Sui biglietti per lo Stadio del Comune indaga la Procura

stadioOggi leggo di una indagine, sostanzialmente chiusa, circa la gestione dei biglietti per accedere allo stadio San Paolo che sono assegnati per contratto al Comune di Napoli e che vede imputati l’ex assessore tommasielli ed un suo staffista. Della questione ne ho parlato tante volte anche con altri consiglieri, tanto che con nota del 07.11.2013 ho chiesto la visione e consegna degli elenchi dei nominativi dati alla SSCN nonché la comunicazione dei criteri relativi alla loro assegnazione. Solo il 20.11. u.s. mi è giunta la nota che vi allego (clikka) che, paventando tutta una serie di ragioni, circa la riservatezza mi invitava a fare un’altra richiesta che, ovviamente, ho fatto senza avere ancora riscontro. E’ chiaro che sulla privacy sono d’accordo solo che in questo caso credo che prevalgano le prerogative del Consigliere Comunale che è, ovviamente, anch’egli tenuto al riserbo.
Credo che le cose che vengono riportate oggi dai giornali non debbano accadere e spero che al giudizio si accerti che non è stato commesso alcun reato. Posso, però, dire che la questione dei biglietti per le partite è ritenuta, in modo diffuso per la politica cittadina, un sistema per fare “consenso”. La cosa che mi ha spinto a chiedere gli atti è stato un episodio che ho anche raccontato ad un dipendente del cerimoniale che, credo valga la pena raccontare anche per la reazione imbufalita del dipendente stesso che si è sentito molto offeso … non capisco perché. Dunque: “Una sera in fila per l’accesso alla tribuna autorità per Napoli / Juventus, parlo con un ragazzo a cui chiesi come mai era in file? Egli mi rispose che aveva il biglietto acquistato e che l’aveva pagato 250,00 €. Chiesi al ragazzo che era strano che si vendessero i biglietti della Tribuna Autorità e questi mi rispose che erano i biglietti del Comune. Alla mia ennesima domanda per sapere chi glieli avesse venduti questi mangiò la foglia ed evito di rispondere”.
Raccontai la storia la sera stessa a qualche altro consigliere ma non ad un responsabile del cerimoniale purtroppo a cui l’ho raccontata dopo. Capisco il motivo della reazione del dipendente che si è sentito forse accusato e che giustamente mi rispose che se mi fossi rivolto a lui avremmo accertato subito la cosa risalendo al responsabile (non ci pensai). Lo stesso dipendente giustamente mi fece notare che una cosa del genere ben potrebbe accadere con responsabilità di un consigliere il quale potrebbe dare dei nominativi di persone a cui ha già venduto i biglietti … e questo è pure vero… Ancora oggi non capisco “l’imbufalimento” del dipendente ….
Da Corriere del Mezzogiorno di oggi 21.12.2013
«Tommasielli, falsi dati per avere i biglietti del Napoli»
 Chiuse le indagini sull’ex assessore: «Ticket a figli e amici» Al vicesindaco Sodano contestata la consulenza a un’amica
