Sullo Stadio San Paolo solo polemiche e poca amministrazione

sanpaoloL’ennesima bagarre sullo stadio San Paolo, di cui si è parlato nei giorni scorsi sui giornali, mi induce alcune riflessioni sul rispetto del principio di legalità, di trasparenza e di buona amministrazione che credo manchino dal tavolo di discussioni polarizzato, semplicemente sullo scontro tra le parti senza tener conto del binario tracciato dalla legge e dai provvedimenti adottati dall’Amministrazione stessa. Da una parte il Sindaco, che invita il Patron a presentare il piano di fattibilità in ragione della delibera di giunta di proposta al Consiglio n,  619 (clikka), approvata dall’assemblea cittadina il 22.10.2014, con la quale, tra l’altro, si dispone la rinnovazione della convenzione del 2004, agli stessi patti e condizioni, dall’altro il Patron che non pare abbia alcuna voglia di aderire all’invito, non volendo forse assumerersi gli oneri di un piano di fattibilità al buio. Orbene, tralasciando tutti i dubbi sui ritardi e sulla delibera n. 619/2014 (clikka), la vera questione di cui nessuno discute, è che se il Calcio Napoli non ha sottoscritto il rinnovo della convenzione, è chiaro che la stessa non può essere in alcun modo applicata e, quindi, gli importi dovuti dal Concessionario al Comune, gioco forza non possono essere determinati sulla base della vecchia convenzione, ma sulla base delle tariffe approvate dal Consiglio Comunale, nella notte del bilancio del 23.09.2014, così come modificate da un emendamento (clikka) che presentai e che fu approvato dallo stesso Consiglio Comunale. Ovviamente la questione, di cui non si discute, non è parva materia perché a fronte dei circa 800 mila euro all’anno previsti dalla vecchia convenzione, come detto non applicabile, il Calcio Napoli dovrebbe versare al Comune, applicando le citate tariffe, circa 3 milioni di euro all’anno che, ovviamente, sono ben al di sotto dei circa 7 milioni che incassa il Comune di Milano per l’uso del Meazza, ma che comunque sono l’unico riferimento applicabile. Spero, quindi, che l’Amministrazione ed il Calcio Napoli si facciano carico della questione nei giusti termini, evitando di incorrere di nuovo nella incresciosa vicenda del febbraio 2014 che ha visto l’intervento della Corte dei Conti con l’ordinanza n.163.2014 (clikka), all’esito della quale il Calcio Napoli ha versato al Comune la somma di 6 milioni 230mila.

In definitiva se non si parte dai reali termini della questione non credo si troverà mai la soluzione che è fondamentale affinché la squadra possa avere lo stadio che si merita.

Gli atti del bilancio previsionale 2014 del Comune di Napoli

dissestoE’ un po’ di giorni che, sui giornali, si discute del bilancio previsionale 2014 e devo dire che quest’anno gli atti contabili approvati in luglio ed agosto dalla Giunta sono assolutamente corposi poiché si completano, finalmente, anche dei bilanci delle società partecipate e della delibera, con relativi allegati, di approvazione dei debiti fuori bilancio nonché di una serie di delibere che vale la pena studiare. E’ chiaro che una tale produzione di documenti, credo sia il frutto del lavoro che ha svolto la Corte dei Conti che con lente di ingrandimento ha esaminato gli atti contabili del Comune di Napoli come non si era fatto mai fino ad ora.

Sono interessanti le delibere collegate al Bilancio previsionale 2014 che finiranno per incidere sulla carne viva dei napoletani e che riguardano: 1) le modifiche al regolamento IMU, 2) la determinazione delle aliquote IMU, 3) il regolamento della disciplina dell’UIC, 4) la determinazione delle aliquote TASI, 5) il regolamento sulla imposta di soggiorno, 6) la determinazione delle tariffe della imposta di soggiorno, 7) la determinazione del prezzo delle aree e dei fabbricati che potranno essere cedute a terzi, 8) la delibera del rendiconto di gestione 2012, 9) la delibera del rendiconto di gestione 2013, 10) la relazione sui DERIVATI, 11) i parametri del DEFICIT 2013, 12) il programma triennale dei lavori pubblici 2014/2016. Non c’è che dire credo che il consiglio comunale questa volta durerà diversi giorni e diverse notti!

