Il ritorno di Lorenzo Diana al CAAN

dianaE’ imbarazzante ciò che si legge sui giornali di lorenzo diana senatore anticamorra da San Cipriano d’Aversa. Dal Corriere del  Mezzogiorno del 25.11. u.s. (clikka), infatti, si deduce che dalle indagini che l’hanno colpito emergerebbe addirittura che l’ex presidente del CAAN (società partecipata del Comune di Napoli) avrebbe un archivio di circa 2500 fascicoli dove sarebbero stati schedati affari e, sopratutto, raccomandati. Spero che siano tutte accuse che si riveleranno infondate ma ho sempre contestato all’amministrazione il modus operandi di lorenzo diana, dai modi spiccioli e dall’esperienza anticamorra ostentata in ogni occasione.

Io stesso ho assistito ad una riunione tra i mercatali dell’ittico, l’assessore al commercio ed il sindaco dove, prima della vicenda giudiziaria, nella quale si segnalavano tutta una serie di questioni mal gestite e preoccupanti per le quali lo stesso Sindaco si era riservato di valutarne la rimozione che poi è avvenuta solo dopo l’applicazione della misura cautelare.

Per capire come agiva diana basti pensare a quella che è stata la vera e propria “bufala” del festeggiamento della riapertura del mercato ittico a Napoli (clikka) cosa che, nonostante il consiglio abbia deliberato da oltre due anni non è ancora avvenuta e che non si capisce come e perché diana abbia voluto festeggiare con tanto anticipo.

Così come pure le “spaselle” di pesce ed i cesti di frutta (clikka) di cui omaggiava se stesso, amici, assessori e parenti che spero siano stati pagati di tasca propria. Non c’è che dire, pur dovendo essere un manager pubblico, diana ha agito come fosse un politico alla vecchia maniera.

Ovviamente, la vicenda del trasferimento del mercato ittico da Napoli a Volla (clikka) ha precise responsabilità che dovrebbero far pensare mille volte prima di fare una nomina e che fino ad ora non vedrà ancora la luce poiché non si sa quando finiranno i lavori a Piazza Duca degli Abruzzi.

Ciliegina sulla torta è stato che il buon lorenzo diana non essendo assolutamente contento della sua revoca dall’incarico di presidente del CAAN ha pensato bene di fare ricorso al TAR Campania impugnando il decreto sindacale ed affermando che, la misura cautelare a lui applicata, non era una valida ragione per la revoca. Sennonché dovremmo chiedere al buon diana se lui, nella sua veste anticamorra, avrebbe mai dato un simile incarico ad un personaggio indagato per concorso esterno in associazioni mafiosa.

Ovviamente ragioni di opportunità avrebbero imposto ben altro stile a lorenzo diana da San Cipriano d’Aversa. Il nodo sono sempre le nomine facili fatte per ragioni che non hanno per nulla a che vedere con la buona amministrazione.

Un colpo mortale alla produzione di Cozze e l’incapacità della politica

pasta-con-le-cozzeTra poco lo spaghetto con le Cozze o la classica impepata di Cozze saranno un miraggio per la incapacità della politica di decidere. Sta, infatti, passando inosservata la crisi che si è aperta nella produzione di cozze e mitili nei nostri litorali che vanno da Bacoli a Torre del Greco. Migliaia di Tonnellate di Cozze che che rischiano di andare a marcire in fondo al mare con un gravissimo colpo all’economia del settore che a Napoli soffre già per la vera e propria “deportazione” del Mercato Ittico da Piazza Duca degli Abruzzi a Volla e di cui ho già scritto molto su questo blog (al CAAN si festeggia la bufala del ritorno del mercato ittico a Napoli clikka).

Oggi il tema è l’avvenuta rilevazione del virus dell’epatite A e del norovirus in uno stabilimento di produzione  di Bacoli denominato, MITILIMONTESE SOC COOP MITILICOLTURA, che ha fatto scattare l’allarme del Ministero della Salute (clikka).