 NAPOLI — L’8 marzo 2013, in occasione di Napoli — Juventus, Mariangela, figlia dell’ex assessore allo Sport del Comune di Napoli Giuseppina Tommasielli, risultava studentessa dell’Istituto comprensivo «Aganoor — Marconi» di Piscinola. Il 21 febbraio dell’anno precedente e il 22 novembre del 2011, invece, la giovane era inclusa negli elenchi del liceo classico «Sannazaro», mentre il fratello Dominique una volta in quelli della IX municipalità, l’altra in quelli dell’Ipia «Sannino» di Barra. Sfruttando una convenzione stipulata nel 2005 tra il Comune e la Società Calcio Napoli, infatti, l’ex assessore, secondo l’accusa, faceva entrare gratis chi voleva nelle tribune del San Paolo. Per questa vicenda ora rischia il processo: un avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato a lei e al suo ex staffista Fabio Mangieri. Il procuratore aggiunto Giovanni Melillo e i sostituti Luigi Santulli, Danilo De Simone, Maria Sepe e Ida Teresi ipotizzano nei loro confronti i reati di peculato e sostituzione di persona.
La vicenda rientra in una più ampia inchiesta sul Comune che vede indagata la stessa Tommasielli anche per truffa a proposito delle multe annullate alla sorella e al cognato (in concorso con Mangieri e il funzionario Antonio Russo) e il vicesindaco Tommaso Sodano indagato per abuso di ufficio e falso per la consulenza affidata alla docente dell’Università di Bergamo Maria Cristina Roscia (in concorso con il dirigente Giuseppe Pulli).
Le vicende delle multe e della consulenza erano note. Si conoscono ora, invece, i dettagli sull’elargizione dei biglietti omaggio per lo stadio. Secondo la ricostruzione dei pm, Giuseppina Tommasielli, tramite Mangieri, me procurò a familiari e amici, facendo risultare tutti, giovani e meno giovani, studenti di scuole napoletane. Le date di nascita venivano alterate e il Napoli, ignaro, forniva ingressi omaggio anche a chi le scuole le aveva lasciate da un pezzo o non le aveva cominciate ancora. Ecco qualche esempio: in occasione di Napoli — Milan del 17 novembre 2012, Armando e Gianluca B., due gemelli nato il 30 ottobre 2000, risultavano invece nati il 2 maggio 1983 e il 23 gennaio 1990. I due gemelli, scrivono i pm, «risultano inseriti negli elenchi di 16 incontri casalinghi del Napoli, ogni volta con la data di nascita alterata ed indicati come appartenenti ad istituti scolastici sempre diversi». In occasione della stessa partita, Antonio M., Marida M. e Marzia M., verosimilmente un papà e le sue due figlie, nati rispettivamente il 20 febbraio 1951, il 24 settembre 1986 e il 12 febbraio 1991, risultavano invece nati lo stesso giorno e mese, ma qualche anno dopo: rispettivamente il 20 febbraio 2001, il 24 settembre 2006 e il 12 febbraio 2001. L’avvocato Domenico Ciruzzi, che assiste l’ex assessore, non entra nel merito ma commenta: «Leggeremo gli atti, con l’auspicio di dimostrare l’assoluta estraneità della Tommasielli ai fatti contestati». Ciruzzi ricorda anche che, prima che Tommasielli si insediasse a Palazzo San Giacomo, nessun assessore aveva fatto valere quella convenzione, ottenendo migliaia di biglietti gratis per gli studenti napoletani. L’indagata avrà ora 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentita o depositare una memoria difensiva. Ha già deciso di sottoporsi a un nuovo interrogatorio Tommaso Sodano, che è difeso dall’avvocato Francesco Picca. In attesa di decidere se chiedere o meno di stralciare alcune intercettazioni ritenute ininfluenti ai fini dell’accertamento dei fatti, il vicesindaco ribadisce di non avere interferito sull’assegnazione dell’incarico a Maria Cristina Roscia, dal momento che la decisione, a suo dire, fu presa dal dirigente Giuseppe Pulli, cui la legge affidava questo potere. In ogni caso, fa osservare ancora Sodano, la Roscia, persona di grandi capacità, «ha svolto la prestazione di servizi con risultati tangibili».

