Effetto elezioni Regionali: Il car sharing scappa da Napoli

car sharingDopo tre anni di politica attiva ho ormai una visione distorta e, quindi, leggo i fatti che accadono in città con una certa malizia. Tutto quello che sta accadendo in queste settimane, infatti, mi sembra già proiettato alla partecipazione alla più importante consultazione elettorale del paese: Le prossime elezioni alla Regione Campania. Le elezioni regionali, infatti, per quanto mi consta, sono le più importanti per il rilievo che hanno i consiglieri regionali e per il loro status.

Ora è sotto gli occhi di tutti che gli attuali consiglieri regionali per quattro anni, diciamo, sono stati pressoché assenti dalla vita cittadina, se non per l’affare dei fondi economali, per i quali sono quasi tutti indagati, ed allora diventa, forse, necessario che si creino delle “occasioni stressate” per poi prendersi il merito di risolverle. Diversamente non mi spiegherei, infatti, sia il ravvivarsi della vicenda dei BROS, per la quale ho ricevuto delle sollecitazioni politiche nonché quella, degli addetti alle pulizie delle ASL, entrambe questioni di competenza della Regione Campania. Così come pure in questo periodo, mi puzzano le promozioni di massa nelle aziende pubbliche …

Ad ogni buon conto potrebbe essere letta in questo senso anche la vicenda relativa alla dismissione del car sharing dal sistema di mobilità napoletano. Ma ovviamente mi sbaglio!

Oggi, infatti, leggo sulla stampa cittadina che all’improvviso ed inaspettatamente sono stati annullati, in una sola volta, i benefici per incentivare il trasporto condiviso lanciato a Napoli da una azienda napoletana la “Bee”.

In sostanza il Comune, che aveva fatto del car sharing un fiore all’occhiello della Smart City, ha negato di fatto la prosecuzione di questo progetto senza sentire ragioni, mentre, nelle maggiori città italiane, questa modalità è assolutamente incentivata. Il progetto della CI.RO (City Roaming clikka), infatti, resta fermo al palo del 2013 e sembra essere stato mandato in soffitta insieme al progetto della Bee, mentre nelle grandi città come Milano (clikka)Roma (clikka) e Torino (clikka) questa modalità di trasporto è assolutamente incentivata.

Come al solito Milano mi sembra più avanti di noi anni luce poiché il servizio è stato appaltato mediante una gara pubblica, così come aveva anche proposto la Bee, che si era dichiarata disposta a partecipare ad una selezione pubblica per aggiudicarsi il servizio che sembrava stesse prendendo piede nella nostra caotica città.

Ebbene, il legame perverso tra le prossime elezioni regionali ed il car sharing potrebbero essere i tassisti, da sempre contrari ad ogni ulteriore forma di trasporto alternativo a loro, e che sono assolutamente compatti rappresentando un bacino di voti nel quale pescare ! Ovviamente, ripeto, mi sbaglierò, ma come dicevano gli antichi a pensar male non si sbaglia mai … e la malapolitica che ci affoga da anni è fatta non nell’interesse pubblico ma nella sola direzione di acquisire il consenso elettorale da questo o quella categoria di cittadini a scapito degli altri …

Per il CAR SHERING oggi si chiarisce il caso:

