Stadio San Paolo: I Cittadini pagano ed il Calcio Napoli no!

delaurentiisdemagistrisA beneficio dei cittadini napoletani e delle Casse Comunali, sono dovuto ricorrere alla Corte Dei Conti (clikka) per ottenere il pagamento dei canoni  dovuti dal 2006 al 2014 dal Calcio Napoli (ben 6.230.000.000,00 €.) per l’uso dello stadio San Paolo, da cui, è il caso di osservare, il patron del napoli, ricava circa 120 milioni di euro all’anno! Ebbene, proprio perché, posso dire di “conoscere i miei polli” ho chiesto se per caso non si fosse di nuovo verificata una situazione del genere, avendo la conferma (non la sorpresa) di scoprire che è così! Dall’ultimo pagamento, infatti, il Calcio Napoli si è guardato bene dal pagare accumulando un debito di altri 644.593,83 €. come certificato dal Servizio Comunale (clikka) oltre alle altre somme dovute per la mancata sottoscrizione della convenzione. E’ singolare la risposta dal Calcio Napoli secondo cui non avrebbero ricevuto la diffida a pagare, come se fosse necessaria la diffida per sapere che i debiti vanno onorati alla scadenza!
Possibile che la politica è tanto debole verso i forti e tanto forte verso i deboli? Penso alle tante imprese e cittadini strozzati dall’Equitalia per qualche migliaio di euro e qui, invece, abbiamo crediti per milioni di euro che vengono lasciati inadempiuti per paura di “disturbare” e crearsi dissenso anziché consenso. Come dire in servizio fino agli ultimi giorni di cosiliatura! spero che nel nuovo consiglio comunale ci sia qualcuno che porti avanti questa battaglia di giustizia sostanziale!!!
Giusto per: Nel 2011 ho fatto una campagna elettorale con il megafono al grido: “Contro i Poteri Forti di questa Città Votate e fate Votare ….” con amarezza devo dire che mi sono ricreduto…
Repubblica Napoli (clikka) del 08.06.2016, Alessio Gemma:
Il Calcio Napoli non paga, il Comune lo diffida. Palazzo San Giacomo ha “messo in mora” la società di De Laurentiis. Il motivo? Il club non ha ancora versato i canoni di concessione dello stadio San Paolo per l’anno scorso. Si riapre lo scontro sull’impianto di Fuorigrotta.
Il Napoli non onora parte del fitto per il campo di proprietà del Comune: una somma di 644 mila euro. E gli uffici di piazza Municipio ricorrono alle carte bollate. “Si precisa – si legge in una nota interna del 6 giugno – che il servizio gestione grandi impianti sportivi ha notificato alla Società Sportiva Calcio Napoli diffida al pagamento e contestuale messa in mora per un importo complessivo pari a 644.593,83 (Iva inclusa) per i canoni concessori per il periodo 1 settembre 2014 a tutto il 30 settembre 2015, comprensivo di relativo canone pubblicità stesso periodo”.Dalla società sportiva fanno sapere di non aver ricevuto tale comunicazione dal Comune. Nella stessa nota si dà conto che il Napoli ha “regolarmente pagato i canoni relativi al periodo marzo-agosto 2014”, ma si apprende che il periodo successivo, cioè settembre 2014-settembre 2015, non è l’unico ancora scoperto. Perché si legge – “si resta in attesa della nuova convenzione approvata dal consiglio comunale”, per cui restano anche da pagare i canoni dall’1 ottobre 2015 al giugno 2016. Per quest’ultimo periodo è entrata in vigore il nuovo accordo tra Comune e club, che prevede un aumento del 20 per cento con altre spese a carico del Napoli. Per la nuova convenzione, approvata dal consiglio comunale, ci vuole un ultimo passaggio in giunta comunale.

