Elezioni Politiche 2022 ad Alto Rischio

L’Astensionismo Napoletano

In quanto Cittadino, Avvocato e Politico Locale sento il bisogno di fare una riflessione su un tema che credo dovrebbe essere all’ordine del giorno di partiti, candidati e coalizioni: Il rischio astensione dal voto a Napoli.

Alle ultime elezioni politiche del 2018 a Napoli, hanno partecipato al voto, tra camera e senato, circa il 60% degli aventi diritto, il referendum non lo metto in conto, mentre credo sia una buona spia, la consultazione delle ultime elezioni comunali. Ebbene, a queste ultime elezioni del 2021, hanno votato il 47,17% dei chiamati al voto. In pratica su 776.751 elettori, hanno votato solo 366.374 napoletani. 410.377 elettori hanno preferito restare a casa il giorno delle votazioni, cosicché la coalizione vincente, di cui faccio parte, ha racimolato complessivamente 215.427 voti di preferenza che sono stati sufficienti ad incoronare Gaetano Manfredi Sindaco di Napoli. In poche parole Napoli è amministrata da una coalizione che ha conseguito il gradimento di poco meno del 28% degli aventi diritto al voto. Stesso discorso per le elezioni Regionali 2020, dove la percentuale di affluenza al voto a Napoli è stata del 46,10%. Un dato che dovrebbe farci tremare i polsi, per il vulnus democratico che esso comporta ed essere un punto di profonda e seria riflessione su cui la politica napoletana avrebbe dovuto interrogarsi. Eppure, le elezioni comunali sono “tirate” da un esercito di diverse migliaia di candidati, tra liste al comune ed alle municipalità, mentre, invece, alle vicinissime elezioni politiche questa forza sarà totalmente assente. Ebbene, con l’attuale legge elettorale che, in buona sostanza ha abolito il voto di preferenza, i segretari di partito hanno, chi più chi meno, catapultato candidati da altri territori nei collegi Napoletani. Ora le domande che mi pongo sono due:

1) Se una persona non viene candidata nel suo territorio dove è conosciuta, cosa deve pensare l’elettore che dovrebbe, invece, votarlo?;

2) Se all’elettore viene sottratta la facoltà di scegliere il suo rappresentante, che elezione è? Questa legge elettorale non mi piace ed è l’ennesimo risultato della incapacità dei partiti a guardare all’interesse generale, non escludo che possa fare la stessa fine del “porcellum”, caduto sotto i colpi della Corte Costituzionale. In ogni caso, le sfide che attendono il prossimo Governo sono epocali, tra pandemia e conflitti internazionali, a cui noi arriveremo di nuovo in ritardo, perché per affrontare questi “mostri” occorre un governo che goda di una forte investitura popolare, per questo mi sento di dire, anche se con un certo imbarazzo, buon voto a tutti.

Il Sindaco Manfredi tra Destra e Sinistra

Il mio intervento al Consiglio Comunale del 26.07.2022

Credo che in politica ci sia bisogno di chiarezza, specialmente in questo momento. Questi innesti sono solo il frutto di interessi che non fanno bene alla politica. Oggi ho voluto stigmatizzare questo comportamento che non rispecchia il mio modo di fare politica. Chi ha pensato che questa cosa fosse “neutra”, evidentemente non ha valori identitari né ideologici né politici e pensa solo ai suoi interessi …. Spero che il Sindaco intervenga seppure avrebbe dovuto impedirlo prima ed è evidente che quest’innaturale innesto, ancor di più alla vigilia delle elezioni politiche, avrà un peso e delle conseguenze, se non nel palazzo, sicuramente negli oltre 32 mila cittadini che hanno votato la Lista Manfredi credendo di votare una lista di centro sinistra ….

