Gli impianti sportivi nel quartiere Sanità

20131125_152027147_iOSLunedì 25 novembre u.s. ho fatto un altro sopralluogo negli impianti sportivi che mi fa piacere condividere (Relazione impianti sanità clikka). Credo, infatti, che per un amministratore pubblico conoscere il territorio e le cose che deve amministrare è un dovere imprescindibile dalla funzione. Certo andare nel quartiere Sanità alle Fontanelle è sempre una sorpresa inaspettata … tal volta anche per gli amministrativi. Consiglio la lettura del PDF che è corredato da rilievi fotografici.

Ringrazio Mauro e Mario che ci hanno accompagnati

Aspettando Bagnoli

bagnoliLeggo l’articolo del Corriere del Mezzogiorno di oggi sull’inquinamento di Bagnoli e della sua incidenza sui tumori che si sono riscontrati tra i cittadini che vivono nell’area occidentale, ed allora da una parte non capisco perché il Consiglio non abbia voluto approvare un Ordine del Giorno che noi di Ricostruzione Democratica proponemmo sul punto (a bagnoli c’è la CEMENTIR ed il Consiglio non ne parla (clikka) e dall’altra sono ansioso di leggere il provvedimento che il Sindaco ha più volte annunciato anche in consiglio comunale ed oggi sul Corriere. Sono fiducioso e spero che si metta mano, anche se il passato mi lascia l’amaro in bocca.

 Dal Corriere del Mezzogiorno di oggi 27.11.2013

NAPOLI — Nell’ex area industriale di Bagnoli-Fuorigrotta aumenta l’incidenza di tumori per mesotelioma — derivanti dall’esposizione all’amianto — e di tumori vescicali rispetto al resto di Napoli e dell’Italia. Il dato, che certamente impressiona, viene fuori da uno studio dell’Osservatorio Oncologico promosso dal Comune di Napoli e presentato dal sindaco Luigi de Magistris e dall’ex assessore alla Sanità del Comune, Pina Tommasielli, che ha fatto così il suo «ritorno» a Palazzo San Giacomo. Cresce anche il numero di nuovi casi in un anno di tumore ai polmoni: gli incrementi, anche se in misura diversa, riguardano sia gli uomini che le donne. Lo studio è stato condotto utilizzando la banca dati dei medici di medicina generale che nella decima Municipalità assistono 55.586 soggetti che costituiscono il 55 per cento della popolazione residente. Il periodo osservato va dal 2008 al 2012. Secondo i dati forniti, nell’area di Bagnoli-Fuorigrotta, per quanto riguarda il tumore vescicale, su un tasso standardizzato di 100mila abitanti, negli uomini si registrano 79 nuovi casi, a Napoli 50 e in Italia 51. Sul fronte femminile, i nuovi casi nell’area ovest sono 16,9, nel resto della città sono 9,9 e in Italia 9. Per quanto riguarda il mesotelioma, i dati riferiscono che nelle donne dell’area ovest di Napoli si registra l’1 per cento di nuovi casi, a Napoli e in Italia lo 0,6, mentre negli uomini a Bagnoli i casi sono 2,4, a Napoli 1,3 e in Italia 2,2. Dallo studio emerge, inoltre, che nell’area occidentale i tumori maggiormente riscontrati nella popolazione maschile sono al polmone, alla prostata e alla vescica, mentre nelle donne al seno, al colon e al polmone. Per quanto riguarda il cancro al seno, a Bagnoli, su un tasso di incidenza standardizzato ogni 100mila abitanti, si registrano 116 nuovi casi annui a Napoli 118 e in Italia 110. «Dai dati dell’Osservatorio — ha spiegato la Tommasielli — viene un allarme che va analizzato scientificamente. Noi riteniamo che ogni Comune debba dotarsi di uno strumento di analisi epidemiologico dei propri cittadini soprattutto in un momento di spending review in cui vi è una compressione dell’offerta sanitaria pubblica».
Il sindaco ha invece sottolineato l’aspetto legato alla differenza di tumori quartiere per quartiere, «sintomo che l’ambiente e la sua tutela è determinante», rimarcando come «a Napoli dovanno circolare sempre meno auto». Perciò de Magistris invita «Governo e e Regione ad impegnare risorse significative per intervenire lì dove esistono situazioni di rischio legate a danni ambientali». E non solo. Perché l’ex magistrato ha annunciato l’arrivo di «una delibera su Bagnoli, con la quale chi inquina paga, col risarcimento del danno e facendosi carico delle bonifiche ambientali». «Per ora — ha detto l’ex pm — partiamo da Bagnoli. Presto esporteremo questo modello di delibera anche in altre parti della città dove c’è o c’è stato un problema ambientale: penso a Pianura e Chiaiano». Un provvedimento, questo, considerato «delicato» ma al tempo stesso «forte e d’impatto», che — racconta chi sta vicino al sindaco — potrebbe anche andare a modificare equilibri istituzionali.
Paolo Cuozzo

Il ruolo dei giornali. Stadio San Paolo: La mia prima smentita

giornaliQualche giorno fa mi sono trovato a parlare con dei giovani giornalisti precari, il discorso è scivolato immediatamente sulla importanza del lavoro di giornalista che contribuisce alla formazione della opinione pubblica. Sullo stadio nella immediatezza dell’audizione del Presidente De Laurentiis il 12.11.2013, sono stato intervistato dai tanti giornalisti presenti alla ricerca di notizie, ho ripetuto questo concetto, dicendo chiaramente che i giornali avrebbero dovuto porre delle domande precise ai cittadini contribuendo al dibattito sul destino dell’impianto. Dibattito che, se correttamente articolato, aiuterebbe molto la politica a decidere. In sostanza piuttosto che riportare frasi sconce e gossip sarebbe il caso che i giornali avessero posto delle domande. Sul punto ho anche scritto un post su questo blog dal titolo Stadio San Paolo più politica e meno gossip (clikka). Il 21 novembre scorso sulle pagine del mattino è apparsa una intervista che mi sarebbe stata fatta in parte da Luigi Roano in parte tratta da Radio Marte. Ebbene non ho fatto alcuna intervista né con Roano né con Radio Marte e per tale motivo ho chiesto la rettifica non pubblicata e che perciò vi incollo in calce. Potevo anche lasciare stare, ma il tono dell’articolo mi ha spinto a chiederla poiché il taglio del pezzo è ancora una volta tendente al gossip tra mie dimissioni, docce fredde ed arrabbiature. Per carità non mi permetto di dire come si fa giornalismo ma almeno non vorrei che apparissero più mie interviste mai rilasciate. Roano, come altri, avrebbe potuto chiamarmi ed avere una mia dichiarazione  così come ha fatto Repubblica di cui incollo in calce il pezzo di Antonio Di Costanzo apparso sempre il 21.11.2013 su Repubblica Napoli.

