Gennaro Esposito

Alza la Testa

La Regione Campania promuove il Gioco d’Azzardo

Sono abituato a fare nomi e cognomi mettendo anche le foto quando si tratta di politici, affinchè i Cittadini sappiano scegliere con giudizio: I proponenti della Legge Regione Campania sul gioco d’azzardo (clikka) si può essere a favore o contrari sono: Mario Casillo, Stefano Graziano e Antonietta Ciaramella, Consiglieri del PD rispettivamente con 31.307 voti, 14.810 voti e 11.146 voti. La Legge è passata in Regione con una Approvazione bipartisan Maggioranza ed Opposizione…

Stamane su Repubblica Napoli, l’intervista a Padre Alex Zanotelli sulla legge regionale sul Gioco d’azzardo “La Legge Regionale sul Gioco Legale Favorisce i Clan” (clikka)

In questi giorni, l’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia, sull’impero delle sale scommesse che parte da Palermo e coinvolge Lazio, Campania e Lombardia. L’ipotesi, al vaglio degli inquirenti, è l’attività di raccolta di scommesse, con un volume di affari di circa cento milioni di euro, allestita da famiglie mafiose, con prestanomi, infiltrati in attività apparentemente lecite, titolari di concessioni statali. Attività, che sono servite, sia per investire che per riciclare il “danaro sporco” nonché, cosa non da poco, per svuotare le tasche degli italiani. Un settore che è, purtroppo, inquinato dalla “malavita”, come riportano anche numerose pagine delle commissioni parlamentari d’inchiesta che si sono succedute nelle varie legislature; settore nel quale non è mancato neppure un ruolo diretto della politica, con parlamentari “sensibili” alla lobby, se non addirittura con l’ex Ministro, della prima repubblica, Vincenzo Scotti, presidente di una società denominata Formula Bingo. Un miscuglio di interessi che il 27.11.2014, attirando la mia attenzione e sfruttando la mia qualità di Consigliere Comunale, mi spinse a formulare una proposta di regolamento al Comune di Napoli che, dopo circa un anno di gestazione, venne poi approvata il 21.12.2015, con un voto che attraversò tutte le componenti politiche del Consiglio Comunale. La delibera fu poi pubblicata il successivo mese di febbraio del 2016 e rappresentò il primo vero e proprio atto di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo sul territorio comunale. La reazione delle società di scommesse fu immediata e si contarono in diverse decine i ricorsi, al TAR e, poi al Consiglio di Stato, delle società di scommesse, tutti respinti, grazie al lavoro dell’avvocatura municipale che ebbe modo di far affermare la validità dell’impianto regolamentare. Tutto bene, fino a quando non è iniziato il lavoro di demolizione del regolamento, evidentemente troppo stringente, in un primo momento, in seno al Comune di Napoli, con ordinanze Sindacali e modifiche che hanno inciso sugli orari che, insieme al distanziamento dai cosiddetti luoghi sensibili, rappresentava il cuore della nuova restrittiva disciplina; successivamente il lavoro si è spostato in Regione Campania che, come documentato da Alessio Gemma su queste pagine, con legge regionale del 02.03.2020, n. 2, ha in larga misura demolito il regolamento del Comune di Napoli. Come dire, un atto legislativo, giunto all’approvazione nell’ultimo anno di legislatura. In buona sostanza, la Regione Campania si è di fatto arrogato il compito, di andare a disciplinare, in dettaglio, una materia che in altre Regioni traccia solo la cornice, per poi lasciare ai Comuni il compito di governare meglio – e più da vicino – il territorio nel rispetto delle “competenze” assegnate dalla legge. L’intento, riuscito della legge regionale, e della lobby che ha espresso, ovviamente, soddisfazione per il risultato, è stato quello di modificare gli orari ed accorciare le distanze dai cd. luoghi sensibili (scuole, chiese etc etc) da 500 mt a 250 mt, ma anche di assicurare alle sale da gioco, di restare nella loro localizzazione, mentre, invece, il regolamento comunale prevedeva entro il mese di febbraio del 2021, decorsi 5 anni dalla sua pubblicazione, il trasferimento nel rispetto delle distanze, ma ancora di più “l’evacuazione”, dal Centro Storico di Napoli, di sale bingo e scommesse. Oggi, per effetto della proposta portata avanti con successo dai consiglieri regionali Mario Casillo, Stefano Graziano e Maria Antonietta Ciaramella, con l’appoggio delle opposizioni, tutto ciò dovrebbe essersi risolto, come del resto con soddisfazione espresso da Pasquale Chiacchio, presidente dell’associazione gestori scommesse Italia, le cui dichiarazioni di “giubilo” sono state riportate da Alessio Gemma nel citato articolo. Ebbene, la partita potrebbe non essersi conclusa, sia perché la Legge Regionale potrebbe aver invaso un ambito di competenza del Comune, sia perché il regolamento prevede un maggior numero di luoghi sensibili, nonché la dislocazione dal centro storico patrimonio UNESCO, che potrebbero non essere stati travolti dalla legge regionale. A questo punto, occorrerebbe solo che il Comune si facesse carico di portare avanti la battaglia in sede giudiziaria, ovvero, un atto di “resipiscenza” del Governatore De Luca, tanto sensibile alle tematiche della criminalità che mai, come in questo settore, trova uno dei suoi sbocchi naturali. A noi Cittadini non resta che sperare e valutare attentamente, approssimandosi le elezioni, i comportamenti dei nostri politici.

Avv. Gennaro Esposito
Presidente Comitato Vivibilità Cittadina

Articolo Pubblicato su Repubblica Napoli del 08.06.2020

 

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Questa voce è stata pubblicata il 11 giugno 2020 da in Napoli, vivibilità cittadina con tag , .
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