Gennaro Esposito

Alza la Testa

Sulla sanatoria degli alloggi parla bassolino

bassolinoSulla questione delicata dell’occupazione delle case e della relativa sanatoria ho scritto ieri (Sanatoria degli occupanti delle case del comune (clikka). Oggi (9.08.2013) addirittura trovo una lunga intervista al ex sindaco ed ex governatore bassolino sulle pagine de “la repubblica napoli”. A riprova di ciò che dicevo ieri nel mio scritto, il giornalista ha interrogato un cd. “vecchio arnese” della politica campana e nonostante gli avessi fornito con una e-mail, l’articolato report sulle leggi regionali che si sono succedute (ERP normativa regolarizzazione – Clikka) il giornalista all’impeto delle risposte legalitarie dell’ex sindaco e governatore non ha neppure accennato a chiedergli il perché se egli era così rigido non ha cancellato le norme delle leggi n. 18/1997 e n. 13/2000 che, con la sua maggioranza, poteva cancellare evitando così ogni rischio di regolarizzare abusi. Questa l’unica domanda che mi sarebbe piaciuta sentire da un giornalista che vuole restituire ai cittadini la capacità di valutare la politica ed i politici! Peraltro, per come si sono succedute le leggi regionali per tutta la durata della gestione bassolino la cd. sanatoria era obbligatoria per i comuni, divenendo facoltativa solo nel 2013 con la legge finanziaria della regione campania n. 1/2013, come si evince dal Parere Avvocatura municipale clikka. E’ altresì chiaro che il giornalista si è visto bene dal considerare che la occupazione illegittima di 4.500 case si è realizzata tutta sotto la gestione regionale/comunale bassolino/Iervolino e che le risposte legalitarie del ex governatore mal si conciliano con questo dato di fatto! E’ avvilente! Sono convinto che i giornali hanno una grande responsabilità nel riciclo di una classe politica ormai al tramonto o forse, per loro, all’alba di una nuova vita ….

Da Repubblica Napoli di oggi (09.08.2013). A. Di Costanzo

De Magistris, che confusione sulla sanatoria per gli abusivi”