Di seguito l’articolo apparso su il Mattino di Napoli il 21.11.2013 di Luigi Roano

Lo stadio

Salta l`audizione con De Laurentiis «Prima la legge»

Salta il secondo appuntamento tra il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis e la commissione sport del Consiglio comunale presieduta da Gennaro Esposito di Ricostruzione democratica. Il quale si dichiara «pronto a dimettersi». Il presidente era atteso, poi la doccia freddo del no. I motivi del forfait, ufficialmente, non si conoscono, ma da via Verdi fanno trapelare che la rinuncia all’audizione, con al centro il futuro del San Paolo e la richiesta di proroga della convenzione in scadenza a giugno, sarebbe dovuta alla fuga di notizie della prima riunione. Ovvero il famoso «scornacchiato» rivolta all’ex allenatore Walter Mazzarri. In realtà c’è un motivo ancora più valido a spiegare la mancata audizione. Il governo, con il premier Enrico Letta e il vicepremier Gioacchino Alfano, ha annunciato un emendamento nella legge di Stabilità per sburocratizzare i procedimenti relativi alla costruzione di nuovi impianti o Lo stadio Salta l’audizione con De Laurentiis «Prima la legge» al rifacimento di quelli esistenti. Non è la legge sugli stadi, ma qualcosa di molto simile. Il caso lo pone lo stesso Esposito, che attacca i suoi colleghi. In una intervista a Radio Marte il consigliere comunale è molto critico: «II presidente De Laurentiis non ci ha fatto sapere più nulla – spiega Esposito – quindi l’incontro è da ritenersi annulla. Il patron è molto arrabbiato, per non dire offeso, dalla diffusione delle sue frasi della scorsa settimana e credo che abbia disertato per questo motivo. Io da presidente non posso che esprimere la mia profonda amarezza per quanto fatto dai consiglieri, che hanno condiviso con la stampa le frasi del presidente, dette in II caso Irritazione per l’audio su Mazzarri II presidente di commissione «Pronto a dimettermi» un contesto scherzoso e privato». Il presidente della Commissione sport va poi all’attacco: «Mi vergogno per ciò che hanno fatto i miei colleghi, si è trattata di una pessima figura che abbiamo fatto nei confronti di De Laurentiis». Il patron, tuttavia, è uomo di mondo, e negli affari non si lascia certo impressionare dalle polemiche: «È quello che mi auguro – conclude Esposito – non vorrei che quanto accaduto renda le cose ancora più difficili. Io sono anche pronto a dimettermi perché è accaduto un fatto grave». Al di là dei propositi di Esposito, c’è un’altra data da segnare con il cerchietto rosso. De Laurentiis avrebbe dato la sua disponibilità a incontrare i consiglieri comunali tra il 2 e il 7 dicembre. lu.ro.

 

Ecco la mia richiesta di rettifica rimasta priva di riscontro:

Gentile direttore,

              con riferimento all’articolo a firma del dott. Luigi Roano, apparso oggi [21.11.2013] sul giornale da Lei diretto a pag. 42, Le chiedo – ai sensi della legge sulla stampa – di pubblicare la seguente dichiarazione: “Preciso di non aver rilasciato alcuna intervista al Dott. Roano  sulla questione dello Stadio San Paolo, né tantomeno, come imprecisamente riportato nell’articolo, averla rilasciata a Radio Marte. Il mio mandato di Presidente della Commissione Sport, infatti, l’ho messo a disposizione del Consiglio, in data 16.05.2013, per fatti assolutamente estranei alle vicende indicate nell’articolo del Dott. Roano:

https://gennaroespositoblog.com/2013/05/15/il-nostro-no-alla-giunta-de-magistris/

L’occasione mi è grata per Porgere i miei più distinti saluti

Cons. Gennaro Esposito

 

Oggetto: Richiesta di rettifica

Data: 21 novembre 2013 16:42:20 GMT+01:00

A: alessandro.barbano@ilmattino.it, paolo.russo@ilmattino.it, segreteria.politica@ilmattino.it, redazioneinternet@ilmattino.it

Ecco invece il pezzo di Antonio Di Costanzo da La Repubblica Napoli del 21.11.2013 a cui elevo rilasciato una dichiarazione.

Slitta la riunione sul futuro dello stadio – Niente incontro bis tra De Laurentiis e consiglio comunale

Slitta la riunione sul futuro dello stadio Niente incontrobis traDeLaurentiis e consiglio comunale L’ACCORDO sullo stadio è ancora lontano. Anzi, ad ogni passo in avanti sembrano seguirne due indietro. Ieri era previsto un nuovo incontro tra il patron azzurro e i consiglieri comunali della commissione sport. Incontro poi sfumato. Ufficialmente perché il Napoli deve valutare meglio la situazione anche in virtù della nuova legge sugli stadi e in attesa di una proposta daparte del Comune meno fumosa e più concreta. Un’altra versione, però, parla di un Aurelio De Laurentiis indispettito dopoché, nel corso dell’ultima riunione, svoltasi in via Verdi a porte chiuse, qualcuno, probabilmente un consigliere comunale, ha registrato di nascosto alcune sue frasi e in particolare quello «scornacchiato» rivolto a Mazzarri. Getta acqua sul fuoco Gennaro Esposito, consigliere di Ricostruzione democratica e presi dente della commissione sport che da tempo è impegnato a riportare chiarezza sulla gestione dello stadio: «L’incontro non era stato fissato ufficialmente — spiega — il ragionamento sta andando avanti e anche il presi dente De Laurentiis non è chiuso sulle proprie posizioni ma pronto ad ascoltare tutte le parti. Il nostro desiderio è proprio quello di aprire un ragionamento con tutti coloro che sono legati alla vicenda. L’obiettivo è trovare una soluzione. Dobbiamo capire se è possibile rinnovare la convenzione, se affidare lo stadio al Nap oli in via esclusiva o se venderlo, tenendo presenteperòchelanuovaleggeintroduce il controverso concetto di proprietà a tempo». (a. dicost.)

Sicurezza stradale: Piazza Garibaldi – Corso Umberto

corso umbertoIn seguito a segnalazioni di incidenti anche gravi su Corso Umberto ho proposto una interrogazione all’amministrazione (clikka) per la quale ho ricevuto gli atti posti in essere, tra cui una relazione dei servizi, cui è seguita anche la partecipazione della II Municipalità, che ha approvato un proprio ordine del giorno sulla problematica. E’ interessante leggere gli atti che mi sono pervenuti tra cui una relazione della Polizia Municipale su alcune altre strade a rischio incidenti (clikka).