Estratto da pagina 10 di ROMA del 05-06-2014 – Autore: PAOLETTI MICHELE

IL CASO

Car sharing, un`altra brutta figura

IL GASO II Comune dimentica di approvare i permessi per Ztl e strisce blu per le auto elettriche, la società; via da Nap Car sharing, un’altra brutta figuri DI MICHELE PAOLETTI NAPOLI. Il Comune perde il car sharing. E solo per un errore di comunicazione. Un’altra brutta figura firmata dall’Amministrazione di Palazzo San Giacomo. La società Bee, ha portato in città il progetto di car sharing con le piccole Renault Twizy, la seconda città d’Europa dopo Parigi ad utilizzare questi mezzi. Nei giorni scorsi ha chiesto informazioni al Comune su permessi per sostare nelle strisce blu e per transitare liberamente nelle Ztl. Ecco la risposta del delegato del sindaco: “Si comunica che non è possibile prorogare l’autorizzazione richiesta in quanto a tutto oggi non vi è un atto formale che indichi chiaramente che i veicoli elettrici utilizzati per il car sharing debbano essere autorizzati gratuitamente o quantomeno indichi un costo per tale rilascio. Pertanto si invitano i destinatari di questa e-mail a non far circolare detti veicoli in Zone a Traffico Limitato (Ztl). Si porgono distinti saluti”. Il delegato non era informato del fatto che qualche giorno dopo la giunta comunale avrebbe firmato una delibera proprio per consentire la libera circolazione e le agevolazioni per le auto elettriche, comprese quelle della Bee. E evidente, però, che più di una cosa non ha funzionato. Innanzitutto, i ritardi da parte della Giunta nell’approvare un provvedimento che dovrebbe essere prioritario per un’amministrazione cosi attenta alla sostenibilità, almeno nelle parole. Era talmente evidente che il provvedimento non era in agenda che neanche il delegato del sindaco sapeva nulla sulla sua possibile approvazione. Sciatteria che si è dimostrata in maniera lampante quando ieri dal Comune ne è stata data notizia solo dopo che la Bee aveva annunciato la sua intenzione di abbandonare Napoli. «Non è un paese per car sharing – affermano i responsabili della Bee – Sembra il titolo di un thriller americano ed è invece un atto amaro di una sceneggiata nostrana. Noi di Bee – il primo car sharing elettrico d’Italia, realizzato da un’azienda napoletana ed esportato nel resto del Paese -abbiamo atte so fino all’ultimo giorno utile il rinnovo del permesso (scaduto il 31.05.14) e la possibilità di avere la sosta libera sulle strisce blu, decidendo addirittura di sostenere il costo delle eventuali contravvenzioni che saranno elevate in questi primi giorni di giugno perché fiduciosi che prevalesse il buon senso nel Comune di Napoli». «I fatti dicono altro: dopo due anni di proposte di ogni genere fatte con l’unico scopo di fornire un servizio all’avanguardia, tutte rifiutate dal Comune – affermano da Bee – non solo non abbiamo ottenuto per voi di sostare a titolo gratuito sulle strisce blu, come avviene in tutte le città italiane ed europee in cui esista un car sharing elettrico, ma vi è stato revocato l’unico vantaggio che in qualche modo mostrasse l’interesse del Comune per la mobilità sostenibile». «Bee-Green Mobility Sharing sta lavorando da mesi per inserire nel servizio le centinaia di migliorie che ci avete indicato in questi anni, ma comincia ad essere difficilissimo fare battaglie in una città che stenta a stare al passo coi tempi – dicono ancora – che respinge le aziende o, meglio, che spinge le aziende locali che fanno innovazione ad andare altrove: molte città chiedono i nostri servizi e, ad oggi, Be gestisce un servizio simile Milano e presto sarà present anche a Roma. Continuerem – concludono – però a lavorar ed a investire e ritagliare or preziose per fare in modo eh un utente napoletano sia tra tato come un utente milanes o romano. Vogliamo un ci sharing serio, diffuso, a zer emissioni, che renda i cittadh liberi di muoversi e che peí metta loro di risparmiare ten” pò e denaro».

Da il Mattino di Napoli di oggi (04.06.2014)

Auto elettriche, niente agevolazioni: «Bee» va via

Il caso La società ha introdotto il car sharing ecologico a Napoli: «Dal Comune stop alle strisce blu gratis e all’accesso alle preferenziali. Auto elettriche, niente agevolazioni: «Bee» va via

