviamente anche questa scelta in presenza della manifesta incapacità tra regione, comune ed istituzioni sportive sarebbe foriera di inefficienze ed ulteriori ritardi ma non c’è altra scelta! La mia solidarietà va agli sportivi Fatevi, Facciamoci, Forza noi siamo quelli che conoscono lo SPORT!

La Spontanea Trasformazione Urbanistica di Bagnoli

Sono oltre 20 anni che si parla della destinazione urbanistica di Bagnoli e dell’ex area Italsider, la paralisi è tale che si è arenata anche la nomina del Commissario, da parte del nuovo governo del cambiamento, su cui ho anche avuto modo di dire la mia (clikka). La considerazione è che in assenza di capacità amministrative e di partecipazione popolare (di cui ci si riempie solo la bocca) l’intera area ha “fatto da sola”, come dire, in 2 chilometri si sono installate oltre 7 locali di pubblico spettacolo che attirano decine di migliaia di persone dal giovedì alla domenica e nelle cd. feste comandate. Discoteche che hanno eroso la vivibilità di un intero quartiere in assenza di programmazione e che di fatto hanno finito per espropriare i cittadini residenti, imprimendo una destinazione che è incompatibile con la vita delle persone e delle famiglie. L’amarezza è che nessuno si è mai preoccupato di esaminare ciò che stava accadendo ponendo un freno. L’avvio è stato dato mediante la concessione degli arenili per il solo uso elioterapico facendoli pagare “quattro spicci” aree che giungono anche ad oltre 10.000 mq pagati con un canone inferiore a quello di un appartamento in centro ai quali è stata poi concessa la licenza di pubblico spettacolo, snaturando le concessioni marittime stesse che da diurne e stagionali sono diventate notturne e permanenti. Di chi è la colpa? Questa volta è semplice: Di tutti quelli che per ingraziarsi il consenso elettorale hanno fatto finta di non vedere … come dire di non amministrare …

In questo filmato diamo conto della invivibilità del quartiere e della completa assenza delle istituzioni a tutela dei cittadini; ve ne consiglio la visione, dura solo 10 minuti, ma è riassuntivo di come si sia trasformata Bagnoli:

Bagnoli Risvegliati

SOLIDARIETA’ AI CITTADINI DI BAGNOLI: Questo filmato è di ieri (15.09.2018). Ce l’abbiamo appena fatta in tempo a montarlo che anche oggi (16.09.2018) dalle 12,00 c’è una condizione peggiore. L’aggravante è che in questo momento c’è anche un celerino della polizia presente in via coroglio che non fa nulla, non interviene per ripristinare le condizioni minime di vivibilità del quartiere. Bagnoli è stato il quartiere dell’Orgoglio Operaio, ciò che sta accadendo ci fa capire che è stato talmente mortificato ed abbandonato a se stesso che i Bagnolesi hanno addirittura remora a rivolgersi alle forze dell’Ordine, seppure presenti, per chiedere la tutela dei loro diritti umani. In queste condizioni noi del Comitato Quiete Pubblica e Vivibilità Cittadina diamo la nostra Solidarietà ai cittadini di Bagnoli! A loro diciamo NON ARRENDETEVI! NON MOLLATE! Avete nel sangue l’orgoglio e la responsabilità di onorari i Vostri morti in fabbrica.

FLORES il Re di Bagnoli a 5 Stelle

Stamane tutti i giornali cittadini danno la notizia della nomina di Francesco Floro Flores come Commissario di Bagnoli. Scelta che dovrebbe ricevere solo la firma del Presidente del Consiglio Conte. La decisione viene raccontata come un accordo tra De Magistris e Fico. Un accordo Giallo/Arancioine; sennonché, a prescindere delle valutazioni politiche (che pure ci sono), sorgono spontanee delle domande circa l’opportunità di nominare un imprenditore che ha preso a “quattro lire” dal Comune e dalla Mostra d’Oltre Mare, Zoo ed Arena Flegrea, con l’aggravante che lo stesso imprenditore ha nominato, quale Direttore Artistico della Arena Flegrea, il Fratello del Sindaco di Napoli, Claudio de Magistris. Tra l’altro il medesimo imprenditore è stato anche nominato dai 5stelle al CDA della Cassa Depositi e Prestiti. Come dire stanno cerando un potere tutto loro e per loro. Possibile che non ci siano altre persone, anche tra gli attivisti dei 5stelle? Come dire non mi sarei scandalizzato se avessero nominato Commissario di Bagnoli Mariano Peluso, napoletano da sempre attivista del M5S e Geologo, un uomo come dire “qualunque”.

Cosa pensare ? E’ evidente che questa nomina cozza con tutti i principi di Sana e Corretta Amministrazione in attuazione dei quali il Conflitto di interessi, seppure potenziale, deve essere in ogni caso scongiurato. In sostanza si concentra nelle mani di un imprenditore che ha interssi nell’area un potere enorme facendolo diventare il RE Francesco di Bagnoli!

Pensiamo poi cosa potrebbe mai dire il Sindaco di Napoli in caso di questioni che involgono l’affitto dello Zoo visto che poi potrebbe scontare una attegiamento “ostico” sull’area Italsider. Ovviamente gli esempi possono essere tanti.

Poi c’è un altro profilo che lascia veramente l’amaro in bocca: Ma la scelta dei manager pubblici perché i 5stelle le fanno nelle “stanzette” senza nessuna partecipazione pubblica?  Perchè gli elettori dei 5stelle non si ribellano subito a questa cosa che fa polpette del principio di partecipazione tanto sbandierato da grillo e dai grillini? Possibile che queste cose così semplici non le pensa nessuno? Ancora una volta Napoli oltraggiata nei principi”! Io non ci sto!

Stamane un intervista del Prof. Aldo Masullo sulle pagine di Repubblica Napoli che richiama all’unità delle classi sociali sperando in una borghesia industriale ed intellettuale che si faccia carico dei problemi di Napoli …. sono già curioso di vedere, su quest’argomento, quanta parte di questa borghesia avrà il coraggio, non di alzare la voce, ma per lo meno di dire qualcosa ….

Napoli tra Turistizzazione e Barettizzazione

Napoli tra turistizzazione e Barettizzazione (clikka) Non capiamo perché quelli che parlano di Turistizzazione del centro storico non spiegano anche il fenomeno della “Barettizzazione”. Noi abbiamo il polso della situazione nel centro storico ed in altri quartieri e possiamo dire di conoscere bene la tematica. Il fenomeno è più complesso e si articola sovente in modo ancora più traumatico e violento per i cittadini, ma sembra che di questo aspetto non si possa o debba parlare perché secondo qualcuno la “città è viva” e chi non la pensa così, se ne deve andare, salvo poi a parlare, a questo punto, non si sa a quale titolo e con quale autorevolezza, di turistizzazione che espelle i residenti dal centro storico. Ebbene, il centro storico sta diventando un’intera area dedita al “fast ed furious food ed beverage” ad ogni ora del giorno e della notte, accompagnato da decibel, balli, feste di compleanno, fiaccolate, fuochi d’artificio e centri sociali che si traformano in aree concerti e discoteche, che rendono la vita impossibile ai residenti, i quali, volendosene andare, perché spesso non riescono neppure a rientrare nelle loro abitazioni né una volta tronati non riescono neppure a chiudere occhio, hanno venduto, stanno vendendo o venderanno le loro case inabitabili a pochi euro a gente che, gioco forza, li adibirà a B&B…. Perché si racconta il fenomeno a metà? Perché quelli che parlano di turistizzazione poi non parlano anche di barettizzazione ? Noi abbiamo racchiuso il tema in un incipit: “LA CITTA’ NON E’ UN BENE DI CONSUMO”

Napoli Ribelle ed Abusiva

La foto in quetso post non ritrae Napoli e neppure l’Italia, è Barcellona! Questi Sono un fioraio ed un fruttivendolo, in una strada di periferia di Barcellona che ovviamente non occupano suolo pubblico perché è vietato, viste le dimensioni del marciapiede. A Napoli? A Napoli ognuno fa quello che gli pare. La Polizia Municipale nel centro storico, chiude entrambi gli occhi, si ottura le orecchie e forse anche il naso. In tutto il centro storico ci sono strade di ridotte dimensioni dove addirittura esercizi d’asporto, che non potrebbero mai avere l’occupazione di suolo, installano fino a due tre file di tavolini, con la conseguenza di ridurre anche drasticamente le condizioni di sicurezza, perché un mezzo di soccorso non potrebbe mai passare. Gli occupanti abusivi una volta che hanno consolidato, in breve tempo, la loro occupazione abusiva si sentono in diritto di occupare abusivamente “investendo” in proporzione ai coperti abusivi, di modo che se interviene il vigile rigoroso (inesistente nel centro storico), si sentono lesi nel loro abusivo diritto! Come dire non siamo qua a spaccare il capello in quattro ma se nella Pignasecca ci sono esercenti, che occupano abusivamente gli ingressi di altri esercizi commerciali … senza che nessuno dica nulla allora significa che la misura è colma e questo sistema, fondato sul più forte, è fonte di sopruso che gioco forza, mancando l’istituzione crea un vuoto che forse è già stato riempito dalla Camorra. Probabilmente per Napoli Ribelle si intende questo … solo che nella città/giungla vincono solo i più forti perché manca Tarzan …. i deboli sono destinati a soccombere…

Una Battaglia di Civiltà

I giornali di oggi ci raccontano bene la battaglia di civiltà che stiamo conducendo vi consigliamo, pertanto di leggere l’articolo di M.G. Capone su Il Mattino di Napoli del 27.05.2018(clikka) quello di D. De Martino su Il Roma del 27.05.2018(clikka) nonché la lettera di Antonio Lombardi su repubblica Napoli del 26.05.2018(clikka). Oggi si è tenuta anche la corsa contro la violenza a cui ho partecipato, organizzata dalla mamma del giovane Arturo vittima, qualche mese fa, di una brutale aggressione. Credo che le questioni sono connesse. Non posso non condividere anche l’intervista a Davide Tizzano (clikka) apparsa oggi su Il Mattino di Napoli. Ciò che descrivono i giornali di oggi lo potrete vedere nel filmato che segue e siccome abbiamo un aggiornamento quotidiano al filmato successivo ciò che è accaduto stanotte…

 

 

Napoli Svelata Imbrattata

NAPOLI. Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina. Il nostro patrimonio urbano è un regalo che ci hanno lasciato i nostri avi, distruggerlo, imbrattarlo o, in vario modo, danneggiarlo è un crimine verso l’umanità e verso le generazioni future. Le Istituzioni hanno l’obbligo di tutelarlo e conservarlo. Il nostro compito, di fortunati abitanti di questi luoghi, è quello di rispettarlo! Se guardiamo i centri storici delle altre città Italiane non notiamo questo degrado urbano connesso a comporetamenti criminali di persone che non hanno la percezione del danno urbano e monumentale che stanno provocando. I Napoletani ormai non ci fanno neppure più caso, i nostri figli sono abituati al degrado e le generazioni future si cureranno ancora meno della Città. Occorre un mutamento Culturale. La Città non è un Bene di Consumo!