Mozione di Sfiducia alla assessora Tommasielli

tommasielliIeri (09.09.2013) è stata consegnata al Consiglio Comunale la mozione di sfiducia alla assessora Giuseppina Tommasielli che reca nove firme. Le ragioni sono ben spiegate nella mozione stessa. La discussione della mozione è stata messa all’ODG del Consiglio Comunale del 16 settembre p.v. Ora si vedrà se anche il Consiglio eserciterà il “potere” del perdono che da sindacale potrà essere anche consiliare se verrà respinta.  Buona lettura:

CONSIGLIO COMUNALE DI NAPOLI

MOZIONE DI SFIDUCIA

ai sensi dell’art. 54 del regolamento consiliare
all’Assessore allo Sport, Sanità e Pari Opportunità, Giuseppina Tommasielli

 Premesso che:

 1. – Dall’esame degli atti amministrativi compiuti dai sottoscritti consiglieri si può dire che la promozione dello sport a Napoli è pressoché inesistente;

2. – Parte rilevante dell’impiantistica sportiva versa in un stato di degrado e di abbandono;

3. – Dieci domande di finanziamento relative a progetti di ristrutturazione di altrettanti impianti sportivi cittadini presentate dall’amministrazione alla Regione Campania sono state rigettate perché le domande erano inammissibili per mancanza di documentazione;
4. – Nonostante siano stati contratti mutui nel 2009 per la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di  impianti sportivi  individuati nei quartieri di periferia, a distanza di oltre due anni non sono ancora partite le procedure di gara, anzi le procedure amministrative sono state inspiegabilmente sospese dall’attuale assessore allo sport nonostante il Consiglio Comunale avesse approvato all’unanimità un ordine del giorno, che impediva l’uso della provvista per finalità diversa da quella per la quale i mutui sono stati contratti; 

5. – Nonostante la convenzione CONI per l’uso degli impianti realizzati grazie alla legge 219/1981 sia scaduta ad oggi non si conosce quale sarà il destino dette importanti strutture. Difatti la delibera n. 501/2012 riferita ai soli impianti natatori, viziata da numerosi errori,  non è stata né ritirata né integrata per porre rimedio alle gravissime irregolarità riscontrate anche dalla commissione consiliare competente;

6. – A distanza di oltre due anni di amministrazione non si è provveduto ad adottare alcun provvedimento che consentisse l’efficace, l’efficiente ed economico sfruttamento degli impianti sportivi. Difatti, nonostante le numerose segnalazioni e relazioni fatte dalla Commissione competente si è da ultimo riproposta la medesima  articolazione delle tariffe senza alcuna considerazione dei rilievi eseguiti e tempestivamente comunicati all’ufficio assessorile competente;

7. – L’Assessore allo sport ed impianti sportivi anche in sede di commissione, in particolare su alcuni rilievi riscontrati nella struttura del San Paolo anziché provvedere immediatamente a regolamentare correttamente l’uso differenziato degli spazi si limitava ad affermare la sua completa irresponsabilità per i fatti riscontrati indicando nei dirigenti gli unici responsabili senza però provvedere a sollecitare gli organi amministrativi competenti a ricercare le soluzioni necessarie;

8. – In alcuni casi si è segnalato l’affidamento di strutture sportive senza l’adozione del necessario procedimento di evidenza pubblica. In particolare tali segnalazioni si riferivano sia alla piscina Scandone che al Polifunzionale di Soccavo e non risulta che siano stati adottati provvedimenti in autotutela;

9. – Per la vicenda dell’ippodromo di Agnano nonostante precise domande formulate in sede di commissione l’assessore Tommasielli non ha dato alcuna risposta sulla gravissima situazione segnalata anche dagli argani della procedura fallimentare circa la presenza di 235 cavalli e la produzione di rifiuto speciale proveniente dal letame che poi ha determinato anche l’intervento dell’ASL e della Magistratura competenti;

10. – Per lo Stadio San Paolo l’assessore non ha formulato, nonostante la concessione in scadenza, alcuna proposta per il prosieguo del rapporto con il Calcio Napoli esponendo il Comune al rischio di prosecuzione con convenzione scaduta;

11.- Nello stadio Collana si è segnalato, senza che fosse adottato qualsivoglia provvedimento, l’uso di un impianto di uso delle docce con acqua calda con tessera a pagamento per il quale il comune, da quanto risulta, non percepisce nulla anche per la mancanza di qualsivoglia atto negoziale o procedura amministrativa autorizzatoria;

12. – Sempre nello stadio Collana si è segnalata la realizzazione di un campetto di calcetto mediante la demolizione definitiva del solaio della palestra di basket per la quale si sono richiesti i provvedimenti autorizzatori e/o amministrativi senza avere alcuna documentazione né comunicazione al riguardo;

13. – Del tutto carente si è palesata l’azione dell’assessora sul versante delle pari opportunità. Difatti, nonostante quanto deliberato da questo Consiglio Comunale non vi è stata alcuna implementazione dei servizi per le donne, neppure per quelle vittime di violenza;

– Svariati milioni di euro trasferiti al Comune dalla Regione Campania sono stati utilizzati in attività progettuali che non si sono tradotte in azioni concrete di sostegno alle donne della città. A tutt’oggi, sebbene, siano stati appaltati servizi per alcuni milioni di euro le attività previste sulla carta non sono neppure iniziate a fronte di un termine perentorio di chiusura delle stesse entro il 31.12.2013.