II manager contro l’amministrazione: le altre città hanno sposato il progetto la nostra ci ha fatto solo perdere tempo Diletta Capissi: Niente strisce blu gratis per le auto elettriche a Napoli. «Purtroppo le nostre speranze di poter sfruttare questa opportunità analogamente a quanto avviene in tante altre città – sono risultate vane. Dal primo giugno ci hanno revocato perfino la possibilità di passare nelle preferenziali e ztl». A raccontare, con rammarico e rabbia, è Valerio Siniscalco, ingegnere e amministratore delegato di Nhp che, come ramo d’azienda, ha lanciato il marchio «Bee-Green mobility sharing», che consiste in un sistema di car sharing full elettrico. Il primo in Italia e secondo in Europa solo a Parigi. Oltre 40 auto elettriche, 2500 abbonati: dal primo giugno il Comune di Napoli ha revocato l’accesso in preferenziale e nelle ztl, cioè nelle zone a traffico limitato. «La mia azienda ha implementato un servizio di car sharing, erogato con una flotta di veicoli completamente elettrici – continua Siniscalco -. Il nostro è un progetto davvero innovativo pensato e localizzato a Napoli, anche e soprattutto per provare a dare un contributo alla rinascita della mia città, quella che mi ostino ad amare e che è perennemente congestionata». Speravano di implementare il progetto  anche sotto il Vesuvio, come hanno fatto con Milano, dove gestiscono il car sharing elettrico in accordo con il Comune con 120 auto di proprietà dell’ente: «Siamo solo i gestori e le auto elettriche le puoi parcheggiare ovunque», ripete Siniscalco. Ma qual è problema e perché una città così affogata nel traffico non adotta un più diffuso modello mobilità sostenibile? Risponde Siniscalco:·«In questi anni ci siamo interfacciati con l’ex assessore alla Mo bilità Anna Donati e il suo staff, con i quali abbiamo annunciato in un paio di conferenze stampa congiunte il fatto che Napoli si dotava di un car sharing all’avanguardia. Abbiamo inoltre incontrato il sindaco de Magistris e il vicesindaco Sodano, i funzionari comunali, discusso con le exmunicipalizzate, pianificato la diffusione sul territorio. Insomma, abbiamo fatto tutto quanto necessario per dare ai cittadini napoletani un servizio degno di una grande capitale europea, come del resto sembrava essere l’intenzione dell’amministrazione». E invece ecco una mail del 5 maggio 2014, a firma del delegato del sindaco, con la quale si revoca l’autorizzazione: «È vero che è consentito l’accesso alle Zti dei veicoli elettrici, ma tali autorizzazioni, come riportato nel disciplinare di accesso alle ZÜ e Aree pedonali, sono a pagamento, infatti nell’ordinanza 604 al punto 2 è riportato “a pagamento secondo la tariffa prevista per i non residenti/titolari di posto auto fuori sede stradale, il cui costo annuo a veicolo è di euro 100,00”. Pertanto vi invito a non accedere a tali aree a partire dal 30 maggio senza aver provveduto alla richiesta e relativo rilascio di contrassegni. Inoltre si declina qualsiasi responsabilità a partire dalla predetta data per eventuali verbali elevati ai vostri veicoli». Nel frattempo Bee è diventato un bench markitaliano, tanto che l’azienda è chiamata da molte dita: è presente a Milano già da un anno e sbarcherà a Roma nei prossimi mesi. «La cosa incredibile, ma non tanto, visto il grado di innovazione del progetto  continua arrabbiato Siniscalco – è che le altre città ci corteggiano, mentre casa nostra, l’amata Napoli, d respinge. Sarebbe stato meglio dichiarare dall’inizio la mancanza di interesse dell’amministrazione verso il progetto, invece di partecipare a conferenze stampa di presentazione del servizio. Non ci avrebbero fatto perdere tempo e denaro». Eppure di proposte ne hanno fatte. Riassumendole: tariffe forfettarie per l’utilizzo delle strisce blu da parte della flotta Bee. Rifiutata. Hanno proposto un regime di concorrenza pura, attraverso un avviso pubblico e trasparente, ispirato a quelli di Milano e Roma, che permettesse a tutti gli operatori europei. Niente. «Napoli invece otterrà un car sharing sperimentale che offre solo 4 stazioni (contro le nostre 33) e 12 vetture (contro le nostre 40 attuali). Questo sì, può usare le strisce blu». Ultima beffa: nonostante le promesse dell’amministrazione di rendere definitivo l’accesso alle Ztl e alle corsie preferenziali al car sharing, Bee è andata avanti con permessi provvisori bimestrali. Fino alla settimana scorsa, quando l’azienda ha ricevuto dal Comune la lettera con la quale comunicano che non rinnoveranno il permesso per l’accesso alle Zti e alle preferenziali al car sharing, a causa della mancanza di un atto amministrativo formale. Napoli perde un’altra occasione, sottolinea Siniscalsco: «Perde il car sharing ma introduce una misura di riduzione dell’inquinamento e del traffico davvero innovativa: la domenica ecologica». L’affondo ..Rifiutate tutte le proposte Ci hanno liquidato con una lettera»

