Stadio San Paolo più Politica e meno gossip

sanpaoloIeri (12.11.2013) in commissione sport ed impianti sportivi c’è stata l’audizione del Presidente Aurelio De Laurentiis che è venuto a spiegare quali sono le sue idee sul San Paolo, visto che la convenzione andrà a scadenza alla fine del campionato 2013/2014. La richiesta di incontro è provenuta dal Calcio Napoli con la condizione che fosse una riunione senza la stampa ma con tutti i consiglieri comunali. Tutte le commissioni che ho tenuto sui temi cittadini sono sempre state pubbliche così come i sopraluoghi che ho tenuto sugli impianti sportivi. In questo caso, invece, c’è stata una richiesta specifica proveniente dal Patron del Napoli, richiesta, ribadita, all’apertura dell’audizione, su mia specifica domanda, che, peraltro, ho girato ai consiglieri presenti, di maggioranza e di opposizione, che sono stati tutti d’accordo nel proseguire. Decisione, peraltro, è il caso di dire, legittima poiché ad essere ascoltato non era un pubblico dirigente, ma un privato cittadino titolare del diritto alla riservatezza seppure personaggio di pubblica fama. Sono intervenuti quasi tutti i consiglieri presenti, tanto che ad un certo punto ho dovuto ridurre il tempo degli interventi e la riunione comunque è durata circa tre ore.

Il Presidente del Napoli ha parlato molto rispondendo sia a domande che a critiche. Credo che per la prima volta si è trattato un tema così importante in una sede istituzionale, in ogni caso aperta, ai rappresentanti dei cittadini sia di maggioranza che di opposizione, garantendo, quindi, la trasparenza e la partecipazione democratica. Ciò peraltro è dimostrato  dal fatto che si è saputo praticamente tutto immediatamente, ed io stesso, ho rilasciato delle dichiarazioni.

Di tutta questa vicenda ciò che è apparso su alcuni giornali cittadini di rilievo, è stato il gossip di qualche dichiarazione, diciamo, colorita di De Laurentiis, perdendo di vista il vero tema della questione: Cosa fare dello stadio? Darlo in gestione totale alla società calcistica oppure mantenere la multidisciplinarietà con gli altri sport? Inoltre, altra domanda che noi di Ricostruzione Democratica ci facciamo continuamente: Può la città di Napoli privarsi definitivamente o per 99 anni di un impianto cittadino senza la possibilità di vedersi candidata ad ospitare eventi sportivi di fama internazionale di atletica o di altri sport che richiedono l’uso di un impianto di simili dimensioni?  Possibile che non si possa trovare una soluzione che tenga dentro tutti gli interessi quelli pubblici e quelli privati? Credo che il compito della stampa sia quello di sollecitare il dibattito cittadino e l’interesse verso la gestione della cosa pubblica piuttosto che il gossip e voglio credere, anzi sono convinto, che la dichiarazione che il Napoli potrebbe andare a giocare da un’altra parte (leggi Caserta) sia solo una provocazione del Presidente De Laurentiis che cerca di fare il suo “gioco”. Ad ogni buon noi di Ricostruzione Democratica ci stiamo interrogando su quale sia la migliore scelta nell’interesse della città e sono sicuro che alla fine in scienza e coscienza giungeremo a trovare la quadra rimettendo ai cittadini il giudizio sul nostro operato.

Mi rammarico piuttosto che tra i presenti alla riunione (consiglieri e segretario della commissione) ci sia stato qualcuno che, con scarso senso del pudore e cattivo gusto, non solo ha registrato la riunione ma ha anche dato a qualche giornale (chissà se gratuitamente o dietro quale promessa di remunerazione), addirittura l’audio “gossipparo” dell’audizione. Non credo che in questo modo si faccia il bene e l’interesse pubblico poiché non solo si è venuti meno ad un patto tra gentiluomini ma si è anche danneggiato, per esclusivo interesse personale, l’interesse pubblico. Spero non accada mai più, ne va della dignità della politica!

 Ad ogni buon conto mi farebbe piacere avere il vostro parere sulle domande ben più importanti del gossip, tenendo presente che il Calcio Napoli ha in sostanza avanzato la richiesta di avere una proroga della convenzione vigente di un anno circa, per attendere l’approvazione del disegno di legge sugli stadi che, da una prima lettura, darebbe alle società calcistiche la possibilità di acquistare il diritto di superficie o di proprietà degli impianti sportivi, introducendo, tra l’altro, una strana forma di proprietà diciamo temporanea o comunque condizionata che occorrerebbe studiare. Mi appello a quelli di buona volontà che vogliono collaborare ecco il disegno di legge sugli stadi buona lettura (clikka).

Credo che occasioni di confronto e di democrazia come queste siano costruttive affinché finalmente si possa fare in modo che tra pubblico e privato si inneschi una sinergia che non danneggi nessuno ma che sia soddisfacente e dignitosa per tutti.

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