Il risultato è stato che la Giunta Regionale di caldoro con provvedimento del del 05.05.2015 (clikka) ha disposto il divieto di commercializzazione dei tutte le cozze allevate da Bacoli a Torre del Greco, il tutto per migliaia di tonnellate, fissando poi una riunione che si doveva comporre ieri (07.05.2015) ma che, come era prevedibile, non ha portato a nulla di fatto, con buona pace dei produttori, perché si è ritenuto di rimettere l’intera questione al ministero! Tanto siamo in campagna elettorale e non c’è tempo di risolvere i problemi ma solo di annunciare che si risolveranno poi non si sa quando e con quali capacità.

La cosa che mi ha fatto riflettere è che i patogeni derivano, ovvero potrebbero derivare, dalla scarsa o mancata depurazione delle acque reflue cittadine (quindi una probabile responsabilità dei comuni) condizione che, peraltro, è diffusa anche in altre regioni le quali hanno adottato un provvedimento semplice semplice con il quale si raccomandano i cittadini a non consumare i molluschi se non dopo averli bolliti per lo meno per 3 minuti! Modalità che ovviamente distrugge i virus essendo entrambi termolabili! In sostanza il problema è che tra le analisi che si fanno di routine su questi alimenti non è compresa la ricerca del virus dell’epatite A né quella del norovirus di modo che non abbiamo né uno storico né se questi virus sono presenti anche in altri stabilimenti di produzione.

Ieri la notizia è apparsa su  Il Mattino di Napoli (clikka) ma non mi sembra che gli altri giornali ne abbiano dato conto a sufficienza tanto che oggi è scomparsa dalle notizie. Ebbene, c’è da considerare che se queste migliaia di tonnellate non potranno essere raccolte ci potremmo ritrovare innanzi all’ennesimo disastro ambientale in quanto le cozze una volta giunte a maturazione e non raccolte cadranno sul fondo soffocando tutto ciò che c’è sotto! Non mi pare che nessun consigliere regionale, ne candidato tale ne abbia parlato o ne stia parlando affinché si accendano i riflettori su questo tema!

La tristezza è che l’Italia sta subendo un colpo all’economia già traballante proprio nel settore alimentare nel quale dovrebbe essere più forte. La Terra Dei Fuochi, la Xylella in Puglia (che sta distruggendo gli ulivi) ed ora questo ulteriore problema che spero non ci faccia coniare un termine che pregiudichi la nostra produzione di Cozze e mitili.

Credo che su questo tema la Regione (almeno così farei io) debba tenere un tavolo permanente verificando se la produzione possa essere ugualmente commercializzata, almeno quella non relativa allo stabilimento colpito dalla interdittiva, con la raccomandazione che i prodotti devono essere consumati previa bollitura per almeno tre minuti come accade in tutte le altre regione italiane!

La mia candidatura alla Regione Campania (clikka)

Al CAAN si festeggia la bufala del ritorno del Mercato Ittico a Napoli

Festa itticoSono due giorni che il Mattino di Napoli pubblica articoli su una presunta (molto presunta) “ottima” politica adottata dal CAAN circa la gestione del mercato Ittico che aveva sede nello storico fabbricato di Luigi Cosenza in Piazza Duca degli Abruzzi e temporaneamente spostato a Volla. Sul giornale, infatti, ieri (31.01.2015), ho letto ben tre articoli sull’argomento, tra cui una intervista a Lorenzo Diana (clikka), ed uno sulla “festa” che si sarebbe fatta sempre ieri sul ritorno del Mercato Ittico a Napoli (clikka). Oggi addirittura il Mattino ritorna sulla “festa” di ieri (clikka). Un solo articolo che cerca di dare la versione dei mercatali lo leggo sul Roma di oggi (01.02.2015 clikka). Della serie come è difficile farsi una opinione.

Su questo blog, troverete molti post sulla vera tragedia che hanno subito i mercatali dell’ittico per colpa del CAAN, del suo amministratore e per le scelte scellerate della passata amministrazione ed in parte dell’attuale che ha fatto mancare il suo controllo sulla partecipata manifestamente incapace. Ebbene oggi, sembra che la scelta strategica di lasciare il mercato ittico nella sua storica sede, sia stata un’idea dell’amministratore del CAAN lorenzo diana (ex parlamentare “esperto” di anticamorra trasformato in manager per la gestione di una azienda pubblica) e della giunta che ha avuto il coraggio di andare contro la folle scelta delle passate amministrazioni.