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/07/26/news/manfredi_scoppia_il_caso_in_consiglio_comunale_che_ci_fa_un_supporter_della_meloni_con_il_sindaco-359250363/

Aldo Masullo sulle Parlamentarie del PD

aldomasulloInteressante intervista sul corsera di oggi (28.12.2012) a Aldo Masullo che condivido in particolare sulla necessità che i partiti riprendano il loro ruolo di luoghi di formazione della classe dirigente. Quanto ai candidati non è difficile neppure condividere il pensiero di Masullo sul “riciclo” dei volti noti al partito, che ancora una volta manca l’obiettivo di riformarsi.  Non riesco a capire come si possa essere così miopi e credere che con le primarie si siano già vinte le elezioni ……

NAPOLI — «Un partito dovrebbe costruire naturalmente un processo di selezione della propria classe dirigente, altrimenti non si capisce a cosa serva».
Aldo Masullo, filosofo ed ex parlamentare del Pci e dei Ds, esprime, come è suo solito, con garbo riflessivo le sue dure critiche ai partiti. In particolare, tiene a precisare, a quegli aggregati politici che «dalle nostre parti assumono connotati ancora più deleteri».

Professore Masullo, pure le primarie per selezionare i candidati non la convincono?
«Occorrerebbe chiedersi perché si arriva alle primarie per scegliere i candidati al parlamento».

Ce lo chiediamo?
«Sì, il fatto è che oggi i partiti, tra cui il Pd, non sono stati in grado di avviare processi di rinnovamento interno. Non ci hanno neanche provato. E questo non è che sia accaduto ora. Ma sono anni che si proclama un rinnovamento al quale non si pone mai un avvio. Insomma, le primarie sono l’effetto di queste inadempienze gravissime: del mancato processo di riorganizzazione dei partiti. La selezione dei candidati dovrebbe rappresentare il punto di arrivo di questo processo di maturazione interna. Invece, si parte dai candidati».

Un processo di rinnovamento al contrario?
«Sì, anche se nella vita vera non si possono fare i conti con ciò che sarebbe dovuto accadere, ma con quanto è avvenuto. E allora, prendiamo pure atto che tra i tanti mali, quello delle primarie è il male minore».

Si rassegna?
«Beh, sa: la messinscena delle primarie per selezionare candidati al parlamento ha una funzione simbolica, vorrebbe fornire un indirizzo di ciò che si sarebbe dovuto fare e non si è fatto. Si tratta di una indicazione di pura teoria politica. In realtà, del tutto insufficiente ad assicurare passi avanti verso la modernità e il rinnovamento della classe dirigente e della proposta politica».

Nel merito, cosa non le piace di queste primarie per selezionare i candidati al parlamento?
«Un vizio, in particolare, che è connaturato sia alla prima che alla seconda Repubblica: l’inerzia, mantenere la situazione così com’è invece che imprimere una spinta in direzione del cambiamento. Vede, lo stesso meccanismo di raccogliere centinaia di firme per sostenere la propria candidatura alle primarie risponde ad una esigenza vera di partecipazione democratica, ma in una realtà così miserabile come la nostra diventa occasione per una serie di interferenze, di speculazioni improprie e di inquinamento. Non mi ha fatto una buona impressione leggere nomi di candidati che sono, per lo più, sempre gli stessi e per i quali non si capisce chi si sia speso per sostenerli, quale procedura democratica sia stata messa in atto per proporli. Mi rendo conto pure delle difficoltà che si sono incontrate a causa dell’accelerazione impressa dai tempi piuttosto stretti, ma si sarebbe potuto offrire un maggiore contributo di trasparenza e di apertura».

Torniamo al solito problema della democrazia interna?
«E sì. La democrazia interna ai partiti è un altro male duro da estirpare. Non so cosa accada altrove, ma qui credo sia inconfutabile l’arretratezza delle nostre forze politiche, compresa quella del Pd. Non è per caso che ho scritto il libro ‘‘Napoli, siccome immobile”».

Cosa pensa dell’invito che il Pd napoletano ha rivolto al segretario Bersani di candidarsi capolista in Campania?
«Un gesto che dimostra l’assenza di un nome di rilievo in grado di ottenere la massima attenzione da parte del popolo degli elettori, al di là degli iscritti al Pd. Un altro segno di debolezza».

Lei è andato a votare per le primarie nazionali del centrosinistra?
«No, non sono iscritto».

Quindi, domani, se pure volesse, non potrà recarsi alle urne.
«Purtroppo no».

Perché dice purtroppo?
«Perché stavolta sarei andato: tra i nomi che ho letto c’è qualcuno più giovane, meno legato alle consorterie di gruppi organizzati, che avrei voluto sostenere. Ma non mi è consentito. Pazienza, speriamo che il prossimo anno porti cose migliori e più nuove».

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