Bassolino: tanti camorristi nelle case occupate
«LA confusione è grande. E la situazione  è pessima». L’ex sindaco Antonio Bassolino ripete più volte la parola confusione quasi che non riesca a capacitarsi del pasticcio  della delibera sulla sanatoria per gli occupanti abusivi arrivata in giunta, respinta, e poi “adottata”  dal Consiglio comunale.
Lei Bassolino, che cosa ne pensa?
«Si porta in giunta una delibera molto delicata e il sindaco è assente  perché in vacanza all’estero. Non è che il sindaco ci deve essere sempre, ma se il primo cittadino è assente e viene presentata una delibera  molto delicata, si presume che l’abbia concordata con qualcuno,  con il vicesindaco o con l’assessore  competente. Da quello che si evince il sindaco è contrario alla delibera e questo è singolare. La delibera non viene approvata, poi c’è il Consiglio che discute della  vicenda con gli articoli 37, cioè in base alla possibilità di portare temi e problemi in aula. All’ordinedel giorno non c’è alcun atto deliberativo  sulla sanatoria, eppure tutti sanno che si affronterà il tema,  ma il sindaco è un’altra volta assente, pur essendo, questa volta,  a Napoli. Il punto è: ma allora de Magistris è contrario o no?».
Qual è la sua risposta?
«Se davvero il sindaco fosse stato  contrario, andando in Consiglio  avrebbe reso più forte la sua contrarietà perché avrebbe potuto  esprimere la propria volontà e il parere del sindaco conta. Invece de Magistris non va, molti consiglieri  parlano della sanatoria e tutto viene rinviato a settembre».
Poi però il sindaco parla…
«De Magistris non va in giunta, non va in Consiglio, ma tiene una conferenza stampa e dice: “Il Comune  è contrario alla sanatoria. Siamo per la regolarizzazione”. È difficile vedere e capire la differenza,  anche perché poi de Magistris  aggiunge che “è stato un errore  parlare di sanatoria nella delibera”  e qui la confusione diventa  ancora più grave. Mi chiedo: se il sindaco era davvero contrario e pensa addirittura che sia stato un errore parlare di sanatoria, ma com’è possibile che gli uffici che fanno capo a lui hanno fatto arrivare  in giunta, con il sindaco assente,  un atto deliberativo sul quale il primo cittadino era contrario?».
Al di là del pasticcio, quello della  casa resta un problema.
«Materia molto delicata. Gli occupanti  abusivi trovano tanti appoggi:  sia a destra sia a sinistra. È un’area di povertà e bisogni sociali veri, ma, attenzione, in tanti casi,  i protagonisti e i registri sono legati  alla camorra. A volte i capoclan  s’insediano in edifici occupati per controllare da vicino».
Nel 1997 con lei sindaco fu sgomberato il rione Pazzigno.
«Lo ricordo bene. Era piena estate. Circolavano voci di imminenti  occupazioni. Con il prefetto Romano e il questore La Barbera pensammo che cacciare le famiglie  abusive era la migliore prevenzione  e decidemmo di intervenire  con il massimo della segretezza.  Impegnammo mille uomini.  Servirono anche molti autisti per guidare i mezzi utilizzati per traslocare i mobili».
Che cosa la colpì in particolare di quella giornata?
«Due donne: una era una camorrista  che gridava e imprecava ritenendo inaudito quello che stava  accadendo. E un’altra, un’anziana  signora, viveva in un ospizio: insieme ad altri legittimi assegnatari  la facemmo entrare negli alloggi liberati. Per questo doppio intervento incrociammo i dati del Comune sugli occupanti con quelli della questura sulle famiglie camorriste: coincidevano in molti  casi».
Che cosa ne pensa delle sanatorie?
«Non ho mai voluto sapere nulla  di legalizzazione delle occupazioni  abusive. Dieci anni in Regione  e mai nessun atto in questo senso. Ora è stata data la possibilità  ai Comuni di aderire alla sanatoria  con un articolo di una norma inserita in una legge di bilancio dalla giunta Caldoro. Lo dico con grande sobrietà: abuso chiama abuso e le sanatorie chiamano altre  occupazioni».
Qual è il futuro della giunta de Magistris?
«La confusione è anche figlia di una evidente debolezza del sindaco  e della giunta. Non mi turba tanto che ci siano opinioni diverse,  mi colpisce che portino alla paralisi  su questioni delicatissime. Dopo il voto al Comune si è insediata  una maggioranza enorme, senza precedenti, che ormai non esiste più politicamente e, a volte, neanche numericamente. E sono trascorsi appena due anni. Sulla carta il sindaco ha ancora davanti a sé tre anni durante i quali si potrebbero  fare tante cose. Ma in questa situazione rischiano di essere  un lento stillicidio per la città. Spetta alle associazioni della società  civile più attive e consapevoli e alle forze di centrosinistra portare  avanti linee chiare. Il Pd, per esempio, sulla richiesta di un referendum  ha assunto una iniziativa giusta e forte, mentre, su temi come  quello della casa, è dentro la stessa confusione dell’amministrazione  e si muove su una linea a mio avviso sbagliata. Occorrerebbe  più chiarezza e, partendo dai problemi, costruire un’alternativa  ».

