Avvisi pubblici per la nomina in due CDA

gennaro consiglioProvo una certa soddisfazione nel vedere che il regolamento sulle nomine sindacali inizia a camminare da solo. Qualche settimana fa, infatti, ho pubblicato l’avviso (clikka) per la selezione di cinque componenti in una fondazione, oggi pubblico l’avviso per la selezione dei componenti del CDA di Nomina Sindacale nella Mostra D’Oltremare (clikka) e la relativa domanda di candidatura (clikka), nonché l’avviso per la selezione  dei componenti del CDA di nomina sindacale della Fondazione Strachan-Rodinò (clikka) con la relativa dichiarazione di incompatibilità (clikka).

Il termine di presentazione delle domande, che potranno inoltrarsi anche a mezzo e-mail, è il 18.09.2014 h. 12.

Chi è interessato potrà reperire maggiori informazioni presso il comune stesso.

Ad ogni buon conto la riflessione che voglio fare è che nella Mostra d’Oltre Mare altri consiglieri verranno nominati anche dalla Regione e dalla Camera di Commercio, non so chi nominerà quelli di competenza della provincia, e devo dire che provo un senso di ingiustizia e di indignazione perché questi ultimi enti faranno come vorranno senza rendere conto a nessuno ne mai alcun consigliere regionale si è mai impegnato affinché ciò non accada più!

Prima della approvazione del regolamento che ho scritto, proposto, voluto e combattuto per farlo approvare non immaginavo neppure che il Sindaco avesse un tale numero di nomine a sua esclusiva disposizione!! Partecipate, Partecipate, PARTECIPATE!!

Dal sito Ufficiale del comune:

avviso Mostra D’Oltremare (clikka)

avviso Strachan-Rodinò (clikka)

Un commissario anche per Napoli EST

Porto FioritoOggi (08.09.2014) leggo su il Mattino di Napoli un articolo sulla bonifica dell’aria orientale una sorta di accusa della Regione al Comune per ritardi ad esso imputabili. Siamo alle solite le bonifiche si devono rendicontare entro il 31.12.2015 per poter beneficiare dei finanziamenti europei. La regione oggi si è svegliata! Si avvicinano le elezioni e si vuole dimostrare che si è solerti. Come se fosse facile recuperare quattro anni di “nulla di fatto”. E’ come se caldoro, al primo mandato, doveva imparare sulla pelle dei cittadini campani come si guida una regione!

Dell’area EST me ne sto occupando da circa un anno ed ho capito subito che siamo nella stessa condizione di Bagnoli. Il 30.05 scorso ho anche proposto all’amministrazione una interrogazione (clikka) che ad oggi non ha avuto alcuna risposta. Niente di più facile che anche questa volta sarò attaccato da uno sparuto gruppetto di facinorosi del web, tifosi del sindaco, che tenteranno di dire che è tutto apposto, che non c’è nulla di cui preoccuparsi, che farei meglio ad occuparmi di cose più importanti, che dovrei lasciare le carte e stare in mezzo alla gente per capire quali sono i problemi veri (?). Ebbene, mi sto convincendo che in politica dovrebbe valere il principio della causa remota: Chi ha innescato il processo o non ha fatto nulla per impedirlo deve rispondere politicamente. Chi ha innescato il degrado o non ha fatto nulla per creare sviluppo nell’area occidentale deve rispondere politicamente della morte di Davive al Rione Traiano o di quella del povero Salvatore sotto i calcinacci della Galleria Umberto I di Napoli se non ha fatto tutto ciò che era possibile per spendere proficuamente i soldi UNESCO.

Accadrà mai una cosa del genere? I cittadini sapranno trarre le conseguenze al momento opportuno?

Politicamente non è una fatalità aver speso solo il 33% dei fondi europei che avrebbero potuto fare tanto in una regione con il più alto tasso di disoccupazione. Ebbene, di Porto Fiorito ho postato gli atti più importanti (clikka) che dimostrano la incapacità totale di politica ed impresa e dove la sua parte l’ha avuta anche l’Autorità Portuale di Napoli! Di questo passo si finirà per commissariare anche la bonifica nell’area orientale così come accaduto a Bagnoli e perché no commissariamo anche la regione ed il comune di napoli fino a quando i cittadini campani ed i partiti non saranno in grado di esprimere una classe dirigente degna, ed all’altezza di tutelare il bene e l’interesse pubblico.

