Gennaro Esposito

Alza la Testa

Zoo/Edenlandia/Cinodromo: Mostra d’Oltre Mare Assente

zooGià mi sono occupato in un precedente post della questione Zoo/Edenlandia/Cinodromo (clikka) ed alla luce dell’esame degli atti fondato essenzialmente sui provvedimenti del Tribunale di Napoli Sez.ne Fallimentare, mi ero ripromesso di chiedere degli approfondimenti all’amministratore della Mostra D’Oltre Mare, Dott. Rea, tanto che con una nota chiesi, in ragione delle mie prerogative di consigliere, di avere la perizia di stima ed il contratto di locazione stipulato con il fallimento, in ragione dei quali il canone di locazione da 840.000,00 €. era stato ridotto a 400.000,00 €. per trent’anni. Per tutta risposta ebbi un invito dell’amministratore presso la Mostra che ovviamente non compresi tanto, ripromettendomi di invitare l’amministratore stesso alla commissione che presiedo con delega alle politiche giovanili per chiarire anche i nostri ruoli istituzionali. Sennonché ho avuto la fortuna che il Presidente della Commissione Bilancio prima di me aveva invitato i vertici della Mostra e quindi, armato di buona speranza, scrivevo un’altra lettera all’Amministratore con la quale chiedevo l’invio dei documenti, prima della commissione stessa, affinché io potessi studiare le carte. Manco a dirlo la risposta dell’amministratore anche in questo cosa era interlocutoria riferendomi che in sede di commissione ne avremmo parlato (?). Armato ancor più di buone intenzioni mi sono presentato in commissione ed ho, con rammarico dovuto constatare, che anche in commissione le carte non c’erano. Con tono piccato ho fatto rilevare la cosa all’amministratore ed al Presidente della Commissione. Ad ogni buon conto ho sostenuto che nella vicenda per una scelta sbagliata dall’amministratore è mancato il controllo pubblico nella gestione del problema avendo in sostanza scelto la Mostra di far fare tutto al Tribunale Fallimentare di Napoli. Ho anche spiegato che le funzioni del Tribunale fallimentare sono quelle di tutelare prevalentemente i creditori, mentre quello della Mostra, è quello di tutelare l’interesse pubblico essendo la stessa partecipata da enti pubblici! Inoltre ho precisato che un contratto con canone più che dimezzato avrebbe forse richiesto un approfondimento e che le carte in ogni caso dovevano essere fornite ai consiglieri comunali in ragione delle loro prerogative di legge e di regolamento. Devo dire che la risposta dell’amministratore mi ha fatto cadere le braccia, egli ha sostenuto, infatti, che gli atti sarebbero, secondo lui, riservati e che la Mostra non avrebbe potuto far niente  nella vicenda perché il Tribunale Fallimentare precluderebbe ogni attività del proprietario del bene (sic!). Ho ritenuto, e l’ho anche detto che tale tesi è sbagliata tecnicamente e che mi avrebbero spinto a chieder le dimissione dell’amministratore nel caso si perseverasse in questa direzione. E’ difatti di palmare evidenza che la procedura fallimentare certo non incide così pesantemente sul diritto di proprietà di un terzo che peraltro, come nel caso di specie, prima del fallimento aveva già chiesto il rilascio con procedimento di sfratto per morosità. Inoltre, le procedure per la concessione di un bene pubblico danno maggiori garanzie di quelle adottate in sede di procedura fallimentare. Devo dire che sono anche deluso per le poche notizie che sono uscite il giorno dopo, nonostante fossero presenti un buon numero di giornalisti in commissione, nelle quali sono riportati aspetti assolutamente marginali e non rilevanti e che sono l’effetto e non la causa dello stato dello ZOO, dei Lavoratori e degli animali dei quali ancora oggi leggo sui giornali. Nell’area, credo, sia mancata, ed ancora manca, la mano pubblica di manager capaci di affrontare la situazione! Non capisco perché i beni pubblici, nella maggior parte dei casi, alla fine finiscono sempre per essere svenduti?

Di seguito l’articolo del Corriere del Mezzogiorno del 22.03.

Partono le lettere di licenziamento per i settanta dipendenti Dalla Mostra all’Ippodromo muoiono gli impianti di Fuorigrotta

NAPOLI — «C’è a questo punto il rischio che salti perfino la licenza dello zoo». Andrea Rea, presidente della Mostra d’Oltremare, ha lanciato ieri l’allarme, in occasione della sua audizione in commissione Bilancio del Comune. Parole, quelle di Rea, che hanno pienamente confermato la gravità della situazione in cui versano il giardino zoologico, l’Edenlandia e l’ex cinodromo.

«Alfredo Villa — ha aggiunto il presidente — il proprietario di Clair Lesisure, mi risulta che abbia già chiesto alla curatela fallimentare la restituzione dei 150.000 euro che aveva versato a titolo di caparra per l’acquisizione dell’azienda». E’ notte fonda, dunque, mentre stanno per partire le lettere di licenziamento e si prospetta a breve l’apposizione dei sigilli.