L’interrogazione al 05:00

I Napoletani ed il Contratto di Servizio ASIA

asiaHo già postato su questo blog il il contratto di servizio ASIA (clikka) con le sue belle 297 pagine tra testo contrattuale ed allegati tecnici, per il quale non ho ricevuto alcuna indicazione specifica (la democrazia e la partecipazione è faticosa). Alla fine mi sono studiato l’atto ed ho rinvenuto una serie di questioni che ho sollevato nella discussione: 1) inadeguatezza di alcuni servizi (spazamento e svuotamento cestini); 2) sistema di contestazione inadempimenti inadeguato; 3) potenziamento attività di vigilanza comunale; 4) la insoddisfacente attività di pulizia in alcuni quartieri, citando anche l’esempio di via tarsia.

Ho colto anche l’occasione per dire che la questione dei rifiuti e della pulizia della città è anche un fatto culturale di alcuni napoletani (con la “n” “minuscolissima”) esortando Sindaco ed Assessore all’Ambiente a fare una corretta “comunicazione sociale” dicendo chiaramente che i napoletani che gettano le carte a terra e sporcano la loro città senza rispettare le regole di conferimento sono degli zozzoni”. Noi di Ricostruzione Democratica alla fine non abbiamo partecipato al voto non ritenendo soddisfacente l’atto per i motivi che ho ampiamente spiegato nell’intervento. Consiglio di seguire l’intervento al quale non c’è stata una sostanziale risposta se non una replica tendente a sminuire le questioni sollevate che, per noi, invece restano essenziali.

Il mio intervento al 1:27:45

La politica che forma la classe dirigente del paese

razziEcco come si selezione la classe dirigente nel nostro paese. E’ l’origine dei nostri mali e non riguarda solo forza italia ma tutti i partiti. Occorre riprendersi il governo del futuro iniziando da qui. Questo è il risultato della fine delle ideologie che rende la politica un semplice coacervo di interessi personali che sfocia nel se fai i miei interessi sei mio amico se non li fai sei mio nemico. Per questo nascono i razzi e gli scilipoti in parlamento, gente priva di ogni idea incentrati nel solo loro interesse personale. E’ la politica “razziana” del “fatti li cazzi tua!!” ma annate a ….:

I giovani falchetti di forza italia clikka

 La selezione dei giovani falchetti di forza italia clikka

i giovani che scappano (clikka)

Restano i mediocri e si fa avanti questa gente:

Mozione di sfiducia: Un momento sofferto di chiarezza politica

comuneOggi (15.11.2013) in consiglio comunale si è tenuta la discussione sulla mozione di sfiducia al Vicesindaco Tommaso Sodano (clikka) è stata una giornata dura. La mozione ha raccolto 17 voti a favore (il PD ha votato compatto) due astenuti (SEL nella persona del Consigliere Ciro Borriello ed il Presidente Pasquino) e due sono usciti dall’aula (Pietro Rinaldi e Vittorio Vasquez). Di seguito gli interventi

Il mio intervento al ‘3:29:12 in due video a seguire

Stadio San Paolo più Politica e meno gossip

sanpaoloIeri (12.11.2013) in commissione sport ed impianti sportivi c’è stata l’audizione del Presidente Aurelio De Laurentiis che è venuto a spiegare quali sono le sue idee sul San Paolo, visto che la convenzione andrà a scadenza alla fine del campionato 2013/2014. La richiesta di incontro è provenuta dal Calcio Napoli con la condizione che fosse una riunione senza la stampa ma con tutti i consiglieri comunali. Tutte le commissioni che ho tenuto sui temi cittadini sono sempre state pubbliche così come i sopraluoghi che ho tenuto sugli impianti sportivi. In questo caso, invece, c’è stata una richiesta specifica proveniente dal Patron del Napoli, richiesta, ribadita, all’apertura dell’audizione, su mia specifica domanda, che, peraltro, ho girato ai consiglieri presenti, di maggioranza e di opposizione, che sono stati tutti d’accordo nel proseguire. Decisione, peraltro, è il caso di dire, legittima poiché ad essere ascoltato non era un pubblico dirigente, ma un privato cittadino titolare del diritto alla riservatezza seppure personaggio di pubblica fama. Sono intervenuti quasi tutti i consiglieri presenti, tanto che ad un certo punto ho dovuto ridurre il tempo degli interventi e la riunione comunque è durata circa tre ore.

Il Presidente del Napoli ha parlato molto rispondendo sia a domande che a critiche. Credo che per la prima volta si è trattato un tema così importante in una sede istituzionale, in ogni caso aperta, ai rappresentanti dei cittadini sia di maggioranza che di opposizione, garantendo, quindi, la trasparenza e la partecipazione democratica. Ciò peraltro è dimostrato  dal fatto che si è saputo praticamente tutto immediatamente, ed io stesso, ho rilasciato delle dichiarazioni.

Di tutta questa vicenda ciò che è apparso su alcuni giornali cittadini di rilievo, è stato il gossip di qualche dichiarazione, diciamo, colorita di De Laurentiis, perdendo di vista il vero tema della questione: Cosa fare dello stadio? Darlo in gestione totale alla società calcistica oppure mantenere la multidisciplinarietà con gli altri sport? Inoltre, altra domanda che noi di Ricostruzione Democratica ci facciamo continuamente: Può la città di Napoli privarsi definitivamente o per 99 anni di un impianto cittadino senza la possibilità di vedersi candidata ad ospitare eventi sportivi di fama internazionale di atletica o di altri sport che richiedono l’uso di un impianto di simili dimensioni?  Possibile che non si possa trovare una soluzione che tenga dentro tutti gli interessi quelli pubblici e quelli privati? Credo che il compito della stampa sia quello di sollecitare il dibattito cittadino e l’interesse verso la gestione della cosa pubblica piuttosto che il gossip e voglio credere, anzi sono convinto, che la dichiarazione che il Napoli potrebbe andare a giocare da un’altra parte (leggi Caserta) sia solo una provocazione del Presidente De Laurentiis che cerca di fare il suo “gioco”. Ad ogni buon noi di Ricostruzione Democratica ci stiamo interrogando su quale sia la migliore scelta nell’interesse della città e sono sicuro che alla fine in scienza e coscienza giungeremo a trovare la quadra rimettendo ai cittadini il giudizio sul nostro operato.