L’ANM in Tilt ed il Gioco delle nomine

atan3371mkaiOrmai a Palazzo San Giacomo sembra di essere al grande fratello solo che qui chi è nominato non esce ma entra in questa o quella società partecipata! Ieri la nomina di un altro staffista (è il terzo dopo il CAAN (clikka)  e la NapoliHolding (clikka) sempre senza applicare il regolamento approvato il 15 maggio scorso.

La cronaca la apprendo dal Mattino di Napoli nel quale si dice che il Sindaco avrebbe valutato se applicare o meno il Regolamento solo che, siccome questa era una nomina non a scadenza ordinaria, ma su dimissioni di Brunetti, allora, il Sindaco della Casa di Vetro e della Trasparenza, ha preferito non applicarlo e scegliere lui, tanto a pagare saranno sempre e solo le tasche dei napoletani! Sostanzialmente un sotterfugio!

Da oggi in poi mi aspetto tutte dimissioni e nomine di chi voglio io. A questo punto non mi resta che consigliare al Sindaco De Magistris di andare a scuola di stile politico ed amministrativo dal Sindaco di Milano Pisapia (clikka) e dal Sindaco di Cagliari Zedda (clikka) cosicché anche Napoli un giorno possa essere considerata una città politicamente civile.

Ad ogni buon conto la gestione dell’ANM, da un lato non è un affare privato, da gestire con nomine di staffisti, dall’altro è una questione delicata perché riguarda la mobilità dei napoletani, in una azienda con un alto indice di sindacalizzazione che, come abbiamo visto per i Vigili Urbani (clikka), spesso determina distorsioni della tutela dei lavoratori piegata non alla protezione del lavoro, ma all’esercizio di un potere nelle mani di pochi ed in danno dei dipendenti stessi.

Ieri (03.06.2014), infatti, al deposito di Cavallegeri d’Aosta c’è stata una protesta dei lavoratori che ha determinato il blocco di tutti i mezzi, poiché come accaduto nei Vigili Urbani, si profila un avanzamento in carriera a Capolinea che probabilmente sarà condizionato dalle solite logiche di appartenenza sindacale o politica e ciò in danno della stragrande maggioranza dei dipendenti anziani che sono stati di fatto esclusi da questo avanzamento.

Il meccanismo per agevolare gli amici è stato quello di prevedere il requisito del diploma per una funzione per la quale è necessario avere solo l’esperienza, con il risultato abnorme di lasciare alla guida dei mezzi pubblici gli autisti più anziani. Ora per chi non è del mestiere, Vi assicuro che all’età di 55/60 anni guidare per otto ore un mezzo pubblico con il carico di responsabilità e di tensione che ne consegue non è una cosa facile. Ricordo bene il ritorno di mio padre dal lavoro con la divisa, la barba sfatta  e le occhiaie, specialmente quando doveva fare la cd. doppia giornata per mandare a all’università cinque figli ….

A questo punto ce la farà lo staffista del sindaco a dirigere l’azienda napoletana? Sopratutto siamo sicuri che non avremmo trovato di meglio attraverso un avviso pubblico ?