Le Proposte per la Vivibilità della Città

La Rassegna Stampa di ieri 08.05.2018 (clikka) da’ conto del grande lavoro che stiamo facendo in città per la vivibilità dei cittadini sia essi residenti che avventori. Non occorre aggiungere nulla se non il filmato che abbiamo montato che dimostra quali sono le condizioni di Napoli, dove ciò che può essere una risorsa finisce per diventare un calvario. Mettiamo a disposizione l’Appello che abbiamo rivolto a Sindaco, Prefetto e Questore (clikka) nonché la sintesi con le slide (clikka). 

Ho molto apprezzato, e la cosa mi lusinga anche, l’articolo di Antonio Polito (clikka) apparso sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno del 06.05.2018.

 

 

 

Il Valore dei Diritti Umani Calpestati dalla Movida e La Decisione del Tribunale di Napoli

Grande affermazione! La Stampa Cittadina (clikka) oggi da’ conto della prima sentenza emessa dal Tribunale di Napoli in materia di tutela dei diritti umani calpestati, da un modo di concepire la città come fosse un eterno luna park. Il Tribunale di Napoli mette un limiti all’orario di esercizio alle 23,00 del locale molesto, ma lascia perplessi sotto altri punti di vista. Registriamo, infatti, una sorta di “discriminazione giudiziaria” tra i Tribunali del Nord e quello di Napoli, i primi, più attenti alla tutela dell’uomo in quanto tale, i secondi, forse più attenti alla necessità di mantenere in piedi imprese, seppure nocive, per i posti di lavoro (al nero?) e dare maggiore tutela  alla proprietà, perdendo forse di vista lo scopo sociale a cui fa riferimento la Costituzione sia per l’iniziativa economica che per la proprietà.

Nonostante qualche pronuncia della Cassazione contraria, invece, i Tribunali del Nord non hanno remore a condannare insieme ai gestori anche i proprietari che sono poi coloro che incassano fior di migliaia euro di canoni di affitto, tal volta da immobili che non hanno i requisiti per essere adibiti a “baretto molesto/Discoteca” in un contesto residenziale. Per il Giudice Napoletano il proprietario è, invece, “irresponsabile”, senza capire che se non di pone mano ad una seria riflessione sul punto della responsabilità dei proprietari i cittadini resteranno sempre sforniti di tutela, poiché i gestori, spesso e volentieri, società vuote, andranno via, venendo rapidamente sostituiti da altri gestori molesti, mentre i proprietari “irresponsabili” continueranno ad incassare cifre astronomiche affittando immobili sprovvisti delle qualità necessarie.

Altro aspetto, che fa sorridere amaramente, è la valutazione economica del malessere subito da cittadini del nord rispetto a quello subito dai napoletani. Sembrerà strano ma per il Tribunale di Brescia il malessere per notti insonni e salute precaria vale circa 50,00 €. al giorno, mentre per quello di Napoli solo 5,00 €. Provocatoriamente potremo dire che un Bresciano vale 10 Napoletani! Ad entrare in gioco è forse l’approccio psicologico del Giudice Napoletano che ritenendo i suoi concittadini già afflitti da tanti altri mali uno in più uno in meno non dovrebbe fare poi tanta differenza, senza considerare, invece, che se al poco di cui possono godere i napoletani si toglie un altro poco, resta niente! In sostanza, viste le condizioni sociali sarebbe stato forse più giusto fare il contrario e non discriminarci  da soli. La battaglia, come dire, non è solo giuridica ma anche culturale, noi napoletani amiamo compatirci buttandoci alle spalle il malessere senza considerare che questo approccio ha determinato una minore nostra aspettativa di vita di 4 anni rispetto ai nostri concittadini del nord. Forse è arrivata l’ora di invertire la rotta e pretendere con più convinzione la tutela dei nostri diritti umani senza i quali ci dovremmo chiedere che senso ha essere cittadini.

La Lettera del Papà di Nico un altro Ragazzo Vittima dello Sballo

Da quanto tempo stiamo parlando della violenza notturna e dei fiumi di alcol che scorrono nella Movida Alcolica Napoletana! Inascoltati, Ci dobbiamo solo chiedere a quando il prossimo morto, per coma etilico, incidente stradale o altra causa connessa allo sballo! Vi ricordate di Lele,  il ragazzo morto (clikka) a 23 anni, in Piazza San Domenico Maggiore caduto dall’obelisco su cui si stava arrampicando con centinaia di altri ragazzi in sballo che incitavano e facevano selfie e tifo?

Questa è la lettera del papà di Nico morto a Positano:

“Nico è solo stato un estratto a sorte di quella maledetta domenica, come ce ne sono stati tanti e come purtroppo tanti, molti, ce ne saranno ancora. Mio figlio era un ragazzo pazzesco, con un cuore e una mente enorme, con una vita a disposizione ma che gli andava stretta per le tantissime cose che programmava e del quale era il primo realizzatore. La sua giornata non era formata da 24 ore, ma era indefinita, infinita. Il giorno e la notte erano solo un susseguirsi di eventi temporali nei quali cercava a malapena di adattarsi, tanto era preso dagli amici, dallo sport, dal divertimento, dallo studio, dalla famiglia e da tutti coloro che vedevano in lui un riferimento in tutto, forse in troppe cose. La vita voleva viverla, dominarla, controllarla, possederla. Adesso non c’è più, e sto a chiedermi il perché con una domanda che non avrà mai risposte o forse tante. L’ho cercato dappertutto in quelle maledette ore, ma in cuor nostro sapevamo che non l’avremmo mai più rivisto. Avvertiva dei suoi ritardi. Sempre. Ho passato l’intera giornata e anche la notte seguente alla scomparsa di Nico girovagando, da anima dannata, per le stradine di Positano, nell’assurda speranza di incontrarlo, magari smemorato o stordito, ma di stringerlo e portarmelo a casa. E ho assistito a scene che mai avrei immaginato. È una mattanza impunita ciò che si verifica all’uscita dei locali notturni dove tutti, e dico “tutti” i nostri ragazzi si riversano. Sembrava un campo di battaglia con decine di ragazzi e ragazze che vagavano semincoscienti, vestiti a malapena con camicie sudate e abiti leggeri nel freddo della tarda notte, chiazze di vomito dappertutto. E si accasciavano esanimi su panchine, gradini, a terra. In un’atmosfera di irreale consuetudine. Maledetto e spaventoso alcol!
Ma perché tutto questo…? Nico ha voluto inconsapevolmente, casualmente ma purtroppo tragicamente manifestare che si è arrivati a un punto di non ritorno. E adesso sto a piangerlo con un dolore che mi fa morire giorno dopo giorno, ma che mi fa rabbia e costringe ad urlare che non può e non deve succedere. Abbracciate i vostri figli, coccolateli, fate loro leggere queste parole, la vita è preziosissima, non può essere ceduta in cambio di uno sballo. Il ritorno a casa dopo il divertimento deve essere qualcosa di normale e scontato. Non si può pregare e sperare ogni volta nel miracolo ordinario di rivedere il proprio figlio riposare, al sicuro, nel proprio letto. A me non è più consentito… Ciao Nico, a presto. Papà ti ama.”

La rassegna Stampa di oggi 09.04.2018 (clikka) ci restituisce un immaginario che diventa realtà, come dire ci eravamo già arrivati mettendo in guardia per tempo e ieri abbiamo assistito ad una sparatoria sul “lungomarelibberato”. L’ipotesi degli spari sembra essere quella di una persona (evidentemente un malvivente) che si è ribellato al sopruso di quelli che banchettano al tavolo della Movida Alcolica molesta, tra parcheggiare abusivi e tanti altri “profili professionali”. Come dire si è superato il segno se, addirittura, uno con la pistola si vede vessato e reagisce a sua volta contro i “vessatori”. La cosa comica (si fa per dire) è che i parcheggiatori abusivi sono scappati con tutte le chiavi delle auto parcheggiate, lasciando i poveri malcapitati a piedi. Altro aspetto: E’ da incoscienti non mettere nel conto che possa accadere un episodio del genere (o di altra natura) che scatena l’allarme e, quindi, il fuggi fuggi generale, con la conseguenza che l’incredibile assembramento a cui assistiamo nelle notti di movida alcolica molesta, tra piazza bellini, san domenico maggiore, aniello falcone, chiaia, bagnoli, banchi nuovi etc etc … si trasformi in un mostro che travolge i giovani mietendo vittime. Questa cosa la stiamo dicendo da tempo ed abbiamo anche fatto delle denunce specifiche ma nulla accade! Le forze dell’ordine assenti ovvero impossibilitate ad agire! Le istituzioni assenti! La Procura di Napoli che su questi fatti archivia tutte le nostre denunce senza considerare che se prima o poi accade un “guaio” sarà anche colpa di questo modo assurdo di operare lasciando impuniti tanti piccoli reati che messi insieme costituiscono il brodo di coltura per il disastri perfetto! Questa volta siamo stati fortunati che il “lungomarelibberato” è una strada ampia! Immaginate cosa sarebbe potuto accadere in un luogo ristretto ed affollato come piazza bellini, banchi nuovi o i baretti di chiaia o il groviglio di auto e persone di angelo falcone e via coroglio… Noi ci rifiutiamo dai aspettare l’ennesimo morto!! Il 18 aprile alle 11,30 partenza pizza matteotti ci saremo anche noi alla marcia contro le notti alcoliche e drogate a tutela dei nostri figli!

