La proposta indecente sullo Stadio San Paolo

CollanaStadioCredo che la gestione dei beni pubblici del Comune di Napoli sia un indicatore della capacità politica ed amministrativa complessiva dell’ente. In più occasioni mi sono occupato dei beni pubblici ed ho avuto modo di capire che il Comune di Napoli, da sempre, è un ente tanto prodigo verso “alcuni privati” che si potrebbe giungere, se fosse possibile, alla sua “inabilitazione” per prodigalità, così come è previsto dal nostro codice civile all’art. 415 per le persone fisiche.

Ho, infatti, più volte sottolineato la grosse storture di beni di elevato pregio concessi a pochi spicci (clikka), ovvero di beni sfruttati da privati addirittura sconosciuti (clikka) al Comune di Napoli seppure in sua proprietà.

Con lo Stadio San Paolo poi si potrebbe scrivere un testo di diritto amministrativo partenopeo tanto è stata ed è singolare la sua disciplina. Ebbene, il prossimo 30 settembre è all’esame del Consiglio Comunale la delibera n. 598 del 14.09.2015 (clikka) con la quale si concede per un altro anno lo sfruttamento dello Stadio al Calcio Napoli, ad un canone che è stato determinato non si capisce bene come, visto che sia il ragioniere comunale, sia il segretario generale hanno manifestato perplessità circa la determinazione degli importi. Chi volesse approfondire potrebbe leggere anche l’Ordinanza n.163.2014 (clikka) della Corte dei Conti Sez.ne Regionale della Campania, unitamente alla delibera del Consiglio Comunale n. 716/2005 (clikka).

Ovviamente io una proposta risolutiva ce l’avrei e l’ho anche indicata al Comune di Napoli attraverso una vera e propria proposta di delibera (clikka) che non toglierebbe 1 €. dalle tasche di De Laurentiis e consentirebbe alla squadra cittadina di continuare a giocare nell’impianto. Come sempre siccome è una buona idea, che farebbe guadagnare al Comune di Napoli un bel po’ di milioni di euro, rispetto ai 650 mila previsti con la delibera n. 598, il comune si guarda bene dal considerarla. Come al solito non ho fatto altro che copiare cosa hanno fatto in altre città europee. Ma Napoli è in Europa?

Ovviamente il tutto si inquadra in una proposta formulata sempre dal calcio napoli con la quale si chiederebbe lo sfruttamento per 99 anni dell’impianto, dietro la promessa di investimenti per 20 milioni di €. In sostanza il buon imprenditore si garantirebbe il terreno di gioco, lo sfruttamento di aree commerciali interne ed esterne e parcheggi per poco più di duecentomila euro all’anno. Basti pensare che i Milanesi incassano oltre settemilioni all’anno dallo sfruttamento del San Siro. Altra domanda: Ma i Milanesi sono meglio dei Napoletani?

per approfondire l’argomento (clikka)

Ovviamente sempre Forza Napoli

Aggiornamento: Credo sia utile poter consultare il parere dei revisori conti sulla delibera (clikka) a cui è seguita una mia richiesta di informazioni Richiesta informazioni (clikka).

Di seguito le proposte di emendamento ed odg che ho elaborato e che sottoporrò al consiglio domani. Segnalo l’emendamento sulla “vendita del nome dello stadio e la sponsorizzazione delle aree esterne” per il quale ho già formulato proposta di delibera (clikka) che ha avuto i pereri (clikka) favorevoli del Servizio PRM del Segretario Generale e del  Ragioniere Generale. Peraltro l’esperienza è buona a Napoli perché con la sponsorizzazione si sono recuperati i fondi per ristrutturare il Ponte di Chiaia (800.000,00 €.), la “Colonna Spezzata di Belen” e la Fontana del Carciofo a Piazza Triete e Trento.

EmendamentoConsumi (clikka)

EmendamentoBouvette (clikka)

EmendamentodelibeSanPaoloAltriSport (clikka)

EmendamentodelibeSanPaoloConcerti (clikka)

EmendamentodelibraPubblicitàEsternaStadio

EmendamentodelibraUsoIndividuale (clikka)

EmendamentoImportoCanone (clikka)

ODGPianodiFattibilità (clikka)