Di seguito la rassegna stampa nella quale si da’ conto del tema che ormai è ad arte voluto controverso dall’Amministrazione per fare i propri comodi.

Mercoledì 4 Giugno, 2014 CORRIERE DEL MEZZOGIORNO – NAPOLI

Anm, Pino al posto di Brunetti. Ed è già polemica

All’Anm lascia Brunetti, al suo posto de Magistris indica il capostaff dell’assessorato alla Mobilità, Carlo Pino. Ma scoppiano le polemiche. Il gruppo di Rd pone l’accento sul fatto che «si tratta di un’altra persona di fiducia del sindaco dopo l’incarico di Giordano al Caan». Intanto è caos trasporti: Regione contro Comune per lo sfascio al Beverello. Mentre i sindaci preparano la class action contro Cumana e Circum.

NAPOLI — Il curriculum di Carlo Pino, con due lauree all’attivo, è indiscutibilmente ricco di esperienze nel settore dei trasporti, atteso che si tratta di un dirigente delle Ferrovie dello Stato. Solo che come è accaduto per Gaetano Giordano, staffista del sindaco nominato nel cda del Caan; e, precedentemente, con Alessandro Nardi, vicecapo di gabinetto dello stesso sindaco e indicato al vertice della Holding dei trasporti; anche nel caso di Pino, da ieri nuovo presidente dell’Anm, si tratta di un capostaff, stavolta dell’assessorato alla Mobilità. Continua dunque l’azione di de Magistris che sta rivolgendosi ai fedelissimi messi nei centri di potere, cosa che sta scatenando da giorni un vespaio di polemiche. «Guadagnerà un terzo, cioè duemila euro al mese rispetto ai seimila del suo predecessore», puntualizza in tutta fretta la portavoce di de Magistris. Ma le polemiche si scatenano subito. E’ il caso di Ricostruzione democratica, il gruppo nato da una costola della lista civica che sostenne il sindaco alle elezioni del 2011 e ora diventato strenuo oppositore in aula del primo cittadino. «Dopo la nomina di uno staffista come consigliere di amministrazione del Caan e quella di qualche mese fa di Nardi al vertice della Holding dei trasporti, è arrivata la nomina di un altro staffista alla guida dell’Azienda Napoletana Mobilità», scrive il capogruppo Gennaro Esposito. «Possiamo dire quindi che le società partecipate sono in assoluto terra di conquista della politica. Era proprio per scongiurare operazioni simili che Ricostruzione Democratica, oltre due anni fa, propose un regolamento per disciplinare le nomine nelle aziende comunali, regolamento approvato il 15 maggio scorso dal consiglio comunale. Come è possibile allora che il regolamento non sia stato rispettato?». Esposito sottolinea come sia «bene raccontare un aneddoto avvenuto durante la fase della votazione del regolamento da noi proposto che spiega la contraddizione. Di questa delibera, infatti, la presidenza non chiese, al contrario di quanto spesso accade, l’immediata esecuzione. Fu sostenuto che gli uffici avessero bisogno di un pò di tempo per adeguarsi e, pertanto, era il caso di non chiedere l’immediata esecuzione. Di questa singolarità demmo pubblica notizia in aula chiedendo formalmente l’impegno della giunta di non procedere a nessuna nomina nelle more; sembrò che ponessimo una questione scontata. Ora è evidente che si è trattato di una scusa che, come le bugie, ha avuto anche le gambe corte». Paolo Cuozzo

Da Repubblica Napoli di oggi (04.06.2014) ANM un capostaf come presidente

Arriva Carlo Pino al posto di Brunetti E scoppia la polemica LA NOMINA

CAMBIO al vertice dell’Anm. Ma è polemica. L’assemblea dei soci di Anm Spa ha ratificato le dimissioni del presidente Renzo Brunetti, procedendo poi alla nomina del nuovo presidente, Carlo Pino. Brunetti salutando i dipendenti ha spiegato «lascio per motivi familiari». Ma i rumor in azienda parlano del terzo bilancio in passivo da approvare e di possibili sanzioni.