Nell’ottica della trasparenza e della condivisione, metto a Vostra disposizione tutti gli atti di bilancio che ho provveduto a caricare sul server. Mi farebbe piacere se vi fosse qualche anima di buona volontà disposta ad esaminarli per un confronto visto che tra circa 20 giorni gli atti dovranno essere votati in consiglio.

In questi momenti penso a quanto i politici italiani siano stati miopi a non conservare una classe dirigente in grado di fare squadra in circostanze come queste. Mi immagino un partito che sia di supporto con studi ed approfondimenti ai propri rappresentanti nelle istituzioni ed, invece, assisto puntualmente a consiglieri che in ordine sparso votano svogliatamente atti dei quali forse non hanno manco letto la prima pagina! Al contrario di quello che si potrebbe pensare l’Italia muore per la mancanza di partiti veri. Ecco gli atti:

Bilanci delle società partecipate (clikka)

Bilanci previsionali delle Municipalità (clikka)

Delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio con allegati (clikka)

delibere collegate al bilancio previsionale 2014 (clikka)

delibera e schede tariffe servizi a domanda individuale 2014 (clikka)

relazione previsionale e programmatica con schede (clikka)

per accedere a tutti gli atti del bilancio clikka

Intanto Vi incollo le prime considerazioni che ci sono pervenute sui debiti fuori bilancio:

“E’ stata approvata finalmente in giunta la delibera relativa al riconoscimento dell’ultima tranche dei dfb del 2013 (1-11/31-12 2013).
Già in occasione dell’approvazione del rendiconto 2013 avevamo accennato al fatto che appariva singolare la presentazione di un consuntivo che non tenesse conto di tutti i debiti fuori bilancio originatisi nell’esercizio…

D’altronde – comunque – secondo l’impostazione dell’amministrazione ciò avrebbe avuto un rilievo meramente ricognitivo, non contabile in quanto anche la prima tranche di debiti (relativa al periodo 1-1/31-10 2013) era stata fatta gravare (con la scusa del plafond stabilito nel piano di riequilibrio) su esercizi futuri!!!

Infatti va sottolineato che “l’importo dei dfb rilevato nei primi dieci mesi del 2013 è di poco più di 64 mleuro. Di cui circa 35 riferibili alla lettera a) dell’art. 194 comma Tuel (cioè spese per sentenze) e circa 29 mleuro riferibili alla lettera e) (cioè spese in violazione dei procedimenti contabili)… i 64 milioni sono stati spalmati in 3 anni (0.7 milioni nel 2014; 29,3 milioni 2015 e 33,1 milioni nel 2016); un milione è stato coperto con residui 2013”.

Pertanto già oltre 62 mleuro erano stati “allontanati” sugli esercizi 2015-2016 (alleggerendo non solo il bilancio 2013 – cioè l’esercizio dove andavano correttamente imputati – ma anche il 2014). Adesso, secondo la delibera di proposta al consiglio 626 del 21-7-2014, la giunta propone di far gravare per 19,56 mleuro (cioè la quasi totalità della massa rilevata nell’ultimo bimestre dell’anno, tranne 0,35 mleuro gravanti su residui) i debiti fuori bilancio addirittura sul 2017!!!

In questo caso si tratta non soltanto di una scorrettezza formale ma anche politica: infatti non solo si posticipa arbitrariamente una spesa che pertiene con tutta evidenza all’esercizio 2013, ma addirittura si ipoteca il bilancio relativo a un esercizio ricadente al di fuori dello stesso mandato del sindaco.

Altre due considerazioni che richiedono attenzione:
1) come già notato in occasione della prima ricognizione 2013, non sono stati rispettati i termini stabiliti dall’art. 194 TUEL e dal corrispondente articolo del regolamento di contabilità per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio (questo fatto viene addirittura rilevato dal collegio dei revisori…).
2) il rinvio ulteriore al 2017 per la procedura di impegno, liquidazione e pagamento dei creditori delle diverse partite riconosciute come dfb rende del tutto aleatori gli equilibri di bilancio dell’esercizio in corso in quanto non si tiene conto degli oneri di giustizia e degli interessi che per consapevole scelta discrezionale dell’amministrazione si genereranno nel corso dei prossimi anni fino a quando, finalmente, i creditori saranno soddisfatti. Il provvedimento, pertanto, potrebbe esporre anche ad eventuali responsabilità di funzionari e amministratori; per i funzionari in particolare, in questo caso va considerato che è pienamente operante il comma 2 dell’art. 9 D.L. 78/2009.