Movida Molesta le Risposte dell’amministrazione

Ieri abbiamo avuto un confronto durato circa 2 ore con l’assessore Alessandra Celemente, oggi descritto dai giornali cittadini (clikka), dai quali abbiamo appreso che l’assessore sarebbe stata la notte appena passata in piazza bellini. Siamo sicuri che non è poi riuscita a passare perché stanotte in piazza bellini ed in piazza san domenico maggiore come ai banchi nuovi c’è stato l’inferno. Una grande festa di decibel alcol e droghe varie. Abbiamo anche interloquito con gli agenti di due volanti intervenute in piazza san domenico maggiore dove c’erano diverse centinaia di persone, tra questi molti studenti spagnoli. La cosa incredibile è che questi giovani si erano attrezzati con quattro casse acustiche potenti come quella del giovinastro in foto, e sopratutto con due bidoni di 50 lt di vino bianco, oltre a casse di birra e superalcolici! Inoltre in mezzo a loro c’erano anche un gruppetto di spacciatori! Gli agenti intervenuti ci hanno detto che non avrebbero potuto fare molto. I giovani non sono neppure stati identificati né sono stati sequestrate le casse elettroacustiche che sparavano decibel in tutta la piazza né i bidoni di vino in taniche da 50lt. L’unico effetto è stato quelli di aver ottenuto l’abbassamento del volume delle casse. Ciò tra le 01:00 e le 02:00 di stanotte. Clemente forza e coraggio facci vedere cosa il Comune di Napoli è in grado di fare per contrastare questo degrado che il sindaco si ostina a chiamare movida…

 

Stamattina (8/04/18) h 1,30 a piazza san domenico due bidoni da 50lt di vino bianco tanta birra e tanti superalcolici oltre a quattro casse acustiche portatili. Sono intervenute due volanti non hanno identificato nessuno nè hanno sequestrato le casse acustiche nè i bidoni da 50lf di vino ..
Piazza Bellini h. 01:00 del 08.04.2018 Voleante della Polizia in mezzo al CAOS totale

L’Indecente proposta della vendita dello Stadio San Paolo

Non è la prima volta che si parla della vendita dello Stadio San Paolo su cui  ho avuto anche modo di esprimere pubblicamente la mia opinione (clikka). Il Patron del Napoli ha più volte proposto l’acquisto “nummo uno”, aggiungendo anche un progetto per la realizzazione di un centro commerciale annesso di circa 400.000 mq., sempre, previa concessione gratuita per 99 anni. In un paese ed una città normale una tale posizione la si sarebbe presa come uno scherzo di un burlone, invece, a Napoli il Patron queste proposte ha avuto il coraggio di sostenerle pubblicamente. Oggi vista la stretta sui conti il Sindaco ci ritorna e sui giornali cittadini parla proprio di vendita (clikka), sennonché, occorrerebbe ricordare al Capo dell’Amministarzione Comunale, che lo Stadio San Paolo appartiene al cd. patrimonio indisponibile del Comune di Napoli e non credo che lo si possa vendere. Ebbene, ciò che mi sconvolge non è tanto la proposta “illegale” fondata sull’ignoranza, ma il fatto che si dichiarino cose del genere senza neppure aver tentato di racimolare diversamente una economia dal medesimo impianto che ha enormi potenzialità. Possibile che al Comune nessuno abbia mai pensato di sponsorizzare lo Stadio, possibile che mai nessuno si sia accorto che qualche anno fa è stata fatta anche una proposta alternativa (clikka) che ebbi modo, io stesso in qualità di consigliere comunale, di depositare come proposta di delibera per la sponsorizzazione? Come dire si liquida il patrimoio in saldo e non si ricercano altre soluzioni per fare in modo di proteggere ciò che abbiamo, per lasciarlo ai nostri figli!

L’Allarme Sociale della Movida Alcolica

Oggi (04.04.2018) un’ampia Rassegna Stampa su Alcol e Movida (clikka), dopo la morte di Nico, un ragazzo di 20 anni che a Positano, grazie ad una notte alcolica è morto precipitando giù da una scarpata. Molti commentatori chiriscono quali sono i termini della questione, su cui invano, con il Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina, stiamo cercando di portare all’attenzione delle Istituzioni. Siamo addirittura giunti a redigere un Questionario (clikka) da somministrare nelle scuole medie secondarie, perché crediamo che il fenomeno debba prima essere studiato nella sua dimensione. Ebbene il Questionario lo abbiamo consegnato, nella occasione in cui abbiamo partecipato al Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura, a Sindaco, Prefetto e Questore, chiedendo di essere aiutati a far decollare l’iniziativa, semmai con la collaborazioen del Provveditorato Regionale all’Istruzione e dell’ASL. Secondo voi abbiamo avuto una risposta? E’ ovvio che non ne abbiamo avute! Coloro che occupano le Istituzioni, politici o burocrati che siano, hanno l’obbligo si essere lungimiranti per prevenire i disastri sociali o naturali che siano. Come è possibile che queste persone non vedono ciò che viediamo e tocchiamo con mano noi. Basta osservare le pagine social dei tanti baretti, locali o discoteche per capire quale è l’approccio delle notti di movida acolica ed allucinogena napoletana. Abbiamo selezionato solo alcune delle pubblicità che costituiscono un vero e proprio incitamento allo sballo (clikka), se le guardate vi renderete conto di cosa stiamo parlando. La ricerca è lo sballo e vanno bene sia gli alcolici che le droghe fino a stare male. Il vomito è la meta da raggiungere è la riprova che si è andati oltre il limite. Forse abituati ai rapporti virtuali i giovani quando si incontrano cercano di ricostruire un mondo alterato dei sensi per evitare di incontrarsi veramente.

Napoli tra Turisti e Debito

In questi giorni sembra che si raccontino due Napoli, una effervescente per il consistente afflusso turistico e l’altra, avviluppata dal debito di cui il Sindaco parla incitando alla rivolta. Eppure, non v’è chi non veda, uno stridente contrasto tra l’uno e l’altro “fenomeno”. Da una parte, infatti, i nostri “gioielli di famiglia” in vendita per far fronte ai debiti ed ai servizi essenziali, che devono essere degni di una città che si propone come capitale del sud, dall’altra un turismo che porta economia ma che, inesorabilmente, aggrava il carico urbanistico, poiché al maggior afflusso di persone in città occorre far fronte con maggiori e più efficienti servizi e controlli. Volendo esemplificare i cestini sparsi per le strade prese d’assalto dai turisti devono aumentare ed il servizio di prelievo deve essere, gioco forza, incrementato. Ugualmente dicasi per i trasporti. Stessa sorte la vita notturna, se Napoli deve vivere anche la notte è chiaro che di notte devono essere previsti gli stessi servizi e controlli che di giorno. Ad un maggior “consumo” della città occorre opporre una più incisiva politica dei controlli e dei servizi, altrimenti, si corre il rischio che si consumino, come sta accadendo, anche i cittadini insieme alla città. L’ulteriore riflessione l’ho fatta parlando con dei turisti del nordest nel giorno di pasquetta, i quali, entusiasti di Napoli, mi chiedevano delle difficoltà della città in ordine a pulizia, traffico e trasporti, ai quali ho dovuto spiegare che abbiamo le casse vuote e che, forse, non si riempiono per far fronte ai servizi perché c’è anche molta economia “sommersa”. I medesimi turisti, visibilmente mortificati, mi hanno confessato che, loro stessi, ospiti di una casa vacanze, hanno accettato la richiesta “cortesemente” formulata dal loro “oste” di non fare la “ricevuta”. Probabilmente siamo davanti al solito cane che si morde la coda: non si pagano le tasse perché i servizi sono scadenti ed i servizi sono scadenti perché non si pagano le tasse ed, aggiungo, non si amministra bene quello che si ha.

Rassegna Stampa di Pasquetta 2018(clikka)

 

Il mondo di mezzo della Regione Campania

Inizialmente non si poteva credere che ci si arricchisse ancora con l’inquinamento del territorio e la morte delle persone, poi l’inchiesta di Fanpage ha scoperto un mondo sommerso che ha mostrato tutti i limiti di un controllo formale buono soltanto a calmare la coscienza. Come dire le carte stanno “apposto”. Il cd. modello virtuoso ANAC di cui parla De Luca, che non serve a nulla, possiamo dire oggi. Il nuovo filmato di Fanpage fa parlare Fausto Morrone, ex responsabile anticorruzione della SMA azienda regionale dei rifiuti. Ciò che rivela è di una evidenza agghiacciante, comprensibile anche per un bambino. Con l’esperienza di 5 anni in Consiglio Comunale, posso dire senza timore di essere smentito, che i consiglieri regionali di buona volontà se ne sarebbero dovuti accorgere. In 5 anni di Comune di Napoli ho macinato carte, inoltrando io stesso alla Corte dei Conti denunce. Quella più eclatante (ma non è l’unica) è stata sullo stadio San Paolo che ha portato nelle casse del comune 6.230.000,00 €.

Come è possibile che nonostante un funzionario di buona volontà abbia scritto nero su bianco all’ANAC ed alla Regione ciò che accadeva in SMA, mai nessuno l’abbia chiamato?

