Il “pasticciaccio brutto” sul Teatro San Carlo

San CarloTra il serio ed il faceto oggi leggo la delibera di giunta di proposta al Consiglio n. 5 dell’8 gennaio 2014 (clikka) sul San Carlo di cui si è discusso molto in questi giorni. In sostanza la proposta un po’ bizzarra, che ha determinato le dimissioni del CDA, di conferire alla Fondazione del Teatro San Carlo 20 milioni di euro in beni immobili che poi sono arrivati mediaticamente 40. Probabilmente molti si sono affannati a discutere senza avere avuto la possibilità di leggere la citata delibera.

Il 14 gennaio scorso sono intervenuto nella commissione cultura del Comune dicendo che era assurdo che si fosse arrivati alla scadenza del termine per la presentazione del piano di riequilibrio, quando proprio io nel consiglio comunale del 02.10.2013 avevo già segnalato tutte le problematiche poi venute drammaticamente al pettine. Non lo dico per fare il grillo parlante, ma per dire che è assurdo che ciò che si dice in consiglio non abbia poi all’atto pratico alcun effetto!  Sulla questione ho anche scritto un’altro post  (teatro san carlo in liquidazione (clikka).

Ebbene, è curioso leggere i pareri allegati alla citata delibera di cui consiglio anche a voi la lettura. Il Ragioniere generale in sostanza sembra quasi abbia detto cittadini non vi preoccupate! E’ una “bufala”! L’atto è di mero indirizzo e non dispone di alcun bene e pertanto non mi devo preoccupare dell’impatto che potrebbe creare al bilancio del comune ed al rispetto del piano di riequilibrio pluriennale di cui al DL 174/2013! Una presa in giro mi chiedo?

Il segretario Generale, invece, è stato più cauto ed ha avvertito il Consiglio, che poi si dovrà pronunciare, che vi sono precisi vincoli di legge che devono essere rispettati citando anche la normativa. La delibera come detto è una proposta al Consiglio e pertanto noi dovremmo votarla assumendoci tutte le responsabilità politiche, amministrative e contabili. Voi che fareste? Io per il momento sono un po’ preoccupato per l’approssimazione con al quale si agisce a tutti i livelli e poi anche perché “la legge è legge e va sì rispettata” come diceva Eduardo in una nota poesia!

Sul fronte della Regione, invece, con Decreto Dirigenziale_n_434_del_27_12_2013 (clikka) si è disposta l’assegnazione di 11 milioni di euro al San Carlo a valere sui fondi PAC. Ora mi sovviene un dubbio ma questi fondi non è che sono quelli che erano riservati al FORUM delle Culture? Non saprei proprio… Per il momento su detti fondi è stato solo staccato un assegno mi par di capire di circa 2 milioni.

Ad ogni buon conto nella commissione del 14 gennaio scorso una delle prime cose che ho detto, riprendendo l’assessore alla cultura Daniele, è stato che al Paese manca una classe dirigente degna di questo nome, riportando quanto mi ha riferito un dipendente del San Carlo il quale mi ha detto: “Io sono stato sotto il parlamento quando si doveva votare la conversione in legge del decreto ho parlato con i parlamentari a cui ho riferito i problemi che c’erano sul decreto e nessuno sapeva niente di ciò che stava andando a votare!”

A futura memoria ecco il mio intervento al Consiglio del 02.10.2013 … parole al vento!

Ma i nostri Parlamentari napoletani che fanno a ROMA!

In tutto questo noto una completa assenza della stampa che avrebbe dovuto per lo meno riportare la notizia che un gruppo consiliare aveva già previsto tutto … ma ovviamente i giornali rispondono ad altre logiche populistiche!

Ecco il mio intervento al 01:34:24

L’Italiano furbo ed i costi della Sanità

deficit-sanitaLa Regione Campania, ha già i suoi problemi tra i consiglieri regionali che si “magnano” i fondi economali comprandosi generi vari alimentari e non, facendosi fare false fatture per intascare le somme, ovvero pagandosi la TARES di casa, dichiarando poi che è la sede politica. Oppure in modo istituzionale facendo regali (clikka) a questa o quell’associazione sponsorizzata da questo e quel consigliere regionale.

Una classe dirigente che, probabilmente non sa neppure quali sono gli effetti dei tagli sul sistema sanitario. Oggi ho pensato di usare il servizio sanitario pubblico per fare degli accertamenti. Il servizio è stato buono e veloce e le persone che ho incontrato gentili ma, alla fine, mi sono accorto che, molto probabilmente, ho speso di più che in un laboratorio privato. Mi hanno, infatti, spiegato che c’è un costo fisso per ogni ricetta e tra una somma e l’altra sono arrivato a pagare circa 140,00 €. per gli esami. Mi chiedo come potrebbe un operaio o un impiegato pagare una somma del genere!

Ho pensato vabbé meglio dare questi soldi al sistema pubblico che al privato, solo che, mentre pagavo l’esoso tiket, ho assistito ad una scena di un tizio “napoletanissimo” e simpaticissimo, che ha portato una carta allo sportello tiket ed ha chiesto: “giuvà vir nu poc'”; l’impiegato gli ha risposto; “rafè qua sono 23,00 €.!” ed il “napoletanissimo” signor Raffaele di rimando gli ha detto: ” giuvà! nun fa o scem! vir nu poc’ che fa!”, e così mentre io pagavo i miei 140,00 €. il signore Raffaele se ne andava con il suo bel foglio di esenzione o simile. Ovviamente i nomi sono di fantasia e mi ha fatto ricordare che nel nostro centro storico a volte capita, in farmacia, di assistere a scene dove il farmacista chiede al cliente: “signò a chi e scrivimm’ queste medicine?”  e la signora che risponde: “scrivitele a cuncetta … no no è meglio a titina!”. Della serie in un quartiere popolare basta che ci siano due o tre esentati tiket per esentare tutto il quartiere o quasi … ed io pago diceva il buon Totò!!

Mi chiedo se il presidente caldoro o qualche consigliere regionale abbiano mai fatto gli esami in un ospedale pubblico facendo la fila come qualsiasi altro cittadino ed avendo, quindi, la possibilità di assistere, come è capitato a me, a scene  di questo tipo che tutto sommato rappresentano anch’esse un tratto della nostra napoletanità di trovare la scappatoia e l’amico.

Per quanto leggo dai giornali l’unico nesso evidente tra sanità è politica è solo in termini di bustarelle e di nomine di personaggi in posti chiave che spesso di medicina non capiscono nulla ed hanno il solo pregio di fare le campagne elettorali per l’amico che l’ha sponsorizzati.  Ebbene credo che dalla sanità come nella cultura la politica debba essere messa alla porta e non debba mai permettersi di fare nomine!

In effetti ha ragione Vittorino Andreoli che, recentemente dalla Gruber, ha dichiarato che gli italiani sono dei ladri (chi più chi meno) ed è per questo che eleggono altri ladri e non si indignano quando li scoprono con le mani nella marmellata … o meglio mi verrebbe da dire con le mani nelle loro tasche!

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