 Considerato che:

 I. – I fatti segnalati sono talmente gravi che non consentono l’ulteriore prosecuzione del mandato assessorile;

II. – L’azione amministrativa posta in essere dall’Assessora in parola appare del tutto inconsistente e di pregiudizio alla città;

III. – I fatti assorti alla ribalta della cronaca cittadina di questa estate, relativi a presunte irregolarità e sviamento dell’azione amministrativa, imputati alla Assessora Tommasielli, per contravvenzioni elevate a suoi stretti congiunti, impongono forti ragioni di opportunità affinché la stessa non permanga nell’ufficio che occupa;

IV. – I medesimi fatti sono stati valutati dai vertici dell’IDV, cittadino, partito di riferimento della medesima Assessora Tommasielli e sono stati ritenuti dagli stessi talmente gravi da non consentire una ulteriore prosecuzione del mandato. Pari valutazione è stata espressa anche dalla Federazione della Sinistra laboratorio per l’alternativa e dal gruppo di Ricostruzine Democratia.

 Tanto premesso i sottoscritti consiglieri a mente dell’art. 54 del Regolamento Consiliare propongono la presente mozione di sfiducia verso la Dott.ssa Tommasielli Giuseppina e sollecitano il Sindaco affinché provveda ad horas alla revoca dell’incarico assessorile.

 I Consiglieri Comunali

Carlo Iannello (RD), Gennaro Esposito (RD),  Vittorio Vasquez (FED), Pietro Rinaldi (FED), Elena Coccia (FED), Antonio Borriello (PD), Elio Izzi (FED), Simona Molisso (RD)  

ha aderito alla mozione anche il Consigliere di IDV Vincenzo Gallotto

L’Italia ha bisogno di giornali responsabili

tommasielliE’ da tempo che rifletto sulla inadeguatezza della qualità dei giornali! Sul caso tommasielli (su cui ieri ho scritto il post l’assessora irresponsabile clikka) ciò emerge in modo emblematico. Dopo la conferenza stampa, infatti, oggi (31.07.2013) nessun articolo nessun giornalista che abbia fatto una analisi della bontà delle cose che l’assessora ha dichiarato di aver fatto come amministratore locale! Nessuno si è preso la briga di verificare se veramente l’assessora si è profusa per riequilibrare i rapporti  tra Comune e Calcio Napoli, nessun giornalista che si sia preso la briga di verificare quale è stata la produzione politico/amministrativa dell’assessora, nessun giornalista che si sia chiesto quali sarebbero questi poteri forti che l’hanno ostacolata (nomi e cognomi), nessun giornalista che abbia avuto lo scrupolo di chiedere come è andata a finire la questione, importante per la città, dell’affidamento degli impianti 219, nessun giornalista che abbia avuto l’idea di capire come sia stato organizzato il sea sport, nessun giornalista che si sia soffermato sulla questione ippodromo, chiedendo di chi sono e chi paga per i 235 cavalli ivi collocati in pensione, nessun giornalista che si è offeso per aver partecipato ad un “comizio stampa” più che ad una conferenza senza la possibilità di fare domande! Credo che possiamo dire che la responsabilità dei giornalisti è pari a quella dei politici e degli imprenditori nello sfascio della società e dello Stato cui stiamo da anni assistendo. I giornali dovrebbero contribuire alla formazione della morale e del senso civico di un paese ma è sempre più difficile trovare giornalisti in grado di entrare e comprendere realmente i fatti che accadono spiegandoli ai cittadini. La ricostruzione della democrazia in un paese passa attraverso un nuovo modo di fare giornalismo che non è quello dello scoop sensazionale ma è quello di iniziare a spiegare puntigliosamente a coloro che vogliono conoscere i fatti come essi realmente stanno con carte e documenti alla mano. Il caso tommasielli a livello locale è solo un caso emblematico di come si fa giornalismo in Italia. Si riportano tesi andando all’attacco della persona appigliandosi alle parole e non ai fatti e sempre più spesso i più bravi sono i freelance pagati con un mezzo piatto di lenticchie ed ai quali non è consentito invadere il campo dei “professionisti della parola scritta”. La cartina di tronasole sta nel fatto che mentre negli altri paesi basta una multa affinché l’opinione pubblica di “scandalizzi” provocando dimissioni a catena  di ministri e premier in Italia invece i potenti della politica si possono permettere anche di mettere su un giro di prostituzione anche minorile senza che si provochi un moto di popolo. Per salvare l’Italia non occorre un salvatore della patria ma che tutti facciano la loro parte!