Mi cascano le braccia, ma non mi faccio assalire dal senso di impotenza. Il nostro ruolo di cittadini è quello di chiedere conto e ragione ad una Regione i cui consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione, farebbero bene a dimettersi in massa andandosi a nascondere per non farsi vedere dai loro elettori! Non dico altro vedetevi gli 11 minuti di filmato ne vale la pena … poi però non ci demoralizziamo … riflettiamo per capire come e cosa fare…

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/WpBb8eSwR86CChXX

25 Anni: Il Disastro di Bagnoli su Radio Radicale

25 anni senza vedere nulla di concreto se non l’inquinamento per IPA e PCB ne parlano Giuseppe Mastrolorenzo (primo Ricercatore all’INGV) e l’Avv. Gennaro Esposito su Radio Radicale nel programma Overshoot di Enrico Salvatori. Una occasione per dire che, al netto delle condanne penali di cui probabilmente ai cittadini non interessa nulla, a Bagnoli si è consumato oltre ad un disastro ambientale anche uno sociale ed umano. Quando sono arrivato nel 2011 ad occuparmi della vicenda, come tanti napoletani, ho sperato che si potesse invertire la tendenza ed invece è stata un’altra occasione mancara. L’epilogo lo conosciamo e non perdo l’occasione anche questa volta per dire che ciò che è accaduto a Napoli Ovest, ex polo siderurgico (di cui per lo meno si parla), è accaduto anche a Napoli Est (polo petrolchimico) di cui non si parla, ovvero, non se ne parla abbastanza.Colpa dei cittadini, della politica, delle istituzioni … Ascoltate e fatevene una ragione per impegnarvi per lo meno a conoscere se non a fare vuoi stessi … Per saperne di più e leggere atti e documenti basta cercare in questo sito (clikka) che mi è valso anni di lavoro e di studio. Spero ne sia valsa la pena, quanto meno per la mia coscienza…

 

 

 

 

La Società Civile e l’Assenza delle Istituzioni

Stride il richiamo a più voci alla società civile omertosa che non collabora con le istituzioni, che i giornali cittadini ed anche quelli nazionali, hanno riportato in occasione dei gravi fatti imputabili al cd. fenomeno delle baby gang. Richiamo, provenuto anche dalle Alte Cariche Metropolitane e dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario, che ha, addirittura  parlato, di “ribellione morale” e della inefficacia di cortei e manifestazioni che si tengono nella immediatezza dei gravi fatti, per poi spegnersi il giorno dopo. Per il massimo organo requirente del distretto di Napoli non è ammissibile che una minoranza di delinquenti abbia l’egemonia culturale sulla città composta, in larga misura, da persone perbene. Ad essere chiamati sul banco dell’accusa sono, dunque, i cittadini che non collaborano, che hanno perso il senso di comunità, così come da anni si dibatte sul ruolo di una borghesia napoletana assente. E’ evidente, allora, che come cittadini non possiamo non sentirci chiamati in causa da tali affermazioni, fare il “mea culpa”, ma anche capire il motivo di tale comportamento della società civile, tanto gravemente chiamata in causa. Si comprende l’animo di chi vuole incitare i cittadini ad essere presenti, e dobbiamo essere presenti, ma è chiaro che dobbiamo innanzitutto chiederci se le Istituzioni sono ugualmente presenti. Dovremmo chiederlo innanzitutto ai cittadini perbene del Rione Traiano, di Scampia, di Melito, di Caivano, dei Quartieri Spagnoli, del Cavone, del Pallonetto di Santa Lucia, della Torretta, del CONOCAL di San Giovanni, del Bronx di Secondigliano, di Marianella, del Vasto e non li ho citati tutti, per avvertire immediatamente il senso di solitudine e di sfiducia verso le Istituzioni di queste persone, ma anche delle tante persone del Centro Storico, di Chiaia, di Aniello Falcone, di Piazza Bellini, di Bagnoli, di Piazza Carlo III, di tutte quelle persone che in un modo o in un altro si rivolgono alle istituzioni a tutti i livelli ed hanno sempre le stesse, medesime inefficaci risposte. L’istituzione, infatti, non c’è quando al Rione Traiano, un inviato di Striscia la Notizia, che riprende gli spacciatori e li segnala, viene insultato, preso a calci nell’auto e sputato davanti alle Forze dell’Ordine. L’Istituzione non c’è, quando ai cittadini viene detto che è inutile denunciare perché tanto i responsabili non si prenderanno mai. L’istituzione non c’è, quando un diritto umano viene calpestato ogni giorno, ogni notte, per una sorta di “impotenza”, invocata dagli stessi uomini delle istituzioni che dichiarano di avere le mani legate, non potendo apprestare, nell’immediato, soccorso ristabilendo l’ordine sociale e tutelando il diritto umano compromesso. Ebbene, all’inaugurazione dell’anno giudiziario è mancata la voce della società civile, seppure accusata nella sala della “Congiura dei Baroni”, di non fare nulla. Sarebbe stato, infatti, interessante sentire il livello di gradimento dei cittadini verso il sistema giustizia del distretto, mortificato dalla mancanza di risorse umane e finanziarie, ma anche da una incapacità di far rispettare la legge (o farla rispettare nei tempi giusti), a maggior ragione, quando la sua violazione costituisce, non illegalità formale, ma sopruso ed oppressione per i diritti fondamentali dei cittadini, compromettendo la vivibilità della città, cui la Giustizia non riesce ad apprestare immediata tutela. Un richiamo ed un appello all’impegno civile, politico, culturale e morale di tutti, nessuno escluso, e doppio per gli uomini delle Istituzioni, così come Francesco Cananzi ha fatto, sulle pagine di Repubblica, in un accorato “Non mi arrendo”.

Non ci Arrendiamo

Il contributo di Francesco Cananzi, magistrato e componente del CSM su Repubblica Napoli di oggi (clikka)  mi spinge a fare brevi considerazioni. Con itanti amici che credono ancora, ed hanno la passione, mi impegno a rendere la città migliore, con denunce, picchetti, marce, cortei notturni ed alterchi notturni con chi pensa che la città sia un bene di consumo. Il problema serio è che a non arrendersi devono essere innanzitutto coloro che occupano le istituzioni. A Napoli, infatti, oltre ad essersi rotto il patto sociale di civile convivenza, è andato in frantumi anche il patto tra cittadini ed istituzioni. Se non si parte da questo perdiamo tempo e Francesco Cananzi coglie nel segno quando afferma che, chi è nelle istituzioni deve raddoppiare il proprio impegno.

E’ chiaro, allora, che è prima l’istituzione che non deve arrendersi e che, invece, si arrende, quando alla Stazione dei Carabinieri o al Commissaritao della Polizia viene consigliato al Cittadino di non denunciare, perché tanto è inutile, o, quando il funzionario  che accetta la pratica o la domanda dice chiaramente che è inutile, tanto non verrà mai presa in considerazione, o il cancelliere del tribunale che ad agosto, pur non essendo in ferie dice all’avvocato di tornare a settembre … Potrei continuare ed elencare tutte le categorie dei pubblici ufficiali e dipendenti che diffusamente si sono arresi … ma è chiaro che, se si sono arrese le istituzioni, prima o poi si arrenderanno uno ad uno anche i cittadini scoraggiati dalle stesse istituzioni. Sì quei cittadini che qualcuno delle istituzioni ha chiamato omertosi, dopo che non sono mai stati ascoltati proprio dalle istituzioni … forse l’omertà è delle istituzioni …. Ripartiamo con l’autocritica e troviamo la forza per invertire la rotta. I cittadini se non lasciati soli non si arrenderanno ….

Piazza del Gesù Nuovo: Intervenga l’UNESCO

Ieri insieme ad altri cittadini, tutti residenti in Piazza del Gesù Nuovo abbiamo provveduto a diffidare le Autorità Locali e quelle Statali, investendo anche l’UNESCO, poiché riteniamo assurdo che la storica Piazza del Gesù Nuovo del 1700, venga utilizzata come fosse uno stadio col rischio di danneggiare gli storici Monumenti. E’ raccapricciante, infatti, guardare nelle immagini di repertorio gli angioletti della Guglia che, pur essendo in pericolo di crollo e, quindi, assicurati tottora, da una rete, siano messi a rischio dalla incapacità delle istituzioni di tuleare la Città ed i suoi Cittadini. Noi al Diritto al Divertimento di cui parla il Sindaco, contrapponiamo il Diritto alla Città di cui parla Henri Lefebvre.

Atto di Significazione Invito e Diffida

A tutela della Storica Piazza Del Gesù Nuovo

Patrimonio UNESCO e dei Suoi Cittadini Residenti

I Sigg.ri : 1)             ; 2)    ; 3)  ; 4) ; 5)  ; 6)   ; 7) ; 8)  ; 9)  ; 10)  ; tutti residenti in Napoli, alla Piazza del Gesù Nuovo,  ed il Sig. 11)  ; 12) Il Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilità Cittadina, C.F. 95231680638, in persona del Suo Presidente Avv. Gennaro Esposito, i quali, hanno conferito mandato al sottoscritto avvocato, presso cui elettivamente domiciliano, fine di

SIGNIFICARE

1.- Al Comune di Napoli, in persona del Sindaco On.le Dott. Luigi De Magistris, domiciliato per la Carica presso la Casa Comunale, protocollo@pec.comune.napoli.it unesco.valorizzazione.cittastorica@pec.comune.napoli.it

2.- Alla II Municipalità del Comune di Napoli, in persona del Suo Presidente Dott. Francesco Chirico, domiciliato per la carica presso la sede municipale in Napoli, alla Piazza Dante, municipalita2.presidenza@pec.comune.napoli.it

3.- Osservatorio Permanente per il Centro Storico di Napoli – Sito Unesco, in persona del Presidente Consigliera Elena Coccia, protocollo@pec.comune.napoli.it

4.- Alla Commissione Nazionale UNESCO, in persona del suo presidente e legale rappresentante p.t., commissione.unesco@cert.esteri.it

5.- All’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, in persona del suo Direttore di Divisione del Patrimonio Mondiale Mechtild Rossler, p.t., con sede in Parigi (Francia), 7 posto Fontenoy,  m.rossler@unesco.org

6.- Al Ministro dell’Ambiente On.le Gian Luca Galletti, domiciliato per la carica presso il Ministero, pec: mattm@pec.minambiente.it

7.- All’Ufficio Ambiente del Comune di Napoli, in persona del Dirigente p.t. pec. controlli.ambientali@pec.comune.napoli.it

8.- All’ASL Napoli Centro 1, in persona del Dirigente p.t., del Dipartimento Igiene e Sanità  Pubblica dip.prevenzione@pec.aslna1centro.it sisp@pec.aslna1centro.it

9.- Alla Sopraintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, in persona del Suo legale rappresentante p.t., con sede in Napoli, alla Piazza del Plebiscito, 1 mbac-sabap-na@mailcert.beniculturali.it

che:

 1.- La storica Piazza del Gesù Nuovo, dove risiedono e sono proprietari degli immobili i soprascritti Signori, è inserita nell’area del centro storico patrimonio UNESCO. Data la sua importanza ed il suo pregio è proprio in questa Piazza, sulle mura della storica chiesa del Gesù, che è affissa la targa che riporta la motivazione del riconoscimento UNESCO: “Napoli è una delle città più antiche d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo preserva gli elementi della sua lunga e importante storia”.