Ebbene, per dovere di cronaca, è il caso di affermare che la giunta De Magistris ha tentato in tutti i modi di portare in esecuzione il trasferimento dell’ittico a Volla ed in tal senso ha sempre agito anche lorenzo diana. Il Consiglio Comunale, infatti, ha dovuto faticare non poco per capovolgere questa scelta scellerata. All’inizio fui io a porre il problema che, in un momento di forte crisi economica, non era il caso di trasferire una realtà imprenditoriale con un fatturato di circa 200 milioni di euro l’anno. Che il mercato ittico non andasse trasferito era facile comprenderlo ed ognuno di voi, infatti, potrà chiedere al proprio pescivendolo se la collocazione a Volla sia una cosa buona. Sicuramente vi risponderanno che da quando il mercato di Napoli si è trasferito a Volla ha perso molto in favore degli altri mercati ittici campani. Provate a chiedere, poi, ad un cittadino di Pozzuoli o di Mugnano se ritiene utile trasferire il mercato ittico cittadino in un altro comune e vedrete cosa vi risponderà. I nostri politici napoletani, invece, hanno avuto la brillante idea di realizzare un’area mercantale fuori comune costataci circa 100 milioni di euro togliendo ricchezza alla città e senza pensare alla sua collocazione storica ed al suo avviamento!

Ad ogni buon conto è il caso di ricordare che nel Consiglio Comunale del 30.11.2012, fui io ad iniziare la battaglia (clikka), quando ancora la giunta De Magistis, pensando di dover realizzare una Moschea nel fabbricato di Cosenza, si prodigava in ordinanze di sgombero per il trasferimento a Volla. Dopo una lunga riflessione riuscii a trovare anche la soluzione gestionale per salvare il CAAN ed il mercato ittico di Napoli, ossia anziché trasferire materialmente i mercatali a Volla, pensai di proporre il trasferimento della sola gestione del mercato di Piazza Duca degli Abruzzi al CAAN, in modo da ottenere anche una ricapitalizzazione della partecipata. Tale scelta la proposi al consiglio comunale del 17.01.2013 (clikka) con un Ordine del Giorno (clikka) che però per ragioni “politiche” (paternità dell’idea) fu trasformato in un ordine del giorno scritto in aula (clikka) che vi consiglio di guardare, manco di leggerlo, per come è scritto.

Ad ogni buon conto oggi mi sento di dare la giusta versione dei fatti e cioè che la gestione di lorenzo diana è stata ed è assolutamente dannosa per il mercato ittico napoletano, in quanto, è dal 26.06.2013 che il consiglio comunale (clikka) ha deciso definitivamente che il mercato resti a Napoli nella sua storica sede, e nonostante ciò sono trascorsi quasi due anni di continui rinvii. Non capisco, allora, cosa si sia festeggiato ieri, spendendo peraltro soldi pubblici in banchetti e spumanti, se il mercato ittico resterà ancora a Volla! Paradossalmente i ritardi imputabili a lorenzo diana li ha documentati lo stesso Mattino di Napoli, che oggi lo celebra, con un articolo del 08.07.2014 dal titolo Lavori Fermi al Mercato Ittico scoppia la rivolta degli operatori (clikka), ma anche Repubblica Napoli con un articolo del 29.08.2014 dal titolo Ex Mercato Ittico Dormitorio degli Immigrati (clikka). Che dire delle nomine nello stesso CAAN che lo stesso giornale “Il Mattino di Napoli” del 27.05.2004 ha addirittura censurato, con un articolo dal titolo  Una mossa sbagliata (clikka), in quanto, il Sindaco riconfermava diana ed aggiungeva nel cda un suo staffista su cui ritornava ancora il Mattino di Napoli del 18.05.2014 (clikka)!

Ora mi chiedo perché una festa ed una celebrazione di una persona che è stata incapace di rispettare tempi promessi con perdite per i mercatali di decine di milioni di euro! Come è possibile che la stessa stampa dimentichi ciò che ha essa stessa scritto poco tempo fa, su una gestione fallimentare, senza neppure interpellare i mercatali.