Infine permane il “mistero” del maxi-debito ubi factor-elektrica (circa 18,5 mleuro), emerso con una sentenza del consiglio di stato e riconosciuto dalla giunta il 19 dicembre 2013 insieme alla ricognizione dei primi dieci mesi, di cui non si è sentito più parlare”.

“La Grande Bellezza” dei Consiglieri Regionali

maialiinfestaIl tema ha investito tutti i consigli regionali. In Campania sono tre giorni che la questione è trattata dai quotidiani poiché sono scattati gli inviti a dedurre della Corte dei Conti ai consiglieri pescati con le dita nella marmellata. Nella marmellata pare ci sia finito anche il presidente caldoro ed il suo fido consigliere gennaro salvatore agli arresti domiciliari.

La notizia buona, che occorre mettere in risalto, per conservare una speranza, è che su 60 consiglieri solo due hanno potuto dimostrare di aver speso i fondi economali per attività istituzionale. I due, a questo punto, eroi, sono Roberto Aveta di Forza Campania ed un consigliere  di NCD appartenenti, quindi, a due forze politiche lontane da me, ma ai quali per la evidente distorsione del sistema, vanno fatti i complimenti. Questi, infatti, non si sono trincerati dietro l’insulsa scusa della mancanza dell’obbligo di rendicontazione.

Tutti gli altri consiglieri, infatti, fanno fronte comune dicendo che non c’era l’obbligo di rendicontare. Tremilioni e mezzo di euro, anno 2011/2012 che, secondo i consiglieri regionali, dovrebbero essere considerati un regalo che i cittadini campani hanno voluto fare a loro ed alle loro felici e grasse famiglie. Credo che questa tesi la si dovrebbe spiegare anche ai tanti lavoratori delle partecipate regionali che non prendono lo stipendio ovvero agli ormai cronici inoccupati BROS.

Anche sulla base della legislazione europea credo, invece, che occorra sempre rendicontare quando si maneggia danaro pubblico ed in ogni caso seppure fosse valida la tesi sostenuta, mi chiedo se questa “scusa” sia idonea ad assolvere politicamente consiglieri regionali che con i nostri soldi si sono comprati cravatte, gioielli, pagati la TARES di casa dicendo che era la sede politica, mutande verdi, il banchetto di nozze del figlio etc etc., distraendo queste importanti risorse all’evidente bisogno di buona politica che c’è nel Paese.

Mi chiedo, infatti, se i tanti militanti di sinistra e di destra che frequentano le sezioni (quelle poche rimaste), avranno mai visto un euro di questi tremilioniemezzo. Questi soldi  li si sarebbe potuti utilizzati per fare scuole di politica e di amministrazione, per la sensibilizzazione dei cittadini ai temi della politica regionale, per fare studi sociologici etc etc. Ebbene, credo che possiamo con buona approssimazione dire che a questi ragazzi è molto probabile non sia arrivato un euro.

Un giovane antropologo tedesco, che ho recentemente conosciuto, è in Italia da oltre un anno per fare uno studio sulla popolazione napoletana, grazie ad una borsa di studio data da un partito politico tedesco. E’ altamente probabile che le capre/politici del nostro paese una cosa del genere forse non se la riescono neppure ad immaginare. I consiglieri italiani non vanno più in là delle mutande verdi, della stecca di sigarette, di gioielli etc etc.

Una realtà amaramente rappresentata da Sorrentino nella Grande Bellezza. Un paese decaduto che campa sul nulla e sulle feste di maiali che indossano teste di maiale per divertirsi (Corriere della sera clikka).

Vedremo se questa gente che oggi occupa anche posti di sottosegretari di stato avrà la sensibilità di dimettersi.

Da Repubblica Napoli del 09.03.2014

Corte dei Conti del 09.03.2014

DARIO DEL PORTO

LE NOTIFICHE non sono ancora concluse, le schermaglie fra accusa e difesa però sono già iniziate. «Mi lascia molto perplesso la formulazione dell’accusa da parte della Procura regionale della Corte dei conti», commenta l’avvocato Vincenzo Maiello, legale di tre dei 60 consiglieri regionali destinatari dell’invito a dedurre firmato dalla magistratura contabile nel filone riguardante le spese per attività istituzionali rimborsate nel periodo 2011-2012. Anche l’avvocato Alfonso Furgiuele, che assiste il governatore Stefano Caldoro e i consiglieri Gennaro Salvatore (quest’ultimo indagato anche nell’indagine penale e da alcuni giorni agli arresti domiciliari) Sandra Lonardo e Fulvio Martusciello, parla di «ipotesi d’accusa forzata». E spiega: «La legge non prevedeva in capo ai consiglieri l’obbligo di rendicontazione di quelle spese. Questi rimborsi non vanno confusi con quelli erogati dal fondo comunicazione, dove era richiesta la documentazione giustificativa. Al contrario, nel caso delle attività istituzionali al consigliere può essere solo chiesto di chiarire se la spesa era compatibile con le funzioni previste».