Quale politica per Napoli?

comunedinapoliIl fuoco di fila sull’amministrazione cittadina è partito da tempo ed in particolare dal dopo voto delle politiche tutti si sentono ringalluzziti e legittimati a parlare. Esponenti politici delle passate amministrazioni ed esponenti del mondo della cultura che sono stati vicini a queste ultime trovano ampi spazi sui giornali per dispensare consigli. La cosa non mi va proprio giù! Io con i compagni del gruppo Ricostruzione Democratica abbiamo dato sempre un contributo critico e di studio su fatti ed atti precisi in consiglio comunale, riscontrando il silenzio diffuso di questi “grilliparlanti” ed uscendo spesse volte sconfitti da una maggioranza prona ai “capricci” del Sindaco. In ogni caso credo sia un errore contribuire ad un’opera di distruzione volta unicamente a rilegittimare chi ha già sbagliato in passato per quello che ha fatto o non ha fatto! Occorre guardare avanti ma anche “guardarsi alle spalle”! Occorre selezionare e valutare esperienze passate ed uomini passati, sarebbe un errore non farlo! Per quello che posso conoscere in virtù della esperienza di quest’ultimi due anni di presidenza della Commissione Sport, trovo un certo disagio a leggere le dichiarazioni dell’ex assessore allo sport, alfredo ponticelli, che si unisce all’appello del prof. galasso e parla di nuovo civismo e di un contenitore che vada oltre la sinistra e la destra. Spero non faccia sul serio e che il Segretario Gino Cimmino del PD, pure intervistato nell’articolo, non stia a sentire queste sirene se non vuole che il PD scompaia dalla città. Ebbene, credo che un ex assessore prima di dare consigli debba dare risposte sul suo operato e chiarire alla città quali principi di buona e corretta amministrazione abbia adottato nell’azione amministrativa. Ad esempio spieghi Ponticelli quali criteri abbia adottato nei rapporti con il Calcio Napoli e del debito che è stato accumulato negli anni dalla società sportiva verso la quale, l’ho detto più volte, l’amministrazione, anche questa, ha avuto sempre una sorta di “timor reverentialis”. Inoltre, dovrebbe spiegare l’ex assessore il perché le poche risorse siano state impiegate per lo più per “abbellire” impianti in “quartieri in” mentre altri impianti di altri quartieri meno “in” sono stati abbandonati alla buona volontà dei concessionari. Dovrebbe spiegare l’ex assessore, e queste sono domande che ho rivolto anche alla attuale assessore, il perché ci sono impianti ad altissima redditività, come la piscina Acqua Chiara del Frullone, quella Poerio del corso Vittorio Emanuale, l’Aquila di Secondigliano, ma anche le palestre dello stadio San Paolo (oggetto di una mia recente ispezione (clikka) che versano alle casse del comune quattro spiccioli, rispetto agli incassi di decine di migliaia di euro mensili che i titolari conseguono. Non conosco personalmente l’ex assessore ponticelli ma ho avuto modo di riscontrare in un certo qual modo la sua azione amministrativa e di farmi qualche domanda a cui non so ancora rispondere, ma sono fermamente convinto che la città non abbia bisogno di una “restaurazione” ma di uno slancio amministrativo quotidiano, ordinario, serio e concreto che certo non può essere assicurato da chi ha avuto un ruolo nelle passate amministrazioni, a meno che non dimostri con i fatti ed i documenti alla mano, senza silenzi assordanti quali risultati la città ha conseguito grazie al suo lavoro!

Dal Corriere del Mezzogiorno di oggi 7.4.2013

Cimmino: nuova fase. Laboccetta: largo alla società civile Ponticelli: sì all’appello di Galasso, serve ricompattarsi.