Mi sarei aspettato almeno il buon gusto di una festa di apertura ed, invece, assistiamo ad una festa di inizio lavori che, per come sono andate le cose fino ad oggi, non possiamo dire quanto dureranno!

Per una selezione di articoli sul CAAN (clikka)

Il CAAN CAAN delle responsabilità al mercato ittico di Napoli

ItticoDurante questa consiliatura mi sono occupato del mercato ittico di Napoli e della folle scelta di delocalizzarlo al CAAN di Volla. E’ stata una battaglia che abbiamo vinto in consiglio comunale ma che l’amministrazione tarda ad attuare per incapacità gestionale della società partecipata. Il tema, quindi, ha finito per attraversare anche la questione delle nomine sindacali su cui ho scritto anche post su questo blog (clikka) attraverso il quale ho censurato il comportamento del Sindaco che all’indomani dell’approvazione del regolamento sulle nomine, ha preferito adottare uno stratagemma anziché applicare i criteri che in consiglio abbiamo approvato.

Inizio a sentire la stanchezza di chi è costretto a dire sempre l’avevo previsto! Ebbene al CAAN nonostante il Consiglio avesse dato precise istruzioni al Sindaco ed alla società partecipata e nonostante, io avessi detto chiaramente che la nomina di lorenzo diana da San Cipriano d’Aversa, non fosse opportuna né consigliabile perché occorreva  scegliere un vero manager d’azienda il Sindaco ci è ricascato ed i nefasti risultati non sono tardati a venire. Il sito del Mercato Ittico di Piazza Duca degli Abruzzi è diventato una discarica abusiva, per colpa del CAAN e quindi del suo amministratore ed è stato addirittura occupato dai senza tetto che hanno anche provveduto, pare, a distruggere le opere costate diverse centinaia di migliaia di euro pubblici!

Ebbene in una condizione normale il diana non solo non sarebbe stato confermato nella carica ma oggi, atteso il disastro amministrativo, sarebbe stato diciamo destituito dall’incarico fiduciario.

Ieri, infatti, sono stato sul posto ed ho avuto modo di vedere lo stato pietoso nel quale è stato ridotto il mercato storico di Napoli. Ho parlato con i mercatali in agitazione che giustamente aspettano risposte da oltre due anni e non credono più a nulla ed a nessuno.

Sul caso mi hanno colpito le dichiarazioni dei Consiglieri Lebro (ex UDC) e Fiola (PD) riportate da il Mattino di Napoli i quali hanno affermato che il tempo è scaduto ed occorre fare qualcosa per i mercatali! Eppure proprio i consiglieri Lebro (che io tra il serio ed il faceto definisco il capo della maggioranza) e Fiola hanno fatto una opposizione durissima alla approvazione del regolamento sulle nomine ed il primo fu, peraltro, uno dei fautori della non esecutorietà immediata alla delibera di approvazione, proprio perché, ho scoperto dopo, si dovevano fare queste nomine. Oggi, pertanto, mi fa specie leggere tali dichiarazioni della serie ci potevano pensare prima. Se avessimo, infatti, applicato il regolamento sulle nomine immediatamente oggi, forse, avremmo un vero manager alla guida del CAAN e non saremmo costretti al CAAN CAAN delle responsabilità!

Mi piacerebbe sapere anche chi paga oggi la protesta di ieri costata: 4 mezzi del VVFF, un materassone gonfiabile in funzione, dieci VVFF, e quattro agenti della DIGOS impiegati. Secondo Voi quanto ci è costato questo scherzo di diana e chi paga …. le conseguenze dello scherzo