 

2.- Piazza del Gesù nuovo è il centro dei più importanti monumenti di Napoli, essa ruota intorno alla Guglia dell’Immacolata. Sul lato Ovest vi sono storici palazzi nobiliari in stile tardo barocco, come il palazzo Pandola ed il palazzo Pignatelli di Monteleone. Sul lato opposto ad essi, vi è la Chiesa delle Clarisse, un altrettanto importante complesso architettonico monumentale di età medioevale. Nella medesima piazza, vi sono due delle più importanti chiese napoletane: La chiesa del Gesù Nuovo ed il Monastero di Santa Chiara; la prima con facciata quattrocentesca con bugnato a punta di diamante in pietra piperina, il più antico esempio di barocco napoletano; la seconda, è la più grande chiesa di stile gotico della città, ove è posto il sepolcreto ufficiale dei Borbone, nel quale riposano i sovrani del Regno delle Due Sicilie, da Ferdinando a Francesco II. Ai lati della chiesa del Gesù Nuovo, vi sono altri due monumentali edifici: il palazzo delle Congregazioni ed il Palazzo Professa, il primo divenuto Liceo “Antonio Genovesi”, il secondo “Liceo Eleonora Pimentel Fonseca”.

 

3.- La Guglia dell’Immacolata è un obelisco barocco marmoreo, eretto nel 1700, su progetto di Giuseppe Genoino, insiste al centro della cosiddetta “insula gesuitica” ed al terzo livello sono posti 4 puttini in marmo, di rilevanti dimensioni, assicurati da una rete apposta per impedirne il distacco, segno di un evidente pericolo per la pubblica e privata incolumità e per il bene monumentale stesso.

 

4.- Nonostante le storiche caratteristiche, assolutamente di pregio di Piazza del Gesù Nuovo, il Comune di Napoli organizza, ovvero autorizza, usualmente dei concerti con l’uso di apparecchiature elettroacustiche di rilevantissima portata, tanto che durante l’esecuzione degli stessi, negli appartamenti dei residenti del civico n. 15, vibrano vetri e suppellettili con notevole compromissione della vivibilità della piazza e con notevole compromissione della strutture monumentali ed, in particolare, dei fregi e dei decori marmorei e di stucco.

 

5.- Tra gli ultimi concerti, infatti, il 9 giugno 2017, nella storica Piazza del Gesù Nuovo si  è esibito l’artista Goran Bregovic con la sua band, con la partecipazione di oltre cinquemila persone e l’uso di impianti elettroacustici di rilevanti dimensioni, come si evince dalle foto che si allegano e dai filmati che possono essere rinvenuti sul web.

 

5.- Proprio in data odierna è stato allestito un palco, in prossimità della Guglia, con la predisposizione di casse acustiche di rilevanti dimensioni, per festeggiare il riconoscimento della Pizza Napoletana, dell’UNESCO e con la installazione di ben 10 forni per la cottura di pizze muniti di canne fumarie tutte in funzioni contemporaneamente, che appestano l’aria dei residenti del civico 15 rendendo di fatto la loro vivibilità impossibile.

 

6.- Tenuto conto della particolare conformazione della piazza è indubbio che il suo uso debba essere consentito nel rispetto della vita e della vivibilità dei residenti e nel rispetto dei monumenti ed opere d’arte che ovviamente devono essere tutelate per il loro particolare valore storico artistico, per il quale si nutrono non pochi dubbi, in quanto, come detto la Guglia è assicurata da una rete di protezione che dimostra come il monumento presenta già elementi che hanno subito danni che potrebbero aggravarsi per effetto dell’impatto acustico che viene prodotto durante i concerti.  

 

4.- Nella occasione dei medesimi concerti, inoltre, si ammassano migliaia di persone, che la medesima piazza non è neppure in grado di contenere con evidente compromissione dell’ordine e della sicurezza pubblica.

5.- Nonostante la presenza di tre complessi edifici di culto, come detto di particolare valore, nella piazza si esibiscono anche gli artisti di strada spesso, con l’uso di apparecchiature di amplificazione elettroacustica, contribuendo a rendere invivibile il luogo che è di pregio anche per il tessuto sociale/urbano che per la invivibilità corre il rischio di scomparire.

6.- Il Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilià Cittadina è una associazione non lucrativa che si occupa della vivibilità della città, troppe volte compromessa da scelte amministrative che contrastano con la conservazione del tessuto urbano e sociale che, proprio in questi ultimi anni sta subendo un notevole cambiamento per fenomeni di gentrificazione.

Tanto premesso i soprascritti Signori ed il Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilità Cittadina, a mezzo del sottoscritto Avvocato

Invitano e Diffidano

1.- Il Comune di Napoli, in persona del Sindaco On.le Dott. Luigi De Magistris;

2.- La II Municipalità del Comune di Napoli in persona del Suo Presidente Dott. Francesco Chirico;

3.- Osservatorio Permanente per il Centro Storico di Napoli – Sito Unesco, in persona del Presidente Consigliera Elena Coccia;

4.- La Commissione Nazionale UNESCO, in persona del suo presidente e legale rappresentante p.t.;

5.- Il Ministro dell’Ambiente On.le Gian Luca Galletti;

6.- L’Ufficio Ambiente del Comune di Napoli;

7.- L’ASL Napoli Centro 1, in persona del Dirigente p.t., del Dipartimento Igiene e Sanità  Pubblica;

8.- La Sopraintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli,

affinché ciascuno per quanto di loro competenza:

I) Nell’immediato dispongano la rimozione dei 10 forni per la cottura di pizze che rendono la vita impossibile agli abitanti del civico 15 e dintorni;

III) non si organizzino o autorizzino concerti di dimensioni ed impatto acustico che ledono la vivibilità della piazza e compromettano la staticità di monumenti, stucchi, decori e marmi  dei medesimi monumenti;

IV) adottino ogni provvedimento utile alla protezione della Storica Piazza del Gesù Nuovo e del relativo tessuto sociale impedendo anche l’uso di apparecchiature elettroacustiche per le esibizioni dei cd. artisti di strada;

V) risarciscano ogni danno subito dai soprascritti residenti costretti a vivere da oltre un decennio in condizioni di precarietà e stress fisico e psicologico per il ripetersi di eventi di rilevante impatto ambientale e nonché sulla vivibilità dei cittadini residenti.

Ai dell’art. 5 Dlgs 14.03.2013, n. 33

Si insta affinché le Autorità Amministrative in indirizzo forniscano agli istanti elettivamente domiciliati, presso il sottoscritto Avvocato, anche a mezzo strumento digitale, le autorizzazioni concesse per gli eventi del 09.06.2017 (concerto Goran Bregovic) e delle manifestazioni successive (ivi comprese quella odierna) per le quali è previsto l’uso di apparecchiature elettroacustiche ivi comprese le prescrizioni date dal competente Ufficio Ambiente del Comune di Napoli, dall’ASL e dalla competente Sopraintendenza, a tutela della pubblica e privata incolumità con la indicazione dei limiti di emissione acustica compatibili con il tessuto urbano e con la conformazione monumentale e storica di Piazza del Gesù nuovo.

     Il presente atto viene notificato anche a S.E. il Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Penale di Napoli, affinché provveda ad avviare ogni necessaria ed opportuna indagine, volta ad accertare qualsivoglia ipotesi di reato per il grave pregiudizio alla Salute dei Cittadini e della Storica Piazza del Gesù Nuovo, dovuta alla grave e colpevole inerzia dei Pubblici Amministratori responsabili, anche ai sensi dell’art. 328 c.p.

Napoli, 14 dicembre 2017

RELATA DI NOTIFICA

Io sottoscritto Avv. Gennaro Esposito (SPSGNR68P05G309Z) iscritto all’albo degli Avvocati di Napoli, al n. 13884 ai sensi della L. 53/1994, notifico copia del presente atto in formato digitale a:

1.- Al Comune di Napoli, in persona del Sindaco On.le Dott. Luigi De Magistris, domiciliato per la Carica presso la Casa Comunale, protocollo@pec.comune.napoli.it unesco.valorizzazione.cittastorica@pec.comune.napoli.it

2.- Al II Municipalità del Comune di Napoli in persona del Suo Presidente Dott. Francesco Chirico, domiciliato per la carica presso la sede municipale in Napoli, alla Piazza Dante, municipalita2.presidenza@pec.comune.napoli.it

3.- Osservatorio Permanente per il Centro Storico di Napoli – Sito Unesco, in persona del Presidente Consigliera Elena Coccia, protocollo@pec.comune.napoli.it

4.- Alla Commissione Nazionale UNESCO, in persona del suo presidente e legale rappresentante p.t., commissione.unesco@cert.esteri.it

5.- All’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, in persona del suo Direttore di Divisione del Patrimonio Mondiale Mechtild Rossler, p.t., con sede in Parigi (Francia), 7 posto Fontenoy,  m.rossler@unesco.org

6.- Al Ministro dell’Ambiente On.le Gian Luca Galletti, domiciliato per la carica presso il Ministero, pec: mattm@pec.minambiente.it

7.- All’Ufficio Ambiente del Comune di Napoli, in persona del Dirigente p.t. pec. controlli.ambientali@pec.comune.napoli.it

8.- All’ASL Napoli Centro 1, in persona del Dirigente p.t., del Dipartimento Igiene e Sanità  Pubblica dip.prevenzione@pec.aslna1centro.it sisp@pec.aslna1centro.it

9.- Alla Sopraintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, in persona del Suo legale rappresentante p.t., con sede in Napoli, alla Piazza del Plebiscito, 1 mbac-sabap-na@mailcert.beniculturali.it

10.- Per Conoscenza a S.E. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, a mezzo pec. prot.procura.napoli@giustiziacert.it

Bilancio del Comune di Napoli Responsabili Consiglieri ed Assessori

L’articolo di Alessio Gemma sulla decisione della Corte dei Conti relativa al bilancio consuntivo del Comune di Napoli 2016 apre il capitolo della resposnabilità per danno erariale di assessori, consiglieri e sindaco.