EmendamentoCauzione

EmendamentopolizzaDanni

La quiete dei cittadini e le Piazze Fuori Controllo

insonnia_2Come Cittadino e Consigliere Comunale, seguo da tempo la questione della movida e della quiete pubblica, un tema, che ricorre periodicamente sui giornali cittadini ed in particolare quando si verificano fatti di camorra. Da ultimo leggo con attenzione gli articoli e le lettere su Piazza Bellini, un luogo simbolo della movida, proprio all’esito degli spari di camorra di fine agosto, ampiamente raccontati anche da questo giornale. Ho letto anche della adozione di un autoregolamento degli esercenti riunitisi in consorzio che sarebbe stato depositato presso il Comune di Napoli e che dovrebbe prevedere, proprio per limitare i fenomeni “anomali” e contro il “commercio selvaggio”, divieti di vendita di alcolici a minori (peraltro già previsto per legge) e divieto di vendita di alcolici, oltre un certo orario, che, allo stato, ci è sconosciuto. Certo che l’impegno va premiato ma andrebbe consigliata anche la pubblicizzazione di tale atto per saggiarne l’efficacia e rassicurare sopratutto i residenti che, allo stato, non sembra siano mai stati presi in considerazione dalle istituzioni né locali né centrali. Sul tema sono intervenuto molte volte in Consiglio Comunale citando esempi e regolamentazioni che sono state adottate in altre città, purtroppo, senza risultati apprezzabili ma anzi con un sostanziale atteggiamento di non volersi occupare del fenomeno o di occuparsene solo parzialmente e da un solo lato. Ebbene, il 29 gennaio scorso l’Amministrazione, all’esito di una assemblea “infuocata“, tenutasi in Via Verdi, da me promossa, prese l’impegno di incontrare le rappresentanze dei cittadini, nel frattempo riunitisi in comitati che, ad oggi non è stato rispettato.

Sempre con la volontà di contribuire alla discussione io stesso all’esito di un incontro con i rappresentanti dei Comitati per la quiete pubblica di Chiaia, Bagnoli, Centro Storico e Vomero ho chiesto, su loro mandato e per iscritto, al Prefetto di Napoli, un incontro anch’esso, ovviamente, caduto nel nulla seppure poi, questa estate, lo stesso Prefetto, sui giornali, ha dichiarato di voler incontrare i cittadini ed i residenti proprio per affrontare il tema. Ebbene, alla luce di tale assordante silenzio e disinteressamento, mi sembra assolutamente giustificata la diffidenza dei residenti da ultimo manifestata con un grido di dolore di Marisa Margiotta (clikka) sulle pagine di Repubblica Napoli. Eppure, come sempre, dopo lo studio che ho avuto modo di condurre mi sembrerebbe assolutamente ultronea ogni nuova disciplina, basterebbe sapere applicare le leggi esistenti ed i principi di precauzione, ordine pubblico e tutela del diritto alla salute già in vigore ed efficaci. E’ evidente, allora, che nonostante l’impegno dell’ufficio ambiente del Comune di Napoli, l’amministrazione centrale e locale ignori del tutto sia la disciplina dettata dalla legge n. 447/1995, sia quella Europea da ultimo recepita con l’art. 19 della legge n. 161/2014, sia l’art. 100 del TULPS, sia lo stesso piano di zonizzazione acustica del Comune, quando consente l’esecuzione di manifestazioni, o l’apertura di locali, o assembramenti di migliaia e migliaia di persone in luoghi pubblici ristretti che, senza neppure la necessità di eseguire una misurazione con il fonometro, è evidente che siano nocivi per la salute dei cittadini per effetto dell’inquinamento acustico o per l’ordine e la sicurezza pubblico.

Come rappresentante delle istituzioni, pertanto, sento un certo senso di mortificazione quando non riesco a rassicurare un papà di Via San Sebastiano che ha il figlio piccolo che dorme sopra una vera e propria discoteca, ovvero non riesco a dare risposte a Lucia che a Piazza Bagnoli dorme sopra un locale che spara decibel a tutta forza, oppure a Carmen che in via Ferrigni ha preso un vero e proprio esaurimento nervoso per l’insonnia causata dai cd. Baretti di Chiaia. Allora, è evidente che il fenomeno è insidioso e si intreccia con atti di camorra che sono connessi alla sostanziale deregulation cittadina perché non si può pretendere di controllare ad esempio Piazza Bellini, con la sola presenza di quattro cinque unità delle Forze dell’Ordine, quando in essa affluiscono migliaia e migliaia di persone che il giorno dopo lasciano evidenti tracce di cosa è accaduto per tutta la notte, che ha lasciato insonne centinaia di residenti. Basta, infatti, passare la notte per la Piazza Bellini o Via Carrozzieri ed inspirare qualche boccata d’aria per accorgersi che si fuma abbondantemente non sigarette ma altro e gli arresti per spaccio confermano questa sensazione. Cosa fare è, allora, già scritto! Basta solamente un po’ di coraggio politico e copiare ciò che ha fatto ad esempio il Sindaco Figliolia della vicina Pozzuoli, con un’ordinanza del maggio scorso, la cui violazione è sanzionata con la chiusura del locale, oppure, come hanno fatto alcuni Questori della Repubblica che, in applicazione dell’art. 100 del T.U.L.P.S. hanno essi stessi disposto la chiusura di locali per ragioni di ordine e sicurezza pubblica. La soluzione, quindi, già c’è ed è percorribile basta solo che proprio le istituzioni e gli esercenti diano, come sempre, il buon esempio perché la camorra e l’atteggiamento commorristico, si combattono con la costanza delle buone prassi ed il rispetto delle legge non solo con manifestazioni, parole, feste e concerti.

un estratto di questo post su Repubblica Napoli del 4.10.2015 (clikka)

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