Da Il Mattino di Napoli del 08.07.2014

Lavori fermi al mercato ittico scoppia la rivolta degli operatori

Lavori fermi al mercato ittico scoppia la rivolta degli operatori La vertenza In ventisette si incatenano alla storica struttura degradata: «È un bivacco per clandestini» «Stanchi di aspettare una soluzione che sembra non arrivare mai»: dall’alba di ieri, ventisette operatori del Consorzio Mercato ittico, si sono incatenati al cancello della storica struttura di piazza Duca degli Abruzzi. La denuncia dei lavoratori è chiara: «Per colpa della lentezza burocratica stiamo aspettando da un oltre un anno che ci facciano entrare nella struttura e che ci facciano utilizzare lo spazio a noi assegnato». I lavori del mercato, iniziati nel maggio 2013 dovevano finire, spiegano gli operatori, nell’agosto del 2013 e sono stati anche finanziati dal Comune. Ad oggi il cantiere è ancora chiuso e si è trasformato in un dormitorio di fortuna di extracomunitari allestito m quelle che dovevano essere delle celle frigorifero. E intanto «noi siamo sull’orlo del disastro economico», denunciano. «Stiamo in attesa perenne di soluzioni – spiega un portavoce – e chi paga, in tutti i sensi, siamo noi. Stiamo lavorando al Caan pagando oltre il 200% in più di costi di gestione e con oltre il 60% di calo del fatturato». «Resteremo incatenati qui fino a quando qualcuno non ci darà risposte e soluzioni, qui si tratta della nostra vita e non molleremo», conclude. Ed è arrivata una prima risposta da parte dell’amministrazione comunale. «Constatata la situazione, in contatto con il presidente del Caan, è stata sollecitata subito la programmazione di interventi tempestivi per la bonifica dell’area circostante la struttura del mercato ittico di Napoli e per la vigilanza, anche notturna, della stessa». Lo afferma in una nota l’assessore alle Attività Produttive Enrico Panini che ieri mattina si è recato presso la struttura di Via Duca degli Abruzzi non appena informato della protesta in atto; «È stata sollecitata, inoltre, la predisposizione di un crono-programma che consenta di garantire, agli operatori ed ai cittadini, tempi certi per la ripresa delle attività all’interno del mercato ittico: per questa amministrazione, infatti, la ripresa della vendita ittica deve avvenire nel più breve tempo possibile», ha aggiunto l’assessore. Ma in seno al consiglio comunale scoppia la polemica. «Il tempo delle attese è finito. Non si può più pensare di continuare a rimandare una situazione che si sarebbe potuta risolvere in pochi mesi, con ovvie ripercussioni occupazionali ed economiche per gli operatori del settore ittico». Così David Lebro, presidente di Campania Domani e consigliere comunale di Napoli, commenta la protesta oggi degli operatori del Consorzio, che si sono incatenati al cancello della struttura di piazza Duca degli Abruzzi. «Il presidente del Caan, a cui spetta la definizione dell’ultimo step per la programmazione dei restanti lavori, non faccia passare altro tempo prezioso e passi dalle parole ai fatti». Per Ciro Fiola, consigliere del Pd, «nonostante siano stati spesi centinaia di migliaia di euro della collettività il mercato ittico di Napoli versa in uno stato di degrado vergognoso, in una struttura abbandonata a se stessa e divenuta dimora di extracomunitari. Tutto ciò malgrado i grandi proclami e progetti da parte dell’amministrazione comunale e del presidente del Caan, Lorenzo Diana. Purtroppo, lo stato di totale abbandono interessa l’intera zona della Marinella, la quale è diventata un vero e proprio ricettacolo di immondizia, dove mancano interventi da parte dell’Asia; questa parte della città è una vera pattumiera, quando dovrebbe rappresentare per Napoli, perla posizione che occupa, un vero biglietto da visita per i tanti turisti che la visitano quotidianamente».

Mercato Ittico resta a Napoli un obiettivo raggiunto

mercatoitticoIl 9 dicembre scorso il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato la delibera n. 904/2013 (clikka) che definitivamente stabilisce la localizzazione del mercato ittico nella sua storica sede di Piazza Duca degli Abruzzi sovvertendo una scelta delle passate amministrazioni, a mia avviso ormai non più attuale, di delocalizzarlo a Volla nel CAAN. Quest’ultimo è un esempio di “cattedrale nel deserto” che dovrà trovare un nuovo slancio. Ci sono voluti un ordine del giorno e due delibere per arrivare alla conclusione. Noi di Ricostruzione Democratica nella strenua ricerca della soluzione nel bene e nell’interesse pubblico proponemmo circa un anno fa il conferimento della gestione della struttura di Napoli, al CAAN al fine di preservare sia la società partecipata che gli operatori all’ingrosso del pesce che rappresentano una realtà economica viva da non compromettere in questo particolare momento di crisi. Oggi si spera che i lavori di adeguamento finiscano prima di Natale agli operatori come da tradizione di aprire le porte del mercato alla città nella notte del 23 dicembre. Speriamo bene.