Da Il MATTINO NAPOLI del 08-09-2014

Napoli est, la bonifica resta al palo dal governatore appello a Renzi

Napoli est, la bonifica resta al palo dal governatore appello a Renzi. Dopo Bagnoli e la Terra dei fuochi, sarà l’area orientale di Napoli l’altro tema che porterà, sul piano del disastro ambientale, il governatore Stefano Caldoro a chiedere un confronto con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Le premesse ci sono tutte. A lanciare l’allarme è proprio la Regione nella riunione convocata dal ministero dell’Ambiente per la definizione di un impianto di trattamento delle acque di falda (Taf) affidato alla Sogesid e finanziato con fondi Fesr 2007-13 per 25 milioni di euro. Un intervento che non si riesce neanche a progettare per la mancanza di indicazioni sull’area di sedime da parte del Comune di Napoli. Una riunione che è servita per fare il punto della situazione sul Sin di Napoli Orientale. Ma andiamo con ordine. Eravamo nel 1999 quando venne istituito il Sin (sito di bonifica di interesse nazionale) di Napoli Orientale, a norma della legge 426/98 che delimitava un’area molto vasta (820 ettari) di vitale importanza per lo sviluppo della città di Napoli, al punto di indurre la Regione a stanziare importanti finanziamenti a valere sui Fesr 2007-13 sul Grande progetto Napoli Est (100 milioni di euro), sul Grande progetto porto di Napoli (154,2 milioni di euro) e sugli stessi interventi di bonifica (25 milioni di euro). All’allora sindaco di Napoli, Antonio Bassolino vennero assegnati poteri commissariali e, a seguito di una costosissima campagna di caratterizzazione del suolo e a valle di un lungo percorso (che tra l’altro si incrociava nel 2004 con l’approvazione della variante al Piano regolatore comunale per il centro storico e per l’area orientale, che prevedeva la delocalizzazione dei depositi costieri presenti in tale area), si arrivò il 15 novembre del 2007 a un accordo di programma per la bonifica dei suoli contaminati e la messa in sicurezza delle falde contaminate. Le attività previste in tale accordo assumono importanza strategica per Napoli, con il varo di un programma articolato su 4 assi di intervento: 1) messa in sicurezza acque di falda; 2) bonifica suoli e falde di proprietà pubblica; 3) bonifica suoli e falde di proprietà privata; 4) Bonifica arenili e sedimenti inquinati a mare. Dal testo dell’accordo si evidenzia che il ministero dell’Ambiente è il «soggetto responsabile» dell’accordo e del rispetto del cronoprogrammi e che i «soggetti attuatori» per gli interventi di caratterizzazione e bonifica sono il ministero stesso, Arpac, Icram, Iss, Apat, Ceta e Sogesid (società pubblica successivamente individuata) e per la bonifica delle aree del demanio marittimo l’Autorità portuale di Napoli. Nelle premesse dell’accordo è richiamata la decisione che riguarda le responsabilità di chi produce inquinamento ambientale (chi inquina paga) e sono individuati quali soggetti responsabili dell’inquinamento le società che hanno i depositi costieri (e prima del 1983 le raffinerie), valutando invia presuntiva il danno ambientale in 200 milioni di euro. Il risultato emerso dalla riunione è che il cronoprogramma di 24 mesi non è stato rispettato e che molti soggetti privati, che coraggiosamente hanno deciso di operare per la riqualificazione di tale area, hanno versato e continuano a versare somme per la bonifica delle falde e dei suoli. Ma dove sono finiti questi soldi? Dove sono i programmi previsti nell’accordo? Questo, tra gli altri, il tema posto dalla Regione che, dal canto suo, ha sollecitato il Comune di Napoli a prendere una decisione sulla localizzazione del Taf affidato alla Sogesid, anche qui con finanziamenti da rendicontare entro dicembre 2015.

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