Mi rammarico piuttosto che tra i presenti alla riunione (consiglieri e segretario della commissione) ci sia stato qualcuno che, con scarso senso del pudore e cattivo gusto, non solo ha registrato la riunione ma ha anche dato a qualche giornale (chissà se gratuitamente o dietro quale promessa di remunerazione), addirittura l’audio “gossipparo” dell’audizione. Non credo che in questo modo si faccia il bene e l’interesse pubblico poiché non solo si è venuti meno ad un patto tra gentiluomini ma si è anche danneggiato, per esclusivo interesse personale, l’interesse pubblico. Spero non accada mai più, ne va della dignità della politica!

 Ad ogni buon conto mi farebbe piacere avere il vostro parere sulle domande ben più importanti del gossip, tenendo presente che il Calcio Napoli ha in sostanza avanzato la richiesta di avere una proroga della convenzione vigente di un anno circa, per attendere l’approvazione del disegno di legge sugli stadi che, da una prima lettura, darebbe alle società calcistiche la possibilità di acquistare il diritto di superficie o di proprietà degli impianti sportivi, introducendo, tra l’altro, una strana forma di proprietà diciamo temporanea o comunque condizionata che occorrerebbe studiare. Mi appello a quelli di buona volontà che vogliono collaborare ecco il disegno di legge sugli stadi buona lettura (clikka).

Credo che occasioni di confronto e di democrazia come queste siano costruttive affinché finalmente si possa fare in modo che tra pubblico e privato si inneschi una sinergia che non danneggi nessuno ma che sia soddisfacente e dignitosa per tutti.

In questo blog per una selezione di articoli sullo stadio clikka

Lo Zoo di Napoli un bene pubblico: Parliamone

zooMercoledì, 13 novembre 2013, in Via Verdi, 35, al IV piano nella sala Nugnes, alle h. 16,30 l’Assise di Bagnoli convoca i cittadini per discutere dello ZOO e delle altre importanti aree di Fuorigrotta. Le ultime notizie giornalistiche ci dicono che l’area ZOO è stata assegnata ad un imprenditore napoletano affinché rinasca. Molte volte sono intervenuto sulla questione perché la gestione di questi beni pubblici richiede l’attenzione degli attori pubblici, primo fra tutti il Consiglio Comunale che in realtà non se n’è mai occupato precipuamente lasciando, sostanzialmente mano libera alla Mostra D’Oltre Mare. Dopo mie insistenti richieste solo il 5 novembre u.s. sono riuscito ad avere la copia del contratto di locazione stipulato tra la Mostra D’Oltre Mare e la neocostituita società “Lo Zoo Di Napoli S.r.l.” in proprietà dell’imprenditore Floro Flores. Confesso che sono molti i miei dubbi sulle modalità di gestione dell’area, modalità che, ovviamente, va esaminata poiché potrebbe costituire l’esempio per la gestione delle altre importanti aree limitrofe (Edenlandia, Cinodromo, Ippodromo ma anche l’area ex NATO). Ebbene su questi importanti asset territoriali il Consiglio Comunale nulla ha detto non c’è stata alcuna discussione. Io sto ancora studiando ma dalle prime risposte che ho avuto dal Presidente della Mostra D’Oltre Mare, mi sorgono varie domande tecniche ma che nascondono la mia caparbia volontà di applicare i principi costituzionali sulla gestione dei beni pubblici. Ebbene mi chiedo:

1) può una società pubblica sottostare alle decisioni del Tribunale fallimentare circa la vendita dell’azienda Zoo fallita?

2) se l’oggetto della procedura fallimentare è l’azienda ZOO nel quale non c’è più il contratto di affitto, come è possibile estendere le decisioni del Tribunale Fallimentare sull’azienda anche all’area in proprietà pubblica obbligando con ciò la società partecipata a contrarre con l’aggiudicatario della azienda scelta dopo varie aste deserte mediante trattativa privata?

3) è possibile prevedere  nel contratto di locazione stipulato un diritto di prelazione a fine durata senza che siano violate le procedure di evidenza pubblica.

A queste domande cercheremo di dare qualche risposta mercoledì anche perché l’11 novembre p.v. ho convocato una commissione nella quale discutere dello zoo spero partecipino i vertici della Mostra D’Oltre Mare e se sarà proficua sarò contento di esporre le questione nell’assemblea del 13 novembre p.v.

Chiudo facendomi una ulteriore domanda scomoda che ho già fatto direttamente agli amministratori interessati riscuotendo n po’ di imbarazzo:

Come è possibile che l’area dell’ex cinodromo di Napoli, pure affidata al Tribunale fallimentare, ogni domenica venga usata da un centinaio di cd. pulciai, per farci il mercatino, senza che nessuna Autorità pubblica ne sappia nulla e senza che né il Fallimento né la Mostra D’Oltre Mare incassi alcunché prefigurando così un probabile danno erariale, poiché di fatto quell’area è gestita da un gruppetto di persone che assegnano i posti, pare, dietro pagamento di un corrispettivo che ammonta a circa 50 €. a posto Come al solito il conto è presto fatto 100X 50€. = 5000,00 € a domenica, che fanno un guadagno di tutto rispetto di circa  €. 20.000,00 al mese. In quale tasche andranno questi soldi credo che sia il Tribunale Fallimentare sia la Mostra D’Oltre Mare dovrebbero darci risposte. So solo che i soggetti interessati, molto interessati, in una occasione di un mio sopralluogo, in presenza di tante persone e con l’arroganza di chi sa di essere “protetto”, a queste domande risposero, diciamo, non con molta gentilezza. Con rammarico mi chiedo se è’ possibile che la politica debba sempre aspettare la magistratura per mettere ordine. Vi aspetto mercoledì 13 novembre, alle 16,30 almeno se non discute il consiglio discutiamo noi cittadini!