Pino è un esperto di Trasporti, con un curriculum specifico: 58 anni, dal luglio 2011 fino ad oggi è stato capo staff dell’assessorato alla Mobilità e Infrastrutture del Comune. Due lauree umanistiche conseguite con il massimo dei voti, Pino ha una lunga esperienza nel risanamento delle aziende, nei processi di efficientamento e nella riorganizzazione dei servizi di trasporto. «L’uomo giusto per un passaggio di consegne veloce e per avere un presidente operativo da subito», dice a Palazzo San Giacomo chi lo conosce. Ma Pino è anche un uomo portato al Comune dall’ex assessore al ramo, Anna Donati. È uno staffista. Il secondo che la giunta de Magistris piazza alla guida di una partecipata, in meno di dieci giorni. La settimana scorsa è scoppiato il caso Caan (il centro agroalimentare di Volla). Eppure il consiglio comunale, il 15 maggio, ha approvato un regolamento per disciplinare le nomine nelle aziende partecipate. Regolamento che non consentirebbe nomine come quella di Pino. Ricostruzione democratica insorge e il consigliere Carlo Iannello spiega: «Di questa delibera la presidenza non ha chiesto, al contrario di quanto spesso accade, l’immediata esecuzione. Ora è evidente che si è trattato di una scusa e come tutte le bugie, ha avuto anche le gambe corte. Da persone che hanno ruoli istituzionali comportamenti di questo tipo non sono accettabili».

Una volta arrivata in Consiglio, la delibera è stata approvata con il voto determinante delle forze di sinistra, di maggioranza e di opposizione, mentre hanno votato contro, dopo aver tentato di far mancare il numero legale, IDV, Centro Democratico, Napoli è tua (rappresentata oramai da un solo consigliere), saldandosi così con la destra. Resta il cambio al vertice di un’azienda strategica come l’Anm, in un momento delicatissimo per la città. «Ringrazio il dottor Brunetti per il lavoro svolto in questi anni ed auguro un buon lavoro al nuovo presidente Pino», è il saluto del sindaco Luigi de Magistris. (cristina zagaria)