3 commenti su “Sulla sanatoria degli alloggi parla bassolino

  1. Elvis Criscuolo
    9 agosto 2013

    Scampia non è Pazzigno, i tempi sono cambiati, e anche la gente…

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  2. Maria Antonia
    25 agosto 2013

    Sarà perchè molti “giornalisti” in tempo di paludamento dei fatti e speranze di assunzione in redazione fanno gossip più che inchieste libere?.Essi dimenticano che laddove ambiscono in molti mica è facile sbaragliare gli altri solo perchè di area bassoliniana e con qualche parente in fieri .Spariti i pur pilotabili concorsi, dell’affidabilità si è persa memoria in luogo di dubbie fedeltà oggi a dei padroni auspicando che non si addivenga pronti ad obbedire anche a dei padrini.Ma fosse solo per testimoniare che un altro mondo è possibile vai Gennà………………

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  3. salvatore penzone
    18 ottobre 2013

    Il Pd ha il coraggio di presentare Bassolino ai napoletani come un amministratore preferibile a De Magistrise. I napoletani hanno dimostrato di avere la memoria incredibilmente corta e una grande ingenuità partecipando a questo referendum. Ma scusate vi siete dimenticati dell’emergenza rifiuti, di come centinaia di milioni sono andati ad arricchire gli amici dell’allora commissario straordinario all’emergenza rifiuti Antonio Bassolino. Durante l’udienza preliminare.[1][2] i PM Noviello e Forleo contestarono che l’emergenza rifiuti era stata l’occasione per far guadagnare cifre «inimmaginabili » a chi lavorava al commissariato straordinario, dove durante la gestione Bassolino i subcommissari ricevettero compensi pari anche a novantacinquemila euro al mese. I vertici di Impregilo e alcuni ex rappresentanti del commissariato si sarebbero letteralmente arricchiti: il subcommissario Vanoli percepiva un milione e cinquantamila euro all’anno, i subcommissari Paolucci e Facchi, compensi tra gli ottocento e i novecentomila euro. Ci siamo dimenticati di come, Questi signori, hanno alimentato l’emergenza per fare in modo che il flusso di milioni dalle casse dello stato non si fermasse? Ci siamo dimenticati del buco di bilancio che ha lasciato nelle casse della regione di 13 miliardi di debiti fatti coi soldi pubblici. Come non ricordare il buco nelle casse comunali per incassi fittizi e bilanci gonfiati fatti dalle amministrazioni di centrosinistra, un buco 850 milioni ereditato dalla giunta De Magistris e che l’attuale sindaco è riuscito quasi per miracolo a pareggiare pur non avendo nulla in cassa per sanare i debiti e sotto un regime di tagli agli enti locali che non si era mai visto nel nostro paese.
    Un risultato questo che parla chiaro della conduzione seria e onesta di questa amministrazione. Non ci dimentichiamo, poi, dei 28 milioni sottratti al bilancio della regione per aver effettuato con la Banca UBS, presso cui lavora il figlio Gaetano Bassolino, operazioni economiche a svantaggio della regione. e potremmo, ancora, continuare di questo passo e, anche se non è andato in galera perchè le condanne sono cadute in prescrizione, è ridicolo ed autolesionista che noi napoletani si sia ancora lì a fare il tifo per gente pronta a tornare all’attacco di quello che resta dei beni comuni.
    Qualcuno si è chiesto come mai questa FARSA DEL REFERENDUM proprio ora che la finanza europea e internazionale spinge alla privatizzazione delle municipalizzate?
    Queste ultime sono state individuate dalle agenzie di valutazione finanziaria come la vera ricchezza dell’italia, ancora più dei gioielli di famiglia come le Poste, Finmeccanica, Iri, ecc. che pure andranno vendute a prezzi stracciati a investitori esteri con la scusa che bisogna risanare il debito pubblico. Il fatto è che al piano di privatizzazioni si oppone strenuamente De Magistris, piano che, invece, è caldeggiato dal “PARTITO UNICO DEGLI AFFARI-fatti sulla pelle delle istituzioni e dei cittadini”. Il partito unico di centrodestra-centrosinistra che spinge, pure, per il vecchio piano di costruzione degli inceneritori, anche questo, fermamente respinto da De Magistris. Questa è la lettura da dare agli attacchi che si stanno orchestrando a scapito della giunta comunale.
    Vi prego….. svegliamoci !!!
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Questa voce è stata pubblicata il 9 agosto 2013 da in Napoli con tag , , , , .
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