Sul tema molti altri articoli su questo blog da cui si può evincere l’impegno e la tenacia con la quale è stata portata avanti questa azione di politica e di amministrazione, a seguire l’intervento di Simona Molisso in Consiglio e l’articolo del Corriere del Mezzogiorno dell’11.12.2013:

CAAN e Marcato Ittico (clikka)

al 00:16:00 l’intervento di Simona Molisso sulla delibera

Corriere del Mezzogiorno dell’11.12.2013

Il mercato ittico non andrà a Volla

La storica struttura resta a Napoli ma con la gestione del Caan

NAPOLI — Dietrofront, il mercato ittico torna a Napoli. Dal Centro agroalimentare di Volla (Caan) i 29 operatori si ri-trasferiscono al porto partenopeo, nell’hangar di piazza Duca degli Abruzzi, lasciato un anno fa tra le proteste. Un passaggio in provincia previsto da un piano risalente agli anni 80 che i lavoratori non avevano mai mandato giù — numerosi furono i sit-in e le manifestazioni di dissenso — e che ora viene annullato dall’ok alla delibera comunale ad hoc. Carlo Iannello e Gennaro Esposito, consiglieri comunali del gruppo Ricostruzione democratica, esultano: «Battaglia vinta dalla città. Siamo riusciti a far prevalere il buon senso con una convenzione che salva capre e cavoli: gli interessi legittimi del Centro agroalimentare e quelli degli operatori». L’accordo è il seguente: il Caan, società partecipata del Comune presieduta da Lorenzo Diana, rinuncia alla presenza fisica del mercato del pesce all’ingrosso negli spazi di Volla ma non alla gestione, e quindi alla riscossione dei canoni (circa 2000 euro a box).
La struttura di piazza Duca degli Abbruzzi, quindi, ospiterà di nuovo, come ha fatto per settant’anni, i grossisti e il cospicuo indotto (300 lavoratori). Non solo: il capannone disegnato da Luigi Cosenza nel 1930 è un bene di pregio, non un banale deposito commerciale. Nel 2011 l’artista Vanessa Beecroft realizzò una performance con 40 modelle dipinte di nero. Dove osavano orate e spigole fece capolino l’arte più raffinata.
«La struttura— ricorda Esposito — si presta anche ad altri usi, contestuali a quelli mercatali. Abbiamo promosso un ordine del giorno che impegna il Comune e operatori a vagliare la possibilità di farne un polo del consumo del pesce». In pratica, adibire un’ala alla ristorazione, anche veloce, di prodotti ittici che più freschi non si può (tra l’altro questa del polo gastronomico è un’idea che mano solerti hanno già inserito nella pagina Wikipedia del Mercato ittico di Napoli). Il progetto renderebbe attrattiva un’area degradata, visto che sorge alle spalle del mai nato parco della Marinella, landa desertificata dalla sciatteria di più soggetti, Comune in primis.
Tornando al mercato: nei giorni caldi della chiusura vennero contestate anche le condizioni di agibilità e di sicurezza igienica. Quei problemi, ricordano Iannello ed Esposito, ora hanno trovato soluzione grazie all’intervento dell’Asl nei locali. L’adeguamento sarebbe in fase di ultimazione. In tanti sperano che il mercato possa riaprire per la sera del 23 dicembre, quando mezza Napoli per tradizione accorre a scegliere prelibatezze per il Cenone.
Alessandro Chetta

Il Mercato Ittico resta a Napoli!

4500-mercatoSempre ieri in consiglio comunale abbiano anche approvato la  delibera n. 384 del 20.05.2013 (clikka) che stabilisce, una volta per tutte, che il mercato ittico resterà nella sua sede storica in Piazza Duca degli Abruzzi. Al fine di collaborare con l’amministrazione ho anche proposto una mozione di accompagnamento (clikka) che è stata approvata all’unanimità e che chiarisce alcuni punti che erano stati anche segnalati dal Segretario Generale nel suo parere. Credo sia stata una vittoria per la città di Napoli che non ha visto sottrarsi posti di lavoro e reddito ed anche una piccola vittoria di Ricostruzione Democratica che in uno spirito collaborativo ha mostrato che le cose si possono fare. Speriamo bene!!