Ben venga la riflessione e l’indagine della Corte dei Conti sulle responsabilità! Nella mia esperienza di Consigliere Comunale, nella consiliatura 2011/2016, al Comune di Napoli, ho avuto modo di vedere assessori e consiglieri pronti a votare “laqualunque” senza batter ciglio e sopratutto senza studiare nulla, dietro la scusa del vincolo politico di maggioranza, oppure, con lo scambio politico: io voto il bilancio, se tu poi mi vieni a riparare le strade ove vivono i miei elettori.

Oddio ho anche incontrato Consiglieri che seppure avessero letto l’intero documento di bilancio non avrebbero capito nulla, anche perché non in grado di comprendere le relazioni del Segretario Comunale né del Collegio dei Revisori. Come dire, gente priva di una preparazione minima anche per l’assenza delle cd. scuole di partito; gente con l’aspirazione di ricoprire addirittura ruoli di assessore o di presidente di commissioni, riuscendoci anche.

Certo non penso che i politici debbano essere tutti lauretati in economia ma, almeno, avere quella passione politica di perseguire il bene comune che ti spinge ad approfondire ed a romperti la testa sulle carte, facendo anche domande scomode a burocrati e politici, sia essi di maggioranza che di opposizione.

Invece, abbiamo nelle istituzioni gente a cui normalmente il cittadino medio non affidarebbe neppure la commissione della spesa giornaliera di casa propria, eppure assetati di potere, per dimostrare di valere qualcosa ed a cui i cittadini col loro voto affidano il destino della propria città con un bilancio di 4 miliardi di €. Ebbene, mi sono sempre meravigliato di come si affrontassero con leggerezza “voti pesanti”, tanto che per ovvie ragioni di responsabilità ho denunciato io stesso alla Procura della Corte dei Conti cose rilevanti sotto il profilo della responsabilità erariale. Come nel caso di Bagnoli Futura e dei debiti del Calcio Napoli verso il Comune che poi, proprio grazie all’intervento della Corte, il Calcio Napoli saldò, almeno fino al 2015, pagando 6 milioni 230mila euro, salvo poi a riprendere la vecchia abitudine di non pagare. Ecco ora la Corte dei Conti potrebbe sfondare questa sorta di impunità che potrebbe avere il risvolto politico di far ritirare dalla scena politica gente incapace! Come dire ancora una volta i partiti hanno appaltato alla Magistratura il compito della selezione della classe dirigente!

Il Consumo di Alcool nei minori. Intervengano le Scuole

La quantità di bottiglie che si rinvengono la mattina nei luoghi della cod. Movida Molesta Napoletana mi ha sempre impressionato e, credo che impressioni anche Voi. Diciamo che il sospetto che vi sia un abuso, tra i minori, di sostanze alcoliche con i cicchetti, di pessima qualità, venduti a uno o due €. non fa ben sperare, se uniti alla quantità di bottiglie di birre, vino e di superalcolici che si rinvengono nelle nostre piazze e strade. Il Mattino di Napoli ha fatto una inchiesta che non lascia presagire nulla di buono riferendo che ogni giorno almeno due ragazzi vengono trasportati in ospedale in coma etilico (clikka) e che specialmente i minori sono vittima dell’abuso di alcol (clikka) . Mi sarei aspettato una presa di posizione dell’ASL e del Provveditorato Regionale e Provinciale agli studi ed, invece, il nulla totale come se Il Mattino di Napoli  avesse scritto “panzane” o peggio come se questa situazione sia ineluttabile. Ovviamente non me ne capacito e penso che occorre intervenire per lo meno per capire.

In Islanda (clikka) hanno avuto lo stesso problema e l’hanno affrontato, innanzitutto, studiando la dimensione del fenomeno attraverso la somministrazione, nelle scuole, di un questionario, per poi mettere in campo delle politiche volte ad arginarlo.

I nostri giovani sono il nostro futuro ed è assurdo che nessuna mente illuminata dei nostri Politici ed Amministratori si sia posto il problema, come se fare politica significhi solo ed esclusivamente fare i propri interessi non quelli pubblici o collettivi  ed allora meglio avere cittadini storditi sin da adolescenti si venderanno più facilmente il loro voto e penseranno anche loro che il destino della nostra città è ineluttabile!

In ogni caso non venitemi a dire che non siamo in Islanda e che l’Islanda ha la dimensione del nostro quartiere Vomero, perché non ci sto! Questa è una battaglia che è volta alla tutele della salute, della vivibilità e del futuro della nostra città.

Per fortuna mi sono messo a cercare sul web e con soddisfazione ho trovato che lo stesso problema se l’è posto il Convitto Nazionale di Arezzo, sul cui sito ho rinvenuto un ottimo questionario, che, come al solito, non ho fatto altro che adattare alla nostra città inserendo qualche altra domanda sulla scorta della esperienza Islandese. Ora con il Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilità Cittadina, che presiedo, ci siamo posti l’obiettivo di convincere i nostri Dirigenti Scolastici delle scuole medie superiori di somministrarlo ai ragazzi.

Lo offro anche a Voi tutti, è una bozza, credo abbastanza definitiva, e Vi chiedo di aiutarci a diffonderlo ed a presentarlo nelle scuole:  Questionario Consumo di Alcol tra i Giovani (clikka).

 Ringrazio pubblicamente il Convitto Nazionale di Arezzo (che ho contattato) complimentandomi ancora una volta con loro. Spero di complimentarmi presto anche con qualche istituzione scolastica napoletana!

L’immagine è della Fontana di Monteoliveto, frequentatissima da adolescenti e posta davanti alla Caserma dei Carabinieri Pastrengo, possibile che mai nessuno si sia chiesto chi si “scola” le tante bottiglie che poi vanno puntualmente a finire nella fontana, deturpandola indegnamente?

Il Discorso di Pericle ai Napoletani

Recentemente, in un anfratto dell’isolotto di Megaride, è stato rinvenuto uno scritto storico di rilevantissimo valore archeologico che, per ragioni incomprensibili, è stato distrutto immediatamente, appena giunto nelle mani del Sindaco, il quale, si racconta, l’abbia addirittura mangiato. A me è giunta solo una copia ed un brandello, neppure troppo grande che ne conferma l’esistenza. Ebbene, lo scritto racconta che Pericle ha vissuto qualche tempo a Neapolis ed ebbe modo di fare ai Napoletani lo stesso discorso che fece agli Ateniesi … seppure con qualche piccola differenza.

Discorso di Pericle ai Napoletani:

“Qui a Neapolis noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i pochi invece dei molti e lo stesso viene chiamato democrazia.

Qui a Neapolis noi facciamo così.
Le leggi qui, solo in astratto assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private. Noi ignoriamo sempre i meriti e l’eccellenza. Vanno avanti solo i nostri amici.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà invitato a farsi da parte, egli non sarà chiamato a servire lo Stato perché altrimenti dal confronto si vedrebbero tutte le nostre pochezze, e la povertà, in ogni caso, costituisce un impedimento.

Qui a Neapolis noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo è solo una illusione siamo costantemente impediti a fare ciò che vogliamo e non ci ribelliamo; noi siamo sospettosi l’uno dell’altro ed infastidiamo il nostro prossimo, ci piace vivere a modo nostro fino a quando non incontriamo uno più forte di noi.
Non siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace, e siamo sempre pronti ad evitare di fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino napoletano trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private, sempre!

Qui a Neapolis noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di non rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di non rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo voltarci dall’altra parte se qualcuno riceve un’offesa in nostra presenza, noi stiamo attenti a farci i fatti nostri!
E ci è stato anche insegnato di non rispettare soprattutto quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso, vige la legge del più forte, ed ognuno fa quelli che gli pare, fino a quando non incontra uno più forte di lui, nella consapevolezza che lo Stato non lo punirà mai.

Qui a Neapolis noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato è meritevole e quando va a votare lo premiamo anche con 50 dracme, egli è utile al sistema e benché pochi sono in grado di dare vita ad una politica, tutti qui a Neapolis sono in grado di giudicarla a secondo del “posto” o delle 50 dracme.
Noi consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà di ognuno di fare quello che vuole anche e soprattutto a scapito degli altri.

Insomma, io proclamo che Neapolis è la scuola Partenopea e che ogni napoletano cresce sviluppando in sé una infelice versatilità per tirare a campare, la sfiducia in se stesso e negli altri, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero, li accogliamo e li facciamo vivere in condizioni ignobili come e peggio delle bestie.
Qui a Neapolis noi facciamo così”.