vedi anche:

per una selezione degli articoli clikka

Assunzioni in Comune e fuga dei cervelli

demagistisIeri (07.11.2013) Servizio Pubblico  ha mandato delle interviste (clikka) a giovani italiani tutti scappati a Londra perché l’Italia non da’ loro sbocchi, perché l’Italia li mortifica, perché la politica è sempre quella degli amici e dei parenti ed il caso cancellieri è solo l’ultimo. I nomi sono sempre gli stessi! Questi nostri giovani concittadini che sono emigrati per lavoro a Londra erano tutti delusi, ma la cosa che mi ha colpito, era che nelle loro parole non c’era rabbia, ma rassegnazione e schifo per una classe politica assolutamente corrotta che risponde solo a logiche familistiche! Ebbene, in questo, nel caso Napoletano c’è una grandissima responsabilità di Luigi De Magistris che ha deluso le mie aspettativa e quelle di tanti giovani e cittadini napoletani che gli hanno creduto ed hanno sperato. Luigi De Magistris si sarebbe potuto mettere a capo di una rivoluzione culturale e politica ed, invece, ha avuto paura! Avrebbe dovuto per tutti i posti nelle aziende partecipate e nell’amministrazione mettere in campo una azione, questa sì rivoluzionaria, volta ad aprire il comune ai tanti giovani, facendo trasparenza ed invitandoli a partecipare a selezioni aperte per posti in CDA, di staff e di dirigente nel Comune ed, invece, pur avendone avuto la possibilità, perché era libero dai partiti in crisi, ha fatto come tutti gli altri prendendosi come staffisti (qualcuno anche con lauti stipendi) persone che hanno avuto il solo merito di aver partecipato alla campagna elettorale come se il “posto in comune” fosse un premio per la vittoria; ha assegnato posti nelle partecipate e di dirigenti con meccanismi oscuri, mai spiegati all’aula consiliare, ma che sicuramente, devo pensare, soggiacciono a vecchie logiche (partecipate le nuove nomine alla vecchia maniera clikka). Il nostro Sindaco non ha, purtroppo, capito che, invece, avrebbe dovuto fare altro. Avrebbe potuto e dovuto innescare nei cittadini napoletani fiducia, trasparenza e speranza, rispettando semplicemente il sacro principio di imparzialità, scritto nella Carta Costituzionale col sangue dei nostri partigiani. La scelta operata in questo modo sarebbe stata rivoluzionaria ed avrebbe dato un motivo ai tanti giovani cervelli napoletani per restare anziché scappare, avrebbe dato fiducia e speranza garantita dal rigoroso ed intransigente rispetto del principio di imparzialità. Basti pensare che nel Regno unito anche gli staff dei ministri vengono scelti attraverso una selezione pubblica! Il Sindaco su questo punto cosa ha fatto? In Consiglio Comunale da più di un anno giace una nostra proposta (clikka) che, ovviamente, non verrà mai discussa perché il vecchio potere non si vuole rinnovare è chiuso in se stesso ed il Sindaco si è seduto al tavolo imbandito delle nomine, senza capire che gli Italiani sono stanchi, avviliti, schiacciati, ma sono sicuro reagiranno in un modo o nell’altro reagiranno. Io lo penso, e voglio pensarla così per me e per i nostri figli e per il senso di giustizia che è in ognuno di noi e che nell’urna boccerà chi ha avuto paura, chi ha tradito, chi ha pensato che solo con la distribuzione di prebende si conserva il potere ed il consenso!
Ad ogni buon conto oggi una buona notizia, il Sindaco ha revocato le assunzioni dei 29 dirigenti del 16 agosto perché costretto dalla Corte dei Conti! Mi fa male constatare che ancora una volta abbiamo avuto ragione, eppure basterebbe studiare un po’. Per il resto vale quanto ho già scritto ne: “assunzioni al comune tra trasparenza ed incapacità” (clikka). Se non capiamo che i giovani e le loro speranze sono la garanzia ed il motore per il nostro futuro allora significa che non meritiamo nulla !
Da il CORRIERE DEL MEZZOGIORNO NAPOLI E CAMPANIA del 08-11-2013 
La decisione Manca il via libera della commissione ministeriale sul rientro del debito
Il sindaco ha revocato gli incarichi ai 29 dirigenti nominati ad agosto
La decisione Manca ¡I via libera della commissione ministeriale sul rientro del debito n sindaco ha revocato gli incarichi ai 29 dirigenti nominati ad agosto NAPOLI — Ð Comune di Napoli ha revocato il decreto per l’incarico a 29 dirigenti nominati lo scorso 14 agosto. Dalla Commissione interministeriale che analizza i Piani di rientro dei Comuni che hanno aderito al predissesto (decreto 174) non è arrivato ancora il via libera alla stipula dei contratti a termine. E dunque, dopo tré rinvii (14 agosto, 16 ottobre e 4 novembre scorsi), il sindaco de Magistris non ha potuto far altro che tornare sui suoi passi e firmare l’ordinanza di revoca. Lo stop da Roma è arrivato il 29 ottobre scorso quando «la commissione — scrive il primo cittadino nell’ordinanza sindacale di revoca — ha disposto un ulteriore differimento a breve, al fine di acquisire elementi istruttori aggiuntivi, e definire in tal modo il numero di contratti ammissibili per incarichi dirigenziali a tempo determinato». A Palazzo San Giacomo sperano che la situazione possa sbloccarsi in fretta. Sebbene pare che i 29 dirigenti nominati ad agosto difficilmente potranno essere nominati tutti. Questo perché da Roma pare sia arrivata l’indicazione che, al massimo, quando ci saranno le condizioni per fare nuovi contratti, il Comune di Napoli potrà nominare non più del io per cento dell’attuale pianta organica dirigenziale, quindi 18 o 19 dirigenti a fronte dei 29 previsti. I tempi però sono incerti. Anche se l’assessore al Personale, Francesco Moxedano, ostenti ottimismo e si dica sicuro che tutto si risolverà in tempi stretti. Sarà. Tra i contratti bloccati c’è anche quello del tenente colonnello della Guardia di Finanza, Luigi Acanfora, che sarà il nuovo comandante dei vigili urbani scelto dal sindaco. Ma per ora tutto è fermo. Tutto ruota intorno alla spesa per il Personale, che il comune ha certificato essere scesa, rispetto all’anno precedente, sotto la fatidica soglia del 50 per cento, oltre la quale non è possibile stipulare nuovi contratti. Ma su questo, ministero e Corte dei conti stanno effettuando un approfondimento e dovranno esprimersi a breve. Da Roma dovrà quindi arrivare il via libera anche allo scorrimento delle graduatorie degli idonei al concorso del 2010 (149 persone) e alla stabilizzazione di 60 Lsu storici. Restano sul tappeto le tante polemiche che sindaco e giunta si sono attirati per aver fatto le nomine alla vigilia di ferragosto, salvo poi non poterle perfezionare. Pa. Cu. Palazzo San Giacomo -tit_org- Il sindaco ha revocato gli incarichi ai 29 dirigenti nominati ad agosto

La crisi dell’Avvocatura

giustiziaIncollo di seguito un articolo uscito oggi (02.11.2013) su Repubblica Napoli sulla crisi dell’avvocatura manca però una considerazione: la consueta disapplicazione, nella stragrande maggioranza dei casi, delle tariffe forensi da parte dei magistrati, almeno nel foro napoletano e dintorni, a cui si aggiunge l’assoluta inadeguatezza dei compensi dovuti per le cause fino a 25.000 €.

