Gennaro Esposito

Alza la Testa

La Paranza dei Bambini

La Paranza dei Bambini è un bel film che ci mette davanti alle nostre responsabilità sociali, politiche e morali. Lo dico subito per sgombrare il campo e dichiarare, nella stupida polemica che c’è, da che parte sto: dalla parte di chi denuncia perché a trovare le soluzioni poi devono essere gli altri, le istituzioni, i politici, i burocrati… Nel film si racconta la storia di ragazzini aggressivi e mortificati nella loro innocenza, nel loro sentirsi esclusi dal “modello di consumo” cui aspirano e che possono raggiungere, precocemente, solo grazie al crimine, imitando i camorristi, diventando precocemente loro stessi camorristi. Il problema è che lo stanno andando a vedere molti ragazzini dai 9 ai 14 anni, tal volta ed incredibilmente accompagnati dai loro genitori stranamente e per lo più madri. Ragazzini che esultano quando uno della paranza (che sentono uno di loro) ad un certo punto nel corso di una colluttazione prende la pistola spara ed ammazza. Il film è vietato ai minori di anni 14 ma, vi assicuro, è difficile convincere le madri di questi “pargoletti” che i loro figli non possono vederlo …. né sarebbe utile quando sono gli stessi bambini che usano videogiochi vietati ai minori di anni 18 e che sentirebbero il divieto come l’ennessimo “sopruso” da superare con la violenza. L’atteggiamento di questi ragazzini è evidente durante tutta la proiezione, sono spavaldi, fanno il tifo, si sentono anch’essi in grado di poter maneggiare un’arma. Ho avuto tanta voglia di entrare in comunicazione con loro e fargli qualche domanda ma all’uscita stranamente, tutti uguali, si dileguano come se scappassero, eccitati dalle immagini che hanno visto. Forse occorrerebbe approfittare ed intercettarli, fare loro delle domande, cercare di capire e fargli capire che quel mondo non è bello, non è entusiasmante, che impugnare una pistola e sparare ammazzando è tutto li contrario di un atto di coraggio, anzi è l’atto più vile e vigliacco che ci possa essere. Tutti bambini molto precoci, non incerti nella loro andatura, anche quelli più grassottelli, bambini veloci anche di testa, quanto mi sarebbe piaciuto vederli impegnati in uno sport a scaricare tutta la loro rabbia di essere, e sentirsi esclusi, dal falso mondo del consumo di scarpe, magliette e tavoli con cocaina e champagne in discoteca. C’è tanto da lavorare …

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Questa voce è stata pubblicata il 17 febbraio 2019 da in Napoli con tag , , .
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