La Procura regionale della Corte dei conti è invece di parere diverso. «La circostanza di non essere tenuti a fornire alcuna giustificazione della spesa — si legge nelle motivazioni dell’invito a dedurre firmato dai pm contabili Pierpaolo Grasso e Ferruccio Capalbo — non esime gli utilizzatori dall’impiegarli solo per le specifiche finalità previste dalla legge e, conseguentemente, di essereobbligati a dimostrare la conformità delle spese effettuate alla finalità della legge stessa». Solo 4 consiglieri, fra i quali Roberto Aveta del gruppo Forza Campania e il capogruppo di Ncd Ugo De Flaviis, avevano rendicontato le spese e non sono stati raggiunti dall’avviso che è stato notificato dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Ora gli interessati hanno 30 giorni di tempo dalla notifica per presentare la documentazione o chiedere interrogatori, poi la Procura regionale avrà 120 giorni per chiedere il giudizio. Caldoro su Facebook ribadisce: «Presenteremo tutte le carte. Abbiamo drasticamente ridotto i costi della politica ed eliminato i benefit. Pochi nel Paese hanno avuto il nostro stesso coraggio».

Ma il ragionamento della Procura contabile non convince l’avvocato Maiello, che argomenta: «In questo modo si verifica un singolare rovesciamento dell’onere della prova. La stessa Procura regionale della Corte dei conti riconosce che la legge escludeva esplicitamente l’obbligo di rendicontazione. Una eventuale utilizzazione per fini diversi dall’interesse pubblico deve essere dimostrata dalla pubblica accusa». A sostegno delle proprie tesi, la Procura ricorda una recentissima sentenza della Corte costituzionale che sancisce l’obbligo di rendicontazione, per chi gestisce denaro pubblico. «Ma ci vuole cautela — replica l’avvocato Maiello — prima di chiamare in causa soggetti per fatti avvenuti quando questo obbligo non esisteva e per giunta non si era ancora formata una giurisprudenza sul punto».

Sul tema vedi anche:

scandalo in regione campania cosa dovrebbe fare la politica clikka

Dissesto del Comune di Napoli: Le motivazione della Corte dei Conti

comunePer una reale comprensione dei problemi che affliggono Napoli e la sua amministrazione ecco le motivazioni della Decisione della Corte dei Conti con la quale è stato bocciato il piano di riequilibrio del Comune di Napoli aprendo la strada al Dissesto. Il documento è corposo ci è stato notificato qualche ora fa e lo studio credo sarà faticoso. Come al solito chiedo alle anime di buona volontà di dare una mano a capire ed a collaborare. Sono 101 pagine di dati, tabelle e considerazioni. Credo sia la fotografia dello stato delle casse comunali che, voglio precisare, non sono che in minima parte attribuibili a questa amministrazione. Occorre, però, che politicamente ci sia la capacità di analizzare ciò che è accaduto affinché si sappia chi ha amministrato bene e chi ha amministrato male (forse tutti male) e si capisca quali sono le azioni di buona amministrazione che oggi sono necessarie più che mai.

Ecco il provvedimento integrale:

 Deliberazione n.12-2014 della Corte dei Conti PARTE 1 (clikka)

Deliberazione n.12-2014 della Corte dei Conti PARTE 2 (clikka). Ora l’ho finito di leggere. Per chi non ha tempo e vuole andare al nocciolo del problema può leggersi le considerazioni conclusive da pag. 104 in poi della seconda parte. La descrizione è amara, puntuale e stringente. L’analisi ci fa capire che per lo meno dal 2008 ci hanno preso in giro: capacità di riscossione ridicola, crediti inesigibili non ritenuti tali …. è da leggere con attenzione è un pezzo della storia di Napoli dalla quale nessuno si può tirare indietro perché è stata fatta da amministratori più volte riconfermati ai cittadini!

