Insula di Romeo la difesa dell’Assessore Tuccillo

romeoDa “La Repubblica di Napoli” del 18 giugno 2012

IL CASO
Il Comune difende Romeo
“Da lui mai nessun ricatto”
L’assessore Tuccillo spiega il carteggio con il manager
di CRISTINA ZAGARIA

Il Comune difende Romeo “Da lui mai nessun ricatto” L’assessore Bernardino Tuccillo
“E’ tutto un grande equivoco. In giunta abbiamo anche riso per questa storia della “macchina da guerra”, perché quando Achille Occhetto parlò della “gioiosa macchina da guerra” il Pd perse le elezioni”. Bernardino Tuccillo, assessore al Patrimonio commenta così il diktat di Alfredo Romeo che, deluso dalla delibera che ha suggellato la transazione con Palazzo San Giacomo, scrive al sindaco: “Non le nascondo l’indubbia perplessità che la “scorrettezza” registrata nei comportamenti ci induce ad intraprendere un percorso di guerra”. E a quanto sembra l’espressione continua a non portare bene.

Dopo la pubblicazione su Repubblica del carteggio tra la Romeo Gestioni e il sindaco Luigi de Magistris, il Comune replica. E dà la sua versione dei fatti. A parlare è l’assessore al Patrimonio, Bernardino Tuccillo, che insieme al capo di Gabinetto, Attilio Auricchio, e al sindaco è uno dei tre destinatari a cui scrive l’imprenditore per accordarsi sulla dismissione del patrimonio immobiliare Erp e per la realizzazione del progetto di riqualificazione della zona di via Cristoforo Colombo, denominato progetto Insula Antica Dogana.

Tutto nasce da una serie di sentenze
che condannano il Comune a pagare alla Romeo circa 50 milioni per competenze arretrate a partire dal 2007 (l’ultima sentenza è dello scorso febbraio). Il Comune chiede alla Romeo di non pagare almeno gli interessi. Comincia la trattativa, in cui l’amministrazione avvia anche la dismissione del patrimonio di case popolari per ripagare il gestore.

L’imprenditore detta le sue condizioni. “L’avvocato sosteneva che la transazione avrebbe aiutato a risolvere un contenzioso e che poteva accelerare le dismissioni  –  ricostruisce Tuccillo  –  Il percorso di guerra, si riferisce agli obiettivi ambizioni: dismettere 2700 immobili”. A questo punto Romeo accetta di non incassare gli interessi. “Noi allora abbiamo chiesto a Romeo di diminuire ulteriormente il credito  –  continua Tuccillo  –  e gli abbiamo offerto di farci una proposta il più possibile vantaggiosa per l’ente. Ma l’avvocato Romeo ha detto no. Secondo lui abbassare il credito sarebbe stato come riconoscere un disservizio. Lui, invece, riteneva di aver bene operato. Ma oltre alla rinuncia agli interessi, per dimostrare la sua disponibilità al sindaco e alla città ci ha offerto la riqualificazione dell’Antica Dogana a costo zero per l’amministrazione”.

Un ricatto? “No. Un’offerta  –  replica subito Tuccillo  –  un progetto interessante e comunque separato dalla transazione. La prova è che la transazione e la dismissione del patrimonio sono state approvate dalla giunta all’unanimità, per il progetto Antica Dogana ci siamo dotati di una cabina di regia, che doverosamente si deve prendere tutto il tempo necessario per valutarne la fattibilità”.

Nel carteggio è proprio Romeo a proporre la cabina di regia. Ma Tuccillo ribadisce: “Il progetto non è mai stato proposto come condizione alla transazione”. Ma dopo la lettera di Romeo del 28 marzo, con lui irrigidito e scontento per la delibera approvata (la 206 del 28 marzo) e per i patti non rispettati, la giunta il 4 aprile vota un emendamento per rassicurare l’imprenditore: in caso di pagamento ritardato “la rinuncia al credito per interessi maturati e maturandi si intende ridotta del 10 per cento”.

Che significa? Se il Comune ritarda il pagamento di una rata, Romeo incassa ogni volta 570 mila euro in più. “Sì abbiamo accettato la sfida sul rischio di una penale  –  conclude Tuccillo  –  e votato un emendamento alla prima delibera, che tenesse conto di questa preoccupazione di Romeo, perché siamo certi di pagare in tempo”.

(18 giugno 2012)

L’insula di Romeo ed il percorso di guerra

romeoInsula di Romeo da “La Repubblica Napoli” del 17 giugno 2012

Progetto Antica Dogana
l’ultimatum di Romeo
“Pronti alla guerra se non rispettate l’accordo” si legge in una lettera dell’imprenditore a de Magistris, Tuccillo e Auricchio
di CRISTINA ZAGARIA
Progetto Antica Dogana l’ultimatum di Romeo Alfredo Romeo
Siamo pronti “a intraprendere un percorso di guerra quale quello congiuntamente ipotizzato, dati gli obiettivi estremamente ambiziosi”. Quale guerra? Contro chi? Congiuntamente con chi? A scrivere  –  nero su bianco  –  è Alfredo Romeo. I destinatari della lettera sono: il sindaco, Luigi de Magistris, l’assessore al Patrimonio, Bernardino Tuccillo, il capo di gabinetto del sindaco, Attilio Auricchio. La lettera è del 28 marzo, cinque giorni dopo la delibera (206) che ha sancito il e discusso accordo tra Comune e Romeo.

L’accordo per la dismissione del patrimonio di edilizia popolare e per il progetto Antica Dogana. Ma la delibera ha deluso Romeo, che è pronto alla guerra e sa di avere degli alleati in Comune. Ma andiamo con ordine. Esiste un carteggio della Romeo con Palazzo San Giacomo. Gli interlocutori sono sempre gli stessi. Romeo scrive a de Magistris, Tuccillo e Auricchio.

Nella prima lettera del 19 marzo scorso Romeo (scrivendo a mano all'”Egregio sindaco”) propone la realizzazione di un intervento “di valorizzazione integrata dell’area di via Cristoforo Colombo e di riqualificazione dell’Insula Antica Dogana, in attuazione del vigente contratto di servizi”. Un progetto che Romeo ha già “illustrato direttamente al sindaco”. E l’imprenditore nelle tre pagine della sua missiva usa sapientemente parole care al sindaco: l’idea “nasce da un processo di democrazia partecipata (in corsivo e sottolineato), sarà “una sfida importante sul piano della rivoluzione
che Lei auspica per dare un volto nuovo alla città”, procederemo a una “valorizzazione dei beni e delle risorse presenti sul territorio”.

E ancora: “L’impegno congiunto del Comune e della Romeo Gestioni nella bonifica territoriale dell’Insula dell’Antica Dogana, per la sua particolare collocazione, darà alla città un nuovo biglietto da visita, completando con armonia il fronte dell’intervento che sta cambiando l’area di piazza Municipio e del waterfront”.

Ovviamente “i beni immobiliari e le attività commerciali insistenti sull’Insula avrà un significativo aumento e un ritorno di crescita di valore per i proprietari”. In quell’area appunto c’è l’albergo di Romeo, su cui pende una richiesta di abbattimento per una serie di abusi. Romeo conclude la lettera augurandosi che “l’amministrazione possa, come congiuntamente auspicato, dare nel più breve tempo possibile il “via” formale a questa avventura”.

Lo stesso giorno Romeo manda alla dirigente del servizio Patrimonio, e per conoscenza ai suoi soliti tre interlocutori, la bozza di transazione del contenzioso tra amministrazione e Romeo Gestioni. I toni sono molto decisi e la transazione (per un debito di circa 50 milioni del Comune), insieme con la dismissione del patrimonio Erp sono legate a doppio filo al progetto Antica Dogana. Romeo chiarisce: “La transazione dovrà avvenire nel più breve tempo possibile e comunque non superiore ai 10 giorni dal ricevimento della presente”.

E al punto due, specifica che contestualmente “alla transazione la giunta municipale procederà all’approvazione (scritto in neretto), quale progetto di prioritario interesse comunale, della riqualificazione dell’Insula Antica Dogana, secondo la proposta progettuale già condivisa nell’ambito di un intenso lavoro con il sindaco, l’assessore al Patrimonio, il capo di gabinetto e i relativi uffici”. E Romeo indica anche l’iter: “L’amministrazione procederà all’istituzione di una cabina di regia per le valorizzazioni e le dismissioni immobiliari con compiti di affiancamento del gestore”.

Insomma tutto sembra deciso, la transazione, la dismissione del patrimonio immobiliare, il progetto Antica Dogana. Ma succede qualcosa. Il 23 marzo viene approvata la delibera. Ma la giunta si spacca. Tra gli assessori c’è chi non è convinto che questo progetto sia una priorità per il Comune.

L’assessore all’Urbanistica De Falco chiede il rispetto dei vincoli urbanistici e ha dei dubbi sul parcheggio sotterraneo che Romeo vuole costruire sotto a una strada pubblica a ridosso del suo albergo. L’assessore alla Legalità Narducci non vota la delibera.

L’assessore al Bilancio Realfonzo chiede che la transazione sia basata su dati certi e non su previsioni non di¬mostrabili di incassi. Il marzo 28 Romeo torna a scrivere al sindaco: “Con sincero sconcerto ho appreso dall’assessore al Patrimonio e dal capo di gabinetto, che dopo un intenso lavoro congiunto di quattro mesi e un’intesa, la giunta ha approvato un testo emendato, intervenendo su questioni concordate e assoluta¬mente irrinunciabili”.

Romeo è preoccupato e sottolinea che capisce che “tale circostanza si è verificata sulla base di interventi estranei alla reciproca volontà negoziale”, ma che dietro modifiche “apparentemente tecnico contabili” viene meno “ogni elemento di garanzia a tutela della Romeo” e qui Romeo annuncia “la guerra” contro chi ostacola il negoziato pattuito con il sindaco, Tuccillo e Auricchio. L’ultimo atto del Comune relativo all’accordo è la creazione (il 24 aprile) di una unità ad hoc che sta studiando la fattibilità dell’accordo e del progetto Antica Dogana.

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