Il mio intervento all’1:11:05

Sull’argomento già ho detto e la strada la indicammo nel consiglio comunale del 18.12.2012. Ci siamo arrivati infine e credo sia stata una bella cosa. Sul punto vedi: caan e mercato ittico (clikka)

Il CAAN al guinzaglio

mercatoitticoDovremmo essere giunti alle battute finali di una vicenda che ha visto Ricostruzione Democratica in prima linea in consiglio comunale per contraddire la scelta della passata amministrazione, secondo noi, scellerata, di delocalizzare il mercato ittico dallo storico luogo dove è collocato (fabbricato storico di Luigi Cosenza a piazza Duca degli Abruzzi) al CAAN di Volla. Ho già scritto sulla questione e sono intervenuto anche in consiglio comunale e su questo blog si possono trovare altri articoli (vedi tra i tanti: il caan per l’aia e le politiche di sviluppo (clikka). In particolare c’era una esigenza di carattere patrimoniale/contabile per la partecipata del Comune di avere gli operatori economici dell’ittico nel mercato di Volla gestito appunto dal CAAN che poi abbiamo risolto, con un po’ di ritardo, con il conferimento della gestione del mercato ittico al CAAN stesso. Gli operatori, purtroppo, si sono dovuti in ogni caso spostare a Volla per consentire la esecuzione di lavori prescritti dall’ASL nel fabbricato di Piazza Duca degli Abruzzi. Ovviamente, come era prevedibile c’è stato una contrasto con l’amministrazione  sulla esecuzione dei lavori stessi e sulla possibilità di eseguirli senza sospendere le attività mercatali. Gli stessi operatori, costituitisi in Consorzio si erano dichiarati disposti ad eseguirli a loro cura e spese sollevando l’amministrazione da ogni onere e peso fermo ogni controllo. Su questa proposta ci avevamo anche ragionato proponendo la possibilità per l’amministrazione di fare il bando delle concessioni inserendo nel bando stesso anche la esecuzione dei lavori prescritti. In questo modo l’amministrazione avrebbe risparmiato circa 70.000,00 €. Secondo Voi come è andata a finire? Non c’è stato dubbio ha prevalso la burocrazia fine a se stessa! Abbiamo voluto caparbiamente fare i lavori a spese dei cittadini nonostante l’offerta e costringendo i mercatali a spostarsi momentaneamente a Volla. Siamo stati bravi potevamo fare la torta con la ciliegina ed invece no! E’ come quando una sta per mettere la palla in rete e c’è quello che arriva e si porta via il pallone! Ovviamente sono alla mia prima esperienza amministrativa ed in più sono condizionato dal fatto che svolgo la professione di avvocato e che nel gruppo di Ricostruzione Democratica c’è Simona Molisso avvocato e Carlo Iannello, Professore universitario di diritto pubblico e, quindi, sfortunatamente riusciamo a vedere delle cose che forse altri consiglieri che sono a digiuno di nozioni di diritto e di procedimenti amministrativi non vedono. E’ proprio una vera sfortuna ci facciamo un fegato così! Difatti, proprio non ho capito come si sia potuta respingere una proposta di operatori del settore che, ovviamente per il loro interesse di restare aperti, si sarebbero anche accollati il costo delle opere sgravando la collettività. Il tutto, ovviamente, con il rispetto del principio di imparzialità perché si sarebbe fatto comunque un bando per le concessioni con le prescrizioni. Non ho capito bene  quali sarebbero stati gli inghippi burocratico/amministrativi se poi per un caso analogo e per somme assolutamente superiori, però questa volta a carico della collettività,  si è autorizzato il calcio Napoli a fare dei lavori per 700.000,00 €. a carico dei cittadini “dispensandolo” anche dall’obbligo di rispettare il bando pubblico pur dovendosi spendere dei soldi pubblici (quanto ci costa il calcio clikka). Oppure in un altro caso dove si è autorizzata una associazione sportiva a trasformare il palazzetto del basket del Collana coperto in campetto di calcio scoperto (vedi Relazioni sugli impianti sportivi (clikka), oppure ancora per l’ex cinodromo di fuorigrotta trasformato, di fatto e senza l’adozione di alcun atto amministrativo della P.A. nè di un provvedimento del Tribunale fallimentare né del Mostra d’Oltremare proprietaria, in area mercatale (mercatino delle pulci) a beneficio dei “pulciai” non c’è dubbio ma anche forse a “particolare beneficio” di un pulciaio più grosso che avrebbe il compito di aprire e chiudere i cancelli assegnando i posti mi chiedo: gratuitamente? In un certo qual modo dovremmo almeno essere contenti di aver messo il CAAN al guinzaglio sperando che sia un CAAN guida altrimenti stiamo freschi.