NAPOLI — Luigi de Magistris, come Diogene, ora con la sua lanterna cerca l’uomo. Anzi, più d’uno: basta che siano incorruttibili ma pronti a dargli una mano per andare avanti. E sebbene annunci che a fine aprile offrirà la cittadinanza onoraria al leader palestinese Abu Mazen, sarebbe pronto a far sconti «a chi non la pensa» come lui. Lo ha detto ieri: «In queste settimane — ha sottolineato — ho dato in questo senso dei segnali che vanno nella direzione di voler allargare l’azione dell’amministrazione anche oltre la mia maggioranza, il mio pensiero e le mie convinzioni radicali. Credo — ha aggiunto — che bisogna aprirsi e cercare di ascoltare anche chi è diverso da me». Un comportamento che il sindaco di Napoli si augura sia messo in atto «anche da altri perché — ha concluso — il muro contro muro non serve a nessuno».

Ieri, dal Corriere del Mezzogiorno, lo storico Giuseppe Galasso è tornato a lanciare un appello alla città perché sappia guardare oltre l’esperienza amministrativa attuale: «Noti, il sindaco — ha scritto Galasso — la forza che sembra vada acquistando l’idea di una lista civica per un ‘‘governo tecnico” della città. Noti la spontaneità con la quale, al di fuori dei partiti, largamente assenti in materia, si va manifestando lo spirito di un civismo non inerte presso i più diversi ambienti cittadini, in una città che non è apparsa toccata come altre dal turbine grillino». Galasso auspica una lista che, tuttavia, «non sia solo l’idea dei circoli ‘‘bene” e di questo o quel salotto cittadino; che sappia ben parlare, oltre alla testa, anche alla pancia dei napoletani; che sappia penetrare nei quartieri più popolari». L’appello di Galasso è fatto proprio dai repubblicani che domani, alle 17,30, all’Hotel Oriente di via Diaz, hanno organizzato un convegno sul tema Napoli, con fiducia oltre la Giunta. Ripensare le politiche della città. Ne discuteranno i docenti universitari Pasquale Belfiore, Tullio D’Aponte, Lucio Palombini, Ernesto Paolozzi con Giuseppe Ossorio, Salvatore Scognamiglio, Pino De Angelis e Salvatore Piro. Introdurrà i lavori l’ex assessore comunale Alfredo Ponticelli. «Aderiamo — spiega quest’ultimo — all’appello del professore Galasso, il quale già dopo il crollo di Riviera di Chiaia e il rogo di Città della Scienza invocò la necessità di una giunta tecnica. Oggi Galasso è tornato, con lo stesso spirito, a chiedere un nuovo protagonismo delle forze sane della città: dai partiti al volontariato, dall’associazionismo alla società civile. È necessario che la società civile si ricompatti. Destra e sinistra sono distinzioni che, nelle condizioni disperate in cui versa Napoli, significano poco, mentre occorre prioritariamente pensare al bene della città e alla sua rinascita».

E se persino Gino Cimmino, segretario provinciale del Partito democratico, si dice d’accordo con le analisi del direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco Demarco (il quale, qualche giorno fa, ha chiesto le dimissioni del sindaco de Magistris) e del professore Galasso, vuol dire che oltre gli auspici si avverte come indispensabile un passo avanti per cambiare registro: «Demarco e Galasso — sostiene il segretario del Pd — ci hanno sottolineato che si è aperta una fase interessante per la vita della città. C’è una nuova consapevolezza, una forte presa di coscienza da parte di ampi settori che ‘‘gridano” l’esigenza che Napoli non sia abbandonata ad un destino di declino e che si produca uno sforzo inedito perché la città si doti di un progetto credibile per il suo futuro, facendo leva sulle sue migliori energie. È giusta l’osservazione di Galasso quando afferma che questo sforzo deve essere perseguito in modo sinergico, tenendo insieme espressioni autorevoli della società civile e della politica; dal cuore di Napoli alle sue periferie. L’invito all’ascolto della città è stato ripetutamente sollecitato al sindaco di Napoli. Per la nostra parte saremo impegnati nei prossimi giorni con l’appuntamento della nostra assemblea provinciale per dare voce a quella esigenza di cambiamento che non può essere più rinviata. Il nostro scopo è quello di definire con chiarezza un quadro di obiettivi perseguibili che possano aiutare la città ad uscire dalle sue profonde incertezze e costruire una credibile prospettiva di futuro insieme a tutte le forze che hanno a cuore il tema della rinascita civile di Napoli». Sembra che la stessa consapevolezza pervada la volontà del Pdl, forza politica che alle ultime elezioni politiche ha dimostrato di mantenere un diffuso consenso popolare. «De Magistris — commenta Amedeo Laboccetta, coordinatore cittadino del Popolo della Libertà — stacchi la spina, si dimetta e arresti così l’agonia alla quale ha costretto Napoli. Il sindaco è un soggetto politicamente pericoloso perché non crede in nulla, tranne che in se stesso. Ora dice addirittura che la Coppa America non l’ha voluta lui. Ma parlano le carte, dalle quali emerge chiaramente la sua ostinazione. L’unica soluzione, ora, è l’autoscioglimento del consiglio comunale. Il futuro? Certamente i partiti hanno commesso degli errori, ma sono necessari. Per questo è indispensabile che quando si andrà a votare alle elezioni amministrative, assieme alle liste ufficiali del Pdl compaiano anche liste civiche, in grado di restituire ai cittadini il dovuto protagonismo attivo».