Sempre più spesso mi capita di vedere e ricevere liquidazioni assurde, una causa complessa mettiamo: fase cautelare, esecuzione del provvedimento cautelare, reclamo, tre consulenze e giudizio di merito, il tutto durato 10 anni con una liquidazione che a tariffa sale a 80.000 €. Quanto avrà liquidato magistrato? non lo dico per pudore! poi c’è qualche magistrato, che pure mi è capitato, che dice: “vabbé avvocato faccia l’appello…”

Eppure per lo meno nel civile la condanna alle spese dovrebbe essere anche un’azione deflattiva del contenzioso.

Ad ogni buon conto non posso non constatare che se dovessi iniziare oggi da zero la professione come ho fatto oltre 15 anni fa è sicuro che non ce l’avrei fatta, anche per l’assoluta esosità dei contributi unificati che finiscono per pregiudicare i diritti dei più deboli.

L’ultima cosa e finisco: giudizio al TAR Campania per mancata assegnazione del sostegno ad un bambino in difficoltà controbuto unificato €. 650,00, riconoscimento del diritto dopo un anno di causa, condanna alle spese del ministero ad €. 1.000,00 oltre spese vive (manco quantificate): Risultato il ministero ha risparmiato 1 anno di stipendio all’insegnante di sostegno ed ha pagato alla fine circa 2.000 €. comprese tasse e cassa. Vince il banco sulla pelle dei cittadini!

Gennaro Esposito, avvocato del foro di napoli

Da Repubblica Napoli 02.11.2013

Avvocati sotto la toga c’è la crisi

Boom di iscritti e conti in rosso, sono sempre di più i legali in difficoltà

LA BORSA di pelle nella mano destra, la giacca giusto un po’ sgualcita. Il passo veloce di chi sta correndo in udienza. A metà giornata, la sosta accanto al bar e i capannelli nella piazza coperta. Un avvocato come tanti, nel Palazzo di Giustizia del Centro direzionale. Solo che non ha più un soldo. Un contenzioso andato male, i clienti che si contano sulle dita di una mano, qualche problema familiare. Così un professionista rischia di trasformarsi in un povero con la cravatta.

Stavolta non c’entra la disincantata filosofia di Vincenzo Malinconico, il penalista precario descritto dalla penna di Diego De Silva nel fortunatissimo romanzo “Non avevo capito niente”. Sotto la toga, l’avvocatura napoletana, una delle più prestigiose d’Italia, deve fare i conti con gli effetti della crisi economica. Lo confermano i dati del Consiglio dell’Ordine di Napoli, che un anno fa ha raddoppiato le somme stanziate per gli aiuti ai colleghi a titolo di solidarietà. Piccoli sussidi che una volta venivano erogati essenzialmente per ragioni di salute. Ora invecec’è chi ha ottenuto il contributo perché in gravi difficoltà finanziarie. È il caso di una toga che si è ritrovata sul lastrico, e senza più clienti, dopo aver avuto la peggio in una lite giudiziaria con una importante compagnia di assicurazioni. In questo periodo storico, il cappio della crisi stringe l’avvocatura napoletana soprattutto all’inizio e alla fine del percorso professionale. Se la passano spesso male i più giovani, costretti a lasciare i sogni in soffitta per barcamenarsi con enormi difficoltà, di solito intascando poche centinaia di euro. Ma anche avvocati con trent’anni di iscrizione all’albo sulle spalle, oggi, faticano a sbarcare il lunario. Chi frequenta il Palazzo di Giustizia li incontra tutte le mattine e può raccontare decine di storie, tutte uguali nella loro drammatica ordinarietà. Può capitare ad esempio di imbattersi in avvocati dai capelli bianchi che a bassa voce, con grande dignità e pudore, chiedono al collega non un consiglio su una legge appena introdotta, né la cortesia di sostituirli in udienza per un rinvio e neppure un’informazione sugli orari delle cancellerie, ma «qualche spicciolo, una moneta soltanto perché non ho i soldi per pagare le medicine».

Ma accade anche che un avvocato sulla quarantina, civilista, sia stato sorpreso mentre frugava nelle borse dei colleghi, non certo perché aveva dimenticato i codici a casa. O che nel corso di una perquisizione presso lo studio di un professionista di mezza età sia emerso che nell’armadio erano custodite le pratiche di appena sette (sette) clienti. Un quadro che nulla toglie alla qualità media del Foro napoletano,composto da professionisti di alto livello, apprezzati in tutta Italia. Sulla crisi influiscono piuttosto in maniera sensibile i numeri attuali dell’avvocatura: L’Ordine di Napoli conta 13.300 iscritti, ai quali si aggiungono 7 mila praticanti. Hanno 2 mila iscritti ciascuno gli Ordini di Nola e Torre Annunziata. Un esercito che deve confrontarsi con un tessuto economico messo a duraprova dalle difficoltà economiche in cui versano tutti i principali comparti produttivi del Paese. L’avvocatura soffre poi gli effetti di alcune riforme, come quella che ha abrogato i minimi tariffari, e di un’altra malattia cronica del nostro sistema: l’eccessiva durata dei processi che, soprattutto nel settore civile, ma ormai anche nel penale e nell’amministrativo, complica ilrapporto fra avvocato e cliente, dilatando a dismisura i tempi di pagamento delle prestazioni professionali.

In questo contesto e con queste cifre, inevitabilmente, si scatena una concorrenza spietata che non va solo a discapito della qualità del servizio ma finisce con il penalizzare alcuni professionisti, di fatto escludendoli da una fetta di mercato. «Perché lavita è fatta soprattutto di patteggiamenti. Di situazioni in cui – questa è la rivelazione che spiazza – ti scopri capace di una comprensione al ribasso che normalmente non ti spieghi, quando la riconosci negli altri. E capisci alcune cose», disserta nel libro di De Silva l’avvocato Malinconico, la cui vita cambia, sorprendentemente, dopo un incarico ricevuto, naturalmente, d’ufficio.Ma anche negli ascensori del Centro direzionale si possono ascoltare aforismi analoghi a quelli del personaggio ideato dallo scrittore napoletano. Come la battuta di un avvocato quarantenne, che alle lamentele del collega, trova il modo di scherzare: «Io tutta questa crisi non l’avverto. Perché è da quando ho iniziato, che sono in crisi».