Spero che Pericle non si stia rivoltando nella tomba …

Sistema Sanitario inefficiente nonostante i proclami

Le mie riflessioni sul sistema sanitario Campano su Repubblica Napoli di oggi: Grave è l’accusa al Sistema Sanitario Campano, rimasta senza risposta, di Gennaro Savoia (clikka), primario in pensione di anestesia e rianimazione dell’AORN Cardarelli, apparsa sulle pagine di questo giornale qualche giorno fa. A parlare, infatti, è un primario, seppure in pensione, di uno dei più delicati reparti, del più importante Ospedale del Mezzogiorno. Una replica o una presa di posizione da parte delle Istituzioni chiamate in causa da Savoia avrebbe rassicurato i cittadini campani ed, invece, di nuovo un silenzio “tombale”, parlino le indagini della magistratura e ministeriali sull’ultimo caso sospetto di mala sanità che ha drammaticamente travolto un ragazzo di 23 anni. Sennonché i cittadini sembrano solo storditi dalla mole di inchieste su cui ciclicamente si accendono i riflettori, per poi spegnersi ed accendersi di nuovo sul più recente caso, seppure ugualmente incredibile ed eclatante. Ad essere chiamata in causa è la politica con i suoi commissari e con le sue nomine di persone che se non responsabili penalmente lo sono sicuramente politicamente per non essere stati in grado, non di risolvere i problemi con la bacchetta magica, ma almeno invertire la rotta. Ebbene agli occhi dei cittadini campani la rotta è sempre la stessa, nonostante i proclami. Sembra lontano, ma solo a febbraio scorso, i media nazionali si sono occupati dei 55 arresti e 94 indagati per assenteismo, nello stesso Loreto Mare cosicché la morte di Antonio di 23 anni, non dovrebbe suscitare sorpresa ma solo indignazione, proprio per la mancata riorganizzazione di un efficiente ed efficace sistema di emergenza-urgenza sanitario di cui ormai non se ne può più fare a meno. Non è accettabile che i campani che hanno la sfortuna di “passare un guaio” nella loro regione rischino di morire rispetto ai cittadini delle più efficienti strutture sanitarie di altre regioni del nord.

Sanità La mia lettera del 24.08.20177 su repubblica (clikka)

Comune di Napoli Rischio Dissesto: I Soldi Buttati nel “Gabinetto”

Se solo i cittadini mettessero insieme le notizie per trarre qualche conclusione:  Qualche giorno fa le mie riflessioni  su Repubblica Napoli circa le priorità dell’Amministrazione Comunale e la crisi finanziaria (clikka) oggi Frattasi su il Mattino di Napoli (clikka) ci racconta che il Comune di Napoli spenderà un altro milione di euro per i bagni dello Stadio che si aggiunge ai 27 milioni e 400.000,00 €. spesi sempre per lo Stadio San Paolo e per un non meglio specificato rimborso al Patron del Napoli. A questo punto ci dovremmo chiedere cosa abbiamo ristrutturato con l’appalto di 25 milioni di euro (io ne ho una idea).

Sempre oggi Gemma, su Repubblica Napoli (clikka) illustra una relazione di 30 pagine fatta dal Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Napoli nella quale si conclude dicendo che ormai sono esaurite tutte le misure previste dalla legge per rimettere in sesto il bilancio, aprendo, così, le porte al dissesto. Non aggiungo altro se non un riferimento normativo che, credo, sia puntuale e più che significativo:

Art. 248, V comma, TUEL “I sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo.

P.S. Spero che non si giunga a questo ma che almeno si inizi ad usare la consapevolezza e la accortezza della buona madre o del buon padre di famiglia quando si spendono i soldi pubblici, facendo attenzione alle priorità…

Gli Incapaci professionisti dello Sport

Il Mattino di Napoli ieri ricostruisce lo stato pietoso dell’Impiantistica Sportiva napoletana (clikka); oggi leggo i buoni auspici dell’Assessore allo Sport su Il Mattino di Napoli (clikka) e non posso fare a meno di farmi delle semplici domande:

Voi affidereste di nuovo la vostra casa ad un’impresa che in 6 anni non è stata in grado di ristrutturarla, costringendovi a dormire sotto i ponti? Perché dovremmo credere che dopo 6 anni di malgoverno dell’impiantistica sportiva le cose possano cambiare?

Per sgombrare il campo è il caso di dirlo forte: Il problema non è la mancanza di soldi, affatto! Nello sport i soldi, sarebbero venuti dallo sport, se solo fossero state liberate le risorse e le energie che lo animano. In questi anni ho sentito proposte provenienti dagli sportivi assolutamente valide.

La mia indignazione è proprio questa: I Napoletani perseverano nel credere che siano avvinti da un destino ineluttabile, non credono di essere artefici del proprio destino. La riscossa del popolo napoletano, sono convinto, potrà partire non da pseudorivoluzioni della domenica, di qualunque colore essi siano, ma dalla consapevolezza che il destino non è ineluttabile, dalla capacità di essere comunità che cura i propri interessi per non lasciare macerie ai nostri figli ed alle prossime generazioni. Possibile che dopo 6 anni di gestione De Magistris si ha ancora il coraggio di non ammettere i propri errori e le proprie responsabilità? Se non si è capaci di riconoscere i propri errori, si sarà poi in grado di evitare di commetterne altri?

Inquinamento Acustico nelle città: Dove sono le Associazioni Ambientaliste?

L’inquinamento acustico è fonte di danni alla salute al pari delle altre forme di inquinamento e deve essere combattuto da tutti quelli che hanno a cuore la salubrità dell’Ambiente ed, invece, si registra, purtroppo, la completa assenza delle associazioni ambientaliste sul tema. Semplicemente sembra ignorino il problema.

Come Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina (che presiedo) stiamo combattendo una battaglia in solitaria eppure occorrerebbe che anche altri soggetti associativi si muovano sul tema. A giugno abbiamo richiesto ed ottenuto  all’ASL NA 1 Centro un accertamento in Piazza Bellini che ha dato un risultato assolutamente allarmante. Non aggiungo altro Vi invito solo a leggere il verbale di accertamento del 17-18.06.2017 (clikka), che mi ha convinto a diffidare, ancora una volta, il Sindaco, il Presidente della Regione Campania, il Prefetto ed il Ministro per l’ambiente, affinché intervengano immediatamente visti i risultati dell’accertamento!

Su il Mattino di Napoli la denuncia (clikka)

Leggi anche il Mattino cartaceo del 29.07.2017 (clikka)

Come Comitato Napoletano stiamo collaborando anche con altri comitati cittadini di altre province. Il problema, infatti, è nazionale e, pertanto, sento il dovere di mettere a disposizione l’atto che abbiamo notificato il 27 luglio scorso:

Atto di Significazione Invito e Diffida ad Adempire

ai Doveri d’Ufficio

a Tutela della Salute dei Cittadini e della Salubrità della Pubblica Piazza Bellini in Napoli

            II Sottoscritto Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilità Cittadina, in persona del Suo Presidente p.t., Avv. Gennaro Esposito, con sede in Napoli alla Piazza Dante, 22,

S I G N I F I C A

1) al Sindaco di Napoli On.le Dott. Luigi de Magistris, anche nella sua veste di Sindaco della Città Metropolitana;

2) al Presidente della Giunta Regionale Campania On.le Dott. Vincenzo De Luca;

3) a S.E. Il Prefetto di Napoli Dott.ssa Carmela Pagano;

4) al Ministro per l’Ambiente On.le Gian Luca Galletti;

5) all’Ufficio Ambiente del Comune di Napoli, in persona del dirigente protempore che:

1.-  Con precedenti atti di significazione invito e diffida (che si allegano), notificati in data 18.01.2016, 28.12.2016, 18.05.2017 e da ultimo il 15.06.2017, i comitati spontanei dei cittadini residenti e l’esponente Comitato Significavano la insostenibilità, tra l’altro per l’inquinamento acustico ed invivibilità dei quartieri ben noti alle cronache cittadine, tra cui Piazza Bellini, per episodi di movida molesta ed incontrollata;

2.- dopo l’ennesima denuncia, da parte dei residenti e dell’esponente Comitato, nella notte tra il 17 ed il 18 giugno 2017, dirigenti l’ASL Napoli 1 Centro, hanno accertato che in Napoli nella pubblica Piazza Bellini, con l’uso di apparecchiature regolarmente calibrate, si è registrato un inquinamento acustico, da solo rumore “antropico”, di oltre 50 decibel superiore al limite di 55 decibel previsto dal Piano di Zonizzazione Acustica, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n° 204 del 21 dicembre 2001, che ai sensi della legge n. 447 del 26.10.1995 ha integrato il piano regolatore generale, come da comunicazione del 20.06.2017 che si allega;

3.- il limite di 55 db per letteratura medica, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità e per l’agenzia Europea per l’Ambiente è assolutamente invalicabile e la protratta esposizione a livelli di inquinamento superiore determina malattie quali ipertensione arteriosa, disturbi cardiovascolari, disturbi del sonno e dell’apprendimento, depressione e stress post reattivo oltre a tutta una serie di vere e proprie malattie psichiatriche e psicologiche facilmente comprensibili;

4.- normalmente nelle notti di Piazza Bellini al rumore antropico, come detto misurato in 105 db, si aggiunge anche quello prodotto dai locali, bar e baretti di varia natura che in modo abusivo contribuiscono a peggiorare le condizioni di insalubrità presenti nella Pubblica Piazza recando anche direttamente disturbo nelle abitazioni dei residenti che si trovano a subire danni alla salute ingenti;

5.- a mente dell’art. 9 della legge 447/1995 “Qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell’ambiente il sindaco, il presidente della provincia, il presidente della giunta regionale, il prefetto, il Ministro dell’ambiente, secondo quanto previsto dall’articolo 8 della legge 3 marzo 1987, n. 59, e il Presidente del Consiglio dei ministri, nell’ambito delle rispettive competenze, con provvedimento motivato, possono ordinare il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l’inibitoria parziale o totale di determinate attività”;

            6.- nonostante la situazione in Piazza Bellini sia assolutamente nota, anche per il risalto quotidiano dato dalle cronache cittadine, nessuno degli organi locali competenti alla tutela della salute pubblica e della salubrità ha mai adottato qualsivoglia provvedimento volto a tutelare la cittadinanza benché più volte invitati e diffidati.