A proposito di buona amministrazione e Corte dei Conti è di oggi il sequestro dei conti correnti del Calcio Napoli per 5 milioni di €. da parte della Procura Regionale della Corte dei Conti, che ha aperto un procedimento sui rapporti tra società ed amministrazione in seguito a quanto è più volte emerso nella commissione impiantistica sportiva che presiedo ed alle numerose sollecitazioni di Ricostruzione Democratica a portare all’incasso i canoni di concessione non pagati. E’ stata una giornata faticosa!

Il Tg Campania sul sequestro al Calcio Napoli (clikka)

La Corte dei Conti … che non tornano al Comune di Napoli

comuneE’ di ieri (20.01.2014) la notizia che la Corte dei Conti non ha approvato il Piano di riequilibrio finanziario adottato dal Comune di Napoli aprendo, quindi, le porte al dissesto dell’ente.

Avverso tale decisione il Comune ha annunciato di ricorrere alle Sezioni Riunite della Corte dei Conti che potrebbe ribaltare la decisione dei magistrati contabili Napoletani.

Siamo in attesa del deposito delle motivazioni, ma chi volesse farsi una idea potrà comunque leggere l’ordinanza della Corte dei Conti del 07.01.2014 (clikka) alla quale il Comune ha replicato con la memoria del 14.01.2014 (clikka). Dal raffronto dei due atti credo si possano iniziare a trarre delle previsioni su quali potrebbero essere le motivazioni.

Avviso per la lettura: l’ordinanza della Corte dei Conti è 110 pagine ma quelle interessanti sono da pagina 91 in poi dove potrete trovare la parte dell’analisi delle criticità. Mi farebbe piacere avere delle osservazioni o dei commenti su atti così complicati da studiare, almeno per me.

Ad ogni buon conto, è il caso di dire, è interessante la dichiarazione apparsa sulle pagine del Mattino di oggi (21.01.2014) dove il “Procuratore Generale della Corte dei Conti, Tommaso Cottone, che fa parte di un altro ufficio rispetto alla sezione di controllo nel pieno rispetto della funzione dei colleghi qualche riflessione la concede: <<Una decisione, quella dei colleghi della sezione di controllo, che mi meraviglia il Comune per quello che so ha davvero fatto un piano molto impegnativo. Ha ereditato una situazione pesantissima>>”. Sembra quasi ci sia una profonda diversità di vedute tra l’ufficio inquirente della Corte e quello di controllo.

Spero non si giunga al dissesto e che si trovi una soluzione diversa poiché assisteremmo ad un giro di vite che potrebbe strangolare le fasce più deboli dei napoletani, con i tagli ai servizi, l’aumento delle tasse e la riduzione dei salari e dei lavoratori. Speriamo bene ….

Ecco la conferenza stampa dell’Amministrazione sulla decisione della Corte dei Conti. Potrete sentire gli argomenti offerti in difesa dal Sindaco e dall’Assessore e vedere se hanno dato le giuste risposte alle censure della Magistratura Contabile:

Ricostruzione Democratica sulle maestre a sostegno della giunta De Magistris

riccioTrascrivo il post dell’ex assessore Marco Esposito che leggo oggi su FB, ed incollo in calce i link dei post che scrissi all’epoca in favore dell’amministrazione De Magistris che  ebbe il merito di adottare la difficile scelta, da noi sostenuta sin dall’inizio (senza se e senza ma!) e che portò alle dimissioni del Direttore Generale Silvana Riccio che si rifiutò di firmare i contratti di assunzione a tempo determinato delle circa 300 maestre. Ciò a dimostrazione del fatto che noi di Ricostruzione Democratica non abbiamo preconcetti ma preferiamo scendere nel merito delle questioni e siamo pronti ad assumerci le responsabilità, (e, come qualcuno dice, a sporcarci le mani) avendo studiato e compreso bene le questioni nell’interesse dei cittadini! 

Marco Esposito

CORTE DEI CONTI: GIUSTO ASSUMERE LE MAESTRE
La Corte dei Conti della Campania ha stabilito che il Comune non ha commesso alcun reato nell’assumere le 282 maestre all’inizio dell’anno scolastico 2012-2013, nonostante il quel momento sul Comune di Napoli vigesse il divieto di assumere chiunque, quale penale per aver superato nel 2011 il tetto del 50% alla spesa per il personale tra ente centrale e partecipate. La certificazione del superamento del tetto del 50% era arrivata a giugno 2012 e aveva portato, tra le diverse conseguenze, l’impossibilità di rinnovare contratti a termine per dirigenti e tecnici, che a luglio lasciarono in massa il Comune.