Ministra cancellieri si dimetta!

cancellieriA tutti i carcerati ed ai parenti dei carcerati in difficoltà chiamate al ministero e fatevi dare il cellulare della ministra sicuramente sarete sentiti e se del caso scarcerati se ci sono buoni motivi. Tutto sommato perché fare l’istanza al Magistrato di sorveglianza se gli italiani hanno a disposizione direttamente il ministro.

Alcuni dati e considerazioni sul caso:

Da Repubblica nazionale di oggi 03.11.2013

Massimo Giannini

C’È UNA zona grigia che rende inquietante la vicenda Cancellieri- Ligresti e che svela la natura compromissoria e forse compromessa del potere. Il ministro dice «non mi pento », evocando quasi una categoria religiosa, che nel caso in questione non ha alcun senso perché in gioco c’è invece un problema politico. Non è un «pentimento» che si chiede al ministro, ma semmai un «chiarimento » sulla natura dei rapporti che la legano alla famiglia di don Salvatore. Fino ad obbligarla a telefonare al fratello del «padrino» per garantirgli il suo interessamento, come testimoniano le intercettazioni agli atti dell’inchiesta di Torino. Perché la Cancellieri si è sentita in dovere di farlo? Questo chiarimento non è arrivato. Il movente che ha spinto il ministro a sollecitare la scarcerazione di Giulia Ligresti non sembra il «volto umano della giustizia», ma semmai la faccia complice dell’amicizia. Se il Guardasigilli non è libero nei confronti di chigli chiede un passo improprio, non può restare al suo posto.

Alcuni stralci degli articoli di ieri su Repubblica nazionale che è bene sapere che:

L’amico della cancellieri: Salvatore Ligresti che, ottenuta la liberazione dopo lo scandalo craxiano per l’appalto della Metropolitana milanese, fu arrestato di nuovo nel 1993 per l’affare Eni-Sai avendo distribuito mazzette per 17 miliardi di lire, gran parte dei quali destinati a Bettino Craxi, condannato poi in Cassazione a 5 anni e sei mesi nel1996.

 Il figlio della cancellieri … la carriera di Piergiorgio Peluso, figlio dell’ex viceprefetto Anna Maria Peluso diventata ministro, è folgorante e i suoi redditi da favola. Un bravo manager? No, «un idiota», secondo Giulia Maria, intercettata al telefono con un amico. Se Piergiorgio è davvero un idiota non si capisce la sua carriera fulminea se non con l’appartenenza al cerchio di potere della mamma, un cerchio dove conta soprattutto il «capitale relazionale» in una società ormai divisa in network di potere, dove la competenza è un surplus. Ma Giulia è una donna avvelenata e sull’affermazione secondo cui Piergiorgio in Fonsai «in un anno ha distrutto tutto» va necessariamente presa con le molle.

Quarantacinque anni, dopo la laurea alla Bocconi Piergiorgio lavorò in Mediobanca, poi in Credit Suisse e in Capitalia ai tempi di Cesare Geronzi, dove trattava i rapporti con il gruppo Ligresti. E’ lì che approda nel 2011. Indicato da Mediobanca o dai Ligresti stessi? Fatto sta che appena arrivato sulla tolda di direttore generale non può fare a meno di rilevare che la Fonsai ha gravi problemi di solvibilità.

Resta poco più di un anno e se ne va con una buonuscita di 3,6 milioni o di 5, secondo quanto dice al telefono Giulia Maria, calcolando forse anche 14 mesi di stipendio. Un bel gruzzolo che lo accompagna subito nella carica di direttore finanziario di Telecom.

Oggi la ministra dichiara di non volersi dimettere non capisco proprio lei dovrebbe avere un senso dello Stato e delle Istituzioni che le dovrebbero far capire che tal volta è opportuno farsi da parte. Immaginiamo solo per un momento cosa sarebbe accaduto in Germania o in Inghilterra se un ministro si fosse trovato nelle medesime condizioni. Questa gente non vuole capire che il politico che ricopre un ruolo pubblico deve essere ed apparire trasparente ed imparziale come e più di un Magistrato!!

Assunzioni al Comune tra speranza ed incapacità

moxedanoC’è una grande attenzione sulle assunzioni al Comune di Napoli perché, nell’immaginario collettivo diffuso soprattutto tra gli stessi dipendenti comunali, sono sempre state viste come uno strumento di consenso elettorale. Il posto di lavoro è in sostanza la prima merce di scambio. Io stesso posso confermare perché la gente, anche a me che sono un “semplice e povero” consigliere comunale senza alcun potere di gestione, chiede il posto ed ai voglia a spigare che la politica del posto di lavoro non porta da nessuna parte ed occorre una politica seria che guardi al benessere collettivo senza creare assistenzialismo.

Come la penso sul punto l’ho già scritto ne il posto di lavoro e la politica (clikka). Oggi (01.11.2013) leggo su Repubblica Napoli l’ennesimo articolo (che incollo in calce) sul blocco delle assunzioni dei 29 dirigenti e, paradossalmente, delle promesse di assunzioni dell’assessore al personale francesco moxedano, ancora promesse, come se non bastassero le batoste già ricevute dalla Corte dei Conti e dal MEF sul punto. Eppure occorrerebbe studiare un po’ ed essere intellettualmente onesti, specialmente nei confronti di quelli che aspettano di essere assunti tra LSU, in cerca di stabilizzazione ed idonei al concorso comunale di qualche anno fa. Peraltro tutte persone di queste due categorie che io ho incontrato, sono in grado di capire e spesso anche di spiegare quali sono i vincoli di legge in questa delicata materia e conoscono addirittura il percorso amministrativo che si dovrebbe percorrere.