Ma De Laurentiis la firmerà? Pare che il Napoli si sia fatto avanti in Comune per eseguire parte dei lavori allo stadio: bagni e area accoglienza per la Champions. Somme che la società potrebbe voler “compensare” con i canoni ora arretrati. Intanto il Comune ha già chiesto il mutuo da 25 milioni per ristrutturare lo stadio. Attacca Gennaro Esposito, ex presidente della commissione Sport: “Solo con l’intervento della Corte dei conti, il Comune ha incassato i 6 milioni di canoni antecedenti al 2014. Adesso ci risiamo poiché l’ente non è in grado di far rispettare gli obblighi contrattuali alla società. Spero che nel rinnovato consiglio comunale ci sarà qualcuno che svolga questa importante funzione di controllo e indirizzo”.

Sequestro Corte dei Conti, Stadio San Paolo e la politica supina ai voleri del “patron”

stadioIl caso dello stadio San Paolo è il simbolo dell’atteggiamento della politica verso i potenti. Nonostante il patron non adempia ai suoi obblighi avendo maturato un debito di oltre 5.000.000,00 di €. (così come del resto hanno fatto i suoi predecessori), l’amministrazione è assolutamente piegata ai voleri del club e, pertanto, è pronta ad accontentarlo in ogni suo capriccio, spesso con le tasche dei contribuenti. Da quando presiedo la Commissione Sport ed impianti sportivi ho ingaggiato, insieme ai compagni di Ricostruzione Democratica, una vera e propria battaglia di diritti, legalità ed uguaglianza, ma niente da fare! Basta che il Padrone schiocchi le dita che subito l’amministrazione si mette in moto. Ecco le ultime determine di spesa a carico dei cittadini napoletani che ci sono costate 58.000,€. per lavori di copertura dello stadio (clikka), ed €. 101.000,00 per  lavori all’impianto antincendio (clikka); €. 63.529,14 per lavori sugli spalti (clikka); €. 131.251,56, per lavori impianti antincendio (clikka); €. 13.908,00 per lavori Impianto wi fi (clikka). Ovviamente tutti lavori a carico del Comune, per contratto, ma fatti eseguire dalla società Calcio Napoli che ha curaro anche la progettazione e che di questo passo si sta trasformando da società calcistica a società di costruzioni. Ebbene, atteso l’inadempimento del Patron alla convenzione, assolutamente vantaggiosa per il club, il Comune avrebbe potuto dire, prima mi paghi e poi vediamo per i lavori, e se non provvedi subito, non ti consegno lo stadio per la prossima partita! Sarebbe bastato far saltare anche una sola partita per rimettere a posto le cose.

Ovviamente per fare questo occorrerebbe una politica forte in grado di interloquire con il potente di turno e dire, chiaramente, che l’interesse pubblico viene prima dell’interesse particolare, compreso quello del calcio napoli. Niente di tutto ciò il Patron schiocca le dita, ancora una volta, ed ottiene dall’Amministrazione l’autorizzazione a realizzare una tribuna riservata (clikka) per le famiglie dei calciatori, per fortuna a spese sue! Ebbene con questi 366.688,70 €., ultimi di una lunga serie, si sarebbero potute mettere molte cose a posto ad esempio nel Palastadera (facendo una guaina isolante al lastrico solare), ovvero ottenere l’agibilità per gli spalti al campo di calcio Hugo Pratt di Scampia, oppure, eliminando le infiltrazioni negli spogliatoi del Campo di Calcio di Via Lieti adeguando anche gli altri due campetti di calcetto. Cose che ho visto io con i miei occhi con tre ultimi sopralluoghi per i quali ho redatto una relazione (clikka) che ho inviato ai componenti della commissione (troppo impegnati, per partecipare a questa importante attività di verifica) ed al Sindaco. Impianti sportivi che fanno fare sport a migliaia di ragazzini napoletani e dei quali l’amministrazione, a questo punto, si disinteressa ,troppo impegnata a servire il patron con le nostre tasche!