Subito dopo, nel settembre 2012, scoppiò il caso delle maestre a termine, quelle che vengono assunte anno per anno, e ci fu uno scontro fortissimo tra chi, come il direttore generale Silvana Riccio e i dirigenti comunali del ramo, sosteneva che il vincolo alle assunzioni non fosse superabile in alcun modo, e chi, con in testa il sindaco Luigi de Magistris, voleva assumere le maestre anche per affermare il principio che un diritto costituzionalmente garantito, come l’istruzione, non può essere impedito da una sanzione.

La Riccio prima si dimise, poi ci ripensò e fu allontanata, quindi si è rivolta a un avvocato e ha fatto causa al Comune. Al suo posto fu nominato Attilio Auricchio e le 282 maestre furono assunte (a termine).

La Corte dei Conti, ovviamente, ha aperto un’inchiesta e in pratica ha osservato che ci sono momenti in cui – quando amministri una città – come ti muovi sbagli: se assumi le maestre violi la legge, se non le assumi offendi la Costituzione e i cittadini che ti hanno eletto per amministrare. La Corte dei Conti della Campania ha dato ragione a de Magistris (e alla sua giunta).

La nostra delibera, del resto non era scritta a casaccio: la spesa per l’assunzione delle maestre era ammortizzata da altri risparmi e motivata con l’oggettiva impossibilità di garantire il servizio di asilo a tempo pieno in altra maniera.

Adesso mi auguro che l’intervento della Corte dei Conti sia l’occasione per riflettere tutti non tanto sulle difficoltà nelle quali si è trovato a operare de Magistris (quelle la città le conosceva, altrimenti non lo avrebbe eletto) quanto nel coraggio mostrato lavorando ai limiti della legge, pur di garantire la città. L’immagine di una Giunta impegnata a organizzare feste e festicciole mentre la città affonda, francamente, è lontanissima dalla realtà.

riccio e la tagliola del patto di stabilità (clikka)

asili maestre e direttore generale (clikka)

la revoca dell’incarico al direttore generale (clikka)

maestre e refezione nel comune di napoli (clikka)

Bilancio Consuntivo 2011 il Parere del Collegio dei Revisori

Già ho indicato le delibere di proposta al consiglio del rendiconto consuntivo 2011 e di ricognizione dei debiti fuori bilancio in un altro post (clikka) che saranno al vaglio del Consiglio Comunale il 29 ed il 30 p.v., di seguito riporto il parere del Collegio dei Revisori sul consuntivo 2011 che ovviamente ha un disavanzo tale che in caso di mancata adesione alla procedura di predissesto di cui al D.L. 174/2012 scatterebbe l’obbligo per il consiglio comunale di dichiarare il dissesto. Il consuntivo come ho già detto dovrebbe aver subito una tale quantità di controlli che oggi possiamo dire che è stata fatta una vera e propria “operazione verità” sui conti del Comune. La sfida è il piano economico/finanziario che ci aspetta per aderire alla procedura di predissesto che sarà soggetto al vaglio della Corte dei Conti in sede di controllo. Il tema non è assolutamente da sottovalutare perché si parla della carne e del sangue dei napoletani.

Ieri facevo una riflessione, mentre guardavo Monti da Fazio: in un Comune che ha un bilancio di circa 4 miliardi di euro non ci possiamo permettere di avere consiglieri non all’altezza di capire cosa si sta andando a votare, forse, inizio a pensare che fino ad oggi si è votato di tutto proprio per questo. Forse l’unico merito che dovremmo riconoscere all’attuale classe dirigente di Governo è quella, spero, di aver alzato l’asticella delle competenze. Non ci possono essere politici non in grado di capire la complessa macchina amministrativa che dovrebbero guidare o controllare né in grado di conoscere neppure l’abc del diritto amministrativo. Spesso mi allungo in disquisizioni che tra competenti avrebbero l’attenzione di quattro parole: “non si può fare”. Dal contenuto altamente tecnico degli atti che vi posto si capisce bene questa cosa. Forse, sarebbe il caso di pretendere che i partiti impieghino i soldi dei rimborsi elettorali in scuole di politica ed amministrazione con esami finali, anziché in primarie di partito o di coalizione.

Parere del Collegio dei Revisori sul Rendiconto Consuntivo del 2011

Tabella delle società partecipate

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