Mediazione obbligatoria: Il governo Letta a servizio delle lobby

enrico-gianni-letta-233359_tnIl Governo letta ha nella sua agenda il ripristino della conciliazione obbligatoria. Io ho già ho scritto sul tema avvalendomi della mia esperienza di avvocato del Foro di Napoli e dicendo chiaramente che è una ulteriore tassa che viene caricata sui cittadini a favore di lobby di potere che si sono organizzate investendo denaro a danno della collettività. L’idea della mediazione obbligatoria (che resta una contraddizione in termini) viene contrabbandata come un mezzo deflattivo della giustizia. Io, nella mia esperienza, per quel poco che è durata, prima del sacrosanto intervento della Corte Costituzionale, che l’ha dichiarata illegittima, ho potuto constatare che la mediazione obbligatoria è stata solo una tassa perché il cd. verbale negativo necessario per poi “fare causa” è costato al cittadino semplicemente come un ulteriore spesa che si aggiunge a quelle paurosamente decuplicate previste per accedere alla giustizia. Solo che il cd. contributo unificato che si paga va allo stato, mentre i cd. diritti di segreteria ed i compensi per la mediazione obbligatoria vanno nelle tasche dei privati organizzatisi in vere e propri lobby a cui anche questo governo è sensibile. Qualche tempo fa ho anche scritto sul tema segnalando come esso era ben accolto in modo trasversale dai precedenti parlamentari  (ricordiamoci di questi parlamentari clikka), oggi spero che i nuovi parlamentari abbiano la forza per mandare a quel paese questo assurdo progetto che finisce anche per avvilire il lavoro degli avvocati. Per dirla tutta, io prima di proporre un giudizio per un mio cliente cerco ogni modo per evitare la causa. Bene allora, proporrei al nuovo governo di coalizione, anziché aggiungere queste spese a carico dei cittadini, perché non istituzionalizzare ciò che ogni avvocato già fa in ossequio al noto brocardo “meglio nu male accordo che na causa vinta” (meglio un cattivo accordo che una causa vinta). Invece no! Il nostro governo di compromesso ha già stipulato una bella cambiale con le forze oscure del paese mostrandosi sensibile ad accogliere questa istanza a danno dei cittadini e di coloro che essendo giovani e poveri in canna si avvicinano alla professione di avvocato. Solo per capire il senso nel quale stiamo andando: io da figlio di operaio sono riuscito a mettere in piedi uno studio legale e praticare la professione da oltre quindici anni traendo un reddito per me e la mia famiglia, oggi un giovane avvocato figlio di operaio non avrebbe la possibilità di fare la stessa cosa per la paurosa decuplicazione delle tasse! Complimenti gianni ed enrico letta state andando nel verso giusto che schifo!

usate l’hastag #nomediazioneobbligatoria per far valere ul vostro dissenso!

Voglio sapere cosa ne pensano i nostri parlamentari ed in particolare quelli della mia regione (Campania). Voglio sapere come ci rappresentano i nostri rappresentanti devono dichiararlo ed avere il coraggio di sostenere le loro tesi!

ROMA. Il Presidente del consiglio, Enrico Letta, ha presentato i punti sui quali fondare il programma di governo. Punti che  non potranno prescindere da quanto raccomandato dai saggi nominati dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Per quanto riguarda la giustizia civile, nell’ottica della riduzione dei tempi della giustizia e al fine di snellire il carico del contenzioso civile, sarà necessario promuovere l’utilizzo di misure alternative di risoluzione delle cause, mediante il ripristino di forme obbligatorie di mediazione.

Contestualmente il neo premier abbraccia anche la politica di potenziamento delle strutture giudiziarie, e, soprattutto, la promozione del principio di moralizzazione della vita pubblica.

Secondo Letta bisogna dunque primariamente combattere la corruzione. Anche sul fronte emergenza-carceri il recente programma ripercorre le indicazioni tracciate dai saggi, e cioè la depenalizzazione e l’utilizzo costante, ove possibile, di misure alternative alla detenzione.

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