Da il Mattino di Napoli di oggi 04.06.2014

Luigi Roano Sostituzione lampo alla presidenza di Anm, al dimissionario Renzo Brunetti subentra Carlo Pino, «risorsa intema» del Comune precisano subito da Palazzo San Giacomo e «scelta di profilo alto». Pino, 58 anni, messinese, giornalista pubblicista, è stato capo staff dell’assessorato alla Mobilità e Infrastrutture del Comune. Oltre 35 anni in Fs e Trenitalia sempre da direttore poi l’addio nel 2009 La mobilità, la nomina Decisione lampo dell’assemblea dei soci dopo le dimissioni di Brunetti: il nuovo presidente è Carlo Pin Anm, al vertice Ãåõ capostaff della Donai Per il manager intemo scatta la promozione ma a stipendio ridotto Luigi Roano Sostituzione lampo alla presidenza di Anm, al dimissionario Renzo Brunetti subentra Carlo Pino, «risorsa interna» del Comune precisano subito da Palazzo San Giacomo e «scelta di profilo alto». Oltre 35 anni m Fs e Trenitalia sempre da direttore poi l’addio nel 2009 «per contrasti con il mio amico Mauro Moretti» dice Pino. Moretti è oggi il numero uno di Finmeccanica dopo essere stato per 8 anni alla guida di Trenitalia. Messinese, 58 anni, giornalista pubblicista «orgoglioso di avere ideato due riviste come “Amico Treno”, un milione di copie di tiratura e “Amico Metrebus” tiratura 500 mila copie», Pino arriva a Palazzo San Giacomo come capostaff dell’allora assessore alla Mobilità Anna Donati nel 2011 all’indomani dell’elezione del sindaco Luigi de Magistris. «Davanti alla televisione facevo il tifo per de Magistris e per Pisapia». Il neopresidente di Anm con il nuovo incarico perde in termini di stipendio: da circa 3000 euro netti mensili scende a 2000 ovvero il 45% dello stipendio del sindaco. «Ma è grande la soddisfazione per questa promozione anche se sono consapevole dell’impegno che mi spetta». Una decisione, quella della nomina del nuovo presidente, presa ieri pomeriggio dall’assemblea dei soci di Anm Spa e della quale si assume la responsabilità direttamente il sindaco: «Ringrazio il dottor Brunetti per il lavoro svolto in questi armi ed auguro un buon lavoro al nuovo presidente Pino. L’Anmrappresenta – si legge m una nota a firma del primo cittadino – una risorsa strategica per una amministrazione che da sempre ha puntato sulla mobilità pubblica lavorando, pur tra tante difficoltà finanziarie, ad un suo potenziamento al fine di rendere il servizio, progressivamente, più efficiente per i cittadini». E il regolamento per le nomine varato dal Consiglio comunale? Il tema che potesse essere preso in considerazione è stato dibattito all’indomani delle dimissioni di Brunetti. Dalla lettura dello stesso regolamento, stando a quello che trapela, sarebbe stato preso alla lettera, in particolare l’articolo 2 che recita così: «II sindaco, ovvero il presidente del Consiglio comunale, a seconda delle competenze, trenta giorni prima della scadenza ordinaria entro cui deve provvedere a norma di legge, di statuto o di regolamento a nomine o designazioni di rappresentanti del Comune presso enti, aziende, società ancorché consortili e istituzioni, divulga con avviso pubblico gli incarichi da affidare e le loro caratteristiche». Nella sostanza le dimissioni sono un fatto straordinario e non ordinario – il ragionamento fatto in Comune – di qui la decisione di optare per immediatamente per Carlo Pino che inoltre è un intemo e non esterno. Chiarito ciò, chi è questo messinese cin- quantottenne? Certo ha esperienza, è un trasportìsta che ha vissuto gran parte della sua carriera in Trenitalia occupando ruoli di prestigio e importanti, avventura poi finita bruscamente nel 2009 come da lui stesso ricordato: «Stimo molto Moretti però lui ha voglia di mettere bocca su tutto io invece penso che un amministratore debba avere una sua autonomia quando ho capito che l’ambiente
non era più per me, facevo il direttore nel Lazio, sono andato via. Lei sa che i dirigenti vengono valutati per le loro performance io sono andato via con un punteggio di 108 superiore al punteggio massimo». Si diceva del curriculum. Tra le altre cose vale la pena segnalare che «Dal 1977 – si legge – ha lavorato nel Gruppo Ferrovie dello Stato. Dal 1991 al 1999 è stato Re sponsabile nazionale dei rapporti estemi della divisione trasporto Locale. Da agosto 1994 a ottobre 1995 ha fatto parte di un gruppo di lavoro delle Ferrovie dello Stato che, su incarico del Sindaco del Comune di Roma, ha lavorato per il risanamento di Atac e Cotral, le Aziende di Trasporto pubblico di Roma e del Lazio. Pino pur avendo nel ferro la sua passione ha lavorato molto sul trasporto su gomma: Dal 1999 al 2002 ha ricoperto l’incarico di responsabile del progetto «Ferrovie m gestione commissariale governativa». D progetto prevedeva il risanamento e la ristrutturazione di 16 aziende di trasporto ferroviario e su gomma, che impiegavano complessivamente 14.075 addetti e 120 dirigenti m tutta Italia, è stato portato a termine con la trasformazione in società a responsabilità limitata di 13 aziende. «Anm – dice il manager – è la terza azienda di trasporti in Italia per quello che ri guarda la gomma. Il mio impegno sarà principalmente su due fronti: arrivare subito all’impresa unica dei trasporti, siamo un po’ indietro e a ottimizzare il sistema dei trasporti. La gomma deve coprire quello che non copre la metropolitana e le funicolari. Nella consapevolezza che Alberto Ramaglia, l’amministratore delegato, è quanto di meglio ci possa essere in giro».

 

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