E’ antipatico dire l’avevamo detto ma, non posso resistere. Si perché noi di Ricostruzione Democratica, avendo studiato qualche legge, da semplici “artigiani” del diritto, sulle maestre dicemmo immediatamente che non c’erano storie, la giunta aveva fatto bene a rinnovare i contratti (R.D. a sostegno della Giunta De Magistris clikka), mentre quando ci venne chiesto di votare una presa d’atto (che sembrava più una presa per i fondelli) che il comune era rientrato nel patto di stabilità interno dicemmo immediatamente no! che la cosa non quadrava e che non l’avremmo votata. Vedi infatti: nuove assunzioni al comune (clikka) e assestamento il comune apre la strada a nuove assunzioni (clikka). In quest’ultima occasioni ci prendemmo anche qualche strigliata degli idonei al concorso che ovviamente aspettano da anni, ma non potemmo fare a meno di manifestare, seppure impopolarmente, la nostra perplessità essendo in noi prevalente l’amore per la verità (merce rara in politica) rispetto all’illusione volta a creare consenso. Ora sul punto credo che sia chiaro il mio pensiero ed in più occasioni ho dichiarato che occorre essere onesti con i cittadini a cui non vanno regalati posti di lavoro, o l’illusione di posti di lavoro, ma va promessa ed attuata una amministrazione ed una politica seria, responsabile e competente, senza avere paura di dire la verità, anche perché ormai la situazione economico/finanziaria è tale che le magagne vengono fuori! Non capisco, allora, oltre a non conoscere quali sono gli studi e le esperienze professionali dell’assessore al personale moxedano, come si possano fare questi errori, che forse o sono determinati dalla speranza di dare il “posto” di lavoro ai cittadini oltre che a parenti o, più probabilmente, dalla incapacità di leggere le carte ed interpretare il momento politico/amministrativo che stiamo vivendo. Al buon assessore al personale moxedano, infatti, vorrei, retoricamente, chiedere con quale faccia, in piena procedura di predissesto, il Comune può andare a Roma al MEF e chiedere di essere autorizzati a stipulare 29 contratti di dirigenti e 16 di staffisti!

Sul punto vedi anche l’amministrazione della città è una questione di staff (clikka)

Da Repubblica Napoli di oggi 01.11.2013

Slitta l’assunzione dei dirigenti e scoppia la protesta degli Lsu

Moxedano: “A gennaio bandiremo un nuovo concorso”

I DECRETI per l’assunzione dei nuovi dirigenti erano già pronti ma sono già carta straccia. Il 4 novembre dovevano essere assunti dal Comune in 29, ai quali andava aggiunto un gruppo di una quindicina di staffisti. Non se ne farà niente e l’operazione rischia di slittare al 2014. Il progetto presentato a Roma dal capogabinetto Attilio Auricchio, bravo comunque a strappare l’ok al piano di rientro, non ha convinto la commissione per il riequilibrio finanziario dei Comuni in predissesto guidata dal sottosegretario Gianpiero Bocci. Assunzioni bocciate, quindi, compresa quella di Luigi Acanfora, il tenente colonnello della Finanza indicato dal sindaco Luigi de Magistris quale nuovo comandante della polizia municipale.

Surreale la sua vicenda. Il sindaco ha annunciato che sarà lui il prossimo capo dei vigili, ma non riesce ad assumerlo. Il problema sembrava risolto quando Palazzo San Giacomo comunicò di essere sceso sotto la soglia del 50 per cento della spesa del personale rispetto a quella corrente. Ma persino questo dato è tornato in discussione, tanto che la Corte dei conti ha aperto un’indagine sulla vicenda. Con lo stop arrivato da Roma, si aggiungono altri problemi. A far saltare il piano anche il fatto che dei nuovi 29 dirigenti individuati dal Comune 12 avrebbero dovuto ottenere un rinnovo di contratto, cosache non è possibile perché da un anno non lavorano più a Palazzo San Giacomo. La giunta, infatti, non ha potuto rinnovare i contratti in corso a causa dello sforamento della spesa del personale. Insomma, storia molto ingarbugliata, che ricorda quella delle maestre. Il Comune tenta di correre ai ripari. La prima strada è di far scendere a 18 il numero dei nuovi dirigenti da arruolare, anche se si sta valutando la possibilità di portare alcune modifiche per salvare tutto il pacchetto di assunzioni varato lo scorso agosto. Per il comandante dei vigili, invece, il sindaco potrebbe decidere di forzare, come già fece con le maestre vincendo poi la sfida. Ma sulla nomina di Acanfora, esperto e stimato tenente colonnello della Finanza, c’è anche il rischio che vengano presentati ricorsi, già annunciati da personale scontento della polizia municipale.

Insomma, caos assoluto. E come se non bastasse scendono sul piede di guerra anche i lavoratori socialmente utili di Palazzo San Giacomo. I precari minacciano di bloccare la “macchina” comunale se non arriveranno risposte chiare dal sindaco nell’incontro fissato per lunedì sera sulla questione della stabilizzazione degli oltre 680 lavoratori. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl si dicono «stanchi di promesse mai mantenute» e annunciano iniziative clamorose se non si risolverà in tempi rapidi una situazione che si protrae da 18 anni. «Dimostrino di essere la giunta della legalità e della dignità delle persone — dice Gianni Nugnes della Cgil — altrimenti chiameremo i lavoratoriallo sciopero e alla lotta già dopo l’incontro di lunedì, bloccando le attività che vanno avanti solo grazie agli lsu all’interno dell’amministrazione centrale, delle partecipate e delle municipalità ». Il componente della segreteria regionale della Cisl, Carlo D’Andrea, fa notare che il Comune «pretende da queste figure professionali mansioni equiparabili a quelle dei dipendenti che guadagnano anche 3 mila euro il mese. E, anche riconoscendo loro un’integrazione di meno di 200 euro, si aggiunge a un salario di 570 euro, senza il versamento di contributi previdenziali». La Uil, attraverso il responsabile dell’area metropolitana Fulvio Bartolo, ricorda che «da due anni è pronta una graduatoria per le 60 unità da stabilizzare in base alle richieste di Napoli Servizi» e che «bisogna solo dare seguito a questi atti e proseguire con gli altri 50 da destinare alla nuova holding dei trasporti». GianfrancoDe Miranda della segreteria confederale dell’Ugl ricorda che il 31 dicembre potrebbero scattare i primi licenziamenti: «Non siamo più disponibili ad ascoltare frottole. Il Comune deve chiarire una volta per tutte se è sceso davvero sotto la soglia del 50 per cento della spesa per il personale sul totale della spesa corrente per procedere a nuove assunzioni, altrimenti bloccheremo gli uffici in cui gli Lsu sono impiegati ».

A tentare di riportare la calma in una situazione esplosiva ci prova l’assessore al Personale, Franco Moxedano: «Innanzitutto voglio dire che a inizio 2014 bandiremo un concorso per dirigenti a tempo indeterminato. Dobbiamo coprire un fabbisogno di 99 unità: il 50 per cento dei posti sarà riservato a interni». Moxedano promette anche che saranno assunti i 60 lsu il cui contratto scade a gennaio e per altri 110 conferma che c’è «l’impegno del sindaco affinché 60 siano assorbiti da Napoli Servizi e 50 dalla nuova holding della mobilità ». Moxedano apre anche alla possibilità di procedere a progressioni verticali: «Abbiamo ottenuto un parere positivo da parte del dipartimento della funzione pubblica e possiamo utilizzare il bando del 2009».

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: