L’Aeroporto di Napoli/Grazzanise

Una necessità per Napoli e la Campania!

Finalmente in città si è accesa la discussione sulla necessità di rendere compatibile lo sviluppo dello scalo di Capodichino con la vivibilità di interi quartieri di Napoli, la salute pubblica e la salubrità dell’ambiente. Ulteriori prospettive di sviluppo, vista la saturazione di Capodichino e la scarsa capacità di Pontecagnano, impongono di riprendere con forza il progetto dell’Aeroporto di Napoli/Grazzanise. Senza peli sulla lingua, questo progetto è osteggiato dalle lobby del Nord (negli anni i fondi che erano previsti per Grazzanise, sono stati dirottati su altri aeroporti del Nord) e dalla GESAC che, ovviamente si troverebbe un eventuale concorrente, ove mai lo scalo di Napoli/Grazzanise, all’esito di Bando, dovesse andare ad una compagnia di gestione Aeroportuale diversa. Cosa quest’ultima che non è nè nell’interesse pubblico nè nell’interesse delle regole del mercato. Questi i termini della questione che ho spiegato ampiamente nel consiglio comunale del 16 maggio scorso! Basti pensare che lo Scalo di Grazzanise porterebbe oltre 30.000 nuovi posti di lavoro in Campania!

Il Piano Trasporto Aereo Poco Ecologico

Il 15 gennaio scorso, insieme ad un gruppo di cittadini napoletani, siamo stati sentiti dalla VIII Commissione Lavori Pubblici del Senato delle Repubblica Italiana, sul Disegno di legge 727 (clikka) di “Delega al Governo, per il riordino delle disposizioni legislative in materia di trasporto aereo”, prima firmataria l’On.le Giulia Lupo del M5S. Siamo stati ascoltati come Cittadini napoletani organizzati che sentono il grave disagio di avere uno scalo praticamente in città, con aerei che sorvolano, a bassa quota, i popolosi quartieri del Vomero, Capodimonte e Centro Storico, patrimonio UNESCO, con passaggi, nelle ore di punta, di un aereo ogni tre minuti, perché, ormai, l’aeroporto di Capodichino ha superato la soglia di ottantaquattromila voli ed 11 milioni di passeggeri all’anno. Diligentemente, non abbiamo solo manifestato la nostra insofferenza, ma abbiamo anche dato la soluzione di riprendere il progetto dello scalo di Grazzanise, spiegando tutti i conseguenti vantaggi per il Sud del Paese di avere uno scalo internazionale merci e passeggeri, degno di questo nome. Lo stesso Ministero per i beni e le attività culturali, con una sua nota del 28-5-2019, prot. n. 14771 (clikka), ha segnalato, al Ministero dell’Ambiente, alla Soprintendenza, all’ENAC ed al gestore, la necessità di evitare il sorvolo, sia in decollo che in atterraggio, sulla Reggia di Capodimonte e sul Centro Storico, a tutela  dei siti museali e monumentali. Sennonché ci ha colpito, non poco, il contenuto del citato disegno di legge 727, cinque “paginette”, un solo articolo ed otto densi commi, con un elenco per il quale sono state utilizzate tutte le 21 lettere dell’alfabeto. Disegno di legge con il quale ci si è posto l’ambizioso obiettivo di dare una delega, “in bianco”, al Governo, sul trasporto aereo, fissando dei principi ispiratori. Ebbene, nonostante il mondo intero abbia battezzato il nuovo anno, all’insegna della tutela dell’ambiente, celebrando una bambina, che ha avuto il coraggio di bacchettare i grandi del pianeta, e nonostante Beppe Grillo, capo ideologico del M5S, abbia percorso il Paese in lungo ed in largo con spettacoli nei quali si faceva l’areosol sui fumi di scarico di un’automobile ad idrogeno, nel citato disegno di legge non v’è pressoché traccia della tutela dell’ambiente e della tutela della salute dei Cittadini, nonostante l’indiscutibile significativo impatto ambientale e sulla salute, di aerei ed aeroporti. Per essere sicuri di aver letto bene, con la ricerca nel testo di legge abbiamo, con sorpresa, constatato che la parola “tutela” è riferita esclusivamente al personale di volo ed ai passeggeri, quindi, cittadini intesi come consumatori, mentre, la parola “ambiente” è pressoché esclusivamente riferita alla necessità di incentivare la raccolta differenziata a bordo degli aeromobili. Problema, evidentemente cruciale per la proponente che, in buona sostanza, ha omesso di considerare tutti i problemi connessi alle emissioni gassose ed acustiche e, a tutte le conseguenze nefaste derivanti dallo sviluppo incontrollato di tale trasporto. Incuriositi di cotanta “saggezza”, abbiamo constatato che la Senatrice Lupo è di professione hostess dell’Alitalia. Evidentemente, non è sufficiente volare, per avere l’ambizione di disciplinare l’intero sistema di trasporto aereo del Paese!
Avv. Gennaro Esposito
Presidente Comitato Vivibilità Cittadina