Oggi(20.02.2014) tutti i giornali cittadini danno la notizia del sequestro dei c/c della società Calcio Napoli eseguito su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti. Purtroppo ancora una volta la magistratura arriva prima della politica: il Mattino di Napoli (clikka)il Mattino di Napoli (clikka)Repubblica Napoli (clikka)corriere del mezzogirno (clikka)

Da Repubblica Napoli del 9.02.2014

Una tribuna per le famiglie dei calciatori

San Paolo, proroga di un anno. Ma spunta Afragola

ALESSIO GEMMA

UNO spazio accogliente con divani e sedie per ristorarsi. E un angolo per i bambini che non seguono la partita. Il presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis, ha un conto aperto per il fitto dello stadio San Paolo, ma intanto il Comune lo autorizza ad allestire una mini tribuna per le famiglie dei calciatori. Il nulla osta è stato rilasciato il 14 novembre scorso con voto unanime della giunta de Magistris. Si tratta di una struttura smontabile «utilizzata per offrire comfort e sicurezza ai parenti dei giocatori con conseguente eliminazione di uno dei fattori di stress per gli atleti». Tutto a spese della società sportiva e giudicato dagli uffici tecnici di Palazzo San Giacomo in linea con la normativa edilizia. Ha le caratteristiche di uno «standfieristico, costruito con scatolari metallici e pannelli di legno». Per garantire la privacy a mogli e figli dei calciatori sarà «chiuso perimetralmente e coperto superiormente ». Per i servizi igienici sono previsti due container sanitari. Andrà a occupare lo spazio sotto la tribuna Posillipo e «contribuirà a migliorare le condizioni di fruibilità e decorodello stadio comunale». La prima richiesta per la «nuova area ospitalità» è datata 27 agosto scorso. È il direttore marketing del Napoli, Alessandro Formisano, a scrivere al capo di gabinetto Attilio Auricchio e al vicedirettore generale Giuseppe Pulli. Da piazza Municipio parte il cenno di intesa: ma prima i tecnici del Comune vogliono vedere grafici e piantina dell’allestimento. Le carte arrivano a Palazzo il 10 ottobre e il 28 dello stesso mese è pronta la delibera. Verrà approvata in giunta appena due settimane dopo, il 14 novembre scorso. Incrocio di date. Proprio due giorni prima, il 12 novembre, De Laurentiis era stato in consiglio comunale per discutere dello stadio San Paolo. E lì sfogò tutta la sua rabbia contro la giunta de Magistris. Di fronte, oltre ai consiglieri della commissione sport, aveva proprio il capo di gabinetto Auricchio: «Io non mi fido più — disse il presidente del Napoli — qualche giorno fa mi è arrivata dal Comune una nuova transazione completamente rivoluzionata rispetto all’accordo di undici mesi fa».

Già, perché sulla concessione dello stadio di proprietà di Palazzo San Giacomo, il Napoli ha debiti per circa 5 milioni con l’ente per fitti non pagati e introiti pubblicitari non versati al Comune. A dicembre 2012 fu sottoscritto un accordo bonario tra il sindaco e il presidente, rimasto carta straccia. E il 12 novembre a via Verdi De Laurentiis lamentava proprio il mancato perfezionamento di quella transazione. Il motivo?Sui rapporti tra il Napoli e Palazzo San Giacomo è in corso una indagine della Corte dei conti con l’ipotesi di danno erariale. La Guardia di Finanza è già stata al San Paolo.

Attacca il presidente della commissione sport, Gennaro Esposito: «L’amministrazione ha sempre un atteggiamento supino a ogni volere di De Laurentiis, dimenticandosi poi di curare altri importanti impianti sportivi per i quali basterebbe poco. Mentre si autorizza al San Paolo un’area accoglienza per le famiglie dei calciatori, al campo di calcio Hugo Pratt di Scampia manca ancora l’agibilità degli spalti. Non si potrà rinnovare così com’è il rapporto con il Napoli perché troppo squilibrato a favore della società sportiva».

Intanto sindaco e presidente si sono rivisti di recente e si andrebbe verso la proroga di un anno dell’attuale convenzione in scadenza a giugno. Nessuno ora riveli a de Magistris che un mese fa De Laurentiis è stato in avanscoperta ad Afragola. C’è accanto alla stazione della Tav lo spazio per realizzare un nuovo stadio e il sogno di una “cittadella del Napoli”.

Articoli sullo Stadio San Paolo (clikka)

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