Il risultato raggiunto per il mercato ittico rispetto a quello che la precedente amministrazione aveva, in modo così assurdo previsto, è strabiliante anche grazie all’impegno degli altri consiglieri, ovviamente in questa fase delicata continueremo a vigilare affinché non ci si perda nelle pieghe della burocrazia.

Il CAAN di Volla come il ponte di Corso Novara

imagesGià ho scritto sulla questione del CAAN e del Mercato Ittico (clikka) intervenendo anche al Consiglio Comunale del 18.12.2012 (clikka). Nel citato consiglio ho anche proposto e sottoscritto un Ordine del Giorno (clikka) che reca le firme di molti consiglieri a dimostrazione che la questione è sentita ed è assolutamente trasversale. Oggi la decisione viene di nuovo, dopo un rinvio “tecnico” il prossimo 14.01.2013 e, per detta data, il CAAN ci ha fatto pervenire una nota esplicativa (clikka) con la quale si sostiene la necessità di chiudere il mercato di Piazza Duca Degli Abruzzi poiché solo così forse si potrebbe verificare il trasferimento degli operatori presso la struttura del CAAN, costata, in virtù di una decisione risalente al 1989, circa 75 milioni di euro. Nell’ottica della partecipazione io credo che tutti i dati debbano essere diffusi perché ciò è utile sia, a formare una coscienza cittadina sia a gettare le basi di quella partecipazione ed interesse verso la cosa pubblica dalla quale le tristi vicende della politica ci hanno allontanato. La questione è spinosa e noi ci siamo trovati dentro a forza, in quanto, questo programma imprenditoriale l’abbiamo ereditato da un periodo storico nel quale si badava  solo a spendere i soldi pubblici e non a creare effettivo sviluppo e benessere per i cittadini. E’ embleatico il caso del ponte del Corso Novara che fu realizzato e poi abbattuto e tra costruzione e distruzione si è fatto un “piacere” ai soli costruttori/distruttori edili e non ai cittadini che hanno subito solo un danno. Oggi la questione ricorre ed i 29 operatori del mercato ittico collocati nel fabbricato di Luigi Cosenza non vogliono trasferirsi in un luogo a loro estraneo, con la complicazione che mutato il quadro normativo con le liberalizzazioni di Bersani, oggi questi operatori possono anche rifiutarsi di spostarsi potendo o andare presso altri mercati (Mugnano o Pozzuoli) oppure costruirsi una loro area mercatale con i dovuti permessi. Che fare? Correre il rischio di chiudere Piazza Duca Degli Abruzzi e sperare, pregando in tutte le lingue del mondo, che queste 29 aziende siano fulminate sulla Via Marina e si convincano a trasferirsi a Volla salvando “CAAN e cavoli” oppure studiare e studiare per cercare altre soluzioni industriali che possano meglio tutelare la realizzazione dell’interesse pubblico. Come soluzione mi è venuta in mente, proponendola con l’Ordine del Giorno, di fare in modo che il CAAN abbia la gestione dell’area mercatale di Piazza Duca Degli Abruzzi realizzando così circa la metà dell’introito previsto, che si accompagnerebbe anche ad un risparmio per il Comune di personale (circa 30 unità) che verrebbero destinati ad altri più importanti servizi. Ma pare che tale soluzione non sia tanto condivisa dall’amministrazione e chissà se tra i volenterosi che leggono di questa questione non ci sia qualcuno che abbia una idea migliore …

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