Aeroporto di Napoli Una Prospettiva di Sviluppo Compatibile

Il primo dicembre scorso nella sede della V Municipalità si è tenuto un convegno sul traffico aereo organizzato dal Comitato No Fly Zone. Tra i relatori molti esperti delle problematiche aeroportuali, molti Generali dell’Aeronautica, con alcuni interessanti interventi del Direttore dell’Aeroporto di Capodichino, Ing. Gennaro Bronzone. Tema assolutamente attuale, di tutela della città e dei cittadini e per il quale il Direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, qualche tempo fa ha espresso la sua preoccupazione per la tutela delle opere d’arte conservate nel museo cittadino. Il discorso dalla tutela dei Diritti alla Salute ed all’ambiente salubre, minacciati dall’esponenziale incremento dei voli sui quartieri di Napoli, al di fuori delle fasce aeroportuali, che genera inquinamento atmosferico ed acustico con conseguente aggravamento del rischio conto terzi, è scivolato sulle prospettive di sviluppo e sulla “incredibile” scelta di cancellare, con un tratto di penna, il progetto di trasformazione dell’aeroporto militare di Grazzanise, in aeroporto Civile, puntando, invece, su quello di Pontecagnano, tanto caro al Governatore della Regione. Ebbene, ciò che è emerso con chiarezza, essendo tutti gli esperti pressoché d’accordo, è che l’aeroporto di Capodichino, avendo rapidamente raggiunto gli obiettivi di traffico del 2030, è ormai vicino alla saturazione e non ampliabile ulteriormente e che l’Aeroporto di Pontecagnano, per suoi limiti oggettivi, non potrà mai soddisfare la richiesta in continuo incremento dei voli da e per la Campania. Ugualmente dicasi per il traffico merci aeroportuale che dal sud deve giungere, su gomma, a Roma (già saturo) oppure a Milano, anch’esso pressoché saturo, per poi imbarcarsi sui Cargo con destinazioni internazionali. Come dire un aeroporto internazionale che possa servire al trasporto delle merci del sud sarebbe più che auspicabile, con la fortunata possibilità di collegare mediante il trasporto su ferro, Grazzanise con la realizzazione di soli tre chilometri di ferrovia. Ebbene, non si comprende come dal piano strategico aeroportuale nazionale Grazzanise sia stato cancellato e con esso sono stati cancellati, la riduzione del rischio terzi, la riduzione delle immissioni acustiche ed atmosferiche sui cittadini napoletani, migliaia di posti di lavoro, sviluppo ed una possibilità di crescita certa per tutto il mezzogiorno d’Italia. Alle recriminazioni dei cittadini presenti al convegno la risposta dei tecnici è stata un’altra volta unanime: La colpa è della politica (quella con la p minuscola) poiché i tecnici sono d’ausilio alle scelte politiche e non possono sostituirsi ad essa. Lo scoramento è forte perché ancora una volta ci troviamo innanzi ad un mancato sviluppo, che questa volta sarebbe stato in linea con i diritti alla salute ed alla sicurezza dei cittadini napoletani, per la conseguente riduzione del traffico aereo sulla città, che inchioda Napoli, la Campania ed il Mezzogiorno d’Italia al regresso senza che nessun politico si sia mostrato finora all’altezza del tanto proclamato, a parole, sviluppo industriale del sud.

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