L’offerta del finanziere Villa, l’unica che era pervenuta mesi fa alla curatela, dopo il fallimento della gestione di Cesare Falchero, sfuma adesso, quando pareva che la vicenda fosse chiusa. Ufficialmente, l’imprenditore si è tirato indietro dopo aver saputo che ristorante, uffici, birreria ed altre strutture interne all’Edenlandia sono abusive ed oggetto di ordinanza di demolizione. Va anche detto, però, che la società, nei mesi scorsi, aveva a lungo trattato sui costi di acquisto dell’azienda e sul canone di affitto da versare alla Mostra, proprietaria dei suoli. In ogni caso Villa, già al centro della contestazione del Wwf e del Fai per un maxi progetto di parco giochi in una zona incontaminata del Piemonte, tira ora i remi in barca e con lui sfuma la cordata di napoletani che avrebbe dovuto sostenerlo in questa avventura. Alternative, ad oggi, non ce ne sono. I dipendenti, circa 70, da mesi senza stipendio, protestano, manifestano, ipotizzano di costituire una cooperativa che gestirebbe zoo ed Edenlandia, ma per ora confidano soprattutto nell’accesso alla cassa integrazione straordinaria. Quanto al ruolo della Mostra, ieri Rea in Commissione, replicando alle critiche di alcuni consiglieri comunali che hanno conteatato l’assenza dell’ente nella predisposizione, tempo addietro, dei bandi per zoo ed Edenlandia, ha precisato: «Abbiamo offerto collaborazione, ma non eravamo titolati ad intervenire, essendo in corso una procedura fallimentare». 

Precipita, insomma, la crisi dello zoo, del parco giochi e dell’ex cinodromo di Fuorigrotta, epicentro di una sofferenza che investe complessivamente tutta l’area occidentale. A cominciare, come ha ribadito in commissione Bilancio il presidente Rea, in carica da pochi mesi, dalla stessa Mostra d’Oltremare, che ha 50 dipendenti, diciotto dei quali addetti alla vigilanza. «La situazione è veramente pesante», ha sottolineato il manager. Le cifre sono drammatiche: 13 milioni di perdite di bilancio negli ultimi cinque anni, una esposizione di 5 milioni nei confronti di Unicredit, che ha chiesto già due volte a Rea di sottoscrivere un impegno per il rientro; un saldo negativo tra debiti complessivi e crediti da riscuotere pari a 7 milioni di euro. «Noi siamo una partecipata del Comune, abbiamo come soci anche la Regione e la Provincia — ha detto il presidente — ma non riceviamo un centesimo pubblico, non graviamo sui bilanci. Le opportunità di rilancio sono legate alla capacità di stare sul mercato». Aspettando il piano industriale, ormai quasi pronto, e l’erogazione da parte della Regione dei 40 milioni di fondi europei stanziati per una serie di interventi di ristrutturazione degli edifici e degli spazi della Mostra, si lavora ad alcuni eventi: una rassegna dedicata alla bicicletta, a maggio; un expò della musica, a settembre; giornate dedicate alla dieta mediterranea, a dicembre. Intanto, però, si soffre. Come, del resto, in altri centri nevralgici dell’area occidentale. L’ippodromo di Agnano è in crisi profonda ormai da anni; è in fase di allestimento la gara europea per un affidamento definitivo La piscina Scandone ha appena chiuso per irregolarità riscontrare dalla Asl e resterà inutilizzabile fino alla conclusione di urgenti lavori.

Dello sferisterio, incendiato ormai tanti anni fa, si è persa perfino la memoria. L’annunciata apertura della palestra Virgin è appena slittata a data da destinarsi. Il Palasport è stato abbattuto. Restano le speranze legate alla riutilizzazione dell’ex Collegio Ciano, finalmente abbandonato dalla Nato. Ospiterà gli uffici regionali, ma è sufficientemente vasto perché possa essere adibito anche ad altre funzioni: sociali, sportive, culturali. Potrebbe anche accogliere, dopo il rogo, la nuova Città della Scienza, come auspicano ed hanno chiesto al sindaco de Magistris le Assise di Bagnoli, anche nella prospettiva di un futuro recupero della linea di costa di Coroglio. Quest’ultima da destinare, se mai saranno effettuate la bonifica dei fondali e la rimozione della colmata, ad una grande spiaggia pubblica. 

Un commento su “Zoo/Edenlandia/Cinodromo: Mostra d’Oltre Mare Assente

  1. vincenzo1945
    23 marzo 2013

    E meno male che abbiamo una persona tosta e competente come il consigliere comunale Avv. gennaro Esposito. Bravo Gennaro. Tieni duro, non mollare. Questa classe dirigente di ladri e corrotti deve essere messa alla gogna pubblica e deve essere costreta a pagare i danni morali e materiali a tutti i cittadini napoletani.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 marzo 2013 da in Napoli, Uncategorized con tag , , , , , .
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