° ° °

Alla luce di quanto esposto ed anche documentato da molte riprese video, audio e fotografiche reperibili sul WEB, nonché alla luce dell’accertamento eseguito da personale dell’ASL Napoli 1 Centro, il sottoscritto Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilità Cittadina

Invita e Diffida

1) Il Sindaco di Napoli On.le Dott. Luigi de Magistris, anche nella sua veste di Sindaco della Città Metropolitana

2) Il Presidente della Giunta Regionale Campania On.le Dott. Vincenzo De Luca

3) S.E. Il Prefetto di Napoli Dott.ssa Carmela Pagano,

4) Il Ministro per l’Ambiente On.le Gian Luca Galletti,

5) l’Ufficio Ambiente del Comune di Napoli, in persona del dirigente protempore:

1) Ad adottare, ciascuno per quanto di loro competenza i provvedimenti di cui all’art. 9 della legge n. 447, del 26.10.1995 e di cui all’art. 8 della Legge n. 59 del 03.03.1987, disponendo, se del caso, la chiusura delle attività commerciali inquinanti ovvero la inibizione di ogni ulteriore immissione acustica dalle h. 22,00 alle 06,00 del giorno dopo di ogni giorno della settimana nell’attesa dell’adozione di un piano di risanamento acustico della Pubblica Piazza Bellini;

2) a disporre ogni altro e necessario provvedimento a tutela dell’inquinamento acustico e della salute dei cittadini attesa la continua violazione dei limiti di inquinamento acustico di cui al vigente Piano di Zonizzazione Acustica.

            Il presente atto viene notificato anche a S.E. il Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Penale di Napoli, affinché provveda ad avviare ogni necessaria ed opportuna indagine, volta ad accertare qualsivoglia ipotesi di reato per il grave pregiudizio alla Salute dei Cittadini, dovuta alla grave e colpevole inerzia dei Pubblici Amministratori responsabili, anche ai sensi dell’art. 328 c.p. Si allegano gli atti di Significazione Invito e diffida notificati in data notificati in data 18.01.2016, 28.12.2016, 18.05.2017 e da ultimo il 15.06.2017; Comunicazione dell’ASL NA 1 Centro del 20.06.2017con allegato verbale di rilevazione inquinamento acustico

Napoli, 27 luglio 2017

 

 

I Cittadini Napoletani regalano 2,4 Milioni a De Laurentiis

Il tema è lo sperpero dei soldi pubblici da parte del Comune di Napoli che ha un deficit che va dal miliardo ed ottocento milioni di euro a circa 2 miliardi e trecento milioni e, nonostante questa voragine abbia provocato il taglio della spesa sociale come l’assistenza ai disabili, leggo oggi su Repubblica Napoli (clikka) che De Magistris ha deciso di regalare 2 milioni e quattrocentomila euro a De Laurentiis come rimborsi di presunti lavori che non sono mai stati documentati. Quando ero consigliere, infatti, sono riuscito ad impedire questo scempio, denunciando la cosa alla Procura della Corte Dei Conti (clikka) che addirittura sequestrò la somma di €. 6.230.000,00, per il mancato pagamento dei canoni di concessione, al Calcio Napoli che poi fu incassata interamente dall’amministrazione.

Dal febbraio 2014 temo che il Calcio Napoli non abbia più pagato nulla per l’uso dello Stadio, nonostante incassi centinaia di milioni di euro!

La stessa Corte dei Conti  con  l’Ordinanza 163.2014 (clikka) ha ricostruito il rapporto contrattuale bacchettando il Comune, per la troppa “benevolenza” economica verso il Patron del Napoli! Basta leggere i documenti.

Sono indignato! Ho studiato le carte e da avvocato posso dire, senza tema di smentita, che questa cosa è assolutamente incomprensibile si danno ben 2 milioni e quattrocentomila €. senza alcuna giustificazione legale facendo torto ai tanti che, come ha più volte sottolineato il mio amico Toni Nocchetti, con la sua associazione “Tutti a Scuola” hanno subito sulla loro pelle i tagli alla spesa sociale.

Vergogna solo Vergogna! Ci sono gli impianti sportivi cittadini chiusi ed al collasso e si regalano milioni di euro!  Il Calcio sta costando alla città somme vieppiù ingiustificate per il grave stato di dissesto che affligge le casse del Comune. Eppure i cittadini, grazie a De Magistris, si sono già indebitati con un mutuo di 20 milioni di euro per far fare ancora più soldi al Patron del Napoli che, nella sua evidente volgarità, non ha mai riconosciuto nulla alla città, approfittando della passione e dell’amore dei Napoletani verso la Squadra Cittadina…. Spero che qualcuno intervenga!

P.S. Il perché è evidente: Il Patron del Napoli è “un potere forte” ed il Sindaco di Napoli, contrariamente a quanto dichiarato, ha sempre ossequiato i poteri forti, contro i quali quando era magistrato diceva di combattere …

 

La Truffa del Parcheggio. Un Amministratore Competente Vale 100 Magistrati

Oggi su Il Mattino di Napoli ben tre articoli sulle strisce blu napoletane. La truffa della sosta (clikka), l’Affare dei permessi Falsi (clikka), e una intervista al Presidente dell’ACI Coppola (clikka). Della questione, nella mia qualità di Consigliere Comunale, me ne interessai nel 2015, studiai le carte, sentii qualche dipendente e poi feci un Esposto alla Corte dei Conti (clikka).

Leggendo gli articoli la considerazione che mi viene da fare è che un solo amministratore capace, potrebbe valere, più di cento magistrati, non perché siano più bravi, ma perché le funzioni sono ovviamente diverse. L’amministratore, infatti, incide direttamente sulla carne viva del tessuto sociale con provvedimenti autoritativi, che hanno forza di legge, mentre la Magistratura interviene quando il guaio è già stato fatto per reprimere le condotte illecite. Ora Vi renderete conto che le condotte illecite sono talmente tante che ci vorrebbe un intero paese di magistrati per reprimerle. Spetta, invece, all’amministratore fare in modo di evitare che si verifichino storture che tal volta non costituiscono neppure reato ma impongono scelte diverse nell’interesse pubblico.

E’ chiaro che quando mi candidai nel 2011 avevo l’intenzione di “raddrizzare”, quanto più è possibile, l’azione amministrativa, rendendo un po’ di giustizia sociale, credendo, ingenuamente, di essere garantito da un Sindaco neoeletto magistrato, quindi, con tutti gli strumenti culturali idonei a fare questo “sporco lavoro”. Ebbene, confesso, sono stato ingenuo e mi sono sbagliato. Di storture come questa nell’amministrazione cittadina ce ne sono ancora in numero spropositato e sono evidenti, mi viene solo da chiedermi cosa fanno i consiglieri, gli assessori ed il sindaco per cercare di raddrizzarle.

Questo stato di cose conferma, inoltre, la completa incapacità anche dei cd. “grillini” oggi al Comune ed in Regione di cui finora nessuno si è accorto della loro presenza, con la conseguenza che prenderanno anche pochi soldi (ma non è vero) ma comunque sono soldi buttati, come quelli dati agli altri diciamo amministratori.

Continuerò le mia battaglie dall’esterno ma, sono convinto, che ritorneremo anche noi gente comune che si è stancata di questo stato di cose… basta organizzarsi!

Aggiornamento: Permessi Falsi (clikka)

 

 

 

Comune di Napoli: Illegalità e Saccheggio dei Beni Pubblici

Risale al 5 marzo 2015 l’accertamento della Polizia Giudiziaria (clikka) che ebbi modo di acquisire quale Consigliere Comunale, che mi lasciò di stucco, non solo perché incredibile (ne consiglio la lettura), ma anche per l’accuratezza delle indagini svolte dalla Polizia Municipale.

I termini sono i seguenti: locali di circa 1300 mq. usati abusivamente come autorimessa da una sedicente associazione titolare di assegnazione di altro bene per un canone mensile di appena €. 230,85 MAI VERSATO. Accertamento che fa desumere chiaramente come lo sfruttamento di circa 100 posti auto affittati abusivamente per circa 120,00 €. al mese, fruttano, senza fare niente, all’abusivo circa 12.000,00 €./mese esentasse! Che con la fame che c’è oggi non sono bruscolini!

Ora direte Voi che l’amministrazione De Magistris, retta da un ex Pubblico Ministero, quanto meno a distanza di due anni, non dico il giorno dopo, avrebbe dovuto fare “piazza pulita” adottando i provvedimenti necessari e sopratutto facendoli eseguire dalla Polizia Municipale ed, invece, no! Vi devo dare questo dispiacere, non è così, il Pubblico Ministero non ha funzionato, la legalità e la lotta al saccheggio dei beni pubblici, è dura e non c’è verso di vincerla questa battaglia. Mi dispiace per me e per Voi che ogni giorno ci svegliamo per andare a lavorare per guadagnare la cd. pagnotta che viene consumata da affitto/mutuo, bolette, spesa, scuola, sport etc etc e dopo, molto probabilmente, non ci resta nulla… mentre, invece, con 12.000,00 €. al mese credo che si camperebbe tutti un po’ meglio …

L’amarezza è che non c’è verso di far comprendere ai Cittadini Napoletani che con il saccheggio del bene pubblico è come se ci mettessero ogni giorno le mani in tasca con la conseguenza che non ci sono soldi per i trasporti, per le buche pere strada, per l’assistenza ai disabili, per l’assistenza ai poveri, in una parola l’inefficienza è un crimine contro tutti coloro che hanno bisogno ed ai quali noi sottraiamo risorse. Non so quando ci metteremo bene in testa che lo sfruttamento del patrimonio Comunale è una questione sociale (clikka) Ovviamente questo non è che uno dei tanti casi ai quali ho dedicato i miei sforzi …

 

Movida Molesta: Se l’Attività è nociva il “Baretto” deve chiudere

Consiglio la lettura dell’interessante sentenza del Tribunale di Torino del 25.01.2017 (clikka), in materia di molestie causate da un locale notturno, che non fa altro che dire una cosa assolutamente scontata per chi ha un minimo di cultura giuridica e di senso civico: Se l’attività svolta dal Bar, Baretto, Locale o Discoteca è molesta e, quindi, reca pregiudizio al cittadino residente essa deve immediatamente cessare! A Napoli tale affermazione sembra strana, perché siamo troppo abituati al principio che il lavoro è lavoro (il più delle volte al nero) e, pertanto, dobbiamo consentire soprusi inenarrabili, come accaduto di recente con una mamma che, disperata, è dovuta scendere in piena notte per chiedere, senza successo, alle forze dell’ordine presenti di intervenire, poiché non riusciva a dormire con la sua bambina per il disturbo causato da un balordo che aveva deciso di suonare una batteria tutta la notte. Forze dell’ordine che poi, ovviamente, sono state, a loro volta, denunciate per omissione di atti di ufficio.

 

 

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