Piscine Comunali una battuta d’arresto

secondigliano1Stamane (4.12.2012) in Commissione Sport abbiamo trattato ancora una volta il tema degli impianti natatori, di cui al mio precedente post (https://gennaroespositoblog.com/2012/07/24/piscine-la-nuova-regolamentazione/). Poiché in commissione mi erano state segnalate delle incongruenze tra quanto risultava nelle schede tecniche allegate alla delibera 501/2012 e lo stato dei luoghi ho, ritenuto necessario eseguire sette sopralluoghi sulle sette piscine, all’esito dei quali abbiamo ritenuto che non era possibile andare avanti con il bando e l’assegnazione, ma occorreva modificare la delibera 501/2012 poiché non descriveva nel suo complesso dettagliatamente le strutture che nella realtà sono molto più complesse avendo alcune oltre alle vasche anche palestre e campetti. Ho, infatti, constatato che tra le sette piscine ci sono tre strutture l’acqua chiara al frullone, la Poerio al Corso Vittorio Emanuele e quella al Corso Secondigliano che hanno una capacità di reddito assolutamente superiore alle altre ed i valori espressi nelle schede non facevano giustizia di tale differenza. Ho poi constatato che dal 2002 al 2008 il Comune di Napoli ha speso anche somme importanti per le manutenzioni delle piscine giungendo a spendere: 1) 539.000 €. per la Poerio; 2) 270.000,00 €. per l’Acqua Chiara; 3) €. 357.000 per quella in via delle repubbliche marinare; 4) 132.000,00 €. per la Monfalcone; 5) €. 98.000,00 per quella al Corso Secondigliano; 6) €. 99.000,00 per quella di Via Labriola (nella 167); 7) €. 0,00 per quella di via P. Giurleo. Ho anche constatato, purtroppo, che in alcune piscine i prezzi per l’accesso sono assolutamente quelli di mercato mentre i canoni di concessione sono assolutamente irrisori aggirandosi intorno ai 10.000 €.  all’anno per ogni struttura. Inoltre, dalla destinazione “geografica” delle manutenzioni mi sembrerebbe di capire anche in quale “direzione” sia andata la precedente amministrazione che ha finito per finanziare la manutenzione delle piscine più “importanti”. Spero che con la prossima assegnazione si giungerà a creare un maggior equilibrio ed a tutelare meglio il bene e l’interesse pubblico. Oggi il Comune più che negli altri anni deve agire con maggiore perizia e diligenza non ci possiamo permettere di sbagliare, nella crisi le discriminazioni si fanno sentire di più e sono maggiormente odiose, gli amministratori pubblici hanno il dovere di dare conto ai cittadini di ogni euro speso o non guadagnato. Non ci possono essere privilegi né di casta né dovuti a condizioni consolidate. Il compito degli amministratori deve essere quello di spezzare le catene che hanno imbrigliato l’azione amministrativa napoletana per indirizzarla solo ed esclusivamente verso il perseguimento del bene e dell’interesse pubblico, sempre e comunque, questo deve essere l’unico obiettivo di una politica non autoreferenziale ma volta all’amministrazione della cosa pubblica. Speriamo di riuscirci.

Di seguito un reportage fotografico delle piscine:

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